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TWF - Tex Willer Forum

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Mostrando i contenuti con la più alta reputazione dal 14/07/2018 in tutte le sezioni

  1. 2 points
    Letto finalmente il Texone. Sceneggiatura piena di cambi di scena, aiutata in questo dalla divisione dei compiti dei pards (Kit, Carson e Tex-Tiger), elemento che consente di mantenere sempre alto il ritmo della storia. Ottimi comprimari e a profusione: Finnegan, Caine, e soprattutto Robledo e Faver. Concordo con Ymalpas che il comanchero ricordi Barbanera ("sei sempre senza buon senso, ma almeno hai grinta da vendere, compadre" ) e già questo denota la simpatia del personaggio; Faver, invece, duro pioniere del Texas, fattosi Texas Ranger non per fare lo "sbirro" ma per difendere le sue terre credo costituisca un autentico spaccato di vita della Frontiera, e in questo senso è bello tutto il dialogo tra Tex e il vecchio a cena nel fortino di quest'ultimo. Bravissimo anche Majo ad infondergli una "sanguinaria" ed eccitata luce negli occhi, più tardi, alla prospettiva di tornare a cavalcare per un'esaltante caccia all'uomo... Di Finnegan si è detto che ha poco carisma. Non sono d'accordo. Borden il carisma non lo fa vedere, ma lo evoca: nella fedeltà dei suoi uomini per lui innanzitutto, ma anche in certi sguardi e - bravo Majo anche qui - in quegli occhi sempre intelligenti e falsamente limpidi. Non ritengo necessario far vedere il carisma, esso si percepisce anche da poche vignette o da elementi indiretti (quali, per l'appunto, la stima dei suoi uomini o la lusinghiera fama nel corpo dei Ranger), e credo di conseguenza che Finnegan il carisma ce l'abbia, eccome. Si è detto che Kit fosse succube di Finnegan: ma quando mai? Nelle parole di Kit, nei dubbi del vecchio Carson, c'è a mio parere non una fascinazione del giovane verso il ranger scafato, quanto piuttosto un anelito di cambiamento, di maggiore libertà se vogliamo, il tutto condito da sincero rimorso per il proprio ruolo di spia infiltrata tra commilitoni che sulle prime paiono veramente in gamba e quindi meritevoli di stima. Ho molto apprezzato queste che alcuni qui hanno chiamato "paturnie" o "seghe mentali" di Kit. Il tempo mi è scaduto, altro vorrei dire, magari riprenderò il discorso più in là...
  2. 1 point
    Concordo con Carlo, però direi che per quanto riguarda morte di uno dei Pard, matrimonio di Kit ed eventuali figli (quindi nipoti di Tex) non se ne parla nemmeno. Già il curatore ha le sue rogne per quello che che scrive attualmente, figuriamoci cosa succederebbe se dovesse avallare una delle succitate situazioni...
  3. 1 point
    Cara la mia aspirante scrittrice, non mi sento illuminato, ci mancherebbe, sono solo stato un povero illuso a credere che in questo forum si potesse avere un costruttivo confronto sulle tematiche texiane e, in senso lato, sul western in generale. Per quanto riguarda Pecos Bill, quando tu probabilmente eri ancora da venire, io mi sono letto tutto quello di Martina, uno dei più grandi sceneggiatori che il nostro paese abbia sfornato, più quelli che son venuti dopo editi da Fasani. Per giunta mi sono tenuto tutta la collezione degli albi d'oro, anche se da anni non li apro più unitamente a quella, anche se di ristampa, di Oklahoma. Chi si è mai sognato di criticare le scelte dei nomi di GLB? Erano altri tempi, quindi ci sta sakem, Tiger Jack e Kit Carson, che ho sempre considerato una mera omonimia. Sono le stesse scelte fatte oggi dai vari Ruju e Boselli, con tutti i mezzi a disposizione che hanno, che mi danno fastidio, come danno fastidio le scene improbabili che sempre più spesso si riscontrano nelle storie (i.e. i vari suicidi che Ruju ormai mette di frequente). Quanto a Virgin, non so più come fare ad esprimermi: non è anima accostato a bella che mi da fastidio: dico solo che l'espressione in sé, come pure utile idiota non li trovo consoni al gergo texiano né tantomeno a quello del western, fumetto o romanzo che sia. E di certo non ne faccio un dramma, mi limito a esprimere la mia opinione, senza peraltro aggiungere alcun acronimo o faccina, che invece sono tanto care agli altri. Ymalpas, ma di che accidenti stai parlando! E' già la seconda volta che mi esorti a trattare con riguardo colui che vi ha fatto l'onore di ...Immagino che nessuno di voi l'abbia obbligato con la pistola a intervenire nelle discussioni, ergo se lui ha ritenuto opportuno di farlo, ben consapevole della variegata platea con cui avrebbe avuto a che fare, dovrebbe avere accettato anche le regole del gioco. Vai a rivederti semmai le sue di risposte o quelle di qualcuno dei tuoi soci e dimmi chi è il saccente, il presuntuoso o l'arrogante. Io non pretendo in insegnare alcunché a nessuno, esprimo la mia opinione come tutti gli altri, giusta o sbagliata che sia, e sarei ben contento che qualcuno mi contraddicesse con motivazioni valide non con voli pindarici. Poi se una delle regole non scritte del forum è che non si può mettere in discussione l'operato del re, allora dillo chiaro e tondo che mi faccio da parte al volo!
  4. 1 point
    Dimenticavo che Kit è un laureato alla Sorbona. Quanto al rilassarsi nella lettura se devo far finta di non vedere tutte le "bosellate" per il quieto vivere purtroppo non è nel mio carattere, per cui pensavo, nel segnalarle, di dar luogo ad un contradittorio costruttivo con altri appassionati. Pare che le cose non stiano così in questo forum di illuminati, dove le voci fuori dal coro sono mal tollerate. Molto meglio stare a macerarsi sulla 37° serie a striscia o sul fatto che la colorazione definitiva delle cover non rispecchi quella originale di Villa. De gustibus...
  5. 1 point
    Guarda che non è questa frase l'anacronismo, quello era nel caso di "utile idiota". Hegel è morto prima che nascesse Tex e quindi temporalmente ci starebbe. Solo che non è nelle corde del nostro ranger preferito, nel suo gergo, nella sua parlata, nel suo lessico. Ti ricordo che Tex non è certo uomo di cultura e che ne "Gli sciacalli del Kansas" ha bisogno che sia Kit a spiegargli cosa sia un ippocampo. La frase in bocca a lui è una tipica bosellata! A me fa ridere, però se ai lettori come te sta bene buon per voi. Prima o poi magari ci ritroveremo con gli asini che volano, e sarà considerata una licenza poetica!
  6. 1 point
    A mio modesto avviso, la coerenza storica va ricercata nei saggi storici (e non sempre la si trova neppure lì). Nei fumetti, nei film e in qualsiasi altra rappresentazione di fiction cercare la coerenza storica è come criticare Dante per aver ficcato all'inferno personaggi realmente esistiti. Vogliamo ricordare che Kit Carson nella realtà non fu proprio tenero con i Navajo? Oppure che le prime pallottole a forma ogivale compaiono solo nel 1873 e che prima le cartucce (eh sì, erano di carta) erano palle sferiche calibro 36 che conferivano ai revolver una precisione tale che non si riusciva a colpire un bisonte a 5 metri? I film e i fumetti western sono strapieni di incoerenze storiche. E non solo nel genere western. Chi ha visto il film Troy e ha letto qualcosina di Omero sarà inorridito per tutte le puttanate (si può dire?) sciorinate. Prendiamo Tex per quello che è: un bel fumetto.
  7. 1 point
    Letto ieri, tra il pomeriggio e (una fresca) serata dove me lo sono gustato sdraiato a letto. La prima considerazione da fare sul Texone di Boselli e Majo è che si tratta di una storia di 2 albi anche se, mentre lo leggi, sembra che le pagine siano 330, talmente la sceneggiatura è densa e contemporaneamente priva di momenti morti. Che differenza con l'inedito mensile, anche lui di 220 pagine, con la sua storiellina di contorti sentimenti. C'è poco da fare, con gli sceneggiatori attuali, Boselli fa davvero la figura del Cristiano Ronaldo dei fumetti. Eppure, questo texone, non è di quelli che candiderei a migliore della serie. C'è un difetto, in particolare, che mi ha fatto storcere il naso durante la lettura. E riguarda il corpo speciale dei rangers. Che sembra nato come i funghi in autunno. Avrei gradito qualche riga in più che li inquadrasse storicamente. E qualche riga in più in cui l'autore spiegasse la necessità, da parte di Finnegan, di distruggere il comanchero Robledo, specialmente dopo una sapiente sceneggiatura che ci ha spiegato come Robledo sia ormai solo l'ombra di se stesso e così la sua banda con i cerotti. Che Finnegan avesse tutto l'interesse di far fuori Robledo sul quale erano ricadute le colpe dell'eccidio del campo indiano è anche facile arrivarci, però diamine, scrivi almeno mezza riga, altrimenti sembrano azioni fini a se stesse e poco motivate. Nelle pagine finali, inoltre, troppo buonista (forse) il rapporto tra Milton Faver e lo stesso Robledo: d'accordo che ormai è un cane spellacchiato, ma resta pur sempre una comanchero che rapisce giovani fanciulle. Il texone è apprezzabile sotto altri punti di vista. Mai, finora, in una storia, si era mostrato e insinuato il desiderio di Piccolo Falco di vivere una vita tutta sua lontano dall'ombra paterna e da quella dei pards. Carson ha pure il tempo di dubitare, ma che Kit Willer sia uscito dallo stampo della famiglia Willer basta peraltro poco per mostrarlo ai lettori. L'originalità di un texone che è soprattutto la storia del figlio di Tex piuttosto che quella del padre, che pure magistralemnte fa la sua parte, è anche quella di mostrarcelo nella sua quotidianità, nell'hotel di Austin, con la ragazza biondina accanto, con la quale si è evidentemente intrattenuto durante la notte. Beh, ho scritto un articoletto sulle donne di Kit nell'ultimo magazine, posso dire quindi qui con cognizione di causa che mai, finora, nella serie si era stati più espliciti in materia. Ma posso dire anche, al contempo, che tutta la serie sembra proiettata, idealmente, a questo dolce incontro, che tanto mostra in termini di tenerezza tra questa coppia senza futuro, la raggazza essendo troppo chicchierata per dirla in termini nobili per avere qualche speranza con un giovane che lei, poverina, dimostra di apprezzare molto per quel che vale (ma è lo stesso Kit a mostrarsi affettuoso ben oltre, molto probabilmente, le esigenze del teatrino montato per ingannare Finnegan e i suoi). L'originalità del texone risiede anche nel pugno di Carson a Kit e nel pugno di Kit a Carson, sono pugni veri anche se dettati dalla finzione, che non possono non omaggiare Nolitta che si battè alla fine degli anni settanta e perse contro la redazione di allora nel momento in cui presentatava, nella storia "Il segno di Cruzado", la storica sequenza censurata del Carson febbricitante che le prendeva, allora, dal padre di Kit. E' anche, seppure si noti meno, la storia di Tiger Jack, per quanto nella storia si dimostri loquace e per quanto faccia emergere le sue abilità, nel campo superiori addirittura a quelle dello stesso Tex, nell'individuare da una insignificante traccia, l'osso brucciacchiato tra le faci di un coyote, le orme dei cani sciolti di Robledo. Il Tiger che ha ovviamente il suo contraltare nelll'apache lipan Taganas e che vince in scioltezza la partita. E' un Texone un po' crepuscolare, devo dire, sarà perché con lo sguardo rivolto chiaramente al passato, agli eroi che duellarono ai tempi dell'invasione del Texas, soprattutto nelle figure di Faver e di Robledo, coraggiosi coloni in pensione e bandidos con le zanne spuntate, ma anche un Texone che mostra i tempi a venire, proprio in quel corpo speciale dei ranger, destinato poco alla volta a prendere il sopravvento sui ranger non in servizio ( i 4 pards ) e i rangers cani sciolti dello stanpo di Caine. Perché, dire che questo non sia soprattutto il texone di Kit Carson equivarrebbe ad ammettere di aver capito poco della storia. Una storia che insiste proprio nel ribattere l'identità dei pards in quanto ranger, portatori della stella d'argento, contro fratelli ranger fuorviati dall'odio di Finnegan, corpo deviato. La storia è di quelle in cui il vecchio cammello giganteggia, nel suo calarsi nella parte del vecchio leone, nella sua esuberanza, nelle sue perplessità e paure nei confronti del figlioccio e delle sue scelte pericoloose. Onnipresente, una figura su cui contare sempre. Di tutti, quello che paga maggiormente il dazio è ovviamente Finnegan. Sarà per Majo che ne da una rappresentazione insignificante, specie se paragonata a quella di Faver o Robledo (eccellenti), ma non riesce mai a bucare la tela. Neppure all'inzio, quando Boselli tende a rappresentarne la sadicità, neppure nella fase centrale quando il racconto del dramma familiare legato alla sorella dovrebbe accattivarcelo nelle simpatie (tentativo fallito), neppure nelle pagine finali dove è mostrato nella sua estrema viltà, che ci si chiede come mai un essere simile sia riuscito a soggiogare tante persone pur partendo dal sentimento ostile diffuso tra i texani contro gli indiani che gioca a suo favore. Dovessimo ricordarci queste pagine tra una decina d'anni, il ricordo sarebbe di quella volta in cui Tex, paladino della giustizia, dovette far fronte con i suoi pards contro uno squadrone di ranger deviati. Questa è indubbiamente l'idea base da cui Boselli è partito nell'elaborare il suo soggetto e se non fosse così, lascio spazio per la correzione. Da queste poche righe, certo non un soggetto da suscitare sogni e fantasie tra i lettori, ma dal quale è riuscito a trarre una sceneggiatura corposa e priva di cedimenti. Un Tex forse troppo sbarazzino (soprattutto nelle pagine finali, quando diluvia il piombo), più da cartonato giovanile in cui è più facile vederlo calato nei panni del "due contro cento". Delle piccole curiosità, di cui accennavo in un precedente messaggio, poco mi sembra si possa aggiungere, ci sono i tralicci ma mancano i fili, la scenetta del bicchierino non c'è e penso che Boselli abbia fatto bene a cassare questa fantasia di Majo (posso dirlo ora che ho letto la storia). Beh si, mi sembra che Majo meriti le righe finali di questo prolisso messaggio. Iniziando dai quattro pards, un Tex forse troppo giovanile , ma che mi ha ricordato molto quello di Galep per quanto è magro e slanciato. Kit Willer praticamente perfetto. Tiger riuscitissimo in una miriade di vignette e stranamente inguardabile in poche altre. Il vecchio cammello è il solo fuori dai canoni. Nelle prime pagine, vedendolo, mi sono detto che il disegnatore ha in qualche modo voluto omaggiare il Kit Carson storico, vuoi per la capigliatura, vuoi per quegli occhi scavati, per quei particolari insignificanti che non ce lo rendono uguale a quello pensato da Galep. Ma tutto sommato è una caratterizzazione che ci sta e che non mi ha certo guastato la lettura. Il west di Majo è godibilissimo anche se migliorabile in alcune tavole. Ottime anche le sequenze cittadine. La caratterizzazione dei comprimari resta eccellente, eccetto quella di Finnegan, ma non ho letto l'articolo iniziale e non so dunque se Finnegan è una figura storica, se il corpo speciale è realmente esistito e quale ne è stata la storia. Con il Texone di Faraci e Breccia avevo fatto l'errore di leggere prima la parte storica, questa volta ho fatto attenzione a concentrarmi solo sulla storia di Tex, per il resto ci sarà tempo, anche se in effetti mi rendo conto che per una lettura obiettiva di questo texone, i dati storici non vadano tralasciati. Un Texone consigliato, acquisto obbligatorio per tutti i fan del ranger.
  8. 0 points
  9. -1 points
    In questo forum non ci sono illuminati (a meno che tu non ti consideri tale e allora ce n'è uno solo) e il primo a dire bosellate è stato GLB dipingendo Carson in maniera così falsa che di più non si può e chiamando Tiger Jack un Navajo (a parte il Jack che ci può stare, la tigre era sconosciuta presso i Navajo e solo più tardi venne chiamata puma asiatico). Tra l'altro il grande Guido Martina, autore del Pecos Bill che tu dici di aver letto, non è stato da meno nel dire bosellate con i suoi personaggi di Davy e Jane, clamorosi falsi storici. Insistere sulla frase "utile idiota", che è il minore dei falsi storici e trascurare tutti gli altri ben più gravi, scusami ma mi fa sentire, ma è solo una mia sensazione sicuramente errata, uno strano odore di saccenteria.
  10. -1 points
    Aspirante scrittrice? Chi ti ha suggerito una simile stupidaggine? Non dirmi che è farina del tuo sacco. Pecos Bill. Se hai letto anche Fasani dopo Martina, sei di bocca buona. Se poi alludi ai miei racconti, significa che hai dato un'occhiata al mio sito dove trovi tutti i 165 Albi d'Oro di Pecos Bill e tutti i 30 di Oklahoma. Albi che ho letto tante di quelle volte da saperli quasi a memoria (la conoscenza non è proporzionale al numero delle primavere che uno ha sul groppone). Infine ho visto di peggio della locuzione "utile idiota" che continua a solleticarmi il naso. P.S.: Propongo di candidare Boselli al Nobel per la letteratura, ma solo dopo che avrà corretto tutte le sue numerosissime bosellate.
  11. -2 points
    Ma il fine sviluppo psicoloGGGGico in cui l'aquilotto sogna di andare via dal nido, si ficca in un bordello trattando le donne da prostitute anche fuori da esso, si fa venire gli stessi dubbi simmetrici di tutto il mondo e tutto il mondo pensa esattamente che stia avvenendo la crisi che sta avvenendo, dove lo vogliamo mettere? La vita è fatta di cose reali e di cose supposte: se le reali le mettiamo da una parte, le supposte dove le mettiamo (cit)?
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