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TWF - Tex Willer Forum

Leo

Ranchero
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About Leo

  • Rank
    Utente emerito del TWF
  • Birthday 05/01/1978

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  • Gender
    Maschile
  • Interests
    storia, letteratura, sport, cinema, politica
  • Real Name
    Leo

Me and Tex

  • Number of the first Tex I've read
    334
  • Favorite Pard
    Kit Carson
  • Favorite character
    Montales

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  1. Leo

    [Texone N. 34] Doc!

    C è tanto Ticci nelle bellissime tavole della zuccheri, ma quel primo piano di Carson, nell ultima tavola, a me ricorda tanto il grande Carlo Raffaele Marcello...
  2. Leo

    [Texone N. 34] Doc!

    Dovete finirla di ingolosire così la gente! Ora chi aspetta 11 giorni? Fatevi un esame di coscienza!
  3. Leo

    [703/704] La seconda vita di Bowen

    Storia molto bella, che "purtroppo" conferma la vecchia lezione del Borden dei primordi: Tex ha bisogno di essere Tex (meglio se con Carson), ha bisogno di grandi cattivi e non di mammolette, ma soprattutto ha bisogno di grandi comprimari, anche accettando il rischio che, qualche volta, rubino la scena al nostro (che poi, basta essere bravi come lo è stato Ruju in questa occasione per non incorrere in questo rischio). Qui abbiamo quali comprimari non solo Bowen, ma anche Tim (con Margie a giusto completamento), ed è alla loro storia, al loro destino, che ci appassioniamo. Il pathos della vicenda è tutto lì, nel passato maledetto dell'ex pistolero, nei sogni tremendi del bambino. Ruju è evidentemente portato per questo tipo di storie, e non è un caso se, nella sua buona esperienza texiana, i picchi sono rappresentati da storie con comprimari pesanti, quali il ranger a cui muore il figlio, il bandito che diventa frate, il militare del ponte della battaglia: ciascuno di questi personaggi ha dentro di sé qualcosa di tragico che lo rende al contempo epico, un passato o un destino drammatici che li rende vivi, veri, non solo marionette che stan lì a dare fastidio (vano) al nostro super eroe infallibile. Se una storia come quella del Maestro mi diverte, una come questa mi emoziona: ci vogliono entrambe in una saga seriale, ma io preferisco di gran lunga storie così. Sono soddisfatto.
  4. Leo

    Miguel Angel Repetto

    Aveva uno stile vintage, un po' datato, soprattutto nella resa dei personaggi... non a caso, spesso i suoi lavori erano confinati sui Maxi. Ma in questa collana, con il suo tratto robusto e "anni '50", ha comunque contribuito a due tra le più belle storie di questa spesso bistrattata pubblicazione, vale a dire il gioiello Rio Hondo e l' ottima La Pista degli Agguati. In particolare nella prima, indimenticabili sono i paesaggi dell'Ovest e i personaggi dei Bascomb e della vedova Herrero, le cui caratterizzazioni grafiche sono decisive a mio parere nel rendere questa splendida, classica storia western una delle più apprezzate storie dei Maxi in particolare e del nostro ranger in generale.
  5. Leo

    [703/704] La seconda vita di Bowen

    Buon primo tempo di questa storia che ripropone il ritorno di Bowen. Intrigante la situazione che si è venuta a creare nell'ultima fase dell'albo, promette bene per la seconda parte. Attendiamo fiduciosi.
  6. Il Totem Misterioso... la prima storia di Tex. La si ama a prescindere, nonostante l'assurdità che Coffin, sparando due colpi di pistola a Tex a bruciapelo, non riesca ad ammazzarlo, e poco dopo ripeta la stessa, improbabile, cosa, con il suo ex amico Dente di Lupo. Storia di settant'anni fa, che tutto sommato continuo a trovare debole anche per quell'epoca, visto che sempre nel numero 1 Bonelli riusciva a regalarci una splendida "El Diablo", profondamente matura. A partire dal numero 3 della collana TexWiller e fino al numero 4, si è trattato sostanzialmente di una riscrittura di quella prima, fatidica, storia, tanto che mi sono divertito a leggere entrambi gli albi in contemporanea per vedere cosa era cambiato tra i due. Quest'ultima parte, che non poteva non essere ancorata a quella prima storia di GLB, è quella che mi piace meno, ma mi rendo conto che probabilmente Borden non poteva fare diversamente. Fino a quel momento, avevamo potuto leggere una storia serrata e solida, un gran bel western in grado di appassionare non solo la vecchia guardia ma anche un neofita che si sia voluto approcciare a Tex con questa nuova pubblicazione, complici anche dei disegni semplicemente da paura come quelli di De Angelis. Qualche tempo fa, scrissi in questo topic che mi emozionava l'idea di questa collana, per il fatto che, incuneandosi Boselli nei vuoti lasciati da Bonelli, di fatto stava riscrivendo la giovinezza di Tex insieme a GLB, quasi fosse un lavoro a quattro mani e in contemporanea, in una continua staffetta tra i due resa possibile da una sorta di magia in grado di annientare i confini del tempo. Ebbene, questa sensazione l'ho ritrovata in questa prima storia, non solo nella riscrittura del "Totem Misterioso" da parte di Boselli avvenuta nei numeri 3 e 4, ma anche per la sequenza di Red Bill. Nel numero 1 di Tex, Red Bill (o Bill il Rosso) era citato una volta sola dal nostro, quando quasi si scusava con Tesah per non aver potuto salvare suo padre perché impegnato a liquidare la banda del pericoloso fuorilegge. Una sola vignetta. Una sola citazione. Nient'altro. Nella fantasia del vecchio GLB, Bill il Rosso è meno di un abbozzo: è solo un nome, un pretesto. E' niente. Un nome a caso a cui GLB probabilmente non ha mai più pensato. Ebbene, quel lampo nella testa di GLB, settant'anni dopo, ha preso consistenza e fattezze, e da semplice nome è diventato personaggio, ed ecco che un vuoto è stato riempito, in una nuova scrittura del personaggio fatta oggi e settant'anni fa al contempo. Peraltro, come dicevo, la vicenda di Red Bill è quella che mi è piaciuta di più, per questo cattivissimo personaggio che mi ha ricordato quello interpretato da Jeff Bridges nella serie Netflix Godless. Una parola su Tesah: che schianto, ragazzi! La scena in cui si spoglia (non del tutto) per gettarsi in acqua è inusuale in Tex, ma non ha nulla che non vada e credo che in questa collana ci si possa permettere qualcosa di più rispetto alla castigatissima serie regolare. Insomma, bella prima storia. Lunga vita a "TexWiller".
  7. Leo

    [297/299] Fuga Da Anderville

    La penso esattamente così
  8. Leo

    [297/299] Fuga Da Anderville

    Si chiamano omaggi. L'ultima parte de Gli Invincibili è presa di peso dal mucchio selvaggio, ma ciò non ne sminuisce il valore, tutt'altro...
  9. Leo

    [297/299] Fuga Da Anderville

    Mi spiace Bob, ma non posso essere più in disaccordo. Per me questa storia è epica, Tra due bandiere non le si avvicina nemmeno. Non hai torto, ma probabilmente una soluzione del genere sarebbe stata difficile da far digerire. Ciò ha portato Nizzi a ripiegare sul rapporto zio-nipoti che, pur essendo altrettanto forte, rende le future azioni dello zio più credibili e meno indigeste. A te ha lasciato perplesso, per me è uno dei punti di forza della storia. Tex, grandissimo giudice di uomini, non vuole credere alla colpevolezza dell'amico John. Il suo intuito, il suo subconscio, gli dicono che non può essere così, e infatti alla fine John muore, sorridendogli, tra le sue braccia. Ma l'evidenza dei fatti è talmente soverchiante che instilla, fortissimo e ineludibile, in Tex il germe del dubbio, proprio a lui, solitamente così lucido in fatto di animo umano. Meraviglioso il dramma interiore di Tex. Ancor meno d'accordo. Tex non è isterico, è furibondo. E contrariamente a quanto fa di solito, non può sfogarsi a prendere a pugni un uomo anziano, indifeso e malato. Altra scena magistrale per me. La morte di John. Struggente e amarissima. Lirica. La foto dei due nipoti sulla scrivania del vecchio Walcott: senza parole. La vignetta finale: Tex che ha bisogno di sentire il vento fresco in faccia, cavalcando tra morbidi campi di cotone, e che, palesando una volta tanto una certa "vulnerabilità", chiede al Vecchio Cammello compagnia, per scacciare il magone che ha dentro. Per me una delle scene più belle del fumetto mondiale
  10. Leo

    [Maxi Tex N. 24] Il cavallo di ferro

    Ma io apprezzo quel Topic e i vostri sforzi. Il problema è che ho scarsa memoria. Ora però non me lo scordo più
  11. Leo

    [Maxi Tex N. 24] Il cavallo di ferro

    quindi è un sì?
  12. Puoi scaglionarlo come ti pare no? Meglio troppo che poco Io in questi giorni ho recuperato gli ultimi quattro mesi: tra il Maestro, il cavallo di ferro, l uomo dalle pistole d'oro e il Magazine di Rauch ho fatto una scorpacciata. E, fidati, mi sono divertito
  13. Anche questo è vero, però la fisionomia è troppo distante da quella ordinaria di Carson. Il personaggio è stato quasi stravolto
  14. OK mi arrendo. A parte le cose che riguardano Lena Donna e Clemmons (cioé i tre quarti della storia?). Comunque OK, non ti piace. Qualcun altro con mia grande sorpresa non apprezza Fuga da Anderville. A me non piace Patagonia. Tuttavia, credo che alcune storie abbiano degli elementi oggettivi per essere annoverate tra le grandi. Che non significa debbano piacere a tutti, comunque.
  15. Troppo pochi i commenti in questo topic per la storia che è stata pubblicata. Dopo alcuni passi falsi, Ruju sfodera una prestazione eccelsa, con una storia di vendetta che bene ha fatto Occhi nella notte a definire leoniana (i cattivi somigliano tanto alla banda dell'Indio o a quella di Frank che tortura il fratello di Armonica). L'Uomo dalle pistole d'oro è un grande antagonista western; il fatto che tra le sue prede ci sia anche Carson aggiunge ulteriore pathos ad una storia dalle tinte forti, sanguigna e serrata. Ottime anche le parti in flashback, in cui vediamo un giovane Carson che "scende in campo" (espressione forse anacronistica) ma che ancora non è la leggenda che sarebbe diventata. Complimenti vivissimi a Ruju per uno dei cartonati più belli editi finora. Capitolo disegni: eccellenti. Contribuiscono non poco, con il loro West sporco e cattivo, all'ottima riuscita di questo albo. Tex lo trovo buono, mentre Carson è troppo personale e troppo distante dal canone texiano. Se rientrasse nei giusti canali per il Vecchio Cammello, non ci penserei due volte a riproporre il disegnatore serbo sulla regolare.
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