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  1. 4 points
    https://www.lospaziobianco.it/avventuredicarta/2019/04/12/per-sempre-galep/ Link ad un bellissimo articolo su Galep, che fa capire meglio la grande statura sia della persona che del disegnatore e artista.
  2. 4 points
    Concordo sul fatto che la storia di Nizzi sull'ultimo color presenti, oltre ad incongruenze della sceneggiatura, anche la grossa pecca di presentarci Tex e Carson che se ne vanno bellamente al ristorante, situazione che non può non far alzare il ciglio a chiunque ami Tex. A mio avviso, anche a rischio (molto alto) di un "incidente diplomatico", questa parte avrebbe dovuto essere emendata in fase di revisione, perché davvero improponibile. Mi fanno però un po' sorridere le schermaglie serrate, in questo ed altri thread, tra qualche (sparuto) ultras nizziano e chi ha fatto, invece, della critica allo sceneggiatore di Fiumalbo una vera e propria mission. Per rispondere alla domanda del topic, a mio avviso Claudio Nizzi non necessita di una rivalutazione, perché è innegabile che, oltre ad aver scritto diverse storie di buon livello, quando non ottimo, sia stato per un certo periodo una colonna portante della collana, assicurandone la continuità in una fase di passaggio molto difficile. Prova ne è anche il fatto che a tutt'oggi in Bonelli gli passino, a mio avviso colpevolmente, situazioni impubblicabili come quella dell'ultimo Color, che a qualunque altro sceneggiatore sarebbero state tagliate senza pietà. È altrettanto innegabile che, ad un certo momento, il declino creativo lo abbia portato ad abbassare vertiginosamente il livello delle sue storie, fino ad arrivare al punto in cui, come nel caso delle due ultime della serie regolare, ci si accontenta che siano almeno "leggibili" e senza grosse incongruenze (sul tema "mutandoni" ci sarebbe da discutere). Ognuno di noi ha il suo sceneggiatore preferito, e posso certamente capire che il Tex di Nizzi, le cui storie sono spesso sorrette soprattutto dal "mestiere", piaccia meno di altri. Lo stesso Boselli, accanto a pietre miliari "il passato di Carson" e tante ottime storie ne ha scritte altre come la soporifera ed interminabile (con coda anche sul Maxi, ma di ben altro livello) "Netdahe!". Succede anche ai migliori. Succedeva anche a GLB. Chiudo in proposito dicendo che in questi giorni ho riletto alcune storie del "centinaio d'oro e devo dire che vi ho ritrovato la "vera essenza" di Tex: un susseguirsi di avventure, situazioni e battute ironiche in cui davvero non cambierei una virgola. Avrete capito che GLB è il mio sceneggiatore preferito, anche se capisco bene che il suo Tex non sarebbe oggi replicabile, perché ne diverebbe la sterile imitazione, e che i tempi per forza di cose, cambiano. Di questo va reso merito a chi è venuto dopo di lui: da Nizzi fino a Boselli, che oggi tiene saldamente e meritatamente le redini della collana.
  3. 3 points
    Per la precisione in 265 albi, scritti tra l'altro nell'arco di più di 30 anni, non dimentichiamolo. Non mi sembra una cosa grave. Anche perché ognuna delle 7 storie di Mefisto è totalmente diversa da quella precedente. L'unica brutta è l'ultima, "L'ombra di Mefisto", le altre sono tutte riuscite bene o benissimo, 2 sono veri e propri capolavori ("La gola della morte", "Il figlio di Mefisto"). Berardi su Julia quante volte ha fatto comparire l'arcinemica Myrna? Una decina? Non ricordo, forse di più e in soli 20 anni. Non mi sembra un grave problema se le storie sono riuscite e non ripetitive... Anche sul resto del giudizio su GL Bonelli non sono d'accordo per niente, ma ognuno ha la sua opinione... Dico solo che di personaggi interessanti GL ne ha creati a bizzeffe, fin dai primi numeri, il problema è che magari non li si conosce neanche.
  4. 3 points
    Eresia sì! Carson poco considerato da GL Bonelli? Ma quando mai! Si potrebbero fare decine e decine di esempi... Il problema, secondo me, è che le vecchie storie (soprattutto quelle prima del 100) non vengono più rilette o le si dimentica, per cui si danno giudizi schiacciati tutti sul presente o sul recente passato. Ormai GL Bonelli viene considerato uno che non sapeva creare personaggi psicologicamente complessi, che scriveva storie monocordi e troppo lineari, che era troppo prolisso, ecc. Sono solo stereotipi. Il fatto che non abbia mai descritto il passato di Carson, e non l'abbia reso protagonista di una storia tutta sua, non vuol dire che il vecchio cammello sia stato un personaggio non abbastanza considerato... E questo vale anche per gli altri pards.
  5. 3 points
    Qualche tempo fa abbiamo parlato di imprinting. Ragazzi, facciamocene una ragione: siamo diversi. Tutti. E sui gusti puoi stare a parlare per anni senza mai venirne a capo. Grande Tex e McParland non si sentono emozionati da Glb: è una questione di età? Di generazione? Boh, è inutile chiederselo, però bisogna prenderne atto senza scomodare le capacità di comprensione dell'uno o dell'altro. Spesso i due "ragazzini" fanno errori di foga, dovrebbero essere più pacati nei loro giudizi, leggere con maggiore attenzione e calma, ma una certa indulgenza dai vecchi lupi di mare del forum non guasterebbe. Tra qualche anno, probabilmente, i nostri giovani amici potrebbero cambiare idea. Quando ero ragazzino, non mi piaceva Pino Daniele, non mi trasmetteva nulla. Mi piaceva ascoltare musica, ma non la sua. Ora mi piace tantissimo, sono cambiato, apprezzo cose che prima non sapevo apprezzare e provo emozioni che prima non provavo. Magari anche a loro andrà così. O forse no, perché hanno conosciuto prima il Tex 2.0 di Boselli, o il Tex 1.5 di Nizzi. E andrà bene lo stesso Le emozioni non nascono con la bacchetta. O ci sono o non ci sono. A me la foto dei ragazzi Walcott sulla scrivania del vecchio zio fa venire ancora i brividi, mentre la morte di Rod Vergil, incastonata com'è in una storia per me insignificante, non mi fa nascere nulla nell'animo. Il confronto tra Nizzi e Glb sulla guerra civile, per me, è stravinto dal primo. Per @Mister P (a proposito, ancora auguri per la guarigione, pard )sono un eretico, ma non ha ragione lui, come non ce l'ho io. Ognuno ha il suo Tex.
  6. 3 points
    Se ti piace poco Glb, ti piace poco Tex Glb è Tex! Leggendo storie come "L'eroe del Messico", "Il Patto di Sangue" o "Il Tranello" gli errori storici passano in secondo piano: sono avventure epiche! Tex che guida la rivolta messicana, Tex al palo della tortura salvato da Lilith, Due contro cento, Il drammatico assedio al forte delle giubbe rosse! Quante meravigliose emozioni!
  7. 3 points
    Adesso però non santifichiamo Airoldi, che invece in questa storia dà MOLTI motivi per preoccuparsi, e tanto, per il futuro di Tex. Airoldi, che non dimentichiamolo viene dalla Panini, dai Supereroi Marvel dai crossover, dai reboot, e da tutta quella paccottiglia che ormai non vende un tubo ed è in crisi anche negli USA (mentre con gli stessi personaggi al cinema fanno sfracelli, segno che non sono i personaggi ad essere superati, è che hai stracciato i xxxxxxx ai lettori con le tue squallide speculazioni per spremerli come limoni), voleva fare un reboot di Tex. Cioè un operazione alla "Ultimate Spider-man" (una serie che negli USA, dopo un buon inizio, ha chiuso per scarse vendite). Cioè, ripubblicare le vecchie storie, ma non più con i "vecchi e superati" dialoghi di GL Bonelli o gli "antiquati" disegni di Galep... L'operazione da quello che se ne sa avrebbe dovuto produrre un Tex più "moderno" (nelle sua intenzioni immagino una roba alla Recchioni, tipo Dylan Dog con il cellulare, e zeppo di citazioni da film di moda, anche se dubito che in ogni caso Boselli gli avrebbe mai scritto una cosa del genere), riciclando le storie del passato. Insomma, la prima storia sarebbe stata "il totem misterioso" con magari un Tex donna, nera, politicamente corretta, il tesoro sarebbe diventata un astronave aliena con magari un crossover con Brad Barron, Tex che è un supereroe con i poteri derivati dall'astronave aliena, o magari un alieno lui stesso, e le sue pistole sparano proiettili magici che fanno pentire dei propri peccati senza spargimento di sangue (sto ovviamente volutamente esagerando, mischiando assieme cambiamenti effettivamente fatti in reboot nei fumetti USA, per far vedere fin dove si arriva con questo tipo di operazioni, se invece volete un ipotesi più realistica, Airoldi voleva fare una serie del Giovane Tex a colori tipo quella di Martin Mystere, magari in stile manga) Il fatto che poi Boselli gli abbia fatto una contro-proposta accettabile e che sia riuscito a tirar fuori da questa idea strampalata una ottima serie non ci dovrebbe distogliere dal fatto grave, anzi, gravissimo: l'attuale direttore della Bonelli pensa che il lettore Bonelli voglia quella roba, come i lettori dei supereroi vent'anni fa (e anche loro ormai si sono stufati di quella roba e smettono di comprare a frotte). E quando Boselli, il curatore di Tex, gli aveva immagino spiegato perchè era una pessima idea, si è imposto e ha voluto andare avanti lo stesso. Se Boselli non avesse trovato l'idea per salvare capra e cavoli, oggi probabilmente avremmo un Tex "gggiovane" scritto da Recchioni e disegnato in stile manga. Cosa ci possiamo aspettare da un direttore simile, in futuro? Visto che le vendite disastrose di molte ultime proposte Bonelli lo spingeranno ad aumentare ancora le pubblicazioni con Tex? Tex in stile comic book in albetti spillati a colori, in cui combatte con superpoteri dati da uno stregone navajos (tipo, sa volare e spara raggi dagli occhi) contro la confraternita dei Navajos cattivi? Tex in stile manga realizzato da Bevilaqua? Tex spostato nel futuro di Nathan Never scritto da Serra o Vigna? E a parte le storie, dobbiamo prepararci a uscite con venti variant cover, megacrossover fra tutti gli albi Bonelli in cui se non ti compri anche i cartonati di Dragonero e Noi Due non capisci la storia pubblicata sulla regolare di Tex? Apparizioni di Vasco Rossi o di Young Signorino al fianco di Tex durante il lancio dei loro dischi? Non sono molto ottimista sul futuro della Bonelli, ad essere sincero...
  8. 3 points
    Ce ne vorrebbero di più di parti come queste per Tiger Jack, altro che 'pantomime' o 'scene irritanti'. La testa volante nel Texone di Villa è stato il 'frisson' più memorabile forse degli ultimi dieci anni. Ma forse c'è chi lo vorrebbe ridotto al ruolo di Tonto (e non solo di nome) per il Lone Ranger o che parlasse ancora coi verbi all'infinito come gli indiani nelle prime strisce di GLB (poi quando fa fuori chiunque gli si piazzi davanti come in Furia Rossa, gli stessi si sperticano in lodi).
  9. 3 points
    E' ovvio che ogni valutazione è soggettiva, di conseguenza mi limiterò solo a esprimere il mio punto di vista. Galep, da autodidatta, forse non possedeva una tecnica eccessiva ma onestamente il calore e la dinamicità che sprigionava il suo tratto, sono indimenticabili. Non curava gli sfondi? Il fumetto non è illustrazione, ciò che più conta è saper narrare graficamente una storia e dare grande dinamicità alle vignette e onestamente Galep era un maestro in questo. Che dire poi dei suoi cavalli! Ho sempre trovato straordinaria la maestria con cui riusciva a disegnarli, in pose dinamiche da urlo ed elegantemente tratteggiati. Per non tacere delle sue splendide storie marinare: Lotta sul mare è un capolavoro, con i suoi velieri splendidi e sfondi oceanici da ammirare e studiare. I visi anatomicamente non erano perfetti? Ma l'espressività era straordinaria e funzionale alla trama, mica poco nella letteratura disegnata. La tecnica nell'arte non è tutto, conta pure l'anima e quella a Galep non è mai mancata. Naturalmente i tempi passano, cambiano le mode e le strumentazioni, ma il confronto fra autori di epoche diverse non serve, nessuno si sogna di paragonare Di Stefano a Messi, né tantomeno sosterrò che Gilmour sia il chitarrista più tecnico del rock, ma la magia dei suoi assoli è impareggiabile, alla buona faccia della folta schiera di virtuosi moderni.
  10. 3 points
    Esprimo il mio parere "eretico" sulla questione: personalmente, non auspico l'avvio della pubblicazione di una nuova serie dedicata al giovane Carson. Intendiamoci, il personaggio mi piace tantissimo e, nel migliore dei mondi possibili, credo che sarebbe un'operazione non solo legittima ma anche eccellente. Ma in questo? Già ci sono stati molti utenti che si sono lamentati del proliferare delle serie di Tex che si affollano in edicola, che impediscono ai lettori meno abbienti di seguirle tutte e che creano una sorta di "inflazione" delle storie... Ma soprattutto, come già evidenziato bene da Diablero: chi sarebbe in grado di sobbarcarsi l'onere non facile di scrivere con continuità e in modo adeguato una serie di questo tipo? Temo già uno stuolo di lettori lamentarsi del giovane cammello che mostri un consistente (peraltro plausibile, visto il dato anagrafico!) interesse per una ragazza diversa ad ogni episodio (elemento più o meno "rimproverato" da alcuni al giovane Tex Willer), oppure che esprima in modo ricorrente un intenso appetito per un altro tipo di carne, naturalmente contornata da una montagna di patatine (attuandone una precoce metamorfosi in Carsoldo Sbaffini)... E poi, quante possibili incongruenze rispetto al personaggio "maturo", oppure cronologico-geografiche potrebbero essere segnalate e stigmatizzate? La casa editrice si è già sobbarcata la sfida di dar vita ad una nuova serie con il giovane Tex Willer (riuscendo in modo clamoroso ad attuare un successo di vendite e, più ancora, di consenso dei lettori con un prodotto qualitativamente di alto livello), ma come potrebbe accollarsi il rischio di una serie con un personaggio certo caro se non carissimo ai più appassionati lettori di Tex, ma forse non in grado di attirare in modo costante nuovi lettori in quella direzione? A mio discutibile avviso, meglio che ci si concentri sul continuare l'ottima serie di Tex Willer e magari cercare di curare ancor meglio le serie esistenti, a cominciare da quella "regolare" e dei maxi, (e forse anche a sfrondare qualche ramo collaterale - in me, la cessazione delle pubblicazioni dei "Color" non causerebbe alcun rimpianto), per dare ai lettori una serie di albi di alto livello e con continua e piena soddisfazione anche nell'ammirare il personaggio di Carson, ma inserito in un contesto che già gli si addice bene.
  11. 3 points
    Io sinceramente non ho capito con chi ce l'ha gilas2, semplicemente ognuno dice il suo punto di vista. Se uno non è d'accordo e ognuno resta delle proprie idee che male c'è? Non vedo scritto da nessuna parte, il mio modo di vedere e' giusto mentre il vostro fa schifo.
  12. 3 points
    Finchè si parla in astratto, si può dire qualunque cosa. Facciamo degli esempi pratici. Prendiamo proprio "El Muerto". Ecco il dialogo di Nolitta in cui Tex parla con Tiger (che è stato pestato a sangue, fino a rompergli delle ossa, e il suo amico nvajo è stato ucciso a sangue freddo, e i rifornimenti per i Navajo sono stati rubati... E TEX LI LASCIA ANDARE, PERCHÈ "MESSO AL CORRENTE DELL'ACCADUTO, DECIDE CHE, DATE LE CIRCOSTANZE, UNA CACCIA SAREBBE DEL TUTTO INUTILE" (A parte la rassegnata passività del Tex di Nolitta, questa è una delle frequenti illogicità presenti nelle sue storie. Tiger ci ha messo "parecchie ore" procedendo con fatica a passo d'uomo verso il villaggio centrale della riserva. A parte che Tex potrebbe fare segnali ai Navajos più vicini al confine, il Tex di GL Bonelli era in grado di seguire tracce vecchie di GIORNI. il Tex di Nolitta non sa seguire le tracce, se serve a Nolitta per la storia) Tex: "Sei sicuro di avere capito bene il nome?" Tiger "El Muerto... ha detto proprio così, El Muerto Tex "Per Giove, Per quanto mi sforzi, non riesco a ricordare di avere mai avuto a che fare con qualcuno che portasse questo soprannome!" [notare il parlare forbito e notarile] Tex: "...e anche la descrizione che me ne hai fatto non mi aiuta per niente. Mai visto prima un tizio del genere" Tiger "Gran brutto tipo" Tex "in fondo, potrebbe trattarsi del solito bullo in cerca di reputazione, che ha scelto me nella speranza di uscirne vivo e carico di gloria... e sapendo che non sono uomo da accettare un duello senza una grave motivazione (???? ) , ha deciso di offrirmi una buona ragione per impugnare la pistola" Tiger: "Se è così, ci è riuscito in pieno, perchè sono certo che ci andrai, a quell'appuntamento! Non è così, Tex?" Tex "Uhm... ci sto giusto pensando, Tiger! È chiaro che non posso mandare giù un rospo del genere, però, prima di cedere alla provocazione di quel fanatico, voglio cercare di sapere qualcosa di più sul suo conto!" Insomma, a parte che il Tex flemmatico e paziente che si vede qui somiglia di più a Sam Willer che a Tex, e prima di muoversi deve sapere, deve verificare, deve fare indagini, non si può inseguire qualcuno che ha solo poche ore di vantaggio senza fare indagini approfondite, signora mia... ma... se questo dialogo lo leggete senza vedere sotto i disegni di Galep, se togliamo la frase di Tiger dove lo chiama per nome... DA DOVE CAPIRESTE CHE È TEX CHE PARLA? È un dialogo totalmente anonimo. Usa un linguaggio freddo e notarile. Come unica imprecazione usa "per giove". Se non fosse che è troppo lungo e prolisso, potrebbe essere un dialogo di Capitan Miki, o del Grande Blek, o di Ken Parker. NULLA in questo scambio ha il minimo sapore di "texianità". Vogliamo vedere come reagisce il Tex di GL Bonelli in una situazione quasi analoga (Tiger pestato da un branco di delinquenti, senza bisogno di uccidere un navajo e affamare le donne e i bambini della tribù per vedere se Tex alza il culo), da "Adios Amigo" (la seconda storia, quella di Helltown) Tiger: "credo di avere un mucchio di ossa rotte!" Tex "come è successo?" Tiger:"Sono capitato in un piccolo villaggio pieno zeppo di pazzi criminali" Tex "Helltown?" Tiger: "Già ...proprio Helltown. Avevo appena messo piede a terra, che mi sono saltati addosso in quattro o cinque e mi hanno steso!" Tiger: "Ma voi come conoscete quel buco d'inferno? ...e dove avete preso i muli?" Tex "Storia lunga, Tiger. Manda giù un sorso di questo e ti racconteremo" Didascalia: per una buona mezz'ora, i tre pards si danno da fare per pulire, disinfettare e bendare alla meglio il loro sfortunato compagno Kit: "E il braccio?" Tex: "non possiamo farci niente per adesso! Come ti senti?" Tiger: "Come se mi avessero tirato fuori da sotto le ruote di un carro" Tex "Uhm... se fossi finito sotto un carro, saresti forse meno malconcio di come sei! Tiger: "Mi hanno pestato duramente, eh?" Tex: "Puoi dirlo! E l'avessero fatto ad un altro, un simile trattamento, a quest'ora quegli uccellacci non sarebbero lassù a rodersi il fegato per la rabbia! [la vignetta mostra gli avvoltoi in volo] Carson: "Al diavolo! Il banchetto di quelle bestiacce è solo rimandato perché sono certo che, appena possibile, organizzeremo una tale "fiesta" con fuochi d'artificio da procurare a tutti gli avvoltoi della regione la più colossale indigestione della loro vita! È evidente come: 1) Il dialogo è perfettamente riconoscibile, anche senza i disegni di Letteri, si capisce subito che è un dialogo di Tex 2) I dialoghi, tranne quando c'è una dichiarazione di vendetta come quella di Carson qui, è fatto di scambi brevi e secchi, senza fronzoli. 3) Il linguaggio è semplice, anche se "colorito": invece di usare un linguaggio notarile, si usano termini come "buco d'inferno" e "fiesta" e (in una parte che non ho trascritto) "i primi passi sulla pista del paese delle ombre" 4) Non dicono "Per Giove" e nemmeno "perdirindina", dicono "Al diavolo!" e (in una parte che non ho trascritto) "All'inferno" e "dannazione" Come proseguono poi le storie? GL Bonelli: i psrds si fingono indiani, e iniziano a tormentare e terrorizzare gli abitanti di Helltown. Quando Tiger guarisce (l'hanno aspettato per farlo partecipare alla "fiesta") mettono sotto assedio il paese e gli danno fuoco e lo radono al suolo, iniziano a impiombare i superstiti finchè non si arrendono, pestano quelli che hanno pestato Tiger, e scacciano via i superstiti dopo avergli tolto ogni cosa che posseggono, compreso armi e denaro, lasciandogli solo i vestiti che hanno addosso e i viveri per sopravvivere (il denaro degli abitanti di Helltown e tutto il resto dei loro averi verrà donato agli abitanti delle città vicine taglieggiati per anni da quei banditi) Guido Nolitta: El Muerto continua per pagine e pagine a prendersi gioco di Tex. Feriscono anche Kit (notare che Kit, come Tiger in precedenza, si lascia sorprendere come un pivello da qualcuno che si avvicina abbastanza da colpirlo senza che questi sospetti nulla, e parliamo di gente dall'aspetto non certo rassicurante), uccidono un suo amico sceriffo con lui in città, quando finalmente si scontra con El Muerto lo fa senza pensare che in un saloon ci sono ostaggi, deve mollare la pistola come un pirla, e si farebbe impiombare se El Muerto, nella sua bontà e misericordia, non decidesse di graziarlo salvandolo dai suoi soci perchè vuole farlo fuori con accompagnamento musicale. Anche l'ostaggio viene pestato, senza che Tex (che è rimasto a bere nel saloon per annegare i dispiaceri) possa fare nulla. Successivamente Tex cade in un agguato dei tirapiedi di El Muerto, che imbaldanziti dal vedere un ranger così scarso, vogliono ucciderlo loro. Tex ci casca come un pollo e per lui sarebbe morte certa (ma va?) se Tiger Jack non saltasse fuori dal nulla a salvarlo. Quando FINALMENTE (erano due albi che tergiversavano) Tex arriva all'appuntamento sulla Boot Hill, Tex ed El Muerto... PARLANO PER 48 (QUARANTOTTO!) PAGINE! Prima El Muerto spiega a Tex chi è, e come mai ha il carillion, poi Tex spiega come ha trovato lui e i suoi fratelli, e la lotta (in cui Tex... ma che sorpresa, perderebbe e sarebbe ucciso, dopo essere stato preso a pugni da uno più bravo di lui a menare, se non estraesse la pistola e ammazzasse un uomo disarmato sparandogli nello stomaco (tre colpi, mica uno...). Alla fine duellano. Tex vince. Fine. Alla fine, se levi i lunghissimi dialoghi (ce ne sono di pallosissimi con astanti, vecchietti, etc), le scene in cui El Muerto pesta e ferisce Tiger e Kit e la scena in cui El Muerto sconfigge Tex e gli fa grazia della vita quando Tex è impotente davanti a lui, e il lunghissimo flashback per spiegare che Tex se perde a pugni spara all'avversario disarmato, la trama, l'intreccio, in pratica è "El muerto sfida Tex. Duellano, e Tex vince". E questa sarebbe "una bella storia di Tex"... ma se non arriva nemmeno ad ESSERE UNA STORIA DI TEX!!!!! Per me non è nemmeno una bella storia. una sequenza di gente pestata sadicamente, di vittime innocenti, con il cosiddetto "eroe" che tergiversa tipo Amleto, e poi vince in tre pagine. Almeno "il giudice Maddox" aveva uno sviluppo e una serie di eventi diversi, non una simile ripetitività... Ho comunque un idea del perchè alcuni possano giudica più "lunghi" i dialoghi (dimostrabilmente molto più corti) di GL Bonelli. I dialoghi di GL Bonelli sono "sviluppati in lunghezza", con ballon brevi e secchi, intervallati da dichiarazioni più lunghe, e variando di registro per non annoiare svolgendosi su più pagine. I ballon li leggi tutti, ci sono quattro parole, se ne salti quattro non leggi niente. I dialoghi di Nolitta sono ripetitivi, ripetono più volte lo stesso concetto, non occorre che li leggi tutti, puoi dare un occhiata alle prime righe e saltare il resto. (la tipica "lettura manga", a sentire quelli che dicono che i giapponesi flippano le pagine per leggerli rapidi come un film senza curarsi molto dei dialoghi), se sei abituato a leggere così da Facebook (che se non lo leggi così ti porta via una vita), Nolittà e leggibile in questa maniera più "moderna" che si traduce nel non leggerlo tutto.
  13. 2 points
    PRIMO AVVERTIMENTO: è consigliato di abbassare i toni, per evitare alla moderazione di prendere decisioni antipatiche.
  14. 2 points
    Si può vedere così. Effettivamente all'epoca GLBonelli non solo era al top della forma, ma non aveva ancora scritto le sue storie più famose, mentre quel Nizzi era "bollito" ormai da diversi anni (anche se mi sembra di ricordare che secondo molti nizziani... anche Nizzi all'epoca era "al top della forma", per me se cerco un po' qualche post di Grande Tex che dice che all'epoca Nizzi era ancora grandissimo e meglio di qualunque cosa di GL Bonelli lo trovo... ) Da un altro punto di vista, Vendetta indiana è una storia scritta di un uomo di 60 anni, che sta già scrivendo storie di quel personaggio da 20 anni, che di quel personaggio ha già scritto più di 950 albi (anche se sembrano solo 90 nelle ristampe, quando li ha scritti erano 950. Cioè 950 volte, 950 scadenze da rispettare, 950 albi che dovevano avere un senso anche per un lettore che ne leggeva solo uno...). Non era nemmeno un albo speciale, gli è venuto lungo così perchè è una storia secca, con un ritmo sostenuto e senza fronzoli, disegnata da un esordiente su Tex. Mentre "Uomini in fuga" è stata scritta di un uomo di 64 anni (quindi, praticamente i due avevano la stessa età quando le hanno scritte), che dopo aver scritto un numero ben inferiore di albi e di tavole (non parliamo di "storie", quindi di idee, che lì c'è un ordine di grandezza di differenza: da un rapido conto approssimato Nizzi aveva scritto all'epoca meno di 70 storie, meno di 70 idee, meno di 70 intrecci, per Tex), scrivendo in media meno tavole ogni anni (GLBonelli era da solo, Nizzi era affiancato, a seconda dei periodi, da GLBonelli, Nolitta, Boselli, Medda, Berardi e Canzio), per un numero inferiore di anni (Nizzi non era su Tex da vent'anni all'epoca.). E la storia la disegnava lo stesso disegnatore, ma non più un esordiente, ma il principale disegnatore della serie, con trent'anni di esperienza in più. Quindi, se si trattasse di una gara, Nizzi era più riposato, avrebbe dovuto essere meno spompato, con più fiarto, più idee, più entusiasmo. Doveva fare meno strada, aveva l'aiuto di altri, avrebbe tutti i vantaggi. COSA CI DICE SUI DUE AUTORI Il fatto che nonostante avesse tutti gli svantaggi (tranne uno: a lui Tex piaceva), GL Bonelli STRACCIA DI BRUTTO Nizzi, che nella storia di lunghezza simile, con lo stesso disegnatore, tema simile (vendetta), fatta alla stessa età, è chiaramente (ma adesso non voglio più semntire un nizziano negarlo, se hanno protestato per questo paragone in questo thread...) spompato, improponibile, svuotato e per questo numero eccezionale (l'albo 500 non è un anniversario da poco...) fa una ciofeca indigeribile?
  15. 2 points
    Certo che conta, ma questo vale per tutti... Ognuno è legato soprattutto alle storie e agli autori che ha letto per primi e a cui è affezionato (e questo non è un male!), che siano Bonelli, Nizzi o Boselli. Poi uno, se si è letto tutti i 700 e passa albi e ha quindi una visione d'insieme, è anche in grado - se si sforza - di essere maggiormente obiettivo (per quanto sia possibile esserlo). Che le storie di Boselli siano mediamente più complesse e articolate di quelle di GL Bonelli non ci piove, che siano anche più attuali e vicine ai gusti dei lettori d'oggi non c'è dubbio , ma questo non sminuisce le altrettanto ottime storie di GL, la maggior parte ancora godibili nonostante scritte in un'altra epoca. Aggiungo poi che i paragoni tra storie recenti e storie passate a volte possono essere utili, altre volte rischiano di essere fuorvianti (e inutili), dipende da come li si fa...
  16. 2 points
    A volte mi chiedo se davvero MacParland sia un ragazzo di 13 anni. Poi bastano i messaggi sopra per convincermi di aver sbagliato a metterne in dubbio la sincerità.
  17. 2 points
    Sì, certo, "Sangue Navajo", "Il giuramento", "l'eroe del messico" (con il discorso a Montalkes), "il figlio di mefisto" sono storie "fredde" e prive di emozioni... vuoi mettere Tumak L'inesorabile? Comunque, un confronto si può già fare con questa storia, "vendetta indiana" con un'altra storia di un albo di Nizzi che riguarda la vendetta di qualcuno, e entrambe hanno le scene più significative sulla tomba di una persona amata. Questa storia, "Vendetta indiana", e la storia di Nizzi del numero 500, "uomini in fuga"... Che dilettante Bonelli che non ci mette la scenetta del Carson mangione, e fa terminare la storia con la vendetta e la morte del colpevole... Nizzi ti dà più emozioni, ci mette pure le patatine sopra, e alla fine, invece dell'omicidio, banale e scontato, ci mette la passione di una bella consegna allo sceriffo, per seguire la legge! (in effetti, devo dire che Bonelli non mi ha mai schifato, fatto girare le scatole, fatto infuriare e fatto smettere di leggere Tex come Nizzi, se le conti fra le "emozioni...")
  18. 2 points
    A volte, leggendo Grande Tex, mi viene da pensare che nel '75 abbassare la maggior età dai 21 ai 18 anni fu un errore .
  19. 2 points
    Quotone a Diablero. Per fortuna che c'è Boselli. Se aprissero una nuova collana di Tex io non la comprei e non sarebbe una mera questione di soldi. Al contempo, se pensassero di introdurre certi elementi di tendenza oggi e estranei al mondo di Tex, per esempio qualche omosessuale per ingraziarsi il mercato LGBT, con me Sergio Bonelli Editore avrebbe chiuso.
  20. 2 points
    Come sarebbe meglio informarsi sull'interlocutore prima di accusarlo di essere "disinformato"... io gli Ultimate Spider-man li ho letti tutti, in originale, e ne ho seguito gli alti e bassi per tutta la sua storia, così come tutta la storia della Marvel dagli anni 70... In compenso, di qualcuno che mi dice, SERIAMENTE, che pensa che una serie che vende bene possa venire chiusa "perchè c'è stato un RILANCIO generale delle testate marvel", posso dire che COME MINIMO dimostra una ingenuità disarmante (fa quasi tenerezza), e dimostra un eccessiva creduloneria verso le dichiarazioni pubblicitarie che fanno ogni volta che devono chiudere qualcosa... Quando si fanno i "rilanci generali" si chiudono le serie che vendono POCO, non quelle che vendono di più... immagina se la Bonelli per "rilanciarsi" chiudesse Tex, Dylan Dog e Zagor... Oltretutto, se pensiamo quel "rilancio generale" è stato sfruttato per CANCELLARE L'INTERO UNIVERSO ULTIMATE, ormai visto dall'editore come una palla al piede che era una vera e propria emorragia di capitali (ma se sei tanto informato le avrai viste anche tu le cifre di vendita, che negli USA sono più o meno pubbliche, vero? io sì...) Le vendite iniziali di Ultimate Spider-man furono decenti, ma nulla di eclatante. il primo numero nonostante la pubblicità vendette circa 50.000 copie (al numero 15 della classifica delle vendite quel mese, manco nella top ten). A lanciare davvero l'universo Ultimate fu la serie di Millar e Hitch "Ultimates", che ebbe vendite molto superiori e trainò per qualche tempo l'universo ultimate. Dopo un paio di stagioni però Millar e Hitch lascìarono gli ultimates, la Marvel fece l'errore di chiamare a scrivere la terza il mediocre Loeb, che fece un lavoro pessimo (Loeb in seguito non accetterà interviste con domande su quella serie). Spaventati dalle vendite in calo, la Marvel tentò di risollevare l'universo ultimate con il primo megacrossover, ultimatum (notare che Jemas aveva precedentemente promesso che non ci sarebbero mai stati megacrossover nell'universo ultimate) peggiorando la situazione. L'universo ultimate non si è più ripreso da allora, ogni nuova serie è durata poco ed è stata chiusa o reboottata presto, finchè appunto alcuni anni fa hanno deciso di staccare la spina a tutto. (per chi volesse saperne di più, consiglio la lettura di questo articolo di slate.com: https://slate.com/culture/2015/05/the-secret-history-of-ultimate-marvel-the-experiment-that-changed-superheroes-forever.html ) Il punto vero non è che un bravo autore vende molto e uno scarso vende meno, che sarebbe comunque un principio generale: il fatto è che anche se gli è andata bene con ultimate spider-man e benissimo con ultimates, quel modello editoriale è fondamentalmente SUICIDA: dovendo cambiare sempre tutto con continui sconvolgimenti e crossover, le buone idee vengono ogni volta cancellate al successivo crossover, mentre le cattive ammazzano la serie. Riguardo nello specifico le vendite di ultimate Spider-man, dopo la partenza mediocre già descritta con i numeri precisi, fu trainata al rialzo per un po' da Ultimates, ma dopo un po' iniziarono progressivamente a calare (come quelle di tutte le altre serie ultimate), tanto che ad un certo punto cambiano un po' il nome e ripartono la numerazione da 1 (il vecchio trucchetto acchiappa-speculatori). (Immagino che tu sarai convinto che il ricominciare la numerazione da 1 sia un segno che un titolo vende tantissimo, vero? Come Morgan Lost, mentre chi non lo fa come Tex è perchè vende poco... ) Ricominciare la numerazione da 1 non basta, le vendite continuano ad andare giù, quindi decidono di UCCIDERE L'UOMO RAGNO, e far diventare una altra persona L'Uomo Ragno, Miles Morales (metà nero metà latinoamericano con il migliore amico asiatico, tanto per prendere tutte le tessere... ) Tu parli di albi, ma il conteggio di 240 albi (oltretutto sbagliato di 1) si ottiene sommando anche i crossover e le miniserie tipo Sinister Six, più i periodi in cui ne escono 2 al mese per i crossover, più gli albi di Miles Morales che è un personaggio nuovo, non un reboot. in realtà del Peter Parker Ultimate sono pubblicati solo 160 albi, in un periodo di soli 11 anni (2000-2011), è durato meno di Brendon. Se poi andiamo a guardare la durata delle storie (cioè, le pagine), hai che se Tex Gigante fosse stato un "successone" come ultimate Spider-man, avresti che Tex Gigante avrebbe dovuto ricominciare la numerazione con il numero 19, e nel numero 22 sarebbe stato ucciso, per introdurre un "nuovo Tex" metà nero metà latinoamericano... davvero il segno di un personaggio che passerà alla storia! ---------- Vabbè, la lezioncina di storia del fumetto americano non era necessaria, l'ho fatta perchè mi pareva che tu avessi le idee molto confuse (dal dare credito a troppi lanci pubblicitari secondo cui tutto è un successo, chiudono le serie perchè vendono troppo.... ) sui suoi meccanismo e sulla sua sua discesa inarrestabile causata da pratiche editoriali basate sullo sfruttamento a breve termine senza pensare al futuro. il punto chiave è che... sono appunto SPECULAZIONI A BREVE TERMINE. Il Peter Parker di Lee e Ditko (e poi Romita) dopo 11 anni nel 1974 era un personaggio ancora vivo e vitale (anzi, era credo al suo massimo livello di vendite), un successo basato sul livello delle storie, non su stunt pubblicitari. Tanto che quando dopo tanto tempo muore Gwen (una mossa che purtroppo per me fu uno dei primi stunt di questo tipo), lo shock per i lettori fu notevole. Se fai un "reboot" basato su "colpi di scena" di quel tipo, in cui personaggi muoiono e destra e a sinistra, poi dopo 11 anni devi ammazzare anche il protagonista. E non gliene frega nulla a nessuno (chi si ricorda con affetto di Ultimate Peter Parker oggi?) E l'idea che una serie che prosegue da più di 70 ANNI con vendite ancora ottime (vende solo in Italia più del doppio di quanto venda Amazing Spider-Man in tutto il mondo) debba "prendere ad esempio" una serie che dopo 11 ha dovuto uccidere il suo stesso protagonista per generare interesse e rimediare alle scarse vendite... scusa, sai, ma QUELLO fa ridere, non il fatto che io creda che se una serie si chiude è perchè non vende, non perchè vende troppo...
  21. 2 points
  22. 2 points
    Viste le ristampe di altre serie Bonelli, è possibile, ma comunque non è difficile trovare ristampe dei Tre Bill, oltre alla tuttowest credo siano stati recentemente ristampati da Bono (pure le anastatiche di Piacentini si trovano a buon prezzo) La prima ristampa in formato "grande" fu nella prima serie de "le avventure del west" con le copertine disegnate da Galep, volevo mettere il link ad una copertina di Galep per i tre bill e ho trovato un inserzione ebay con foto degli interni, dove si vede la pagina della morte di Geronimo, che è ormai in continuity in Tex
  23. 2 points
    Condivido quanto detto da @Condor senza meta, con cui condivido anche l'esperienza con Fusco: lo detestavo da bambino, poi più passa il tempo, più lo amo. Oggi lo adoro!
  24. 2 points
    Infatti non critico minimamente il fatto che a te non piaccia, ci mancherebbe. Ognuno ha i suoi gusti e ogni giudizio va rispettato, ancor più se non condiviso. Trovo solo un po' fuori luogo sostenere che un autore sia scarso solo perchè non piace personalmente. Dire "a me non piace", "non è tra le mie corde" "gli preferisco tizio e Caio" è soggettivo e legittimo, ma sentenziare che un autore del calibro di Pratt sia scarso, solo perchè a te non convince, capisci che può suonare alquanto ingrato per la memoria dell'artista e poco rispettoso per tutti quegli utenti che lo apprezzano. Diablero poi ha scritto una cosa che condivido, magari fra vent'anni rileggendo il tuo commento anche tu potresti prenderne le distanze, perchè crescendo capita di mutare opinioni. Sai quante volte è capitato pure al sottoscritto! Ti confido che alla tua età detestavo Fusco e ogni volta che vedevo un albo da lui disegnato, storcevo il muso. Oggi, il suo tratto forte e caldo mi manca tantissimo. Pensa te!
  25. 2 points
    Mamma mia che storia... difficile trovare le parole adatte per commentarla. Non ricordandola minimamente deduco che è la prima volta che la leggo: considerando che l'albo riporta come anno 2003 (colleziono TuttoTex) la mia è una discreta vergogna. Credo che Nizzi qui tocchi l'apice delle sue doti di sceneggiatore. Forse solo la splendida "Fuga da Anderville" può rivaleggiare ad armi pari con questa storia. Il racconto nel lungo flashback di Tex ha dei tempi perfetti, ogni situazione si incastra con la successiva alla perfezione. Il sanguinario Tiger è caratterizzato senza inutile enfasi ma come un "semplice" indiano che, rapito del suo affetto più caro, non è disposto a tollerare niente e nessuno lungo la sua disperata rincorsa. E, soprattutto, non è disposto a perdonare: non ci può essere pietà nel cuore di una "Furia Rossa". L'incontro con Tex è asciutto, senza convenevoli banali: anche qui trovo Nizzi molto abile ad evitare le trappole della retorica, specie quando Tiger è costretto a mettere abili "civili": "Ti stanno a pennello! Come ti ci senti?"..."Legato"... "Ci farai l'abitudine". Miglior dialogo non era possibile!!! Asciutto e conciso come si conviene a due veri guerrieri. Il triste epilogo era scontato, facilmente intuibile dai primissimi dialoghi di Tex, ma non per questo appare meno crudele. Trovo bellissimo anche il percorso di redenzione del triste Navajo, molto profondo, assolutamente non scontato. Il suo isolamento sulle montagne innevate gli restituisce la gioia, o meglio, la volontà di vivere e di essere quel taciturno pard di cui gioisco ogni volta che fa la sua presenza nelle storie di Tex. E il finale è l'ennesimo tocco d'artista di Nizzi. Alla fine del lungo racconto immagino un Tex "sfinito" per aver rimembrato quel lontano e terribile passato, Kit Willer scosso per il ricordo della madre appena evocato nei fatti narrati e Tiger Jack con un tumulto nel proprio cuore facilmente comprensibile. E allora chi ci pensa a riportare tutti al presente? Il caro vecchio Carson ovviamente! "Ehi gente, si può sapere cos'è quell'aria da funerale che avete tutti quanti? Non mi sembra il caso di intristirsi per avvenimenti che ormai appartengono al più lontano passato..." "E tu passami quella borraccia, satanasso! La stai covando come se fosse uno stramaledetto uovo di gallina!" La retorica è dietro l'angolo, il patetismo e la malinconia sono sullo sfondo. Ma Nizzi è bravissimo nello starsene alla larga e sembra quasi ammonirci mentre ci asciuga la lacrimuccia: "Ehi ragazzi, niente svenevolezze!". I disegni di Ticci? Suvvia, occorre dire qualcosa sul maestro senese? Posso solo azzardare che le sue tavole contribuiscono a rendere ancora più indimenticabile questa "Furia Rossa".
  26. 2 points
    IOIOIOIOIOIOIOIOIO. Non te la consiglio, l'edizione nei Classici di Repubblica è PESSIMA, rimpicciolita E rimontata. se Dix ha letto solo quella, non può dire di aver letto davvero la Ballata... Io consiglio una delle edizioni in formato "grande", non rimontata, in b/n e senza il lettering rifatto (la Lizard sulle opere di Pratt ha fatto dei pasticci che al confronto la Bonelli ha rispettato Tex, spero con questo paragone di far capire l'entità degli scempi...), possibilmente questa edizione o una delle sue numerose ristampe. (o anche questa, più vecchia, se riuscite a trovarla a poco) Devo dire che sulle ultime storie condivido abbastanza l'opinione di Dix, da "la casa dorata di Samarcanda" in poi è un continuo calo fino all'illeggibile "Mu" mentre Pratt pigramente di gode il fatto che lo strapagano per disegnare due righe (quanto gli ha fatto male a Pratt la venerazione del "fumetto d'autore". Male come autore, intendo, che nella vita reale l'ha riempito di soldi...). Ma la "Ballata", le 21 storie brevi e Corte Sconta sono capolavori...
  27. 2 points
    Un ragazzo di 13 anni che conosce Caniff... notevole... quando l'hai letto Terry e i Pirati? Però non conosci Galep, se pensi che in "formato grande" abbia fatto solo l'uomo del Texas e non sapesse disegnare... Ecco come disegnava Galep nel 1948, quando arriva su Tex... https://www.cart-gallery.com/wp-content/uploads/2020/05/galep-d-artagnan-comntro-cyrano-de-bergerac.jpg E riguardo alle copertine dei primi anni... Galep si lamentava che Tex "gli avesse fatto perdere la mano", a disegnare in fretta si prendono un sacco di scorciatoie di cui poi fatichi a liberarti. Dopo migliaia di strisce, a parte i problemi di salute, è diventata una "calligrafia" che viene additata oggi dai fan delle anatomie perfettine e dai terrorizzati dal vuoto che vogliono milioni di dettaglietti. Eppure, la carica di avventura (o di tenebre o follia, con mefisto) delle sue tavole pare inarrivabile non importa quanti dettagli aggiungi. P.S.: Sarebbe una ragione molto stupida. Che importa se sarebbe "vecchio" per qualche critico snob, se era ampiamente dimostrato che vendeva un sacco? Bonelli non era così stupido da dare retta a certe bizze "modernista" rispetto a quello che vendeva, In realtà, il problema era che nessuno riusciva davvero a imitarlo. Non al di là di una somiglianza superficiale. Mancava qualcosa. Ticci, per quanto molto bravo, è più "imitabile", più "spiegabile", e per questo fu scelto come "modello ufficiale" (o almeno, questa è la spiegazione che circola da quei tempi. Puo darsi che sia una spiegazione "diplomatica"? Forse, ma non credo. un disegnatore davvero capace di imitare Galep avrebbe fatto la sua fortuna. E non mancano certo disegnatori che imitano gli altri. lo stesso Magnus ai tempi del texone si impose di prendere come modello Galep, e testimoniò la difficoltà di seguire un simile modello. Pure Villa testimoniò all'epoca la difficoltà di rendere la follia di mefisto come la faceva Galeo...)
  28. 2 points
    Io di fronte a questi rimango sempre senza fiato e mi sembra di essere dentro ai disegni.
  29. 2 points
    Mi aspettavo plotoni di esecuzione, preconizzati peraltro da @pecos e avallati da una perfida @Letizia, e invece qua Diablero è addirittura d'accordo con me, affermando che GLB "non scrive davvero le origini di Tex" e che "ci fa vedere da subito un Tex praticamente già identico a quello delle prime strisce". E' proprio così, ma io non credo sia solo questione di "voglia" né mi convince quest'altra affermazione di Borden, secondo la quale alla base della scarsa riuscita della storia (la "nota stonata" di cui parla) ci starebbe una certa anaffettività o incomprensioni con la famiglia d'origine: Quale che siano le motivazioni, purtroppo "Il Passato di Tex" è un'occasione sprecata, e un bravo autore (lui è addirittura un grande autore) avrebbe dovuto far sentire quelle emozioni, anche se lontane dal suo modo di essere o dal suo contesto d'origine. La verità è che, probabilmente, non ne è stato in grado. In Tex, dopo Nolitta, che palesava i sentimenti stravolgendo il personaggio, l'unico che sia riuscito a scrivere in maniera "calda" e a non sembrare stucchevole o eretico è stato solo Borden. E qui, lo dice anche lui di fatto, il Suo maestro non è GLB, ma probabilmente D'Antonio. E Borden riesce anche a by-passare quello che tu ritieni giustamente un aspetto negativo, che ben descrivi nel punto 2: lo spiattellamento necessario, la spiegazione ultra-chiara. Lui non lo fa: si affida allo sguardo di Clemmons, e dopo agli occhi "parlanti" di Lena. Ma manda messaggi anche attraverso il ghigno di Blackbird in Colorado Belle, con dei "non detti" nelle scene iniziali dei Giustizieri di Vegas, in alcune tese sequenze de L'Ultima Diligenza, solo per citare le prime che mi vengono in mente, o anche in una certa amarezza di Tex ne Il Magnifico Fuorilegge. Pur non indulgendo in spiegazionismi, Borden rende chiare delle situazioni attraverso le emozioni che fa provare ai suoi personaggi. E i lettori di Tex, forse sbaglierò, ma a me pare riescano a decodificare, perché amano quelle storie e Boselli, e lo si vede dai commenti nei forum. Infine, concordo assolutamente su questa affermazione: Credo che Borden stia vivendo una sua seconda giovinezza, tramite la giovinezza di Tex. Nella collana di "Tex" ultimamente l'ho trovato un po' discontinuo, o poco calibrato come nel caso di Netdahe; nella collana TexWiller sta inanellando un gioiello dopo l'altro, e con la riscrittura de "Il Passato di Tex" ha reso giustizia a una storia che meritava assolutamente di essere raccontata come lui l'ha saputa raccontare.
  30. 2 points
    Diavolo sei riuscito a mettere d'accordo antinizziani e pro Nizziani in un colpo solo. 3 positivi, anzi 4, in un colpo solo manco il miglior Diablero e' arrivato a tanto. Niente da dire, bel post.
  31. 2 points
    Buongiorno a tutti, vi lascio un mio recentissimo studio del nostro (intitolato : "Il riposo dell'eroe") unito ai miei auguri di buon anno!
  32. 2 points
    Grande Tex è giovane, quando capirà che il forum non è un ring ma un posto dove, guardiamo questa bella discussione tutt'altro che sterile riguardo ai risultati, arricchire la propria passione e il sapere anche con i contributi di chi la pensa diametralmente all'opposto di te... abbiamo spaziato su ben quindici anni di storia editoriale di Tex e conosciuto meglio la personalità di uno dei disegnatori che in assoluto restano tra i miei preferiti. Impagabile come fatto. E latitano gli interventi di un Carlo Monni con il suo sapere texianamente enciclopedico, per non parlare dello stesso Guarino che non si collega da svariati mesi al forum.
  33. 2 points
    No, sono cose appurate: Nizzi lavorava malvolentieri con Letteri. Cerchiamo solo di capire da quando. Dall'inizio ? Dal 1987 quando scrive per lui l'ultima sua scenegguiatura "L'uomo serpente" ? Le sceneggiature di Berardi e poi in successione di Nolitta furono affidate a Letteri in seguito al deterioramento - serio - dei loro rapporti o fu semplicemente un caso ? Dovuto al fatto che a Letteri venivano da anni assegnate anche storie brevi e / o particolari ? Cioé quando Berrardi è chiamato a scrivere una lunga storia per la serie regolare, Letteri gli viene affidato perché: a) è un disegnatorie di lungo corso e questo compensa per metà il fatto che la scrittura berardiana non sia esattamente come quella di Nizzi che ricalca lo stile di GLB (Nizzi ha ceduto anche su una cosa che gli pesa molto come il non firmare le sue storie) ? b) Letteri è in quel momento il solo disegnatore disponibile ? Oppure sia lui che Monti sono in redazione i disegnatore individuati per questo tipo di storie "particolari"? c) Letteri ha litigato di brutto con Nizzi e non ne vuole più sentire parlare, oppure il Sergione si è rotto le scatole delle ultime lamentele per telefono o per missiva? Perché Nolitta si imbarca scrivendo "Gli uomini giaguaro" (siamo quanche anno prima della crisi di Nizzi, Letteri probabilmente inizia a lavorarci nel 1990/1991) ? Nell'autunno del 1994 quando ti viene commissionata la storia per Letteri "La minaccia nel deserto" (e contemporaneamente anche quella per Marcello) questo avviene perché Nizzi non vuole più lavorare con i due autori o perchè esattamente in quell'autunno va in edicola la storia del Passato di Carson e il Sergione ha improvvisamente deciso favorevolmente che sarai tu ad affiancare Nizzi? Da notare che quando inizi a scrivere "Cercatori di piste" per Marcello, il disegnatore ha ancora da completare la storia di Nizzi "Yucatan" che Nizzi finisce svogliatamente solo mesi dopo a partire dalla primavera del 1995. A te sono riservate le storie per gli almanacchi, il Texone di Font che Nizzi non vuole scrivere, le storie di Letteri e Marcello. Hai beneficiato intrinsecamente della scarsa affezione di Nizzi per certi disegnatori ma anche la redazione nutriva scarsa fiducia nel tuo lavoro. Fino a quanto questo è vero ?
  34. 2 points
    Avendola riletta recentemente (proprio per questo thread) mi ha colpito un'altra frase, che non ricordavo (e mi ha colpito per quello, mentre invece le altre frasi, tipo quella del "padre di mia figlia" ormai le sapevo a memoria) È proprio nella pagina dopo a quella famigerata occhiata, a pagina 13 di Tex 409. un occhiata tanto famosa che si è un po' "mangiata" nei commenti il resto della conversazione fra Carson e Lena. La conversazione inizia con Lena che dice a Carson che non ha seguito Clemmons, ma che è invece rimasta lì. Carson fino a quel momento ha creduto, per decenni, che Lena dopo averlo colpito sia fuggita con Clemmons e l'oro. Lena poi chiede a Carson se sarebbe tornato a Bannock se l'avesse saputo. E lui le risponde di no. Già questa è una botta ai soliti clichè con i due che si ritrovano dopo anni e l'amore risboccia, etc etc. Comunque Carson all'epoca non l'avrebbe perdonata, anche se avesse saputo che non era fuggita con Clemmons. Il Carson che, anni dopo, è cortese e galante e in confidenza con Lena, non è più il Carson furioso per l'essere stato tradito e ingannato da Lena e Clemmons che spinge via Lena senza ascoltarla. Anche dopo, Carson rimane convinto che Lena dandogli la botta in testa abbia voluto salvare Clemmons. La scusa perchè "era il padre di tua figlia", ma non accetta che, con quel colpo, Lena abbia voluto salvare LUI. Ma la frase di cui parlavo viene subito dopo. Quando lena gli chiede se la botta gli fa ancora male. Carson:"Mi fece molto male... ma solo per un po'". Sono passati decenni. Carson ha avuto altre storie, altre avventure, e probabilmente era da tempo che non pensava più a Lena finchè il ritaglio di giornale non gliel'ha ricordata. Non è uno scolaretto innamorato, è una persona che ha avuto una vita piena di avventure (e non parlo solo di quelle con Tex...). Ha nostalgia di un amore di gioventù, ed è ancora "un suo grande ammiratore", ma non è più innamorato di Lena. È Lena che, apparentemente, si è chiusa in quella casa isolata, lontano da tutti, con il servitore e la figlia, e pare vivere di ricordi (in realtà non lo sappiamo come viveva Lena prima del ritorno di Clemmons, magari anche lei aveva scordato Carson e Clemmons finchè non sono tornati nella sua vita. Ma a vederla qui, non penso. È lei che è più colpita e più emozionata. Più di Carson. Lei forse è ancora innamorata di Carson. È Carson che è andato avanti, non è rimasto trent'anni a Bannock. Il notare quella battuta mi ha fatto capire meglio perchè, nelle storie successive, quando per prenderlo in giro Kit o Tex gli dicono che poteva restare con Lena e Donna, lui si arrabbia. Non ha dimenticato Lena, ma ormai la sua vita non potrebbe più essere con lei (e il fatto che Lena non gli abbia mai detto chi è davvero il padre di Donna ci dice che anche lei l'ha capito)
  35. 2 points
    questo devi dirmi dove l' hai letto. mi devinproprio mandare il link. Santa paletta, ma sei vero? O stai interpretando la parte per prenderci per il xxxx? Il link te l'ho già dato, ed è proprio nel post a cui stavi rispondendo! Vuol dire che io ti ho dato il link per trovare le informazioni che ti smentivano... e tu non solo non l'hai letto, ma senza leggerlo, torni a rompermi le xxxxx pretendendo un link! Troppa fatica cliccare su un link, prima di PRETENDERE che ti diano un link??? Vabbè, guarda, non si può cavar sangue da una rapa, non posso pretendere che tu vada ad informarti, a leggere, a cliccare, te la faccio proprio facile facile, copio-incollo il post di borden che avresti già divuto leggere da giorni, se avessi seguito il link che ti ho già dato... E adesso, VORREI LE TUE SCUSE, visto che sono giorni che mi stai dando apertamente del BUGIARDO, invece di andare a leggere semplicemente le prove che ti portavo. E andare ad informarti, invece di fare simili figure, ti sarebbe costato meno fatica che tirar fuori "arguti" paragoni come la puttanata sottostante... Allora, queste scuse?
  36. 2 points
    Questo è il solo punto in cui siamo in disaccordo. Però riconosco che le ultime due "Terra violenta" e "il medaglione spagnolo" appartengono alla categoria delle impubblicabili. Tra l'altro è Nizzi che si occupa dell'editing di "Terra violenta", interviene pesantemente facendo sparire anche il personaggio di Tiger (se non ricordo male), alla fine ne esce una storia appena pubblicabile. L'ultima "Il medaglione spagnolo" di cui si occupa invece Sclavi, poco o niente può, Sergio se ne rende conto benissimo e scrive il lungo editoriale scusandosi con i lettori: non avevano proprio nient'altro da pubblicare quel mese. Dalla cronologia che hai postato, lo stacco fra i due "periodi" è palese. Prima, le storie di GL Bonelli "nel cassetto" vengono affidate a diversi disegnatori, ma in genere ai nuovi arrivati (com'erano all'epoca Villa e Civitelli), a parte casi come il numero 300 di Galep. Ne vengono pubblicate diverse all'anno, è una cosa regolare, di cui si occupano appunto diversi disegnatori. Il fatto che siano affidate a Villa e a Civitelli mi porta anche a pensare che, oltre alla relativa lentezza dei due autori, siano state anche il tipo di storie che "non ha la precedenza" nella programmazione, e quindi, se sono state pubblicate nel maggio 1987 (quella di Civitelli, lunga oltre 150 pagine, ci pensi quanto avrà impiegato all'epoca a disegnarle?) e subito dopo nell'agosto 1987 (sempre Civitelli, l'lbo intero "la città corrotta"). L'ultima storia di Bonelli con Villa è addirittura del 1986. Cosa faceva Letteri nel Frattempo? Disegnava storie di Nizzi. Ovvio, lui non era l'ultimo arrivato, era uno dei disegnatori decani della serie e fra i più amati dai lettori. Quindi, NON l'avevano messo a disegnare le storie nel cassetto di Bonelli, come i nuovi arrivati. Citi "la minaccia invisibile", ma quello è un caso particolare. È vero che era nel cassetto, ma era di altri. Bonelli è quello che l'ha tirata FUORI dal cassetto, per utilizzarla (anche da questo si intuiscono i problemi che aveva allora a scrivere. Prende la parte già scritta, la cambia un poco e ci scrive il finale, e la presenta in redazione.). Citando dall'articolo su TWM 12, a pagina 20 si dice che soggetto e (parte) della sceneggiatura furono scritte fra il 1981 e il 1983, e che "Gianluigi Bonelli, che ne era venuto a conoscenza tramite il figlio Giorgio, la chiese a Boselli solo intorno al 1985" . Cioè, nel 1985 Bonelli scrive il finale, la presenta in redazione, il finale viene bocciato (e questo fa capire come già nel 1985 purtroppo ormai consideravano Bonelli praticamente impubblicabile, ma che lui stava continuando a presentare sceneggiature), e viene fatto riscrivere a Boselli. Letteri ne disegna le 171 pagine e viene pubblicata già a l;uglio 1986. La mia tesi: dal momento in cui la tocca GLBonelli, questa non è più stata "una storia nel cassetto", viene presentata, modificata e disegnata. E viene affidata al disegnatore più veloce, che in quel momento lavorava con Nizzi, e NON disegnava le storie "impubblicabili" che erano affidate ai nuovi. Penso alla situazione del 1985. È molto, molto diversa da quella del 1989. Nolitta ha smesso di scrivere Tex nel 1984, appena ha trovato Nizzi (nel 1983) e ha potuto sbolognargli la patata bollente. Ma c'è ancora un certo numero di storie di GL Bonelli pubblicato ogni anno. Si cerca di pubblicarne il più possibile, a costo appunto di andare nei cassetti a cercare scarti da recuperare con qualche modifica. E Letteri non era un disegnatore da "emarginare". Lui fino a che è stato possibile (credo) ha disegnato le storie "ancora buone" di GL Bonelli (fino a "la foresta pietrificata" nel 1983). Ma NON le storie nel cassetto, perchè già a metà 1984 (quindi la sceneggiatura gli è stata data nel 1983) disegna la terza storia di Nizzi, "i delitti del lago ghiacciato" (una storia che non rileggo da allora, perchè all'epoca mi era piaciuta e temo che oggi mi deluda come fuga da anderville). Letteri è stato subito, come Nicolò e Fusco, assegnato alla nuova "star", Nizzi. (Galep asveva un rapporto personale particolare con Sergio Bonelli, e fino all'ultimo ha disegnato le sue sceneggiature, poi il numero 300, e solo dopo ha fatto storie con Nizzi)(e prima che me lo ricordi, di Luna Comanche parlo dopo) Quindi, ricapitolando per riprendere il filo del discorso: fino al 1985 si cerca di "sfruttare" il più possibile GLB i cui problemi si aggravano sempre di più, fino al punto di recuperare vecchie sceneggiature scartate (e farle disegnare ai "nuovi arrivati), lui stesso avendo sempre più problemi a realizzare storie nuove pensa a utilizzare una storia incompleta e rimasta nel cassetto fatta dal figlio e dal suo amico Boselli. Appena arriva in redazione, per quanto (secondo Sergio Bonelli) non pubblicabile, non viene messa nel cassetto, viene sistemata al volo e fatta disegnare subito al "velocista" Letteri che era già stabile su Nizzi. L'idea che mi danno è che, con Nizzi appena arrivato e ancora alle prime storie, davvero si pubblichi qualunque cosa almeno lontanamente pubblicabile di GL Bonelli (Nolitta comunque ha già smesso, non aspetta di vedere se Nizzi regge sulla distanza, ha visto l'occasione per smettere di scrivere Tex e l'ha presa di corsa) GL Bonelli presenterà nuove storie dopo "la minaccia invisibile"? Non lo sappiamo. Probabilmente lo sa Boselli, ma dopo tanti anni chissà se si ricorda ancora (e comunque non ne parla). Peccato che mi piacerebbe sapere quando sono state scritte le varie storie, quali erano nel cassetto e quali no, etc.. In ogni caso, dopo La Minaccia Invisibile vengono pubblicate nel 1985-1987 solo 3 storie di GL Bonelli. La prima di Villa subito dopo (e quindi probabilmente era stata presentata prima de La Minaccia Invisibile o era proprio una di quelle nel cassetto), le altre due disegnate da Civitelli che ho già citato. Perchè le ultime due sono disegnate da Civitelli? Secondo me perchè erano le ultime. Una volta che Civitelli e Villa hanno consegnato la terzultima e la penultima, l'ultima è finita a Civitelli, mentre tutti gli altri disegnatori a quel punto lavorano con Nizzi. Cosa mi dice questo? Che: 1) la scorta era finira, di roba pubblicabile di GL Bonelli non ne avevano più. Rimanevano un paio di storie impubblicabili, ma non le affidano a nessuno. 2) Nizzi si mostra affidabile, non c'è più una tale urgenza di recuperare storie di GL Bonelli 3) GL Bonelli ha proprio smesso di scrivere, definitivamente. 4) Letteri è in pianta stabile con Nizzi, nessuno si sognerebbe mai di fargli disegnare altre storie scartate di GL Bonelli. E infatti, nel 1988, si pubblicano SOLO storie di Nizzi (e anche nel 1987, se togliamo gli ultimi due "recuperi" entrambi disegnati da Civitelli) Poi, proprio nel 1988, il rapporto fra Nizzi e Letteri si guasta A questo punto torno indietro e copio incollo questo elenco da un mio post di qualche mese fa: http://texwiller.ch/index.php?/topic/291-guglielmo-letteri/&do=findComment&comment=159750 ------ [...] per me è interessante vedere la sequenza di storie di Letteri: Nel 1987-88 disegna la storia di Nizzi "L'uomo Serpente", che va dal 336 al 338, ed è interessante vedere che è l'ultima storia che Nizzi scrive per lui. Andando un po' indietro: Letteri disegna unicamente storie di GL Bonelli fino al numero 253, la prima che disegna su testi di Nolitta, poi la successione è questa: Tex 253-254 "Artigli nelle tenebre", testi di Nolitta Tex 256-257 "Uno sceriffo dei guai", testi di GL Bonelli. (una storia breve, solo 108 pagine, meno di 1 albo) Tex 269-270 "il segreto della Sierra Madre", testi di GL Bonelli, Tex 277-279 "gli Spietati" (o "la foresta pietrificata") testi di GL Bonelli Tex 285-287 "un ranger del Texas" (più nota come "i delitti del lago ghiacciato" testi di Nizzi (alla sua terza apparizione sulla serie). Nizzi nel libro-intervista di Guarino dice che da lettore Letteri non gli piaceva perchè "poco western" (lo dice comunque in un paragrafo in cui loda altri aspetti del disegnatore). Tex 295-296 "Sangue nel deserto" (più nota come "Luna Comanche") testi di GL Bonelli Tex 301-302 "la locanda dei fantasmi", testi di Nizzi. (nell'intervista di Guarino, Nizzi afferma che Letteri si lamentò del dover disegnare un gatto) Tex 309-310 "acqua alla gola - la minaccia invisibile", la famigerata storia con testi di Borden, Giorgio Bonelli, GL Bonelli e un pizzico di Sclavi... Tex 316-317 "il delitto di Kit Carson", testi di Nizzi (che nell'intervista con Guarino si lamenta di come Letteri ha disegnato le belve nel finale) Tex 324-326 "Attentato a Washington", testi di Nizzi. (che nell'intervista con Guarino si lamenta di come Letteri disegna i falchi) Tex 336-337 "l'uomo serpente", testi di Nizzi. (qui Nizzi non critica direttamente Letteri, ma fa il confronto con la storia di Galep del tagliatore di teste per dire che quella era disegnata molto meglio...) Ricapitolando, non pare che ci fosse un buon rapporto fra Nizzi e Letteri... dopo che il disegnatore si lamenta con la redazione dell'aver dovuto disegnare un gatto, prima gli "recuperano" una storia incompiuta e lasciata in un cassetto, poi di nuovo con Nizzi... e Nizzi gli fa di fila una storia con belve in gabbia e poi con degli attacchi di falchi. Pare quasi una presa per il xxxx del disegnatore, che a sua volta si lamenta della cosa (e Nizzi a sua volta nella sua intervista si lamenta dei disegni) Da questo momento in poi, i due non collaborano più insieme nella stessa storia (non contemporaneamente, almeno): Tex 340-341 "uragano a skagway" , testi di GL Bonelli (ritoccati da Nizzi, con estesi interventi sui disegni a posteriori fatti in redazione, non da letteri), penultima storia di GLBonelli ad essere pubblicata, nel 1989, probabilmente rimasta in un cassetto per anni. Tex 364 "il medaglione spagnolo", testi di GL Bonelli (ritoccati da Sclavi), ultima storia di GL Bonelli. Il fatto che queste due storie vengano fatte disegnare a Letteri dopo essere rimaste in un cassetto per anni mi fa venire un dubbio... sono state pubblicate per pubblicare ancora cose di GL Bonelli (ma allora perchè attendere tanto?), o sono state pubblicate... per far disegnare qualcosa a Letteri senza farlo scontrare con Nizzi? (o forse entrambe le cose...) Letteri poi rimane assente dalla serie regolare per 2 anni, fino al 387 (inizio 1993) in cui inizia la lunghissima storia di Nolitta. Nel frattempo ha disegnato il primo Maxitex di Berardi, che avrebbe dovuto essere pubblicato nella serie regolare, ma fu invece pubblicato nel 1991 come albo speciale. Tex 387-392, "Gli uomini giaguaro", lunghissima storia di Nolitta che probabilmente tiene impegnato Letteri fino ad inizio 1993 Tex 405-406 "il messaggio cifrato", testi di Canzio, dopo un breve incipit "estorto" a Nizzi di malavoglia riciclando una storia di Larry Yuma (e fa un po' ridere vedere come anche stavolta, nelle poche pagine iniziali... Nizzi fa disegnare a Letteri un pappagallo! ) Tex 410-411 "Orrore", testi di Medda. Tex 420-422 "La luce dallo spazio"", testi di Boselli. Letteri poi disegnerà altre 6 storie di Boselli, nei successivi 10 anni, fino all'ultima, "il diadema indiano", pubblicato in Tex 528 e 529, nel 2004. Insomma, fino a che non è diventato uno dei pochissimi disegnatori stabili di Boselli, Letteri veniva praticamente sbolognato ai nuovi sceneggiatori (nuovi almeno su Tex, visto che parliamo di gente del calibro di Berardi), o bisognava far tornare Nolitta per scrivergli una storia (con buona pace di chi dice che Nizzi era costretto da Nolitta a scrivere tutte le storie, qui avviene il contrario: è Nolitta che è costretto a scrivere da Nizzi, che non vuole lavorare con Letteri, e quando avviene la crisi di Nizzi, ci sono già ad affiancarlo Sergio Bonelli con due nuove storie e Decio Canzio con una...) ------------------------- A letteri vengono fatte disegnare solo due storie di GL Bonelli dopo che ha già iniziato con Nizzi. Dinuna abbiamo già detto. Di Luna Comance si sa poco, non so di interventi redazionali, credo che come La minaccia invisibile fosse "una storia pubblicabile di GL Bonelli, mandala avanti subito che più ne stampiamo meglo è". Non cambia il fatto che a parte queste ultime meteore, fosse 1) uno dei disegnatori più amati dai lettori, e da più tempo 2) usato per storie di un certo peso, non gli scarti. Poi, litiga con Nizzi. E da quel momento, non solo Letteri viene affidato a Berardi, Nolitta, etc cioè tutti meno che Nizzi, ma GUARDA CASO, saltano fuori due nuove "storie dal cassetto" di GL Bonelli. Due storie che, nonostante il lavoro di redazione... davvero, non erano pubblicabili. Due storie che, secondo me, non avremmo mai visto pubblicate, se Nizzi non avesse puntato i piedi per non lavorare più con Letteri....
  37. 2 points
    Comunque no, per me ci sta anche quello, cioè, è molto strano, però ci sta che uno si sia appassionato in tempi recenti e che ami, che so, lo stile di Boselli e ritenga quello di GLB vecchio e superato oppure che segua Tex da sempre e però trovi invecchiate quelle storie e preferisca un altro. Io li amo tutti come fossero miei padri, mi hanno fatto crescere con loro, GLB, Nolitta, Nizzi e oggi Boselli. Ma per me si può criticare chiunque, con argomentazioni.
  38. 2 points
    Beh, cadiamo tutti nel tranello de "è la storia migliore" eccetera eccetera, Diablo, del resto tu ci cadi con GLB, incensandolo su tutto il fronte, quasi su ogni storia. E non è che tu sia esente dall'essere "fan" visto che lo sei (giustamente secondo me) del creatore di Tex in modo abbastanza esclusivo. Quando dicevo che qui Nizzi ha fatto il meglio possibile, intendevo che con questo tipo di soggetto, è riuscito a raggiungere una leggerezza e una poesia difficilmente superabile. Poi si sarebbe potuta fare una storia diversa, magari non nelle sue corde, ma con questo soggetto ha dato il massimo, non sono io a dirlo ma chiunque abbia voglia di divertirsi ed emozionarsi. Non è una sparata, come dici.La sparata è una affermazione assurda, non una suffragata da una qualche oggettività, visti i consensi. Poi non è un fan club di Nizzi, su. Qui se c'è uno che deve essere osannato quasi per forza è GLB (se qualcuno critica gli si ribatte scherzosamente che andrebbe bannato). Su Nizzi, in genere, vedo lodi nelle storie belle e critiche nelle storie non belle, come è logico che sia. Tu lo critichi anche nelle storie reputate belle da quasi tutti. Tua scelta, per carità, ma non è tanto normale. Mi accodo agli auguri e auguro 100 di questi anni al nostro Tex, e lo esorto a difendersi dalla pandemia (non solo con la mascherina, ma a suon di pistolettate).
  39. 2 points
    Quindi, Young Signorino è più bravo di Ennio Morricone, perchè molti lo considerano tale (specie nel suo fan club). OK, ci sta... A parte le battute, c'è questa strano "strabismo" che pare colpire molta gente, per cui... 1) se critichi qualcosa che gli piace, "noi nel forum non siamo rappresentativi, fuori piace a tutti" ma se c'è qualcosa che gli piace... 2) "piace a tutti, non vedi quanti commenti positivi qui"? Il problema è che è vero che il forum (come ogni community online) funziona da cassa di risonanza, facendo apparire quello che piace ad alcuni come un capolavoro. E fino a qui niente di male o di strano. Solo che poi i "fan" si gasano l'un con l'altro, e fanno a gara a chi la spara più grossa. una storia carina diventa un capolavoro, una storia epocale, la più bella storia mai pubblicata su Tex, la più bella storia mai scritta, la più bella storia CHE È POSSIBILE SCRIVERE! Ti pare esagerato? Beh, se guardi, è quello che dice il post di Valerio a cui ho risposto, e la mia risposta oggettivamente per me è un richiamo alla realtà Dunque, Valerio scrive una sparata simile, io lo richiamo alla realtà, ma, VISTO CHE SIAMO IN UNA CASSA DI RISONANZA e apparentemente solo l'unico che non sta cantando gli inni, appare che abbia detto una bestemmia in chiesa... Quando ti trovi in una cassa di risonanza con tanti che ti "pompano", è facilissimo perdere il contatto con la realtà (io spero di mantenerlo perchè parlo regolarmente con molti texiani o ex texiani che nel forum non ci vanno, e quindi sento anche opinioni diverse), e credere che sei "IL PORTAVOCE DEL MONDO", vedere per esempio... In base a quali approfondite ricerche statistiche, Grande Tex? La prima risposta che mi viene in mente, sarcastica, è che se Grande Tex è diventato il portavoce della maggioranza, la cosa non depone molto a favore della maggioranza... Più seriamente, ecco un esempio di quello che dicevo: frequentando il forum (e immagino avendo pochissimi contatti con altri lettori, visto che nella sua fascia d'età i fumetti mi sa che li leggono in pochi) Grande Tex si è convinto, apparentemente, che tutti amano Zeke Colter, e (dalle altre cose che posta) che Nizzi è osannato da tutti i lettori "là fuori", tranne qualche criticone... Grande Tex, premesso che più o meno ormai i lettori li perdono tutti (li perdeva Nolitta, li perdeva Nizzi, li perde Boselli, l'unico che non li perdeva quando era l'unico autore era G.L. Bonelli che ha avuto i suoi problemi di salute proprio nel momento di massime vendite di Tex) perchè il fumetto non è più competitivo con altri svaghi, rispetto a quando Nizzi ha preso le redini della testata, quando l'ha mollata ERANO PIÙ I LETTORI CHE AVEVANO SMESSO DI QUELLI RIMASTI. Anche numericamente, dire che piaceva a tutti mi pare un pelino azzardato... Tornate un attimo con i piedi per terra. please (o anche no, chissenefrega in fondo...) Ma il motivo per cui sto ancora rispondendo non è tanto questa lezioncina da Grillo Parlante, quanto la parte più sotto, che meritava una risposta: Sarà anche detto con "genuina simpatia", ma alla fine battutine come questa rompono. Anche perchè tu l'hai formulata senza attaccarmi, come "speriamo che NIZZI scriva..." (che sarebbe la cosa più ovvia: se qualcuno vuole recensioni positive, basta che scriva bene, no? E personalmente anch'io spero che Nizzi riesca a scrivere le prossime storie con Tex senza Texoldo Sbaffini che lascia andare assassini perchè deve sbafarsi da solo una torta di mele, non ho tanta necessità di altre schifezze per attaccarlo, me ne ha già data più che abbastanza, e preferirei leggere storie di Tex), ma subito come al solito si è trasformata nella solita litania di battitine del c###o... ...che non sono che la solita puttanata secondo cui se io critico Texoldo Sbaffini non è perchè è un ritratto ignobile di un Tex ridicolo e una storia davvero di merda, ma lo attaccherei "perchè ce l'ho con Nizzi"... La solita visione del giudizio critico come una guerra fra due bande di tifosi. "Se critichi Nizzi è perchè sei prevenuto", e puttanate simili... Vabbè, sono in ritardo con gli auguri per il nuovo anno, il mio augurio è che a molta gente cresca un minimo di senso critico e di senso della misura. È una pianta delicata, va coltivata con pazienza e tenuta al riparo da tifoserie e fanatismo, ma alla fine dà grandi soddisfazioni (ed evita figuracce). Si scherza, eh?
  40. 2 points
    Mi associo agli auguri che ricambio di tutto cuore! Permettetemi una chiosa finale: è scontato che i gusti di ognuno di noi siano per forza di cose differenti. E aggiungo per fortuna, altrimenti sai che noia pensarla tutti allo stesso modo. Trovo che i commenti e le recensioni in questo forum (evito di fare nomi, sarebbe oltremodo antipatico) siano spesso di alto se non altissimo livello. Anche e soprattutto quando non coincidono con il mio giudizio. Perché alla fine il tutto si riduce a "storie che mi piacciono" e "storie che non mi piacciono". Chi sia l'autore, alla fine, ha un'importanza relativa. Scusate il messaggio smielato ma, dopotutto, è il primo dell'anno
  41. 2 points
    Siamo moooolto in disaccordo, su avversari e dialoghi e in genere sul fatto che sia solo una "bella storia"
  42. 2 points
    All'interno di molte teorie e di cose non successe ci sono un paio di punti quasi oggettivi. Oklahoma è ottimo(come minimo) ed è molto Texiano (cioè all'interno dei paletti del nostro ranger). Il resto sono ipotesi. Però io sono più delle idee di Leo.
  43. 2 points
    Riflessioni corrette. In ogni caso, quello che apprezzo io di Nizzi è più che altro la sua capacità di scrivere tante storie memorabili in un certo periodo. Non è cosa da tutti. Vediamo la fatica che fa Ruju per scrivere storie da greatest hits (nutro però molta fiducia in questa ultima), la fatica che ha fatto Faraci fallendo, la fatica che faceva Nolitta (che però un paio di rgeatest hits le ha azzeccate, in un modo o nell'altro). Non è facile scrivere grandi storie su Tex, personaggio con una lunga storia alle spalle. Nizzi per anni ci è riuscito, il centinaio 300 addirittura presenta un 50% per cento almeno di storie memorabili, non troppo distanti dal periodo d'oro Bonelliano del centinaio 100. Molte scene Nizziane di quel periodo (ma qualcosa anche dopo, del centinaio successivo e dei relativi texoni), sono obiettivamente tra le scene più memorabili del dopo Bonelli. E penso alle scene di Furia rossa, penso a diverse scene delle tigre nera (quella iniziale a teatro, quelle dentro il castello), Tex davanti al plotone di esecuzione nell'uomo con la frusta, i momenti commoventi del ragazzo selvaggio, i travestimenti del Texone e della "vecchia missione", i dollari che cadono sulla coppia ne "la grande rapina", il corpo del Grande Capo portato a braccia davanti al generale Davis, Kit che perde la memoria e combatte contro il padre, persino il duello de "il presagio" o alcune scene de "la valle del terrore". Insomma, moltissimi flash di scene onestamente indimenticabili. Non è da tutti. Se penso ad altri sceneggiatori fatico a farmi venire in mente scene memorabili, almeno in questa quantità. Carson macchietta: ha accentuato quello che faceva l'ultimo GLB, forse troppo, ma comunque finchè l'ispirazione lo ha sorretto, il rapporto Tex-Carson è stato un suo punto di forza e i dialoghi erano divertentissimi. Sul Medaglione ho già detto in passato e forse è meglio stendere un pietoso velo.
  44. 2 points
    Certo, perchè era Boselli che all'epoca poteva scegliersi di disegnatori... Grande Tex, già che ti leggi le interviste di Nizzi come se fossero le Tavole Della Legge, la Divina Verità Rivelata, perchè non ti ricordi tutte quelle in cui ha attaccato (anche pesantemente) Boselli? Nizzi HA FATTO DI TUTTO PER BLOCCARE BOSELLI. Se avesse potuto fisicamente scriverle tutte lui, le storie di Tex, a costo di fare schifezze impubblicabili, l'avrebbe fatto (e comunque ha scritto più che poteva, a costo di scrivere in maniera sciatta e frettolosa). Non potendolo fare, gli ha "mollato" solo i disegnatori che non gradiva. Boselli stesso ha dichiarato che avrebbe potuto scrivere molte più storie di Tex. Solo che Nizzi non gli lasciava i disegnatori. Rassegnati, Grande Tex: stai dicendo un sacco di sciocchezze. La realtà è completamente diversa. Certo.. perchè quello che dice Nizzi per te è la verità rivelata, del Profeta del Tuo Culto, mentre quello che dicono DECINE di testimonianze dirette è tutto falso, se "infangano il tuo feticcio"... Ti posso dire che HO BECCATO NIZZI A MENTIRE, platealmente e con almeno altri 4 testimoni a confermare che mente, nel suo libro-intervista. Ma a che serve? Potrebbero essere anche 200 testimoni, sono tutti eretici e bugiardi, solo Nizzi è la Verità... Io devo capire il perchè di questa fede, davvero, non ho mai incontrato fedeli tanto fanatici, nemmeno di autori di fumetti che valevano mille volte Nizzi. Non ci sono simili "fedeli" con Barks, con Pratt, con Magnus, con Moebius... forse perchè con loro non ce n'è bisogno, non c'è bisogno di difenderli contro il mondo, perchè il mondo non li critica in base all'evidenza delle cosa che fanno come succede a Nizzi. Forse scatta il ben noto meccanismo psicologico alla base delle sette (è dimostrato da numerosi studi che se il mondo ti dimostra oltre ogni dubbio che sbagli, come per esempio se fai parte di una setta che dice che il mondo finirà ad una certa data, e passa la data e il mondo non finisce... psicologicamente piuttosto che accettare di essersi sbagliati i membri della setta diventano ancora più fanatici e ancora più sicuri di avere ragione) Vabbè, passiamo alle cose serie... A metà anni 80 no. E infatti, all'epoca scrive storie per Letteri. Non c'è per me un costante "recupero" delle storie di GL: Bonelli. Guarda le date. in pochissimi anni (e non per scelta, come sembrano pensare altri forumisti, ma temo per gravi problemi di salute) GL Bonelli passa dal produrre le storie più belle della sua carriera al ritmo di 1320 pagine all'anno fino al 1975, al non scrivere praticamente più nulla (se hai ragione tu nell'identificare le storie nel cassetto, già dal 1980). Ma quando scrivi 1320 tavole all'anno per tanti disegnatori, mi pare chiaro che rimangono UN SACCO di storie iniziate che vengono concluse a fatica, con un calo evidente, o da altri, o che magari rimangono nel cassetto. Nei primi anni, fino all'arrivo di Nizzi, a scrivere i "fill-in" necessari è un Guido Nolitta che lo fa chiaramente di malavoglia, e scontentando i lettori (lasciamo perdere i sondaggi, parlano le vendite, in crollo quasi verticale in quel periodo per dichiarazioni dello stesso Sergio Bonelli). Quindi mi pare comprensibile che la "politica editoriale" fosse di recuperare qualunque cosa recuperabile scritta da GL. Bonelli e farla disegnare e stampare. E infatti per anni continuano ad esserci un bel numero di storie di GL Bonelli stampate ogni anno, anche se di qualità non paragonabile a quelle degli anni 70. A questo gruppo di storie "facilmente recuperabili" per me appartengono grosso modo le storie fino a "la città corrotta" pubblicata nel 1987 (ma Civitelli era abbastanza lento rispetto agli altri disegnatori dell'epoca, forse per quello è stata l'ultima). Poi, nel 1988, niente. Nessun recupero di GL Bonelli. Tutte storie di Nizzi. Segno per me che una volta trovato uno sceneggiatore affidabile, non solo Sergio Bonelli ha smesso subito di scrivere per Tex, ma ha anche smesso di recuperare le ultime storie del padre nel cassetto (che immagino fossero proprio le più difficili da recuperare) Però, nel frattempo, proprio nel 1988 il rapporto fra Nizzi e Letteri si guasta. Nizzi non è per nulla contento di come Letteri ha disegnato le ultime sue storie (si trovano tracce, diplomaticamente molto censurate, delle sue critiche nel suo libro-intervista), e Letteri si lamenta in redazione del comportamento di Nizzi. Nel 1989 viene recuperata, a oltre due anni dalla precedente, una storia nel cassetto di GL Bonelli. E affidata a Letteri. la storia precedente di Letteri (su testi ancora di Nizzi) è di pochi mesi prima, segno che la storia "recuperata" lo è stata all'ultimo momento. E nessuno stava disegnando storie di GL Bonelli prima. Nel 1990 ancora tutte storie di Nizzi. E poi, nel 1991, il Medaglione Spagnolo. Letteri a disegnarlo avrà impiegato 3-4 mesi, non 2 anni, ma era impegnato anche per "Oklahoma". Ma, con Letteri impegnato a disegnare una storia di Berardi (che, ricordiamolo, era stata realizzata con l'idea di andare nella serie regolare, non c'erano i maxi)... il Medaglione Spagnolo non è stato affidato a nessun altro. Sergio Bonelli legge Oklahoma. O non gli piace, o teme che non piacerà ai lettori, e la mette nel cassetto (per poi tirarla fuori più tardi e fare uno speciale one-shot che anni dopo diventerà il primo Maxi). Questo crea un "buco" di tre albi nella programmazione, immagino. E allora si tira fuori l'ultima storia di GL Bonelli, considerata fino ad allora davvero impubblicabile, e la si dà a Letteri. In definitiva: secondo me le "storie nel cassetto" non erano un blocco unico. Sono state divise fra "pubblicabili con una sistemata" e "impubblicabili" (o, se preferisci, "non c'è bisogno di pubblicarle perchè ormai c'è Nizzi". Le ultime "impubblicabili" vengono tirate fuori dal cassetto per dare qualcosa da disegnare a Letteri quando Nizzi si rifiuta di lavorare con lui (e nel 1989 Nizzi non è più l'ultimo arrivato, sono 6 anni che scrive Tex, già lo può firmare con il suo vero nome, e Sergio Bonelli probabilmente lo accontenta in tutto, terrorizzato dall'idea di dover tornare a scrivere Tex) Si può capire QUANTO Sergio Bonelli in quel periodo non volesse assolutamente costringere Nizzi a scrivere per Letteri, anche da un fatto molto, molto, molto significativo: Nolitta torna a scrivere Tex. per Letteri. PRIMA della crisi conclamata di Nizzi, realizzando la lunghissima storia degli uomini giaguaro. Sapendo quanto Nolitta odiasse scrivere Tex (l'ha sempre fatto di malavoglia, solo se costretto e ha smesso appena ha potuto), si può capire a che cosa poteva arrivare pur di non scontentare Nizzi in quel momento. (e quando Nizzi andò in crisi, Sergio Bonelli AVEVA GIÀ PRESO PROVVEDIMENTI PER CALARGLI IL LAVORO, mettendosi appunto a scrivere di nuovo Tex. Non è vero che Nizzi fosse stato lasciato solo e che le sue richieste non fossero state ascoltate, Bonelli non solo aveva provato con Berardi con d'Antonio (anche se il secondo aveva rifiutato) ma si era rimesso a scrivere Tex, pur di alleviare il carico su Nizzi (che comunque all'epoca non era superiore a quello degli altri titolari di testata: ho già dimostrato con cifre e numeri in un vecchio post che la storia del "superlavoro" di Nizzi è una favola, Nizzi andò in crisi per altri motivi, probabilmente per l'antipatia se non il vero e proprio odio che ormai aveva per il personaggio, non certo per il carico di lavoro, abbastanza standard per uno sceneggiatore professionista)
  45. 2 points
    Le tre migliori storie di Tex sono state scritte da Gianluigi Bonelli. Ciascuno scelga le proprie!
  46. 2 points
    TUTTE LE MIGLIORI STORIE DI TEX PER CENTINAIO 001 - 100 101 - 200 201 - 300 301 - 400 401 - 500 501 - 600 601 - 700 Il tranello Tra due bandiere I ribelli del Canada La taverna sul porto Il passato di Carson I Lupi Rossi Sei divise nella polvere La gola della morte Sulle piste del Nord Tucson La città corrotta Delitto nel porto Athabasca Lake Salt River La voce misteriosa Il figlio di Mefisto Il clan dei cubani Nelle paludi della Louisiana Cercatori di piste Colorado Belle Tombstone Epitaph Sangue Navajo Diablero Gli eroi di Devil Pass La leggenda della vecchia missione L'uomo senza passato Puerta del Diablo El Supremo Pueblo Bonito In nome della legge Il marchio di Satana Le rapide del Red River Gli invincibili Intrigo nel Klondike La stirpe dell'abisso New Orleans Terra Promessa Giungla crudele La congiura Bufera sulle montagne Morte nella nebbia Luna insanguinata Incubo San Francisco Il ritorno del Carnicero Sioux Il presagio Omicidio in Bourbon Street I Rangers di Lost valley Il passato di Tex Il laccio nero I delitti del lago ghiacciato L'uomo con la frusta Le colline dei Sioux Missouri Il segno di Yama Vendetta indiana Mingo il ribelle Il colonnello Watson La Tigre Nera La maschera dell'orrore La mano del morto Jethro Terrore sulla savana El Muerto Fuga da Anderville Furia Rossa La grande invasione Un ranger per nemico L'ombra del Maestro
  47. 2 points
    Mi piace l'aggettivo "romantico" per questo unico e bellissimo Tex nolittiano. Quando si reca a Pueblo Feliz, Tex si concede dei pensieri sul destino e sul futuro. Non è il solito spaccone: da questo suo dialogo intimo trapelano anzi sensazioni di inquietudine e di incertezza per l'esito dello scontro con questo misterioso e indecifrabile avversario. E' anche un Tex che sbaglia tanto, come già in Caccia all'Uomo: dapprima si fa disarmare nel saloon, ed è risparmiato da El Muerto per un suo personalissimo concetto dell'onore, poi si fa accerchiare dai suoi sgherri, ed è salvato dal provvidenziale quanto improbabile intervento di Tiger. Ma questi aspetti non tolgono nulla a questa storia, ed anzi ci regalano un Tex uomo e non dio, e un uomo i cui pensieri non sono sempre granitici e che proprio per questo ce lo rendono più vicino. Proviamo solidarietà, per questo Tex. E non è un sentimento che, per lui, si prova spesso: ammirazione, fiducia, sicurezza che tutto andr? bene, questo ci trasmette Tex. Solidarietà, no. Solidarietà significa vicinanza. E questo Tex, uomo, ci è più vicino. Un Tex diverso, ma bellissimo. Romantico è l'aggettivo giusto, Don Fabio, e ti quoto anche per quanto riguarda i disegni, non sempre felici nei volti, straordinari nelle ambientazioni. Mi avete stuzzicato con tutti i vostri commenti, e sono andato a rivedere quello che pensavo di questa storia ai miei primordi da frequentatore del forum. Ricordo che la storia mi piacque moltissimo, ma all'epoca (8 anni fa) ero un lettore più spassionato di Tex, leggevo senza pensarci troppo; le analisi forumistiche cominciavano proprio in quei miei primi mesi su questi lidi. Mi piacque moltissimo, dicevo, ma la descrizione che faccio di Tex nel mio vecchio post (sopra quotato) rappresenta un personaggio che semplicemente non è Tex. Nolitta scrisse un bel spaghetti western, e forse per questo piacque e mi piacque tanto. Ma non scrisse una storia di Tex. Troppo lontano questo personaggio dalle sue corde, lo dimostra qui come in altre storie. Era talmente sfacciato, Nolitta, nello sconvolgere le caratteristiche del personaggio che mi chiedo ancora oggi perché lo facesse: voglio dire, capisco che non sia nelle tue corde, ma da quel bravo sceneggiatore che sei puoi dissimulare, puoi smussare, puoi insomma lavorare per rendere meno evidenti e sfrontate le tue comparsate fumettistiche sulla saga di tuo padre. Voleva forse essere pienamente riconoscibile dietro quel "TEXT BY GLBONELLI"? Voleva provare a vedere che effetto faceva proporre un personaggio diverso, che non fosse Tex? È talmente esagerato, Nolitta, che io francamente non riesco a non vederci il dolo, per chissà quale rovello in testa che c'aveva. Non ci credo che non avrebbe saputo fare diversamente. Ha scritto non Tex, ma un altro personaggio, con storie western che ho odiato dal più profondo del cuore (Cruzado la cancellerei dalla faccia della terra) e con altre che ho amato visceralmente, tra tutte Caccia all"Uomo e Il colonnello Watson. Ecco, al di là delle piccionate e delle evidenti ingenuità che, anche in quest'ultima storia, non mancano e mortificano Tex, credo che la storia più texiana che Nolitta abbia scritto sia proprio quella incentrata sul grande barone del bestiame, che poi per me è anche la sua più bella. Ho detto "più texiana tra quelle da lui scritte", che non significa, ahimé, texiana tout court. Vorrei sapere cosa ne pensa @borden in merito. Approfitto per augurare a tutti buon Natale
  48. 2 points
    Le parole dovrebbero essere usate con il loro senso. Se ti dico che una pera è un gustoso paracarro, perché mi piace usare "paracarro" invece di "frutto", non è che solo per questo i paracarri pendono dagli alberi. "storia cardine"??? 1) Non è stata MAI citata in una storia successiva. 2) NESSUNO dei personaggi presentati nella storia è mai ritornato. 3) Non ha NESSUNA conseguenza permanente (ma nemmeno durevole) 4) Se la elimini, tutti gli altri Tex pubblicati possono rimanere tali e quali. È un corpo estraneo. Negli anni 70-80 alla Marvel americana quando gli autori di una serie non ce la facevano a produrre 12 albi all'anno, si usavano i "fill-in". Erano storie di autori "ospiti", servivano a dare un po' di respiro agli autori titolari. i lettori normalmente si lamentavano della cosa, perché i fill-in erano storie "slegate" dalle altre: 1) Non dovevano modificare nulla 2) dovevano essere completamente ignorabili senza conseguenze. 3) spesso il protagonista, scritto da altri, non era molto riconoscibile rispetto a quello degli autori titolari. "El Muerto" è un fill-in. Realizzato da un autore "ospite" perchè GL Bonelli non ce la faceva più a produrre 1320 pagine in un anno Le "storie cardine" di Tex sono quella dove diventa ranger, quella dove sposa Lilyth, quella dove muore Nuvola Rossa, quella dove si spiega dove trova tutti quei soldi, quelle che introducono Jim Brandon, Gros-Jean e Pat McRyan, "il passato di Tex", etc. Usare "storia cardine" al posto di "a me piace quel Tex piu di quello vero, e quel fill-in mi piace di più degli albi regolari" è come dire che una pera è un paracarro. Le parole dovrebbero essere usate con il loro senso.
  49. 1 point
    Concordo. E' sufficiente scrivere "secondo me", anche se è evidente che le affermazioni che si fanno qui in un forum sono pareri. Una cosa è dire: Tex che strilla con il vecchio Walcott non è Tex, è isterico e GLB non lo ha fatto isterico ma sempre freddo e razionale. Sto riportando una critica a una delle storie che mi sono più care e che ho pure contestato in qualche modo sul topic apposito. Ma comunque resta una affermazione su un dato di fatto, ci puoi dare più o meno risalto, più o meno enfasi, puoi anche perdonare (come ho fatto io) l'eccesso di pathos ma non puoi andare molto oltre. Altra cosa è dire: a me GLB non emoziona. Lì si entra nel personale, e c'è poco da fare in effetti. Tu stesso, in un precedente post, avevi scritto: Bonelli sapeva scrivere storie e sequenze drammatiche come pochi altri: Apache Kid, Massacro, La notte degli assassini, Una campana per Lucero, Tramonto rosso, Il tranello Ebbene, forse ti stupirà, ma ad esempio a me Apache KID e Tramonto Rosso non mi emozionano granché, così come La notte degli assassini (che comunque mi piace). Ho torto a criticare addirittura Tramonto Rosso, una delle pietre miliari della saga? O Il passato di Tex, una storiaccia, soprattutto se paragonata a quello che ha saputo fare con lo stesso materiale Boselli? NO. Né torto né ragione. Non ci sono bacchette magiche che, con un colpetto sul cuore, generino emozioni. Spesso non c'entra nemmeno la bravura dell'autore (chi potrebbe mettere in discussione la grandezza di GLB???) ma le proprie personali propensioni, il proprio modo di sentire, i temi che più ci sono congeniali. Che Boselli scriva in maniera più calda (Tex 2.0, appunto), l'ho detto spesso anch'io. Dove sbagli, McParland, è nel tono, nella perentorietà, in quella che prima ho definito "foga", che ti si deve segnalare, anche se con un po' di indulgenza, vista la tua età (anche se sembri davvero più grande, da come scrivi, quindi ti faccio i miei complimenti, a meno che tu non stia prendendo in giro tutti). Non puoi dire che i personaggi di GLB non sono all'altezza di quelli degli altri autori. Puoi dire che a te piacciono meno, che non ti suscitano le stesse emozioni, senza sindacare troppo il gusto degli altri. Anche perché, come già ho detto prima, a 13 anni puoi non accorgerti di elementi che poi, più in là, imparerai ad amare, stupendotene, come è accaduto a me con Pino Daniele Quello di Nolitta è un "Ultimate" Tex, cioè un personaggio alternativo. Non è Tex, obiettivamente. E' un altro personaggio, che a volte riesce a non deragliare del tutto, altre volte perde del tutto aderenza col terreno e cade rovinosamente nel burrone (Cruzado, ad esempio). Ma, con tutto ciò, sono contento di Nolitta su Tex, perché con lui ho letto anche delle bellissime storie, come Il Colonnello Watson, El Muerto, Caccia all'Uomo. Le ho lette non in diretta, quindi non ho sofferto la mancanza di Tex nei mesi in cui le storie sono uscite, perché ancora non ero nato. Avendole lette dopo, mi sono gustato storie che mi hanno fatto emozionare, ciò che mi ha portato a perdonare la pubblicità ingannevole del marchio "Tex" sulla copertina Quindi, viva Nolitta anche su Tex, anche se Tex, il vero Tex, non è mai riuscito (non ha mai voluto) scriverlo. L'amatriciana fumante a mezzanotte emoziona anche me, eccome Se fossi inglese si pronuncerebbe Lio, francese Leò Chiudiamolo sì, sennò i ranger si incazzano
  50. 1 point
    Non sono scarichi. O almeno, sarebbe assurdo che lo fossero. L'equivoco nasce dal fatto che dopo aver sforacchiato la casa, i banditi ricaricano le armi. Da qui a pensare che, come un branco di deficienti, abbiano sparato TUTTI i colpi scaricando TUTTE le armi, ce ne corre. In primo luogo, se davvero fossero così tonti, non avrebbero l'intelligenza di ricaricarle, e la scena non avrebbe senso lo stesso. I banditi ricaricano le armi perchè hanno sparato molti colpi, ma non dicono "tutti". Ricaricano per prudenza e non trovarsi senza armi dopo. Non c'è nessuna arma nella scena che fa "clic" (hanno tutti contato esattamente i colpi, e hanno smesso di sparare esattamente dopo aver sparato l'ultimo?). Ci può stare che Sam li prenda di sorpresa mentre stanno ricaricando (e anche lì, questa breve sorpresa se la gioca facendo la battuta tamarra invece di sparare). Quanto può durare questa sorpresa? Quanto ci vuole per fare "clack" spingendo il tamburo del revolver a posto? un decimo di secondo? E in questo decimo di secondo Sam Willer spara diversi colpi, mettendoli TUTTI a segno (non ne sbaglia uno) e per poi dileguarsi senza che nessuno riesca a reagire? Scena tamarra, ma come spesso accade con le scene tamarre, totalmente priva di senso. -------------------------- Poi, ho l'impressione che a tanti sfugga proprio il problema. Sembrano considerare "Sam alla fine vince" totalmente corrispondente a "Sam deve sparare come Tex e far fuori sette banditi esattamente nel modo di Tex". Che è una boiata al livello di "se non sai colpire una mosca a 50 passi con un revolver, non risolverai mai il problema, gli insetticidi non esistono!" Come ho già detto parlando dell'albo, già la sola presenza della banda è una tamarrata che indebolisce tutto il tema della storia. Lo scontro è sempre stato sin da quando erano bambini fra Sam e John (accentuato dai sentimenti omosessuali di John verso Sam, non chiarissimi nella storia ma dichiarati da Recchioni). Se fosse solo John ci sta che Sam non fugga e Susan rimanga lì. Se fosse solo Sam ci sta che dopo averlo ucciso (magari con il forcone come nell'albo) Sam in preda ai rimorsi se ne vada (ammazzare sette persone al contrario è un atto tanto eroico e fatto in condizioni sfavorevoli che il rimorso di Sam diventa ridicolo, sarebbe stato molto diverso se avesse ucciso a tradimento qualcuno che un tempo era stato suo amico...) Ma anche dopo l'aggiunta della tamarrata della banda, anche se rovina il tema e il senso generale, si può ancora salvare la storia rispettando il personaggio di Sam. Basta avere l'inventiva, la capacità di scrittura, di inventarsi metodi con cui una persona che non sa sparare possa tenere a bada tanti pistoleri. Usare trappole, altri tipi di armi, sorpresa (ma davvero la vera sorpresa, senza avvertirli con frasi tamarre), nascondigli, etc. Recchioni lo fa solo una volta, con il colpo di forcone di sorpresa a John (e anche lì, l'unica scena non ridicola del "combattimento finale", la rovina con le solite frasi tamarre). Per il resto, la risposta alla domanda base della storia, "come farà Sam che non è Tex a risolvere la faccenda in maniera diversa da come farebbe Tex" che viene data è tanto ridicola che riduce la storia, e il personaggio di Sam, ad una barzelletta ("semplice, si scopre all'improvviso che è un fulmine con la pistola come Tex! Sorpresona! Sai le risate del pubblico in sala!" Come avviene purtroppo di solito con tutti gli autori "citazionisti", quello che manca totalmente è l'inventiva, la fantasia, la capacità di visualizzare davvero una situazione concreta, la coerenza dei personaggi e delle loro personalità. Sono "autori" che credono che "scrivere" consista nel "citare", scopiazzare scene, cucirle malamente insieme, e sparare frasi tamarre ad effetto. Stanno al fumetto come i tamarri romani che si atteggiano a gangsters citando frasi da "scarface" stanno ad Al Pacino.
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