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TWF - Tex Willer Forum

pecos

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About pecos

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    vecchio cammello
  • Birthday 05/16/1985

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  • Gender
    Maschile

Me and Tex

  • Number of the first Tex I've read
    118
  • Favorite Pard
    Tex
  • Favorite character
    Roy Bean

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  1. E pensare che io vorrei rivedere i segnali di fumo con le parole scritte nelle nuvolette... da quanto tempo mancano?
  2. Curiosità: a quanto ne so, questa è la prima (e unica) storia di Tex pubblicata in Russia
  3. Gran storia questa! E, tra l'altro, grandissime copertine! Mi avete fatto venire una gran voglia di rileggermela
  4. Incuriosito da questo commento, sono andato a rileggermela. Francamente, rileggendola, non capisco certi giudizi positivi su questa storia Punti deboli? Qui la sceneggiatura fa acqua da tutte le parti! Mi approprio di alcuni passi del commento del Condor che mette in luce i buchi (voragini) della sceneggiatura nizziana; E vabè, pazienza; un punto di partenza ci vuole. Però, impostando così la storia, c'è subito un problema: cosa ci inventiamo per permettere a Tex di ritrovare una pista vecchia di quindici anni? Qui ci vuole un'idea! Ecco la soluzione: No comment. Ma andiamo avanti: Aggiungo poi che è ridicola la paura dei "tre" della famigerata banda, che si mettono a organizzare i soliti agguati a ripetizione per mettere a tacere Tex ed il vecchio sceriffo. Che, ovviamente, non hanno uno straccio di prova contro di loro. Il culmine delle assurdità, per me, arriva nel momento in cui Tex arresta lo sceriffo corrotto e l'ultimo sopravvissuto della banda, per portarli a processo. Ma come?!? Sulla base di cosa i due vengono arrestati, se non hanno in mano niente per incriminarli?!? In base a cosa dovrebbe essere processato il bandito, senza un solo testimone, una prova qualsiasi della sua colpevolezza sui fatti di 15 anni prima? Vabè, inutile porsi questi problemi: tanto lo facciamo fuori prima di arrivare al processo. Al di là del colpo di scena telefonato, le ultime pagine della sceneggiatura sono uno dei punti più ridicoli. Tex se ne torna in città ed incontra, guarda un po', il governatore che se ne va a spasso per i boschi. Che c'è di male, si sarà fatto una cavalcata mattutina; invece no, è sospetto! Un governatore non fa cavalcate mattutine! Qui c'è puzza di bruciato! Non si sa come, Tex annusa che c'è qualcosa che non va e arriva ad assistere all'incontro tra il governatore e l'uomo dalla cicatrice. E dopo che il ranger fa fuori il killer, il governatore di sua iniziativa decide di raccontare tutto a Tex. Fino a due minuti prima non aveva avuto alcuno scrupolo a pagare un killer prezzolato per coprire le tracce; e ora crolla miseramente, di sua iniziativa racconta tutta la storia. Peccato per i disegni di Civitelli, che avrebbero meritato ben altro.
  5. In tutto questo il povero FranAur, che si è visto trasformare il suo topic in un affollato saloon, penserà di essere finito in una gabbia di matti. Spero che non scappi.
  6. Allora, visto che negli ultimi post siete riusciti anche a dialogare, vi faccio una proposta: invece di andare avanti a forza di ban e sospensioni, perché non provate a mettere una pietra sopra il passato e a iniziare a confrontarvi con pacatezza? Siete entrambi, in modi diversi, utenti importanti per il forum, voci che arricchiscono la comunità, dispiacerebbe molto doversene privare. Diamine, Tex non ha mai rifiutato di stringere la mano a qualcuno con cui aveva fatto a pugni fino a pochi minuti prima! E visto che paga Tim Birra, tutti al banco!
  7. Boselli sa anche quanto è vario il pubblico di Tex. Abbiamo visto che questa storia ha addirittura avuto recensioni entusiaste. Sono esagerati quei lettori che hanno ritenuto questa storia migliore di altre più recenti, anche dello stesso Boselli? No, hanno gusti diversi, evidentemente cercano dalla lettura di Tex qualcosa di diverso, un tranquillo bagno rilassante in acque conosciute. Boselli invece è un mare tempestoso, non sai mai dove ti porta, è naturale che la sua scrittura possa non piacere per niente a qualcuno. Borden sa bene che tra i lettori di Tex ci sono gli uni e gli altri, e sa bene che, richiamando Nizzi, accontenta una - credo vasta - fetta di pubblico.
  8. Non avevo lasciato alcun commento all’ultima storia di Nizzi perché l’ho letta con estremo ritardo (gli albi li aveva comprati mio padre, e non ho potuto recuperarli per tutta la quarantena ). Visto l’andazzo di questo thread, però, ero anche piuttosto restio ad iniziare la lettura, mi aspettavo una... “nizzata” E invece… e invece devo dire di essere uscito tutto sommato soddisfatto dalla lettura. Non è mica una brutta storia, sapete. Certo, non è nemmeno indimenticabile; ma è una storia piacevole, che soddisfa il palato, anche abbastanza “ricca”: la critica maggiore che avevo rivolto a Nizzi per le ultime sue storie, dopo il suo ritorno, era la piattezza totale delle sue sceneggiature, la banalità, la totale mancanza di interesse, mentre qui, al contrario, da lettore non mi sono annoiato. Non ci sono nemmeno questi grossi difetti - sì, la scena delle mutande è effettivamente scritta male, si notano interventi a posteriori per aggiustarla un pochino ed è una nota stonata. L’altra sequenza che ho trovato decisamente riuscita male è quella iniziale, con il pranzo al ristorante: troppo dilatata, pagine e pagine sprecate solo per arrivare a fare una battuta finale che non fa nemmeno ridere. L’ho trovata forzata, inserita a bella posta per mettere un po’ di bistecche e patatine, come quegli sketch del cabaret che si mettono solo per far colpo sul proprio pubblico affezionato. Però, per il resto, la ritengo un grosso passo avanti rispetto alle altre due storie, L’assedio di Mezcali e Un capestro per Kit Willer. Se nelle prossime storie Nizzi alzasse ancora un po’ di più l’asticella potrei dirmi quasi contento del suo ritorno.
  9. Ah beh, ha buon gusto allora, è anche una delle mie preferite Ma preferisco anche La lunga pista e I giustizieri di Vegas
  10. Sentite, passare il sabato sera a riprendervi come dei bambocci non ne ho voglia. Quindi datevi una calmata e dateci un taglio immediatamente. Quello che vedo è l'ennesima discussione interessante che avete mandato in vacca. Mi approprio delle parole di Leo che ancora una volta si dimostra il più ragionevole: Quindi Valerio, inutile che fai il santarellino, solo nelle ultime 24 ore hai lanciato due frecciatine a Diablero, e lo hai fatto anche nei giorni scorsi. E tu, Diablero, davvero non hai altro da fare che sputare fiele su Nizzi in una discussione intitolata "Il Tex di Boselli è veramente Tex?"
  11. Io nei post del nostro nuovo amico ho trovato un po' di "confusione" tra quelle che sono le caratteristiche del PERSONAGGIO Tex, e lo STILE dei vari autori. Che lo stile e il modo di costruire le storie di Boselli siano assai diversi da quelli di chi lo ha preceduto sulla testata, non penso che nessuno possa negarlo; le sue storie sono senza dubbio meno lineari e più ricche di personaggi, per rimanere a due delle caratteristiche più evidenti. Ciò non toglie, ovviamente, che non esistano storie di Boselli più "classiche" da questo punto di vista , o non significa che in GLBonelli la telecamera fosse sempre fissa su Tex e gli intrecci ridotti all'osso; tutt'altro. Sono discorsi che periodicamente ritornano sul forum da parte dei lettori insoddisfatti e nostalgici del "vecchio" Tex. E posso capire che la scrittura di Boselli possa non piacere a qualcuno proprio per le caratteristiche precedenti: è, in fondo, una questione di gusti. Ma non solo: credo che nei "vecchi" lettori entri in gioco anche una componente affettiva, che ci porta ad amare più di altre le storie lette da bambini, e per forza di cose a non ritrovare quelle emozioni nelle nuove storie. Io me ne accorgo tutte le volte che prendo in mano qualche vecchio Tex. Ai lettori che fanno questi discorsi suggerisco sempre di rileggersi "La lunga pista", una delle storie più classicamente western di Boselli, un gioiello. E di Tex Willer cosa ne pensi? Quello che non condivido del tuo discorso è invece quanto affermi riguardo alle caratteristiche del personaggio Tex, e alla sua invincibilità che sarebbe venuta meno nelle storie recenti. Anzitutto, non è pensabile che Tex non venga mai messo in difficoltà: sai che noia altrimenti! Nelle storie deve sempre emergere la sua superiorità di fronte a qualunque avversario, ma non devono nemmeno mancare i momenti in cui è in difficoltà; l'importante è il COME, per dire, cade in un tranello o viene catturato. Gli esempi nelle storie di GLB sono innumerevoli. Questo tipo di critica mi sembrerebbe più coerente se fosse stato fatto per autori come Nolitta o il Nizzi della fascia 500, ma non credo che si possa dire una cosa del genere del Tex di Boselli.
  12. Ehm... onestamente trovo queste affermazioni piuttosto singolari. Il Tex di Boselli non sarebbe superiore ai suoi avversari? Non so che storie hai letto negli ultimi vent'anni... Forse questo discorso avresti dovuto con Nolitta, o con i cinturoni slacciati e le botte in testa di Nizzi... Porti come UNICO esempio una circostanza che è successa UNA SOLA VOLTA nella storia, nell'ultimo texone, e che probabilmente proprio per quanto è singolare non si ripeterà mai. Che senso ha un confronto di questo tipo? E se ammetti che anche nelle storie classiche a volte alcuni dei pards - Tex stesso, in alcuni casi - erano in difficoltà, addirittura catturati... beh dov'è la differenza con il Tex di Boselli? Sarò limitato io, ma il tuo discorso non lo capisco proprio. O si portano degli esempi concreti (ma non uno solo, per giunta poco significativo come quello sopra), o questi rimangono discorsi astratti che hanno poco a che fare con la realtà. Su questi temi ho sempre la stessa impressione, che alcuni lettori abbiano accettato dei luoghi comuni che hanno iniziato a girare sui forum, come quella che Boselli avrebbe stravolto Tex.
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