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TWF - Tex Willer Forum

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Mostrando i contenuti con la più alta reputazione il 12/01/2018 in tutte le sezioni

  1. 1 point
    La discussione può anche essere appassionante, ma la trovo poco attinente al topic della città nascosta. Forse è meglio esprimere un parere sulla prova grafica di Andrea Venturi su questa storia, anziché disquisire sulla qualità dei disegnatori delle prossime storie, per quanto anch'io la veda come Sandro riguardo a Cossu e Ginosatis, ben diversi tra loro, ma entrambi lontani dai miei gusti su Tex.
  2. 1 point
    State montando su una discussione per nulla. Andrea67 si è semplicemente meravigliato che qualcuno accostasse i tratti di Ginosatis e Cossu, dato che lui li ritiene disegnatori molto diversi. Non ha nemmeno detto che Ymalpas sbaglia nella sua affermazione. ps: mantenere un tono meno perentorio e più aperto alle opinioni (e sì, anche ai gusti) altrui gioverebbe a una discussione più serena. Lo dico a tutti.
  3. 1 point
    Infatti puoi farti piacere chi vuoi. E puoi meravigliarti quante volte ti pare. Per me Ginosatis non è un disegnatore da Tex. Ha dei limiti nella gestualità e nelle pose dei personaggi, che hanno espressioni facciali tra le più strane, alcuni paiono afflitti da mal di denti, altri dal volto perennemente contrito, personaggi a lutto, tra l'altro gli riesce difficile differenziare da un punto di vista fisiognomico i vari personaggi e la rappresentazione dei paesaggi non è certo quella dei migliori disegnatori di Tex. Pecca anche nell'uso del bianco e del nero, ha un tratto grossolano, non sono le pennellate di Ticci o di Nicolò che vedo nelle sue tavole. Ma se a te piace sono problemi tuoi, non venire però a dire a me che sbaglio io a volerlo fuori dalla serie regolare.
  4. 1 point
    D'accordissimo. Anche a me piace molto Ginosatis. Il suo unico albo triplo sul Profeta, su testi di Boselli, è favoloso. Cossu invece non mi entusiasma molto.
  5. 1 point
    Senza entrare nel merito della discussione, voglio solo sottolineare che sono molto meravigliato che Cossu venga accostato a Ginosatis. Quest'ultimo, per me, tra i migliori disegnatori di Tex. E spero che a Boselli sia sfuggito questo passaggio quando ha scritto di essere d'accordo.
  6. 1 point
    Sono sicuro che l'approssimarsi al 700° numero di Tex, più che al tanto pompato settantennale ( e che è ?) regalerà a un lettore quarantenne come me delle storie all'altezza di quelle del passato e scelgo non a caso la bella immagine del superbo Dotti con un vero protagonista, il Maestro, che per la prima volta vediamo disegnato da una mano che non è quella ormai stanca di Letteri (quando nell'ombra ahimé si trama di un ritorno di un Wolfman qualsiasi, dal precipizio in cui non lo si è voluto lasciar perire, personaggio iconico del trash Tex che ci siamo dovuti sorbire negli ultimi quattro mesi). Sul Tex bang bang faraciano che tanto piace ai leechers facebookiani e che induce teste spellacchiate e ingrigite come il sottoscritto a manifestare il proprio malessere con messaggi al vetriolo, come li si è voluti fin troppo gentilmente tacciare, devo ammettere che la domanda me la sono posta, se il problema non dipenda proprio dalle mie aspettative troppo alte che, trattandosi di un fumetto popolare (nel senso che è indirizzato a 200000 lettori che chiedono solo una mezz'ora di relax senza troppe domande) assolve la sua funzione primaria di puro intrattenimento. E mi ricordo le parole dello zio, che non c'è più, che al Tex ci aveva iniziato tanti e tanti anni fa e alle sue parole che lamentavano il Tex che non lo scrivono più come una volta, un lettore di Tex lo zio che aveva riletto la serie non sono quante volte, che la conosceva e mi correggeva tutte le volte che non l''azzeccavo, un lettore qualunque che al Tex chiedeva, per l'appunto, solo puro intrattenimento, ma che fosse scritto come il Tex a cui si era affezionato e a cui mai aveva rinunciato del tutto nella sua tempestosa vita. Ecco, questo è, sul piano delle insipide sceneggiature e mettiamoci anche quello dei disegni di un mensile a cui autrefois potevano accedere solo i imigliori e a cui oggi accedono addirittura i Cossu o i Ginosatis, un Tex in cui incomincio a non riconoscermi più. Certo l'emozione di tenere in mano il mensile da leggere e assaporare ce l'ho ancora (anche se questa volta sono passati tre giorni prima che lo prendessi in mano dopo averlo comprato con tre o quattro giorni di ritardo sulla data di uscita) tanta almeno quanta è la delusione nel leggere delle pagine che demoliscono il mito. Ogni storiella che si somma alle precedenti, e quante ne abbiamo lette negli ultimi duecento numeri, il compitino ligiamente portato a termine che se vi va bene se no lasciatelo in edicola, sono una mancanza di ripetto per un personaggio la cui storia, lunga settant'anni, merita e merita e merita tanto di più. Il significato dei settant'anni è questo, non certo i bang bang o i disegni che faresti meglio a trovarti un'altra occupazione, no cara SBE, non sono io a dovermi vergognare dei messaggi al vetriolo ma voi delle storie che mandate in edicola, sulla serie regolare, sui color, sul magazine, storie che passeranno alla Storia come il trash Tex.
  7. 1 point
    Un altra picconata al nostro inossidabile Tex, nell'anno del suo settantennale, con quel logo in copertina che a questo punto sa di presa in giro. Questa va nel repertorio di scene alla stregua del "Tex consegna pistola e cinturone". Infatti, della serie "come ti rovino un'ambientazione". In effetti Faraci conosce due trame: la prima è quella del tizo in fuga inseguito da altri tizi; la seconda è quella dei nevequaglia e Stroke, con bande corpose, che terrorizza paese e cittadinanza. Da qui non si esce. L'ambientazione sarebbe servita magari a qualche altro autore con un pizzico in più di fantasia, per alcuni anni non ne potremo leggere. Questo locus amoenus, violato due volte nel giro di un paio d'ore, peraltro necessita di una sospensione dell'incredulità che mette a dura prova il lettore, con le armature e i manganelli per far rispettare l'ordine e il palazzo che c'è e non c'è. Questo è un altro modo di dire quanto è semplicione il nostro Faraci. Questo mister Stroke che neanche le bande dei Dalton o Jesse james! ma per favore! Tutti birilli da immolare in quel parco giochi che è diventata ormai la serie regolare. Altri 3,50 € gettati nel cesso. Spero che il Boselli curatore ci pensi due volte prima di approvare un nuovo soggetto simile. Il mese prossimo abbiamo Ruju e Cossu, comincio già a fare un po' di conti, ma poi leggo in altra sezione che si spera in un'inversione di tendenza per il settantennale. Sarà mai con questi autori, cui aggiungo anche Ginosatis, in agguato nei prossimi mesi ?
  8. 0 points
    Claro, chi decide è il Bos. Quindi non sei neanche tu che decidi. Sono le mie opinioni che sono contestate: sbaglio o è Andrea67 che si meraviglia ? Entra nel merito, caro Carlo, e contesta il mio messaggio, ti sto aspettando: ti ho messo nero su bianco tutte le ragioni per cui Ginosatis non riscuote la mia stima. Tra lui e Biglia, per fare un azzardo di paragone, ci sono miglia e miglia di distanza, in Biglia non riscontro i difetti che trovo nelle tavole di Ginosatis. Aspetto la tua contestazione. Cosa vuol dire tono ultimativo ? Se dico Ginosatis non è da serie regolare è un tono ultimativo ? O dovrei dire "Ginosatis non mi piace, ma siccome ci sono dei lettori e degli amici suoi personali (come Carlo Monni ) cui Ginosatis piace, allora devo essere cauto e dire che l'albo può andare in edicola, perche si c'è chi a cui quel disegnatore piace per cui sono io che devo mettermi l'anima in pace". Scusami, anche no. E non dimentico i tuoi di toni, quando parlavi di Nizzi.
  9. 0 points
    Allora te lo dico io. Tu puoi volere quello che ti pare ma grazie a Dio non sei tu a decidere. Come tu hai il diritto incontestabile di avere le tue opinioni, così ognuno di noi ha il sacrosanto diritto di contestarle e quindi di ritenere che sbagli e dirtelo quando è il caso. Aldilà dei tuoi gusti nel cui merito non entro, una cosa che ti contesto da sempre è il tono ultimativo con cui spesso esprimi le tue opinioni quasi fossero verità incontestabili ed il tono infastidito se non addirittura talvolta risentito con cui reagisci quando qualcuno osa controbattere alle tue argomentazioni.
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