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TWF - Tex Willer Forum

Leo

Ranchero
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About Leo

Profile Information

  • Gender
    Maschile
  • Interests
    storia, letteratura, sport, cinema, politica
  • Real Name
    Leo

Me and Tex

  • Number of the first Tex I've read
    334
  • Favorite Pard
    Kit Carson
  • Favorite character
    Montales

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  1. Leo

    [710/711] L'assedio di Mezcali

    Ma come curatore non puoi intervenire per mitigare questi aspetti?
  2. Leo

    Claudio Nizzi

    Nizzi rispose di sì, e a suo dire GLB parve rassicurato
  3. Leo

    [710/711] L'assedio di Mezcali

    La sua crisi è arrivata in un momento in cui ormai la sua firma era ben nota. C'è un che di auto-assolutorio nella versione data in quell'intervista, secondo me. Cosa diversa invece l'abbandono forzato di Nick Raider, che vedo già come causa più plausibile. È possibile che abbia attinto da Glb in alcune sequenze, ma in storie in fin dei conti autonome e con una loro "personalita" (le due storie che hai citato, Gli Strangolatori e L'Uomo Serpente, sono tra le più belle di Nizzi). In definitiva, io non ci vedo nulla di negativo, sicuramente non ci vedo niente che vada a discapito dell'autore, che anzi in tal caso ha confezionato due belle, robuste, storie texiane nel solco della tradizione glbonelliana.
  4. Leo

    [710/711] L'assedio di Mezcali

    Come ho raccontato più volte, La leggenda della vecchia missione fu la mia prima storia... estate '88, io mi aspettavo Akim ma mia madre dall'edicola mi porta 'sto coso. Imbronciato, dico a mia madre che può riportarlo indietro. Ma mio padre mi dice che Tex è meglio di Akim... In fin dei conti, se sono diventato texiano lo devo proprio a questa storia, che mi ammaliò. E' una storia molto glbonelliana (si ricordi Santa Cruz) ma è puro Nizzi, è un Nizzi che diverte e si diverte, e conquista... Non è una storia anonima. E' vero che lascia moderatamente soddisfatti.
  5. Leo

    [712/713] I forzati di Dryfork

    Non conosco il Rauch zagoriano, ma mi fido del vostro giudizio. Inoltre la trama sembra molto interessante. Infine, quel mio vecchio Carson... c'è da lustrarsi gli occhi. Confido tanto in questo nuovo autore e aspetto con ansia il prossimo albo.
  6. Leo

    [710/711] L'assedio di Mezcali

    I risultati si sono visti? Quando? Dopo che per dieci e più anni ha tirato la carretta praticamente da solo? Il calo di Nizzi è dovuto a una crisi creativa che poco ha a che fare con questa sua presunta "castrazione". Io stesso ho detto più volte che avrei voluto più "Fuga da Anderville", intendendo più storie personali. Ma se Nizzi non le ha scritte non è stato solo per un'imposizione esterna, ma anche per la sua intima convinzione che Tex si scriveva a quel mondo, che la formula del vecchio Bonelli era quella vincente. Lo ribadisce anche oggi, prendendo le distanze dagli autori moderni... D'accordo, ma chi è venuto dopo GLB è stato Nizzi, non altri. Lui aveva vincoli dall'esterno oltre che, come detto sopra, una ferrea convinzione che Tex andasse scritto in quella maniera. Boselli e gli altri sono venuti dopo, quando già il pubblico era abituato a non vedere più la scritta in terza di copertina "text by Glb". Ma più di dieci anni dopo, però. Lo abbiamo visto, e ci è piaciuto, nei suoi capolavori. Con La Congiura Nizzi si è divertito un mondo, La Leggenda della vecchia missione è puro GLB ma anche purissimo Nizzi, Fuga da Anderville è poesia ecslusivamente nizziana...
  7. Leo

    [710/711] L'assedio di Mezcali

    CONTIENE S P O I L E R Sugli Yaqui ti do' ragione: carne da macello. Ma a Nizzi interessano i bianchi, stavolta. E questi non sono carne da macello: la morte del giovane Joe, eroe; il pavido cercatore d'oro, vigliacco; il gambler, vigliacco ed eroe al contempo; lo stesso sfortunato Bulder, che casca dalla padella nella brace e fa una fine orribile. E infine il vecchio teatrante, che di fronte alla propria rovina si fa accecare dalla famigerata "febbre dell'oro". Insomma, piatta e scontata proprio non direi. Il finale con l'arrivo della cavalleria, concedo che sia troppo telefonato, ma il vero finale è il piccolo "giallo" delle ultime 10 pagine, con il sospettato Frank e con il vero - inaspettato - colpevole Parson. Nonostante quanto detto sopra, non è una grande storia. Si legge troppo velocemente (soprattutto il secondo albo) e gli avversari sono come quei pupi dei videogames, messi lì apposta per essere falcidiati. Se l'avversario non ha spessore, giocoforza la vicenda perde mordente, e a poco vale il fatto che l'interesse di Nizzi risiedesse tutto negli assediati e per nulla negli assedianti. Capitolo Kit Carson: le figure da "piccione" mi danno un po' di fastidio, ma non le reputo inaccettabili. Quando si fa sfuggire Bulder, è sfortunato perché questi ha due cavalli mentre quello del Vecchio Cammello viene subito colpito dal fuorilegge. Quando invece, alla fine, Parson lo tramortisce, il Vecchio Cammello è colto di sorpresa quanto il lettore, e penso che una situazione del genere possa starci. Per il resto, Carson è il vero protagonista della vicenda, con una performance, nella parte centrale del secondo albo, con cui Nizzi vuole evidentemente mettere a tacere i suoi detrattori, coloro che per anni gli hanno rimproverato la sua cattiva gestione del Vecchio Cammello. "Pensate che solo Boselli vi sappia dare un Carson protagonista? Vi faccio vedere io", sembra dire lo scrittore modenese. Ed io, da buon carsoniano, sono contento? No. Non sono contento perché, per recuperare Carson, Nizzi si perde Tex. In tanti anni di saga texiana, non ricordo una situazione in cui non sia Tex a ritagliarsi la parte più pericolosa. Ci sta, lui è più giovane del suo pard, ed anche più spericolato. Da carsoniano, adoro le situazioni in cui Carson si mette in luce, ma per fare ciò non si deve stravolgere Tex. Un Tex arrendevole, che sa dire al suo pard solo "al contrario di te, io non sono stanco di vivere" e, poco più tardi, "in bocca al lupo". Carson deve essere sempre un leone, agile, ed anche astuto e fine calcolatore, d'accordo, ma se si getta in un'impresa suicida io mi aspetto che Tex intervenga. So che corro il rischio di essere preso per un incontentabile: una volta vuoi che Carson sia sempre in risalto, poi ti mettono in risalto Carson e tu ti incacchi. Ma Carson deve risaltare come ne I Giustizieri di Vegas, come ne Gli Uomini che uccisero Lincoln, come ne Il Presagio, come ne Gli Invincibili, come ne La Leggenda della Vecchia Missione. Deve cioè essere sempre più che all'altezza delle situazioni che gli si prospettano da affrontare ma, contemporaneamente, mi aspetto che Tex sia Tex. E che in una situazione suicida, che tra l'altro può essere affrontata indifferentemente da entrambi, sia lui a imporsi. Questo è Tex: può anche passare in secondo piano, e lasciare spazio a Carson, ma per cause di forza maggiore, non già perché ritiene che un piano è suicida e lascia che a metterlo in atto sia il suo vecchio pard. In definitiva, per me, una storia discreta. Non eccezionale, ma nemmeno anonima come invece è sembrata a tanti pards che hanno commentato in questo topic.
  8. Leo

    ....tutto è cambiato...

    Anche da parte mia, caro francob. È sempre un piacere dialogare con utenti preparati delle proprie, condivise, passioni.
  9. Leo

    ....tutto è cambiato...

    Probabilmente è come dici tu. Resta il fatto che nel 97 (all'epoca de Gli Invincibili) Nizzi aveva una sessantina d'anni, non tantissimi quindi, soprattutto per uno che fa lo sceneggiatore di storie di fumetti, mestiere che a mio parere presuppone un'apertura mentale diversa rispetto ad altre categorie di lavoratori. Vedete Borden, che di anni ne ha 66...
  10. Leo

    ....tutto è cambiato...

    Ti quoto al 1000 per 1000! Come soggetti, Nizzi non era particolarmente originale (questi sono terreno di Boselli, che da questo punto di vista è semplicemente un drago!), ma come sceneggiava lui, per me neanche Glb. La leggenda della vecchia missione, mio primo albo di Tex, era un capolavoro di sceneggiatura e di dialoghi, come anche La Congiura, La Grande Rapina e tante altre. Puro western! Sul fatto che Nizzi abbia le sue convinzioni, sono meno d'accordo. Non solo ora a 80 anni, ma anche vent'anni fa criticava Gli Invincibili. Non comprese che c'era l'assoluta necessità di un Tex 2.0, di una ventata d'aria fresca quale Boselli era e incredibilmente ancora è, dopo venticinque anni. Non comprese che senza Shane e i suoi "fratelli" Tex sarebbe stato condannato. Perche se è vero che Nizzi ha salvato Tex nel dopo Bonelli, è altrettanto vero che Boselli ha salvato Tex dopo il periodo d'oro nizziano.
  11. Leo

    ....tutto è cambiato...

    Sempre opinione personale. Pur essendo d'accordo con te, come ho già detto, sull'inopportunita' delle catene che si è imposto Nizzi (e che, almeno all'inizio, gli aveva imposto Bonelli), penso che alla fine Nizzi abbia comunque fatto bene ALMENO quanto l'originale. Il suo contributo a Tex non è stato una "pallida copia" ma una splendente continuazione nel solco della tradizione.
  12. Leo

    Claudio Nizzi

    Un'altra cosa che Glb chiese a Nizzi fu se gli piacessero le donne. Insomma, interlocuzione ridotta al minimo, fatta di gesti e domande inusuali Poi è vero pure che andava in giro con la pistola. Insomma, un tipo fuori dagli schemi...
  13. Leo

    ....tutto è cambiato...

    D'accordo con te.
  14. Leo

    ....tutto è cambiato...

    D'accordo con te. Non è stato per niente inferiore a GLB. Manierista o meno, è stato un grande sceneggiatore texiano, la Storia e le sue decine di storie bellissime parlano per lui. Ma Fuga da Anderville è il suo capolavoro. E Nizzi stesso ha ammesso di essere quasi andato contro la sua poetica, contro la sua ferrea convinzione che Tex debba sempre stare al centro. Criticava fortemente lo Shane de Gli Invincibili, dicendo che era più facile scrivere una bella storia mettendo da parte Tex, ma che alla lunga il personaggio ne avrebbe risentito. Per questo si è sempre mantenuto rigido nel seguire il modello GLB. È mia personale convinzione invece che se avesse scritto qualche Fuga da Anderville in più, il personaggio e lui stesso ne avrebbero tratto solo benefici: in questo concordo con Carlo.
  15. Leo

    ....tutto è cambiato...

    A me Ruju ha deluso spesso (vedi Il cuore di un apache ma anche altre di cui non ricordo il nome), forse in percentuale più di Nizzi, considerato il numero delle storie scritte da entrambi. E ribadisco la mia stima per lo sceneggiatore sardo e la fiducia che ripongo in lui come scrittore texiano. Su Nizzi scrittore di maniera: forse è vero, ma ha scritto comunque storie bellissime. Ricalcando, è vero, lo stile di GLB, ma per esplicita richiesta di Sergio Bonelli. Lui stesso ha affermato, in un'intervista, che le sue uniche storie più personali sono state Fuga da Anderville e il texone di Parlov. Sulla base di questa affermazione, do ragione a Carlo quando dice che avrebbe dovuto scrivere un po' più alla Nizzi, mettendoci il cuore. Se l'esito è Fuga da Anderville, viva Nizzi che ci mette il cuore e scrive alla Nizzi e abbasso il Nizzi imitatore di Glb. In conclusione: sono d'accordo con Carlo che Nizzi avrebbe dovuto scrivere più alla Nizzi, ma quando - sentendosi obbligato- si è tenuto nel solco tracciato dal suo editore, ha comunque regalato storie bellissime e diversi capolavori. Cosa che ancora Ruju non è riuscito a fare.
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