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TWF - Tex Willer Forum

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Mostrando i contenuti con la più alta reputazione dal 22/09/2018 in Messaggi

  1. 2 points
    Mah... pur essendo morbosamente affezionato alle copertine dei Tex della mia infanzia (anni 60 e 70), tanto da avere comprato anche il bellissimo libro "Le copertine di Tex Gigante1958-1980", quel triangolino con la pubblicita' delle figurine non mi da' alcun fastidio Probabilmente perche' egualmente abituato da sempre agli strilli in copertina dei comic book USA e delle loro versioni italiane? Ma anche degli strilli delle riviste, da Linus a L'Eternauta? Pero' , da collezionista Vintage, vedo che questi strilli in copertina ci sono sempre stati, dagli Albi Salgari degli anni 50 ai Rintintin degki anni 70, dai Topolino Libretto ai Tarzan ... ma anche su Diabolik, Alan Ford e bonellidi quali Dylan Dog o Ken Parker Magazine ci sono sempre stati, per cui mi sembra una cosa alquanto normale nei fumetti e mi sembra strano che solo per Tex se ne faccia una tale malattia ... forse sarebbe opportuno per i lettori di Tex allargare le proprie vedute sprovincializzarsi un minimo ...
  2. 2 points
    Qui da noi, nel profondo Sud (la punta del Tacco d'Italia, il Salento), le storie inedite arrivano sempre con qualche giorno di ritardo. L'unico Tex a campeggiare sullo scaffale dell'edicola era il Tex Classic "La banda di El lobo". Non avevo, prima di ieri, mai guardato un Classic, l'ennesima ristampa di cui non so che farmene. Ieri, invece, quel nome, El Lobo, è servito a richiamarmi alla mente la conturbante Donna Manuela Guzman, e il perfido bandito messicano El Lobo. Tornato a casa, ho ripreso quei vecchi albi, constatandone le non perfette condizioni (sono albi di seconda o terza mano: sono originali e sono arrivati a me per vie traverse) e, soprattutto per i numeri successivi, alcuni buchi nella collezione che avranno pregiudicato la lettura delle singole storie all'epoca in cui me li procurai. Non escludo quindi, sia per avere albi in migliori condizioni fisiche che per colmare qualche buco di troppo, di darmi anche al Tex Classic, almeno fino a quando la mia collezione non tornerà ad essere abbastanza continuativa. Ma la storia di El Lobo ce l'avevo tutta, e approfittando di un'oretta di libertà l'ho riletta ieri. Come di consueto GLB scrive una storia d'azione e dai ritmi serrati, aggiungendoci però l'indimenticabile personaggio di Donna Manuela: Mi ritrovo a citare Paco, come ai vecchi tempi. Ricordo le tante volte, negli anni immediatamente successivi alla mia iscrizione, che Paco Ordonez era tra i pards che più "quotavo" per riflessioni con le quali ero assolutamente d'accordo sulle vecchie storie di Tex, di cui, all'inizio della mia avventura sul forum, scrivevo le mie "recensioni" nei topic ad esse dedicati. Anche in questo caso, la penso come Paco: Donna Manuela nasce come sadica (non si spiega altrimenti perché, per minimi errori, dia i suoi collaboratori in pasto agli alligatori); in un secondo momento, nel farsi della storia, GLB ha l'idea di trasformarla in patriottica idealista. Inoltre, la rende prigioniera di El Lobo, completandole la conversione: non solo da psicopatica assassina diventa un'idealista devota ad una causa, ma da spietata aguzzina diventa anche povera vittima, nelle grinfie di un bruto, da salvare. Conversione a 180 gradi ben poco coerente, ma il modo di scrivere istintivo e torrentizio di GLB lo portava spesso a questo tipo di soluzioni. Fossero storie scritte oggi, penso che GLB farebbe esplodere il forum per non sentire più le nostre critiche da nerd sui singoli aspetti di una storia. Era infatti questo il periodo in cui Carson c'era poco. Io, cresciuto col Carson di Nizzi (ricordo sempre - a costo di sembrare ripetitivo, ma mi piace sempre farlo - che il mio primo albo di Tex in assoluto è stato La Leggenda della Vecchia Missione, con Fratello Carson, sorella Colt), non ho mai amato particolarmente queste prime storie, in cui la presenza del Vecchio Cammello è sporadica, per non dire spesso inesistente. Belli i siparietti a cui Tex e Carson danno vita in questa storia, che senz'altro saranno stati di ispirazione per i gustosi intermezzi ironici delle sceneggiature di Nizzi. Ma infatti è evidente che i Rangers di Tex sono un corpo sia militare che investigativo dipendente direttamente da Washington e non dal solo Texas. Un corpo inesistente nella realtà. Ritorno su Donna Manuela: essa è un personaggio boselliano ante litteram. Non può non ricordare Shane O Donnel, idealista e criminale: quest'ultimo però uccide (Lord Cavendish e il sergente McDuff) per necessità politica; Donna Manuela è invece anche una sadica. Il suo ruolo di vittima alla fine della storia (ma probabilmente anche le sue dolci fattezze) la ribaltano in personaggio sostanzialmente positivo. La sua morte, da feuilleton, non è solo commovente, ma anche cupa per lo spettro della Guerra Civile cui dà vita. Incongruenza da accettare in santa pace. Ma non fa piacere che ci sia.
  3. 2 points
    Molto protagonista, forse un po' troppo??? Sempre troppo poco, per me! A parte gli scherzi, se per questa storia dobbiamo usare l'avverbio "troppo", è solo per affiancarlo all'aggettivo "bella". Altri utilizzi non sono ammessi
  4. 2 points
    Nulla di trascendentale, almeno dal mio punto di vista, la storia con Lilyth, per quanto più che accettabile e leggibile, specie se contestualizzata nella sua funzione (forse soprattutto) celebrativa. Effettivamente fa un po' strano vedere Tex, decisamente poco avvezzo alle formalità di qualsiasi tipo, definire Lilyth "la mia signora", inoltre ho trovato un po' spoilerante e poco necessaria la didascalia in cui si fa riferimento ad una avventura che avremo modo di leggere nei prossimi mesi nella collana del Tex giovane. Comunque sia, ripeto, la storia non è affatto malaccio, e quanto ai disegni di Civitelli c'è come sempre solo da alzare le mani. Di ben maggiore spessore, invece, ho trovato la storia con Dinamite, il cui commovente finale da solo è valso secondo me il prezzo dell'albo. Una degna avventura di colui che, forse, può a buon diritto essere definito "il primo pard" di Tex, che dopo tante avventure si era guadagnato la libertà di scorrazzare sugli altipiani della riserva, per poi dimostrare per l'ultima volta la propria assoluta fedeltà a Tex. Ottimi anche i disegni di Dotti. Quanto al resto, molto suggestiva la galleria di immagini di Tex curate da vari artisti del fumetto italiano, molti dei quali estranei all'universo del Ranger. La maggioranza delle rappresentazioni, in verità, mi è parsa incredibilmente distante dagli abituali standard, ma trattasi comunque di disegni artisticamente ineccepibili. Molte rivisitazioni differiscono completamente dal Tex canonico, quella di Manara in aggiunta ha tratti vagamente inquietanti, in ogni caso nulla da dire sul fascino e massimo rispetto per la licenza artistica di questi Maestri.
  5. 1 point
    Soggetto e sceneggiatura: Mauro Boselli Disegni: Carlo Raffaele Marcello Periodicità mensile: Aprile / Giugno 1997 Un pugno di sudisti riuniti nella Banda degli Irlandesi compie numerose rapine in Messico sconfinando in Texas! Sulle loro tracce ci sono i rurales, un uomo del mercante d'armi Gutierrez, Shane O'Donnell (ex capo di un gruppo di estremisti feniani, gli Invincibili) e i pards. Tex aveva conosciuto alcuni dei criminali poco dopo la Guerra Civile, quando erano mercenari dell'Imperatore Massimiliano contro il Presidente Juarez. Alla caccia si associa anche Danny Moran, un vecchio compagno di lotte di O'Donnell, e Pat Mac Ryan, rintracciato a Galveston durante un incontro di boxe! Shane O'Donnell, aiuta la Banda degli Irlandesi a far evadere due complici da un carcere messicano. Il piano è quello di arraffare il favoloso tesoro dell'Imperatore Massimiliano, attualmente protetto da un esercito di fuorilegge armati fino ai denti e guidati dal generale Carrasco e dal colonnello asburgico Herzfeld! I pards devono riportare gli irlandesi negli Stati Uniti, dove verranno perdonati per i crimini commessi in Texas, ma loro vogliono fare l'ultimo colpo e, con Pat Mac Ryan in ostaggio, costringono Tex ad appoggiarli. Il sanguinario generale Carrasco vorrebbe assoldare la Banda degli Irlandesi, ma i rivoluzionari feniani si ribellano e i pards fanno irruzione nel fortino messicano facendo scoppiare un pandemonio, ingigantito da una micidiale mitragliatrice manovrata a turno da Carson e da Tex. Quando Montales arriva con i rinforzi, trova soltanto macerie, e il tesoro dell'Imperatore torna al governo legittimo! Ma non è finita: il mercante d'armi Gutierrez, per il quale Shane avrebbe dovuto scovare l'oro, paga Moran per tradire e uccidere l'amico. I pards lo vendicano, ma O'Donnell muore, sognando l'Irlanda. © Sergio Bonelli Editore _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ Una delle mie storie preferite! Come al solito, con Boselli è pieno di ottimi personaggi, fantastico Shane O'Donnell, si rivede Pat Mac Ryan, ma sopratutto epico il terzo albo, quasi interamente occupato dalla sanguinaria e violentissima battaglia finale. Voglio rivedere irlandesi su Tex!!!
  6. 1 point
    Ottimo inizio!!!! Trama coinvolgente, ampio respiro che, si spera, consentirà di gustare molte situazioni e personaggi. Insuperabile l'impatto tra Tex e Carson (soprattutto di Carson, perchè più loquace al riguardo) con la metropoli per eccellenza. Per il momento, poi, buono anche il ruolo svolto da Carson nella storia. Mi meraviglia che qualcuno storca il naso per le espressioni di Tex: evidentemente il morbo della "correttezza politica" dilaga. Chi è l'ottuso che crede che un uomo di fine ottocento, pronto a combattere le ingiustizie, lo schiavismo, le prepotenze, , per ciò stesso non potrebbe aver avuto l'abitudine di pronunciare coloriti epiteti sui gialli, rossi o neri? mai snetito parlare di senso storico? Va bene che, considerato che oggi molti vorrebbero epurare il dizionario, sull'altare della politically correctness, non c'è di che stupirsi. Comunque, ripeto, davvero ottimo inizio. Ho trovato intrigante anche il prologo, seppure non abbia alcuna simpatia per Nick Castle.
  7. 1 point
  8. 1 point
  9. 1 point
    La curvatura spazio temporale è l'unica spiegazione sulla presenza di alieni sulla Terra. A meno che non si voglia mandare Einstein a quel paese e si parlasse di velocità maggiori di quella della luce, oppure che si faccia venire gli alieni da Marte. Western e alieni don't go together well? Dillo a GLB con il suo omino verde con la pelle squamata, senza scomodare il film Cowboys & aliens che dimostrano entrambi che anche così si possono scrivere belle storie. Senza contare che il mio ultimo messaggio era un'ironica provocazione.
  10. 1 point
    Io sono contrario alla proliferazione delle storie, perchè inevitabilmente scade la qualità Mi spiego meglio: pochi giorni fa ho comperato l'ultimo Dylan Dog Speciale, "In nome del figlio", ambientato in una dimensione alternativa e futuristica dove un anziano Dylan Dog vive in un mondo alla "The Walking Dead" ed ha avuto un figlio da Sybil Browning, la donna conosciuta nel numero 1 Se guardiamo agli autori, tanto di cappello: Alessandro Bilotta ai testi e Giampiero Casertano ai disegni dovrebbero garantire il massimo della qualità ... ed invece la storia è davvero scialba, piatta, insulsa direi ... salvo solo i fantastici disegni del grande Casertano, uno dei miei autori preferiti ma, ed è questo il mio rimpianto, che pena vedere 160 pagine di disegni eccelsi sprecati così, per una storia mediocre ... La morale del mio sproloquio è che puoi essere il più grande autore del mondo, puoi essere addirittura Hugo Pratt o Carlos Trillo ma, se non scrivi con il cuore e con lo stomaco, ripiegando su soluzioni narrative di comodo, ne esce fuori solo un polpettone indigesto ... Poche storie, ma buone, altro che curvatura spaziotemporale ... sai com'è... quando hai citato (direi quasi disprezzato ...) le fanzine, hai alimentato certe reminescenze ... per dire che... non tutto il male viene per nuocere ...
  11. 1 point
    Questo thread abbonda di troppi "chi se ne frega". Il realtà il menefreghismo è nei confronti dell'intelligenza del lettore. E infatti l'argomento cronologia, al netto delle sviste dei tempi pionieristici, è sempre stato dibattuto su Tex anche all'epoca delle fanzine cartacee o dei primi gruppi Usenet dedicati al personaggio e aperti quando il Web stava ancora gattonando. Durante la Guerra Civile, ad esempio, Tex NON ha Dinamite. Come discrimine non è male. Tex NON ha ancora inncontrato Mr Marshall. Altro discrimine. Tex è ANCORA un cowboy. Altro discrimine. Continuo?
  12. 1 point
    Alludi alle polemiche che mi fecero perdere il fiato e la pazienza su CUS? E' incredibile come, sebbene la ricostruzione degli eventi kenparkeriani fosse di una semplicità disarmante in quanto tutte le storie, dalla prima all'ultima, grazie alla precisione del lavoro di Giancarlo Berardi, fossero facilmente inquadrabili storicamente, c'era sempre chi, probabilmente più per spirito di patata che per seria convinzione, mettesse in dubbio la cronologia e la datazione degli eventi
  13. 1 point
    Ma infatti... le cronologie per i punti salienti coincidono ... Questa però ed altri, consentimi, non è una risposta seria ... Persone come Mondillo, Dennis Cecchini, Raffaele De Falco, veri e propri studiosi di vicende texiane, mantengono alto l'interesse, anche della cultura ufficiale per il personaggio, dà da vivere, ed i loro libri sono acquistati da migliaia di nerd (come il sottoscritto) che danno linfa vitale alla leggenda texiana e che, sino a prova contraria, ti fa campare... Altro che "chi se ne frega" od addirittura "dannosa"
  14. 1 point
    Consentimi però, caro Carlo Monni, di dire che non è che uno si sveglia la mattina e decide di fare una cronologia... quella di Antonio Mondillo, grande studioso di Tex, non è stata costruita a caso, ma dopo anni di studio.... ed il libro da me citato, che contiene, tra l'altro, la suddetta cronologia (libro che Ymalpas probabilmente non ha mai letto, e forse neanche Te) è ormai diventato da tempo la prima guida ufficiale del collezionista per distinguere le prime edizioni del Tex Gigante 2^ serie, soppiantando da tempo il libro "Tex dalla A alla Zeta" di Denny Cecchini, edito dallo stesso Alessandro Tesauro Editore nel marzo 1993. Peraltro, e ci mancherebbe, riconosco a Boselli, quale sceneggiatore primo del nostro amato, erede designato di G.L. Bonelli, il diritto di riscrivere le cronologie più o meno ufficiali, retrodatandole o postdatandole a sua assoluta discrezione ma, gradirei che ciò venisse ufficializzato dallo stesso Borden, quantomeno per il rispetto dovuto a tutti i lettori e gli studiosi di eventi texiani che sinora si erano attenuti alla cronologia sinora accertata
  15. 1 point
    Felicissimo che il protagonista della copertina del numero zero sia quel bel ragazzo con baffo e pizzetto neri...
  16. 1 point
    Ma a dire il vero non so quanto tempo ci sia voluto per realizzare il logo Tex Willer, però non è certo stato creato adesso, dal momento che è quello da anni usato dalla Semic per le edizioni Nordiche di Finandia, Norvegia e Svezia per cui non è da escludere a priori che anche lì ci possa essere lo zampino di Corteggi. La copertina che ho postato sopra è del secolo scorso... e il logo è lo stesso, questo nuovo ha solo in più l'effetto shadow In ogni caso anche a me piace
  17. 1 point
    Doveva finire così, con un atto di grande altruismo e eroismo. In fondo ora abbiamo i figli di Dinamite. Per tutti i diavoli, mi sembra di aver pelato un migliaio di cipolle...
  18. 1 point
    Dico finalmente, anch'io la mia Si tratta di due storie abbastanza semplici, nulla di eccezionale ma almeno una si farà di sicuro ricordare. "il segreto di Lylith" . Storia piacevole e decisamente molto ben disegnata. Ennesima variazione sul tema del tesoro del pueblo perduto ma come.detto, comunque piacevole. "Dinamite". Bella storia ma ciò che la rende davvero interessante sono le ultime pagine con la corsa contro il tiratore. Straordinario il montaggio a nove vignette di pag. 151 (o, se preferite, pag. 45 della storia). Una vera lezione di sceneggiatura che dimostra, come se fosse necessario, la maestria di Boselli al riguardo. Posso dire di essermi commosso nel finale? Infine, vorrei dire qualche parola a chi trova ingenuo che Tex parli con il suo cavallo. Mi pare chiaro che non avete riflettuto sul legame che nelle vecchie generazioni esisteva tra cavallo e cavaliere. Vorrei chiedervi: avete un cane? E se lo avete, gli parlate? E se lo fate, vi sembra una cosa stupida? Ebbene, fino all'avvento dell'automobile il rapporto tra un cavallo ed il suo padrone era lo stesso.
  19. 1 point
  20. 1 point
    Uccisioni di messicane alle quali Roberto Bolano ha, se mi si concede un OT, dedicato un bellissimo e labirintico, anche se certo ostico, romanzo: "2666". Particolarmente incentrata sul tema, al tempo stesso simbolica e di una crudezza quasi insostenibile, la quarta parte del romanzo, "La parte dei delitti".
  21. 1 point
    Leggendolo frettolosamente dal cellulare, il messaggio di Occhi nella Notte mi aveva divertito. Certo, è un messaggio ambiguo: ad esempio, il fatto che Keegan passi dall'inimicizia all' "arrendevolezza che si trasforma in resa incondizionata, nell'amicizia da bandiera bianca" la definisce l'"assurdità ultima". Per me è tutt'altro che assurdo. Spesso accade, nei fumetti come nella vita reale (ho esempi concreti), che da inimicizie iniziali che vedono prevalere l'uno sull'altro, si finisca col diventare amici, con il riconoscimento della superiorità da parte del "perdente". Proprio per questo, quando Occhi dice "Quanto ci parla Moss Keegan. Quante volte nella nostra vita incontriamo tipi da Tex", ritengo abbia ragione, ed è questo che mi ha divertito. Le sue conclusioni però paiono sbagliate anche a me: Esatto. Tex è Tex, vince perché è superiore, e vince lealmente. Qui sbaglia Occhi nella Notte, nessuno parteggia per Keegan. (a proposito, ciao Don Fabio, non ti leggevo da un po' ). Nello stesso commento in cui avevo definito il messaggio di Occhi nella Notte divertente, ho anche detto che questo suo post dimostrava la bontà del personaggio Keegan, che definisco "contraddittorio". Ymalpas, invece, dice: Contraddittorio, ma non un verme. Keegan è un personaggio umanissimo, a cui Boselli vuol bene. Anche Wasted lo aveva definito "lurido", e io gli ho risposto che era solo un debole. Un uomo che "ci parla" (come dice Occhi): un eroe del rodeo, acclamato da tutti, che a un certo punto si vede sistematicamente sconfitto. Dovunque vada, quando prima acclamavano lui, ora lo danno per finito, perché c'è quel Tex. E' amareggiato, si dà all'alcool. Un incidente lo mette fuori gioco per sempre dall'unico lavoro che sa fare, e a salvargli la vita è proprio l'uomo causa di tutta quell'amarezza. Non sa perdere, dice Don Fabio, ed è vero. E' pieno di risentimento e amarezza. Più tardi, tempo dopo, a lui, alcolizzato e disoccupato, gli offrono un bel mucchio di soldi per aiutare la legge a riacciuffare il criminale Tex. Un uomo che nel frattempo ha ucciso degli uomini, è braccato dalla giustizia. Proprio l'uomo che, indirettamente, gli aveva rovinato la vita. E ora ha la possibilità di una sorta di rivalsa, per giunta dietro pagamento di lauto corrispettivo e facendo un favore alla legge (Mallory è uno sceriffo, e Keegan chiede a Coffin garanzie di legalità nell'operazione). Nel prosieguo, Keegan si rende conto che in realtà sta partecipando ad un vero e proprio agguato ai danni del suo ex rivale, ma non riesce a sottrarvisi, ormai è in ballo, ha bisogno di quei soldi, e Tex è un assassino. Ed è anche quello che indirettamente lo ha portato alla rovina. C'è un processo interiore che si svolge nell'animo di Keegan. Boselli non lo fa vedere, ma lo rende evidente con le azioni successive di Moss: alla fine scarica i suoi "datori di lavoro" e salva Tex. Per questo dico che Keegan è un personaggio strutturato, pur nella brevità dello spazio consentito. Per questo ho applaudito Boselli e la sua bravura. E ha ragione Occhi nella Notte a dire che ci parla, perché le sue contraddizioni, la sua meschinità, la sua redenzione, sono deliziosamente umane. Bravo Mauro! Per questo dico che non ho dubbi che Boselli voglia bene a Keegan che, se dovesse tornare nella saga, sarà sempre nelle inequivocabili vesti dell'amico. Keegan è, ormai, un amico. Borden, dai, rispondici su questo punto.
  22. 1 point
    A rigor di logica Nizzi non avrà letto manco una storia di Tex da quando ha smesso di scriverlo. Prima si propone un soggetto e se questo non è troppo simile a una storia già pubblicata si procede. Tex è immutato e immutabile e ogni storia da almeno cinquant'anni a questa parte finisce senza intaccare nulla di quanto potrà succedere in seguito. Purtroppo o per fortuna.
  23. 1 point
    Primi piani dei due pards by Ernesto Garcia Seijas.
  24. 1 point
    Grandissimo Marcello, che tavole meravigliose, uno vero peccato che sia poi stata fatta disegnare a Font Ogni volta che vedo un disegno di Marcello mi sembra di fare un salto 20 anni prima delle solite ambientazioni temporali, e nel Montana. Con "Il Passato di Carson" per me Marcello è diventato sacro.
  25. 1 point
    In verità quando parlo di media sono imprecisa, intendo semplicemente dire che mi piacciono sia i disegni che la sceneggiatura. E a rischio di scandalizzarti fino all'infarto ti dir? che se apprezzo un albo è sempre più per la sceneggiatura che per i disegni
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