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TWF - Tex Willer Forum

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Mostrando i contenuti con la più alta reputazione dal 18/05/2018 in Messaggi

  1. 2 points
    Non c'è niente da fare,il personaggio Tex,cosa che magari non è nota a chi lo legge da "poco tempo" ha perso la sua originalità.Dapprima la sua maturità ha giustificato la perdita di quel carattere scavezzacollo e spavaldo che aveva un tempo ,e in secondo luogo ha perso persino la sua centralità,a favore dei personaggi di contorno,che riempiono la storia,introdiotti non a caso,ma sopratutto per una carenza di idee e per paura di una ripetitività continua.Tex ha dei canoni fondamentali da cui non si può prescindere.Tex è G.L.Bonelli e Galep innanzitutto,il resto come dice Ymalpas è imitazione,e se mi permettete,fatta molto male,Il ritorno di Proteus sarà un altro tentativo di rivolgersi al passato per ammorbidire queste mancanze evidenti,ma come è stato in passato il nome in copertina non ne sancisce il successo.Staremo a vedere.
  2. 1 point
    Una parola sola : BELLISSIMO !!! Era da tempo che non terminavo un albo con gli occhi lucidi. Complimenti a Ruju per la sceneggiatura meravigliosa ed a Ginosatis per i disegni impeccabili.
  3. 1 point
    Il soggetto di questa storia é interessante, anche se poi non così innovativo visto che il tema dell'indiano adottato dai bianchi era già stato trattato nel film Gli inesorabili di John Huston del 1960 e da Giancarlo Berardi con il suo Ken Parker, ma è la sceneggiatura che è un po' deboluccia per via di alcune ingenuità o banalità già ben evidenziate dai vari Ymalpas, Leo e Kershaw ( per nominare quelli che hanno sottolineato gli errori più evidenti) Ruju, secondo me, non ha toccato adeguatamente, ma solo sfiorato, la profondità del problema interrazziale non riuscendo a sottolineare l'incompatibilità delle due culture differenti e la difficoltà, per chi ha sangue indiano nelle vene di tornare alla radice delle proprie origini che, in realtà, non conosce affatto. Anche il rapporto padre-figlio adottivo non ha è stato approfondito con il giusto pathos e drammaticità che la situazione richiedeva. In un altro topic ("Tex come le fiction televisive" ignorato da tutti tranne per due risposte alla Borden di Borden) era proprio questo che intendevo, che a prescindere dalla lunghezza delle storie, dal ruolo di Tex o da chi sia il vero protagonista, é la scrittura che è fondamentale perché una storia diventi un capolavoro o comunque una bella storia e non le solite sceneggiature appiattite dagli stessi cliché sempre presenti nelle storie degli ultimi anni tranne qualche sporadica eccezione. Molti di voi sono convinti che il problema principale sia la lunghezza degli albi, io credo che un albo in più può migliorare una sceneggiatura ben fatta ma peggiorare una sceneggiatura fatta male, come nel caso di Cuore Apache. Ora voglio fare un esempio, ma se qualcuno di noi avesse scritto nel topic dei soggetti una trama pressappoco così: "Tex entra in un emporio e vedendo dei sacchi di farina con scritto Flour U.S. prende a cazzottoni il proprietario perché é la prova che sta vendendo merce destinata agli Apache e, per fare arrestare il furbacchione, all'arrivo dello sceriffo mente dicendo che la farina é avariata" ve li immaginate i commenti quantomeno irridenti di Borden? Per finire con i tanto osannati disegni di Ginosatis, nel complesso, e soprattutto nelle scenografie, non sono male ma le pose dei personaggi risultano spesso statiche, legnose e quindi poco dinamiche, ma il problema principale del disegnatore sono gli occhi dei comprimari ai quali spesso non disegna le palpebre col risultato di sembrare attaccati direttamente a delle sopracciglia improbabili e col risultato di dare loro delle espressioni spiritate; un esempio di quello che dico lo potete ammirare a pag. 86 del primo albo.
  4. 1 point
    Nel complesso la storia aveva un buon soggetto da cui partire. Andando avanti, però, si è impigliata in alcuni ostacoli che ne hanno impedito la completa riuscita. 1) Il ruolo dei personaggi Seppur non ai livelli della recente "Il ragazzo rapito", Tex, Kit e Cochise sono piuttosto defilati. Incidono, ma non sono i protagonisti della storia. Questo potrebbe andare bene se Tex (fumetto) non fosse storicamente Tex-centrico. Per dire, lo puoi fare in Topolino dove il cast è ampio e variegato e le storie più popolari tra i lettori sono addirittura quelle incentrate sui paperi. In Tex, i lettori di lungo corso giustamente la percepiscono come una storia che, sì, si trova nell'universo di Tex, ma non "di Tex", quasi come una sorta di spin-off o speciali che spesso troviamo nei Tex color o talvolta nei Texoni. 2) I disegni. Lungi da me criticare il tratto o gli splendidi sfondi di Ginosatis, ma purtroppo la monotonicità delle espressioni dei personaggi incide negativamente sul pathos che la storia trasmette (non è l'unico tra gli autori di Tex ad avere questa caratteristica, nemmeno tra quelli storici e più amati, ma non li nomino per non deviare la discussione). 3) Il ritmo della storia. Inizio dicendo che Ruju è lo stesso autore che recentemente ha scritto "Le schiave del Messico", una storia breve che mi sembra sia stata molto apprezzata da vari forumisti, me compreso. Detto ciò, questa ed altre storie recenti dello stesso autore che si svolgono in due albi (Wolfman esclusa) soffrono dello stesso problema. Si parte bene nel primo albo mettendo molta carne al fuoco, ma poi sembra mancare lo spazio per una tranquilla risoluzione della vicenda, di cui, invece, si affretta la conclusione. Chiaro che la lunghezza fissa è una difficoltà in più per lo sceneggiatore, ma deve essere lui/lei a riuscire a superarla al meglio. Concludo dicendo che comprendo le difficoltà che impediscono il ritorno delle storie a lunghezza adattabile e superiore ai due albi nel mensile. In primo luogo, i fedelissimi di Tex non sono più tanti quanto decenni fa. Certamente ai lettori occasionali non fa piacere iniziare da un punto casuale della vicenda o non avere la soddisfazione di avere un inizio od una fine, ma magari solo un finale di una storia che si conclude senza comprenderla fino in fondo. In secondo luogo, i tempi tecnici dei fumettisti che talvolta si dedicano anche ad altri progetti e che, quindi, predilgono un numero limitato di pagine. Dati questi vincoli, forse da un punto di vista della qualità del prodotto, Tex potrebbe trarre vantaggio da cadenza diversa (magari trimestrale o quadrimestrale) con storie complete, con lunghezza che può leggermente cambiare da uscita ad uscita, sceneggiate ed illustrate dagli autori principali della testata. Non si farà perchè, al momento almeno, immagino non sia economicamente sensato o quantomeno rischioso ridurre la testata ammiraglia della Bonelli ad una serie di volumi periodici. Certamente il pur equo aumento di prezzo potrebbe scoraggiare molti dei lettori casual del mensile.
  5. 1 point
    Mi sembra che stiamo perdendo di vista il vero punto dolente della storia. Io leggo Tex da quando ho imparato a leggere, più o meno. Ho iniziato quando c'era il Bonelli, il Nolitta e poi il primo Nizzi. Si comprava l'albo (lo faceva mio zio, di solito, e finita la lettura ce lo lasciava nel divano perché sapeva benissimo che eravamo in trepida attesa) che aveva come logo quello di Tex e dentro l'albo, quando lo si leggeva, c'era il Tex. La storia poteva piacere o non piacere, ma la storia era una storia di Tex, su Tex, che faceva questo o quello in maniera canonica e alla fine erano dolori per gli altri. Oggi vado in edicola, guardo la copertina, c'è una gigantografia del volto di Tex (con degli occhi troppo piccoli), c'è il logo Tex e c'è un titolo "Johnny il selvaggio" che ci presenta il personaggio della storia con cui Tex ha a che fare, come sembre è avvenuto. Apro l'albo, personaggi inespressivi, lo leggo, arrivo all'ultima pagina, la storia non è di Tex, che è del tutto secondario, che subisce tutto senza incidere un bel niente, la scena è tutta per un personaggio che dovrebbe legargli le scarpe (se le avesse) è invece fa la primadonna (che poi compie scelte assurde e incomprensibili, almeno apparentemente). Ora, quando vado in edicola e spendo 3,50 euro per un albo con la scritta TEX voglio leggere una storia di TEX, con Tex e di tutto il resto me ne infischio. Tex può anche sbagliare, come in "Caccia all'uomo", ma Nolitta ne faceva il personaggio principale, insolitamente sbirro, ma quello era un'altro problema.
  6. 1 point
    E la storia di un ragazzo alla ricerca delle sue origini, che non si è mai integrato bene nel mondo dei bianchi che l'ha "accolto" e mai riconosciuto, come si evince dai continui flashback che lo vedono continuamente maltrattato e che ne dettano, in ultimo, scelte altrimenti difficilmente comprensibili. E' la storia del fallimento di Tex, che lo mette sotto la sua ala protettrice ma è incapace di difenderlo sotto ogni punto di vista dal destino tragico che lo aspetta. Con l'arrivo alla riserva, l'incontro con i due pards dovrebbe rappresentare infatti un passo decisivo per la sorte dell ragazzo, cui viene illustrata la lezione del pulcioso agente malmenato e poi allontanato a calci. Ma l'infelice tentativo di mediazione che si scontra contro la dura realtà dei fatti rappresentata della corruzione dei militari è l'ultima goccia per Johnny . L'incontro con il manipolo di indiani ribelli è tutto sommato ininfluente nello spingerlo a rinnegare tutto quello che in quel momento egli è o dovrebbe essere in termini di integrazione. Johnny è combattuto, ma in cuor suo la decisione di seguire le orme del padre Red Wind sembra già scritta sin dalla prima pagina, quando neanche l'aquila che vola alta e libera nel cielo (Aquila della Notte) lo aiuta a compiere la scelta giusta, che è quella che suo padre avrebbe compiuto al fianco di Tex e Cochise se solo avesse potuto vivere (nel momento in cui viene ucciso, scrive Ruju, Red Wind è già un uomo che ha abbandonato la via delle armi). E da un ragazzo che esce da West Point, che conosce bene i militari, la tattica è suicida quanto infantile (depredare i ranch senza fare vittime di civili inermi!!!) Questa è la storia raccontata in questi due albi. Ma Tex e Carson ne escono troppo maltrattati dallo sceneggiatore: sempre in ritardo sugli eventi in cui dovrebbero recitare la parte dei protagonisti, incapaci di far sentire la loro voce, non basta vederli prendere a sganassoni ladruncoli da quattro soldi, perché mai sono decisivi quando si tratta di imporre la loro legge, ciechi soprattutto quando si tratta di capire il travaglio interiore che divora l'animo tormentato del loro giovane amico Johnny. Maltrattato anche Cochise, il grande Cochise, che ha mille occhi e una saggezza infinita, che è un capo amato e rispettato e che in questa storia è presentato sul viale del tramonto, beffato da un agente indiano, incapace di prevenire il nascere del malumore tra la sua gente, preso in contropiede da giovani ( e sono molti) che non riconoscono più in lui la figura del capo. Una storia di Tex in cui la trama è dettata soprattutto dai sentimenti, violenti e irrazionali, che spingono i ragazzi rancorosi a scelte semplicistiche, viste e riviste e ormai superate. L'azione non manca, ed è quella che ne nasconde i difetti grossolani della trama. No, non ci siamo. Altro che da top ten del settantennale. La precedente con Prisco ai disegni era ben altra cosa!
  7. 1 point
    Tra ieri sera e oggi, in pieno trasloco, mi sono messo a immaginare un eventuale "soggetto" per l'ultimo scontro tra tex e l'immortale mefisto: ecco il parto della mia mente malata su cui mi piacerebbero opinioni e cattiverie:La storia si svolge in 3 albi:Albo 1: Il sepolcro tra i monti (in copertina Tex davanti la tomba di Lilyth)Albo 2: ritorno a villa Rica (tex all'ombre delle rovine della villa)albo 3: la scelta (tex che punta la pistola su Mefisto con l'ombra di Lilyth nello specchio magico). La storia inizia con Tex davanti la tomba di Lilyth, dove si ritira di tanto in tanto per pensare all'adorata moglie, che viene "spiato" a sua insaputa da Mesifsto, che si è riorganizzato e, tornato presso gli Hualpay dopo l'ultima sconfitta, si è infine spostato con un gruppo di fedelissimi seguaci tra le rovine della sua antica proprietà: Villa Rica in Messico. Scoperto che il distacco della moglie è un nuovo e sconosciuto "punto debole" di Tex (non risulta infatti Mefisto sappia di Lilyth e della sua storia) Mefisto pensa un infernale piano per riportare alla vita la defunta moglie del suo avversario per poi ucciderla nuovamente sotto gli occhi del proprio sposo. La prima fase del piano avviene nel carcere dove è rinchiusa la sorella Lily, che, colta da morte improvvisa (apparente si intende) esce dal carcere come morta. Di questo fatto Tex viene informato dallo sceriffo di Phoenix (anche se purtroppo il Will Patterson di Boselli non è lo stesso sceriffo che arrest? Lil' assieme a Tex, ma lo si può immaginare come il successivo) e correr? subito assieme ai pards per scoprire cosa c'è di vero sotto la morte di Lily. Proprio sull'allontamento dei pards dalla riserva puntava mefisto, che manda quindi degli scagnozzi a rubare le spoglie mortali di Lilyth, necessarie al rito, mentre come "corpo" nel quale traslare l'anima di Lilyth (come avvenne con narbas per lui) Mefisto sceglie quello di Donna Parker, a sua volta rapita da altri scagnozzi (questa aprte però non mi convince al 100%). Dopo varie vicessitudini a cui dovr? pensare, nelle quali Tex raggiunger? gli esecutori materiali del rapimento di Donna e del furto delle spgolie di Lilyth, Tex raggiunge Vila Rica, e, mentre i pards sono impegnati contro gli Hualpay, lui solo scende nei sotterranei ad affrontare mefisto e qui trova la scena più allucinante della sua vita: il rituale è quasi completo, tanto che l'immagine di Lilyth è già apparsa nello specchio di Mefisto. Sempre Mefisto a questo punto insinua coi poteri mentali in Tex il dubbio di sacrificare Donna per riavere la sua adorata moglie, ma proprio negli occhi di lei Tex legger? la risposta e, presa la colt, sparer? su Mefisto uccidendolo. L'albo termina con Tex che brucia il corpo di Mefisto davanti lo specchio, in modo tale che non possa essere ritrovato e riesumato di nuovo, mentre l'immagine di Lilyth va affievolendosi per tornare nel mondo dei morti. La scena conclusiva è Tex che, con la colt in una mano e l'altra a coprirsi il volto, si allontana da Vila Rica in preda alle fiamme. Devo ancora pensare come finir? con Lily, i cui soldi (in teoria è ancora proprietaria delle immense ricchezze del marito) serviranno a finanziare i vari gruppi di scagnozzi e le armi degli hualpay. Pensavo alla tipica "giustizia divina" texiana, facendola perire tra le fiamme di Vila Rica.
  8. 1 point
    Le storie del Tex giovane Quali e quante storie possono essere ancora scritte sul passato di Tex ? Esclusa o quasi la serie regolare, Magazine, Texone, cartonato e anche le storie brevi, sono stati finora il vero campo di esplorazione della vita del giovane Tex, con avventure che, un po’ in modo confusionale a dire il vero, hanno raccontato di vicende che hanno solo parzialmente coperto alcuni vuoti narrativi. Non tutti ne sono rimasti soddisfatti, a torto a mio parere, perché il passato di Tex è tutt’altro che intoccabile e la via che si è scelta di narrarlo, con un approccio diverso e piuttosto accattivante rispetto alla stessa serie regolare che gode di un suo meritato successo, non merita tutte le critiche che gli sono state rivolte. Ma tant’ è che se la notizia sul fiorire di una nuova pubblicazione che dovrebbe debuttare alla fine dell’anno (ottobre o novembre) incentrata massimamente proprio sul “Tex giovane” ha suscitato l’entusiasmo della maggioranza dei lettori, continuano a persistere immotivate preoccupazioni sul ripescaggio di un periodo (in realtà diversi periodi) della vita del ranger che si vorrebbe (ed è inaccettabile) intoccabile. L’idea che proprio noi del forum, io con l’articolo sul nostro sesto Tex Magazine che riprende il lavoro di Carlo Monni, il primo vero compilatore della vita di Tex, che ha dato il via al romanzo scritto ormai un lustro fa da Mauro Boselli, che quel lavoro monniano l’ha rivisto e corretto, si possa essere stati la "fiamma" che ha portato "all’incendio" di queste - bellissime - nuove avventure non deve essere troppo lontana dalla verità. In un momento in cui sulle pagine del forum si parla di reboot o remake, posto una discussione che faccia il punto sulle storie già pubblicate ed esplori le possibilità che i “vuoti” lasciati in eredità da GL Bonelli possono offrire come occasioni per le storie che figureranno in edicola nei prossimi anni. Inizio col postare la griglia con i periodi storici interessati e le prime informazioni con le informaszioni relative agli ultimissimi numeri pubblicati, il lavoro è solo all'inizio e la lista sarà aggiornata periodicamente con i vostri contributi, perché alla fine si abbia un lavoro che possa essere di pubblica utilità per noi lettori e, perché no, anche per gli stessi addetti ai lavori. # 1 Anni di Tex Periodo della vita di Tex Maxi n. 22 “Nueces Valley” da 0 a 20 L’infanzia, adolescenza e maturità di Tex # 2 Anni di Tex Periodo della vita di Tex 83 - 85 “Il passato di Tex” Cart. 6 “Il vendicatore” Cart.7 “Omicidio a Corpus Christi” Ventenne Dalla morte del padre al periodo del “rodeo” # 3 Anni di Tex Periodo della vita di Tex Texo 32 “Il magnifico fuorilegge” Alm. "La ballata di Zeke Colter" Ventenne Dalla morte del fratello, Tex è fuorilegge, fino all’incontro con Tesah nella prima storica striscia “Il totem misterioso”. # 4 Anni di Tex Periodo della vita di Tex Cart. 4 “Sfida nel Montana” Ventenne Dal Tex Gigante n. 1 “La Mano Rossa” al Tex Gigante n. 7 “Il patto di sangue” # 5 Anni di Tex Periodo della vita di Tex 7 - 8 "Il patto di sangue" 575 "Sul sentiero della vendetta" 384 - 387 "Furia Rossa" 103 - 106 "Il giuramento" Ventenne Avventure con Lylith # 6 Anni di Tex Periodo della vita di Tex Ventenne Dal Tex Gigante n. 8 “Due contro cento” al Tex Gigante n. 9 “L'ultima battaglia” # 7 Anni di Tex Periodo della vita di Tex 417 - 418 - "Cercatori di piste" 548 - 549 - "Documento d'accusa" Trentenne L’infanzia di Kit, ovvero il primo salto temporale intercorso tra il n. 9 e il n. 10 (1868 - 1871) # 8 Anni di Tex Periodo della vita di Tex Trentenne Dal Tex Gigante n. 10 “Il tranello” al Tex Gigante n. 12 “Il figlio di Tex” # 9 Anni di Tex Periodo della vita di Tex 490- 492 "Congiura contro Custer" 190 - 191 "El Muerto" Texo 23 "Patagonia" Trentenne Dall’infanzia all’adolescenza di Kit, ovvero il secondo salto temporale (1872 - 1880) # 10 Anni di Tex Periodo della vita di Tex Quarantenne Dal Tex Gigante n. 12 "Il figlio di Tex" all'ultimo numero della serie regolare .
  9. 1 point
    Personalmente sono sempre stato contro gli speculatori nordisti,i cosiddetti Carpetbaggers,che gettarono nella miseria il sud sconfitto dopo la Guerra.se si nota,i Red Necks (così venivano chiamati i contadini Bianchi del Sud,che formarono la massa dell esercito confederato) divennero razzisti DOPO la guerra.la stragrande maggioranza di loro non possedeva schiavi e difese la propria casa dagli yankee.ho sempre ammirato il coraggio dei Confederati sui campi di battaglia e la loro strenua resistenza all invasore nordista.la causa antischiavista era giusta,ma in realtà capziosa e irrilevante ai fini del conflitto. la posizione di Tex mi è sempre piaciuto perché essendo un eroe disinteressato aderisce alla causa del Nord SOLO perché antischiavista. non ce l ha con i poveri contadini in giubba grigia...in fondo è uno di loro,un Texano.e i Texani si coprirono di gloria sui campi di battaglia della Virginia.
  10. 1 point
    Se parliamo dei disegni, a mio parere quelli dell'ultimo Ortiz erano peggiori , se parliamo dei testi, ci sono certi obbrobri di Nizzi su cui è meglio calare un velo pietoso. Come storia è decisamente molto carina con dei disegni ancora accettabili seppur a malapena sufficienti, quindi non è il peggior Maxi di sempre.
  11. 1 point
    Penso che dei cambiamenti nel corso di diversi anni sia abbastanza inevitabile, considerando che pure noi stessi cambiamo e quindi anche il nostro punto di vista. Pure secondo me compra ancora i prossimi albi, riprendili magari alla fine del 2018 e vedi come è mutata la tua idea.
  12. 1 point
    Come la penso io lo sapete. Sono cresciuto con il tex di GLB e in parte di Nolitta, storie con trama semplice e spesso scritte in maniera rapsodica ma con una sceneggiatura brillante, dialoghi spassosi e un protagonista durissimo e politicamente scorretto. Nel caso di GLB. Nel caso di Nolitta, storie scritte da un grande sceneggiatore per quanto molto zagoriane, alla fin fine. Già Nizzi non mi piaceva molto per il fatto che il suo Tex somigliava a Nick Raider, le indagini diventavano proprio poliziesche e necessitava un soffia, mentre sempre più spesso al Tex segugio faceva difetto il naso, e il fatto che si facesse rapire fanciulle sotto il naso, chiamasse il proprio avvocato e gettasse il bando dei suoi progetti mentre qualcuno lo ascoltava in un saloon e si facesse cojonare dal primo venuto onestamente mi urtavano molto. Di Boselli sapete cosa penso, onestamente trovo che fosse estremamente sopravvalutato all'inizio, ha scritto delle buone cose ma non tante come gli si accredita e ha iniziato a farla fuori dal vasino prestissimo, oltre al fatto che a discuterci è umorale e non accetta le critiche e nemmeno di avere torto, cose che oltretutto imputa agli altri. Ritengo che potesse giocare da seconda punta o meglio da seconda punta di riserva, ma è diventato curatore e ramen. Ogni tanto ne becca una perché il lavoro lo sa fare, è un professionista, ma a mio giudizio è come Balotelli al cospetto di Riva. Ogni tanto compro qualcosa, se capito in emeroteca me li leggo a scrocco, ma anche per me Tex è defunto nella fascia 500/600 e faceva evacuare senza euchessina anche da molto prima.
  13. 1 point
    Ma ragazzi, non siamo più negli anni '60 dove il fumetto era l'unica alternativa per i ragazzini... Da questa discussione sembra che il fumetto - e non il fumetto generico, ma proprio Tex, perché anche "i manga sono spazzatura" secondo Johnny Colt - sia migliore di ogni altra forma di intrattenimento. Ma chi lo dice questo? Non è che perché noi siamo cresciuti in un certo modo, con certe letture, questo debba essere per forza il modo migliore. Oggi, per dire, ci sono serie tv stupende, che non solo offrono intrattenimento, ma spesso sono anche profonde, trattano temi non banali, per non sottovalutare l'aspetto artistico. Perché dovrebbe essere meglio impiegare un'ora del mio tempo libero a leggere un fumetto, invece di guardare una puntata di una serie tv? Solo perché noi siamo cresciuti in un certo modo? Perché dovrebbe essere meglio leggere un fumetto piuttosto che una bella partita a un videogame, magari in compagnia di un amico? La varietà dell'offerta è una ricchezza. Se avessi un figlio, cercherei di stimolare prima di tutto la sua curiosità e l'apertura alle possibilità che la nostra società ci pone davanti - anche al fumetto, certo, ma non solo a quello.
  14. 1 point
    Non vorrei fare il malevolo, ma, attenendoci solo a questo piccolo dato (Tex che subisce gli eventi), in fondo negli ultimi vent'anni Nizzi raramente ha fatto fare a Tex qualcosa di diverso. Di fronte al suo periodo buio (vale a dire, dal 1994 in avanti), la giustificazione del Tex canonico, statico e rassicurante non regge. Dico così soprattutto per rendere giustizia al Tex canonico, statico e rassicurante che Nizzi scrisse con eccellenti risultati nel suo periodo migliore. Il Nizzi in disarmo è palesemente un autore ormai svogliato, che sottobanco si fa scrivere i soggetti da un altro (questo si commenta da sé...) e scrive i dialoghi col pilota automatico inserito, caratterizzando i personaggi ad mentulam e facendo accadere tutto nel modo più piatto e insignificante possibile. Ci sono state eccezioni, ma l'andazzo grosso modo è stato quello. Però, Virgin, la bellezza di Fuga da Anderville non sta nel semplice fatto che Tex subisce gli eventi, ma negli splendidi comprimari a cui Nizzi riesce a dare vita. Personaggi che necessariamente lasciano Tex un po' al margine, tanto sono forti, prendendosi la scena in maniera pesante. Nelle storie post 1994, invece, c'è un autore probabilmente (come dici tu) nauseato, non c'è più neanche il mestiere, e se Tex non è al centro degli eventi non è perché qualche buon comprimario gli ruba la scena, ma è perché non c'è proprio, la scena, tutto è stanco, sfilacciato, imbolsito. Non è un paragone che regge. Il Nizzi di Fuga da Anderville è un Nizzi atipico, splendidamente incoerente con sé stesso. Il Nizzi del post 400 è un autore incoerente, nel senso che spesso le sue storie non hanno capo né coda... Ma anch'io credo che il Nizzi "manierista" sia un ottimo Nizzi. La Congiura è una goduria, Sioux una delizia. Né io ho detto che volevo un Nizzi sempre da Fuga da Anderville. Ma più spesso sì, l'avrei voluto. Questo sì. E avrei voluto anche che Nizzi fosse in grado di riconoscere che Gli Invincibili erano un arricchimento, per Tex, altro che pericolosi. Avrei voluto un Nizzi più vicino a Gli Invincibili, cosa che gli sarebbe riuscita benissimo, a mio avviso: lo ha fatto vedere con Fuga da Anderville e lo ha fatto vedere anche con L'Ultimo Ribelle da te citata: storia bellissima, in cui un comprimario pesante si prende la scena. Ecco, avrei voluto leggere, accanto al Nizzi de La Congiura e de La maledizione di Escondida, anche un Nizzi un po' più boselliano. Il Nizzi "boselliano" a mio parere lo abbiamo letto soprattutto sui Texoni: oltre a L'Ultimo Ribelle, ricordo la struggente Sangue sul Colorado, o anche i Predatori del Deserto, citata da Ulzana. Appunto questo volevo dire: storie meno di maniera e che lasciano invece spazio a personaggi di sostanza. Quindi viva il Nizzi di maniera, senza dubbio, ma peccato per esserci persi un Nizzi diverso che - ne sono sicuro - ci avrebbe dato grandi soddisfazioni. Il linguaggio di Bonelli padre è inimitabile. Nizzi ne ha creato uno suo, da commedia brillante come ben dice Virgin, ed in questo è stato un numero uno. I siparietti migliori con Carson - in tutta la saga - sono i suoi.
  15. 1 point
    Piccola curiosita' riguardante questa storia: in un intervista Nizzi afferma che, durante la lavorazione di questa storia capito' un piccolo incidente. In questa avventura, come sappiamo, c'e' la presenza dei quattro pards e si accorse in ritardo di aver perso per strada Tiger e neanche Fusco se ne accorse. Per fortuna l'assenza di Tiger cominciava nel momento in cui, dopo uno stacco, i quattro arrivano a Winnipeg(Tex n°345 "La tana del killer", pagina 45 ultima vignetta)cosi' fu' facile motivarla facendo dire a Tex che il Navajo era andato a portare i cavalli nella scuderia.
  16. 1 point
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