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TWF - Tex Willer Forum

pecos

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About pecos

  • Rank
    Scrittore affezionato
  • Birthday 05/16/1985

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  • Gender
    Maschile

Me and Tex

  • Number of the first Tex I've read
    118
  • Favorite Pard
    Tex
  • Favorite character
    Roy Bean

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4,073 profile views
  1. pecos

    [Texone N. 35] Tex l'inesorabile

    Riprendendo l'appunto di Letizia, chiedo a tutti i forumisti di prestare particolare attenzione nel commentare questa storia "speciale" e di indicare chiaramente la presenza di possibili SPOILER, anche minori.
  2. pecos

    [Texone N. 35] Tex l'inesorabile

    Grazie. Questo fa un po' di chiarezza, ero confuso dall'accavallarsi di voci, illazioni e anteprime non confermate. A margine, come molti di voi hanno sottolineato, trovo che sia un'operazione editoriale irrispettosa verso i lettori affezionati, che hanno atteso il texone di Villa per vent'anni. Era nato come texone, per vent'anni si è parlato del texone di Villa, i lettori aspettavano il texone. Le diverse vesti editoriali con cui è uscito od uscirà non potevano che essere percepite come un tradimento da parte della casa editrice. Purtroppo le scelte di marketing della nuova direzione si scontrano con il romanticismo dei sognatori; Boselli aveva annusato l'atmosfera e si aspettava senza dubbio l'alzata di scudi da parte dei forumisti, ma d'altra parte non è lui a prendere questo tipo di decisioni. Io aspetterò, lontano dagli spoiler, l'uscita di febbraio nella collana dei texoni, sempre che questa sia confermata.
  3. pecos

    [Texone N. 35] Tex l'inesorabile

    Chiedo venia, qualche anima pia potrebbe riassumere con ordine le versioni che sono uscite o che usciranno di questo benedetto texone?
  4. pecos

    [Tex Willer N. 10 / 11 / 12 / 13] Pinkerton Lady

    Io invece ho interpretato l'uso della parola "colorato" come una sorta di traduzione letterale dall'inglese "colored", termine utilizzato nell'800 per riferirsi al colore della pelle (oggi considerato offensivo, così come negro). Le ragioni dell'utilizzo di questa parola mi sembrano più legate all'accuratezza storica che al politicamente corretto. Ma non so se queste fossero le intenzioni di Boselli.
  5. pecos

    [Color Tex N. 15] Un capestro per Kit Willer

    Questo mi preoccupa... E' proprio questo il fulcro della mia critica all'ultima storia di Nizzi: tutto è TROPPO prevedibile, così prevedibile che diventa noioso e soporifero. Se anche le prossime sono così... non basta l'atmosfera classicissima a fare di una storia una buona storia.
  6. pecos

    [705/707] La maschera di Cera

    E con questo posso finalmente mettermi l’animo in pace
  7. pecos

    [Color Tex N. 15] Un capestro per Kit Willer

    Beato te, io sto boccheggiando nell’afa emiliana... Stesso background, su Nizzi la penso esattamente come te (con l’unica differenza che gli albi li ho sempre acquistati, anche se negli ultimi tempi leggere Nizzi sul tamburino indisponeva anche me). Incipit che è un vero e proprio tuffo nel passato. Credo che tutti noi lettori di vecchia data abbiamo provato le stesse sensazioni nel vedere quelle prime vignette. A questo aggiungerei la scena in cui si nominano le mitiche bistecche con patatine. Credo che qui Nizzi abbia proprio voluto consapevolmente fare l’occhiolino ai suoi vecchi lettori. Io sono combattuto, nel dare un giudizio su Torti. Dicevo sopra che mi sembrava “una caricatura di Ticci fatta da Font”. Forse sembra ingeneroso, ma tenete conto che Ticci e Font sono tra i disegnatori texiani che più mi piacciono. Al netto di tante sproporzioni, visi non sempre centrati, poca cura dei dettagli e mancanza di sfondi, alla fine non posso dire che non mi sia piaciuto per niente, alla fine l’atmosfera che si respira è quella classicamente texiana. Ma c’è comunque un abisso, ad esempio, coi disegni dell’inedito in edicola. Uno degli aspetti che ho notato anch’io e che non mi sono spiegato. Forse perché abituato alla scrittura di Boselli (ma che è anche quella della maggior parte degli sceneggiatori attuali, anche nelle serie tv) in cui ogni dettaglio non è lasciato al caso ma ha il suo ruolo nell’economia della narrazione, questo continuo sottolineare la pinguedine del proprietario della distilleria mi ha lasciato perplesso. Mmm... non so, mi sembra invece un passaggio solo abbozzato. Anche questa scena, l’ho trovata con poco pathos, e scontata nella sua soluzione. Più riuscito lo sceriffo di Korrigan padre. Da questo punto in poi la storia non ha più niente da dire, è solo un avvicinarsi alla fine riempiendo le pagine di sparatorie. E, attenzione, sono sparatorie “banali”, nel senso che non accade nulla di davvero originale; è solo un tiro al piccione dei nostri. Non credo che si possa accusare Nizzi di aver messo in scena un Carson “macchietta” in questa storia. Come scrive Sam, “è praticamente come mangiarsi una pizza, il gusto ormai lo conosciamo già”. E per me è proprio questo il difetto: è una storia che conosciamo già prima di averla letta, e personalmente non ci ho trovato nulla che mi abbia sorpreso. Sappiamo già come si svilupperà e come andrà a finire. Se guardiamo alle storie in edicola contemporaneamente, abbiamo “La figlia di Satània” (o Satanìa) dove voltiamo pagina e ci troviamo inaspettatamente uno scimmione, e stiamo da giorni a discutere sull’identità del misterioso Mr Doom; abbiamo “I due disertori”, che è un susseguirsi di episodi originali, in cui ci divertiamo ad ogni pagina e non sappiamo cosa succederà nella successiva. Da lettore, probabilmente eccessivamente esigente, ormai è questo che desidero da una storia, e non l’ho trovato in questa di Nizzi.
  8. pecos

    [705/707] La maschera di Cera

    Domanda sciocca: ma dove va l’accento su Satania? Satània o Satanìa?
  9. pecos

    [Color Tex N. 15] Un capestro per Kit Willer

    Non volevano essere commenti al vetriolo... però non nascondo di essere rimasto deluso dalla lettura, l'ho trovata davvero piatta. Comunque prendo atto che la maggior parte di chi ha commentato ha apprezzato la storia. Avendo letto praticamente in contemporanea il lavoro di Boselli e Stano per lo speciale Le Storie, non ho potuto fare a meno di rimarcare la differenza. Soprattutto dal punto di vista grafico non c'è paragone.
  10. pecos

    [Color Tex N. 15] Un capestro per Kit Willer

    Pensare che per lo stesso prezzo uno può prendersi "Kentucky River", di Boselli&Stano... A livello di qualità (testi, disegni, colore) c'è un abisso tra i due albi.
  11. pecos

    [705/707] La maschera di Cera

    Seconda parte di quest'avventura ancora più spumeggiante della prima, tanta azione, tante situazioni e scenari differenti... Boselli qui si è davvero divertito, e continua a far divertire noi lettori, coadiuvato dagli splendidi disegni di Benevento (forse non del tutto convincente solo per quanto riguarda il volto di Tex). Niente spoiler per il momento e buona lettura ai forumisti, un commento più articolato nei prossimi giorni! @Leo: pard, mi dispiace che tu non abbia apprezzato la presenza dello scimmione nelle ultime pagine del primo albo... Per me, voltare pagina e trovarmi un novello Gombo è stata un'assoluta e graditissima sorpresa! Non avevo osservato con attenzione la copertina dell'albo, e avevo del tutto rimosso le anticipazioni che avevano annunciato la sua presenza, quindi è stato davvero inaspettato. E proprio questo effetto-sorpresa, combinato con l'effetto-nostalgia (che bella idea quella di riproporre una rivisitazione della tavola con lo scontro con Gombo!), fa per me di questa scena la migliore del primo albo. Capisco che ci siano lettori che vogliono leggere storie ancorate alla realtà, e che nelle storie del filone "realistico" storcono il naso di fronte a situazioni estreme come questa. Per me invece l'importante è che le storie mantengano una loro coerenza interna; l'inserimento di elementi inverosimili, irreali, soprannaturali per me non sono assolutamente il problema (ovviamente non devono esserci in tutte le storie). Siamo nel territorio dell'Avventura, e questi elementi inverosimili sono di casa. Comunque, se non ti è piaciuto lo scimmione del primo albo... chissà cosa penserai dopo aver letto il secondo e non ti spoilero niente!
  12. pecos

    Pagare per i propri peccati?

    Ma... tu stai praticamente dicendo che il fumetto Tex dovrebbe trasformarsi nell'opposto di quello che è... Tex è il fumetto d'Avventura per eccellenza! In quanto tale è l'erede di una grande tradizione, e tu vorresti che diventasse tutt'altro La distinzione tra fumetto "maturo", "d'autore", e fumetto per gente ignorante, è buona per farci la birra. Si tratta semplicemente di generi diversi, ciascuno con la sua dignità e rilevanza artistica. Quello che tu chiami "spegnere il cervello", per tanti lettori non è altro che viaggiare con la fantasia... Appunto questo è il fumetto d'Avventura. Anche Tex è un personaggio di pura fantasia, che agisce e opera in un mondo di fantasia - è inutile la tua constatazione che Tex non è un modello da seguire nel mondo di oggi!
  13. pecos

    [Color Tex N. 15] Un capestro per Kit Willer

    Il rientro di Nizzi si rivela, a mio avviso, quantomeno anonimo. Se ci aspettavamo un ritorno in sella spumeggiante dello storico sceneggiatore texiano, temo che - a giudicare da questa prima prova - rimarremo decisamente delusi, o almeno lo sarà il sottoscritto. Non ci sono, è vero, i difetti che avevano caratterizzato tante delle sceneggiature nizziane precedenti il suo abbandono (ma questo non va ascritto tra i meriti della storia...). Tuttavia di nuove idee, neanche l'ombra. Anzi, la storia si dipana su un soggetto scarno ed essenziale, ben poco originale, con pagine e pagine di BANG-BANG in cui i nostri fanno il tiro al piccione senza essere messi minimamente in difficoltà. Nessun guizzo di sceneggiatura ad incuriosire il lettore, tutto viaggia su binari già tracciati che portano all'epilogo in maniera scontata e prevedibile. Gli amici del forum che hanno commentato prima di me parlano di piacere nel ritrovare una storia fatta di ingredienti che conosciamo benissimo, di storia che si lascia leggere velocemente. Ecco, questi per me sono grossi difetti: ci sentiamo talmente a casa, su territori che conosciamo come le nostre tasche, che la lettura scorre piatta e non cattura l'attenzione; la storia si fa leggere talmente velocemente che in mezz'ora l'albo è già chiuso e riposto (a confronto, l'ultimo Dampyr, ben più snello come foliazione, mi ha tenuto impegnato per ben più di un'ora). Una storia "estiva", nell'accezione negativa che ormai associo a questo termine dopo diversi anni di Color Tex estivi: una storia senza pretese, che sembra scritta al solo scopo di riempire l'ennesima uscita "speciale" e mandare in edicola un volume in più. I disegni, infine, non sono così male come l'anteprima lasciava immaginare, ma per tutto il tempo ho avuto l'impressione di vedere una caricatura di Ticci fatta da Font. (Senza con questa frase voler minimamente offendere la professionalità del disegnatore). A mio avviso, volume che non merita la spesa di 6,90€.
  14. Punteggiatura, accenti, ortografia... questi messaggi sono orripilanti. Grande Tex, ti ricordo che i partecipanti al forum sono tenuti a scrivere in ITALIANO CORRETTO, altrimenti i messaggi risultano illeggibili. Quando si scrive un post, ci si prende anche il tempo di rileggerlo e di correggere gli eventuali errori. I prossimi messaggi di questo tipo te li cancello.
  15. pecos

    [Texone N. 34] Doc!

    Grazie!
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