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TWF - Tex Willer Forum

juanraza85

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    Maschile

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    155
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    Tex
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    Juan Raza

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  1. juanraza85

    [705/707] La maschera di Cera

    Probabilmente Ortiz aveva ottenuto di poter dare al "suo" Mac Parland un tocco extra, e se tale ipotesi può essere plausibile direi che tutto sommato, trattandosi di un comprimario di peso specifico poco rilevante, direi che ci può anche stare... Parimenti, ci può anche stare cambiare look ogni tanto, nella vita ed anche nel fumetto (tolti Tex ed i pards, per ovvie ragioni affettive comuni credo a noi tutti)...
  2. juanraza85

    [705/707] La maschera di Cera

    Bellissima la copertina, straordinariamente simile a quella di Minaccia su New York, e molto promettenti le tavole mostrate in anteprima: ho avuto modo di apprezzare Benevento sulle pagine di Dampyr, e credo che ils suo tratto si presti benissimo ad una storia in cui mi pare di capire che mistero ed esotismo giocheranno un ruolo non indifferente. Mi incuriosisce non poco, inoltre, la scelta di ambientare la storia a Los Angeles, all'epoca ancora cittadina di modeste dimensioni, ma comunque caratterizzata da un alone di suggestione. Quanto al dibattito relativo all'aspetto di Mac Parland, io ricordo che nella sua prima apparizione Tex e Carson si meravigliarono della statura minuta dell'uomo, stentando inizialmente a credere possa essere un agente della Pinkerton. Nelle successive apparizioni del personaggio, invece, ho avuto l'impressione che tale peculiarità non sia più stata resa al meglio graficamente, anzi ho avuto l'impressione che potesse essere un po' cresciuto ...
  3. juanraza85

    [703/704] La seconda vita di Bowen

    In ritardo di tre giorni a causa della distribuzione in queste contrade, eccomi a commentare la doppia del ritorno di Kenneth Bowen. Uno dei rari casi, devo dire, in cui la riproposizione di un personaggio risulta meglio riuscita rispetto alla sua prima apparizione, ovviamente secondo il mio personale parere: Ruju ha secondo me valorizzato al meglio un personaggio controverso e soprattutto complesso come Bowen, risaltandone le sfumature psicologiche. Azzeccatissima, in tal senso, la scelta di adoperare il tipico tòpos dell'individuo dai trascorsi burrascosi che tenta di cambiare vita ma si ritrova fatalmente a fare i conti col passato che ritorna a tormentarlo, ed altrettanto azzeccato - oltre che decisamente logico, vista la piega che avevano preso gli eventi - il destino finale del pistolero. Ulteriore tocco di bravura da parte di Ruju, il vero burattinaio della faccenda che ha gettato la maschera solo all'ultimo, in una maniera che personalmente mai mi sarei aspettato. In sostanza, una storia non eccezionale ma decisamente di buonissimo livello, con un Carson molto più partecipe di come eravamo ormai assuefatti a vedere. Nota lievemente stonata, i disegni di Acciarino, che ho trovato meno "puliti" rispetto alla precedente storia, per quanto forse effetto di quei difetti di stampa che a quanto ho letto hanno martoriato molti di noi, me compreso: sul mio albo, le pagine 96, 104 e 112 sono coperte da grandi macchie nere che le rendono pressoché illegibili. Una nota, questa, decisamente STONATISSIMA, e dal mio punto di vista assolutamente INACCETTABILE, soprattutto a fronte dell'aumento del prezzo dei singoli albi, da parte di una casa editrice come la SBE, che anche io mi permetto di invitare a prestare maggiore attenzione per il futuro.
  4. Dopo essere stato estradato dal Canada in seguito allo scontro con i wolfers di Fort Whoop-Up di alcuni anni prima, Ska-Wom-Dee e la sua gente si trovano ora confinati in una riserva, che sorge però su un vasto territorio che ha ingolosito gli appetiti di un gruppo di potenti speculatori, determinati a fare in modo che la tribù venga spostata altrove. Avvisato delle manovre in corso dall'agente della riserva (un uomo onesto, che paga la propria correttezza con la morte), Tex si reca con i suoi tre pards sul posto, intenzionato a fermare i loschi piani della cricca di speculatori, rendendosi però presto conto di non dover solamente fronteggiare il ring ed il nuovo agente indiano che hanno provveduto a piazzare, ma anche di doversi guardare dall'ostilità nei suoi riguardi di Ska-Wom-Dee, in cui è ancora vivissimo il ricordo del ritorno forzato negli Usa, di cui il capo sioux incolpa in parte Aquila della Notte (senza dimenticare che, nella spedizione contro Fort Whoop-Up, il figlio di Ska-Wom-Dee era rimasto ucciso, evidentemente in modo vano dal punto di vista paterno). Solo al culmine della vicenda, in un dramamtico atto finale, Tex riuscirà a risolvere la situazione, ed a riguadagnare la fiducia di Ska-Wom-Dee.
  5. juanraza85

    Miguel Angel Repetto

    Ho letto la triste notizia della morte del Maestro Repetto e ne sono rimasto molto dispiaciuto... Mi è sempre piaciuto molto il suo tratto, realistico ed accurato...
  6. juanraza85

    [Maxi Tex N. 24] Il cavallo di ferro

    Potresti immaginare che quando Tex sventa l'attentato perpetrato dal giovane indiano i due possano essere già passati a miglior vita, magari in maniera poco onorevole, allo stesso modo in cui, a giudicare dalle poche vignette nelle quali sono apparsi, devono aver vissuto. O in alternativa trovarsi a marcire in galera per altre ragioni. Questione di karma... A me, almeno, piace immaginare sia andata così...
  7. juanraza85

    [701/702] La regina dei vampiri

    Mi ero completamente dimenticato che il Maxi 2005 fu sceneggiato appunto da Manfredi... Effettivamente si tratta di uno uno dei miei Maxi preferiti, di livello nel complesso senza dubbio superiore anche a La regina dei vampiri, dunque non posso non concordare con lui nel sostenere che forse Manfredi non ha dato il meglio di sé sulla serie regolare...
  8. juanraza85

    [701/702] La regina dei vampiri

    La mia posizione è decisamente più morbida delle vostre: non la ritengo certo una storia da buttare via, anche se ben lungi dal considerarla un capolavoro, anche in virtù del fatto che in effetti manca una adeguata contestualizzazione a tutto l'ambaradan della vicenda. Oltretutto, dopo aver nuovamente sfogliato la storia devo ammettere di aver trovato un po' forzata la coincidenza che ha fatto reincontrare il capitano Garrido con il suo ex attendente Ikal, successivamente ex protetto ripudiato da Eztli (circa la quale indubbiamente la storia ci ha detto pochissimo, davvero troppo poco)... Tutto sommato, comunque, ribadisco per l'ennesima volta il mio gradimento per quest'ultima (in ordine di tempo) fatica texiana di Manfredi, decisamente di livello superiore rispetto alle precedenti.
  9. juanraza85

    [701/702] La regina dei vampiri

    Boh, due storie sicuramente sì. Posto che si tratta di una considerazione puramente personale, a questo punto mi preme argomentarla meglio: Sei divise nella polvere mi è sembrata tutto sommato abbastanza scorrevole ma nulla di trascendentale, Oro nero! raggiunge a mio avviso la sufficienza ma nulla di più, mentre La grande sete e La banda dei serpenti le ho trovate assai sonnacchiose (soprattutto la prima), benché nelle intenzioni di Manfredi fosse evidente l'intenzione di non consegnarci storie scontate, obiettivo che purtroppo dal mio punto di vista non è stato conseguito. Confrontandola con le precedenti performances di Manfredi, La regina dei vampiri appare nettamente superiore, ma prescindendo da qualsiasi confronto la ritengo comunque una storia di ottimo livello. Non la inserirei nella mia top ten texiana, ma credo che Manfredi&Bocci abbiano lavorato molto ma molto bene.
  10. juanraza85

    [701/702] La regina dei vampiri

    Buongiorno a tutti, sono fresco reduce dall'acquisto e dalla lettura della seconda ed ultima parte di questa storia: se già la prima mi aveva lasciato una forte impronta del lavoro di Manfredi ed altrettanto forti rimandi al mondo in bilico tra western ed horror (con non indifferenti punte di thriller) di Magico Vento, Il tempio nella giungla ha ulteriormente rinvigorito questa mia opinione. Non mi riferisco solo all'atmosfera di continua ed orrorifica tensione che la sceneggiatura di Manfredi ed i disegni di Bocci hanno saputo trasferire dalla prima all'ultima pagina della storia, ma anche se non soprattutto alla capacità dell'autore di lasciar prima subodorare sin dalla conclusione del primo albo che qualcosa (o meglio, qualcuno) non tornava del tutto, e successivamente far sì che queste sensazioni - che immagino abbiano provato e proveranno molti di noi nel leggere queste pagine - trovassero conferma, prescindendo dal fatto non trascurabile che... davvero nulla è come sembra !! A differenza delle precedenti performances texiane, che eufemisticamente parlando non hanno certo consegnato alla saga del Ranger avventure memorabili, stavolta a mio parere Manfredi ha decisamente centrato il bersaglio, forse appunto perché messo in condizione di lavorare ad una storia le cui basi di partenza erano a lui più congeniali. Non ritengo personalmente si possa parlare addirittura di capolavoro, ma di sicuro si tratta di un ottimo lavoro: una storia emozionante, mai banale e scontata, nient'affatto avara di azione né di colpi di scena, piena di situazioni non sempre cristalline, e parimenti contraddistinta dalla presenza di personaggi molto ben caratterizzati e neanche loro mai scontati. In particolare, senza nulla togliere a De La Hoya o ad Ikal, ho molto apprezzato la gestione della figura del capitano dei Rurales Garrido, non proprio uno stinco di santo ma comunque a suo modo utilissimo alla buona riuscita dell'impresa.
  11. juanraza85

    [703/704] La seconda vita di Bowen

    La copertina sembra davvero molto bella, ed anche i disegni di Acciarino sembrano tutto sommato aver reso bene alla prova del passaggio da un contesto tipicamente western come quello della precedente storia con Bowen a quello in edicola tra un mese, in cui il pistolero ricomparirà in una grande città come San Francisco. Anche io, in tempi non sospetti, mi ero detto scettico circa l'uscita di una nuova storia con questo personaggio a poco più di due anni di distanza dalla prima, davvero un'inezia nel mondo di Tex, per quanto la presentazione curata da NK lascerebbe ben sperare, benché si tratti del classico topos del personaggio dal passato violento in cerca di redenzione ma, suo malgrado, costretto a confrontarsi nuovamente con i fantasmi del passato e dunque a dover rimettere mano alla pistola...
  12. juanraza85

    [Maxi Tex N. 24] Il cavallo di ferro

    Dalle mie parti il Maxi è uscito nelle edicole stamani, l'ho acquistato e letto tra la tarda mattinata ed il primo pomeriggio. Contrariamente alle mie abitudini, questa volta anche io inizierò a dareil mio giudizio partendo dai disegni di Cossu, a mio parere davvero troppo "essenziali" ed inadeguati per Tex: tralasciando la buona caratterizzazione grafica di alcuni personaggi (il bieeco macchinista del treno ed i banditi nella prima storia, i migranti cherokee nella seconda), a me il tratto di Cossu continua a risultare assai piatto e poco dinamico, caratteristica che a mio personalissimo giudizio di lettore privo di nozioni tecniche di disegno si ripercuote inevitabilmente sui personaggi, facendoli apparire molto stantii, e ritengo che in un fumetto western ciò sia decisamente fuori luogo. Detto ciò, un fumetto non è fatto solo di disegni, per cui tanto vale passare alle due storie, entrambe espressione di classici topoi western, ed entrambe secondo me nel complesso abbastanza riuscite. La prima, ll cavallo di ferro, è forse la migliore e meglio realizzata delle due, in virtù dell'intersecarsi ed unirsi nel finale della trama principale e di una sorta di sottotrama nonché, soprattutto, dell'apprezzabilissima caratterizzazione del principale antagonista della vicenda, il giovane indiano che, spinto dalla vendetta verso quel "cavallo di ferro" che ha distrutto la civiltà delle tribù delle praterie, medita un'atroce vendetta. La seconda, La carovana dei cherokee, rapisce meno l'attenzione del lettore, a dispetto dell'inusuale scelta di presentare come coprotagonisti della vicenda un gruppo di migranti dalla pelle rossa. Anche in questo caso, comunque, gli antagonisti ute - in particolare, il loro capo di guerra Cavallo Giallo - appaiono in possesso di ragioni in qualche modo comprensibili a monte delle loro azioni comunque da condannare.
  13. juanraza85

    [399] La Lettera Bruciata

    Storia fondamentalmente riempitiva, sicuramente non destinata a segnare un'epoca né particolarmente avvincente, ma che al contempo sa lasciarsi leggere e rileggere con piacere ogni volta, anche e soprattutto per merito degli occasionali alleati (l'attempato sceriffo alle prese col formicolio alle gambe, il becchino beone, la prostituta Margot), magari pittoreschi e macchiettistici ma tutti, ciascuno a proprio modo, fautori di contributi decisivi alla riuscita della missione di Tex, da parte propria alle prese con antagonisti che, alla prova dei fatti, si rivelano per lui "ordinaria amministrazione". Si tratta di caratteristiche che, a mio personale avviso, risultano in maniera ancor più netta dall'estrema brevità della storia, davvero unica nel suo genere dati l'anno di stesura e pubblicazione e la collocazione nella collana principale. Da elogiare inoltre la scelta di affidarne i disegni al Maestro Fusco, bravissimo nel caratterizzare i comprimari del Ranger.
  14. juanraza85

    [Tex Willer N. 5 / 6 / 7 / 8 / 9] I due disertori

    Acquistato e letto tutto di un fiato stamattina... Come parlare della prima parte della seconda storia della nuova serie se non in termini estremamente positivi? Ritmi incalzanti, azione a gogò, personaggi tutt'altro che scontati, disertori messicani, comancheros, per tacere degli ottimi disegni di Brindisi che - al pari di quelli di De Angelis - si adattano perfettamente alla frenesia delle avventure del giovane Tex. In altre parole, tutto lascia presagire che I due disertori possa quantomeno eguagliare Vivo o morto!...
  15. juanraza85

    [701/702] La regina dei vampiri

    Buonissimo inizio per la nuova storia texiana di Manfredi, che sembra effettivamente non essere mai partito in maniera così promettente sulle pagine di Tex. Alla fine, abbiamo appurato che per "vampiri" non si intendevano i mostri, bensì più prosaicamente i pipistrelli vampiri diffusi nel continente americano: una scelta, questa, che devo dire di aver accolto positivamente, non perché io non apprezzi contaminazioni horror in un fumetto western (ho letto e tuttora rileggo Magico Vento, lo stesso Tex è pieno di storie del genere), ma perché a mio personalissimo avviso, e per quanto possa apparire paradossale, conferisce alla storia un'atmosfera meno prevedibile ma, forse proprio per questo, ancora più tetra ed inquietante. Azzeccatissima a tal proposito, del resto, la scelta di affidare i disegni ad un disegnatore come Bocci, forgiato da anni di militanza su un fumetto horror come Dampyr, dove negli anni ho imparato ad apprezzarne il tratto dal forte sapore gotico ed "esoterico". La vicenda, per come è stata illustrata nelle pagine del primo albo, mi ha vagamente ricordato - sia pure con le dovute proporzioni e differenziazioni - avventure epocali quali Il signore dell'abisso e I Figli della notte: del resto, il modo di agire degli antagonisti, la strega Eztli ed i suoi fedelissimi Ikal e Kabil, è comunque a me parso assai simile a quello degli avversari incontrati in quelle due memorabili storie, ostinati e spietati nel portare avanti progetti di rinascita delle antichissime culture di cui sono a diverso titolo rappresentanti, progetti che comprendono anche il cieco asservimento (garantito dalla paura) di gente comune che vanta tutt'altre discendenze. Interessanti anche l'amico del Morisco, il professor De La Hoya, ed il capitano Sancho dei Rurales, entrambi personaggi che almeno a mio naso sembrerebbero non contarla del tutto giusta... Ci sono tanti elementi, insomma, che rendono piacevole l'attesa della seconda ed ultima parte della storia...
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