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  1. 2 points
  2. 2 points
    Meglio della Lilith di Villa e Civitelli.
  3. 1 point
    Beh... Allyson Sydor e Ned Overend erano i nomi di due campioninissimi della mountain bike anni '90... e a quanto pare Civitelli è un appassionato di ciclismo... (a voi rintracciare la storia dove appaiono, ma è assai nota)
  4. 1 point
    E’ risaputo che bissare un capolavoro rappresenti un’impresa impervia, resa ancor più difficoltosa se l’opera superlativa coincide col debutto, tuttavia il buon Boselli non si perse d’animo e si accinse a sfornare un altro episodio cardine della sua produzione texiana. “Cercatori di piste” sebbene meno eclatante del debutto, si mostra oggi, a quasi un quarto di secolo di distanza, come una storia notevole e degna del confronto col capolavoro che la precede. Il binomio Boselli-Marcello si consolida con questo ulteriore gioiello e getterà le basi per ulteriori successi futuri. Inizierà infatti da quei numeri la staffetta Nizzi-Boselli che caratterizzerà gran parte del centinaio. Se da una parte lo sceneggiatore modenese lotterà purtroppo con il suo calo creativo che lo porterà a esiti altalenanti, dall’altro, l’attuale curatore della serie, piazzerà dei colpi vincenti che ancor oggi vengono riconosciuti come gioielli della saga. L’episodio in questione entra di diritto a far parte di questa lista e sarà presto in buona compagnia. E pensare che, come lessi in un’intervista di Nizzi, all’inizio Boselli era entrato nello staff per dar lavoro ai disegnatori più veloci come Letteri e Marcello; sia lodata la velocità del disegnatore ligure, mi viene da dire, infatti grazie a essa, nacque quel sodalizio che ha rilanciato la serie nei tardi anni novanta. Tornando all’episodio, il soggetto originale, ci mostra una banda di disertori, costretti ad abbandonare l’esercito per le angherie del comandante del forte. Legge e giustizia non collimeranno e Tex, non impiegherà nemmeno un istante per schierarsi dalla parte giusta. Infatti procedendo con la narrazione si scopre subito il valore e l’onore degli uomini dell’ex sergente Torrence, a cui fa da contraltare la sadica spietatezza della posse (composta più che altro da banditi e cacciatori di taglie prezzolati) capitanata dall’infido e controverso mezzosangue Mickey Finn. L’azione non manca, i dialoghi sono freschi e vincenti e pure la caratterizzazione di Tex, affiancato da uno straordinario Tiger stavolta, brilla e dona risalto a tutto l’apparato narrativo. Ma il grande merito di Boselli è nuovamente quello di creare una schiera di antagonisti e comprimari straordinari, ognuno ben delineato e funzionale. Il sergente Torrence in meno di un albo riesce a catturare il cuore di ogni lettore grazie alla sua fierezza, senso di giustizia e un coraggio indomito ricco di umanità. Molto toccanti le scene in cui emerge il grande amore per l’affascinante moglie indiana Luna e il rispetto biunivoco con i suoi uomini. Un personaggio che ho sempre apprezzato e dispiace un po’ che sia uscito di scena alla sua prima apparizione, anche se occorre dire che il triste epilogo è commovente ed epico. Molto ben riuscita pure la figura di Novak, un immigrato Boemo molto onesto e coraggioso, che si ritaglierà una seconda apparizione sulla serie. Ma Boselli riesce a dipingere con maestria pure i villain dell’episodio. L’ufficiale Craig incarna il perfetto mediocre che vive sotto l’ombra ingombrante del padre eroe e rendendosi conto di non possedere nemmeno un minimo di carisma del suo sottoposto Torrence, sfoga la sua invidia con violenta disciplina e tirannia. Mickey Finn è un mezzosangue che odia i Comanche, ma al contempo non trova posto e finisce col detestare pure i bianchi. Un anima controversa e inquieta che non ama nemmeno se stesso e nella violenza cerca il rifugio della sua frustata esistenza. A differenza di altri personaggi grigi, non si riesce minimamente a provare pena per un simile uomo, roso dall’odio verso il mondo intero e mai pentitosi del male fatto. In cima alla folta schiera di interpreti, sta il nostro Tex: deciso, risolutivo, ottimo giudice di uomini e al suo fianco un Tiger tirato a lucido e preziosa spalla, nettamente rivalutato rispetto il non adeguato utilizzo nizziano. Non mancano alcuni tocchi di classe stilistica, come la scena quasi cinematografica in cui Novak appena salvato dal supplizio di O’Brein, scorge la figura di Tex stagliata contro il sole cocente o la ribellione della guida indiana che in un sussulto d'onore, non tollera la tortura di Luna. Sul triste epilogo mi sono già espresso: molto funzionale e altisonante ma un vero peccato, visto che di un personaggio del carisma di Torrence si sente la mancanza. Marcello si mostra particolarmente adatto per un western così classico, il suo tratto nervoso ma espressivo si fa molto apprezzare e la sua grande abilità di dare un’anima espressiva ai suoi personaggi, valorizza ulteriormente le ottime creature boselliane. Il mio voto finale è 9
  5. 1 point
    Il Totem Misterioso... la prima storia di Tex. La si ama a prescindere, nonostante l'assurdità che Coffin, sparando due colpi di pistola a Tex a bruciapelo, non riesca ad ammazzarlo, e poco dopo ripeta la stessa, improbabile, cosa, con il suo ex amico Dente di Lupo. Storia di settant'anni fa, che tutto sommato continuo a trovare debole anche per quell'epoca, visto che sempre nel numero 1 Bonelli riusciva a regalarci una splendida "El Diablo", profondamente matura. A partire dal numero 3 della collana TexWiller e fino al numero 4, si è trattato sostanzialmente di una riscrittura di quella prima, fatidica, storia, tanto che mi sono divertito a leggere entrambi gli albi in contemporanea per vedere cosa era cambiato tra i due. Quest'ultima parte, che non poteva non essere ancorata a quella prima storia di GLB, è quella che mi piace meno, ma mi rendo conto che probabilmente Borden non poteva fare diversamente. Fino a quel momento, avevamo potuto leggere una storia serrata e solida, un gran bel western in grado di appassionare non solo la vecchia guardia ma anche un neofita che si sia voluto approcciare a Tex con questa nuova pubblicazione, complici anche dei disegni semplicemente da paura come quelli di De Angelis. Qualche tempo fa, scrissi in questo topic che mi emozionava l'idea di questa collana, per il fatto che, incuneandosi Boselli nei vuoti lasciati da Bonelli, di fatto stava riscrivendo la giovinezza di Tex insieme a GLB, quasi fosse un lavoro a quattro mani e in contemporanea, in una continua staffetta tra i due resa possibile da una sorta di magia in grado di annientare i confini del tempo. Ebbene, questa sensazione l'ho ritrovata in questa prima storia, non solo nella riscrittura del "Totem Misterioso" da parte di Boselli avvenuta nei numeri 3 e 4, ma anche per la sequenza di Red Bill. Nel numero 1 di Tex, Red Bill (o Bill il Rosso) era citato una volta sola dal nostro, quando quasi si scusava con Tesah per non aver potuto salvare suo padre perché impegnato a liquidare la banda del pericoloso fuorilegge. Una sola vignetta. Una sola citazione. Nient'altro. Nella fantasia del vecchio GLB, Bill il Rosso è meno di un abbozzo: è solo un nome, un pretesto. E' niente. Un nome a caso a cui GLB probabilmente non ha mai più pensato. Ebbene, quel lampo nella testa di GLB, settant'anni dopo, ha preso consistenza e fattezze, e da semplice nome è diventato personaggio, ed ecco che un vuoto è stato riempito, in una nuova scrittura del personaggio fatta oggi e settant'anni fa al contempo. Peraltro, come dicevo, la vicenda di Red Bill è quella che mi è piaciuta di più, per questo cattivissimo personaggio che mi ha ricordato quello interpretato da Jeff Bridges nella serie Netflix Godless. Una parola su Tesah: che schianto, ragazzi! La scena in cui si spoglia (non del tutto) per gettarsi in acqua è inusuale in Tex, ma non ha nulla che non vada e credo che in questa collana ci si possa permettere qualcosa di più rispetto alla castigatissima serie regolare. Insomma, bella prima storia. Lunga vita a "TexWiller".
  6. 1 point
    Samuele (il nostro Burningbullet) fa progressi! Bravissimo!
  7. 1 point
    Storia interessante,con tanto western e tanti personaggi.... Tanto Texas,tanto Messico,tanti Indiani e tanti Greasers...e un po' di Storia in sottofondo che non guasta!! Ma soprattutto,grazie a questa serie, ho rivalutato anche la presenza delle "Indianine" in Tex...ops
  8. 1 point
    A differenza della consuetudine, stavolta partirò dal comparto grafico per esprimere le mie considerazioni in merito alla storia in questione; d'altronde come fare altrimenti in questo caso specifico! Un aggettivo per riassumere il grande Civitelli in questa prova: stratosferico! Con impareggiabile classe, il disegnatore aretino ci dona una perla grafica di rara bellezza, arricchita da una certosina opera di documentazione che gli permette di mostrarci la città di Boston come in cartolina. Ma ciò che più incanta, i giochi di chiaroscuro perfetti che rendono perfettamente l'idea dei vicoli innevati, e tutto quel campionario di effetti che fanno immergere il lettore nelle vignette e quasi gli fanno battere i denti dal freddo, per quanto alcuni scorci assumono un realismo impressionante. Che Civitelli sia amante della fotografia non è un mistero, ma di quanto sia abile a riprodurre i giochi di luce e inquadrature a effetti è ancor più palese; nessuno come lui riesce a imprimere nelle sue tavole quei magici tratteggi che lo rendono perfetto nelle scene cittadine e notturne. "Delitto nel porto" a mio avviso rappresenta uno dei suoi più grandi capolavori e soprattutto la prova da cui spiccherà il volo, raggiungendo una maturità di tratto tale, da renderlo un punto fermo e inamovibile della schiera degli illustratori texiani. Chiusa l'anteprima dedicata ai disegni, passiamo alla storia: di certo non da buttare ma non rende giustizia al grandissimo lavoro grafico. Ho avuto anch'io l'impressione che la tanta carne al fuoco dell'interessante soggetto, sia stata un po' sprecata da Nizzi con una sceneggiatura non all'altezza e figlia della sua crisi creativa. Lodevoli i personaggi di Alabama, Requin e Jules Calvi, ma a fin dei conti, i nostri si ritrovano scodellati sul piatto tutti i retroscena e tolta qualche sparatoria e scazzottata, alla fine non brillano eccessivamente. Che Colbert fosse un giuda, Tex avrebbe dovuto capirlo in tempo debito e non mi è affatto piaciuta l'ingenuità con cui si fa giocare pure da Requien nel finale. Ma il non plus ultra è senz'altro la pessima scena di Carson che si fa atterrare dall'agente Pinkerton neanche fosse un vecchio pensionato appena uscito da una casa di riposo. Passi che Tex debba dimostrare una prestanza fisica un tantino migliore, anche per via di una decina di anni in meno sul groppone, ma il vecchio cammello non può essere ridotto a un tale ruolo di macchietta comica. Ho sempre adorato la gestione dell'amicizia dei due pard di Nizzi nei suoi anni d'oro sulla saga, purtroppo col tempo i siparietti comici, degenerando, hanno confinato Carson in un ruolo di spalla ridicola paragonabile a Cico nella serie dell'uomo della scure, cosa inaccettabile visto la caratterizzazione ben specifica fatta da G.L.Bonelli agli esordi. "Carramba y carrambita" mi verrebbe da imprecare citando il simpatico pancione nolittiano, fa ancor più storcere il muso vedere il vecchio ranger fare figure cosi barbine a soli pochi numeri dalla splendida performance descritta da Boselli nel suo capolavoro di esordio. Non pervenuto il villain principale, una vera e propria comparsa e tutto sommato non brilla nemmeno Colbert come antagonista. Discreta la scena, resa molto bene da Civitelli, della fuga lungo i cunicoli della fogna, che lontanamente mi ricorda l'espediente di fuga di Jean Valdjean con Marius ferito sulle spalle in uno dei momenti catartici dei "Miserabili", Il voto finale anche stavolta deriverà dalla media aritmetica del 6 alla sceneggiatura e 10 ai disegni. Il mio voto finale è 8
  9. 1 point
    La penso come Mister P. La sceneggiatura é buona e i disegni ottimi, ma ci sono troppi elementi per una storia di due albi, col risultato che molti restano in secondo piano, in particolare Eztli, praticamente una comparsa, che viene dal nulla e nel nulla ritorna. Peccato, il primo albo mi aveva lasciato ottime aspettative. E poi alcuni personaggi sembrano non essere chiari per l' autore, i loro comportanenti sembrano virarli in una direzione che poi non viene seguita. E poi c' è Tex che dice che qualcuno non dice tutta la verità... ma a chi si riferiva? Al professore? Ma se non lo aveva neanche incontrato. Per me un 7
  10. 1 point
    Anderville richiama e si rifà più che altro al campo prigione di Andersonville, realmente esistito, c'è un bell'articolo sul cartonato a colori "Fiamme di guerra" tratto da questa storia. Sicuramente richiama alla mente anche "Il buono, il brutto e il cattivo" di Sergio Leone. Ma penso l'autore abbia voluto mettere l'accento più sulla condizione storica dei prigionieri, per questo anche nel nome il rimando al vero nome.
  11. 1 point
    Si chiamano omaggi. L'ultima parte de Gli Invincibili è presa di peso dal mucchio selvaggio, ma ciò non ne sminuisce il valore, tutt'altro...
  12. 1 point
    Novità. Ho non una, ma due idee per una storia con Big Cisco. Entrambe stanno perfettamente in un episodio da un albo singolo, quindi rimane da scegliere quale sia la migliore. Sono un po' fermo perché ho problemi col pc, a giorni riprendo le mie "fatiche" di soggettista dilettante. In fondo son disoccupato e in cerca di un lavoro almeno stagionale, quindi il tempo ce l'ho .
  13. 1 point
    D'ora in poi magari, scrivi nel messaggio che la colorazione è tua o indica almeno l'autore. Non leggiamo solo noi il forum
  14. 1 point
    Buongiorno a tutti, vi lascio un contributo, perché come Tex non c'è nessuno
  15. 1 point
    A me Repetto è sempre piaciuto molto: considero "Intrigo nel Klondike", per esempio, un vero gioiellino grafico. E queste tavole non mi dispiacciono proprio per niente Anche sulla storia sono molto fiducioso... l'impressione che mi danno queste pagine e che questo Starker sarà un nemico molto molto interessante: uno molto in gamba, bravo con le colt, pericoloso!
  16. 1 point
    A parte che ai critici di Font e ( dell'ultimo ) Ortiz come me, Zaniboni appare sicuramente più gradevole, questo è un texone!!! Ovvero un'opera dove l'autore può ( anzi deve ) permermettersi il lusso di mantenere il suo stile, ci mancherebbe! Figurarsi un Hugo Pratt che, fosse stato chiamato a disegnare un texone, t'avesse imitato pedissequamente Galep o Letteri!!! Zaniboni non disegna per la serie regolare ed è meglio così, così come Alessandrini, protagonista di una polemica con l'amico Sfteffen proprio su questo forum che nel 2006 gli criticava i disegni del texone. Sbagliando, ovviamente. Havasu, c'è l'altra discussione dove puoi dar man forte a Paco Ordonez nel difendere l'indifendibile Font.
  17. 1 point
    Soggetto e sceneggiatura: Mauro Boselli Disegni: Ernesto Garcia Seijas Periodicità annuale : Febbraio 2006 Una banda di apaches fuggiti dalla Riserva è accusata di avere avvelenato i pozzi della tribù. Tra le vittime ci sono i parenti di Salgado, capo della polizia tribale, il quale ha giurato vendetta e vuole usare ogni mezzo per catturare i fuggiaschi. A capo di essi c'è il cugino di Salgado, Klanay, che si proclama innocente. Riuscirà Tex, deciso a impedire uno scontro fratricida, ad assicurare alla giustizia i veri colpevoli della strage? Ad arricchire l'Almanacco ci sono i tre illustratissimi dossier a colori dedicati al divo Glenn Ford, ai romanzi western di Mino Milani e agli eroi pulp di Frank Gruber. © Sergio Bonelli Editore - - -- - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - Speravo in qualcosa di meglio, francamente. L'inizio è molto buono, addirittura ottimo, complici gli strepitosi disegni di Seijas (impareggiabili nel raffigurare i paesaggi bruciati dal sole dell'Arizona) e la narrazione secca e incisiva del solito Boselli. Poi, però, qualcosa si guasta: la sceneggiatura funziona a corrente alternata, e in certi passaggi il Tex di Boselli pare quasi fondersi con il Tex di Nizzi (del Nizzi odierno, beninteso). Insomma, c'è un Ranger che non sempre è risolutore, non sempre è in primo piano, non sempre è reattivo come vorremmo fosse. E quindi, tirando le somme, la storia non decolla mai del tutto, concludendosi bene ma suscitando al tempo stesso qualche perplessità. Sono curioso di sentire le vostre opinioni al riguardo. In quanto a E. R. G. Seijas, tanto di cappello. Prestazione eccellente, grande cura per ogni particolare e un Tex duro e ironico come non si vedeva da tempo (anche se sono sicuro che qualcuno storcerà il naso di fronte ai suoi lineamenti poco "ticciani"). Peccato solo che il piccolo formato delle pagine finisca per soffocare qualche vignetta, che avrebbe IMO meritato un respiro più ampio, ma, mi ripeto, il lavoro del disegnatore argentino tocca comunque vette di assoluta eccellenza.
  18. 1 point
    i disegni, i disegni.... Repetto, bravo artigiano, ma davvero inadeguato per Tex. Lui e Diso, l'eccellente Diso, sono davvero fuori rotta con Tex. dovr? leggere bene questo maxi perchè lo ricordo un p? fiacco
  19. 1 point
    Le scene ambientate nel bordello rompevano un tabu... eppure Claudio Nizzi riusc? a farle passare quasi inosservate con una splendida caratterizzazione delle "signore", una buona dose di ironia, evitando così il pericolo di scadere nel banale e nello squallido squallore! Una sceneggiatura brillante, con qualche tocco da Maestro, se non è sul livello dei suoi migliori lavori, poco ci manca. Medda qualche tempo dopo ci prov? sulla serie regolare con gli stessi ingredienti e si scott? le dita...
  20. 1 point
    Storia scontata e piatta? TheLord non sono d'accordo. E' da un po' che non la rileggo, tuttavia lo ricordo come un buon texone, con una trama forse non originalissima, ma ben quadrata. E' il primo texone fuori dagli schemi, con un'ambientazione inusuale, il bordello, e delle simpatiche donnine che si prestano a dare man forte a Tex. I disegni di Zaniboni sono perfetti per un texone, si tende spesso a dimenticare infatti che queste uscite sono "speciali" e non si può criticarle come si farebbe con una storia della serie regolare. Il mio giudizio complessivo: sette!
  21. 0 points
    Da 7,5. E forse. Per i miei gusti è molto sopravvalutata, soprattutto nella parte centrale relativa alla prigione di Anderville che è presa di peso se non copiata da Il Bello il Brutto il Cattivo.
  22. 0 points
    A differenza del "Segno del serpente" questo Texone NON lo ricordo volentieri, sia per il racconto piatto ed assai scontato, sia per i terrificanti disegni di Zaniboni . Mi viene da sorridere al pensiero che in altri topics si criticano Font ed Ortiz, avendo la memoria corta su disegnatori, indubbiamente dei "Maestri", che Tex lo topparono in modo così eclatante. Il Tex di Zaniboni è talmente osceno da far sè che questo Texone lo si metta in libreria e non lo si tocchi più. Voto 6 alla storia,0 ai disegni.
  23. 0 points
    'sera al forum, come ho già scritto in qualche altro post, ho scoperto questo forum poco tempo fa (neppure due settimane or sono ...) e sto rileggendo i vari albi per poter dire la mia ... beh, considerando che sono partito da primo Texone per rileggerli e commentarli con Voi ... direi che sui "primi quattro" questo è il peggiore che abbia ril... ops, scusate, ri-sfogliato, perchè leggerlo è chiedere veramente troppo ... personalmente ritengo la storia piuttosto piatta, danneggiata dal tratto di Zaniboni che, mi auguro, di nn vedere mai più tra i disegnatori dei nostri! Nn credo di aver mai visto disegni così brutti nel raffigurare un corpo umano ... pochi dettagli, poca profondit? e dimensione nei personaggi per nn parlare dei volti ... Boh ... eppure Diabolik nn lo ricordo così brutto ... inoltre l'idea di inserire Galeppini, Bonelli e Nizzi la posso condividere qualora fossero disegnati un "pelino" meglio ... nulla a che vedere con Roberto Raviola quando inseriva se stesso all'interno dei propri disegni ... Scusate, ma proprio nn l'ho digerito questo albo ... -_nono Alla prossima, ilbor
  24. 0 points
    Ma io ho sempre trovato la storia classica ma non per questo negativa... preferivo Topeka ma anche questa non gira male, e Nizzi all'epoca era degno della nomea di "Erede di Bonelli"... invece ciò che non mi era piaciuto erano proprio i disegni, li trovavo... caricaturali diciamo... sembravano un po' un film di CHaplin, con tutto esagerato e rindondante (dalle espressioni alla caratterizzazione di certi personaggi quali Coburn e Lul')... e poi ammetto: il Tex di Zaniboni ho riconosciuto che fosse Tex solo perchè lo chiamavano per nome. Il 7.5 ci sta tutto comunque.
  25. 0 points
    Anch'io mi associo con nightwing: storia scontata e piatta, come pure lo sono i disegni, troppo puliti, troppo poco "western". Comunque non sarebbe male qualche apparizione di Zaniboni come disegnatore nella serie regolare, se "sporcasse" un po' di più il suo tratto.
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