ymalpas

Rangers
  • Contatore Interventi Texiani

    8713
  • Iscritto

  • Ultima attività

  • Giorni con riconoscenze

    1

Tutto il contenuto pubblicato da ymalpas

  1. [Texone N. 06] La Grande Rapina

    Soggetto e sceneggiatura: Claudio Nizzi Disegni: Josè Ortiz Periodicità annuale: Giugno 1993 Una falsa soffiata e la banda di rapinatori, organizzata da Linch Weyss assoldando un bel po' di brutti ceffi, si ritrova in mano chili di volgari rondelle di ferro invece delle paghe militari in dollari d'oro che dovevano viaggiare sul treno per Gallup! Un trucco dell'esercito? Tex e Carson indagano e scoprono una fitta rete di tradimenti e di tranelli nella quale sono caduti gli stessi farabutti, e il bandolo della matassa porta direttamente al luogo d'origine del malloppo ( la banca di Santa Fe ), all'ingenuo direttore e alla bella e fedifraga maliarda che lo ha incantato! © Sergio Bonelli Editore
  2. Soggetto e sceneggiatura: Mauro Boselli Disegni: Alessandro Piccinelli Periodicità mensile: Dicembre 2008 / Gennaio 2009 Inizia nel numero 579 e finisce nel numero 580 Montales, uno dei più vecchi amici di Tex, è ridiventato un bandito. Si è unito all'esercito di desperados del terribile Nacho Gutierrez, suo antico compagno di imprese criminali. Deciso a comprendere le ragioni di quella sua strana scelta e, all'occorrenza, per aiutarlo, Tex cerca di arruolarsi nella banda sotto falso nome. Scoprirà una tragica e tenebrosa storia di morte e di vendetta, sepolta nelle antiche miniere di San Raquel, dove echeggia il lugubre suono delle campane fantasma... © Sergio Bonelli Editore
  3. [Texone N. 04] Piombo Rovente

    Soggetto e sceneggiatura: Claudio Nizzi Disegni: Sergio Zaniboni Periodicità annuale: Giugno 1991 L'onesto sceriffo di Serenity è troppo vecchio per opporsi a Morgan Slattery e ai suoi scagnozzi che spadroneggiano dovunque e organizzano impiccagioni con la complicità degli inamidati maggiorenti del paese. Rompendo il clima di paura e omertà, alcuni bravi e coraggiosi cittadini (un commerciante, un reverendo, un maestro e una maitresse) chiedono a Tex e a Carson di ripristinare la legalità e i due rangers, insieme a Kit Willer e a Tiger Jack, non si fanno pregare! © Sergio Bonelli Editore _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ ​_ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ ​_ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ ​_ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ ​_ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ Sergio Bonelli dixit... Non avrebbe potuto essere più spontaneo e sincero l'editoriale con cui, quindici anni or sono, presentavo ai fedeli lettori l'autore grafico del Texone numero quattro: in realtà, la presenza di Sergio Zaniboni nella ristretta squadra degli illustratori delle avventure del più famoso Ranger del Texas rappresentava una mia antica e ostinata ambizione. Intendiamoci bene, nessuna volontà di sabotaggio nei confronti della gloriosa serie di Diabolik, che aveva e ha tuttora proprio nel disegnatore torinese il più elegante interprete. Al contrario, il rapporto tra il sottoscritto e le indimenticabili Sorelle Giussani, alle quali si deve la creazione del celeberrimo Re del Terrore, era talmente amichevole e sereno, lontanissimo da ogni ombra di rivalità, che Angela e Luciana non ebbero alcuna difficoltà nel concedere al loro collaboratore la lunga vacanza ( un anno e mezzo ), normalmente necessaria per realizzare le duecentoventiquattro pagine del Texone. Da grandi appassionate del fumetto quali erano, a loro volta, si sentivano incuriosite dalla sfida da me proposta al loro disegnatore che non aveva mai affrontato le tematiche di un racconto western. Insomma, l'unico problema era rappresentato da Sergio Zaniboni che, come ho avuto occasione di scrivere altre volte, era letteralmente terrorizzato dall'idea di dover disegnare un quadrupede: No! I cavalli no!, aveva implorato, suscitando la mia divertita sorpresa e inducendomi ad alzare bandiera bianca. Con il passare del tempo, non trascurai, di tanto in tanto, di ripetere, sia pure senza troppa convinzione, la mia proposta, ma senza ottenere alcun risultato. La svolta storica avvenne quando, una dozzina di anni dopo il primo approccio, Zaniboni, dovendo traslocare, trovò casa nei pressi di un maneggio e cominciò a buttare qualche occhiata a quegli animali che avevano suscitato in lui tanta preoccupazione e perplessità e che, invece, poco a poco, non gli sembravano poi così difficili da disegnare. A vincere le ultime perplessità ci pensò il nostro Claudio Nizzi, sceneggiatore poliedrico che mise in piedi, apposta per Zaniboni, una trama in cui i protagonisti si muovevano quasi sempre a piedi invece che in sella a un destriero. E, per di più, in un contesto cittadino fatto di edifici in legno che ben si addicevano al segno grafico del nostro futuro collaboratore. Il risultato: una storia urbana che ricorda tanti classici western hollywoodiani con un Aquila della Notte un po' insolito, ma pur sempre dinamico e affascinante, immerso in un segno grafico dall'esaltante, moderno bianco e nero. La prima tavola del Texone.
  4. [688/689] Il messaggero cinese

    Uscita: FEBBRAIO / MARZO2018 Soggetto: Pasquale Ruju Sceneggiatura: Pasquale Ruju Disegni: Ugolino Cossu Copertina: Claudio Villa La storia è ambientata nella Chinatown di San Diego ! La bella Sun ha un magico potere nelle sue mani. Il malvagio zio Wu la vuole per sé, al fine di allungare la propria esistenza. Il giovane Charlie Xu, che vuole salvarla, nulla può contro l'egemonia delle Tong della baia di San Diego, ma Tex Willer e Kit Carson si schierano dalla sua parte, scatenando l'inferno a Chinatown! © Sergio Bonelli Editore
  5. Tex E La Comicità

    Nell'encomiabile Maxi Tex "Nueces Valley" c'è una scenetta che nessuno ha certo dimenticato, in cui Tex denuda una damigella e poco dopo, dopo un volo dalla finestra, mette a mollo nelle acque portuali. La sequenza non è prettamente umoristica e tanto meno ironica, è una scenetta sguaiata, dove il lettore si aspetta un certo tipo di reazione da Tex che puntualmente avviene, non si ride con le labbra, si ride col cuore, è un qualcosa che ti nasce dentro e che ti riempe di soddisfazione, un qualcosa di adrenalinico, che alla fine ti strappa anche il sorriso. Ho letto da qualche parte che il Tex giovane, per gli autori, sarebbe più facile da gestire, nel senso che certe cose che al quarantenne della serie regolare non si possono perdonare, sono invece le benvenute nel Tex che vive le sue prime avventure. Il sospetto è che l'atteggiamento morigerato sia stato in qualche misura suggerito o peggio, imposto dai vertici della casa editrice. Eppure uno dei segreti del tex è proprio questo suo atteggiamento scanzonato, che ritrovo, guarda caso, anche nell'ultimo cartonato di Mastantuono, quando i tipacci che sono sulle tracce di Sam Willer e della giovane vedova, e già si leccano i baffi come il gatto che sta per ingoiare il topo, si trovano di fronte l'altro dei Willer, con le colt spianate, e con al suo fianco un'altra coppia di satanassi di quelli che non perdonano (quanto siano glbonelliani Jim bridger, Bannion, Callahan, come personaggi, qualcuno l'ha mai detto ?). Ecco, questo è un altro tipico esempio di comicità che sulle pagine di Tex è stato sempre presente, e che Boselli (di cui ho citato le ultimissime due uscite) riesce perfettamente a padroneggiare. Ripeto: perfettamente. Poi è chiaro che il suo Tex sia lontano dall'umorismo esagerato di un Nolitta, dall'umorismo di un Nizzi, però i colpi alla GLB li spara di quando in quando. La domanda, più che soffermarsi indefinitamente su definizioni o su sinonimi, è se e quanto lui ritenga ormai datato questo tipo di approccio, che se non disdegna ( pensate al primo albo della storia "Jethro" in cui i forcaioli sudisti vogliono allungargli il collo, prima dell'ariivo di Tex e dell'altro tizzone d'inferno Corbett, altro character dalla statura glbonelliana, che rovina idrasticamente i loro piani omicidi) centellina stando bene attento a non eccedere nelle sbavature.
  6. Tex E La Comicità

    Comicità è anche un disegno come questo, con le sventole di Tex che facevano volare i malcapitati di turno. Che lo meritavano, ovvio.
  7. Tex E La Comicità

    Eppure la prima storia di Boselli contiene una delle gag più spassose della serie, quando Carson prova un massaggio della cinesina, che invece si rivela essere Pat Mac Ryan che gli frantuma o quasi la schiena. E quella sequenza è proprio scritta da Boselli, che me lo confermò anni addiettro.
  8. Apro questa discussione per tentare di elencare tutte le incongruenze presenti nelle sceneggiature degli albi di Tex. Alcune sono veramente curiose e simpatiche, altre nascono dalla distrazione o dalla stanchezza degli autori... Mano agli albi ragazzi...!
  9. [Maxi Tex N.22] La grande corsa

    Un'altra bella storia scritta da Ruju. Scoppiettante la parte iniziale, con Carson che va a donnacce, piacevoli i riferimenti a Dinamite, i rimandi a Tom Rupert, Tom Devlin e Sam Brennan, meno convincente la parte finale che tiene su solo il mistero intorno alla figura dell'assassino. Non è "Nueces Valley", ma molto meglio degli altri maxi che ci sono stati dati da leggere negli ultimi anni. Con dei disegni chissà.... ma è dura leggere la sceneggiatura senza il decisivo apporto della parte grafica.
  10. [Maxi Tex N.22] La grande corsa

    Sottoscrivo al 100%. Devo ancora leggere il malloppone di Diso, magari domani dico se Borden ha esagerato .
  11. Notizie flash & aneddoti vari su Tex e i suoi autori... Da un po' di tempo stavo pensando a una discussione di questo tipo, uno spazio cioè dove far confluire le piccole notizie che non troverebbero spazio in altre discussioni... Ognuno di voi può partecipare, per tenere pulita la discussione però limitiamoci a riportare lo stretto necessario e evitiamo i commenti a quanto postato dagli altri! Via, si parte...!
  12. Curiosità e aneddoti vari su Tex e i suoi autori

    In una recente intervista (settembre 2017) Claudio Nizzi parle delle storie gialle su Tex e di come, dopo averne proposto una già al suo debutto, dovette rinunciare ben presto a questo genre che resta tra i suoi preferiti: Quando toccò a me scrivere le storie di Tex, erano già usciti 272 albi e i temi del West classico erano già stati trattati chissà quante volte, così mi sembrò giusto insaporire i temi classici con un pizzico di “giallo”, che, secondo me, rappresentava un valore aggiunto. La cosa funzionava, ma non incontrava il gusto di Sergio Bonelli, che il giallo non l’ha mai amato (così come non amava – sbagliando – le storie “strane” del padre), sicché con cortesia mi suggerì di cambiare strada, e siccome lui era il “padrone” , dovetti dargli retta. Chissà che non torni a un Tex sfumato di giallo nelle mie prossime storie, anche se sospetto che l’attuale curatore della serie, Mauro Boselli, sul giallo la pensi come Sergio Bonelli. Staremo a vedere. http://www.stamptoscana.it/articolo/cultura/nuovo-romanzo-per-nizzi-che-dice-chissa-che-non-torni-a-un-tex-sfumato-di-giallo
  13. [690] Le schiave del Messico

    Tra le storie in un albo, è tra le migliori.
  14. [690] Le schiave del Messico

    Dopo mesi e mesi di storielle da dimenticare e alquanto improbabili, ecco finalmente una storia di Tex senza praticamente sbavature, con disegni di Prisco che assecondano benissimo una sceneggiatura briosa. Bravo Ruju, finalmente posso dirlo!
  15. 70 anni di Tex Willer all'asta

    Ciao Luca, intervengo per dire che, essendo tra i clienti del tuo negozio, voglio ribadire per quelli che non ti conoscessero che quello che metti in vendita è sempre materiale di prima qualità: ti esprimo qui la mia soddisfazione per i miei precedenti acquisti
  16. Copertine Inedite...

    In questa discussione si potranno ammirare alcune copertine inedite di Aurelio Galleppini ( la fonte è TWO ) e di altri disegnatori texiani! Inizio con l'ormai notissima copertina del numero 241, intitolato "Ore Disperate" Questa è l'originale: Come si può notare la copertina originale è stata sostituita da un'altra generica. Motivo è Un cazzotto di Tex a Carson non si può certamente mostrare ai lettori texiani!
  17. Claudio Nizzi

    Nato a Setif, in Algeria, il 9 settembre del 1938, Claudio Nizzi rientra in Italia con la famiglia l'anno dopo, che si stabilisce a Fiumalbo ( MO ). Tra il 1953 e il 1962 vive a Roma dove completa gli studi in un Istituto Tecnico per Geometri. I suoi primi lavori escono nel 1960 sul settimanale "Il Vittorioso", nel n° 30 viene pubblicata la sua prima novella, dal titolo Tra i due litiganti. Nel 1962 sempre per la stessa testata, sul n° 3, viene pubblicata la sua prima storia a fumetti, Il mistero del castello, disegnata da Alberto Tosi. Nel 1962 si trasferisce a Modena, dove trova un impiego presso la Fiat Trattori. Dal 1963 al 1966 scrive ancora per il settimanale cattolico la serie africana Safari, disegnata da Renato Polese. Quando nel ?66 Il Vittorioso si trasforma in ?Vitt?, Nizzi abbandona la testata. Nel 1969, dopo una breve pausa durante la quale scrive novelle per giornali femminili come Novella, Grand Hotel, Confidenze e Bella, torna al fumetto collaborando a "Il Giornalino", per il quale scrive moltissime storie brevi ( passando con disinvoltura dal genere avventuroso a quello umoristico, dal western al poliziesco ) e creando negli anni un certo quantitativo di serie. Nel 1970 crea la sua prima serie umoristica Il colonnello Caster Bum[/i, disegnata da Lino Landolfi, quindi segue Steve Damon, serie africana, disegnata da Silvano Marinelli. Nello stesso anno appare la prima sua riduzione di un classico della letteratura, L'isola misteriosa, resa graficamente da Franco Caprioli e sempre nei primi anni settanta si situa anche la sceneggiatura de Un capitano di 15 annidi Jules Verne, sempre con i disegni di Franco Caprioli. Nel 1971 Nizzi crea Larry Yuma, su disegni di Carlo Boscarato ( e per alcuni episodi, da Nadir Quinto ), di cui sono stati prodotti a tutt'oggi 160 episodi completi, a cui farà seguito sempre nello stesso anno e sempre per i disegni di Boscarato la serie Nico e Pepo. Nel 1972 è la volta di Capitan Erik, serie disegnata tra gli altri da Ruggero Giovannini e poi da Attilio Micheluzzi. Nello stesso anno per il ?Messaggero dei Ragazzi? crea Mino e Lia, serie disegnata da Piero Mancini. Nel 1977 Nizzi d' vita al fumetto poliziesco Il tenente Marlo, reso graficamente da Sergio Zaniboni. Nel 1980 abbandona l'impiego presso la Fiat per dedicarsi a tempo pieno alle sue sceneggiature. Diventa redattore de ?Il Giornalino? , responsabile del settore fumetti della testata. Nel 1981 arrivano Rosco & Sonny, resi graficamente prima da Giancarlo Alessandrini, poi da Rodolfo Torti. Con lo pseudonimo di ?Anna? scrive anche la serie Nicoletta, su disegni di Claudio Onesti, in arte Clod. Inizia la sua collaborazione con la Sergio Bonelli Editore, lavorando inizialmente su Mister No, la cui prima storia Paura nei Caraibi, viene disegnata da Franco Bignotti. Nel luglio del 1983 appare La valanga d'acqua[ # 273 ], la sua prima storia pubblicata di Tex, ma la prima storia a essere stata scritta sarebbe Il ritorno del Carnicero, apparsa solo tempo dopo. Da questo momento, Nizzi inizia ad alternarsi con Gianluigi Bonelli alla stesura delle sceneggiature di Tex. Nel maggio del 1988, per i quaranta anni di Tex, esce l'albo gigante Tex il Grande!, che inaugura la collana dei Texoni. Questo volume ha la caratteristica di essere per la prima volta firmato da lui: sino ad allora le sue storie di Tex, come quelle di Nolitta, non erano state firmate. In dicembre, su Tex n° 338, appare la sua firma anche nella serie regolare. Nel giugno del 1988 appare nelle edicole anche il primo numero di Nick Raider, da lui creato, primo personaggio di genere poliziesco edito da Sergio Bonelli, di cui cura inizialmente anche la supervisione. Nel contempo, per "Il Giornalino" elabora numerose riduzioni dei classici della letteratura per ragazzi, quali L'isola del tesoro e Oliver Twist per Carlo Boscarato, Il Giornalino di Gian Burrasca per Gianni De Luca; Robur il conquistatore per Nevio Zeccara; Le avventure di Tom Sawyer e Piccola donna per Nadir Quinto; Robin Hood per Gino Gavioli; I Promessi Sposi e Le avventure di Ulisse per Paolo Piffarerio. Nel 1993 è il suo Nick Raider ad inaugurare la Collana Almanacchi, con la sua storia Occhio Privato, disegnata da Bruno Brindisi. Nel 1994 sua è anche la storia apparsa sul primo Almanacco del West di Tex, La Ballata di Zeke Colter, disegnata da R. Calegari. Il 13 maggio 1995, nell'ambito del "Salone Internazionale dei Comics", Claudio Nizzi riceve lo Yellow Kid come ?Autore di fumetti italiano? con la seguente motivazione: "Per avere sceneggiato la versione a fumetti di numerosi classici della letteratura, per avere inventato suggestive trame e creato personaggi, per avere mantenuto viva la tradizione western con Tex e per avere creato e sviluppato il serial giallo Nick Raider". A questo riconoscimento va aggiunto anche l'Inca Winter 97, il premio di Internet, nella categoria migliore fumetto per la storia La valle del Terrore disegnata da Magnus per il Texone numero 9. Dal 1998 inizia la lavorazione di un nuovo personaggio, Leo Pulp, noir-umoristico poliziesco, che tiene impegnato Nizzi totalmente insieme alle sceneggiature per Tex. Il 26 maggio 2001 è la data di uscita de La scomparsa di Amanda Cross, scritta da Claudio Nizzi e disegnata da Massimo Bonfatti.
  18. Antagonisti che potevano essere meglio valorizzati

    Uno dei suoi texoni che non rileggo mai. E di cui neanche lui va troppo orgoglioso. Soggetto nato su misura per un disegnatore che considerava (a ben vedere) non eccelso, cosa che a Nizzi pesava tanto tanto da dovergli cucire addosso una storia manco fosse un vestito. Dai, con i sudisti Nizzi ha azzeccato solo Fuga da Anderville e il Texone di Bernet, che non è neanche tanto un soggetto sudista, però due storie memorabili. Per tutto il resto stendiamo IMO un velo, ripeto - IMO - per non sembrare lapidario come spessissimamente mi accusa un avvocato di nome Monni.
  19. Antagonisti che potevano essere meglio valorizzati

    Una Fosters per Carson, dopo una Tiger!
  20. Antagonisti che potevano essere meglio valorizzati

    Poi una figura storica come Geronimo mal si adatta al west di Tex. Concordo con Borden. Piuttosto chiedo a Borden se con la storia della Tigre Nera che dovrebbe portare Tex nel sud est asiatico (idea bellissima) non ci sia la possibilità (opportunità) di scrivere anche altre storie in quella parte del continente asiatico, metti una o due, non di più, concatenate l'una all'altra, da affidare a disegnatori veloci, come Biglia e Dotti che di questi tempi si avviano alla conclusione delle loro rispettive storie. Metti Tex in Cina con il ritorno di Ah Toy in madrepatria , Tex in indocina, Tex in Australia. Come lettore, pur con storie non texiane al massimo, non vedrei l'ora di leggerle.
  21. Antagonisti che potevano essere meglio valorizzati

    Ma anche mollaccione, personaggio senza spina dorsale.
  22. Galleria Di Fernando Fusco

  23. Antagonisti che potevano essere meglio valorizzati

    Soprattutto se, come sembra, v'è la famosa trasferta alla volta del sud est asiatico: serviranno tre albi, ovvero da tre a quattro anni, considerato che Venturi dovrebbe essere già al lavoro da circa otto mesi.
  24. Antagonisti che potevano essere meglio valorizzati

    Lucero è uno facile da resuscitare. Ma è un personaggio a cinque carati. Serve un' ideuzza di quelle difficili da partorire.