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TWF - Tex Willer Forum

juanraza85

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  1. Ho un vago ricordo che si tratta in realtà della stessa che potrebbe/dovrebbe essere ambientata a Dry Tortugas... Nel senso che anni fa mi pareva di aver letto qui sul forum di una idea per una avventura sull'Isola del Diavolo della Guyana Francese, poi però qualcuno (non ricordo chi con precisione) aveva precisato che l'eventuale location sarebbe stato l'arcipelago di Dry Tortugas, al largo della Florida... Perlomeno, io ho questo vago ricordo... Se sbaglio, invito chiunque a correggermi...
  2. Interessante quesito! Così su due piedi ed a bruciapelo, ed a costo di risultare ripetitivo ed attirarmi strali, non posso non riproporre una avventura di Tex e pards contro gli Skinwalkers navajo, cui dato il tema potrebbe partecipare attivamente anche lo stregone Nuvola Rossa. La mia opinione è sempre quella, secondo cui, a fronte di tutte le avventure dai risvolti soprannaturali o quasi soprannaturali che Tex ha affrontato, mi parrebbe un peccato se una tematica del genere, così addentro al mondo della tribù di cui Aquila della Notte è il capo, non venisse mai presa in considerazione... Mi riprometto di avanzare nuove ed inedite idee non appena avrò un barlume di ispirazione ! Sul ritorno di Redmond non posso di fatto pronunciarmi, poiché confesso di non ricordare affatto la storia in cui apparve la prima volta... Mi riprometto di recuperarla quanto prima. Quanto all'avventura nelle Dry Tortugas, inutile precisare che coltivo la speranza che prima o poi tale idea venga sviluppata in concreto...
  3. Ok, ora il quadro è ancora più chiaro. Grazie, Dix!
  4. A distanza di secoli, ho avuto il piacere di rileggermi questo grande classico della texianità che, come ha ben osservato @Tenente Cordoba in un post di ormai diversi anni addietro (a proposito, che fine ha fatto il forumista Tenente?), costituisce di fatto una sorta di spartiacque tra il Tex risoluto, impetuoso e pronto letteralmente a tutto dei primissimi numeri e quello, sempre fermamente risoluto ma al contempo più riflessivo e calcolatore, che si impara a conoscere via via che la saga prende forma e si sviluppa sino ai giorni nostri, complici probabilmente l'età più matura e, soprattutto, la sempre maggiore partecipazione del figlio Kit alle sue imprese e la conseguente esigenza di instradarlo sulla retta via e mitigarne il temperamento focoso. Tale storia è senza alcun dubbio una delle più esplicative dellle caratteristiche d'insieme di Tex inteso come personaggio, e dunque trasmettitore di valori. Il Nostro dapprima non esita a fuggire da Fort Defiance facendosi scudo dell'ottuso colonnello Elbert, quintessenza dell'ufficiale presuntuoso e sostanzialmente incapace, oltre che non del tutto in buona fede, dopodiché pone in atto un vero e proprio capolavoro di tattica e guerriglia non violenta, gabbando e mettendo in condizione di non nuocere le varie pattuglie di militari che si introducono nei territori navajo senza versare una sola goccia di sangue (il solo a versare sangue è di fatto Kit Willer, colpito di striscio alla fronte da quell'idiota gallonato di Elbert), riuscendo poi a far apprezzare le sue ragioni ai militari "prigionieri" e, con l'aiuto dell'onesto e coraggioso giornalista Martin Floyd, promuovendo una campagna di stampa pro navajos che si rivela talmente efficace da indurre gli alti papaveri dell'esercito ad annullare le operazioni militari e, contestualmente, a costringere il governatore Blister a promuovere un'inchiesta sull'episodio increscioso dello spietato omicidio dei cinque innocenti ragazzi navajos, che diede inizio alle ostilità. In conclusione, dunque, la Giustizia finisce per trionfare e si abbatte implacabile sia sul colonnello Elbert, costretto a lasciare con sommo disonore l'esercito, che soprattutto sui due assassini Sam Hope e Bart Barlow: riguardo a questi ultimi due, ho trovato molto scenografica ed adeguata al loro rango la morte che si infliggono reciprocamente, che li rivela definitivamente per gli sciacalli egoisti ed amorali che sono. Giustizia che si impone grazie al decisivo sostegno di Floyd, che rischia due volte la vita in difesa della verità, ma fortunatamente riesce a cavarsela. Molto suggestivi, soprattutto nelle espressioni e nei primi piani dei personaggi, i disegni di Galep, capace di imprimere sui volti emozioni in grado di giungere nitide sino al lettore. E pazienza per l'inesattezza grafica nel raffigurare i navajos con i costumi tipici degli indiani delle praterie, tra teepee e copricapi di piume, inesattezza in fondo comprensibile data la scarsità di fonti e documentazione cui attingere all'epoca.
  5. Di fatto non lo ha mai reputato del tutto adatto nemmeno la direzione editoriale, visto che è stato, fin dai primi anni 2000, "parcheggiato" sulla collana dei Maxi. Ergo si può dedurre che il solo motivo per cui a suo tempo gli sono stati commissionati tanti Maxi risiedeva unicamente nel fatto che completava molto velocemente le lunghe storie che gli venivano commissionate... E ciò a sua volta sembra un ulteriore indizio (apro una piccola parentesi) che avvalora la mia impressione - e non solo mia - che la SBE non abbia mai puntato più di tanto sulla collana dei Maxi... P.S. tornando a parlare di Diso, pur con tutto il rispetto per la sua indubbia professionalità e le sue qualità, nemmeno io ho mai apprezzato il suo tratto, a mio avviso decisamente poco adatto sulle pagine di Tex (quale che sia la collana)...
  6. Vero, che sbadato ..!! Ultimamente sto leggendo un po' troppo e tendo a confondermi ... O forse Fairfax mi è cascato talmente in antipatia da averne completamente rimosso la sorte...
  7. Il sorprendente, e forse quasi imprevedibile, comportamento di Carswell nelle battute finali della storia rende alla perfezione la non banalità di fondo del personaggio e, di conseguenza, gli conferisce tutte le carte in regola per una riproposizione, non per forza nella serie del Tex giovane. Carte in regola di cui, al contrario, si è dimostrato totalmente privo il vile tenente Fairfax: non pago di aver ostentato snobismo, arroganza e fanatismo tipico di un rampollo della "nobiltà" del Vecchio Sud per tutta la durata della storia, nel finale si scopre anche aver deliberatamente tentato di uccidere il suo comandante. Un comportamento da viscido vigliacco fatto e finito, che gli costa la corte marziale e, probabilmente, la condanna a morte. Certo, non abbiamo notizie certe in tal senso, quindi in teoria potrebbe essersela cavata a buon mercato, in ogni caso confido e mi auguro che gli autori si guardino bene dal riproporre un avversario tanto inutile ed inconsistente, che si è fatto solo odiare senza strappare - giustamente! - un solo briciolo di ammirazione.
  8. Come premessa devo ammettere che, personalmente, all'epoca non mi sarei aspettato di vedere riesumare i due fratelli Glendon. La loro precedente apparizione era stata in una signora storia, intendiamoci, tuttavia la loro partecipazione alla vicenda era stata alquanto passiva, anche e soprattutto in virtù della loro fede quacchera che vietava loro il ricorso alla violenza in qualsiasi circostanza. Per cui, ripeto, per quanto mi riguarda non credevo sarebbero stati riesumati. Al contrario, dieci anni dopo le tribolazioni della loro migrazione in California i Glendon hanno ricontattato Tex e Carson, affinché scongiurino il pericolo portato verso la loro comunità dalla perfida Rhonda Carpenter, donna tanto spietata e priva di scrupoli quanto contraddittoria, fermamente intenzionata ad impossessarsi delle terre dei quaccheri ma al contempo sinceramente (a quanto si evince) invaghita del giovane Aaron, che ricambia il sentimento. Tale caratterizzazione di Rhonda (la quale, vale la pena ricordarlo, non esita ad uccidere a sangue freddo un suo cowboy pur di tentare di eliminare Tel) ha donato a mio avviso un pizzico di originalità ad una storia che altrimenti avrebbe rischiato di risultare un po' scontata. Narrativamente degna, in tal senso, la fine che le riserva Nizzi, morta in un incendio causato dal fanaticissimo Elia Glendon, decisamente peggiorato rispetto a dieci anni prima, ed in fin dei conti anche lui risultato contraddittorio: per tutta la vicenda rifugge la violenza, anche solo se ipotizzata, per poi sacrificare anche sé stesso pur di eliminare colei che, nella sua visione degli eventi, era da ritenersi emissaria di Satana, oltretutto rea di aver sedotto il giovane Aaron. Ulteriore dimostrazione della scelta di Nizzi di puntare molto in questa storia sulla psicologia dei personaggi, anche i tormenti che affliggono l'altro Glendon, il più moderato Marcus, roso per tutto il tempo dal dubbio circa l'opportunità di infrangere la più ferrea tra le regole del proprio credo per difendere i diritti conquistati. Oltre che recare onore al personaggio, fare leva sugli aspetti psicologici dei personaggi ha permesso a Nizzi di evitare di ricalcare troppo da vicino la precedente avventura della carovana, sfornando una storia che, pur non certo memorabile, risulta nel complesso più che dignitoso, grazie anche alla buonissima prova di Rossano Rossi ai disegni.
  9. Dipende sempre da cosa intendi per "ruolo importante" ... Se con ciò intendevi ipotizzare che Omoro potrebbe resuscitare la Tigre, personalmente la vedo dura: è un espediente estremo e già adoperato per Mefisto, la resurrezione di un altro arcinemico credo sarebbe dura da digerire . Se invece si vuole semplicemente ipotizzare un ruolo importante nella catena di comando degli alleati di Sumankan, uno con le sue capacità non può non ricoprirlo...
  10. La storia, nel complesso di ottimo livello, si è rivelata avvincente sono all'ultimo, con un tocco di sorpresa che non mi sarei aspettato. Per il resto, di questa storia verso conserveremo tutti un gran bel ricordo anche per l'ambientazione, resa ancor più suggestiva dalla fedele rappresentazione della tribù Seminole, in tutti i suoi costumi. GLB ne sarebbe stato soddisfatto e felicissimo.
  11. L'ho già scritto altrove, non impazzisco per i crossover tra protagonisti di fumetti diversi. Tale mia opinione trovò la più nitida delle conferme nel 2017, a causa dell'incontro tra Dylan Dog ed il Dampyr Harlan Draka: di fatto, la coesistenza tra i due mi risultò sin da subito forzata, impressione che si è poi dipanata lungo le pagine dei due albi della storia (il che, a mio giudizio, ha senza dubbio amplificato l'effetto). Non appena ho saputo di un simile incontro anche tra Tex e Zagor, non ho certo accolto entusiasticamente la notizia, né aspetterò la sua uscita con la mia consueta impazienza, ma quando uscirà sicuramente lo comprerò, sia perché trattasi pur sempre di una storia di Tex (o, almeno, CON Tex), sia soprattutto perché sarei lietissimo di poter leggere una storia che possa mettere in discussione, se non proprio far mutare, la mia idea sui crossover.
  12. Giusto per completare l'opera, a seguire un video con testo di The Rising of the Moon, altra ballata irlandese accennata nel primo albo della storia, precisamente dagli avventori del Clan na Gael di Galveston...
  13. Ottimo cartonato, figlio di un buonissimo lavoro di Ruju in sede di sceneggiatura e di Milano per quanto concerne i disegni, cui Vattani ha saputo conferire una colorazione ad hoc, che li rende gradevoli alla vista. Prometto di non scendere troppo in particolari per non rischiare di rovinare il piacere della lettura a chi deve ancora procurarsi questo speciale. Mi limito a constatare la bravura che Ruju ha adoperato nel caratterizzare e gestire i personaggi di Portela e della señorita Alvarado, rendendoli non banali e permettendo in tal modo alla storia di risultare ben più intrigante e imprevedibile di come si potrebbe essere indotti a credere a priori. Eventualmente, rilascerò un commento più approfondito quando in tanti avremo letto l'albo e la discussione entrerà più nel vivo.
  14. Un Texone più che dignitoso, sceneggiato da un Nizzi ancora pienamente addentro al suo miglior periodo e disegnato da un Brindisi che, qui al suo esordio assoluto con Aquila della Notte, dimostra ampiamente le proprie indubbie capacità, presentandosi col botto. La trama scorre liscia e senza intoppi, risultando però piacevole e non scontata, benché sia probabile che non la si possa considerare del tutto corrispondente ai classici canoni texiani, dal momento che solo il fortunato incontro con Mimbreñito indirizza con precisione Tex, Carson e Tiger sulle tracce della banda del Predicatore, e di fatto solo da quel momento in avanti la vicenda entra davvero nel vivo, con la liberazione di Kit e della giovane Liza e con la sparatoria che segue, al termine della quale Tex ed i pards hanno inevitabilmente la meglio. Figura interessante quella del Predicatore, alias Thomas Lean, ex ufficiale dato per morto e corroso dai rimorsi, ritrovatosi a capo di una banda di fuorilegge a causa in fondo di un suo stesso errore, ossia un lungo momento di debolezza che, per sua stessa ammissione, lo aveva di fatto estromesso per sempre dal consorzio (cosiddetto?) civile. Opportuna, in tal senso, la scelta di Nizzi di mantenere un alone di mistero sulla sua figura fino alla fine, svelandone identità e motivazioni di fondo solo dopo la sua morte. Abbastanza facili da inquadrare ed anche un po' scontati, al contrario, il bieco e viscido Monkey, che al momento del dunque pensa bene di derubare ed uccidere il proprio capo, ed il belloccio e poco calcolatore Kirby, senza dubbio il meno peggio della banda, cui se non altro va riconosciuto il merito dapprima di salvare Kit svenuto nel deserto (non certo per bontà d'animo, ma per adoperarlo all'occorrenza come ostaggio, fatto sta che lo salva da morte certa), e poi di propiziare involontariamente il tentativo di fuga di Kit e Liza che, seppur fallito, viene osservato da uno degli apaches di Mimbreñito, che mette sull'avviso Aquila della Notte.
  15. E' anche il titolo del #22 di Saguaro... Ma sulla carta sarebbe più che adeguato anche per un albo di Tex la cui trama si svolgesse in un innevato paesaggio invernale...
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