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TWF - Tex Willer Forum

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  1. Past hour
  2. Te lo dico con tutta la simpatia di questo mondo, Leo, ma davvero tu come lettore hai dei limiti belli grossi . Peccato, sei tu a perderci.
  3. Che sia stato fatto apposta o sia invece stato un parto di dell'inconscio di Boselli, credo anche io che sia quello il senso
  4. Today
  5. Se la leggessi, sapresti che è ispirata ad un fatto storico...
  6. Nella mia rilettura del centinaio d'oro sarei arrivato a questa storia. Ma quei tuareg nel Wes... no, non ce la faccio, ogni volta che la inizio è un tormento. Non l'ho mai letta e forse, continuando di questo passo, non la leggerò mai
  7. Per compensare i miei dubbi sulla logica dei "cavalli freschi", devo fare i complimenti a Boselli per una finezza... sperando che l'abbia messa apposta e non sia una cosa che mi sto immaginando solo io... Nel dialogo a pagina 50, Carson dà per scontato che Nantan non abbia davvero avuto visioni profetiche, ma abbia semplicemente paura delle responsabilità di una famiglia, e che di fronte alla prospettiva di diventare padre, cerchi qualunque scusa per partire e andare via all'avventura. Nella prima parte del dialogo sembra sia comprensivo verso questa debolezza che attribuisce a Nantan. Subito dopo però ha parole molto dure verso l'apache, che "non capisce la fortuna che gli è capitata". Me lo sto immaginando solo io, o Carson sta proiettando su Nathan sia le sue motivazioni, che lo spingono da decenni a fare il giramondo avventuriero che non ha tempo per farsi una famiglia... sia i rimpianti e la rabbia verso sè stesso per la sua "immaturità" da eterno ragazzino in cerca di avventure?
  8. Sono nato a Bologna, ma anziché andare all'asilo, dai due ai cinque anni ho vissuto in campagna. Dai nonni. Non c'erano cavalli, solo mucche. Dunque mi dichiaro incompetente in materia ;-)
  9. Perchè "nel 1880"? Secondo te all'epoca non sapevano nulla della cacca dei cavalli, rispetto a noi che siamo espertissimi? Credo tu non sia mai vissuto in campagna. Quando ero bambino vedevo comunemente i "lasciti" sulle strade sterrate dei cavalli (non è che sono nato nel 1800, è che c'era un maneggio nei dintorni e andavo a giocare con i miei amici a cowboy e indiani in aperta campagna...), e si vedeva bene (come credo possa immaginare chiunque abbia mai visto i lasciti degli erbivori, che si dissolvono molto in fretta) se erano stati appena lasciati o se risalivano a due giorni prima. Certo, non avrei saputo indicare LE ORE, ma io a 6 anni non ero Tiger Jack... Però anch'io ho notato una cosa che mi ha lasciato perplesso: Quando i 4 rurales si accampano, fanno riposare i cavalli più di 4 ore (visto che non vengono svegliati e quando si svegliano dicono che avrebbero dovuto essere gia`in cammino "da un pezzo", probabilmente hanno dormito 6-8 ore), più il tempo del campo prima di andare a dormire. Gli Apaches li raggiungono il giorno dopo ben presto, perchè NON SI SONO FERMATI e hanno cavalcato tutta la notte. Com'è possibile che i cavalli dei rurales, che si sono riposati per tante ore e hanno percorso poi "otto o nove miglia, non di più", siano tanto stanchi da stramazzare morti di fatica, mentre i cavalli degli Apaches che corrono da almeno 12 ore senza sosta sono "cavalli freschi"?
  10. La storia in questione è l’esempio lampante di come si possa cucinare una squisita pietanza western, utilizzando i soliti ingredienti. Boselli d’altronde si è rivelato un ottimo cuoco in questo senso e non a caso, allora come adesso, è l’autore che meglio riesce a coniugare innovazione e tradizione. La rivalità fra compagnie ferroviarie è un classico nella narrativa western, tuttavia la sceneggiatura di Borden non corre mai il rischio di apparire troppo scontata o prevedibile. La gara a costruire per primi lungo lo stretto passo, tra sabotaggi, pallottole e colpi bassi costituisce un ottimo contorno alla vera pietanza scodellata ai lettori, ovvero la criminosa attività dell’ATS, che agli ordini della bella “dark lady” Bethanie Marsh è disposta a tutto pur di sconfiggere la compagnia concorrente. Eclatante l’eccidio di Gleen Plains che emerge dalle indagini dei nostri e chiarisce da quale parte si annidi il marcio. Non manca il classico personaggio boselliano, ovvero Mondego, un killer prezzolato ma con il senso dell’onore ben radicato. Stavolta però Borden spiazza il lettore, visto che sui titoli di coda invece del consueto ramoscello d’ulivo fra Tex e simile antagonista, pone un duello serrato che porrà la parola fine alla carriera del professionista della colt messicano. Molto ben caratterizzato pure Norton, che col proseguo della trama scopriamo sia il vero committente di Mondego per vendicare i genitori uccisi dagli spietati piani dei Marsh. Bethanie è un villain che lascia il segno: affascinante, fredda come il ghiaccio e decisamente spietata. Un’antagonista valida a cui l’autore dedica una fine a effetto e che mostra pure segni d’umanità nel suo rapporto d’attrazione con il piacente Norton. Non entro affatto in merito a eventuali critiche sulla scena galante fra i due, visto che è sceneggiata con classe da Boselli e non essendo minimamente volgare e fuori le righe, la reputo adattissima pure a una saga troppo “puritana” come quella del ranger. Proprio Tex e Carson sono comunque il valore aggiunto della prova, sempre in prima linea, spumeggianti, decisivi e molto ironici. Piccola divagazione: visto la quantità di bistecche ingurgitate da Carson nella storia, il rischio di un’indigestione fu alto, ma a parte le battute, Borden ci mostra due ranger affiatati, granitici e senza sbavature e questo giova molto alla riuscita dell’episodio. Buoni i disegni del debuttante Leomacs, non trascendentali ma efficaci alla narrazione. Qualche lieve incertezza nelle fattezze di Tex ma pecche veniali che non inficiano un buon debutto. Nel bellissimo prologo, mi par di notare che il ricco messicano e il pistolero nemico di Mondego, che cadono nella trappola di quest’ultimo, sembrano essere un omaggio che il disegnatore fece a Zaniboni, visto che somigliano molto a Slattery e Coburn del texone “Piombo rovente”. Il mio voto finale è 8
  11. Dai, Mauro... A parte il fatto che ho precisato di essere pignolo e ficcanaso - altrimenti non avrei fatto il giornalista - ma davvero uno nel 1880 e dintorni sa stabilire una traccia grazie alla cacca? Odore, consistenza, forma? Poi, davvero, ho scritto che era solo un inciso e vorrei davvero chiuderla qui e così. Anche se il bello di Tex è che provoca confronti anche solo sui dettagli. Grazie dell'attenzione.
  12. Nessuna incongruenza. Le tracce sono quelle degli escrementi. Non viene mai detto per delicatezza. Ma sono assolutamente databili di ora in ora. Cuntent?
  13. Chiarisco e concludo: si fanno peli e contropeli ai tipi di fucili usati o alle usanze dei nativi americani prossimi al Canada rispetto a quelli vicini al Messico; sì è il bello di un forum. Nel mio piccolo e per un evento molto secondario - una frase in una vignetta che non cambiano né il corso né il senso di una storia - ho fatto il pignolo, ho cercato l'ago nel pagliaio. E' che l'ho trovata strana, quella battuta, da parte di un autore attentissimo. P.S. Strano che nessuno abbia citato Pat Mc Ryan che guida la macchina, a proposito "di".
  14. Visto che nel 1880 il telefono già c'era, io Vorrei vedere Tex che telefona a Carson.
  15. E pensare che io vorrei rivedere i segnali di fumo con le parole scritte nelle nuvolette... da quanto tempo mancano?
  16. Ah, ora ho capito. Prima era parecchio criptica, eh. Ad ogni modo: se si usa questo metro, cioè ignorare i punti nei quali tradizionalmente nella serie si richiede la sospensione dell'incredulità, allora sono sicuro che questa intera storia sia da demolire, così come qualsiasi storia di Tex. Questo era il senso di ciò che dicevo.
  17. Storia eccellente. Comincio subito col dire che PER IL MIO GUSTO è davvero troppo complessa, e per complessa intendo infarcita e di personaggi e di situazioni intrecciate da risolvere. Faccio mia la battuta di Carson, che a un certo punto dice "mi sta venendo il mal di testa". E se, a un certo punto, persino i nostri eroi paiono non capirci più nulla, figurarsi il sottoscritto. Comunque tanta carne al fuoco per un Boselli debordante. C'è il solito cattivo che poi si allea con i nostri e, alla fine, è persino in odore di diventare vicesceriffo (personaggio molto bello, a onor del vero), ci sono una marea di cattivi, c'è Cody e c'è addirttura Calamity (una bella sorpresa). Insomma, il mal di testa di Carson è ben giustificato e anche il nostro, ma va detto che Borden è davvero inimitabile nel saper gestire tutto questo caos, in cui un altro si perderebbe e finirebbe per fallire, mentre lui riesce a darci una storia che, seppur non considererei un capolavoro, è davvero una storia ragguardevole. Nessun errore visibile di sceneggiatura e pards in gran forma. Font è un bravissimo disegnatore, ma non incontra il mio gusto per quanto riguarda i personaggi. I suoi pard sono proprio indigesti. Però i paesaggi e tutto il resto sono davvero bellissimi. Borden 7/8 Font 6:50
  18. Risposta alle tue domande. Ho parlato della vignetta con l'accenno alle sei ore perché fa parte dell'albo in questione. Dicesi coerenza, ma rischiamo di scivolare nell'etimologia e io la chiuderei qui.
  19. Perché è quella che ho notato nell'albo di cui si sta parlando e questa è coerenza.
  20. Sì, ma sotto questo aspetto Tex non è cambiato: queste scene sono una consuetudine che si è sempre ripetuta negli anni, indipendentemente dagli sceneggiatori. Non vedo perché derubricarla a incongruenza così, di punto in bianco. E perché proprio questa e non mille altre possibili: perché le tracce di tre ore e ventidue minuti fa no e, ad esempio, le botte in testa per stordire e sparare ai calci delle pistole per farle volare via dalle mani senza ferire sì?
  21. Tex nel tempo è cambiato, lo sappiamo e ne discutiamo da tempo. Alcune cose sono state escluse, altre aggiornate. Per me, in meglio. Ma pensare che Tex metta l'orecchio per terra e capisca che si stanno avvicinando cavalli al galoppo - faccio un'ipotesi parallela - nel 2020 farebbe (sor)ridere. Perché è vero che ci sono regole precise nel canone, ma è altrettanto vero che i lettori di oggi sono molto più smaliziati di quelli di decenni fa.
  22. Ma nelle storie di Tex succede così da sempre... si esaminano le tracce, si dicono che risalgono a tot ore prima. Sebbene nella realtà ciò sia impossibile, nelle storie di Tex è abituale che accada, quindi non è questione di incongruenze.
  23. Apprezzo lo sviluppo della storia su diversi piani paralleli, anche in questo secondo albo, l'alternanza di situazioni e protagonisti. Rilevo quelle che mi sembrano due incongruenze. 1) Pagina 55, terza vignetta, indiano che dice "Le ultime tracce che abbiamo esaminato risalgono a sei ore fa", manco fosse un dottore di Medicina Legale su un cadavere; 2) Pagina 94. Tiger Jack ferma Kit che sta per bere e quando arriva Tex conferma.: "Hanno gettato in fondo alla pozza delle carogne di animali riempiendole di sassi per non farle risalire in superficie. L'acqua è torbida e non possiamo vederle". Ora, a parte che è buio e non si sarebbero viste comunque, si deve presumere che Kit abbia problemi di olfatto. I disegni: Seijas a volte sfiora il caricaturale e il grottesco, ma ha una sua sicura forza espressiva anche se fra la Guardia Rural uno si aspetta sempre che esca il nipote di Cico di Zagor. Il pregio di una storia è comunque quella di far crescere l'attesa per il numero successivo e in questa l'obiettivo è stato perfettamente raggiunto.
  24. Yesterday
  25. Il numero ce l'ho anche io, l'ho cercato e non lo trovo!!!! Però in un numero del periodo dedicato a Tex ho ritrovato le stesse informazioni. La fonte all'origine della notizia dovrebbe essere G. Malagutti che scrisse nel 1979 un articolo su Ticci per la rivista "Il Fumetto". Provo a chiederlo a lui, altrimenti tentiamo con Ticci stesso alla prima occasione. Forse Carlo Monni ne sa qualcosa, ma dev'essere da giorni in ferie beatamente a bagno ai Caraibi o alle Maldive
  26. ymalpas

    Guglielmo Letteri

    I disegnatori che lavorarono con gli altri autori furono solo cinque: Letteri, Fusco, Marcello, Giolitti e Galleppini, a cui si aggiunse poi Blasco. Diciamo che le storie in cui gli effetti della crisi di Nizzi sono più marcati sono, non a caso, proprio qelle che interrompe e riprende tempo dopo: a ) "Yukon Selvaggio" di Fusco (che nel corso del 1992 disegna per Canzio) b )"Yucatan" di Marcello (che nel 1992 passa a Boselli) che è ripresa da Nizzi solo dopo l'estate del 1995. Letteri e Giolitti erano già impegnati prima della crisi con Nolitta. Anche il Texone di Quinto è molto travagliato, ma per altri motivi. Nizzi riprende la scrittura qualche mese dopo la crisi ma i problemi di salute del disegnatore diventano sempre più gravi tanto che nel marzo del 1994 muore e lascia probabilmente incompleta la sua storia. La storia è affidata quindi a Fusco che a partire dal febbraio 1995 la ridisegna daccapo ( a parte il finale che Nizzi gli scrive) finendo nella primavera del 1996 a ridosso della pubblicazione: il primo albo de "I lupi del Colorado" va in edicola nel giugno 1996. Capitanio è lentissimo. La sua storia nasce per la serie regolare nel 1991 e si protrae fino all'autunno del 1994 quando è anche deciso, per la fattura pregevole delle tavole, il cambio di destinazione sul Texone. Il Sergione stravedeva per Capitanio, Nizzi di di meno. Dal 1995 il disegnatore passa a Boselli. Nessun problema invece per il Texone di Magnus (Nizzi deve scriverne ancora il finale) per via della lentezza dell'artista. Comunque Nizzi in quegli anni ha la testa tutta per Nick Raider. Tex è il lavoro che gli assicura il pane quotidiano. Galleppini iniza a disegnare l'ultima storia di Nolitta e si fermerà definitivamente, come sappiamo, nell'estate del 1993 dopo l'intervento chirurgico non riuscito. Le tavole inchiostrate, se non ricordo male, sono circa una sessantina. "Golden Pass" è ridisegnata dall'inizio solo a partire dal gennaio 1997 da Ticci, Boselli riprende la sceneggiatura da pag. 15 del secondo albo, dove Nolitta l'aveva lasciata interrotta. A proposito, quando misi sotto torchio Mauro Boselli chiedendogli di sobbarcarsi il lavoro di scrivere la cronologia delle sue storie (a quei tempi dovevo stargli ancora parecchio simpatico ) mi chiedeva WHY ? che te ne fai ? perche ti serve sapere quando sono state scritte le storie ? E invece...
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