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TWF - Tex Willer Forum

juanraza85

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Tutto il contenuto pubblicato da juanraza85

  1. juanraza85

    ④ La storia più bella della fascia 600 - 699

    Il mio voto stavolta è andato, ancora in ordine rigorosamente decrescente, a L'ombra del Maestro (credo sia superfluo motivare la scelta), Jethro! (una storia che attendevo da tempoe non ha deluso le mie aspettative) ed infine L'ultima vendetta (storia non solo celebrativa, ma anche di un certo tenore narrativo).
  2. juanraza85

    I Soggetti di Tex da parte dei lettori del forum di Tex

    L'idea in sé è tutt'altro che malvagia, questo ci tengo a chiarirlo subito, tuttavia a me la trama da te proposta sembra una sorta di crossover tra I giustizieri di Vegas, che tu stesso hai citato, ed I fratelli Donegan. Fosse una sceneggiatura inedita - e soprattutto se io fossi membro del direttivo della SBE - sarebbe da pubblicare senza riserve, ma ha un sapore di roba già vista...
  3. juanraza85

    [696/699] L'ombra del Maestro

    Il quarto albo della storia è pedissequamente giunto in edicola nella data attesa, l'ho letto tutto di un fiato e sostanzialmente non ha deluso le mie aspettative. Cercherò di dire la mia senza essere troppo rivelator, onde evitare di guastare la lettura a coloro che non avessero ancora avuto modo di effettuarla. Partirei dal finale, secondo molti deludente poiché Tex e Carson non avrebbero avuto l'onore di assestare il colpo decisivo alla vicenda, invece a parere mio i due pards hanno semplicemente fatto il 99% del lavoro, lasciando l'1% finale alla polizia i New York. Del resto, entrambi sono tipi abbastanza pragmatici da non essere troppo ansiosi di protagonismo, ed anzi hanno adeguato buonsenso per rendersi conto che l'importante è il risultato, che in questo caso era pressoché fondamentale. Sono rimasto un po' perplesso, viceversa, dal ruolo meno che marginale riservato nella lunga avventura newyorchese al simpatico Pat (fondamentale eccezione, il cazzottone che assesta nel finale al sedicente Mick Crane), tanto che col senno di poi mi sento di affermare che, probabilmente, il suo mancato inserimento non avrebbe mutato di una virgola l'andamento della vicenda. Comprendo bene l'esigenza di dare spazio a tanti personaggi di una certa importanza nell'economia della narrazione, tuttavia confinare a una decina di pagine su 440 totali le apparizioni del mastino irlandese mi è sembrato quasi inutile, oltretutto considerando che l'amico mancava da circa 20 anni. Tanto valeva, forse, lasciarlo fuori da questa storia e tenerlo in caldo per un'altra in cui potesse avere più spazio. Decisamente interessante, invece, la figura di Byrnes, che anche nell'albo conclusivo mi ha confermato le impressioni che avevo tratto nei precedenti, nello specifico riguardo il rapporto instauratosi tra lui ed i pards: l'ispettore capo è un individuo fondamentalmente onesto, seppur dai modi non sempre cavallereschi (il che, se si immagina come dovevano essere i bassifondi della Grande Mela tardottocentesca, può anche starci), decisamente attaccato alla poltrona ed abituato ad essere il solo gallo nel pollaio. Pur riconoscendone il valore, non è mai riuscito a fidarsi ciecamente dei due pards nei primi tre albi, sia per divergenze di opinione che per differenti approcci professionali, ed ha confermato tale atteggiamento di collaborazionismo quasi forzato anche nel quato albo. In altre parole, ritengo che sotto sotto un po' gli bruci essere stato messo quasi in secondo piano da Tex e Carson, per quanto nel finale non ha avuto problemi a riconoscerne i meriti e le capacità. Chissà, dunque, che non possa tornare buono anche lui per una ipotetica riproposizione in futuro... Riproposizione che, a quanto leggo sopra, prima o poi ci sarà certamente per Nick Castle (ed al riguardo non ho mai avuto troppi dubbi): che rimanga o meno sfigurato, se l'è comunque cavata con l'arresto ed immagino una successiva condanna al carcere, e da un carcere lui sa bene come si possa sempre evadere... Stesso discorso per la sua degna spalla Muggs.
  4. juanraza85

    [696/699] L'ombra del Maestro

    A Trieste Tex esce anche con tre giorni di anticipo ?? Però..!!!
  5. juanraza85

    Un nuovo nemico numero uno

    Credo che nella saga texiana sia già successo una volta di troppo che un nemico storico (anzi, nel caso in esame, IL NEMICO, LA NEMESI) sia stato resuscitato. Ma si trattava appunto del Nemico per antonomasia, che automaticamente sta una spanna sopra agli altri, per cui l'eccezione è comprensibile ma credo e soprattutto spero sia destinata a rimanere tale. Quanto a chi potrà celarsi sotto la maschera della Tigre, l'ipotesi di @Santana è senza dubbio la più immediata e plausibile, ma non esente dal rischio che l'eventuale "nuova" Tigre non riesca a rendere quanto Sumankan. Per cui, mi permetto di rispolverare la mia vecchia tesi secondo cui potrebbe anche trattarsi dello stesso Sumankan, che magari nella precedente avventura ha mandato a morire un sosiamo suo fanatico seguace...
  6. juanraza85

    [378/381] Guerriero Apache

    Concordo con @Barbanera: Guerriero apache non sarà un capolavoro, ma è una di quelle storie che si avvicina molto a poter essere ritenuta tale, per vari motivi. In primis, una trama tutt'altro che banale e piena di sottotrame (Tex e Carson contro Cobra Galindez, Tex e Carson contro Baker, Tex e Carson contro Maynard, Maynard contro Cochise, Cobra Galindez che traffica per non dover dividere i lingotti con nessuno dei suoi complici) che Nizzi ha saputo egregiamente orchestrare e gestire, riuscendo a far sì che queste non siano mai risultate in conflitto tra loro, né si è mai avuta l'impressione che potessero ostacolarsi a vicenda, al contrario sono risultate funzionali l'una alle altre. Scelte di sceneggiatura, quelle appena elencate, che a mio avviso hanno condotto Nizzi a creare una storia che io ho l'ardire di ritenere uno dei picchi più elevati della sua opera texiana. Mi è piaciuta molto la caratterizzazione che egli ha conferito in questa avventura al leggendario Cochise, che ne è uscito veramente come un uomo tutto di un pezzo, la cui parola è assoluta garanzia, un capo in grado di sapersi dimostrare audace o prudente a seconda delle necessità, bravissimo a non farsi mai prendere dal panico e nel saper scegliere sempre quel che è meglio per la sua gente. Una delle comparsate in cui, secondo me, il capo dei Chiricahuas meglio dimostra il suo fraterno legame con Tex. Ancor di più, però, mi ha colpito il modo in cui è stato tratteggiato il principale antagonista, Cobra Galindez: già in L'uomo con la frusta avevamo potuto constatarne l'astuzia e la pericolosità, in questa seconda apparizione direi che il personaggio, pur nella sua negatività, ha raggiunto la sua sublimazione, imbastendo un piano contortissimo ma astutissimo per servirsi di un inconsapevole Tex (il quale, a dimostrazione della sua umanissima non infallibilità, non sospetta nulla e nemmeno sospetta mai di Baker) e successivamente incastrarlo, riuscendo poi ad infinocchiare ed eliminare o far eliminare da complici inconsapevoli tutti i propri alleati (tra cui Tex e Carson, di nuovo), Baker compreso. Due aspetti, tuttavia, mi hanno lasciato qualche perplessità. Per prima cosa, la sostituzione dei lingotti con le pietre nella cripta: a parte il fatto di essere riuscito a fare tutto da solo durante la breve assenza di TUTTI i suoi hombres, è plausibile che nemmeno UNO di loro, dopo un attacco subìto dai Chiricahuas, abbia pensato di rimanere per non lasciare il villaggio sguarnito? Ma, soprattutto, mi ha lasciato perplesso ed un po' deluso la fine dell'ex guerrillero doppiogiochista: mai mi sarei aspettato che un individuo freddo, calcolatore e soprattutto concreto come lui si potesse rivelare tanto impressionabile da rimanere attonito dinanzi ad un pur raccapricciante spettacolo come un muro di teschi che gli frana addosso, al punto da vedere o credere di vedere il fantasma dell'ex complice Venustiano e morire di crepacuore. Ho già scritto altrove che si sarebbe potuto lasciarlo in vita per riproporlo in una terza storia (secondo me, la statura e la versatilità criminale del character lo avrebbero ampiamente consentito), ma se proprio era necessario farlo morire si poteva scegliere a mio parere un'altra strada.
  7. juanraza85

    [Magazine 2019] Raccolto insanguinato - Yukon Race

    L'ambientazione è senza dubbio calzante con un romanzo di King... Restando nel campo dei fumetti, una storia impostata in tale maniera a me sembra scritta su misura per Magico Vento...
  8. juanraza85

    [Magazine 2019] Raccolto insanguinato - Yukon Race

    Bella copertina, coerente con lo stile del Magazine. I soggetti delle due storie, dalle primissime anticipazioni sopra riportate, si direbbero interessanti, al punto che, sempre ragionando di primissimo acchitto, personalmente li troverei più che adeguati anche per la serie regolare, ovviamente previo sviluppo delle rispettive vicende su almeno un paio di albi ciascuna. I disegni di Font li conosciamo, e personalmente non mi dispiacciono, interessanti invece le due pagine postate in anteprima della storia di Poli: il livello sembra decisamente buono...
  9. juanraza85

    [700] L'oro dei Pawnee

    Sulla bellezza della copertina, impreziosita da fantastici giochi di luce, credo sia superfluo qualsiasi commento... Stesso discorso per i disegni di Civitelli, che oltretutto rispetto al recente Color sembrano caratterizzati da una colorazione di livello assai migliore (non si offenda il Maestro di Lucignano, che curò personalmente la colorazione della sua storia contenuta in quell'albo), la storia dalle poche indiscrezioni trapelate sembra promettente, degna di celebrare il numero 700. Insomma, credo si possa ben sperare...
  10. juanraza85

    Un nuovo nemico numero uno

    Sottoscrivo quasi in pieno... Il "quasi" si riferisce alle motivazioni che hai elencato: le condivido tutte, dissento in un certosenso relativamente alla vendetta. Nell'avventura in corso, Castle non sembra assolutamente coltivare vendetta nel senso stretto del termine nei confronti di Tex, questo senza alcun dubbio, tuttavia un pizzico di volontà di rivalsa nei confronti del Ranger in Castle mi è sembrto di coglierla. Una volontà di rivalsa, la sua, che io ritengo figlia della vanità del personaggio, che personalmente ribadisco di trovare interessante, e mi piacerebbe vedere all'opera in una prossima avventura...
  11. juanraza85

    ③ La storia più bella della fascia 600 - 699

    In ordine decrescente di gradimento, io ho votato Il segno di Yama, I rangers di Lost Valley e Winnipeg. Voglio precisare che non si è trattato di una scelta così facile, in quanto avrebbero meritato il mio voto almeno un altro paio delle storie di questo lotto...
  12. juanraza85

    [Tex Willer N. 1 / 2 / 3 / 4] Vivo o morto!

    Assolutamente d'accordo anche io... Già in generale sono ultrafavorevole alla maggiore attenzione possibile ai dettagli nelle storie di Tex, figuriamoci per uno degli elementi principali quale l'infinita varietà del mondo nativo. Sarebbe un peccato banalizzare e non cercare di rimarcare per quanto possibile le differenze tra tribù e tribù, ne va della qualità del prodotto che, io credo, trarrebbe solo vantaggi da una adeguata cura di tali peculiarità. Anzi, a dirla tutta, non solo la recente rivisitazione grafica di una figura pur marginale come Orso Grigio ha incontrato il mio plauso entusiastico, ma personalmente qualora si decidesse di ritoccare nella nuova serie anche Freccia Rossa - ovvero, renderlo graficamente più navajo - io sarei il primo ad approvare. Mi rendo però conto che, data l'importanza del personaggio, la cosa è di assai difficile attuazione. Me ne farò una ragione ...
  13. juanraza85

    [Tex Willer N. 1 / 2 / 3 / 4] Vivo o morto!

    A me risulta che vi fossero/siano sia i Kiowa-Apache che i Kiowa, due tribù ben distinte l'una dall'altra... Il nome Kiowa-Apache, fondamentalmente, sarebbe però frutto di una classificazione a tavolino dei bianchi: popolo di origine incerta, probabilmente di ceppo South Athapascan, chiamavano sé stessi Naishan Dene (o, secondo altee versioni, Kataka), sembrano essere un ramo del gruppo apache stanziato nelle pianure, e sarebbero stati così denominati in virtù di una loro provvisoria alleanza con i Kiowa. Ovvero, un tale di nome W. P. Clark li notò sistemati di fianco ai Kiowa in un accampamento. Invece, i Kiowa sono un popolo di origini altrettanto incerte, appartenenti al ceppo Uto-Azteco come i Comanche, cui non a caso erano considerati strettamente connessi.
  14. juanraza85

    [Tex Willer N. 1 / 2 / 3 / 4] Vivo o morto!

    A sostegno di quanto evidenziato da Natural Killer, posto un'immagine di La-Roo-Chuck-A-La-Shar, altrimenti noto come Capo Sole, dei Pawnee... Oltretutto, chi tra noi, come il sottoscritto, ha letto Magico Vento, ricorderà come egli sia comparso nel n° 64 I Lupi Blu...
  15. juanraza85

    [438/440] Gli Invincibili

    Tutta la lunga sequenza della battaglia nel cortile del fortilizio di Carrasco secondo me è da brividi... Se devo soffermarmi però su una scena in particolare, a me ha colpito di più Tex che, dopo aver dato manforte a Watts sparando nel mucchio degli accorrenti bandidos, riesce ad aggirarli rubando il cavallo di uno di loro per precipitarsi alla mitragliatrice e cavare definitivamente dai guai i compagni d'avventura. Menzione speciale, poi, per l'ultima, meravigliosa vignetta: Hutch che rivolge lo sguardo al cielo ed immagina di vedervi i volti dei suoi amici irlandesi, morti nel tentare l'impresa.
  16. juanraza85

    ② La storia più bella della fascia 600 - 699

    Premettendo che questo secondo lotto di storie è a mio parere più probante del precedente, e di conseguenza per me non è stato semplicissimo scegliere, ho infine deciso di dare il voto in primis a El Supremo (in questo caso, ma solo in questo, per distacco), ed a seguire a La stirpe dell'abisso e Giovani assassini.
  17. juanraza85

    [Texone N. 15] Il Cavaliere Solitario

    Sere addietro, complice la penuria di alternative di qualsiasi tipo, ho deciso di andarmi a rileggere il Texone di Nizzi e Kubert, a parecchia distanza di tempo dall'ultima volta. Nell'ormai lontano 2012, novello del TWF e lettore magari ancora intriso di ingenuità e spirito critico ancora non completamente delineato, lo avevo definito senza mezzi termini il migliore, naturalmente per quanto mi riguardava, tra i Texoni che avessi letto sino ad allora. Negli anni, appunto, ritengo che il mio spirito critico si sia un po' affinato, sia pure forse ancora lungi dall'aver raggiunto il suo completamento, in ogni caso dalla mia ultima lettura de Il cavaliere solitario ho tratto una valutazione della storia ancora nel complesso più che positiva, di cui ho potuto apprezzare le sfumature, ma non scevra qua e là da alcuni passaggi che mi hanno convinto poco. Tra questi, non intendo citare il Tex diverso dal solito, non solo graficamente (Kubert lo ha reinterpretato in maniera assai personale, su questo non ci piove), ma anche e soprattutto nel modo di affrontare una vicenda dalle tinte di per sé assai fosche. Duro, granitico, freddamente determinato, più alla ricerca di vendetta che di giustizia: sicuramente un Tex cui siamo poco abituati, ma del resto sfido chiunque ad affrontare una questione del genere con distacco e nonchalance: impossibile pressoché per chiunque, a mio avviso, non provare (il passare poi eventualmente ai fatti è un altro paio di maniche, io non credo ne sarei capace) sentimenti simili dinanzi all'efferato omicidio di una famiglia di inoffensivi coloni, con tentata violenza ai danni di una ragazza, e successivamente l'omicidio a sangue freddo di un uomo, "colpevole" solamente di non avere con sé molto denaro. Insomma, dopotutto Tex non fa altro che adattarsi ad una vicenda cupa come probabilmente poche altre volte gli è capitato in tanti anni di carriera. Una vicenda di cui, in taluni frangenti, sembra addirittura subire il peso. In questa ottica, a mio avviso, può infatti spiegarsi il suo approccio più spietato ed emotivamente coinvolto del consueto: a parte l'essersi lasciato ingannare dalla messincena imbastita dai quattro assassini in montagna, in nessuna altra occasione, infatti, Tex avrebbe mai avuto lo stomaco di usare un delinquente da lui catturato, sia pure un individuo spregevole come Frank Barrett, per farlo passare per lui e cautelarsi dal fratello di costui, che in effetti convinto si tratti del Ranger spara e lo uccide, parimenti a me ha fatto davvero uno strano effetto, rileggendo la storia, vedere Tex sul punto di premere il grilletto ed uccidere a sangue freddo un altro individuo comunque spregevole come Russ Jenkins, che si ritrova invece anch'esso ucciso per errore dal fratello (pseudo)sceriffo. In mezzo a queste due circostanze, l'unico sprazzo di canonicità è la sparatoria tra lui e Luke Thorpe, dalla quale ovviamente esce sconfitto ed ucciso il bandito, invece in occasione dell'ultimo confronto con l'apache Jako il Nostro, la cui sete di vendetta si è forse in parte esaurita, si limita di suo ad umiliarlo in duello, con la volontà di trascinarlo in galera (salvo non poterlo poi fare, in quanto Jako è ucciso da una freccia nella schiena appena prima di accoltellare Tex a tradimento). Dal punto di vista pratico, si tratta comunque di espedienti narrativi che hanno "impedito" a Tex di giungere a consumare di prima mano una vendetta fredda e non da lui. Parallelamente, mi è piaciuto che ad ogni singolo conto regolato con i quattro balordi il Ranger sia stato coinvolto in sottotrame che gli hanno consentito, più o meno direttamente, di far conciliare la sua vendetta ad altre questioni comunque sia più riconducibili al concetto di giustizia come da lui inteso: con Frank Barrett, ha potuto ristabilire la legalità a Big Creek ai danni del prepotente rancher Ray Barrett e dello sceriffo corrotto che gli reggeva il sacco; a Richfield, dove aveva fatto tappa Luke Thorpe, ha modo di salvare una coppia di bravi figlioli dalle grinfie dello stesso Thorpe; ad Escalante, dove si era sistemato Russ Jenkins, con l'occasione ha potuto togliere di mezzo - per legittima difesa - anche il fratello di costui, lo (pseudo)sceriffo Bill Jenkins che si era autonominato; infine, poco prima di raggiungere Jako nel villaggio dove era andato a rintanarsi, Tex salva da tre balordi il giovane apache Choka, che in seguito gli ricambia la cortesia uccidendo l'infido Jako, di fatto permettendogli di concerto di vendicare la sorella che lo stesso Jako aveva ucciso tempo prima. Di contro, tra i dettagli che mi hanno lasciato perplesso, in primis il già citato agguato con sceneggiata in montagna, in cui non solo Tex casca in pieno (per quanto fosse emotivamente coinvolto, stranissimo abbia mostrato di avere una guardia così abbassata), ma che a mio avviso è stato comunque gestito male: d'accordo che nel fumetto ci può stare un minimo di sospensione dell'incredulità, d'accordo anche che gli arbusti hanno certamente attutito la caduta dell'incosciente Tex, ma da qui a far sì che se la sia cavata con ammaccature di poco conto ce ne passa. Altro passaggio che mi ha convinto poco, la dinamica del tentato omicidio di Sammy da parte di Frank Barrett: possibile che il capoccia Ray Barrett potesse non aver compreso da subito che a sparare fosse stato qualcuno da una certa distanza, quindi nessuno dei suoi uomini? Dulcis in fundo, Luke Thorpe che si rifugia presso un ghost town di cui il vecchio compare pentito Martin Frazer conosce esistenza ed ubicazione: ma davvero avrà pensato che Frazer, sapendo la sua ragazza nelle mani del bandito, sarebbe rimasto con le mani in mano senza avvertire il Ranger, che i compari di Luke avevano solo stordito? Capitolo disegni: senza dubbio il Tex di Kubert è assai lontano dalla raffigurazione canonica e mediamente standardizzata cui siamo abituati (in primis i capelli più lunghi del solito, che lo ringiovaniscono di almeno una decina d'anni), in compenso a me è sembrato un Tex dinamico e in grado di trasmettere graficamente, oltre ad una forte volontà di vendetta, anche una certa risolutezza. In termini complessivi, disegni molto crudi e con pochi fronzoli, ma a mio parere adattissimi al contesto cupo della storia.
  18. juanraza85

    [Tex Willer N. 1 / 2 / 3 / 4] Vivo o morto!

    Comprato stamani, e letto tutto di un fiato..! La seconda parte si mantiene sui ritmi veloci che abbiamo già assaporato nello scorso numero, ritmi decisamente adatti ad un giovane scavezzacollo dal sangue un po' caldo, ma dotato di un innato senso dell'onore. Diretta conseguenza di tale frenesia sono i continui mutamenti di scenario, che vedono Tex dover fronteggiare prima una minaccia e successivamente un'altra, sia pure con inframezzi di relax, prima presso il villaggio di Cochise, poi presso la baracca di un simpatico cercatore d'oro. A differenza del primo albo, invece, mi è sembrato che stavolta le sottotrame si siano intersecate di meno tra loro, nel senso che è stata data maggior priorità alla fuga di Tex ad al suo successivo incontro con Red Bill, facendo giusto un veloce cenno alla parallela vicenda in cui è coinvolta Tesah... In effetti, gli Apaches non pare facessero larghissimo uso di penne... E' anche vero che nel '68 furono raffigurati in tal guisa anche i Navajos, perdipiù relegati a vivere in teepee, e soprattutto il loro capo Freccia Rossa era adornato da un vistosissimo copricapo di piume, ma personalmente gradirei anche io che queste nuove avventure fossero meglio curate in certi dettagli. Con ciò senza nulla togliere ai bellissimi disegni di De Angelis, che si mantengono su standard decisamente elevati... P.S. solo io, quando Tex si ritrova ospite presso il villaggio di Cochise, ho avuto l'impressione che faccia gli occhi dolci, ricambiato (o magari viceversa, chi può dirlo con esattezza?), ad una giovane ed avvenente ragazza apache che porta via il suo piatto ??
  19. juanraza85

    Un nuovo nemico numero uno

    Da parte mia non aspettarti insulti , ma nemmeno un parere entusiastico. Dal mio punto di vista, sarebbe un espediente totalmente fuori luogo per i canoni di Tex, una "americanata" decisamente più adatta, per l'appunto, ai supereroi della Marvel (con tutto il rispetto, sia chiaro, per i prodotti di questa casa editrice e di chi li legge con passione). Del resto, prova a metterti nei panni degli autori - sceneggiatore e disegnatore - che avrebbero eventualmente l'onere di sviluppare una storia simile: per provare a gestire insieme in una sola storia tutti i nemici storici dei pards, rischierebbero davvero di precipitare negli abissi della follia ..!
  20. juanraza85

    [696/699] L'ombra del Maestro

    Ma possono comunque aspirare a un guadagno concreto: a me l' ipotesi di Barbanera sembra realistica, e se proprio Castle deve tornare, questa mi sembrerebbe una soluzione abbastanza buona. Non i Dickart visti nelle più recenti occasioni..! Effettivamente, prima di essere divorato dai sorci, Mefisto non sembrava affatto immune a prospettive di ricchezza materiale (si ricordino, a tal proposito, i diamanti nascosti nei sotterranei del suo rifugio in Florida, poi sottratti da Loa ed Otami), ma dopo la sua resurrezione - sic ! - almeno a me è parso evidente che il solo scopo della sua esistenza sembri diventato vendicarsi dei pards. Quanto a Yama, la recente apparizione lo ha mostrato al pari del padre intento a perseguire propositi di vendetta nei confronti di Tex e company, perdipiù avvalendosi della collaborazione di quattro esperti di magia nera, senza mostrare alcun interesse per fini più prosaici...
  21. juanraza85

    [696/699] L'ombra del Maestro

    Io invece, qualora riuscisse anche stavolta a scampare alla cattura e quindi alla morte (come sono pripenso a credere che accadrà), sarei curioso di vedere Castle agire totalmente in proprio insieme a Muggs, insomma senza necessariamente ripresentarlo al fianco di un altro arcinemico di Tex. E magari, date le sue ormai note spocchia e faccia di bronzo, potrebbe essere addirittura lui a lanciare deliberatamente una nuova sfida a Tex...
  22. juanraza85

    [696/699] L'ombra del Maestro

    Opinione che condivido in tutto e per tutto: è proprio la sua apparenza di personaggio anonimo e magari non immediatamente etichettabile come "cattivo" a renderlo, secondo me, un personaggio molto interessante e non scontato. Non è uno scienziato pazzo e deforme come il maestro, non è un folle alleato dei poteri oscuri come Mefisto e Yama, e nemmeno un trasformista senza freni morali né emozioni di alcun genere come Proteus. Insomma, trattasi forse di un nemico che di primo acchitto non "buca la pagina", non colpisce immediatamente la curiosità di tutti i lettori, ma è il classico avventuriero opportunista e senza troppi scrupoli (non saprei se sia legato a Muggs da sincera ed incondizionata amicizia, anzi qualora ricomparissero entrambi in futuro non sarebbe male che tale aspetto fosse in qualche modo approfondito), disposto a cavalcare qualsiasi onda - finché gli conviene - pur di ottenere ciò che vuole, dotato di una straordinaria astuzia ed una altrettanto straordinaria capacità di autopromuoversi con gli alleati di turno, compreso il Maestro che, come ho già detto, egli continua a definire "capo" per pura forma, giusto per evitare guai di sorta, ma non escludo abbia già pronti vari piani di riserva per fregarlo o, alla peggio, scaricarlo come fece col Supremo. E non credo nemmeno sia privo di carisma: in fondo, è lui che sta facendo il lavoro sporco per coinvolgere nel disegno criminale del Maestro gangs che non siano cinesi (ed anzi, nel caso dei Dusters, sono questi che si sono autoproposti ai due, quindi anche a Castle), e soprattutto, se fosse privo di carisma, dubito sarebbe mai riuscito ad imporre al Maestro di trovare rifugio in quel museo di freaks, dimostrandosi quindi assolutamente in grado di architettare piani contorti e non banali. L'unico aspetto sul quale dissento, Barba, è la possibilità che egli possa mai allearsi con Mefisto e Yama: entrambi i Dickart perseguono fondamentalmente scopi legati alla vendetta nei riguardi di Tex e, più in generale, legati all'universo della magia nera. Roba insomma, almeno secondo me, troppo fumosa e troppo poco concreta per un individuo pratico come Castle. Perché, un nuovo cattivo ricorrente, che non deve manco per forza essere uno tra Castle ed il Maestro, proprio no ??
  23. juanraza85

    ① La storia più bella della fascia 600 - 699

    Il mio voto è andato al n° 600 I demoni del nord (per me, una delle migliori tra le storie celebrative), a I giustizieri di Vegas (gran bel confronto tra i pards ed avversari decisamente ambigui, non semplici uomini di legge infedeli) e, infine, a Caccia infernale (storia avvincente con personaggi ben caratterizzati, purtroppo con l'eccezine del principale antagonista Revekti).
  24. juanraza85

    [696/699] L'ombra del Maestro

    Ma Low Yet, in occasione dell'incontro/scontro con Tex, dimostra in maniera più che palese di non essere affatto entusiasta della scalata al potere sulle tong della premiata ditta Liddel & Castle (più Muggs), di conseguenza se il suo scopo, come a me è sembrato, era sin dall'inizio quello di parlamentare con Tex anche solo per capire se vi fossero margini per una sorta di alleanza, dalla quale - e da qui procedo per ipotesi, neanche troppo difficili da formulare - potrebbe augurarsi di aiutare la legge a stroncare il piano del Maestro e di Castle e, in virtù di ciò, chiedere in cambio per il futuro la chiusura di un occhio sui suoi traffici da parte della polizia. Per cui, dopo averci riflettuto meglio, mi sento di condividere le perplessità avanzate da Leo: che senso avrebbe avuto far uccidere il Ranger? Quale vantaggio ne avrebbe tratto, se non quello di fare un enorme favore al Maestro? Non credo avesse dato istruzione ai suoi di non lanciare dardi contro Tex, e meno ancora credo che i sicari fossero abili al punto da mancarlo deliberatamente (lo testimonia il goffo ed involontario suicidio di uno di essi, puntosi con un dardo avvelenato). Di certo, chi tradisce una volta può tradire anche una seconda, chi fa il doppio gioco può tranquillamente farne uno triplo, chi pretende di giocare a più tavoli come l'anziano capo banda cinese non può essere ritenuto affidabile. Per cui, non mi sento di escludere neanche che nel prossimo ed ultimo albo Low Yet possa riservare nuove sorprese... Castle tutto mi pare fuorché un personaggio anonimo e privo di carisma. Se fosse tale, dubito sarebbe riuscito a scalare posizioni nelle gerarchie della cerchia del Supremo prima, ed a riuscire ad apparire sostanzialmente alla pari col Maestro poi (formalmente, sostiene che il capo sia Liddel, ma mi sembra una mossa più che altro di facciata), come dimostra il fatto che non manchi affatto di iniziativa, vedasi al riguardo la sua decisione, avallata sia pur a denti stretti dal Maestro, di nascondersi dietro la facciata di tenutari e primi attori di un museo di personaggi bizzarri...
  25. juanraza85

    [696/699] L'ombra del Maestro

    In effetti, ora che fai notare questo aspetto per la seconda volta, mi sono anche io persuaso che il frangente dell'incontro/scontro tra Tex e la cricca di Low Yet avrebbe potuto e dovuto essere gestita meglio...
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