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TWF - Tex Willer Forum

kento

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About kento

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    Quasi scrittore

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    Maschile
  • Interests
    Romanzi gialli, fumetti, serie TV, cinema, Storia

Me and Tex

  • Number of the first Tex I've read
    262
  • Favorite Pard
    Tex
  • Favorite character
    Gros Jean

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  1. Anche secondo me il vignettone con la didascalia "Tampa." era la prima del secondo albo...
  2. poveri.... Tra le idiosincrasie, ce n'era una legata all'acqua minerale (mi pare ne parlasse Sclavi in un suo romanzo), ma non ricordo i dettagli...
  3. Tutto molto bello: trama, ambientazione, dialoghi, comprimari, disegni. Si respira un'aria di grande avventura, come nelle migliori storie di Tex. Gustoso anche l'editoriale del Boss, che elenca anche una serie di predilezioni e idiosincrasie del grande Sergio. Nel corso delle sue uscite pubbliche o nei dialoghi che intratteneva con i lettori dalla paginetta della posta (come mi mancano quest'ultime, sembrava di stare ad ascoltare un vecchio amico ) tra le prime aggiungerei i caimani, gli esploratori africani, lo sbarco in Normandia, i film porno , le dark ladies cinematografiche. Tra le avversioni, come non citare quella per l'aria condizionata (e, più in generale, per i climi freddi)? Pare che abbia reso difficile ai suoi collaboratori la sopravvivenza durante le caldissime estati milanesi...
  4. Hai ragione, ho preso spunto dal tuo... spunto , perchè sei stato l'ultimo a parlarne.
  5. Ma perché farebbe la figura dell'imbecille? A parte che ricordo alcune classiche storie disegnate da Galep in cui il nostro è in canotta e boxer, la presunta "indolenza" di Tex... è tutta calcolata! Due pagine dopo comincia la riscossa, il piano dei malviventi viene debellato.... Non si dice che Tex è sempre un passo avanti?
  6. Da quando una storia super classica sarebbe da considerare una schifezza?
  7. Tutto sommato, pensandoci bene i color estivi sono lunghi.... Un albo e mezzo. E ce ne sono in lavorazione/giacenza parecchi: Diso, Danubio, Scascitelli, Filippucci, Cossu... Giocando un po', la scaletta potrebbe essere così: giugno - settembre: Garcia Seijas settembre - ottobre: Scascitelli o Danubio novembre - dicembre: Font gennaio - aprile: Biglia aprile - maggio: Zuccheri A seguire Laurenti (2), Bruzzo (3), Ticci (2) ecc. ecc. No so perché, invece, ma Rotundo me lo vedo su un maxi...
  8. Nel senso che manca una storia lunga un albo e un tot, parrebbe... Oltre alla Ruju/Font, intendo.
  9. Concordo sul finale affrettato (molte sceneggiature dell'ultimo Nizzi mi ricordano, nel bene e nel male, certi albetti a striscia degli anni '50, in cui Bonelli faceva finire in fretta e furia la storia), meno sul resto... Il piano, seppure semplice e lineare, è molto chiaro: il gradsso vuole far fallire il viaggio inaugurale del giovane Pierre per conservare il monopolio dei trasporti sul fiume. Il cattivo provoca dunque l'intervento degli indiani per sviare da lui i sospetti ed invia un suo emissario nel paese lungo il fiume per capire se qualcuno, sapendo che trattasi di un padreterno in zona, posso muovergli accuse in proposito. Non concordo neppure quando @juanraza85 dice che l'intervento dei quattro pards è inutile... Sono loro a far fuori tutti gli indiani, ad acciuffare il capo e a far fallire la losca manovra sul battello!
  10. Può essere che sia pronta prima quella di Ruju e Zuccheri, anch'essa (pare) di lunghezza anomala?
  11. Basta allungarla a due albi e mezzo...
  12. Letta anche la seconda parte, complessivamente discreto il lavoro di Nizzi a mio parere. Tutto sommato, preferisco questa storia rispetto all' "Assedio di Mezcali"... In particolare, ho apprezzato i dialoghi dello sceneggiatore modenese, e quel clima di goliardia tra tutti i pards che ha saputo creare con efficacia. Poi, è chiaro, il meglio Nizzi l'ha dato in passato, inutile quindi aspettarsi trame troppo elaborate o improbabili colpi di coda (dove sta scritto, poi, che la semplicità sia per forza un difetto?)... Quello che può dare è questo: un sano intrattenimento, tanta avventura e la sensazione di trovarsi con dei vecchi amici... E in questo, sono d'accordo con il Bos, in giro tanti sceneggiatori meglio di Nizzi non ce ne sono. Taluni criticheranno la scena dell'agguato (perché come è noto, del resto, i rangers dell'ottocento erano dotati di occhi anche sul fondoschiena ), o quella in cui Gros Jean traina il battello.... Una sequenza che vuole sottolineare la forza erculea del canadese, e quindi in linea con il personaggio creato da G.L. Bonelli.... Ma chi se ne importa, l'importante per me è che sia stata una lettura agile e divertente. Buon lavoro anche da parte di Mastantuono, specie nella rappresentazione dei paesaggi. Adesso non vedo l'ora di leggere la lunghissima "Netdahe!"!
  13. Con ogni probabilità Galep iniziò "Il segno del serpente" nell'autunno del 1988, quindi entrambe le ipotesi avrebbero un senso...
  14. Secondo me anche la storia di Galep venne dirottata dalla serie regolare. Se fosse così, il primo texone concepito proprio per questa pubblicazione fu quello di Zaniboni.
  15. Prima parte davvero molto divertente, dove si respira una bella e sana ria di avventura, complice l'affascinante ambientazione canadese. E' un albo non esente da difetti (l'inizio è un po' stentato, e il racconto di Gros Jean davvero troppo lungo ed articolato, a mio avviso), ma da pag. 40 circa la trama migliora nettamente, con uno svolgimento fresco ed intrigante. Aspetto la seconda parte, ma se Nizzi, come credo, confermasse quanto di buono si è visto nella prima parte, sarei complessivamente più che soddisfatto e lieto del suo ritorno in pianta stabile. A me la scenetta al ristorante non ha dato il minimo fastidio, anzi penso che vi si esalti il cameratismo e l'eterna amicizia tra i quattro pards (cinque, in questo caso). E che bello vedere Tex che sorride a più riprese, molti disegnatori lo rappresentano troppo serio, quasi un musone... Qui invece Mastantuono è bravissimo nel ritrarlo nelle sue più diverse espressioni facciali, così come eccelle nella ambientazioni e nelle caratterizzazioni dei vari comprimari. Un bravo ad entrambi gli autori! Una piccola nota a margine: credo di ravvisare nella vignetta in cui Tex e Carson aspettano il ceffo nella stanza la presenza di un dialogo editato (il lettering mi pare leggermente diverso dal resto delle pagine), probabilmente per evitare atteggiamenti ingenui da parte dei personaggi in scena... Se così fosse, sarebbe la prova che con un editing serio, molte delle (vere o presunte) magagne nelle storie passate di Nizzi avrebbero potuto essere facilmente sanate.
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