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TWF - Tex Willer Forum

San Antonio Spurs

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About San Antonio Spurs

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    Scrittore
  • Birthday 05/12/1960

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    Leggere e scrivere
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    Franco

Me and Tex

  • Number of the first Tex I've read
    43
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    Kit Carson
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    Mefisto

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  1. Ovviamente parlo solo per me. Non c'è nessuna prevenzione verso Claudio Villa, semplicemente in un forum di confronto delle opinioni ho espresso una perplessità. Scrivo per mestiere e so bene che in tutta la mia più che trentennale produzione mi sono uscite cose fatte bene ed altre insufficienti. Molto più di questa copertina. E Villa è stato criticato molto di più - ma non da me - per altre opere. Avessimo tutti la stessa opinione non saremmo qui a, maso: divertirci.
  2. La nota stonata in copertina è il fucile in mano. Come se ci fosse pericolo. Poi magari leggendo il racconto scopriremo che circolavano in zona Hualpai, Apache, trafficanti d'armi, Comancheros, Yama, nipoti del Carnicero, rurales ostili a Montales, ecc. Facciamo pure i pignoli, ma per quel particolare è una copertina da insufficienza.
  3. Uno dei personaggi migliori che io ricordi, Bethanie, affatto imprigionata nello stereotipo della Dark Lady e non mi dispiacerebbe se in realtà si fosse salvata dall'incidente ferroviario, anche se comprendo che sarebbe difficilissimo rivederla. Con quale motivazione? Vendetta verso Tex? No di certo. Redenta? Men che meno. E' apparsa, ha brillato di luce propria, è scomparsa. Vediamo in agosto di che pasta sarà fatta la prossima comparsa femminile. Aggiunta. Sto scrivendo lontano dalla collezione - in senso fisico, gli albi - dunque provoco la caccia al tesoro: su quante copertine della serie sono apparse delle donne? Al volo mi viene in mente solo "Luna Insanguinata", "Il ritorno di Lupe" e naturalmente un paio con Lylith. Ah, non datemi del fissato anche se nei commenti recenti ho dato la stura alle considerazioni sulla procace compagna di Gros Jean e addirittura citato Jacula.
  4. Bethanie Marsh, completamente d'accordo con te.
  5. Non riesco a postarla, ma qualcuno potrà farlo per me, cercandola e trovandola su Facebook, la strepitosa copertina del numero di Agosto dal titolo "La signora di Rancho Verde" (con la signora stessa in primo piano). Tranquilli, non è roba da ennesima, inutile infatuazione di Kit Willer, se poi sia una Dark Lady lo scopriremo solo leggendo. Un tipo tosto, comunque. Curioso anche il titolo del "Color": «Gli amanti del Rio Grande». Anche in questo caso, copertina su FB.
  6. Sul titolo, è una ripetizione di quello che è accaduto nei due casi recenti e precedenti, nel senso che sarebbe stato più logico il secondo al posto del primo e ovviamente viceversa. Perché la Rupe del Diavolo fa la sua comparsa solo verso a fine del secondo albo e il nome della barca quasi da subito. Poi, ribadisco le mie perplessità sulla copertina di questo numero, anonima e buona per tutte le stagioni - come accadeva ai tempi di Galep - mi verrebbe da dire di routine, preconfezionata, mentre la prossima è eccellente.
  7. Wile E. Coyote ha "un suo perché" che definirei western, dal momento che il cartoon è ispirato alla figura raccontata da Mark Twain in "Roughingh it": «Il coyote è uno scheletro bislungo e allampanato, dall'aria afflitta e assai cagionevole, ricoperto da una pelle di lupo con la coda neanche troppo spelacchiata, ma immancabilmente pendula e derelitta; gli occhi sono astuti e maligni, e il muso affilato, col labbro superiore rialzato a mostrare i denti; insomma, quel che si dice un brutto ceffo. Il coyote è una vivente allegoria dell'Indigenza: ha sempre fame, è sempre povero in canna, scalognato e senza un amico al mondo. Anche le creature più reiette lo disprezzano; le sue pulci lo abbandonerebbero per il primo velocipiede. È così smidollato e vigliacco che anche quando scopre i denti e finge di minacciarti si vede benissimo che col resto della faccia ti sta chiedendo scusa. E Dio, quant'è brutto!». Ma il racconto prosegue in maniera gustosa, fra carovane e indiani, finendo a sorpresa per dare comunque dignità e intelligenza alla bestia raminga.
  8. Ricordo il dubbio pesante fin dalla prima pagina: seguire lo sviluppo della storia o lasciar perdere i fumetti, incantato dai disegni? Sembra un assurdo, ma fu un disequilibrio reale risolto con un faticoso compromesso fra il divorare tutto e invece centellinarlo. Salvo poi mirare e ammiro, leggere e rileggere, un'infinità di volte in quasi 25 anni dall'edizione del capolavoro. Ho avuto anche la fortuna di essere amico di Giovanni Romanini, che ha aggiunto molti altri particolari alla gestazione di questo capolavoro, proprio partendo dal disegno dei cavalli - ostico a Magnus perché tendeva a realizzarli in maniera caricaturale - per finire alla sofferenza concreta del maestro bolognese che sapeva che quell'ultimo lavoro sarebbe stato l'ultimo e che sarebbe stato un capolavoro.
  9. Probabilmente è anche una questione di età, senza finire nei luoghi comuni alla "Si nasce incendiario e si muore pompiere", ma con Nizzi nella sua globalità mi fermo qui; con molta comprensione per una fase 3 nella quale (ecco che ci casco io nel tranello della frase fatta) ha forse dovuto cantare e portare la croce troppo a lungo. Mi limito a questa storia, certo assai più vivace e credibile nel secondo albo e alla quale avrei solo tolto uno dei due ultimi assalti dei Sisika fondendoli in uno solo. Tutta la storia ne avrebbe guadagnato in intensità e in drammaticità. Resto perplesso anche sull'agguato dinamitardo, magari perché non trasmette il pathos auspicato nemmeno quando Kit e Tiger sembrano in ritardo e il battello si salva davvero per poco; mentre mi sono ormai abituato ai finali compressi nell'ultima dozzina di pagine. Con l'ultima che è sempre in stile "Passata è la tempesta, odo augelli far festa", naturalmente, ma che in questo caso concentra due situazioni tipo: la magnata e la galoppata verso casa. Mastantuono, infine: credo che Gros Jean non sia mai stato ritratto con una così ampia gamma di espressioni, anche se la prevalente è quella ad occhi sgranati, soddisfatti. A volte ho fatto fatica a riconoscere Kit e comunque oltre ai volti ho apprezzato molto gli sfondi e gli ambienti. Come tutti può piacere in maniera variabile, credo gli vada riconosciuta una certa personalità ed un tratto decisamente distinguibile.
  10. Una copertina che mi fa venire in mente quella serie di Galep ben spiegata da Francesco Bosco e Sandro Palmas nel freschissimo TWM: tratte da un serbatoio preconfezionato e buone per tutte le stagioni, ovvero generiche ma con Tex che doveva essere - cito - "il principale se non il vero e unico punto d'interesse di ogni copertina". L'intento era quello di rendere il prodotto immediatamente riconoscibile in edicola, opportunità certamente utile anche al giorno d'oggi, ma probabilmente non decisiva nell'indirizzo dato alla scelta realizzata di Villa. A me non dispiace, anche se avrei preferito fosse appunto più centrata sul contenuto dell'albo, ma in definitiva il risultato è più industriale che artigianale; non credo resterà nella memoria fra le migliori 300 e passa realizzate finora da Claudio.
  11. Scusate se esco dal seminato recente di questa discussione: da quanto tempo - se mai è successo - non accadeva che in un intero albo nessuno dei quattro pards sparasse un solo colpo di pistola o di fucile? Ovvio che per tornare nella media le prime pagine del prossimo numero saranno tutte un "Bang", "Zip", "Ungh"... Poi, magari, era accaduto anche cinque numeri fa; del resto io sono quel sempliciotto che nota quasi solo la chiappa di Tenera Betulla.
  12. Storia che in partenza propone situazioni già viste, però rivisitate in maniera efficace - ad esempio la scenetta al ristorante - e che acquista un buon ritmo arrivano anche ad una conclusione del primo album con la giusta suspense. Quando dall'analisi della rama si passa rapidamente ai disegni, vuol dire che la sceneggiatura merita almeno la sufficienza e l'uso della parola "almeno" non comporta un giudizio preciso (ovvero: non è un mio 6, anche perché sono per un voto più alto), ma una constatazione rispetto al diffuso scetticismo che ha a volte contraddistinto le reazioni di qualcuno al ritorno in sella di Nizzi. I disegni: nel tratteggiare i loschi figuri mentre studiano i trampolini e i bellicosi Sisika, qualcosa di Fusco in effetti sembra ispirare un Mastantuono anche per me più piacevole nelle panoramiche che nei primi piani. Inspiegabile e censurabilissimo lo sdoppiamento del volto di Tex in due pagine successive: roba che neanche ai tempi dei taglia e incolla del primo Galep accadeva in maniera così vistosa. Sarei propenso a credere nella buona fede e a considerarlo un errore e comunque sia andata è uno sbaglio marchiano. Nota su Tenera Betulla, ringiovanita e scosciata al punto che nell'ultima vignetta pagina 30 si intravede quella che probabilmente è una new entry nel panorama delle tavole dei 70 e passa anni di Tex: la chiappa. Dopo l'Alithia di Felmang nel Maxi - in pratica una Lollobrigida in versione Bersagliera - un'altra apparizione per così dire generosa.
  13. Anticipo che sul prossimo numero del Magazine c'è un'intervista che gli avevo fatto poco tempo fa, probabilmente l'ultima. Era un amico e a maggior ragione lo rimpiango. Naturalmente mi aveva parlato anche di Magnus e del famoso Texone, dove ci ha messo davvero tanto del suo. Posso anticipare che negli ultimi tempi era più attratto dalla pittura che dal fumetto, se si parlava di West e nel suo studio ho visto delle cose di una bellezza davvero incredibile che mi vorrei adoperare perché possano essere esposte.
  14. TUTTE LE MIGLIORI STORIE DI TEX PER CENTINAIO 001 - 100 101 - 200 201 - 300 301 - 400 401 - 500 501 - 600 601 - 700 Terrore sulla savana Sulle piste del Nord Gli eroi di Devil Pass il segreto del Morisco La maschera dell’orrore Mefisto! Il segno di Yama Sangue Navajo Il giuramento La piramide misteriosa La tigre nera L’oro di Klaatu Spedizione in Messico El Supremo Il grande re Massacro! Il segno di Cruzado La minaccia invisibile La grande invasione I demoni del Nord La stirpe dell’abisso I figli della notte Il giuramento I ribelli del Canada Attentato a Washington Gli uomini che uccisero Lincoln Colorado Belle Luna insanguinata Il tranello Una campana per Lucero L’ombra di Mefisto Sioux Il ritorno del Morisco Athabaska Lake Jethro! La gola della morte Chinatown Giungla crudele Gli strangolatori Matador! Buffalo Soldiers L’ombra del maestro Vendetta indiana San Francisco Il clan dei cubani La congiura La vendetta dei Navajos Omicidio in Bourbon Street Winnipeg Assedio al posto n.6 Il figlio di Mefisto Artigli nelle tenebre Nelle paludi della Louisiana Le colline dei Sioux L’artiglio della Tigre Wolfman Corsa alla morte El Muerto Il marchio di Satana Le rapide del Red River Yukon selvaggio Dieci anni dopo L’oro dei monti San Juan Dramma al circo Terra promessa Guerra sui pascoli I diavoli rossi Golden Pass Documento d’acccusa L’onore di un guerriero
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