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TWF - Tex Willer Forum

ymalpas

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Me and Tex

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    Tex
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  1. Serie regolare Giuseppe Prisco Giovanni Ticci Fabio Civitelli Claudio Villa Andrea Venturi Alfonso Font Bruno Brindisi Stefano Andreucci Gianluca & Raul Cestaro Rossano Rossi Ernesto Rudesinho Garcia Seijas Corrado Mastantuono Lucio Filippucci Alessandro Piccinelli Giovanni Bruzzo Yannis Ginosatis Maurizio Dotti Stefano Biglia Michele Benevento Alessandro Bocci Mauro Laurenti Michele Rubini Rodolfo Torti Bruno Ramella Laura Zuccheri Fabrizio Russo Massimo Carnevale Majo Frederic Volante Giuseppe Candita Giampiero Casertano Mario Rossi Sandro Scascitelli Massimo Rotundo Fabio D'Agata Tex Willer Roberto De Angelis Pasquale Del Vecchio Roberto Zaghi Mario Atzori Marco Ghion Fabio Valdambrini Sergio Giardo Serie da chiudere al piu presto Ugolino Cossu Giacomo Danubio
  2. Quella che si può chiamare una normale e sacrosanta revisione redazionale (tu e Giusfredi immagino). Io parlavo di cinturoni slacciati, origliatori, colpi in testa, miracolosi colpi di fortuna, metodi sbirreschi con i deboli e arrendevolezza con le mezzeseghe, soluzione spiattellata senza che il nostro debba muovere un dito o spoilerata in copertina per far felici i lettori amanti del giallo, amenità del genere
  3. Con o senza le modifiche di Canzio ? Eventualmente, date le cose che approvavano e stampavano, mi sono sempre chiesto che tipo di revisioni redazionali attuassero.
  4. Il soggetto di questa storia di Nizzi dovrebbe risalire al 2008 quando decise di ritirarsi. Non un qualcosa di nuovo, una valutazione vera e propria sul suo ritorno andrebbe quindi fatta a partire dalla storia in edicola a partire dal prossimo mese.
  5. Ma quando mai! I paletti erano, solo per ricordare i più deleteri : a) storie in due albi (ma sia Nizzi che Boselli con l'idea giusta, scrissero storie di tre o anche quattrop albi). b) ritorno di certi personaggi storici (ma Nizzi stesso fece tornare, ahimé, Cane Giallo e i mormoni di "Terra promessa") c) non innovare, per esempio dare un figlio a Sam Willer, una figlia a Satania ecc
  6. Dopo un primo albo interlocutorio, un secondo albo con i fiocchi, Ruju pienamente promosso con il il giovane Tex Willer, davvero una piacevolissima lettura.
  7. Era destinata a un almanacco.
  8. Questo per me non è vero. Nolitta aveva una personalità diversa dal padre e sicuramente era convinto di non aver fallito su Tex (anche perché così è stato). Il fatto che in ogni intervista ribadisse di non sentirsi uno scrittore non deve essere travisato, lui era uno scrittore, due dei suoi personaggi, Zagor e Mister No, sono ancora in edicola. Per una serie di motivi ha dovuto rinunciare a essere l'erede predestinato del padre, dopo un promettente debutto che aveva comunque disorientato molti lettori (qualcosa doveva essergli pervenuto anche con il famoso sondaggione). Il primo motivo è che doveva occuparsi della Casa editrice, di tutte le collane, di tutti i dipendenti, rispondere ai lettori, individuare nuovi autori e disegnatori ecc. In questo era aiutato da Canzio ma era lui che prendeva le decisioni. Semplicemente non aveva il tempo di scrivere e quando ancora lo faceva, scriveva a casa la domenica. Il secondo motivo è che non sentiva probabilmente Tex nelle sue corde, lo scrisse perché Tex era "il pane" della casa editrice (oggi lo è ancora) e non c'era nessun altro che volesse prendersi questa briga tra i vari D'Antonio della Casa editrice. Ecco perché Nizzi, che aveva come lui una formazione "domenicale" nel senso che aveva un lavoro stabile per la Fiat Trattori, dopo una formazione di qualche anno (tra Mister No e la lettura dell'intera collana di Tex che non conosceva bene essendone stato solo un lettore saltuario) fu subito messo a scrivere le storie del ranger con risultati che furono subito felici. A Nizzi era stato promesso all'inzio di non essere lasciato solo nello sceneggiare Tex, cosa che invece avvenne in un baleno. Il terzo motivo è che Sergio era incapace di dar seguito alle sue stesse collane. Smise di scrivere Zagor a fine anni settanta quando era comunque la seconda testata di punta della Bonelli probabilmente per dedicarsi al personaggio che preferiva, Mister No, nato a meta anni settanta come miniserie estiva che continuò le pubblicazioni sull'onda del successo delle vendite, che abbandonerà a sua volta nei primi anni novanta (salvo riprenderlo nel 2005 con una storia fiume per concludere la collana che si avviava alla chiusura, un qualcosa di dovuto insomma). Ci sono poi le storie che scrisse in occasione della crisi di Nizzi (1992). Stato di necessità anche questo. Una storia lunghissima per Letteri, una storia con Giolitti con il quale desiderava collaborare, una storia per Galep lasciata interrotta dopo il primo albo, ceduta a Boselli che si occuperà, nei successivi anni, anche dei suoi soggetti che non fu mai capace di trasformare in storie di Tex.
  9. Inutile chiederti se al tempo (tra il 2002 e il 2005) tu ti sentissi pronto a fare quello che faceva Nizzi, cioè assicurare la produzione annuale (o quasi) di Tex, con i texoni i maxi e gli almanacchi.
  10. Un'altra "pagina" da dimenticare Eppure certe scelte sembrano proprio voler provocare il lettore. Una delle cose che non ho scritto nel mio precedente messaggio è il rigetto del modello glbonelliano da parte di Nizzi nelle storie che ha scritto almeno a partire dal 2000. Tanto meticoloso nel seguire GLBonelli fino a giungere a "copiare" anche intere sequenze da storie del creatore di Tex (Carlo Monni dixit, parlando del manierismo di Nizzi) è arrivato agli origlioni, ai cinturoni slacciati, alla palese dabbedaggine dei pards (nessuno escluso), sembra impossibile non vederci un tentativo di mostrare più fallibili questi personaggi, meno sbirreschi e superuomini, con il rischio di ridicolizzarli e smitizzarli com'è puntualmente avvenuto in fin troppe storie che sono veramente un pugno nello stomaco per noi lettori.
  11. Diablero diici il vero quando affermi che la grande differenza tra certe "picconate" di un Sergio Bonelli e certe "piccionate" di Claudio Nizzi sta nella qualità delle storie che hanno scritto. A me Nolitta piace molto anche su Tex, è un Tex diverso, "umano", ma le storie sono davvero accattivanti e diverse si possono mettere tra i capolavori della serie. A ben vedere il grosso problema di Nizzi è che nella fascia 500 non abbia mai provato veramente a scrivere storie come faceva vent'anni prima, o meglio ci ha provato due o tre volte, "Il grande viaggio", Athabasca lake" e il ritorno mutilato della "Tigre Nera", storie passabili ma certo non i picchi della sua produzione. Di altre storie lunghe non sappiamo, certe furono probabilmente cestinate sul nascere. Tutto il resto delle sue storie resta confinato in due albi che furono una precisa scelta editoriale venuta dall'alto perché con le vendite in calo si riteneva che storie compatte di due albi fossero più fruibili per i lettori perduti o i nuovi, quando guardando invece alle storie degli anni ottanta osserviamo un Nizzi a cui piaceva veleggiare sui tre e più albi. Anche le sue storie più belle della fascia 400, a ben guardare, sono quelle più lunghe fino a "La maschera dell'orrore" che chiude il centinaio. Cio' che mi preme sottolineare è come il peso di certe imposizioni non vada sottovalutato e su questo siamo, mi sembra, d'accordo. Il passaggio ai due albi, alla politica dei "non ritorni" di certi personaggi storici (scelta che penalizzava evidentemente lo sceneggiatore che ne era diventato uno scecialista), la bocciatura di idee brillanti (vedi i due soggetti civitelliani) che venivano sforbiaciati se non dall'editore dallo stesso Nizzi in via preventiva (che ormai conosceva bene Sergio e Canzio) perché "non canonici", un po' quello che era successo a Boselli con "La figlia di Satania", sono tutte cose che vanno sommate alla crisi di un autore che non si era mai veramente ripreso dalla crisi vera e propria del 1992 (sei mesi durante i quali aveva il rigetto della pagina vuota). E Nizzi è andato avanti, lasciato solo, Boselli scrive tra il 2002 e il 2005 appena cinque storie (di cui due texoni). L'errore è stato dell'editore. Certo Nizzi avrebbe potuto smettere, scrivere di meno, ma chi avrebbe assicurato le 110 pagine mensili ? Poi, guardiamo ai disegnatori, Galleppini smette nove mesi prima della sua morte perché non riesce proprio più a tenere una matita in mano, Letteri disegna fino alla fine, a Marcello viene rifiutata la sua ultima fatica, a Quinto lo stesso, Ortiz disegna fino alla sua morte, sembra davvero difficile dire addio a Tex. Che Nizzi avesse esaurito il suo interesse verso Tex lo dimostrano quei soggetti che si faceva scrivere da Traversa (circa una decina) a partire dall'ottobre 2003 (quando Nizzi iniziò a sceneggiare "Puerta del diablo"). Vorrei poi far notare come le storie veramente inguardabili non sono poi molte: "Le foreste dell'Oregon", "I fratelli Donegan" , La banda dei tre" e "Oltre il fiume". Altre invece come "Ritorno a Culver City" o "Fratello bianco" soffrono di "piccionate" che con un serio lavoro di editing potevi salvare. Il resto è confinato nella mediocrità. Il texone di Seijas, che contiene l'ennesimo cinturone slacciato davanti a un signor nessuno, viene tenuto nel cassetto per sei o sette anni, una dozzina di pagine vengono fatte ridisegnare per togliere un personaggio femminile, una biondina in fiore sostituita con un paralitico anonimo, queste sono le scelte di Sergio, per il quale il problema è un texone pieno di femmine, "Piccole donne" , mica i centuroni slacciati, quelli per lui sono la normalità perchè quella è la visione del Tex che lui stesso ha costruito in un numero certo non minore di storie. Sergio forse aveva il rigetto del Tex paterno con le sue 800000 copie vendute mensilmente solo dell'inedito, un Tex che non aveva mai capito veramente se stiamo a vedere il finale de "I fucili di Shannon" uno dei più grandi attentati al mito di Tex che è tutto farina del suo sacco.
  12. Il Tex "ridicolizzato" possa piacere o non piacere è il Tex di matrice NOLITTIANA (rileggetevi una storia a caso scritta da Sergio Bonelli, per esempio "La scogliera dell'orrore"). Eppure del lavoro di demolizione del mito di Tex da parte di Nolitta, iniziato negli anni sessanta suggerendo per esempio al padre storie come "La sfida" in cui Tex doveva pareggiare contro Buffalo Bill (ed è rimasto convinto fino alla fine che il padre l'avesse accontentato, invece Tex la sfida la vince eccome surclassando l'avversario) oppure "La sconfitta" che GLB accettò solo perché maturata con il trucco dello swivel, storie pensate da un giovane Sergio che sono a livello di idee dovevano intaccare il mito di Tex. Poi, quando si è messo a scrivere lui direttamente, abbiamo letto i vari "Mingo il ribelle", "I ribelli del Canada (a proposito della quale GLB confidò in un'intervista che era "una vaccata di storia"), i Cruzado, i bernoccoli de "I dominatori della valle" ecc. Ripeto, basta prendere una qualsiasi storia di Nolitta per rendersi conto che ha fatto molto peggio di quanto viene rimproverato all'ultimo Nizzi. Nizzi scrivendo storie in cui Tex era messo in difficoltà (negli ultimi anni) non ha fatto che uniformarsi a quel modello di Tex . Mettiamo sul tavolo che il suo editore era Sergio Bonelli che gli accettava certi soggetti e altri (mi risultano da fonti vicine a Nizzi) cestinati uno dopo l'altro, così come mi risultano interventi redazionali che "correggevano" i balloon di Nizzi prima di andare in edicola facendo poi gridare allo scandalo i lettori. Il lavoro di Nizzi ha subito pesanti condizionamenti da parte dell'editore. Poi, certo, c'è il declino, c'è che non ce la faceva proprio più a scrivere il Tex, che voleva fare visibilmente altro, che era bollito. Basta vedere cosa hanno combinato gli altri autori (eccetto Mauro Boselli) i Faraci, i Manfredi, i Burattini, i Zamberletti, i Mignacco o i Dixon, Pasquale Ruju un po' meglio, sempre dignitoso con qualche lampo, ma con storie che di rischiare oltre il minimo sindacale!
  13. Nel complesso, osservazioni sul primo albo a parte, una bella storia, non banale, ben disegnata (ma Prisco poteva certamente far di meglio solo restando ticciano invece di imitare il suo imitatore scarso Repetto). A proposito, Boss, Prisco è già al lavoro su una storia di Tex e a chi l'hai affidato ?
  14. Vittoria scontata per Kate Warne! Sondaggio chiuso!
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