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TWF - Tex Willer Forum

pecos

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About pecos

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    vecchio cammello
  • Birthday 05/16/1985

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    Maschile

Me and Tex

  • Number of the first Tex I've read
    118
  • Favorite Pard
    Tex
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    Roy Bean

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  1. Mah, da quello che dice nell'intervista sembrerebbe che si aspettasse di essere chiamato da qualcuno in Bonelli che gli chiedesse nuovi soggetti, e che non è successo. Dice proprio che una volta gli venivano chieste nuove sceneggiature senza che avesse terminato quelle che stava scrivendo, perché "nessuno doveva restare senza lavoro". Mentre, da quello che capisco, Borden non corre dietro agli autori, ma si aspetta che siano loro a presentare i soggetti. Boh, spero che sia solo un'incomprensione e che Manfredi torni a scrivere nuove storie di Tex: sia perché è un autore che mi piace tantissimo, sia perché in questi tempi di iperproduzione avere uno sceneggiatore di razza come lui garantisce comunque storie di qualità.
  2. Attenzione: non ho detto che le parti che vedono protagonisti i due Kit siano scritte male, tutt'altro. Anzi, sono molto riuscite, e Carson gioca bene il suo ruolo "diplomatico" anche nel frenare l'esuberanza del giovane Kit, a cui va il sangue alla testa più facilmente a sentire certi discorsi. Quello che lamentavo è una carenza di iniziativa dei due, che mi sembrano un po' sballottati dagli eventi ma per nulla determinanti - se la cavano egregiamente nel loro ruolo, come dici, ma per il momento non spostano di una virgola il corso degli eventi... Ma manca ancora da leggere il finale.
  3. Ci hai provato, apprezzo lo sforzo; ma non c'è nulla nella sceneggiatura che lasci intendere questa lettura. E per fortuna, perché sarebbe sbagliatissima: quando mai Tex ha ucciso un uomo per impressionare e far cantare un prigioniero???
  4. Ma non è il duello in sé, è come è costruita la scena! Innaturale a dir poco. Il fanatico si avvicina armato della sola scimitarra, perché mai buttare le armi da fuoco ed affrontarlo con il solo coltello? Non bastava intimargli di fermarsi e, se non lo avesse fatto, disarmarlo con un colpo di pistola alle mani e poi pestarlo? Qui il nemico viene GIUSTIZIATO senza che ne fosse necessità, quando invece poteva essere disarmato ed interrogato. E Tex che si rivolge a Tiger come per dire "pensaci tu ad ammazzarlo, io non ne ho voglia di sporcarmi le mani con questo..." Come diceva Diablero a proposito di Recchioni, anche questa è una scena "tamarra", puro fanservice mal costruito.
  5. Storia che continua a viaggiare su binari molto buoni, per me. Esco dalla lettura decisamente soddisfatto, si entra finalmente nel vivo con la doppia linea narrativa che vede Tex e Tiger da un lato impegnati nella jungla contro gli uomini della Negra Muerte, e Kit e Carson dall'altro che con Montales approfondiscono la conoscenza dei capoccioni dell'intrigo. Buona l'idea di usare Gregorio come scheggia impazzita, vedremo tra un mese quale sarà la sua decisione. Come ho già scritto nel commento precedente, la trovo una storia di atmosfera molto nizziana (in senso buono ). Note stonate: mi ripeto, a mio avviso Ruju a volte pecca nella gestione degli scontri a fuoco. Qui, in particolare, nella sparatoria al villaggio contro gli uomini della Negra Muerte abbiamo il solito Tex che si lancia allo scoperto verso i nemici con le due pistole in pugno; non so voi, ma a me non piace questo modo di scrivere un Tex che vince perché tanto è invulnerabile alle pallottole e può affrontare i nemici senza riparo. Ma il momento peggiore dell'albo lo ha già descritto Diablero, anticipandomi nel mio commento: Scena inutile, piazzata lì solo per dare un momento di gloria a Tiger. Irritante. Mi aspettavo infine di più dai due Kit, a dir la verità. Nel commento precedente avevo apprezzato la scelta di dividere i pards, in modo che anche i due Kit potessero prendere l'iniziativa, ma qui non combinano davvero niente se non chiacchiere, chiacchiere, chiacchiere... Speriamo che Carson si riscatti nel finale con quella gatling... Comunque la storia rimane molto avvincente, c'è tanta carne al fuoco che speriamo non si bruci in un finale troppo affrettato. Un'ultima nota: non sono d'accordo con chi dice che la seconda parte del primo albo è inutile e poteva essere eliminata, a mio avviso serve a dare maggior respiro all'intrigo politico e maggior epicità alla storia. È sostanzialmente autoconclusivo, ricalca un po' la struttura di "Terra promessa" con un netto stacco tra la prima e la seconda parte (ma là, già nella prima parte c'era la scena dell'emporio...)
  6. Un ricordo: da bimbetto (primi anni '90) chiesi a mio padre: "Perché non torna più Mefisto?". La sua risposta: "Perché nessuno lo sa disegnare come Galep". Forse tecnicamente non era al livello di molti disegnatori di oggi, anche a causa dei ritmi incredibili con cui doveva sfornare tavole e copertine - roba che i disegnatori di oggi se la sognano. Il dinamismo delle sue figure per me è ineguagliabile.
  7. Non riesco a cambiare il titolo della discussione in modo da rispettare il formato standard. Forse @Sam Stone può farlo?
  8. Tra i disegnatori classici, Nicolò su tutti. Ma tutti i disegnatori storici (Galep, Letteri, Ticci, fino a Fusco e Civitelli, finanche il poco ricordato Muzzi) rimangono sempre irraggiungibili per qualunque disegnatore successivo. Perché le loro tavole, oltre alla bellezza estetica, portano con sé un carico emotivo che rende la rilettura delle loro storie non un semplice intrattenimento, ma un tuffo nel passato e nei ricordi. Tra i disegnatori successivi, metto al primo posto Marcello (aiutato dal fatto che ha potuto disegnare le migliori storie post GLB). Nello staff attuale, Biglia, Andreucci e Dotti.
  9. Pensate se Galep avesse potuto lavorare ai ritmi dei disegnatori di oggi.
  10. Che il plotone di esecuzione del forum si prepari. Bel commento!
  11. Spostato il lungo off-topic su Nizzi e Letteri in una nuova discussione:
  12. Quello che sfugge a te, invece, è che Sam NON SPARA COME TEX, non risolve la situazione da pistolero infallibile; Recchioni invece è bravo a mettere in luce la differenza rispetto al fratello. Nello scontro finale: - Sam coglie di sorpresa i banditi, mentre stanno ricaricando. Non ho mai detto che hanno i fucili scarichi e che siano deficienti ad aver sparato tutti i colpi, ma che stanno comunque ricaricando le armi. Si vede chiaramente: anche se hanno ancora dei colpi nel serbatoio, non stanno impugnando i fucili come se dovessero sparare, hanno i proiettili in mano: per voltarsi, riprendersi dalla sorpresa e capire dove si trova Sam, impugnare correttamente le armi e sparare ci vuole qualche secondo, non un decimo di secondo, il tempo sufficiente perché Sam, che ha già preso la mira, ne colpisca due. E si badi, uno lo ferisce soltanto alla spalla, sempre per ribadire che non è così infallibile e nonostante avesse tutto il tempo di prendere la mira non riesce a freddarlo. Sul fatto che spari sventagliando il cane della pistola, quella sì che è una tamarrata alla Recchioni, da evitare (sempre che sia stata sua l'indicazione e non un'iniziativa di Andreucci) - poi, di nuovo, Sam uccide un altro bandito sbucando all'improvviso da dietro un maiale; caspita, solo i grandi pistoleri possono farlo! Qui è proprio uguale a Tex, dov'è la differenza tra i due?!? Si comportano proprio allo stesso modo, anche Tex si nasconde sempre dietro ai maiali! - un ulteriore bandito muore colpito da un compagno mentre lotta nel fango con Sam (che sta avendo la peggio) - nella stalla, si nasconde e colpisce il bandito rimasto con il forcone, di nuovo uscendo all'improvviso - il capo banda viene colpito di nuovo alle spalle Io qui trovo che Recchioni abbia messo chiaramente in evidenza in questo scontro a fuoco la differenza tra Sam e Tex. Poi ti puoi lamentare che questa non sia la soluzione narrativa che avresti preferito ma avresti voluto che Sam se la cavasse senza l'uso delle pistole, è più che legittimo; avresti preferito più inventiva dell'autore, e non il ricorso ripetuto all'espediente "sorprendo i banditi alle spalle", anche questo è giusto (e potrei essere d'accordo); e puoi anche criticare le fastidiose frasi tamarre di Recchioni, su questo siamo sulla stessa lunghezza d'onda. Ma non puoi dire che qui Sam agisce come avrebbe fatto Tex, la differenza c'è tutta.
  13. Sullo sparare “sventagliando il cane”, secondo me non è che Recchioni avesse tutta questa consapevolezza... è una tamarrata che avrà visto mille volte negli spaghetti western e ce l’ha messa perché è spettacolare, senza preoccuparsi che è una tecnica per nulla precisa e del fatto che su Tex nessuno spara mai così. D’altra parte anch’io da bambino quando giocavo con le pistole giocattolo dopo aver visto Django, non facevo che sventagliare il cane... Su Sam perfetto inetto con le armi, boh, bisogna vedere Borden come la pensa, visto che le scene da te citate le ha scritte lui... Rimango dell’idea che con un maestro come Gunny Bill, qualcosa deve aver imparato, la scena su Tex Willer 24 potrebbe anche essere letta come una delle prime occasioni in cui prende in mano una pistola, è ancora molto piccolo. Sul fatto che avrebbe potuto far fuori gli uccisori del padre non sono d’accordo: ripeto, in questa storia spara di sorpresa agli avversari mentre stanno ricaricando, o alle spalle... insomma non fa niente da grande pistolero.
  14. Arrivo a commentare questo speciale quando ormai le polemiche sono spente, e mi rammarico di non aver potuto partecipare in diretta alla discussione su questa storia. Comunque, al di là degli eccezionali disegni di Andreucci , la storia non è malvagia. E lo dice uno che ha abbandonato Dylan Dog dopo più di vent'anni proprio perché nauseato dalla gestione Recchioni, quindi potrei pure essere prevenuto nei confronti dello sceneggiatore. Il quale, anche in questa circostanza, non rinuncia al suo fastidioso citazionismo con la scena dei maiali presa da "Gli spietati" (che, come diceva Diablero, è anche sbagliata: il ranch dei Willer non è una fattoria nei pressi di una cittadina di fine '800 che un uomo poteva condurre da solo, è un allevamento di bovini nella ancora selvaggia valle del Nueces di metà '800, a miglia e miglia di distanza dall'insediamento più vicino). Ma al di là di questo, la storia appunto non è malvagia. Un buon western, centrato su una figura "diversa" da quelle a cui siamo abituati a leggere su Tex. "Un uomo tranquillo", uno che nella vita ha deciso di lasciare da parti le armi da fuoco e che per questo vive un rapporto conflittuale con il fratello. Proprio questo ha suscitato tante discussioni in merito al finale della storia, in cui Sam risulterebbe poco coerente perché va ad affrontare i cattivi con le armi in pugno. Ora, io non ricordo onestamente come venisse presentato Sam nelle sue poche apparizioni precedenti, ed il suo rapporto con le armi. Ma ricordo che nell'ultima storia su Tex Willer viene sottolineato come Sam non sia particolarmente inferiore in abilità a Tex; la differenza è nel carattere, nel modo di affrontare la vita: e questo aspetto penso sia stato colto molto bene da Recchioni. Anche Sam ha avuto Gunny Bill come maestro: quindi magari non sarà abile come Tex, ma non è nemmeno un incapace che non ha mai preso in mano una pistola. Non è che non sa sparare, ma SCEGLIE di non sparare e di non usare le armi da fuoco per uccidere. Qui però l'impostazione di Recchioni è far vedere che anche un uomo del genere, nella valle del Nueces si può trovare in situazioni senza uscita in cui il ricorso alle armi è l'unica soluzione. E la sparatoria finale è coerente: Sam non affronta gli avversari faccia a faccia: uccide i primi soprendendoli alle spalle mentre stanno ricaricando le armi, spara alla schiena al capo-banda... tutte cose che lo differenziano da Tex. La tanto discussa scena della pistola riesumata è, sono d'accordo, una scena "ad effetto" (anche in questo caso, sbagliata e in contraddizione con "Il passato di Tex", da cui è evidente che il ranch è a qualche ora di distanza dal Rio Grande e dalla tomba di Gunny Bill). Però la vedo come Borden, si tratta di una scena romantica e di un omaggio al maestro Gunny Bill, e con quelle inquadrature della tomba sotto l'albero isolato si rifà all'estetica pura e classica del vecchio West. Invece, è una cagata la scena finale in cui Sam decide di andarsene subito dopo lo scontro, subito dopo essersi rifiutato di abbandonarlo e aver messo in pericolo anche la vita della vedovella pur di rimanere nella terra di famiglia. Ma forse è stata messa per contestualizzare nuovamente gli eventi successivi, raccontati in contemporanea su Tex Willer. E qui concordo di nuovo con il Diablero e con la sua osservazione di quanto, nelle sceneggiature moderne, si ricerchi sempre più la "scena ad effetto" che la coerenza narrativa (questa scena ne è proprio un esempio). È un fenomeno evidentissimo ormai nel mondo delle serie tv, in cui spesso ricade anche Ruju nelle sue sceneggiature. L'unico che mi pare ancora esente da questo modo di scrivere è Borden, molto più GLBonelliano: lui punta molto di più sulle "trovate", sulle idee che rendono le sceneggiature frizzanti, mai banali e ripetitive, e non sulla ricerca esasperata del colpo a sorpresa (che tipicamente va a sputtanare tutto quello raccontato prima). Voto finale 7 (e 10 ai disegni, va da sé).
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