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TWF - Tex Willer Forum

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  1. Today
  2. ...e mi sa che siamo finiti totalmente off-topic Riassumo il mio giudizio sulla storia e chiudo (almeno per me): una buona storia che mi ha appassionato per diversi albi... ma mi ha lasciato con una forte delusione per il banale finale.
  3. Yesterday
  4. Ma sono perfettamente consapevole che sto generalizzando cose molto più complesse, ti garantisco che non mi stavo illudendo di aver trovato la chiave per predire la storia umana in un post in un forum! Sono tendenze molto generali e si combinano a molte altre (per esempio, la già citata concorrenza di altri media, o ideologie che si diffondono che impongono l'ottimismo, il boom di specifici personaggi, etc.) e stiamo comunque parlando di lettori che hanno ciascuno gusti e idiosincrasie personali. Non è una legge assoluta tipo "quando c'è una crisi tutti vogliono storie a lieto fi
  5. Non ho altro da aggiungere a quanto scritto sei anni fa (salvo che Borden non ha risposto alla mia domanda...). Il primo albo è il più bello dei tre, con la presentazione dei pigionanti della locanda che è semplicemente deliziosa. Delizioso è lo sceriffo di Heaven, delizioso il cruccio di Donna quando scopre che Kit e gli altri non sono giunti lì per trovarle, ma solo per adempiere al loro immancabile ruolo di uomini d'azione. Delizioso anche il personaggio di Jim Lane, le stragi della "Famiglia" al trading post e a Dogtown. Delizioso il manrovescio di Carson al Kid e il rimpianto
  6. Ragazzi, mi sa che siamo andati troppo oltre le intenzioni dell'autore. Boselli non ha pensato ai drammi della Storia o alla fame nel mondo. Ha compiuto invece un'operazione furbetta: è un nuovo autore, ha scritto una bella storia, il protagonista buca lo schermo, ora sai che facciamo? Facciamolo morire, "facciamo dramma", come dice Diablero, così facciamo venire i lucciconi ai lettori che si commuovono e si sentono ancora più appagati dal bel pugno nello stomaco che gli assesto a fine storia. Il finale lacrimevole era un mainstream all'epoca, dice Diablero, per questo è troppo te
  7. La storia è la scienza degli uomini nel Tempo,come diceva il mio idolo Marc Bloch... Non c'è mai un lieto fine,vige il principio di riequilibrio... La Guerra di indipendenza americana ha favorito la nascita di un gramde Paese,gli Usa.ma al contempo ha aperto la colonizzazione di territori sterminati ad Ovest degli Appalachi, distruggendo la cultura indiana e portando ad un progresso che ha favorito lo Wasp System... però se non ci fosse stato questo,il West come lo conosciamo noi non ci sarebbe mai stato...se Polk nel 1848 non avesse dichiarato guerra al Messico,la storia del Sud Ove
  8. beh,insomma...con cognizione di causa,essendo da sempre interessato all'argomento,ritengo ti sbagli quoto al 100%
  9. Be', d'accordo, la Storia è una tragedia continua, ma ci sono eventi storici più drammatici e altri meno: la guerra di liberazione americana dagli inglesi di fine '700 ispira più un lieto fine di quella fratricida del 1861, il Risorgimento italiano (con tutti i suoi lati oscuri, per carità) è meno drammatico (storicamente e narrativamente parlando) del fascismo o del nazismo, e così via... Non so, non sono uno scrittore, ma non mi verrebbe di scrivere una storia a lieto fine sulla guerra del Vietnam o sulla recente dell'Afghanistan, mentre sulla liberazione dal nazifascismo o sulla fine del co
  10. Sostanzialmente mi accodo al commento che fece a suo tempo il pard @Condor senza meta e anche al suo giudizio finale. Storia che si mantiene ampiamente sopra la sufficienza ma che non regge il confronto con i capitoli precedenti della saga Tex vs Mefisto/Yama, in particolare il precedente "Il figlio di Mefisto" dove ci veniva presentato lo stesso Yama. La storia parte benissimo, ricollegandosi con il finale della precedente puntata, descrivendo come meglio non si potrebbe (Galep strepitoso!) le sorti di Yama in mezzo alla tempesta. Il resto non si mantiene agli stessi livelli risulta
  11. Nella storia c è Buffalo Bill,c è il tema dello spettacolo (topos che è presente in molte storie del Bos, finzione circense o teatrale che diventa tragica realtà per intervento "esterno"). Soprattutto,c è L ambientazione cittadina che si mischia con altri generi. Anche l introduzione del Bello ma "str...", fasullo Daniel (un antesignano di Castle, benché molto meno tosto) è un cliché di Boselli. Il Maestro perde per colpa dei suoi collaboratori...il piano che ha progettato è perfetto, ma al solito I collaboratori non sono all'altezza del capo e ci mettono del loro per far fallire il
  12. Se è per questo, quale evento storico ha mai avuto un lieto fine? Prendi quella che potrebbe essere considerata la più grande "vittoria del bene" del xx secolo: le truppe alleate (sovietiche) che che liberano i prigionieri dei campi di sterminio. Solo che se non fermi la storia PROPRIO LÌ come fanno di solito, la storia reale prosegue e scopri che quasi tutti gli aguzzini l'hanno fatta franca, molti aiutati dagli USA in funzione antisovietica, e hanno fatto la bella vita da ricchi mentre le loro vittime spesso non hanno nemmeno riavuto indietro i loro beni... Se non puo
  13. Last week
  14. Non mi pronuncio, dovrei rileggerla. Sulle altre domande... scusa ma non ho voglia di riscrivere il post perso. Un po' per il malumore per averlo perso, un po' perché, avendolo scritto, si è un po' esaurita la voglia di "dire la mia" (è una tecnica che uso ogni tanto con le risposte da arrabbiato, le scrivo e poi le cancello...). Ho risposto a Grande Tex sul finale "originale" perchè era un altro argomento più generale. Sul suo ultimo post invece sono abbastanza d'accordo. Storicamente, credo si sia visto un rapporto inverso fra "fiction" ed "eventi belli e brutti".
  15. ma è diverso da quello che hai scritto tu. ne parliamo magari nell'apposito topic, ma per quanto mi riguarda non ora, rispetterò la mia rilettura cronologica.
  16. Naturalmente le circostanze sono molto diverse: ne Gli Invincibili Shane viene tradito da un amico, qui invece Torrence viene ucciso da un nemico. Però il discorso di Diablero sembrerebbe attagliarsi anche a questa storia e da qui nasce la mia domanda. Dalla risposta dipenderà anche la possibilità che io richieda un ban perpetuo per Diablero, questo sì. Tornando sul finale di Cercatori di Piste e sulle domande di Diablero: il finale è telefonato? sì. Non è un agguato serio? Per me questo è un aspetto irrilevante, l'importante non è come avvenga l'omicidio, ma che avvenga. Ci
  17. non è il luogo adatto per parlarne,ma come fa uno a non accorgersi che sta uccidendo dei bambini?
  18. La scena che cita Grande Tex anche secondo me non era riuscita. Ma la ricostruzione è inesatta: Parkman non era consapevole di star uccidendo vecchi e ragazzi (e questo io contestavo, che un ex militare come lui non si accorgesse di quanto stava facendo) e dopo se ne rammarica sinceramente. Comunque potrei ricordare male: la devo rileggere, è passato troppo tempo...
  19. E' una ricostruzione oltre che semplicista del tutto inesatta, a quanto mi consta. Ricordi male.
  20. l'originalità non era ruferita al finale triste, ma al modo in cui questo avviene! ma non direi,di solito i personaggi principali alla fine del racconto non muiono così concordo in pieno però Martin Mystere e Zagor ancira tengono botta da quel punto di vista In realtà,è proprio il contrario.Una volta succedeva ancora più spesso,solo che nessuno se ne rendeva conto.Adesso,succede relativamente di meno proprio perchè ce ne si rende conto di più. Mi permetto comunque di dire che,dato che la realtà è così brutta,i fumettisti( come i registi e gli sc
  21. Sicuramente. Concordo. Però questo è un discorso da prendere con le pinze. Cioè se uno si aspetta un finale e poi viene sorpreso (o no) dipende molto dal lettore,dal suo background. In questa storia io ci sono rimasto di shit, idem ne Gli invincibili. Non perché non me lo aspettassi ( mi aspetto spesso il finale amaro) ma perché ci sono rimasto male. Emotivamente il finale amare ti colpisce. Poi dipende anche a che età leggi certe storie.
  22. E' una giusta osservazione, ma non parlerei solo di clichè per i finali amari. Certo, i fumetti (e i libri, i film...) si ispirano ad altri fumetti, ad altre opere, e seguono le mode e determinate convenzioni e stilemi che vanno per la maggiore, ma vengono influenzati anche - e soprattutto - dalla realtà in cui vivono i loro scrittori. E sinceramente la realtà di oggi - e dagli anni 70 in poi - non induce molto i narratori a raccontare storie a lieto fine. Voglio dire, la cronaca nazionale o la politica internazionale o le ingiustizie quotidiane, a cui uno assiste tutti i giorni, non
  23. Occhio Diablero, è una trappola! Se dai la risposta sbagliata Leo non ti rivolgerà più la parola
  24. quindi pensi la stessa cosa della morte di Shane?
  25. 1) Quello NON era ovviamente il post che ho perso. Non metterti a contestare due battute come se fossero le mie argomentazioni (c'era un motivo per cui il post era venuto lunghissimo, mannaggia...) 2) Anche da questo si vede la tua scarsa esperienza di lettura (anche comprensibile, se davvero hai l'età che dici). In realtà il tuo finale "originale" è quello di gran lunga più banale, scontato e frequente. Era originale negli anni 60, cioè più di 50 anni fa! Poi negli anni 70 è diventato una moda (il lieto fine era considerato vecchio e sorpassato, i fumettisti alla moda do
  26. io credo che il personaggio, che qui è ottimo,sia stato veramente rovinato nel sequel. Se non sbaglio gli succedeva qualcosa del tipo " Oh,ho ucciso dei bambini,ma un secondo dopo me ne pento. Tanto Tex dice che mi perdona,non ho mica fatto niente di grave." Probabilmente il più grave scivolone di Borden su Tex: fa davvero tristezza rileggere questo capolavoro pensando a quello che è successo dopo al charachter.
  27. ma sinceramente,non penso che un personaggio debba morire per forza in modo eroico.Mi ritrovo nel commento di Betta: l'obbiettivo era salvare i suoi indiani e lo ha fatto.Il maggiore,per morire,avrebbe benissimo potuto suicidarsi per il disonore,o magari mancare il colpo ed essere poi ucciso.Mi sembra ovvio che l'intemzione fosse più quella di dare alla storia un finale triste, più originale rispetto alla classica,scontatissima morte in combattimento.
  28. Finita la lettura di questo capolavoro, mi sono fermato un attimo a riflettere. Tra i capolavori riconosciuti di Borden, si citano sempre Il Passato di Carson, Cercatori di Piste, Gli Invincibili, Sulla Pista di Fort Apache e i Sette Assassini. Queste ultime due sono rispettivamente la settima e la ottava storia pubblicata sulla serie: su otto avventure, quindi, cinque sono considerati capolavori (con I Cercatori di Piste un pelino inferiore alle altre). Quando diciamo che Borden ha esordito in maniera esaltante con Il Passato di Carson, siamo forse ingenerosi, perché allargando lo sguardo a t
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