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  1. Today
  2. Vincenzo Marocco

    Quali edizioni e serie sono da seguire?

    Secondo lo studioso Cecchini la 4^ e 5^ ristampa aut. 2926 (una con le tre stelle e l'altra senza) vennero effettuate quasi contemporaneamente dopo il novembre 1967 (ecco spiegato la mancanza in 2^ di copertina dell' MG). Sono all'interno identiche e quella SENZA STELLE venne effettuata per venire incontro alle tante richieste dei collezionisti che desideravano avere una collezione "esteticamente" univoca. Infatti, ed è anche il mio caso, all'epoca molti avevano tutti i numeri di Tex, ma alcuni con le stelle ed altri senza. Era anche più semplice editorialmente far uscire due distinte collane, piuttosto che stampare solo quella con LE STELLE facendo dopo fare dalla stessa tipografia il lavoro di cancellazione delle stelle. Ma resta sempre un'opinione e resta interessante vedere cosa ne pensi qualche grande esperto di TEX.
  3. Dix Leroy

    Quali edizioni e serie sono da seguire?

    Secondo il mio modesto parere negli anni sessanta la stamperia che si occupava di preparare le ristampe era all'opera 24 ore su 24. Fino all'avvento di TuttoTex il servizio arretrati forniva albi "Gigante" con ogni genere di prezzo, carta e qualità di stampa (io ho certi primi numeri ordinati e arrivati per posta prezzati L.800 che se me li facevo io con la fotocopiatrice venivano molto meglio!). Il prezzo di L.200 si mantenne per tutti gli anni sessanta quindi non mi stupirei proprio se i Trestelle poi venissero rifatti in seguito togliendo dal dorso a il segno distintivo direttamente nella macchina tipografica (cosa che non lascerebbe alcuna traccia visibile).
  4. lety

    [Maxi Tex N. 25] Il boss di Chicago

    Grazie. Questa volta...passo!
  5. Vincenzo Marocco

    Quali edizioni e serie sono da seguire?

    Grazie Sandro. Dalle esperienze fatte credo che i TEX edicola piccola lire 200 con COSTOLA BIANCA, riportanti in 2^ di copertina "MG" siano tutti taroccati (cioè con le stelle cancellate). Pertanto basta poco (e una buona lente d'ingrandimento) per capire i veri e i falsi.
  6. Letizia

    [Maxi Tex N. 25] Il boss di Chicago

    Sì.
  7. ymalpas

    Quali edizioni e serie sono da seguire?

    Le tre stelle della costola vanno via con una semplice gomma da disegno. Che ci sia stato qualche edicolante che si sia preso la briga di cancellarle è anche probabile, che questo fatto sia avvenuto in maniera estesa è tuttavia da escludere. Gli albi tre stelle o costola bianca sono sicuramente da consigliare. Anche perché i numeri dal 15 al 95 originali presentano una serie di censure stucchevoli rispetto agli albi a striscia che, per leggere il vero Bonelli, bisognerebbe leggere solo queste ultime, come si evince anche dai post riportati sopra.
  8. Vincenzo Marocco

    Quali edizioni e serie sono da seguire?

    Buona giornata a tutti. Sono un collezionista settantenne, da circa cinquanta anni collezionista di Tex. Per coloro che si accingono ora a collezionare "Aquila della notte" posso consigliare di reperire nei mercatini la tanto "disprezzata" (a torto) serie "TRE STELLE". Si trovano ancora originali lire 200 (anni sessanta) in ottimo stato a prezzi accessibili. Attenzione a quelli dello stesso periodo con "COSTOLA BIANCA" a prezzo di gran lunga maggiore, in quanto ho appurato personalmente che ne esistono tantissimi taroccati, cioè sono i "tre stelle" con le stelle cancellate. A proposito chiedo a chi è più esperto di me: E' MAI POSSIBILE CHE, come asserisce qualche commerciante, SIA STATO LO STESSO BONELLI ALL'EPOCA, PER LE TROPPE RICHIESTE DI ARRETRATI, A FAR CANCELLARE LE TRE STELLE IN MODO PROFESSIONALE E POCO VISIBILE?. La cosa mi appare davvero improbabile, in quanto, secondo il libro dello studioso D. Cecchini la 4^ ristampa aut. 2926 (CON le tre stelle) e la 5^ ristampa aut. 2926 (SENZA le stelle), per il resto identiche, sono state edite nello stesso periodo.
  9. lety

    [Maxi Tex N. 25] Il boss di Chicago

    Domandina semplice ..semplice: in tutte e due le storie ci sono solo Tex e Carson? Grazie
  10. Yesterday
  11. Il Servizio Segreto era fino al 2003 un'agenzia del Dipartimento del Tesoro ppi è stato trasferito al neonato Dipartimento della Sicurezza Interna (Homeland Security) Anche se è la più conosciuta delle sue funzioni, la protezione di Presidenti è in realtà solo una parte secondaria del lavoro del Servizio Segreto che è principalmente quello di indagare sui reati connessi alla circolazione del denaro anche elettronico.
  12. Loriano Lorenzutti

    [705/707] La maschera di Cera

    Vero, ora come ora delle vecchie storie di Tex si trova di tutto, e soprattutto a chi piace : il colore. Quello che importa è che le storie siano belle ed avvincenti, solo così Tex andrà avanti per molti anni ancora.
  13. Dix Leroy

    [705/707] La maschera di Cera

    Il realtà capire cosa era successo "prima" con Yama, Lupe, Tesah o Satania sarebbe molto semplice. Basterebbe comprare "Tex Classic" e recuperare gli arretrati disponibili sul sito...
  14. Io penso che,per semplificare,Nizzi intendesse Grant,dal momento che Parker,se non erro, fu nominato da lui agli Affari Indiani.comunque Grant fu assai meglio come generale che come Presidente, almeno secondo il mio modesto parere...tra l' altro, venne criticato da una parte del Partito Repubblicano per la tendenza ad affidare incarichi governativi ad un ex ufficiale confederato "scalawag":il grande James Longstreet,forse il miglior tattico della Confederazione,che tra l' altro oltre ad essere un grande amico di Grant gli era pure parente.il miglior generale della Confederazione dopo Lee..autore di tattiche di infiltrazione tra le linee nemiche,che verranno riprese dai Tedeschi nella Prima Guerra Mondiale
  15. E se ne occupa tuttora, tra l'altro (anche se 'branch' sotto il Department of Treasury, se non ricordo male)
  16. In realtà no, visto che Grant non aveva i capelli bianchi ed era più basso di come viene raffigurato questo. Inoltre, se la storia fosse ambientata nell'attuale presente di Tex Grant non è più P Presidente da circa 10 anni . Nel periodo in questione i Presidenti possibili erano: Grover Cleveland, Democratico (dal 1885 al 1889 e di nuovo dal 1893 al 1897 e Benjamin Harrison, Repubblicano (dal 1889 al 1893) Solo il secondo, però era stato un generale nordista. Mah Qui, vi devo fare una piccola lezione di Storia: nel periodo che stiamo considerando sapete quanto era protetto il Presidente degli Stati Uniti? Quasi per niente. C'erano, forse un paio di militari di guardia al cancello e basta. Quando il Presidente si muoveva la sua sicurezza era affidata alle forze di polizia locali. il 2 luglio 1881 Charles J Guiteau potè avvicinarsi senza problemi al Presidente James A. Garfield ,in piedi sulla banchina della stazione di Washington in attesa di salire sul treno che l'avrebbe portato in New Jersey, e sparargli due volte senza essere fermato. Solo dopo l'assassinio del Presidente McKinley il 6 settembre 1901 si decise di istituire un servizio permanente di protezione affidandolo alla sola ed unica agenzia federale di tutela della legge che esisteva allora: il Servizio Segreto, che ad onta del nome, non era un servizio di spionaggio ma si occupava dei reati di contraffazione di denaro e simili, tipo la nostra Guardia di Finanza. Quindi il comportamento del Presidente in questa storia è assolutamente giustificato. Non confondete il 1885 con il 2019.
  17. San Antonio Spurs

    [705/707] La maschera di Cera

    La tendenza al recupero del vintage è assodata e direi nemmeno troppo criticata. Non è neppure una novità, pensiamo solo alla riproposizione di Mefisto a relativamente pochi numeri di distanza, sul rettilineo finale del primo centinaio di numeri. Resto dell'idea che più della quantità delle riproposizioni conti la qualità delle stesse; quindi delle nuove storie in maniera indipendente da quella delle vecchie. Anche se è evidente che ritornano personaggi di spessore, dal passato. Ecco, l'operazione però presenta o anzi rischia uno sbilanciamento fra vecchi e nuovi lettori. Fra chi ricordava benissimo i personaggi di ritorno e chi invece si è avvicinato molto dopo la loro prima apparizione, Tesah o Satania che fosse. Un'Operazione Nostalgia che appassiona, in positivo o in negativo, chi c'era e leggeva e che magari spiazza chi è arrivato dopo o che lo priva degli strumenti giusti per giudicare, nell'impossibilità di ricordare. All'interno del dibattito - non qui e ora, perché si tratta di numeri specifici - mi piacerebbe però capire lo spirito di questa evidente spinta al recupero continuato di personaggi di ieri. Che sia una strategia editoriale è indubbio, che non mi dispiaccia nemmeno, ma mi piacerebbe capirne di più. Provo a ragionare come se fossi un lettore che di anni ne ha 29 anziché 59.
  18. Jim Brandon

    [Texone N. 03] Il Segno Del Serpente

    Letto ieri questo terzo texone della serie: fa sempre piacere rivedere i disegni del maestro Galep (la cosa migliore dell'albo) che, nella parte introduttiva scritta da Marzorati, ho scoperto fosse anche pittore. Storia di Nizzi che per me che ricorda le atmosfere bonelliane, ma di un Bonelli non nella sua forma migliore. Il combinato della storia e dei disegni costituisce un po' un salto nel passato della saga texiana, ma non nel passato di quelle storie rimaste memorabili, bensì di quelle un po' così, che si leggono, si ripongono, ma non appassionano più di tanto.
  19. Barbanera

    [705/707] La maschera di Cera

    Io Muggs non l' ho visto con i braccialetti ai polsi...tutto può essere, con Bos dietro la macchina da scrivere
  20. paco ordonez

    [705/707] La maschera di Cera

    Dopo un numero 700 a mio avviso un po’ sottotono, Boselli torna con una grande storia, un intrico appassionante di misteri, omicidi, trappole micidiali e un gran nemico a reggere i fili. Questa “Figlia di Satania” si inserisce quindi, e in grande stile, in quel filone delle sette segrete che in passato ha dato tanta gloria a questo fumetto: anche senza la ciliegina sulla torta dell’identità del cattivo, questa sarebbe comunque rimasta una storia memorabile. A proposito dell’identità del capo della banda, Boselli è stato davvero bravo nel tenerlo nascosto fino alla fine, scrivendo da vero giallista; e si noti la finezza che l’unico ad avere sospetti e ad aver intuito la verità – fin dal secondo albo – è Tex: a rimarcare la “marcia in più” che, rispetto agli altri comprimari, Tex deve avere. A tal proposito, ho creduto fino alla fine al doppio gioco dello sceriffo, perché mi sembrava fin troppo sempliciotto per esserlo davvero: e invece sempliciotto lo era sul serio, un normale sceriffo abituato ad acchiappare comuni fuorilegge e inadeguato di fronte a una setta del genere (per cui, nella caratterizzazione di questo personaggio, Boselli è stato davvero bravo). Benevento, dopo la storia del color, fa un ottimo esordio, riuscendo magistralmente a muoversi tra le atmosfere e le ambientazioni diverse proposte nella storia; il suo Tex mi sembra discendere da quello di Villa, con qualche aggiunta (nel fisico imponente) di Fusco, mentre a livello puramente stilistico in qualche punto mi ha ricordato Brindisi. Comunque un grande acquisto, sperando che non si annoi e si mantenga a questi livelli (dico questo dopo aver constatato l’involuzione di Acciarino nel seguito della storia di Bowen). Complimenti a entrambi gli autori. ps. è stato già detto o Benevento per la figlia del dottore si è ispirato a Scarlett Johansonn?
  21. Last week
  22. Betta 53

    [705/707] La maschera di Cera

    Ops! Avevo dimenticato che Pat e Tiny lo hanno riconosciuto e fermato! Pat ha messo Muggs al tappeto sotto gli occhi di Carson che sicuramente lo ha fatto ammanettare. Sono entrambi al fresco...e dalle prigioni si può evadere...
  23. Barbanera

    [705/707] La maschera di Cera

    Castle è al fresco...ma secondo me per poco.e Muggs è rimasto a piede libero... La storia è tra le migliori degli ultimi anni.finale che lascia aperto il ritorno della diabolica bionda,ed è chiaro.ma il bello della storia è rappresentato dalla perfetta miscela di Salgari con Tex.tradizione texiana,degna di Glb. L esotico in Tex e l Oriente misto Grande Oriente mi piace molto
  24. borden

    [705/707] La maschera di Cera

    Castle non è fuggito. Ricordi male.
  25. Betta 53

    [705/707] La maschera di Cera

    Non mi interessano tanto i "ritorni" dei nemici, quanto quelli degli "amici". Sono contenta quando rivedo Brandon, Montales, gli amici di Frisco, Cochise, El Morisco con quel simpaticone di Eusebio, Tom Devlin e Nat Mc Kennet, Luna e Novak, lo sceriffo Rupert e i nuovi amici quali lo sceriffo di questa storia e l' ispettore Byners, Rick Simmons , Ada e il loro figlio in coppia con Kit magari. L' unico nemico che potremmo rivedere, anche se sfigurato, è Castle, visto che anche questa volta è riuscito a sfuggire. E se Boselli va sfuggire qualcuno è perché pensa di riutilizzarlo. E spero che questa volta sia Kit a stenderlo definitivamente con un bel cazzotto! Di sicuro è che presto rivedremo Dallas e Dawn, (con Jim e Gross Jean spero). Ma più che i "ritorni" aspetto nuovi personaggi, con storie belle complicate e con il quartetto al completo.
  26. ElyParker

    [705/707] La maschera di Cera

    Vedrei bene Joan alleata con la Tigre Nera.
  27. Lungi dall'essere un capolavoro, trattasi comunque di una storia nel complesso più che dignitosa, al netto di qualche passaggio a vuoto (non mi riferisco certo all'ormai celeberrimo lapsus di Ortiz che disegna il Campidoglio di Washington in luogo della Casa Bianca), che si lascia leggere e rileggere volentieri e scorrevolmente. Tutto sommato ben congegnata la trama, che vede Tex e Carson alle prese con una delicatissima questione di stato, nella quale si trovano catapultati per puro caso, e che li costringe a sfidare qualcosa di simile a dei servizi segreti deviati: ne scaturisce una vicenda di inseguimenti e segreti pericolosi, combattuta senza esclusione di colpi dagli avversari di turno, numericamente numerosi ma, almeno a mio giudizio, mai stati davvero in grado di impensierire seriamente Tex e Carson (per meglio dire, avrebbero avuto la meglio su dei comuni mortali, ma per avere la meglio sui due pards ci vuole ben altro). Non si può certo dire che Nizzi si sia troppo prodigato nel curare la loro caratterizzazione: il senatore Wallace appare solo in una scena, e di lui sappiamo solo che si tratta di un gran burattinaio; il ranchero Butler è il classico signorotto locale interessato esclusivamente a tutelare i propri interessi; gli agenti segreti Regan e Baker, meri e pedissequi esecutori di ordini, si mostrano sin troppo maldestri per rappresentare antagonisti davvero ostici. Il personaggio più interessante della vicenda, che tuttavia abbiamo modo di conoscere poco a fondo, è l'avvocato Stoppard alias Norton, figura inconsueta di vittima (a maggior ragione per l'epoca di pubblicazione della storia), ucciso a tradimento da Regan e Baker perché in possesso del memoriale del famigerato John Wilkes Booth: la sua non è certo una fine piacevole, ma è un personaggio che, almeno per quanto mi riguarda, fatica a suscitarmi pietà, in quanto nemmeno lui passa per essere un fiore di campo. Al contrario, si evince esplicitamente come per buona parte della vita abbia tratto vantaggio dagli scottanti documenti in suo possesso ricattando i mandanti di Booth. Una delle principali peculiarità di questa storia, dal mio punto di vista, risiede appunto nel fatto che - caso magari non unico, ma abbastanza raro nella saga texiana - il Ranger non si trova a dover intraprendere un'avventura per opporsi ad uno dei soliti soprusi, e quindi per intervenire in difesa di una vittima vessata dal prepotente di turno, ma semplicemente si ritrova coinvolto in un affare apparentemente più grande di lui, dal quale comunque riesce a venire fuori con la consueta risolutezza, grazie anche e soprattutto al contributo di un Carson tra i più e meglio valorizzati dell'intera saga, autore di un gesto eroico e di importanza fondamentale nella prima parte della storia, quando sopporta stoicamente il fuoco su mani e polsi per liberarsi e cavare dai guai sé stesso e Tex. Parimenti da applausi, per motivi diametralmente opposti, la battuta che il Vecchio Cammello riserva agli esterefatti passeggeri della carrozza diretta alla Casa Bianca, asserendo di essere lì diretto "per prendere té e pasticcini con il Presidente!". Proprio l'incontro con il Presidente - che ha le sembianze di Ulysses Grant - rappresenta, a mio parere, uno degli aspetti peggio gestiti della storia: come ha opportunamente sottolineato @F80T nel precedente post, è decisamente poco credibile che il Presidente, l'uomo più protetto degli Stati Uniti, e quindi abituato ad un certo protocollo dentro e fuori la Casa Bianca (pardon, Campidoglio ), nel sentire il trambusto suscitato nel cortile di casa sua da Tex e Carson, notevole e soprattutto inusuale, si limiti ad affacciarsi dalla finestra con il volto di chi è solo un po' meravigliato. Poco credibile, ma qui entriamo nel campo del peluovismo soggettivo, è secondo me che il senatore Wallace possa essere originario di Cheyenne, nel Wyoming: il senatore sembra un uomo abbondantemente oltre la cinquantina, e da quel che so prima della Guerra di Secessione Cheyenne nemmeno esisteva (risulta fondata nel 1867), per cui se ci si appiglia ad un minimo di realismo tale dettaglio risulta alquanto improbabile. Più verosimile, dunque, che lui e Butler siano originari di un altro luogo, dal quale il ranchero si è poi spostato per inseguire il suo "sogno americano". Più che dignitosa anche la prova di Ortiz, a maggior ragione in considerazione del fatto che il suo tratto sembra predisposto per raffigurare storie tipicamente western.
  28. "Indio" Mac Kelly

    [705/707] La maschera di Cera

    Segnalo quella che secondo me è una svista. Raihana, la ragazza originaria del Borneo, è disegnata con gli occhi chiari. Ma nel Borneo non c'è assolutamente nessuno con gli occhi chiari.
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