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TWF - Tex Willer Forum

Leo

Ranchero
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About Leo

  • Rank
    Utente emerito del TWF
  • Birthday 05/01/1978

Profile Information

  • Gender
    Maschile
  • Interests
    storia, letteratura, sport, cinema, politica
  • Real Name
    Leo

Me and Tex

  • Number of the first Tex I've read
    334
  • Favorite Pard
    Kit Carson
  • Favorite character
    Montales

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  1. Albo interlocutorio, che si mette in luce per la migliore definizione di Tex mai sentita prima, proferita dalla saggia bocca della signora Morales: "Sai bene che tipo è. Sarà anche bravo a spaccare la legna, ma non è un uomo serio. E' un perdigiorno dalla pistola facile." Che poi è quello che gli rimprovera anche suo fratello Sam. Tu te ne vai a caccia di avventure, mentre io mi spacco la schiena qui al ranch. La verità è che il nostro Tex è davvero un gran perdigiorno e mai definizione fu più azzeccata. Non mi è piaciuta la sua chiaroveggenza nel leggere il documento di Coffin, capendo così al volo che rappresentava la mappa di una pista dove si sarebbe tenuto un agguato connesso al traffico di armi. Non mi è piaciuto che Tex si trovasse lì proprio nel momento in cui la cosa che lui aveva incredibilmente preconizzato stava avvenendo. Non mi è piaciuta, di converso, la sua ingenuità nel non rendersi conto che soldati e banditi fossero d'accordo. Non mi è piaciuta tutta la gestione di questa parte. Per leggere l'ultimo albo, ho ripreso in mano anche il precedente, El Paso del Norte. Penso che le prime 26 pagine di quell'albo siano un piccolo capolavoro: la lite tra i rangers, l'interpretazione del loro ruolo, il razzismo di alcuni (verso i messicani) che colpisce altri (che con i messicani, in quella terra di frontiera, si sono imparentati), le indagini di Carson sul giovane fuorilegge, le conferme di Dan Bannion e le riserve degli altri rangers... insomma, tutto molto, molto, molto bello, con dialoghi verosimili e pastosi. E poi c'è il confronto tra Tex e Jimmy: è curioso che sia Jimmy, per primo, a far rendere conto a Tex che lui dovrebbe vestire i panni dello sbirro. Il piccolo ladro di cavalli fa un'analisi perfetta del passato del suo compagno di avventure, e coglie gli elementi che lo portano a dire a Tex che lui dovrebbe stare dall'altra parte della barricata, cosa a cui Tex "non aveva mai pensato". La conversazione scivola su un terreno minato, perché se è vero che la natura di Tex è quella lucidamente espressa da Jimmy, allora è altrettanto vero che i due non posso essere compagni, perché sarebbero su due fronti opposti, quelli della guardia e del ladro. Qui Tex fa una gaffe, dicendo che non se la prenderebbe mai "con i poveracci", rivelando a Jimmy ciò che pensa di lui. Una bella cura dei dialoghi, non scontati e funzionali non tanto alla storia dell'albo del mese, ma alla storia del nostro personaggio preferito. E' così che Boselli sta ricostruendo le varie tappe che porteranno Tex a divenire da fuorilegge ciò che oggi è, attraverso dialoghi all'apparenza insignificanti che sono invece delle prese di coscienza, più o meno inconsapevoli.
  2. Bell'aneddoto, che è l'ennesima dimostrazione di come le nostre letture, o comunque la nostra fruizione di opere di fantasia (anche film, serie, ecc.) influenzino poi anche la nostra vita. Io, ad esempio, a Gli Invincibili devo un innamoramento per l'Irlanda, che dura da allora...
  3. Attento. Robespierre il '93 è fatale per tutti
  4. Concordo. E' sufficiente scrivere "secondo me", anche se è evidente che le affermazioni che si fanno qui in un forum sono pareri. Una cosa è dire: Tex che strilla con il vecchio Walcott non è Tex, è isterico e GLB non lo ha fatto isterico ma sempre freddo e razionale. Sto riportando una critica a una delle storie che mi sono più care e che ho pure contestato in qualche modo sul topic apposito. Ma comunque resta una affermazione su un dato di fatto, ci puoi dare più o meno risalto, più o meno enfasi, puoi anche perdonare (come ho fatto io) l'eccesso di pathos ma non puoi andare molto oltre. Altra cosa è dire: a me GLB non emoziona. Lì si entra nel personale, e c'è poco da fare in effetti. Tu stesso, in un precedente post, avevi scritto: Bonelli sapeva scrivere storie e sequenze drammatiche come pochi altri: Apache Kid, Massacro, La notte degli assassini, Una campana per Lucero, Tramonto rosso, Il tranello Ebbene, forse ti stupirà, ma ad esempio a me Apache KID e Tramonto Rosso non mi emozionano granché, così come La notte degli assassini (che comunque mi piace). Ho torto a criticare addirittura Tramonto Rosso, una delle pietre miliari della saga? O Il passato di Tex, una storiaccia, soprattutto se paragonata a quello che ha saputo fare con lo stesso materiale Boselli? NO. Né torto né ragione. Non ci sono bacchette magiche che, con un colpetto sul cuore, generino emozioni. Spesso non c'entra nemmeno la bravura dell'autore (chi potrebbe mettere in discussione la grandezza di GLB???) ma le proprie personali propensioni, il proprio modo di sentire, i temi che più ci sono congeniali. Che Boselli scriva in maniera più calda (Tex 2.0, appunto), l'ho detto spesso anch'io. Dove sbagli, McParland, è nel tono, nella perentorietà, in quella che prima ho definito "foga", che ti si deve segnalare, anche se con un po' di indulgenza, vista la tua età (anche se sembri davvero più grande, da come scrivi, quindi ti faccio i miei complimenti, a meno che tu non stia prendendo in giro tutti). Non puoi dire che i personaggi di GLB non sono all'altezza di quelli degli altri autori. Puoi dire che a te piacciono meno, che non ti suscitano le stesse emozioni, senza sindacare troppo il gusto degli altri. Anche perché, come già ho detto prima, a 13 anni puoi non accorgerti di elementi che poi, più in là, imparerai ad amare, stupendotene, come è accaduto a me con Pino Daniele Quello di Nolitta è un "Ultimate" Tex, cioè un personaggio alternativo. Non è Tex, obiettivamente. E' un altro personaggio, che a volte riesce a non deragliare del tutto, altre volte perde del tutto aderenza col terreno e cade rovinosamente nel burrone (Cruzado, ad esempio). Ma, con tutto ciò, sono contento di Nolitta su Tex, perché con lui ho letto anche delle bellissime storie, come Il Colonnello Watson, El Muerto, Caccia all'Uomo. Le ho lette non in diretta, quindi non ho sofferto la mancanza di Tex nei mesi in cui le storie sono uscite, perché ancora non ero nato. Avendole lette dopo, mi sono gustato storie che mi hanno fatto emozionare, ciò che mi ha portato a perdonare la pubblicità ingannevole del marchio "Tex" sulla copertina Quindi, viva Nolitta anche su Tex, anche se Tex, il vero Tex, non è mai riuscito (non ha mai voluto) scriverlo. L'amatriciana fumante a mezzanotte emoziona anche me, eccome Se fossi inglese si pronuncerebbe Lio, francese Leò Chiudiamolo sì, sennò i ranger si incazzano
  5. Qualche tempo fa abbiamo parlato di imprinting. Ragazzi, facciamocene una ragione: siamo diversi. Tutti. E sui gusti puoi stare a parlare per anni senza mai venirne a capo. Grande Tex e McParland non si sentono emozionati da Glb: è una questione di età? Di generazione? Boh, è inutile chiederselo, però bisogna prenderne atto senza scomodare le capacità di comprensione dell'uno o dell'altro. Spesso i due "ragazzini" fanno errori di foga, dovrebbero essere più pacati nei loro giudizi, leggere con maggiore attenzione e calma, ma una certa indulgenza dai vecchi lupi di mare del forum non guasterebbe. Tra qualche anno, probabilmente, i nostri giovani amici potrebbero cambiare idea. Quando ero ragazzino, non mi piaceva Pino Daniele, non mi trasmetteva nulla. Mi piaceva ascoltare musica, ma non la sua. Ora mi piace tantissimo, sono cambiato, apprezzo cose che prima non sapevo apprezzare e provo emozioni che prima non provavo. Magari anche a loro andrà così. O forse no, perché hanno conosciuto prima il Tex 2.0 di Boselli, o il Tex 1.5 di Nizzi. E andrà bene lo stesso Le emozioni non nascono con la bacchetta. O ci sono o non ci sono. A me la foto dei ragazzi Walcott sulla scrivania del vecchio zio fa venire ancora i brividi, mentre la morte di Rod Vergil, incastonata com'è in una storia per me insignificante, non mi fa nascere nulla nell'animo. Il confronto tra Nizzi e Glb sulla guerra civile, per me, è stravinto dal primo. Per @Mister P (a proposito, ancora auguri per la guarigione, pard )sono un eretico, ma non ha ragione lui, come non ce l'ho io. Ognuno ha il suo Tex.
  6. Annata per me a luci e ombre, da dividere nettamente tra la regolare e il resto. L'anno (epocale) 2020si apre con la chiusura di Mezcali, storia obiettivamente mediocre. Avrei sperato di più dal ritorno di Nizzi, soprattutto se è vero che è voluto tornare lui perché si sentiva pronto a scrivere qualcosa di più e di meglio. Con La rupe del Diavolo c'è una lieve ripresa, con una storia dal buon ritmo ma non esente da svarioni fastidiosi. In definitiva Nizzi non raggiunge la sufficienza, e sono 3 mesi sui 12 in analisi in questa sede. Poi c'è stata la sorpresa di Rauch: a molti non è piaciuto, ma io ho letto una storia molto soddisfacente, che mi fa ben sperare per il futuro. 4 mesi se ne sono andati con Netdahe, una storia non disprezzabile, che fa anche divertire durante la lettura, ma che non è destinata a restare negli annali né è tra quelle che ricorderò con più piacere. Insomma, un Boselli promosso con la sufficienza stiracchiata, per me, sulla regolare. Poco più in basso Ruju, con una presenza scarsamente significativa nella storia con i gemelli, poi riscattata da un buon avvio della storia ambientata in Centro America, che però è ingiudicabile non essendosi ancora conclusa. Insomma: Regolare da 6, purtroppo. Del Texone vorrei non parlarne. A molti è piaciuto, probabilmente è una storia che non è nelle mie corde, data la tematica dark. Sospendo il giudizio per non essere ingeneroso nei confronti di un'opera per il cui giudizio, per le mie personali ubbie, non sarei imparziale. Il cartonato di Ruju non mi è piaciuto e nemmeno i Color Tex. Fortunatamente la storia con i Tre Bill risolleva le sorti delle pubblicazioni speciali, facendo lievitare il voto complessivo delle storie fuori serie al 6,5. TexWiller da 8,5: non solo per L'Agente Federale, ma anche per la bella breve di Ruju che ha preceduto il romanzone fiume ambientato tra il Texas e la Florida e per la riscrittura de Il Passato di Tex, nettamente più felice dell'originale. Conclusioni Per la regolare non un anno esaltante, così come per gli speciali, con l'eccezione del Maxi. La nuova serie invece sempre più sorprendente, ci mancava il riscrivere GLB meglio di quanto non abbia fatto il grande vecchio. Queste sono le luci, quelle le ombre. Speriamo in un 2021 con più sole.
  7. Nuova suddivisione Serie Regolare 1) Fuga da Anderville 2) L'Uomo senza Passato 3) La Congiura 4) La leggenda della vecchia missione 5) Furia Rossa Speciali 1) Fiamme sull'Arizona 2) La Grande Rapina 3) La Ballata di Zeke Colter 4) L'Uomo di Atlanta 5) Rio Hondo (epico nella sua classicità) No, dai, spero sempre tu cambi idea...
  8. Niente duello, ma bistecca e patatine non basteranno
  9. Non conosco Airoldi e non dubito che le cose stiano come hai detto tu, e che il merito di tutto sia del Bos. MA, ma, io credo che Airoldi abbia "sentito" la voglia di Boselli di scrivere del Tex giovane. L'intuizione non è stata: facciamo un Tex giovane; è stata: Boselli vuole scrivere un Tex giovane (anche se nemmeno lui lo sa). Facciamoglielo fare. Penso possa essere andata così.
  10. Quella l'ha già scritta, ne sono sicuro!
  11. Penso che non ti parlerò più, Condor. Peccato, davvero, mi piacevi tanto come utente. L'idea della suddivisione tra la serie regolare e gli albi speciali te la rubo, e quindi a breve posterò un altro messaggio redatto con questa tua stessa logica, che trovo inappuntabile (altro che off topic). Ma con Fuga da Anderville, ex amico mio, ti sei giocato il mio affetto forumistico. Che peccato, cavolo.
  12. Io credo abbia già perso centralità, lo ha fondamentalmente ammesso lo stesso Boselli. Ma io non credo che la causa sia imputabile alla nuova collana: cioè non credo che Boselli stia volontariamente trascurando la regolare per la nuova serie. E' piuttosto vero il contrario: involontariamente, inconsapevolmente, Boselli sta preferendo quest'ultima, semplicemente perché ci si diverte di più. L'attuale curatore, anche sulla regolare, non manca di ambizione: tra le sue ultime storie ci sono state quelle del ritorno del Maestro, della figlia di Satania, dei Netdahe. Tutte storie generose, di largo respiro, che testimoniano l'impegno costante del nostro nell'assicurare sulla serie regolare storie di un certo livello. Ora, a me non sono piaciute molto, l'ho detto nei trhead appositi (soprattutto la figlia di Satania mi ha convinto poco, e Netdahe l'ho trovata sfilacciata). Invece su Tex Willer le storie sono veri e propri romanzi (che errore, @paco ordonez, a non leggerle), e il divertimento, il piacere, dell'autore nello scrivere questa serie è reso evidente dalla felicità della scrittura. Ma non è una cosa che Boselli ha stabilito a tavolino, è semplicemente nell'ordine delle cose che uno riesca meglio, al di là dell'indubbio mestiere e professionalità che non manca mai, in ciò che lo appassiona di più. Il magnifico fuorilegge, Nueces Valley, L'Ultima Vendetta, erano tutti "sintomi" di una malattia di cui lo stesso Boselli era ignaro, finché il medico Airoldi non ha fatto la diagnosi: devi scrivere storie di Tex giovane. La tua creatività si sta sfogando in quella direzione, ne hai, semplicemente, bisogno. Io credo che oggi Boselli abbia bisogno di scrivere TexWiller: è ciò che davvero lo sta appassionando di più, scandagliare la gioventù del nostro eroe. Per questo, in un altro topic, ho parlato di seconda giovinezza anche per Boselli (oltre che per Tex), e tu, Paco, te la stai perdendo, e fidati, stai sbagliando di grosso
  13. Per la Grande Rapina, un capolavoro western più che una storia di Tex, non ho messo in classifica La leggenda della vecchia missione. E non c'è nemmeno Furia Rossa. Odio @Juan Ortega per la rabbia che sto vivendo in questo momento.
  14. Che sondaggio complicato...ci provo ma non rispondo delle mie azioni, nel senso che potrei pentirmene tra qualche giorno, di questa classifica: 1) Fuga da Anderville 2) L'uomo senza passato 3) La Congiura 4) Fiamme sull'Arizona (sì, sì, nessun errore) 5) La grande rapina
  15. Colorata con gli stessi colori caldi della copertina originale, è anche questa molto bella. È stata poi scartata perché considerata troppo poco dinamica rispetto a quella poi andata in edicola, che riesce invece a ben coniugare la componente della nostalgia (col viso del giovane Carson che si staglia in un cielo imporporato dal tramonto) e la componente dell'azione, che in questa versione è decisamente assente. Insomma, sono tutte e due molto belle, ma io preferisco quella poi effettivamente uscita.
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