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TWF - Tex Willer Forum

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  1. Past hour
  2. Splendida storia corale, nel senso che è intrisa di personaggi sia positivi che negativi, tra i quali spicca l’Agente del titolo, che ricorda tanto l’Ispettore Javert de “I Miserabili”, per la sua tenacia nel voler perseguire un uomo da lui ritenuto colpevole, non per cattiveria ma per senso del dovere, salvo poi ricredersi quando, finalmente, lo incontra e lo conosce, ammettendo le proprie colpe ed i propri errori. Conosciamo, addirittura, due figure femminili che sono state vicine, sentimentalmente e fisicamente, al Nostro, anche se il loro ruolo è piuttosto marginale, segno, comunque, che l’autore vuole umanizzare il suo personaggio creandogli intorno una serie di figure, nuove e diverse, pur non concedendo loro troppo spazio per non stravolgere completamente i canoni della serie. Se mi posso permettere, questa è un’ottima scelta in quanto è giusto rispettare quelli che sono i princìpi voluti dal creatore della saga ma, dopo 70 anni, è giusto modernizzarla leggermente senza comunque stravolgere. Su Rubini, il mio giudizio è ovviamente positivo ma non entusiasta. Mi piace molto il suo tratto ma c’è chi fa di meglio. Ad esempio, come con Zagor, non riesce a rendere al meglio il profilo del protagonista; inoltre, alcune scene sono confusionarie (vedasi, ad esempio, quella in cui il tenente uccide il coccodrillo con la sciabola: non si capisce dove affonda l’arma né in che posizione sia l’animale). Voto alla storia: 8,6 Voto ai disegni: 8,5 Ma anche l'Italia.
  3. Yesterday
  4. Storia leggibile. I ritmi di Tex risentono un poco dalle poche pagine a disposizione, nonostante questo Ruju imbastisce una buona trama. Sono d'accordo che ci sono piccole incongruenze, vedi la bruja, e alcuni cattivi inconsistenti, ma tutto sommato il risultato è positivo. Buoni i disegni, l'unica cosa che disapprovo è l'abuso di troppi volti di attori noti. Ogni tanto uno, va anche bene, ma il troppo stroppia. Voto finale al tutto 7. Spero che il prossimo cartonato sia quello di Breccia. Non vedo l'ora.
  5. A me la storia imbastita da Ruju è piaciuta molto. Ben ritmata, con colpi di scena ed elementi di mistero, perfettamente adeguata al numero di pagine a disposizione. Promossi anche i disegni.
  6. Solitamente, quando si parla di western italiano a fumetti, si identifica "Tex" come massimo rappresentante del western classico e "Ken Parker" come baluardo del western revisionista. A mio parere, se sul piano stilistico è innegabile che la serie targata Berardi/Milazzo sia più imprevedibile e complessa a livello di composizione della tavola, gestione degli spazi e dei silenzi rispetto a "Tex", bisogna considerare che dal punto di vista contenutistico "Tex" è un fumetto tutt'altro che classico. Si pensi a come, un buon decennio prima dell'avvento del cinema western revisionista, Bonelli avesse già detto la sua sulla questione indiana con "Sangue navajo" o sulla guerra civile con "Tra due bandiere". Per non parlare di come "Tex" abbia saputo nel tempo mescolare toni e registri con ammirevole disinvoltura, passando dall'ironico al crepuscolare, dallo storico al fantastico. A mio parere, ciò è dovuto al fatto che per gli americani all'epoca il western era un genere sacro e intoccabile, mentre Bonelli e Galep hanno potuto affrontare la mitologia western e la storia americana con la serenità e il distacco europei di chi non parla di vicende della propria nazione e, perché no, anche con quello spirito un po' ribelle e fantasioso, ingenuo e sfrontato tipico del fumetto d'avventura italiano. Voi che ne pensate?
  7. @F80T anche il Texone "Verso l'Oregon" che ho riletto proprio ieri presenta quello che è a tutti gli effetti un serial killer in una delle due trame principali. Credo ci siano almeno ancora una o due storie con altri serial killer al centro - oltre a Orrore, La locanda dei fantasmi, e Verso l'Oregon - ma al momento mi sfuggono non so se quella dei due ricconi inglesi che sparavano agli indiani per diletto può essere considerata tale).
  8. Last week
  9. Si mi riferivo a ciò che ha scritto Diablero. Sono altresì felice di essere stato smentito sulla mia ipotesi da voi lettori. Mancano più di 14 mesi e già sto in fibrillazione.
  10. Tex nella Guyana non era stato proposto nel topic dei soggetti scritti dai lettori a pag. 16?
  11. Anche a mio parere il tratto di Font sta un po' declinando, anche se personalmente lo apprezzo
  12. A sto giro, i disegni di Font, non sono il massimo. Speriamo nella storia. Qualcuno, sa il motivo per cui dei personaggi, assomigliano a Dilan Dog e Groucho ???
  13. Storia breve e alquanto basilare. Un leggero riempitivo senza eccessive ambizioni, dirottato dall'almanacco alla regolare per esigenze editoriali, così come appreso sul Forum. Boselli per l'occasione ripone in soffitta le sue trame articolate e si diletta in una classica storiella, dal soggetto lineare e poco originale. L'esito con cui combina i pochi pezzi del puzzle a disposizione non è di certo memorabile, tanto è vero che dopo pochi giorni dalla lettura ogni scena narrativa cade nel dimenticatoio, ma di certo non è da bocciatura. La trama è trainata dalla presenza di molti personaggi, alcuni tratteggiati caratterialmente come lo sceriffo Dawson o il cacciatore di taglie Burbage, altri nei panni delle semplice comparse. L'episodio scivola via senza eccessivi colpi di scena o pecche e si chiude con un prevedibile lieto fine, d'altronde non vedo come un finale drammatico poteva starci in una simile prova. Una lettura piacevole e con pochi sussulti, utile a distrarre un po' la mente, ma niente più. Con Boselli siamo abituati a ben altro, ma di tanto in tanto ci sta fornire prove minori; paragonandola a "Faccia di cuoio", altra storia autoconclusiva di Borden di quei periodi, risulta superiore e degna della sufficienza. Le similitudini con alcuni soggetti di Faraci sono evidenziabili ma almeno il curatore sfrutta l'abilità alla sceneggiatura per ravvivare lo spunto non eccelso e dona un maggior carisma al fuggiasco Jeff Cartland; interessante pure l'accenno alla continuity boselliana visto che apprendiamo che l'innocente ingiustamente accusato altri non è che un cowboy alle dipendenze di Will Rodgers, già apparso in altre storie, la prima che mi viene in mente "La miniera del fantasma". Un po' stucchevole il colpo di fulmine tra Jeff e Martha, una parentesi rosa evitabile visto le poche pagine a disposizione ma nulla di così irreparabile ai fini del giudizio complessivo. Danubio si ritrovò per caso a debuttare sulla regolare: il suo tratto non è male, buoni bilanciamenti fra bianchi e neri, vignette leggibili e lodevole pulizia di tratto, ma pecca di personalità stilistica e paga un po' pegno nelle anatomie, non sempre impeccabili, specialmente nei campi lunghi. Riscontro pure abbastanza legnosità in alcune scene di azione, ma i primi piani tengono botta e tutto sommato sufficiente pure la resa dei pards. Un autore acerbo, forse non ancora del tutto pronto per la saga. Il mio voto finale è 6
  14. Penso che Doudou si riferisse a "Mister No Revolution", la miniserie in cui si vede un Mister No "alternativo" (ovviamente depresso e stereotipato, visti gli autori) che è nato anni dopo e fa la guerra del Vietnam invece della seconda guerra mondiale. Ma anche Doudou sbaglia, quella miniserie era una versione alternativa che non ha avuto seguito, il Mister No pubblicato recentemente è ancora la versione originale (certo, con tutte le ret-con fatte già da Masiero nella serie originale)
  15. non e' esatto semplicemente, nella serie il tempo e' passato, e Mister No e' invecchiato
  16. Ho "paura" che le novità sui maxi Zagor possano avere a che fare con questo team-up. Se dovessero posticipare le avventure di Zagor, mantenendolo sui 30 anni quando Tex ne ha 20, lo speciale sarebbe collegato a ciò. Mister No è stato posticipato di qualchr anno facendogli vivere le avventure in gioventù in un decennio differente da quello originale. Che ne pensate? Possibile idea o fantascienza?
  17. Da appassionato della guerra civile americana, apprezzo molto le avventure di Tex che affrontano tale periodo storico. A mio parere, "Fuga da Anderville è una storia davvero ottima. La sceneggiatura di Nizzi è tesissima e fila come un treno. Ben caratterizzati i personaggi, tra cui spiccano i due cugini Leslie e John Walcott, ugualmente integri d'animo ma diversi negli ideali e divisi dall'atroce conflitto. Nella drammatica parte ambientata nel tremendo campo di concentramento sudista di Anderville, abbondano i riferimenti al classico di Leone "Il buono, il brutto e il cattivo". Efficace, anche se non del tutto imprevedibile, il finale. Riguardo ai disegni, devo dire di non essere un estimatore dello stile di Ticci, talora impreciso nelle proporzioni dei volti (a volte i personaggi sembrano un po' troppo "stempiati"), ma ammiro il dinamismo che il disegnatore riesce ad infondere alle scene di battaglia e di inseguimento, grazie ad un tratto rude ed incisivo. Davvero un' avventura stupenda, che ho letto tutta d'un fiato.
  18. No: la leggeremo sulla storia in uscita dal prossimo mese con disegni di Brindisi, quindi presumo che la fine vera e propria la vedremo a febbraio 2021. 755
  19. Eccomi giunto a commentare la controversa storia che chiude la trilogia di Kid Rodelo e vede il ritorno di Jack Thunder. Stavolta mi tocca scindere nettamente le sensazioni provate alla prima lettura e il giudizio maturato di recente. In quella estate di cinque anni fa, quando apparve in edicola l’albo “Winnipeg” non ero ancora iscritto al forum, di conseguenza non conoscevo alcuna anteprima, né tantomeno ero in possesso di anticipazioni che potessero farmi sospettare il ritorno del folle bandito cieco sulla saga. Ricordo che accolsi con moderato entusiasmo la presenza di Rodelo e per tutta la durata del primo albo mi scervellai a ipotizzare chi si potesse celare dietro i numerosi omicidi politici in terra canadese. Sebbene l’autore avesse seminato indizi aperti a varie interpretazioni, con l’intento evidente di far sospettare del giovane mutilato, ero più che convinto, come di fatto avvenne, che sotto sotto ci preparava a qualche colpo di scena. La sequenza narrativa dei lampioni spenti prima dell’agguato, mi indirizzò verso Thunder, sebbene stonasse che un simile individuo partecipasse a una cosi complicata congiura. La farò corta, la storia tutto sommato mi convinse anche se il ravvedimento di Rodelo, allora come oggi mi diede un po’ di fastidio. Come con il ritorno di Raza, Borden cercò di far di tutto per mettere dubbi al lettore ma alla fine i suoi due personaggi divennero alleati dei nostri. Come già sostenuto nel commento della storia che precede “Winnipeg”, la metamorfosi caratteriale di Rodelo non mi va proprio giù, la trovo troppo forzata vedendo come ci fu presentato all’esordio e purtroppo viene completata in questa storia. Ammetto che sperai a lungo che realmente il giovane bandito fosse tornato sulla sua vecchia e più congeniale strada del male, alleandosi al vecchio maestro cieco e destinato a essere sconfitto definitivamente dai nostri, ma purtroppo non fu così, anzi l’autore gli donò pure un melodrammatico finale che supera in intensità emotiva quello di Bronco Lane, altro personaggio figlio di quella vecchia storia di Heaven. Ovviamente le scelte degli autori non sempre seguono quelli che sono i nostri gusti e spesso vanno in direzione opposta dai nostri desideri, fa parte del gioco, ma indubbiamente rimane il dubbio se il vero Rodelo sia quell’infernale canaglia del primo episodio o il grigio e convertito bandito dei due seguiti. La recente rilettura non ha solo riaperto questo enigma, ha anche evidenziato una strana tortuosità di sceneggiatura, insolita nelle prove di Boselli. Il primo albo riletto a mistero svelato, si mostra troppo verboso, con dialoghi al limite della pesantezza, poca azione e ritmo alterno, il tutto incentrato sulle valutazioni dei pards in merito al presunto ravvedimento del Kid. La storia prende vitalità nella seconda parte, con il consueto finale scoppiettante e alcune trovate (come quella delle allucinazioni) piacevoli, ma le perplessità sul soggetto non si attenuano. Sul finale mi sono già espresso, Rodelo ne esce quasi da eroe e Thunder stavolta perde quell’alone mistico di bandito maledetto e cade ordinariamente in duello. Anche il terribile bandito sembra un lontano parente della belva sanguinaria e psicopatica che agiva accanto alla sua infernale banda nell’assalto a Heaven. Come per Rodelo, Borden adopera una poco convincente metamorfosi del personaggio, che di colpo diviene un autentico creatore di intrighi e congiure. Dopo l’ennesima sconfitta subita da Tex, lo si sarebbe aspettato ancor più sanguinario e folle, mentre qui sembra gareggiare con la Tigre Nera in quanto ad astuzia per piani e sotterfugi. Poco male, direte, tuttavia personalmente a me questa evoluzione non convince e snatura il personaggio. Borden sembra così aver preso definitivamente le distanze con la storia del ritorno di Lena e Donna. Tutti questi aspetti che ho cercato di riassumere al meglio, mi inducono oggi a rivedere al ribasso una storia, che sebbene non malvagia nel suo aspetto prettamente tecnico, mostra punti controversi sul soggetto di base che spaccano la platea: parecchi utenti la adorano, ma altri (fra cui si annovera il sottoscritto) mal accettano alcune scelte narrative e il ravvedimento di un villain che forse non meritava gli venissero dedicate ben tre apparizioni. L’epilogo inoltre palesa l’errore di giudizio di Tex e Tiger che avevano votato contro nella prova precedente e consolida l’anomala amicizia di Kit col giovane rivale. Non so voi, ma le scene fra i due che sembrano amici di vecchia data a me fanno venire l’orticaria. Torno a ripetere che forse l’antipatia per il Kid mi porta ad assumere una posizione molto contraria nei suoi confronti, ma mi allineo alla linea di pensiero espressa da @pecos, in quanto ritengo che sarebbe stato meglio evitare il ravvedimento del bandito mutilato. Cambiando argomento, faccio notare quella che a mio avviso è un’inesattezza nella mano di poker nell’incipit. Mike vince il piatto mostrando gaio una scala reale di picche che va dal quattro fino all’otto, che rende vano il poker di donne dell’avversario, accompagnato per l’occasione da un quattro rosso. Non vorrei sbagliare, ma vige una regola al poker che stabilisce il numero di carte del mazzo, che varia a secondo il numero dei giocatori. Nel tavolo del saloon i pokeristi sono quattro, quindi le carte dovrebbero partire dal sette e non dal due. Con tutte le carte si gioca al Texas Holding ma in tal caso le regole sono un tantino diverse e non si gareggia con le cinque carte. Tuttavia non vorrei anche stavolta incappare in un errore commesso in passato e fattomi spesso notare, ovvero ragionare con la mentalità di oggi, magari nel far west giocavano con l’intero mazzo e la regola da me citata è stata inserita solo dopo. Se è così, considerate nulle le ultime righe del commento . Un po’ sottotono la prova di Font, che forse sentì il peso della numerosa mole di tavole e un'a sceneggiatura non tanto congeniale per le sue caratteristiche. Tuttavia l’artista spagnolo, seppur non brillando, riuscì comunque a garantire un esito accettabile ed è presumibile che se ci dovesse essere un ritorno di Dallas e Mike sulla saga, il seguito verrà nuovamente affidato ai suoi pennelli. Il mio voto finale è 5
  20. Ho un vago ricordo che si tratta in realtà della stessa che potrebbe/dovrebbe essere ambientata a Dry Tortugas... Nel senso che anni fa mi pareva di aver letto qui sul forum di una idea per una avventura sull'Isola del Diavolo della Guyana Francese, poi però qualcuno (non ricordo chi con precisione) aveva precisato che l'eventuale location sarebbe stato l'arcipelago di Dry Tortugas, al largo della Florida... Perlomeno, io ho questo vago ricordo... Se sbaglio, invito chiunque a correggermi...
  21. C'è da dire che negli ultimi anni Mauro Boselli non si è lasciato sfuggire troppi particolari su storie che prima o poi pensa di realizzare. Adesso è anche difficile rammentarsi di qualche indizio che, tra una discussione e l'altra è trapelato. Di una storia che, però, si era parlato, ricordo che qualche possibilità l'aveva lasciata aperta, anche se data la location se mai la leggeremo difficilmente sarà nei prossimi anni: Tex nella Guyana francese.
  22. Personalmente ho sempre apprezzato il suo Mister No: sin dalle sue primissime storie mi ha colpito il tratto morbido ma anche dinamico e ho iniziato a identificare il personaggio proprio con i suoi disegni. Su Tex non mi ha mai convinto ed, effettivamente, l'ho sempre considerato un pò un outsider del mondo "texiano". Forse anche perché il suo impegno era limitato ad albi extra serie regolare. Secondo me ha anche avuto la sfortuna di disegnare alcune delle storie più deludenti di Tex, in primis "Figlio del vento" (storia veramente pesissima) e il famigerato "Fort Sahara".
  23. Di Fairfax a me fregava, finché c'era - quanto di un giornalista esperto di basket italiano a commentare i pro e contro della Brexit. Faremo a meno del Regno Unito cugino, faremo a meno del cronista cestofilo senza rimpianti. Anche perché fai che cos'altro avrebbe potuto aggiungere? Simpatia per zanzare e anfibi, Ad anni di distanza? No, "fuori dalle" una volta per tutte. P.S. Nessun commento sul giornalista di basket, grazie. Anche perché EX quanto un compagno di classe di Kit Carson, ormai.
  24. Una volta, credo quando ancora Mister No non aveva chiuso, qualcuno della SBE mi disse che ogni volta usciva una storia di Diso per la seruw guà in perdita era un vero bagno di sangue un rosso estremamente profondo. Sergio non era il tipoda lasciare un disegnatore senza lavoro e così lo mise a lavorare su Tex dove le sue tariffe erano assorbite senza problemi. Per quanto riguarda la serie regolare, all'inizio era previsto dovesse fare anche quella. Una volta, mi pare su Fumetti d'(Italia, vidi un paio di tavole che si dicevano appartenere ad una storia in tre albi in cui l'antagonista doveva essere il Colonnello Drake (non l'inventore del moderno metodo di estrazione del petrolio ma il militare ottuso de "Le colline dei Sioux" ) a capo di un reparto speciale simil Legione Straniera. Quella storia non uscì ma due o tre anni dopo, sul Maxi uscì "Fort Sahara" che aveva un concetto di base simile ma il cattivo non era Drake. Un giorno o l'altro dovrò chiedere a Nizzi cosa sia realmente successo. Sospetto che l'idea di modificareil cattivo sia essenzialmente sua e quella di spostare la storia sul Maxi di Sergio.
  25. Questo mese è andata di lusso, tre storie complete nel giro di dieci giorni. Senza dubbio questa e' nettamente la migliore. Bei personaggi, tutti ben caratterizzati, siano essi buoni o cattivi. Boselli in ottima forma. Disegni di Rubini molto belli e ricercati. Delle sei copertine non saprei quale scegliere come migliore. Voto al tutto 10 alla storia 9 ai disegni. A mio parere chi non legge questa collana ci perde. Anche perché qualcuno lo fa per partito preso, o almeno io leggendo certe argomentazioni,l'ho intesa così. Bho, contenti loro.
  26. Questa è solo una mia supposizione, non suffragata da nulla se non dal ragionamento, ma probabilmente Diso fu "spostato" su Tex prima della chiusura di Mister No perchè Mister No, con le sue vendite, non poteva più permetterselo. Diso lavorava regolarmente con la Bonelli dall'inizio degli anni 70, con una simile anzianità di servizio ed essendo il disegnatore principale (e copertinista) di una serie che prima del declino degli ultimi anni vendeva bene ed era durata parecchio, immagino prendesse a tavola molto più dei disegnatori di Mister No più giovani. Se è così, da una parte il ragionamento in termini "contabili" ha un senso - riduci le spese per la testata di Mister No - in termini generali per la casa editrice non so quanto fosse lungimirante. Se parti dal presupposto che "tanto mister no disegnato da altri vende uguale" e "tanto Tex disegnato da Diso vende uguale" certo, la casa editrice ci guadagna, ma se fosse così, potrebbe pubblicare 200 albi di Tex al mese disegnati da tutti i suoi disegnatori, compresi quelli che disegnano in stile manga e scritti da magari da Chiaverotti... io ho il sospetto che le facessero Tex chiuderebbe in breve tempo, altro che guadagno... Oggi, visti gli scarsi risultati delle nuove serie (e uso il termine "scarsi" per gentilezza e non usare termini più appropriati), si torna ad affidarsi a vecchi personaggi pensionati anni fa (Mister No, Nick Raider, pure Legs...), con il senno di poi non si poteva comunque pubblicare degli speciali di Mister No disegnati solo da Diso, invece di fargli fare tutti quei Maxi che tanto bene non devono aver fatto alle vendite dei Maxi Tex?
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