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TWF - Tex Willer Forum

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  1. Yesterday
  2. natural killer

    Quali edizioni e serie sono da seguire?

    Mercuri non aveva a disposizione ovviamente le tavole originali. Gli albi a colori Mercury sono stati fatti partendo da copie anastatiche degli Albi D'Oro, sulle quali si è provveduto a modificare la grafica di copertina e a colorare le tavole interne, che risultano pertanto assai vicine alla versione originale senza censure. Le alterazioni più invasive consistono nella applicazione del colore... Gli errori vari sono quindi da attribuire alla versione originale e le correzioni apportate nelle varie edizioni della casa madre fanno parte di quelle modifiche che consideriamo più "correttive" che "censorie"
  3. Dix Leroy

    [Romanzi A Fumetti 10] A Sud di Nogales

    Ho parlato con parecchi lettori di Tex (non appassionati e sfegatati come noi). Una metà rimpiange le storie e disegni di quando "Tex era Tex", mentre l'altra metà compra Tex per abitudine qualsiasi cosa esca. Conosco pure qualcuno che non ha mai capito che nelle ristampe ci sono storie vecchie! Questi compreranno il volume senza farsi nessun problema, anzi qualcuno dirà "Ma guarda… TIcci è tornato a disegnare bene!"
  4. Loriano Lorenzutti

    [Romanzi A Fumetti 10] A Sud di Nogales

    Direi che sei un iguaribile ottimista
  5. Dix Leroy

    [Romanzi A Fumetti 10] A Sud di Nogales

    Immaginavo fosse una cosa del genere, altrimenti la soluzione sembra priva di qualsiasi buon senso. Spero che in futuro la lezione serva e si preparino per tempo a imprevisti di questo genere. Ma può anche darsi che "A Sud di Nogales" sia un successone insperato, non si può mai dire.
  6. Carlo Monni

    [Romanzi A Fumetti 10] A Sud di Nogales

    A te, ma la SBE ha dei contratti e delle scadenze da rispettare e penali da pagare se non lo fa.
  7. Dix Leroy

    [Romanzi A Fumetti 10] A Sud di Nogales

    Succede anche nelle migliori famiglie, nei comics americani ogni tanto escono storielle senza alcuna importanza, realizzate proprio per evitare di saltare le uscite. Capisco quando succede in un mensile, ma questi romanzi escono in una collana ombrello! Questa soluzione è stata ideata solo per paura di perdere i lettori o dietro ci sono cose più gravi? (tipo multe da parte di qualche ente?) Sinceramente se la storia prevista non poteva uscire a settembre ma a dicembre o a febbraio a me importava veramente poco!
  8. Tim Birra

    [705/707] La maschera di Cera

    Sono perfettamente d'accordo con te.
  9. valerio

    [Color Tex N. 15] Un capestro per Kit Willer

    A conti fatti, qui e altrove, il ritorno di Nizzi è stato accolto positivamente, a parte una manciata di voci contrarie. Quindi ottimo ritorno, pur se con una storia non troppo elaborata, ma direi che Tex c'è tutto ed é quello che ricordiamo, e Nizzi sa esattamente come trattarlo e gestirlo. E i Prads con lui. Per me bene cosi. Invece questo alla testata fa bene, perché è il perfetto contraltare al Tex elaborato e "rinnovato" tra mille virgolette del nostro Borden.
  10. Carlo Monni

    [Romanzi A Fumetti 10] A Sud di Nogales

    Per amor di giustizia va detto che la decisione di inserire questa storia nella collana cartonata è stata presa quando è divenuto palese che chi doveva consegnare la storia prevista originariamente non l'avrebbe fatto nei tempi necessari. per la pubblicazione a settembre. A questo punto non c'era il tempo materiale per far ricolorare la storia e far realizzare a Ticci una copertina apposita . Non voglio giustificare la SBE, solo cercare di far comprendere le difficoltà tecniche.
  11. Letizia

    Quali edizioni e serie sono da seguire?

    Non sono gli erroracci ad accrescere il valore di un albo ma il fatto che sono (giocoforza) più vetusti degli albi che sono stati corretti.
  12. Loriano Lorenzutti

    [705/707] La maschera di Cera

    Per me, il solo fatto che dopo due albi, si brancoli nel buio su chi sia la figlia di Satania, è un grande merito di Boselli. Una volta, dopo poche pagine, già si capiva tutto , e avevo solo tredici anni
  13. Loriano Lorenzutti

    Quali edizioni e serie sono da seguire?

    Scusate la domanda un pò venalotta, ma gli "erroracci" danno all'albo più o meno valore?
  14. Letizia

    Quali edizioni e serie sono da seguire?

    Ho citato gli errori più eclatanti tralasciando gli altri e limitandomi ai nomi dei protagonisti. Ad esempio non credo che "DESCREZIONE" sia italiano corretto.
  15. dario63

    Quali edizioni e serie sono da seguire?

    Anche il Sackem dei Pinte non è male come refuso... Forse questo si spiega con l'attività alternativa cui si stava dedicando il correttore di bozze.. O, meglio, chi si è occupato del lettering di questa nuova edizione...
  16. dario63

    [705/707] La maschera di Cera

    Ferme restando le legittime preferenze e diversità di gusti di ciascuno, sinceramente trovo eccessive le espressioni sopra riportate... Parlare di "fallimento narrativo" di Boselli, per di più per una storia che ancora non ha avuto conclusione mi sembra quanto meno un modo affrettato (se non decisamente pregiudiziale) di valutare una storia che, invece, a mio discutibilissimo avviso, risulta piacevole e coinvolgente. Nemmeno le storie di GLB, ad un esame minuzioso, si sottraggono talvolta a rilievi critici che ne evidenziano alcune carenze (specie se condotti con una spietata ricerca di ogni minima crepa). Per quanto riguarda i personaggi femminili, concordo sul fatto che Bonelli padre abbia creato delle figure narrative molto interessanti e ricche di sfaccettature come quelle citate, però a me sembra difficile negare a Boselli un impegno che forse nessun altro autore/sceneggiatore dopo GLB ha sviluppato, per dar vita a personaggi femminili credibili e complessi e non semplici comparse. Un esempio molto recente lo vedo nell'ultimo "Texone" illustrato da Laura Zuccheri. E anche i personaggi di questo episodio incentrato sul richiamo alla figura di Satania a mio avviso sono tutt'altro che scarsi. Bocciare adesso il personaggio della domestica malese (di cui conosciamo l'esistenza solo per una vignetta di anteprima del prossimo albo riportata sul sito Bonelli), rimproverandole scarsità di carisma/personalità mi pare proprio una sentenza senza prove... Almeno, fino ad ora. Aspettiamo quanto meno a vedere come verrà completata la storia per esprimere una valutazione più articolata e per vedere se le numerose aspettative che sono state fin qui generate saranno soddisfatte e spiegate bene o meno. Aver fatto nascere nei lettori una serie di dubbi, di interessanti e incalzanti richiami al passato di Tex, insieme al desiderio di vedere quanto prima la conclusione della vicenda non penso siano indizi di un fallimento narrativo, direi piuttosto il contrario...
  17. salconte19

    [705/707] La maschera di Cera

    In che senso, scusa? Gran personaggio Janet, ma pare sia deceduta sotto la famosa diligenza. Le tre attuali indiziate: Lavinia Jones, Joan e la domestica malese, non hanno molto in comune con lei (a parte la "J"). Il principale problema è che nessuna delle tre - neppure lontanamente - ha la fisicità/carisma/personalità della madre Satania o appunto di Janet Brent o ancora di Myra Solano. Da questo punto di vista sono rimasto deluso dall'approccio di Boselli. Va bene il concetto di figlia di Satania, ma non deve far rimpiangere la madre. Inoltre come fa a dire nell'albo: "Conosco perfettamente Willer" (cito a memoria il succo). La banda di Satania fu completamente distrutta, chi può averla introdotta all'odio per Tex, e comunque come si può dire di conoscere molto bene una persona, senza averla mai incontrata? D'altra parte, aggiungo, il fallimento narrativo di Boselli porta ancora maggior lustro a GL Bonelli, che ci ha consegnato splendidi personaggi femminili a tutto tondo (aggiungiamo anche Mitla, Ah-Toy, Manuela, la compagna del tiranno bianco di quell'isola esotica, etc.), benché come sappiamo quasi tutte poi "giustiziate" dal fato (fanno eccezione la Solano e Ah-Toy).
  18. salconte88

    [705/707] La maschera di Cera

    Commento grafico
  19. Letizia

    Quali edizioni e serie sono da seguire?

    Era un po' che volevo chiedertelo ma solo ora, dopo aver constatato la tua enciclopedica conoscenza sulla materia, ho trovato il coraggio di rompere. Le tre strisce qui sopra sono prese da un'edizione Mercury del 1996 che, al modico prezzo di 10.000 lire, proponeva tre albi a striscia di 36 pagine (32 + 4 di copertina) nel formato attuale di Tex, colorati in maniera un po' più decente di quanto abbiano fatto per i Color di Repubblica/Espresso. La domanda è questa: quale livello di modifiche censorie hanno subito i Tex Mercury? I tre erroracci presenti mi fanno pensare che sia un'edizione priva di qualsiasi censura e quindi l'originale di GLB e Galep, ma non si sa mai. Grazie in anticipo per la tua disponibilità. P.S.: Cerca di evitare la kriptonite, lo sai che ti fa male. P.P.S.: I tre erroracci sono: TESAK, TESACH e TEX (Natural) KILLER.
  20. Trieste bellissima città e bellissima per la sua storia. Quei luoghi sono affascinanti. A breve non credo sia possibile ma sicuramente è una meta che ho in programma di visitare ;). Grazie del consiglio proverò a blocchi di tot numeri.
  21. Last week
  22. Chiarissimo! In effetti alcuni aspetti non mi erano ancora chiari fino in fondo.
  23. Grande Tex

    [Color Tex N. 15] Un capestro per Kit Willer

    sei troppo severo andrea per me questa storia e' superiore a tutte quelle di Faraci degli ultimi anni messe insieme e' una storia semplice ma e' di qualita' e me la ricordero' quelle di Faraci le ho scordate appena lette
  24. Andrea67

    [Color Tex N. 15] Un capestro per Kit Willer

    Nizzi fa il suo onesto compitino senza particolari guizzi, infarcendo la storia di sparatorie ed ignorando qualsivoglia approfondimento psicologico. Ne esce una storia sufficiente ma che non fa il bene della testata, che dovrebbe rimanere a ben altri livelli. Ulteriore conferma che Boselli è di tutt'altra pasta. Anche i disegni si attestano sulla sufficienza, con le loro imprecisioni e difetti difficilmente correggibili. Voto alla storia: 6,5 Voto ai disegni: 6
  25. natural killer

    [Tex Willer N. 10 / 11 / 12 / 13] Pinkerton Lady

    Buon esordio della terza storia! Lucy, Lily, Kate, tanto il fascino femminile... E poi Mefisto già diabolico, un complotto politico nello sfondo, una talpa alla Pinkerton... E ancora azione, azione, azione e poche chiacchiere... De Angelis si conferma!
  26. Condor senza meta

    [452/454] Il Ritorno Del Morisco

    Da una sommaria analisi, pare che Boselli sul finire degli anni ’90 destinasse a Letteri, le storie più particolari e con soventi escursioni nel fantasioso universo del paranormale. Dopo “Terrore a Silver Bell”, “Wild West Show” ecco il turno del “Ritorno del Morisco”, episodio molto originale e lontano dai canonici stilemi western della serie. Ammetto che una rilettura attuale fa emergere perplessità su alcuni aspetti della narrazione, ma la prima volta che lo lessi vent’anni fa, rimasi entusiasta. L’idea di scandagliare il passato del Morisco è a mio avviso ottima e apre lo spiraglio per trarne interessantissimi spunti. Boselli coglie nel segno, cesellando un soggetto particolare arricchito dalla presenza di insoliti antagonisti, ovvero la setta egizia di fanatici che rispondono al nome dei “Figli di Horus”. La sceneggiatura è ben calibrata, a parte un leggero calo di ritmo sul secondo albo, ma come di consueto l’autore riesce sempre a donarci un finale serratissimo e carico di tensione. Nulla togliendo ai nostri due pards, che la penna boselliana dipinge sempre al top della forma, ciò che più affascina il lettore è la creazione di comprimari del calibro di Raza e il vecchio Jesse, che mostra, se ancora ci fossero dubbi, quanto lo sceneggiatore si trovi a suo agio nel caratterizzare i personaggi nelle sue prove. Juan Raza rappresenta il modello tipo del personaggio boselliano: un uomo molto in gamba, duro, deciso, che vorrebbe apparire malvagio ma in fondo ha un animo leale e nobile che nelle fasi clou della narrazione, lo porta a saltare il fosso e schierarsi con i nostri. Personaggio grigio alquanto complesso che indubbiamente fa l’occhiolino al lettore e lascia il segno. Il vecchio ranger in pensione Jesse, apparentemente sembrerebbe una macchietta, ma mostra il suo perché con l’evolversi della storia. Uomo di vecchio stampo, onesto e generoso, capace di saper perdonare (si veda il suo rapporto con Raza). Due personaggi che bucano la pagina e che l’autore, ovviamente, riproporrà anni dopo in un sequel. Molto simpatici pure i due ragazzini rapiti che rappresenteranno l’evento scatenante della conversione di Raza, come avvenne con la celebre Lucia manzoniana e l’Innominato. Detto ciò, si potrebbe pensare che l’episodio possa fregiarsi del massimo dei voti, ma realmente non è così. Sebbene molto leggibile e coinvolgente, la prova si attesta un paio di gradini sotto il virtuale livello delle migliori composizioni boselliane su Tex. La resurrezione della mummia, sebbene estrema, può starci come idea e sembra richiamare alcuni spunti bonelliani, visto che il patriarca del fumetto spesso e volentieri amava spaziare nell’insolito e nel paranormale, ma trovo che alcuni passi siano un po’ troppo forzati e ingenui, sebben altamente spettacolari. Improbabile che si potessero trovare dei consanguinei di un sacerdote morto tremila anni prima, mentre qui ne troviamo almeno quattro! Anche il campionario magico di oggetti sacri egizi riesumati addirittura da Atlantide, suona come un film di fantascienza o un albo di Martin Mystere: buffa poi la scena dell’occhio di Horus che manda il maleficio, respinto dallo specchio magico sostenuto dal Morisco, sembra più un passo di una fiaba fantasy per bimbi. Sull’identità del demone Bes sorvolo, ma la spiegazione del nano (immortale visto che più di trent’anni non lo privano affatto del suo vigore fisico!) non regge, di conseguenza la sua presenza tra le tavole sembra una forzatura. Anche il finale da “vissero tutti felici e contenti”, con l’improbabile ritorno in scena di Octave, dato per morto in tutta la narrazione e il ravvedimento di Sekhmet, che zitta zitta se la cava dopo aver barbaramente ucciso l’archeologo inglese, col senno di poi lascia la sensazione di un epilogo rosa da fiaba natalizia. Boselli, apre le porte al ritorno di Raza, ritagliandogli un possibile ingresso nei ranger, ma anche questo passaggio sembra un po’ troppo osato e simile al percorso già vissuto da Tex in giovinezza. Tirando le somme: storia gradevole, ma di certo non indimenticabile o esente da pecche. Anche i disegni legnosi di un logoro Letteri non contribuiscono molto a valorizzare alcune scene chiave. Il disegnatore romano tiene ancora botta nei primi piani, ma le figure intere perdono grazia e proporzioni e pure il dinamismo nelle vignette, è uno sbiadito ricordo. Credo che la stessa sceneggiatura, con temi così a lui congeniali, se gli fosse stata affidata vent’anni prima nel periodo del suo apice creativo, avrebbe avuto un esito totalmente diverso. Il mio voto finale è 7
  27. natural killer

    Quali edizioni e serie sono da seguire?

    Quello delle censure è uno degli argomenti che spesso vengono affrontati dai collezionisti. Cerchiamo di fare chiarezza. La prima versione delle storie, quella pubblicata nelle Serie a Striscia è probabilmente l'unica che possa essere utilizzata con sicurezza per confrontare le tavole originali con quelle pubblicate successivamente, che hanno subito più ritocchi (o censure) sia ai testi che ai disegni. Già la prima ristampa, il Tex quindicinale in formato degli Albi d'Oro presenta alcune modifiche che forse, più che censure, possiamo considerare correzioni. La seconda ristampa, ancora nel formato a striscia nella cosiddetta Raccoltina Rossa, mostra qualche lieve differenza dalle strisce originali. Poichè ogni singola modifica veniva apportata sulla tavola originale ogni volta che si procedeva a una nuova ristampa si partiva da una base che presentava l'ultima versione applicata alle tavole. Così quando si arriva alla attuale Seconda Serie Gigante, che è iniziata come la terza ristampa ufficiale delle storie di Tex, sono presenti alcune minime variazioni rispetto alla prima versione anche se ancora non si tratta di vere e proprie censure. Vengono così pubblicati 14 albi che in prima edizione risultano abbastanza fedeli al testo originale e rappresentano i cosiddetti Non Censurati. Come ormai sappiamo questi primi albi sono stati più volte ristampati con piccole variazioni, che i collezionisti hanno imparato a riconoscere nei particolari contenuti nelle copertine o nei testi, ma ancora minime, per cui riconosciamo differenti versioni dei Non Censurati. Ad un certo punto per la nota campagna contro i fumetti ritenuti diseducativi, prima di incorrere in sanzioni che avrebbero potuto compromettere la sopravvivenza stessa della collana, la casa editrice decise di giocare d'anticipo per prevenire l'intervento dei temuti censori, apportando pesanti modifiche sia ai testi edulcorando i sanguigni dialoghi di GLBonelli, sia ai disegni coprendo epidermidi troppo scoperte e riducendo l'impatto visivo di scene ritenute troppo violente. Le successive ristampe di questi 14 numeri ritoccati in maniera pesante rappresenta i cosiddetti Censurati. Dal n.15 del maggio 1961 gli albi della seconda Serie Gigante sono usciti, già dalla prima edizione in versione censurata. Per cui non esistono albi non censurati con numerazione successiva al 14 e tutti gli albi sono censurati (sempre andando a confrontarli con la versione originale a striscia) e le censure sono continuate ancora a lungo soprattutto per le storie pubblicate a striscia negli anni 50 quando ancora il problema della censura, esploso nei primi anni 60 non era sentito. Le storie nate negli anni 60 richiedevano invece, già in fase di prima stesura, una maggiore attenzione a non incorrere nei rigori della censura. Poichè le modifiche continuavano ad essere apportate indelebilmente alle tavole originali, la prima versione delle stesse è andata irrimediabilmente perduta e la loro riproduzione è resa possibile soltanto dalla ristampa anastatica a partire da albi stampati nella versione originale, a patto di trovare chi, oltre a possedere i suddetti preziosi albi in condizioni tali da consentire una buona riproduzione, sia anche disposto a far sottoporre gli stessi albi allo stress derivante da una esposizione ai meccanismi della riproduzione, che per quanto al giorno d'oggi, con le moderne tecnologie, siano decisamente meno invasivi, non sono tuttavia del tutto privi di rischi per l'incolumità di tali preziosissimi oggetti di culto collezionistico.
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