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TWF - Tex Willer Forum

Leo

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Info su Leo

  • Rango
    Utente emerito del TWF
  • Compleanno 01/05/1978

Informazioni sul profilo

  • Sesso
    Maschile
  • Interessi
    storia, letteratura, sport, cinema, politica
  • Nome reale
    Leo

Io e Tex

  • N° 1° Tex che ho letto
    334
  • Pard preferito
    Kit Carson
  • Personaggio favorito
    Montales

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  1. Leo

    [365/369] L' Uomo Con La Frusta

    Concordo. La scena ha il giusto pathos anche secondo me. Tra le più belle della storia.
  2. Leo

    ③ La storia più bella della fascia 600 - 699

    Ho votato: Luna Insanguinata: storia bellissima, con Tex finalmente in vera difficoltà, anche psicologica (memorabile la scena in cui digrigna i denti credendo che Charvez lo stia guardando). Voglio sempre storie così. Voglio Tex in difficoltà. Voglio Tex che batte avversari degni, non marionette o carne da macello. Tex è ingigantito da figure come Charvez, il valore del suo nemico accresce il suo. Voglio tante lune insanguinate. Oro nero: ricordo una storia teatrale e un cattivo alla Bethanie Marsh, che preferisce morire col suo business piuttosto che sopravvivere al naufragare del suo sogno. Tragica e con bei dialoghi, originale per Tex. L'Onore di un guerriero: altra storia con dialoghi intensi e personaggi di peso: il conflitto fratricida, l'amore per la stessa donna, la rendono tra le più belle di Ruju per il ranger. Il Faraci di questa sequenza non mi dispiacque. Ho invece francamente detestato la Winnipeg dell'infelicissimo ritorno di Jack Thunder e del Carson impazzito (ma vedo che in tanti l'avete votata, segno che le polemiche sulla votazione finale non hanno - e meno male - inciso sugli utenti del nostro forum) e l'assurda La Banda dei serpenti, la cui destinazione sulla regolare mi sorprese (forse non si voleva offendere Manfredi?).
  3. Leo

    ② La storia più bella della fascia 600 - 699

    Verissimo. Per tornare in Topic, ne Le catene della colpa i segni del tempo erano più che evidenti, andando a sporcare ulteriormente uno stile che pulito non era mai stato. Ma il personaggio di Guillermo Blanco deve tanto anche alla caratterizzazione grafica fattane dal disegnatore. Spero che questo "girone" sia vinto da questa storia anche per un ultimo omaggio ad un artista la cui presenza ha indubbiamente impreziosito la saga
  4. Leo

    ② La storia più bella della fascia 600 - 699

    Stoltamente è un avverbio inappropriato: non ti piaceva, non lo apprezzavi, non ne coglievi la bravura. Ci può stare: chi non cambia idea? A me è successo tante volte. Due storie credo che bastino quali esempi della grandezza di questo artista: il superlativo Texone (un western tra i migliori mai partoriti da Nizzi) e le Montagne Maledette di Boselli, con quei monti superstizione che ti provocavano un'inquietudine arcana già al primo sguardo.
  5. Leo

    ② La storia più bella della fascia 600 - 699

    Devo dire che, a parte Le Catene della Colpa, storia ottima (forse la migliore di Ruju), questa selezione non mi scalda il cuore: c'è tanto Boselli, ma nemmeno le sue storie mi hanno convinto appieno, per tutta una serie di considerazioni che sicuramente avrò rilevato nei singoli topic. Anche gli altri contributi, di Faraci Ruju e Nizzi, non mi hanno lasciato troppo soddisfatto. Comunque il mio voto è andato anche a El Supremo e a Giovani Assassini. Una considerazione: le Catene della Colpa per me è una storia bellissima, per testi ma anche per disegni: l'unghiata del vecchio leone José Ortiz, pur già anziano (e vituperato).
  6. Leo

    ① La storia più bella della fascia 600 - 699

    I Sabotatori è una storia particolarissima, molto originale. La figura di Bethanie Marsh la rende estremamente drammatica: la sua lucida follia, la sua brama, la sua stessa sensualità, la rendono un character indimenticabile, uno dei più maturi e geniali della saga del ranger. Eh già... Eppure io non ne ho affatto un cattivo ricordo... Sono d'accordo. Fino a quel momento era stato un bel Faraci. Braccato rappresenta il suo punto più basso in Tex e forse una delle peggiori storie della serie, purtroppo. Neanch'io ritengo particolarmente felice l'esperienza manfrediana su Tex. Però la sua prima storia per la regolare (che se non sbaglio è La Grande Sete), il suo primo Maxi e soprattutto il Texone sono delle gran belle storie, e il Texone è un vero gioiello. "Sei divise nella polvere", invece, non l'ho mai amata tanto: il fatto è che il personaggio grigio di questa storia mi pare un po' "telefonato".
  7. Leo

    ① La storia più bella della fascia 600 - 699

    Ho votato: - I Giustizieri di Vegas: un grande Kit Carson, due cattivi ambigui e travestiti da buoni molto ben fatti, una magistrale scena finale. Per me, una delle storie più belle di sempre; - I Sabotatori: un autentico colpo di classe di Borden, un virtuosismo di sceneggiatura, con la bella Bethanie, il suo amante carnefice e il killer "buono". Anche qui, scena finale magnifica. - per esclusione, Mezzosangue: ciò significa che le altre storie non mi hanno molto entusiasmato. Questa di Ruju mi piacque moltissimo nella sua prima parte, meno nel secondo albo. In questo lotto ci sono anche storie che purtroppo ho detestato: Braccato, letta in tre minuti di pura noia, e Gli Schiavisti, con l'amico Espectro. Caccia Infernale poteva essere un capolavoro, invece fu un'incompiuta.
  8. Leo

    [696/699] L'ombra del Maestro

    Ah OK. Io dico che Boselli ha privilegiato lo spettacolo a scapito della verosimiglianza. E in definitiva ha fatto pure bene.
  9. Leo

    [696/699] L'ombra del Maestro

    per l'Ultima Vendetta, mi avevano quasi accusato di aver riscritto la storia con un mio commento, ma io mi ero solo limitato ad esporre quello che la storia già diceva... tu invece dici quello che non c'è, supponendo (ma è una supposizione tua) che quelli siano solo i fedelissimi. Nella stanza della trappola, quando si comincia a parlare di tregua, c'erano tutti i suoi sgherri, anche quello che aveva partecipato alla trappola, li si vede nelle vignette... Io credo che l'incoerenza possa essere sanata solo con un repentino cambio di idea da parte di Low Yet. Boselli voleva giustamente rendere adrenalinica la scena della trappola e la ha imbastita in quel modo. Però, se qualche piccolo difettuccio c'è, non è che dobbiamo a tutti i costi non vederlo. La scena è bella e diverte, ma ad un'analisi più attenta qualcosa sembra non funzionare, per quello che ci viene fatto vedere. E ci vengono fatti vedere i cinesi che assistono alla tregua, tanto che uno di loro restituisce la pistola a Tex. Poi, ripeto, la scena è bella, va bene così. Ma qui si parla della storia (della storia che leggiamo, non delle interpretazioni che ne facciamo supponendo che quelli siano pochi fedelissimi: dove lo vedi? )
  10. Leo

    [696/699] L'ombra del Maestro

    Ma come chi l'ha detto? La tregua viene siglata davanti a tutti, prima nel luogo della trappola e poi comodamente seduti davanti a un the. Low Yet non è mai da solo con Tex, è sempre contornato dai suoi. E' più facile quest'altra versione (chiedo scusa per l'auto-quote): El Supremo è uscito cinque anni fa, e della faccia d'angelo di Nick Castle, capace di ucciderti col sorriso sulle labbra, ce ne ricordiamo praticamente tutti...
  11. Leo

    [696/699] L'ombra del Maestro

    E quando si è accordato con Tex, il timore dei suoi uomini verso il Maestro è cessato di botto?
  12. Leo

    [696/699] L'ombra del Maestro

    Per la verità, l'ingaggio ricevuto da Low Yet era di prendere Tex vivo. Poi, tutto può essere, anche la tua versione, ma se hai sia pure un minimo intento di parlamentare, non fai lanciare dardi avvelenati ai tuoi. A questo punto, ipotesi per ipotesi, preferisco pensare che Low Yet abbia cambiato idea dopo aver catturato il ranger: sapendo che Tex non lo risparmierebbe (la prima pallottola è per te, gli dice il ranger), vedendoselo davanti, tutta quella forza, quella determinazione, quello sguardo vincente; ricordandosi le gesta leggendarie contro i suoi connazionali e contro lo stesso maestro; ecco, di fronte all'incarnazione, davanti ai suoi occhi, di quella leggenda di cui aveva sempre sentito parlare, Low Yet ne resta, in qualche modo, soggiogato, e comincia a sperare che davvero Tex possa risolvergli il problema dell'ingombrante Maestro. E lì, in quel momento, cambia idea. In quel momento, non prima: i dardi avvelenati escludono la tua ipotesi (ribadisco che Tex doveva comunque essere preso vivo, peraltro). In realtà, il fatto che Low Yet e le altre potenti gangs di New York si siano fatte soggiogare dal Maestro mi è comunque poco comprensibile: possibile che gangs così feroci si facciano mettere sotto da uno storpio e da due suoi uomini (per quanto in gamba come Castle e Muggs)? Possibile che il terrore che indubbiamente incute il Maestro riesca a impressionare gente ben poco impressionabile quali dovevano essere i malavitosi della futura "Grande Mela"? Mi piacerebbe capire cosa tu intenda per "altra cosa". Castle è un criminale efferato, astuto, pronto ad ammazzare con il sorriso sulle labbra. Una faccia aperta, un viso pulito in superficie a dissimulare l'animo di un criminale ambizioso e intelligente. E' talmente un bel personaggio che non mi stupirei - conoscendo Boselli - se un domani lo rendesse grigio, o temporaneamente alleato del nostro. Io non so se quello di Castle sia carisma (il carisma è altra cosa, ma cosa? ), ma senza dubbio è un personaggio che funziona.
  13. Leo

    Tex su Facebook, possibile che ci sia così tanta superficialità?

    Ci credo. Speriamo comunque di rileggerti (e anche di rivedere i tuoi disegni) più spesso
  14. Leo

    [696/699] L'ombra del Maestro

    Mi autoquoto, perché questa era una domanda che mi ponevo dopo la lettura del secondo albo. Non sia mai che Tex sia stato attirato lì per parlamentare, non sarebbe coerente con tutta l'architettura della trappola, in cui i cinesi cercano di far fuori Tex, tanto che l'irlandese e un cinese muoiono, colpiti dal terribile veleno. E invece alla fine si finisce per parlamentare! Non mi torna molto, francamente. Anzi, non mi torna affatto. Ma non si fa in tempo a fermarsi lì a riflettere, che già si è catturati dal duro confronto verbale tra Byrnes e Carson: c'è quasi un voluttuoso compiacimento, nelle parole dell'ispettore capo, quando rimprovera a Carson che Tex si è infilato nel labirinto di Chinatown e che sicuramente non potrà più tornare con lui nel Sud Ovest; quasi a dire: cari vaccari, ve l'avevo detto che qui le regole del gioco sono diverse, avevo ragione io. Byrnes è decisamente un signor personaggio, non già un partner caramelloso e cordiale, ma un autentico, rude, brusco uomo di legge in quell'inferno che era la New York di fine ottocento, la città delle gangs. Ho apprezzato tantissimo questa sua asperità del carattere, che ne fanno un personaggio vero, non già una banale e zuccherosa comparsa quale temporaneo pard dei nostri. Ma alla fine non ha ragione lui no, perché Tex è Tex. La scena successiva è magnifica, con doppi, tripli, quadrupli salti mortali: Tex frega Nick, poi Nick frega Tex, e infine di nuovo Tex frega l'avversario biondo, con l'intervento di Carson e della polizia newyorchese. Qui Nick capisce che Low Yet ha fatto il doppio gioco: non è un caso, dice, che la polizia sia intervenuta in quel luogo. Eppure, poco dopo, nella scena del finto assassinio di Tom Lee, sembra nuovamente fidarsi di lui. Anche qui, non mi torna che un uomo astuto come Castle nuovamente si fidi dei cinesi: potrebbe però trattarsi di un escamotage, non di una reale fiducia. Staremo a vedere. Sequenza del teatro: ho trovato un po' "farraginosa" la parte che coinvolge Ned Buntline. Una forzatura il ricatto nei suoi confronti; scontato che il giornalista non tradisse i nostri. Peraltro, mi è parsa una scelta troppo azzardata, quella di accettare la sfida del Maestro per un "incontro" a teatro: sono coinvolti troppi innocenti perché un capo della polizia - ma anche i due rangers - si prendano un simile rischio. E infatti il rischio è massimo, ed è un puro caso (troppo puro, forse...) che la boccetta cada nella bombetta di Buntline. Il fatto che il teatro fosse già mezzo vuoto non emenda Tex e company da colpe, perché la gente è scappata via per puro panico, non certo perché i nostri abbiano ben concertato le loro mosse. Insomma, la scena a teatro - peraltro un classico della fiction avventurosa - è molto azzardata, ma Boselli non ci rinuncia e probabilmente fa bene, perché lui si diverte un mondo e fa divertire anche noi: intanto ci regala un Carson grande attore, tanto che è osannato anche da una ragazza del pubblico che, tra tanti, grida "Viva Kit Carson"; poi, c'è il tirassegno - da brividi - sul pubblico; e infine c'è la scena del Maestro appollaiato sul lampadario: ammetto che sulle prime ho storto un po' il naso nel vedere questa sorta di Joker redivivo (o ante litteram) minacciare dall'alto (ma come ci è arrivato?) l'intero teatro, e mi è quasi venuta la nostalgia delle grinte del West alla Waco Dolan, ma quando ho capito che si trattava non del vero Maestro ma di un "duster" drogato ho ritenuto la cosa più accettabile, e mi sono rituffato in una lettura sempre coinvolgente (nonostante le tante parole, e questo è un grosso pregio!) e purtroppo bruscamente interrotta da un quanto mai inopportuno "continua".
  15. Leo

    Tex su Facebook, possibile che ci sia così tanta superficialità?

    Dispiace che un utente di peso come te, Pallino, non posti più nulla sul forum, luogo virtuale che come hai detto tu è più congeniale di Facebook ad ospitare discussioni più strutturate. Io ho chiesto di essere ammesso al gruppo Facebook e mi avete accettato; ogni tanto verrò a trovarvi, anche se per il tipo di utente che sono preferisco intervenire nel forum mentre non amo tantissimo Facebook. Intanto, sono contento di averti riletto qui, sperando che non sia solo una comparsata.
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