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Mostrando i contenuti con la più alta reputazione il 18/07/2017 in tutte le sezioni

  1. 1 point
    Carlo Monni

    [680/681] La pista dei Forrester

    Vincolo che esiste in tutto il mondo e per ogni forma di narrativa. Non esiste nazione in cui siano prodotti fumetti in cui non ci sia il vincolo di un numero predeterminato di pagine. Dirò di più: in Italia solo Bonelli usava questo formato. Negli Stati Uniti hanno prodotto capolavori con episodi di sole venti pagine mensili o, nel caso delle strisce per i quotidiani addirittura quattro vignette orizzontali al giorno. In Francia ci sono sempre riusciti in 46 pagine. Restando alla Bonelli, che dire del Comandante Mark che sin dall'inizio è andato avanti con episodi di 64 pagine. Fuori dai fumetti, Isaac Asimov ha scritto storie immortali stretto in un vincolo che gli imponeva una lunghezza non inferiore ad un certo numero di parole r non superiore ad un altro. I serial televisivi hanno una durata media di 40 minuti. La verità è che se un autore è bravo, il numero di pagine non è un problema. Quanto ai finali affrettati, ma io direi piuttosto; frenetici, almeno per Boselli e Manfredi, non dipende dal numero di pagine ma dal loro stile di scrittura.
  2. 1 point
    Carlo Monni

    Passato o no?

    Tutto dipende da cosa si intende per inflazione:in questa seconda metà di quest'anno, avremo il ritorno di Lupe parzialmente ambientato nel passato, il Cartonato, sempre di Andreucci, ambientato all'epoca de "Il passato di Tex", il Maxi che parlerà addirittura dell'infanzia e dell'adolescenza di Tex.. L'anno prossimo il cartonato di Mastantuono e, forse quello di Breccia e la storia del settantennale disegnata da Ticci., quattro mesi dopo il n. 700. Tre storie all'anno su una media di 17 sono inflazione? Tempo fa qualcuno, non ricordo più chi, propose addirittura il varo di una collana parallela dedicata appositamente alla giovinezza di Tex sulla falsariga della Giovinezza di Blueberry. Se la facessero davvero, parleresti ancora di inflazione? Temo di sì. Una premessa: io non sono contrario per principio all'incontro con altri eroi dei fumetti. Detto questo, qui non si tratta di semplici personaggi dei fumetti ma di personaggi western creati da G.L. Bonelli che ebbero una breve vita editoriale negli anni 50 e mai più visti da allora salvo qualche ristampa nei primi anni settanta ed ancora a metà anni ottanta.e nemmeno tutti. Insomma si tratta di gente che nrl migliore dei casi, è apparsa l'ultima volta nelle edicole trent'anni fa e nel peggiore sessanta. Io lo considero un bell'omaggio al creatore di Tex.