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Tutto il contenuto pubblicato da pecos

  1. Tex E La Comicità

    Ma dai, stiamo disquisendo sulla differenza tra "comico" e "umoristico" e mi tiri fuori Schopenhauer mica scriveva in italiano! Dai Wasted, stavolta un po' di ca**ate le hai sparate pure te
  2. Tex E La Comicità

    Tutti linguisti qui A questo proposito scriveva Pirandello:
  3. Tex E La Comicità

    Ma no: SECONDO LUI, si intende così COMUNEMENTE il concetto di comicità E anche secondo me: se mi parli di comicità mi vengono in mente Franco e Ciccio
  4. Tex E La Comicità

    Ma questa non la chiamerei certo comicità. Lo stile di GLB è rocambolesco, irruento, ma di siparietti comici come può essere quello del caffè postato qui sopra, o come qualche scena con protagonista Pat nelle sue prime apparizioni, ce ne sono relativamente pochi. Il divertimento che tutti noi lettori troviamo nelle sue sceneggiature risiede nella narrazione di pura avventura, con invenzioni brillanti, con dialoghi frizzanti e sopra le righe; non in scene ridicole alla Paperino o Cico. L'elemento comico, grottesco e caricaturale è pressoché assente nelle sue sceneggiature, in questo ha pienamente ragione Borden.
  5. [Maxi Tex N.22] La grande corsa

    Ho sempre pensato che l'utilizzo del "voi" piuttosto che del "lei" nei fumetti sia legato all'evitare possibili ambiguità e confusione con la terza persona singolare. Oppure si continua a usarlo soltanto per tradizione.
  6. La serie regolare è alla canna del gas?

    Fino a un certo punto: il mio argomento è che l'aumento delle uscite collaterali e la contemporanea riduzione del numero di sceneggiatori (un Faraci in meno, a fronte di un paio di "nuove leve" in prova) causa una riduzione della qualità media delle storie, che quindi finisce per toccare anche la serie regolare. Questo è quello che mi sembra naturale; ma magari sarò smentito dagli eventi (e ne sarò felice).
  7. La serie regolare è alla canna del gas?

    "Disonesto" in senso buono, sia chiaro - il tuo argomento menzionava solo le storie ottime, a fronte di molte altre di livello inferiore... "Sufficienti" e "dignitose", appunto: quante di queste hanno lasciato il segno? Quante di queste si fanno ricordare? Io personalmente ho solo vaghe memorie, e dire che sono un lettore che approfondisce la lettura e commenta sempre le storie sul forum. I cartonati sono l'unica collana che ha mantenuto un livello decisamente alto. Ma al tuo elenco mancano poi le storie dei Magazine, queste davvero impalpabili. Davvero inflazionare il mercato con storie di questo livello - dignitoso, ma nulla più - è la scelta migliore? Davvero preferiamo l'abbondanza smisurata, al prezzo di affossare l'inventiva dei pochi autori che devono suddividere e annacquare le loro buone idee in decine di storielle insipide?
  8. La serie regolare è alla canna del gas?

    Lo sapevo Però concedimi che non era prevista per la regolare! Forse per il magazine? O mi sono rimbambito del tutto?
  9. La serie regolare è alla canna del gas?

    Eh, ma portare qualche esempio di ottime storie comparse sulle uscite speciali è un po' "disonesto". Contemporaneamente a queste abbiamo avuto Color Tex lunghi e brevi, Magazine... in cui la qualità delle storie non era certo eccelsa. E per una Nueces Vally che finisce sul Maxi, c'è un Cossu che finisce sulla regolare (se non sbaglio la sua storia era inizialmente prevista sul maxi). Insomma, mi sembra evidente che se le forze in campo rimangono sempre le stesse (anzi, con il contributo di Faraci che viene a mancare), e il numero di storie aumenta esponenzialmente, la qualità media non può che abbassarsi. Avremo sempre ottime storie (speriamo!), ma in media ci sarà necessariamente un calo. Io non credo che il titolo sia così irrispettoso, per come è posto. Lo scopo è chiaramente quello di "provocare" la discussione. Poi anch'io sono d'accordo con te che le preoccupazioni sono eccessive, e anche se non condivido le politiche editoriali della casa editrice rimango dell'idea che la qualità delle storie della serie regolare negli ultimi anni sia stata eccellente, al netto di qualche caduta significativa. In passato abbiamo avuto annate decisamente peggiori. Per tre o quattro anni possiamo, credo, stare tranquilli e leggere storie degne della collana (magari lasciando in edicola qualche speciale). Ma se vogliamo guardare più in là, è il momento di iniziare a pensare seriamente al futuro del Tex e a trovare nuove forze che affianchino chi oggi si fa carico di mandare Tex in edicola. Qui un po' di pessimismo invece c'è, viste le difficoltà di Boselli in questa direzione...
  10. La serie regolare è alla canna del gas?

    Ulteriore intervento puramente provocatorio, per cui mi pare evidente che siamo di fronte ad un troll. O, se sei in buona fede, dovresti capire da solo che entrare in un forum e prendere una discussione qualsiasi per lanciare frecciatine ad un autore, con argomenti che non hanno NULLA a che fare con la discussione in oggetto, è un approccio non particolarmente corretto né in accordo con le regole del forum. E, soprattutto, non permetterti da ultimo arrivato di criticare con parole velenose l'operato del forum. ps: per me la "Storia del West" è un capolavoro, ma non lo prendo di certo come testo di riferimento da un punto di vista storico.
  11. La serie regolare è alla canna del gas?

    Ma qui uno arrivato fresco fresco sul forum come prima cosa si mette a far le pulci a presunti errori di Boselli (avendo letto a fondo la "Storia del West", sia chiaro), e sbagliando pure la correzione!, in un topic che non c'entra un fico secco e in cui si parla di tutt'altro? Cerchiamo di non dar seguito a questi interventi puramente provocatori, dai. Ho detto prima che facciamo chiacchiere da bar, ma non siamo mica allo stadio.
  12. La serie regolare è alla canna del gas?

    Abbiamo scritto più o meno in contemporanea, e me la sono persa Ovviamente, qui noi facciamo chiacchiere da bar, e io non ho mai pensato che la mia opinione valesse qualcosa di più di questo. I professionisti siete voi ed è ovvio che le decisioni le dovete prendere voi (e non ti invidio proprio in questo, Borden...)
  13. La serie regolare è alla canna del gas?

    Mai pensato il contrario... In effetti, Tex DEVE essere una priorità dentro la SBE. Se chiude Tex, chiude la baracca. Però non è che Tex si improvvisa, non si può prendere di peso uno sceneggiatore e metterlo su Tex; vedi come è andata a finire con Faraci. Ruju invece è stata un'ottima sorpresa; ma ho l'impressione che da solo non sia più sufficiente, soprattutto se si vuole continuare con la nuova politica di inflazionare le uscite. Poi devo dire che non conosco a sufficienza il mondo fuori da Tex e non saprei nemmeno fare dei nomi...
  14. La serie regolare è alla canna del gas?

    Voglio tornare alla domanda iniziale di Paco, che si fa portavoce di un malumore piuttosto diffuso negli ultimi mesi ma che mi pare al momento eccessivamente pessimista. Tutto sommato di storie davvero deludenti nell'ultimo anno conterei soltanto quelle di Faraci, un autore che come sappiamo è stato definitivamente allontanato dalla collana; per il futuro, quindi, in questo senso non possiamo che attenderci miglioramenti. Sulle colpe del Boselli curatore nel mandare in edicola una storia come "La città nascosta" dico solo che probabilmente una volta che una storia è scritta e disegnata (e pagata profumatamente agli autori) lasciarla nel cassetto non è certo il modo migliore di fare soldi. Tolto Faraci dal gioco, mi pare che su Boselli possiamo essere fiduciosi: da anni le sue storie dominano i sondaggi tra i forumisti sulle migliori storie, e non vedo perché ci dovrebbe essere un calo vertiginoso nella qualità della sua produzione, tanto più che si è messo a scrivere quello che davvero gli piace e aveva voglia di scrivere (il passato di Tex, il ritorno di grandi nemici...). È vero, Lupe è stata una storia deludente; ma ricordo un primo albo bellissimo, e un secondo albo non brutto in sé, ma deludente per quanto ci si aspettava (quanto ti aspetti un capolavoro, anche una buona storia viene percepita come sotto la media). Un colpo a vuoto ci può stare. Non ho ancora letto l'albo in edicola, ma il primo albo della storia di Ruju non mi era dispiaciuto. Però è vero che negli ultimi mesi abbiamo tutti avvertito un calo qualitativo nelle sue storie, che pur rimanendo per me di buon livello (ma sospendo il giudizio su quella in edicola), sembrano tutte inferiori a quelle di qualche tempo fa. Non vorrei che si stesse spremendo troppo l'inventiva del buon Pasquale. E qui mi devo riagganciare all'altro tema: come ho già detto più volte, il proliferare di uscite collaterali e di "storielle" (quest'anno abbiamo addirittura il raddoppio di due collane, praticamente un'uscita extra al mese) per me non può che avere un impatto negativo sulla qualità; quando raddoppi il numero di storie e gli sceneggiatori sono sempre quelli (anzi, con un Faraci in meno), il rischio di finire le buone idee e di svilupparne altre meno buone è alto. Anzi, probabilmente è inevitabile. Non sono pessimista su quello che ci aspetta, ma auspicherei un leggero cambio di rotta, che mi sembra possa andare in due direzioni: 1) ridurre il numero di uscite extra; 2) trovare un nuovo sceneggiatore da affiancare a Ruju e Boselli, uno che abbia davvero Tex nelle sue corde e che non si limiti a qualche storia sporadica, ma abbia un ruolo di peso.
  15. [Maxi Tex N.22] La grande corsa

    Dall'anteprima la trama sembra davvero promettente ed insolita. Come dice Paco, i disegni sono però peggio del solito - davvero inaccettabili. Comprerò comunque l'albo, sperando che Ruju sappia compensare lo scarso appeal delle tavole con una trama avvincente.
  16. [Romanzi A Fumetti 07] Giustizia a Corpus Christi

    e poi a quanto la vendi la Tex Classic?
  17. [688/689] Il messaggero cinese

    Appena aperto l'albo ero in realtà abbastanza sorpreso (in positivo) da Cossu. Le tavole stampate rendono di più di quelle viste in anteprima online. Nonostante questo, e nonostante le tavole siano senza dubbio molto curate, con il procedere della lettura il suo stile mi è risultato sempre più indigesto. Non sono così critico come altri e riconosco il buon lavoro fatto dal disegnatore, ma senza dubbio il suo tratto non è adeguato al western, a Tex, e soprattutto alla serie regolare di Tex. Tra l'altro, nessuno ha notato che nella prima scena il cinese che si appresta ad attraversare a piedi il deserto fino alla California ha con sé soltanto una misera borraccia d'acqua, nonostante affermi di avere cibo a sufficienza per un viaggio di dodici giorni. Se già la situazione è in sé poco credibile, è un errore grossolano del disegnatore non mettergli nemmeno una borsa con le provviste. A parte questo, la storia si rivela per il momento ottima. Finalmente torna la comunità cinese, nell'inedita location di San Diego, a far da sfondo a un'avventura del vecchio stampo. Sceneggiatura sciolta e scorrevole, molto lineare nel suo svolgimento e classica nel soggetto, ma non per questo noiosa, anche se per il momento Tex e Carson incontrano poche difficoltà. Poche sbavature, ma rimprovero ancora una volta a Ruju la sua solita scena in cui Tex compare dal nulla alle spalle dei banditi; se rinunciasse definitivamente a questo espediente narrativo mi farebbe contento.
  18. Miglior personaggio del 2017

    Mi allineo all'ematologo Voto Corbett Preferenza Bridger
  19. Un viaggio nel tempo per Tex

    Ma era un discorso più generale sui viaggi nel tempo nella narrativa... ovvio che con Tex non c'entra una mazza
  20. Un viaggio nel tempo per Tex

    Oltre agli universi paralleli, ci sarebbe un'altra soluzione ai paradossi dei viaggi nel tempo che permette di usarli nella narrativa: https://it.wikipedia.org/wiki/Principio_di_autoconsistenza_di_Novikov
  21. Tex e il razzismo

    Non travisare il significato delle mie parole, caro Virgin. Intendo dire che usare la parola "razza" può indurre qualcuno - soprattutto, ma non solo, chi ha meno strumenti di altri a disposizione - a credere che le razze esistano davvero all'interno della comunità umana. Qui sta il pericolo. Il compito della cultura è anche quello di evitare il pericolo; non di insuperbirsi diventando essa stessa pericolo.
  22. Tex e il razzismo

    Anche se la discussione ha poco a che fare con Tex, credo che ci sia un punto importante da ribadire. Lo faccio con le parole di Luigi Luca Cavalli-Sforza, Paolo Menozzi e Alberto Piazza, nell'importante saggio "Storia e geografia dei geni umani": Il termine "razza" esprime un concetto privo di fondamento scientifico. Tuttavia non è un termine neutro. Usare il termine "razza" diffonde ignoranza. E l'ignoranza è pericolosa. Secoli di storia alle nostre spalle ne danno testimonianza.
  23. Tex e il razzismo

    Il concetto di "razza" non ha alcun fondamento scientifico. Non esiste scientificamente, perché dal punto di vista biologico non c'è nessuna distinzione tra individui di una stessa specie. Quindi il voler bandire la parola non è dettato dalle ipocrisie paranoidi moderne, ma dal voler diffondere una cultura scientifica, che possa bandire i pregiudizi e le discriminazioni che tanto male hanno fatto alla società umana. Il termine razza non va usato perché, semplicemente, si riferisce a qualcosa che non esiste.
  24. Proliferazione di "tipi" di albi di Tex: scelta acuta o spogliare la salma?

    Benvenuto Otami Non credo che Borden si riferisse specificatamente a te. Comunque per venire alla tua domanda, le storie in questione erano molto particolari, "speciali" appunto, e la collocazione più adeguata era davvero quella di un albo fuori serie. Tieni conto che alcuni lettori - quelli con le fette di salame sugli occhi, per intenderci - hanno subito gridato alla lesa maestà non appena saputo dell'argomento del maxi, rifiutando a priori di leggerlo... Comunque il gradimento riscosso da queste due storie nel nostro sondaggio sulla miglior storia del 2017 dimostra che Borden ancora una volta ha fatto centro
  25. Dopo Il 700

    Certo, ma intendevo dire che era una tematica propria di quella serie, mentre su Tex a mio avviso ci sta come i cavoli a merenda... Per me Tex non è una serie "realistica", nel senso che non guarda alla ricostruzione storica dettagliata di fatti, usi e costumi, ma prende lo scenario western per ambientarci storie di pura fantasia. Anche negli episodi "storici", gli eventi o personaggi reali sono trattati non con intenti documentaristici, ma come spunto per una storia d'avventura, che magari - limitatamente - può anche cambiare quello che è successo nella nostra realtà. Poi già c'è chi si lamenta non appena Borden inserisce qualche riferimento colto o qualche termine tecnico, figuriamoci se si mette a raccontarci la struttura della società Navajo...