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ymalpas

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  1. Soggetto e sceneggiatura: Giovanni Luigi Bonelli Disegni: Giovanni Ticci Periodicità mensile: Settembre 1978 - Novembre 1978 Inizia nel numero 215 a pagina 41 e finisce nel numero 217 a pagina 45 Tex e Carson raggiungono la missione di Santa Cruz in cerca dello scomparso Padre Mat?as, recatosi l' un anno prima con i fratelli Cardenas per scovare un favoloso tesoro con cui risollevare il misero pueblito di San Domingo. Ma gli avidi Cardenas l'avevano ucciso! Apparendo in sogno a Tex, l'anima del religioso rievoca la sua tragedia! © Sergio Bonelli Editore
  2. ymalpas

    Galleria Di Tex Di Disegnatori In Generale

    Un gran bel Tex. Ma vorrei vedere altre prove del disegnatore, prima di un giudizio definitivo.
  3. ymalpas

    [701/702] La regina dei vampiri

    Io l'ho riletta da poco ed è una storia da leccarsi i baffi, complici anche i disegni di Ticci. Se Manfredi nelle sue prossime storie mantenesse lo standard di quest'ultima storia!
  4. ymalpas

    [701/702] La regina dei vampiri

    E qui siamo d'accordo. Non ha molto senso che in quel contesto Eztli ed i suoi fanatici dopo averla spogliata per il rito sacrificale mettano a Patricia qualcosa che le copra le cosiddette parti intime. Capisco che Boselli in veste di curatore e magari lo stesso Manfredi in sceneggiatura abbiano avuto paura a far vedere un nudo femminile su Tex ma quella specie di reggiseno e perizoma sembrano davvero incongrui. Esistono trucchi grafici che avrebbero permesso di non mostrare comunque nulla, perché non usarlo? A volte il timore di certi bacchettoni, che pure, ahimè, esistono, è davvero eccessivo Nel numero 15 "La montagna misteriosa" alle vittime sacrificali (Kit Willer e Nahua) vengono fatti indossare sorta di abiti talari. Bastava ricordarsi di quella storia anche se ci sono autori che hanno la pretesa di scrivere Tex e di non conoscerne tutte le storie, così almeno mi è sembrato di aver sentito dire. Mi si corregga se ricordo male.
  5. ymalpas

    [701/702] La regina dei vampiri

    Certo che c'è una differenza, ci mancherebbe e mi fa piacere che mi si corregga: la storia non fa gioire, la si reputa come me apprezzabile, ottimo primo albo e magari meno bene il secondo con tutti i suoi punti irrisolti, ma bene, benissimo. Andiamo sempre più d'accordo e non vedo perché anche da parte mia la simpatia debba essere messa in discussione .
  6. ymalpas

    [701/702] La regina dei vampiri

    Sono tutte domande che vertono su argomenti che poggiano la loro storia nelle credenze e superstizioni documentate da centinaia di studi. L'alieno non può venire se non dallo spazio, da dove vuoi che venga un alieno ? I dinosauri sono una specie realmente esisitita ed estinta, con la sospensione dell'incredulità possiamo ammettere che in una valle remota qualche esemplare si sia conservato; I fiori della morte è sempre un qualcosa che giunge chiaramente dallo spazio con un meteorite; I poteri delle pietre sono bene esemplificati nella storia scritta da Bonelli; L'astronave del Mondo perduto è chiaramente un oggetto volante che proviene dallo spazio; I poteri del diablero sono altrettanto esemplificati dalla storia e da cosa derivano è chiaramente scritto nella storia, basta rileggerla; ecc ecc Io non contesto i poteri di Eztli, anzi ne do una spiegazione sostenendo che lei potrebbe essere quella giovane ribelle squartata nell'ultimo sacrificio. Invece contesto che questo tipo di spiegazione che l'autore avrebbe potuto dare liberamente nelle pagine che abbiamo letto, alla fine non l' abbia proprio data, costringendomi a trovare IO LETTORE una spiegazione più o meno logica, anche se comporta la sospensione dell'incredulità. Io non contesto quanto c'è di magico nelle storie di Tex, contesto un autore che non dà spiegazioni a quesiti ESSENZIALI perché tanto esistono lettori come voi che si accontentano. Questa è la sua fortuna.
  7. ymalpas

    [701/702] La regina dei vampiri

    Cara Letizia, non ho detto che la storia sia malvagia, ho - argomentato - che è parecchio lacunosa e non dà risposte a dei perché che ritengo essenziali. Su questo nessuno cerca di farmi il contraddittorio, mentre mi si accusa, questo si, di non amare Manfredi soltanto perché mi permetto osservazioni sulla sua sceneggiatura piena di buchi come nemmeno il gruviera.L' ho riscontrato anche in Faraci e non è un complimento, mentre gli autori del passato, e specialmente Nizzi , sono stati accusati spesso di "spiegazionismo" che concettualmente si situa all'esatto opposto. Manfredi, complessivamente, non è un autore adatto a Tex e non è certo questa sua ultima storia che mi porterà a pensarla diversamente. Meglio per te che hai poco apprezzato Nizzi e che ti ritrovi a gioire di queste 240 pagine. Questa è opinione tutta tua. Per non parlare poi della portata culturale, politica, perbenistica che caratterizza questa storia e (quasi) tutte le altre storie scritte da questo autore, questa volta con i "cattivi" aglosassoni e europei che depredano i siti archeologici che si attirano anche i rimproveri dei cultori di storia locale come El Morisco, contro cui si staglia indistintamente una vecchia strega che sembra direttamente estrapolata dalla trilogia horror di Dario Argento ?
  8. ymalpas

    [701/702] La regina dei vampiri

    Il che è falso. La storia breve per il color è una delle migliori finora lette. La storia del cartonato è ottima e addirittura Boselli ne terrà conto nella serie Tex Willer tanto è vero che rivedremo sia Birdy sia Lily nella storia in lavorazione di Del Vecchio che sarà ambientata tra le montagne con i trapper. La storia in edicola è buona e non ho mai detto che è schifosa, però è mooolto lacunosa. C'è chi si accontenta e va bene, ma chi è cresciuto con GlBonelli, Nolitta e C. Nizzi non si accontenta. Boselli, da questo punto di vista, come qualcuno ha detto prima di me, è una garanzia. Anzi con Borden i particolari ci sono e devi andare a scoprirli se sei bravo. Manfredi non racconta, tutto qui!
  9. ymalpas

    [701/702] La regina dei vampiri

    Il soggetto: Chi è Eztli ? Da dove derivano i suoi poteri ? E' Patricia destinata a succederle dopo il sacrificio e diventare lei stessa la strega cui i pippistrelli ubbidiscono ? Eztli è forse quella ragazza ribelle (come lo è la giovane Patricia) che fu immolata secoli prima in una notte di luna piena ? La sua faccia così visibilmente trasfigurata dal peso degli anni e il suo ridursi in polvere una volta colpita dal fuoco nemico, non indicano infatti che lei vive ormai da secoli ? E potrebbe vivere così a lungo una strega, capace delle più ardite magie, se Eztli non fosse lei stessa una emanazione di Coyolxauhqui giunta al termine del suo mandato ? Costretta a farsi viva dopo aver fatto perdere le sue tracce per secoli solo perché è venuto il momento di trovare un successore per limiti d'età sopraggiunti ? Perché queste cose non sono spiegate chiaramente ? Giunti a pagina 114 tanti interrogativi restano in piedi e un autore capace deve essere in grado di dare tutte le risposte che possono sorgere nella mente dei lettori. Messa così, non mi resta che dire quanto dicevo delle sceneggiature di Faraci, lasciate alla libera interpretazione dei lettori (e peccato per loro se non fossero dotati di una buona dose di fantasia e perspicacia). E non mi parlate di capolavoro!
  10. ymalpas

    [Maxi Tex N. 24] Il cavallo di ferro

    L'ho comprato qualche giorno fa ma credo che non lo leggerò. E' un periodo in cui le letture non mi mancano e sinceramente l'idea di sorbirmi una doppia di Cossu mi stanca in partenza. Da un autore che era relegato agli speciali di Dylan Dog e che poi finisce relegato sugli speciali di Tex (perché Tex vende comunque a prescindere da chi lo disegna) non si può pretendere di più. Già l'averlo fatto esordire sulla serie regolare accanto ai Ticci, ai Civitelli, ai Dotti è stato in my humble opinion osare più di quanto si potesse. Vedere che qui sono in molti ad accontentarsi di questo disegnatore mi dà da pensare.
  11. Ottimo per una storiella da 32 tavole ? Il riferimento al texone, soprattutto per quanto riguarda l'epilogo, pesa come un macigno. Serve un'altra idea per il finale. E il soggetto resterebbe - ahimé - lo stesso modesto. Il gioco è questo e facciamo che resti un gioco. Il soggetto è comunque ispirato dalla storia romana degli Orazi e dei Curiazi. Eppure l'indizio pesante l'avevo lasciato. Nessuno di voi c'è arrivato I won.
  12. Io boccio il soggetto invece per la sua stessa idea di partenza, ovvero il duello tra due campioni. Idea "zagoriana" più che texiana, nel west i conti non si potevano regolare così, la situazione potrebbe andar bene calata in altre realtà sociali, ma nel west è davvero improbabile. Poi che qualche autore texiano (Ruju) qualche storia al limite la scriva (texone Rotundo, maxi della corsa di cavalli) ma siamo ai limiti. Il soggetto non è strano! Cosa vuol dire strano ? Che non c'è una logica ? Entrambe le parti sono convinte di avere il duellante vincente. L'idea del duello viene dalla mente di una giovane che ha studiato nei college dell'est, una giovane innamorata che ripone tutta la sua fiducia sull'uomo che ama (Kit). Il vecchio accetta perché sa che suo figlio ci sa fare con le armi, la sua mente è ottenebrata dall'orgoglio che ripone sul ragazzo e la posta in palio è allettante. D'altronde c'è da trovare una soluzione a un duello che non si può fare e c'è da spiegare perché le famiglie sono in lotta. Tutto fila con una rigorosa logica, altro che strano ! Il finale può essere da telenovela, è sentimentale, perché attenzione allora sarebbe da telenovela il texone di Nizzi citato sopra, da telenovela anche l'ultima di Monti con testi di Nizzi con la prostituta, da telenovela la prima di jack Thunder, da telenovela il maxi di Boselli e Font, da telenovela "i due rivali" e voglio vedere se non sarà da telenovela "Manuela Montoya di Boselli e Monni.
  13. LA GUERRA DI CEDAR TREE HOLLOW Da quando morto Benjamin Parsons la proprietà nella valle di Cedar Tree Hollow è passata nelle mani della figlia Abby, la "guerra" con la famiglia rivale dei Champion è arrivata a un bivio. La "ragazzina" l'ha letto nei libri di storia e ha proposto che tutte le faccende irrisolte siano ormai definite senza più spargimento di sangue di famiglia. Ha proposto cioè un duello tra due pistoleri che saranno messi uno di fronte all'altro: chi perderà sarà costretto a lasciare la contea. Quel vecchio matto di Logan Champion ha accettato. Il fatto è che la giovane pensa di avere sotto mano l'uomo giusto di cui si è anche innamorata, Kit Willer, che si è infiltrato nel suo ranch sotto falso nome alla ricerca di un assassino in fuga. Nei paraggi c'è ovviamente anche Tex che aveva conosciuto il vecchio Champion in tempi lontani ed eroici, che non vuole ancora svelare l'identità del figlio, e che cerca di far ragionare il vecchio amico. Ma l'uomo sembra talmente esacerbato dopo anni di angherie che non esita a designare come contendente il figlio James Champion in cui ripone una cieca fiducia. Quando il duello sembrerà inevitabile, Kit mette il sale sulla coda del suo uomo: un ragazzino (non del tutto colpevole) con cui nel ranch aveva stretto amicizia e che con la sua goffagine permette la scoperta da parte di Tex di un vecchissimo segreto (che è anche all'origine della guerra tra le due famiglie: Abby è in realtà figlia di Champion ma lui non lo sa) che rimetterà d''incanto le cose al loro posto.
  14. ymalpas

    [Texone N. 06] La Grande Rapina

    Soggetto e sceneggiatura: Claudio Nizzi Disegni: Josè Ortiz Periodicità annuale: Giugno 1993 Una falsa soffiata e la banda di rapinatori, organizzata da Linch Weyss assoldando un bel po' di brutti ceffi, si ritrova in mano chili di volgari rondelle di ferro invece delle paghe militari in dollari d'oro che dovevano viaggiare sul treno per Gallup! Un trucco dell'esercito? Tex e Carson indagano e scoprono una fitta rete di tradimenti e di tranelli nella quale sono caduti gli stessi farabutti, e il bandolo della matassa porta direttamente al luogo d'origine del malloppo ( la banca di Santa Fe ), all'ingenuo direttore e alla bella e fedifraga maliarda che lo ha incantato! © Sergio Bonelli Editore
  15. Soggetto e sceneggiatura: Giovanni Luigi Bonelli Disegni: Erio Nicolò Periodicità mensile: Agosto 1978 - Settembre 1978 Inizia nel numero 214 e finisce nel numero 215 a pagina 40 Nogales. Kit Willer salva la nobile Manuela Montoya da una mandria di bovini impazziti? e fra i due sboccia l'amore! Ma il genitore della ragazza, l'hidalgo don Carlos, non vede di buon occhio il meticcio Kit e spiega a Tex ( intervenuto da padre premuroso ) di preferire il ricco proprietario terriero don Pedro Cortez. Manuela non vuol saperne e così il geloso pretendente, respinto per colpa di Piccolo Falco, la fa rapire da un branco di desperados: improvvisandosi suo liberatore, conta di ritornare nelle grazie della giovane! L'ignobile don Pedro Cortez sarà invece svergognato dai pards davanti alla sua amata: la figuraccia è tale che al vigliacco non resta che la fuga! © Sergio Bonelli Editore
  16. Soggetto e sceneggiatura: Guido Nolitta Disegni: Guglielmo Letteri Periodicità mensile: Gennaio 1993 - Giugno 1993 Inizia nel numero 387 a pag. 79 e finisce nel numero 392 Di notte, fra le rovine della casa di El Morisco, distrutta da fantomatici esseri, Tex incontra Eusebio, l'aiutante dello studioso. El Morisco, rifugiato in un grotta, racconta al Ranger dell'assalto degli Uomini Giaguaro, guidati da un fanatico mascherato da Tezcalipoca, una sinistra divinità azteca! Il folle aveva sottratto al brujo un prezioso codice precolombiano e rapito Kit Willer. Visto che una parte del manoscritto è conservata nella missione di San Diego, Tex e il Morisco partono per anticipare le mosse degli assassini, scoprendo che hanno trucidato sul loro cammino un avamposto militare. © Sergio Bonelli Editore
  17. Collana Romanzi a fumetti n. 2 Soggetto e sceneggiatura: Mauro Boselli Disegni, colori e copertina: Mario Alberti Periodicità semestrale: 25 settembre 2015 Nel carcere messicano di Frontera langue un misterioso prigioniero, che la bella francese Blanche Denoel vuole libero a tutti i costi, perché lo aiuti nella sua vendetta! Ed è solo la miccia che accende una colorata esplosione di avventura e violenza nelle assolate praterie del SudOvest, tra pugni, cavalcate, spari e Comanches! Incontrerete un giovane Tex come non lo avete mai visto prima, nelle sensazionali tavole a colori di Mario Alberti! © Sergio Bonelli Editore
  18. Non è vero che è minimale. Con la censura il senso della storia è stato riscritto e la figura apocalittica di Tex ridimensionata. Per le immagini idem, uno scempio.
  19. ymalpas

    1 - Tex Willer Magazine

    Il file è online. Cerca nel menu "View all files" (vedi tutti i file) e lo troverai disponibile per il download (ho controllato proprio adesso).
  20. Soggetto e sceneggiatura: Mauro Boselli Disegni: E. G. Seijas Periodicità mensile: Maggio / Giugno 2008 Inizia nel numero 571 a pagina 66 e finisce nel numero 572 Braccato dai suoi vecchi nemici Tex Willer e Sam Donovan, gli stessi uomini che lo arrestarono tredici anni prima, il killer Frank Harris, nonostante i suoi buoni propositi ( è intenzionato a rifarsi una vita ), è di nuovo in fuga dalla giustizia. Questa volta è innocente, ma non ha modo di dimostrarlo, e la sua unica speranza di salvezza è quella di eliminare i due rangers in un agguato sulle montagne. Inoltre, all'insaputa sua e di Tex, sulle sue tracce c'è anche una squadra di sicari inviati dal perfido Owen ... © Sergio Bonelli Editore
  21. Soggetto e sceneggiatura: Claudio Nizzi Disegni: Fernando Fusco ( prima parte, fino al numero 367, pag. 36 ) Fabio Civitelli ( seconda parte, dal numero 367, pag. 37 ) Periodicità mensile: Marzo 1991 - Luglio 1991 Inizia nel numero 365 e finisce nel numero 369 a pag. 68 Brooke e Cantrell, due loschi speculatori di Tucson, per disfarsi di Tex si alleano con il governatore dello stato di Chihuahua Zamora e con il suo sgherro, il tristo colonnello Olivera, promettendo loro armi per conquistare la Sonora. Con un falso messaggio di Montales, Willer viene attirato in trappola, accusato di spionaggio e omicidio, e sbattuto in galera! L'obiettivo finale dei cospiratori (fra cui il vendicativo generale Velasco, mente di un vecchio complotto fallito) è quello di spingere Montales a far evadere l'amico per poi poterlo eliminare con tutti i crismi della Legge! © Sergio Bonelli Editore --------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------- Quando verosimilmente negli anni '89-'90 decise di scrivere il soggetto e la sceneggiatura di questa lunga e coinvolgente avventura ( ben 503 tavole ) Nizzi era ancora un autore che pensava in grande. Data la sua lunghezza, questa storia è stata a suo tempo sottoposta ad un interessante esperimento, con un solo precedente nella saga di Tex, quello dato da San Francisco / Il Tiranno dell'isola ( # 154/158 ): è stata cioè divisa in due parti ( con la seconda che è ovviamente il seguito della prima ), affidate a due diversi disegnatori che si divisero il lavoro così come di seguito: 251 tavole di Ferdinando Fusco [ L'uomo con la frusta ] 252 tavole di Fabio Civitelli [ Lampi sul Messico ] Il soggetto della prima parte si rif? esplicitamente ad uno dei grandi classici bonelliani, ovvero In nome della legge ( # 141 / 45 ), per quanto riguarda le tre fasi principali: trappola, prigione e fuga ( mentre il tema del castigo riguarderà invece tutta la seconda parte ). Ma soprattutto si arricchisce di nuove e originali venature. L'idea più curiosa è sicuramente quella che vede Tex al paredon mai così vicino alla morte e salvato all'ultimo istante dalla grazia concessa dal Presidente. L'altro grande punto di interesse risiede invece nella seducente creazione di un villain come Pedro Cobra Galindez, un desperado che vive con i suoi uomini sui monti che sovrastano la città di Chihuahua, che si rivelerà un abilissimo doppiogiochista, un ottimo emulo insomma dell'illustre Phil Turner, il protagonista di Giungla crudele ( # 250 / 253 ). Il Ranger non è il solo obiettivo della cospirazione. Anche l'amico Montales, che con i tre pards si affanna per ottenerne la liberazione, è nel mirino dei congiurati. Grande amico del Presidente e soprattutto grande cerimoniere dell'integrità territoriale messicana [ si veda a questo proposito la storia Il ritorno di Montales ( # 137 / 139 )], per i suoi avversari è un hombre che va assolutamente eliminato, non fosse altro che per presentargli il conto del fallimento della precedente congiura, si veda a questo proposito la storia I Cospiratori ( # 304 / 307 ) di cui questa è l'ideale seguito. Scampato all'esplosione, ma orrendamente sfigurato, tanto che il suo volto ci appare parzialmente nascosto da una maschera di ferro [ che non manca di farci tornare alla mente un'altra bellissima avventura, quella de Il clan dei cubani ( # 230 / 233) ] Velasco, che di quel complotto era stato il principale artefice, vive e agisce nell'ombra come il miglior Mefisto, ossessionato dal pensiero della vendetta. Montales ce lo descrive come un rudere d'uomo, il fisico irrimediabilmente compromesso, ma non il suo cervello. La morte nuda e fredda non può bastare per i suoi nemici, Velasco non vuole risparmiare all'odiato Montales l'onta dell'infamia e del disonore che lui stesso ha conosciuto a causa sua. Il colonnello Olivera, cervello di prim?ordine è il finissimo autore del macchiavellico piano destinato a far cadere nella rete Tex e Montales, che dice di lui: "un anima nera, un figlio del demonio, ma gli va riconosciuta una notevole abilità nel'organizzare intrighi" e Olivera, segretamente in ascolto, sornione, ringrazia. L'altro personaggio di spicco, non fosse altro che per la sua imponente massa è invece el gobernador di Chihuahua, il grasso Zamora, che vive con grandiosi sogni di gloria e si consola con piaceri più terreni. Nizzi per caratterizzarlo aggiunge un bel po' di pepe alla storia e diciamo che ci riesce bene. Lo vediamo così irridere lo stesso Olivera: - Tu sei più castigato di un monaco, ma io ho altri programmi, caramba! Ah! Ah! E così mentre nella calda notte di Chihuahua il colonnello dorme soddisfatto un placido sonno, il sanguigno Zamora si intrattiene con l'allegra compagnia della bella Rosaura? Tutti i personaggi di questa storia hanno il loro ruolo ben definito e ciascuno gioisce della vita a modo suo. Vengono quindi i cospiratori americani Martin Booke e Brian Cantrell. Sono due uomini d'affari di Tucson, che in quella città hanno ricreato il ring, quello per intenderci di Trafficanti di armi ( # 211 / 213 ). Se Zamora intende impadronirsi della Sonora, ha bisogno di molte armi che i due speculatori sono pronti a concedere in cambio dell'eliminazione di Tex che permetterebbe loro di impadronirsi delle terre della riserva, spalancando prospettive di immensa ricchezza. Con loro finisce la rassegna degli antagonisti che tessono il plot di questa seducente avventura. Vorrei passare proprio all'analisi di alcuni dei fatti salienti di questa storia, evitando magari di ricadere in una monotona e noiosa descrizione della trama. Il primo episodio che mi viene alla mente è quello della cattura di Tex, tra le rovine del villaggio abbandonato di Benenos ( # 365, pag.38 ). Date un'occhiata alla vignetta dei rurales che disarmano il Ranger e ditemi a cosa vi fa pensare? la lettura oggi ha un godibile piacere retrò. Passiamo dunque allo scontro pieno di scintille tra Tex e Zoro nelle prigioni di Chihuahua. Il detenuto Tex infligge qui una dura lezione all'uomo con la frusta, un gigante col cervello di un elefante, che rimedia un vistoso occhio nero che gli vale anche i rimproveri di Olivera. Poverino. Mitica la frase del ranger che restituendo la frusta dice beffardo alle guardie: "senza quell'arnese si sentirebbe peggio che nudo". Veniamo quindi alle scene, veramente emozionanti, che vedono Carson e i pards scoprire della condanna a morte di Tex. Il vecchio cammello diventa l'esilarante protagonista di una serie di gag demenziali, bellissima quella sul tetto del treno che li porta verso Chihuahua, che lo vede inseguito da un Tiger che per una volta rompe il suo abituale silenzio per lasciarsi sfuggire un espressivo "Woah, il vecchio Carson è scatenato" ( # 366, pag. 25 ). Nizzi insiste molto in queste pagine nella descrizione del legame di amicizia che lega Carson, ma anche Montales, a Tex e sono delle scene che nell'immensa saga del nostro amato tizzone d'inferno fanno davvero capitolo a parte. Impressionanti, soprattutto se paragonate alla artefatta amicizia di Montales con Cobra Galindez, desperado e vecchio compagno d'armi del consigliere del Presidente. Proprio tutto questo insieme di elementi permetteranno poi l'effetto è bomba è dato dalla scoperta del suo sporco doppiogioco con Olivera e Zamora. Una sceneggiatura a dir poco strepitosa. E' la volta quindi della fucilazione di Tex. Lo vediamo all'interno della cella che aspetta l'alba e pensoso si interroga su quello che gli sta accadendo. Sentiamo rimbombare nel corridoio i passi delle guardie che vengono a prelevarlo per condurlo al paredon, lo vediamo che rinuncia coraggiosamente alla benda sugli occhi e guarda da vero eroe la morte in faccia. Sorridiamo alle sue battute con padre Elias, il più simpatico religioso mai apparso sulle pagine di un albo di Tex: - Fratello se hai qualche colpa sulla coscienza è questo il momento di chiederne perdono a Dio? - Lasciamo stare padre. - Non vuoi confessare i tuoi peccati ? - Il fatto è che se dovessi elencarli tutti perderemo l'intera giornata e non credo che quei bravi ragazzi ( il plotone di esecuzione ) sarebbero disposti a pazientare tanto? Scena a dir poco memorabile. Non bisogna lasciarsi ingannare dal suo aspetto dimesso, mormora Cobra Galindez, oggi padre Elias indossa il saio e dispensa giaculatorie, ma c'è stato un tempo e nemmeno tanto lontano in cui portava il fucile a tracolla ed era svelto come pochi ad usarlo contro i francesi di Massimiliano combattendo per l'indipendenza del Messico. E occorre dire che non sono elogi spesi male, perchè il frate è un tipetto terribile, che in barba allo stesso Olivera, riesce nell'impresa di far fuggire Tex dalle carceri di Chihuahua, nel modo più inaspettato e curioso. Proprio la scena dell'evasione è un altro dei momenti più belli della storia, che trasporta il lettore dalla cella alla cripta della chiesetta, con tanto di bare scoperchiate ( eccezionale Fusco ), per finire poi nei cunicoli delle fogne di Chihuahua. E da qui, all'aria aperta, sotto la volta del cielo stellato, finalmente libero ! Eh si! Ci ricorda proprio il viaggio Dantesco all'Inferno. Ed ecco la seconda parte della storia, che inizia con il grandioso colpo di scena che illustra il doppiogiochismo di Cobra Galindez. Decisamente meno riuscita rispetto alla precedente, ma densissima di avvenimenti ed emozioni, questa parte, come ricordato precedentemente, è affidata ai disegni di Civitelli. Il passaggio da uno stile all'altro è senza dubbio traumatico ma mi sentirei di spezzare una freccia in favore di Fusco, ai suoi massimi livelli storici, con tavole veramente curate nei minimi dettagli e soprattutto una capacità di donare ai suoi personaggi una fortissima carica espressiva e un'originalità da applausi, che è purtroppo del tutto assente nei freddi e squadrati disegni di Civitelli. Basta rivedere la figura di Zoro, che nella seconda parte perde tantissimo del suo fascino. Quello che invece non manca alla bella Conchita, un personaggio secondario che, come Elias, riesce ad incidere pesantemente nei destini della storia. In effetti scopriamo qui uno dei tanti meriti di questa sceneggiatura. Pensiamo ad esempio al personaggio di Potrero, lo spione di Olivera, che ci rimane impresso nella mente a lungo ( morir? poi in una storia successiva, e la sua morte è stata una delle cose più sgradite che io ricordi ). Tre sporche canaglie che ritornano? Oltre Potrero, altri personaggi sono stati ripresi in storie successive, per passare? con un bisticcio di parole, tristemente alla storia. Iniziamo da Pedro ?Cobra? Galindez, uno dei protagonisti dell'avvincente Guerriero Apache ( # 378 / 381 ). Riesce ad evadere dal carcere di Escalante per andare a morire in una catacomba, colpito da un infarto. Anche il duo Zamora / Olivera ricompare in un'altra bella storia: Scorta armata ( # 447 / 448 ), il cui rocambolesco finale si chiuderà con l'assassinio dello stesso Olivera da parte del suo compagno di cella Zamora! che non potrà a questo punto, come ci ricorda lo stesso Tex, scampare alla forca e alla morte. C'è un po' di rammarico nel lettore nello scoprire che tutti i principali personaggi di questa storia alla fine muoiono. Ma forse è un merito, quello di non credere agli ennesimi ritorni, visto soprattutto quello che è successo con l'ultimo Mefisto.
  22. Soggetto e sceneggiatura: Guido Nolitta Disegni: Aurelio Galeppini Periodicità mensile: Maggio 1979 - Agosto 1979 Inizia nel numero 223 a pagina 27 e finisce nel numero 226 a pagina 19 Dalle parti di Presidio, Tex e Carson assistono al massacro di un reparto militare che doveva bloccare un traffico di armi per il Messico. La frontiera è in fermento: il folle don Diego Navarrete sta radunando un piccolo esercito per invadere il Texas! E i due rangers devono sabotarne gli arsenali guidando un branco di ergastolani pronti a tutto pur di uscire dal carcere! Tex e Carson, non fidandosi dei galeotti, decidono di puntare da soli sul Messico! è una missione suicida ma i pards trovano due compari disposti ad affiancarli: Negrito e il padre Kiwa, capo dei fieri Apaches Coyoteros. Purtroppo quest'ultimo muore prima di entrare in azione, durante un conflitto con i Rurales, provocato dal losco Walter Kelly: fintosi amico, aveva poi tradito i due rangers. Il tranello di Kelly fallisce nel piombo e finalmente i nostri giungono al campo di Navarrete, ricettacolo di infami tagliagole. Nel campo dei mercenari, i pards individuano il loro bersaglio: l'inespugnabile arsenale! è l'astuzia a salvare la missione: messosi in vista come campione di poker, Tex viene accolto nella villa del boss, giocatore incallito. Il Ranger lo sequestra, costringendolo ad aprire la santabarbara. Una fragorosa esplosione e una pallottola in corpo spengono per sempre i sogni di conquista e la vita di don Navarrete. E sul Rio Bravo, un branco di vendicativi Rurales viene spazzato via dagli Apaches di Negrito. A missione conclusa, i rangers ricevono due lustre medaglie che donano subito a Negrito, coronando così un sogno del giovane Apache! © Sergio Bonelli Editore
  23. Soggetto e sceneggiatura: Claudio Nizzi Disegni: Fernando Fusco Periodicità mensile: Dicembre 2004 - Marzo 2005 Inizia nel numero 530 e finisce nel numero 533 Uno dei più cari amici di Tex, il colonnello Jim Brandon, vittima di una oscura macchinazione, viene espulso dal corpo delle Giubbe Rosse, degradato e condannato ai lavori forzati, confinato in un forte sulla riva dell'Athabasca Lake. Dopo essere stato informato dell'incredibile notizia da Gros-Jean, Aquila della Notte parte immediatamente con i suoi pards alla volta del Canada. L'obiettivo, ovviamente, è quello di dimostrare l'innocenza di Jim, scoprendo chi tira le fila di quel losco intrigo... Ma, prima di tutto, Tex vuole liberare il valoroso ufficiale della North West Mounted Police dal campo di lavoro in cui è stato rinchiuso... © Sergio Bonelli Editore
  24. ymalpas

    [696/699] L'ombra del Maestro

    Ci vai giù pesante con l'aggettivo "imbarazzante". Non è una sequenza che passerà probabilmente ai posteri tra le migliori mai scritte, ma come il telefono, il fonografo, la linea aerea ecc fa parte di un insieme di idee originali che servono anche a riempire una lunga storia di quattro albi. Non è che tutte le idee debbano essere geniali, interessa solo che siano congruenti alla narrazione in atto, che non figurino lì per caso come tante volte abbiamo denunciato. La storia presenta vere incongruenze ? La storia è arzigogolata e perdiamo il filo dell'intreccio ? L'autore non ha mantenuto costante l'interesse in una storia che pure è di quattro albi ? Ha inserito personaggi inutili ? I pards sono in ombra ? Borden si serve di di meccanismi e utilities, come gli spioni, per semplificarsi il lavoro ? Tutto quello che scrive alla fine quadra ? Poteva onestamente ricavare qualcosa di meglio da una storia con il Maestro e da una storia ambientata per la prima volta a NY ? Questa è un'opinione molto soggettiva e per fortuna figuri in una minoranza risicata. Delle storie più votate della fascia seicento (della serie a cosa servono i sondaggi, specie quelli con numerosi partecipanti come è stato fortunatamente il nostro caso), la storia più votata è stata "Luna insanguinata", una storia di poco più di due albi. Ma al secondo e al terzo posto ci sono proprio le lunghe storie del Maestro e di "El supremo". E tra le quindici finali ci sono tutte le triple (ad eccezione di "Winnipeg" che stranamente ha convinto poco i lettori del nostro forum ).
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