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TWF - Tex Willer Forum

Leo

Ranchero
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About Leo

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    Maschile
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    storia, letteratura, sport, cinema, politica
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    Leo

Me and Tex

  • Number of the first Tex I've read
    334
  • Favorite Pard
    Kit Carson
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    Montales

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  1. Ho a casa il cartonato a colori uscito un po' di tempo fa. È praticamente identico al tomo appena uscito, con la sola differenza che la copertina di quello che ho in casa è del tutto anonima rispetto a quella del volumone appena pubblicato, che ripropone la cover del n.407 in grande formato. La sola copertina - l'unico elemento di diversità rispetto al cartonato che già posseggo - vale l'ulteriore spesa di 24 euro? Io credo di no, ma ciononostante acquisterò il cartonato, in barba alla razionalità, all'economia domestica, allo spazio in casa e a qualunque altra considerazione di buon senso che si possa fare. Questa storia ha rappresentato per me - e rappresenta tuttora, posto che, pur conoscendola a memoria, la leggo almeno una volta all'anno - qualcosa di ineffabile, non spiegabile a parole, ha suscitato emozioni che vanno al di là del suo stesso valore, pur eccelso: non ho amato solo il miglior Carson di sempre, ma mi son centellinato, nel corso di questi 26 anni, le singole parole, mi son sorbito lentamente e con voluttà ciascuna vignetta, quei dialoghi maiuscoli, quelle tante scene madri. Proprio stasera, spinto da un commento letto su Facebook, ho riletto l'articolo che scrissi anni fa per il Tex Willer Magazine 12 su questa storia: la parte più interessante è l'intervista di Boselli - che come al solito non è mai banale - ma mi ha emozionato anche rileggere le mie entusiastiche parole, rivivere quel mio esercizio di scrittura da cui traspare nettamente un sentimento viscerale per Il Passato di Carson, qualcosa ripeto che non si spiega solo col valore dell'opera in sé ma che dipende da qualcosa di radicato in me, forse il mio amore per Carson, la mia fascinazione triste per il senso del Tempo che passa, per i temi classici ma sempre commoventi dell'Amicizia e del Tradimento. Senza pudore, ti invito a leggere quel mio articolo del Magazine, non per il valore in sé del testo (ché scrittore non sono, ma solo un dilettante allo sbaraglio) ma perché quel commento penso faccia capire realmente cosa sia per me questa storia, e spiega perché io la ritenga non solo magnifica, ma uno dei più grandi capolavori fumettistici di sempre. Tutto questo pippone - spesso mi succede di partire a razzo sull'onda dell'entusiasmo - per dire che 24 euro mi sembrano sprecati per qualcosa che già ho e che, se anche non avessi, conosco a memoria, ma ciò non toglie che li "sprecherò", pur di stringere tra le mani quella copertina rigida col cielo caldo del tramonto e con, al posto del sole declinante, quel sorriso generoso che affronta con sicurezza la vita
  2. Tex non "accetta" di fare il soldato, ma ci è praticamente costretto. Non è una sua scelta: l'agente federale lo ha ormai individuato, e il Capitano Payne gli ha fatto capire chiaramente che ormai i suoi giorni da uomo libero sono contati e che la cosa migliore per lui è arruolarsi. Poi c'è un altro elemento che a mio parere deve essere sottolineato: questa collana fa vedere Tex da giovanissimo, e in questo senso può essere vista come un lunghissimo romanzo di formazione (d'altronde, cosa è stato Nueces Valley, se non un meraviglioso romanzo di formazione a fumetti?). Tex è alle prese con le prime esperienze in tanti ambiti, è braccato e vede nell'esercito una possibile (e solo temporanea) ancora di salvezza. È un ragazzo con molti, troppi problemi, la sua scelta di entrare nell'esercito deve essere quindi contestualizzata e in questo senso ed è del tutto credibile. Perché questo non è il Tex quarantenne e maturo che conosciamo, ma è un ragazzo che, per quanto già sveglissimo e in gambissima, sta ancora facendo il suo tirocinio. È Tex in fase di formazione, non certo il vostro preteso Tom Smith . Se Tex fosse già il Tex che conosciamo, non avrebbe nemmeno molto senso dedicargli una collana: è invece un ragazzo che, già antimilitarista, si scoprirà da questa esperienza ancora più avverso alla guerra; un giovanotto che, per campare, deve sedere ai tavoli da gioco (da qui l'abilità che GLB gli conferisce); in definitiva è un uomo che, data la giovane età, può ancora permettersi qualche passo incerto, tanto più perché è in una situazione senza uscita. Ma anche questa è gavetta, ed è ciò che lo renderà il Tex che verrà e che tutti conosciamo. Proprio questi elementi, che voi definite "non da Tex", a me paiono invece credibilissimi proprio perché non canonici: è invece il modo più verosimile di gettare le basi del futuro cavaliere senza macchia e paura e, soprattutto, rotto ad ogni esperienza qual è il caro, vecchio Tex.
  3. In realtà credo che ciò che si debba fare è proporre storie coerenti con il personaggio. Il Tex di Tra due bandiere è profondamente avverso alla guerra, e infatti sia lui che Dick lasciano andare Rod per la sua strada, trattandolo come uno che non ha tutte le rotelle a posto. Questo sentimento antibellico che Tex palesa nella storia glbonelliana può ben essere maturato nell'avventura proposta questo mese da Boselli nella collana del Tex giovane. Lo stesso dicasi per le abilità da gambler che stanno così sulle scatole a Letizia. Tex è un giocatore sopraffino, GLB e Nizzi, ma anche Boselli (si pensi alla giocata con Laval al Golden North) ce lo mostrano infinite volte; ebbene, queste abilità non sono (solo) innate, ma si nutrono delle più disparate esperienze che Tex ha fatto nel suo burrascoso passato. L'unica eccezione che mi sento di condividere è quella di Bob Rock su Mefisto, che in Texwiller pare più evoluto del suo alter ego apparso per la prima volta con GLB. Ma sul personaggio di Tex per ora a mio parere il lavoro è ineccepibile.
  4. Albo davvero molto bello, con il culmine nel "confronto" con Fairfax e nella scena dei coccodrilli. Con i suoi atti e il suo modo di essere, Tex miete consensi, prima tra i soldati e poi tra i più biechi scout appartenenti ai Volontari della Florida. Nel prosieguo, sarà senz'altro decisivo il seminole nero cui ha risparmiato la vita all'inizio dell'albo. Si prepara così un finale coi botti. Un Tex disertore ma amato dai soldati (con l'eccezione di Fairfax), un bianco ma che troverà il favore dei Seminoles grazie all'uomo risparmiato, una doppia anima (bianca e solidale coi nativi) in una sporca guerra di palude, e oltre a tutto ciò dobbiamo attenderci il ritorno dell'agente federale: ci sarebbe da chiedersi come si possano tirare tutte le fila nei (soli) due albi rimasti, ma non poniamoci domande e lasciamoci trasportare nella pura avventura di una storia con tanta carne al fuoco che per ora marcia fluida e sicura.
  5. Storia abbastanza soporifera, sicuramente tra le meno riuscite del centinaio. Il fatto che l'antagonista sia poco credibile come personaggio ha sicuramente contribuito a farmi percepire la lettura come noiosa e inutile.
  6. Io sono sostanzialmente d'accordo con te, e posso fare mie queste parole, MA solo per alcune storie, quali Cruzado, Fort Whoop Up, in un certo qual modo anche I ribelli del Canada. Di altre ancora ho un ricordo troppo vago per poterle giudicare mentre per altre tre continuo a credere che Nolitta abbia scritto grandi storie: Caccia all'uomo, Il Colonnello Watson, El Muerto. Queste tre storie sono tra le letture più belle per me, e se Tex non c'è, o se è lo sbiadito fratello dell'originale, vabbe, me ne faccio una ragione, ma resto appagato dalla lettura.
  7. Il problema è che Tex crede che Andy Wilson sia un assassino. E l'uomo che sta pestando è colui che, bloccando Tex mentre Andy fuggiva, ha consentito all'assassino di portarsi in salvo. Inoltre il pestato è il migliore amico di Wilson e quindi, per quanto ne sa Tex, potrebbe essere un pendaglio da forca anche lui. Però concordo che qui il ranger si faccia prendere un po' troppo la mano, perché in definitiva il cowboy non aveva fatto granché se non favorire un amico. I cowboys non hanno il punto di vista del lettore: non si tratta infatti di stinchi di santo, la loro animosità verso gli uomini di legge la si vede già nell'accoglienza riservata allo sceriffo, quando uno di loro dice, con malevolenza, che lui non ha mai avuto guai con la legge, ma che gli sbirri non gli piacciono ugualmente. Il loro punto di vista è quindi quello di balordi che sono contro i rappresentanti della legge, siano essi sceriffi o ranger, non già quello del lettore. Tex chiede il whisky OLTRE all'acqua, lo dice chiaramente. Il whisky lo aggiunge all'acqua e gli serve per scaldarsi visto che le notti nel deserto sono abbastanza fredde. Un'esagerazione, è vero. Anche qui, come all'inizio, il ranger si fa prendere la mano, risultando violento oltre il ragionevole e divenendo, qui come nella scena sopra citata, oltremodo sgradevole. Cosa che gli fa fare anche Boselli nei confronti dell'Ute Blackbird in Colorado Belle: l'indiano è legato, e Tex gli tira un calcio mi pare. L'attenuante è che in entrambi i casi il ranger è molto incavolato. Sono solo una dozzina di balordi, di teste bacate. Non è certo una ribellione, parlare di Tex che non sa farsi rispettare come capo, o addirittura di "distruzione totale" del mito mi pare un'esagerazione. Piuttosto, ciò che è insopportabile è il Tex che si fa sorprendere nel fienile: solo nelle storie di Nolitta il nostro è un vero e proprio pollo che si fa sempre fregare: ricordo ad esempio come si fa infinocchiare dal Colonnello Watson, che lo tramortisce mentre giocano a biliardo. In entrambi i casi, ne I Dominatori della Valle come in Caccia all'uomo, Tex viene messo fuori combattimento per precise esigenze narrative: qui per "consentire" che Andy venga catturato e poi ucciso, lì affinché il nostro possa essere liberato da Ella, la figlio del Colonnello: Nolitta vuole proporre storie forti e drammatiche, con alto tasso di pathos, e lo fa per il tramite di personaggi deboli, qui la povera vittima Andy e lì la ragazza coraggiosa figlia del mostro. Il problema è che per assecondare questa sua idea, non si fa scrupoli a stravolgere le caratteristiche del nostro, proponendo, in entrambi i casi, un Tex "eretico", un personaggio non facilmente riconoscibile per chi ben conosce il character glbonelliano. Detto ciò, io sono un fanatico de Il Colonnello Watson, e continuo ad amare anche Caccia all'Uomo. So in partenza che il Tex di Nolitta non è il personaggio di GLB, quindi quando leggo le storie di Sergio mi dispongo, già "rassegnato", a leggere una bella storia western, con un Tex che è il fratello più "umano" del nostro super-eroe. Vero, l'albo centrale non a caso mi piace molto
  8. Sono soprattutto delle belle testimonianze, pillole di certi meccanismi del funzionamento della casa editrice, ignoti ai più. Mai avrei immaginato, ad esempio, che ci fosse una piccola cesura tra la casa editrice e Glb, e questa cosa l'ho appresa in questi anni di frequentazione forumistica, in cui ho capito che Glb e Cepim o Daim press o, in ultimo, Sbe, non erano proprio la stessa cosa. Poi Mauro ci "delizia" con tanti piccoli particolari di quotidianità, piccoli retroscena, che fanno la gioia di noi appassionati. Per Mauro non è ancora il tempo, ma non mi dispiacerebbe se, tra una quarantina d'anni, rilasciasse anche lui un libro-intervista sulle sue storie, un "Tex secondo Boselli" che diverrebbe ben presto un altro libro fondamentale della Bibbia di noi texiani
  9. CONTIENE SPOILER Letta anche la seconda parte. Si chiude definitivamente un capitolo (Atwood) e se ne apre un altro, che ci fa entrare più nel vivo della storia. Sorprendente non tanto la trappola, che ci può stare, quanto le modalità con cui è stata concepita. Non mi dilungo oltre ma non posso non dire che la cosa che mi ha fatto più piacere dell'albo in edicola non è tra le 110 pagine della storia me nelle parole finali di Graziano Frediani! Ho avuto un momento di commozione seguito dal disappunto per un'attesa che mi sembrerà lunghissima
  10. Mi auto-quoto: storia "disinvolta", un po' debole in alcuni passaggi, oggi come allora ho avuto questa sensazione di fondo. Però poi provi i brividi di cui parla Barbanera: probabilmente Una stella per Tex è una delle storie migliori tra quelle appartenenti alla categoria "Tex arriva e le suona tutti". Oggi non le darei più sette, come feci otto anni fa: per il finale adrenalinico, per i dialoghi puramente texiani, per le tante trovate, oggi le assegnerei un otto pieno. Muzzi non delude nemmeno stavolta, sempre molto efficace.
  11. Se leggi il mio primo post, dico invece che a Tex la situazione non quadra sin da subito e nonostante questo, dopo se ne dimentica e resta fregato. È comunque strano che non diano segnali di vita. Tex non lo dice, ma io non me lo sono inventato: ho solo esplicitato la sostanza del suo pensiero. E poi, quella del morire di fame è l'ipotesi più plausibile che si desume dalle parole di Tex. Tex, in Glb, in Nizzi e anche in Boselli, ha sempre capito che qualcosa non va a partire da elementi molto più labili di quelli presenti in questa situazione. Proprio perché non applico mai la "logica da fumetto", nelle circostanze in cui Tex si è mostrato chiaroveggente ai limiti del sovrannaturale me ne sono sempre lamentato nei miei commenti alle storie. Qui, invece, il nostro ha perso la sua chiaroveggenza, e in questo senso mi verrebbe da dire "meno male" se non sentissi però la stonatura di un ranger che attende gli eventi non comprendendo di stare per essere gabbato. Poi è chiaro che la situazione si presta a interpretazioni e io non voglio convincere nessuno: ai miei occhi, e non solo ai miei da quel che leggo nel topic, Tex qui è stato fregato, cosa che può pure accadere, intendiamoci, non sono un fondamentalista dell'infallibilità texiana. Ma per come accade, la soluzione narrativa di questa storia mi piace poco. La sequenza in esame si inserisce poi in un contesto dove i banditi sono dei mezzi polli, tanto che vengono ritrovati facilmente grazie alla loro dabbenaggine e a un cowboy che mette provvidenzialmente Tex sulla buona strada; il prosieguo non è scoppiettante come altre volte, ed è tutto ciò che mi fa vedere questa storia come una delle più deboli del centinaio d'oro.
  12. Quindi i banditi si fanno morire di inedia, secondo quel geniaccio di Tex, senza tentare nulla, senza dare più segni di vita, senza che accada più nulla. Accidenti, devono aver pensato sti criminali da due soldi, ci hanno fregato ma non possiamo più fare nulla, accettiamo il nostro destino e amen. E muoiono in silenzio. E per Tex una cosa del genere sarebbe credibile? Non gli viene nella capoccia che forse lo stanno GABBANDO, come di fatto avviene? Perché Tex in questa storia è un PICCIONE e perde il primo round con banditi da burla. Tu dici che non tutti devono essere geni del male? Ma questi sono dei fessi matricolati, urlano ai quattro venti che hanno rapinato il treno, è come se dicessero: venite, eccoci, arrestateci. Va bene che non tutti devono essere strateghi, ma gli avversari di Tex li vorrei almeno meno fessi, sennò dal mio punto di vista non c è gusto. E io in questa storia ho avuto poco gusto, per gli avversari di mezza tacca e per il Tex piccione (che c'è eccome!)
  13. Una storia insufficiente, con un Tex piccione che non si può vedere. All'inizio, mentre inseguono i rapinatori, a Tex non quadra il fatto che quelli siano andati a rifugiarsi in una caverna, ed esterna tutte le proprie perplessità al Vecchio Cammello. Poi se ne dimentica, se ne resta buono buono ad assediarli, non facendosi prendere mai dal sospetto che i criminali stiano gabbando lui e gli altri, e addirittura pensa che quelli se ne siano rimasti lì a morire di inedia senza tentare nulla. E quando Carson dice: "vuoi vedere che ce l'hanno fatta?", lui lo prende in giro, sorridendo: "avanti, pessimista, entra" allarmandosi un attimo dopo, quando FINALMENTE anche per lui la storia comincia a puzzare. Un Tex semplicemente IRRICONOSCIBILE. Ma se Tex non brilla, neanche gli altri personaggi si mettono in luce. I banditi, teste fine per come hanno condotto l'assalto al treno, si fanno bellamente beccare a Willcox: invece di starsene zitti e buoni, fanno di tutto per far ritrovare le loro tracce agli uomini di legge: un GLB non ispirato fa così andare avanti la storia, sacrificando la coerenza dei suoi personaggi, teste fine un attimo prima, i re degli idioti un attimo dopo. Da lì in poi, i nostri fanno ben poco (a parte tradire la loro presenza con un fuoco acceso che mette in guardia il rapinatore: altra piccionata, ma stavolta perdonabile perché almeno GLB in questo caso si è industriato per far capire al lettore che è solo per un caso fortuito che il bandito passasse di lì) fino alla sparatoria finale. Sì, c'è il buon piano ordito da Tex per ritrovare il bottino con l'involontaria collaborazione del rapinatore, ma non mi pare nulla di eccezionale o di particolarmente elaborato. Insomma, per me un passaggio a vuoto.
  14. Non mi manca molto, ci arriverò presto
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