Jump to content
TWF MAGAZINE N°19 è online! Read more... ×
Segnalazioni bloccate per gli ospiti Read more... ×
TWF - Tex Willer Forum

Leaderboard


Popular Content

Showing content with the highest reputation since 09/18/2019 in all areas

  1. 2 points
    La prima considerazione è che un personaggio come Bowen, tormentato e contraddittorio, non poteva che avere in Ruju il suo miglior narratore. La seconda è che la condanna a morte di Bowen l'ha decretata (involontariamente?) Faraci: nel senso che questa storia pare nata per correggere una stortura faraciana, l'omicidio a sangue freddo del padre di Tim. Una cosa del genere, imperdonabile, ha reso difficilmente accettabile la conversione a "buono" e ad "amico di Tex" di questo personaggio, a maggior ragione (e questa, a ben pensarci, è una incongruenza narrativa grossa) se lo si è voluto far diventare una sorta di "padre adottivo" di Tim. E Tim è stato testimone dell'omicidio! Insomma, bisognava correggere un po' di errori di Faraci: e la correzione più grossa non poteva che essere la morte (eroica o non eroica, conta poco sotto questo punto di vista) di Bowen. Quindi storia scontata? Forse in parte, ma fortunatamente a scriverla è stato un autore in piena ispirazione come Ruju, che costruisce un dramma avvincente e nel finale quasi commovente; un dramma in cui - molto più che nella precedente storia di Faraci - Tex e Carson sono ben presenti e attivi. Si conferma insomma il fatto che Ruju sa scrivere grandi storie con personaggi complessi, senza mai far venir meno il ruolo di Tex. Il seguito, quindi, è stato molto più bello e avvincente della prima storia. Peccato per i disegni. A mio avviso nella storia di Faraci Acciarino aveva raggiunto una sintesi stilistica bellissima, e una caratterizzazione di Tex e Carson ottima (specie nel secondo albo). Qui invece mi è sembrato di vedere un autore svogliato, sempre più stanco ad ogni pagina, con uno stile involuto lontanissimo da quanto visto in precedenza: certe vignette parevano solo poco più che sbozzate e concluse, per spicciarsi, con una inchiostratura grossa e senza nessuna ricerca del dettaglio. Con Acciarino, insomma, mi è sembrata ripetersi l'involuzione vista con Leomacs, nella storia di Manfredi lontano parente del grande disegnatore visto nell'esordio con Boselli. Un vero peccato, perché Acciarino mi sembrava uno dei più promettenti tra i nuovi disegnatori. Ma francamente, del disegnatore di questa doppia di Ruju faccio volentieri a meno.
  2. 1 point
    L'albo l'ho preso lo stesso per puro collezionismo,ma e' messo da parte senza nemmeno leggerlo.Mi e' bastata una sfogliata per vedere i disegni di Font e a farmi passare la voglia di leggere la storia.Non riesco a digerirlo proprio!!!!!!!!!!
  3. 1 point
    Ma anche lo stesso Boselli, con i fratelli Dallas, Durango e Kid Rodelo per esempio.
  4. 1 point
    In inglese potremo definirli come outcasts, homeless, refugees. Francisco è una specie di Gino Strada o Muccioli ante litteram. Si, esistevano gruppi misti formati da indiani appartenenti a diverse tribu anche se erano una realtà non troppo diffusa nel West. Peraltro la sensazione che questo albo sia ideologicamente spostato a sinistra , oltre che nell'idea di questa specie di comunitarismo hippie, sta anche nell'idea iniziale di un Tex (angelo custode alla Josephine Delamarre) che va a recuperare il detenuto che esce dal penitenziario dopo aver scontato la pena. Eravamo rimasti fermi a Tex e Carson che andavano ad assistere all'esecuzione capitale del Maestro nella storia newyorchese. Non so, per me siamo al livello delle pagine iniziali di "Oro nero!". E non so neanche quanto queste vesti siano nello spirito del Tex Glbonelliano, probabilmente più di quanto io stesso immagini, ma resto ancorato a quel ranger che prendeva a calci nella dentiera disonesti e farabutti e di quel che faceva dopo non fregava niente a nessuno. Oggi è un Tex alle prese con personaggi da riabilitare e incivilire. Mi sembra proprio un universo parallelo con quelle storie che leggevo da bambino.
  5. 1 point
    Ti rendi conto che e' molto difficile prendere sul serio una sparata prima di tutto irrispettosa, ma che dimostra che tu di disegno non ne capisci praticamente niente?
  6. 1 point
    Continuo con le curiosità di questo primo albo. Dopo Black Claw è la volta di Mateo. Di butterati, nella storia lunghissima di Tex, se ne ricordano pochi. Anzi, io ne ricordo solo uno: El Muerto. Quando scegli di appoggiarti su questi che una volta nelle carte d'identità erano indicati come "segni particolari" devi temere per forza i paragoni. Per esempio quando Boselli nella sua "Helltown" scelse di far rieccheggiare nel ricordo di noi lettori quel classico di Nolitta creando Jack Thunder, riuscì a creare un personaggio equivalente ( se non superiore) all'El Muerto di fine anni settanta. Entrambi gli autori, Nolitta e Boselli, si preoccuparono di dare un fondo ai loro personaggi. Per me è una cosa importante. Ora ignoro se siano scelte di Ruju o del disegnatore l'impostare graficamente i personaggi, ma suggerirei maggiore cautela a entrambi, anche perché mi sembra che per Font non sia la prima volta in cui si esagera con i "segni particolari". La seconda curiosità di questo messaggio riguarda il dramma vissuto da Makua che dovrà giustificare la sua "furia" (titolo del secondo albo). Gli hanno ucciso la donna, è un motivo valido, direte voi. Ora vi ricordo che la stessa scena l'abbiamo già vissuta negli anni novanta con il classico di Nizzi e Villa "L'uomo senza passato". Anche in questo caso l'uso di questo espediente di immediato e sicuro effetto mi sembra nella sceneggiatura di Ruju un po' raffazzonato. E' plausibile che dopo un paio di settimane un uomo che è appena uscito dal carcere e che non ha ormai nessun concreto riferimento (nella sua vita) possa cercare di ritagliarsi il suo spazio in un ambiente nuovo, seppure un villaggio di reietti, che è di suoi simili. Ma altrettanto difficile da credere è il fatto che possa aver affondato le sue radici così tanto nel villaggio in così poco tempo. E la ragazza, nelle pagine che leggiamo, sa tanto di piatto di contorno. Niente a che vedere insomma con la martire Fiore di Luna intorno alla quale Nizzi ha intessuto una delle più belle storie d'amore di tutta la serie. Certo sono dettagli che non affossano questo primo albo, che serve solo a porre le basi per quello che sarà il vero tema centrale della storia, cioè la vendetta (la storia andrà letta nel suo insieme e giudicata solo allora), ciò non toglie che alla lettura di queste 110 pagine gli eventi appaiano fin troppo manipolati dal cielo, cioè pilotati dallo sceneggiatore (che avendo un disegnatore tra i più veloci dovrebbe approfittare dell'atout dato dai tre albi su cui spalmare con più naturalezza gli eventi).
  7. 1 point
    Se ti riferisci all'identità della vera mente dietro la rapina, ha sorpreso anche me. Per il resto... Ti manca un po' di esperienza con i meccanismi del racconto noir mi sa. Bowen ha una colpa da scontare: ha ucciso il padre del ragazzo e spera di riscattarsi facendogli da padre ma se lui dovesse scoprire la verità cosa succederebbe? Questo è il fulcro sia della storia di Faraci che di quella di Ruju. In Faraci vediamo il dramma di un killer che si riscopre con una coscienza e prova a riscattare la sua colpa. In Ruju quella colpa lo raggiunge e richiede di essere pagata. Poteva finire solo in tre modi: Bowen se la cavava e formava una famiglia con Tim e la ragazza; Bowen lasciava tutto e si allontanava solitario ; moriva eroicamente. Nel momento in cui i banditi uccidono gli uomini della scorta l'epilogo diventa evidente a chi ha un minimo di familiarità con i meccanismi della narrazione.
  8. 1 point
    NEGRO = Dallo sp. negro, dal lat. niger -gra -grum •nel sign. originario di ‘nero’, sec. XIII; dal sec. XVI riferito anche alla razza. E' una parola italiana, la usavano in classe i miei prof. quando ero alle elementari, alle medie e anche al liceo, non è passato molto tempo da allora, non traduce dal niente, è solo naturale evoluzione della lingua latina. Oggi ha valenza dispregiativa per la Treccani (che peraltro si serve ancora del vocabolo "razza" che è oggi invece bandito dalle scuole) ma significa soltanto "nero". Tex è scritto in lingua italiana dove l'aggettivo "colorato" ha altro significato: COLORATO = a colori (agg.), tinto (agg.), pitturato (agg.), dipinto (agg.), vivace (agg.). La prossima volta scrivi AFROAMERICANO o PALLA DI NEVE, come il Bonelli.
  9. 1 point
    Si, ci avevo pensato anche io. Ma nella lingua italiana è un termine che non usiamo, quindi per me Tex deve parlare italiano. Con il Tex a strisce Boselli ci è cresciuto. Quindi il problema deve essere un altro. Non chiamatemi bianco che altrimenti potrei offendermi! Domani a scuola studieremo la "tratta dei colorati". Non dire "figlio di un cane" che offendi il mio gatto. E così via! Uno scrittore, un intellettuale, non deve aver paura del vocabolario maccheronico, scorretto, sgrammaticato, grossolano e volgare, se occorre, tutte le volte che lo ritiene opportuno, si chiama libertà e al diavolo tutti quelli che non la pensano così. Il razzismo, purtroppo, è un'altra cosa.
  10. 1 point
    Io invece ho interpretato l'uso della parola "colorato" come una sorta di traduzione letterale dall'inglese "colored", termine utilizzato nell'800 per riferirsi al colore della pelle (oggi considerato offensivo, così come negro). Le ragioni dell'utilizzo di questa parola mi sembrano più legate all'accuratezza storica che al politicamente corretto. Ma non so se queste fossero le intenzioni di Boselli.
  11. 1 point
    Avventura deliziosa finora. L'impianto della storia — che corre sapientemente su due binari paralleli (per ovvie ragioni) — presenta una struttura originale, diversa dalle solite, che regala respiro alla sceneggiatura e permette virtuosismi narrativi all'autore. Come siamo lontani dal "corri uomo corri" di faraciana memoria! Il personaggio di Tex è diverso dal monolite della serie regolare mensile. Penso che questa sia una delle grandi sfide — vinte — da parte dell'autore che in questa nuova serie doveva presentare, per forza, un personaggio più giovanile, sciolto, malandrino, com'era quello delle strisce degli anni cinquanta. Boselli non ce la fa a fargli dire "negro" e il "colorato" fa certamente sorridere, ma i tempi sono questi. Fa la sua apparizione il giovane Abe (applausi a De Angelis). Da quel che ne so, solo in un secondo momento divenne un abolizionista convinto: avevo un po' di timore che Boselli facesse un mezzo passo falso (storicamente parlando) e invece, pagina dopo pagina, ha giostrato perfettamente con le idee e convinzioni del personaggio. L'autore crea dei distinguo anche nella famiglia Dickart: Lily è poco più di una rubagalline, Steve sfoggia già una mente criminale che lo porterà lontano. Certo paragonare questa biondina con il personaggio vissuto apparso nei numeri 501/504 sembrerebbe quasi un'eresia se non cosiderassimo il carcere e le successive traversie della vita. La curiosità, ora, è tutta votata all'episodio che sta disegnando Civitelli nel quale il personaggio dovrebbe fare il suo ritorno.In ogni caso questa coppia che vediamo in azione agli esordi della loro carriera criminale ci permette di parlare di quello che è uno dei pregi di questa nuova collana: il donare spessore a personaggi che tutti conosciamo e che Bonelli aveva appena abbozzato. Uno degli atout vincenti resta anche un'ambientazione cittadina e fluviale che sono tra le mie preferite. Il realismo dettagliato di De Angelis ( il cui unico difetto finora riscontrato è quello, in certe vignette, di fare delle teste troppo piccole rispetto al corpo), in cui emerge uno studio particolareggiato di tutti gli ambienti, si sposa benissimo con la sceneggiatura e il 50% del merito della riuscita di questa storia è sicuramente suo. Non fatemi pensare a cosa ci aspetta il mese prossimo sulla regolare! Storia che, delle tre che finora abbiamo letto in questa giovane nuova serie, è sicuramente la migliore. Il Tex — di cui ignoravamo la carriera di baro e spennapolli sui battelli di linea del Mississipi — serve a spiegarci perché, carte in mano, vince sempre le partite anche contro i giocatori di professione più sperimentati. Ci sono due cose da dire: il personaggio bonelliano ha sempre mostrato freddezza, quasi antipatia, verso i lestofanti imbroglioni con le carte in mano. Ma Boselli previene le critiche mostrando il suo personaggio che vuota le tasche più o meno onestamente solo a danarosi perditempo che cercano un divertimento durante la traversata del fiume. Nelle storie del Bonelli il personaggio si scaglia invece solo con bari senza scrupoli che approfittano della povera gente (e che vestono spesso i panni dei taglieggiatori) mentre assume un atteggiamento goliardico vincendo le partite con gli altri (più o meno disonesti). In ogni caso è sempre un piacere vedere Tex con le carte in mano seduto al tavolo fino all'alba... E' un' altra faccia di questo Tex giovane che spero di rivedere spesso nelle prossime avventure. Giudizio sospeso finora su Kate Warne che ha fatto finora molti passi falsi. Restano due albi per vederla rimendiare alle magre figure, ma in fondo è meglio così, molto umana e femminile, ma anche incredibilmente determinata, simpatica!
  12. 1 point
    Non so rispondere alle tue domande, ma mi trovo perfettamente d'accordo con te. Comunque era già da un po' che andava così, probabilmente sono, come dici tu, prevenuto nei confronti di Nolitta . Negli ultimi due anni ho riletto praticamente tutto di TEX , andando per disegnatore o per sceneggiatore, e mi è capitato solo due volte di non riuscire a finire una storia, una di queste era gli uomini giaguaro, incredibilmente prolissa. Salvo rare storie, tra le prime che lui scrisse, non mi è mai andato giù.
  13. 1 point
    Da Nizzi ci si devono aspettare storie classiche. E' tornato per quello. E la storia classica ha canovacci già visti quasi necessariamente. Dobbiamo solo sperare che siano belle. Poi è chiaro, è un tuffo nel passato. Boselli scrive un Tex molto diverso da quelo di Bonelli-Nizzi a mio parere. Ossia, è un Tex che mantiene saldamente le sue basi, ma poi lo ha molto cambiato a livello di storie. Quindi leggere le storie di Bonelli e quelle di Nizzi rischia di parere un ritorno al passato eccessivo. Ma io credo che un Tex classico faccia da ottimo contraltare a quello di Boselli. Però deve essere bello. Ovvio. C'è Ruju che scrive anche un Tex abbastanza classico. Ma resta nel buon mestiere a mio avviso, senza grossi guizzi. Nizzi col suo Tex classico (poi in parte tradito con le ultime storie che andavano contro lo spirito dei personaggi, per sua consunzione)ci ha offerto anni di Tex di altissimo livello. Un Tex che, non mi vergogno a dirlo, ho preferito a quello di Bonelli. Perchè era si, manieristico (consapevolmente e orgogliosamente), ma aggiungeva humor, i dialoghi erano a dir poco deliziosi, i duetti tra Tex e Carson mi mandavano in estasi, quel pizzico di giallo che ha aggiunto alle storie le rendeva molto interessanti, e insomma per anni Nizzi è stato, a mio avviso, un monumento su Tex. Ora, sono passati tanti anni, Tex si è evoluto a livello di storie, intrecci e pretese di parte del pubblico, ma a questo pensa egregiamente Boselli. Nizzi, se in buona forma, può rappresentare la parte antica e originaria del personaggio, ma certo deve fare qualcosa di più che non in questa storia. Storia in cui i clichè texiani sono del tutto rispettati, ma in cui manca un pò di inventiva degna del miglior Nizzi. Non vorrei che volesse limitarsi a fare bene il compitino nel nome della classicità texiana. Che va benissimo, col classico su Tex non si sbaglia mai, ma ci vuole un classico più interessante di quello di questa storia, cosa di cui Nizzi era maestro. Aspettiamo con trepidazione le sue prossime prove, e auguriamoci che sulla regolare proponga storie non solo piacevoli ma anche di alto livello, come lui sa.
  14. 1 point
    Se pensate che Nizzi si possa avvicinare a come Boselli intende e sceneggia Tex ne resterete delusi. Se pensate che Nizzi (alla sua venerabile e invidiabile età) abbia voglia di osare e sperimentare resterete pure peggio. E' tornato ad aver voglia di scrivere per Tex (cosa che non credevo più possibile) e per me non è poco. Leggiamo senza pregiudizi le sue storie e vediamo cosa ci aspetta.
  15. 1 point
    Se posso: per me non funziona PIÙ e mi ha pure stufato.
  16. 1 point
    Le storie di Tex possono essere: TEXIANE o NON TEXIANE. Poi possono anche essere: BELLE o BRUTTE. Abbinando le due caratteristiche possono essere solo: - TEXIANE BELLE - NON TEXIANE BELLE - TEXIANE BRUTTE - NON TEXIANE BRUTTE. Prima di andare avanti, vediamo di stabilire cosa significa TEXIANE e NON TEXIANE. E' ovvio che non ci si può allontanare troppo, nel definire una storia NON TEXIANA, dalle caratteristiche del nostro eroe: Tex NON può essere CATTIVO e le sue avventure NON si possono ambientare su MARTE. Il NON TEXIANO deve essere accettabile anche se non CANONICO (o TEXIANO) Tex che perde una scommessa con Carson ne è un esempio: non è canonico ma accettabile. Ci sono casi di Tex non canonici e "molto poco Tex", specialmente negli ultimi Nizzi. Naturalmente è la mia modesta e personalissima opinione, ma io preferisco di gran lunga una storia NON CANONICA BELLA a una TEXIANA BRUTTA. E il Color Tex n. 15 è, sempre a parer mio, una storia TEXIANA BRUTTA. Spero solo che per Nizzi si tratti solo di riscaldamento perchè il primo Nizzi lo preferivo addirittura anche a GLB.
  17. 1 point
    E quando dormi...sogni il vecchio cammello!!!
  18. 1 point
    Detta in maniera franca: provo una grande invidia per chi, leggendo questa storia, non è stato assalito dalla noia. Tutto già visto e rivisto, tutto scontato, non un guizzo o un sussulto. Il Kit imprigionato ingiustamente dopo una rissa è preso sputato dal Texone di Milazzo, la quasi impiccagione dalla storia di Boselli e Font di qualche anno fa, il monotono ripetersi di noiosi BANG BANG ZIP ZIP è nello stile del Faraci più inadeguato. Se poi andiamo nello specifico, ci sono punti della storia che non stanno in piedi: perché Tex è così smanioso di far affrontare il processo a Kit? Da cosa gli deriva la sicurezza di vincerlo, in una città dominata dal padre dell'ucciso? E perché il padre dell'ucciso non ha fatto niente - lui, il padrone della città! - per pilotare il processo? Non poteva pagare i testimoni, o minacciarli? Insomma, un tripudio di idiozie e scelte incomprensibili. Se il Nizzi che torna su Tex in pianta stabile è questo, è meglio lasciar perdere, e conservare il ricordo del Nizzi glorioso di tanti anni fa. Sui disegni stendo un velo pietoso: una inaccettabile caricatura di Ticci (copiato e ricopiato in decine e decine di vignette) e uno dei punti più bassi raggiunto nella storia grafica di Tex.
  19. 1 point
    Le tre stelle della costola vanno via con una semplice gomma da disegno. Che ci sia stato qualche edicolante che si sia preso la briga di cancellarle è anche probabile, che questo fatto sia avvenuto in maniera estesa è tuttavia da escludere. Gli albi tre stelle o costola bianca sono sicuramente da consigliare. Anche perché i numeri dal 15 al 95 originali presentano una serie di censure stucchevoli rispetto agli albi a striscia che, per leggere il vero Bonelli, bisognerebbe leggere solo queste ultime, come si evince anche dai post riportati sopra.
  20. 1 point
    A 14 anni (due in meno di GT) rimasi preso e conquistato dal ritmo e dalla freschezza di una storia che abbandonava i cliché di un Nizzi che ormai lavorava molto di maniera anche se ancora non era imploso. Personaggi tridimensionali e memorabili, un Vecchio Cammello lontano dalla versione macchiettistica che stava diventando predominante, una trama ariosa e complessa ma non gialla, un discorso sull'amicizia e sul tradimento che solo con una lettura superficiale non si può cogliere. Un affiatamento tra Bos e Marcello che ci avrebbe lasciato altri Capolavori della saga. Scrivo questo perché ero in procinto di fare dell'ironia sulla giovane età di GT, ma... diamine, ero più giovane di lui!
  21. 0 points
    Un confronto tra padre e figlio. E con Kit.. "La musica cambia!". Un saluto a tutti i pards del forum!
  22. 0 points
    Scusate l'OT ma in un futuro potremmo rivedere Perry Drayton? In ogni caso l'albo di settembre dalle mie parti non è ancora pervenuto... Lo leggerò di sicuro con avidità.
  23. 0 points
    Per cinque anni produzione assicurata...
×

Important Information

Terms of Use - Privacy Policy - We have placed cookies on your device to help make this website better. You can adjust your cookie settings, otherwise we'll assume you're okay to continue.