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TWF - Tex Willer Forum

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  1. L'amico Francesco Bosco ha fatto del "manierismo" di Aurelio Galleppini e di tutti gli altri disegnatori (italiani o internazionali) due bei libroni e dovrebbe essere a buon punto con il terzo. L'ha fatto per amore di quel Tex e per lo stesso Galleppini, al quale ha reso uno straordinario omaggio, peccato che non tutti l'abbiano capito e non gliel'abbiano perdonata. Bisognerebbe scindere le due cose: si parlava di schemi narrativi, non di parti copiate di sana pianta o imitate con lo stile "manierista". Ora se a un autore viene richiesto di mantenersi fedele, cioè ha qu
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  2. Be', nell'intervista Nizzi dice questa frase: "Oltre al dialogo studiai le trame, che avevano tutte lo stesso schema, differenziandosi solo per l’ambientazione. " E questa è una sciocchezza, perché se è vero che alcune storie (per esempio quelle cittadine) hanno a volte una trama simile (ma quasi sempre con variazioni decisive), è altrettanto vero che GL Bonelli nelle sue quasi 200 storie di Tex ha saputo variare notevolmente gli schemi narrativi cercando di rinnovarsi fino alla fine ("Il figlio di Mefisto" è diversa da "Diablero" che è diversa dal "Fiore della morte" che è diversa da "L
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  3. Come al solito, Nizzi fa discutere. Poe dice che quella del bagno caldo è una sciocchezza, Diablero e Carlo Monni contestano la frase sulla ripetitività di GLB. Diablero parla di lettori che vogliono essere cullati nel sonno, Loriano Lorenzutti che Nizzi ci prende per telespettatori di Don Matteo ( ). Ma secondo me bisogna intendersi sul concetto di schema usato da Nizzi: è quello che considera "ripetitivo", non già le trame o le storie. La duttilità di GLB non è in discussione ma non è un caso se anche il grande vecchio, tra il serio e il faceto, smontando l'intervistatore una v
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  4. Quel libro è stato il primo, almeno credo, a tentare di trovare una formula delle trame di Tex che è poi quellio che ha fatto Nizzi e che è il rimprovero ch muovo a pressoche tutte le sue storie anche le migliori. Il cosiddetto manierismo. Che poi se alla fine del salmo quello che dici è che ogni storia si può suddividere in tre momenti:c introduzione conflitto, risoluzione, io dico: Grazie tante, non ci sarei mai arrivato da solo. Qualunque storia si voglia narrare, di qualunque genere sia, deve contenere questi elementi anche se non è necessasrio che ci siano nell'ordine che ho cit
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  5. Se è per questo, quale evento storico ha mai avuto un lieto fine? Prendi quella che potrebbe essere considerata la più grande "vittoria del bene" del xx secolo: le truppe alleate (sovietiche) che che liberano i prigionieri dei campi di sterminio. Solo che se non fermi la storia PROPRIO LÌ come fanno di solito, la storia reale prosegue e scopri che quasi tutti gli aguzzini l'hanno fatta franca, molti aiutati dagli USA in funzione antisovietica, e hanno fatto la bella vita da ricchi mentre le loro vittime spesso non hanno nemmeno riavuto indietro i loro beni... Se non puo
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  6. Finita la lettura di questo capolavoro, mi sono fermato un attimo a riflettere. Tra i capolavori riconosciuti di Borden, si citano sempre Il Passato di Carson, Cercatori di Piste, Gli Invincibili, Sulla Pista di Fort Apache e i Sette Assassini. Queste ultime due sono rispettivamente la settima e la ottava storia pubblicata sulla serie: su otto avventure, quindi, cinque sono considerati capolavori (con I Cercatori di Piste un pelino inferiore alle altre). Quando diciamo che Borden ha esordito in maniera esaltante con Il Passato di Carson, siamo forse ingenerosi, perché allargando lo sguardo a t
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  7. Craig non ha vinto, anche se ha ucciso Torrence. Torrence non ha perso perchè è morto. Torrence ha salvato "la sua gente" la "convivenza tra bianchi e indiani". La vita della comunità che continua da uomini e donne liberi che non devono più fuggire, è la vittoria di Torrence e la sconfitta di Craig. Torrence muore dopo che ha avuto giustizia, per mano di un codardo espulso dalla comunità militare e sociale. Muore nel momento più felice della sua vita. E' un buon giorno per morire, la missione è compiuta.
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  8. Sì, secondo me la presenza dei Nez-Percé è volutamente ambigua - è vero che Tex li vede, ma è anche vero che loro non rispondono ai suoi richiami, ne sono indifferenti, quasi come se se ne fossero già andati, come se fossero già ritornati al loro altrove... Simboleggiano proprio quel mondo che se ne è andato, ormai appartengono al passato, la loro presenza nel presente è solo temporanea. Io ci ho visto questa suggestione, poi se vuole Borden potrà confermare che era proprio questa la sua intenzione... ma in ogni caso, non è forse vero che ogni opera di letteratura poi diventa indipendente
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  9. Nello staff stavamo giustappunto notando una certa tendenza, negli ultimi tempi, a svalutare le opinioni altrui con espressioni decisamente forti e contrarie all'etichetta del forum, in particolare dopo aver svolto professione di tolleranza. Se proprio vogliamo proclamarci tolleranti, cerchiamo di fare in modo che alle parole seguano i fatti. Idem per quanto riguarda, come già segnalato da @pecos, lo spam: per carità, nessuno ha l'obbligo di scrivere solo post memorabili; ma almeno si potrebbe evitare di intasare il forum con decine e decine di messaggi puerili che nulla aggiungono alla d
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  10. Io negli ultimi mesi le ho rilette quasi tutte e posso assicurare che nel mio caso hanno mantenuto tutta la freschezza di un tempo, anzi alcune a una seconda (o terza o quarta...) rilettura mi sono apparse persino migliori di come le ricordassi. Sono poche quelle che mi hanno deluso (e che non mi erano piaciute neanche a suo tempo). "Cercatori di piste" è una storia solo un pelino inferiore agli altri capolavori boselliani disegnati da Marcello, mantenendo comunque gli stessi elementi: personaggi intriganti e complessi, splendide scene d'azione, ottimi dialoghi, pathos e sfumature
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  11. Nizzi mi ha fatto incazzare solo in un passaggio dell' intervista (state usando tutti sto termine,da vecchio e coriaceo bucaniere lo userò anche io 😜): quando dice che il Tex attuale fa stragi.è una boutade colossale e "velenosa",si capisce che lo scrive per "attaccare"il Tex di un altro autore,senza per altro avere ragione... Sul resto ha le sue ragioni:difende semplicemente il suo modo di vedere Tex.Alzi la mano chi ha mai visto un autore non difendere a spada tratta il suo credo,la sua opera... ci sta al 100% Nizzi è un professionista,con punte di eccellenza e picchi di bravura d
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  12. Riguardo a Nizzi e al suo "copiare" da GL Bonelli... Io non ho usato il termine "manierismo", quindi non so se mi accomuni in quel "velato disprezzo" per Nizzi. Ma no. Nizzi mi fa arrabbiare (e in maniera, lo ammetto, non molto velata) OGGI, con le sue dichiarazioni (e negli ultimi 20 anni, con le sue storie). Ma all'epoca faceva benissimo a "copiare". Era quello che si voleva da lui. E infatti le sue prime storie all'epoca mi erano piaciute (anche perchè, in confronto a quelle di Nolitta...) Dico "copiare", perchè è un azione. Oggettiva. Innegabile. Che può a
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  13. Ok, ora mi è chiaro... Sei così pessimista che una sufficienza di Nizzi oggi ti pare un buon risultato... Speriamo allora nelle nuove leve: le prove di Giusfredi e Rauch anche a me non sono dispiaciute affatto. Per quanto riguarda la discussione in generale sull'intervista di Nizzi, sul manierismo, ecc... D'accordo, Nizzi è stato costretto a imitare, ecc. ma ricordo solo che il dibattito era partito da una frase, che è una critica implicita di Nizzi a GL Bonelli (oltre che una dichiarazione su come si è approcciato lui alle storie di GL), e cioè - la riscrivo -: "Oltre al dial
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  14. Anche rileggendola dopo tanti anni, il fascino di questa storia rimane immutato. Ci sono tantissimi di quegli ingredienti che mi hanno fatto "innamorare" di Tex: la pura azione degli scontri a fuoco, un'innocente da salvare, il mistero da svelare, gli antagonisti da far "cantare", il tragico epilogo, ecc. E, come capitava spessissimo, Bonelli senior riesce a dosarli con estrema cura, senza forzare le varie situazioni che si susseguono in questa appassionante vicenda. Mi fa un pò tenerezza la figura di Linda Dayton (ennesima "bellezza" del grande Nicolò), ingenua ma nello stesso
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  15. In questo caso, Diablero ha ragione, @Grande Tex. La sua menzione, tra l'altro, faceva parte di una palese battuta (un autore che vuole punire i lettori... tipica cosa che uno dice seriamente). E lo diciamo, come staff, dopo aver richiamato Diablero quando esagerava, in altri topic: qui non è il caso. Io (ma non sono il solo, vedo) trovo molto più offensivo il modo in cui mandi regolarmente in malora le discussioni con i tuoi interventi puerili, insignificanti e petulanti. Ti ha già richiamato @pecos per spam. Cerca di fare in modo che non ti si debba richiamare ulteriormente o prendere p
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  16. E perchè il fatto che "ti stufi" di sentire nominare il nome del tuo Dio invano dovrebbe essere un problema di importanza vitale per tutti gli altri, mentre DI QUANTO SONO STUFI GLI ALTRI del tuo comportamento, che continua a mandare in vacca e in flame discussione dopo discussione, non te ne frega assolutamente nulla?
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  17. Ma sono perfettamente consapevole che sto generalizzando cose molto più complesse, ti garantisco che non mi stavo illudendo di aver trovato la chiave per predire la storia umana in un post in un forum! Sono tendenze molto generali e si combinano a molte altre (per esempio, la già citata concorrenza di altri media, o ideologie che si diffondono che impongono l'ottimismo, il boom di specifici personaggi, etc.) e stiamo comunque parlando di lettori che hanno ciascuno gusti e idiosincrasie personali. Non è una legge assoluta tipo "quando c'è una crisi tutti vogliono storie a lieto fi
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  18. Non mi offendo per così poco. Però cerchiamo davvero una maggiore serenità nei giudizi e nel modo di porci verso gli altri forumisti. E soprattutto ricordiamo che nessuno qui tra noi detiene verità assolute per il semplice motivo che non esistono. Insomma cerchiamo di non litigare per cose che restano puerili. Se Galep poteva contare su Corteggi e dei coloristi che valorizzavano le sue copertine, la colorazione photoshop rende un pessimo servizio a quelle di Villa. Hai voglia di sperimentare quando poi il tuo lavoro è penalizzato nella fase conclusiva da scelte sbagliate
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  19. Chi scrive esprime la sua opinione, poi che sia una verità universale non sta scritto da nessuna parte. Piuttosto, un tuo intervento come questo: Non ti atteggi tu qui più di tutti gli altri a detentore di verità universale ? Non sei maleducato nei miei confronti quando esprimo una mia critica (motivandola peraltro), tacciando le mie parole o le mie idee di "idiozia" ? Ti segnalo ai moderatori per questo.
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  20. Che stia parlando dell'aspetto qualitativo della gestione del personaggio? Mi sembra una delle tante idiozie del sopracitato articolo! Secondo me il valore di Villa è essere riuscito a dimostrarsi il degno erede di Galep! Le copertine di Villa sono sempre perfette, raramente hanno sbavature e il fatto che si stia discutendo sulle pose la dice lunga sul perchè la Bonelli ha puntato sul nostro amato Claudione! Per quanto mi riguarda Villa è bravissimo a creare la giusta copertina ad ogni albo, è veramente bravo a realizzare sia copertine molto concitate sia fotogrammi di un film
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  21. Ritengo che nei confronti di Nizzi tu vada ben oltre l'analisi critica. E lo dimostrano diverse frasi degli ultimi post: "Cacciare a calci nel culo" "Scrive Tex da far schifo" "Calunnia gli autori attuali" "E' l'aguzzino dei suoi ammiratori, affetti da sindrome di Stoccolma". Questa, perdonami, non è critica, è livore.
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  22. Storia memorabile, e il tirarla fuori proprio adesso, con le discussioni su certe dichiarazioni secondo cui cui "GL Bonelli scriveva sempre la stessa storia cambiando solo l'ambientazione", capita proprio al momento giusto! Prima di tutto,. una premessa: quando GL Bonelli disse "ho in mente un idea fantastica per una storia di Tex: Tex arriva e le suona a tutti", era chiaramente UNA BATTUTA. Non una "dichiarazione autocritica sulle sue storie" Infatti, questa è una storia dove Tex non arriva (praticamente arriva tardi alla "battaglia finale" che i militari risolvono
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  23. credo di non aver mai letto un simile insieme di cagate tutte insieme.Dico solo una cosa: le persone che tu conosci ,che non comprano il Tex di Nizzi,sono più di mille? Perchè se non lo sono,è una percentuale che non ha nessuna rilevanza. A me quello che sta facendo incazzare sei tu,che sei molto più cafone verso Nizzi di quanto lui lo sia verso gli altri ma cosa stai dicendo? secondo te il calo delle vendite rispetto agli anni 70 ci fu per quello? allora perchè ci fu anche per qualsiasi altro fumetto? Per quanto riguarda sto manierismo...ma dove sarebbe? Nella minier
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  24. A Nizzi Sergio Bonelli ha chiesto di imitare persino la voce, di Glb. Di annullarsi, finanche nel nome. Non gli ha fatto firmare nulla per 5 anni. La sua firma era Tex by GLB. Rispetto al vecchio, Nizzi introdusse l'elemento giallo, ma poco dopo Sergio Bonelli glielo cassò. Tra gli esordi di Nizzi (primi anni ottanta) e quelli di Boselli (94) non passa un decennio, ma un'era geologica. Quando Boselli ha esordito, si è firmato "Mauro Boselli" e per sua stessa ammissione ha scritto una storia al fulmicotone perché voleva giocarsi al meglio le sue carte, voleva impressionare, per poter restare su
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  25. È stato un esperimento interessante, che mi conferma quanto il concetto di "storie migliori" sia estremamente personale e per quanto uno pensi o creda di essere oggettivo e di creare una classifica fatta di storie oggettivamente belle, la componente soggettiva, fatta di ricordi, sensazioni, emozioni legate alla prima lettura di certe storie, avrà sempre un ruolo predominante. Per questo ho trovato particolarmente piacevole vedere il podio "atipico" del buon @Grande Proteus. Ad esempio, in una mia personale top 50 - che non sono assolutamente in grado di fare, anche perché prob
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  26. 1) Tex n°53/54/55 Il grande re: G.L. Bonelli - Galleppini 10+ È stato un lungo percorso ma mi sono divertito, spero anche voi
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  27. Ma io non sto contestando il fatto che a tanti lettori piaccia rileggere sempre le stesse cose, come dice Nizzi, farsi cullare in una specie di sonno, in cui non devono trovare nulla di nuovo, nulla che richieda un ragionamento o una certa soglia di attenzione. (e qui, mi pare strano che Nizzi è "senza peli sulla lingua" e "politicamente scorretto" PARLANDO DEI SUOI LETTORI, e dandone quella descrizione ben poco lusinghiera... e viene lodato per questo proprio dai suoi lettori! Forse per loro è lusinghiera, boh...) Il fatto che esistano è innegabile. A parte che parlano e postano,
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  28. E infatti... quello è il SUO pubblico. Tempo fa Boselli mi aveva detto che non ho capito che per molti QUELLO è Tex. TUTTI o quasi quelli che hanno iniziato a leggere Tex dagli anni 80 in poi (quindi, quelli che oggi hanno meno di 50 anni circa) hanno iniziato con il Tex di Nizzi. Per loro Tex è QUELLO. (e magari, come capita con Grande Tex, quando poi leggono il Tex di Bonelli e Galep dicono "ma cos'è stà roba?") Chi pensi di trovare su Facebook? I vecchietti che ancora ricordano GL Bonelli? Quelli sono ancora su blog e forum, o non ci vanno proprio su internet!
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  29. Beh, descrive perfettamente il SUO Tex, quello che ha scritto per tanti anni e che scrive anche ora. E che non ha nulla a che vedere con quello di GL Bonelli... Io ho notato un'altra frase che mi ha fatto un po' girare le scatole... " Altra osservazione: Tex non aveva mai compiuto tante stragi come fa oggi. Qui forse entra davvero in ballo la mia età avanzata, che mi porta a preferire i film western classici a quelli superviolenti di oggi. Può darsi che i lettori odierni richiedano alti tassi di violenza, ma, certo, la violenza è anche una scorciatoia troppo facile per risol
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  30. Questa storia sembra scritta appositamente per massacrare Nizzi: Tex prima non si avvede dei soldati e poi si fa gabbare da Emerson e da Ojo Blanco, tanto che senza il colpo di fortuna del mercante Matias che vede (e riconosce) l'indiano dall'occhio vitreo i nostri pards sarebbero bellamente sconfitti. E però. E però abbiamo una delle più belle storie di indiani proposte sulle pagine del ranger, un grande Cochise, la riuscitissima figura del Generale Crook, e poi anche un grande avversario, talmente diabolico e astuto dal farla ai nostri, abbastanza incolpevoli in realtà di fronte
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  31. Beh, no, la partenza "in media res" su Tex si è già vista, SOPRATTUTTO nelle storie di GL Bonelli (che per i tempi, erano modernissime). Vedi per un esempio pagina 83 del 106 (l'inizio di "Gilas"). O anche pagina 99 del numero 98 (l'inizio di "Silver Bell" dove non c'è nemmeno una didascalia d'apertura. Questo è uno dei tanti indicatori sul fatto che, appunto, la scrittura di Gl Bonelli era tecnicamente più "moderna" (e dinamica, ritmata e fulminante) di quella dei suoi successori, Nolitta e Nizzi, che erano molto più "tradizionali" nella scrittura (Nolitta era più moderno nei temi
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  32. Sottoscrivo in pieno le parole di @Leo, "Gli invincibili" è davvero un capolavoro. Una di quelle storie che puoi rileggere anche cento volte, ma ogni volta ti emoziona e commuove. Borden raggiunge vette di lirismo altissime e confeziona una prova d'autore che rimarrà tra le pietre miliari della saga. Lo stile compositivo di Mauro è molto diverso da quello del grande Bonelli, ma storie simili (per quanto lui per modestia non lo ammetterà mai), a mio parere, sono degne di stare appaiate nell'Olimpo texiano assieme ai capisaldi composti dal compianto papà di Tex.
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  33. L'indimenticabile Carson che fa cadere il fiammifero nel cherosene... e scappa quando avvampa "Era davvero Cherosene!!"
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  34. Allora...Come @virgin l'ho riletta dopo un po'(21 anni!!). E devo ammettere che quando avevo 18 anni ero un lettore diverso. Ora a quasi 39 anni questa storia mi ha trasmesso tutta la sua bellezza. Dialoghi, personaggi, sceneggiatura, tutto ha un sapore classico, hollywoodiano, di film in bianco e nero. Letteri è stato il disegnatore perfetto. Io preferisco Villa e Civitelli però Letteri è un simbolo di quel ragazzino, poi ragazzo ed infine uomo che comprava l'albo e sfogliandolo esclamava con un sorriso:"Letteri...". Hai ragione @virgin...Siamo tornati a casa Il Boss costruisce un gial
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  35. Bellissime posizioni @MacParland, @Grande Tex e @Testa di Vitello
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  36. Èh, Bronco Lane, è stato un brutto colpo.per me.
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  37. 1) Quello NON era ovviamente il post che ho perso. Non metterti a contestare due battute come se fossero le mie argomentazioni (c'era un motivo per cui il post era venuto lunghissimo, mannaggia...) 2) Anche da questo si vede la tua scarsa esperienza di lettura (anche comprensibile, se davvero hai l'età che dici). In realtà il tuo finale "originale" è quello di gran lunga più banale, scontato e frequente. Era originale negli anni 60, cioè più di 50 anni fa! Poi negli anni 70 è diventato una moda (il lieto fine era considerato vecchio e sorpassato, i fumettisti alla moda do
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  38. Perché, rispetto a prima, non ha più nulla da perdere. Gli resta solo la vendetta. Il finale non è contraddittorio. Contraddittorio con cosa? Con la vittoria di Torrence di qualche pagina prima? Non necessariamente nelle vicende umane ci sono messaggi da cogliere o situazioni univoche, spesso c'è invece il caso. Torrence ottiene giustizia, ma poi perde la vita per il desiderio di vendetta del suo antagonista. È un finale classico, e non è estraneo il desiderio di Borden di commuovere il lettore, che all fine resta col groppo in gola. Ma è una scelta narrativa, far accader
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  39. La discussione ha un po' assunto involontariamente i contorni di partigianeria tra chi preferisce Galep e chi difende a spada tratta Villa. Quando in effetti non si discutono come copertinisti ne l'uno ne l'altro. Più che di stile o bravura a bucare, io parlavo di contenuti e ancora non ho capito chi vorrebbe un Villa con una copertina meno ricca di dettagli, chi vorrebbe un Tex più centrale o dinamico, chi vorrebbe un copertina a tinta unita e chi con i veri colori, cioè chi se la prende con il colorista o con chi gli detta questi colori che siamo d'accordo tutti sono del tutto i
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  40. No. Come al solito, Nizzi fa incazzare. E non perché dica cose "controverse". No, fa incazzare perché , con una faccia di palta incredibile, racconta balle, accusando gli altri delle cose che fa lui. Come la cameriera che, beccata a rubare, accusa le sue colleghe che non hanno fatto niente. O, per fare un esempio politico... se domani Renzi fa una intervista in cui accusa Conte di aver fatto cadere un governo in cui c'era lui, poi accusa Letta di fare il grosso con un partito dato al 2%, poi accusa Salvini di andare a sbrodolare lodi a pagamento ad un dittat
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  41. Rimarco anch'io questo concetto, che considero FONDAMENTALE. E' impossibile che una classifica del genere "i miei preferiti di ..." non sia soggettiva. Magari proprio perché legata a ricordi personali oppure perché figlia del proprio gusto personale. E non parlo solo di Tex ma di ogni singola cosa (musica, cinema, libri, sport, ecc.). Qualcuno potrebbe contestarmi che si tratta di banali ovvietà. Vero. Ma è altrettanto vero che spesso vengono mosse critiche di questo tipo: "Come fa a non piacerti la storia di Tizio?" "Possibile che nella classifica non c
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  42. La frase di Nizzi nell'intervista che, però, lascia perplessi è questa: "La texianità ... [è il] ripetersi identico delle situazioni: le bevuta al saloon, la mangiata al ristorante (con un menu molto monotono), le cavalcate, il guado, la sosta notturna attorno al fuoco del bivacco, il rito del caffé, le lunghe chiacchierate, sempre con le stesse parole, con le stesse esclamazioni. La texianità è un bagno tiepido in cui il lettore si immerge ogni mese quando apre il nuovo albo, sperando di trovarci quei sapori che ben conosce e che desidera siano sempre gli stessi."
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  43. Gran bel lavoro Mac Parland nemmeno io che leggo Tex da cinquant'anni sapevo quante erano. Mi associo all'invito di Loriano studia mi raccomando!
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  44. “Il laccio nero” è uno dei vertici di GL Bonelli, una perfetta storia d’azione di 368 pagine che si leggono tutte d’un fiato, un piacere e un divertimento per il texiano doc che si rinnova a ogni sua rilettura. Un “classico” nel vero senso della parola, riconosciuto da tutti come tale, con un Tex che, in questa avventura, non è in realtà così duro come descritto da qualche commentatore, ma che anzi, rispetto ad altre storie, risulta più equilibrato e meno aggressivo del solito, quasi sempre sorridente, ironico, padrone di sé, sbrigativo (questo sì) nei metodi per ottenere il suo scopo (fi
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  45. Recupero anche le posizioni con cui ero rimasto indietro... 08 - La Valle del Terrore - di Nizzi e Magnus - Texone n. 9 07 - Il Passato di Carson - di Boselli e Marcello - Tex nn. 407-408-409 06 - L'Uomo con la Frusta - di Nizzi e Fusco e Civitelli - Tex nn. 365-366-367-368-369
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  46. Conosciuta più come "Fuga da Anderville". Nella mia top 5.
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  47. Nel solo numero che sto rileggendo (Dodge City, n. 18) ho trovato fra le altre queste espressioni di Carson: tempeste e fulmini! per tutte le corna di messer satanasso! corna di centomila diavoli! per la coda di satanasso! fulmini e saette! corna di belzebù! peste e corna! inferno e dannazione! per le corna di tutti i dannati diavoli dell'inferno! sangue di belzebù! per le budella di satanasso! peste corna e fulmini lubrificati! Come non amarlo! (e non amare Gian Luigi Bonelli!!)
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  48. Ma al di là del fatto che piacciano o non piacciano gli arcinemici che ritornano periodicamente (a me non piacciono molto), nella serie Tex Willer di carne al fuoco per non annoiare ce n'è già parecchia, visto che il giovane Tex dovrà incontrare tutti i vecchi amici, da Montales ad Arkansas Joe, a Juan Cortina, ecc., dovrà rivivere la rivoluzione messicana, la Guerra Civile, toccare tutte le prime storie, da Bill Mohican a "Uno contro venti", ecc. Per non parlare di tutti i personaggi apparsi nei flashback della serie regolare. Insomma, faccio fatica a vedere lo spazio per inserire un ar
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  49. Posto il link dove visualizzare un suo recentissimo capolavoro. https://www.facebook.com/photo?fbid=2877162105858780&set=a.1382676975307308 Laura mi ha detto che è a pagina 127 su 160 per la serie regolare di Tex. Per quanto riguarda il cartonato è più o meno a metà dell'opera.
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  50. Questa discussione mi ha incuriosito (una storia nolittiana da G.L. Bonelli?) e sono andato a rileggerla. Per problemi di spazio (ho davvero troppi fumetti...) ho i Tex in "doppia fila" negli scaffali della libreria, e quindi quelli che si trovano dietro, come questa storia (e le altre di quel periodo) non le rileggo da... credo da quasi quarant'anni. Dopo tanto tempo è come leggerle per la prima volta. Non concordo con chi dice che è una storia amara. È una storia di denuncia. Tex alla fine sconfigge e sbaraglia i "cattivi", uccidendoli, arrestandoli o mettendoli in f
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