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TWF - Tex Willer Forum

juanraza85

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About juanraza85

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    Maschile

Me and Tex

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    155
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    Tex
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    Juan Raza

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  1. juanraza85

    Migliore storia del 2019

    Di seguito il mio voto, direi non troppo dissimile dagli altri che lo hanno preceduto ..! - La maschera di cera (serie regolare) - Pinkerton Lady (serie Tex Willer) - Doc! (albi speciali)
  2. juanraza85

    [469/470] Terra Di Confine

    Storia nel complesso valida ma certo non entusiasmante, che poggia in origine su due presupposti di mio gusto: in primis il ritorno della tribù yavapai ed ex giacche blu guidata dal defunto sergente Torrence e, in secundis, la seconda riapparizione consecutiva di Pat McRyan, che di fatto pone tale avventura in una sorta di continuity con la precedente tra le montagne del Colorado. L'evoluzione che presto prende la vicenda fa sì che la presenza degli yavapai, in sostanza, funge solo da pretesto per costringere Tex ad annichilire i sogni di gloria del tirannello yaqui Narvaez, villain di rara gratuita crudeltà ma fatalmente rivelatosi, al momento del dunque, un vigliacco ed un mollusco della peggior specie, del tutto incapace di fronteggiare da pari a pari un vero avversario, abituato com'è da sempre a brutalizzare le proprie vittime ed i suoi stessi uomini con crudeltà gratuite, tenendo soggiogata la propria tribù con appunto il terrore e una buona dose di superstizione. Tex non ha alcuna difficoltà nello sconfiggerlo ed ucciderlo in un veloce duello, degna fine di un avversario che, a mio parere, si è dimostrato inconsistente, meritevole di uscire definitivamente di scena e mai e poi mai, per fortuna, di essere rispolverato in una successiva storia. Le maggiori difficoltà per Tex, di fatto, si concentrano lungo il viaggio dalla Riserva alla Sierra Negra, per via delle asperità del territorio da percorrere e dell'inesperienza dei volenterosi Pat e Novak, che cadono in trappola e costringono Tex a studiare un piano di riserva di difficile realizzazione, che difatti non riesce e costringe anche lui alla prigionia nel campo di Narvaez, dove riesce a capovolgere una situazione apparentemente senza uscita grazie all'inaspettata reazione di Luna e di Pat, mostruosamente in gamba nel liberarsi dai legacci, mettere fuori gioco un buon numero di yaqui e, soprattutto, eliminare il viscido braccio destro di Narvaez, Rayo, una vera spina nel fianco coi suoi dardi avvelenati e vero stratega della banda. Se Tex avesse avuto con sé almeno un altro dei soliti pards (Kit è rimasto convalescente nella Riserva, Tiger si attarda per radunare e seguire Tex con un buon numero di guerrieri navajos, il Vecchio Cammello è probabilmente impegnato in un'altra missione) a me piace pensare che eliminare Narvaez e liberare Luna e le altre donne yavapai sarebbe stato un compito relativamente semplice, ma forse proprio per questo la storia sarebbe stata più sonnacchiosa, in virtù appunto della sostanziale inconsistenza dei nemici di turno. Buonissima prova ai disegni di Marcello, come sempre del resto quando ha lavorato sulle pagine di Tex.
  3. Poiché non avevo un ricordo troppo fresco di questa storia, sono andato a rileggerla dopo tempo immemore nei giorni scorsi, e devo confessare di aver provato un grosso rammarico nel non averla inserita tra le mie dieci storie preferite del secondo centinaio. Il mio giudizio probabilmente sarebbe rimasto lo stesso in ogni caso, talmente ampia è la gamma di scelta tra quei citati cento numeri, comunque mi sono reso conto di essermi trovato di fronte ad una signora storia, a mio giudizio la prima avventura strutturata nei dettagli ambientata in Canada. Oltre all'ottima valorizzazione di Jim Brandon, all'epoca ancora capitano, ho trovato che GLB abbia caratterizzato in maniera quasi impeccabile tutti i principali antagonisti, dal mercante Bonnet al suo braccio destro Jordan, oltre ovviamente, ed anzi soprattutto, al loro degno compare Ho-Kuan, stregone da quattro soldi ventriloquo ma gran furbacchione, tessitori di un'oscura trama che, oggettivamente, sarebbe stata di assai difficile risoluzione se Brandon non avesse convocato i quattro pards in Canada, ben consapevole che avrebbero condotto le indagini a modo loro. Assai spassosi, a tal proposito, i siparietti tra un Tex più spudoratamente bugiardo che mai ed il comandante della Mounted Police di Winnipeg, individuo di indubbia integrità ma sin troppo ligio nell'applicazione letterale delle leggi e dei regolamenti. Per quanto invece riguarda i Nostri, concordo nel considerare il Tex visto in azione in questa avventura come forse uno dei migliori di sempre: temerario, risoluto oltre i limiti della spudoratezza, con la risposta sempre pronta, autentico emblema della Giustizia che sa andare al di là della mera applicazione della legge, anche a costo di non andare troppo per il sottile. Un po' in ombra il Vecchio Cammello, pur dimostrandosi sempre di massima affidabilità, decisamente più rilevanti i ruoli degli altri due pards. Kit, dopo essersi fatto ingenuamente catturare dai Foxes, si riscatta più che ampiamente nel momento della fuga dal campo dei ribelli insieme a Tiger Jack, capace di mettere a frutto tutta la sua lunga esperienza per introdursi nel campo e di dimostrare un'audacia fuori dal comune nel liberare il giovane pard. Molto positiva, a mio parere, anche la caratterizzazione di un Jim Brandon nella veste fittizia di trapper, libero dale limitazioni che l'uniforme rossa di norma gli impone di norma, e più che degno alleato di Tex insieme ai tre mounties che lo seguono. Finale forse un po' affrettato, specie in confronto alle altre fasi che lo precedono, ma in fin dei conti la disposizione dell'accampamento e le caratteristiche del luogo, soprattutto la distruzione dell'arco di roccia (un peccato mortale dal punto di vista naturalistico ed ambientale, ma una mossa fondamentale per il conseguimento il successo della missione), credo finiscano con il favorire non poco il lavoro di Tex e compagni. Unico mio rammarico, la mancata presenza di Gros-Jean: certo, gestire un altro comprimario di quel calibro avrebbe potuto comportare qualche difficoltà, ma i siparietti comici sarebbero stati assicurati. Buomissima prova anche di Ticci: tratto ben lontano da quello cui è giunto e ci ha successivamente abituati negli anni della maturità, ma comunque pulito e suggestivo.
  4. juanraza85

    [Texone N. 35] Tex l'inesorabile

    https://corrierediarezzo.corr.it/news/cronaca/1391947/arezzo-fumetti-marco-corbacchini-tex-zagor-topolino-record-giornalini-comics-calcio-galep-collezionista-alan-ford-.html Mi scuso anche io per l'off-topic, ma ho pensato potesse essere simpatico citare la fonte
  5. juanraza85

    [Tex Willer N. 16 / 17] I lupi della frontiera

    Che le copertine di Dotti siano molto belle e suggestive ormai non fa quasi più notizia... Quel che attendo con maggior curiosità è poter finalmente ammirare una storia di Tex disegnata da Valdambrini, fumettista che ho già avutomodo di apprezzare su altre serie Bonelli. Le tavole in anteprima, del resto, promettono maledettamente bene...
  6. juanraza85

    [501/504] Mefisto!

    A seguito del simpatico topic lanciato prima di Natale da Ymalpas, sono andato a rivedere questa sezione è non ho potuto non notare che, benché ricordassi il contrario, non avevo mai rilasciato una mia recensione sul ritorno di Mefisto. Premetto subito che, essendosi trattato del ritorno dell'Arcinemico per eccellenza di Tex, sarebbe stato più che lecito aspettarsi qualcosa di più, tuttavia nel complesso l'ho trovata una storia di buonissimo livello, per larghi tratti molto ben gestita, pur non esente qua e là da elementi di debolezza. Il primo albo, eminentemente introduttivo al nuovo incontro/scontro tra Tex e Mefisto, è forse il migliore è più calzante esempio di "storia con Tex, ma NON DI Tex", il che secondo me ci può ben stare, data la statura del nemico di turno e, soprattutto, la sua condizione di trapassato (almeno dal punto di vista materiale). A maggior ragione ci può ben stare, essendo Mefisto un adepto della magia nera, un suo ritorno dall'aldilà: per un personaggio col suo curriculum, l'espediente benché "forte" ha avuto a mio avviso una sua ragione d'essere (lo stesso non direi, ad esempio, se lo stesso espediente dovesse essere utilizzato per ripescare altri arcinemici storici dati per morti di prossima riproposizione). Il primo albo, oltre che preparare il non facile ritorno di Mefisto nel mondo dei più, ha inoltre assolto la parallela funzione di introdurre ed illustrare le figure dei suoi alleati di turno, il cognato Boris e, soprattutto, la degna sorella Lily, la cui personalità diabolica non era probabilmente del tutto emersa nella precedente remota apparizione. Nel seguito della vicenda, Nizzi ha molto ben raffigurato e gestito l'affiatamento tra i due fratelli Dickart, capaci di consegnare un piano tanto contorto quanto efficace, che prevede di far morire i quattro pards nel medesimo modo in cui era morto anni prima Mefisto, un piano che solo la strenua resistenza di Tex ha impedito ai due di portare a compimento. Ben valorizzata anche la figura di Boris, testafiba senza scrupoli ma, in rapporto alla moglie ed a Mefisto, anello debole del gruppo di antagonisti e, fatalmente, il solo dei tre ad uscire di scena. Proprio nella morte di Boris, a mio parere, risiede uno dei principali punti deboli della vicenda, che ha impedito al ritorno di Mefisto di "spaccare" davvero come forse ci si sarebbe aspettato. Tutti noi ricordavamo bene, e lui stesso lo ha affermato, che il Vecchio Negromante non può colpire a distanza, ed invece di fatto riesce in questo nel momento in cui fa credere a Boris di essere avvolto dalle spire di un serpente che lo soffoca. Di cosa parliamo, se non di colpire a distanza? Nizzi avrebbe forse potuto gestire meglio tale frangente, magari facendo morire il conte Leonov per un malore in conseguenza di una visione orrorifica provocata dal cognato. Di contro, ho trovato significativo come, in tale frangente, Lily si sia di fatto dimostrata sotto certi aspetti ancor più spietata dello stesso Mefisto, chiedendogli senza esitazioni di uccidere il marito affinché non ceda alle minacce di Tex, stante l'esitazione - incredibile a dirsi! - del fratello. Altro aspetto che non ho molto gradito, la mancatariproposizione dello sceriffo Patterson, che forse avrebbe permesso a Tex di agire con mano più libera e, dunque, a beneficio dell'azione e dei colpi di scena: con tutto il rispetto per lo sceriffo Brannon, comunque un galantuomo, era evidente che tra lui Tex non ci fosse grande affiatamento, conseguenza del fatto che, da quanto si evince, i due non si conoscessero. Mi è parso poco accorto, in una sorta di "continuity", proporre Patterson ne La miniera del fantasma, sostituirlo con Brannon in Mefisto! e, successivamente, renderlo un comprimario fisso in tutte le storie ambientate a Phoenix (tranne l'infelice La grande sete di Manfredi). In conclusione, pur non potendo certo essere inserita tra i capolavori texiani, ho trovato Mefisto! una degnissima occasione di riproposizione del più temibile tra gli Arcinemici, nella fondata speranza che la prossima apparizione già in programma sia una storia memorabile. Ed un po' mi spiace, per con tutto il rispetto per due bravissimi professionisti come i Cestaro, che la prossima avventura con Mefisto non sarà illustrata da Villa, magistrale nel disegnare la storia qui recensita.
  7. Dopo essermi chiarito per bene le idee ed aver provveduto ad una non facilissima selezione, di seguito propongo la mia personale top ten di storie per ognuno dei primi sette centinai della lunga saga texiana. Nella maggior parte dei casi casi, come ad esempio per i centinai 101-200, 201-300, 301-400 e 401-500, devo dire di avere avuto non poche difficoltà nel selezionare le mie preferenze, e ho dovuto a malincuore escludere storie memorabili, tale è l'imbarazzo della scelta..! Viceversa, la cernita è stata molto più semplice da effettuare nel caso del centinaio 501-600, decisamente meno prodigo degli altri (alcune storie sono anche belle, ma nessuna raggiunge picchi di eccellenza a mio parere). Ma bando alle ciance, passiamo ai fatti! Ecco a seguire la mia personale superclassifica, specificando che l'ordine che io ho voluto dare è da intendersi come decrescente, ossia dall'alto verso il basso da quella che ritengo meno bella tra le belle alla mia preferita. Di conseguenza, ogni storia è opportunamente numerata, e garantisco che neppure quest'altra operazione è stata per me semplice. TUTTE LE MIGLIORI STORIE DI TEX PER CENTINAIO 001 - 100 101 - 200 201 - 300 301 - 400 401 - 500 501 - 600 601 - 700 10 - I Figli della Notte 10 - San Francisco! 10 - Guerra sui pascoli 10 - L'uomo con la frusta 10 - I sette assassini 10 - L'ultima diligenza 10 - Furia comanche 9 - Sangue Navajo 9 - Il ritorno di Yama 9 - Il ritorno del Carnicero 9 - Gli spiriti del deserto 9 - Wild West Show 9 - A sud del Rio Grande 9 - Luna insanguinata 8 - L'eroe del Messico 8 - Il figlio di Mefisto 8 - Gli eroi di Devil Pass 8 - Guerriero apache 8 - Congiura contro Custer 8 - Intrigo nel Klondike 8 - Carovana di audaci 7 - Il tesoro del tempio 7 - Il laccio nero 7 - Giungla crudele 7 - La minaccia invisibile 7 - Il ritorno del Morisco 7 - Buffalo Soldiers 7 - Giovani assassini 6 - Il Grande Re 6 - In nome della legge 6 - L'ombra di Mefisto 6 - La leggenda della vecchia missione 6 - Il ritorno della Tigre Nera 6 - Ritorno a Culver City 6 - La stirpe dell'abisso 5 - La Mano Rossa 5 - Diablero! 5 - La piramide misteriosa 5 - Il segreto del Morisco 5 - La strage di Red Hill 5 - Mefisto! 5 - Jethro! 4 - Il passato di Tex 4 - Tra due bandiere 4 - I ribelli del Canada 4 - I Diavoli Rossi 4 - La grande invasione 4 - Omicidio in Bourbon Street 4 - I Rangers di Lost Valley 3 - La gola della morte 3 - El Muerto 3 - Tucson! 3 - La congiura 3 - Gli Invincibili 3 - Missouri! 3 - El Supremo 2 - Incubo! 2 - Il Signore dell'Abisso 2 - Santa Cruz 2 - Furia Rossa 2 - L'uomo senza passato 2 - Athabasca Lake 2 - Il segno di Yama 1 - Black Baron 1 - Una campana per Lucero 1 - Fuga da Anderville 1 - La Tigre Nera 1 - Il passato di Carson 1 - I Lupi Rossi 1 - L'ombra del Maestro 
  8. juanraza85

    [Magazine 2020] Il ladro gentiluomo - Il grande incontro

    Impressione peraltro sbagliata visto che l'Almanacco ha esordito con un.vero gioiellino come "La ballata di Zeke Colter" ed ha visto storie molto belle. Sbagliata anche perché, visto il sistema ed i tempi di lavoro in SBE le storie sono sempre state concepite con quel numero di pagine e quella destinazione e non si poteva certo sapere in anticipo se una storia non sarebbe stata all'altezza di una pubblicazione, la serie regolare, a cui comunque non era destinata a meno che non crediate alla favoletta che gli autori non si impegnassero allo stesso modo. La verità è che a questa errata impressione contribuisce lo sciocco pregiudizio contro le storie di durata inferiore ai due albi, pregiudizio che mi vanto di non avere mai avuto. l'Almanacco ha contenuto storie brutte? Certo: quelle di Nizzi nel periodo in cui scriveva storie brutte anche sulla regolare. Senza offesa, Carlo, ma non sono d'accordo. Senza dubbio sugli Almanacchi abbiamo potuto leggere storie piacevoli, su tutte forse La ballata di Zeke Colter, ma almeno dal mio punto di vista si tratta di storie appunto piacevoli, ma nulla di più. Oltretutto, se vai a leggerti i miei post riguardo alcune storie cosiddette "autoconclusive" o brevi, noterai come io sia uno dei primi a non condividere l'equazione " Storia di meno di due albi = storia brutta", giudicandola anche io fuorviante e superficiale. Una storia può essere soggettivamente giudicata brutta o bella in base a vari fattori, non certo esclusivamente sulla base della sua lunghezza. Quanto agli Almanacchi, ribadisco che si trattava di una collana che non gradito più di tanto. Anche questa è una opinione personale. Per cui, caro Carlo, con tutta la simpatia e l'ammirazione che pur non conoscendoti di persona provo nei tuoi confronti, ti sarei estremamente grato se tu evitassi di attribuirmi pregiudizi che non condivido e non nutro in alcuna misura. Era giusto per chiarire, buona serata
  9. juanraza85

    [Magazine 2020] Il ladro gentiluomo - Il grande incontro

    Le due storie si preannunciano interessanti, ma è ovvio che una particolare curiosità la si prova per la prima storia in solitaria di Pat McRyan: la trama sembra ricalcare in parte la sua primissima apparizione, attendo di vedere come se la caverà senza Tex e company, ma sono sin da ora sicuro che azione e comicità non mancheranno. Lieto, a tal proposito, che la SBE continui a puntare sulla pubblicazione di storie con protagonisti gli amici dei nostri pards, senza l'ausilio di questi ultimi. E' sicuramente un valido espediente per conferire interesse a un tratto distintivo ad una collana che, per troppo tempo, a me - e non solo, ci scommetto - ha dato l'impressione di essere un mero contenitore per storie considerate non all'altezza della serie regolare o di altre collane.
  10. juanraza85

    [712/713] I forzati di Dryfork

    Nelle precedenti prove su Tex, una storia breve e una per il Magazine, Rauch non mi era affatto dispiaciuto. Ora vedremo come saprà barcamenarsi con una storia di due albi, io sono abbastanza fiducioso. E, del resto, dalle poche anticipazioni la trama sembra poter essere interessante. Per quanto riguarda i disegni di Prisco, dopo la prima buonissima prova di circa due anni fa confido possa confermarsi sui medesimi standard qualitativi.
  11. juanraza85

    [710/711] L'assedio di Mezcali

    Credo che nessuno di noi appassionati, e più specificamente quelli tra noi che non hanno apprezzato più di tanto questa storia, pretenda di voler leggere sempre e comunque capolavori memorabili, ed anzi accolga di buon grado storie nella norma, anche ed anzi a maggior ragione se classiche. Il problema si presenta semmai, almeno dal mio punto di vista, quando una qualsiasi storia si appiattisce via via che scorrono le pagine, al punto da leggerla in un battito di ciglia senza che questa ti trasmetta alcunché. Poiché in più di uno avevamo ipotizzato e abbiamo successivamente riscontrato similitudini tra L'assedio di Mezcali ed una storia - anch'essa nizziana - tra le più amate della saga quale I diavoli rossi, mi viene da chiedermi come mai la seconda è stata recensita e viene ricordata più che positivamente dalla maggioranza di noi texiani, mentre invece la prima, salvo eventuali future rivalutazioni, dai commenti - ancora pochi, in verità - postati sinora sembra destinata a finire nell'anonimato, o quasi. La risposta a mio avviso è semplice: ne I diavoli rossi tutti gli elementi - trama e valorizzazione dei personaggi - sono stati amalgamati quasi alla perfezione, ne L'assedio di Mezcali invece questo amalgama non lo si riscontra. Senza dubbio, e l'ho evidenziato anche in precedenza, un tentativo di conferire alla sceneggiatura elementi che potessero sorprendere il lettore Nizzi lo ha effettuato, ma a mio parere non hanno risollevato una storia rimasta sostanzialmente priva di mordente.
  12. juanraza85

    [710/711] L'assedio di Mezcali

    Comprata la seconda ed ultima parte di questa avventura, che anche io ho letto a tempo di record. Espressione, quest'ultima, che di norma vuole far risaltare una lettura come avvincente ed appagante, ma non è decisamente questo il caso: dopo un primo albo non certo trascendentale, ma tutto sommato dignitoso, il secondo albo si è rivelato di una tale piattezza nel dipanarsi degli eventi da risultare leggibile in una ventina di minuti scarsi, al punto da anestetizzare il risultato complessivo. Nizzi, chiamato a riscattarsi dopo la scialba prova dello scorso Color estivo, ha fatto un piccolissimo, quasi impercettibile, saltino in avanti rispetto ad allora, ma si è purtroppo mantenuto ben distante dagli standard con cui ci ha deliziati - e forse viziati - negli anni d'oro. In questa doppia, il Maestro di Fiumalbo (in virtù dei superlativi lavori prodotti in passato, ritengo doveroso continuare a chiamarlo così) è sembrato a tratti quasi rincorrere sé stesso, prima lasciando intendere che tipo di dinamiche avrebbero potuto evolversi, poi cercando di regalare colpi di scena che però, alla resa dei conti, nulla tolgono e nulla aggiungono ad una vicenda che scorre via velocemente senza eccessivi sussulti. Evito volutamente di scendere in particolari per non fornire spoiler a quanti non avessero ancora letto, aggiungo solamente che dal mio punto di vista Nizzi ha avuto un'altra mezza battuta d'arresto. Sin dal primo albo avevo il sentore che avremmo letto una storia dal sapore di dejavu, ma dotata di tutti gli elementi per risultare più che dignitosa, e che mai mi sarei aspettato di vedersi appiattire tanto mano a mano che si scorrevano le pagine, al punto da tirare quasi un sospiro di sollievo nel leggere in fondo all'ultima tavola "Fine dell'episodio".
  13. juanraza85

    Le feste di Tex

    Se nel tuo quesito possono essere incluse tutte le festività, quindi non solo quelle del periodo natalizio, il solo caso che ricordo di un giorno di festa nella lunga saga di Tex risale al n° 466 Golden Pass, allorquando Tex e Carson giungono nella città gi Georgetown in data 4 luglio, Giorno dell'Indipendenza. Feste comandate nel senso stretto dell'espressione, invece, non ne ricordo proprio...
  14. E' proprio come dici tu, ho appena controllato. Grazie!
  15. Dipendesse da me, mi adopererei immediatamente affinché la stesura di una storia sulla sponda di tale soggetto inizi il prima possibile! Complimenti davvero, Ymalpas !! Solo una domanda poiché ho un vuoto di memoria... Quando sono già comparsi nella serie il professor Nizon e la figlia?
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