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TWF - Tex Willer Forum

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Mostrando i contenuti con la più alta reputazione dal 21/10/2017 in tutte le sezioni

  1. 2 points
    Che palle: prima i romanzetti, poi i disegni, poi le qualità informatiche. Ma partecipi alle discussioni solo per sponsorizzarti? Ah, che tu sappia o disegnare o meno, il tuo post di prima rimane infarcito di sciocchezze.
  2. 2 points
    Qualcuno mi spieghi questa affermazione, per piacere. A Tex servono storie brutte, con trame involute, dove tutto si risolve in un enorme (l'ennesimo) BANG BANG da videogame, dove lo sceneggiatore (che secondo alcuni ha realizzato una cosa "scritta di mestiere": quale, vorrei sapere) è così svogliato da risolvere una scena di rapimento con un Tex spietato cecchino del tutto improbabile? Qui siamo ai livelli del peggior Nizzi, con l'aggravante che Faraci non ha scritto i capolavori che ha scritto Nizzi nel suo periodo migliore e non ha mai dovuto scrivere la mole di pagine di Nizzi. Però,. per la strana legge dei "due pesi e due misure", Nizzi (che ripeto: ha scritto storie come "Furia rossa") lo si massacra, Faraci (che al massimo ha scritto "L'uomo di Baltimora") lo si tratta coi guanti. Mah.
  3. 2 points
    Buongiorno a tutti, vi lascio un contributo, perché come Tex non c'è nessuno
  4. 2 points
    Con tutto il rispetto mi chiedo come si possa aprire il topic con un titolo del genere, puntanto il dito su due-tre storie meno riuscite quando ci sono stati dieci anni consecutivi del peggior Nizzi che hanno quasi ucciso il personaggio. La narrativa seriale ha degli alti e bassi, è nella natura delle cose, ma il processo di ricostruzione che Boselli ha iniziato da qualche anno a questa parte è secondo me encomiabile. f.
  5. 2 points
    Ragazzi/e, mi piacerebbe confrontarci serenamente sul perché la casa editrice continua a moltiplicare l'offerta di albi di Tex. In genere queste iniziative sono spiegate da una strategia di marketing abbastanza scontata, cioè cercare di essere più aggressivi su fasce di mercato poco sfruttate. In altre parole, si crea un Tex a colori per chi li ha sempre sognati, un Tex a figurine per i bambini da 6 a 100 anni, un mazzo di carte per i vecchi dell'ospizio e la ristampa della ristampa della ristampa per i drogati di completezza. In questo modo si vende di più e si incassano più dollarucci. In teoria più che in pratica, perché ogni iniziativa ha i suoi costi e spesso sottrae "clienti" alle altre, non è che se la ford lancia 200 utilitarie diverse, da nere e austere a stelline e cuoricini avrà 200 volte il mercato di una sola, chiaramente alla fine chi vuole una ford di quella fascia opterà e chi vuole una opel si comprerà una opel. L'idea che mi sono fatto è che, dopo il grande signore che è stato Sergio Bonelli, la nuova gestione stia cercando la soluzione in prospettiva della fine dei fumetti in generale e dei bonelli in particolare, cercando di accaparrarsi un uovo oggi piuttosto che una gallina domani. Personalmente sono sopraffatto dall'offerta, non so cosa comprare e non trovo quello che voglio, nella mia edicola c'è uno scaffale dedicato a Tex dove si trova solo il mensile e mancano spesso gli speciali che desidero. Vorrei raccogliere le vostre idee su prospettive e problemi di quest'epoca dell'offerta texiana.
  6. 2 points
    La delusione che ha suscitato in me questa storia non è dovuta ad oggettive brutture in essa presenti, quanto all'assenza di oggettive bellezze. Un'atmosfera e uno spunto iniziale potenzialmente esplosivi (trovare dei conquistadores rimasti fermi all'età di Gongora e Filippo II non è esattamente cosa che accade tutti i giorni nella saga di Tex) messi al servizio di una storia piatta e senza sussulti, che non solo sfigura di fronte all'ovvio antecedente de "La città d'oro" giustamente richiamata da molti, ma anche al cospetto di ordinarie storie di Tex. Alla fine, se invece dei conquistadores ci fosse stato un normalissimo villaggio di minatori, la storia se ne sarebbe addirittura giovata. Ciò che manca, come in molte altre storie del medesimo autore, è proprio il sentore del West: tutto rimane sospeso in un'atmosfera narrativa vaghissima, senza che si riesca a dare corpo a quel mondo che Gianluigi Bonelli rendeva così vivo e palpabile con nomi propri, distanze e riflessioni dei protagonisti. Non ci siamo proprio. Peccato, perché gli esordi di Faraci avevano fatto presagire ben altro da ciò che poi è realmente avvenuto: da un certo punto in poi ha cominciato ad avvitarsi su sé stesso, più o meno dopo "I valorosi di Fort Kearny", deludendo profondamente anche chi, come me, l'aveva sostenuto fin dall'inizio. Peccato davvero. I disegni di Venturi fanno del proprio meglio per dare atmosfera a una storia con poco sugo: non do troppo peso alle imprecisioni, comunque incontestabili, segnalate da qualcuno, poiché il lavoro è davvero di ottimo livello, sebbene debba dire di preferire il tratto del Venturi di qualche anno fa. L'espressività dei disegni di storie come "Oppio", "L'uccisore di indiani" e "Documento d'accusa", seppur già molto diversi fra di loro, era a mio avviso di gran lunga maggiore. Ma il talento comunque non si discute. Globalmente, darei a questa storia un voto fra il 5 e il 6. Leggerla mi ha fatto lo stesso effetto di invitare a casa mia una bella donna che poi nemmeno si spoglia: prometteva tanto, non si è visto nulla.
  7. 2 points
    State montando su una discussione per nulla. Andrea67 si è semplicemente meravigliato che qualcuno accostasse i tratti di Ginosatis e Cossu, dato che lui li ritiene disegnatori molto diversi. Non ha nemmeno detto che Ymalpas sbaglia nella sua affermazione. ps: mantenere un tono meno perentorio e più aperto alle opinioni (e sì, anche ai gusti) altrui gioverebbe a una discussione più serena. Lo dico a tutti.
  8. 2 points
    Sono sicuro che l'approssimarsi al 700° numero di Tex, più che al tanto pompato settantennale ( e che è ?) regalerà a un lettore quarantenne come me delle storie all'altezza di quelle del passato e scelgo non a caso la bella immagine del superbo Dotti con un vero protagonista, il Maestro, che per la prima volta vediamo disegnato da una mano che non è quella ormai stanca di Letteri (quando nell'ombra ahimé si trama di un ritorno di un Wolfman qualsiasi, dal precipizio in cui non lo si è voluto lasciar perire, personaggio iconico del trash Tex che ci siamo dovuti sorbire negli ultimi quattro mesi). Sul Tex bang bang faraciano che tanto piace ai leechers facebookiani e che induce teste spellacchiate e ingrigite come il sottoscritto a manifestare il proprio malessere con messaggi al vetriolo, come li si è voluti fin troppo gentilmente tacciare, devo ammettere che la domanda me la sono posta, se il problema non dipenda proprio dalle mie aspettative troppo alte che, trattandosi di un fumetto popolare (nel senso che è indirizzato a 200000 lettori che chiedono solo una mezz'ora di relax senza troppe domande) assolve la sua funzione primaria di puro intrattenimento. E mi ricordo le parole dello zio, che non c'è più, che al Tex ci aveva iniziato tanti e tanti anni fa e alle sue parole che lamentavano il Tex che non lo scrivono più come una volta, un lettore di Tex lo zio che aveva riletto la serie non sono quante volte, che la conosceva e mi correggeva tutte le volte che non l''azzeccavo, un lettore qualunque che al Tex chiedeva, per l'appunto, solo puro intrattenimento, ma che fosse scritto come il Tex a cui si era affezionato e a cui mai aveva rinunciato del tutto nella sua tempestosa vita. Ecco, questo è, sul piano delle insipide sceneggiature e mettiamoci anche quello dei disegni di un mensile a cui autrefois potevano accedere solo i imigliori e a cui oggi accedono addirittura i Cossu o i Ginosatis, un Tex in cui incomincio a non riconoscermi più. Certo l'emozione di tenere in mano il mensile da leggere e assaporare ce l'ho ancora (anche se questa volta sono passati tre giorni prima che lo prendessi in mano dopo averlo comprato con tre o quattro giorni di ritardo sulla data di uscita) tanta almeno quanta è la delusione nel leggere delle pagine che demoliscono il mito. Ogni storiella che si somma alle precedenti, e quante ne abbiamo lette negli ultimi duecento numeri, il compitino ligiamente portato a termine che se vi va bene se no lasciatelo in edicola, sono una mancanza di ripetto per un personaggio la cui storia, lunga settant'anni, merita e merita e merita tanto di più. Il significato dei settant'anni è questo, non certo i bang bang o i disegni che faresti meglio a trovarti un'altra occupazione, no cara SBE, non sono io a dovermi vergognare dei messaggi al vetriolo ma voi delle storie che mandate in edicola, sulla serie regolare, sui color, sul magazine, storie che passeranno alla Storia come il trash Tex.
  9. 2 points
    Un altra picconata al nostro inossidabile Tex, nell'anno del suo settantennale, con quel logo in copertina che a questo punto sa di presa in giro. Questa va nel repertorio di scene alla stregua del "Tex consegna pistola e cinturone". Infatti, della serie "come ti rovino un'ambientazione". In effetti Faraci conosce due trame: la prima è quella del tizo in fuga inseguito da altri tizi; la seconda è quella dei nevequaglia e Stroke, con bande corpose, che terrorizza paese e cittadinanza. Da qui non si esce. L'ambientazione sarebbe servita magari a qualche altro autore con un pizzico in più di fantasia, per alcuni anni non ne potremo leggere. Questo locus amoenus, violato due volte nel giro di un paio d'ore, peraltro necessita di una sospensione dell'incredulità che mette a dura prova il lettore, con le armature e i manganelli per far rispettare l'ordine e il palazzo che c'è e non c'è. Questo è un altro modo di dire quanto è semplicione il nostro Faraci. Questo mister Stroke che neanche le bande dei Dalton o Jesse james! ma per favore! Tutti birilli da immolare in quel parco giochi che è diventata ormai la serie regolare. Altri 3,50 € gettati nel cesso. Spero che il Boselli curatore ci pensi due volte prima di approvare un nuovo soggetto simile. Il mese prossimo abbiamo Ruju e Cossu, comincio già a fare un po' di conti, ma poi leggo in altra sezione che si spera in un'inversione di tendenza per il settantennale. Sarà mai con questi autori, cui aggiungo anche Ginosatis, in agguato nei prossimi mesi ?
  10. 2 points
    C'è da dire che Cossu rende meglio sulla carta stampata. Non è un disegnatore pessimo, semplicemente non è un disegnatore da serie mensile settantennale di Tex. Bisogna avere l'onestà di riconoscerlo e non trincerarsi dietro la questione del de gustibus non disputandum est. Diso, Alessandrini, Cossu sono disegnatori che non si discutono, MA su altre serie. Spero che questa doppia di Cossu sia dovuta all'impossibilità da parte della casa editrice di mandare in edicola un'altra storia pronta e non sia invece l'inizio di una politica editoriale che sta intaccando anche la serie regolare, che nel settore ristampe e marketing è già tristemente improntata all'idea "se non ti piace lascialo in edicola, non ti obblighiamo a comprarlo" , e che denota - all'esatto opposto di una linea editoriale per 50 anni tentuta in maniera ferrea da Sergio Bonelli - una linea certo non improntata al rispetto del lettore che fedelmente segue il personaggio da quando comprava le caramelle.
  11. 2 points
    Probabilmente non sarebbero esenti da critiche alcune storie dei primi duecento albi, se fossero state pubblicate oggigiorno. Ha ragione WY nello scrivere che la bellezza è un elemento soggettivo. Per esempio io posso trovare fantastica la caratterizzazione grafica di Mitla e qualcun altro potrebbe dire che non la trova cosi buona.
  12. 2 points
    Eppure c'è stato un periodo in cui pensavo davvero che fosse una palla al piede. Per fortuna non è più successo e ora in un paio di volte il vecchio cammello è stato presentato come "il maestro di Tex". Non sai quanto mi ha fatto piacere. Ma i pards sono quattro: mentre Tex non può starsene alla riserva a poltrire per ovvi motivi, quando parte per una missione vorrei avere sempre il dubbio su chi lo accompagnerà.
  13. 2 points
    Le storie di Tex che leggeremo nei prossimi anni denotano una pianificazione equilibrata da parte del curatore Mauro Boselli nel fare spaziare la narrazione tra i generi più disparati. Non sempre è stato così, e ciò mostra un grande dinamismo in seno alla testata. Il western, resta, com’è ovvio, quello più preponderante, con i rangers (il texone del prossimo anno “Corpo speciale” di Majo), i fuorilegge (il texone “Eagle Pass” di Villa) e gli indiani ( “Cuore apache” di Ginosatis e “Sangue misto” di Venturi ), i vecchi personaggi che qualche volta ritornano per redimersi (la seconda parte della storia “Il ragazzo rapito” di Acciarino) o più semplicemente per dare altre noie ai quattro pards ( il machiavvellico Proteus, con qualche sorpresa come nel caso della rediviva Tigre Nera, personaggi che ci parleranno del loro passato nelle avventure di Ramella e di Venturi ), personaggi ripresi addirittura da altre serie ( i bonelliani “Tre Bill” nel maxi su cui da quest’anno è al lavoro il sempre più bravo Piccinelli ). E ancora, come altri ingredienti, le sparatorie (l’avventura “Sull’orlo dell’abisso” di Rossi), le mandrie al pascolo (il cartonato di Milano), il sole che incendia la prateria ( le miniere a cielo aperto nel Mojave Desert illustrate dal campano Nespolino), per finire con la frontiera ( il maxi “Verso il confine” degli inossidabili Ticci e Nizzi, di ritorno sulle pagine di Tex). Un nuovo capitolo, quello tutto dedicato a raccontare la giovinezza di Tex, che da qualche anno vede impegnato soprattutto Mauro Boselli a svelare i segreti celati nel passato dell’eroe, è al centro di circa una decina di western stories che saranno pubblicate già a partire dal prossimo anno nelle varie serie ( la resa dei conti contro lo sceriffo Mallory e il ritorno di Tesah, eletta la più bella donna mai apparsa sulla serie qualche anno fa in un sondaggio condotto su i due principali forum italiani, per i pennelli dei veterani Ticci e Civitelli, negli albi che festeggeranno prima i settant’anni della vita editoriale di Tex e quindi il traguardo dei 700 numeri pubblicati, un altro record per un personaggio che si mantiene sempreverde ). Per la gioia dei lettori ritorneranno anche altre eroine che hanno segnato la vita di Tex nei primi numeri pubblicati in Italia nei primi anni cinquanta del secolo scorso, dalla sfortunata Lilyth ( nel cartonato “Snakeman” di Breccia in cui vedremo Tex vestire di nuovo i panni scheletrici dell’uomo della morte) alla figlia di Satania ( in una storia illustrata dal quasi esordiente Benevento ). E ancora, a proposito del passato del ranger, l’ultima eredità lasciata da Sergio Bonelli nell’idea di raccontare di un giovane Tex coinvolto nella terza guerra dei seminoles, non lontano da Fort Myers in Florida, disegni del promettente, è dir poco, Rubini. Non mancheranno, naturalmente, quelle storie, particolarmente amate dai lettori in cui i quattro pards si trovano costretti a sorbirsi lunghissimi viaggi lungo la rotta del Canada e del polo nord ( con Jim Brandon alla ricerca della spedizione dell’“Erebus”, in una lunga e glaciale storia disegnata da Bruzzo ) o nelle tumultuose acque del Pacifico per sventare il complotto dei russi che tentano di appropriarsi della California, potendo contare però sulle doti di un vero lupo di mare come capitan Barbanera ( in una storia su cui molto presto si metterà al lavoro il grande Andreucci ). Più nutrito il numero delle storie ambientate invece in Messico (tra le quali figurano la promettente “L’assedio di Mezcali” di Nizzi e Filippucci e il color “Piombo e argento” di Scascitelli). All’appello sarà presente anche l’amico Montales che a Chihuahua si unirà a Tex e Carson in un’avventura che li porterà addirittura nella giungla del Guatemala. Ritonando negli States, questa volta nelle grandi e popolose città, leggeremo storie ambientate nella calda ed esotica Louisiana ( “Sulle rive del Mississipi” di Rotundo ), nel cuore di New York, per la precisione a "Manhattan", per contrastare i piani omicidi del Maestro ( un’epopea illustrata da Dotti ), a Chicago in una breve storia per il momento ferma a causa dei malanni del disegnatore Repetto, in chissà quale città invece altre storie ( tra cui “La grande congiura” di Nizzi e Alessandrini, che ripresenterà sulla serie i diabolici intrighi dei politicanti. Un'altra pagina di non minore importanza è rappresentata da quelle storie in cui la componente magico-esoterica la farà da padrone. Oltre alle due storie di Yama e Mefisto che concluderanno il ciclo recentemente inaugurato dalla storia di Civitelli, altre storie promettono spettacolo a scena aperta, in particolare il texone di Carnevale e la storia di Manfredi e Bocci con El Morisco... che si candida ad essere il capolavoro manfrediano sulla serie, almeno tanto quella di Biglia nel centro America che testerà le possibilità di Ruju. Insomma, grande vitalità e non certo il raschiare il fondo della pentola come molti lettori pessimisti sembrano suggerirci. E Boselli è lontano dallo sbottonarsi con altre epiche storie che proprio in questi giorni stanno vedendo la luce.
  14. 1 point
    Sul web non saprei io ho questa immagine a definizione maggiore
  15. 1 point
    Ciao a tutti, non intervengo spesso sul forum ma leggo sempre con piacere tutti gli interventi e (soprattutto) le succulenti anteprime di Monni... Questa volta però esco dal mio torpore perché sono rimasto un po' perplesso (eufemismo, in realtà sono basito ) da questa discussione, che comunque è sempre stata condotta nei limiti della buona educazione... Secondo qualcuno la serie sarebbe alla canna del gas?!?! Ma come, avete dato un'occhiata alle preview... Nei prossimi mesi/anni sulla serie mensile leggeremo i ritorni di Proteus, del Maestro, di Mefisto, di Capitan Barbanera, della Tigre Nera, del Morisco alle prese con vampiri messicani. Conosceremo la figlia di Satania, Tex tornerà nel Grande Nord, nella Florida dei Seminole e in centro America 40 anni dopo "Il solitario del west"... Direi non male, per un attempato settantenne! Scorrendo la lista dei disegnatori:, attualmente fanno parte dello staff, tra gli altri: Ticci, Civitelli, Venturi, Dotti, Andreucci, Rubini, Benevento, Piccinelli, Garcia Seijas, Del Vecchio, Mastantuono, Bocci, Cestaro! Ed ancora, in una mia personale "seconda fascia": Font, Bruzzo, Biglia, Filippucci, Ramella. Questi solo nella regolare, senza tener conto di "guest star" come Majo, Zuccheri, Breccia, Milano.... Quale altro personaggio a fumetti nel mondo può vantare uno staff di tale levatura?? Davvero bastano un paio di storie mediocri (ma oserei dire anche "normali", assolutamente inevitabili in un personaggio seriale!) a dire che la serie è alla canna del gas? Che poi "La città nascosta" aveva pur sempre i bellissimi disegni di Venturi, mentre la prima parte del "Messaggero cinese" è stata a mio avviso molto divertente e con dialoghi spassosi... Insomma, a mio avviso c'è qualcosa da salvare anche nel brutto (o nel meno bello). Su Cossu (ma anche su Diso): statico finché si vuole, non adatto al western, troppo "linea chiara", "tirato via", ecc. Tutti commenti abbastanza condivisibili, per carità. Però l'argomentazione cade quando si pensa che tutti i lettori degli anni d'oro di Tex (me compreso) si siano fatti piacere le mediocri tavole del buon Muzzi che, poveraccio, in confronto agli altri cinque ha sempre fatto una ben magra figura, rimanendo, anche a distanza di decenni, l'unico disegnatore "storico" texiano a non essersi visto ristampare alcuna storia... Sarà un caso, eh?! Anche sull'iper produzione posso essere d'accordo, peccato che (ahimè) non viviamo più nei favolosi - per Tex - anni '70, in cui bastava il mensile per far vivere serena la Casa Editrice. Con le tirature dei giorni d'oggi, presumo sia pressoché vitale mandare in edicola più inediti, è una dura realtà del mondo editoriale del giorno d'oggi. Detto questo, spero che il vulcanico Boselli rimanga ancora per un bel po' di anni al timone della serie (l'entusiasmo che traspare nei vari incontri è contagioso!), e che riesca a trovare, oltre a Ruju, un buon rimpiazzo. Personalmente avevo sperato in Burattini, che mi sembra un po' stanco dopo 30 anni passati a Darkwood, ma evidentemente o non gli interessa o non ha sviluppato soggetti "lunghi" interessanti... Ciao!
  16. 1 point
    Letto il secondo volume e devo ammettere che non ha pienamente soddisfatto le mie aspettative. ATTENZIONE SPOILER... La storia, che nell'albo precedente aveva un ritmo abbastaza valido, in questa seconda parte mi è sembrata molto poco costante: si alternano tratti frenetici, decisamente frettolosi, a scene troppo calme, uno stallo puro che serve solamente ad aumentare la foliazione. Come è facilmente riscontrabile fin dalle prime battute dell'albo la struttura precedentemente sppacciata per il covo dell'esimio Zio Wu non è nient'altro che l'abitazione delle sue mogli/schiave, scena del tutto piatta e tutto sommato inutile. Fin troppo banale il dialogo con la giovane moglie e quasi scontato poi la continuazione della scena. Banalotta la scena in cui Charlie viene catturato e messo sull'imbarcazione; tra l'altro, ironia della sorte, nel mentre stanno passando i due Ranger e, cosa più che mai assurda, non fanno assolutamente nulla per liberarlo, NULLA. La storia prosegue nel piattume generale: Tex e Carson visitano un magazzino simildisabitato ma con una stanza segreta che si rivela l'ingresso alla tana del vecchio cinese; i due noleggiano una barca da un marinaio locale conosciuto non si capisce esattamente grazie a chi; il terzetto viene attaccato dai cinesi mentre è in navigazione; la barca viene polverizzata dall'arciere piromane e i tre finiscono in acqua; Carson perde coscienza ma viene prontamente salvato da Tex (essendo la scena ritratta in copertina mi aspettavo una maggiore attenzione per essa); i tre arrivano a riva; Tex mette fuorigioco i limoncini di guardia e scopre che lo sceriffo è in combutta col boss cinese; dal nulla esce il Maori; Carson nel momento giusto rinviene; per errore il Maori si accascia sulproprio spadone piantato nella sabbia e muore infilzato dalla sua stessa lama, da qui in poi il marinaio sparisce e non lo rivedremo mai più; Carson raggiunge Tex, entrano nel magazzino con la stanza segreta; senza farci vedere l'ingresso o eventuali impedimenti i due raggiungono lo stanzone in cui lo squalo di Zio Wu sta per attaccare Lung; Tex spara allo squalo e salva Lung; ricompare il piromane; dopo un breve combattimento il cinese con l'arco scocca una freccia che per errore uccide Zio Wu. I cinesini rimasti spariscono improvvisamente e la scena termina; Stacco. Vediamo lo sceriffo volare fuori dalla finestra del suo ufficio; Tex saluta tutti e FINE. Sembra una semplificazione estrema ma è l'accurato resoconto della vicenda. 0 trucchi e tranelli alla cinese, 0 covo labirintico difficilmente esprorabile, 0 spessore dell'antagonista principale, 0 importanza del colosso Maori. PIATTUME PIATTUME PIATTUME Questo secondo albo si salva grazie ad una copertina magnifica e ai disegni davvero molto validi. La scena in cui troviamo i Nostri sulla spiaggia mi piacerebbe davvero tanto vederla in grande formato e a colori, merita. VOTO COMPLESSIVO DE "IL MESSAGGERO CINESE": 6 1/2 P.S. Appunto negativo per Cossu: Zio Wu ricorda troppo Padma, è pressochè identico esteticamente...
  17. 1 point
    Odiarti? Per così poco? A parte il fatto che non odio nessuno. Hai fatto una splendida ricostruzione, Ymalpas. Molto fantasiosa, molto spiritosa e, forse, molto poco realistica. E poi dimostri di non aver letto bene la pagina 65 .
  18. 1 point
    Molto intrigante. La trama lascia molte domande aperte che ho visto evidenziate in precedenza, per cui non starò a ripeterle. Anche io avrei voluto avere a disposizione subito il secondo albo e questo, a mio modo di vedere, vuol dire aver centrato l'obbiettivo. Lo sceriffo si è scoperto molto presto, vedremo cosa ci aspetta. I disegni mi lasciano perplesso ma io sono della parrocchia di Ortiz per cui faccio relativamente testo.
  19. 1 point
    Storia piacevole e con buon ritmo. Ruju si conferma perfettamente a suo agio nel plasmare la materia texiana. Tex e Carson mattatori. Charlie e Sun esprimeranno le loro potenzialità nel prossimo albo. Avversari finora di poco spessore, vediamo nel prosieguo di che pasta è fatto Zio Wu e se il colosso Maori potrà riscattare la figura da piccione rimediata nel primo incontro con Tex. Sceriffo finora poco incisivo. Infine possiamo fidarci di Lan Hung o sta guidando i nostri in trappola? Disegni tutto sommato ben curati con Cossu, alla sua quinta apparizione su Tex, che utilizza più generosamente la china, irrobustendo le tavole con un equilibrio di bianchi e di neri che oscilla verso i primi o gli altri a seconda dell'ambientazione della scena, ma dando comunque una definizione dei volumi più accurata rispetto alle prove fornite sui Maxi, pur peccando ancora, a mio parere, in una certa rigidità delle figure e nel poco dinamismo. Le storie con i cinesi conservano comunque sempre un certo fascino anche quando non sono raccontate da GLB e Letteri
  20. 1 point
    Nel commento al primo albo avevo scritto che, con un po' di pathos e sana violenza, il secondo albo sarebbe potuto essere molto bello; ma dicevo anche che Faraci non è Ruju. E infatti, come volevasi dimostrare, siamo di fronte all'ennesima faraciata, a una storia, cioè, che mostra tutti i limiti e i difetti di un autore che sembra essere giunto su Tex già bollito e stanco, quasi sempre incapace di scrivere qualcosa di lontanamente memorabil. Possibile che i banditi non riescono nemmeno a uccidere uno, dico uno, dei "buoni" che appaiono nella storia? Che non riescano a mettere in difficoltà i pards nonostante i tanti ostaggi? Che si facciano macellare imperterriti quasi senza battere ciglio? Ancora una volta, insomma, i nemici di Faraci sono burattini senz'anima, buoni solo perché numerosi e quindi più lunghi da fermare tutti (più nemici, più BANG BANG, più pagine riempite facilmente: il solito nulla faraciano). Davvero, mi auguro che questo strazio finisca al più presto e definitivamente. Ah, l'ultima chicca: il Tex cecchino che ammazza a sangue freddo e a distanza di sicurezza. E qui anche Boselli, in quanto curatore, ha la sua parte di colpa. Insomma, mi auguro di non leggere mai più robetta di questo tipo, specie nella serie regolare: se storielle del genere devono finire sulla testata principale, e si si fanno passare cose come il Tex cecchino, allora forse davvero la sbornia di speciali, extra, storielle e cartonati rischia di portare a un problema qualitativo. Venturi ancor più sintetico che nel primo albo. Bontà dei pards e delle scene d'azione a parte, devo ancora capire se è una evoluzione che mi piace del tutto
  21. 1 point
    Un mito, una storia monumentale. Non solo per quanto accade, e chiaramente siamo nei tempi eroici, con indiani improbabili e tribù spostate arbitrariamente. Ma per il carattere del Tex. Incendia tutto, saloon e uffici, prende a cazzotti in testa un suo superiore, si insubordina di fronte a MR Marshall e, riabilitato, sceglie la libertà invece del corpo dei rangers. Poi si sposa forzosamente e si comporta da fuorilegge mascherato, con Carson che diventa allegramente suo complice. Bellissima, bellissima, bellissima. La legge è corrotta ma Tex, novello Eracle, travolge il marcio come un fiume e impartisce una lezione alla giustizia stessa. Poi arriveranno Bufala Soldiers e i pupi rossi. Che vuoi farci è la vita, è la mia vita la mia.
  22. 1 point
    Ho detto solo " se non conosci la musica rock non è un problema mio". Dimmi, amico mio bello, dove ne discende che ho detto che non capisce il rock. Ho solo detto che non accetto che qualcuno liquidi un mio discorso senza argomentazioni, dicendo oltretutto che la sto buttando in caciara. Se non riesce a leggere due righe in cui si parla di un gruppo rock, non è un problema mio. Iron maiden Volente o nolente, sono una pietra miliare, anche se a te non piacciono. Whitesnake e raimbow li conosco perfettamente, sono bravi e gruppi storici, non vedo la ragione di metterli in contrapposizione. Così suppongo che sia la tua mentalità, non la mia. Semplicemente gli Iron Maiden sono una spanna sopra per me, avendoli suonati e sapendo quanto è dura farli bene. Per te saranno sopravvalutati, ma io, da chitarrista che ama suonare il genere, trovo che siano molto molto bravi nel creare brani interessanti dal punto di vista armonico, ritmico e tecnico. Tu cosa ribatti, che non ti piacciono? Tutta l'ultima parte sono tue considerazioni campate in aria. Noia, polpettone, se l'avesse scritta, sono tutti bla bla bla. Non leggerlo se non ti piace, ma Tex l'ha creato quel signore.
  23. 1 point
    L'ho detto mille volte e lo ripeto. Per me Tex è un fuorilegge, incendiario attaccabrighe e tizzone di inferno che fa ruotare il mondo intorno a sé. Ironico, spavaldo, va incontro alla morte sereno e va pazzo per le entrate in scena ad effetto. Tex è un rullo compressore, solare è positivo, senza dubbi e solo con valori. Ho iniziato a leggere Tex dal primo centinaio, dai numeri 17, 18 e seguenti fino al 90 circa che erano di mio fratello, e ho comprato in edicola i Tex da 170 in poi, che erano tre stelle o ristampe visto che le edicole traboccavano di Tex. Per me Tex è GLB e anche Nolitta, di cui ho letto molte storie da ragazzino.
  24. 1 point
    Ci sono leggende dure a morire anche se non hanno fondamento e quella del limite dei due albi è una di queste. Non mi stancherò mai di ripeterlo: non esiste un limite di due albi, anzi Boselli, oltre a scriverne lui stesso, sollecita i suoi autori a scrivere storie di tre. Lui stesso ha spiegato più volte che 1) sono gli autori stessi a preferire la lunghezza di 220 pagine, 2) per realizzare una storia di tre albi un disegnatore medio ci mette almeno tre anni e quindi quelle storie le vedremo tra un po', 3) se un limite esiste è quello di storie di lunghezza pari a multipli di 110 pagine che, tra le altre cose, permette una migliore gestione della programmazione. Di mio aggiungo che quelli che a qualcuno sembrano finali affrettati (ma che io , piuttosto, definirei veloci) sono frutto non del limite di pagine ma di una cifra stilistica dello sceneggiatore. Sono tipici, ad esempio, di Boselli e Manfredi indipendentemente dalla lunghezza.
  25. 1 point
    Fatico a capire. Non fu lo stesso suo creatore il primo a sciogliere la riserva sulle origini di Tex, dandogli un passato? In che modo questo maxi ridimensiona la sacralità del "mythos"? Sei sicuro che non ne esca invece rafforzata? ps: @Letizia, cerchiamo per piacere di rimanere in topic? Qui si parla del Maxi Tex. Se hai domande specifiche per Boselli gliele puoi rivolgere nella sezione apposita; per la pubblicità ai tuoi romanzi, questa non è la sede adatta, puoi invece aprire una discussione nella sezione "Tutto su di noi".
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