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  1. 2 points
    Diverse delle cose scritte da Dix corrispondono a quanto si sente dire. Però l'esordio di Diso su Tex avviene nel 2003 con una storia scritta da Nizzi proprio per consentirgli di disegnare cavalli, Figlio del vento. Poi ha disegnato per l'Almanacco del 2004 la storia di Ruju Nella terra dei Klamath Successivamente Diso ha continuato a disegnare storie e copertine di Mister No andato in edicola fino a dicembre 2006. Poi cessata la produzione di Jerry Drake il rapporto con la Bonelli è proseguito su Volto Nascosto, ha disegnato i Romanzi a fumetti Mohican (2010) e Linea di sangue (2011) oltre alla produzione texiana sulla collana Maxi con Fort Sahara (2007), La belva umana (2010), L'avamposto dell'infamia (2014) e La grande corsa (2018) oltre all'ancora inedita guerra di Owl Creek. Recentemente è tornato a occuparsi delle Nuove avventure di Mister No dove tra storie e cornici di raccordo ha messo mano su 11 dei 14 albi usciti. Indipendentemente dal calo legato alla progressione dell'età Diso resta un maestro indiscusso del fumetto e continuare a leggere suoi lavori non mi dispiace affatto
  2. 2 points
    Andiamoci piano. Io non sono stata offensiva né con Sergio Bonelli, né con te, né con le migliaia di lettori cui è piaciuta questa avventura. Se ti sei sentito offeso (non credo che tu possa parlare anche a nome di tutti gli altri), non so che farci perché, ripeto, io non ho offeso nessuno e non ho mai detto né di avere un'intelligenza superiore alla media né che siete tutti stupidi (queste sono solo parole tue). Mi sono limitata a esprimere un giudizio tutto personale. Non mi suggerire poi come si devono leggere le storie o cos'è un fumetto o cos'è la fantasia. Se vedo un asino volare in un fumetto Disney, non mi stupisco per niente, ma se lo vedo in un fumetto di Tex, smetto subito di comprarlo e di leggerlo. Si chiama sospensione dell'incredulità e forse ne hai sentito parlare. Se ci sono delle incongruenze in Tex, e ci sono, se mi va, la faccio notare e non mi nascondo dietro la scusa della "fantasia di un fumetto". Ho poi soltanto fatto notare i difetti della storia in questione, non mi pare in modo scarsissimo, difetti che possono essere contestati uno per uno portando magari le argomentazioni. E la scorrettezza non sta certo dalla mia parte perché non ho usato trucchi denigratori, ma solo fatti facilmente verificabili. Ti piace Zagor e trovi bellissima questa storia? Padronissimo. Sei in buona compagnia (migliaia di lettori la pensano come te)? Meraviglioso. Ma io, con il tuo permesso, la penso diversamente e, se qualcuno mi chiede come la penso, lo posso dire, o no?
  3. 2 points
    La scrittura di Nolitta era molto basata su quel continuo rollercoaster di emozioni, dalla comicità al dramma e viceversa, con protagonisti non solo fallibili ma emotivi, tesi, sempre sull'orlo di una crisi di nervi, e spesso ridicolizzati. (per esempio, nella citata in precedenza storia "La marcia della disperazione"... la scena in cui Zagor si fa catturare in maniera ridicola perché crede che nel cespuglio ci sia l'ennesima nobildonna in cerca di avventure romantiche con il selvaggio uomo dei boschi, e si prende invece un pugno in faccia. E subito dopo questa scena buffa... c'è la descrizione di cosa faranno a Zagor e a Cico e poi la scena delle formiche rosse. E più in generale, la storia "bara" parecchio con le aspettative del lettore. Porta Zagor al completo e totale fallimento, a perdere la fiducia degli indiani, che lo tortureranno per vendetta, e il suo sacrificio serve solo a salvare un branco di assassini che ha cercato di ucciderlo e ha fatto strage di indiani. E poi subito dopo... il trionfo di Zagor, e le conseguenze delle azioni dei nobili si ignorano tranquillamente. Scena esaltante, potente, emozionante... e se ci pensi un attimo, totalmente assurda. Se si poteva ignorare la morte dei nobili, perchè Zagor ha passato tutto quel tempo ad ammazzare indiani che erano dalla parte della ragione, per salvarli?) Non è una cosa unica, anzi, mi guardavo recentemente una video-analisi dell'ultimo film Marvel, "Avengers Endgame", e utilizza pesantemente lo stesso "trucco", passando continuamente da momenti comici a momenti drammatici, facendo arrivare la vittoria proprio nel momento in cui la sconfitta pare inevitabile. Se si riesce a farlo bene, con i tempi giusti (e Nolitta in questo era bravo), lo spettatore è talmente preso dalla vicenda da non fare alcun caso alle incongruenze e alle illogicità (tipo il fatto che Zagor per sfuggire ad indiani a piedi... mandi via i cavalli per fare un diversivo e fugga a piedi). La scrittura di GL Bonelli era molto meno "emozionale" (anche se non sempre - vedi "il giuramento"), ma molto più "solida". Mentre rileggendo dopo anni le storie di Zagor di Nolitta, e facendo più caso alle incongruenze rimango magari deluso, rileggendo GL Bonelli invece mi capita di trovare dettagli, sfumature che non avevo colto in prima lettura. Ma il punto fondamentale qui non è tanto chi sia meglio, ma il fatto che erano scrittori agli antipodi, e che davvero Nolitta era inadatto a scrivere Tex. il suo Tex diventa umorale, isterico, fallibile e a volte ridicolo proprio come Zagor... Qualche post fa quando ho parlato delle differenze nel "mondo" di Tex e Zagor, la discussione poi si è fissata sugli aspetti "fantasy", ma non è solo quello il problema. Basta vedere "la marcia della disperazione" per vedere come il MONDO sia totalmente diverso nelle due serie. Le tardone si sarebbero ammassate su Tex? Tex avrebbe totalmente perso il suo prestigio perchè si sarebbe fatto fregare da tre scalzacani? Tex sarebbe stato sconfitto totalmente più volte, venendo salvato da una ragazza? (vabbè, se è il Tex di Nolitta o di Nizzi la risposta alle ultime domande è "sì, spesso"...) Per non parlare dei protagonisti. Che Zagor sia più "fallibile" di Tex è chiaro a tutti. Ma forse non tutti si rendono conto QUANTO sia "più fallibile". Tex sa scagliare la scure meglio di Zagor. La usa pochissimo, ma quando la usa, come nel texone di Villa, non sbaglia mai. Zagor sbaglia spesso. E quella è la SUA "arma tipica". Figuriamoci con pistole e fucili, Zagor non arriva ad un avversario di Tex di media bravura. A pugni? Zagor viene sconfitto a pugni molto frequentemente, anche se ha una capacità di "incassare i colpi" che lo fa riprendere in fretta senza grossi danni. "come fa Zagor, descritto da Nolitta come uno che ha una forza e un agilità non comuni, a essere meno bravo di Tex a botte?". Eh, non è il PERSONAGGIO, è il MONDO. Zagor, per quanto sia agile e forzuto, incontra spesso gente più forte di lui. Tex no. in alcuni post precedenti ci si dispiaceva del fatto che forse vedremo uno Zagor vecchio. invece, pensandoci, questo è l'elemento che potrebbe rendere sensato il cross-over. Uno Zagor giovane non ha molto senso che faccia un team-up con Tex. In una storia di Tex, sarebbe meno utile di un Gros-jean, che sa sparare meglio, o di un Pat McRyan, che fa meglio a pugni. Tex segue meglio le tracce, ha più prestigio fra gli indiani (non ha bisogno di ingannarli con trucchi da baraccone), spara meglio, sa usare meglio la scure... in un team-up ambientato nel mondo di Tex, Zagor sarebbe superfluo e ben poco utile. Se invece si alterano le cose per metterlo alla pari, rischia di venire una di quei team-up di plastica, finti e artificiali, dove i protagonisti si mettono le pattine e ti annoi dalla prima all'ultima pagina. Ma avere uno Zagor vecchio... potrebbe permettere di inserire uno Zagor più debole di Tex, "mascherando" la sua debolezza con la vecchiaia (quindi, senza bisogno di mostrare che era sempre stato più debole), ma al tempo stesso dare un senso alla sua presenza con la sua fama, e giustificando il fatto che attorno non ha più il suo solito mondo buffo o tragico a pagine alterne... Vabbè, queste sono solo congetture, aspettiamo la storia. Ho abbastanza fiducia in borden, e nel fatto che se fa dopo anni questo "cross-over" sia perchè ha avuto una buona idea per farlo, e non sia una cosa "comandata dall'alto" come il fantomatico crossover fra Zagor e Flash (non invidio lo sceneggiatore di quel cross-over, la cosa più logica sarebbe disegnare Zagor sempre fermo immobile per 94 pagine mentre Flash risolve tutto in un decimo di secondo...)
  4. 2 points
    Il protagonista isterico e frignone al compianto Sergio piaceva così tanto da rendere troppo spesso tale anche Tex nelle sue storie. Capisco che Zagor, essendo una sua creatura poteva agire e comportarsi come meglio credeva, ma onestamente il ranger impulsivo, che urla: "Oh no!" come un bambino o che soffre di crisi di nervi, proprio non mi andava giù. Tacendo delle svariate piccionate e miriade di botte in testa, ma quella è un'altra storia . Ci è voluto tutto l'amore paterno, suppongo, per convincere il grande Gian Luigi Bonelli ad accettare che il figlio trattasse così il suo eroe di carta.
  5. 2 points
    Va be', allora ditemelo che ormai lo sport nazionale è spararle più grosse che si può, così mi adeguo anch'io. Deve essere divertente.
  6. 2 points
    Non è vero. Kiki Manito non può entrare in una storia di Tex, così come non può entrarci il wendigo, o Bela Rakosi, o il Re delle Aquile. Non ci possono entrare le gag di Cico, e nemmeno i trucchetti per ingannare gli indiani superstiziosi (te la immagini la reazione di Tiger Jack?) Un personaggio Bonelli (o non Bonelli) non è solo una faccia e un costume, si porta dietro un intero universo di relazioni, modi, cose che funzionano in una maniera e in un altra non funzionano. I personaggi Marvel quel substrato alle spalle ce l'hanno identico, e solo per questo possono fare crossover senza snaturarlo, i personaggi Bonelli ce l'hanno diverso, o addirittura opposto. In una storia di Tex le macchine di Hellingen smetterebbero di funzionare. I due universi non hanno le stesse leggi fisiche. In quelle di Tex gli smartphone inventati nell'ultima storia da Hellingen non hanno cittadinanza.
  7. 2 points
    I crossover vanno bene fra i personaggi Marvel perchè sono "dello stesso universo", indicando con questo NON l'idea nerd-fanzinara dell'unico "universo" in cui vivrebbero magari Martin Mystere e Zagor perchè ci sono gli elementi x e y in comune, ma intendendo proprio "un unico universo narrative", in cui ci sono non solo gli stessi personaggi e le stesse ambientazioni, ma anche gli stessi canoni, le stesse convenzioni. il Dottor Destino può apparire in Devil senza cambiare nulla perchè sono personaggi nello stesso "universo" di regole narrative, convenzioni, rappresentazioni (tutto nato dalle stesse persone con la stessa visione) Ma il "mondo" di Dampyr non è quello di Dylan Dog, se li metti insieme non puoi non snaturarne almeno uno. Figurati i mondi di personaggi per tanti versi opposti come Zagor e Tex... In generale, i crossover bonelli (quando non sono semplici umoristici cameo su cui poi i fanzinari si lambiccano per decenni) sono fiacchi, smorti, e sono fra le storie più brutte dei vari personaggi, perchè sono storie che spesso violano proprio le basi dell'universo abitato dal personaggio, o in cui le proprie caratteristiche vengono nascoste e soffocate perchè incompatibili con quelle dell'altro personaggio. Lo Zagor che fa il crossover con Brad Barron non può che essere una pallida imitazione, perchè deve essere reso compatibile con Brad Barron. E Zagor e Tex sono fra i personaggi Bonelli più agli antipodi, come "regole del mondo". Zagor non può esistere in un mondo GLBonelliano, e Tex non può esistere in un mondo zagoriano (e si è visto quando Nolitta ha scritto storie di Tex ambientate nel mondo di Zagor, in cui Tex era ovviamente il gradasso prepotente che sarebbe stato una persona così nel mondo di Zagor). Spero che, stavolta, questa condanna alla mediocrità venga sventata nell'unica maniera possibile: fare una storia davvero "texiana" a costo di rendere "non canonico" Zagor (che dopotutto, è un ospite, e non nella sua continuity)
  8. 2 points
    I numeri dicono il contrario. La Bonelli ha presentato le vendite del primo numero, centomila copie, come un grande successo (e in effetti lo è, da quanto tempo una nuova serie Bonelli vende tanto con il primo numero?). Ma due anni fa Tex vendeva 180.000 copie... Per questo ribadisco che per me dire che non è piaciuto a quegli 80.000 lettori in più non ha senso: NON L'HANNO MAI LETTO! E i numeri lo dimostrano, altrimenti avrebbe venduto 180.000 copie... Accettiamo piuttosto l'evidenza delle cifre: ci sono circa 80.000 lettori che COMPRANO (ho dubbi anche sul fatto che tutti quei poi lo leggano...) Tex Gigante "perchè hanno la collezione" ma poi non gli passa nemmeno per l'anticamera del cervello di comprare un altro fumetto. Anche se è di Tex. Anche se è fatto dagli stessi autori della serie regolare. Non si pongono il problema e non hanno dubbi al riguardo: non gli interessa. E quando dico che "hanno la collezione" non dovete intendere quello che si intende oggi, in tempi di nerdismo imperante, "universi" e continuity: non sto parlando del "collezionista" che vuole l'albo perfetto e originale, che li conserva perfettamente imbustati, e magari vuole tutte le copie di una variant. Quelli sono nella terza categoria che aveva descritto qualche post fa, quelli "che comprano tutto di Tex": QUELLI sono i "collezionisti " a cui probabilmente pensate voi leggendo la parola. Ma la collana Tex Gigante ha "sdoganato" il collezionismo di massa vent'anni prima che arrivasse persino il concetto di nerd. Era già in formato "collezionabile" quando nessun altro fumetto lo era. E da subito si è imposto come formato perchè collezionabile. Quando non esisteva nemmeno il concetto di "collezionista" Tex era collezionato da decine di migliaia di persone. Se guardate i film degli anni 70, trovate scene dove i protagonisti hanno la collezione di Tex in bella evidenza in libreria, come se fosse la cosa più normale del mondo (e in effetti all'epoca... lo era). Senza che questo indichi che siano dei nerd o dei feticisti (anzi, in genere la collezione di Tex la mettevano nelle case di quelli che dovevano mostrarsi ruspanti, rustici e donnaioli, in alternativa sia alla casa dell'ignorante senza libri, sia a quella dell'intellettuale o del secchione con ponderosi tomi cartonati) È un tipo di collezionismo totalmente diverso. Gli albi sono magari massacrati per essere stati letti e riletti decine di volte, ci sono le macchie di nutella di quando il proprietario li leggeva da bambino mentre faceva colazione. La maggior parte degli albi è in uno stato tale da avere valore nullo. E nella maggior parte dei casi è una collezione piena di ristampe, magari con tre stelle fra i primi albi. Ma il proprietario comunque si vanta che ha "la collezione di Tex". E continua a comprarli, anche se magari non li legge nemmeno più, perchè ha la collezione, o magari perchè è un rito che fa da quando era bambino, un abitudine rassicurante. O magari li legge, ma già fa fatica a trovare l tempo di leggere quelli e non ha voglia di leggere altro. In ogni caso, potreste anche resuscitare Galep e GL Bonelli e fargli fare uno speciale di 600 pagine al prezzo di 2 euro, non conta nulla, perchè questi acquirenti non lo verrebbero nemmeno a sapere. La maggior parte di loro non sa chi sono Galep e G.L. Bonelli, se non hanno buona memoria e si ricordano magari i saluti degli autori in alcuni albi degli anni 60. In ogni caso non ci guardano agli autori. Quindi, quei lettori non li pigli con altre serie. Anzi, è meglio non irritarli con copertine variant o numeri strani, che magari è la volta che si decidono a smettere anche la serie regolare. Sono lettori che "gonfiano" ancora le cifre di vendita di Tex, ma non dipendono dal Tex attuale, sono un lascito del Tex di cinquant'anni fa. Piuttosto, sono gli altri centomila che testimoniano la "forza" delle storie attuali di Tex. Perchè testate che ad un certo punto vendevano più di Tex (Dylan Dog) o comunque più di centomila copie ce ne sono state diverse, e oggi vendono tutte di meno, molto di meno. (e per me anche Dylan Dog ha un bel numero di acquirenti che comprano solo perchè hanno la collezione, quindi le cifre da confrontare con i centomila di Tex sono pure multo inferiori...). E il dato di tenuta di Tex Willer, stando alle cifre che si sentono, è eccezionale. Loriano parla di 80.000 copie. Sarebbe un dato così eccezionale, a due anni dalla pubblicazione, che dubito sia ancora reale (mantenere l'80% delle copie dopo due anni sarebbe credo un record mondiale di questi tempi), credo sia più credibile un altra cifra che si sente in giro, sulle 60.000 copie. Ma, per fare qualche paragone, il primo numero di Orfani vendette 65.000 copie e dopo due anni era sulle 15.000. Con un lancio pubblicitario notevole e costoso e con i cartoni in TV. Meno di un quarto. Tex Willer se avesse avuto una performance di quel tipo oggi venderebbe meno di 25.000 copie... Se teniamo conto del fatto che fra quelle 100.000 persone che hanno comprato il numero uno, ci saranno stati quelli che si sono presi il numero uno per curiosità ma senza la minima intenzione di proseguire la serie, quelli che si sono presi il numero uno perchè prendono tutti i numeri uno bonelli ma odiano il western, e quelli che si saranno prese due copie convinti che un giorno varrà un casino, credo che non siamo molto lontani dalla realtà se diciamo che quasi tutti quelli che si sono avvicinati a Tex Willer con l'intenzione di proseguire se gli piaceva siano rimasti soddisfatti.
  9. 2 points
    Sono in via d'estinzione ma non ancora completamente estinte.Io ne conosco personalmente un paio. Confermo tutto. Testimonianza diretta di prima mano. Tra l'altro in quel periodo che arriva sino agli anni 80 l'offerta di fumetti era veramente tanta e molto variegata sia per tematiche che per formati. C'era k'imbarazzo della scelta. Fino agli Settanta La Bonelli con le sue varie denominazioni era sostanzialmente un editore minore per quanto in crescita costante. Senza considerare la Mondadori con Topolino, il vero gigante era la Dardo che con Miki, Blek e le varie collane di fumetti guerra importati dal Regno Unito (e paradossalmente disegnati perlopiù da italiani) vendeva almeno il triplo di Tex per tutti gli anni 50 e 60. Io ho sentito spesso parlare di guerra delle edicole vinta dalla SBE. Nulla di più sbagliato. Bonelli non è stato un vincitore ma casomai un sopravvissuto. Oggi la soglia fisiologica di calo di vendite annue è del 2% circa che è un nulla se si pensa che in altri settori dell'editoria il calo supera abbondantemente il 10% se non il 30 addirittura tra i quotidiani Se è vero che la serie classica viaggia intorno alle 180.000 copie e le altre sulle 60/70.000, direi che la tua analisi è corretta.
  10. 2 points
    Le ultime due categorie, il lettore occasionale e il lettore nostalgico, sono praticamente estinte. Il lettore occasionale soprattutto è molto rimpianto. Le gigantesche vendite dei fumetti della metà degli anni 70 (in generale, non solo dei Bonelli, l'intrepido faceva oltre un milione di copie al mese con storie autoconclusive e senza collezionisti...) erano dovute soprattutto a loro. Dal barbiere trovavi fumetti, non riviste di moda. In casa di tutti trovavi fumetti, non "collezioni", ma qualche fumetto in giro per casa magari comprato per passare il tempo durante un attesa dal dottore o in treno. Ìl lettore occasionale di fumetti ne compra pochi, ma facevano massa, senza di loro, quelle vendite non hai più speranza di raggiungerle. E sono scomparsi ormai da decenni. Già alla fine degli anni 70 erano diventati molto rari dopo l'arrivo delle TV locali e della programmazione continua a tutte le ore (l'intrepido che vendeva oltre un milione di copie mensili, chiuse pochi anni dopo per scarse vendite), ma ancora c'era gente che prendeva un fumetto per passare il tempo in treno. Con gli smartphone è arrivata l'ultima mazzata, Ormai chi legge "per passare il tempo" non esiste più, nessuno ha più tempo libero in cui non sa cosa fare... I fumetti Bonelli negli anni 70 non erano i più venduti (a parte forse Tex, ma comunque non era un fenomeno fuori dal mondo come adesso, di fumetti che vendevano molto ce n'erano tanti), sono "emersi" come scogli con la bassa marea perché mentre le vendite di gran parte degli altri crollavano a picco, le vendite Bonelli calavano meno degli altri (Bonelli una volta in un intervista TV in quegli anni disse che perdevano un 10% di copie all'anno, grave ma pochissimo rispetto a fumetti che li hanno persi quasi tutti in brevissimo tempo). La crisi svelò che erano riusciti a fideizzare i lettori, a renderli "appassionati" e fan dei loro personaggi, a tal punto che buona parte dei loro acquirenti era fatta da collezionisti o da lettori regolari che seguivano la collana tutti i mesi (e il fatto che all'epoca le storie non coincidevano con gli albi per me fu uno dei fattori che portò a questo risultato e quindi a salvare la Bonelli) Oggi le vendite non solo della Bonelli, ma di qualunque fumetto, sono date solo da collezionisti o da lettori abitudinari, nessuno compra più un fumetto d'impulso perche non sa come passare il tempo. E i lettori nostalgici sono sempre stati pochissimi, quanto incidono sulle vendite gli albi comprati da qualcuno che ne compra uno ogni 5 anni per vedere come va il vecchio Tex? Proposte come Tex Willer sono per me "pensate" per questa situazione. È chiaro che è una serie pensata per (o per non pesare troppo su) un lettore abituale che la compra tutti i mesi, conosce già il personaggio, e non ha molto tempo per leggere. Un lettore che non conosce Tex e ne comprasse un numero a caso non ci capirebbe nulla, ma è normale, praticamente tutti i fumetti ormai sono così, di fumetti per lettori occasionali non ne fanno più. E torniamo alla situazione che ho descritto nel mio post precedente: ci sono collezionisti che comprano tutto, e quindi per loro la qualità, chi lo disegna, il tipo di storie, etc, sono fattori totalmente irrilevanti, quelli più "sfegatati" come li chiami tu si comprano persino più copie della stessa storia se hanno la copertina diversa. Poi ci sono quelli che comprano solo l'albo mensile regolare "perchè ormai hanno la serie", e che magari non lo leggono nemmeno più, lo comprano e lo mettono direttamente in libreria. (sono convinto che il numero di questi collezionisti "solo serie regolare" sia stato aumentano negli ultimi anni dalle politiche spremi-agrumi della stessa Bonelli, hai voglia a dire che una pizza costa di più, 40 pizze rimangono sullo stomaco. Così molta gente - e ne conosco - ormai rifiuta di comprare qualunque altra cosa quasi per ripicca). Le vendite delle altre collane di Tex dipendono quindi unicamente dalla fascia di lettori che compra molto, ma non tutto. Che sono secondo me non più di un terzo del totale (considerando come "tutto" gli albi inediti, i completisti che comprano anche tutte le ristampe, statuine, poster, etc immagino siano molti di meno). Se esistono lettori che magari si comprano solo il Texone ma non la serie regolare (per me non esistono come categoria numericamente tangibile, a parte i rari casi di disegnatori con un ampio seguito personale che compra Tex solo perchè lo disegna quel disegnatore, tipo Magnus, ma sono casi rari, chi si compra tutto di Wilson?) bisogna persino rivedere i numeri al ribasso (nel senso che vuol dire che i lettori della regolare che comprano altre cose sarebbero anche meno di quelli che penso)
  11. 2 points
    La ragione, molto semplicemente, è la stessa per cui nessuna serie di Tex, mai, ha venduto come la Tex Gigante. Non importa se a disegnarla erano maestri del fumetto o lo stesso Galep, non importa se ha più o meno pagine (se fosse vero che non comprano Tex Willer perchè ha poche pagine, allora i maxi dovrebbero vendere più della gigante. Invece credo che il numero ridotto di pagine, di questi tempi, abbia sospinto le vendite), non importa se a colori o più grande, etc. Molti lettori di Tex, semplicemente, comprano la serie gigante per abitudine, perchè "hanno la collezione", e non sono minimamente interessati a leggere altri fumetti. Anche se sono fumetti di Tex. Poi, dopo questi, ci sono quelli che comprano alcuni Tex "collaterali" e altri no. Le vendite della Tex Willer, a sentire le cifre che circolano, sono opttime, quindi mi sa che quasi tutti questi la comprano. E poi infine ci sono quelli che comprano tutto di Tex, e sono circa pari alle vendite della serie di Tex meno venduta. Le vendite di una serie collaterale di Tex dipendono da quella fascia centrale di pubblico, che mi sa che è molto minoritaria, fra quelli che comprano tutto e quelli che non comprano niente...
  12. 1 point
    Solitamente, quando si parla di western italiano a fumetti, si identifica "Tex" come massimo rappresentante del western classico e "Ken Parker" come baluardo del western revisionista. A mio parere, se sul piano stilistico è innegabile che la serie targata Berardi/Milazzo sia più imprevedibile e complessa a livello di composizione della tavola, gestione degli spazi e dei silenzi rispetto a "Tex", bisogna considerare che dal punto di vista contenutistico "Tex" è un fumetto tutt'altro che classico. Si pensi a come, un buon decennio prima dell'avvento del cinema western revisionista, Bonelli avesse già detto la sua sulla questione indiana con "Sangue navajo" o sulla guerra civile con "Tra due bandiere". Per non parlare di come "Tex" abbia saputo nel tempo mescolare toni e registri con ammirevole disinvoltura, passando dall'ironico al crepuscolare, dallo storico al fantastico. A mio parere, ciò è dovuto al fatto che per gli americani all'epoca il western era un genere sacro e intoccabile, mentre Bonelli e Galep hanno potuto affrontare la mitologia western e la storia americana con la serenità e il distacco europei di chi non parla di vicende della propria nazione e, perché no, anche con quello spirito un po' ribelle e fantasioso, ingenuo e sfrontato tipico del fumetto d'avventura italiano. Voi che ne pensate?
  13. 1 point
    Questa è solo una mia supposizione, non suffragata da nulla se non dal ragionamento, ma probabilmente Diso fu "spostato" su Tex prima della chiusura di Mister No perchè Mister No, con le sue vendite, non poteva più permetterselo. Diso lavorava regolarmente con la Bonelli dall'inizio degli anni 70, con una simile anzianità di servizio ed essendo il disegnatore principale (e copertinista) di una serie che prima del declino degli ultimi anni vendeva bene ed era durata parecchio, immagino prendesse a tavola molto più dei disegnatori di Mister No più giovani. Se è così, da una parte il ragionamento in termini "contabili" ha un senso - riduci le spese per la testata di Mister No - in termini generali per la casa editrice non so quanto fosse lungimirante. Se parti dal presupposto che "tanto mister no disegnato da altri vende uguale" e "tanto Tex disegnato da Diso vende uguale" certo, la casa editrice ci guadagna, ma se fosse così, potrebbe pubblicare 200 albi di Tex al mese disegnati da tutti i suoi disegnatori, compresi quelli che disegnano in stile manga e scritti da magari da Chiaverotti... io ho il sospetto che le facessero Tex chiuderebbe in breve tempo, altro che guadagno... Oggi, visti gli scarsi risultati delle nuove serie (e uso il termine "scarsi" per gentilezza e non usare termini più appropriati), si torna ad affidarsi a vecchi personaggi pensionati anni fa (Mister No, Nick Raider, pure Legs...), con il senno di poi non si poteva comunque pubblicare degli speciali di Mister No disegnati solo da Diso, invece di fargli fare tutti quei Maxi che tanto bene non devono aver fatto alle vendite dei Maxi Tex?
  14. 1 point
    di niente comunque per Tex non l' ho mai trovato adatto
  15. 1 point
    Bisogna dire che ha anche 88 anni.
  16. 1 point
    Una volta persi un pomeriggio intero a convincere un amico a dare una chance a Odissea nello spazio. Non era il suo genere, non gli piaceva la fantascienza, soprattutto non amava i film complessi. Non sto paragonando il film capolavoro di Kubrick a Zagor racconta. Torno a dire che è un esercizio inutile cercare di convincere. Però questa storia è fondamentale per capire il personaggio. Dopo puoi leggere, se vuoi, L'esploratore scomparso e Huron, di Boselli, o L'uomo col fucile, di Burattini. Ma prima dovevi leggere questa storia. Allargo un attimo il discorso. Anni fa mi confrontavo con i miei amici che non leggevano Tex ma solo Dylan Dog. Cercavo, impuntandomi, e credendo bene di "fargli cambiare idea" ma senza riuscirci, di "convertirli". Figuriamoci. Però per me era inamissibile che non apprezzassero Il figlio di Mefisto o Il Giuramento. Ma nulla da fare, proprio non ci riuscivano a farselo piacere. Ma devo dire che era un approccio, il mio, sbagliato, nel senso che ci sono opere e autori che non ci piaceranno mai. Ora, essendo Letizia una scettica di Zagor, anzi, trovandosi agli antipodi totalmente da questo tipo di fumetto, credo che sia giusto che abbia letto Zagor racconta. Perché ora sa per quale motivo questo eroe è diventato quello che è, sa del suo tragico passato legato a suo padre e il rancore e l'odio che ha covati per anni. Soprattutto la sua ricerca della vendetta che, non sempre, è la strada ideale per ottenere giustizia. Sono chiavi di lettura per delineare questo personaggio. Ciò non significa che tu, Letizia, debba cambiare idea o "convincerti" per i motivi citati sopra, però sei consapevole che Zagor non è soltanto l'uomo dei boschi rude che salta di liana in liana tipo Tarzan e che quei fessacchiotti di pellirosse credono una divinità. C'è dall'altro. E vedo tutto questo come un arricchimento. Indipendentemente dal tuo giudizio sulla serie. P.s. Mo però devi per forza leggere L'esploratore scomparso!
  17. 1 point
    Di certo si devono leggere più storie per capire l'anima di un personaggio, una soltanto è troppo poca. Ma il diritto di critica è lecito, sia chiaro. Sono due aspetti da tenere in considerazione. Però le storie devono dare pure emozioni. C'è qualcosa che ce le rende care. A sto punto nemmeno un albo come "Zagor racconta" convincerebbe Letizia. Ma il punto è proprio questo: perché convincere? Zagor racconta è un capolavoro. Leggilo, Letizia, se vuoi. Dagli una possibilità ma non per entrare in sintonia col personaggio ma per ricrederti su alcune cose. Chi vuole apprezzare quella storia se la legga pure. Chi non la legge, non sa cosa si perde. Perché è proprio il manifesto della nolittianità. Quando al bene e al male, al nero e al bianco, vi si aggiunge il grigio. Perché nessuno è completamente cattivo o buono. Questo ci insegna Nolitta. E scusate se è poco!
  18. 1 point
    Che dire, l'ultimo post di Diablero è assolutamente perfetto. Dichiaro chiuso il battibecco e invito a ritornare in topic - cioè a parlare di "Tex & Zagor".
  19. 1 point
    C'è questo strano equivoco che gira nei forum, specialmente in questi tempi di Politicamente Corretto e Culto dell'Indignazione, che fa confondere gli ambiti. 1) Quelle che non bisogna offendere sono le PERSONE, non esiste un "rispetto dovuto alle storie" 2) Criticare anche in modo aspro e "saccente" i difetti di una storia non è "offendere", è semplicemente esercitare il diritto di critica. Anche se poi ovviamente chi ha amato quella storia si arrabbia. E quando criticano così una storia che è piaciuta a me mi arrabbio sì, e magari posto in sua difesa, ma... arrabbiarsi è un conto, OFFENDERSI perché hanno criticato una storia che ami è un altro discorso. Nessuno ha il "diritto di non vedere criticate le storie che ama", nemmeno se è convinto di avere alle spalle miliardi di lettori tutti pronti a dargli man forte contro l'Eretica... Rileggendo il thread, quello che è successo è che: 1) tu hai detto a Letizia, a cui Zagor non piace, "Io ti consiglio di leggere La marcia. Se non ti piace, non andare avanti, ma se ti piace, potresti scoprire un altro mondo. Alla fine ci ringrazierai.". E già qui si intuiva la catastrofe: NON PUOI OBBLIGARE LA GENTE AD AVERE I TUOI GUSTI! E se a Letizia non era piaciuto Zagor prima, perché avrebbe dovuto apprezzare proprio quella storia, che non è "strana" tipo quelle di Sclavi, ma è una delle storie più emblematiche della serie? 2) A Letizia, com'era prevedibile, la storia non è piaciuta... 3) Tu sei andato fuori dai gangheri e hai iniziato questo inutile flame. La gente ha gusti diversi, rassegnati (c'è gente a cui piace l'ultimo Nizzi, cosa dovrei dire io?), riserva la tua indignazione per quando qualcuno offende TE, non quando "mancano di rispetto ad una storia"
  20. 1 point
    devo dire di essere anche io perplesso su questo crossover vorrebbe dire che nell'universo di Tex ci sono stati i supercomputer e i vampiri per Letizia, ti devi abituare che per Nolitta le cose andavano cosi': a lui non importava delle varie incongruenze, a lui interessava emozionare e basta.Per quanto riguarda la figura da fesso di Zagor... era questo che lo differenziava da Tex.
  21. 1 point
    Lasciami dire che non si leggono così le storie. Potrei fare la stessa cosa con tutte, e dico tutte, le storie scritte da GLB, e questo lo sai perché? Perché si tratta di un fumetto. Sai che cos'è? E' fantasia. Tu hai ridotto una bellissima storia, un capolavoro osannato da tutti (ma, a questo punto, mi sono convinto che siamo tutti stupidi e che tu sei di un'intelligenza superiore alla media) ad un processo davanti ad un Tribunale. Sembravi un Pubblico Ministero, ovviamente scarsissimo, con Nolitta sul banco degli accusati. Credimi, sei stata offensiva non solo nei confronti di chi ha scritto la storia (ma lì c'è il diritto di critica, mi dirai) ma anche e soprattutto nei confronti di ...mila zagoriani che l'hanno letta e riletta osannandola in tutte le lingue. Avrei preferito un "non mi piace il genere, preferisco leggere Tex", ed io avrei aggiunto " e le minch...e che scriveva anche GLB", perché, come ho scritto sopra, qualunque storia, soprattutto a quei tempi, è piena di incongruenze, volendo sviscerarle tutte come hai, scorrettamente, fatto tu. Passo e chiudo, spero.
  22. 1 point
    "umano" non vuol dire "emotivamente instabile, incapace di controllare i propri sentimenti, capace di passare in pochi secondi dalla calma alla furia omicida o ad un pianto a dirotto..." I personaggi di Nolitta più che "umani" li definirei "umanamente molto fragili", ed è uno dei motivi per cui ha molto senso che Cico stia con Zagor, essendo Cico molto meno fragile di Zagor (certo che se però cancelli questo aspetto di Zagor, Cico diventa solo un mangione insopportabile...)
  23. 1 point
    Prendo questo pezzo del tuo post per segnalare un altro equivoco, in cui mi pare cada spesso anche Burattini quando dice che "gli alieni c'erano anche con Nolitta". Sì, ma QUALI alieni? Vedere il rapporto fra "fantastico" e "realistico" come una linea, in cui se vai da una parte o dall'altra, è un clamoroso errore concettuale. Che porta, ovviamente, a conclusioni farlocche, tipo "se Nolitta ci ha messo Titan, io ci posso mettere gli smartphone, sempre macchine sono...". In realtà non esiste UN fantasy, o UN tipo di fantascienza. Ce ne sono tantissimi. Leiber non è Tolkien, e nessuno dei due è Howard o Moorcock. E ciascuno può essere più o meno "realistico" rimanendo completamente fantastico (il realismo è opposto all'irrealistico, non al fatto che una cosa sia fantasy o no, una storia fantasy può essere più realistica di certe storie d'amore in TV...) Ed è questo che credo sfugga a chi dice che "il fantasy c'è anche in Tex", oppure a chi dice che "Tex è più realistico". Sono entrambe affermazioni assolutamente FALSE. Tex e Zagor hanno elementi "fantastici" totalmente diversi, incompatibili fra di loro. Non puoi mettere Rakosi su Tex, fa ridere. Ma NON perchè "ǹon è realistico". Il problema non è il realismo (su Tex c'è Mefisto, che non andrebbe bene su Zagor). Il problema è IL TIPO DI IMMAGINARIO. L'immaginario "fantastico" di Zagor era ispirato a fonti ben precise e delineate: i film degli anni 40-50, in particolare quelli della Warner. Da li vengono non solo Rakosi, l'Uomo Lupo, il Mostro della Laguna Nera e decine di altri avversari, ma vengono anche il design dei robot e dei mostri, il tipo di poteri che hanno e il loro comportamento. Dire che metterci "Alien" che ti entra nella gola va bene perchè c'erano già stati gli alieni da film anni 50 è una solenne corbelleria, così come dire che puoi metterci gli esoscheletri o i terminator o gli smartphone perchè c'erano già gli schermi a valvoloni in stile anni 50. Già con Boselli si era andati a inserire su Zagor elementi più "letterari" alla Howard (Solomon Kane, divinità malvage e le loro sacerdotesse) o gotici (avvenenti vampire), forse perche si pensava di "svecchiare" un po' il personaggio, ma quelli erano inserimenti comunque limitati e aggiungevano pochi altri tipi di elementi fantastici... oggi invece sembra che non ci sia più nessuna cognizione del fatto che il Fantastico non sia un unico calderone, e su Zagor davvero ci possono mettere (e ci mettono) di tutto... e il risultato si vede: perdita di individualità, mancanza di un vero e proprio stile "zagoriano", oggi su zagor c'è tutto, e quindi non c'è niente. Niente di unico, di particolare, di caratteristico. Il "fantastico" in Tex è una faccenda MOLTO piu delicata. Invece di inserire elementi copiati di peso da film o libri, GL Bonelli prendeva gli elementi che colpivano la sua fantasia (scimmioni, vecchi maghi e bellissime streghe, demoni... ma soprattutto scimmioni, vero e ammaestrati o finti con scimitarra...) e li rielaborava in salsa "bonelliana". Su Tex non ci sono vampiri "classici" nè licantropi (e per questo la recente storia di Manfredi sulla regina dei vampiri ha un sapore "non texiano", esattamente come la vecchia storia del Sasquatch di Nolitta: sono "mostri famosi", praticamente dei divi del cinema... ma su Tex ci può essere un unico divo, e il mostro può essere affascinante e memorabile, ma non può essere una star più famosa di lui), su Tex hai il Diablero e la Regina della Notte, e se ci sono gli alieni, sono piante assassine "vampire" o esseri che non vediamo mai. Anche qui, approcci opposti: su Zagor il "mostro" deve essere ben riconoscibile come appartenente ad un immaginario preciso (o meglio, doveva esserlo, oggi ci potresti anche mettere il cast di Futurama o il Rocky Horror Picture Show, tanto ormai...), mentre su Tex deve essere mischiato, alterato e reso "texiano" al punto da far fatica a riconoscere la fonte. Su Tex Rakosi sarebbe ridicolo, vedere di colpo Christopher Lee con i dentoni è come vedere Calimero. E dire che sono entrambe "cose fantasy", è come dire che sono entrambe "cose immaginate", non dice nulla e indica che non si è capito che di "fantasy" ce ne sono mille diversi. Per questo, credo anch'io che la via migliore per un crossover sia di evitare elementi fantastici e soprattutto non fare la solita cosa stereotipata e banalissima dello scambiarsi i "cattivi", Perchè se già il "tipo di western" delle due serie è molto diverso, il loro "tipo di immaginario fantastico" davvero non è manco parente...
  24. 1 point
    Le "riscritture" saranno poche: in due anni abbiamo avuto solo quella de "Il totem misterioso". Sappiamo che in lavorazionec'è la storia de La Mano Rossa, che sarà pubblicata non prima di due anni. La storia de Il Totem Misterioso è stata solo parzialmente riscritta, non è stata alterata, è stata solo aumentata in quelle parti che aveva lacunose (le parti in questione non erano poche). C'è poi il discorso della fine di Coffin tra l' edizione originale a striscia e le edizioni censurate della Seconda Serie Gigante, cioè la rielaborazione del personaggio di Tex avvenuta nei primi anni sessanta (cito da un mio vecchio articolo del TWMagazine): Tex in quella prima avventura è dunque un giustiziere "mascherato" così come tramandato dalla letteratura popolare che non lascia scampo a Coffin, Un Tex diverso da quello che GLB andò costruendo negli anni successivi, per questo motivo la censura intervenne così pesantemente su quelle strisce. A quel primo Tex, personaggio cupo, gotico e inesorabile certo Boselli non poteva rifarsi. Ecco perché vedremo una prossima storia in cui ci sarà una nuova resa dei conti con Coffin. C'è poi la storia "I razziatori del Nueces" che non verte sulle prime storiche avventure ma sulla morte del padre e di Gunny che GLB affrontò malamente, una storia che non sentiva nelle sue corde e che probabilmente non gli andava nemmeno di raccontare (quante sono le storie in flashback scritte da GL Bonelli se togliamo questa e quella de "Il giuramento" ?). Tra l'altro su questo momento cruciale della vita di Tex Boselli è già tornato diverse volteper esempio con i cartonati, IMO con esiti notevoli.
  25. 1 point
    Visto che sono già stati "sdoganati" negli speciali gli spettri e i fantasmi, può darsi che incontri lo spettro di Zagor. Così: 1) non hai il problema dello zagor vecchio 2) non hai il problema di collocare Darkwood nel mondo di Tex 3) non devi usare "varchi dimensionali" e altra paccottiglia pseudofantascientifica che su Tex ci sta come i cavoli a merenda 4) E finalmente, Zagor sarebbe davvero lo Spirito con la Scure...
  26. 1 point
    Partiamo proprio dall'inizio: la copertina lascia davvero perplessi. Più che "brutta" è sovraffollata di roba, come un abbuffata di elementi al grido di "più roba c'è, meglio è", ma non è così, in una copertina troppa roba distrae a fa perdere forza all'immagine. E qui hanno voluto metterci Tex a cavallo con la pistola in mano, la donna dietro, dietro ancora l'arco decorato in muratura, dietro ancora le montagne, dietro ancora gli avvoltoi... la mano vicina alla fondina che dovrebbe essere l'elemento grafico preponderante diventa quasi uno spazio in negativo, una cornice scura a tutta quella massa di roba che affolla la parte chiara. È un peccato che non si vedano più le immagini postate nel forum con le matite di diversi di questi elementi, dove appariva chiaro che è un vero e proprio lavoro di assemblaggio di disegni e di elementi diversi. Ma togliendone anche solo uno (meglio due) la copertina sarebbe stata migliore. Il troppo stroppia, e devo correggere quello che ho scritto prima, più la guardo più mi sembra proprio brutta (il titolo in finta prospettiva sbagliata non aiuta, e il fatto che sia una citazione è un'aggravante, si vede che si considera piu importante la citazione della propria copertina...) Sulla storia le note sono nettamente più positive. Vero, ci sono i soliti problemi intrinseci alla collana (Tex ha un suo ritmo e un suo linguaggio inadatti a quel formato e a quella lunghezza, o snaturi Tex o le storie risultano sempre troppo corte) ma Ruju riesce a costruire una storia abbastanza rapida da risultare soddisfacente. Ma visto che sono un criticone incontentabile, faccio le pulci anche a lui... Pagina 9: si capisce come mai Portela si sia arrischiato a dare le armi ai due pellegrini, Enrique è così lento, ma così lento, da riuscire a dire "sarai tu a morire, Portela!" (con tanto di virgola, già che ci siamo...) prima di sparare. Ero più veloce io, nel sonno... Pagina 11: un bell'esempio dei danni che ha fatto la "moda" fighetta nata negli anni 70 del fare a meno delle didascalie, anche quando ci vogliono (notare che nei film Marvel, dove pensano ai soldi e al pubblico e non a fare arte, le didascalie ce le mettono per indicare luoghi e tempi senza farsi tante pive, visti i vantaggi evidenti che danno). il dialogo di Tex è una "spiegazione per il lettore" così pacchiana e incongrua da risultare ridicola (come dialogo non ha alcun senso, pare che consideri Carson un lettore che ha appena aperto la pagina e non ha idea di cosa stiano facendo e del perchè siano lì). Aveva paura di essere deriso dal "circolino autori di fumetti moderni che non vendono più un tubo" se invece di quel dialogo ridicolo ci metteva una didascalia che spiegava perchè Tex e Carson erano lì? i prossimi è meglio metterli sotto spoiler... Un disastro quindi? No, anzi. Mi sono divertito a segnalare i punti dove ci sono quelli che per me sono errori, passi falsi o incongruenze, ma la storia nel complesso è gradevole, e di positivo c'è la maniera in cui ogni scena e ogni scontro viene presentato in maniera rapida ed efficace (vabbè, a parte pagina 11). Prima o poi smetterò di comprare questi cartonati, ma tutto sommato non sono pentito di non averlo fatto con questo.
  27. 1 point
    La maggior parte sono orribili, direi illeggibili.
  28. 1 point
    Che era basato su un film del 1935 "Tutta la città ne parla" diretto da John Ford con <Edward H. Robinson nel doppio ruolo del timido impiegato di banca e del feroce gangster.
  29. 1 point
    Il lettore occasionale era MANNA per la Bonelli. Gli special e extra vari, almeno fino a venti anni fa, erano concepiti proprio per quella tipologia di acquirenti. E uscivano soprattutto in estate, mesi in cui si predilige l'acquisto di letture anche diverse dal solito proprio perché si è in vacanza e si ha più tempo libero. Le cose poi sono sostanzialmente cambiate e si sa. Il punto è un altro: la disparità di vendite tra Tex e Tex Willer. Essa dimostra che il lettore collezionista non è quello principale. La serie inedita ha i suoi fedeli, che lo comprano da anni, ma il collezionista compulsivo è in minoranza, non è interessato ad altro, se no Tex Willer pareggerebbe almeno i conti. Dico questo anche per rispondere a chi su Facebook intende sempre, con fare arrogante, che si va avanti solo grazie ai collezionisti. No, non è affatto così. Sono importanti, ma non rappresentano la fetta grossa del mercato.
  30. 1 point
    Fra poco compio 60 anni, dunque ho superato Kit Carson ... Ebbene, non sono molto lontano, anagraficamente, dai pensionati, però trovo godibile ed entusiasmante sia la serie regolare sia la serie Tex Willer. E' evidente che vi si rispecchino i nuovi gusti (in entrambe), ma va bene così... Le storie ora sono scritte tenendo conto di un patrimonio di conoscenze storiche e iconografiche, un tempo impensabili o, comunque, molto rare.
  31. 1 point
    Nessuno lo è, se è per quello. Comosco personalmente qualcuno che legge Tex ininterrottamente dal 30 settembre 1948 (ti dice niente questa data?) ed è letteralmente entusiasta di questa serie che ricostruisce atmosfere e ritmi del passato, quindi ho almeno una smentita al tuo assunto. Se ci fossero
  32. 1 point
    Mah, che ciò dipenda dall'età dei lettori, mi pare una spiegazione molto forzata. Intanto, va detto che il giovane Tex non ha nulla dell'ingenuità fanciullesca dei "ragazzini" del west in voga negli anni 50 e 60. Inoltre, le storie della serie Tex Willer - che personalmente trovo, finora, magnifiche sia come soggetti sia come disegni - presentano tematiche, situazioni e personaggi (comprimari, antagonisti, comparse) "adulti", maturi. Del resto, per un lettore pensionato di 65 o 70 anni, anche Tex e Carson della serie regolare potrebbero apparire dei "ragazzi". Credo che la spiegazione stia nella vischiosità delle abitudini e anche, forse soprattutto, nello scarso numero di pagine (secondo lo standard della serie regolare). Comunque, per me l'importante è che entrambe godano di buona salute!
  33. 1 point
    Su questo siamo perfettamente daccordo. Volevo solo condividere il pensiero di Gilas2. A me il Ticci di Sulle piste del nord e Terra promessa piace di più del Ticci maturo di qualche anno dopo.
  34. 1 point
    Rimango dell'idea che la scelta narrativa della votazione finale sia stata infelice a prescindere. In caso di mancata redenzione (situazione più plausibile con l'iniziale caratterizzazione del personaggio e anche per me più adatta a Rodelo) l'errore marchiano è dei due Kit, con Tex che, sebbene contrario, si fa mettere in minoranza dal voto di Mike che potrebbe benissimo divenire complice del futuro cognato, mettendo così a repentaglio la vita di innocenti. Anche con il ravvedimento del Kid, cosa che col senno di poi accade, sono Tex e Tiger ad andare incontro a un errore di valutazione. Niente di assurdo in fondo, ci sta che si sbagli alle volte, ma non capisco la necessità di escogitare un finale così atipico e spinoso. La scorciatoia narrativa della sparizione di Rodelo avrebbe tolto d'impaccio l'autore, ma ripeto, ogni valutazione è soggettiva.
  35. 1 point
    Concordo pard sul fatto che far redimere Kid Rodelo sia stata una scelta alquanto discutibile, resa ancor più opaca dalla sua caratterizzazione ben marcata del primo episodio. Non a caso sostengo che, a mio avviso, un personaggio simile non meritava un ritorno o quantomeno se proprio si voleva riproporlo, lo avrei visto solo come un nemico in cerca di vendetta che sbatte contro una cassa da morto. Forse la penso così a causa della poca empatia col personaggio, lo ammetto. Del seguito "Winnipeg" ovviamente parlerò nell'apposita sessione appena la rileggerò, ma le basi di quella storia da te giudicata "sbagliata" sono gettate in questi due albi, soprattutto nel finale che lascia già supporre la conversione del bandito infermo. D'altronde se così non fosse, Tex e i pards lasciandolo libero avrebbero preso una topica pazzesca e Borden non lo vedo nei nolittiani panni a far così fallire i nostri eroi. Tuttavia ci muoviamo nel terreno minato delle valutazioni soggettive ed è ovvio che quel che non convince me, può estasiare un qualsiasi altro lettore.
  36. 1 point
    In due anni di permanenza in questo splendido forum, ho cercato sempre di mantenere il più possibile l’imparzialità di giudizio sulle storie che mi son dilettato a commentare. Ben conscio che l’opinabilità di opinioni è alla base delle piattaforme tematiche, la mia intenzione era (e lo è tuttora) quella di non farsi influenzare dai commenti altrui o dai legami di stima che, vuoi o con vuoi, tendi a sviluppare con alcuni autori. Questo mio metro di giudizio mi ha portato spesso a esprimere libere critiche a quelle storie che, sebbene composte da autori che adoro, vedi le ultime di G.L. Bonelli o di Nizzi, non hanno incontrato il mio gradimento. Non ho altresì mai nascosto di apprezzare molto Boselli, reputandolo il migliore sceneggiatore attuale di fumetti in Italia e tutti noi lettori di Tex dobbiamo riconoscere che il suo ruolo di curatore ha salvato l’amata saga, proiettandola nel futuro con un’opera di ammodernamento necessaria per tenere il passo dei tempi. Vi chiederete cosa ci azzecca questa lunga premessa con la storia in questione; mi sento di tranquillizzarvi: non sono ancora ammattito del tutto (o almeno spero!) , né tanto meno intendo arruffianarmi con Borden (tutt’altro temo considerato ciò che segue ). Le suddette considerazioni fungono da preludio a quella che di fatto rappresenta una delle mie rare recensioni negative a un episodio scritto da Mauro. Forse rischio la “crocifissione in sala mensa” di fantozziana memoria , ma non posso nascondere che “Giovani assassini” è una prova che non mi è mai piaciuta e ogni rilettura mi lascia la sensazione di un passo falso. Sia chiaro che il ritmo narrativo e la sceneggiatura sono apprezzabili, d’altronde sull’abilità di Borden ci si può puntare gli orologi, tuttavia alcuni aspetti che caratterizzano la storia non mi convincono e incidono sul mio giudizio finale. In primis, ma ammetto che questo è un pensiero soggettivo, Kid Rodelo da odioso young killer non ha mai attirato molto la mia simpatia e personalmente lo avrei lasciato marcire a Yuma piuttosto che dedicargli ben due successive storie, con annesso sviluppo caratteriale. Ammetto che la trovata della parentela fra lui e Durango è un colpo a effetto non da poco, anzi mi chiedo (anche se par ovvio) se l’autore l’abbia pensata solo al cospetto della prova. Purtroppo, almeno a mio avviso, una delle poche note positive è proprio questa, per il resto solo parecchie perplessità che mi inducano a reputare la prova come una degli anelli deboli della luminosa carriera di Boselli sulla saga del ranger. Non so per gli altri utenti, ma il Kid Rodelo che incontro nei due albi mi sembra un “lontanissimo parente” di quello che esordì a fianco del sanguinario Jack Thunder, tanto è vero che non sembra nemmeno lui. Mi accodo a chi reputa fastidiosa la troppa benevolenza con cui vengono accolti i due banditi nella storia; la ricerca di una motivazione che spieghi la loro indole negativa non basta a farmi parteggiare per loro. Vendetta o non vendetta per la fine dei genitori, non posso dimenticare che il Kid appariva all’inizio come un gelido e odioso killer, senza scrupoli né morale e che assisteva con sadica indifferenza agli efferati delitti dei banditi psicopatici della banda Thunder. “Trovo che una pallottola sia più pulita” sosteneva con faccia da schiaffi mentre i molossi di Lizard dilaniavano vittime innocenti . Proprio non mi capacito come quel ragazzo dall’animaccia nera possa poi essere riproposto in una veste alquanto diversa. Il Rodelo di questa storia, sta ben attento a non lasciarsi dietro vittime inutili e nell’epilogo rischia di apparire un vendicatore eroe che mette a rischio la sua vita per una missione. Forse sono prevenuto io, ma davvero sembrano due personaggi diversi. Durango essendo stato meno tratteggiato nella sua prima esperienza sulla saga, stona meno ma il Kid, che sul finire addirittura scherza con Kit nemmeno fossero vecchi e affiatatissimi amici, proprio non mi va giù. Sull’epilogo visto che si è già molto discusso nei precedenti commenti, non mi dilungherò troppo ma trovo che scegliere di far perdere le tracce del giovane bandito, magari facendone ipotizzare una presunta morte, sarebbe stata una scorciatoia saggia per non spaccare in due l’opinione dei lettori. Indubbiamente le ultime tavole spiazzano un po’, anche la palesata votazione che mette in minoranza Tex a causa del voto di Mike, un quasi sconosciuto ovviamente coinvolto emotivamente nella vicenda, fa storcere il muso. Anche qui tacere della votazione democratica, forse sarebbe stato più idoneo e pazienza se per una volta Tex impietosito rinunciava a far giustizia, visto la straordinarietà del caso dovuta alle menomazioni varie subite dalla sua preda. Capisco che la storia sia stata concepita per il proseguo con il ritorno di Thunder, ma a mio avviso con qualche piccolo accorgimento sarebbe stata meno indigesta. Nella media i disegni di Font, forse un po’ in calo rispetto al recente passato, ma il suo stile al limite col caricaturale finisce col celare l’involuzione. Anche l’opera dell’artista spagnolo d’altronde ha sempre spaccato la platea fra fan e detrattori. Il mio voto finale è 4
  37. 1 point
    A parte le strisce sono state ristampate nella Zenith I Serie Gigante Ristampa collana Rodeo Ristampa tuttoWest
  38. 1 point
    Un po' perché ci ho preso gusto, un po' perché ho avuto un feedback positivo da parte del buon @laredo, mi permetto di linkare a seguire altri due video delle due canzoni irlandesi citate ed accennate nella storia, Down By The Glenside e Bold Fenian Men, ambedue dei Wolfe Tones. Spero possano essere di vostro gradimento, pards. Buon ascolto!
  39. 1 point
    Li prendo ma non credo che poi li terrò (ho grossisimi problemi di spazio in casa). Una libreria si è letteralmente sfasciata, implodendo su se stessa e rovinandomi un bel po' di volumi (ora li tengo dentro vari scatoloni) mentre l'anno scorso un ripiano dell'altra libreria è franato su quello sottostante, a causa delle file di albi uno dietro l'altro... La mia passione per i bei fumetti è tanta, ma occorre darci un taglio e accontentarsi di aver vissuto una grandissima stagione.
  40. 1 point
    Forse al giorno d'oggi con storie che durano ormai i canonici 2 albi Grecchi ci starebbe bene,ma sviluppare grandi storie come un tempo che arrivavano anch a tre o più albi,ci vuole maestria e un esperienza nel cambio in corsa di sviluppo che non è da tutti,insomma oggi questa maestria si è persa,almeno nel mondo Tex,un vero peccato perchè quando sai di dover leggere una bella storia con uno sviluppo lungo,l'interesse per lo svolgimento degli avvenimenti è alto,vedasi "La cella della morte" ed episodi collegati.Lo stesso iniziare una storia a metà o a tre quarti di albo crea l'interesse per quello successivo,oggi già nel primo albo bene o male si delinea il succo dell'avventura che vai a leggere e l'attesa è concentrata solo sulla modalità con cui verrà risolto il problema.....erano altri tempi,ma molto più intriganti.Personalmente e considerato tutto ciò,Nizzi fu una scelta azzeccata,non fosse altro che per non dare discontinuità al lettore abituato,si caricò sul groppone una successione imprtante,e prima che le cose diventassero ripetitive ,non deluse assolutamente quella tipologia di lettore che non si poneva problemi sullo sviluppo del testo.Mi piacerebbe sapere da Boselli,indipendentemente dalle attuali esigenze se avrà mai in serbo una storia fiume del ranger,...almeno 4 albi dico...^_^
  41. 1 point
    Io credo che il problema di fondo di alcuni di voi è che ragionate come se questo fosse il Tex che conoscete oggi ma non lo è, deve ancora diventarlo. Siete anche viitime di quel buonismo che spesso rimproverate agli altri idealizzando eccessivamente gli indiani che avevano sì le loro buone ragioni ma non per questo uno dovrebbe lasciarsi uccidere senza reagire. In questo caso a Tex è stata affidata la responsabilità della pattuglia e lui non è il tipo che lascerebbe massacrare uomini affidari a lui solo perché chi li attacca ha le sue ragioni e la cosa non è certo priva di precedenti o devo ricordarvi i numeri 17 e 19, tanto per fare un esempio?
  42. 1 point
    Anche perchè, cosa cambia al lettore se lo stacco è a pagina 15 o a pagina 60? Il lettore che legge Tex già sa che deve acquistare almeno due albi, anche volendo Tex non è il classico fumetto da acquistare all'edicola della stazione per poi leggerlo in treno. Si può fare, l'ho fatto tante volte anche io, ma bisogna aver fortuna per trovarsi il mensile autoconclusivo! Non penso che questa tua frase verso un nuovo utente possa fare bene al forum. La discussione in attivo è una discussione pacifica come tante altre, è un pur parler bello e buono che non fa male a nessuno. Tutti noi abbiamo aperto discussioni poco interessanti per altri utenti, capita ma non vedo il motivo per denigrare così un nuovo utente o una discussione come tante altre. Comunque sia ciò che hai scritto in seguito potrebbe essere interessante per diversi utenti... La Bonelli ha tutte le ragioni per cambiare metodo produttivo però questa sistematicità esasperata a lungo andare secondo me logora le storie. In passato abbiamo avuto capolavori anche molto lunghi...
  43. 1 point
    Progressivamente sto cercando di recuperare nei mercatini dell'usato le copie dei Texoni che non avevo a suo tempo acquistato (quasi tutti quindi: tra i primi due e quello di quest'anno, "Doc"). Oggi è toccato a questo sedicesimo, "I predatori del deserto": devo dire che, malgrado alcune critiche negative che ho letto nei post precedenti, a me non è dispiaciuto affatto. In particolare, ho trovato davvero validi i disegni di Brindisi. Per quanto riguarda la trama, non conoscendo la storia di Pratt cui Nizzi si è ispirato, non ne ho potuto cogliere i rimandi. La storia, tuttavia, pur senza essere un capolavoro, si lascia leggere piacevolmente. Nel complesso, quindi, il mio giudizio è positivo, con un plauso particolare per i disegni.
  44. 1 point
    E speriamo che questo topic finisca qui. Di cose strampalate ne ho lette fin troppe, grazie anche alla correttezza dei pard che hanno avuto il "coraggio" e la voglia di rispondere a questo amico (!?).
  45. 1 point
    Si comincia male,ma veramente male....Un maggiore confederato che impugna una Colt 45 (????),che incita i suoi con un "Per l'Unione !! " (?????) e con dei fanti nordisti che portano una fondina per il revolver (????????)...... Il bravo Ruju,da gran signore e validissimo professionista qual è,si è già scusato su Fb per la svista,a Cossu suggerirei di documentarsi un bel po' su armi ed uniformi. Si prosegue meglio,molto meglio,con un racconto reso avvincente dalla brillante ed efficace sceneggiatura di Ruju,che si dimostra veramente indispensabile per Tex. I disegni di Cossu,troppo puliti e con personaggi di una legnosità epocale,non incontrano il mio gradimento.
  46. 1 point
    No problem, del resto è risaputo che l'Italia è il paese dei criticoni per eccellenza, non solo tutti CT della nazionale ma evidentemente anche tutti sceneggiatori e disegnatori navigati.
  47. 1 point
    Benvenuto nel club delle zitelle inacidite. Io ho l'albo ed è disegnato in maniera fenomenale, il problema sono le intepretazioni dei pards. Che su un Texone ci possono stare ma che lasciano un po' il dubbio sulle scelte del disegnatore.
  48. 1 point
    L'ho riletta proprio ieri, questa storia. Non la trovo affatto una "mezza schifezza" ma anzi una bella storia, riuscita appieno. E se anche fosse un rifacimento in chiave western di Pratt, ricordo che anche Leone aveva fatto la stessa cosa con Per un pugno di dollari, rilettura western de L'Ultimo samurai di Kurosawa. La storia fila benissimo, è movimentata dalla figura dell'orripilante Monkey e dal suo dualismo con Kirby, bandito e assassino ma con un briciolo di umanit?. La presenza di Liza ravviva ulteriormente il tutto, perchè si trepida per lei, soprattutto quando viene insidiata da Monkey. Quando finalmente lei e Kit riescono a fuggire, e il lettore li crede finalmente in salvo, ecco l'intervento dei graficamente straordinari Yavapay che riportano la situazione al punto di partenza, in un intreccio narrativo che non si concede soste e tiene il lettore incollato sulla sedia. Anche la figura del Predicatore è IMHO ben riuscita, Quanto a Brindisi, lo reputo STRAORDINARIO. Le espressioni del volto dei personaggi di questa storia sono di un realismo impressionante. Sembra quasi di poterci parlare, con questi personaggi, tanto sembrano vivi. Mi sono talmente appassionato a lui (che pure avevo già letto in Dyd) che spererei davvero che venisse a lavorare più spesso dalle parti dell'Arizona...
  49. 1 point
    Storia a mio parere davvero bella. Il Capitano Fremont è un personaggio che emoziona e lascia il segno, sfaccettato, complesso, multiforme. Nel carcere cominciamo ad apprezzarlo, è un uomo coraggioso e risoluto, e non a caso è uno dei due leader della prigione. Ci ispira talmente tanta simpatia che quasi siamo portati a dimenticare i crimini di cui si è macchiato (la scena iniziale del texone, con il massacro dei soldati che vengono pure finiti con un colpo di pistola per non lasciare testimoni, è una scena molto cruda, ad altissima dose di violenza). Poi, lo crediamo ribelle, fedele al Generale Johnson, e quindi un p? "suonato", troppo idealista. Come può un uomo come lui, pratico e con la testa sulle spalle, imbarcarsi in una lotta così velleitaria e senza speranza? Sarà pure romantico, ma non ha tutte le rotelle a posto, questo Capitano. Più tardi, però, i conti ricominciano a tornare, e il risoluto idealista lascia il posto al cinico traditore dei suoi compagni di lotta: nella sua concretezza, il Capitano ambisce solo all'oro, e non si fa scrupoli nel tradire i suoi amici. Ed ecco che la scena iniziale ritorna, con tutto il suo sangue, e Fremont diventa ai nostri occhi un uomo spregevole. Ma, ecco, l'ennesimo colpo di scena, e Fremont, l'assassino, il traditore, il cinico, prima perde tempo nel mettere al sicuro le due sentinelle e poi, nel generoso tentativo di salvare il Generale, muore nell'esplosione, riscattando la sua anima nera e lasciando al lettore un positivo ricordo di sè. E' un personaggio che evolve e torna indietro, si perde nell'abisso e ritorna a risplendere. Strada tortuosa di un uomo tutto d'un pezzo, la cui Ragione, pronta a fargli compiere scelte malvagie, viene alla fine sconfitta da un Cuore generoso. E'un grande personaggio, Fremont, e si innesta in una storia ricca d'azione e di avventura. Nonostante fino alla fine non ci sia uno che sia uno colpo di pistola, la fase nel carcere e l'ingresso nella tana del lupo sono emozionanti e avvincenti. Grandissimo Nizzi. Quanto a Wilson, mi è piaciuto molto. Giudizio più che positivo.
  50. 1 point
    Mitica storia Nolittiana... l'ho sempre amata!!Anche se le tematiche (ma soprattutto il modo in cui la vicenda è raccontata) sono diversissime da quelle di Gianluigi Bonelli, la storia rimane per me tra le indimenticabili. Si parte da Virginia City (tipica boom town), costituita da una manciata di baracche sparse di qu? e di l' della main street. Tra le baracche dei minatori, ovviamente non mancano i saloons, richiamo anche di giocatori d'azzardo, avventurieri e fuorilegge. E' come se questo lungo inizio, fosse una storia a parte: Tex è accompagnato dal solo Tiger, per consegnare allo sceriffo locale un bandito, che tempo prima aveva ucciso un Navajo della riserva. Mentre incontrano un vecchio amico che si sta per ritirare dalla sua vita come guida di carovane, irrompe nel saloon il bandito e un complice, con l'ovvia, conseguente sparatoria che si protrae per qualche pagina. Bellissima la scena all'interno del teatro, mentre era in scena l'Amleto (più avanti Nizzi ci regaler? la scena in teatro sicuramente più azzeccata di questa semplice comparsa, con ottimi siparietti di Carson, vedasi La Tigre Nera!! )In seguito al ferimento della guida, Tex e Tiger decidono di aiutarlo, portando a termine il suo lavoro e guidando la spedizione scientifica dei due professori, diretti verso la terra dei Klamaths. La seconda parte della storia, che comincia con la partenza da Virginia City, è sicuramente la più bella, oltre che la più avvincente. A parte i soliti bulli che guidano i carri (Lacey e tutti gli altri, che alla fine sono poi tutti cattivi), abbiamo i due professori ben caratterizzati, sono i tipici personaggi che pongono la Scienza sopra tutto. Diviene la loro unica ragione di vita, ovviamente collegata ad un successo personale, arrivare alla cattura del leggendario Sasquatch (o BigFoot che dir si voglia!)Un p? come El Morisco o il cacciatore di Fossili (nel maxi omonimo) e i tanti studiosi- scienziati che abbiamo incontrato nel corso della saga Texiana; ci sono sempre stati mostrati nelle situazioni più pericolose, degli incauti compagni di Tex e pards. Due sono le categorie che possiamo fare:- gli scienziati-studiosi che alla fine comprendono le parole di Tex e tornano alla ragione- oppure gli scienziati studiosi, che se ne fregano anche della propria incolumit?, oltre che di tutte le conseguenze (come oltraggiare materiale sacro dei nativi), arrivando appunto alla morte. Beh insomma, i due professori di questa storia appartengono sicuramente alla seconda categoria. Non ci viene detto chiaramente, ma è quasi certo che l'attentato ai danni di Tex e Tiger durante la bellissima e azzeccata, partita di caccia al Grizzly, è partita direttamente dai loro cervelli. Infatti Tex e il pard Navajo, sono l'unico ostacolo insormontabile, che li separa dal Sasquatch!Il vecchio professore, che già da tempo viveva pacificamente in mezzo ai Klamaths, appartiene invece alla prima categoria. Infatti disapprova pubblicamente la cattura dell' "uomo dei boschi", considerato sacro dai nativi!Stupenda la parte finale, quando Kaasda (lo stregone), impazzito sta ammazzando uno ad uno i suoi prigionieri. Anche qui Tex e Tiger si salvano con un bel colpo di fortuna, ma la trovata è geniale. L'autore si inventa una leggenda dietro al Sasquatch: è dotato di poteri "taumaturgici", ma anche profondo conoscitore di ciò che è giusto e sbagliato, oltre ad essere in grado di leggere nell'animo umano e capire chi è il buono e il cattivo!!Beh per farla corta, una storia da leggere e apprezzare in tutte le sue parti!!Imho Nicol' ha fatto un ottimo lavoro, era in perfetta forma quando disegnava storie con foreste e montagne!! :DAh, per concludere, qui il Tiger nolittiano è veramente diversissimo dal navajo di GLB, ma non mi dispiace affatto. E' soltanto visto e rivalutato con altri occhi!Voto: 9
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