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TWF - Tex Willer Forum

Leo

Ranchero
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About Leo

  • Rank
    Utente emerito del TWF
  • Birthday 05/01/1978

Profile Information

  • Gender
    Maschile
  • Interests
    storia, letteratura, sport, cinema, politica
  • Real Name
    Leo

Me and Tex

  • Number of the first Tex I've read
    334
  • Favorite Pard
    Kit Carson
  • Favorite character
    Montales

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2,974 profile views
  1. A me è piaciuta molto la Etzli manfrediana, ma alla fine propendo per la più carina Big Nose Kate
  2. Esattamente. Ma magari a Carlo e a Loriano fa troppa paura l'ipotesi (irrealistica) di cent'anni con Nizzi Intanto io auguro all'autore di Fiumalbo di arrivarci, a cent'anni
  3. Leo

    [maxi 2002] Rio Hondo

    Anch'io la ritengo una delle storie più belle apparse sulla collana dei Maxi, un vero gioiello western, bellissimo per dialoghi, personaggi e disegni. Le altre due di Segura che hai citato non so se stanno sopra o meno a questa storia, ma anch'esse sono un gran bel leggere! Oklahoma, invece, è fuori concorso...
  4. Il "club" degli sceneggiatori di Tex è ben poco frequentato, potendosene contare all'incirca una decina in più di settant'anni di vita editoriale. L'albo di questo mese è quindi storico, posto che segna l'esordio sulla regolare di un nuovo sceneggiatore di Tex. Preoccupa un po', dal punto di vista della scaramanzia, che la storia parli di un'evasione, come accadde per l'esordio di Faraci, che partì bene ma si è perso per strada nel corso degli anni. D'altronde, essere uno sceneggiatore di Tex è cosa quantomai complicata, e per resistere a lungo devi avere un gran fiato e un cuore grosso grosso, sennò alla distanza ti perdi. E' difficile scrivere ancora un western originale e interessante dopo tanti decenni e, a mio parere, nonostante la buona qualità delle storie in edicola, Tex ha bisogno che la squadra di sceneggiatori venga rafforzata. Oggi si propone Rauch, ed è un gran bel modo di proporsi: subito un grande Carson, protagonista assoluta nella prima sequenza in paese. E se è vero che il secondo uomo gli sfugge, è per l'appunto il secondo, mentre nella storia di Nizzi il Vecchio Cammello si fa fregare da un solo avversario. Quindi non è il metro ad essere diverso, ma le situazioni: Nizzi fa fregare Carson da un solo uomo, qui invece deve vedersela con due e fa un buon lavoro. Piuttosto, ciò che mi è piaciuto poco è il Carson che ha bisogno di chiedere tutto al chiaroveggente papà Tex, un aspetto che ho sempre odiato in Nizzi e che qui Rauch sembra purtroppo aver fatto suo abbastanza pesantemente. Spero che in futuro riveda questo elemento. Sono invece d'accordo con tutti i pards che mi hanno preceduto sull'eccessiva facilità con cui un intero penitenziario si fa mettere in scacco da un pugno di fuorilegge. La sequenza è poco credibile e non concordo con Natural quando dice che è comunque solo un fumetto: la storia deve essere verosimile, l'autore non deve barare con situazioni poco plausibili per fare andare avanti la vicenda. Però la storia è bella. Il tema della fuga è solo un pretesto, è evidente. La storia si concentra sui personaggi, che paiono tutti convincenti e solidi. Decker e la sua banda da un lato, Ray Cooper e il ragazzo dall'altra, con quest'ultimo che sconta il limite di essere un personaggio purtroppo scontato, nonostante le intenzioni dell'autore: non è un caso che l'uomo da lui colpito con la pistola non sia morto. Non morirà, perché il ragazzo non è un criminale e deve quindi salvarsi, senza avere omicidi sulla coscienza. Un po' troppo telefonato, per lettori texiani scafati. Insomma, una bella storia per ora, che fa ben sperare. Peccato solo per la sequenza poco credibile dell'evasione, ma i personaggi intrigano non poco. Disegni promossi. Western sporco, scampaforche con la grinta giusta.
  5. Il primo albo di questa avventura mi era piaciuto moltissimo, mentre il secondo mi lascia un po' freddo. Ho avuto la sensazione che la vicenda si chiudesse troppo rapidamente, e comunque non mi è piaciuta la gestione dei personaggi: mi aspettavo di più in particolare dallo sceriffo Tucker e dai suoi uomini. Il primo, anche se leale, ha dato l'idea di essere inadeguato per l'abbaglio preso nel valutare il caso, mentre tra i suoi uomini il biondino è una vera e propria iattura, con la sua quasi ossessione nei confronti di Tex che non mi pare nemmeno così tanto credibile ma solo messa lì per movimentare la trama. Insomma, anche in questo caso, un bel soggetto di Ruju perde un po', in termini di sceneggiatura, nel secondo albo. Peccato. Resta comunque una buona storia, ma non buona quanto mi sarei aspettato dopo la lettura del primo albo.
  6. Bel topic. Per me: - vignetta finale di Fuga da Anderville, quando un Tex amareggiato chiede compagnia al Vecchio Cammello. - l'entrata di Carson nel trading post di Cyrus Skinner. - Shan Van Vocht che prende per mano Shane 'O Donnell. Lo so, sono tre e non una, ma io non scelgo. Non posso
  7. Fuga da Anderville è un capolavoro. Alla prima lettura, all'ultima, durante, dopo cent'anni di Nizzi e trenta di Boselli e dieci di Ruju e una spolverata di Faraci. Walcott non frega Tex, ma i suoi nipoti. Tex non può nulla né può sospettare nulla: ciò che il vecchio zio fa è talmente contronatura che nessuno potrebbe sospettarlo, e le urla di Tex a fine storia non sono gli strilli di uno sconfitto; è la rabbia che prorompe davanti a tanta mostruosità. Perché lo zio è un mostro, anche se un mostro che tiene sulla sua scrivania il ritratto di quei suoi due nipoti schierati su fronti opposti nella carneficina americana. Non c'è un Tex piccione, come d'altronde tu stesso dici. C'è solo una grande storia di Tex e una fenomenale storia western.
  8. Ma come curatore non puoi intervenire per mitigare questi aspetti?
  9. Leo

    Claudio Nizzi

    Nizzi rispose di sì, e a suo dire GLB parve rassicurato
  10. La sua crisi è arrivata in un momento in cui ormai la sua firma era ben nota. C'è un che di auto-assolutorio nella versione data in quell'intervista, secondo me. Cosa diversa invece l'abbandono forzato di Nick Raider, che vedo già come causa più plausibile. È possibile che abbia attinto da Glb in alcune sequenze, ma in storie in fin dei conti autonome e con una loro "personalita" (le due storie che hai citato, Gli Strangolatori e L'Uomo Serpente, sono tra le più belle di Nizzi). In definitiva, io non ci vedo nulla di negativo, sicuramente non ci vedo niente che vada a discapito dell'autore, che anzi in tal caso ha confezionato due belle, robuste, storie texiane nel solco della tradizione glbonelliana.
  11. Come ho raccontato più volte, La leggenda della vecchia missione fu la mia prima storia... estate '88, io mi aspettavo Akim ma mia madre dall'edicola mi porta 'sto coso. Imbronciato, dico a mia madre che può riportarlo indietro. Ma mio padre mi dice che Tex è meglio di Akim... In fin dei conti, se sono diventato texiano lo devo proprio a questa storia, che mi ammaliò. E' una storia molto glbonelliana (si ricordi Santa Cruz) ma è puro Nizzi, è un Nizzi che diverte e si diverte, e conquista... Non è una storia anonima. E' vero che lascia moderatamente soddisfatti.
  12. Non conosco il Rauch zagoriano, ma mi fido del vostro giudizio. Inoltre la trama sembra molto interessante. Infine, quel mio vecchio Carson... c'è da lustrarsi gli occhi. Confido tanto in questo nuovo autore e aspetto con ansia il prossimo albo.
  13. I risultati si sono visti? Quando? Dopo che per dieci e più anni ha tirato la carretta praticamente da solo? Il calo di Nizzi è dovuto a una crisi creativa che poco ha a che fare con questa sua presunta "castrazione". Io stesso ho detto più volte che avrei voluto più "Fuga da Anderville", intendendo più storie personali. Ma se Nizzi non le ha scritte non è stato solo per un'imposizione esterna, ma anche per la sua intima convinzione che Tex si scriveva a quel mondo, che la formula del vecchio Bonelli era quella vincente. Lo ribadisce anche oggi, prendendo le distanze dagli autori moderni... D'accordo, ma chi è venuto dopo GLB è stato Nizzi, non altri. Lui aveva vincoli dall'esterno oltre che, come detto sopra, una ferrea convinzione che Tex andasse scritto in quella maniera. Boselli e gli altri sono venuti dopo, quando già il pubblico era abituato a non vedere più la scritta in terza di copertina "text by Glb". Ma più di dieci anni dopo, però. Lo abbiamo visto, e ci è piaciuto, nei suoi capolavori. Con La Congiura Nizzi si è divertito un mondo, La Leggenda della vecchia missione è puro GLB ma anche purissimo Nizzi, Fuga da Anderville è poesia ecslusivamente nizziana...
  14. CONTIENE S P O I L E R Sugli Yaqui ti do' ragione: carne da macello. Ma a Nizzi interessano i bianchi, stavolta. E questi non sono carne da macello: la morte del giovane Joe, eroe; il pavido cercatore d'oro, vigliacco; il gambler, vigliacco ed eroe al contempo; lo stesso sfortunato Bulder, che casca dalla padella nella brace e fa una fine orribile. E infine il vecchio teatrante, che di fronte alla propria rovina si fa accecare dalla famigerata "febbre dell'oro". Insomma, piatta e scontata proprio non direi. Il finale con l'arrivo della cavalleria, concedo che sia troppo telefonato, ma il vero finale è il piccolo "giallo" delle ultime 10 pagine, con il sospettato Frank e con il vero - inaspettato - colpevole Parson. Nonostante quanto detto sopra, non è una grande storia. Si legge troppo velocemente (soprattutto il secondo albo) e gli avversari sono come quei pupi dei videogames, messi lì apposta per essere falcidiati. Se l'avversario non ha spessore, giocoforza la vicenda perde mordente, e a poco vale il fatto che l'interesse di Nizzi risiedesse tutto negli assediati e per nulla negli assedianti. Capitolo Kit Carson: le figure da "piccione" mi danno un po' di fastidio, ma non le reputo inaccettabili. Quando si fa sfuggire Bulder, è sfortunato perché questi ha due cavalli mentre quello del Vecchio Cammello viene subito colpito dal fuorilegge. Quando invece, alla fine, Parson lo tramortisce, il Vecchio Cammello è colto di sorpresa quanto il lettore, e penso che una situazione del genere possa starci. Per il resto, Carson è il vero protagonista della vicenda, con una performance, nella parte centrale del secondo albo, con cui Nizzi vuole evidentemente mettere a tacere i suoi detrattori, coloro che per anni gli hanno rimproverato la sua cattiva gestione del Vecchio Cammello. "Pensate che solo Boselli vi sappia dare un Carson protagonista? Vi faccio vedere io", sembra dire lo scrittore modenese. Ed io, da buon carsoniano, sono contento? No. Non sono contento perché, per recuperare Carson, Nizzi si perde Tex. In tanti anni di saga texiana, non ricordo una situazione in cui non sia Tex a ritagliarsi la parte più pericolosa. Ci sta, lui è più giovane del suo pard, ed anche più spericolato. Da carsoniano, adoro le situazioni in cui Carson si mette in luce, ma per fare ciò non si deve stravolgere Tex. Un Tex arrendevole, che sa dire al suo pard solo "al contrario di te, io non sono stanco di vivere" e, poco più tardi, "in bocca al lupo". Carson deve essere sempre un leone, agile, ed anche astuto e fine calcolatore, d'accordo, ma se si getta in un'impresa suicida io mi aspetto che Tex intervenga. So che corro il rischio di essere preso per un incontentabile: una volta vuoi che Carson sia sempre in risalto, poi ti mettono in risalto Carson e tu ti incacchi. Ma Carson deve risaltare come ne I Giustizieri di Vegas, come ne Gli Uomini che uccisero Lincoln, come ne Il Presagio, come ne Gli Invincibili, come ne La Leggenda della Vecchia Missione. Deve cioè essere sempre più che all'altezza delle situazioni che gli si prospettano da affrontare ma, contemporaneamente, mi aspetto che Tex sia Tex. E che in una situazione suicida, che tra l'altro può essere affrontata indifferentemente da entrambi, sia lui a imporsi. Questo è Tex: può anche passare in secondo piano, e lasciare spazio a Carson, ma per cause di forza maggiore, non già perché ritiene che un piano è suicida e lascia che a metterlo in atto sia il suo vecchio pard. In definitiva, per me, una storia discreta. Non eccezionale, ma nemmeno anonima come invece è sembrata a tanti pards che hanno commentato in questo topic.
  15. Anche da parte mia, caro francob. È sempre un piacere dialogare con utenti preparati delle proprie, condivise, passioni.
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