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  1. 5 points
    Carlo, però qui stai facendo un gran calderone di cose molto diverse. La cosa davvero "bella" dell'uso degli incontri fra supereroi nei primi albi Marvel era proprio il fatto che NON ERANO crossover. il tipico "cross-over" come viene fatto in Bonelli (albo speciale con i due protagonisti, di solito descritti totalmente ingessati e con la sc**a in c**o per non offendere i lettori abituali, impegnati in trame banalotte in cui la maggiore difficoltà è pesare con il bilancino il loro contributo - e questa descrizione per me calza perfettamente ai Dylan Dog - Martin Mystere e successivi) è molto più "vecchio", e nasce negli anni 30 con i primi incontri della Justice Society, credo. E, come i crossover Bonelli, erano meri stunt pubblicitari, ignorati nelle continuity dei rispettivi albi. La Marvel lanciò qualcosa di diverso: l'incontro casuale, di passaggio. Doctor Strange o Devil che fanno una capatina in un avventura dei fantastici quattro, senza fare un vero e proprio crossover, ma per dare l'impressione di un mondo in cui tutti i personaggi vivono. E soprattutto... usare quei "cameo" dandogli un senso nella trama! Per esempio nei primi Uomo Ragno, l'uso della Torcia umana serve proprio come "confronto" la superstar giovane esponente di una famiglia di supereroi, amato dalle ragazze e pieno di soldi, con Peter che deve nascondere i suoi poteri. Non esiste e non può esistere un corrispettivo Bonelli (con l'eccezione forse di possibili comparsate di Legs in Nathan Never e viceversa) perchè i personaggi Bonelli NON fanno parte di un unico universo (puoi fare tutti i crossover che vuoi e puoi sgolarti quanto di pare a dichiararlo in piazza a Lucca, ma la cosa è EVIDENTE: gli universi che abitano hanno toni, stili, caratteristiche totalmente diversi. Non sono tutti disegnati da Jack Kirby, non hanno le stesse leggi che regolano non solo il sovrannaturale, ma nemmeno il karma e la giustizia. Metterli POI, a POSTERIORI, in uno stesso universo è una FORZATURA più che evidente. E infatti quando li metti insieme, si nota subito...) E quel che è peggio, le motivazioni attuali di quasi tutti i crossover Bonelli sono legate ad un concetto che ha già ucciso il fumetto supereroistico Marvel e DC: L'EVENTO. Quando una serie TV getta al vento ogni logica, ogni straccio di dignità, e chiede solo di essere chiusa prima di sputtanarsi al punto di far dimenticare ciò che di buono aveva in precedenza, si dice che "ha saltato lo squalo" (citazione da una precisa puntata di Happy Days). La politica editoriale di Marvel e DC, da decenni ormai, prevede espressamente di far saltare lo squalo ad ogni testata il più spesso possibile, per poterlo annunciare prima (tipo gli articoli di giornale prima di DD 399, ma anche negli USA prima della morte di superman). Questa non è la prosecuzione dell'approccio di Lee e Kirtby: ne è l'assoluta negazione. Invece di COSTRUIRE un universo fatto da storie, di DECOSTRUISCONO le storie impedendo qualunque sviluppo razionale, per piazzare assurdi "eventi" spacca-universo. Questa politica negli USA è stata adottata perchè a breve termine faceva aumentare gli incassi, e all'epoca a dirigere la Marvel c'erano veri e propri squali che volevano letteralmente prendere i soldi e scappare (infatti è scappato ed è tutt'ora ricercato). Quanto venderebbe il prossimo numero di Tex se si annunciasse prima che in quel numero Tex bacia kit Carson? E se nel numero successivo Kit Willer muore, ucciso da Tiger? E se nel numero successivo si scopre che Tiger in realtà è un robot di Hellingen, messo lì per aiutare Mefisto? Se nel numero successivo si scoprisse che Kit Carson in realtà è il suo clone, e il vero Carson è ancora prigioniero di Mefisto dai tempi della Gola della Morte? E se dal numero successivo si cominciasse a smontare tutto, facendo tornare il vero Carson che si è sostituito al suo clone per ingannare mefisto fingendosi un clone? E se si prendesse il vero Tiger Jack da un universo alternativo, che ha le memorie di un Tiger Jack che ha vissuto davvero quelle avventure? Se si scoprisse che kit Willer non è morto ma è tornato indietro nel tempo a trent'anni prima, ma ha ucciso per sbaglio Coffin e ha cambiato tutta la storia futura? E questo mese dopo mese, numero dopo numero, OGNI MESE, per trent'anni, ogni volta pubblicizzandolo prima sui giornali? l'effetto è che ogni volta ha sempre meno effetto, e i lettori si stufano,e se ne vanno. A quel punto non hai scampo. Ti comprano solo quelli che vanno in cerca di quei "colpi di scena" ridicoli, i lettori che tenevano al personaggio sono spariti. Se continui, vai incontro al calo continuo e inarrestabile delle vendite. Se smetti, fallisci il mese dopo (perchè i vecchi lettori se ne sono già andati e ti servono gli eventi continui per sopravvivere). Così i fumetti Marvel e DC hanno saltato lo squalo, centinaia di volte, piroettando con un intero branco di squali per decenni, perdendo qualunque senso e logica, e perdendo quasi tutti i lettori. Attualmente sono due case editrici che sono morti che camminano, con vendite ridicole rispetto a quelle che avevano prima che prendessero quella piega, che sarebbero state già chiuse da tempo se non avessero ancora i guadagni da film e telefilm. Hanno elevato "l'EVENTO" come stella polare che li guida, abbandonando la caratterizzazione, la coerenza, e qualunque buon senso, oggi sono buoni solo come ottimi esempi di come NON si fanno fumetti! E l'attuale dirigenza Bonelli ne è innamorata, sembrano tutti far parte del manipolo di "infoiati sAgaioli" che adora tutti questi ripetuti salti di squali, e sembrano quasi vergognarsi di essere legati a fumetti che hanno una storia di trame coerenti e sviluppi sensati... è chiarissimo che vorrebbero tantissimo essere la Marvel (li immagino singhiozzare di fronte a Tex, che vende 170.000 copie, chiedendosi "ma perchè invece di questo vecchiume noi non pubblichiamo Batman?" (che venderà 3.000 copie a dir molto in Italia) Il problema non è far sposare Dylan Dog. il problema è "lo fai perchè è una cosa sensata, coerente con lo sviluppo del personaggio, o lo fai perchè è un EVENTO e se lo fai ci saranno gli articoli su repubblica, la gente ne parlerà un sacco, ed è una bellissima maniera di vendere fumetti, così diventiamo fighi come la Marvel?" Credo che tutti sappiamo la risposta, no?
  2. 4 points
    Finalmente, ho letto TEX L'INESORABILE. Non nell'assurda e inutile "Edizione Limited", ma nel bellissimo volume cartonato che riproduce le tavole a grandezza naturale, su ottima carta. (insomma, uguale alla limited, solo che costa la metà, perchè non è limited. Anche meno visto che si trova facilmente scontata nei negozi online a meno di 30 euro. E visto che limited non è davvero limited perchè continuano a farne (cioè, ogni limited è limited, ma il numero di edizioni limited è unlimited...), non fatevi fregare e comprate questa). Non dirò assolutamente nulla della trama per chi vuole aspettare febbraio (ma davvero, l'edizione è bellissima, io vi consiglio di comprarla, avrei consigliato di comprarla anche se fosse uscita dopo il brossurato), solo che mi ha meravigliato, sapendo la sua storia travagliata (e il fatto che la storia finale non è quella che aveva in mente borden all'inizio) il vedere come tutto si "lega" benissimo. Avevo letto o visto tempo fa una descrizione in cui si diceva esattamente a che pagina si era fermato ogni volta Villa, ma non ricordo più dov'era: se qualcuno se lo ricorda o comunque c'è un articolo in giro che ne parla anche se non è quello che avevo visto io, mi date il link? Vorrei andare a vedere i vari punti dove sono passati anni fra una tavola e la successiva, per vedere se così noto lo stacco... Parlo invece del volume come "oggetto": confesso che ho tremato fino all'ultimo. Non conto più ormai le volte in cui ho comprato qualche "lussuoso" volume dalla Bonelli e mi sono trovato con riproduzioni di qualità vergognosa (il volume di Ticci pixellato come se l'avessero ingrandito da fotocopie grandi come un Alan Ford... di fiducia nelle capacità "tecniche" della Bonelli da questo punto di vista non ne ho più, sono passati da essere una casa editrice che faceva edizioni di incredibile qualità anche su edizioni economiche da edicola, a "quelli che non sono manco capaci di fare lo scanning delle tavole"). Ora, la mia vista non è più quella di una volta (mi tocca portare gli occhiali per leggere! Li odio, li dimentico sempre dappertutto...) e quindi piccole magagne che un tempo avrei notato oggi mi sfuggono, quindi non posso garantirvi che la stampa sia davvero perfetta al 100%... ma in volumi passati, le magagne riuscivo a vederle anche con la mia vista in calo, e qui invece non ne vedo. Quindi, anche se ce ne sono, almeno sono meno visibili! Quindi, con il caveat come dicevo che la mia vista non è più quella di una volta... ai miei occhi questa è LA MIGLIORE EDIZIONE CHE ABBIANO MAI FATTO DI UN TEXONE! (e in generale, di una storia a fumetti italiana). E dico in generale, mica solo la Bonelli! (è migliore per me dell'edizione di Alessandro Editore del Texone di Magnus, fatta su carta per me sbagliata). Se la Bonelli vuole davvero spillarmi un sacco di soldi, invece di fare insulse variant limited che non mi fanno nè caldo nè freddo, potrebbe farmi altre edizioni come queste dei Texoni passati, gliele compro tutte! (gli passo un idea: un edizione così degli originali ancora a matita del Texone di Zaniboni: ci penso da quando ho saputo che gli originali non sono mai stati chinati...). la carta non è lucida e pesante come quelle pacchiane "edizioni da siuri" che vogliono spacciarci come di qualità, e quindi il volume risulta facilmente maneggevole nonostante il numero di pagine, non ci sono riflessi o sbavature, e nonostante le dimensioni (38 x 28 cm, praticamente il doppio di un normale Texone) si legge tranquillamente tenendolo in mano. Un edizione simile, a quel prezzo, per me è regalata (ovviamente non in senso assoluto, ma un edizione simile un altro editore te la fa pagare tranquillamente 60 euro...) E facendo queste considerazioni, mi convinco sempre di più che i boss attuali della Bonelli abbiano un incredibile talento.. nel riuscire a far arrabbiare la gente, anche quando sembrerebbe impossibile riuscirci... Pensateci. è USCITO FINALMENTE IL TEXONE DI VILLA. Quante volte abbiamo dubitato di riuscire mai a vederlo? E questa edizione è bellissima, sarebbe andata a ruba anche se la pubblicavano dopo! Pensate a quante iniziative promozionali si sarebbero potute far sul Texone di Villa: mostre, incontri.firmacopie, filmati, recensioni a tappeto... ma no, non si può fare. È uscito il Texone di Villa, ma persino in un forum di Tex come questo NON NE POSSIAMO PARLARE. Per colpa della Bonelli che ha posticipato l'edizione economica. Quindi... niente lancio in grande stile (che adesso sarebbe anche sprecato, solo gli appassionati spendono 35 euro, non becchi i curiosi che avresti beccato facendo il lancio con l'edizione economica in edicola). E quando uscirà l'economica a Febbraio... sarà già una "notizia vecchia". Si è rinunciato a questo lancio per cosa? Per una manovra speculativa di basso profilo che per me... davvero, più ci penso, e più mi pare semplicemente STUPIDA.. Se qualcuno voleva comprarsi questa edizione se la comprava anche se aveva già l'economica (è più probabile che non compri l'economica avendo già questa, quindi le copie vendute calano grazie a questa speculazione...). La Limited a Lucca per speculare potevano farla lo stesso, di cosa avevano paura, di finirla in tre ore invece che in due ore? Ma ammettiamo pure che esistano, da qualche parte, lettori che non avrebbero comprato questa edizione, e che la compreranno solo perché non riescono a resistere fino a Febbraio... la Bonelli ci guadagna... cosa? una differenza di prezzo di 30 euro a copia che tolte le percentuali del distributore e dei librai diventano meno di 15 euro? Meno di quello che prendono vendendo 8 albi regolari? E per questo FANNO INCA**ARE questi lettori? Perché e ovvio che se "costringi" qualcuno a spende per qualcosa che non avrebbe preso... poi non ti vorrà molto bene, no? E per me, ripeto, questi lettori saranno pochissimi. In compenso fai inca**are PURE TUTTI GLI ALTRI, tutti quelli che devono attendere febbraio. Ma ci pensate a che razza di capolavoro di MARKETING ALLA ROVESCIA stiamo assistendo? Questi ci stanno dando una storia di Tex disegnata da Claudio Villa, in (1) un edizione bellissima ad un prezzo, ripeto, davvero stracciato per questo tipo di edizioni, e (2) un edizione regolare ad un prezzo ancora più stracciato. Bastava che si fossero limitati a pubblicarle. Roba da fargli un monumento, e di far festa. Ma no, questi rinunciano alla festa, e architettano un piano davvero machiavellico (secondo loro, immagino) per "fregare" pochi spicci a chi non sa resistere ad un attesa inutile e artificiale che hanno imposto per specularci su, e per vendere un inutile "variant" che, come si è visto, nonostante fosse inutile se volevano potevano venderla ad esaurimento lo stesso. Davvero, sono quasi ammirato. Simili geni del marketing sarebbe capaci di farsi odiare da tutti anche se ci regalassero il filtro dell'eterna giovinezza. Ci vuole davvero talento, mica tutti ne sarebbero capaci...
  3. 4 points
    Tutto è cambiato? Sì, e un sacco di volte in questi settant'anni! Il signore massimo del cambiamento, quello che ha cambiato Tex più di tutti, che ha cambiato più volte persino il tipo di storie che si raccontavano, l'unico finora che ha fatto una vera e propria ret-con del passato del personaggio è... Gian Luigi Bonelli! il suo Tex non è mai stato fermo un attimo! Prima era un fuorilegge, poi un ranger IN INCOGNITO (questa spesso molti se la dimenticano, che Tex era noto come fuorilegge anche quando lavorava da tempo per i ranger), poi si sposa, poi abbandona i ranger e rimane vedovo e diventa di nuovo un giustiziere solitario (anche se gira con un indiano, Tiger, esattamente come... Lone Ranger, il cavaliere solitario. Evidentemente c'è proprio il vizio di non contare gli indiani, sono omaggio...), poi si scopre che ha un figlio, poi passano più di dieci anni fra una vignetta e l'altra (!!!!), (vi immaginate cosa sarebbe successo se ci fosse stato internet allora?), poi la struttura della serie diventa "tex con il figlio", poi quando sembrava che Kit avrebbe avuto una testata sua "Tex con Tiger", poi diventa "Tex con Carson" (anche qui... quanti, non leggendo da anni le vecchie avventure, o non rendendosi conto che ogni albo di Tex Gigante copriva in realtà 4 mesi di storie a strisce, non si rendono conto di quanto la "classica" coppia Tex - Carson sia arrivata tardissimo nel corso della serie, tanto che in realtà Carson è stato l'ultimo dei 4 pard a diventare davvero coprotagonista delle storie? Anche per Questo Kit Willer si chiama così,. all'epoca Carson appariva tanto di rado nelle storie che non c'erano problemi di omonimia...) "Vabbè, Diablero, va bene, all'inizio Tex cambiava un sacco da un avventura all'altra, ma erano i primi tempi, poi si è stabilizzato". A parte che l'effettiva "stabilizzazione" sul canone "classico" arriva dopo oltre 10 anni di storie (alla faccia del "periodo iniziale"), non sono state fatte altre modifiche dopo? Dici? E quando, vent'anni dopo, G.L.Bonelli cambia il passato del personaggio facendogli fare due volte la guerra di secessione? (per me semplicemente se l'era scordato, ma è stata la principale ret-con di tutta la serie di Tex). Quando viene introdotta la fascia di Wampum? Quando viene introdotto "il tesoro dei Navajos" per spiegare la ricchezza di Tex? (anni 70, eh, alla faccia del fatto che G.L. Bonelli non si rendesse conto che i lettori volevano più "realismo" e si chiedevano come faceva Tex ad avere tanti soldi...). Quando Dinamite scompare così, fra una storia e l'altra, dopo vent'anni di storie, senza alcuna spiegazione? "va bene, modifiche al personaggio di Tex, ma non è che da un albo all'altro cambiasse la maniera di raccontare le storie, non è che si passa dai gonnelloni al nudo integrale" Ah no? li hai mai letti gli albi non censurati? Hai fatto il confronto con i castigatissimi albi censurati? Davvero non c'era già stato un cambiamento in Tex per "adeguarlo ai tempi"? (all'epoca, per renderlo più bacchettone, baciapile e sessuofobo, oggi il contrario, oggi si torna di più al Tex originale non censurato da Sergio Bonelli) E il tipo di narrazione? Davvero non hai visto cambiamenti dai primissimi albi tutta azione con una sparatoria ogni 10 pagine (anche perchè un albo durava solo 32 strisce, meno di 11 pagine...), e quelli post-100 dove una singola conversazione poteva durare più di 11 pagine? "ma adesso si vedono cose che in Tex non si eranbo mai viste!" Come gli alieni? (numero 56), come qualcuno che batte Tex a duello? (numero 99), come un albo intero dove Tex non si vede per oltre 90 pagine, dedicate a riti infernali e a visioni di entità malefiche? (Il figlio di Mefisto), come nemici che si pentono e muoiono prima che Tex li raggiunga (una campana per lucero), come gangsters che vengono lasciati andare da Tex senza punizione a parte una "multa" per non compromettere il figlio (degenere) di qualcuno? (l'ultimo poker). Come storie ambientate in polinesia? (il tiranno dell'isola), come storie dove il protagonista è un cavallo? (silver star), come storie dove Tex aiuta dei criminali ricercati a sfuggire alla legge? (il cacciatore di taglie), come storie dove Tex si limita a fare da agente ad un vendicatore sovrannaturale, e non è lui a fare giustizia? (la Dama di picche) O storie dove Tex ordina a qualcuno, a distanza di assassinare a sangue freddo una persona e di far sparire il corpo? (il giuramento) NESSUNO ha mai cambiato Tex più volte di G.L. Bonelli Quello che è successo poi (e che è comunque un processo abbastanza naturale, che accade a tutti i personaggi una volta morti o ritirati i loro creatori, vedi anche i Paperi di Barks) è che il personaggio rimane "congelato" per decenni, nella situazione in cui il suo creatore l'ha abbandonato. anche se magari per il suo creatore quella non era per niente una situazione "stabile" ma l'avrebbe stravolto di nuovo di lì a poco... quindi il primo grande "snaturamento" di Tex è che ha smesso, negli anni 80, di essere una serie "viva", e si è congelata in un tipo di storie fisso e immutabile. PEGGIO ANCORA, a gestire questo "congelamento" c'era Sergio Bonelli, grande autore in proprio, ma che Tex... non l'ha mai capito, nè amato. A lui piacevano eroi fallibili, che facevano sbagli, si facevano fregare facilmente, erano tormentati dai propri errori... e vedeva Tex come uno "sbirro", abbastanza antipatico (come era antipatico a lui, suppongo) Quindi il "congelamento" non è avvenuto davvero sul Tex di G.L. Bonelli "finale", ma su una sua versione caricaturale: lo "sbirro ottuso che si fa fregare dal primo che passa, gira con le manette e dice che a lui non gliene frega nulla delle ragioni dei criminali, lui fa solo il suo lavoro" (controntare con il comportamento del Tex di G.L. Bonelli in "il cacciatore di taglie"). Oppure il "Tex che fallisce sempre, suda goccioloni che pare Paperino, fa morire tutti quanti e torna a casa con la coda fra le gambe" del Segno di Cruzado. Negli anni 80 invece dei tantissimi,continui cambiamenti di G.L. Bonelli, abbiamo un unico, ENORME stravolgimento del personaggio, che davvero... NON È PIÙ TEX. Non agisce come Tex, non parla come Tex, diventa pieno di dubbi, fa un sacco di sbagli, provoca più danni di quelli che risolve, chi si fida di lui va a finire male, etc. Non so, davvero, come hanno fatto tanti lettori a non accorgersene. io non avevo ancora vent'anni e il fatto che a scrivere fosse qualcun altro, e che questo qualcuno stesse scrivendo avventure di qualcuno che non era Tex, mi era chiarissimo. Mi incavolai tanto che quello fu il periodo in cui smisi di leggere Tex più volte (cioè, fu l'unico periodo della mia vita in cui smisi di COMPRARE Tex, e lo feci più volte, ad ogni storia-pacco con un Tex imbelle, ma ogni volta dopo un po' cedevo e tornavo a comprarlo. Rimanendo di nuovo deluso. Arriva a salvare Tex un barlume di speranza, un nuovo autore che riesce, DI NUOVO, a darci un Tex ottimista, sarcastico, intelligente, e avventure che appassionano invece di deprimere. Claudio Nizzi. Certo, è un "giallista", le storie diventano mere investigazioni. Praticamente spariscono tutti gli elementi sovrannaturali, si diradano un sacco le storie indiane, sono tutte "indagini", e Kit Willer (non amato da Nizzi) scompare per anni ed anni fra un apparizione e l'altra (e quando appare fa la parte della donzella in pericolo). Ma anche un Tex "ridotto" a questo modo, sul momento... è molto meglio dell'alternativa (il Tex deprimenti di Sergio Bonelli. Sono tutte e due grossi stravolgimenti di Tex, ma almeno Nizzi fa storie appassionanti...) Si scoprirà anni dopo che Nizzi doveva combattere continuamente con Sergio Bonelli che gli bocciava un sacco di storie e lo spingeva a fare solo quelle piu banali (quindi non è chiaro quanto della sovrabbondanza di "indagini" sia davvero da imputarsi a Nizzi e quanta a Sergio Bonelli), che c'erano 2-3 lettori "nolittiani" che scrivevano per lamentarsi ogni volta che Tex faceva una battuta o picchiava un criminale perchè "quello non è Tex, non piange!", e Sergio Bonelli le usava per dire con Nizzi che doveva ridurre quelle cose, che Tex non doveva vincere troppo, non poteva avere la meglio su più di un avversario, non doveva per forza salvare tutti, che doveva essere più triste, depresso, etc. Non sto qui a fare tutta la storia (che molti nel forum conoscono già benissimo) di come Nizzi ebbe una vera e propria crisi, un crollo psicologico che gli impedì di scrivere per più di un anno (ed è allora che, per necessità, finalmente Bonelli fa provare altri su Tex, fra cui Boselli), e quando tornò, non aveva più voglia di combattere. Anzi, per me pensava "ah, allora vuoi un Tex fallibile e umano e che non salva tutti? adesso te lo servo io..." E, per i successivi 200 albi di Nizzi, Tex viene sonoramente ridicolizzato. Ogni singola volta. Mentre Sergio Bonelli per me semplicemente NON RIUSCIVA a scrivere un Tex decente, Nizzi lo sa benissimo, ma sa anche come ridicolizzarlo. "ti catturerò, o non mi chiamo più Tex Willer! Ops, non l'ho catturato...". "Tranquillo, bambino, ti garantisco che nessuno ti farà del male! Ops, me l'hanno rapito sotto il naso, mentre io imploravo praticamente in lacrime i banditi di lasciarlo andare" "Ops, sono entrato in una stanza buia dove ho sentito uno sparo, c'è un cadavere per terra, ovviamente NON accendo la luce o controllo la stanza, mi chino a 90 gradi a prendermi la mia meritata botta in testa" Ci sono anche cose "simpatiche" Nizzi accetta i consigli dei lettori. Una volta gli scrivo (mandando la lettera alla Bonelli ma indicando che era per lui) "la prossima volta cosa farà, lo farà salvare da un vecchio paralitico". Guarda caso, nel successivo Texone, Tex viene salvato da un vecchio paralitico. (e non mi ha mai nemmeno ringraziato per l'idea!) (il lascito peggiore di questa "epoca di merda in faccia" per Tex, è che un sacco di lettori si sono talmente assuefatti a questo Tex, che QUELLO per loro è "il vero Tex", e se ci parli insistono che no, davvero, anche il Tex di G.L. Bonelli si faceva salvare ogni singola volta da un vecchio paralitico, da un bambino, da un cane, da una massaia di passaggio... non ti ricordi "uno contro venti", quando è rimasto tutto l'albo nascosto rintanato in un armadio mentre un gruppo di bambini dell'asilo lo salvava?) Qual è dunque "il vero Tex"? Quello VERO di G.L. Bonelli, vivo e vitale, che cambiava sempre (davvero, tornate a leggerlo, nella versione non censurata se la trovate, e leggetelo a sè stante, senza ripetervi il mantra "non è uguale a quello di Nizzi, non perde sempre, si vede che erano fumetti ingenui..."). Quello depresso e imbelle di Nolitta? Il poliziotto infallibile del primo Nizzi? L'ispettore Closeau dell'ultimo Nizzi? O quello "pum pum bang bang patatine fritte vecchio cammello tizzone d'inferno" di Faraci, ottimo per conciliare il sonno in caso di insonnia? In realtà, non esiste un "vero Tex", perchè ciascuno lo fa secondo la propria sensibilità di autore. E i Tex davvero peggiori e insostenibili si hanno quando si vuole costringere qualcuno a fare qualcosa che non vuole fare (come nel caso dell'ultimo Nizzi). Ci sono autori assolutamente non adatti a Tex (Sergio Bonelli/Nolitta, Faraci, etc.) e quelli semplicemente Tex non lo dovrebbero fare. Boselli per me è adattissimo a Tex (erano letteralmente DECENNI che non mi divertivo così a leggere Tex), e con lui, finalmente, mi sembra di tornare a leggere un Tex "vivo" e vitale e non un santino in un cimitero. (parlo del Boselli ATTUALE, eh, che non sono sempre stato d'accordo con le sue scelte nel corso degli anni.... Chissà che legame c'è fra lo scrivere buone storie di Tex e la vecchiaia, anche G.L. Bonelli se ci pensi ha iniziato di colpo a scrivere le storie del "periodo d'oro" a 60 anni suonati, dopo vent'anni che già scriveva Tex...
  4. 4 points
    Qualche anno fa, per il Tex Magazine, scrissi un dettagliato articolo sulla nascita e la storia dei Texoni (fino a quello di Rotundo).Il progetto Texone nasce dalla concomitanza di due o tre fattori: a) le tavole di Buzzelli che giacevano nel cassetto della scrivania da tre anni senza possibilità di poterle utilizzare per la serie regolare; b) i festeggiamenti per i primi quarant'anni di Tex; c) il travolgente successo del Texone appena pubblicato ( 50000 copie spazzate via dalle edicole in un attimo; la necessità di ristamparlo un'altra volta (altre 100000 copie volatilizzate in un baleno) e quindi il doverlo ristampare nel giro di poche settimane una terza volta (altre 100000 copie) che furono appena sufficienti; d) il desiderio non certo inconfessato di Sergio Bonerlli di arruolare nello staff di Tex i grandi nomi del comicdom europeo e sudamericano (ma badate bene era dagli anni '60 che ci provava senza successo). Nell'estate 1988, quando appare chiaro che l'idea di pubblicare una collana di Giganti con disegni di artisti ospiti è vincente, cioè solo di fronte a queste vendite imponenti, matura realmente questa certezza (se Buzzelli avesse fallito la prova edicola, picche che avremmo avuto altri Texoni). Sergio e Canzio hanno un bel problema! Quale texone pubblicare l'anno dopo nel 1989 visto che non ce n'è nemmeno uno in lavorazione ? Niente infatti era stato programmato a livello di serializzazione della nuova collana. Sergio e Decio hanno per fortuna l'asso nella manica: c'è Alberto Giolitti che da qualche anno sta lavorando su una storia della serie regolare sceneggiata da Nizzi e che dovrebbe estendersi su circa tre albi. Giolitti è il nome giusto: artista di fama internazionale, al suo debutto su Tex (o quasi), il suo Tex ha fattezzze da "Texone", le pagine saranno sicuramente pronte per l'estate 1989. Tombola! Decio chiama subito Claudio Nizzi che si trova al mare ( siamo ancora nell' estate 1988, come vi dicevo ): "Claudio puoi ridurre la lunghezza della storia di Giolitti alle canoniche 224 pagine del Texone ?" Nizzi risponde: "Peste! dovrò dargli una bella sforbiciata, ma ci provo!". Il problema, se ce n'era uno, era proprio dato dal fatto che la storia di Nizzi non potesse adattarsi al nuovo formato proprio per la sua lunghezza. Nizzi la risolve facendo rientrare la sua sceneggiatura in 226 pagine, cioè appena due in più di quella di Buzzelli. Se per il 1989 il problema è risolto, nell'autunno 1988 si pone il problema del Texone del 1990, il terzo. Questa volta non c'è una storia "alla Giolitti" che potrebbe andare bene anche per il Texone. E' vero che Sergio si è dato da fare arruolando a novembre un celebre nome del panoma fumettistico italiano, parliamo di Magnus, ma è vero che il suo Texone (il primo che nasce in effetti programmato per la nuova serie) non sarà ottimisticamente pronto prima del 1992. E su Magnus, in redazione, sono in molti a nutrire dei dubbi e già si scommette che non andrà oltre le 50 tavole. Un numero imprecisato di artisti di fama internazionale, nel frattempo, hanno declinato le offerte di Sergio: troppi impegni, troppo gravose le 224 pagine da disegnare. Insomma c'è tanto entusiasmo in via Buonarroti, ma in quegli ultimi mesi dell'anno (1988) non si sa proprio che pesci prendere. Davanti ai tanti no, si fa avanti l'idea di far realizzare un albo speciale a Galleppini. Per una serie di motivi: a) E' il papà di Tex e il suo sarà, nella nuova serie, un numero speciale, un omaggio; b) Galleppini si è fatto avanti lui stesso: è smanioso di provare il nuovo formato gigante; c) E' forse l'unico all'interno dello staff capace di disegnare 224 pagine nell'arco di circa un anno e mezzo. Il problema del Texone del 1990, siamo nei primi mesi dell''anno 1989 è, si può dire, risolto: ai lettori farà piacere ritrovare il classico tratto di Galep anche nella nuova collana. Ma in redazione si è sempre di corsa, più indaffarati che mai. Se infatti, come detto, Sergio punta su Magnus, è vero che il suo Texone resta programmato solo per il 1992. Che fare dunque per il giugno 1991 ? Sergio si guarda da una parte e dall'altra e non vede nessuno disposto ad accettare l'incombenza delle 224 tavole del fumetto più popolare d'Italia. I mesi passano lentamente senza che realmente si affacci una possibilità concreta e si comincia a disperare (servono almeno due anni per disegnarlo!). Arriviamo così al maggio 1989. Con Zaniboni, storica firma di Diabolik, Sergio ci aveva INUTILMENTE già provato nel lontano 1977. Ma sono passati più di dieci anni, l'artista si trova libero, ha appena cambiato casa e ora si trova a vivere vicino a un maneggio di cavalli ( i cavalli, come già anche Magnus, sono il suo punto debole). "Ma dai, dice Sergio, ti faccio scrivere da Nizzi una storia cittadina, senza o con pochi cavalli". Il nome di Nizzi è un altro motivo per tentare Zaniboni, che con lui ha già lavorato più di dieci anni prima sulle pagine del Giornalino. Il Texone di Zaniboni parte dunque in extremis quell'estate: c'è il problema dei tempi stretti (e dagli!) ma lui ha trovato un sistema: disegna solo le matite molto ben definite e inchiostra gli spazi neri direttamente sulle fotocopie, ciò che gli permette di velocizzare sensibilmente i tempi. Il suo Texone sarà ifatti pubblicato senza patemi nel giugno 1991, due anni dopo. Pensate che le preoccupazioni di Sergio siano finite e che il Texone abbia superato le difficoltà iniziali? Se la risposta è si, state sbagliando e di molto anche. Magnus, ah Magnus, croce e delizia, si è trasferito nell'eremo di Castel del Rio e sta disegnando lentamente le sue prime tavole del suo Tex con uno stile unico e grandioso. Sergio guarda sconsolato il mobile in cui sono accatastate le tavole già pronte ricevute dai vari disegnatori e capisce che Magnus non ce la farà mai ( se mai ce la farà) a terminare per il giugno 1992. Prende il telefono e gli chiede di rinunciare a tutte le preziosità del suo stile, in redazione non possono permettersi il capolavoro se questo non è consegnato nei tempi. Magnus risponde picche. Sergio si arrabbia. Alla fine, con gli anni che passeranno inesorabili tanto da far mettere questo texone fuori dalla scaletta, i due litigheranno anche seriamente per riappacificarsi solo qualche anno prima della pubblicazione. Sergio ha di nuovo il problema del texone 1992, esattamente come ce l'aveva del texone 1991. Come diavolo trovare un nuovo Zaniboni disponibile ? Siamo nell'estate (o autunno) del 1989, l'editore è in vacanza in Francia a Parigi, dove vive un certo Victor De La Fuente. Inutile dire che una proposta, una decina di anni prima, Sergio l'aveva fatta inutilmente anche a lui. Questa volta però, complice anche la cordiale atmosfera di un ristorantino sulla Senna e una buona bottiglia di Beaujolais, l'artista spagnolo cede alle richieste e dice di si! Sergio gli ha mostrato qualche soggetto e lui ne ha scelto uno prettamente western con le calde atmosfere del sud-ovest ma - qui possiamo farci una risata - l'editore gi impone di finirlo in tempi strettissimi, marchiato a fuoco, forse, dalla sua recente esperienza con Magnus e temendo una certa inaffidabilità nell' artista spagnolo che vive all'estero ed è fuori dal suo diretto controllo. Ha bisogno di tempi certi, Sergio, non possiamo dargli torto, altrimenti non riuscirà a garantire l'uscita in edicola per il Texone del 1992. De la Fuente, contro tutte le previsioni, porta a Milano le ultime tavole di "Fiamme sull'Arizona" nel mese di luglio 1991, cioè esattamente un anno prima della sua pubblicazione (diffida delle poste e teme che le tavole vadano perdute, per questo si è sobbarcato periodici viaggi nel nord Italia). L'artista si lamenta però moltissimo proprio per i tempi strettissimi, che non gli hanno permesso di curare la sua opera nei minimi dettagli. Sergio è contento lo stesso e lo premia assumendolo in pianta stabile sulla serie regolare! Il problema opposto presenta invece Victor Hugo Arias. Qui non posso essere preciso con i tempi, però diciamo che la fine del 1989 o il 1990, dovrebbe essere la collocazione ideale per situare il suo reclutamento per il Texone. Nizzi ha pronta per lui una sceneggiatura (che non leggeremo mai) con una classica storia western, il disegnatore argentino ha iniziato a lavorarci, il suo texone dovrebbe essere il settimo o l'ottavo, programmato per il 1993 o il 1994 (c'è infatti, nel corso del 1990, anche il reclutamento di Carlo Raffaele Marcello, appena ritornato dalla Francia), ma le prime tavole sono bocciate per insufficienza artistica (temiamo un caso Lito Fernandez ante litteram). Sergio, in questo caso è inflessibile, la storia gli è subito ritirata e tutti se ne dimenticano, persino Nizzi, che usera solo alcuni anni dopo alcune scene per la sua "Topeka". Quello che viene dopo, chi non l'ha ancora fatto, può leggerlo nella pagine del 14° numero della nostra rivista. Per quanto mi riguarda, spero con queste righe di avervi dato una piena idea su quellla che fu l'avventurosa nascita di questa collana. Oggi si può differire il Texone di Villa di quattro mesi, pensate voi, come sono cambiati i tempi!
  5. 2 points
    Ti rispondo come diceva sempre un noto politico italiano. "A pensar male si fa peccato, ma spesso ci azzecchi"
  6. 2 points
    Anche tu senti odore di un qualche ritorno di fiamma dall'odore di troll?
  7. 2 points
    Diciamo che rileggere Diablero mi fa tornare indietro nel tempo, riportando alla memoria le discussioni su Tex che si facevano in rete dieci-quindici anni fa. Non salvo tutto di quelle discussioni, nelle quali alcuni utenti esageravano, ma la passione con la quale ci si confrontava, e la veemenza anche, sono cose che mi fa piacere ricordare.
  8. 2 points
    Qualcosa è cambiato. Non so se ci seguivi da lurker circa sette o otto anni fa quando fu affidata a Boselli la gestione del personaggio (Boselli nuovo curatore della testata) e dicevamo allora che sarebbero serviti comunque degli anni prima di iniziare a vederne i frutti ( le storie in lavorazione o prossime alla pubblicazione nel 2011 erano infatti sotto la curatela editoriale dello stesso Editore Sergio Bonelli). Quando l'incarico è stato conferito a Boselli qualcosa è cambiato, nel senso che lui ha le sue idee e che queste sono un po' diverse da quelle che aveva Sergio Bonelli. Così a caso, ti faccio qualche esempio come mi viene in mente. a ) Lunghezza delle storie. Con Sergio successione infinita di storie in due albi, fatta salva qualche rarissima eccezione. Boselli ha ripreso la consuetudine delle storie di tre, quattro albi che hanno abbondato nella fascia 601/700. b ) personaggi storici della serie. Con Sergio c'era una sorta di divieto per gli sceneggiatori di riappropriarsi di vecchi personaggi della serie. Con Boselli da quando inizia a sceneggiare da curatore ritornano Roy Bean, Yama, Jack Thunder e il Maestro... c ) personaggi femminili e storie che Sergio non avrebbe mai approvato. Con Sergio le presenze fenmminili erano ridotte al lumicino. Il texone di Nizzi e Seijas parcheggiato per sette anni per una questione di gonnelle. Boselli che gli suggeriva una storia sulla figlia di Satania e lui che la bocciava solo a sentire il titolo. L'abbiamo letta e abbiamo letto anche un'altra storia che fa luce sul passato di Lupe Velasco per cui Sergio non avrebbe mai probabilmente dato l'assenso. Le storie ci sono, molto bella la prima, meno riuscita quella di Lupe, però siamo contenti di averle lette. d ) Proliferare di nuove iniziative editoriali dal color Tex storie brevi, ai cartonati, alla nuova serie Tex Willer. Se è vero che non tutte queste iniziative nascono per impulso del curatore non possiamo fare a meno di dire che a lui spetta tutto il merito della loro cura e gestione. In particolare, da queste collane, maturano due idee: che i lettori sono favorevoli a storie brevi e quindi anche ad albi di 62 pagine; che ai lettori piace il giovane Tex e le avventure della sua giovinezza, che maturano rispettivamente sul maxi Tex Nueces Valley, sui cartonati ( che inizialmente dovevano riproporre solo storie ambientate nel passato di Tex) e quindi sulla collana Tex Willer che riprende dal Totem misterioso le avventure di Tex calandolo in mille nuovi episodi che stiamo leggendo in questi giorni. Inutile dire che se per Sergio le storie in flashback potevano farsi, è merito della nuova gestione l'aver proposto la nuova collana su cui l'editore forse non avrebbe dato il suo consenso. e) Boom di volumi, gadget e merchandising legato al nome di Tex Di quella che è la gestione della Casa editrice sotto Airoldi e che ha investito anche Tex ( sua è la proposta a Boselli della nuova collana Tex Willer come abbiamo letto nell'ultimo numero del nostro magazine), molto si può discutere, specie sul proliferare di iniziative extrafumettistiche (abbigliamento figurine, statuine e altri gadget) o di volumi che ripropongono ristampe per l'ennesima volta, per finire col fattaccio del Texone di Villa che non fa che confermare come la via della speculazione sul marchio sia tutt'altro che secondaria nella testa del Direttore. Certo ci sono lettori che mugugnano e lasciano le edizioni di lusso sugli scaffali (alla fine degli anni 70 lo stesso Sergio aveva tentato molto timidamente questa via salvo abbandonarla in capo a qualche anno), è innegabile peraltro che tutto fa brodo e il clamore non può passare inavvertito ai lettori e contribuire a suggerire loro che qualcosa nel baraccone è davvero cambiato.
  9. 2 points
    Bravo. Io da 56 ma sono, anche se di poco, più giovane. Questa non l'ho capita. Stessa idea mia.
  10. 2 points
    A mio parere personale, di tutti i cross-over bonelliani, non ce n'è uno che mi sia parso una buona storia. Li ho sempre visti come un'operazione fatta con la sola speranza di spingere i lettori a comprare anche un'altra testata... quindi solo un discorso di SOLDI. Il 399 di Dylan Dog con il matrimonio/non matrimonio con Groucho cos'è? Una baracconata messa in piedi solo per creare attenzione e curiosità: spingere magari un po' di gente in più a comprare pubblicizzando un "evento" che in realtà non esiste. Il lettore sarà deluso? Chi se ne frega, intanto ha cacciato i SOLDI.
  11. 1 point
    Caro Dix, non è che non ci capiamo, semplicemente abbiamo visioni diverse sulla vita reale. Forse hai ragione tu, ma io mi tengo la mia. A me va bene leggere un fumetto che mi crei un' emozione raccontandomi una bella storia, se dentro c'è del sesso o no è del tutto secondario. Ma se lo mostrano non mi scandalizza, anche se è Tex.
  12. 1 point
    Non ci siamo capiti pard. Tex e Carson con le prostitute non ci vanno (purtroppo non posso dire lo stesso per Piccolo Falco ed è stata dura da mandar giù). Parlo di un bacetto per un dollaro. E' una carineria da cowboy in là con gli anni e un ringraziamento da parte di una signorina rispettata. Da un fumetto per bene mi aspetto un messaggio di questo tipo, altro che sesso promiscuo con la prima che capita, che secondo me dà un pessimo esempio e una visione dell'argomento per niente condivisibile. Purtroppo questo passa nella stragrande parte dei fumetti Bonelli in giro (che chissà perché non compero).
  13. 1 point
    Stavolta è andata così, vedremo l'anno prossimo cosa si porterà a letto il nostro caprone, visto che sembra si sia avviata una tradizione (di cui preferivo la mancanza). Anche io sono sempre stato convinto che Carson si pavoneggiasse tanto ma alla fine si accontentasse di ricevere un bacetto dalle ballerine, previo allungo di un dollaro. Comunque ora come allora, provate voi a proporvi a una donna in quel modo, e poi mi direte. "Il passato di Carson" era tutta un'altra roba e per una volta ci stava e avanzava. E' il nuovo che avanza.
  14. 1 point
    Se volete, la prima storia ve la massacro io. E quando dico "massacro" intendo proprio dire "massacro". SPOILER. "Per piacere a una donna, gli uomini devono aver pur fatto qualche esperienza..." Alzi la mano chi ha mai sentito una donna pronunciare simili scemenze. Giuro che, se vedo una sola mano alzata, divento maschilista. Ma andiamo avanti. "... e tu devi averne fatte molte." Mamma mia!!! Ma questa dove vuole andare a parare??? Scommetto che più di un lettore avrà pensato: Ma a me una così non mi capita mai? Sì, rispondo io, ma tu mica sei Kit Carson. Il quale, da gentiluomo qual è, finisce in bellezza e bofonchia: "Ci puoi giurare." Ci puoi giurare??? Ma questo ci fa o c'è??? E poi, andiamo, sono più di 70 anni che conosciamo il vecchio cammello e sappiamo tutti che è tutto fumo e niente arrosto e che dorme sempre e solo con Tex (spesso in uno scomodo letto all'aperto con la sella come cuscino). Ma vai bene così, vecchio mio, il Carson che piace a noi è bravo con la pistola (senza doppi sensi) e non è un pistola. Il Carson che piace a noi è un gentiluomo e, anche se frequenta molte osterie, non è tipo da osteria. Il calo di stile qui dipinto ce lo dimenticheremo presto perchè Carson non è così. Almeno io lo farò perché sono una fan del vecchio cammello. Non si era capito?
  15. 1 point
    Sono contento che entrambi gli aspetti che non mi sono piaciuti hanno trovato la tua approvazione. Di Font ho visto pagine di storie non di Tex e non hanno niente a che fare con quello che vedo nella sua produzione Bonelli. Le scenette intime che non hanno nessuna importanza nell'economia di un fumetto, o un libro o un film sono da me viste come spreco di talento e di tempo. Neanche quando l'eroe si fa il bagno non mi esalta (come non lo sarebbe se si soffiasse il naso, si tagliasse le unghie o si tolga i peli dal naso).
  16. 1 point
    In attesa che arrivi in edicola il Texone giallo, l'unico che veramente ritengo indispensabile per la mia collezione, è stato deciso di proporre in anteprima la storia in due versioni alternative. I texini inseriti nella Ranger Box e il grande cartonato che rende giustizia alle tavole di Villa proposte in formato originale. Di quest'ultima versione, in occasione della kermesse lucchese si è realizzata la famosa edizione limited numerata (ancora fatico a comprendere il perchè del 699...) che è andata esaurita in un baleno. Ora il mercato insegna che il rapporto domanda/offerta regola da sempre la produzione editoriale. Allora un prodotto capace di andare in sold out dal momento di esposizione è destinato ad essere replicato. La prima edizione limited numerata resta comunque tale ,grazie al semplice accorgimento di modificare il colore di copertina e il gadget allegato, replicando la tiratura (ancora 699 copie rinumerate da 1). La seconda edizione limited non è dunque una nuova tiratura, nè una ristampa della precedente ma una vera e propria nuova edizione limited, che va ad accontentare tutti coloro che non erano riusciti a prendere la prima. Dal punto di vista collezionistico le due edizioni limited si equivalgono in quanto prodotte entrambe in 699 copie numerate e la primigenia della marrone rispetto alla rossa non assurge a ruolo di primato, al pari della differente ora di venuta al mondo di due gemelli. La SBE da un lato ha la certezza di vendere il prodotto e chi anelava a possedere una copia numerata dell'inesorabile texone ha l'opportunità di coronare il sogno. In questo caso gli interessi del produttore e degli acquirenti vengono a convergere con reciproca soddisfazione. In tutta questa operazione non vedo quindi nessuna violazione di rispetto delle normali regole di mercato, l'unico appunto che mi sento, per l'ultima volta, di ribadire è quello relativo alla tempistica di pubblicazione, che ha rimandato l'uscita del texone originale che continuo a ritenere con convinzione sarebbe dovuto uscire prima e non dopo le pubblicazioni normali e limited per il circuito librario. In ogni caso felice per il successo che Tex continua ad avere in tutte le sue forme.
  17. 1 point
    In realtà sono (tuttora) in vendita solo le tre vignette ritagliate e scartate. La pagina intera che vedi è un ricostruzione mia a partire dalla tavola pubblicata con una semplice sovrapposizione delle vignette "inedite", per mostare agli utenti del forum la tavola nella sua intierezza prima e dopo, cio' che permette di valutare al meglio l'entità della correzione (nelle prime due vignette della tavola prima della correzione, non a caso, c'è il lettering). Lavoro oscuro reso al forum . Pensa un po' tu! Sono interessato all'aspetto storico, eppoi il Font di allora era tutt'altra cosa. Ho nel mio piccolo archivio qualche striscia SCARTATA anche della storia "I lupi rossi" che a guardarle dico: "non male".
  18. 1 point
    Incidenti di percorso. La pagina 208 (tavola 192) prima e dopo. In questo caso nessuna censura ma un errore del disegnatore che equivoca sull'arrampicata di Tex e deve ridisegnare le ultime tre vignette della tavola.
  19. 1 point
    Un buon primo albo. Scene efferate, crudeli, d'impatto. Il massacro di una madre che guarda sorridendo il carro del marito che torna a casa, non sapendo che sul veicolo c'è la Morte. Il massacro di un'intera tribù, a partire dall'ascia conficcata nella schiena del capo dai capelli bianchi, per finire col giovane innamorato che tiene tra le braccia il corpo esanime dell'amata di fronte alle macerie di quella che, sia pure per poco, era stata la sua nuova casa. Poi una ragazzina terrorizzata, che fugge dai suoi aguzzini, inciampa, sviene, torna a correre. Terrore puro, bello da leggere. I mostri sono vicini, pronti a ghermire la preda, quand'ecco che la stessa va a sbattere su una camicia a frange familiare: sospiro di sollievo, allora c'è un Dio buono e misericordioso, i nostri sono arrivati. Per la verità, più che misericordia, quello che ispira il vecchio dal pizzetto bianco è violenza, e potenza. Ha ragione dei due avversari in men che non si dica, e il bello è che non lo fa solo con le pistole, ma anche a suon di pugni, come nella migliore tradizione del suo pard Tex: evviva! Con Carson, Ruju non si smentisce, sempre figuroni. Grazie. Il secondo albo, invece, perde e si perde. Per me, la macchia sta nell'inconsistenza. Dell'avversario Mateo, tanto crudele nel primo albo quanto macchietta nel secondo; dell'altro avversario, l'indiano con la camicia, ridicolo e patetico. Ma anche di Makua, il cui travagliato vissuto a mio parere non può giustificare l'errore di valutazione nel non fidarsi di Tex dopo l'uccisione (legittima) dei tre banditelli che si spacciano per sceriffi. Insomma, la storia lascia un po' con l'amaro in bocca, perché parte bene ma poi perde vigore. Anche Font, che io apprezzo tanto, l'ho visto un po' giù di corda.
  20. 1 point
    Quando apparve per la prima volta, Makua mi sembrò un personaggio molto interessante e sperai che venisse recuperato. Questa sua seconda apparizione mi ha, tutto sommato, soddisfatto. Certo, si tratta di un ragazzo dal carattere complesso e con delle contraddizioni che esplodono nell'episodio dei falsi sceriffi. Ma proprio questo stimola l'empatia del lettore. Ecco, la mia opinione differisce da quella di dario63. Makua è un ragazzo con un vissuto difficile, che è stato guidato su una strada errata, che ha subito le conseguenze del male che ha fatto. E che, nel suo percorso di maturazione, non è ancora arrivato alla meta, sicché è del tutto plausibile che, pur essendosi solo difeso, non si fidi fino in fondo di chi, Tex, in passato gli è apparso come nemico. Il suo percorso, tuttavia, continua nell'arco dei due albi, sino alla saggia scelta di non rimanere nel villaggio dei Pima, evitando così di alimentare l'ostilità dei giovani guerrieri. Si preannuncia, a mio giudizio, una nuova apparizione del giovane amico di Tex, in cui spero che possa trovare quella stabilità che, con tutta evidenza, egli cerca. Quanto ai disegni, confermo che Font mi è parso un po' sotto tono.
  21. 1 point
    Albo più tosto del primo, dominato dall'azione e per questo più convincente. La storia non risulterà tra le migliori scritte da Ruju, però va sicuramente valutata positivamente, al netto ovviamente delle note negative di cui già parlai il mese scorso e di cui parlerò di seguito. La narrazione è tutta incentrata su Makua, sul percorso piuttosto affrettato di crescita del personaggio, senza che per questo l'autore cada comunque nel rischio di far perdere terreno ai due pards. Resta l'impressione che un character di questo tipo (il mezzosangue combattuto, di cui probabilmente si pensa di mettere in lavorazione un terzo capitolo in cui trovi finalmente casa) non abbia poi quelllo spessore che si vorrebbe, necessario per balzare agli onori delle cronache texiane con questa frequenza più o meno quinquennale. Buona invece l'idea dei due antagonisti da mettere in campo, ma anche qui palese la loro incapacità di mettere realmente in crisi lo storytelling, con la conseguenza che tutto si risolve alla fine in una serie di fuochi di paglia, di scaramucce trite e ritrite (con punte cruente come nella sequenza dell'attacco al campo di Francisco su cui ho espresso già i miei dubbi) senza che i due pards o il protagonista Makua siano però mai realmente impensieriti dagli avversari.E questo per me è un ingrediente di cui le storie di Tex, le migliori storie di Tex, non possono proprio fare a meno.
  22. 1 point
    Non lo so. Se uno entra in un posto e comincia a dire che non gli va bene ciò che fanno in quel posto, a me la cosa suscita diffidenza (come ha già ben detto gilas2). Diverso sarebbe se fossi un utente scafato, navigato, e facessi determinate considerazioni. Ma che uno nuovo entri come un elefante in una cristalleria mi fa dubitare un po'. Comunque, visto che la conversazione è ben avviata e in tanti avete partecipato, nonostante i miei sospetti (che potrebbero essere ingiustificati, l'equivoco è sempre dietro l'angolo, ricordo che furono presi per troll in tempi recenti anche utenti che più tardi si sarebbero rivelati preziosi per il forum), dico la mia. Che poi non è la mia ma è di Sergio Bonelli. La storia è "Il Colonnello Watson" (o "Cheyenne club" per i puristi). Un personaggio, il contadino Macon, spara a dei criminali, e crede di averne ucciso uno. Si dispera per questo, provocando anche le lacrime di sua moglie. Poi interviene Tex, che aveva sparato a sua volta contro i criminali, ed era stato effettivamente lui, e non l'altro, a farli secchi. Dice: "Mio simpatico amico, risparmiatevi la vostra disperazione! La belva sanguinaria sono io, non voi". Quello capisce di aver offeso Tex, balbetta qualcosa, ma il ranger di rimando: "lasciamo perdere le chiacchiere, Macon...ne uscirebbero soltanto delle considerazioni che io, nella mia vita, mi sono sentito ripetere fino alla nausea! La realtà è che quando qualcuno vi punta addosso un'arma con il preciso intento di farvi secco, non avete il tempo di porvi troppe domande, credetemi". Lasciamo perdere le chiacchiere, direbbe Tex. Un ranger del diciannovesimo secolo nella terra senza legge del West. Lasciamo perdere le chiacchiere.
  23. 1 point
    E speriamo che questo topic finisca qui. Di cose strampalate ne ho lette fin troppe, grazie anche alla correttezza dei pard che hanno avuto il "coraggio" e la voglia di rispondere a questo amico (!?).
  24. 1 point
    70 anni che Tex è così poi arriva il primo che passa (che poi in realtà non è il primo) e lo pretende diverso, per giunta con motivazioni ridicole. Scusate, ma questo topic è un delirio.
  25. 1 point
    Bellissima copertina e bellissime tavole. Direi che promette molto bene, se la serie continua su questi livelli, direi che non ci si può assolutamente lamentare !!
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