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TWF - Tex Willer Forum

ymalpas

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About ymalpas

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    Utente emerito del TWF

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    Maschile
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    Sandro

Me and Tex

  • Number of the first Tex I've read
    250
  • Favorite Pard
    Tex
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    El Morisco

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  1. Quotone a Diablero. Per fortuna che c'è Boselli. Se aprissero una nuova collana di Tex io non la comprei e non sarebbe una mera questione di soldi. Al contempo, se pensassero di introdurre certi elementi di tendenza oggi e estranei al mondo di Tex, per esempio qualche omosessuale per ingraziarsi il mercato LGBT, con me Sergio Bonelli Editore avrebbe chiuso.
  2. Grande Tex è giovane, quando capirà che il forum non è un ring ma un posto dove, guardiamo questa bella discussione tutt'altro che sterile riguardo ai risultati, arricchire la propria passione e il sapere anche con i contributi di chi la pensa diametralmente all'opposto di te... abbiamo spaziato su ben quindici anni di storia editoriale di Tex e conosciuto meglio la personalità di uno dei disegnatori che in assoluto restano tra i miei preferiti. Impagabile come fatto. E latitano gli interventi di un Carlo Monni con il suo sapere texianamente enciclopedico, per non parlare dello stesso Guarino che non si collega da svariati mesi al forum.
  3. No, sono cose appurate: Nizzi lavorava malvolentieri con Letteri. Cerchiamo solo di capire da quando. Dall'inizio ? Dal 1987 quando scrive per lui l'ultima sua scenegguiatura "L'uomo serpente" ? Le sceneggiature di Berardi e poi in successione di Nolitta furono affidate a Letteri in seguito al deterioramento - serio - dei loro rapporti o fu semplicemente un caso ? Dovuto al fatto che a Letteri venivano da anni assegnate anche storie brevi e / o particolari ? Cioé quando Berrardi è chiamato a scrivere una lunga storia per la serie regolare, Letteri gli viene affidato perché: a) è un disegnatorie di lungo corso e questo compensa per metà il fatto che la scrittura berardiana non sia esattamente come quella di Nizzi che ricalca lo stile di GLB (Nizzi ha ceduto anche su una cosa che gli pesa molto come il non firmare le sue storie) ? b) Letteri è in quel momento il solo disegnatore disponibile ? Oppure sia lui che Monti sono in redazione i disegnatore individuati per questo tipo di storie "particolari"? c) Letteri ha litigato di brutto con Nizzi e non ne vuole più sentire parlare, oppure il Sergione si è rotto le scatole delle ultime lamentele per telefono o per missiva? Perché Nolitta si imbarca scrivendo "Gli uomini giaguaro" (siamo quanche anno prima della crisi di Nizzi, Letteri probabilmente inizia a lavorarci nel 1990/1991) ? Nell'autunno del 1994 quando ti viene commissionata la storia per Letteri "La minaccia nel deserto" (e contemporaneamente anche quella per Marcello) questo avviene perché Nizzi non vuole più lavorare con i due autori o perchè esattamente in quell'autunno va in edicola la storia del Passato di Carson e il Sergione ha improvvisamente deciso favorevolmente che sarai tu ad affiancare Nizzi? Da notare che quando inizi a scrivere "Cercatori di piste" per Marcello, il disegnatore ha ancora da completare la storia di Nizzi "Yucatan" che Nizzi finisce svogliatamente solo mesi dopo a partire dalla primavera del 1995. A te sono riservate le storie per gli almanacchi, il Texone di Font che Nizzi non vuole scrivere, le storie di Letteri e Marcello. Hai beneficiato intrinsecamente della scarsa affezione di Nizzi per certi disegnatori ma anche la redazione nutriva scarsa fiducia nel tuo lavoro. Fino a quanto questo è vero ?
  4. Non so. Ho ovviamente il libro di Guarino ma la citazione è estrapolata dal pdf del testo dattiloscritto che lo stesso Guarino mi fece avere qualcosa come sei mesi prima della pubblicazione. Può darsi che qualcosa sia stata poi omessa, tra cui questa.
  5. Vero anche questo. Il 1992 è l'anno in cui Letteri, finita la lunga storia di Nolitta, ha bisogno di una nuova sceneggiatura. La logica suggerirebbe che Nizzi gliene scriva una. Canzio chiama Nizzi e gliela chiede. Nizzi sta vivendo la sua crisi. A Nizzi la domanda l'ho fatta io tramite Guarino: Nel 1992 Nizzi scrive ancora per Letteri.
  6. La tua tesi è questa, ignora però che Letteri si occupa di tante storie brevi mentre contemporaneamente disegna anche le storie "lunghe" di Nizzi, non solo le ultime due rimanenze impubblicabili di GLB. E non perché fosse mal visto in redazione, il fatto è che era velocissimo. La versione corretta de La minaccia invisibile è disegnata in meno di un mese. Poi parti dal presupposto che i rapporti tra Nizzi e Letteri fossero talmente deteriorati da impedire una loro collaborazione: certo non erano idilliaci (anche per il carattere chiuso e riservato di Letteri, un vero orso) ma tali da pregiudicare la produzione di nuove storie (sarebbe una cosa gravissima) firmate dai due autori. Non abbiamo nessuna notizia "confermata" che la realtà fosse veramente questa. Resta un'illazione. Parliamo di Marcello. Nizzi lo segnala al Sergione non appena ha notizia del suo ritorno in Italia. Nasce il texone, subito bocciato, poi pubblicato sulla serie regolare. Segue una nuova storia di Nizzi, "Yucatan", interrotta a fine 1991 dopo un albo e ripresa e finita tre anni dopo. Con la crisi di Nizzi nel primo semestre 1992 il disegnatore passa a Boselli (prima Zagor e poi Tex) e non disegna più per Nizzi. A cui Marcello non piaceva. Litigio anche in questo caso ? Non direi. Quando Nadir Quinto si propone in redazione, siamo più o meno negli stessi anni, a Sergio e Nizzi scappa una battuta di quelle che non posso riportare su questa pagina. Nizzi collabora con Quinto, che era un suo vecchio disegnatore ai tempi del Giornalino, controvoglia, la storia difatti è un polpettone. Quinto muore, con la storia finita o quasi, il Sergione la paga alla famiglia ma non la pubblica, la dà da ridisegnare a Fusco. Litigio anche con Quinto ? No. Nizzi collabora anche con autori che non gli piacciono, salvo liberarsene alla prima occasione. E' chiaro che quando ritorna nel settembre 1992 a scrivere le prime pagine post crisi, gli autori sono Villa, Ticci, Civitelli (e Monti), Bernet, gli altri, Letteri e Marcello, passano agli autori esordienti. Si sceglie i suoi collaboratori, è normale, questo avviene dappertuitto, non solo alla SBE.
  7. Più che altro sembra un remake di storie gia lette e rilette. Se la si riassume in quattro o cinque righe, come suggerito, la cosa è evidente.
  8. Riassumo per quanto sia possibile oggettivamente i dati: a) Negli anni ottanta Letteri disegna per Nizzi cinque storie a partire dal 1983 (I delitti del lago ghiacciato) fino al 1987 (L'uomo serpente). Data la velocità del disegnatore praticamente scrive per lui una storia all'anno (eccetto nel 1986). Da questo momento non collaborano più, eccetto il Maxi Tex iniziato nel 2004 e pubblicato nel 2006 e due storie di una pagina "Agente indiano" e "La carovana" risalenti ai primi anni del 2000. b) Negli anni ottanta, quando Letteri non è impegnato con le storie di Nizzi, è l'autore di cinque storie di un albo (da "Il segreto della Sierra Madre" a "Il medaglione spagnolo"), di cui quattro pubblicate dopo il numero 290. Conclusione Letteri si occupa delle cosidette rimanenze o storie abbozzate da GLB. c) Come Letteri, anche Monti è usato per disegnare storie brevi di un albo. Non è però un disegnatore navigato, alla Bonelli si è occupato solo di compiti redazionali come grafico, in più è estremamente lento. Negli anni ottanta disegna anche lui sei storie (da Le terre calde" a "Polizia indiana"). Le prime tre sono di Bonelli (due appartengono ai primi anni ottanta quando Nizzi non lavora ancora nella casa editrice e una, "Uno sporco imbroglio", è per me una rimanenza di magazzino. Conclusione: negli anni ottanta Monti lavora per Nizzi nella realizzazione delle storie di un albo, iniziando dal 1984 con "Gli avvoltoi" fino al 1987 con "Polizia indiana" (che è di due albi). Non si tratta di "rimanenze" ma di storie "brevi scritte apposta per la lentezza del disegnatore, l'ultima su spunto dell'editore. d) Villa e Civitelli, nei loro primi anni, realizzano rispettivamente una ("Il ranch degli uomini perduti") e due storie di un albo ("Gringos" e "La città corrotta"). Conclusione: anche loro, essendo giovani, sono scelti per occuparsi delle ultime storie pubblicate di GLB. Di queste tre storie solo l'ultima è sicuramente contemporanea, probabilmente del 1984 o 1985. e ) Abbiamo avuto recentemente una conferma (la storia di Ticci del n° 199) che Sergio non disdegnava di mettere alcune storie (terminate o no) nel cassetto. Negli anni ottanta lo fa con il Texone di Buzzelli. E' tentato di farlo con il maxi Tex "Oklahoma". Dimentica nel cassetto il maxi Tex di Manfredi e poi il texone di Seijas. La stessa cosa avviene con il Texone ancora alle prime pagine di Nizzi e Arias. In tutti i casi si tratta di storie non pubblicabili sulla serie regolare o che contengono delle particolarità che ne impediscono la pubblicazione (le donnine di Seijas, per esempio). f) Tra le pagine nel cassetto finiscono anche alcune storie "brevi" del padre considerate deboli o necessariamente da revisionare. Quali siano le storie finite nel cassetto e quali siano le storie scritte, corrette e subito pubblicate non abbiamo informazioni per affermarlo e dobbiamo affidarci a congetture. Le rimanenze sono quasi sicuramente da individuare nelle ultime storie pubblicate, di sicuro è una rimanenza "Il medaglione spagnolo" per la stessa ammissione di Sergio Bonelli. Un altro fattore da considerare è insito in quelle storie di cui sappiamo esserci stato un lavoro redazionale di revisione ("Tex 300", "La minaccia invisibile", "Il ranch degli uomini perduti", "La città corrotta", "Terra Violenta" e "Il medaglione spagnolo"). Trattandosi di storie disegnate da Letteri (e Villa e Civitelli) potremmo aggiungere alla lista delle "corrette" anche "Luna comanche" e "Gringos". Non c'è lavoro revisionale invece in "Uno sporco imbroglio" e "Geronimo" che sono ritenute (ahinoi) pubblicabili come sono o mancava in quegli anni un editor (Scalvi). g) Quali sono le rimanenze di magazzino certe ? Non ne ho idea. Quasi certamente lo sono "Terra Violenta", "Gringos", "Il ranch degli uomini perduti, "Luna comanche", "Uno sporco imbroglio". Qualche dubbio è lecito su "Tex 300" che segnava un punto di arrivo e che GLB probabilmente desiderava scrivere, insomma non ce la vedo la redazione ricorrere a degli scarti per un numero centenario. Le storie "Geronimo" e quelle precedenti potrebbero ancora essere delle storie scritte in vista della pubblicazione, qui vale il discorso di Mister P e di Diablero, abbiamo un autore stanco, capace ancora di qualche fiammata, ma anche di piccole storie che un tempo sarebbero state capolavori (il complotto, Tex contro Mefisto, "Geronimo"). h) Per giungere a una conclusione, Letteri disegna "Il medaglione spagnolo" perché è lui il disegnatore a cui vengono affidate le ultime rimanenze di Bonelli. Questo non esclude il discorso di Diablero per cui dalla fine degli anni ottanta i due autori abbiano finito per litigare e poi Letteri sia passato a Boselli. Però è un fatto che sia sempre lui l'autore chiamato a disegnare storie "particolari", per esempio "La minaccia invisibile" di Mauro Boselli (che porta tracce anche di Giorgio e GL Bonelli, oltre a Sclavi), per esempio la prima storia di Berardi destinata alla serie regolare e poi relegata in uno speciale, il lungo "polpettone" degli uomini giaguaro dello stesso Sergio. Insomma è vero che se c'era una certa antipatia, ci sono state anche delle iniziative collaterali che hanno allontanato il disegnatore da Nizzi, che stava salvando Tex ma iniziò a firmare le storie solo nel 1988, non dimentichiamolo. Questo è il solo punto in cui siamo in disaccordo. Però riconosco che le ultime due "Terra violenta" e "il medaglione spagnolo" appartengono alla categoria delle impubblicabili. Tra l'altro è Nizzi che si occupa dell'editing di "Terra violenta", interviene pesantemente facendo sparire anche il personaggio di Tiger (se non ricordo male), alla fine ne esce una storia appena pubblicabile. L'ultima "Il medaglione spagnolo" di cui si occupa invece Sclavi, poco o niente può, Sergio se ne rende conto benissimo e scrive il lungo editoriale scusandosi con i lettori: non avevano proprio nient'altro da pubblicare quel mese. Nel mio testo manca effettivamente una virgola. Vedi l'importanza della punteggiatura!
  9. Vero. Non cambia di una virgola il discorso, anzi lo rafforza. Monti disegna la breve di Nizzi successiva, "Gli avvoltoi". Prima del numero 250, le storie disegnate da Letteri per GLB sono: Ombre dal passato ( neanche due albi) Scacco matto (circa un albo) La piramide misteriosa (neanche due albi) Il complotto (circa un albo) Bisogna arrivare a Tucson per trovare GLB/Letteri con una storia di tre albi. Se è vero che la media di Nicolò del periodo è di poco superiore (due albi a storia), possiamo dire che dal 1977 a Letteri sono destinate storie "riempitivo" o potenziali grandi storie mancate ("Il complotto", "La piramide misteriosa"). Negli anni ottanta la redazione ha continuato su questa falsariga assegnandiogli anche le storie che rimanevano perché incompiute o non giudicate all'altezza: questo perché GLB non scriveva più o lo faceva saltuariamente, come nel caso de "Un mondo perduto" su soggetto del figlio, forse "Tex 300" (completata e rifinita da Sclavi), "La minaccia invisibile" (soggetto e sceenggiatura di Boselli/Sclavi) e per certo "La città corrotta" (di cui trenta pagine di Sclavi) forse l'ultima storia scritta da Bonelli in senso cronologico. Negli anni novanta. Infatti non lo affermo con certezza, anzi dico che questo vale sicuramente dal 290 in poi, che poi è la stessa cosa che dici tu.
  10. Il mio pensiero è che tutte le storie di GLB pubblicate almeno dopo il numero 290 siano da considerarsi alla stregua di riimanenze di magazzino se non vere e proprie rimanenze di magazzino, storie come "Uno sporco imbroglio", "Luna Comanche", "Tex 300", "Il ranch degli uomini perduti", "Gringos!", "Il pueblo nascosto"", "La città corrotta", "Terra violenta" e infine "Il medaglione spagnolo", storie che hanno subito profonde revisioni redazionali se non vere e proprie riscritture, come nel caso de "La minaccia invisibile" da parte di Sclavi (poi anche Nizzi). Andando indietro nel tempo, la storia (283) "Geronimo" pare una storia scritta, abbandonata e poi ripresa. "Un mondo perduto" è una storia nata per fare un piacere al figlio Giorgio e difatti ha il soggetto brutalmente sforbiciato. "Bandoleros" e "Dinamite" sono altre storielle che puzzano di rimanenza di magazzino. Concludendo, l'ultima vera storia scritta da GLB in vista della pubblicazione è più che "Il segreto della sierra madre" (altra storia di Letteri che puzza di rimanenza) l'ultima con Mefisto e Yama (inizio lavorazione nel 1980 circa), anche questa divisa in due parti nettamente distinte, segno che ormai di scrivere storie lunghe non ce la faceva proprio più. Appena è arrivato un disegnatore (Nizzi) in grado di accollarsi in maniera accettabile il compito di scrivere le nuove storie, padre e figlio hanno smesso di scrivere per Tex (il Sergione ha continuato per un po', probabilmente fino al 1982/1983 con "il colonnello Watson", poi una volta sicuro ha mollato. Tutto questo discorso per dire che se "Il medagloine spagnolo" è affidato a Letteri è perché negli anni ottanta era principalmente lui a occuparsi di queste rimanenze (Il medaglione spagnolo", "Terra violenta", "La minaccia invisibile" ), seguito a ruota dai nuovi arrivati Civitelli ("Gringos!" e "La città corrotta" ) e Villa ("Il ranch degli uomini perduti"). Il numero 300 non poteva non essere disegnato da Galep. "Luna Comanche" è invece di Monti, altro disegnatore factotum da considerarsi alla stregua di Letteri. "Geronimo" è di Ticci, MA nell'idea iniziale doveva essere una storia di grande respiro con un personaggio che è il più conosciuto tra quelli storici, invece è la storia che è, con stranezze e dimenticanze. Letteri, come Font, potevano piacere poco a Nizzi, ma non credo proprio che a metà anni ottanta lui imponesse le sue scelte in redazione. Letteri lavora sul balenottero di Berardi e poi sulla lunghissima degli uomini giaguaro per SergioBonelli come se fosse a tutti gli effetti una specie di jolly, un disegnatore svincolato in grado con la sua velocità di sopperire confezionando in tempi rapidissimi brevi storie (rimanenze) per coprire i buchi e dare respiro a Nizzi oppure storie lunghissime. Per Monti vale in parte lo stesso discorso di Letteri: da revisore e correttore redazionale solo gradualmente conquistò la dignità di disegnatore di Tex prima con le storielline "Le terre calde", "Bandoleros", "Uno sporco imbrioglio", "Luna comanche", "Il pueblo nascosto"" (tutte probabili rimanenze) e poi alcuni brevi per Nizzi. Non è che Monti disegnò le ultime di GLB perché fosse un disegnatore particolarmente a lui caro, furono scelte redazionali: l'idea che Letteri non disegnasse storie di Nizzi perché non gli piaceva è dunque IMO da considerarsi sbagliata nel fondo.
  11. Queste le mie tre: La cella della morte Furia rossa Seminoles
  12. Se le tavole di Ticci furono messe da parte il fatto è quasi certamente da addebitare alla "gliglia" non canonica delle tre strisce (o quattro), come vediamo per Galep. Altrimenti sarebbe stata finita oppure allungata, non c'era ragione di interromperla, in anni in cui i tempi di lavorazione e pubblicazione erano strettissimi. Un'ulteriore conferma a quanto detto sopra. E' stato fatto un rimontaggio artigianale delle vignette . Corteggi ? Questo progetto era ancora ben stampato nella mente della SBE quando si sono scelte queste due storie (scelta ovvia per Galep, meno per Ticci), oppure si è trattato di una mera scelta casuale (ci si è messo di mezzo il destino). Quando parlo di rimpianto mi riferisco ovviamente ai cartonati di Nicolò, Letteri, Fusco (forse anche Muzzi), nonché di altri autori internazionali di quegli anni che forse avrebbero accettato gli inviti di Sergio di fare una storia unica di Tex e con un numero limitato di pagine, una cinquantina come nel caso de "Gli sterminatori" di Galep. Il progetto dei Texoni nascerà solo vent'anni dopo, ma l'editore ci provava già dagli anni sessanta. Una perdita considerevole, direi, per noi lettori. Da notare che al posto di questi cartonati avemmo invece la collana "Un uomo un'avventura" (anche per saggiare i possibili disegnatori che si sarebbero potuti cimentare: immaginate un cartonato di Tex di Hugo Pratt) e i cartonati della CEPIM, ad iniziare da "Tex contro Mefisto".
  13. L'ultimo albo in edicola, se non fosse per il "continua" presente nel numero precedente, potrebbe essere considerato il primo di una nuova storia. In effetti debutta con un vignettone e conserva un carattere introduttivo, stavolta abbastanza noioso, rispetto ai due albi che leggeremo a gennaio e febbraio. Capisco le reagioni del raccontare e mettere a posto i tasselli del passato di Tex, è il prezzo da pagare per una serie che deve costruirsi lo scheletro. Il personaggio del ladro di cavalli quasi una spalla alla Cico, mi chiedo quanto ancora dovremo ritrovarcelo tra i piedi, dal momento che una presenza così massiccia per un character creato ex novo mi sembra piuttosto ingombrante. La piccola messicana, invece, disegnata divinamente da Brindisi, ricorda Lupe (e tutte le altre eroine dei primi numeri che restavano folgorate dal giovane Tex), questo perfettamente in linea dunque con i primi albi a striscia degli anni quaranta.
  14. Siamo finalmente in grado di fare chiarezza su questo piccolo tassello di storia editoriale di Tex, grazie a Giancarlo Malagutti cui mi ero rivolto e che ha avuto recentemente la possibilità di parlarne direttamente con Ticci. Riporto le sue parole: Quindi, concludendo, alla fine degli anni sessanta o primi anni settanta, Sergio Bonelli ebbe l'idea di lanciare una nuova collana natalizia probabilmente di cartonati e commissionò un paio di storie a Galep e successivamente a Ticci. Quella di Galep, finita, fu poi indirizzata sulla serie regolare dopo che Sergio decise, per ragioni sconosciute, di non puntare più sul progetto. La storia di Ticci, che era ancora in lavorazione, fu invece interrotta e finì in un cassetto. Solo anni dopo, quando serviva una storia breve per il numero 199, il disegnatore potè completare quella storia. Nel frattempo il suo stile era cambiato e anche le vecchie tavole originali, che dovevano avere un'impostazione simile alla storia di Galep furono riadattate. Che dire, un editore lungimirante, avanti coi tempi, i cartonati di Tex nasceranno infatti solo (quasi) cinquant'anni dopo, resta il rimpianto per un progetto che sarebbe stato sicuramente bellissimo. Tavola con le indicazioni di colore originali a matita di Galleppini prevista per la strenna natalizia del 1970.
  15. Ho avuto problemi di connessione durante la sera di ieri quindi posso rispondere in questo topic solo ora. I difetti della storia di Nizzi sono quelli che hai elencato tu, inutile girarci intorno, infatti mi sarei dovuto arrampicare sugli specchi per trovare uno straccio di plausibili giustificazioni. Per cosa poi ? Il messaggio che volevo far passare è che quella di Nizzi è una storiella insignificante e che dato il numero delle pagine non c'è il tanto di intentare processi ma di leggerla senza farsi venire un'ulcera . Esattamente come le altre storie. Che, così come le abbiamo lette, mostrano - se usiamo la lente d'ingrandimento o lanternino - delle lacune. Per esempio Tex sottovaluta la ferita dello sceriffo nella storia di Boselli ma questo avviene fuori campo, una storia di 220 tavole avrebbe inscenato il ferimento e Boselli avrebbe spiegato meglio perché Tex non si accorge delle condizioni della gamba che poi sarà amputata, mettendo così fuori gioco lo sceriffo, l'unico che si sarebbe idealmente opposto al giudice nel processo farsa al malcapitato prigioniero. Invece abbiamo solo la vignetta di Carnevale che mostra una vistosa fasciatura grondante di sangue, che da sola avrebbe dovuto mettere in allarme il Ranger (fermo ancora alla ferita di striscio). L'errore di valutazione costa la vita di un giovane, esattamente com'era avvenuto al Tex di Nolitta in una storia assai criticata. Anche la storia di Ruju e Micheluzzi, con un ampio preambolo, avrebbe potuto specificare perché per il rapimento si assalta addirittura un treno. Vediamo solo questa sequenza finale di una storia che ha avuto un inizio e uno sviluppo precedente. La leggiamo senza porci domande proprio perché è lo spezzone finale che preso in se sarebbe assurdo nella sua logica. La storia di Liriti insiste sul comportamento di un colonnello dalle idee che definire contorte è poco. Però Liriti ha poche pagine a disposizione, in una storia più lunga le ragioni per giusticare il suo modo di fare si sarebbero potute trovare. L'ultima di Ruju è debole perché si basa sull'unico presupposto che Tex non possa aprire bocca dal momneot dell'incontro con Chaco fino al palo della tortura con la lama a un palmo dalle sue guance. Dura da far passare nonostante delle trovate da parte dell'autore degne di nota che per molti versi ne fanno una delle più apprezzabili tra le storie proposte in questo pacchetto. Il problema è che come personaggio è il prepotente che non si preoccupa di questi dettagli. Difatti la sfortuna sua è quella di imbattersi in Tex e non nello sceriffo.
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