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TWF - Tex Willer Forum

ymalpas

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258 Incredible

About ymalpas

  • Rank
    Utente emerito del TWF

Profile Information

  • Gender
    Maschile
  • Real Name
    Sandro

Me and Tex

  • Number of the first Tex I've read
    250
  • Favorite Pard
    Tex
  • Favorite character
    El Morisco

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  1. ymalpas

    [708/709] La tribù dei dannati

    In inglese potremo definirli come outcasts, homeless, refugees. Francisco è una specie di Gino Strada o Muccioli ante litteram. Si, esistevano gruppi misti formati da indiani appartenenti a diverse tribu anche se erano una realtà non troppo diffusa nel West. Peraltro la sensazione che questo albo sia ideologicamente spostato a sinistra , oltre che nell'idea di questa specie di comunitarismo hippie, sta anche nell'idea iniziale di un Tex (angelo custode alla Josephine Delamarre) che va a recuperare il detenuto che esce dal penitenziario dopo aver scontato la pena. Eravamo rimasti fermi a Tex e Carson che andavano ad assistere all'esecuzione capitale del Maestro nella storia newyorchese. Non so, per me siamo al livello delle pagine iniziali di "Oro nero!". E non so neanche quanto queste vesti siano nello spirito del Tex Glbonelliano, probabilmente più di quanto io stesso immagini, ma resto ancorato a quel ranger che prendeva a calci nella dentiera disonesti e farabutti e di quel che faceva dopo non fregava niente a nessuno. Oggi è un Tex alle prese con personaggi da riabilitare e incivilire. Mi sembra proprio un universo parallelo con quelle storie che leggevo da bambino.
  2. ymalpas

    [708/709] La tribù dei dannati

    Continuo con le curiosità di questo primo albo. Dopo Black Claw è la volta di Mateo. Di butterati, nella storia lunghissima di Tex, se ne ricordano pochi. Anzi, io ne ricordo solo uno: El Muerto. Quando scegli di appoggiarti su questi che una volta nelle carte d'identità erano indicati come "segni particolari" devi temere per forza i paragoni. Per esempio quando Boselli nella sua "Helltown" scelse di far rieccheggiare nel ricordo di noi lettori quel classico di Nolitta creando Jack Thunder, riuscì a creare un personaggio equivalente ( se non superiore) all'El Muerto di fine anni settanta. Entrambi gli autori, Nolitta e Boselli, si preoccuparono di dare un fondo ai loro personaggi. Per me è una cosa importante. Ora ignoro se siano scelte di Ruju o del disegnatore l'impostare graficamente i personaggi, ma suggerirei maggiore cautela a entrambi, anche perché mi sembra che per Font non sia la prima volta in cui si esagera con i "segni particolari". La seconda curiosità di questo messaggio riguarda il dramma vissuto da Makua che dovrà giustificare la sua "furia" (titolo del secondo albo). Gli hanno ucciso la donna, è un motivo valido, direte voi. Ora vi ricordo che la stessa scena l'abbiamo già vissuta negli anni novanta con il classico di Nizzi e Villa "L'uomo senza passato". Anche in questo caso l'uso di questo espediente di immediato e sicuro effetto mi sembra nella sceneggiatura di Ruju un po' raffazzonato. E' plausibile che dopo un paio di settimane un uomo che è appena uscito dal carcere e che non ha ormai nessun concreto riferimento (nella sua vita) possa cercare di ritagliarsi il suo spazio in un ambiente nuovo, seppure un villaggio di reietti, che è di suoi simili. Ma altrettanto difficile da credere è il fatto che possa aver affondato le sue radici così tanto nel villaggio in così poco tempo. E la ragazza, nelle pagine che leggiamo, sa tanto di piatto di contorno. Niente a che vedere insomma con la martire Fiore di Luna intorno alla quale Nizzi ha intessuto una delle più belle storie d'amore di tutta la serie. Certo sono dettagli che non affossano questo primo albo, che serve solo a porre le basi per quello che sarà il vero tema centrale della storia, cioè la vendetta (la storia andrà letta nel suo insieme e giudicata solo allora), ciò non toglie che alla lettura di queste 110 pagine gli eventi appaiano fin troppo manipolati dal cielo, cioè pilotati dallo sceneggiatore (che avendo un disegnatore tra i più veloci dovrebbe approfittare dell'atout dato dai tre albi su cui spalmare con più naturalezza gli eventi).
  3. ymalpas

    [708/709] La tribù dei dannati

    Vedo che i commenti si sprecano per questa storia. Una curiosità: il look di Black Claw è ispirato direttamente dal cantante Marilyn Manson, di origini tedesche. Un'altra curiosità. la traduzione italiana di Black Claw è .... Artiglio Nero. Trattasi di una mera omonimia con il personaggio (indimenticabile) cui diede la vita GLBONELLI negli anni settanta. C'è da chiedersi perchè gli autori di Tex, oggi, usino nomi inglesi per i loro personaggi. Un'altro bel calcio alle palle della tradizione. Peccato che chiamare il sosia di Marilyn Manson col nome tradotto in italiano sarebbe servito, probabilmente, solo a coprirlo ancora più di ridicolo. Ah, il prossimo Drago cinese, ora che ci siamo, lo chiameremo 龍 . E' più figo, è genuino. L'italiano medio avrà tanta difficoltà a tradurre 龍 quanto ne ha a tradurre "Black Claw".
  4. ymalpas

    [708/709] La tribù dei dannati

    Letto l'albo e buttato in un angolo di casa dove non batte il sole. Per giudicare serenamente la storia di Ruju, con i suoi sentimenti tirati un po' troppo con le pinze, servirebbe un disegnatore vero e proprio. Purtroppo manca il prerequisito fondamentale.
  5. ymalpas

    [Maxi Tex N. 24] Il cavallo di ferro

    C'è una storia o due di Tex che non ho mai letto ? Questo maxi.
  6. ymalpas

    [Tex Willer N. 10 / 11 / 12 / 13] Pinkerton Lady

    Non mi irrita per niente. Sono quisquilie. La storia è bellissima. Continua così Ah, i Tex di questo mese sono andati a ruba, cosa finora mai vista nell'edicola in cui mi rifornisco che è bella grande.
  7. ymalpas

    [Tex Willer N. 10 / 11 / 12 / 13] Pinkerton Lady

    NEGRO = Dallo sp. negro, dal lat. niger -gra -grum •nel sign. originario di ‘nero’, sec. XIII; dal sec. XVI riferito anche alla razza. E' una parola italiana, la usavano in classe i miei prof. quando ero alle elementari, alle medie e anche al liceo, non è passato molto tempo da allora, non traduce dal niente, è solo naturale evoluzione della lingua latina. Oggi ha valenza dispregiativa per la Treccani (che peraltro si serve ancora del vocabolo "razza" che è oggi invece bandito dalle scuole) ma significa soltanto "nero". Tex è scritto in lingua italiana dove l'aggettivo "colorato" ha altro significato: COLORATO = a colori (agg.), tinto (agg.), pitturato (agg.), dipinto (agg.), vivace (agg.). La prossima volta scrivi AFROAMERICANO o PALLA DI NEVE, come il Bonelli.
  8. ymalpas

    [Tex Willer N. 10 / 11 / 12 / 13] Pinkerton Lady

    Si, ci avevo pensato anche io. Ma nella lingua italiana è un termine che non usiamo, quindi per me Tex deve parlare italiano. Con il Tex a strisce Boselli ci è cresciuto. Quindi il problema deve essere un altro. Non chiamatemi bianco che altrimenti potrei offendermi! Domani a scuola studieremo la "tratta dei colorati". Non dire "figlio di un cane" che offendi il mio gatto. E così via! Uno scrittore, un intellettuale, non deve aver paura del vocabolario maccheronico, scorretto, sgrammaticato, grossolano e volgare, se occorre, tutte le volte che lo ritiene opportuno, si chiama libertà e al diavolo tutti quelli che non la pensano così. Il razzismo, purtroppo, è un'altra cosa.
  9. ymalpas

    [Tex Willer N. 10 / 11 / 12 / 13] Pinkerton Lady

    Avventura deliziosa finora. L'impianto della storia — che corre sapientemente su due binari paralleli (per ovvie ragioni) — presenta una struttura originale, diversa dalle solite, che regala respiro alla sceneggiatura e permette virtuosismi narrativi all'autore. Come siamo lontani dal "corri uomo corri" di faraciana memoria! Il personaggio di Tex è diverso dal monolite della serie regolare mensile. Penso che questa sia una delle grandi sfide — vinte — da parte dell'autore che in questa nuova serie doveva presentare, per forza, un personaggio più giovanile, sciolto, malandrino, com'era quello delle strisce degli anni cinquanta. Boselli non ce la fa a fargli dire "negro" e il "colorato" fa certamente sorridere, ma i tempi sono questi. Fa la sua apparizione il giovane Abe (applausi a De Angelis). Da quel che ne so, solo in un secondo momento divenne un abolizionista convinto: avevo un po' di timore che Boselli facesse un mezzo passo falso (storicamente parlando) e invece, pagina dopo pagina, ha giostrato perfettamente con le idee e convinzioni del personaggio. L'autore crea dei distinguo anche nella famiglia Dickart: Lily è poco più di una rubagalline, Steve sfoggia già una mente criminale che lo porterà lontano. Certo paragonare questa biondina con il personaggio vissuto apparso nei numeri 501/504 sembrerebbe quasi un'eresia se non cosiderassimo il carcere e le successive traversie della vita. La curiosità, ora, è tutta votata all'episodio che sta disegnando Civitelli nel quale il personaggio dovrebbe fare il suo ritorno.In ogni caso questa coppia che vediamo in azione agli esordi della loro carriera criminale ci permette di parlare di quello che è uno dei pregi di questa nuova collana: il donare spessore a personaggi che tutti conosciamo e che Bonelli aveva appena abbozzato. Uno degli atout vincenti resta anche un'ambientazione cittadina e fluviale che sono tra le mie preferite. Il realismo dettagliato di De Angelis ( il cui unico difetto finora riscontrato è quello, in certe vignette, di fare delle teste troppo piccole rispetto al corpo), in cui emerge uno studio particolareggiato di tutti gli ambienti, si sposa benissimo con la sceneggiatura e il 50% del merito della riuscita di questa storia è sicuramente suo. Non fatemi pensare a cosa ci aspetta il mese prossimo sulla regolare! Storia che, delle tre che finora abbiamo letto in questa giovane nuova serie, è sicuramente la migliore. Il Tex — di cui ignoravamo la carriera di baro e spennapolli sui battelli di linea del Mississipi — serve a spiegarci perché, carte in mano, vince sempre le partite anche contro i giocatori di professione più sperimentati. Ci sono due cose da dire: il personaggio bonelliano ha sempre mostrato freddezza, quasi antipatia, verso i lestofanti imbroglioni con le carte in mano. Ma Boselli previene le critiche mostrando il suo personaggio che vuota le tasche più o meno onestamente solo a danarosi perditempo che cercano un divertimento durante la traversata del fiume. Nelle storie del Bonelli il personaggio si scaglia invece solo con bari senza scrupoli che approfittano della povera gente (e che vestono spesso i panni dei taglieggiatori) mentre assume un atteggiamento goliardico vincendo le partite con gli altri (più o meno disonesti). In ogni caso è sempre un piacere vedere Tex con le carte in mano seduto al tavolo fino all'alba... E' un' altra faccia di questo Tex giovane che spero di rivedere spesso nelle prossime avventure. Giudizio sospeso finora su Kate Warne che ha fatto finora molti passi falsi. Restano due albi per vederla rimendiare alle magre figure, ma in fondo è meglio così, molto umana e femminile, ma anche incredibilmente determinata, simpatica!
  10. ymalpas

    Quali edizioni e serie sono da seguire?

    Le tre stelle della costola vanno via con una semplice gomma da disegno. Che ci sia stato qualche edicolante che si sia preso la briga di cancellarle è anche probabile, che questo fatto sia avvenuto in maniera estesa è tuttavia da escludere. Gli albi tre stelle o costola bianca sono sicuramente da consigliare. Anche perché i numeri dal 15 al 95 originali presentano una serie di censure stucchevoli rispetto agli albi a striscia che, per leggere il vero Bonelli, bisognerebbe leggere solo queste ultime, come si evince anche dai post riportati sopra.
  11. ymalpas

    [705/707] La maschera di Cera

    Perché non lo chedi direttamente a Boselli ?
  12. ymalpas

    [705/707] La maschera di Cera

    Letto finalmente il terzo albo. Siamo al cospetto di una delle migliori cinque storie degli ultimi cinque anni (per me, in ordine, "Jethro", "La figlia di Satania", "Luna insanguinata", "L'ombra del Maestro" e "Il segno di Yama"). Boselli alle prese con il giallo, gioca fino alla fine sulle tre identità femminili della storia. Da premiare la scelta finale, insospettabile, di servirsi di due di loro cui fare indossare la maschera di cera, gli indizi infatti negli albi non mancavano di certo, ma per una volta confusi, cioè contraddittori, incerti. L'unico a vederci chiaro, sin dall'inizio (o quasi, l'attentato a Lavinia nel primo albo lo fa dubitare di una commedia costruita ad arte ) è solo Tex. Ottimi i personaggi, compresi quelli di contorno, a cominciare dalla figura dello sceriffo Rowland (destinato a diventare una figura ricorrente alla Tom Devilin o Nat MacKenneth, senza averne il cervello ). Inoltre molto simpatici Mac Parland e il povero Nick (cosa che non sempre riesce a Boselli con i suoi personaggi). Una menzione speciale a tutta la fauna esotica che popola quest'avventura e che Tex e Carson sono costretti, di volta in volta, a far fuori per salvarsi la pelle. Il gigantesco Orango, in particolare, ispirava sin dal principio una buona dose di umana simpatia, la sua fine è tanto spettacolare quanto dolorosa e brutale. Da apprezzare il cono di luce proiettato sul passato di Satania. Con Boselli che ha giocato fino all'ultimo anche sullla storia "La valle della paura", qui però con i ruoli di padre e figlia invertiti, la serva invece fedele seguace del capo. Il finale è molto teatrale. Tutto inizia dalla commedia che le due donne inscenano a pag. 97 per ingannare il dottore ( e i lettori, ovviamente, che gridano al rompicapo), commedia ricca di conseguenze funeste. Teatrale è anche l'entrata e l'uscita di scena dei vari personaggi, in primis quella della serva tolta di mezzo dal dottore in qualche vignetta da brividi (la povera Raihana pugnalata proprio perché il dottore si è letteralmente bevuto la precedente commediola con le due donne che invece l'avevano studiata di filarsela con due cavalli) Segue l'uscita di scena dello stesso dottore (necessaria, sono propenso a credere, solo per il ritorno in scena della ragazza) e infine l'uscita (dalla finestra) della stessa Joan (tutti a gridare, per un attimo, all'espediente da quattro soldi usato dallo sceneggiatore) che finisce direttamente tra le braccia di Carson che l'aspettava fuori nella strada. Disegni di Benevento da applausi. Pare che sia al lavoro su un'avventura scritta per lui da Ruju, due albi probabilmente, con noi che già lo rivorremo sulle tavole del seguito di questa storia.
  13. ymalpas

    [Tex Willer N. 10 / 11 / 12 / 13] Pinkerton Lady

    Preso e letto anche io. Albo ottimo, per sceneggiatura e per disegni. La serie prosegue a gonfie vele. Meglio Lily Dickart della Warren.
  14. ymalpas

    [Romanzi A Fumetti 10] A Sud di Nogales

    Vecchia illustrazione, in effetti, ben conosciuta dai più.
  15. Striscia n. 03 IL TOTEM DEI MOICANI 19 maggio 1962
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