Jump to content
TWF - Tex Willer Forum

Leaderboard


Popular Content

Showing content with the highest reputation since 06/06/2020 in all areas

  1. 2 points
    Mi riferivo alla pagina ufficiale Facebook di Tex, gestita dalla SBE. Per il resto, ricollegandomi a quello che diceva Valerio sul discorso del tamburino degli autori, io davvero non mi spiego come sia possibile che alcuni lettori, soprattutto quelli più anziani, non si pongano il problema, o meglio, la curiosità, di sapere chi è che scrive la storia. E accade anche in casa mia perché, avendo un padre settantenne che lo legge ancora, gli dico sempre: "Guarda, questa è di Boselli. Oppure, vedi, qui è tornato Nizzi". Anzi, per colpa mia adesso è diventato più attento, ma ricordo che prima non gliene frega niente. A parte rileggersi i primi duecento numeri, cosa che fa periodicamente, e dirmi sempre quanto era tosto il Tex di GLB. E ripetermi che gli piacevano tanto Galep, Letteri e Ticci e che Nicolò faceva un Tex più malinconico rispetto agli altri. Ma se lo "interrogo" sui disegnatori attuali, non saprebbe riconoscerne uno! Eppure, sa le storie dei primi due centenari a MEMORIA. A lui bastava e basta comprare e leggere l'albo. Di Nizzi, ripete spesso: "Ha fatto belle storie, ma non è Gianluigi Bonelli. Poi si stancò". E qui rido, pensando alle infinite questioni fatte in merito anche qua nel forum. Sul Bos, sentenzia: "E' diverso da tutti. Bravo e classico, ma quanti personaggi ci sono? Ne ha di fantasia!". Il 700 gli è piaciuto tantissimo, per parlare degli ultimissimi numeri... e anche il Texone di Villa. Fossi in Mauro sarei felicissimo! La cosa anche più incredibile è che adora le storie di Nolitta... un controsenso!! Perché è quanto di meno gianluigibonelliano ci sia, eppure cita SEMPRE El Muerto, La vendetta di Tiger Jack e I Ribelli del Canada come storie straordinarie (e lo sono, ma SIAMO noi lettori odierni a fare tanti distinguo sul ruolo stesso di Tex in quelle avventure). Fui però io a dirgli che erano state scritte da Sergio Bonelli perché non lo sapeva!! Credo comunque che il lettore tipico e abituale di Tex meriterebbe delle tesi di laurea e attente analisi sociali...
  2. 2 points
    Penso che sia naturale che Boselli desiderasse avere più spazio e lavorare anche con altri disegnatori. Peraltro il primo autore della serie era Nizzi ed è altrettanto naturale che lui scrivesse le sue storie per i suoi autori. Nizzi non era il curatore e doveva sottostare a Sergio. Se Boselli allora non ha avuto più spazio di quello che già aveva (e non era poco) forse è che Sergio gli preferiva Nizzi ? Perché dare per scontato che tutto si è svolto per volere di Nizzi, il cui parere era tenuto nel dovuto conto in redazione ma non era vincolante ? Per Diablero Nizzi è una sorta di padre padrone che fa come vuole lui per l'enorme credito accumulato negli anni e il povero Boselli deve accontentarsi degli scarti che lui gli lasciava. Boselli, che non è scemo, sa benissimo che l'ultima storia di Nizzi ha rappresentato un bicchiere di acqua fresca per una moltitudine di lettori, questo senza nulla togliere alle sue storie per le quali è, neanche lontanamente avvicinabile, il migliore autore di Tex. Così come Sergio la sapeva lunga su Manfredi.
  3. 2 points
    Per chi non lo sapesse o non se lo ricordasse, Manfredi ha dichiarato che per i battibecchi tra Tex ed Emma si è basato su quelli tra John Wayne e Maureen O'Hara nei film in cui hanno recitato insieme.
  4. 2 points
    Ben felice della proposta! Comunque non mi pare siamo mai stati bannati. Per me, in ogni, caso, tutto risolto e chiarito.
  5. 2 points
    Allora, visto che negli ultimi post siete riusciti anche a dialogare, vi faccio una proposta: invece di andare avanti a forza di ban e sospensioni, perché non provate a mettere una pietra sopra il passato e a iniziare a confrontarvi con pacatezza? Siete entrambi, in modi diversi, utenti importanti per il forum, voci che arricchiscono la comunità, dispiacerebbe molto doversene privare. Diamine, Tex non ha mai rifiutato di stringere la mano a qualcuno con cui aveva fatto a pugni fino a pochi minuti prima! E visto che paga Tim Birra, tutti al banco!
  6. 2 points
    Se noti, avevo anche smesso di usare la parola "nizziano" negli ultimi tempi. Come hai detto, ho molta esperienza di vari forum (anche se proprio per questo più che "vecchia volte dei forum" sono "uno che non impara mai e continua a perderci tempo"), e so che dà fastidio essere messi in una categoria monolitica. Dà fastidio a tutti, e per qualunque categoria, "Nizziano", "Boselliano", etc., ma quando la usavo spesso stavo reagendo a "tecniche per far girare le scatole" molto più fastidiose (tipo la "dimostrami che questa cosa è vera e se lo fai la uso come dimostrazione che sei un fissato che perde tempo per queste cose") e comunque mi adeguavo ad un uso generale, visto che sono termini di uso comune nel forum. Se posso permettermi di dare un consiglio ai moderatori, suggerirei di non permettere di ammassare tutti gli interlocutori in categorie tipo "nizziano" o "boselliano" (come aggettivo si dovrebbero usare solo per le storie), e di insistere perchè si risponda ad una persona, non a categorie generiche. (è un consiglio interessato. lo so che sono "fumino" e mi girano le scatole facilmente, e se mi girano le scatole inizio ad usare termini come quelli. Se non li usasse più nessuno non avrei la tentazione di usarli nemmeno io) La proposta "ignoriamoci" era legata ad una tua precisa richiesta di settimane fa. Ma i tuoi post ho continuato a leggerli, e a volte avrei voluto risponderti ma non l'ho fatto proprio per la tua richiesta. Se adesso decidi di togliere quella richiesta, per me va benissimo. Credimi, vivo molto meglio e sono molto più tranquillo quando posso leggere e interagire nel forum con tutti senza questi litigi.
  7. 2 points
    Diablero, te lo dico sinceramente, non ho voglia. Tu sei colto e hai esperienza nei vari forum. e la cosa più furba da fare con te è cercare di non avere scontri di nessun genere, perchè "sei volpe vecchia" come dice il coro dell'Elisir d'amore di Donizetti. Può anche darsi che tra di noi si siano semplicemente insinuate delle incomprensioni. Probabilmente lo scontro è anche un pò stupidotto e viziato da queste incomprensioni e dal fatto che lo scritto non permette di sentire i toni del discorso. Non ricordo sinceramente, credimi, di mie punzecchiature precedenti a quel commento di Yampals, se non nel periodo precedente al nostro comune ignorarci. Sul mio rapporto con Nizzi. Una volta per tutte vorrei chiarire con te la posizione: Non mi interessa nulla di Nizzi, per me è un autore come un altro. Ora un altro utente che ti sostiene molto mi ha scritto in privato che io sono un Nizziano, è evidente, è palese, ne parlo sempre bene. A parte l'assurdità di questa affermazione (visto che ne parlo male spessissimo, molto più di quanto parli male di Borden, per esempio), non capisco questo usare "Nizziano" a mò di insulto. Se qualcuno fosse Nizziano buon per lui, quale sarebbe il problema? E' un diritto di chi vuole esserlo. Tu sei "Boselliano" forse. Benissimo, figurati se non mi sta bene. Nin capisco perchè Nizziano debba diventare una offesa (perchè poi gli date connotazioni non proprio positive, in effetti), e soprattutto IO NON LO SONO. Non capisco il collegamento che ha portato due persone qui dentro, tu e quell'altro che dicevo, a considerarmi un Nizziano. Si, ho scritto spesso di Nizzi, come tutti, visto che è autore prolificissimo su Tex, ma ne scrivo bene, male, così così. Non lo conosco, non ne sono amico, non mi interessa minimamente il signor Nizzi al di là di quello che scrive e che io sono libero di commentare bene, male, così così. Nessuno mi chiami più "Nizziano" perchè per me è offensivo. Non lo sono e non mi interessa. Sul tuo rapporto con Nizzi: E' quantomeno ovvio che tu possa avere su Nizzi e chiunque altro le opinioni che credi, e non è vero che non le rispetto. Non capisco solo (e credimi sto parlando per chiarire con te) quando la critica diventa così ripetuta e insistita da dare l'impressione di essere una fissazione. Per questo, forse, alcuni "ti punzecchiano", giacchè a nessuno interessa contestare le tue idee, che sono le tue e amen. Io ti contesto solo l'insistenza, che a volte pare persecuzione, e quando prendi in giro "i nizziani". Se ci sono dei "Nizziani" non credo gli faccia piacere essere presi in giro ed essere trattati da poveri stolti. Sul discorso del "classico" o meno. Massimo rispetto per la tua opinione, ma continuo a vederla in modo diverso. Cominciamo a considerare il fatto che nessuno di noi ha la verità assoluta in tasca, ma che ci possano essere varie opinioni. Io vorrei chiarire con te e smettere questo stillicidio. Vorrei anche poter comunicare con te senza ignorarci. Se tu sei d'accordo ci si può provare. Però rispettiamo le nostre idee. Su Nizzi, tu magari prova a sforzarti a pensare che qualcosa di buono avrà pur fatto, e io mi sforzerò di non stufarmi troppo nel vedere la millesima critica a un autore del quale non sono assolutamente fan ma che è uno degli autori di Tex che stimo.
  8. 2 points
    Su Ruju: Si, anche io devo inquadrarlo del tutto. Per ora a me pare mantenga un buon rendimento ma senza picchi. In ogni caso scrive storie classiche, forse può piacerti. Si, è una fatica scrivere qui, sono tutti dannatamente competentima è il suo bello. Parlare del fumetto che ci tiene compagnia da una vita è bellissimo. Sul resto, ti confesso che in linea generale anche io preferisco storie abbastanza classiche, e soprattutto preferisco Tex al centro della scena. Quando capita di arrivare a pagina 41 e Tex non è ancora apparso a volte mi vien voglia di chiudere l'albo. Ti dirò che se lo facesse un altro mollerei la serie. Ma Borden SA dove andare a parare. Quindi resisto e alla fine resto soddisfatto la maggior parte delle volte. Ripeto, per me ha scelto una strada rischiosa, ma deve andare a suo onore aver rischiato e aver vinto la sfida.
  9. 2 points
    Ho parlato diffusamente della Regina della Notte di recente nel thread apposito, qui: http://texwiller.ch/index.php?/topic/905-135-137-diablero/&do=findComment&comment=154806 Visto che dai tuoi post sei d'accordo con le affermazioni di Nizzi secondo cui G.L.Bonelli non dava mai spazio ai cattivi, teneva le telecamera su Tex, con Tex sempre al centro della scena, senza mai mostrare il minimo spesso psicologico nei cattivi o la minima simpatia per loro, ti invito ad andare in quel thread a provare a sostenere certe amenità. Visto che andare contro ogni evidenza apparentemente non ti spaventa...
  10. 2 points
    Beh, non pareva un thread tanto promettente, e invece si è dimostrato interessantissimo, soprattutto per i post di Borden. È un peccato che (a quanto ne so) non abbia mai scritto in maniera più estesa e dettagliata su G.L.Bonelli e sul periodo in cui ha lavorato per lui. Leggo (e rileggo) storie di G.L. Bonelli da quando ho imparato a leggere, ma su di lui personalmente c'è pochissimo (o meglio, ci sono maree di articoli... ma quasi tutti ripetono le stesse 4-5 banalità, le date e poco altro) E, a pensarci, è abbastanza strano: ve lo immaginate se nel fumetto USA, si fossero fatte così poche interviste e si fosse scritto così poco su Stan Lee? Eppure Stan Lee, nonostante la sua fama e i suoi meriti, non è mai stato lo sceneggiatore più venduto d'America al livello in cui lo è stato G.L. Bonelli in Italia. Credo che qui c'entri lo snobismo culturale e l'altezzosa ottusità della "cultura" italiana, con il suo disprezzo per tutto ciò che è "popolare" (basta vedere come paradossalmente, il fatto che Bonelli vendesse più di tutti ha fatto sì che pochissimi si siano ispirati a lui, come se fosse stato un marchio d'infamia... "quello vende e non fa fallire gli editori, che schifo!" ) Sull'idea di Bonelli di "allevarsi in casa" i successori, non era un idea tanto peregrina, ci sono stati molti casi del genere, soprattutto nel fumetto sindacato americano, dove non era raro che l'assistente prendesse ad un certo punto le redini di strip pubblicate da decenni (certo, erano quasi sempre anche i disegnatori della strip, e i disegnatori delle strip dovendo produrre molto hanno praticamente sempre assistenti... è molto più raro per gli sceneggiatori puri). Prendendo assistenti ancora "acerbi" avrebbe prima potuto controllare di più le storie, e poi "plasmarli" in maniera che fossero il più simile possibile a lui. Solo che, come è già stato detto, l'ha fatto troppo tardi quando ormai non c'era più tempo... Viceversa, dal punto di vista dell'editore appare più sensata la decisione di Sergio Bonelli di affidarsi a comprovati professionisti (fra cui lui stesso, per un po'): gente che poteva garantire una produzione di storie adeguata senza dare problemi. Certo che però, se ti affidi ad autori già affermati con anni di carriera alle spalle, vuol dire che hanno già anche uno stile consolidato, e quindi difficilmente il personaggio sarà totalmente rispettato (anche la tanto strombazzata fedeltà di Nizzi al canone bonelliano.... non esiste. Se non nell'illusione ottica di chi vede in realtà la fedeltà del Tex di Nizzi... al Tex di Nizzi. E poi ovviamente esiste nelle interviste, dove Nizzi dice cose che ti fanno dubitare che abbia davvero letto con attenzione le storie di GL Bonelli, tipo "Tex è sempre al centro della scena" che implica che non ha mai letto il figlio di Mefisto, La Cella della Morte, El Paso, San Francisco e una buona metà delle storie del periodo d'oro) La cosa strana, è che fra i tre "big" che si sono cimentati su Tex per primi negli anni 80.... quello più simile complessivamente a GL.Bonelli (anche se probabilmente gli era costato un certo sforzo e non so quando avrebbe resistito ad mimetizzarsi così), era stato proprio Berardi! Proprio quello che era sembrato il meno adatto a Sergio Bonelli (che invece era lui, e di gran lunga, l'ultima persona che avrebbe dovuto scrivere Tex... ma forse le cose sono legate, se Sergio Bonelli vedeva Tex come lo scriveva, ovvio che chiunque l'avesse scritto come suo padre gli sarebbe sembrato non adatto...)
  11. 2 points
    L'invincibilità dell'eroe, la capacità inesorabile di castigare i cattivi, il bene che vince senza se e senza ma: tutte caratteristiche che io francamente vedo nette nell'opera di Boselli, non sfumate. Si dice che, laddove GLB era manicheo (e dopo di lui Nizzi), Boselli è invece sfumato, grigio: ma ragazzi, Boselli ormai ha scritto tanto su Tex, e nelle sue storie ce n'è per tutti i gusti: ci sono i cattivi cattivi, alla GLBonelli e poi, molto più che in GLB, è vero, i personaggi grigi. Ma sono personaggi credibili, costruiti bene, che fanno appassionare alla vicenda, che accrescono (non attenuano) il piacere della lettura e l'interesse. Con Boselli, la saga di Tex si è arricchita di tanti personaggi che sono rimasti nel cuore dei lettori. La verità è che, senza Boselli, molti di noi avrebbero smesso di leggere Tex già negli anni '90. Io direi: "aggiungendo ancora una volta un elemento di complessità che rende le storie più moderne e avvincenti mantenendo contestualmente intatte la natura del personaggio e della saga". Boselli ha traghettato Tex nel ventunesimo secolo, in un guado davvero tempestoso: piattaforme streaming, internet, games. Senza voler fare qui l'ennesima analisi di ciò che è ormai diventata l'industria dell'intrattenimento e di quanto il medium fumetto debba fare i salti mortali per sopravvivere ( e a maggior ragione un fumetto di un genere, il western, in declino costante), dico soltanto che avere ad oggi una collana così vitale, con numeri ancora importanti e con una qualità media così alta, è semplicemente un mezzo miracolo. Un mezzo miracolo ascrivibile quasi esclusivamente alla penna benedetta di un signore che ha innovato Tex con una scrittura più moderna e avvincente, che è riuscita a strizzare l'occhio contemporaneamente sia al lettore tradizionalista che a quello più sofisticato. Tutto vero, ma non condivido le conclusioni. Con Boselli i comprimari non svolgono più la mera funzione di pretesto narrativo, diventano persone con un loro spessore e vissuto. Ma guardate bene le storie di Boselli: pur in questo assembramento di grandi comprimari, alla fine il protagonista resta Tex. Risaltando anche maggiormente di prima, perché il lavoro di sottrazione che Borden fa sul personaggio Tex finisce in realtà per esaltarne il valore. Senza contare che quel lavoro di sottrazione non è una costante, ma riguarda solo alcune sue storie, mentre in altre è nettamente più tradizionale: perché ripeto che Borden ha scritto ormai tanto e ha potuto quindi proporci storie di tutti i tipi. La bravura di Boselli a mio parere risiede invece proprio nell'essere riuscito a coniugare il suo stile, sicuramente diverso da quello di GLB, con la fedeltà al personaggio Tex, che io credo invece non possa davvero essere messa in dubbio. In conclusione, per me il Tex di Boselli è il Tex di GLBonelli. Non ne è la pedissequa copia, ma una personale e tuttavia fedele riproposizione, con uno stile di scrittura che è inevitabilmente figlio dei suoi tempi, come è normale che sia a tanti decenni di distanza dalle ultime storie del creatore della saga.
  12. 2 points
    Ok, questo è legittimo. Ma da come avevi scritto il post precedente, lasciavi intendere che chi cerca di fare una critica che vada al di là delle sole emozioni personali, e metta invece in luce aspetti di qualità della scrittura o eventuali errori di sceneggiatura, si fa solo delle pippe mentali e non si goda le storie. Guarda che io leggendo una bella storia me la godo come qualunque altro lettore, mi diverto se mi fa divertire - durante la lettura di questa storia mi sono entusiasmato, l’ho pure scritto nella chatbox arrivato a metà albo. Ma DOPO la lettura, uno può anche cercare di andare più a fondo, confrontarsi con altri lettori - ad esempio discutendo con Leo ho analizzato meglio un punto della trama che alla prima lettura avevo sottovalutato. È anche questo il senso del forum; anch’io pur nelle mie scarse qualità di critico letterario cerco di mettere in luce qualche aspetto che mi ha particolarmente impressionato, con l’idea che possa far piacere anche agli altri forumisti.
  13. 2 points
    OK, finalmente un thread in cui posso dare una risposta breve... "Il Tex di Boselli è veramente Tex?" Sì! "Grazie". "Prego!" ------------- P.S.: ...e così ci fai soffrire tutti per accontentare qualche irriconoscente...
  14. 2 points
    Io penso sia assolutamente così. E quando parlo, a volte, di "pregiudizi", non mi riferisco certamente a oscure macchinazioni o a livori mortali verso questo o quell'autore, bensì mi riferisco proprio a certi meccanismi mentali che possono capitare a tutti noi e che pregiudicano il giudizio sereno e obbiettivo. Capita anche in letteratura. Succede di leggere un romanzo di un autore in declino e, magari trattandosi di romanzo bellissimo, considerarlo brutto perchè scritto in epoca di decadenza, o anche nella musica, se ci fai caso. Capita di ascoltare un album di un artista magari declinante da decenni e ascoltarlo senza vero interesse. Magari si tratta di un album all'altezza ma non ce ne accorgiamo, impegnati come siamo a lamentarci che l'artista in questione "non è più quello dei bei tempi".
  15. 2 points
    Con Mefisto stiamo praticamente rileggendo tutto il centinaio d'oro quasi in parallelo e quoto il suo apprezzamento a questa storia. Anni fa, invece, io ne feci un commento non del tutto lusinghiero, ma sono pronto a rimangiarmi quanto detto, perché stavolta, senza ubbie e paturnie mentali, mi sono semplicemente divertito un mondo a leggere una storia iper-movimentata, inconsueta come ambientazione e con un personaggio del calibro di Barbanera. Quoto il bellissimo commento di Ymalpas: il Barbanera di Nizzi è forse superiore a quello di GLB, ma è indubbio che l'ossatura del personaggio, su cui Nizzi ha lavorato di cesello, c'era già tutta in San Francisco: questo vecchio pirata ha un suo personalissimo codice d'onore, lo fa vedere con i suoi atti e lo palesa anche nel dialogo, molto divertente, che ha sulla nave con Kit. Sulla maggiore efficacia del personaggio Nizziano rispetto a quello GLBonelliano a mio parere non è estraneo il diverso ruolo che il pirata gioca nelle due vicende, e qui mi viene in aiuto un altro Barbanera, che dimostra di aver ben compreso le caratteristiche di...sé stesso : Ma senz'altro Nizzi è stato enormemente agevolato dal già eccellente lavoro di GLB, ben reso qui da Condor: Francamente, trovai molto strana l'uscita, su questo forum, di Borden che diceva di non essere troppo ispirato da questo personaggio: è a mio parere l'ideale per qualche ritorno (sicuramente non troppo frequentemente), essendo uno dei comprimari più belli che ci abbia mai regalato GLB (e Nizzi, è doveroso sottolinearlo), che si presta a storie dall'ambientazione marinara, e che consente di respirare, qui sulle pagine del nostro Tex, Complimento che sarebbe molto gradito anche a Borden, che non ha mai fatto mistero di amare lo scrittore veneto. Fortunatamente, il nostro ha cambiato idea e tutti noi possiamo così sognare, leggendo San Francisco e La Congiura, il ritorno del faccione più simpatico dei sette mari
  16. 2 points
    La forza del "centinaio d'oro" sta anche in storie come questa, apparentemente meno ambiziose di altri capolavori coevi ma in realtà efficaci quanto questi nella costruzione del mito e altrettanto appassionanti. Storia classica, con ladri di bestiame, gambler che barano, uno sceriffo corrotto deliziosamente spazzolato (e poi fatto secco) dai nostri in una prima parte spumeggiante. La storia si mette in luce poi per un certo decisionismo di Carson, che propone e ha idee dimostrando un carisma altre volte purtroppo offuscato dal suo dipendere troppo da Tex, e per una sorta di conflitto interiore, soprattutto di Tex, che palesa - sia pure in modo molto discreto - un lato del ranger più umano e intimista del solito. Per tutta la storia, i due pards non hanno dubbi sul fatto che, se il figlio di Cardigan è un traditore, deve pagarla da quel giuda che è. Nell'ultima parte, però, i due discutono all'alba, subito dopo il risveglio. Tex pensa che li aspetta "una brutta giornata", ma non per gli avversari da battere; sta pensando al vecchio Cardigan. Come di consueto, lo stile di GLB è asciutto e scevro da sentimentalismi; fa solo vedere Tex che sta pensando al padre del ragazzo. Il lettore però può indovinare lo stato d'animo del ranger, che è perfettamente consapevole che, con quel loro intervento, i due pards potrebbero sì risolvere il problema delle razzie, ma crearne uno ben più grosso per il povero genitore, che si vedrebbe il figlio come minimo tradotto in galera. E quando Carson chiede a Tex a quale conclusione sia giunto, il nostro risponde: "ancora a nessuna, accidenti!". Accidenti? Ma quante volte abbiamo sentito Tex esclamare "accidenti"? Forse sto difettando di memoria, ma una simile esclamazione, che manifesta una certa stizza, non è comune nella bocca del nostro ranger, non aduso a farsi scoraggiare da nulla e anzi sempre pronto ad esibire una certa tranquillità. E quando Carson, che per una volta veste i panni di Tex, gli dice di non strapazzarsi troppo il cervello, di nuovo Tex esclama, sempre insolitamente dubitativo: "forse hai ragione! Aspettiamo di essere laggiù e auguriamoci di poter trovare la soluzione giusta!". "Auguriamoci": altra parola che esprime insicurezza, che sa di speranza e non di certezza, perché Tex per una volta ha paura di non fare la cosa giusta, ha un certo timore che, stavolta, il loro intervento faccia più danni del male che sono chiamati a sconfiggere: si immedesima nel cuore di padre, Tex, e si augura, per il povero papà Cardigan, di fare la cosa giusta. Ma non si deve pensare che Bonelli abbia presentato un ranger più fragile, o abbia indugiato in svenevolezze: tutta 'sta roba l'ho scritta io, ma me l'ha trasmessa la scrittura del vecchio Maestro, che non snaturando Tex riesce comunque, in maniera sottile, a palesare l'umanità del suo personaggio. Tutta la parte finale, infatti, è escogitata dal ranger per tutelare Cardigan figlio: non potendo mandare in galera i vecchi complici di quest'ultimo (per non coinvolgere anche lui), Tex decide di rovinarli in una strabiliante partita di poker, in cui il nostro punta a rialzi vertiginosi arrivando al rischio di giocarsi finanche il ranch dello stesso Cardigan. E per quanto il lettore sia consapevole che quello è Tex e non può perdere, tale è la maestria del narratore che davvero tutti noi ci sentiamo lì, assiepati attorno a quel tavolo con gli altri avventori, ad assistere ad una partita da far tremare le vene e i polsi. E quando il match finisce e la tensione si stempera, il vecchio GLB, non soddisfatto, ottiene altre ovazioni con la splendida scena dell'asso lanciato verso il gambler citata da @Condor senza meta e con la battuta sulle donne opportunamente ricordata da @Mister P. Il che mi fa pensare a quanto bene a mio parere faccia oggi @borden a presentarci, nella saga del giovane Tex, il futuro ranger nelle vesti di giocatore professionista, perché è da lì che gli viene quell'abilità, sono quei trascorsi che giustificano storie come L'Ultimo poker!. Perché Tex sarà pure disumano, ma anche per lui c'è stato un processo di formazione per tutte le sue infinite abilità (al di là degli ottimi insegnamenti di Gunny Bill) ed è giusto che, in una serie che si prefigge di presentarci la giovinezza del nostro eroe, questa "formazione" si veda in tutte le sue sfaccettature. Nessun appunto? Uno solo, che è ascrivibile non solo a questa storia ma a molte storie di questo periodo: spesso, gli avversari di Tex, parlando dei due ranger, maledicono "Willer e quell'altro mastino fedele che si porta appresso" o giù di lì. Come se Carson fosse l'eterno secondo, quando invece, almeno nel periodo in esame, Carson dovrebbe rifulgere di luce propria ed essere noto quanto e più di Tex. Sono lontani i tempi in cui un altro autore, quando un certo Ray Clemmons dice ai suoi complici "fate come vi dice: quello è Kit Carson", fa strabuzzare gli occhi di stupore ai malcapitati che si trovano di fronte cotanta celebrità
  17. 2 points
    Riepiloghiamo: @Diablero si sente sotto attacco, spesso ingiustificatamente, o pensa che per difendere Nizzi altri utenti vogliamo sminuire GLB (credo altrettanto ingiustificatamente). Quindi partono i pipponi e nascono i flame. Calmatevi, nessuno è sotto attacco né alcuno (almeno spero) vuole sminuire le opere di GLB. Sarei pure d'accordo con Diablero, ma il suo modo di esporre le cose fa sembrare che sia davvero ossessionato da Nizzi. Stateve accuort'.
  18. 1 point
    Appunto...di Tex ha solo la camicia gialla...in più ha un paio di manette come uno sbirro di città,ottuso...a tratti un po' isterico...e che sbaglia ben due volte con Andy Wilson: non appura la sua vera natura e in più lo fa finire impiccato facendosi beffare come un pollo...l AntiTex Un misto tra il Giudice Parker dell'Oklahoma e l ottuso sceriffo Gerard Maddox de "Io sono la Legge", Mai esordio fu più infelice...por Dios 🤠😅 Poi se lo si considera come un fumetto qualsiasi,la storia non è malvagia.
  19. 1 point
    Come ho dimostrato un paio di mesi fa postando le cifre, in realtà in quel periodo Nizzi ha scritto più tavole che mai, aumentando a dismisura la sua produzione (e NON perchè non ci fossero altri... in quel periodo Boselli ha ammesso che scriveva meno storie di Tex di quante avrebbe voluto, perché poteva lavorare solo con i disegnatori "scartati" da Nizzi, che monopolizzava tutti gli altri) In questa situazione (cioè, un autore più in forma e gradito ai lettori che scalpita per scrivere di più) Nizzi "monopolizza" quasi tutti i disegnatori scrivendo nel 2003 1768 pagine (il suo record) e proprio negli anni 2005 e 2006 rispettivamente 1434 pagine e 1540 tavole (quarto anno per numero di tavole di tutta la sua carriera), molto di più del periodo che l'aveva già portato in crisi negli anni 90 (all'epoca andò in crisi dopo sette anni con una media annua di circa 1200 tavole) Il "disamore" e la stanchezza di Nizzi si vedono chiaramente guardando le storie dell'ultimo periodo, ma invece di calare la quantità e riposarsi, Nizzi ha scelto di aumentarle. Fino a che si è proprio stufato a, proprio mentre produceva la massima quantità di tavole media della sua carriera (stendiamo un velo pietoso sulla loro qualità), smise di nuovo, di punto in bianco, rimettendo in difficoltà la casa editrice. Se è vero che in un certo senso Sergio Bonelli "se l'è andata a cercare", continuando ad appoggiarsi in quella maniera ad un autore che aveva già fatto in passato un numero del genere, invece di fare più pressioni per equilibrare meglio il numero di tavole (e il rischio) fra più autori, è anche vero che non c'è poi da stupirsi se "i rapporti personali si guastano" (anzi, mi meraviglia che non si siano guastati molto prima...)
  20. 1 point
    D'accordo sulla storia Boselliana a New York, tra l'altro storia che ho decisamente apprezzato. Però sono casi davvero sporadici (se non ricordo male mi complimentai addirittura con Borden qui, dopo quella storia, per l'uso finalmente dei dialoghi ironici tra Tex e Carson, cosa che ci ha fatto vedere assai raramente, almeno a quel livello). Il mio gusto personale apprezza moltissimo l'elemento ironico e divertente su Tex. Anzi, direi che è uno dei motivi principali per il quale ho adorato GLB, che trovava sempre il modo di inserire il momento divertente su Tex, vuoi con una rissa, vuoi con un battibecco tra Tex e Carson, vuoi con le lamentele di Carson, vuoi con pestaggi conditi di epiteti e scambi di battute tra Tex che pesta il cattivo e Carson che commenta. Ed è anche uno dei motivi, se non IL motivo principale per il quale apprezzo molte storie del primo Nizzi. Con Borden, del quale apprezzo moltissime cose, questo aspetto confesso che mi manca moltissimo.
  21. 1 point
    Ma magari venisse raccontata chiedo a @Borden se ha preso in considerazione l'idea di far incontrare Zeke e Tex?
  22. 1 point
    Ohilà, non so se questa simpatica osservazione di Valerio sia riferita anche a me. Ma nel caso lo fosse, mi sento in dovere di rassicurarlo altrettanto simpaticamente: ben lungi da provocarmi terrificanti visioni in stile Mefisto le storie di Nizzi, almeno la maggior parte, data la loro estrema prevedibilità mi risultano noiose con, però, il piacevole effetto collaterale di conciliarmi per bene il sonno. Quindi, in caso di momenti di insonnia anche dovuti al caldo estivo, un paio di albi del Tex Nizziano mi conviene sempre tenerli sul comodino....
  23. 1 point
    Boselli sa anche quanto è vario il pubblico di Tex. Abbiamo visto che questa storia ha addirittura avuto recensioni entusiaste. Sono esagerati quei lettori che hanno ritenuto questa storia migliore di altre più recenti, anche dello stesso Boselli? No, hanno gusti diversi, evidentemente cercano dalla lettura di Tex qualcosa di diverso, un tranquillo bagno rilassante in acque conosciute. Boselli invece è un mare tempestoso, non sai mai dove ti porta, è naturale che la sua scrittura possa non piacere per niente a qualcuno. Borden sa bene che tra i lettori di Tex ci sono gli uni e gli altri, e sa bene che, richiamando Nizzi, accontenta una - credo vasta - fetta di pubblico.
  24. 1 point
    Monni, le opinioni sono opinioni. Io non la penso così. Non è che uno ha ragione e uno no, sono opinioni. >Lo so benissimo che non la pensi così, pazienza, non ha mica nessuna importanza. Sul resto, io Diablero non lo leggo da un mese. Vedo quel nome e il pistolotto infinito e salto. Per me non esiste. Quindi a lui non penso, non so proprio cosa scrive. Reagisce a cosa? Al fatto che dico che ci sono detrattori di Nizzi (e anche di Borden)? E' offensivo dire che ci sono detrattori di Nizzi? Anche tu lo sei, quale sarebbe il problema? Non è lo stesso Nizzi che ti chiama "il suo miglior detrattore?" Allora ti dovresti offendere anche tu, ma mica ti offendi. Oltretutto io ricordo che Diablero faceva battute continue sui cd "Nizziani" e ho visto che nel post dedicato a me, che ho dovuto leggere, fa la stessa cosa, quindi immagino che stia contnuando sullo stesso tono. I Nizziani si dovrebbero offendere? Cioè io scrivo che ci sono detrattori che se lo sognano la notte e uno arriva e mi scrive: il vero provocatore sei sempre stato tu, anche se poi corri a frignare e a fare la vittima Ma anche qui le argomentazioni... sono ridicole Valerio, maddai.... ci sei o ci fai? Ma ci credo davvero a certe puttanate? O lo dici solo per portare l'acqua al tuo mulino e santificare Nizz, rovesciando completamente la realtà Davvero non c'è limite a quanto si può scendere sul piano della decenza, scegliendo di spegnere ogni senso critico pur di poter continuare a ripetere la litania di balle a cui si è affezionati... Ecco come ci si riduce per amore, si perde non solo il senso della misura ma pure la capacità di leggere e fare i conti. non ti autorizza a SPARGERE BALLE sugli altri autori come ci discuti con gente così? Lascia stare che sei d'accordo con le tesi, ma ti pare che uno si debba rivolgere così agli utenti????? Comunque secondo il tuo postulato, adesso, ogni volta che questo signore dà dei cretini ai "Nizziani", io che nemmeno sono particolarmente nizziano, sono autorizzato a sentirmi offeso e punzecchiato e a riempirlo di insulti e contumelie. Benissimo, basta capire come stanno le cose qui dentro.
  25. 1 point
    Mabbasta con queste continue frecciatine e provocazioni, hai rotto! io sono settimane che cerco di ignorarti, ma non serve, non hai calato ma anzi hai AUMENTATO gli attacchi personali, visto che nessuno ti diceva niente, dimostrando ancora una volta che il vero provocatore sei sempre stato tu, anche se poi corri a frignare e a fare la vittima appena qualcuno reagisce... Il punto è che Nizzi NON È CLASSICO. (a parte per quelli che hanno iniziato con lui negli anni 80-90, per cui è classico per gli stessi motivi per cui quelli di quell'età dicono che Cristina D'Avena è un classico della musica). E davvero, a dimostrarlo non sono solo le decine e decine di storie che si possono confrontare, ma pure... i messaggi dei nizziani, che stanno continuamente a fare le pulci a GLBonelli perchè non è come Nizzi! E si vede anche come "la grande novità", il punto di forza delle storie di Nizzi, il tormentone su cui ha costruito il suo successo con le sue storie più famose (e anche con le più famigerate) è TEX CHE PERDE! La sua storia più acclamata, "Fuga da Anderville", vede la peggiore sconfitta di Tex in 70 anni di storia editoriale, una sconfitta assoluta, totale, che lo vede nel finale andare in crisi isterica assolutamente impotente. Ma anche nei Delitti del Lago Ghiacciato, e gran parte delle altre storie anche iniziali, anche quando scriveva bene, sono caratterizzate da avversari che hanno sconfitto e gabbato Tex ma vengono fregati dall'intervento di altri o da immeritati colpi di culo di Tex... e questo sarebbe "Classico GLBonelliano?" Per non parlare della sparizione dei temi western sostituiti da quelli gialli (anche quando gira per le riserve il suo Tex è uno sbirro che usa la fascia di Wampum come distintivo e "risolve casi"...) PARTIRE nei discorsi con la frase "Nizzi è classico, a prescindere, poi discutiamo" è una maniera intellettualmente DISONESTA di discutere, perchè il fatto che in realtà non sia classico per niente e che anzi il suo Tex sia diversissimo da quello di GLBonelli (una cosa che gran parte dei nizziani, messi alle strette, ammette... per poi dimenticarsene subito nella discussione successiva) è proprio il punto di disaccordo. Non c'è discussione se una parte parte da un "ipse dixit" assurdo e totalmente slegato dalla realtà sul punto stesso del contendere. Capisco che AL CUORE NON SI COMANDA, e che quindi, chi ha imparato ad amare Tex con il suo Tex sbirro arrogante ottuso e fortunato, vedrà SEMPRE quello come "il vero Tex" e troverà il Tex classico di GL Bonelli troppo questo o troppo quello... chiedo solo una maggiore onestà intellettuale nel mettersi a discutere, attaccare gli argomenti, smettendola con le frecciatine e gli attacchi personali, e con gli Ipse Dixit fuori dalla realtà. Ed eccoci qua! Come sempre, PRIMA si dice che Nizzi è come GLBonelli e quindi "classico".. e poi si prosegue ovviamente dicendo che GBonelli era chiaramente molto peggio del Nizzi del cuore... il fatto che siano argomenti contraddittori non `un problema, stanno parlando con il cuore, è la voce dell'amore, non della ragione o del senso critico! Ma anche qui le argomentazioni... sono ridicole. "Tex è un fumetto non cosi variegato" (cioè, è un western) "TRANNE QUANDO NON LO È" (quando non è più western) Certo che se togli tutte le storie "magiche" (che significa, solo per parlare dei numeri dal 101 in poi, togliere il 101, 102, 103, 116, 117, 125, 126, 127, 128, 129, 135, 136... sono circa UN TERZO degli albi, una roba da poco, uguale a Nizzi, no? Visto che il suo è il "Tex Classico"...)... ti rimangono "il giuramento" e "Tramonto Rosso"... no, quella no, togliamo anche le storie personali! E quindi togliamo anche "massacro" che è un'altra vendetta personale! Allora rimangono storie "normali" come..Gilas, dove Tex finge di essere un bandito per due albi fino a fingere una rapina in banca... o il cacciatore di Taglia dove difende un rapinatore in fuga. No, quella no... allora sette cinesi! Marnai nei viaggi nel sud.... cavalli vendicatori! Piante aliene! Treni lanciati contro saloon!... ...accidenti, davvero "un fumetto non così variegato come vorrebbero dimostrare loro" Valerio, maddai.... ci sei o ci fai? Ma ci credo davvero a certe puttanate? O lo dici solo per portare l'acqua al tuo mulino e santificare Nizz, rovesciando completamente la realtà e dicendo che sarebbe lui il più vario e che avrebbe "migliorato" il personaggio del "noioso e ripetitivo" G.L.Bonelli? Io non "devo dimostrare" niente, BASTANO LE STORIE! Sono lì, leggile! Sono lì che smentiscono completamente questa storiella propugnata da Nizzi e da chi gli regge il sacco su un GL Bonelli autore ripetitivo, che "avrebbe sempre scritto la stessa storia", che "non caratterizzava i personaggi". Addirittura, ultimamente è arrivata persino la moda del dire che anche GL.Bonelli faceva fare figure ridicole a Tex in continuazione! Davvero non c'è limite a quanto si può scendere sul piano della decenza, scegliendo di spegnere ogni senso critico pur di poter continuare a ripetere la litania di balle a cui si è affezionati... SEI personaggi sfaccettati? Ecco come ci si riduce per amore, si perde non solo il senso della misura ma pure la capacità di leggere e fare i conti... vuoi che iniziamo a elencarli questi "sei", o preferisci chiudere qui la tua umiliazione? Se vuoi, possa farti invece un altro conto... Sempre al centro della scena (a fare figuracce) come nelle storie di Nolitta e Nizzi. OK, lo capisco, è il Tex con cui hai iniziato e quello che ti piace, senza tante complessità "difficili" o personaggi sfumati o caratterizzati in maniera significativa. Ma ancora, il fatto di amare un autore non ti autorizza a SPARGERE BALLE sugli altri autori Dici che far apparire Tex dopo 41 pagine "non è classico"? Ne "il figlio di Mefisto", Tex appare (a parte due vignette in flashback nel riassunto puntate precedenti) a pagina 94!!! NOVANTAQUATTRO! Altro che 41... Ne "il cacciatore di taglie" Tex appare a pagina 46! (e le pagine precedenti sono passate a mettere in luca "eroica" una famiglia di rapinatori senza scrupoli che muore eroicamente... sparando contro onesti cittadini e soldati) In "Diablero" Tex appare a pagina 35! Ne "il grande intrigo", Tex passa due albi in cella mentre i pards DA SOLI effrontano e sconfiggono un incasione di soldati, e ad un certo punto PASSANO PIÙ DI CENTO PAGINE SENZA VEDERE TEX! Non vado avanti nell'elenco, proseguilo tu se vuoi, ti darà la possibilità di rinfrescarti la memoria su com'era DAVVERO il Tex "classico" Ma no, probabilmente continuerai, come fai da mesi (e non solo tu, purtroppo) a dire che quello di Nizzi è "il tex classico", che Borden riornando ad un Tex più simile a quello di G.L.Bonelli (almeno nelle cose che hai tu stesso elencato) "non è classico", e quindi a dire che le storie che ho citato "non sono classiche"... Certo però che per dire che "il figlio di mefisto" e "la cella della morte" non sono "classiche"... non so, come ci discuti con gente così?
  26. 1 point
    Beh, Valerio, è ovvio che uno scrittore che scrive Tex seguendo un suo schema studiato a tavolino non può piacermi, dato che nove volte su dieci questo porta a una storia dallo sviluppo più che prevedibile e che nel decimo caso trova una conclusione con un avversario che fa fare una figura da piccione al nostro ranger ("Fuga da Anderville", remember?) che non ha capito un accidente della faccenda fino alla fine. Più giallo, dici? Peccato che lo stesso Sergio Bonelli gli avesse consigliato di andarci piano, fino a prova contraria qui si sta scrivendo un fumetto western, gli stilemi gialli possono andare bene una volta su cento. Più humour? Ah certo, quando andava bene con Carson che si divertiva a gigioneggiare con qualche travestimento e quando andava male con lo stesso Carson trattato da vecchietto rimbambito. Il sarcasmo intatto con Nizzi? tenendo fermo che "Tex il Grande" ce l'ho ben presente e non ho bisogno di rileggerlo ti pregherei di andarti a rileggere alcune scene tratte da "Sulle piste del Nord" o "Terra promessa" per rivederti il concetto di sarcasmo secondo GL Bonelli e poi ne riparliamo.
  27. 1 point
    Il Tex di Boselli è… il Tex di Boselli. Si rifà alle storie originali e ci mette del suo, perché è giusto così. A volte vengono fuori belle storie, a volte meno. Ma succedeva anche ai suoi precedessori.
  28. 1 point
    Bo, io non so chi sia questo nuovo forumista... si quella dei piani glielo ho detta anche io. Comunque ci può stare che uno che non segue tanto Tex da decenni possa trovarsi spiazzato di fronte al tuo stile eh... Magari piano piano si abitua e gli piace, chissà.
  29. 1 point
    Personalmente, non credo che il silenzio del Tex maturo sulla sua rapida carriera nell'esercito sia una contraddizione così forte rispetto a quanto presentato in questo albo. Anzitutto, c'è una condizione di fondo: l'intera serie "Tex Willer" è nata per "allargare" le nostre conoscenze sul giovane Tex e quindi, inevitabilmente, per far luce su episodi/incontri con persone che non sempre potranno avere un riscontro nella sua vita successiva. Ma comunque, quanto di ciò che abbiamo vissuto in fase di maturazione ce lo ricordiamo poi consapevolmente e lascia una traccia così netta nella nostra vita successiva? Inoltre, penso che si possa già cogliere dalle anticipazioni sul prossimo numero che questa "carriera" sarà anche alquanto breve (quindi non tanto "memorabile")... E, probabilmente, darà anche modo a Tex di esprimere una crescente diffidenza, se non proprio lontananza, nei confronti dell'esercito e dei suoi metodi predominanti, che saranno caratteristiche più marcate negli anni seguenti (e, in parte, forse motivabili grazie anche a questa avventura). Infine, credo che l'interesse generale di questa serie stia proprio nel vedere Tex che compie una serie di esperienze che lo portano, poco per volta, a maturare, a formarsi una coscienza sempre più strutturata (e non fondata su idee aprioristiche, ma appunto sviluppatesi nel confronto concreto con situazioni e uomini). Che quindi il giovane Tex veda l'arruolamento come un mezzo per allontanarsi dal pericolo di essere catturato (e magari costretto a sparare su persone che, a modo loro, cercano di "fare giustizia"), non mi sembra uno scandalo, ma appunto un ingrediente di una persona in formazione che sta cercando ancora di capire quale dovrà essere la sua vita. In questo momento, è uno "sradicato", che non riesce a risiedere stabilmente in un territorio, né a realizzare delle relazioni interpersonali definitive (e anche i rapporti con alcune ragazze conosciute occasionalmente non mi stupisce né fa scandalo). Come in qualsiasi "romanzo di formazione", non dobbiamo pretendere di vedere tutti i tratti dell'uomo adulto e più coerente (si spera) già minuziosamente esplicitati. Il senso di giustizia di Tex, però, a mio avviso si sta confermando più volte e anche per giudicare il valore dello scontro a fuoco con i Seminoles, credo occorra attendere almeno il prossimo albo. Dalle ultimissime vignette dell'albo, di fatto vien fuori la pressante e comprensibile esigenza di salvare la pelle (sua e dei commilitoni), rispetto ad un pericolo che non può essere affrontato altrimenti, facendo prevalere una sorta di "istinto di sopravvivenza".
  30. 1 point
    Sai, penso che a volte ci si faccia, noi tutti, condizionare dalla data di pubblicazione. Questo Texone è stato scritto e pubblicato nella seconda fase Nizziana, se non sbaglio verso la fine di quello che nella serie regolare era il centinaio dei 400, e quindi si pensa automaticamente a un Nizzi non più spumeggiante come quello precedente. In realtà questa opera è del tutto paragonabile a quelle, splendide, del periodo precedente, sia nella sceneggiatura che nei dialoghi, e fosse stata scritta qualche anno prima ci parrebbe una conferma della forma di quel primo Nizzi. Siccome è scritta dopo dobbiamo cercarne difetti che, probabilmente, non ci sono...
  31. 1 point
    Nuovo episodio della serie "Tex Willer", sempre molto godibile e scritto con un ritmo narrativo per me molto coinvolgente e incalzante. Bella anche la scena iniziale in cui il giovane Tex è coinvolto in una situazione poi destinata a diventare "classica", con una gigantesca rissa nel saloon, ben disegnata e resa da Rubini. Cresce la serie dei personaggi secondari che riescono a mostrare sfumature di comportamento, con ufficiali dell'esercito che non sono tutti sbruffoni ma si dimostrano invece capaci di ragionare (e non a caso, di riconoscere e apprezzare le doti di Tex). Personalmente non trovo questi elementi delle inutili divagazioni, ma un modo per creare un'atmosfera tipica, che si riallaccia a storie che abbiamo imparato ad apprezzare nel personaggio più "maturo" e che non mi sembra stonino affatto, e che ci fanno vedere personaggi più articolati e non delle semplici comparse stereotipate. A mio discutibile avviso, anche i personaggi femminili come Zoe vanno più che bene (e tra l'altro spiegano anche in maniera appropriata e senza forzature come Tex riesca a trovare un appoggio in una cittadina che conosce ben poco, nel momento in cui deve cercare un'occupazione che gli dia da vivere e senza dare troppo nell'occhio). Oltretutto, per un lettore che non osservi con fastidio queste componenti, si crea un'interessante trepidazione nel vedere come un personaggio da poco legato a Tex possa cavarsela (o poi essere tratta d'impiccio da Tex) in un probabile episodio successivo. Insomma, una serie di fili narrativi che poco per volta si dipanano, alcuni in modo più diretto, altri in probabili sviluppi successivi. Se anche c'è qualche analogia con un feuilletton, proprio non stona e fa parte di un modo di scrivere che di certo non è dei più sintetici, ma a mio avviso, coinvolge e diverte. Sui disegni, penso che ci siano solo note positive, anche se forse qualche personaggio può essere reso in maniera non troppo dissimile da qualche precedente comparsa, ma il tratto di Rubini a me piace parecchio.
  32. 1 point
    Incredibile,una volta tanto sono QUASI del tutto d accordo con Diablero...😉😉😉 Il post che scrive Diablero sul mio avatar,per cui mi sento chiamato in causa, è corretto...Nella storia di GLb il buon Drake è un dannato pirata,un marinaio di primo ordine e un ceffo da bettola di mare.la geniale intuizione di GLb è condensare in tale personaggio tali caratteristiche, cui se ne aggiunge però un altra ancora più importante: l rispetto della parola data, caratteristica di Barbanera principale che Nizzi ripresenta FEDELMEMTE E VOLUTAMENTE nella sua storia e che ne fanno probabilmente il motivo principale per cui tale personaggio è rispettato dal lettore, oltre che da Tex. Tex ammira del vecchio pirata anche il coraggio, la capacità di comando e il rispetto misto a paura e ammirazione che riscuote tra i suoi marinai: diavolo, chi di noi non ammira in fondo un Long John Silver... Contesto a Diablero solo la critica che fa a Nizzi: Nizzi lo fa diventare "quasi"buono (copyright di Boselli) non solo per esigenze di trama... ,Barbanera lo diventa "quasi" dopo che Tex rischia letteralmente l'osso del collo per liberarlo da Alcatraz... e il vecchio pirata, che è un uomo di azione e che ammira il coraggio e la fratellanza marinaresca, si affida a Tex e lo tratta per questo da camerata.Se si nota all'inizio della storia Tex lo apostrofa come "gran bastardo"e non di fida...la fiducia tra i due cresce pagina dopo pagina ed è commovente come due ex nemici facciano fronte contro un nemico comune trovando nel finale profondo rispetto,non certo amicizia: due uomini con gli attributi, Tex e Drake...è un virile rispetto quello che li unisce. Detto ciò,sono certo che Borden sia stato combattuto nel ripresentare il vecchio Drake proprio perché è un personaggio non banale e che ormai ha assunto una fisionomia più da alleato che da avversario di Tex...ciò non toglie che Bos tirerà fuori dal cappello il classico coniglio, come ci ha abituato nelle sue storie...pardon, pescecane 🤣 Nizzi ha completato un personaggio maiuscolo
  33. 1 point
    Per la verità, è simpatico già dentro la storia, sia nel dialogo con Kit che in quello con Tex nelle vesti di marinaio in cerca di impiego. Per me, quando li chiama "amici", è già un momento capolavoro. Barbanera è mellifluo, finto, sopra le righe, non che non sia consapevole che quei modi non gli basteranno per accattivarsi i rangers, ma lo fa quasi per scherzo, per gioco, come dici tu, da "simpatica canaglia". Questo significa "tradire" o "banalizzare" il personaggio? Per me no: nel cambiamento del personaggio gioca invece l'elemento che ho già quotato nel mio post e ben rappresentato da @Barbanera: nella storia originaria, il Capitano Drake è un commerciante, con responsabilità di comando (la "solitudine" di cui ben parla @ymalpas), è alle prese con baruffe commerciali con il Capitano Bart oltre che con il grattacapo (lautamente pagato) dell'ostaggio da depositare in qualche isoletta sperduta. Nella storia di Nizzi, invece, il vecchio pirata ha le "unghie spuntate" (cit. @Barbanera ), non ha più responsabilità di comando né è impelagato in questioni di affari; può smettere la sua aria più seriosa e indossare i panni del vecchio filibustiere che sente di poter tornare a respirare libero dopo anni di prigionia (e chissà che anche questo non incida sulla sua rinnovata verve e sull'euforia di cui dà mostra). Sono diverse le circostanze, e a mio parere queste sono sufficienti per mostrarci il lato più simpatico della vecchia canaglia, che non significa affatto "tradirlo" o "banalizzarlo". Siano benedette tutte le banalizzazioni di questo mondo, se poi danno vita a un personaggio così Non lo so, Navajo, la tua mi sembra una presa di posizione un po' dogmatica (senza offesa, pard ). Come ho già detto, il merito principale per un personaggio del genere è di Bonelli. Nizzi, però, cambiando anche le circostanze in cui Drake si trova ad operare (non più capitano con ruoli e responsabilità di governo ma solo un vecchio pirata in procinto di riacquistare la sua libertà), lo rende più simpatico, più "empatico" (sempre @ymalpas), e in buona sostanza gli fa bucare lo schermo quanto e più (IMHO, ovviamente) di quel che aveva fatto Bonelli.
  34. 1 point
    A volte mi chiedo se tu lo faccia apposta o se davvero tu abbia una scarsa comprensione del concetto. Nel secondo caso ti faccio presente che si dice: sospensione dell'incredulità che è l'esatto opposto di quello che hai scritto. La sospensione dell'incredulità è il tacito patto tra autore e lettore /spettatore per cui quest'ultimo si impegna per tutta la durata della lettura/visione a credere che ciò che gli viene narrato avvenga veramente e nei modi in cui viene narrato. Si applica indistintamente a qualsiasi opera anche la più realistica; ai romanzi di Stephen King come a quelli di Giovanni Verga. Se non lo afferri, la narrativa non fa per te, dedicati alla saggistica. La creduloneria, invece, è la predisposizione mentale a credere a qualunque cosa ci venga raccontata per cui la sospensione della creduloneria significa il cessare di essere creduloni e non accettare automaticamente per vero ciò che ci viene narrato ossia esattamente l'opposto della sospensione dell'increddulità. Hai fatto confusione tra incredulità e creduloneria? Volevi fare solo lo spitoso? In ogni caso hai sbagliato il colpo.
  35. 1 point
    Magnifica . Un colpo di genio di GLB il modo in cui i mescaleros riuscivano a non essere più ritrovati dopo i loro attacchi alle diligenze camuffandosi da pastori : metodo con cui riusciranno a ingannare pure Tex e i pards . In pochissimi casi sulla serie un nemico ha dato così tanto filo da torcere al ranger del Texas... e che nemico ! In Lucero ho trovato finalmente un nemico memorabile e più complesso a differenza dei soliti signorotti del paese che hanno davvero stufato . Un indiano cresciuto tra i bianchi in un convento che per vendicarsi di coloro che vogliono trasferire il suo popolo in un altro luogo , decide di compiere razzie e assalti alle diligenze . La complessità e l'originalità del personaggio si notano anche nel finale in cui si pente degli atti da lui commessi . Finale incredibile dove ogni cosa ed ogni traccia fa percepire che la sua morte incombe : a partire dai presagi della madre , la sua ferita e la morte rappresentata nel cielo . Se dovessi trovare un difetto direi che l'azione è ridotta all'osso , difetto che non mi sento di considerare granché dato che la storia si legge tutta d'un fiato data la grandissima tensione . aggiornamento delle mie storie texiane preferite : 1) il figlio di Mefisto 2) il giuramento 3) sulle piste del nord 4) tra due bandiere 5) odio senza fine STORIA : 10 DISEGNI : 8
  36. 1 point
    Dai, il Bos è uno che sbaglia poco.
  37. 1 point
    Ti stai perdendo qualcosa, fidati Passo e chiudo l'OT
  38. 1 point
    Temo di essere diventato ipersensibile non tanto a Nizzi, quanto alle continue punzecchiature nel forum (e recentemente nella chat) dai nizziani. Confesso che Leo ha perfettamente ragione quando dice Io l'avevo letta proprio come uno sberleffo diretto a me (anche perché l'avevo già vista usare così, per questo ho usato il plurale), E anche riguardo a... ...l'avevo interpretato invece come un preciso riferimento alle polemiche sull'ultima storia di Nizzi. Mi rendo conto che non sto postando con serenità, ultimamente leggo il forum aspettandomi il peggio, e non è davvero lo stato d'animo che cercavo tornando a scrivere in un forum di Tex dopo anni. Mi ero ripromesso di non cadere più nelle vecchie polemiche e in provocazioni, e poi ci sono ricascato subito, alla faccia di ogni proponimento... Boh, forse anche stare troppo sul forum per il lockdown, ingigantisce le polemiche. Bisogna che ricominci ad uscire (con la mascherina, ovvio...). E che impari ad evitare le polemiche, che ormai dovrei aver capito che non servono a niente...
  39. 1 point
    Io l'ho trovata lunga ma bella e non l'avrei accorciata nemmeno un po'. Nel mio post dico: " la storia fila che è un piacere, inframmezzando alle sequenze d'azione alcune scene che ho trovato inconsuete ma belle: - la scena del caffé di Carson: prende due tavole intere più una vignetta ed è totalmente inutile ai fini della storia. Oggi si parlerebbe di allungamento di brodo, ma la verità è che scene umoristiche scritte così felicemente sono sempre ben accette tra le pagine del nostro ranger;" Per "inutile" intendevo appunto ai fini della vicenda, ma per il resto si tratta di un alleggerimento come ne abbiamo visti tanti e che io sempre apprezzo. Stavolta mi era parsa inconsueta la lunghezza, e ho voluto rimarcare ciò non celando però il mio deciso apprezzamento. Quando ho scritto "oggi si parlerebbe di allungamento di brodo" intendevo "negli ultimi anni", non mi riferivo certo alla storia dell'ultimo mese. Avevo in mente altre sortite meno felici di Faraci, qualche "allungamento" di Ruju (peraltro gli allungamenti di quest'ultimo li ho sempre apprezzati) ed in generale tutte le volte in cui, in questo forum, si parla di "allungamento di brodo" (espressione letta decine di volte da quando mi sono iscritto ne lontano 2012). Intendevo che oggi si parlerebbe di allungamento non già per l'inframmezzo umoristico ma per la sua durata, e comunque ne ho parlato per confutare la tesi che lo sia. Io ho trovato la storia di Nizzi anomala anche nelle sue prime 40 pagine. Anche il flashback del cercatore d'oro è un po' troppo lungo, una "storia nella storia" che avrebbe potuto tranquillamente asciugarsi senza che la storia ne risentisse. Poi c'è troppo umorismo, che non serve ad alleggerire perché è riportato all'inizio: ciononostante, pur con tutte le loro lungaggini, io ho apprezzato quelle pagine che mi sono sì parse eccessivamente allungate (non si possono minimamente paragonare alle due tavole di questa storia) ma secondo me tradiscono un certo "piacere" di Nizzi per essere tornato a scrivere in Tex, e in questo senso mi è parso di ritrovare un vecchio amico. Capisco però che certe scene possano non piacere. Ciò che contesto a Diablero sono le espressioni "non hai capito", "usi i termini in modo distorto", ecc. Lungi da me però ri-alimentare flame, anzi è davvero l'ultima volta che ne parlo. Diablero a un certo punto scrive: "Io quando uso quella frase... poi me la ritrovo usata in modo caricaturale...volutamente distorto": a parte le parole poco carine (ma vabbe) che vuol dire "me la trovo distorta"? Non vorrei che qui avessi equivocato: io non l'ho attribuita mica a te, era un pensiero solo mio e ho spiegato sopra cosa intendessi. La storia è molto bella. Anche quella precedente (quella dell'assedio di Montales) era soprattutto azione, ma qui c'è una costruzione dei cattivi diversa, che mi ha permesso di apprezzare questa avventura enormemente di più di quella che l'ha preceduta. Cattivi non in gambissima ma con una cattiveria non comune, e che meritano una dura spazzolata per quanto fatto patire nella prima parte a Tiger, in una sequenza drammatica e bellissima. Anch'io ho riconosciuto Romolo Valli, e non un Romolo Valli qualunque, ma proprio il suo personaggio del "Dottore" (come in questa storia) in Giù la testa...
  40. 1 point
    Io nel giudicare un autore , sceneggiatore o disegnatore, faccio un rapporto tra quantità e qualità. Ecco perchè GLB e Galep su Tex sono all'apice della classifica, irragiungibili per tutti.
  41. 1 point
    Letto il Texone e devo dire che stavolta parzialmente dissento da voi, cari pards. La storia è divertente, e in questo senso assolve perfettamente al suo compito. Ma è deboluccia, in verità... fino a pag. 116, è un continuo di pestaggi e sparatorie contro due avventurieri di mezza tacca, Gormann e Chavez, con l'aggravante della gratuità di queste scene: queste violenze sono infatti mirate a sapere qualcosa che in realtà Tex e Carson già conoscono, e cioe che Morrison è il capoccia del paese. Per quale ragione si intestardiscono a sbatacchiare quei due malcapitati, quali informazioni aggiuntive si aspettano di poter carpire? È del tutto evidente che tutta la prima parte, invero eccessivamente dilatata, serve solo per far divertire il lettore con espedienti alla Bud Spencer e Terence Hill, ma la sceneggiatura è poca cosa davvero. Poi, con l'entrata in scena del killer Kevin (ma siamo già abbondantemente oltre la metà dell'albo), la storia entra finalmente nel vivo, con la gustosissima scena della diligenza da voi già ricordata, con l'inganno allo sceriffo prezzolato, con la resa dei conti finale, impreziosita dall'intervento delle quattro cornacchie. Peraltro, tutta la sequenza finale sembra scritta per fare incavolare i detrattori di Nizzi: Tex salvato da quattro vecchietti armati di archibugi, che peraltro hanno la meglio su una banda di tagliagole armati di dinamite. Tex e co. sembravano in una situazione senza uscita, ma Nizzi risolve tutto con un finale affrettatissimo e poco credibile. In sostanza, la storia è divertente ed è supportata dalla maestria dell'autore nei dialoghi e nelle scene umoristiche. È una bella e piacevole lettura domenicale, ma resta una storia oggerrivamente troppo debole, e per me il fatto che sia su un Texone è un'ulteriore aggravante, per ciò che io mi aspetto da questo tipo di pubblicazione.
  42. 1 point
    Chi ha bisogno di una prova delle doti recitative di John Wayne si guardi la sequenza iniziale muta di "Un dollaro d'onore" e la sequenza del ranch in fiamme in"L'uomo che uccise Liberty Valance" e poi ne riparliamo.
  43. 1 point
    Però dai, va bene il post-trauma da nizzate per anni, però adesso non è possibile che se Carson fa fuori SOLO un bandito e mette in fuga l'altro, da solo, venga paragonato a Tiger Jack che sente un rumore, mette la testa fuori tipo "cucù" a dire "sei tu, Tex?" e di becca una botta in testa dal primo scalzacani di paese che gli era arrivato a un metro senza farsi sentire... In un fumetto, in generale, c'è una "scala di intensità della piccionaggine": , l'eroe può avere un piccolo momento di debolezza, può magari fare un errore, aumentando la piccionaggine può causare danni di cui si dovrebbe pentire, aumentandola ancora diventa un fallito, aumentandola ancora diventa ridicolo, aumentandola ancora si arriva alla nizzata, l'eroe è sempre ridicolo e ed è beffato da tutti per decenni. Sentire paragonare ogni situazione in cui un eroe non stravinca tutto alle "nizzate" mi fa la stessa impressione del sentire chiamare "un immane catastrofe per tutta l'umanità" un gol sbagliato in una partita di calcio... Sull'evasione, Rauch "bara" un po': non fa mai vedere esattamente DOVE si erano appostati i banditi, a che distanza dal penitenziario, però mi pare strano che sia stato costruito vicinissimo ad una comoda postazione su una collina per sparare ai soldati da breve distanza. A parte questo momento che mette a dura prova la sospensione dell'incredulità, per me la storia fila lisca, almeno per adesso. Ho apprezzato la maniera in cui Rauch è riuscito a spiegare le cose tre volte (il fatto che il galeotto ha probabilmente un tesoretto nascosto) utilizzando dialoghi abbastanza "naturali" senza spiegoni.. Non ho letto molte storie di Rauch su Zagor, testata che compro ormai molto saltuariamente (anzi, credo di averne letto non più di un paio), e quelle poche non mi avevano impressionato favorevolmente, erano storie in cui Zagor e Cico andavano là, combattevano contro un mostro, poi andavano qui, e lo facevano di nuovo, e così via per un bel po' di pagine, sembravano allungamenti del brodo (non arrivava comunque all'infimo livello delle pagine e pagine di "bang bang zip zip vecchio cammello satanasso mangiamo patatine" di Faraci, questo bisogna dirlo) Qui, almeno nel primo albo, se è vero che ancora vedo gente andare qua e là per tutto l'albo, non c'è quell'impressione. Si prende i suoi tempi, fa "respirare" la storia, con le giuste pause fra un accelerazione e l'altra. Il voto per adesso è in sospeso in attesa della conclusione, ma il primo albo mi fa sperare bene.
  44. 1 point
    secondo me era meglio. Ignorare, dico. Oggi ci affidiamo agli esperti di non so cosa per film, musica, libri e perdiamo il nostro gusto di sorprenderci o no quando compriamo una storia a fumetti. Certamente la recensione può indirizzarti, farti capire se quel tipo di prodotto rientrerà nei tuoi gusti, ma alla fine il critico deve riempire le pagine, lo pagano per questo, qualcosa deve dì... non può uscirsene con "è bello, o è brutto", alle volte non li invidio. Ma certamente, in alcuni casi, sono ridicoli. A me piace leggere prima l'opera e poi la recensione. Mi faccio un giudizio sull'opera e dalla recensione posso ricavare qualche spunto interessante da condividere o meno e anche qualche argomento ridicolo -come quelli di comix archi e ad esempio- che mi mette di buon umore. Quindi viva le recensioni (se non sono pallose )
  45. 1 point
    A me pare evidente che il tizio in questione non abbia considerato il fatto che la ragazza è uno spettro e la vedono solo ì lettori ma non i banditi, che, infatti, non interagiscono mai con lei. Diciamo che Mignacco "inganna" i lettori ma non poteva fare diversamente, se voleva preservare il colpo di scena finale.
  46. 1 point
    Sono proprio questi aspetti, che tu qui descrivi benissimo, a farmi prediligere una storia sulla guerra civile (Fuga da Anderville) da un'altra storia sulla guerra civile (Tra due bandiere): in entrambe i due autori hanno voluto affrontare il tema della guerra, ma uno ha centrato l'obiettivo, e ha posto la guerra al centro della storia, l'altro ha scritto semplicemente una storia di Tex, con la guerra civile come sfondo. Due modi diversi di affrontare la guerra, due scelte, con la prima che IMHO è più felice della seconda. Non sei cervellotico e ti sei spiegato benissimo. Il rischio di sconfinare e di confrontare i due autori dietro le due storie c'è, eccome, ma stavolta stiamo solo confrontando le due storie...
  47. 1 point
    L'ho letta a spizzichi e bocconi durante la settimana, nel quarto d'ora che il sonno mi concede tra quando vado a letto e quando decide di ghermirmi portandomi nell'incoscienza . Nonostante questo (che credo qualche volta incida sulla mia valutazione complessiva di una storia di Tex), la storia è talmente fluida che è come se l'avessi letta in un colpo solo, e la sensazione che mi ha lasciato la riassumo in una parola: POESIA. Questo Texone è una raffinata, delicata e bellissima poesia. Poesia cupa e tragica nel personaggio di Kevin, assassino psicopatico angariato da piccolo per il quale si può provare, nonostante tutto, compassione e comprensione, poesia delicata, malinconica e bellissima, incarnata dalle giovani donne in viaggio verso l'Oregon. Mi fanno "malinconia", queste ragazze, costrette dalla solitudine e dal sogno di un amore improbabile ad abbandonare i propri luoghi natii alla ricerca di un luogo in cui possano essere accettate e non sentirsi sole. Ma, al contempo, oltre che "malinconiche" sono anche combattive, civettuole, divertenti, presentano insomma tutte le sfaccettature che le rendono VERE, autentiche (qualità questa che credo sia il massimo per un personaggio di fantasia). In questo, ammetto che il sonno ottenebrante e la tarda ora delle mie letture in qualche modo hanno inciso sulla mia (dis)attenzione, ma per fortuna ci ha pensato Ymalpas a riassumere, corredando con vignette, i tratti salienti di questi splendidi personaggi in gonnella, e ciò mi ha consentito di apprezzarle (anche andando a rileggere) più di quanto già non avessi fatto al momento della lettura. Grazie Ym, efficace come sempre. Cito anche lo straordinario commento di Jack65 (molto bello) e mi dico d'accordo con West10 sul ruolo in cui spesso viene relegato Carson (Tex gli deve sempre spiegare tutto: è insopportabile) e su quanto invece gli fa fare qui Manfredi: in definitiva, è con il suo intervento che la storia comincia, perchè fosse per Tex le ragazze avrebbero continuato tranquillamente da sole. Questa scena, contrariamente a quanto detto da Ymalpas, mi è invece piaciuta molto, e anch'io reputo soddisfacente, come Paco, la spiegazione data da Emma: Tex è una persona seria, la responsabilità è grande, e le persone serie ci pensano, prima di assumersi una responsabilità così onerosa. E infati sta tutta qui l'esitazione di Tex, assolutamente condivisibile, a mio parere. Tex si è sempre assunto le sue responsabilità, ma stavolta sa che il compito che lo aspetta è più arduo del solido: non si tratta solo di combattere pendagli da forca, senza fare in definitiva troppa attenzione su chi vive e chi muore, qui ci si deve assumere il carico di persone che non sanno cosa sia il West, e quali ostacoli e avversit? un viaggio del genere possa comportare: ed è un viaggio che lui non può permettersi di fare, perchè non ne ha il tempo, perchè deve fermare un pericoloso assassino. Sottolineo, infine, oltre ai disegni che IMHO sono bellissimi, la bellezza delle battute (chi ha detto che non ce ne sono??): ne cito tre a mio parere riuscitissime, che ricordo sempre con piacere:p.65: quando Tex si lamenta con Carson per la bella pensata di scortare le donne, Carson si giustifica dicendo che la pioggia non cambiava le cose. E quando Tex gli dice: "reumatismi, eh?", Carson gli risponde, acido e con la faccia truce: "sei tu quello che si sta lamentando, o sbaglio?" Una volta tanto, non è il Vecchio Cammello a lamentarsi, e Tex è costretto ad abbozzare :Dp.168: Tex sfotte Carson dicendo che le donne a lui danno retta per i suoi capelli bianchi, e dunque per rispetto dell'età, e Carson gli risponde: "Tutta invidia! Non è l'età ma il fascino" (grande Carson, 2 a 0 e palla al centro, ed è vero che, rispetto a quel misogino di Tex, Carson con le donne ci sa fare...)p.163: Tex medica Emma e le dice che spera che non resti il segno. E lei risponde: "Io spero di sè. Sarebbe un bel ricordo". Tutto molto bello. Storia che si farà ricordare per l'originalità, la bellezza e la poesia. PS non sono d'accordo con Manfredi sulle ragioni della sua mancata partecipazione al forum: con Boselli ci tratteniamo dal criticare? No, e lui ci risponde per le rime, difendendo il suo lavoro. Il confronto è sempre importante, basta sapersi porre.
  48. 1 point
    Altra grande storia di Boselli con tutti gli elementi cui questo autore ci ha abituato nel corso degli anni: una moltitudine di personaggi dalle storie complesse, pathos, epica, uno splendido comprimario in bianco e nero (come Ray Clemmons, o Shane 'O Donnell) nella figura di Glenn Corbett. Quoto ElGringo89 per il rimando al "Deserto dei Tartari", cui pure io avevo pensato, data l'atmosfera satura di tensione per una minaccia che in realtà, almeno all'inizio, non si palesa mai (salvo che sotto forma di sparute squadre di Comanche). Minaccia che non ci si aspetta solo dai Comanche, ma anche dalle azioni che potrebbero essere poste in essere dai membri della Chain Gang, che divengono quindi altro elemento di tensione nella tensione, e rendono la storia avvincente fino alla fine. E', infine, una storia che ha un sapore fortissimo di WEST, per ambientazione, temi, personaggi, e per i soliti, grandi, rimpianti, disegni di quell'artista straordinario che è stato Marcello. Grazie ancora all'accoppiata Boselli-Marcello per questi capolavori.
  49. 1 point
    Questa storia io l'ho trovata carina e mi dispiace che non potr? essere pubblicata con la collezione storica a colori. Ci tenevo. Ricordo però che mentre la leggevo ho come avuto la sensazione che la storia avesse un ritmo eccessivamente veloce. Il primo albo era ben congegnato. Ok, sia noi che Tex conoscevamo il "modus operandi" della Tigre Nera e un p? di ripetizione in qualche passaggio poteva anche starci nel secondo però, lo ripeto, ho avuto la sensazione che la storia andasse troppo veloce. Tex ha trovato troppo in fretta la valle del fiore rosso, la Tigre Nera ha saputo subito che Tex è sopravvissuto alla caduta in mare (vedere un p? di inquietudine nel Tigrone per avere qualche notizia in proposito secondo me avrebbe aiutato la storia), inoltre gli altri affiliati alla setta sono stati messi da parte immediatamente: non se ne parla neanche nel secondo volume. Spettacolare invece lo scontro epico tra la Tigre Nera e Tex a suon di sciabole, i dialoghi durante il duello, l'inseguimento, la lotta sulla rupe. Quello si che è il Tex che mi è sempre piaciuto e che mi piacerebbe rivedere più spesso. Il vederlo appeso alla rupe non mi è dispiaciuto, anzi ha reso più drammatica ed emotiva la scena. In quel momento ho pensato "Accidenti e ora Tex come fa?". Sono quelle le sensazioni che mi piacciono delle sue storie. Non un Tex scontato, troppo forte da farlo sembrare noioso, ma uno che sa sorprendere anche nei momenti di umana difficolt? senza diventare banale.
  50. 1 point
    E con grande piacere che ti porgo i complimenti per la recensione, caro Paco!Penso tu abbia colto il succo di questa storia memorabile, cui - come il mio nome dimostra inequivocabilmente - sono legatissimo. E' forse uno dei rarissimi casi di storia bonelliana in cui Tex non è il vero protagonista: qu? pare - come nella successiva 'Apache Kid' - spettatore, più che motore, degli eventi. E' un Tex che, anzi, capisce molto poco di ciò che accade: addirittura non comprende, se non al termine dell'avventura, che Lucero e Don Fabio Esqueda sono la stessa persona. E mai conoscer? i veri progetti di Lucero, i sogni di libertà del mescalero-illuminista, il sincero anelito di riscatto per un popolo - quello dei nativi - condannato dalla Storia alla sconfitta, alla sottomissione ad un mondo - quello dei bianchi - estraneo e corruttore. Neppure l'immagine di Lucero è a conoscenza dei pards: un nemico sognatore, che ha scelto il male per trovare il bene, che non può non sottrarsi alla punizione di Tex, privilegio di pochissimi, seppure non a quella del Destino. Tutta la storia è pervasa da quel senso di fatalit? che è tipico della Tragedia Greca : ciò che deve accadere non può non accadere: mai come in questa storia è chiara, sin dall'inizio, la sorte di un personaggio, che corre verso la morte: ma la suspence è tutta nel capire, nell'immaginare, come sarà la sua morte: riuscir? Tex a carpire anche solo un frammento della grandezza di Lucero? No, ed è una Sconfitta per Tex e i nostri pards, altro che Ruby Scott !Per chi è appassionato di letteratura, vorrei ricordare un personaggio che presenta una forte similitudine con il nostro Apache: la Monaca di Monza de 'I Promessi Sposi' di Manzoni. Due destini condannati, due scelte di peccato, due lotte impari. Capolavoro inarrivabile, senza se e senza ma.
×
×
  • Create New...

Important Information

Terms of Use - Privacy Policy - We have placed cookies on your device to help make this website better. You can adjust your cookie settings, otherwise we'll assume you're okay to continue.