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TWF - Tex Willer Forum

kento

Cowboy
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Reputazione nella comunità

3 Neutra

Info su kento

  • Rango
    Quasi scrittore

Informazioni sul profilo

  • Sesso
    Maschile
  • Interessi
    Romanzi gialli, fumetti, serie TV, cinema, Storia

Io e Tex

  • N° 1° Tex che ho letto
    262
  • Pard preferito
    Tex
  • Personaggio favorito
    Gros Jean

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  1. kento

    [Color Tex N. 14] L'apache bianco e altre storie

    Eccomi a dire la mia sul recente Color, pubblicazione che trovo assai gradevole proprio per la tipologia delle storie qui contenute (veloci, ed aperte a soluzioni originali). L'apache bianco, di Dixon/Civitelli. Voto 6 Anche a me Dixon dà spesso la sensazione di non conoscere a fondo la serie ed i suoi personaggi, ma comunque di saper scrivere buoni western. Non fa eccezione, nel bene e nel male, questa storia, in cui l'escamotage è un po' tirato per i capelli e serve solamente per preparare il terreno al finale, rassicurante ma molto texiano. Civitelli leggermente in calo rispetto ai livelli stratosferici di Yama, ma è sempre un gran bel leggere (meglio in b/n, comunque). La casacca magica, di Contu/Filippucci. Voto 7 Forse la storia migliore del lotto, che ha il notevole pregio di essere per buona parte ambientata in un periodo "oscuro" della saga di Tex (quella con Kit fanciullo). C'è azione, violenza ma pure un pizzico di magia e di commozione. Difficile chiedere di più ad un'esordiente. Filippucci non è né sarà mai tra i miei preferiti, ma le sue tavole sono comunque di una chiarezza narrativa esemplare. Juliet, di Bondi-Boselli/Atzori. Voto 7 Forse la storie breve più "strana" del gruppo, una sceneggiatura che gioca tutte le sue carte sul colpo di scena finale. A me ha divertito parecchio, complessivamente. Probabilmente i vari "Custodi della Tradizione" che abbondano nel web storceranno il naso di fronte al SPOILER cazzottone curativo rifilato dal ranger alla fanciulla FINE SPOILER. Anche io comunque credo che probabilmente sarebbe stato meglio utilizzare un altro espediente (ferrea presa di Tex sulla mano della suddetta fanciulla?). Mezzo voto in più per Atzori, che esordisce alla grande con un tratto pulito e molto piacevole. Sono contento che rimanga nello staff. Un altro grande acquisto per la serie. Golden Queen, di Barbieri/Venturi. Voto 7 A mio umile parere, chi critica le famose scene tra la ragazza e Carson ha alzato un po' troppo il gomito. E, non trovandoci più negli anni '50, si comporta da vero e proprio bacchettone. Va bene la tradizione, ecc. ma le tavole incriminate non sono per nulla volgari o fastidiose. Anzi, per me la figura di Carson (di affascinante avventuriero, di eroe) non viene sminuita in questa storia, ma ne esce anzi rafforzata. Venturi è uno dei migliori dello staff, e qui non fa che confermarlo. Molto, ma molto sexy la ragazza. Rivolta a Vicksburg, di Gualdoni/Santucci-Piazzalunga. Voto 5,5 Mah, la più debole della cinquina. Bellina l'idea, ma svolgimento men che sufficiente: i dialoghi sono troppo prolissi, nonostante a tratti ed in certe sfumature richiamino quelli di G.L. Bonelli, e lo scioglimento dell'intreccio deludente (SPOILER la scazzottata risolutiva si rivela un espediente mediocre e bizzarro allo stesso tempo FINE SPOILER). Buoni i disegni americaneggianti del duo Santucci & Piazzalunga. Ho detto.
  2. kento

    [Tex Willer N.001] Vivo o morto!

    Magari le sue avventure sfioreranno solamente quelle di Tex, così come accadrà per Mefisto e la sorella. Anzi, io personalmente lo auspico, e spero di vedere anche storie ambientate nel Grande Nord... Ricordo male, o Tex nel "Tranello" non dice di essersi recato da quelle parti per la prima volta? Comunque il giudizio sul primo numero è totalmente positivo: sceneggiatura leggera ma allo stesso tempo briosa e frizzante, grande attenzione ai particolari per non rinnegare nulla di quello che è stato narrato nel numero 1 del 1948, disegni spettacolari sia per la caratterizzazione dei personaggi sia per gli ambienti. Personalmente sono anche contento delle 64 pagine, leggo già un mucchio di altra roba, così non corro (troppo) il rischio di rimanere indietro. Torno sul prezzo. In una città in cui un caffè può costare 1,10, una bottiglietta d'acqua 1,50 , una birra media 5, un cocktail 10, un biglietto dell'autobus 1,5 (ma lo porteranno presto a 2), un pacchetto di caramelle 2,5... Beh, definire il prezzo di Tex Willer esoso è un vero e proprio insulto al lavoro di Boselli e De Angelis. Curioso poi che i sostenitori del "tot pagine, tot prezzo" non sottolineino che Tex ha 16 pagine in più di Zagor, ad esempio, ma costa uguale. Non è che Tex Willer costi troppo, è che l'inedito è venduto ad un prezzo stracciato. Ma farlo capire ai socialisti (nel senso di frequentatori dei social ) è dura...
  3. kento

    [Tex Willer N.001] Vivo o morto!

    Le solite interminabili critiche all'esorbitante prezzo del numero 1...
  4. kento

    [Tex Willer N.001] Vivo o morto!

    Comprato, lo leggerò nel fine settimana. Di primo acchito posso dire che i disegni di De Angelis sono splendidi, così come la copertina vintage di Dotti. Ma a leggere certi commenti sui social mi viene lo sconforto... A me, figuriamoci agli addetti ai lavori.
  5. kento

    [696/699] L'ombra del Maestro

    Almeno quell'utente ha letto l'albo... Altrove ti criticano sul "sentito dire" o citando storie di 10 anni fa.
  6. kento

    Tex Classic

    Adatteranno le copertine delle strisce, si diceva all'epoca (uno dei motivi per cui la "banda" del logo di Tex Classic è così ampio).
  7. kento

    [Tex Willer N.0]

    Ho finalmente letto il n. 0 di Tex Willer allegato a Zagor, in edicola da oggi... Che dire, ci aspettano mesi (anzi, anni) di grandi avventure. Il trailer della serie, così come l'ha definito Boselli, fa venire davvero l'acquolina in bocca. I disegni mi sembrano tutti molto belli e spettacolari, anche se da una prima occhiata si intravede una maggiore uniformità grafica rispetto alla serie regolare. Facendo un giochino sull'attribuzione delle tavole, direi che queste ultime sono nell'ordine di: Piccinelli (presente come guest star) De Angelis Brindisi De Angelis De Angelis Boh Valdambrini Giardo Brindisi De Angelis De Angelis Piccinelli Ci si vede presto in edicola!
  8. kento

    La biografia di Tex

    Bos, dai loro troppa importanza. Ormai qualunque cosa tu dica o scriva, viene vista come un affronto a G.L. Bonelli. Sembra che per certi (ex) lettori di Tex sia fondamentale trovare un "nemico": ieri era Nizzi, oggi è Boselli. E il processo mentale per cui anche se un prodotto di evasione, per mille motivi, non piace più, lo si deve criticare comunque offendendo anche chi ci lavora, è il perfetto specchio dei beceri tempi social che stiamo vivendo...
  9. kento

    [Tex Willer N.001] Vivo o morto!

    Nell'intervista su Film TV ha detto di aver scritto già 15 numeri! Credo che, abituato alle trame complesse ed assai articolate di Tex e Dampyr, con le sceneggiature di Tex Willer proceda molto più spedito!
  10. kento

    [Maxi Tex N. 23] Deserto Mohave

    Peccato, credevo che Moreno potesse (e volesse) darti una mano... Ma è un gatto che si morde la coda, se togli a Zagor per dare a Tex, Zagor chi lo scrive?
  11. kento

    [Maxi Tex N. 23] Deserto Mohave

    Ma perché chiuderla?!?! Come giustamente ha detto qualcuno, a me avere un "malloppone" da leggere tutto di un fiato fa piacere! Non ci vedo nulla di male che qui ci finiscano storie più semplici o disegnatori - senza offendere nessuno - di seconda fascia.... Anzi, personalmente non vedo l'ora di leggere anche le storie di Diso, Cossu, De Luca, Scascitelli, Felmang... Per fortuna in Casa Editrice la pensano come me e hanno addirittura raddoppiato le uscite. Magari Burattini? Rauch e Mignacco? Insomma, un po' di zagoriani!
  12. kento

    [Maxi Tex N. 23] Deserto Mohave

    Solo una piccola precisazione, la sceneggiatura di Manfredi dovrebbe essere del 1995/1996, ricordo bene un'intervista in cui lo sceneggiatore disse di averla preparata prima di affrontare il west di Magico Vento.
  13. kento

    Tex - 70 anni di un Mito

    Ieri ho visitato "Tex, 70 anni di un mito". Cominciamo dalla nota dolente: 12 euro non sono proprio pochini per una mostra che, tutto sommato, si visita in un'oretta. Prezzo a parte, rimane comunque una mostra divertente e nostalgica allo stesso tempo. Curioso l'accostamento tra il mondo reale, con alcune prime pagine storiche dei quotidiani, e l'evolversi dell'epopea texiana, così come intrigante (per chi già non lo sapesse) vedere quale Tex fosse in edicola il giorno della propria nascita.. Al centro della grande sala sono esposte, in tutta la loro bellezza, alcune tavole dei principali disegnatori di Tex: Galep, Letteri, Ticci, Nicolò, Fusco, Civitelli, Villa, Marcello e Dotti. Un po' scolastico (almeno per noi che lo sappiamo già :)) il video in cui Masiero, Boselli, Ticci e Bono ci parlano di come nasce un fumetto Bonelli. Le chicche ci sono e sono numerose: la macchina da scrivere di GL. Bonelli, alcune pagine della sua sceneggiatura della storia "La città corrotta", un paio di originali copertine inedite di Galep, il diario dello stesso Bonelli in cui venivano presi appunti e spunti per le sue storie. E poi tutti i gadget (davvero tanti, chi si meraviglia della "svolta" di questi anni potrebbe ricredersi ;)) del personaggio, dai jeans alle figurine, passando per i trasferelli e i diari... E qui sì che è un po' come tornare bambini. Sono poi esposte alcune tavole delle storie che leggeremo nei prossimi mesi/anni: Dotti, Civitelli, Seijas, Cestaro, Zuccheri e Villa. Infine, lo shop. Per chi conosce già il Bonelli Point, nulla di nuovo. Ma è impossibile non rimanere ammaliati di fronte al pannello in cui, in un tripudio di colori, emozioni e ricordi, sono esposte tutte le 695 copertine del Tex Gigante. Buona mostra a tutti!
  14. kento

    [Maxi Tex N. 23] Deserto Mohave

    Un buon maxi che non ha deluso le mie aspettative. In particolare ho apprezzato "Deserto mohave", una storia di Manfredi piuttosto bizzarra, ma assai divertente.... Non tutti gli snodi narrativi sono risolti alla perfezione, ma i dialoghi secchi, i villain molto particolari ed una certa velocità nel montaggio contribuiscono al soddisfacente risultato finale... Se non fosse per la presenza (tutto sommato abbastanza secondaria) degli indiani, come atmosfera questa storia mi ricorderebbe certi spaghetti western: ci sono cattivi sopra le righe, c'è una caccia al tesoro, ci sono violenze e parecchi morti ammazzati. Dopo le non eccelse "Oro nero" e "La banda dei serpenti" Manfredi torna quindi in gran spolvero. Nespolino svolge anch'egli un buon lavoro, ma personalmente lo preferisco alle prese con altri personaggi, come il Commissario Ricciardi ad esempio. "L'ultimo treno da Stonewell" è invece una storia senza troppe pretese, in linea con quasi tutta la produzione texiana di Faraci. La sceneggiatura è onesta e senza errori marchiani, ma di fronte all'ennesima caccia all'uomo e alle lunghissime sparatorie tipiche di Faraci si viene assaliti da un certo deja vu... Buone ma a volte un po' troppo statiche le tavole di Ginosatis, e troppo serioso il suo Tex, ma sono difetti che comunque sono calati nella più recente (anche se pubblicata prima) "Cuore apache".
  15. kento

    [Maxi Tex N. 23] Deserto Mohave

    L'errore è nell'intestazione della storia o nel frontespizio?
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