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TWF - Tex Willer Forum

ymalpas

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About ymalpas

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    Utente emerito del TWF

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    Maschile
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    Sandro

Me and Tex

  • Number of the first Tex I've read
    250
  • Favorite Pard
    Tex
  • Favorite character
    El Morisco

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  1. Soltanto per dire che, se non si capisce bene quello che ho scritto, non mi sono mai sognato di associare di due autori.
  2. Perché non l'ipertunnel dell'Antartico, la città di Neu Berlin sotto i ghiacci, la tecnologia del Sole nero in mano agli ultimi nazisti ? C'è chi ci crede.
  3. Ma guarda che questo è il Tex G.L. Bonelliano e in più spaccone, che a certi sta antipatico. E la storia che ci sta attorno che deve funzionare. Se come dici con i Siksika, gli avversari ti sembrano semplici figuranti, non è sbagliato mostrare Tex che fucile in mano non sbaglia un colpo, è sbagliato mostrare avversari inconsistenti che gli rendono troppo facile la vita. Peraltro continuo a difendere quelle pagine della sua ultima storia. Nelle due tavole che hai postato in cui si vedono in successione le vignette con i volti dei principali personaggi che sparano seguiti da vignette con gli indiani che cadono come mosche, c' è proprio una precisa scelta narrativa dell'autore. Nizzi lo fa apposta e lo fa in chiave anche ironica, mettendo in risalto come la proverbiale destrezza con le armi dei pards che escono da questi scontri a fuoco sempre incolumi (o quasi) sia una componente vincente della serie ma non troppo verosimile. Questa è per dirla come GLB, la "maniera di Tex", e i lettori se lo aspettano. Poi chiaramente quando finisci per abusare di questi stratagemmi narrativi, e Faraci l'ha fatto fino all'ossessione, le storie perdono consistenza. La sua maniera, appunto.
  4. Ah.. ah... Hai detto bene ! Non solo le donne, anche le carte giuste gli cadono in mano! Voglio vedere come va a finire con la mulatta, l'abbiamo appena intravista ma è sicuramente un personaggio decisivo della storia, introdotto peraltro benissimo dalla ragazza del saloon con cui aveva passato la notte. E' stato fatto notare come invece la biondina non sia altro che una semplice replica della ragazza incontrata in Nueces Valley, anzi è proprio quella disavventura ad averlo messo in guardia contro la coppia di rapinatori altrimenti insospettabile: c'è una vignetta che non lascia dubbi su questo, ciò che denota una straordinaria attenzione di Borden per i dettagli, tanto da obbligare i suoi collaboratori a creali loro gli errori (non mi metto nei panni della povera letterista e di chi era incaricato delle correzioni) Un altro succoso dettaglio è dato da Carswell, una vera volpe, che si era imbarcato sul traghetto lasciando ai suoi uomini il compito di mettere il sale sulla coda al fuggitivo nel villaggio: l'agente federale, che si è preso anche il titolo del primo albo, era infatti sicuro che avrebbero fallito! Resta peraltro un personaggio empatico e ora che è stato di nuovo gabbato da Tex credo che lo rivedremo arrabbiato nei prossimi tre albi e se va come penso io alla fine diventeranno amici.
  5. Sulla "credibilità" possono essere messe in campo comunque diverse tonalità, che possono rendere la storia o quella parte della storia comunque accettabile oppure viceversa del tutto indigeribile, per me come nell'esempio che è stato riportato sopra dal Texone di Faraci e Breccia. Dipende, credo, dal grado di accettazione che abbiamo in noi, dall'asticella che si alza e si abbassa a seconda delle pretese che riponiamo sul fumetto. Riprendendo l'esempio di Letizia sul film Troy, chi lo guarda smaliziato lo troverà un film spettacolare, chi lo guarda da cultore delle civiltà antiche ne resterà profondamente deluso. Quale delle due categorie ha ragione ? Il regista deve piegarsi a una mera ricostruzione storica (che comunque gli permetterebbe di fare un colossal) o può arricchirlo a piacere di trovate di sua invenzione purché si rivelino al botteghino vincenti? Vorrei tornare sul tema della fantasy e Tex. Boselli è l'unico che ci prova. Ricordo a titolo d'esempio la storia del Morisco sul Color Tex o la recentissima con la figlia di Satania, dove appunto riesce convincentemente a dare una figlia a una storica nemica di Tex, un background alla stessa Satania eroina di cui non sapevamo nulla del passato, ha riproposto la "maschera" che Nizzi ha peraltro usato in vecchie storie (La Tigre Nera, La Maschera dell'orrore), ha inserito nella storia una caverna alla Arsenio Lupin, un gigantesco Orango che si è estinto nel corso dell'ottocento e tutta una serie di felini difficili da far passare agli occhi dei lettori se non inseriti proprio in quel contesto ai limiti del fantastico. A parte Boselli, non vedo all'orizzonte (forse Burattini) nessun altro autore disposto a rischiare di scendere con un passo deciso in questo campo. Ci ha provato recentemente anche Manfredi, la storia infatti è piaciuta, ma nelle pagine finali, venuti al dunque, ha osato poco con la vecchia Eztli. Le storie del genere fantastico non mancano insomma, ma continuo a ritenerle poche rispetto al passato quando da un albo all'altro il vecchio GLB riusciva a trasportarti lontano dalle polverose vie del West che era comunque visto da lui, come dai primi esploratori che si spingevano versol'ovest ancora inesplorato, come la Sierra Morena spagnola che fa da sfondo al romanzo "Il manoscritto trovato a Saragozza" che ho letto di recente, come una terra dove letteralmente tutto poteva succedere.
  6. La tavola in questione, senza il "tex". Scherzi a parte, quanto tolgono alle vignette i balloons!!!
  7. Non ho usato la parola storia perché Tex non è, propriamente parlando, una storia del West. Ma la Storia è usata come prestesto per raccontare storie che son verosimili. Con GLB capita spesso: la vendita all' incanto di giovani donne cinesi nella piazza di Portsmouth (era quella?), cuore pulsante di Chinatown, dà luogo a una storia verosimile ma non vera. Ah Toy è una bellissima entreneuse realmente esistita, coinvolta nelle compravendita di giovani destinate al mercato della prostituzione, ma non è mai stata a capo di una triade. La storia è di fantasia ma verosimile. Quanto alle storie di "fantasia" nella piena accezione del termine ho ben presente cosa c'è in lavorazione e non c'è dunque vis polemica nel messaggio. Però è difficile negare che questo tipo di storie , molto presenti con GLB, si sono rarefatte. E' un bene ? E' un male ? Non lo so, cerco solo di sondare le opinioni. Sulla "suspension of disbelief" per dirla all'inglese: quanti leggono l'albo con i Bang Bang senza stare cervelloticamente a pensare quanto credibile o interessante sia quella sequenza e quanti pensano invece che - oggi - questo tipo di narrazione sia superata e biasimevole ? Si, è un minestrone effettivamente, ma date le polemiche dei giorni scorsi, vorrei farmi un'idea su chi può vantare maggior ragione tra un Navajo Warrior con i suoi quarant'anni di studi sui nativi che ritiene inaccettabile l'attacco dei Siksika e chi invece pretende dalla lettura un sano divertimento senza andare a fare l'autopsia di ogni singola scenetta che non piace, specie poi se l'autore della storia è Nizzi. Ora, dal momento che nelle tue storie le due cose vanno di solito a braccetto, verosimiglianza e divertimento, mentre con altri tavolta bisogna semplicemente accettare un racconto che sta nelle convenzioni del fumetto e non del trattato di storia, antropologia o etnografia, insomma senza troppo rompersi il capo (a meno che non ci sia patente villania, un attentato di lesa maestà contro il personaggio, cosa che data la tua eccellente gestione da curatore tendo a escludere a priori per qualsiasi albo che va in edicola indipendentemente dal suo autore), vorrei sentire tutte le campane del forum senza tuttavia tirare in ballo autori come Nizzi o Faraci o altri, o l'ultima storia in edicola che forse non ci permette un commento più sereno.
  8. Prendiamo a caso un albo di Tex, per esempio l'ultimo della collana Tex Willer, "Fuga sul Mare" e soffermiamoci su alcuni aspetti. a ) si tratta di un episodio storico, con il personaggio calato nella terza guerra seminoles; b) Tex non è inseguito da un ranger o da uno sceriffo, ma da un agente federale, con l'autore che si perita di fare una distinzione tra i vari portatori di stellette; c) le locations sono diverse, dal vaporetto, alle città, con una fedele ricostruzione storica; d) i personaggi, dal capitano al suo secondo, ai militari sono presentati con le loro autentiche divise... C'è insomma, da parte delle redazione, un approccio sempre più stringente verso una marcata verosimiglianza, che è IMO lodevole. I seminoles saranno presentati come realmente erano, quindi neanche l'aspetto etnografico è stato messo da parte. Lungo i settant'anni di vita editoriale siamo passati dunque da un'opera essenzialmente di fantasia - Galep che si inventava letteralmente le armi da fuoco - a un prodotto via via sempre più curato, vuoi anche perché numerosi lettori hanno avuto accesso a una documentazione prima quasi introvabile e hanno fatto notare, di volta in volta, l'opportunità di essere più realisti, facendo per limitarmi a un esempio una distinzione tra l'uso dei tepee e dei wigwam tra i nativi d'America. Questo passaggio dalla fantasia più pura alla verosimiglianza non è stato indolore. Sono aumentate, e di molto, le storie con un sottofondo storico e allo stesso modo si sono ridotte numericamente quelle storie che affondavano le loro radici nel "fantasy", con Tex tra i dinosauri o i vichinghi per citare qualche storia. Avventure come queste ultime sono più difficili da far passare al vaglio di lettori che sono oggi smaliziati. Tra il detto e il non detto gli autori lasciano sempre più la porta aperta a soluzioni aperte anche al logico e al razionale, penso per esempio al Vladar del Texone di Ruju. D'altra parte numerosi lettori pretendono una maggiore veridicità anche in situazioni più normali come per esempio i conflitti a fuoco. Nella recente di Nizzi, il fatto che ad altrettanti BANG corrispondessero delle vittime tra i Siksika, ha suscitato malumori, con lo stesso Borden che ha avuto la premura di specificare che dei predoni si sarebbero messi subito al coperto. Peraltro l'universo texiano è minato qua e la di avventure dove il tiro al piccione è pur contemplato, non ultime per esempio quelle che hanno visto i nostri alle prese con i cattivi Hualpai o per citare qualcosa di più recente le guardie impallinate del penitenziario di Dryfork, che avrebbero dovuto correre a mettersi al riparo delle mura. Mi chiedo fino a che punto l'esigenza del realismo accennata sopra debba togliere spazio a una narrazione più libera e fantasiosa, cioè leggere la sequenza della sparatoria con i Siksika per quello che è, una pagina di fumetto, atta ad intrattenere e divertire, non il libro di storia per cui certi comportamenti pur inquadrati da una lunga tradizione andrebbero banditi in degli albi che, insomma, devono essere al passo con i tempi. La discussione non è su Nizzi ne tantomeno su Boselli, ma sulle aspettative che come lettori di Tex ci poniamo andando ad acquistare ogni volta un'albo del Ranger. E' un ennesima riproposizione del tema tradizionalismo vs modernità, ma il fatto che Tex non possa fumare una sigaretta in copertina, non usi più frasi che possano urtare la sensibilità di minoranze etniche, più in generale abbia rinunciato a un linguaggio per cui negli anni cinquanta era bandito dalle pubblicazioni da diffondere tra i giovani, che sia privo i personaggi e locations che facevano parte del suo DNA, valli nascoste, mostri come il Diablero e la catalina Mitla, strane genti, magia e terrore, science-fiction, per lasciare spazio invece ad episodi calati nella realta del West ottocentesco quando le ragioni dello straordinario successo erano da ricercarsi proprio in un fumetto si dedicato al West ma non esclusivamente western... Ecco, vorrei capire dai partecipanti di questo forum cosa veramente si aspettano oggi dalle nuove storie di Tex.
  9. Tex disteso sul letto di Carswell con gli stivali ancora ai piedi è una di quelle vignette che faranno discutere
  10. La storia è di gran lunga superiore al color. E le sparatorie sono solo una componente della storia. Non aspettarti la qualità offerta dalle storie di Mauro Boselli, questo no, ma questa di Nizzi è comunque superiore aalla maggior parte delle storie scritte da Faraci.
  11. Te l'ho già scritto sopra: Fatene una ragione, ciò che per te è reato capitale per altri sono solo difetti minuscoli, presenti LEGGI BENE, in tutte le storie di Tex.
  12. Ma non deve far ridere, perché dovrebbe far ridere? Mi preoccuperei se facesse ridere qualcuno. L'accusa che si può muovere al personaggio è al massimo di essere uno "sprovveduto". Reato capitale per taluni, episodio su cui si può tranquillamente sorvolare per altri. D'altronde la platea è talmente vasta che mettere d'accordo tutti è davvero difficile. Questo si perfettamente in line con la tradizione texiana!
  13. Ma non c' è niente di scandaloso in questa vignetta, tanto più che è preparatoria della successiva sequenza in cui, sempre in maniera teatrale, fanno un solo boccone di questi rubagalline. Anche questa vignetta è da leggersi ironicamente, compreso quel "scusatemi" che tanto ti disturba. Diverso è il caso dei cinturoni slacciati davanti a sceriffi o brutti ceffi in cui, pur avendo le colt ancora nella fondina, cedi frettolosamente alle richieste. Che Tex venga disarmato, poi, può anche succcedere, quello che non ho mai capito in quelle storie è perché si sia scelto di farlo vedere quando bastava focalizzare lo sguardo del lettore sui nemici che dicono semplicemente "disarmateli e legateli", invece di far vedere in maniera spudorata i pards che si slacciavano il cinturone facendo la figura dei beccaccioni. Guarda, prima non c'era una seria revisione redazionale. Adesso c'è Boselli, che interviene eccome. Ed è un osso duro da mordere, meticoloso e puntiglioso. Non credo proprio che con Nizzi faccia qualche differenza e gli lasci passare tutto. Anzi, da quel che ho capito, Nizzi si presta anche a discutere con lui. Se davvero c'è qualcosa di poco texiano, Boselli lo sa ormai, ci sta attento, se questa scena l'ha lasciata passare non vuol dire che lui l'avrebbe scritta esattamente così ma anche che comunque può andare. Per questo motivo le tue critiche, pur avendo un indubbio fondamento, sono troppo esagerate. Diverso è quando a essere messe in discussione sono le scelte di Mauro Boselli com'è capitato tante volte in passato, soprattutto in altri ambienti, non riconoscendogli le capacità, la conoscenza del mondo texiano e glbonelliano , quando non lo si accusa(va) anche spudoratamente di essere in piena malafede e di voler distruggere la serie il e personaggio.
  14. Scusa sono ironico ma non voglio essere offensivo. Non prendertela.
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