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  1. 3 points
    Distinguiamo fra la fiction (la "realtà" dei personaggi) e le "regole" di una serie (ignote ai personaggi), che le due cose sono molto differenti ma quando si discute di queste cose si finisce sempre a fare confusione fra queste due cose. Tex è un uomo, non superman. Non è invulnerabile, e ogni volta che affronta un duello o una sfida, rischia di essere ucciso. Il fatto che ci si butti senza paura è quello che lo rende "eroico", se fosse invulnerabile o sicuro di vincere sempre sarebbe un prepotente sbruffone. Questo deve influire sulle scelte dei personaggi, concordo con borden quando diceva che Tex non può andare ad affrontare 20 avversari in campo aperto sapendo che se la caverà "perchè è l'eroe del suo fumetto", quella è la via della "metanarrazione ironica postmoderna" che è un nuovo modo per indicare storie ridicole e pallose. Essendo però Tex una serie a fumetti che vende molto, sappiamo (noi lettori, non lui) che non è possibile che venga davvero ucciso o reso incapace di proseguire le avventure. Però questa conoscenza, esterna alla fiction, è dannosa per il piacere della lettura. Se leggiamo una serie con lo sguardo ironico da "lettore di mondo che non ci casca", non siamo buoni lettori. il lavoro dell'autore sta nel farci dimenticare di stare leggendo una serie a fumetti (per quanto possibile) e farci immergere nelle vicende dei personaggi mentre le leggiamo, e il lavoro del lettore è nel rendersi disponibile a farsi prendere dalla lettura. Questo a grandi linee, poi è ovvio che logiche commerciali e fiction si influenzano l'un con l'altra. Il fatto che Tex vince sempre non può non renderlo famoso e temuto in fiction (notare comunque che ai tempi di GL Bonelli, TEX PERDEVA, ma sempre "fuori scena": quante volte nelle sue storie diceva cose tipo "abbiamo sudato sangue per tre mesi dietro a quei razziatori ma ci sono sfuggiti!"? Diverse storie iniziano così, o ci sono riferimenti nei dialoghi: l'idea è che il fumetto sia una "selezione" delle avventure di Tex, quelle "migliori", e le volte che passa tre mesi a cercare dei razziatori e ne perde le tracce non ce le fanno vedere) Una delle cose che a furia di vederla nel fumetto ormai si è imposta come caratteristica del personaggio, è che Tex non può perdere uno scontro LEALE. Questo non vuol dire che Tex è invincibile e nessuno al mondo può batterlo. Come nel caso dei razziatori citati prima, come nel caso delle volte in cui Tex va a mignotte fra un'avventura e l'altra, come le scene in cui avranno da fare i loro bisogni corporali la mattina prima di mettersi a cavallo, così le volte in cui Tex incontra qualcuno che gliele suona in uno scontro leale non ce le fanno vedere, o perchè sono avvenute "fuori scena" o perchè "per puro caso", quelle persone non hanno mai menato Tex (tanto per fare un esempio, per me Pat MacRyan sarebbe in grado di battere Tex, ma non ha motivi per menarlo...). Il motivo per cui queste cose (razziatori, sesso, bisogni corporali e gente che mena Tex) possono avvenire solo fuori scena, è SEMPRE LO STESSO in ciascuno di questi casi: Tex non va mai ridicolizzato, sminuito, rimpicciolito, umiliato. (e infatti, sia Nolitta che Nizzi hanno "violato" diverse volte questa "regola", e Tex ogni volta ne è risultato sminuito e irriconoscibile) Ma anche tenendo conto di questa "regola"... il termine "scontro leale" è molto lasco e interpretabile. NON vuol dire che nessuno può battere Tex a pugni, vuol dire che quel qualcuno, per riuscirci, o usa trucchi, ho ha un vantaggio dato dalla situazione, oppure lo scontro "non è leale" anche in altri sensi: è perfettamente possibile mettere in una storia una persona tanto forte e massiccia che Tex non lo possa battere a mani nude... basta che la sua stazza sia così enorme, che il lettore lo percepisca come "non normale", sovrumano, e quindi lo scontro non è leale. Quando serve che Tex le prenda e venga magari stordito a catturato, insomma, le maniere sono tante (dall'azione di eventi casuali a trucchi o a quello che è successo a Tex prima o al tipo di avversario) che davvero, se uno sceneggiatore SCEGLIE di non usarne nessuno, è chiaro che lo fa per EVIDENZIARE la sconfitta di Tex. Cioè sminuirlo. Ma questa è la volontà di QUELLO sceneggiatore, non è assolutamente un "limite" per qualunque generico sceneggiatore che voglia far stordire o catturare Tex, visto che di maniere ce ne sono innumerevoli. (e questo permette anche di gettare nella spazzature lamentele tipo "come si fa a fare una storia con un personaggio che vince sempre?", visto che quei personaggi sono stati scritti per secoli da migliaia di autori senza tanti problemi e fisime...)
  2. 2 points
    Le mogli già in genere sono una palla al piede, figuriamoci a chi va per il West a raddrizzare torti. "Mi raccomando la maglia di lana, e guai a te se rientrerai tardi. Già che ci sei passa al General Store e non ti sognare di perdere la lista della spesa, i soldi li anticipi, che qui è una sola cassa e io non li gratto dai muri. E tagliati la barba!" "Si cara", mentre sellava il cavallo. ...
  3. 2 points
    Nel 1975 Mondadori su licenza Bonelli pubblica il cartonato rosso Il mio nome Tex proposto come libro strenna per Natale. Il successo è tale che viene subito pubblicata una seconda edizione e l’anno successivo vede la luce la terza Edizione più volte ristampata. Sulla base di questo successo la Cepim decide di realizzare in proprio volumi analoghi dei principali personaggi. Nel 1977 esce Zagor – Lo Spirito con la Scure (cosiddetto cartonato verde) Nel 1978 è la volta di Tex contro Mefisto (cartonato giallo) Nel 1979 doppia uscita con arriva Mister No (verde) e il comandante Mark (azzurro) Nel 1980 ancora Tex e gli indiani (cartonato blu) A questo punto subentra di nuovo Mondadori che prosegue le pubblicazioni nello stesso formato ma riprendendo il colore rosso del primo volume . Nel 1981 esce I Viaggi di Zagor (cartonato rosso) Nel 1982 arriva Tex e i fuorilegge Nel 1983 ancora Tex Un’avventura nel Nord e Ken Parker La ballata di Pat O’Shane Nel 1985 Tex e la piramide misteriosa Nel 1986 torna Tex con La conquista del West ultimo volume della serie Mondadori - cepim A distanza di anni Mondadori decide di ristampare i volumi iniziando la Seconda serie Nel 1992 si riparte ancora con Il mio nome è Tex e si rinnova il successo Nel 1994 ristampa Tex contro Mefisto (cartonato rosso) e pubblica l’inedito Tex e i soldati Viene quindi deciso di non proseguire la collana con le ristampe e di proporre libri inediti di Tex Dal 1996 viene pubblicato un nuovo volume ogni anno, Tex tra due bandiere (1996) La legge di Tex (1997) Tex e il segno di Cruzado (1998) Tex e la nave perduta (1999) Tex nell'inferno verde (2000) Grido di guerra (2001) La pattuglia sperduta (2002) Apache Kid (2003) Il fiore della morte (2004) I dominatori della valle (2005) Fiamme di guerra (2006) Sasquatch (2007) L’uomo senza passato (2008) Dal 2008 le pubblicazioni continuano nella collana Mondadori Ragazzi con Sfida nella città fantasma (2009) Gli ultimi guerrieri (2010) Wanted (2011) Sentieri di sangue (2012) Il ragazzo selvaggio (2013) Lotta sul mare (2014) Dal 2015 SBE decide di gestire in proprio i propri personaggi in libreria e naturalmente non può mancare il cartonato di Tex con caratteristiche molto vicine a quelle dei volumi Mondadori e parte così la Terza serie. Il segreto degli Anasazi (2015 ) El Muerto (2016) I giustizieri di Vegas (2017) Il giudice Bean (2018) Sangue Navajo (2019) Dakotas (2020) Il prossimo volume Dakotas ripropone la storia di Un’avventura nel Nord, del quale non è propriamente una ristampa, avendo modificato il titolo e il disegno di copertina, analogamente a quanto avvenuto con la collana di Zagor, che ha ripresentato i primi due cartonati intitolandoli rispettivamente Il re di Darkwood e Odissea Americana. Le ristampe Mondadori invece avevano mantenuto le caratteristiche originali dei libri, limitandosi a cambiare il colore di Tex contro Mefisto da giallo a rosso per uniformare il volume alla collana.
  4. 2 points
    Mi dispiace, ma penso che hai assolutamente, totalmente e completamente torto. Parli di "brand", di "IP", di "mercato globale"... sono i soliti discorsi-fuffa che lanciano i pubblicitari quando vogliono far sborsare un sacco di soldi ad un committente, promettendogli mare e monti con la sola forza della pubblicità. Di solito, gli unici a guadagnarci sono i suddetti pubblicitari, mentre il committente si ritrova con un pugno di mosche. Non sono più i tempi in cui la gente guardava i primi programmi TV come si guardava una diavoleria mai vista, e in cui a fare la pubblicità c'erano solo 2-3 marche di qualcosa: oggi la pubblicità è troppa, e per fare effetto con quella devi spendere un sacco di soldi (mentre invece le tariffe pubblicitarie crollano perchè appunto ormai non rende più, e in RAI trovi le pubblicità di prodotti che una volta al massimo facevano qualche spot su telegorgonzola... Non puoi pensare di prendere un "prodotto" PENSATO PER I RAGAZZI DI 60 ANNI FA come il "fumetto" Bonelli e pensare che, con due spot e qualche influencer, di colpo la generazione degli smarphone corra in edicola a far man bassa di Tex, andiamo! Videogiochi? Hai la minima idea di quanto COSTI oggigiorno produrre un videogioco di successo? Probabilmente il Film di Dampyr costa meno. E credi che possa avere successo un videogioco... su Tex? Rimane una strada per "farsi notare", se non hai un prodotto adatto, e non hai i soldi della Disney: puntare sul "clamore mediatico"... se vuoi seguire questa strada, come minimo nel prossimo numero Tex deve dichiararsi gay e sposarsi, con rito Navajo, con Kit Carson. Sfruttando il clamore e magari qualche denuncia del codacons, quel numero di Tex potrebbe vendere un milione di copie. Quello dopo (e tutti i successivi) però venderebbe un decimo di adesso... No, il tuo mi sembra il solito "discorso fata turchina" che fanno di solito quando parlano di queste cose: con l'idea che un fantomatico film (con che soldi? Pensando soprattutto che sarebbe un flop senza speranza, un western italiano oggi?) sarebbe una bacchetta magica, oppure un videogioco, un pupazzo, un giocattolo, una bicicletta, un peluche, un pingopongo qualsiasi facciano venire voglia di leggere a milioni di persone. Torniamo con i piedi per terra e guardiamo la realtà. il parco lettori ATTUALE di Tex È GIÀ ABNORME! NESSUN ALTRO FUMETTO NON SOLO HA TANTI LETTORI, MA NON PUÒ NEMMENO AVVICINARSI. Tex NON HA POCHI LETTORI, Tex ha UN NUMERO ASSURDO E IRRIPETIBILE DI LETTORI. Cioè... può solo CALARE! La Bonelli di lettori nuovi non ne prende più. Tutte le "nuove idee" si stanno rivelando flop clamorosi. un nuovo fumetto italiano è molto se vende un ventesimo di quello che vende Tex. Uno scellerato "sfruttamento" di questo fantomatico IP che non vale nulla (per capire perchè, informati sulla storia del film "Cowboy contro Alieni", era nato come film di Tex, i produttori ci hanno messo cinque minuti a capire che potevano farlo uguale senza pagare i diritti all'editore di Tex), avrebbe un solo risultato: allontanare quel pubblico INSOSTITUIBILE, e far precipitare, in maniera irreversibile, le vendite, fino al crollo finale e alla scomparsa della testata (e probabilmente a quel punto della Bonelli come editore di novità) Già lo schemino che hai fatto all'inizio mostra il perchè ormai il personaggio sia TROPPO sfruttato, avvicinando la fine della sua vista editoriale, per "spremerlo" di più subito... P.S. È una delle tristi verità del fumetto americano, che i film degli Avengers NON HANNO PORTATO AUMENTI DI VENDITE DEI FUMETTI. Controlla pure se non ci credi. Prima dei film degli Avengers, i fumetti Marvel vendevano più di adesso. l'uscita di ciascuno dei film non ha fatto avvenire aumenti percepibili delle vendite, anzi man mano sono calate. La gente va al cinema perchè gli piacciono i film. Comprare i fumetti????? Piuttosto si comprano il blu-ray o i giocattoli, ma perchè qualcuno a cui piace un film dovrebbe comprare un fumetto da leggere? Non su ccede mai, e ormai c'è uno "storico" di dati impressionante che lo prova.
  5. 2 points
    Penso che stai seriamente sottovalutando il western "classico", che non è assolutamente una cosa "sacra" e monolitica come la descrivi. Western di denuncia ce ne sono sempre stati (come ricordo spesso, il western "moderno" nasce con Ombre Rosse di John Ford, che usa il western come una metafora della società americana dell'epoca e la crisi economica del decennio precedente. Ed è un western in cui gli "eroi" sono un evaso, un ubriacone, una puttana e un giocatore d'azzardo, che salvano i "bravi e onesti cittadini" che li snobbavano e li disprezzavano. Mentre il "cattivo" è il più "altolocato" di loro, il ricco banchiere che sta scappando con i soldi dei cittadini che gli hanno dato fiducia - e Ford gli mette in bocca dei dialoghi che non stonerebbero in bocca a molti politici neoliberisti attuali - e nel "lieto fine" l'evaso e la prostituta fuggono insieme con la benedizione dello sceriffo...) Molti altri hanno preso spunto dall'idea di Ford, usando il western per veicolare istanze politiche e denunce. Hai mai visto "Mezzogiorno di fuoco"? Ti sembra una celebrazione della società americana, dipinta come una massa di codardi che preferisce allearsi con criminali e prepotenti piuttosto che difendere chi li vuole proteggere? Ed era una chiarissima accusa nei confronti del maccartismo, cioè un tema politico molto "caldo" in quel momento... O per fare altri esempi... Sentieri Selvaggi? L'Uomo che Uccise Liberty Valance? Li hai mai visti? La tua descrizione del "western tradizionale" si adatta al massimo ai vecchi film di Tom Mix degli anni 20... Anche con gli indiani, ci sono un sacco di western che li hanno difesi, o li hanno proprio messi nel ruolo dei "buoni", anche molto prima degli anni 70. Quello che accadde negli anni 70, fu che il western perse di nuovo la sua "problematicità". I film tornarono di nuovo, come ai tempi di Tom Mix, a dividere i protagonisti in buoni e cattivi in base alla razza. Solo che stavolta erano a ruoli rovesciati, i bianchi tutti cattivi, i pellerossa tutti buoni. All'inizio l'impatto di queste pellicole, spesso anche molto dure e violente, colpì gli spettatori, ed ebbero un certo successo. Quando anche quello si trasformò in una moda... uccise il western. Sostituito sugli schermi dagli action anni 80 totalmente decerebrati e senza la "problematicità" che aveva arricchito il western "tradizionale" dal 1938 in poi. GL Bonelli fu un antesignano, un precursore? Nel campo dei fumetti certamente sì, basta vedere che roba veniva pubblicata all'epoca, pare di paragonare Mickey Spillane (che Bonelli apprezzava molto, dicono...) con Liala. Modernissimo nel linguaggio, nella violenza, nei temi "adulti" (non a caso Tex era stato messo fra le letture "proibite" dalla chiesa e dai "pedagoghi" - un nome che per me si riferisce al fatto che sarebbero stati da prendere a calci - dell'epoca), e pure nel rapporto con gli indiani. Se lo paragoniamo con il cinema, direi piuttosto che aveva saputo prendere sia i temi più avventurosi ed esotici sia quelli più "problematici" dal cinema americano che stava inondando gli schermi italiani nel dopoguerra (e dai romanzieri americani, non solo western), e in questo si era distaccato nettamente dal provincialismo culturale dell'Italia dell'epoca, ma senza dimenticare che stava scrivendo comunque per un pubblico di ragazzi, quindi certi temi venivano molto semplificati (ma non eliminati: anche se alla fine fa risolvere tutto a Tex, l'immagine dei riccastri che sparano ai ragazzi indiani per divertimento, sicuri dei loro appoggi politici e della loro intoccabilità, mentre le loro vittime sono "solo sporchi pellirosse" che non meritano giustizia, è molto forte). Poi, con l'aumentare dell'età media del suo pubblico, ha potuto osare di più (anche se il suo Tex è sempre rimasto comprensibile anche ad un bambino nella trama generale, anche se certe cose le noti solo rileggendolo anni dopo)
  6. 1 point
    Per me questo è il limite di Ruju, le storie non sono neanche male, ma manca sempre qualcosa che gli faccia fare un passo in avanti.
  7. 1 point
    Nella nuova serie benvenuto allo sfondo a tinta unita di colore improbabile, il rosso del prossimo numero e il giallo dell'albo di dicembre. Un tuffo nel passato di Tex. Ottimo, non osavo sperarci!
  8. 1 point
    E sul (presunto) problema del nome di Dinamite... ...c'è una soluzione semplicissima! Dinamite non è un nome inventato di sana pianta, deriva dal greco. Citando da wikipedia: "Nobel originally sold dynamite as "Nobel's Blasting Powder" but decided to change the name to dynamite, from the Ancient Greek word dýnamis (δύναμις), meaning "power" Il direttore del "rodeo" probabilmente conosceva il greco, e di fronte ad un simile cavallo, ha pensato di chiamarlo così. Invece, Alfred Nobel chiamò così il suo esplosivo... PERCHÈ ERA IL NOME DEL CAVALLO DEL FAMOSO TEX WILLER!
  9. 1 point
    Vero, non avevo pensato anche alla vicinanza al confine messicano mentre pensavo ai motivi del cambio (anche perché confesso che non ho idea delle distanze che può percorrere un cavallo...) In Nueces Valley dici che Corpus Christi è a circa 100 miglia dal ranch dei Willer. Osservando questa mappa https://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/8/86/Nueces_Watershed.png che mostra due città che all'epoca ancora non esistevano, (Carrizo Spring e Crystal City) e sapendo che Crystal City secondo wikipedia è a 110 miglia da Corpus Christi e il ranch dei Willer è a sud del Nueces... li hai messi proprio sul confine messicano! Un posto più tranquillo non c'era? Non hai risposto alla domanda riguardo a quando hai iniziato a fare queste elucubrazioni, se è stato solo quando ti sei trovato ad essere il curatore o se lo facevi anche una volta da "semplice lettore", ma la cosa è abbastanza irrilevante, perchè quello che è abbastanza chiaro è che il "sistemare" la storia e la geografia del giovane Tex è una cosa che ti diverte e la fai con passione, e si vede nelle storie. Anche la maniera in cui hai "sistemato" l'errore di conteggio dei razziatori... potevi cambiare i dialogi e dire che erano cinque, potevi farne disegnare sei, e invece, hai inserito il sesto "fra le vignette" della storia originale (che è un po' quello che fa tutta questa collana) Io normalmente ODIO le ret-con, ma è soprattutto per come sono gestite nell'editoria a fumetti: viaggi nel tempo, "nuovi universi", crossover strombazzati e iperpubblicizzati che alla fine si risolvono in storielline ridicole. Oppure, maldestri tentativi di "modernizzazione", che piegano dei classici alle mode e alle fisime del momento. In entrambi i casi, sono mosse commerciali, fatte da autori che (almeno nella reclame) si atteggiano come più bravi, più matuti o più "woke" degli autori originali. Invece tu mi pare lo stai facendo con il minimo "disturbo" possibile, nascondendo le tue modifiche e attribuendole a GL Bonelli (nell'introduzione del cartonato di Nueces Valley dici che far nascere lì Tex è stata un idea di GL Bonelli, mentre lui aveva messo il ranch vicino alle sorgenti sì, ma non nella valle), e se non avessi pensato di guardare le mappe non me ne sarei mai accorto. inoltre, ed è probabilmente il fattore più importante, io continua a trovare questo giovane Tex perfettamente riconoscibile, anche da ragazzo. Somiglia a come me lo sarei immaginato io (non al 100%, me lo immaginavo più laconico e duro, il tuo a volte pare un poeta... , ma è ovvio che è impossibile immaginarlo proprio uguale). Somiglia molto di più al "mio" Tex questo ragazzo di quello che trovo in El Muerto o Fuga da Anderville (e ho scelto apposta due storie belle, in cui il protagonista semplicemente non è riconoscibile come Tex) Mettere Tex in quel contesto storico-geografico, invece di "ingessarlo" come capita di solito con queste operazioni, ne sta allargando il mondo, che Bonelli aveva mostrato pochissimo (probabilmente volutamente, non aveva davvero voglia di dare "origini" a Tex, e non vedeva l'ora di farlo diventare il "suo" Tex giramondo). Va detto comunque che Tex era già stato "ingessato" in clichè e storie troppo "realistiche senza essere reali" da decenni, quindi aveva poco da perdere a fare il passo successivo e affrontare la Storia... Tutto bene dunque? No, una cosa la rimpiango. Rock Springs. Senti come suona il nome, ti fa venire in mente azione, avventura, dinamismo. Corpus Christi cosa fa venire in mente? Al massimo una messa... Termino con un ipotesi di "cronologia di Tex" Willer che mi hai fatto venire in mente con l'introduzione dell'albo, e il riferimento a nuovi lettori che non leggono il Tex regolare. Quindi, non un elenco di TUTTE le storie che trattano il passato di Tex, ma piuttosto una "cronologia" ridotta all'osso per permettere ad un nuovo lettore di seguire meglio gli eventi. Direi che per un nuovo lettore di Tex Willer, le storie da recuperare sono: 1) Nueces Valley (il Maxi o il cartonato) con la parte fra la nascita e il ritorno dalla california. 2) Tex 700, con il viaggio di ritorno dalla California e l'incontro con Tesah 3) Questa storia di Tex Willer, iniziata questo mese, che dovrebbe narrare l'antefatto prima del numero 1 di Tex Willer 4) il resto della collana Tex Willer. Con, per approfondire (visto che immagino quegli eventi saranno narrati più brevemente che non quelli di "Il Passato di Tex" 3A) Il cartonato "il vendicatore" con la vendetta sui complici messicani dei razziatori, e spiega l'amicizia con Cortina. 3B) il cartonato "giustizia a Corpus Christi" con la seconda parte della vendetta, sui complici americani. 3C) il texone "il magnifico fuorilegge" (che però adesso è esaurito) con una storia che si pone fra l'uccisione di Rebo e il primo numero della collana, e spiega l'amicizia con Cochise Ho dimenticato niente? (il cartonato in cui si rivede Birdy non l'ho messo apposta perchè è ancora ambientato nel futuro di Tex Willer)
  10. 1 point
    Beh, poteva comunque essere lo sceriffo di Rock Spring che era venuto a trovare la famiglia Willer per vedere come stavano, anche se era fuori dalla giurisdizione cittadina, ne "il passato di Tex" sembrava essere più lì a sentire come stavano i Willer (e magari dargli una mano ad andare avanti con il ranch) che a dare la caccia ai banditi. inoltre pare si conoscano bene tutti, cosa più compatibile con gente che si vede regolarmente. inoltre è da solo, quindi è ovvio che non è li per dare la caccia a bande di razziatori... (qualche trivia: Corpus Christi era stata fondata pochissimi anni prima, nel 1852, prima c'era un trading post. Nel censimento del 1860, risultava avere una popolazione di 175 abitanti, ma d'altronde l'intera contea del Nueces contava in quello stesso censimento 2906 abitanti, e dieci anni prima erano solo 698... si inizia a capire perchè gli abitanti della zona pare si conoscano bene tutti...) Stavo però ragionando sulla fonte di questo cambiamento, le storie in cui Tex fa piazza pulita di tutti i complici dei razziatori, e in cui si scopre appunto che lo sceriffo di contea è corrotto. E riflettevo su una cosa che ho scritto molte volte, nelle polemiche sulle storie di Nizzi e sul fatto che Tex non può perdere mai: che la differenza stava nel COME perdeva e nella ridicolizzazione, ma in realtà il Tex di G.L.Bonelli non era infallibile. Nella storia originale di GL Bonelli, Tex se ne va senza scoprire dov'è finita la sua mandria. Ha perso il padre e per vendicarlo (uccidendo solo i sei razziatori) è morto anche Gunny. Accetta che ormai gli acquirenti e i complici sono finiti chissà dove e se ne va senza cercarli più (è una buona "origine" per un giustiziare che cerca di proteggere i deboli dai prepotenti, il fatto che sia stato vittima sua volta) Ma il Tex attuale non può più "perdere" (paradossalmente, proprio perchè Nizzi e Nolitta l'hanno fatto perdere troppo spesso e troppo male...) quindi nella ret-con scova i responsabili dal primo all'ultimo e li punisce. È forse anche un indicazione di come sia cambiato nel corso di questi anni il tipo di storie e di avventure, chissà... Leggere tutte queste storie recenti sulla Valle del Nueces mi ha spinto a dare un occhiata alle mappe su Wikipedia (non sono per nulla un esperto), e scoprire che Boselli ha pure fatto cambiare contea a Tex: le sorgenti del Nueces sono ben distanti dalla Contea del Nueces, dove c'è la sua foce: Il Mueces è lungo più di 500 km... citando da wikipedia (inglese, che è più dettagliata sulla geografia USA): "The Nueces rises northwest of San Antonio in the Edwards Plateau, in Real County, roughly 50 mi (80 km) north of Uvalde. It flows south through the Texas Hill Country, past Barksdale and Crystal City, approaching to within 35 mi (56 km) of the Rio Grande on the border with Mexico. East of Carrizo Springs, it turns to the east, flowing through the scrub plains of South Texas, across rural Dimmit, La Salle, and McMullen Counties. In central Live Oak County, it is joined from the northwest at Three Rivers by the Atascosa River and Frio River, then flows southeast along the coastal plain past Mathis, where it is impounded to form the Lake Corpus Christi reservoir. It enters Corpus Christi Bay on the Gulf of Mexico at Corpus Christi" Mappa: https://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/8/86/Nueces_Watershed.png GL Bonelli ne "il passato di Tex" fa dire a Tex "un ranch, circa a 3 miglia da Rock Strings, nel sud del Texas, poco lontano dalle sorgenti del Nueces" Dov'è Rock Spings? https://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/b/b2/TXMap-doton-Rocksprings.PNG Quindi, Bonelli è stato molto preciso nel porre Tex in una zona ben definita dal nome della Città e dalle sorgenti del Nueces... e distante centinaia di km dalla zona dove l'ha messo Boselli. Il motivo del cambio appare chiaro continuando a leggere le voci di wikipedia: Rock Springs è stata fondata solo nel 1891, e la zona è tutt'ora tanto disabitata che la capitale della contea di Edwards (Rock Spring appunto) ha oggi solo 1.100 abitanti, e l'intera contea nel 1860 aveva solo 266 abitanti e oggi ne ha 1200 (in 5.500 km quadrati). Se la famiglia Willer avesse avuto un ranch lì sarebbe stata una casa isolata in mezzo al niente... Probabilmente Bonelli aveva consultato un atlante per piazzare con esattezza il ranch (e notoriamente consultava atlanti per valutare distanze, tempi di viaggio, etc.), ma non si era preoccupato di trovarne uno degli anni prima della guerra di secessione (e vedere che Rock Springs non c'era) o i dati demografici. I riferimenti a "rock strings" quindi o sono obsoleti, o immaginiamo che il nome indichi un piccolo villaggio che non compare nemmeno sulle mappe o nei libri di storia, omonimo di quell'altro vicino alle sorgenti del Nueces... Boselli sta facendo un gran lavoro, in gran parte silenzioso, per "adattare" la saga di Tex, ambientata nel west della fantasia degli anni 50-60 (anche se con una non comune coerenza geografica, se guardavi gli altri western dell'epoca il Texas confinava con la California...), al west "storico", sarei curioso di sapere se è un problema che si è posto solo negli ultimi anni da curatore, o se anche da lettore si era posto questi problemi e si era creato una sua "cronologia realistica" di Tex...
  11. 1 point
    Più o meno concordo. Ma i tanto temuti Netdahe sono in realtà poca roba. Son sicuro che il bos tornerà a graffiare. Per questa storia, soggetto sceneggiatura e disegni, un 6/7 e non di più.
  12. 1 point
    Vi faccio una confessione. Mi fa sempre piacere quando entro nel forum e leggo che c'è qualche post di @Diablero da leggere. Da lui ho imparato tante cose su Tex e trovo interessanti le sue annotazioni critiche. Oggi il suo rilievo mi ha strappato il sorriso: vero, tre dei nostri amici hanno alle spalle una tragedia familiare. Poi, però, si è lasciato un po' guidare dalla sua disistima per Nizzi. D'accordo, in questa piazza virtuale le critiche sono legittime, anzi costituiscono il sale del dibattito. Rimane che Furia Rossa e L'uomo senza passato rimangono due pietre miliari dell'epopea texiana e, a mio giudizio, un capolavoro l'una, un'ottima storia l'altra.
  13. 1 point
    Quelli di UBC e del vecchio forum? Ma quelli sono pazzi...lasciamo stare che è meglio.
  14. 1 point
    Non condivido i commenti entusiastici su questo maxi. Non è una storia di Tex, ma con Tex: questo è dichiarato e ogni tanto ci può stare, però abbassa il mio livello di gradimento. Poi i 3 Bill per i miei gusti sono personaggi un po' troppo sopra le righe. Andavano bene negli anni 70 quando imperversava lo spaghetti-western ed al cinema c'erano Bud Spencer e Terence Hill che si menavano con qualcuno per metà film. Poi nel ruolo di spaccamontagne c'è già Tex, che per sua natura deve essere un po' così: se ce ne mettiamo altri 3 diventa il festival del supereroe indistruttibile. Addirittura Cochise che ha una certa età deve fare il combattimento vincente: non è meglio esaltarlo per le sue doti di saggezza e intelligenza? Alcune parti sono un po' troppo verbose. Il finale poi è zuccherato come spesso accade: Tex e Carson che cavalcano insieme ai tre fratelli verso un nuovo scontro a fuoco. I loro avversari sono il triplo ma che vuoi che sia? Solo tre per ognuno di loro è come una passeggiata di salute. Nel complesso non è una brutta storia e ci sono anche aspetti positivi. C'è una buona dose di azione, si chiude il cerchio con i Nethade, la presenza di Cochise è sempre gradita, e poi Boselli ha mestiere, inventiva, ed una storia brutta non la fa mai. Però dai commenti letti che a volte gridano al capolavoro, mi aspettavo ben altro. Per me non si va oltre una sufficienza. Sui disegni di Piccinelli concordo invece che è perfetto per Tex. Dopo le tavole inguardabili di Font sulla serie regolare, è un bel rifarsi gli occhi. Decisamente meglio su Tex rispetto al suo Zagor mascellone
  15. 1 point
    Ecco la mia collezione che credo completa: Grazie a Johnny Colt
  16. 1 point
  17. 1 point
    I primi volumi sono usciti senza intento di collana. Semplicemente fino a metà anni ottanta sono usciti sette cartonati di Tex tra Mondadori e cepim. Gli appassionati li hanno messi insieme e quella costituisce la collezione dei cartonati di Tex. A distanza di sei anni poi Mondadori fa partire una collana, che forse al momento non si immaginava potesse durare così a lungo. Ma Tex, si sa, vende bene e anche questo formato ha mostrato di avere seguito e di poter continuare a uscire in libreria e anche a rimanere in catalogo con ristampe successive. Quella Mondadori è quindi la collana dei "Cartonato rossi" e i collezionisti, per distinguerla dai vecchi volumi hanno iniziato a identificarli come prima e seconda serie. Ne consegue che quella attuale gestita direttamente dalla SBE debba essere considerata come terza serie, mentre per l'Editore risulta chiaramente essere la prima prodotta, anche se ha consapevolmente deciso di mantenere le caratteristiche strutturali dei precedenti volumi, dei quali gli attuali rappresentano l'ideale proseguimento.
  18. 1 point
    Ho semplicemente espresso la mio opinione. E' comprensibile che esista chi non concorda con me... Proprio perchè oggi la pubblicità trova il tempo che trova, o almeno il marketing tradizionale da spot tv e stampa, vi è l'esigenza che il prodotto sia esso stesso marketing. Qualsiasi azienda che non vuole limitarsi a vendere entro il proprio centro abitato deve obbligatoriamente puntare sul brand (che non è una parola a caso ma è veramente l'attuale cardine che smuove le persone ad acquistare qualsiasi cosa), sulle proprie "esclusive" e in maniera graduale sul mercato per lo meno europeo. Se semplicisticamente ti limitassi a dire "più ristampe più vendite a costo 0" potresti a grandi linee trovarmi d'accordo ma il mio discorso è assolutamente più ampio e ben più concreto. Quelli che tu definisci discorsi fuffa sono proprio quei meccanismi, con studi non certo casuali, che permettono di vendere e valorizzare un prodotto. E se trovi Tex in edicola e anche grazie a buone scelte di marketing aziendale, sai quante aziende e marchi storici sono morti solo perchè non sono riusciti a far valere il proprio prodotto di qualità tramite il marketing? Siccome tra poco tratteremo il tema videogiochi ti dico solo che il Sega Saturn e il Sega Dreamcast sono stati uccisi dal proprio marketing, tutte le Playstation hanno sbancato al botteghino grazie alle proprie esclusive e al marketing. Di cosa stiamo parlando? Il marketing è, era e sarà sempre fondamentale per vendere qualsiasi cosa e rimane ancora oggi uno degli elementi cardine dell'arte "popolare". Ti informo poi che i "suddetti pubblicitari" oggigiorno ricevono compensi ridicoli, il boom delle compagnie pubblicitarie che abbiamo avuto negli anni '80 è morto e sepolto da decenni! Mi sa che chi non ha molto chiaro i reali costi e i meccanismi di licensing sia tu. Io ho mica parlato di videogiochi tripla A? Sei consapevole che oggi il mercato è formato da grandi brand tripla A third party (GTA, AC, TES per esempio), grandi eclusive (God of War) e un'immensità di giochi indie? Quest'ultimi spesso vengono sviluppati da pochi programmatori con buone idee e con major importanti alle spalle. In questo ambito la Bonelli potrebbe in futuro licenziare un prodotto finanziato da altri. Non ho mai detto di pretendere un DRD con protagonista Tex, anche se la cosa mi piacerebbe alquanto, ma con l'attuale tecnologia e gli ottimi sviluppatori che abbiamo in Italia (Ubisoft Milano ne è l'esempio perfetto) è assolutamente fattibile realizzare giochi, magari in grafica 8-bit o 16-bit tanto di moda oggi, contenendo al meglio i costi. Comunque sia i videogiochi sono un media che arriverebbe solamente a rilancio ultimato! Batman, in periodi non sospetti, ha fatto il boom di vendite grazie al telefilm. Con l'avvento dei film e alla fine con Batman: Arkham Knight il brand DC è riuscito a sopravvivere, rinnovarsi e spostare il core target dai sessantenni ai ventenni. Ripeto, con le dovute proporzioni Tex dovrebbe seguire l'esempio. La pubblicità, gli spot e gli influencer li hai nominati tu, io ho parlato di differenziazione! E comunque anche qui devo smentirti: se è vero che i fumetti di 70 anni fa possono benissimo essere letti da un 20enne e anche vero che il fumetto si è evoluto a livello grafico e contenutistico. Ogni albo è figlio della propria epoca e se nel dopoguerra avevano senso le strisce oggi ha senso proporre più prodotti con lo stesso brand! Siccome per te tutto ciò che è "pubblicità" è fuffa converrai con me che le mitiche copertine di Galep non sono figlie dei loro tempi. Supertex non ha lo stile classico che i lettori ventennali di Tex avevano? Tex 200 non ha uno stile anni '70 con colori caldi e linee precise? Tex 300 non ha lo stile anni '80 con colori sgargianti? Tex 400 non ha il classico stile anni '90 con colori sgargianti ma più tenui rispetto al decennio precedente? Secondo te queste scelte sono casuali? Nella maggior parte dei fumetti la copertina è la locandina pubblicitaria dell'albo stesso, è un caso che dal 700 in poi stiamo vedendo tante copertine su sfondo bianco? Negli anni '10/'20 il bianco è un colore con un grande appeal (Instagram, Apple, Google, Volkswagen ecc ecc). La moda detta lo stile pubblicitario e lo stile pubblicitario detta la moda, è sempre stato così... Tesi alquanto bizzarra che si fonda sul nulla. Non la commento neppure perchè se la Bonelli dovesse decidere di intraprenderla andrebbe a snaturare il prodotto intaccandone irrimediabilmente le vendite. Non so quanti anni tu abbia ma è evidente che non hai ben chiara la situazione e i meccanismi che muovono un brand di intrattenimento. Ho 22 anni, 23 a gennaio. Fino a poco tempo fa facevo economia, ho studiato gli andamenti di mercato, le regole del marketing, le targettizzazioni e i modi per estendere un prodotto al target voluto. Avendo 22 anni, ma comunque lo dico dal 2012, ti posso dire che la massa dei giovani non conoscono Tex e se lo conoscono è solamente perchè il nonno o il padre lo ha nominato qualche volta. I giovani però conoscono gli Avengers, Wonder Woman, One Piece, Dragonball, Batman o Rat-Man. A livello nazionale sai quanto ha contato il cartone animato di Rat-Man? Lo sai che i ventenni che leggono ancora Rat-Man lo seguono perchè da piccoli vedevano il cartone animato? Lo sai che i fumetti di Asterix e Obelix oggi sono famosi grazie ai film con il mitico Gerard Depardieu? Non ti so dire se tutto ciò ha aumentato le vendite degli albi di Rat-Man e Asterix ma ti confermo all 100% che la loro reputazione si è elevata! Il pubblico è abnorme? Possibile. Nessun altro fumetto ha un pubblico così ampio? In Italia è vero. Le testate che non sono Tex sono maggiormente in crisi? E' vero anche questo. Rimanendo su Tex però ti dico che volente o nolente il core target di Tex è dai 30/35 anni in su. In un lasso di tempo ridotto come 10 anni ti rendi conto che si perde un decennio di lettori? Questa cosa la dicevo già 8 anni fa da semplice studente delle superiori che leggeva Tex da 1 anno. Tex è un fumetto storicamente vecchio non perchè il prodotto sia vetusto o anacronistico ma perchè si rivolge ad un pubblico e ad uno zoccolo duro che in futuro non potrà più soddisfare gli attuali requisiti. I pochissimi lettori ander 20, incluso anche il sottoscritto, hanno iniziato a leggere Tex semplicemente perchè i genitori lo leggevano. Secondo te i lettori ventenni hanno scoperto Tex perchè sono rimasti incuriositi in edicola? Chi vive nel mondo delle fate sei tu! Secondo me la Bonelli vuole cambiare questo trend ma non sempre ci sta riuscendo. Comunque sia le nuove iniziative del Bos, siano esse di successo o meno, aiutano a smuovere le acque e penso che il curatore meriti l'ennesimo applauso per come sta gestendo le storie e le pubblicazioni. Che una casa di produzione decida di allontanarsi da un nome per non pagare i diritti può essere sia un pro sia un contro per entrambe le parti. Il film di Tex aveva alle spalle nomi importanti ma era concretamente una schifezza. Il film di Dylan Dog era talmente tanto poco fedele e ispirato che ha snaturato il personaggio, la Bonelli in questo caso ha sbagliato ad affidare il brand ad una major importante permettendo a quest'ultima di fare le scelte più scellerate. Si sa, l'aura di mito che dagli anni '50 hanno i verdoni americani in Europa è assolutamente sorprendente... Con il film su Dampyr la Bonelli ha deciso di controllare al massimo il progetto, a quanto ho capito, perciò avremo un prodotto per lo meno fedele. Anche soltanto questa apertura verso altri media conferma la mia tesi, una casa editrice di fumetti senza un qualcosa che la spinga muore. Vedo che non hai afferrato il concetto. Non importa se siano i fumetti, i film o il merchandising a vendere. Quello che importa è che PS5 abbia come esclusiva al day one un videogioco di Spider-man, che ogni anno i film Marvel siano successi al botteghino e che le vendite non vadano a picco. Ti ho fatto l'esempio di Marvel perchè obiettivamente è l'editore che più ha lucrato ed insistito su questo tipo di diversificazione. Non vorrei uno sfruttamento del brand così esasperato, anche perchè la SBE non potrebbe sostenerlo, ma sono assolutamente conscio che la diversificazione sia oggi fondmentale in qualsiasi media di intrattenimento. Concludendo, mi spiace dirtelo ma hai una visione vetusta e anacronistica del mercato attuale. Se avessi ragionato così alla ristampa di Tex nel '58 non solo non avremmo oggi la Mensile ma non avremmo neppure più Tex! Se avessi ragionato così all'uscita del primo Texone non ci sarebbero state magari collane speciali. Capisco che non sia facile interpretare un mercato ma fossilizzarsi su meccanismi vecchi di vendita rende il prodotto vecchio e tu rappresenti proprio il target a cui aspiravo con il precedente messaggio. Se non ci fosse stato Ford a ribaltare la produzione automobilistica oggi saremmo a mirare una veloce Ferrari da un misero mulo... Le opzioni per sviluppare un prodotto che vende da 70 anni sono due: o lo attualizzi e non lo snaturi nei suoi cardini o decidi che qualsiasi cambiamento dalla formula originale è inaccettabile e continui con la stessa minestra rancida. Piuttosto che avanzare per inerzia come vorresti tu, io preferirei che Tex chiudesse e che lasciasse ai posteri tutte le perle che oggi possiamo leggere. I Pink Floyd e i Beatles si sono sciolti ma non per questo Help o The Dark Side of The Moon hanno perso la loro importanza e il loro fascino. P.S. Che è il pingopongo????????
  19. 1 point
    Sono assolutamente d'accordo sul fatto che Ruju non abbia ancora azzeccato il capolavoro e che sia, sostanzialmente, un buon autore (possiede del tutto la materia, ed è un ottimo "classico" se così si può dire), ma senza il guizzo che possa renderlo un monumento su Tex. Però deve fare da contraltare a Borden. Tex non può diventare quello di Borden con tutti gli autori. Borden è un autore superbo che può permettersi di percorrere strade "nuove", ma lo facesse un altro andrebbe incontro a fallimenti sicuri. Il Tex che conosciamo è quello a cui fa riferimento Ruju, con molta piacevolezza ma senza quel guizzo che distingue un ottimo sceneggiatore pienamente compreso nella materia da un grande sceneggiatore. Ci vuole Borden e ci vuole anche Ruju, sostanzialmente. Lasciamo le storie intricate e il Tex in secondo piano a Borden, che sa gestirle.
  20. 1 point
    Considerato che Carson ha i capelli grigi,ma non ancora completamente bianchi, io direi nel periodo precedente "Il figlio di Tex".
  21. 1 point
    guardando i commenti idioti sugli altri forum, che dicono che questo e' un periodo pessimo per Tex quando abbiamo un ottimo Nizzi, un bravo Ruju e questo eccellente Boselli... c' e' da piangere. Per me questa storia, oltre che disegnata benissimo( Tex e'ormai l' unica serie in cui i disegnatori non si somiglino tutti) e' scritta a meraviglia, molto divertente( complimenti a Boselli che sta scoprendo l' ironia in Tex) e coinvolgente, senza tempi morti e con ottimi personaggi, ovviamente i fratelli bill( certo, tolgono spazio a Tex, ma e'normale in un team up) e sopratutto il simpatico capo dei trafficanti, un personaggio grigio non si vedeva da un po' . Ci manca giusto quel quid per essere un capolavoro 9.5
  22. 1 point
    Grazie mille. Aggiorno. 1 Nueces Valley 2 TEX 700 L'oro dei Pawnee 3 Il passato di Tex fino a che Tex lascia il ranch paterno dopo la morte di Gunn Bill 4 Il vendicatore TexRomanzi 5 Giustizia a Corpus Christi TexRomanzi 6 Il passato di Tex Da Tex che si unisce al rodeo alla morte di Clem Tilden 7 L'ultima vendetta (695) Flashback rodeo fino ad infortunio di Moss Keagan 8 Il passato di Tex Fino alla fine 9 Il magnifico fuorilegge Texone 10 Vivo o Morto! TexWiller 1a storia 11 Il Totem misterieoso 12 I due disertori TexWiller 2a storia 13 L'agente federale TexWiller 6a storia 14 Pinkerton Lady TexWiller 3a storia 15 Paradise Valley TexWiller 4a storia 16 Fantasmi di Natale TexWiller Speciale nr. 1 17 I lupi della frontiera TexWiller 5a storia 18 La mano rossa Episodio
  23. 1 point
    Chiusa (spero) la parentesi politicamente corretta, vorrei parlare della storia del maxi. La prendo alla lontana, e parto dal 1952... La situazione dell'epoca, a quanto ne so (in base anche a cosa ha scritto Sergio Bonelli al riguardo) è che Tex per quanto fosse il personaggio di punta della casa editrice (l'unico che proseguiva serie dopo serie senza problemi) era considerato troppo "adulto" e non vendeva tantissimo. Non so se fosse già stato inserito nelle letture "proibite" dalle parrocchie o se quello accadde successivamente, ma anche se la "formalizzazione" del fatto che Tex fosse un fumettaccio violento, pieno di allusioni sessuali ed efferatezze, fosse avvenuta dopo, di certo era già considerato tale da un sacco di genitori, educatori e pedagoghi. Di quegli anni sono le primissime censure nelle ristampe, e nelle storie nuove la presenza di donnine discinte cala sempre di più Altri personaggi, più "morigerati" vendevano di più, e nel 1951 era uscito Capitan Miki, che insieme al successivo Blek divenne in breve tempo il campione di incassi del fumetto western italiano, surclassando Tex di diverse lunghezze. (il boom di Tex è avvenuto per accumulazione successiva di nuovi lettori negli anni, facilitato anche dal nuovo formato "gigante" collezionabile in cui verrà ristampato: a differenza degli altri fumetti, i suoi lettori hanno continuato a comprarlo anche da adulti) Da qui i vari tentativi della Bonelli di inserirsi nel filone del western più "per bambini" e umoristico, con personaggi come Il Piccolo Ranger e persino Zagor. E credo che nelle intenzioni iniziali, i 3 Bill fosse un tentativo in quella direzione: 3 personaggi caratterizzati in maniera esagerata, con la faccia di attori famosi, e che "non uccidevano" (il grosso problema di Tex che all'epoca, prima delle censure, uccideva senza farsi tanti problemi) per la promessa fatta al padre in punto di morte. Però, se andate a leggere le storie che scrisse GL Bonelli sui tre Bill... in pochissime pagine quel giuramento viene completamente dimenticato, e le storie si fanno ben più truci e violente (presentando anche una versione molto romanzata del massacro di Little Big Horn). Segno che proprio GL Bonelli non ce la faceva a scrivere storie candide e leggere per bambinetti... Confesso che, fra i tanti personaggi scritti da GL Bonelli, i tre Bill non sono proprio in vetta alle mie preferenze. La caratterizzazione esageratamente monodimensionale (il belloccio, il forzuto...), il giuramento (per quanto poi ignorato), i disegni che non sono certo paragonabili a quelli di Galep (a me Roy D'amy generalmente piace, ma quelli della seconda serie sono più esattamente dello "Studio D;Amy", mentre Benvenuti proprio non mi piaceva) e pure i testi per me non sono al livello di quello che faceva Bonelli per Tex. Capisco comunque che rispetto ad altri personaggi di GL Bonelli hanno una caratteristica che li rende più adatti ad un crossover con Tex: non sono uguali a Tex! Ma andiamo adesso al Maxi: la cosa che mi è piaciuta di più è la "ricostruzione" che ha fatto Boselli dei tre Bill, mantenendone le caratteristiche di base (e il giuramento) ma modernizzandole (e dando una spiegazione persino al fatto che, in pratica, il giuramento viene ignorato). Quindi la prima parte, in cui in pochissime pagine vengono presentati i tre fratelli in maniera brillante e ironica (soprattutto la parte di Kid Bill), e poi pure le parti successive prima dell'incontro con Tex. Poi, le parti con Tex e Carson, anch'esse con un tono leggermente più ironico e scanzonato del solito, per mantenere il tono della storia. Un po' lungo lo "spiegone" con le "origini" dei tre Bill (GL Bonelli all'epoca non si era dilungato tanto sulla storia del padre...) ma utile per evidenziare le differenze con i pard, e la "scappatoia" per bypassare il giuramento (che giustifica a posteriori anche le storie di GL Bonelli). Il lavoro di "recupero" fatto da Boselli sulle vecchie storie arriva persino a legare questa avventura con una di quelle (in cui si alleano con Cochise) e farne la cosa che porta i pards ad incontrarli. (a proposito, per chi vuole vedere Geronimo sulle pagine di Tex, una brutta notizia: Geronimo viene ucciso dai 3 Bill in una di quelle storie, quindi se adesso i tre Bill sono in continuity con Tex, vuol dire che Geronimo nel mondo di Tex è già morto... ) Boselli riesce anche a collegare in maniera diretta l'avventura di Tex appena conclusa sulla serie regolare con questo maxi (in pratica i Tiago e i suoi Apache sono usciti dal Tex del mese scorso per entrare subito dopo nel Maxi, con un incastro perfetto che poteva riuscire solo con la complicità fra chi scrive le storie e chi fa la programmazione... ), cosa sulla quale sono un po' ambivalente. In questa storia funziona ed è fatto bene, ma ho qualche remora nel vedere introdurre una continuity più stretta in Tex (vedendo i danni che ha fatto su altre serie). È vero che i lettori occasionale sono praticamente estinti, ma ancora qualcuno che apre per la prima volta un albo di Tex ci sarà ogni tanto, e uno dei punti di forza di Tex era che chiunque poteva iniziare a leggerlo senza preoccuparsi di recuperare le storie precedenti... Il finale è un po' in calo, con l'abusatissimo cliché della "situazione disperata ma poi arriva Tex all'ultimo momento". Abusatissimo non tanto in questa storia (in cui comunque avviene due volte in poche pagine nel finale) quanto in generale nelle ultime storie, soprattutto appunto quella dei Netdahe. Oltre ad essere troppo ripetitiva e prevedibile come soluzione narrativa, ha il grave difetto di relegare Tex ai margini, perchè per funzionare non deve essere mostrato mentre si avvicina per poterlo fare arrivare "a sorpresa" (?!). Magari è solo un caso dovuto alla programmazione il fatto che sia avvenuto tanto frequentemente negli ultimi tempi, Boselli ha scritto tante storie senza utilizzarlo, ma inizia a diventare quasi fastidioso. Finale totalmente "metanarrativo", ma ci sta, un ultima cavalcata fra personaggi GLBonelliani... Il fatto comunque che i momenti più "deboli" dell'albo siano quelli in cui i 3 Bill e i pards sono insieme non fa che aumentare i miei dubbi sul fare crossover fra personaggi della Bonelli. Qui addirittura abbiamo personaggi creati dallo stesso autore, con "mondi" molto simili (praticamente l'unica differenza è qualche sfumatura nel tono delle storie), e comunque il loro incontro appare un po' sforzato. Figurati quando i personaggi sono di autori diversi con "mondi" in cui agiscono totalmente diversi... Nonostante queste remore finali, rimane comunque un bel volume, uno dei migliori di Tex pubblicati in questo 2020 che è un po' sottotono rispetto ai fasti del 2019 (considero il texone di Villa del 2019, nonostante la pubblicazione ritardata in edicola). Se poi consideriamo solo i Maxi non c'è davvero partita, è dietro solo "Nueces Valley"... per quanto veda la collana dei Maxi come (solitamente) un mero contenitore di storie troppo scarse per la serie regolare (e i cinque pubblicati fra Nueces Valley e questo non hanno fatto nulla per farmi cambiare idea), diventa utile invece per questi veri e propri "colossal" che sono inadatti alla serie regolare per tema o personaggi, e non per la qualità...
  24. 1 point
    Il politically correct a me infastidisce perché tratta le persone normali senza patologie razziste come degli ebeti e soprattutto molesta la storia che è quello che è. Io per esempio adoro il pezzo della canzone sui frocioni nel ristorante del Fracchia la belva umana con Banfi e Villaggio ma non ho sentimenti a riguardo fa ridere e basta. Per quanto riguarda il Maxi, quest'anno insieme alla frustata l'ho trovato il miglior prodotto letterario dell'anno, candiderei Boselli al Nobel per la letteratura. Ritrovo l'antico gusto dei grandi western in questo fumetto ed è quasi miracoloso. Con i pards al completo vedrei bene un remake dei magnifici 7, chissà....
  25. 1 point
    Non hai capito nulla di quanto ho detto, e credi che stia sostenendo il contrario di quello che ho scritto. Quello che ha detto che non vuole vedere una rappresentazione della mentalità dell'epoca e ne preferisce una versione "poiliticamente corretta", sei tu. Faccio un esempio pratico e banale. Hai presente la storia "Adah" di Ken Parker? io la voglio così com'è, con la rappresentazione di Adah come schiava, come prostituta, come donna in fuga, trattata male da tutti fino all'incontro con Ken Parker. Tu apparentemente la vuoi purgata di qualunque cosa oggi "non più accettabile": qualunque accenno a schiavitù, per esempio... Oggi, quella storia difficilmente sarebbe pubblicabile (non dico proprio quella che è protetta dal suo stato di "classico", che comunque protegge fino ad un certo punto visto che vogliono proibire Huckleberry Finn, dico una storia come quella scritta oggi). Di sicuro sarebbe attaccata per il ruolo di Ken Parker, sessista (Adah ha bisogno di un uomo per ritrovare il suo coraggio), e per il semplice fatto di rappresentare una donna di colore come schiava (sessista e razzista). "qualcuno si dichiarerebbe offeso su Twitter" e la cosa non sarebbe tollerabile. Quella storia oggi sarebbe così: Adah è una donna libera ed indipendente, qualcuno prova a schiavizzarla, ma lei con qualche colpo di kung fu sconfigge tutti gli uomini, che non possono competere a botte con una donna (se credete che esageri, è perchè evidentemente non vedete molti telefilm americani), e dimostra la sua assoluta indipendenza, dimostrando che nessuno può schiavizzare una donna, nè ora nè nel 1860. Ovviamente nessuno dei bianchi cattivi si permetterebbe mai di usare anche un solo epiteto razzista o sessista. Visto che nessun uomo deve aiutarla, Ken Parker non compare, o al massimo è fra gli schiavisti. Perché nessuna storia può contenere nulla che sia "offensivo", non importa niente che non sia il diritto assoluto a non leggere nulla di offensivo.... Se fosse scritta oggi, Sangue Navajo sarebbe considerata razzista. Presenta gli indiani come bisognosi dell'aiuto di un bianco, che addirittura è il loro capo. Se non ti rendi conto di quanto questa cosa oggi sarebbe considerata intollerabilmente razzista, non stai minimamente seguendo il temo e vivi in un mondo di fantasia. Sangue Navajo, forse non te lo ricordi, presenta personaggi che rivolgono, agli indiani, insulti razzisti molto, molto peggiori della battuta ironica di Tahzay. Se consideri offensiva quella, allora il "tuo doppio di un mondo parallelo che leggesse oggi Sangue Navajo", cosa direbbe? Non si offenderebbe a morte? GL Bonelli all'epoca fece L'OPPOSTO del "politicamente corretto" attuale: mise in scena nel fumetto qualcosa di ENORMEMENTE offensivo (l'uccisione razzista di ragazzi). Perchè voleva provocare la reazione emotiva dei lettori contro i "cattivi". Oggi, l'indignazione si rivolgerebbe contro di lui, perché "un autore non si deve permettere di scrivere qualcosa di offensivo"....
  26. 1 point
    O mamma mia...il politcamente corretto lo ritengo una sciagura, un cancro. Laddove ci sono diritti sacrosanti si tende poi a dar dentro di censura su cose francamente assurde. Cercare il politicamente corretto su un personaggio western è quantomeno bizzarro. Mi rendo conto che abbiamo ormai le menti completamente imbevute di idiozie (e non mi riferisco ai sacrosanti diritti eh, ma a tutta la furia medievale che ne consegue tra meetoo, censure e tutto il resto). Chiusa la parentesi, devo dire che è una storia molto bella e fare i complimenti a Borden per la qualità che quasi sempre riesce a garantire. Senza spoilerare dico che i tre Bill sono dei personaggi bellissimi e benissimo trattati dallo sceneggiatore e che la storia non ha mai nessun cedimento, restando interessante e appassionante dalla prima all'ultima pagina. Si, c'è come al solito un Tex in disparte, che si vede rubare la scena da molti altri personaggi. Ma questo è Borden, prendere o lasciare. Io prendo quando le storie sono belle come questa, lascio quando non lo sono. Come ho detto più volte ritengo che per prendersi la briga di mettere Tex a correre sui teloni (termine tennistico) ci vogliano una idea e una storia superlative. altrimenti si rischia lo spernacchiamento generale. Per fortuna Borden è talmente abile da proporre spesso storie belle, e questa lo è indubbiamente, evitando il burrone del Tex comprimario inserito in una storia mediocre. Comunque il Bos è ben chiaro già nell'introduzione, dove dice che "stavolta" Tex farà il comprimario. Stavolta?Il Bos ha voluto fare una battuta. Trovo poi eccellenti i disegni. Davvero eccellenti. Non sempre i disegnatori odierni mi soddisfano, ma in questo caso plaudo incondizionatamente. Testi 8 Disegni 8 Ottimo lavoro. Complimenti.
  27. 1 point
    Eh, come cambia la valutazione delle cose da persona a persona, in base a quanto si voglia qualcosa di "storicamente plausibile e/o avventuroso" o qualcosa di "corretto ed educativo"... per me quella battuta è stata un sorso di "verosimiglianza western" che credevo perduta per sempre, in mezzo alle descrizioni attuali, in praticamente tutti i fumetti, di tribù indiane dove fra poco metà dei sakem saranno donne perché hanno introdotto la parità di genere! Intendiamoci: l'avessi letta anche solo pochi anni fa, quella battuta non l'avrei nemmeno notata. Quelli sono Apache, e trattano le donne da Apache. Fino a pochissimi anni fa non solo non sarebbe sembrata strana, ma anche il/la femminista più sfegatata l'avrebbe approvata, perché mostrava il livello di discriminazione nel passato e motivava quindi la sua causa. I social network e la cancel culture non hanno solo cambiato la maniera di esprimersi, hanno proprio cambiato l'idea stessa di "battaglia culturale": fino a pochissimi anni fa, le storie "femministe" erano quelle che descrivevano realisticamente, senza fronzoli, le discriminazioni passate, giustificando le lotte del presente. Perché la lotta politica era una cosa seria, che si faceva seriamente, e richiedeva quindi cause serie. Adesso la prima e sola causa importante è "non venire offesi. Oggi. Chissenefrega della storia", quindi tutte le discriminazioni passate devono sparire ed essere dimenticate, anche in fiction. Non c'è più la celebrazione delle lotte femministe, ma anche quelle vanno cancellate: le donne devono sempre essere state rispettate e sono sempre state alla pari, da sempre. Nelle orde vichinghe c'era la parità di genere (non me lo sono inventato, è una delle tante polemiche attuali sulla storia e sulla sua rappresentazione), e se ci devono essere neri fra gli Dei di Asgard, è ovvio che ci devono anche essere un 50% di donne fra i guerrieri Apache... E le lotte femministe? Devono scomparire anche quelle (notate che oggi vengono celebrate NON quelle che protestavano nel secolo scorso, ma le donne che ERANO GIÀ ricche e famose. Si celebra - anche giustamente - Madame Curie o Amelia Earhart, o anche Coco Chanel, mentre quelle che si sono fatte della galera per far ottenere il voto alle donne non le ricorda più nessuno... perché erano discriminate, e quindi sono una "vergogna" offensiva da far vedere...). Perché oggi per "lotta politica" si intende dare un like o no su facebook..... Vabbè, mi sono lasciato trasportare un po' dal rant, volevo scrivere due righe sull'argomento e poi parlare dell'albo e invece s'è mangiato tutto il post... a questo punto finisco con questo, e la recensione la farò un'altra volta... Io mi sarei sentito offeso (nella mia intelligenza) da una rappresentazione "politicamente corretta" degli Apaches in cui le donne si comportano e sono trattate come donne in carriera a New York nel XXI secolo (come purtroppo avviene in quasi tutte le altre serie, anche Bonelli) E a chi invece dice che bisogna modificare il passato per togliere qualunque cosa offensiva, vorrei ricordare una cosa. Cavalcare un cavallo vuol dire ridurlo in schiavitù. Già dai film e dai fumetti sono sparite o quasi le scene in cui si spara ai cavalli. È solo questione di tempo e poi spariranno anche i cavalli. Perchè vederli cavalcare sarà offensivo per chi ama gli animali. Se si può anticipare di 150 anni la parità di genere, che problema c'è ad anticipare di 50 anni le motociclette, e far cavalcare a Tex e a Carson delle rombanti moto? Ovviamente, come da tradizione Bonelli, verranno anche modificare le ristampe, e Dinamite diventerà una Harley... È solo una battuta e non succederà mai? Io al vostro posto non ne sarei tanto sicuro. È una conseguenza inevitabile della filosofia dominante.... Edit [dopo aver letto il post di borden] Come si vede l'allenamento di Borden a far stare i discorsi in una nuvoletta.... se facessi mai io dei fumetti ci sarebbe un disegno ogni 20 pagine, e in mezzo solo un unico balloon...
  28. 1 point
    Leggendo la discussione per la prima volta, ho notato che il link all'articolo di Fini non e più valido. L'ho cercato con Google e visto che per me merita, posto il link aggiornato: http://www.massimofini.it/storico/21-articoli/storico/1988/202-vecchi-e-nuovi-ipocriti-aquila-della-notte-vi-colpira
  29. 1 point
    Grazie ancora @natural killer per la condivisione e a tutti voi pards @gilas2 @Loriano Lorenzutti @pecos Molto lieto che vi sia piaciuto! Provare a disegnare il nostro è una bella sfida, ma sempre molto appassionante!
  30. 1 point
    È lapalissiano che non basta inserire un nuovo personaggio nella saga per rendere una storia memorabile. Non è che il mio voto alla storia si sarebbe trasformato in 9 con la sola presenza del figlio di Sam Willer. Forse Nizzi avrebbe trovato un'ispirazione migliore, o forse no, ma il mio "fondamentale" si riferiva a quelle storie in cui viene delineato il passato di Tex, ne vengono presentate la famiglia e le origini, o, come sarebbe stato in questo caso, viene inserito un nuovo personaggio importante, per di più parente. Non tutte le storie in cui questo è accaduto sono ugualmente riuscite, ma in qualche modo hanno costituito un punto fermo nella "storia" del personaggio. Quello di questa storia sarebbe stato di introdurre il nipote di Tex, che, a mio avviso, avrebbe potuto essere utilmente sviluppato ed utilizzato anche in occasioni successive. La storia in questione non è certo un capolavoro, ma in verità devo dire che ho letto di peggio, anche molto di recente.
  31. 1 point
    Don Abbondio diceva che se il coraggio uno non ce l'ha, non se lo può dare. Allo stesso modo, se non autore in quel momento non è in grado di dare vero pathos ad una storia, non è che mettendoci parenti stretti del protagonista di colpo ti sforna "il giuramento". Un noto proverbio dice che non si può cavar sangue dalle rape. Eppure, gran parte dei commenti che leggo su questa storia dicono che, con la giusta rapa, magari magari... La tesi fra le righe pare che sia che se Nizzi ha sbagliato i dialoghi di praticamente tutta la scena del ritorno a casa (i "gustosi pescetti"...) e ha gestito la storia come una comunissima investigazione (facendo ovviamente salvare Tex alla fine da qualcun altro), la "colpa" è del fatto che non c'è il nipote di Tex. Se c'era il nipote di Tex, con la sua sola presenza, avrebbe dato a Nizzi la capacità di scrivere le pagine liriche che non ha saputo scrivere di fronte alla TOMBA dei GENITORI di Tex... oppure magari si sarebbe scritte da sole, indipendentemente dall'autore. No. Le storie non si scrivono da sole. Non sono i nipoti dei protagonisti a renderle belle o brutte, memorabili o dozzinali. È chi le realizza, e la passione che ci mette. Ringrazio il cielo (e Sergio Bonelli) per non aver "bruciato" un nuovo parente di Tex in una storiellina come questa.
  32. 1 point
    Avventura che non avevo letto a suo tempo, e che ho recuperato in questi giorni. Leggendo gli interventi precedenti, viene da domandarsi come sarebbe stata la storia se fosse stata utilizzata l'idea originaria di Civitelli di renderne protagonista il figlio di Sam Willer. A mio avviso, sarebbe potuta entrare tra gli albi "fondamentali" per la storia del nostro ranger, come "il passato di Tex" o il Maxi "Nueces Valley". Forse, con la nuova guida editoriale, l'idea, giudicata all'epoca troppo fuori dai canoni, sarebbe passata. Chissà... Detto questo, si tratta comunque di una storia valida, sorretta anche dai disegni magistrali di Civitelli, a mio avviso il migliore, con Villa, tra i nuovi disegnatori che si sono avvicendati successivamente a Galep e agli altri "storici". La scena della visita al ranch dei Willer e alle tombe dei genitori di Tex tocca vette di lirismo, grazie soprattutto ai disegni, piuttosto che ai dialoghi, non essendo questi ultimi particolarmente ispirati. Per quanto riguarda la storia di Nizzi, il giudizio è comunque positivo, anche se alcuni passaggi mi hanno lasciato perplesso: ad esempio, in tutta la mia "carriera" di lettore texiano, non avevo mai visto un Tex che reagisce alle infamanti accuse di un furfante come lo sceriffo Braddox dicendo "un momento, lasciatemi spiegare", con tanto di botta in testa successiva (questa sì, già vista e molto "nolittiana"). Devo dire che per un attimo ho temuto anche quando più avanti si è presentato l'improvvisato vice-sceriffo (memore del nizziano cinturone slacciato ne "le iene di Lamont"), ma per fortuna qui Nizzi ha tirato fuori il Tex che conosciamo ("adesso sono io la legge a Culver City"). Per concludere, 8 ai disegni di Civitelli e 7 alla storia. Un ultima osservazione sulla camicia rosa di Kit nella copertina del primo albo: a mio avviso, la scelta fa risaltare drammaticamente e in modo realistico il sangue che scorre dalla ferita alla spalla: non sarebbe stato lo stesso con una camicia gialla. Detto questo, dopo tanti decenni, un cambio di look per Kit Willer ci sta tutto: non con il rosa, possibilmente, ma, ad esempio, con un azzurro tipo jeans, come mi pare che qualcuno abbia già suggerito sopra, e dei pantaloni della stessa tonalità.
  33. 1 point
    Per rispondere alla tua domanda: ho visto più volte "Mezzogiorno di fuoco", "Sentieri selvaggi" e "L'uomo che uccise Liberty Valance". Quando parlo di western classico mi riferisco a quello hawksiano del tipo "Un dollaro d'onore", terso nello stile e nella morale. E infatti il film di Hawks fu immaginato da John Wayne (non da me!) come ideale risposta "tradizionale" alle poco gradite innovazioni apportate da "Mezzogiorno di fuoco", un film in cui si descriveva la grettezza e l'egoismo della classe media americana, quasi anticipando un discorso tipico della New Hollywood (vedi "Rosemary's baby"). Sono il primo a riconoscere la profondità e la complessità del western classico, adoro John Ford e Howard Hawks, ma bisogna riconoscere che, nel cinema western americano, a livello stilistico sia Ford che Hawks che Zinnemann siano registi classici, puliti, mentre la vera rivoluzione del western arrivò solo con Sam Peckinpah (montaggio serrato, violenza efferata, nichilismo estremo mescolato ad un romanticismo disperato). Mentre in Ford e Hawks il mito del west ancora esisteva, col suo sistema di valori, paradigma ineludibile anche per gli azzimati uomini dell'est (vedi il finale de "L'uomo che uccise Liberty Valance"), è solo Peckinpah il primo a distruggere definitivamente e totalmente il mito del west, decostruendone i valori e sbriciolandone l'alone leggendario, iniziando quel processo di revisione del western che avrebbe avuto il suo apice forse col western eastwoodiano (soprattutto "Gli spietati"). Riguardo alla questione indiana, è innegabile che l'atteggiamento di "Ombre rosse" sia ancora acerbo (gli indiani sono dei barbari nemici da distruggere a tutti i costi). Sono ancora lontani i tempi di "Soldato blu" o "Balla coi lupi". Riguardo alla guerra civile americana, nessun regista americano ha avuto il coraggio di affrontarla di petto ("Il texano dagli occhi di ghiaccio" la tratta solo di striscio). Il primo a sbatterci in faccia le atrocità del conflitto è stato Leone con "Il buono, il brutto e il cattivo". Il western magico alla Tex non esiste in America, il primo western comico forse è "Mezzogiorno e mezzo di fuoco" di Mel Brooks. é innegabile che per gli americani il western sia un genere importante e che tutti gli innovatori siano stati criticati, almeno fino agli anni '90 (Peckinpah mai un Oscar, Zinnemann criticato a morte, "I cancelli del cielo" di Cimino flop disastroso). Grazie per il tuo commento, spero di avere chiarito la mia posizione
  34. 1 point
    Penso che Doudou si riferisse a "Mister No Revolution", la miniserie in cui si vede un Mister No "alternativo" (ovviamente depresso e stereotipato, visti gli autori) che è nato anni dopo e fa la guerra del Vietnam invece della seconda guerra mondiale. Ma anche Doudou sbaglia, quella miniserie era una versione alternativa che non ha avuto seguito, il Mister No pubblicato recentemente è ancora la versione originale (certo, con tutte le ret-con fatte già da Masiero nella serie originale)
  35. 1 point
  36. 1 point
    Ridicolo? Anzi, io lo trovo bello. E checcavolo, è un fumetto, mica la realtà, dove per sfuggire alla cattura Tex sarebbe costretto a far fuori una caterva di gente rea solo di fare il proprio lavoro.
  37. 1 point
  38. 1 point
  39. 1 point
  40. 1 point
  41. 1 point
    Per me storia buona ma non ottima. Quello che ho preferito è stata la parte iniziale con la ferocia dei Nethade ed il terzo albo con l'entrata in scena di Ramona. Invece il finale mi è piaciuto poco. Un po' perchè 3 pistolettate in due paginette sono bastate per eliminare questi indiani così pericolosi che mi attendevo creassero maggiori problemi ai 4 pards. Poi il lieto fine con i due innamorati che escono entrambi illesi da una situazione disperata, mi è sembrato abbastanza improbabile e un po' stucchevole. Sono sempre belli i disegni di Seijas con lo sguardo sorridente di Tex che sembra schernire i suoi avversari. Voto 6,5
  42. 1 point
    Dal 1982, quando cominciai, per molti anni ho letto Tex con grande passione. Da ormai circa una ventina d’anni invece, lo leggo più per abitudine e affetto che per altro. Le “nuove” storie non riescono proprio ad appassionarmi, come invece continuano a fare le precedenti, ogni qualvolta mi levo lo sfizio di tirarle giù dalla libreria e rileggerle. Credo che le storie di Tex abbiano perso mordente quando è entrata in crisi la vena creativa di Claudio Nizzi e ritengo che Mauro Boselli, una volta raccolto il testimone, anziché restituire loro l’incisività perduta, abbia intrapreso un percorso che ha portato allo snaturamento del personaggio e dello stile narrativo texiano. Cerco di elencare di seguito gli elementi principali di questo processo. 1) Nelle storie del passato Tex è un eroe classico. Ciò significa che nel suo mondo non c’è spazio per il dubbio e la complessità psicologia: il bene e il male sono perfettamente separati e riconoscibili, e l’eroe è tale in quanto sommo rappresentante del bene. Questa semplicità è ciò che rende la lettura piacevole e rassicurante. Piacere ingenuo ma autentico, che viene al lettore dal partecipare all’invincibilità dell’eroe, celebrata senza distrazioni, e dal godere della sua capacità inesorabile di castigare i cattivi, i prepotenti e gli arroganti. Distrarsi dalla realtà identificandosi con Tex, in un mondo ideale nel quale il bene vince senza sé e senza ma: questa è la caratteristica essenziale della narrazione texiana come l’abbiamo conosciuta nei primi cinquant’anni. Nelle storie di Boselli invece tale caratteristica sfuma, si perde nella complessità psicologica dei personaggi comprimari e nell’alternarsi di stili narrativi che esulano dal genere avventura. E quel piacere della lettura si attenua o svanisce del tutto. 2) Le storie classiche tendono interamente e direttamente verso un’unico scopo preciso: la vittoria di Tex sui cattivi. Ed è ciò che le rende avvincenti. Avvincente è l’avventura, le peripezie, i rischi che il protagonista e i suoi pards affrontano fino alla vittoria finale. Ancora una volta, non ci sono distrazioni rispetto a questo percorso. Nelle storie di Boselli questo obiettivo si perde invece in mezzo a svariate altre suggestioni che sembrano renderlo meno essenziale e prioritario, aggiungendo ancora una volta un elemento di complessità che non corrisponde alla natura del personaggio e della saga. 3) Nel Tex classico i personaggi comprimari svolgono delle pure funzioni narrative (il cattivo, la vittima, l’aiutante, ecc.) il cui scopo è esclusivamente quello di esaltare la centralità del protagonista (e dei suoi pards), dando risalto alle sue caratteristiche peculiari. Nelle storie di Boselli invece i personaggi comprimari sono maggiormente caratterizzati dal punto di vista psicologico, divenendo spesso più rilevanti di Tex stesso, il quale finisce per non essere più il vero protagonista della saga. In un mondo psicologicamente complesso la psicologia semplice dell’eroe classico risulta inadeguata e poco affascinante. 4) Una delle caratteristiche essenziali del personaggio di Tex nelle storie classiche è l’astuzia. Tex non ha la meglio sui nemici solo grazie alla rapidità delle sue pistole ed alla forza dei suoi cazzotti, ma anche grazie alla sua furbizia: quasi sempre Tex ha un “piano” per dare sacco matto ai cattivi. Talvolta il piano viene svelato al lettore in anticipo, ed il gusto della lettura sta nell’esserne complice; mentre la suspense sta nel timore che qualche imprevisto possa impedirne la realizzazione. Altre volte il lettore è messo al corrente del fatto che Tex ha escogitato un piano, ma questo non gli viene rivelato. Il gusto della lettura sta allora nello scoprire vignetta dopo vignetta quale idea geniale abbia partorito la mente del ranger questa volta. Nelle storie di Boselli questo elemento dell’escogitare un piano, semplicemente non esiste più. E ciò toglie spessore al personaggio di Tex rendendolo un eroe sbiadito. L’insieme di tutti questi aspetti fa sì che le storie di Boselli possano risultare gradevoli, ma non arrivino mai ad essere appassionanti e avvincenti come molte delle avventure precedenti. In definitiva Boselli sembra non credere fino in fondo al personaggio di Tex così come fu immaginato da Gianluigi Bonelli. Il suo stile narrativo è stato giustamente definito “corale”: ma il punto è che la coralità non si addice alle peculiarità della saga di Tex Willer la cui caratteristica essenziale è invece la preminenza eroica del suo protagonista.
  43. 1 point
    Sono sicuro di aver già espresso questo concetto che può sembrare strano e sicuramente poco tecnico. Uno scrittore può essere bravissimo ma trovarsi in difficoltà dentro un universo che non ha contribuito a creare (tanto di cappello a chi ci è riuscito) Se invece si trova a costringere il protagonista a non essere più se stesso per portare avanti ciò che si è prefissato difficilmente realizzerà una bella storia. Chi riesce a entrare in sintonia con i personaggi, avrà un grande privilegio: loro stessi gli suggeriranno l'azione e i dialoghi!
  44. 1 point
    La parte scritta da Nolitta è un capolavoro: si comincia con un battibecco a dir poco esilarante, e a seguire una sparatoria lunga ed emozionante e piena di pathos, tipicamente da Nolitta. Si prosegue con un mucchio di sequenze una più divertente dell'altra: il vitello nel saloon, la rissa, Pat che spacca la porta della cella, lo scontro di boxe. Davvero, questa parte è una goduria pura. Sinceramente, pero, la parte boselliana non mi è piaciuta. Per i motivi che espongo: I due banditi, per me, non dovevano piu tornare, avevano già esaurito benissimo il loro compito, è vero che erano una digressione, ma sinceramente a me spesso quelle nolittiane piacciono. I cattivi sono indubbiamente ben caratterizzati, ma sono privi di carisma. Il personaggio di Mamie Smith era interessante, ma ritengo che Boselli avrebbe dovuto dotarla di maggiore umorismo. Il soggetto di questa parte non è un granché: troppo " spoglio" e prevedibile. Facendo la media, direi che le do 7. I disegni di Ticci sono splendidi come sempre.
  45. 1 point
    Buona storia ma non eccezionale, basata su un tema che noi lettori abbiamo visto milioni di volte su Tex. Straquoto comunque chi, in precedenza, ha ipotizzato che ci possa essere prima o poi un seguito: non è assolutamente da Tex porsi troppe domande sul punire un prepotente, benchè goda di protezioni in alto loco.. In voti, 6 sia alla storia che ai disegni di Ortiz
  46. 0 points
    Infatti in "Tex Willer" il falso nome che usa è Ben, in onore del nonno paterno
  47. 0 points
    Tre su quattro? E chi lo dice? Non lo sai che Carson, prima della storia raccontata nel Passato di Carson (molto prima), si era sposato con rito civile con una Kiowa che poi è stata rapita e uccisa da una banda di Comancheros? E che naturalmente il vedovo Kit in seguito si è vendicato uccidendo uno ad uno tutti gli assassini della moglie? E' una storia che verrà pubblicata tra qualche anno e avrà per titolo "Il passato del passato di Carson". E, se ci ripensano e non la fanno uscire, la scrivo io.
  48. 0 points
    La critica a Nizzi per quello che NON ha fatto, è l'xtrema ratio per poterlo criticare. Prodezza notevole amico Diablo Si scherza, eh.
  49. 0 points
    Riflettevo stasera sul fatto che questa storia ha anche un altro pregio. Ci ha "salvato" da una storia in cui Carson nel suo passato si sposava, ma la moglie veniva subito uccisa... Di che sto parlando? Beh, fate un po' caso a questo strano caso... Nei primi anni 70 GL Bonelli recupera, dopo trent'anni che non veniva più nemmeno citata, la moglie di Tex, Lilyth, per una dei suoi capolavori di quel periodo: "il giuramento". Inserisce nel passato di Tex una grave perdita e una vendetta, in una storia amatissima dai lettori. Anni dopo, Claudio Nizzi, l'uomo che da GL Bonelli ha copiato pure il menù dei ristoranti (e ce ne fosse uno in tutto il west che non presenti bistecche e patatine...), ha "l'idea" per una "storiona", finalmente vuole svelare... IL PASSATO DI TIGER! E quale sarebbe il passato di Tiger? Che Tiger aveva una moglie... ma gli è stata uccisa da dei mascalzoni, e lui l'ha vendicata! OK, mi meraviglia che nessuno all'epoca abbia notato che la storia era praticamente ricalcata su quella di Lilyth, ma fino a qui la cosa può anche avere un senso: cosa può aver legato insieme così tanto Tiger e Tex, tanto che Tiger ha seguito Tex nei suoi vagabondaggi dopo la morte di Lilyth, risultando il primo dei pards ad essersi unito a Tex con regolarità nelle sue avventure? Il fatto che abbiano vissuto la stessa perdita può accomunarli, OK, ci può stare... ...ma poi Nizzi anni dopo fa una storia in cui Kit Willer ha un ruolo più marcato. Quale? Beh perde la memoria e... si sposa con una moglie indiana, ma poco dopo il matrimonio lei muore, lasciandolo vedovo, a causa della cospirazione di alcuni mascalzoni... OK, qui stiamo arrivando al ridicolo: TRE pards su quattro sono vedovi di una moglie indiana uccisa da mascalzoni? No, dico, ma un minimo di originalità, no? Credo che a questo punto possiamo immaginare cosa sarebbe successo, dopo il ritorno di Nizzi dopo la crisi dei primi anni 90: ad un certo punto, avrebbe avuto "l'idea" per una storia originalissima: LE ORIGINI DI CARSON, in cui si scopre che Kit Carson da giovane è stato sposato con una donna indiana, ma poco dopo il matrimonio, dei mascalzoni... E invece no. Boselli è arrivato prima. Almeno uno dei pars non è vedovo, è tutt'ora uno scapolo impenitente che le sue donne le va a trovare ogni tanto, visto che sono ancora vive e vegete. Il gruppo dei pards non è diventato quello dei "quattro vedovi fotocopiati". Grazie, Borden!!
  50. 0 points
    Di Fairfax a me fregava, finché c'era - quanto di un giornalista esperto di basket italiano a commentare i pro e contro della Brexit. Faremo a meno del Regno Unito cugino, faremo a meno del cronista cestofilo senza rimpianti. Anche perché fai che cos'altro avrebbe potuto aggiungere? Simpatia per zanzare e anfibi, Ad anni di distanza? No, "fuori dalle" una volta per tutte. P.S. Nessun commento sul giornalista di basket, grazie. Anche perché EX quanto un compagno di classe di Kit Carson, ormai.
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