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TWF - Tex Willer Forum

Leo

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Info su Leo

  • Rango
    Utente emerito del TWF
  • Compleanno 01/05/1978

Informazioni sul profilo

  • Sesso
    Maschile
  • Interessi
    storia, letteratura, sport, cinema, politica
  • Nome reale
    Leo

Io e Tex

  • N° 1° Tex che ho letto
    334
  • Pard preferito
    Kit Carson
  • Personaggio favorito
    Montales

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  1. Leo

    ① La storia più bella della fascia 600 - 699

    I Sabotatori è una storia particolarissima, molto originale. La figura di Bethanie Marsh la rende estremamente drammatica: la sua lucida follia, la sua brama, la sua stessa sensualità, la rendono un character indimenticabile, uno dei più maturi e geniali della saga del ranger. Eh già... Eppure io non ne ho affatto un cattivo ricordo... Sono d'accordo. Fino a quel momento era stato un bel Faraci. Braccato rappresenta il suo punto più basso in Tex e forse una delle peggiori storie della serie, purtroppo. Neanch'io ritengo particolarmente felice l'esperienza manfrediana su Tex. Però la sua prima storia per la regolare (che se non sbaglio è La Grande Sete), il suo primo Maxi e soprattutto il Texone sono delle gran belle storie, e il Texone è un vero gioiello. "Sei divise nella polvere", invece, non l'ho mai amata tanto: il fatto è che il personaggio grigio di questa storia mi pare un po' "telefonato".
  2. Leo

    ① La storia più bella della fascia 600 - 699

    Ho votato: - I Giustizieri di Vegas: un grande Kit Carson, due cattivi ambigui e travestiti da buoni molto ben fatti, una magistrale scena finale. Per me, una delle storie più belle di sempre; - I Sabotatori: un autentico colpo di classe di Borden, un virtuosismo di sceneggiatura, con la bella Bethanie, il suo amante carnefice e il killer "buono". Anche qui, scena finale magnifica. - per esclusione, Mezzosangue: ciò significa che le altre storie non mi hanno molto entusiasmato. Questa di Ruju mi piacque moltissimo nella sua prima parte, meno nel secondo albo. In questo lotto ci sono anche storie che purtroppo ho detestato: Braccato, letta in tre minuti di pura noia, e Gli Schiavisti, con l'amico Espectro. Caccia Infernale poteva essere un capolavoro, invece fu un'incompiuta.
  3. Leo

    [696/699] L'ombra del Maestro

    Ah OK. Io dico che Boselli ha privilegiato lo spettacolo a scapito della verosimiglianza. E in definitiva ha fatto pure bene.
  4. Leo

    [696/699] L'ombra del Maestro

    per l'Ultima Vendetta, mi avevano quasi accusato di aver riscritto la storia con un mio commento, ma io mi ero solo limitato ad esporre quello che la storia già diceva... tu invece dici quello che non c'è, supponendo (ma è una supposizione tua) che quelli siano solo i fedelissimi. Nella stanza della trappola, quando si comincia a parlare di tregua, c'erano tutti i suoi sgherri, anche quello che aveva partecipato alla trappola, li si vede nelle vignette... Io credo che l'incoerenza possa essere sanata solo con un repentino cambio di idea da parte di Low Yet. Boselli voleva giustamente rendere adrenalinica la scena della trappola e la ha imbastita in quel modo. Però, se qualche piccolo difettuccio c'è, non è che dobbiamo a tutti i costi non vederlo. La scena è bella e diverte, ma ad un'analisi più attenta qualcosa sembra non funzionare, per quello che ci viene fatto vedere. E ci vengono fatti vedere i cinesi che assistono alla tregua, tanto che uno di loro restituisce la pistola a Tex. Poi, ripeto, la scena è bella, va bene così. Ma qui si parla della storia (della storia che leggiamo, non delle interpretazioni che ne facciamo supponendo che quelli siano pochi fedelissimi: dove lo vedi? )
  5. Leo

    [696/699] L'ombra del Maestro

    Ma come chi l'ha detto? La tregua viene siglata davanti a tutti, prima nel luogo della trappola e poi comodamente seduti davanti a un the. Low Yet non è mai da solo con Tex, è sempre contornato dai suoi. E' più facile quest'altra versione (chiedo scusa per l'auto-quote): El Supremo è uscito cinque anni fa, e della faccia d'angelo di Nick Castle, capace di ucciderti col sorriso sulle labbra, ce ne ricordiamo praticamente tutti...
  6. Leo

    [696/699] L'ombra del Maestro

    E quando si è accordato con Tex, il timore dei suoi uomini verso il Maestro è cessato di botto?
  7. Leo

    [696/699] L'ombra del Maestro

    Per la verità, l'ingaggio ricevuto da Low Yet era di prendere Tex vivo. Poi, tutto può essere, anche la tua versione, ma se hai sia pure un minimo intento di parlamentare, non fai lanciare dardi avvelenati ai tuoi. A questo punto, ipotesi per ipotesi, preferisco pensare che Low Yet abbia cambiato idea dopo aver catturato il ranger: sapendo che Tex non lo risparmierebbe (la prima pallottola è per te, gli dice il ranger), vedendoselo davanti, tutta quella forza, quella determinazione, quello sguardo vincente; ricordandosi le gesta leggendarie contro i suoi connazionali e contro lo stesso maestro; ecco, di fronte all'incarnazione, davanti ai suoi occhi, di quella leggenda di cui aveva sempre sentito parlare, Low Yet ne resta, in qualche modo, soggiogato, e comincia a sperare che davvero Tex possa risolvergli il problema dell'ingombrante Maestro. E lì, in quel momento, cambia idea. In quel momento, non prima: i dardi avvelenati escludono la tua ipotesi (ribadisco che Tex doveva comunque essere preso vivo, peraltro). In realtà, il fatto che Low Yet e le altre potenti gangs di New York si siano fatte soggiogare dal Maestro mi è comunque poco comprensibile: possibile che gangs così feroci si facciano mettere sotto da uno storpio e da due suoi uomini (per quanto in gamba come Castle e Muggs)? Possibile che il terrore che indubbiamente incute il Maestro riesca a impressionare gente ben poco impressionabile quali dovevano essere i malavitosi della futura "Grande Mela"? Mi piacerebbe capire cosa tu intenda per "altra cosa". Castle è un criminale efferato, astuto, pronto ad ammazzare con il sorriso sulle labbra. Una faccia aperta, un viso pulito in superficie a dissimulare l'animo di un criminale ambizioso e intelligente. E' talmente un bel personaggio che non mi stupirei - conoscendo Boselli - se un domani lo rendesse grigio, o temporaneamente alleato del nostro. Io non so se quello di Castle sia carisma (il carisma è altra cosa, ma cosa? ), ma senza dubbio è un personaggio che funziona.
  8. Leo

    Tex su Facebook, possibile che ci sia così tanta superficialità?

    Ci credo. Speriamo comunque di rileggerti (e anche di rivedere i tuoi disegni) più spesso
  9. Leo

    [696/699] L'ombra del Maestro

    Mi autoquoto, perché questa era una domanda che mi ponevo dopo la lettura del secondo albo. Non sia mai che Tex sia stato attirato lì per parlamentare, non sarebbe coerente con tutta l'architettura della trappola, in cui i cinesi cercano di far fuori Tex, tanto che l'irlandese e un cinese muoiono, colpiti dal terribile veleno. E invece alla fine si finisce per parlamentare! Non mi torna molto, francamente. Anzi, non mi torna affatto. Ma non si fa in tempo a fermarsi lì a riflettere, che già si è catturati dal duro confronto verbale tra Byrnes e Carson: c'è quasi un voluttuoso compiacimento, nelle parole dell'ispettore capo, quando rimprovera a Carson che Tex si è infilato nel labirinto di Chinatown e che sicuramente non potrà più tornare con lui nel Sud Ovest; quasi a dire: cari vaccari, ve l'avevo detto che qui le regole del gioco sono diverse, avevo ragione io. Byrnes è decisamente un signor personaggio, non già un partner caramelloso e cordiale, ma un autentico, rude, brusco uomo di legge in quell'inferno che era la New York di fine ottocento, la città delle gangs. Ho apprezzato tantissimo questa sua asperità del carattere, che ne fanno un personaggio vero, non già una banale e zuccherosa comparsa quale temporaneo pard dei nostri. Ma alla fine non ha ragione lui no, perché Tex è Tex. La scena successiva è magnifica, con doppi, tripli, quadrupli salti mortali: Tex frega Nick, poi Nick frega Tex, e infine di nuovo Tex frega l'avversario biondo, con l'intervento di Carson e della polizia newyorchese. Qui Nick capisce che Low Yet ha fatto il doppio gioco: non è un caso, dice, che la polizia sia intervenuta in quel luogo. Eppure, poco dopo, nella scena del finto assassinio di Tom Lee, sembra nuovamente fidarsi di lui. Anche qui, non mi torna che un uomo astuto come Castle nuovamente si fidi dei cinesi: potrebbe però trattarsi di un escamotage, non di una reale fiducia. Staremo a vedere. Sequenza del teatro: ho trovato un po' "farraginosa" la parte che coinvolge Ned Buntline. Una forzatura il ricatto nei suoi confronti; scontato che il giornalista non tradisse i nostri. Peraltro, mi è parsa una scelta troppo azzardata, quella di accettare la sfida del Maestro per un "incontro" a teatro: sono coinvolti troppi innocenti perché un capo della polizia - ma anche i due rangers - si prendano un simile rischio. E infatti il rischio è massimo, ed è un puro caso (troppo puro, forse...) che la boccetta cada nella bombetta di Buntline. Il fatto che il teatro fosse già mezzo vuoto non emenda Tex e company da colpe, perché la gente è scappata via per puro panico, non certo perché i nostri abbiano ben concertato le loro mosse. Insomma, la scena a teatro - peraltro un classico della fiction avventurosa - è molto azzardata, ma Boselli non ci rinuncia e probabilmente fa bene, perché lui si diverte un mondo e fa divertire anche noi: intanto ci regala un Carson grande attore, tanto che è osannato anche da una ragazza del pubblico che, tra tanti, grida "Viva Kit Carson"; poi, c'è il tirassegno - da brividi - sul pubblico; e infine c'è la scena del Maestro appollaiato sul lampadario: ammetto che sulle prime ho storto un po' il naso nel vedere questa sorta di Joker redivivo (o ante litteram) minacciare dall'alto (ma come ci è arrivato?) l'intero teatro, e mi è quasi venuta la nostalgia delle grinte del West alla Waco Dolan, ma quando ho capito che si trattava non del vero Maestro ma di un "duster" drogato ho ritenuto la cosa più accettabile, e mi sono rituffato in una lettura sempre coinvolgente (nonostante le tante parole, e questo è un grosso pregio!) e purtroppo bruscamente interrotta da un quanto mai inopportuno "continua".
  10. Leo

    Tex su Facebook, possibile che ci sia così tanta superficialità?

    Dispiace che un utente di peso come te, Pallino, non posti più nulla sul forum, luogo virtuale che come hai detto tu è più congeniale di Facebook ad ospitare discussioni più strutturate. Io ho chiesto di essere ammesso al gruppo Facebook e mi avete accettato; ogni tanto verrò a trovarvi, anche se per il tipo di utente che sono preferisco intervenire nel forum mentre non amo tantissimo Facebook. Intanto, sono contento di averti riletto qui, sperando che non sia solo una comparsata.
  11. Leo

    [Texone N. 10] L'uomo Di Atlanta

    La storia io l'ho apprezzata di più solo ad una seconda lettura. Ricordo ancora il senso di meraviglia che mi colse mentre, leggendo la storia, pensavo a quanto mi stesse piacendo, contrariamente al ricordo che ne avevo. Oggi ormai lo considero una dei più bei Texoni. I disegni danno in effetti la sensazione di esser tirati via, ma ciononostante li trovo estremamente affascinanti.
  12. Leo

    [Texone N. 10] L'uomo Di Atlanta

    Nizzi, che ammirava Bernet, rimase inizialmente perplesso di fronte all'estrema sintesi del tratto del disegnatore spagnolo sul Texone; poi, a ben rifletterci, si disse convinto di aver visto, in quei tratti troppo stilizzati, comunque la zampata del vecchio leone. Io ci ho visto più di una zampata: nonostante in alcuni passi i personaggi siano effettivamente più schizzati che disegnati, questi emanano un vigore, una forza, una grinta e un fascino grandissimi. Mi è dispiaciuto non aver mai più rivisto Bernet su Tex, anche se sembra che lo stesso Sergio Bonelli in qualche modo temesse di proporre un simile tratto sulla regolare. Peccato.
  13. Leo

    [Texone N. 15] Il Cavaliere Solitario

    Non la rileggo da tanto, ma io ricordo un Tex cupo, in una storia dalle tinte molto fosche. L'assassinio di una famiglia, con lo stupro di una ragazzina, sono premesse pesantissime che minano la serenità di Tex che durante tutta la storia sarà concentrato solo sull'obiettivo finale, senza darsi tregua. Se mi dici così,mi fai venire il dubbio sulla bontà dei miei ricordi: la rileggero'.
  14. Leo

    [Color Tex N. 14] L'apache bianco e altre storie

    Ma infatti è la storia di un flirt, incastonata in una trama classicamente western. La particolarità è il flirt; si tratta di una storia "omaggio" al Vecchio Cammello. Io l'ho gradita.
  15. Leo

    [438/440] Gli Invincibili

    Anche a me ricorda Giù la testa, ma Boselli si è ispirato per questa storia a Il mucchio selvaggio, la cui scena finale è ripresa quasi di peso da Borden per la lunghissima sequenza del fortilizio di Carrasco. La stessa "processione di sangue" è ripresa dal film di Peckinpah. Ti consiglio, quindi, Grande Tex, di vedere quest'ultimo, che è la vera fonte di ispirazione di Borden. Questa storia è stupenda. Vorrei ricordare anche i dialoghi dell'incontro tra Tex e pards e la banda degli irlandesi nel villaggio messicano, una scena scritta benissimo. La scena finale, l' "incontro" di Shane con Shan van Vocht, è a mio parere la scena più lirica di tutta la saga, un picco - tuttora ineguagliato - di poesia.
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