Vai al contenuto
TWF - Tex Willer Forum

Classifica


Contenuto popolare

Mostrando i contenuti con la più alta reputazione dal 05/12/2018 in tutte le sezioni

  1. 3 points
  2. 1 point
    Sondaggio che mi permette di ricordare una fascia, quella 600-624, a mio parere non particolarmente fortunata, ma al tempo stesso positivamente significativa: se da un lato in effetti questo è un periodo di storie non sempre memorabili, dall'altro è proprio con "I sabotatori" che si apre un nuovo, straordinario periodo di ispirazione per Boselli, che si riprende alla grande dalla crisi che a mio avviso l'aveva colto dopo "I lupi rossi"; un periodo di crisi che se non ha offerto storie orrende o impubblicabili e ha comunque concesso avventure piacevoli, l'ha certo visto su livelli inferiori a quelli, notevoli, ai quali ci aveva abituato prima e ai quali tornerà ad abituarci dopo. Sintomatiche del periodo di calo di Boselli ritengo proprio due avventure di questa fascia, "Caccia infernale" e "I trappers di Yellowstone", storie pesanti, senza guizzi, verbose e poco coinvolgenti. Per questo do il mio voto a "I sabotatori", avventura che mi ha fatto provare le emozioni del primo centinaio di Boselli e, soprattutto, mi ha dato l'impressione di un autore più sereno, che si sia divertito un mondo a scrivere quanto ha scritto. Voto anche "Faccia di cuoio", avventura non certo epocale, ma molto gradevole e, soprattutto, con un comparto grafico commendevolmente nostalgico del bravissimo Torricelli (che tuffo al cuore il volto del suo Tex ). Il mio terzo voto va a "Mezzosangue", forse non la più riuscita di Ruju, ma comunque meritevole. Fuori per un soffio la bella "Gli schiavisti": bei disegni di Seijas e trama messicana fresca e divagante di un Boselli non al suo massimo, ma ariostesco quanto mai. A dir poco raccapricciante "Attacco alla diligenza" di Nizzi a dispetto dei bei disegni di Rossi; "Braccato!" di Faraci inaugura il suo periodo di crollo verticale, mentre Manfredi su Tex non mi ha mai convinto.
  3. 1 point
    Probabilmente la storia di Tex che preferisco: semplicemente splendida! Nizzi confeziona da maestro una sceneggiatura divisa in vari capitoli ognuno efficace a modo suo. Di drammatica efficacia il primo( tra l'altro davvero forte il pestaggio a cui Tex è sottoposto) , classico ma coinvolgente e pieno di colpi di scena il secondo( con un finale davvero toccante e in crescendo , forse le pagine più belle che abbia mai letto su Tex) , il terzo é ricco di splendidi personaggi quali un cattivo veramente odioso e un ragazzo decisamente simpatico che, pur non essendo bravo con le armi , decide di sfidare a duello Luke affinché la sua fidanzata non si vergogni di lui. Bella la quarta storia e magnifica l' ultima, anche questa con personaggi molto efficaci come il ragazzino che nasconde un segreto e il capo indiano padre di un figlio indegno. I disegni di Kubert, pur non essendo molto sofisticati, li ho trovati meravigliosi, specialmente nella raffigurazione dei personaggi. Il suo Tex in certe vignette è semplicemente DIVINO. Un consiglio a tutti quelli che non hanno ancora letto questa storia: leggetela nella versione ristampata suddivisa con le varie copertine di Kubert. Io l' ho sempre letta così e credo che in questo modo la storia risulti più bella e non disomogenea. Se i numeri finissero le darei come voto l' ultimo numero del mondo, ma visto che sono infiniti il mio voto è INFINITO
  4. 1 point
    Infatti ho scritto sfumato di grigio, nel senso che se è così sadico non é tutta colpa sua, ma dell' infanzia difficile che ha avuto.
  5. 1 point
    Scusate questo mio post che arriva "leggermente" in ritardo. Ma i motivi sono tanti. All'epoca non conoscevo ancora questo sito, ho trovato il cartonato "Tisselli & Ruju - Prigioniera degli Apaches" solo di recente e infine penso che il confronto con "Sfida alla vecchia missione" presente nel Tex Color n. 8 sia assolutamente necessario. La storia naturalmente è la stessa anche se le due versioni hanno il titolo diverso. Ma i colori... ah, i colori! Quelli nel Tex Color 8 sono piaciuti e non sono piaciuti, così come la storia di Ruju è piaciuta e non è piaciuta. La mia opinione, che naturalmente è solo un'opinione personale (io rispetto profondamente tutte le altre, soprattutto quelle che sono contrarie alla mia), è che raramente c'è stato un connubio così perfetto tra il testo e le tavole, stupendi entrambi. Ma io voglio analizzare solo le tavole e, soprattutto, confrontare le due versioni. Ho detto che le tavole sono stupende ed è vero, ma la resa "editoriale" nel Tex Color 8 non rende giustizia a Tisselli. I colori sono sbiaditi (lavati con candeggina?) e non hanno niente a che vedere con quelli del cartonato. Riporto solo un paio di tavole, quella inserita da Sam Stone a pagina 1 di questa discussione e quella che riporta anche la vignetta inserita da Ymalpas a pagina 2, nel commento che sotto cito, perché possiate fare il vostro confronto e dare un vostro giudizio. Non sono magistralmente stupende? Avete notato l'assenza dei bordi neri delle vignette che così, se ce ne fosse stato bisogno, vengono ancor più valorizzate? I colori delle due pagine poi sono uniformi ma diversi fra loro: nella prima prevale l'azzurro (i colori sono freddi come richiede l'azione) mentre nella seconda prevale il rosso arancio (per accentuare la presenza della figura femminile che fa quasi sparire il personaggio maschile). Guardate l'ultima vignetta della seconda pagina: è una vignetta di un fumetto o il particolare di un quadro? Spero proprio che i colori "impressionistici" di Tisselli saranno ancora presenti nelle storie a colori di Tex. Devo anche dire che, pur non amando i disegni di Ticci, non mi dispiace per niente l'omaggio che Tisselli ha voluto rendergli nel raffigurare il volto spigoloso di Tex.
  6. 1 point
    Quest'ultima fatica texiana di Nizzi IMHO non presenta certo le stigmate del capolavoro, ma nemmeno può essere ritenuta illeggibile o indecorosa. Sul piano del soggetto, si può senz'altro dire che di originalità non ve ne è molta ( tutt'al più si può segnalare il fatto che i membri del "ring" di Denver, a differenza dei loro colleghi di tante altre storie del passato, vorrebbero usare il minimo indispensabile di violenza contro gli Utes, anche per non scandalizzare l'opinione pubblica degli stati orientali Usa; un tocco di autenticità storica, ma anche psicologica, che ci fa vedere questi cinici giornalisti affaristi e politicanti come canaglie "normali" e non come "mostri" ), ma la sceneggiatura non presenta buchi o incongruenze degne di nota, utilizza in maniera appropriata i tanti topoi che richiamano il Tex del passato e scorre in maniera piuttosto fluida e non priva di alcuni brevi ( anche se riusciti ) spunti patetici, specie nel secondo albo ( l'uccisione del dottor Desmond e le sofferenze degli Utes in marcia sotto sotto la neve), cui fanno eco i commenti amari dei due pards. Quanto detto sopra è però in parte controbilanciato da una percettibile mancanza di freschezza della stesura: per ognuno dei personaggi e delle situazioni dei due albi non è difficile trovare dei parallelismi nelle storie nizziane e bonelliane del passato ( il ring di Denver corrisponde a quello di Tucson dell'omonima storia dei nn. 211 - 213; il ruolo di Hierba Buena e del suo luogotenente Nigarath ricorde quello di Nuvola Bianca e di Cervo Veloce in "Le colline dei Sioux"; l'ex colonnello Hermann è l'ultimo discendente di una serie di militari antiindiani che , nelle sceneggiature di Nizzi, si era aperta col colonnello Middleton di "Messaggero di morte" ecc. ) e quasi mai quanto si legge in "L'oro dei monti San Juan" risulta altrettanto brillante e sapido. Un prova minore, insomma, se però, invece che con le storie citate, il confronto lo facessimo con "Gringos" o "Il medaglione spagnolo", la trama imbastita da Nizzi risalterebbe IMHO in misura assai notevole. Più semplice il capitolo disegni: Filippucci mi pare bravissimo nella resa dei paesaggi, dei fenomeni naturali ( il secondo albo, pieno di neve e ghiaccio, mi pare possa fare testo in proposito ) e degli interni, ottimo nella resa dei personaggi minori e assai buono in quella di Tex e Carson. In sintesi, per me: soggetto 6,5 sceneggiatura 7 + disegni 9
  7. 0 points
    Il giuramento è un simbolo della serie. La scena della tomba è il top assoluto. Il resto della storia non é niente di che. Storia che vale appunto x quella straordinaria scena secondo me.
  8. 0 points
    Ai tempi di Leroy Dix si davano pece e piume per molto meno .
×

Informazione importante

Termini d'utilizzo - Politica di riservatezza - Questo sito salva i cookies sui vostri PC/Tablet/smartphone/... al fine da migliorarsi continuamente. Puoi regolare i parametri dei cookies o, altrimenti, accettarli integralmente cliccando "Accetto" per continuare.