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  1. 3 points
    C'è anche il problema del nome. In breve, senza voler fare un elenco dei vari interventi che hanno complicato la questione: 1) la prima storia di Tex, "il totem misterioso", è ambientata a CAlver City, e ha come avversario COFFIN, e si capisce dai dialoghi che hanno già conti in sospeso. Nella prima versione (poi censurata nelle ristampe) Tex vuole uccidere Coffin, non gli passa nemmeno per l'anticamera del cervello di "consegnarlo alla giustizia" o robe simili. Dopo averlo perseguitato per un po' gli entra in camera la notte per ucciderlo, e lo uccide. 2) Quasi vent'anni dopo, dovendo raccontare le "origini" di Tex, GL Bonelli ambienta la vendetta che porterà Tex ad essere un fuorilegge in una città chiamata CAlver City, e fra gli avversari c'è un certo COFFIN che riesce a fuggire. Ma guarda che strana combinazione! Si potrebbe quasi sospettare che non sia un caso, e che GL Bonelli volesse che fossero la stessa città e la stessa persona! 3) In redazione fanno casini. Forse perchè non ricordano che Sam Willer si era trasferito, o chissà per quali strani viaggi mentali, si convincono che GLBonelli si sia sbagliato e che debbano essere per forza due città e due personaggi diversi! Quindi alterano le storie nelle ristampe, dicendo che quello delle origini di Tex era MOFFIN e la città era CUlver City, in Texas. 4) Nizzi abbocca, e scrive una storia, intitolata "ritorno a CUlver City" dove Tex torna a CUlver City... in Texas, vicinissimo alla tomba dei genitori di Tex e al loro vecchio ranch a Rock Spring. 5) Boselli rimette ordine in quei casini (provocati dalla redazione, che GL Bonelli non aveva fatto nessun casino, la sua versione era coerente) e Moffin ritorna Coffin. Ma visto che CUlver City è stata usata da Nizzi in un TITOLO, pare che ormai ci dobbiamo tenere il cambio di nome, e anche la città del il Totem Misterioso è dovuta diventare CUlver City...
  2. 2 points
    Ho avuto problemi di connessione durante la sera di ieri quindi posso rispondere in questo topic solo ora. I difetti della storia di Nizzi sono quelli che hai elencato tu, inutile girarci intorno, infatti mi sarei dovuto arrampicare sugli specchi per trovare uno straccio di plausibili giustificazioni. Per cosa poi ? Il messaggio che volevo far passare è che quella di Nizzi è una storiella insignificante e che dato il numero delle pagine non c'è il tanto di intentare processi ma di leggerla senza farsi venire un'ulcera . Esattamente come le altre storie. Che, così come le abbiamo lette, mostrano - se usiamo la lente d'ingrandimento o lanternino - delle lacune. Per esempio Tex sottovaluta la ferita dello sceriffo nella storia di Boselli ma questo avviene fuori campo, una storia di 220 tavole avrebbe inscenato il ferimento e Boselli avrebbe spiegato meglio perché Tex non si accorge delle condizioni della gamba che poi sarà amputata, mettendo così fuori gioco lo sceriffo, l'unico che si sarebbe idealmente opposto al giudice nel processo farsa al malcapitato prigioniero. Invece abbiamo solo la vignetta di Carnevale che mostra una vistosa fasciatura grondante di sangue, che da sola avrebbe dovuto mettere in allarme il Ranger (fermo ancora alla ferita di striscio). L'errore di valutazione costa la vita di un giovane, esattamente com'era avvenuto al Tex di Nolitta in una storia assai criticata. Anche la storia di Ruju e Micheluzzi, con un ampio preambolo, avrebbe potuto specificare perché per il rapimento si assalta addirittura un treno. Vediamo solo questa sequenza finale di una storia che ha avuto un inizio e uno sviluppo precedente. La leggiamo senza porci domande proprio perché è lo spezzone finale che preso in se sarebbe assurdo nella sua logica. La storia di Liriti insiste sul comportamento di un colonnello dalle idee che definire contorte è poco. Però Liriti ha poche pagine a disposizione, in una storia più lunga le ragioni per giusticare il suo modo di fare si sarebbero potute trovare. L'ultima di Ruju è debole perché si basa sull'unico presupposto che Tex non possa aprire bocca dal momneot dell'incontro con Chaco fino al palo della tortura con la lama a un palmo dalle sue guance. Dura da far passare nonostante delle trovate da parte dell'autore degne di nota che per molti versi ne fanno una delle più apprezzabili tra le storie proposte in questo pacchetto. Il problema è che come personaggio è il prepotente che non si preoccupa di questi dettagli. Difatti la sfortuna sua è quella di imbattersi in Tex e non nello sceriffo.
  3. 2 points
    Lo dice lo stesso Tex, più avanti. Ma l'hai letta la storia? TUTTE le "prove" che porta, nelle pagine finali, sulla colpevolezza del ragazzo, sono precedenti alla sua partenza e dice LUI che se ne era era già accorto. Notare che sarebbe partito senza DIRE NULLA allo sceriffo, lasciando ad "arrangiarsi", anche se sceriffo non essendo stato presente alla scena, per esempio non poteva sapere com'era la ferita prima di essere medicata. Insomma, Tex gli ha deliberatamente nascosto delle prove, e poi se ne stava andando fregandosene di tutto... Ok, a questo punto non te lo chiedo nemmeno più, è chiaro che la storia non l'hai letta, al massimo l'hai sfogliata. Tex e Carson non stavano "arrivando". Vedono da molto lontano gli avvoltoi calare, e spronano i cavalli per andare a vedere cos'è successo. Arrivano che gli assalitori se ne sono andati da un pezzo e gli avvoltoi si sa che non scendono finché non è tutto fermo. Insomma, il ragazzo si è piazzato lì, in attesa di qualcuno (probabilmente lo sceriffo quando la diligenza non sarebbe arrivata in orario), con l'intenzione di stare fermo mentre gli avvoltoi beccavano i cadaveri, mentre i suoi compari si erano allontanati da ore (gran piano, eh?) E non c'è una sola ragione al mondo perché lo faccia. Nizzi non ne dà nessuna. E anche chi difende la storia, finora non è stato in grado di arzigogolare un qualunque motivo per una mossa così stupida e insensata. Davvero, non ha un senso.
  4. 2 points
    Perdonami Sandro, ma trovo la tua risposta una non-risposta, una maniera per deviare il discorso invece di entrare nel merito delle critiche, per ragioni sia logiche, che narrative, che di metodologia. Per la logica: Il fatto che ANCHE le altre storie possano avere difetti, non CAMBIA NULLA della valutazione della storia di Nizzi: non è che se la pubblichi di fianco ad una storia pessima, una storia brutta diventa improvvisamente bella e ben scritta. Al massimo si può dire che LA TROVI MAL SCRITTA ANCHE TU, E PURE LE ALTRE. Cioè, al limite una replica come la tua potrà PEGGIORARE il voto sull'albo (trovando nuovi problemi), non è possibile migliorare il giudizio su un fumetto... trovandogli molti più difetti. Per ragioni narrative: Non puoi paragonarmi una caratterizzazione che non ti convince del giudice, che è un personaggio usa-e-getta di una storia di 32 pagine che non si rivedrà più, con LO SBAGLIARE COMPLETAMENTE LA CARATTERIZZAZIONE DI TEX. I lettori (e in particolare, io) leggono Tex sperando DI TROVARCI TEX, non "sperando di trovarci il giudice". E se un autore sbaglia (io non ne sono convinto, ma sui dettagli magari ti rispondo dopo con più tempo) la caratterizzazione del "giudice"... beh, farà meglio la prossima volta, ma un autore CHE TI FA UN TEX MENEFREGHISTA CHE SE NE FREGA DELLE VITTIME... beh, quello NON PUÒ SCRIVERE TEX. (e infatti non lo scrive, da anni racconta le avventure di Texoldo Sbaffini, goloso pasticcione incompetente codardo ed egoista) Per ragioni metodologiche: Il tuo post si basa sulla tua tesi che "hai fatto come me", andando a cercare i difetti (alcuni davvero tirati per i capelli) con il lanternino. Ma non è così. Non ho usato nessun lanternino. Nizzi ci tiene moltissimo al fatto che tutti i lettori capiscano bene com'è questo Tex: che se ne freghi delle vittime e "sia una grana dello sceriffo" lo ripete più e più volte. Quando leggi ""Inutile che stiamo a scervellarci, questa rogna dovrà grattarsela lo sceriffo" "Parole sante! Noi dobbiamo pensare a zavorrarci bene lo stomaco!" non hai nemmeno bisogno di leggere il nome dell'autore, dai, LO SAI GIÀ CHI È! Non stiamo parlando poi di una storia "con qualche falla", stiamo parlando di UNA STORIA TANTO ASSURDA E STRAMPALATA E PRIVA DI SENSO DA ARRIVARE AL RIDICOLO. il piano dei "cattivi" non è senso dall'inizio: invece di nascondersi, piazzano lì uno di loro che nessuno ha visto nella carrozza alla partenza e che non ha ritirato i soldi in banca. Non c'era bisogno di Tex, bastava interrogare un cassiere ed era fregato. Non possono aver lasciato lì le ricevute, quelle le tiene ovviamente la banca. Il bandito si procura una ferita e si mette lì, anche se prima di diverse ore o di giorni nessuno sarebbe andato a cercare la diligenza. Tex in base ai suoi dialoghi successivi ha già capito che è una finta, ma... se ne frega e se ne va via senza nemmeno rivelare i suoi sospetti allo sceriffo. I banditi si appostano a caso senza sapere se Tex sarebbe passato di lì e quando, e ci prendono. Maddai, dire che questo è un cercare i difetti con il lanternino è un insulto all'intelligenza, questa storia TRASUDA di boiate e assurdità, come cavolo avrei potuto ignorarle? Non accorgermene? Dovevo leggere la storia ad occhi chiusi?
  5. 2 points
    La mia cronologia iniziale di TEX fino al numero 25 della serie TexWiller. 1 Nueces Valley MaxiTex 2 L'oro dei Pawnee (700) Serie regolare Flashback 3 I razziatori del Nueces TexWiller nr.24 4 Il passato di Tex (83-84) fino a che Tex lascia il ranch paterno dopo la morte di Gunny Bill 5 Il vendicatore TexRomanzi 6 Giustizia a Corpus Christi TexRomanzi 7 Il passato di Tex (84) Da Tex che si unisce al rodeo alla morte di Clem Tilden 8 L'ultima vendetta (695) Flashback rodeo fino ad infortunio di Moss Keagan 9 Resa dei conti al White Horse TexWiller nr.25 10 Il passato di Tex (85) Fino alla fine 11 Il magnifico fuorilegge Texone 12 Vivo o Morto! TexWiller 1a storia 13 Il totem misterioso (1) Serie regolare 14 I due disertori TexWiller 2a storia 15 L'ultima vendetta (695) Flashback uccisione Mallory 16 L'agente federale TexWiller 6a storia 17 Pinkerton Lady TexWiller 3a storia 18 Paradise Valley TexWiller 4a storia 19 Fantasmi di Natale TexWiller Speciale nr. 1 20 I lupi della frontiera TexWiller 5a storia 21 La mano rossa (1) Serie regolare
  6. 2 points
    Eh, speravo in una rivelazione, come quando mi hai detto che dalle sorgenti del Nueces non si può andare in Messico nei tempi di quella storia: qualche ragione a cui non avevo pensato, dei dietro le quinte del processo creativo (che è il motivo per cui mi metto a fare quelle considerazioni...). Comunque, confermi che quando hai scritto "l'ultima vendetta" l'avevi immaginata avvenire subito dopo "il magnifico fuorilegge"? (dove è già nella mia Cronologia personale, dopotutto mi pare che Tex non citi per nome Mallory in quei dialoghi) Ho scoperto comunque un altro motivo per approvare la tua "riscrittura e sistemazione" delle storie iniziali di Tex: mi sono reso conto che hai messo "fuori canone" la storia "ritorno a Culver City", compreso il Tex che pensa ai pescetti e farfuglia "lasciatemi spiegare". Dopo stappo un chinotto per festeggiare! (se usavi "Calver City" invece di "Culver" era ancora meglio, ma non si può avere tutto dalla vita...) Sulle modifiche alla storia narrata da GL Bonelli non mi interessa tanto il fatto che ci siano (ad un certo punto è inevitabile), quando cercare di capire se ci siano ragioni aldilà delle ovvie differenze di gusto e di stile. Qualche considerazione sui cambiamenti: 1) nella scena con Dinamite il motivo del principale cambiamento è ovvio: oggi usare gli speroni su un povero cavallo sarebbe disdicevole... 2) In generale, la storia è stata leggermente modificata. Bonelli scriveva "a braccio" dove lo portava la fantasia, gettava semi (tipo la pianta sulla finestra) che poi non utilizzava, in storie "cittadine" come queste, specialmente ai tempi in cui la pubblicazione a striscia richiedeva uno scontro o un pericolo ogni 80 strisce, si passava da uno scontro all'altro in successione, nella storia originale Tex si scontra prima con Mason, poi con lo sceriffo e Coffin, poi di nuovo con lo sceriffo, spalleggiato da due tirapiedi (che Tex fa secchi), e prende a pugni Mallory. poi l'incontro con Rebo al saloon, la distruzione del ranch e lo scontro finale. In tutto, questo occupa 43 pagine, dalla notizia della morte del fratello all'epilogo! (l'albo a striscia "il giudice Colt" e le ultime 49 strisce dell'albetto precedente, ma io insisto che anche da numeri come questi si vede che, all'epoca, LA PAGINA ERA LA STRISCIA, una striscia conteneva molte più informazioni di oggi e richiedeva più tempo per essere letta, quindi è fuorviante oggi contarle come strisce e non come pagine. La storia durava quindi 129 pagine, a striscia) Borden utilizza 56 pagine, quindi va molto vicino al ritmo di GL Bonelli (inserendoci anche i pensieri espliciti di Tex, che invece GL Bonelli lasciava solo intuire) ma trasforma il secondo incontro con lo sceriffo e il semplice agguato dei due tirapiedi in un agguato notturno, riallacciandosi alla piantina abbandonata da GL Bonelli. Perchè questo cambiamento? Beh, sperando che Mauro voglia parlarne, l'agguato originale era abbastanza banale e ben difficile da nascondere (Tex sarebbe stato freddato nell'ufficio dello sceriffo, con cui aveva avuto una lite in precedenza), ed era l'ennesimo scontro di Tex nel mezzo della strada in una storia che fino a quel momento ne aveva già avuti diversi. Nella storia originale capita proprio a cavallo fra un albo a striscia e l'altro (un albo termina con i due loschi figuri che attendono Tex nascosti con le pistole sguainate) quindi la semplicità dell'agguato si spiega facilmente: Bonelli aveva bisogno di un cliffhanger proprio lì e non aveva molte pagine a disposizione per prepararlo. Boselli, avendo più pagine e soprattutto non dovendo mettere un cliffhanger proprio lì, cambia un po' gli ingredienti, aggiungendo più varietà di situazioni, luoghi e atmosfere (agguato notturno, in una stanza, un ostaggio, etc.) Tutto positivo nel cambio? Quasi, ma una cosa si perde, ed è una delle cose che mi manca dei vecchi fumetti, di GL Bonelli ma non solo: una maggiore idea di un mondo che non gira solo attorno alla storia. Oggigiorno mi sa che nelle scuole di sceneggiatura insegnano che mettere una cosa tipo Tex che prende una precauzione che si rivela inutile sia un "errore", ma se lo fanno...è una boiata. In realtà è ovvio che Tex prenderà un sacco di precauzioni che si rivelano inutili. il farle vedere (così come sentirlo parlare di persone che gli sono sfuggite in storie che non leggeremo mai, di razziatori che ha cercato inutilmente per mesi, o farli in generale parlare di luoghi o persone mai viste nella serie) aggiunge ricchezza al mondo circostante: le azioni di Tex sono collegate alla situazione attuale, come dovrebbero, e non a quelle future. L'assioma secondo cui, "se fai vedere una pistola nel primo tempo, nel secondo tempo quella pistola deve sparare" è profondamente sbagliato, e GL Bonelli l'ha dimostrato un sacco di volte nelle sue storie. il seguirlo pedissequamente rende le storie molto prevedibili e "piatte" (in una storia "moderna" se vedi la pistola sai già che sparerà perché agli sceneggiatori insegnano così, come robottini, quindi quando accadrà non sarà una sorpresa, ma sarà banale e prevedibile). Ma questo è un rant generico, agli "sceneggiatori moderni", Boselli è fra i pochi che non inserisce solo "pistole che sparano nel secondo tempo" e anzi è accusato di aggiungere "dettagli inutili", quindi non è il mio bersaglio, è solo una considerazione sui vecchi vasi inutili delle storie di GL Bonelli e quanto rendevano più vivo il mondo di Tex... 3) Le vacche di Sam erano "più di mille" e ora sono "almeno ottocento", come mai? 4) Alla fine il concetto base della parabola, "il fratello di Tex muore perchè si fida della legge, Tex punta la pistola verso lo sceriffo e gli dice che gli bucherà la sua "risplendente stella di latta"" rimane, ed è la cosa importante!
  7. 2 points
    Con questo albo, finisce il racconto degli avvenimenti de "il passato di Tex - Il Re del Rodeo", e dal prossimo si dovrebbe tornare "in diretta" (con la scoperta da parte di Tex che Coffin è ancora vivo. A questo riguardo, una cosa "strana": l'incontro con Cochise e Jimmy è successivo alla morte di Mallory (lo dice Tex proprio nell'ultima pagina) quindi è successivo a "l'ultima vendetta". Ma nel numero 3, a pagina 52, Tex dice di non aver ancora acciuffato Mallory. Quindi "l'ultima vendetta" dovrebbe essere infilata (almeno nella parte in flashback) fre le avventure già pubblicate. Quando? E perchè non metterla semplicemente prima, senza tanti problemi? Ricapitolando la cronologia: 1) Nueces Valley (il Maxi o il cartonato) con la parte fra la nascita e il ritorno dalla California. 2) Tex 700, con il viaggio di ritorno dalla California e l'incontro con Tesah 3) La prima parte di Tex Willer 24 (fino a pagina 63) con la morte del padre di Tex. Da qui prende il via il mini-ciclo (inserito da Boselli, GLBonelli se ne era disinteressato) della "vendetta contro la banda di razziatori: 4A) Il cartonato "il vendicatore" con la vendetta sui complici messicani dei razziatori, e spiega l'amicizia con Cortina. 4B) il cartonato "giustizia a Corpus Christi" con la seconda parte della vendetta, sui complici americani. 5) si ritorna a pagina 63-65 di Tex Willer 24, dove Tex riassume le vicende dei due cartonati, e si prosegue ripercorrendo "il re del rodeo" fino alla morte di Rebo e a pagina 65 del numero 25, con Tex che lascia Calver City, (per rifugiarsi, si scopre ne "il magnifico fuorilegge" a Robber's Nest in New Mexico) 6) il texone "il magnifico fuorilegge" con una storia che si pone fra l'uccisione di Rebo e il primo numero della collana, e spiega l'amicizia con Cochise. In questa storia Tex, dopo aver lasciato Robber's Nest, ci deve tornare per indagare su una falsa accusa a suo carico, e alla fine con l'aiuto degli Apaches distrugge la città. 7) il numero 1 della collana "Tex Willer" dove si inquadra abbastanza bene la tempistica: si citano "il magnifico fuorilegge" e Cochise, ma Tex non ha ancora ritrovato Mallory. Nel numero 4 Tex lascia Coffin in una casa incendiata, e lo crede morto. (come noi, per 70 anni...) 8) fra la prima e la seconda avventura (i due disertori, Tex Willer 5-9) c'è una forte continuità e non c'è lo spazio per "l'ultima vendetta", e inoltre anche in quella storia Tex dice che ancora non ha beccato Mallory. La storia è ambientata in New Mexico e in Messico. Alla fine Tex dice che vuole andare ad est, e infatti... 9).. nella terza avventura (Tex Willer 10-13) è in Missouri, a Saint Luis. 10) Nella quarta (Tex Willer 14-15) è in Utah. Nella quinta (Tex Willer 16-17) è tornato dalle sue parti, nel Texas meridionale, e poi in messico. Nella sesta (Tex Willer 18-23) è di nuovo in Arizona, da Cochise, ma racconta una storia iniziata nel Texas, quindi probabilmente successiva al 17, che lo porta ancora più lontano, fino in Florida. Ecco, forse fra Tex Willer 13 e 14 c'e il tempo per una "capatina" a occuparsi di Mallory, o forse può essere successo fra gli eventi degli albi 18-23 e il momento in cui li racconta in Arizona (ipotesi sostenuta dal fatto che Carswell gli dice che "sa che non ha mai sparato ad un rappresentante della legge"), ma in generale... Tex Willer se ne è andato dall'Arizona dopo aver ucciso (crede) Coffin, e poi ne è rimasto lontano un bel pezzo. Mentre ne "L'ultima vendetta", Moss Keegan cerca Tex fra le montagne dell'Arizona/New Mexico, vicino a Robber's Nest, e solo lì scopre che è stata distrutta da Cochise. Nel racconto sembra ancora una cosa recentissima, ci sono ancora in giro banditi sfuggiti all'attacco, e pure Tex è lì in giro, sembra che siano passati al massimo pochi giorni da "il magnifico fuorilegge". Poi c'è Coffin che non sembra avere tracce di ustioni addosso (anche se Borden disse nella discussione della storia che non le ha messe per non confondere il lettore, alla fine la loro assenza confonde ancora di più). Il fatto è che "L'ultima Vendetta" avrebbe una collocazione più naturale fra "il magnifico fuorilegge" e "il totem misterioso". Tanto "naturale" che pare scritta con quell'idea (e mi sa che lo è stata....), e solo DOPO sia stata "spostata più avanti" nella cronologia. E non capisco perchè...
  8. 1 point
    Le ricevute sono una assurdità: servono solo a stabilire quanto è stato rubato da ladri pasticcioni che, invece di arraffare tutto, fanno un'attenta analisi per stabilire quello che devono lasciare per aiutare le indagini dello sceriffo. La presenza del colpevole sul luogo del delitto è inspiegabile: perchè è lì e cosa o chi aspetta? Vuole autoaccusarsi per mezzo di qualcuno che può testimoniare che non era sulla diligenza alla partenza? Tex nota subito che la ferita non è dovuta a una pallottola, ha quindi il colpevole bello pronto: perché non gli dà una bella spazzolata? E i banditi frettolosi? Invece di aspettare le mosse dei ranger e decidere di conseguenza, che fanno? Se per caso i ranger non sospettano di noi, pensano, ci pensiamo noi a metterli sulla buona strada con un bell'attentato fallito. E naturalmente erano così giuggioloni da considerarsi tiratori infallibili (chissà come ci sono rimasti male, poverini, quando si sono accorti di essere invece delle schiappe!) Non mi sono mai andate a genio le storie brevi e questo Color ha confermato le mie impressioni. Ma questa breve ha toccato il fondo. Naturalmente questo è solo il mio parere e non la verità assoluta.
  9. 1 point
    La loro (a parte Freud, che non so quando ne ha parlato) parlavano di cinema, e riprendevano a loro volta "regole" provenienti dal teatro. Situazioni in cui hai una progressione temporale continua (non puoi tornare indietro a rileggere una pagina) e spettatori con un attenzione limitata su cui non puoi fare molto affidamento. L'attenzione dello spettatore deve essere portata verso le cose importanti, senza distrazioni. La pistola crea aspettative che vengono soddisfatte immediatamente, entro un ora o due al massimo. In un fumetto pubblicato ad episodi, quella pistola potrebbe sparare tre albi dopo dopo tre mesi, quando il lettore se ne completamente dimenticato. Che delusione c'è se non spara? Ormai da un sacco di anni, è venuta la "moda" da parte degli "autori di tendenza" di fare fumetti che "devono essere come il cinema", ovviamente per riuscirci bisogna tagliare e castrare tutte le cose che il fumetto sa fare e il cinema no (quindi, niente didascalie, preferendo dialoghi artefatti, innaturali e spiegazionistici, per esempio), ma per me è un atto masochistico che mostra un forte complesso di inferiorità verso il cinema, fa pensare che questi autori avrebbero tanto voluto fare cinema, e si vergognino di fare fumetti... Il fumetto per me è una forma di letteratura, non "cinema su carta", e quindi vale piuttosto la regola generale che non ci devono essere cose inutili, quindi basta che la pistola serva a qualcosa nella storia (mostrare che il padrone di casa sa usare le armi, descrivere un ambiente minaccioso) anche se poi non viene più ripresa. Il vaso da fiori serve in quel momento a Bonelli per mostrare che Tex è una persona prudente e che non vuole mettere in pericolo la signora presso cui alloggia, e quindi va benissimo (non dubito che in quel momento Bonelli pensava di riprendere poi quel filo nel corso della storia e poi abbia cambiato idea, ma il fatto che non l'abbia poi fatto non mi ha mai lasciato perplesso, perchè la scena "funziona" comunque)
  10. 1 point
    Il problema principale che ci vedo, è che è una storia "con un grande avvenire dietro le spalle", cioè, tutte le cose importanti sono avvenute PRIMA. "In scena", Tex avrebbe di fronte solo l'ennesimo avversario che lo odia e vuole ucciderlo, con normalissimi pistoleri prezzolati. Tutte le parti che caratterizzano in maniera più originale il "cattivo", cioè il fatto che prima ammirasse Tex, la sua storia, cosa gli è successo, etc... dovrebbero essere narrate, a Tex o a qualcun altro, in un lunghissimo "spiegone" in mezzo alla storia. Oltretutto, la motivazione "è impazzito", è abusata proprio perchè è troppo facile, e qui infatti viene utilizzata per trasformare un fan in un nemico acerrimo. Perché? "Perché è impazzito". Un po' troppo facile...
  11. 1 point
    La Bonelli ci reicasca con le variant... https://www.sergiobonelli.it/news/2020/11/20/news/torna-il-texone-di-magnus-1008925/ (ho postato qui perché la discussione sulle variant di Villa è stata nel thread sul Texone di Villa, se è meglio creare un thread apposito chiedo ad un moderatore di crearlo spostando questo post) La nuova edizione del Texone di Magnus esce il 3 dicembre in libreria a 34,90 Euro, ma il 9 dicembre sarà venduta solo direttamente dallo shop Bonelli e dal Bonelli point di Milano una edizione "limited" in "sole" 1996 copie a 64,90 Euro. La scelta del numero 1996 la trovo abbastanza di dubbio gusto. Cosa si omaggia, la sua morte? Era meglio fare 2000 copie senza certe scuse....
  12. 1 point
    Quella storia contiene dei dati che è impossibile far quadrare non solo con la nuova storia scritta da Boselli, ma anche con le altre sul passato di Tex, visto che colloca Culver City in Texas mentre ne Il totem misterioso ci sono abbastanza elementi per ritenere che tale città si trovi in Arizona. Oggi ci viene spiegato cosa ci facesse Sam Willer in Arizona. L'avventura di Nizzi e Civitelli rimane come una cicatrice (non l'unica e non così brutta, però) sulla coerenza spazio-temporale della saga.
  13. 1 point
    Io non sono deluso da questo Maxi, ma dal Maxi come prodotto editoriale. Un bel malloppone che potrebbe contenere storie di ampio respiro e potenziali capolavori deve accontentarsi di accogliere due storie semi-brevi il cui pregio principale è l'onestà... che peccato e che spreco. Due storie oneste, dicevo, che hanno il linguaggio giusto e scorrono con piacere: nella prima mi pare eccessiva la solidarietà di Tex nei confronti di uno che, pur avendo subito un'ingiustizia, si è poi comunque tramutato in un'autentica belva sanguinaria; nella seconda non ho invece capito il piano di Puma Nero: la sua ribellione in cosa consisteva? nello starsene rintanato nel deserto in attesa che i bianchi andassero a stanarli? "Siamo come ragni nella tela", ma che tattica di guerriglia è questa? Non l'ho francamente capita, forse Tito potrà darmi altre spiegazioni in merito. A parte questo, reputo soprattutto la seconda una bella storia, con bei dialoghi e personaggi efficaci: oltre a Puma Nero, mi sono piaciuti anche Cervo Veloce e il vilain della storia, la cui unica pecca è quella già menzionata di una troppo rapida ma in fin dei conti ininfluente confessione. I disegni di Ortiz, pur in tremendo calo, li trovo sempre suggestivi: ho trovato peggiori i cali di altri disegnatori storici della serie, francamente.
  14. 1 point
    Per una volta, intervengo a metà lettura dell'albo... è che, non so come ben spiegarlo, ma mi sembra un albo "strano". Non una brutta storia, ma una storia raccontata in maniera diversa dal solito: ci vedo un certo gusto per il paradossale, per situazioni ambigue (l'inizio con la festa del governatore e successivo discorso da sindacalista di Tex, per esempio, è inconsueto; per non parlare poi della repentina svolta di Randy, o dell'atteggiamento dei due fratelli di fronte ai nostri); mi sembra di star leggendo un albo con parti violente, ma globalmente raccontato coi toni della commedia - almeno, Randy e il fratello pazzo mi sembrano proprio personaggi da commedia. Su una cosa invece sono certo: che Leomacs mi piace molto ma che, purtroppo, finora mi sembra decisamente in calo rispetto alla splendida "Mondego il killer" - alcuni sfondi sembrano solo schizzati, il volto di Tex subisce a volte degli allungamenti strani, e in generale è tutto il lavoro a non sembrarmi ispirato come il precedente.
  15. 1 point
    Storia davvero mediocre, e fanno sorridere diversi giudizi positivi soltanto perchè la paternit? è di GLB.
  16. 1 point
    Questa storia è graficamente straordinaria: straordinaria nell'emozionante copertina, una delle mie preferite da sempre, straordinaria nei disegni del Maestro Fusco: più che una storia a fumetti, ci troviamo di fronte ad una favolosa esposizione di quadri, attraverso i quali possiamo fare idealmente una incredibile passeggiata tra i paesaggi del Wyoming. Già, una passeggiata, perchè questa hanno fatto Tex e Carson, non incidendo per nulla nella storia, ma semplicemente "accompagnando" (sia pure a distanza) lo sfortunato Langley, una volta tanto non il solito cattivo, ma un personaggio tragico, nella nemesi della sua vita (i bisonti che hanno fatto la sua fortuna lo tormentano nel benessere) e nell'estremo momento della morte, quando incredibilmente il suo fucile integro lo tradisce: momento molto emozionante, e ancora di più quando Tex e il lettore scoprono che non è il fucile ad essersi inceppato, ma qualcosa nella mente di Langley... Non un capolavoro, ma una bella storia da ricordare.
  17. 0 points
    sì ma il punto è che sono vaghi ha degli elementi ma non li ha rielaborati per arrivare alla soluzione un esempio? nota che la ferita del ragazzo è strana, ma questo non significa che abbia capito che era coinvolto nella rapina Tex sa leggere nelle persone: ha capito che il ragazzo non è cattivo e debe essere stato costretto a questo punto, intuisce da chi come vedi, non è così illogico per sicurezza è come " Un caldo pomeriggio" di Nolitta sapranno bene il loro aspetto no? sono famosi
  18. 0 points
    Storia di Boselli un po' troppo gotica e a tinte lugubri ma bella. Storia di Nizzi buona,ben scritta Storia dell'appassionato discreta Ma le due storie di Ruju non mi sono proprio piaciute...
  19. 0 points
    guarda Diablero alle tue critiche sulla per me ottima storia di Nizzi risponderei così: chi ha detto che Tex quando ha deciso di andarsene avesse già capito come erano andate le cose? Poi, i banditi potrebbero aver cercato di uccidere Tex per sicurezza, non mi sembra il caso di essere troppo pignoli. Se Carson va a chiamare lo sceriffo non vuol dire che non possono cavarsela da soli, ma meglio in tanti che in pochi. Anche qui non bisogna essere troppo precisi. a me la storia di Nizzi è parsa davvero bella secondo me sei tu che( e questo si vede anche nelle tue analisi delle altre storie) sei troppo preciso Non puoi analizzare le storie pensando: " Qui Tex non è stato perfetto e quindi non mi piace." Se Borden( e neanche io) l' ha notato, allora non era certo così importante. Poi la tua idea fissa che Nizzi ridicolizzi Tex di proposito è assurda: a parte che è campata in aria, per me Nizzi ( e questo si vede anche su Nick Raider) i dialoghi e le scene le scrive in un modo molto istintivo, cosa che secondo me faceva anche Sergio Bonelli, per dire.
  20. 0 points
    Mi ricordo che in un' intervista GL Bonelli parlava di prendere a revolverate certi critici. Tu che armi hai in dotazione nel tuo ufficio, Mauro ?
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