Leo

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    Utente emerito del TWF
  • Compleanno 01/05/1978
  1. Commenti Alle Anteprime

    E anche stavolta, come nei cartonati, nessuna traccia de Gli Invincibili tra le storie proposte
  2. Se Si Chiudesse La Serie....

    Quoto in pieno. L affermazione dell uomo serpente è molto avventata (non me ne volere, pard) e non tiene conto della Storia che già abbiamo vissuto: dopo GLB sembrava che Tex fosse nei guai, ed invece ecco che ti spunta dal cilindro addirittura un Nizzi, e quando Nizzi si spompa arriva incredibilmente un Boselli. E se è vero che Boselli ha vissuto fin dall'infanzia a pane e Tex, Nizzi non aveva invece mai letto il personaggio! Se lo è studiato tutto e poi si è cimentato con le sceneggiature, regalandoci spesso capolavori indimenticabili. Quindi io non la vedo così fosca: vero è che Boselli ha il gravoso onere di costruire una scuderia di cavalli di razza che gli consentano di rifiatare di tanto in tanto ed anche di più. Gli ottimi sceneggiatori alla Bonelli non mancano, ed è chiaro che anche in futuro, in caso di bisogno, le risorse migliori verranno dirottate sulla testata ammiraglia della casa editrice.
  3. [686/687] La città nascosta

    Non mi piace dare giudizi, soprattutto nell'ambito di mestieri la cui tecnica mi è ignota. L'autore di fumetti è uno di questi. Giudico quindi le storie, a-tecnicamente, da fruitore di fumetti in un forum per fumetti. Purtroppo però, dopo Il ragazzo rapito, ho cominciato invece a nutrire seri dubbi sul Faraci autore di Tex, perché la storia non aveva a mio modo di vedere né capo né coda per diversi elementi che ho rappresentato nell'apposito topic. Il personaggio in chiaroscuro di quella storia, di cui non ricordo il nome e che non era nemmeno un cattivo personaggio, aveva un desiderio di vendetta totalmente ingiustificato, nei confronti di chi, inconsapevolmente, aveva solo acquistato una fattoria un tempo appartenuta a lui. La ricordo come una storia del tutto fallata, che veniva dopo storie altrettanto infelici (non posso dimenticare Braccato), tanto che per una volta giudicai non solo essa ma anche chi l'aveva scritta e, nonostante un - a tratti - buon lavoro che pure Faraci aveva fatto su Tex in precedenza, ne ricavai l'impressione che l'autore non fosse adatto a scrivere Tex. Ora leggo in questo topic che sarebbe passato a scrivere Zagor. Dispiace. Dopo essere passato al personaggio principale della casa editrice, "retrocedere" (mi si passi il termine, che non vuole essere per nulla irrispettoso del personaggio Zagor, che non leggo pur avendoci provato) su un personaggio secondario può far dispiacere. Ma forse a Faraci i temi dello Spirito con la Scure sono semplicemente più congeniali, più confacenti al suo modo di scrivere o al suo desiderio di raccontare certe tematiche. Forse è un autore che riesce se lasciato libero di spaziare su temi a lui cari (ad esempio, l'ho trovato delizioso nel suo romanzo La Vita in Generale), mentre il western tutto sommato canonico qual è quello del nostro ranger gli sta troppo stretto. Nel frattempo si è portato avanti con il lavoro: questo albo, La Città Nascosta, è una storia di Zagor. San Antonio Spur dice che la storia poteva andar bene nel primo centinaio, immagino sempre per il tema "zagoriano": affermazione tutto sommato condivisibile. Ciò che non condivido è invece lo spirito con cui San Antonio lo dice: è vero, storia da primo centinaio, o da Zagor; io stesso ho storto il naso quando Kit, uscendo per la prima volta in strada, si è trovato in un villaggio spagnolo cinquecentesco. Ho pensato: e che cos'è, Frittole? Non ci resta che piangere? Quo usque tandem, Faraci? Eppure. Eppure, nonostante quanto sopra, mi trovo più d'accordo con Ymalpas, quando definisce questa storia "la più interessante" scritta fino ad oggi da Faraci. Sicuramente è bella, ben scritta. Tema inconsueto, poco verosimile, zagoriano, forse topolinesco. Ma mi piace. Mi intriga e mi incuriosisce. Bella. Bravo Faraci. San Antonio Spur dice ancora che non capisce lo spirito vendicativo di Stroke. Io non capivo lo spirito vendicativo dell'assurdo personaggio de Il Ragazzo rapito. Questo invece lo capisco. Stroke vuole sì vendicarsi, ma lo spirito di vendetta passa in secondo piano rispetto all'altro suo grande desiderio: togliersi dalle scatole il ranger. Stroke è un bel personaggio, robusto, tratteggiato in maniera solida da Faraci e disegnato anche meglio da Venturi: uno come lui, sgamato e navigato, sa che non può dormire sonni tranquilli finché Tex e pards sono tra i piedi, sulle sue tracce. Il fatto stesso della sventata rapina, accaduto in un passato imprecisato, fa capire che è da tempo che i ranger intendono mettere il sale sulla coda del bandito, ed ora l'hanno seguito fin oltre il confine. Tex Willer e pards devono morire, punto: nulla di incoerente in questo personaggio tutto d'un pezzo, ottimamente reso da entrambi gli autori. Insomma, quando Faraci sembra tornato quello degli esordi (Evasione resta una storia molto bella), ecco che va su Zagor. Prima ho detto: dispiace. Intendevo per la "retrocessione" dell'autore su una testata sì storica ma meno prestigiosa. Ora invece, dopo la lettura di quest'albo, intendo "dispiace" perché va via da Tex. Fosse sempre questo, dovremmo tenercelo stretto. Contento di riabilitare - ai miei personalissimi occhi - questo autore.
  4. Anteprima Copertine

    Copertina che a me piace molto, per colorazione (molto efficace) e ambientazione. Anche il logo lo trovo molto azzeccato. Speriamo nella bontà della storia...
  5. La famiglia Willer

    Francamente non mi piace l'idea di sviscerare le gesta della famiglia Willer. Sarei felicissimo invece di uno spin-off limitato al Vecchio Cammello, magari giovane (un Maria Pilar più impegnativo, per intenderci...O). Mi accontenterei però di vederlo maggiormente protagonista sulla regolare (sempre per capirci, penso a storie in cui il nostro sia più di una spalla o di un comprimario, come l'ottima I Giustizieri di Vegas).
  6. [Color Tex N. 12] Sparate sul pianista e altre storie

    Io, l'ho già detto altrove, preferisco il Color Storie brevi a quello delle storie sedicenti lunghe. Le storie lunghe da 160 pagine del Color mi hanno spesso deluso, mentre il Color Storie Brevi mi ha sempre incuriosito e non di rado divertito: è una variante tutto sommato gustosa del consueto modo di leggere Tex. Questo del 2017 non è stato luminoso come altri: le storie degli esordienti non mi hanno lasciato nulla, ma anche le storie dei seniores non le ho trovate accattivanti: non quella di Nizzi, tutto sommato troppo tradizionale, né quella di Boselli, che sa troppo di déjà vu con il classico cattivo-buono che alla lunga diventa stucchevole. Credo peraltro di essermi perso un passaggio nella storia di Borden: Tex a un certo punto dice al capo-carovana che non avrebbe dato la caccia al suo uomo fino a destinazione; ma poi nel prosieguo tutti sanno che lui è un ranger a caccia di uno dei cowboy: quando Tex li ha avvisati di questo? Dove mi sono perso? Ringrazio chi avrà il buon cuore di volermi rispondere. L'unica storia che mi ha divertito è quella di Ruju. Non ci ho riflettuto troppo, lo ammetto, ma ad una prima lettura non mi è parsa inverosimile e mi ha sostanzialmente divertito. Credo che la brevità delle storie costringa l'autore a sfruttare l'eventuale buona idea che gli venga in testa, senza stare troppo ad arrovellarsi sulla texianità o sulla fedeltà al verbo glbonelliano. Le storie brevi sono terra di esperimenti e propongono per l'appunto una lettura inusuale del nostro personaggio. La storia di Ruju ha poi il pregio, a mio modo di vedere, di essere divertente. E mentre sono un ferreo sostenitore della coerenza nelle storie lunghe di Tex, ed un altrettanto inflessibile censore delle detestatissime forzature nella trama, nel caso delle storie brevi, proprio per la loro eccezionalità, mi accontento e mi concedo di divertirmi senza troppi pensieri.
  7. Storia che fa tenerezza peraltro...gli anni sul groppone di GlB si "leggono" tutti...
  8. Quanti Vorrebbero Un Ritorno Di Claudio Nizzi Su Tex?

    Citerei l'inaccettabile Topeka, in cui Carson le busca da un avversario improbabilissimo, e la già citata Missione a Boston, in cui Carson prende un pugno da un nero che lo rintrona. Nizzi ha fatto purtroppo fare pessime figure a Carson, davvero inguardabili. E' vero pure che i migliori siparietti con Tex ce li ha regalati proprio lui.
  9. Quanti Vorrebbero Un Ritorno Di Claudio Nizzi Su Tex?

    Concordo anch'io: Nizzi è scaduto non perché abbia cercato di allontanarsi dallo stile di Glb ma perché ormai era spompato. La stessa statistica fattaci vedere in altro Topic da letizia ha fatto capire QUANTO l'autore modenese ha scritto di Tex. Boselli - Boselli!!! - è ancora lontanissimo: ci si può sorprendere se Nizzi aveva nauseato il personaggio? Questa è la motivazione anche a mio parere, non già un allontanamento dallo stile del creatore di Tex. Nizzi peraltro ha saputo essere si fedele a Glb ma preservando una sua personale cifra che a me lo ha fatto sempre riconoscere - ed amare.
  10. Uno sguardo verso il passato, storie e sceneggiatori di Tex

    Bellissima pagina Letizia!!! Complimenti! Non immaginavo che ancora adesso ci fosse così tanta distanza tra Nizzi e borden... Davvero lavativo l'attuale curatore Scherzo ovviamente: conta la qualità!
  11. Galleria Di Roberto De Angelis

    L'illustrazione è bellissima e fa venire l'acquolina in bocca
  12. [684/685] Wolfman

    Ma è stonata proprio la storia della premonizione in sé, purtroppo. Sono sempre dell'idea che, se per creare un effetto sorpresa, devi forzare troppo la mano, allora forse è meglio cambiare idea. La vedo così. La storia è carina, a me è anche piaciuta, ma l'idea abusa troppo del patto con il lettore. Anche l'omicidio dell' indiano permaloso è al limite, ma poiché la psicologia di un indiano sfregiato e fuori dal mondo come War cry può essere imprevedibile, posso farmela passare
  13. [686/687] La città nascosta

    Sono abbastanza sorpreso dall'affermazione che la metà della produzione nizziana sia composta da storie di due albi. Avevo una percezione totalmente differente, almeno del Nizzi "di qualità" (fino al numero 500). Resto sorpreso ma se lo dici tu non lo metto in dubbio. Per il resto, bene hai fatto a reintrodurre storie da tre albi, il cui respiro ritengo più consono ad ospitare storie di gran livello
  14. [684/685] Wolfman

  15. [686/687] La città nascosta

    Si è vero anche questo. Però credo che in media le storie nizziane fossero più di due albi (magari di non tante pagine ma comunque superiori)