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TWF - Tex Willer Forum

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Mostrando i contenuti con la più alta reputazione dal 16/01/2019 in tutte le sezioni

  1. 1 point
    Io ho seguito questo post nel mio voto... E,se volete la verità,la media di Bos è superiore a quella di Nizzi. Ma per me la Congiura e Fuga da Anderville sono inarrivabili.
  2. 1 point
    Non limitarti alle apparenze Lorenzo. Il clima della storia è dichiaratamente horror, tema che da zagoriano Rauch sa gestire con padronanza. Stavolta lo sposta su Tex ,che rispetto a Zagor si caratterizza da un differente registro narrativo, meno fantastico e più realistico. E qui Rauch mostra una introspezione dei vari protagonisti di questa storia (tanti per 74 tavole) rappresentando quella che è l'unica via per rendere, se non realistica, almeno possibile la trama che hai stroncato, la psicopatologia. La vecchia indiana è il classico esempio di schizofrenia con sdoppiamento della personalità, dove le due differenti anime entrano in conflitto tra loro generando un comportamento incoerente dettato dal tentativo di predominanza che ciascuna personalità esercita sull'altra. Il cieco e ottuso fanatismo degli abitanti di Redfield è il paradigma della psicologia del branco dove un elemento dominante, non necessariamente il più dotato, ma quello più carismatico (e spesso più stupido) impone agli altri componenti un comportamento - spesso violento - antisociale che purtroppo vediamo sempre più spesso nella cronaca, dai fenomeni di bullismo, alla emulazione sui social, dagli ultras del tifo o alla violenza di gruppo, dai fenomeni vandalici ai sassi dal cavalcavia... E il gruppo quando il leader perde il polso della situazione sbanda, assumendo comportamenti imprevedibili e fuori controllo, generando il caos come avvenuto nel campo di mais. La stessa ragazza presenta un comportamento psicologico diffuso, simulando un atteggiamento spesso coperto dalla menzogna con il solo scopo di perseguire il proprio obiettivo. Questo ha magistralmente messo in scena Rauch in questa storia, scavando nell'animo dei personaggi e miscelando il tutto in una storia condensata e coerente nella quale l'orrore è generato dalle gravi turbe comportamentali dei protagonisti. E Tex, ancora una volta, è la giusta medicina.
  3. 1 point
    Completamente d' accordo. Infatti è questa la differenza tra Harding e McCook: il primo è razzista, ma non avrebbe mai tradito i suoi compagni: il secondo è non solo razzista, ma anche traditore cinico e assassino.
  4. 1 point

    Version 1.0.0

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    Cosa vi aspetta in questo 18° numero? Un po' di storia editoriale di Tex Un dossier sul Capitan Barbanera Un'intervista a Stefano Biglia Un occhio sull'arte del trasformismo (di Proteus) ... Ed altro ancora!
  5. 1 point
    Io ritengo Oklahoma un capolavoro, e non ci vedo niente di lesivo alla figura di Carson, a parte forse in parte la scena della caccia, e non mi sembra il caso di criticare l' intera storia per due pagine. Per quel che riguarda Berardi, io sono un grande ammiratore sia suo che di Ken Parker, e in questa storia Tex é tutt' altro che Kenparkeriano. Anzi, é l'opposto di Parker. Se Berardi avesse scritto sempre storie così ( con questo stile e con questo Tex) lo avrei visto molto volentieri su Tex.
  6. 1 point
    Io, invece, la penso in maniera differente, se non addirittura diametralmente opposta. In questa storia, che per me merita di stare tra le dieci migliori in assoluto, Berardi riesce ottimamente nel compito di rispettare Tex ed il suo mondo senza rinunciare al suo stile personale e sarebbe stato un acquisto prezioso per Tex se Sergio Bonelli non avesse avuto le sue fisime personali.
  7. 1 point
    Quoto il mio coetaneo Mister P La storia è avvincente,scritta bene,a tratti commovente... Ma con Tex non c'entra una Mazda... La storia è già stata sviscerata da quasi tutti nel Forum, compreso il curatore di Tex,per cui puoi leggere ovunque il perché non si può considerare texiana. aggiungo solo che Faccia D'Angelo,che sembra un "radical chic"sessantottino , viene braccato da Tex come un segugio,e Tex sbaglia due volte con lui: anzitutto, non riesce a comprendere la sua vera natura (e non è da Tex);in secundis,lo lascia impiccare da "hangman"Maddox facendosi fregare come un pollo dai suoi sgherri nella stalla, inaugurando la "magnifica"abitudine del Tex Nolittiano di farsi stordire con un calcio di 45 sulla zucca...e poi si parla sempre e solo dei cinturoni slacciati del Tex di Nizzi. Poi Tex torna Tex vero nel finale, quando si vendica degli aguzzini di Andy. Per cui,7,5 alla storia,3 a Tex ...e ripeto per l'ennesima volta: Sergione era bravo sia come sceneggiatore sia soprattutto come editore:ma Tex con lui è un antieroe,perde il suo proverbiale fiuto, è troppo logorroico,sbaglia spesso...
  8. 1 point
    Bella come storia è bella. Texiana come storia NO.
  9. 1 point
    Non so perché, ma mi sorge compiuta la domanda: "Occhi nella Notte ci è o ci fa?".
  10. 1 point
    No, l'incontro di boxe lo puoi anche togliere, ma scriveresti UN'ALTRA STORIA. Quello che ti ho contestato è l'affermazione che Pat non serve a niente e che togliendolo la storia non ne risentirebbe: la storia cambierebbe eccome, perché il quarto albo è incentrato sull'incontro di boxe. Liberissimo di pensare che la storia ne avrebbe giovato, ma sarebbe stata appunto una storia diversa. ps: ho letto adesso la tua risposta a Borden, in cui dici che la scena dell'incontro ti è sembrata un riempitivo, e toglierla non avrebbe cambiato nulla. Ok. Allora sono proprio le premesse del discorso ad essere incompatibili: per me quella scena è centrale, durante la lettura dell'intera storia ci sono una tensione ed un'attesa via via crescenti che portano proprio verso quell'evento, dove ci sarà la risoluzione della storia. Questa è stata la mia sensazione alla lettura.
  11. 1 point
    ecco in ordine le mie personalissime preferenze sulle copertine celebrative Questa direi a pari merito con la 700 fantastica la semplicità della 600, con rimando al mitico John Wayne nella locandina di "Sentieri selvaggi". Anche se non la migliore, per me a un valore affettivo, in quanto mi riporta a quando avevo 7 anni ed iniziavo a leggere TEX queste del 50° e del 60°, le metto a pari merito per la loro bellezza fantastica la copertina del 1° centenario, con rimando ad Humphrey Bogart Quando guardo questa, mi scende una lacrimuccia, per l'addio del Maestro GALEP, senza nulla togliere al Maestro VILLA questa, seppur non eccezionale, mi riporta con i pensieri alla mia adolescenza ed in ultimo questa, per me, la meno bella tra tutte le celebrative
  12. 1 point
    Incuriosito, sono andato a leggere adesso questi commenti... Sinceramente mi dispiace che per alcuni (pochi? molti? non so) lettori di Tex si faccia un discorso in termini di quantità. Ovvero, rapporto numero pagine/prezzo. Possono esserci "mallopponi" indigeribili e albetti "smilzi" ma che sono una gioia per gli occhi. Oltretutto qui non si parla di storie "normali" di Tex, ma le "prime" storie, quelle con i personaggi mitici e un Tex più giovane e protagonista. Insomma, per come la vedo io, dovrebbero interessare a prescindere. Poi abbiamo visto i disegni di De Angelis che sono molto belli e allora... cosa si vuole di più? Da lettore di Tex confesso di aver talvolta trovato "problematico" l'acquisto di un maxi, di un color o di un almanacco, e anche qui non tanto per il prezzo quanto per il contenuto. Ma questa serie si prende a scatola chiusa, non scherziamo. Sono allibito dinanzi a certe resistenze che posso spiegarmi solo per l'effettivo alto numero di testate "texiane". Ma se io dovessi fare un taglio, ebbene non lo farò certo per questo "Tex Willer"...
  13. 1 point
    Una storia che, anche per un lettore texiano "occasionale", rappresenta a tratti il perfetto Antitex Nolittiano... Cosa c è di non texiano: sicuramente un Tex troppo sbirro, poco istintivo,cupo a tratti e che non è un buon giudice di uomini,dal momento che non riesce a comprendere fino alla fine di che pasta sia fatto il suo avversario "Faccia D angelo" Cosa c è di Texiano: sicuramente il finale, con Tex che sfida la legge di Linch che il boia Maddox somministra alle sue vittime con regolare violenza,in sfregio alla giustizia. Bell episodio,ma ho sempre pensato che Tex non fosse proprio nelle corde di Nolitta
  14. 1 point
    Ennesimo capolavoro targato CVilla. La colorazione sembra buona anche se Ticci andrebbe apprezzato sempre in b/n.
  15. 1 point
    Leggendo il Texone in edicola "I rangers di Finnegan" mi è venuta voglia di rileggere questo capolavoro Rujano, la prima storia scritta sulla serie e sicuramente la migliore storia di Ruju ad oggi. Spesso mi sento di dover leggere questa storia perche la ritengo tra le più belle almeno della fascia 500. I punti di forza? Una trama perfettamente equilibrata, un amico/nemico che amo e che è più che altro una sorta di alterego di Tex. Jack Loman è tra i migliori Texas Ranger, a inizio primo albo troviamo un uomo rude ma molto "alla mano", con una stima incondizionata verso un figlio appena arruolato nel corpo. Jack è senz'altro il miglior personaggio mai realizzato da Ruju, un personaggio tanto umano all'inizio quanto bestiale col passare delle pagine. Nel secondo albo poi vediamo una scena che potremmo definire oramai cult: Jack Loman spara quasi a morte Kit Willer. Il momento appena successivo mi ha poi ricordato il Tex che piange urla di vendetta sulla tomba dell'amata sposa, morta prematuramente. Tex, dopo il fatidico sparo, ritorna quel personaggio che tanto abbiamo apprezzato ne "Il giuramento": un Tex tenace e deciso, a tratti vendicativo ma sempre dentro certe regole morali, un Tex giustiziere ma con un fortissimo senso del dovere e con una dignità innata. Tex non vuole distruggere, anche in questo caso, le vite di mezzetacche o innocenti, vuole il ranger assetato di sangue e di vendetta! Qui si mostra tutta la sua differenza rispetto al vecchio amico, Loman è diventato un pazzo, ha perso la testa, vede ripetutamente il figlio, è una bestia, trucida una famiglia, abbandona in mezzo al deserto un moribondo, assassina un innocente. L'epilogo è tanto drammatico quanto carico di Pathos: il vero assassino del ragazzo e' Loman stesso, e, avuto la certezza del fatto, quasi si abbandona al destino e si fa colpire dal Nostro. Colpo che, inutile dirlo, va a segno. Il finale struggente mostra il Tex che ammirava Loman, ammirava il ranger, ammirava l'uomo prima che diventasse bestia. Ottimo anche l'espediente della banda di rapinatori. Il rischio di metterli su un piano secondario poteva essere attuato ma per fortuna il nostro Pasquale ha realizzato una caratterizzazione magnifica dell'intera banda, compresi quei poveri sgherri che muiono velocemente nello scontro a fuoco iniziale. I disegni favolosi di un immenso EGS fanno la restante parte. Disegni bellissimi, puliti, mai banali, coerenti con la storia. Bellissima la caratterizzazione di Loman e apprezzabile davvero la rappresentazione di Tex disperato col figlio morente tral le braccia. Grandissima realizzazione delle emozioni di tutti i personaggi: angoscia, rabbia, paura in primis. Ben realizzate le scene notturne e l'assalto alla carovana. Sejias continua ad essere tra i miei disegnatori preferiti proprio grazie a questo volume in cui, insieme al Texone, da veramente il meglio di sè. Le copertine terminano una storia che raggiunge il massimo dei voti sia per testo, sia per disegni. "La prova del fuoco" è una copertina molto dinamica, innovativa ma purtroppo poco spicca. La seconda, "Un ranger per nemico", è diametricalmente opposta: statica, abbastanza "banale" ma con una forza espressiva fuori dal comune e che la rendono senz'altro la mia preferita tra le due. @Barbanera, in un tuo recente messaggio scrivesti: Ecco, al momento della conversazione mi ero dimenticato che questa fantastica storia era stata scritta proprio da Ruju. Ecco una storia che seppur diversa dal solito, ritengo una storia con i controfiocchi da 30/30. Purtroppo Ruju non ha più scritto storie di questo tenore ma sono convinto che se solo avesse più libertà di scrivere (aka più pagine) non rovinerebbe più ottime possibili storie.
  16. 1 point
    Con Nizzi il web non è tenero questo è certo, credo che la cosa sia giustificata (quando non si passa all'insulto personale) dal fatto che i forum sono nati nel pieno della sua crisi creativa. Per i miei canoni Nizzi un capolavoro l'ha scritto ed è Fuga da Anderville, per il resto concordo con l'avvocato. Dopo la crisi imho ha sfornato a far tanto tre o quattro storie buone, tutte le altre le ho trovate brutte se non impubblicabili di tanto in tanto. Quanto a Furia rossa ottima storia certo, ma a mio gusto nulla a che vedere con Il passato di Carson che è tra i migliori capolavori di sempre su Tex.
  17. 1 point
    Per me Boselli senza se e senza ma: ha una scrittura cinematografica, agile, le sue storie sono molto articolate ma non è mai la storia che muove i personaggi ma viceversa, grazie anche all'incredibile lavoro che fa nel costruire comprimari di livello e non semplici comparse serve della trama.
  18. 1 point
    Ah, stiamo dimenticando anche il maxi "Il treno blindato" di Segura e Ortiz, che evidentemente deve molto allo spaghetti-western "Un esercito di cinque uomini". Si tratta comunque di un autore - Segura - in un certo senso "estraneo" a Tex, spesso criticato per non essere riuscito del tutto a calarsi nel mondo del nostro ranger, ulteriore testimonianza del fatto che il West di Tex ha davvero ben poco in comune con il mondo del western all'italiana nato sulla scia del successo dei film di Leone.
  19. 1 point
    Ci andrei piano a trattare Leone come un'anomalia... sia perchè la trilogia del dollaro è da sempre nella top 10 di IMDB (il che vuol dire che è al top praticamente in tutto il mondo) sia perchè oltre alla trilogia del dollaro, anche "C'era una volta nel west" e "Giù la testa" sono entrati a loro volta nella storia della cinematografia mondiale (costituendo insieme a "C'era una volta in America" una seconda trilogia, detta del tempo). Poi sono venuti gli 'imitatori' che, pur inserendosi nel filone dello spaghetti western creato da Leone, han dato vita a risultati quasi sempre imbarazzanti (io personalmente salvo solo le parodie come il primo ed il secondo Trinità). Tornando alla domanda iniziale, magari rifrasandola a dovere: la filmografia di Sergio Leone (perchè nel primo post di quella si parlava, non dei tanti pessimi tentativi di imitazione) ha influenzato scrittori e disegnatori di Tex?
  20. 1 point
    Ho appena comprato il maxi, arrivato con qualche giorno di anticipo anche dalle mie parti. Non ho ancora cominciato a leggerlo, dato che l'ho preso non più tardi di mezz'ora fa. Ho però sfogliato le pagine ed ho visto che i disegni sono veramente brutti. Tex e Carson a volte irriconoscibili, così come Gros Jean. Corpi sproporzionati e personaggi che cambiano da una pagina all'altra. A volte pure gli sfondi non sono granch?. Sarà una mia impressione ma sembra che su questo maxi ci siano passati più disegnatori, anzi probabilmente sarà così, perchè i cambi di mano sono evidentissimi. Non penso assolutamente che siano tutta opera del solo Lito Fernandez. Ora leggo la storia, sperando che i disegni non rovinino troppo la lettura!
  21. 1 point
    Appena finito di leggere Nei Territori del Nord Ovest mi è subito venuta voglia di fare il bis dell'accoppiata Boselli-Font, e mi sono ripreso Colorado Belle. A mio parere, questa storia è un vero e proprio gioiello, una delle più grandi prove di entrambi i due autori. Sin dall'inizio, la storia si carica di un'atmosfera suggestiva grazie alle parole iniziali di questa ragazza sperduta nella ghost town di Yellow Sky. Le parole sono inquietanti, e sono il pretesto per una panoramica della città fantasma che costituisce lo scenario principale della vicenda. A guardare queste vignette, davvero non capisco come si possa mettere in discussione Font: sono semplicemente uno spettacolo! Quando arriva Kit, e comincia ad avere la sensazione di non essere solo, e si aggira per i ruderi della vecchia città, l'atmosfera si carica di tensione e si vive un clima da grande film horror-thriller. Rapidamente, però si ritorna alla più banale realtà, e questa ha la faccia sorridente di Latigo e di Beckford, due cattivi difficilmente dimenticabili, per come sanno massacrare le persone non perdendo un luminoso sorriso sulle labbra. La banda di Deadman Dick resta impressa nella mente per la non comune crudeltà gratuita, ma Beckford, più che lo stesso capo della banda, è il personaggio che più mi ha colpito, proprio per quella sua aria cordiale e bonaria dietro la quale si cela un mostro. Altro personaggio che mi rester? impresso è quello di Scorpio, anch'egli mostruoso nell'indifferenza che dimostra nel rendere schiavi i due giovani bianchi a beneficio degli Utes e nell'assistere alle torture di Blackbird ai danni di uno dei due ragazzi. Già, Blackbird: la scena in cui sorride di malignit? a Morrow dopo aver visto la foto di Colorado Belle, penso sia uno dei momenti più alti mai visti in Tex, una scena capolavoro. Tex sa che quelle di Morrow per convincere Blackbird a parlare sono parole sprecate, ma, di fronte alle insistenze del reverendo, non può che dire, con malcelato fastidio: "accomodati". Quindi si accende una sigaretta, attendendo il per lui scontato esito del tentativo. E qui si vede il Male affacciarsi dagli occhi del rinnegato Ute e sconcertare il povero reverendo, così fiducioso nel potere della parola ma in realtà totalmente ignorante, fino a quel momento, di come il Male possa concretarsi nelle lande desolate e dimenticate dell'Ovest. Scena che a mio parere palesa perfettamente, con le parole di Tex: "? dura guardare negli occhi il Male" rivolte all'angosciato reverendo, tutta la maturit? del Tex boselliano. Altro momento a mio parere molto significativo e commovente, si può individuare nell'arrivo del reverendo a Yellow Sky, quand'egli crede di sentire forte la presenza della sorella e la chiama ad alta voce, nel vecchio saloon, certo che lei è l'. Scena molto intensa e poetica, seppur classica, questa del "sentire" la presenza di un'anima cara. E il lettore SA che questa presenza c'è realmente, e che il reverendo ha ragione di sentirne la vicinanza. Ciò che il lettore non sa ancora, anche se lo può sospettare, è che Colorado Belle non è più la dolce ragazza che si vede all'apparenza... Anche la scena finale del pozzo, nonostante io non ami le storie inverosimili, la ritengo un piccolo capolavoro. Per me questa storia è una vetta altissima e splendente, sia per i testi del sempre più amato Borden che per gli splendidi disegni: anche se i visi di Font tendono ad essere stilizzati lo ritengo un Grandissimo nel ricreare ambienti e sensazioni. Sublime.
  22. 1 point
    letta da poco questa storia che ritengo non un capolavoro, ma un bel racconto spiritoso da una parte e tristemente concluso da un altra;il che per me rende la storia affascinante abbastanza per regalargli un 8!Complimenti a Jason Ducaux.. un gran cattivo che mi è piaciuto un sacco
  23. 1 point
    Oltre Il Fiume Incredibile. Incredibile fin dove può spingersi uno scrittore, incredibile fin dove può spingersi un disegnatore, incredibile fin dove può spingersi un editore, incredibile fin dove può spingersi un lettore, incredibile fin dove può spingersi Tex. Una storia come questa mai si era vista sulle pagine del personaggio di punta della più importante casa editrice italiana, fatta eccezione forse per la boiata sui Donegan, firmata sempre dal sorprendente Nizzi. Una coppia esplosiva, in effetti, quella dei presenti due albi, capace di sfoderare e mixare i peggiori elementi concepibili da due autori, sorry, ex-autori di tutto rispetto. Probabilmente sto esagerando, probabilmente no... il fatto è che la delusione ottenebra la ragione... In campo testi si manifesta tutta la fiacchezza narrativa di Claudio Nizzi, attraverso sequenze inutili ed un generale pessimo utilizzo dei personaggi, non tanto mal caratterizzati (Cane Giallo, soggetto ispiratore dell'intera vicenda, fu ad esempio ideato dal compianto G. L. Bonelli) quanto mal gestiti, appunto. Ne è una prova lo stregone Ukasi, una sorta di pagliaccio con tanto di spazzolone in testa, che spaventa il prossimo con una pistola silenziata degna della più comica avventura di Cocco Bill. Fanno in egual modo sorridere gli innumerevoli guerrieri che cadono dal "ponte di roccia", nonchè i magri e spenti dialoghi che ci accompagnano per tutto il corso delle 220 pagine. Stesso discorso per i disegni, ispirati a Ticci specialmente nel primo albo (e questo può anche andar bene, se non fosse che il risultato è a dir tanto inguardabile) quanto assolutamente legnosi e duri da digerire nel secondo. Tirato via, realizzato in fretta e furia, come a dover rispettare degli strettissimi tempi di consegna che, in realtà, non vi erano in alcun modo... Soggetto:7 Sceneggiatura:6 Disegni:5 Globale:6
  24. 1 point
    Caccia All'UomoLo stile nolittiano, pur molto diverso da quello del Gran Padre Gianluigi, è interessante: ma non stavolta. Esordio ko. La storia è fiacca, troppo lunga nella fase iniziale, nell'inutile parte centrale ( cosa c'entra il navajo ribelle Mingo? E' un personaggio inesistente che d' addirittura il titolo al n.184 ) , corta in quello che poteva essere un finale accattivante, se sviluppato bene. Il tanto criticato Fusco (gli venne ascritto il demerito di un Tex troppo giovanile) è l'unico a tener in piedi la baracca. E poi, Tex è davvero uno sbirro stronzo, al punto che si meriterebbe davvero di affogare: Andy Wilson, non potevi lasciarlo tra le rapide? Beh, il riscatto di Nolitta si farà comunque attendere poco...? in arrivo un certo Paco Ordonez, alias 'El Muerto'...
  25. 1 point
    io questa storia non intendo commentarla perchè segna a mio avviso la fine dell'epoca d'oro di Tex. Parliamoci chiaro, per una comune storia a fumetti, questa è molto gradevole e veramente ben fatta, non un capolavoro è chiaro... ai voglia ad averne di storie così oggi... però non la ricordo con piacere dal momento che sapevo, attraverso la corrispondenza che scambiavo all'epoca con Sergio Bonelli, che il vecchio Gian Luigi avrebbe cominciato a "saltare" qualche numero. Nolitta io su Zagor credo che abbia fatto un pezzo di storia del fumetto italiano ma su Tex faccio fatica ad accettare qualsivoglia scrittore, da lui a Nizzi (che comunque è una sorta di clone, agli inizi), da Boselli a Faraci, da Segura a Ruju. Oggi mi sono abituato a vedere 4-5 scrittori e 11.565 disegnatori ma quel giorno che comprai CACCIA ALL UOMO (che tra l'altro ha veramente una brutta copertina di Galep peggiorata, se possibile, dall'intervento dell'art director Corteggi) per me il Tex non fu più lo stesso. :lupos:
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