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TWF - Tex Willer Forum

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Mostrando i contenuti con la più alta reputazione dal 22/06/2017 in tutte le sezioni

  1. 2 points
    Sono sicuro che l'approssimarsi al 700° numero di Tex, più che al tanto pompato settantennale ( e che è ?) regalerà a un lettore quarantenne come me delle storie all'altezza di quelle del passato e scelgo non a caso la bella immagine del superbo Dotti con un vero protagonista, il Maestro, che per la prima volta vediamo disegnato da una mano che non è quella ormai stanca di Letteri (quando nell'ombra ahimé si trama di un ritorno di un Wolfman qualsiasi, dal precipizio in cui non lo si è voluto lasciar perire, personaggio iconico del trash Tex che ci siamo dovuti sorbire negli ultimi quattro mesi). Sul Tex bang bang faraciano che tanto piace ai leechers facebookiani e che induce teste spellacchiate e ingrigite come il sottoscritto a manifestare il proprio malessere con messaggi al vetriolo, come li si è voluti fin troppo gentilmente tacciare, devo ammettere che la domanda me la sono posta, se il problema non dipenda proprio dalle mie aspettative troppo alte che, trattandosi di un fumetto popolare (nel senso che è indirizzato a 200000 lettori che chiedono solo una mezz'ora di relax senza troppe domande) assolve la sua funzione primaria di puro intrattenimento. E mi ricordo le parole dello zio, che non c'è più, che al Tex ci aveva iniziato tanti e tanti anni fa e alle sue parole che lamentavano il Tex che non lo scrivono più come una volta, un lettore di Tex lo zio che aveva riletto la serie non sono quante volte, che la conosceva e mi correggeva tutte le volte che non l''azzeccavo, un lettore qualunque che al Tex chiedeva, per l'appunto, solo puro intrattenimento, ma che fosse scritto come il Tex a cui si era affezionato e a cui mai aveva rinunciato del tutto nella sua tempestosa vita. Ecco, questo è, sul piano delle insipide sceneggiature e mettiamoci anche quello dei disegni di un mensile a cui autrefois potevano accedere solo i imigliori e a cui oggi accedono addirittura i Cossu o i Ginosatis, un Tex in cui incomincio a non riconoscermi più. Certo l'emozione di tenere in mano il mensile da leggere e assaporare ce l'ho ancora (anche se questa volta sono passati tre giorni prima che lo prendessi in mano dopo averlo comprato con tre o quattro giorni di ritardo sulla data di uscita) tanta almeno quanta è la delusione nel leggere delle pagine che demoliscono il mito. Ogni storiella che si somma alle precedenti, e quante ne abbiamo lette negli ultimi duecento numeri, il compitino ligiamente portato a termine che se vi va bene se no lasciatelo in edicola, sono una mancanza di ripetto per un personaggio la cui storia, lunga settant'anni, merita e merita e merita tanto di più. Il significato dei settant'anni è questo, non certo i bang bang o i disegni che faresti meglio a trovarti un'altra occupazione, no cara SBE, non sono io a dovermi vergognare dei messaggi al vetriolo ma voi delle storie che mandate in edicola, sulla serie regolare, sui color, sul magazine, storie che passeranno alla Storia come il trash Tex.
  2. 2 points
    Un altra picconata al nostro inossidabile Tex, nell'anno del suo settantennale, con quel logo in copertina che a questo punto sa di presa in giro. Questa va nel repertorio di scene alla stregua del "Tex consegna pistola e cinturone". Infatti, della serie "come ti rovino un'ambientazione". In effetti Faraci conosce due trame: la prima è quella del tizo in fuga inseguito da altri tizi; la seconda è quella dei nevequaglia e Stroke, con bande corpose, che terrorizza paese e cittadinanza. Da qui non si esce. L'ambientazione sarebbe servita magari a qualche altro autore con un pizzico in più di fantasia, per alcuni anni non ne potremo leggere. Questo locus amoenus, violato due volte nel giro di un paio d'ore, peraltro necessita di una sospensione dell'incredulità che mette a dura prova il lettore, con le armature e i manganelli per far rispettare l'ordine e il palazzo che c'è e non c'è. Questo è un altro modo di dire quanto è semplicione il nostro Faraci. Questo mister Stroke che neanche le bande dei Dalton o Jesse james! ma per favore! Tutti birilli da immolare in quel parco giochi che è diventata ormai la serie regolare. Altri 3,50 € gettati nel cesso. Spero che il Boselli curatore ci pensi due volte prima di approvare un nuovo soggetto simile. Il mese prossimo abbiamo Ruju e Cossu, comincio già a fare un po' di conti, ma poi leggo in altra sezione che si spera in un'inversione di tendenza per il settantennale. Sarà mai con questi autori, cui aggiungo anche Ginosatis, in agguato nei prossimi mesi ?
  3. 2 points
    C'è da dire che Cossu rende meglio sulla carta stampata. Non è un disegnatore pessimo, semplicemente non è un disegnatore da serie mensile settantennale di Tex. Bisogna avere l'onestà di riconoscerlo e non trincerarsi dietro la questione del de gustibus non disputandum est. Diso, Alessandrini, Cossu sono disegnatori che non si discutono, MA su altre serie. Spero che questa doppia di Cossu sia dovuta all'impossibilità da parte della casa editrice di mandare in edicola un'altra storia pronta e non sia invece l'inizio di una politica editoriale che sta intaccando anche la serie regolare, che nel settore ristampe e marketing è già tristemente improntata all'idea "se non ti piace lascialo in edicola, non ti obblighiamo a comprarlo" , e che denota - all'esatto opposto di una linea editoriale per 50 anni tentuta in maniera ferrea da Sergio Bonelli - una linea certo non improntata al rispetto del lettore che fedelmente segue il personaggio da quando comprava le caramelle.
  4. 2 points
    Probabilmente non sarebbero esenti da critiche alcune storie dei primi duecento albi, se fossero state pubblicate oggigiorno. Ha ragione WY nello scrivere che la bellezza è un elemento soggettivo. Per esempio io posso trovare fantastica la caratterizzazione grafica di Mitla e qualcun altro potrebbe dire che non la trova cosi buona.
  5. 2 points
    Eppure c'è stato un periodo in cui pensavo davvero che fosse una palla al piede. Per fortuna non è più successo e ora in un paio di volte il vecchio cammello è stato presentato come "il maestro di Tex". Non sai quanto mi ha fatto piacere. Ma i pards sono quattro: mentre Tex non può starsene alla riserva a poltrire per ovvi motivi, quando parte per una missione vorrei avere sempre il dubbio su chi lo accompagnerà.
  6. 2 points
    Le storie di Tex che leggeremo nei prossimi anni denotano una pianificazione equilibrata da parte del curatore Mauro Boselli nel fare spaziare la narrazione tra i generi più disparati. Non sempre è stato così, e ciò mostra un grande dinamismo in seno alla testata. Il western, resta, com’è ovvio, quello più preponderante, con i rangers (il texone del prossimo anno “Corpo speciale” di Majo), i fuorilegge (il texone “Eagle Pass” di Villa) e gli indiani ( “Cuore apache” di Ginosatis e “Sangue misto” di Venturi ), i vecchi personaggi che qualche volta ritornano per redimersi (la seconda parte della storia “Il ragazzo rapito” di Acciarino) o più semplicemente per dare altre noie ai quattro pards ( il machiavvellico Proteus, con qualche sorpresa come nel caso della rediviva Tigre Nera, personaggi che ci parleranno del loro passato nelle avventure di Ramella e di Venturi ), personaggi ripresi addirittura da altre serie ( i bonelliani “Tre Bill” nel maxi su cui da quest’anno è al lavoro il sempre più bravo Piccinelli ). E ancora, come altri ingredienti, le sparatorie (l’avventura “Sull’orlo dell’abisso” di Rossi), le mandrie al pascolo (il cartonato di Milano), il sole che incendia la prateria ( le miniere a cielo aperto nel Mojave Desert illustrate dal campano Nespolino), per finire con la frontiera ( il maxi “Verso il confine” degli inossidabili Ticci e Nizzi, di ritorno sulle pagine di Tex). Un nuovo capitolo, quello tutto dedicato a raccontare la giovinezza di Tex, che da qualche anno vede impegnato soprattutto Mauro Boselli a svelare i segreti celati nel passato dell’eroe, è al centro di circa una decina di western stories che saranno pubblicate già a partire dal prossimo anno nelle varie serie ( la resa dei conti contro lo sceriffo Mallory e il ritorno di Tesah, eletta la più bella donna mai apparsa sulla serie qualche anno fa in un sondaggio condotto su i due principali forum italiani, per i pennelli dei veterani Ticci e Civitelli, negli albi che festeggeranno prima i settant’anni della vita editoriale di Tex e quindi il traguardo dei 700 numeri pubblicati, un altro record per un personaggio che si mantiene sempreverde ). Per la gioia dei lettori ritorneranno anche altre eroine che hanno segnato la vita di Tex nei primi numeri pubblicati in Italia nei primi anni cinquanta del secolo scorso, dalla sfortunata Lilyth ( nel cartonato “Snakeman” di Breccia in cui vedremo Tex vestire di nuovo i panni scheletrici dell’uomo della morte) alla figlia di Satania ( in una storia illustrata dal quasi esordiente Benevento ). E ancora, a proposito del passato del ranger, l’ultima eredità lasciata da Sergio Bonelli nell’idea di raccontare di un giovane Tex coinvolto nella terza guerra dei seminoles, non lontano da Fort Myers in Florida, disegni del promettente, è dir poco, Rubini. Non mancheranno, naturalmente, quelle storie, particolarmente amate dai lettori in cui i quattro pards si trovano costretti a sorbirsi lunghissimi viaggi lungo la rotta del Canada e del polo nord ( con Jim Brandon alla ricerca della spedizione dell’“Erebus”, in una lunga e glaciale storia disegnata da Bruzzo ) o nelle tumultuose acque del Pacifico per sventare il complotto dei russi che tentano di appropriarsi della California, potendo contare però sulle doti di un vero lupo di mare come capitan Barbanera ( in una storia su cui molto presto si metterà al lavoro il grande Andreucci ). Più nutrito il numero delle storie ambientate invece in Messico (tra le quali figurano la promettente “L’assedio di Mezcali” di Nizzi e Filippucci e il color “Piombo e argento” di Scascitelli). All’appello sarà presente anche l’amico Montales che a Chihuahua si unirà a Tex e Carson in un’avventura che li porterà addirittura nella giungla del Guatemala. Ritonando negli States, questa volta nelle grandi e popolose città, leggeremo storie ambientate nella calda ed esotica Louisiana ( “Sulle rive del Mississipi” di Rotundo ), nel cuore di New York, per la precisione a "Manhattan", per contrastare i piani omicidi del Maestro ( un’epopea illustrata da Dotti ), a Chicago in una breve storia per il momento ferma a causa dei malanni del disegnatore Repetto, in chissà quale città invece altre storie ( tra cui “La grande congiura” di Nizzi e Alessandrini, che ripresenterà sulla serie i diabolici intrighi dei politicanti. Un'altra pagina di non minore importanza è rappresentata da quelle storie in cui la componente magico-esoterica la farà da padrone. Oltre alle due storie di Yama e Mefisto che concluderanno il ciclo recentemente inaugurato dalla storia di Civitelli, altre storie promettono spettacolo a scena aperta, in particolare il texone di Carnevale e la storia di Manfredi e Bocci con El Morisco... che si candida ad essere il capolavoro manfrediano sulla serie, almeno tanto quella di Biglia nel centro America che testerà le possibilità di Ruju. Insomma, grande vitalità e non certo il raschiare il fondo della pentola come molti lettori pessimisti sembrano suggerirci. E Boselli è lontano dallo sbottonarsi con altre epiche storie che proprio in questi giorni stanno vedendo la luce.
  7. 2 points
    Dovresti essere un avvocato abbastanza intelligente da riuscire a non farti ingannare da una frase ironica, ma a quanto pare nessuno è immune da stupidi svarioni. Seriamente, Carlo, che pippone sei riuscito a tirare fuori da una semplice battuta? Rivelata tra l'altro in maniera evidente dal conclusivo "come la nostra". Se non si capisce, vorrà dire che sarò costretto a fare come il povero borden, che deve riempire ogni messaggio con faccine ironiche per non essere frainteso e scatenare guerre mondiali. Verissimo, ma non vedo che cosa c'entri con Tex. Se io dico che secondo me Ken Follett rende al meglio nei mattoni di mille pagine e qualcuno mi risponde che Cyril Kornbluth ha scritto capolavori di una pagina, io sono perfettamente d'accordo, ma rimane pur sempre una risposta fuori argomento. Né intento della mia risposta era affermare che sono belle storie solo quelle lunghe; volevo soltanto dire che i gusti sono gusti per spezzare una lancia in favore di chi, ogni volta che afferma: "Peccato che questa storia non sia più lunga", si sente pantografare l'inevitabile sequenza Massacro-La ballata di Zeke Colter-Fumettistatunitensbritanfrancobelgi.
  8. 2 points
    Il Tex Willer Magazine nº 16 sul blog portoghese di Tex: http://texwillerblog.com/wordpress/?p=73081
  9. 2 points
    Il mio parere è lo stesso che hanno espresso molti altri: le storie riguardanti il passato di Tex secondo me devono esserci perchè aggiungono quel tocco di rude poesia al personaggio, tuttavia storie del genere devono essere centellinate come un buon vino perchè sono qualcosa di speciale... e se si cominciasse a proporle troppo spesso smetterebbero di essere speciali. Insomma... anche un buon vino finisce con il perdere il suo speciale sapore (al tuo palato) se poi cominci a scolartene una bottiglia al giorno. Ciò che rende speciali le storie del passato di Tex è anche il fatto di essere una rarità, ecco perchè quando viene annunciata una storia del genere noi lettori esclamiamo "Fantastico! Una storia sul passato di Tex!" e non "Ah, un'altra storia del passato di Tex..." Se si comincia a inflazionarle perderanno la loro specialità, quindi io dico: Attenzione!
  10. 2 points
  11. 1 point
    D'accordissimo. Anche a me piace molto Ginosatis. Il suo unico albo triplo sul Profeta, su testi di Boselli, è favoloso. Cossu invece non mi entusiasma molto.
  12. 1 point
    Senza entrare nel merito della discussione, voglio solo sottolineare che sono molto meravigliato che Cossu venga accostato a Ginosatis. Quest'ultimo, per me, tra i migliori disegnatori di Tex. E spero che a Boselli sia sfuggito questo passaggio quando ha scritto di essere d'accordo.
  13. 1 point
    Come tutto si ignora, si discute, si detesta e si colleziona. A me piace, per esempio, anche tanto. Gufo Triste e Flok fanno dei pezzi fenomenali.
  14. 1 point
    Condivido il post di Ymalpas e aggiungo che trovo molto buona l'intuizione di aver riservato storie su Tex giovane per questa collana, lo trovo un plus mica da poco e aspetto sempre con piacere queste uscite.
  15. 1 point
    Un mito, una storia monumentale. Non solo per quanto accade, e chiaramente siamo nei tempi eroici, con indiani improbabili e tribù spostate arbitrariamente. Ma per il carattere del Tex. Incendia tutto, saloon e uffici, prende a cazzotti in testa un suo superiore, si insubordina di fronte a MR Marshall e, riabilitato, sceglie la libertà invece del corpo dei rangers. Poi si sposa forzosamente e si comporta da fuorilegge mascherato, con Carson che diventa allegramente suo complice. Bellissima, bellissima, bellissima. La legge è corrotta ma Tex, novello Eracle, travolge il marcio come un fiume e impartisce una lezione alla giustizia stessa. Poi arriveranno Bufala Soldiers e i pupi rossi. Che vuoi farci è la vita, è la mia vita la mia.
  16. 1 point
  17. 1 point
    Ho detto solo " se non conosci la musica rock non è un problema mio". Dimmi, amico mio bello, dove ne discende che ho detto che non capisce il rock. Ho solo detto che non accetto che qualcuno liquidi un mio discorso senza argomentazioni, dicendo oltretutto che la sto buttando in caciara. Se non riesce a leggere due righe in cui si parla di un gruppo rock, non è un problema mio. Iron maiden Volente o nolente, sono una pietra miliare, anche se a te non piacciono. Whitesnake e raimbow li conosco perfettamente, sono bravi e gruppi storici, non vedo la ragione di metterli in contrapposizione. Così suppongo che sia la tua mentalità, non la mia. Semplicemente gli Iron Maiden sono una spanna sopra per me, avendoli suonati e sapendo quanto è dura farli bene. Per te saranno sopravvalutati, ma io, da chitarrista che ama suonare il genere, trovo che siano molto molto bravi nel creare brani interessanti dal punto di vista armonico, ritmico e tecnico. Tu cosa ribatti, che non ti piacciono? Tutta l'ultima parte sono tue considerazioni campate in aria. Noia, polpettone, se l'avesse scritta, sono tutti bla bla bla. Non leggerlo se non ti piace, ma Tex l'ha creato quel signore.
  18. 1 point
    Per me Nizzi rappresenta il massimo sceneggiatore di Tex. Nessuno, a parte naturalmente il vecchio Bonelli, può reggere il confronto con lui Posso solo dire che le storie di Nizzi (e non sono l 'unico a pensarlo) rappresentano le migliori storie mai scritte sul Nostro Eroe.
  19. 1 point
    Io invece mi devo astenere. Troppo forte è la tentazione di "curiosare" nel prossimo albo, mentre capisco le esigenze di "bottega", nel far spazio nell'albo alle altre proposte editoriali (che però rendono l'albo un prodotto del suo tempo invece che un piccolo "libro a fumetti"). La pagina che cura Frediani mi piacerebbe fosse un "making of" con curiosità sulla genesi della storia particolari sulla realizzazione dei disegni, ma so di chiedere troppo e mi accontento della vetrina sulle iniziative texiane, d'altra parte è così che segnalo all'edicolante cosa mi serve mi tenga da parte!
  20. 1 point
    Meravigliosa. Mi sono commossa. La conquista del west: pionieri, apripista, carovane e relativi attacchi indiani, mandrie, città che nascono, scazzottate e marinai senza scrupoli. La formazione dell' eroe: Tex esce dal fumetto e diventa realtà. Conosciamo i sogni dei genitori e le traversie per raggiungere la terra promessa. Infanzia con la morte della madre e la crescita con soli uomini. Adolescenza con il primo viaggio attraverso il west, la mandria, gli scontri e la scoperta della "fiesta da ballo", (l' unica volta che Tex ad una scazzottata fa da spettatore!) Autonomia con gli amici, le nuove responsabilità e la nascita del leader. I riferimenti: un angelo veglia su Tex, un eroe veramente vissuto che rende Tex un personaggio reale, non solo di fantasia. Un omaggio a Bonelli e Galep quando Tex, rimproverato, risponde come suo figlio risponderà a lui ("ho mirato alla piuma"- "Piccolo Falco non sbaglia, ho mirato al cappello") e uno a Ford con Ken che parla alla moglie sulla sua tomba. Le analogie sentimentali: Tex e Kit entrambi orfani di madre cresciuti tra soli uomini, ma Tex ha dei ricordi. Il padre non si risposò più e altrettanto farà Tex. Gunny affianca Ken nella crescita dei figli come Tiger ha affiancato Tex nel crescere Piccolo Falco. La pagina finale; subito non la ho capita, ma poi l' ho collegata all'ultima frase di Tex: "mamma e papà, i tuoi nonni". Intrepidi pionieri che cresceranno un figlio "coraggioso, forte e selvaggio..come la frontiera!" Grazie Ken e Mae per il figlio che ci avete dato! Boselli : Grazie, un altro capolavoro! Una saga del west. Una perfetta fusione tra il passato e il presente che colma i vuoti lasciati da Bonelli. Del Vecchio: Grazie anche a te, tutto sembra reale.
  21. 1 point
    Sinceramente quel che non capisco sono quelli che, come te, dicono io questo non lo voglio vedere. Tu non vuoi la storia con Tex anziano ancora sulla cresta dell'onda, un altro non vuole il cartonato, uno non vuole il maxi, uno non vuole la collezione delle figurine, uno non vuole il color tex storie brevi... ecc. ecc. Ma vi rendete conto dell'assurdità, Tex non è mica vostro, se non vi piace una cosa basta lasciarla in edicola, nessuno vi obbliga a comprarla... ma perché non volere che si faccia se ad altri interessa?
  22. 1 point
    Ma anche no. Mi pare che una cosa simile sia stata fatta un po' nell'albo di Serpieri (anche se non era Tex quello invecchiato)... che io non riesco a concepire come un qualcosa riguardante il Tex che ho sempre conosciuto. Potrà anche essere il capolavoro assoluto o che so io, ma per me è solamente un omaggio dell'autore ad un personaggio che apprezza: un omaggio, non una storia dello stesso. Onestamente spero di non vedere mai Tex o i pards invecchiati.
  23. 1 point
    Non esagerare, vuoi far chiudere la Bonelli? Tex è TRADIZIONE. Lo sa anche Mauro. Non si prescinde da essa, guai a farlo! Per il resto io guardo questo Texone come un punto di partenza per un glorioso futuro che si regga su un altrettanto glorioso passato. La linea innovatrice per Tex è un falso problema che per quanto mi riguarda non si pone; Il Magnifico Fuorilegge è un tripudio del primo Tex, quello sanguigno di GLB... guarda il linguaggio che, a mio parere, resta il punto più alto di questa storia e che è molto bonelliano. Questo significa che si possono scrivere ottime e stupende storie dal taglio fresco, attuale e moderno, ma legate comunque alla tradizione.
  24. 1 point
    Piccola curiosita' riguardante questa storia: in un intervista Nizzi afferma che, durante la lavorazione di questa storia capito' un piccolo incidente. In questa avventura, come sappiamo, c'e' la presenza dei quattro pards e si accorse in ritardo di aver perso per strada Tiger e neanche Fusco se ne accorse. Per fortuna l'assenza di Tiger cominciava nel momento in cui, dopo uno stacco, i quattro arrivano a Winnipeg(Tex n°345 "La tana del killer", pagina 45 ultima vignetta)cosi' fu' facile motivarla facendo dire a Tex che il Navajo era andato a portare i cavalli nella scuderia.
  25. 1 point
    Ti quoto al 1000%, Pedro!!!... purtroppo pare che chi su internet critica liberamente la professionalità di Nizzi, incontra il favore della massa... e girando per i forum vige un pregiudizio e un avversione verso l'operato di questo autore, pregiudizio da cui scaturiscono critiche infondate verso qualsiasi storia partorita dalla penna del buon Claudio... .. magari si potrebbe aprire un topic apposito per parlare di tutte quelle critiche infondate che riceve Nizzi, e di tutti gli elogi immeritati che ricevono alcune storie di Boselli.... sono entrambi due grandi autori, dalla indiscussa professionalità, ma vittime di pregiudizi ingiustificati
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