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TWF - Tex Willer Forum

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  2. E allora mi chiedo il perchè? Perchè non approfondire le conoscenze su quel determinato argomento? Sempre di cultura stiamo parlando (riferito a Tex). Creare dibattito serio non: "E' meglio quello perchè è il creatore" o robe simile. Dialogo serio approfondito, esprimere la propria opinione sul nuovo albo, elencandone i pregi e i difetti senza limitarsi ad affermare: "E' Bello" "E' brutto" perchè è bello perchè è brutto? E' difficile? No, ci sto più o meno riuscendo Io, che problemi potrà mai avere una persona più grande che possiede una capacità espositiva migliore, e che ha più conoscenze? Io critico i gruppi Facebook proprio per la totale assenza di dibattito serio (Poi ogni tanto si passa da un eccesso all'altro, si passa dalla totale assenza di discussione, a dibattiti con post chilometrici di 30 righe). Mi rendo conto che Facebook non è il posto adatto per questo tipo di cose (mi immagino la reazione sotto ad un tuo post scritto su un gruppo Facebook dove i messaggi sono di 2/3 righe massimo e quando c'è qualche polemica, per placare gli animi i post arrivano anche a 9/10 righe), ma allora perchè non iscriversi proprio qui sul Forum, la gente dovrebbe conoscerlo no? Magari proprio come, non avranno una grande 'cultura' nell'ambito fumettistico e generale, ma il salto di qualità lo si nota subito. Invece faccio i miei complimenti, al gruppo "La Leggenda di Tex Willer" dove Tex viene trattato in modo serio, ed al gruppo Facebook del forum. Dove non si salta di palo in frasca, ma dove ci sono quasi sempre immagini, però a differenza delle immagini che vengono postate da altre parti (che sono perlopiù disegni strafamosi o Cover e cartoline della Nuova Ristampa) ci sono molte immagini (che poi sono disegni) meno conosciute.
  3. Facebook, in generale, è totalmente inadatto a qualunque discussione approfondita e meditata (e la cosa è voluta: rallentano la produzione di post e di like, quindi sono scoraggiate in ogni maniera, mentre gli algoritmi del software privilegiano i post corti o fatti solo di immagini, polemici e che possano provocare reazioni istintive e post a raffica). Inoltre è senza memoria, perchè non si vuole creare un qualcosa che rimanga, ma tutto deve essere cancellato e dimenticato immediatamente per far posto a nuove polemiche e nuove tifoserie. Soprattutto, è indispensabile per il profitto che chi posta non sia mai "costretto" ad usare il cervello. il fatto quindi che le pagine diventino gruppi di "tifosi" contrapposti non è un problema: è l'effetto voluto e desiderato. Facebook non è fatto per servire i suoi utenti, è fatto per spremere e sfruttare i propri utenti, sapendo che farli arrabbiare o creare indignazione, guerre di religione, opposte tifoserie e battaglia a colpi di "chi ha più like" facilita la spremitura. Il prevalere di Facebook sui forum non credo sia tanto dovuto al fatto che sia "meglio" (è facilissimo mostrare come sia peggio, in tutto) quanto al fatto che sfruttano una cosa ovvia: che la maggior parte della gente non ha voglia di "discutere", di Tex o di qualunque altro argomento, ma vuole semplicemente far massa e "sentirsi bene", e per far questo, meno "discussioni" ci sono, meglio è. poi una volta raccolta la massa dei fans, è lei stessa (per la spinta all'aggregazione), ad attirare altri utenti. "vado su facebook perchè sono tutti lì". Io consiglio, se possibile (poi c'è gente non può evitarlo per lavoro o perchè nel suo gruppo sociale lo usano tutti) di starne lontani. Proprio a livello di "stanne lontano, stai protetto". Che sia dannoso, crei ansia, stress, perdita di capacità di concentrazione, etc non lo dico io, ormai è ampiamente dimostrato...
  4. Credo che il discorso "nessuno deve restare senza lavoro" (che è stato anche un po' l'incubo di diversi sceneggiatori, costretti a produrre in fretta anche in mezzo alle ferie tavole da sceneggiare per disegnatori che avevano finito in anticipo) fosse gestito a livello di casa editrice, non a livello di singola testata. Se si guarda la produzione degli autori non legati ad uno specifico personaggio si vede che hanno fatto un po' di tutto, spostati di testata in testata oppure a fare anche speciali, "le storie", romanzi a fumetti, etc. (Immagino un po' per esigenze di programmazione, un po' anche per i desideri degli stessi autori che si propongono ) Se si guarda in particolare Manfredi, è stato diverse volte l'autore di punta e il creatore (ma non il curatore, che di quasi tutte era Queirolo) di diverse serie: Magico Vento, Volto Nascosto, Shanghai Devil, Coney Island, Adam Wild, Cani Sciolti, (oltre a diversi numeri de Le Storie, ordinari o speciali) con apparizioni nelle serie di altri più sporadiche e fatte soprattutto all'inizio (le prime storie per Bonelli fatte su Dylan Dog e Nick Raider) e negli ultimi tempi su Tex. Quindi nel suo caso mi pare che il "non lasciarlo senza lavoro" consistesse di solito nel fargli fare nuove serie. Da quello che dice Manfredi nell'intervista, questo tipo di "cura" dell'autore da parte della casa editrice non esiste più (almeno nel suo caso, ma dubito che sia l'unico, con il calo della produzione di storie, nuove pagine da fare per tutti non ce ne sono). Si era detto tante volte in passato che Bonelli produceva un sacco di serie e albi che rendevano poco (se non andavano proprio in perdita) invece di concentrarsi sulle serie di punta, anche per dare lavoro alla propria "scuderia" di autori. (e per "presidiare" lo spazio in edicola). Il non farlo più potrebbe avere risvolti abbastanza drammatici per un sacco di gente: al livello di dover cambiare lavoro (già la maggior parte dei disegnatori di fumetti non guadagna tantissimo, se poi lavorano 4 mesi all'anno gli conviene andare a portare le pizze in motorino). (Nel caso di Manfredi, che può lavorare per altri, più che cambiare lavoro apparentemente si tratta di cambiare editore. Editore, non testata. il problema è a livello di casa editrice, probabilmente per casino di Cani Sciolti, che è stato gestito malissimo a livello di rapporto con i lettori, quindi probabilmente non sarà stato gestito tanto bene nemmeno con gli autori)
  5. A Jim il coraggio di certo non gli manca. Quando capisce chi è il nemico che deve affrontare, prende le sue cose e sparisce disertando, senza dire nulla a nessuno. Si inoltra nei ghiacciati Territori del Nordovest, da solo per sfidare un nemico che ha dalla sua un sacco di alleati. Qui in "Giubba Rossa" è molto preciso, quando affronta Wolfers ed indiani assieme. Però una delle caratteristiche di Jim è saper sparare bene. Qui spara un po' troppo bene? Forse... Però mi va bene, mica stiamo parlando di Pat. Concordo! Nulla toglie, ed aggiunge un piccolo tassello del passato di un gran bel personaggio!
  6. Mah, da quello che dice nell'intervista sembrerebbe che si aspettasse di essere chiamato da qualcuno in Bonelli che gli chiedesse nuovi soggetti, e che non è successo. Dice proprio che una volta gli venivano chieste nuove sceneggiature senza che avesse terminato quelle che stava scrivendo, perché "nessuno doveva restare senza lavoro". Mentre, da quello che capisco, Borden non corre dietro agli autori, ma si aspetta che siano loro a presentare i soggetti. Boh, spero che sia solo un'incomprensione e che Manfredi torni a scrivere nuove storie di Tex: sia perché è un autore che mi piace tantissimo, sia perché in questi tempi di iperproduzione avere uno sceneggiatore di razza come lui garantisce comunque storie di qualità.
  7. Ma può darsi anche. Però è anche un autore di Tex. Io posso solo fargli fare Tex, no?
  8. Al più presto ti imiterò, tanto sono di Chieti e da qui è un attimo... Se in futuro ti ricapitasse di venire da queste parti fammelo sapere
  9. L'anno scorso sono stato in vacanza ad Ortona e, in una giornata di tempo incerto, siamo andati a visitarlo. Come la visita ad altri cimiteri di guerra, ne vale la pena. Non sapevo però che ci fossero anche nativi tra le file canadesi, questo l'ho imparato dal Magazine.
  10. E io che credevo che fosse un problema di soldi o di divergenze sulla gestione delle sue opere (Cani Sciolti)
  11. Da un po' fremevo nell'esprimere una mia opinione riguardante questo argomento. Parto col dire che alla fine quei gruppi Facebook sono utili, tra le migliaia di persone che frequentano i gruppi molte non acquistano tutto di Tex, o non acquistano più Tex. Travolti da un Euforia generale, visto che il 99% dei commenti ai nuovi albi è positivo, alcuni lettori hanno ricominciato a leggere Tex, ed alcuni lettori spinti sempre da quest'euforia generale anche nel valutare gli speciali, iniziano ad acquistare anche le testate speciali, anzichè prendere solo la regolare, perchè hanno la collezione (secondo me il motivo per cui le testate extra non hanno mai venduto quanto la regolare è proprio che molti lettori hanno la collezione della regolare e a loro non interessano altre pubblicazioni di Tex, conosco una decina di persone che fa così, solo che è un numero misero di persone quindi magari mi sbaglio. Ci sono eccezioni come Il Texone di Magnus o di Andreucci entrambi esauriti perchè ai tempi vendettero più del normale). Questo è il lato positivo dei gruppi Facebook, ma i contro sono secondo me tanti. Ho notato negli ultimi tempi che i gruppi più ad assomigliare ad un gruppo di fumetti per l'appunto, assomigliano molto ai gruppi (o video su Youtube) dove interagiscono tifosi di diverse squadre italiane. Infatti ci sono state molte discussioni su quale fosse il miglior disegnatore di sempre, ed ho letto molti commenti dove venivano utilizzate frasi o parole che non lasciavano diritto di replica come: "Non c'è nemmeno da discutere" "Ovviamente, Assolutamente....." e qualcuno ogni tanto veniva ripreso perchè non gli piaceva un disegnatore che piaceva al 90% dei lettori. Esprimere la propria opinione, creare un dibattito o una discussione è una cosa molto bella, e non importa se una persona concorda o meno con te, l'importante è parlare in maniera civile. Su questo aspetto ci tengo molto, visto il mio giudizio su Giovanni Luigi Bonelli e su Aurelio Galeppini. Se fossi stato iscritto in uno di quei forum o gruppi dove i creatori di un fumetto sono sacri ed intoccabili, e se qualcuno parla male di loro viene ricoperto di pece e piume. Mentre qui per fortuna non è ancora successo. Ed ora la nota dolente, ovvero la superficialità con cui si parla di Tex. Metto subito le mani avanti, io non ho la conoscenza di Diablero o di Monni o di chiunque altro qui sul Forum, però sui gruppi Facebook c'è poca critica e molta superficialità come già ribadito dagli altri forumisti prima di me. il 90% dei commenti come già detto prima è sempre positivo,non importa che si parli di "Furia Rossa" o di "Moctezuma" le storie sono sempre belle. Oltre ai giudizi (che non discuto sia chiaro ho appena detto che ognuno è libero di esprimere la propria opinione, solo che vedendo le analisi che fanno i forumisti qui ed i giudizi che danno da altre parti, non dico che c'è un abisso di differenza, ma poco ci manca.) certe volte leggo domande assurde del tipo: "Tex Willer è una ristampa di Tex?" Tralasciando il fatto che una richiesta fatta in modo civile, merita sempre risposta. Però Tex Classic non ha nemmeno quattro anni, non ci sono le cover di Galep e gli autori sono diversi. Ovviamente io parlo in generale e non conosco uno ad uno tutti gli utenti di tutti i gruppi Facebook o di altri gruppi, oltre ad esserci persone che conosco Tex o gli altri fumetti in modo approfondito. Ogni tanto escono dei quiz su Tex veramente tosti, io non saprei rispondere nemmeno alle domande più semplici, quindi non parlo di tutti, ma parlo in base ai commenti generali che leggo.
  12. Tra i contenuti di approfondimento, nel mio precedente post ho colpevolmente dimenticato di citare il bell'articolo sui nativi arruolatisi volontari nell'esercito canadese durante la Seconda Guerra Mondiale, molto dei quali hanno combattuto in Italia, ed alcuni vi sono anche morti (a questo proposito, dopo averlo letto mi sono ripromesso di andare appena possibile a visitare il cimitero canadese di Ortona, che mi è decisamente vicino). Tre pagine davvero ben scritte, che illustrano perfettamente il contributo non indifferente ma non sempre adeguatamente riconosciuto di quegli uomini, anch'essi troppo spesso vittime dei pregiudizi razziali dei loro superiori...
  13. I gusti sono gusti, ma i disegni di Mario Rossi, parere personale, non sono riusciti a gradirli. A volte Tex e Carson mi sono sembrati schiacciati. Capisco le differenti rappresentazioni dei vari autori, ma non sono stato in grado di apprezzarli.
  14. Diciamo che Manfredi ha lanciato un segnale e borden lo ha raccolto. Tutti utili, nessuno indispensabile.
  15. Mi sono limitato agli episodi più eclatanti, quelli citati nel Magazine. In realtà il mancato premio più scandaloso fu quello di "Mission", episodio ricordato con amarezza anche dallo stesso Morricone. Io aggiungerei anche lo splendido "I giorni del cielo" di quel genio di nome Terrence Malick, per il quale avrebbe dovuto musicare anche "La sottile linea rossa", opera di ineguagliabile valore e bellezza. Scusate, fine OT.
  16. C'è il Covid. La mia posizione è espressa nel post precedente se qualcuno ha la pazienza di capire.
  17. Anche a me strapiace Carpenter! Preferisco "They Live" memorabile la scena, in cui una donna si aggiusta i capelli e Nada dice: "E' inutile che ti aggiusti i capelli con quella faccia da morto che ti ritrovi" (più o meno dice così). Grande Carpenter! Solo per "Gli Intoccabili"? E per i sei film di Leone? ("Il Colosso di Rodi" non lo conteggio) "Nuovo Cinema Paradiso" e "Novecento"? Morricone è uno di quei motivi per cui l'oscar è un premio fasullo. (Insieme a Kubrick, Leone, Takahata, Hitchcok...)
  18. COLUMBIA RIVER Un principio di mistero, facilmente risolvibile, anche per lo spoiler iniziale, ma la storia procede piacevolmente fino alla logica conclusione. Disegni discreti. Voto alla storia: 6,7 Voto ai disegni: 7,5 GIUBBA ROSSA Piacevole, questa mini su Jim Brandon, descritto, forse, un po’ troppo sopra le righe dal bravissimo Boselli. Sembra, infatti, di assistere ad una storia di Tex, riferendomi al coraggio e alla prestanza del protagonista, o al massimo di Kit Carson. Infatti, non mi ero mai accorto, o almeno non ci era mai stato mostrato, di un Brandon così nelle sue precedenti apparizioni (che hanno interessato, praticamente, tutti gli sceneggiatori principali del ranger), che lo stesso fosse un eroe di tale caratura. Comunque, piccolo e bel tassello aggiunto al passato dell’ufficiale canadese Buoni i disegni di Biglia. Voto alla storia: 6,7 Voto ai disegni: 8
  19. Grande Condor! A me quando la lessi questa storia, piacque tanto. Il finale non me l'aspettavo così drammatico e forse è proprio questo il motivo per cui mi piacque tanto. Bowen un bel personaggio, il migliore di Faraci e Ruju lo caratterizza ancora meglio. Dispiace per Acciarino, un buon disegnatore. Peccato!
  20. Anch'io ho apprezzato molto questa leggera continuity inserita da Boselli.
  21. Mi accodo a MV. Grande storia e bella recensione! Nelle prime storie Boselli inizia a creare una (seppur blanda) continuity. Quando leggo le sue prime storie, questa cosa mi fa piacere. Oltre ad una sua continuity interna, Carson che all'inizio de "Gli Invicibili" torna dopo aver fatto visita a Lena e Donna in Nevada, e proprio in questa storia ci sono altri due esempi di continuity. Jack Thunder e la sua cricca vogliono impossessarsi del tesoro degli Innocenti, chiaro riferimento a "Il Passato di Carson" e poi c'è uno scambio di battute non ricordo però in ch albo, tra Donna e Kit, dove la ragazza dice a Kit che sa della sua storia con Fiore di Luna. Quando ho letto quella battuta sono stato molto contento, nel vedere tutti questi riferimenti a storie uscite tutte nella stessa Fascia. E poi che storie! "Il Passato di Carson" "L'Uomo Senza Passato" "Gli Invincibili" e "Helltown"!
  22. I fumetti sono arte e contribuiscono alla nostra formazioni. Spero di trasmettere a mia figlia di 4 anni questa passione. Concordo...Comunque Nizzi con queste due e con L'uomo senza passato è autore di tre pezzi pregiati. Livelli alti.
  23. Anch'io ho trovato questo Magazine molto piacevole. Premetto che è una pubblicazione che ho sempre trovato gradevole, così come lo era il precedente Almanacco del West. Bello il ricordo del grande Ennio Morricone nell'articolo di Maurizio Colombo; tra l'altro, grazie proprio al magazine, ho scoperto che il grande compositore curò anche la colonna sonora di "La cosa", uno dei miei film preferiti del grande John Carpenter. Non si finisce mai di imparare. Assolutamente condivisibile anche lo sdegno (per me questo è il termine giusto) per il furto dello strameritatissimo oscar per la colonna sonora nel caso de "Gli Intoccabili" e, soprattutto, "Mission". A proposito di quest'ultimo film c'è un piccolo aneddoto che raccontò Morricone in un'intervista. Quando il regista Roland Joffé gli chiese di musicare la colonna sonora, Morricone, dopo aver guardato il film sentenziò che era perfetto così, non aveva bisogno delle sue musiche. Per fortuna il regista non si arrese finché Morricone non accettò: ed uscì un capolavoro che si sommò a quello del film. E proprio Morricone la definì la sua opera più riuscita. Interessante e molto ben curato l'articolo sulla storia delle Giubbe Rosse. Ho particolarmente apprezzato anche il ricordo di Gesuita Joe, terribile protagonista di uno degli episodi di una collana capolavoro come quella di "Un uomo un'avventura". Riguardo alle due storie a fumetti le ho trovate entrambe gradevoli. Se Biglia dimostra una sicurezza notevole ed un tratto sicuro (splendida la primissima tavola), Rossi non mi è sembrato completamente a suo agio, soprattutto nella staticità di molte sue figure. Trovo anch'io che manchino decisamente di dinamismo. Si tratta comunque di piccole critiche all'interno di una prova, secondo me, più che sufficiente. Curiosità: ma solo a me l'indiano "Scudo di ferro" della storia di Boselli ricorda tantissimo l'indimenticabile "Vento nei capelli" di "Balla coi Lupi"? Nel caso, l'ho trovato uno splendido omaggio.
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