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TWF - Tex Willer Forum

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  1. Yesterday
  2. Occhi nella Notte

    [701/702] La regina dei vampiri

    Storia ottimamente disegnata, ma veramente facilotta, primva di colpi di scena significativi e piena di risuluzioni noiose. Stormi di vampiri tenuti a bada da colt e nativi americani che lanciano lance senza prendere neppure un albero, figurarsi i protagonisti, che pistole alla mano li massacrano con tale mattanza che la caccia al bisonte è meno cruenta. So bene che Tex e compagni sono e saranno sempre infallibili, però per favore inserite qualche piccola difficoltà, qualche graffio, qualche ferita... In stostanza una storia molto ben confezionata, a tratti divertente, ma veramente vista e strarivista e purtroppo banale. Pur con sostanziali pagine in meno, Ruju con "l'uomo dalle pistole d'oro" ha infinitamente meglio di questa storia di Manfredi... poi va bè, ammento anche che il fantastico abbinato al west non mi fa proprio impazzire.
  3. Occhi nella Notte

    [703/704] La seconda vita di Bowen

    Quindi la storia che dovrei recuperare per conoscere Bowen sarebbe sul Tex 676-677?
  4. Winter Snake

    Miglior copertina del 2006

    Intrigo nel Klondike
  5. Grande Tex

    Galleria Di Tex Di Disegnatori In Generale

    Il volto di Tex mi ricorda quello di Ginosatis e non è un complimento A me non piace Il resto pero va molto bene
  6. Loriano Lorenzutti

    Galleria Di Tex Di Disegnatori In Generale

    Ti dirò, speriamo
  7. Gunny

    Galleria Di Tex Di Disegnatori In Generale

    Bah, a me pare l'ennesima copia di CVilla...
  8. Mister P

    [Tex Willer N. 5 / 6 / 7 / 8 / 9] I due disertori

    Bella seconda parte, tra i sei albi usciti sinora è il più boselliano ed è anche uno dei migliori. Brindisi sempre una garanzia.
  9. Last week
  10. Apache.kid

    Galleria Di Tex Di Disegnatori In Generale

    Infatti, stile molto dinamico e bianco e nero davvero molto interessante
  11. Condor senza meta

    [412/414] Yukon Selvaggio

    A quasi un anno di assenza, il nome di Nizzi tornò a fare capolino tra i crediti di una storia di Tex. Dopo un inizio di centenario contraddistinto da svariate innovazioni stilistiche e di contenuti, lo sceneggiatore riappare sulla serie con un episodio alquanto tradizionale e convenzionale. Il soggetto, sebbene non del tutto originale, viene ottimamente sviluppato nel primo albo, con una sceneggiatura degna e dei siparietti molto esilaranti, tipo la spassosissima scazzottata sulla nave. Col proseguo, si palesano le difficoltà di un autore in crisi. La storia rimane accettabile, ma perde mordente e diviene molto prevedibile. Ho sempre trovato interessante la scena del faro, ma l'epilogo con il risveglio del vulcano, a dire il vero mi fa storcere un po' il muso. Che i villain fossero alquanto scalcinati è conclamato, ma che usino la dinamite dentro la bocca di un cratere è da idioti all'ennesima potenza. Anche la gestione dei quattro pard non è ottimale: visto la quasi inconsistenza di Tiger e le poche tracce lasciate da Kit, tanto valeva "lasciarli in tribuna" usando una similitudine calcistica. A dire il vero, Nizzi partecipa a modo suo alle fiera delle trovate innovative, abbozzando una love story fra Piccolo Falco e Linda Colter, che definire fiaccamente platonica è altamente riduttivo. Non sarebbe stato male osare un po' di più, ma evidentemente l'autore non se la sentì di forzare la mano. La presenza di Gross Jean aggiunge valore all'episodio, anche se come spesso accadde nelle sceneggiature del buon Claudio, per troppo tempo rimane fuori gioco, imprigionato dal cattivo di turno. Tirando le somme, episodio accettabile e leggibile, ma senza grandi picchi e molto scontato in alcuni snodi narrativi, prova tangibile di una crisi creativa e d'identità di un autore, stanco dopo aver brillantemente tirato da solo il carretto per circa un decennio. Purtroppo, mi duole dirlo, escluse alcune piacevoli eccezioni, il livello qualitativo di Nizzi non riuscirà più a pareggiare il suo apice dell'età d'oro del centenario 300. A chi se non a Fusco poteva essere affidata una storia ambientata nelle innevate foreste dello Yukon? Il grande disegnatore, sfodera un'ennesima prova di spessore, mostrandosi campione indiscusso nelle ambientazioni nordiche. Molto efficace la sequenza grafica del faro, come trovo stupende le sue foreste imbiancate e scene dinamiche di agguati fra slitte e piste innevate. Il mio voto finale è 7
  12. Winter Snake

    Galleria Di Tex Di Disegnatori In Generale

    Disegnatore da prendere assolutamente in considerazione per un lavoro su una collana di Tex, magari dopo qualche altra prova....
  13. Winter Snake

    [141/145] In Nome Della Legge

    Un film altrochè. L'ho riletta più volte sia sulla serie inedita sia sulla Csac e ogni volta l'apprezzo sempre di più. Non sono propriamente un fan di Nicolò, ma in questo caso ha fatto un lavoro ineccepibile. A chi l'ha persa consiglio assolutamente il brossurato.
  14. Apache.kid

    [Tex Willer N. 5 / 6 / 7 / 8 / 9] I due disertori

    Preso stamattina il secondo volume della storia, Coyoteros, si continua ad un ritmo frenetico l'avventura con un Tex indiavolato che ricorda tantissimo il ritmo delle prime strisce del nostro eroe. Bene, avanti così, bravissimi sia Borden che Brindisi.
  15. Apache.kid

    [141/145] In Nome Della Legge

    Una pietra miliare della serie, sicuramente una delle storie da portare con sé su un'isola deserta. Bellissima dalla prima all'ultima pagina, disegni superbi.
  16. Loriano Lorenzutti

    [141/145] In Nome Della Legge

    Ma basta anche quello che hai fatto tu. Procurarsi i numeri dal 141 al 145 in una qualsiasi ristampa, meglio in bianco e nero, ma questa è una mia idea personale, e leggerla. Per me una storia bellissima da 9/10.
  17. francob

    [141/145] In Nome Della Legge

    Leggendo della prossima uscita del brossurato "La cella della morte", sono andato a rileggere dalla mia collezione i mensili dal 141 al 145. Ho trascorso alcune ore di relax e di intenso piacere. Come molti altri miei coetanei, sono cresciuto, maturato e poi invecchiato a pane e Tex. Pur con tutte le possibili e corrette contestualizzazioni del caso, quando mai sarà possibile leggere soggetti, sceneggiature, e poi ammirare i precisi disegni di quegli anni gloriosi? Non è certamente possibile, perciò raccomando a tutti quegli amici che non conoscono questa avventura di non perdersi il brossurato di prossima uscita.
  18. borden

    [703/704] La seconda vita di Bowen

    Ok, tutto chiaro. Apprezzo questo tuo interesse.
  19. TexNordEst

    [703/704] La seconda vita di Bowen

    Il mio caso credo sia un po' diverso. Ho iniziato a leggere Tex abbastanza tardi (università) e quindi non ho avuto quel legame da adolescente, o bambino, con Tex che molti utenti del forum hanno avuto. Credo di conoscere bene ormai l'universo Tex tra acquisti e prestiti dalle biblioteche locali e quindi mi fa piacere entrare in contatto con chi ne sa come, se non molto di più, di me. Chiudo questa divagazione dicendo che tra i miei contanei, almeno quelli con cui sono entrato in contatto di persona, non ne ho trovato uno che legga Tex purtroppo. Ci sono vari motivi (linguaggio, ambientazione, preferenza verso altro...) e credo sia una delle ragioni per cui sono arrivato a Tex così in avanti, oltre al fatto che Tex è quasi solo fumetto, mentre altre serie (straniere) sono supportate da altri media che rendono più probabile il contatto.
  20. borden

    [703/704] La seconda vita di Bowen

    Legittimo. Sciocco io a pensare che in questo forum ci siano solo i lettori che leggono TUTTO o quasi di Tex. La canzone c'era già in La città senza nome. (Golden pass)
  21. borden

    [700] L'oro dei Pawnee

    Ne parla con lo sceriffo, mica con Al Capone. E non dice che ci porterà lui. Non so voi, a me sembra brutto pensare che lo sceriffo abbia chiesto a Tex: Perché tutto questo? E che lui abbia mentito dicendogli: Beh... Questione di corna!...
  22. Otami

    [700] L'oro dei Pawnee

    Ma a nessuno e' sembrato strano che, dopo aver eliminato tutti quelli che sapevano, Tex proprio all'ultimo parli della grotta segreta a tavola collo sceriffo?
  23. TexNordEst

    [703/704] La seconda vita di Bowen

    Ciao Borden, sì che mi piace Tex (se serve posso fare una foto della collezione), ma non tutte le tipologie di storia fanno per me. A meno di alcune eccezioni, le avventure magico-fantastiche non sono tra le mie preferite. È difficile da spiegare con un discorso generale, ma solitamente il mio problema è legato all'elemento magico che, per il fatto che Tex & pards devono vincere per la fine della singola storia, spesso risulta ridimensionato o limitato in maniera relativamente rapida. Con Mefisto e figlio la questione è diversa, in quanto è stato ampiamente stabilito che sono delle minacce che possono sopravvivere all'episodio. In sostanza, per prendere sul serio un cattivo fantastico, dovrei avere la sensazione che qualche volta i nostri possano vincere di misura o "pareggiare". Con avversari reali, mi viene più facile accettare una loro sconfitta anche rapida, in quanto è noto che Tex sia "the best" tra gli uomini d'azione. Come hai potuto vedere, però, non ho espresso nessun giudizio nel merito in quanto non ho letto i numeri. Leggendo i giudizi degli utenti che lo hanno fatto, tuttavia, non sono molto spinto a recuperarla. Nel caso di Bowen, la prima storia la lessi interamente e non la trovai interessante con Tex e Carson quasi sullo sfondo del protagonista di quell'episodio. Quando acquisto un fumetto solitamente guardo sia i disegni che il trafiletto di trama. Sia questa che l'ultima storia certamente meritano molto dal primo punto di vista. Dal secondo, a mio parere, un po' meno, ma questo non necessariamente significa che pensi che si tratti di storie scadenti, ma solamente che le mie aspettative non sono alte. Vedrò se acquistare questi numeri, ma certamente ho in programma di prendere delle prossime uscite di Tex come il texone ed inoltre meno di un mese fa ho acquistato il librone con la prima storia completa della serie Tex Willer. Certamente se esistesse un abbonamento annuale comprensivo a Tex non avrei dubbi a farlo, visto che tra i fumetti mensili italiani attuali è largamente la mia serie preferita. Visto che così non è, valuto mese per mese. Se mi piacciono i fumetti beh, dato che supero ampiamente il migliaio tra volumi singoli e uscite di serie, direi di sì.
  24. Condor senza meta

    [410/411] Orrore!

    Seconda e ultima prova di Michele Medda sulla regolare. Come avvenuto all’esordio, l’autore sardo spiegò le vele della sua fantasia alle correnti dell’innovazione, che spiravano allora sulla serie del famoso ranger, tirando fuori un thriller avvincente con uno spunto di soggetto, quello del killer seriale, piuttosto inedito per la saga. L’episodio si mostra ben scritto e congegnato; con molta abilità lo sceneggiatore guida il lettore fra le pagine, sviandolo con maestria e inducendolo a sospettare man mano dei vari personaggi che affollano la trama. A turno i sospetti cadono sul violento proprietario del saloon, sul becchino, sul commesso dell’emporio, passando pure dal vice sceriffo Nebraska e addirittura su Herbert Addison, tornato sulla serie dopo pochi numeri, ma su questo ravvicinato ritorno mi soffermerò più avanti. Merito di Medda è proprio quello di riuscire a celare fino all’ultimo l’identità del folle killer e spiazzare tutti col colpo di scena finale: sfido chiunque a sostenere di aver intuito il colpevole prima dell’epilogo! Non male il ruolo di Tex che, nei panni di sceriffo a "tempo determinato", conduce, con buona dose di acume investigativo, le indagini relative ai misteriosi omicidi e fronteggia facilmente l’assalto di Holden, prepotente di turno a dire il vero poco caratterizzato. Proprio il boss locale è il protagonista della sottotrama che funge più che altro di riempitivo alla vicenda e per sparigliare le carte, visto che proprio per colpa dei suoi sgangherati sgherri, il lettore finisce col stimare e parteggiare per la figura dell’emancipata e coraggiosa Sally, subendo un contraccolpo notevole alla resa dei conti. Dato il discreto esito anche di questa prova, stupisce che a Medda non venne più data occasione di continuare il suo lavoro sulla saga, forse il suo stile innovativo e i suoi spunti di soggetto arditi, non tranquillizzarono Bonelli, sempre attento a tutelare la tradizione del personaggio nelle vesti di editore, un po’ meno in quelle di sceneggiatore. Elencati i fattori positivi della storia, mi soffermerò su quegli aspetti che mi hanno convinto un po’ meno. In primis l’idea di recuperare il giornalista Addison, evidentemente creatura cara all’autore, e trasformarlo di colpo da piedidolci imbranato a spalla perfetta per Tex. Questa scelta mi ricorda vagamente ciò che fecero le sorelle Giussani con Gustavo Garian all’esordio di Diabolik, dove il giovane rampollo da vittima al primo episodio, diviene di colpo investigatore privato e braccio destro di Ginko per svariati numeri. Una simile leggerezza narrativa, se nel caso del personaggio dell’Astorina può essere perdonata trattandosi di un’ingenuità figlia delle origini della testata, stona un po’ in una serie rodata e pluridecennale come quella di Tex. Simpatiche le varie macchiette disseminate nella narrazione (vedi per esempio il barbiere mio conterraneo ) e la figura di Nebraska come vice di Tex, ma il sottoscritto comunque sente la mancanza di Carson in storie come questa, inutile girarci intorno. Anche la ripetitività di alcuni dialoghi salta subito all’occhio: una bella frase antirazzista sul colore del sangue pronunciata da Nebraska, viene sciupata dall’autore quando la fa ripetere pure alla giovane prostituta. Qui un piccolo editing sarebbe stato utile . Pure l’analogia con Jack lo squartatore, nata forse da un veto della redazione al soggetto originale, finisce con l’apparire un po’ forzata. A mio avviso la trama avrebbe funzionato anche senza questa premessa, che suona solo come un espediente per ricacciare dentro la figura del giornalista detective Addison. Letteri mostra un lieve calo qualitativo e paga forse una sceneggiatura poco adatta alle sue caratteristiche stilistiche. Concordo perfettamente con chi prima di me sostiene che una storia simile, affidata a un disegnatore più “dark” avrebbe reso molto di più in termini di pathos e impressioni visive, purtroppo non avremo mai la controprova. Oltre questa considerazione, non si può non notare che alcune tavole cominciano ad apparire approssimative e alcuni errori anatomici più ricorrenti; nel complesso la prova grafica rimane ancora sufficiente ma il tratto del grandissimo disegnatore romano, sarà destinato a regredire inesorabilmente nelle prove successive. Il mio voto finale è 7
  25. james

    [Romanzi A Fumetti 09] L'uomo dalle pistole d'oro

    Ottima storia e bellissimi i disegni, ma soprattutto ... finalmente si inizia ad esplorare ciò che non è MAI stato raccontato, ovvero il periodo in cui Carson è stato il leader, il "maestro" di Tex (come lui stesso ammetterà ne I sette assassini). I pochi squarci su quel periodo - quello della serie originale - sono in realtà quanto di più distante ci possa essere da un rapporto del genere. Il Tex di GL Bonelli è una sorta di strano ventenne esperto, infallibile, smaliziato, nei cui confronti Carson appare subito una "spalla". esempi? basta pensare ai primi 10 albi della serie gigante (con una parziale, timida, concessione a Carson, in Due contro cento). Niente di graduale, progressivo. Finalmente si inizia a raccontare in un modo un più verosimile il rapporto tra una leggenda del West ed un "novizio". In questa storia ho visto ciò che avrei voluto vedere in quelle storie e che, comunque, mi aspetto di vedere ancora man mano che si recuperano gli "anni perduti".
  26. Loriano Lorenzutti

    [407/409] Il Passato Di Carson

    Dimenticavo, voto complessivo alla storia della città 10 e lode !
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