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juanraza85

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  1. Bella copertina, e sembrano ben riusciti anche i disegni di Scascitelli, benché il suo stile personalmente mi risulti un po' troppo "gessato", caratteristica che per quanto mi riguarda a colori risalta ancora di più. Quanto alla storia, confido in un buon sceneggiatore come Rauch, per quanto io non sia esattamente un fan delle storie con tresche amorose...
  2. In via del tutto inaspettata, anche da queste parti il Texone è uscito questa mattina. A me sembrava un peccato lasciarlo in edicola 🤪, per cui l'ho acquistato ed ho terminato di leggerlo poco fa, ricavandone l'impressione di aver potuto apprezzare uno dei migliori Texoni di sempre. Davvero di altissimo livello - e di crescente qualità man mano che scorrevano le pagine - i disegni dati dal tratto onirico di Carnevale, la cui grande padronanza col chiaroscuro è risultata a tutti gli effetti l'arma in più per l'ottima riuscita di una storia dai tratti assai sinistri. A proposito della storia, ne avrei da dire, ma per il momento mi mordo volentieri la lingua, onde evitare di rivelare troppo e guastare la sorpresa a chi non ha ancora letto l'albo. Mi limito a sottolineare come ho molto apprezzato la trama principale e relativa sottotrama - ormai un vero e proprio marchio di fabbrica delle sue storie - allestite dal Bos ed il modo in cui le ha sapute gestire e far risultare perfettamente funzionali l'una all'altra, catapultando i quattro pards in una vicenda cupa ed ancor più confusa di quanto si possa credere...
  3. Terzo albo ancora meglio dei due che lo hanno preceduto, e che sono stati ambedue di assoluto livello. Lecito aspettarsi, quindi, che la qualità complessiva della storia vada ulteriormente in crescendo nei prossimi tre capitoli. Nell'albo di questo mese la vicenda entra pienamente nel vivo, si iniziano a percepire azione e adrenalina che, ne sono straconvinto, caratterizzeranno d'ora in avanti l'avventura del giovane Tex in Florida. Ottima contestualizzazione della vicenda, ottima la gestione degli occasionali comprimari ed antagonisti, e soprattutto superlativo lavoro di Rubini ai disegni, capace di rendere al meglio l'ambientazione delle paludi della Florida e dei suoi fieri abitanti Seminoles.
  4. A distanza di tanti anni, incuriosito dalla recente uscita della prima parte di quello che, nei fatti, promette di costituirne una sorta di seguito, sono andato a rileggermi questa storia, e devo ammettere di averla parecchio rivalutata in positivo: dopo la prima lettura l'avevo giudicata sufficiente ma non di più, ora mi sento di definirla una buonissima storia, per quanto lungi dall'essere un capolavoro. Impianto tipicamente western, molto classico, con una spiccata punta di crepuscolarità che le conferisce un fascino molto particolare. Ottima gestione dei quattro pards e dell'occasionale comprimario Webster, al pari dell'apache fuggiasco Nantan, che alla fine viene giustamente riabilitato. Al contrario, nel contesto della mia rivalutazione devo riconfermare la gestione e caratterizzazione forse un po' superficiale degli avversari di turno, che personalmente considero il mezzo punto debole della storia. Unica parziale eccezione, la scelta di farla passare liscia al colonnello Atwood, quasi il Bos avesse già in animo di poterlo prima o poi ripescare, come è effettivamente avvenuto per lui, Nantan e Webster. Ad ulteriore sostegno di tale ipotesi, il fatto che già in questa doppia vengano ripetutamente citati i predoni Netdahe (circostanza, questa, che francamente non ricordavo). Di buon livello anche i disegni di Ortiz, alla penultima performance texana prima della sua morte.
  5. Finalmente quest'oggi ho avuto il piacere di leggere il nuovo albo: ovviamente è presto per esprimere un giudizio, tuttavia concordo anche io come molti prima di me circa la bontà di questo primo albo della nuova storia, davvero promettente. Molto suggestiva, a mio avviso, la scelta del Bos di aver sinora sviluppato la trama inserendo diverse vecchie conoscenze, lasciando quindi intravedere la possibilità che possano svilupparsi intriganti sottotrame, e sono davvero curioso di vedere come la vicenda si evolverà nei prossimi albi. Condivido appieno anche la scelta di affidare i disegni a Garcia Seijas ed al suo tratto da western brutto, sporco e cattivo, invece condivido meno la scelta del titolo, pur non faticando a comprendere che, data la varietà degli elementi presenti, titolare quest'albo non sia stato affatto semplice. P.S. concordo anche che, da quanto letto sinora, questa storia promette di essere assai migliore di quelle che l'hanno preceduta in questa prima strana metà di 2020 (tolto ovviamente il Texone di Villa), ma obiettivamente credo non ci voglia poi molto. E lo dico con un certo rammarico...
  6. Anche io ho riletto proprio di recente questa storia, e non posso certo non straconfermare il giudizio più che positivo che ne trassi dopo la prima lettura completa, circa 16 anni addietro, e qualsiasi successiva rilettura nel corso del decennio e mezzo a seguire. Probabilmente, se si paragonano le due storie, la prima avventura di Tex e Carson al fianco di Nuvola Bianca rimane di una spanna superiore (almeno, dal mio punto di vista), tuttavia anche questa seconda è una tripla di ottimo livello, ricca di suggestioni e di spunti di riflessione per il lettore, su tutti l'ineluttabile e sempre più incalzante avanzamento della cosiddetta "civiltà" dell'Uomo Bianco ai danni dell'Uomo Rosso, custode di valori e retaggi culturali diametralmente opposti e, dunque, inconciliabili. Sensazione, questa, che per quanto mi riguarda emerge prepotente dal susseguirsi degli eventi narrati nella storia: la sequenza inizia con scontri tra sioux e minatori, a seguire Tex suggerisce un ragionevole compromesso agli inviati del governo, il gesto inconsulto di un minatore e la colluttazione che ne consegue (con la morte di un soldato) manda tutto alle ortiche, il comandante guerrafondaio del forte coglie l'occasione per muovere guerra alla gente di Nuvola Bianca, e solo il prodigarsi di Tex e Carson, il successivo intervento dell'autorità del generale Davis e, ultimo ma non certo meno importante, il sacrificio di Nuvola Bianca evitano una carneficina. Il principale punto di forza della storia risiede probabilmente nella figura di Nuvola Bianca, che col passare delle pagine acquisisce sempre maggiore maestosità e, purtroppo, raggiunge il proprio apice nel momento in cui decide di togliersi la vita, dopo essere giunto alla conclusione che si tratta dell'unica soluzione che possa evitare una guerra che, qualora scoppiasse, comporterebbe la sicura sconfitta e lo sterminio della propria gente. Estremamente toccante la scena in cui Tex giunge sul Saka Wata pochi secondi dopo che l'anziano capo si è colpito a morte, nonché la succesiva in cui il Ranger ne porta il corpo all'accampamento militare, chiedendo ed ottenendo gli onori militari in segno di rispetto nei suoi confronti. Momento che rischia di essere guastato dall'ennesimo ridicolo appiglio al protocollo da parte del colonnello Drake, principale antagonista della vicenda, quintessenza del militare ambizioso ed ottuso, per quanto apparso nonostante tutto "in buona fede" (nel senso che non sembra perseguire altri fini che non la gloria personale e l'avanzamento di grado). La bellezza della storia è ovviamente data, inoltre, dai superbi disegni di Monti, qui alla sua penultima storia di Tex (addirittura, l'ultima da lui disegnata per intero), anche se personalmente avrei preferito rivedere all'opera Ticci come nella storia di qualche anno prima...
  7. Anche io tendenzialmente preferisco le storie che occupano lo spazio esatto di uno o più albi interi, anche se non mi scandalizzo più di tanto qualora sporadicamente vi siano storie che, richiedendo qualche pagina se non mezzo albo in più, sforano 🤓...
  8. Ottimamente riuscito anche il secondo albo: non credo fosse facile saper condensare e soprattutto diversificare emozioni e suggestioni in un capitolo che si svolge quasi interamente a bordo di una nave e che, soprattutto, si dipana su un numero relativamente esiguo di pagine, e sono stato felice di constatare che Boselli - con il validissimo ausilio di Rubini ai disegni - ha centrato in pieno l'obiettivo. Azzeccatissimo, in particolare, l'inserimento di una sottotrama che si è presto rivelata pienamente funzionale al resto della narrazione, così come è stata di mio gusto la gestione dei principali personaggi di contorno durante la traversata della "Mary" da Galveston a Tampa. Vediamo, ora, come si svilupperà la trasferta in Florida del giovane Tex, che del resto già sembra preannunciarsi movimentato e tutt'altro che avaro di emozioni e colpi di scena. Cui, anche a mio parere, contribuirà in buona misura l'agente Carswell...
  9. Chissà che prima o poi non la si possa leggere su Tex Willer...
  10. Nessuna delusione, figurati... Del resto anche a me asembrava un po' strano che si intendesse davvero celebrare il 72esimo anniversario di Tex. Che di per sé è una bella età, intendiamoci, ma non un anniversario particolarmente ricco di significato... Se non ricordo male, la storia di Biglia dovrebbe essere di quattro albi e mezzo. Per cui, a naso, potrebbe essere questa la soluzione più probabile dell'enigma...
  11. Q Questa sì che sembra una chicca interessante..!!!! Attendiamo se possibile ulteriori dettagli, magari in altra sede...
  12. Stranissimamente, in considerazione di quanto avviene in genere nelle mie contrade, Tex è giunto in edicola già mercoledì, ossia con UN GIORNO DI ANTICIPO rispetto al programma 😱..!! Dopo essermi ripreso dalla sorpresa, sono passato alla lettura del secondo albo e devo ammettere che... l'effetto sorpresa si è decisamente affievolito..! Purtroppo, a mio parere Nizzi non solo ha mantenuto la storia sui medesimi ritmi blandi e prevedibili del primo albo, ma nemmeno ha secondo me saputo sfruttare a dovere quello che, al termine del primo albo, sembrava essere un imprevisto che avrebbe potuto rendere il prosieguo della vicenda un po' più movimentato. Invece, Tex e soci hanno dovuto confrontarsi contro avversari rivelatisi non particolarmente agguerriti ed essi stessi assai prevedibili, quindi tutt'altro che impossibili da sbaragliare con relativa facilità: col senno di poi, quasi si fa fatica a capire che bisogno avesse Gros-Jean (a tal proposito, impossibile non notare i suoi progressi col fucile rispetto alle precedenti apparizioni 😲) di scomodare il quartetto dei Nostri a raggiungerlo in Canada sin dalla lontana Arizona. In sostanza, la seconda parte della storia mi è paradossalmente risultata se possibile ancora più piatta della prima, e la cosa che mi spiace ancora di più è dover constatare che, da quando ha ripreso a scrivere a pieno regime, il Maestro di Fiumalbo (mi sembra doveroso chiamarlo così in virtù dei tanti capolavori con cui ci ha deliziati in passato) continua a mantenersi in una sorta di limbo creativo tendente al compitino, senza particolari sbavature ma al contempo privo di qualsiasi guizzo...
  13. Si preannuncia una storia nel più tipico stile western, ossia l'essenza di Tex, perdipiù impreziosita dalla contrapposizione al Nostro dei Netdahe, che da quanto ho potuto apprendere in giro per il web erano una banda formata da apaches di varie tribù che agivano da fuorilegge appunto nella Sierra Madre. Per come la vedo io, aver ripreso antagonisti del genere è una vera e propria chicca nei confronti di noi lettori, per cui di conseguenza le aspettative non potranno che essere abbastanza elevate. Io confido saranno soddisfatte, e confido anche che nella storia il leader dei Netdahe sarà Juh, come fu nella realtà. Ottima, secondo me, anche la scelta di affidarne i disegni a Garci Seijas, il cui tratto che fa molto "western duro, sporco e cattivo" penso sia decisamente adeguato ad una storia che promette di essere ricca di azione e scontri senza esclusione di colpi. Devo invece ammettere di non essere particolarmente entusiasta per la copertina del primo albo: stilisticamente ineccepibile (vero che, forse, le gambe di Tex appaiono un po' corte, vero anche che sembra manchi un bottone della camicia o che quantomeno non sembri allacciato, ma personalmente non mi scandalizzo più di tanto per sottigliezze di tal guisa), ritengo però che sia poco evocativa e rappresentativa della vicenda che leggeremo.
  14. Ritengo di poter affermare tranquillamente che l'accoppiata Nizzi&Ticci, l'uno alla sceneggiatura e l'altro ai disegni, ha toccato con questa storia punte di eccellenza, se non una sorta di vero e proprio apice creativo. Una trama inticata come poche altre volte, in cui trova spazio un numero importante di personaggi dotati di un evidente peso specifico, sia nel bene che nel male, che però Nizzi ha saputo magistralmente gestire senza che l'uno o l'altro potessero "darsi fastidio" a vicenda, il tutto in una cornice di azione, colpi di scena, sparatorie e scazzottate nel più tipico stile texiano, con anche qualche momento di grottesca ironia ai danni del generale Stonewell, il tutto illustrato con estrema maestria da un Ticci in grandissima forma. Grandissima "prova di forza" di Tex e Carson, con Tex in particolare ancora più sfrontato e risoluto del solito, senza mai palesare la minima indecisione, ed ovviamente senza lasciarsi intimorire dal curriculum di alcuni degli antagonisti, nello specifico il senatore Johnson (del resto, per chi ha saputo tenere testa a negromanti, principi malesi e maghi del trasforminsmo, cosa vuoi che sia tenere a bada un politicante maneggione e borioso 🤣..??). Ma poiché nessuno vince mai le guerre da solo, un aiuto decisio ai due pards lo danno l'autorevole capo sioux Nuvola Bianca ed il suo giovane braccio destro Cervo Veloce. Nuvola Bianca, in particolare, risulta una figura che trasuda nobiltà d'animo e rispetto sin dalla prima vignetta in cui compare, per poi riconfermare tale impressione nel prosieguo della vicenda: capo esperto, che ha a cuore solo ed esclusivamente il bene del proprio popolo, frenato nell'avallare la volontà del guerrafondaio Lupo Zoppo nel muovere guerra per via della promessa che aveva fatto in precedenza ad Aquila della Notte, pur avendo vacillato non poco fino all'ultimo (ed a questo proposito, ritengo che il suo tormento, oltre ad essere segno di grande saggezza ed al contempo del raggiungimento del massimo livello di legittima esasperazione dopo anni di promesse rimangiate dai politicanti di Washington, sia dal punto di vista narrativo uno dei punti più alti dell'intera storia). Sul fronte degli antagonisti, fermo restando il ruolo del bieco Johnson quale organizzatore dello sporco imbroglio, il vero nemico numero uno è lo scout Zanoby, la cui astuzia va di pari passo alla propria avidità, nonché alla sua abilità nel manipolare il rinnegato Coda Macchiata e l'ambizioso ed opportunista Lupo Zoppo, che nei fatti sembrano non rendersi mai conto di essere marionette utili solo al conseguimento dei suoi scopi. La sceneggiatura, poi, ha tratto ulteriore giovamento - e non poteva essere altrimenti - dall'entrata in scena di un antagonista come il generale Stonewell, che si muove su un binario parallelo ed in tal senso va considerato: tipico esempio di militare ambizioso e pronto a tutto pur di conseguire i propri obiettivi, ma comunque entro i limiti di ciò che è lecito per quanto moralmente riprovevole, ritengo che la sua personalità ed il suo modo d'essere siano raffigurati al meglio dal commento finale del genrale Davis, secondo cui si tratta di "un gentiluomo, dopotutto, con un cerello di gallina". Un avversario ostico, dunque, ma ben lontano dall'essere parte integrante del piano di Johnson, ma semplicemente una pedina inconsapevole dello stesso. Fa un po' pena, ma nemmeno suscita troppa antipatia.
  15. Questa della narrazione in flashback è effettivamente una questione alquanto accattivante, soprattutto se la si considera nel contesto della serie del giovane Tex, dunque in una fascia di storie ove un lettore è meno propenso ad aspettarsene, ed alla luce dei retroscena di cui ci ha messi a parte @Carlo Monni. Convengo con lui che la decisione di dirottarla dalla serie regolare su Tex Willer può essere stata saggia, e ciò fornisce un ulteriore velo di interesse alla questione del flashback, almeno per quanto mi riguarda: chissà, una volta che Tex avrà finito di narrare a Cochise e Jimmy Jones la sua avventura in Florida, come quale sarà lacunosa dell'albo di settembre. Ribadisco, sono ulteriormente curioso, oltre che desideroso di leggere il prosieguo di una avventura che si preannuncia ricchissima di spunti e colpi di scena.
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