• Avvisi

    • TexFanatico

      BUON NATALE   24/12/2017

      BUON NATALE e felici Festività a voi!

ymalpas

Rangers
  • Contatore Interventi Texiani

    8596
  • Iscritto

  • Ultima attività

  • Giorni con riconoscenze

    86

Tutto il contenuto pubblicato da ymalpas

  1. Interviste Agli Autori

    Intervista di Giuseppe Pollicelli, con la collaborazione di Oreste Bossini, a Sergio Bonelli a Rai Radio 3 del 20 luglio 1998. Ci può raccontare quest’avventura di Tex, se non sbaglio non ha cominciato lei con Tex, vero? Naturalmente nel quarantotto, quando esce il primo Tex, io sono un ragazzo di bottega, studiavo ancora, quindi mi davo da fare per aiutare l’azienda di famiglia, che era composta praticamente da due persone, mia madre e una nostra cugina, quindi io facevo il magazziniere, facevo il fattorino… Poi, però, essendo già appassionato, davo il mio apporto diciamo come consulente, perché ero proprio un lettore accanito di fumetti e non soltanto di quelli nostri ma anzi forse più di quelli altrui. Chi l’ha inventato Tex ? Tex in realtà è stato inventato da mio padre Gian Luigi che nel quarantotto era però un freelancer e scriveva soggetti anche per altre Case editrici. Per una strana situazione la responsabile editrice era mia madre — i ruoli erano un po’ scambiati — mentre mio padre scriveva un po’ per tutti, perché in realtà la sua vera vocazione era quella di scrivere più che di essere, diciamo, imprenditore. Nell’anteguerra era già uno dei più considerati sceneggiatori e lavorava per il Vittorioso, per altri giornali… per Topolino e soltanto nel dopoguerra si è trovato invece a lavorare per la Casa editrice che era nostra. Tex nasce sull’onda di una specie di moda, se vogliamo indicarla così, che faceva privilegiare nelle edicole i fumetti western, questo perché quella era anche l’epoca in cui il cinema proponeva tutta una serie di film western americani e il western era proprio il genere che emergeva. Quindi Tex non ha avuto un boom come idea strepitosa perché in fondo proponeva semplicemente un personaggio, un cowboy, come tanti altri. Ha guadagnato grazie ai soggetti di mio padre ovviamente, e ha guadagnato pubblico, diciamo, numero dopo numero, mese dopo mese, proprio perché si trattava di storie che erano rivolte a un pubblico più maturo e non al pubblico di ragazzini al quale erano invece rivolte storie di quell’epoca come Capitan Miki, Blek, il Piccolo sceriffo, che erano amatissimi ma diretti a un pubblico più giovane. Chi è che ha inventato la battuta “una bistecca alta due dita e una montagna di patatine” ? Quello è sempre mio padre perché in realtà lui, essendo un uomo molto sportivo e che quindi consumava molte energie, non vedeva l’ora di andare al ristorante per rifocillarsi appunto con una buona bistecca al sangue e quindi ha trasferito le sue esigenze gastronomiche anche al suo personaggio. Quest’anno alla Bonelli si festeggiano i cinquant’anni di Tex Willer che oggi è assieme a Dylan Dog il personaggio più amato e seguito tra quelli della sua Casa editrice. Tuttavia Tex e Dylan Dog hanno due pubblici completamente differenti, esiste secondo lei una scissione tra i lettori dei suoi albi ? Si, sicuramente ed è dovuto a fatti, motivazioni, generazionali, per cui come lei ha detto giustamente i lettori di Tex sono più tradizionalisti, sono legati al fumetto avventuroso degli anni quaranta e considerano i lettori di Dylan Dog come dei giovanotti che amano soltanto certe manifestazioni magari di violenza o di forti emozioni e il contrario succede invece per quelli di Dylan Dog che considerano quelli di Tex dei lettori troppo pantofolai, abituati alla routine di un genere che ormai sta scomparendo. Quindi sono due posizioni sicuramente ben delineate. Quindi per i personaggi storici della sua Casa editrice c’è il rischio di una mancanza di ricambio generazionale? Ahimè, quello c’è sicuramente, già si nota… Ovviamente Tex, pur essendo un leader del mercato, evidentemente non rende più come rendeva invece dieci anni fa. C’è un dissanguamento, diciamo così, progressivo, ma c’è anche già in quelli di Dylan Dog, perché evidentemente i giovani sono meno fedeli alle letture e quindi si stancano persino prima, avendo mille altre offerte nel mondo che li circonda. Già oggi le vendite di Dylan Dog non sono quelle di dieci anni fa, insomma. Anche perché secondo i miei calcoli Tex oggi dovrebbe avere novant’anni e Carson sui centodieci… Insomma, ben portati, ma diciamo, ahimè, aumentano quelli loro come stanno aumentando rapidamente i miei. Quando lei negli anni settanta con il suo pseudonimo abituale di Guido Nolitta si è trovato a dare il cambio a suo padre nella stesura delle sceneggiature di Tex, ha restituito ai lettori una versione meno infallibile del personaggio, un personaggio più perdente e quindi più avvicinabile ai suoi personaggi, cioè Zagor e soprattutto Mister No, che in effetti è una delle prime figure di perdente nel fumetto italiano. Com’è nata la sua simpatia per le figure dei perdenti ? Perché io faccio parte di una generazione che in fondo ha assistito a tante sconfitte e che non crede più nell’eroe a tutto tondo. Però, quando io scrivevo Tex, volevo che lui fosse un po’ più dubitativo. In realtà lui, nel finale delle mie storie, non è mai perdente… Però durante lo sviluppo del racconto lui si trova di fronte a delle difficoltà che invece il Tex di Bonelli padre non aveva. Mah… io, sinceramente, me ne accorgo quando li rileggo, allora non mi rendevo conto proprio di trasgredire un comandamento così importante, cercavo di imitare il più possibile e infatti spesso privilegiavo delle scene di movimento, di scazzottate di saloon, di inseguimenti, perché pensavo di essere sulla linea di Bonelli padre ma evidentemente non è così semplice e non ci riuscivo. Il mio Tex è un po’ più meditabondo, diciamo… ecco, come posso dire, meno ammazzasette, meno spaccone, perché a me non riusciva proprio di farlo nel modo in cui ci teneva mio padre. C’è un elemento che mi pare non sia molto caratteristico del western nella storia di Tex, cioè il fantastico, con l’inserimento di un personaggio come Mefisto. Da dove nasce questa cosa ? Nasce dalla consapevolezza di aver toccato tutti i temi possibili e immaginabili dell’epopea western che è abbastanza limitata. Gli accadimenti di quei pochi anni erano sempre quelli, dall’assalto alla diligenza, il fortino, gli indiani, i banditi e allora per evitare di ripetersi troppo frequentemente ecco che proprio a Bonelli padre, che era un appassionato di temi diciamo un po’… esoterici… non gli era parso vero di dare un nemico così, in fondo come avevano un nemico accanito e quasi invincibile, non so, Mandrake che era il mago che aveva nel copra un suo nemico accanito perché era a sua volta mago eccetera eccetera. Ecco che ogni tanto, in effetti, in Tex si lasciano le praterie e gli indiani per affrontare delle tematiche che sono altrettanto gradite ai lettori. Proprio in questi giorni si sta svolgendo a Trento una mostra dedicata ad Aurelio Galleppini, ovvero il creatore grafico di Tex Willer. Ci sono delle curiosità su come è nata la fisionomia di Tex nelle mani di Galep. Adesso, dopo cinquant’anni, dopo tanti successi, si è sempre tentati di sprazzare Tex come il frutto di un grande progetto, di un’elaborazione complicata, invece in realtà tutto nasce, in quegli anni, stiamo parlando del quarantotto, del cinquanta, in maniera in fondo abbastanza casuale. Intanto perché ai disegnatori mancava ogni tipo di documentazione, non esistevano praticamente libri, fotografie, difficile mettere le mani se non sui cartelloni di certi film, quindi l’idea del West di quegli anni è un’idea molto casereccia che corrisponde ben poco alla realtà e anche le storie di mio padre in fondo erano più vicine a quelle storie del primo John Wayne, storie abbastanza ingenue, oppure di Tom Mix, Ken Maynard, che erano i divi del cinema di quell’epoca. Persino i costumi, se vogliamo, risentono di quest’approssimazione e quindi in realtà, anche nell’aggiustare la fisionomia di Tex da parte di Galleppini, diciamo, tutto è dovuto a una sua maturazione che, man mano che passava il tempo, gli permetteva di cercare un volto particolare e persino un fisico particolare per quello che doveva essere l’eroe, ecco. Quindi c’è davvero molta casualità, perché Tex non ha avuto un grande successo subito e quindi lo stesso Galleppini gli dedicava solo le ore della sera, mentre di giorno lavorava a dei progetti sui quali noi puntavamo di più. Lei è stato il primo in Italia ma anche all’estero ad introdurre nel mondo del fumetto un’ambientazione anomala — almeno fino a quando non l’ha introdotta lei negli anni settanta — com’era quella dell’Amazzonia e del Brasile. Fino a quel momento si era sempre visto solo il western. Come mai ha deciso di spostare il suo personaggio, nella fattispecie Mister No, in questo scenario ? Lì è stata una specie di gioco che io mi sono permesso. Non ero poi così convinto di saper fare delle sceneggiature, io ho sempre scritto nei momenti liberi, di sera, la domenica, quindi mi consideravo e mi considero uno sceneggiatore un po’ dilettante. In quel periodo avevo preso una cotta perché avevo fatto i miei primi viaggi in Brasile e mi ero reso conto che quella poteva veramente essere l’ultima frontiera per ambientare delle storie a fumetti che avessero qualche credibilità. A quell’epoca, negli anni settanta, già scrivere delle storie africane inventando delle tribù cattive e selvagge sarebbe stato ridicolo perché tutti ormai sapevano che la realtà era un’altra. Il mondo dell’avventura che era così ricco negli anni trenta o quaranta, perché anche il pubblico era meno informato e quindi era più facile da trovare quel mondo, mentre col passare del tempo ho visto questa regione che era ferma praticamente a tanti anni prima e che avrebbe permesso quindi di ambientare, credibilmente, una storia avventurosa in cui ci fossero delle difficoltà, ma sempre fino a un certo punto, perché in fondo poi io sono stato abbastanza realistico… Mister No, tranne un paio di sviste dove quasi ti compaiono, non so, i soliti insetti fantascientifici, in realtà poi, in seguito, io ho sempre scritto delle storie più legate alla realtà persino sociale, al modo di vivere reale di quei paesi e quindi è diventato un fumetto abbastanza legato alla realtà!
  2. Uno sguardo verso il futuro: la fascia 700 di Tex

    Mauro vorrei chiederti se da quando sei curatore tieni una scaletta delle storie di prossima pubblicazione e se si, come immagino, fino a che anno o numero si estendono le tue proiezioni sulle uscite. Immagino anche che per ogni nuova storia assegnata sia implicita una deadline per la consegna. Te lo chiedo perché in passato abbiamo avuto casi di storie simili pubblicate a pochi mesi di distanza (ricordo quella sugli anasazi tua e di Nizzi nel 2005). C'è qualche criterio, in particolare, per cui date due o più storie disponibili si dà la precedenza all'una piuttosto che all'altra ?
  3. Uno sguardo verso il futuro: la fascia 700 di Tex

    Il volume dei Tex attuali è per spessore 3 / 5 rispetto ai numeri che uscivano negli anni settanta. La carta si assottigliata e soprattutto la copertina, che prima era robusta e rigida tanto da non potersi piegare. Quei Tex, ma forse il discorso è legato alla nostalgia, a me piacevano di più, come prodotto editoriale. Adesso tu proponi di farne degli albetti ancora più smilzi ? Non sono d'accordo, sarebbe un altro colpo alla tradizione.
  4. Uno sguardo verso il passato, storie e sceneggiatori di Tex

    Tutte cose che si sanno già da tempo, Letizia. Ti consiglio, se vuoi toglierrti altre curiosità, una lettura del Tex Willer Magazine numero 12, l'articolo che riporta la mia firma (ma anche tutto il resto è un bel leggere!)
  5. Uno sguardo verso il futuro: la fascia 700 di Tex

    Le storie di Tex che leggeremo nei prossimi anni denotano una pianificazione equilibrata da parte del curatore Mauro Boselli nel fare spaziare la narrazione tra i generi più disparati. Non sempre è stato così, e ciò mostra un grande dinamismo in seno alla testata. Il western, resta, com’è ovvio, quello più preponderante, con i rangers (il texone del prossimo anno “Corpo speciale” di Majo), i fuorilegge (il texone “Eagle Pass” di Villa) e gli indiani ( “Cuore apache” di Ginosatis e “Sangue misto” di Venturi ), i vecchi personaggi che qualche volta ritornano per redimersi (la seconda parte della storia “Il ragazzo rapito” di Acciarino) o più semplicemente per dare altre noie ai quattro pards ( il machiavvellico Proteus, con qualche sorpresa come nel caso della rediviva Tigre Nera, personaggi che ci parleranno del loro passato nelle avventure di Ramella e di Venturi ), personaggi ripresi addirittura da altre serie ( i bonelliani “Tre Bill” nel maxi su cui da quest’anno è al lavoro il sempre più bravo Piccinelli ). E ancora, come altri ingredienti, le sparatorie (l’avventura “Sull’orlo dell’abisso” di Rossi), le mandrie al pascolo (il cartonato di Milano), il sole che incendia la prateria ( le miniere a cielo aperto nel Mojave Desert illustrate dal campano Nespolino), per finire con la frontiera ( il maxi “Verso il confine” degli inossidabili Ticci e Nizzi, di ritorno sulle pagine di Tex). Un nuovo capitolo, quello tutto dedicato a raccontare la giovinezza di Tex, che da qualche anno vede impegnato soprattutto Mauro Boselli a svelare i segreti celati nel passato dell’eroe, è al centro di circa una decina di western stories che saranno pubblicate già a partire dal prossimo anno nelle varie serie ( la resa dei conti contro lo sceriffo Mallory e il ritorno di Tesah, eletta la più bella donna mai apparsa sulla serie qualche anno fa in un sondaggio condotto su i due principali forum italiani, per i pennelli dei veterani Ticci e Civitelli, negli albi che festeggeranno prima i settant’anni della vita editoriale di Tex e quindi il traguardo dei 700 numeri pubblicati, un altro record per un personaggio che si mantiene sempreverde ). Per la gioia dei lettori ritorneranno anche altre eroine che hanno segnato la vita di Tex nei primi numeri pubblicati in Italia nei primi anni cinquanta del secolo scorso, dalla sfortunata Lilyth ( nel cartonato “Snakeman” di Breccia in cui vedremo Tex vestire di nuovo i panni scheletrici dell’uomo della morte) alla figlia di Satania ( in una storia illustrata dal quasi esordiente Benevento ). E ancora, a proposito del passato del ranger, l’ultima eredità lasciata da Sergio Bonelli nell’idea di raccontare di un giovane Tex coinvolto nella terza guerra dei seminoles, non lontano da Fort Myers in Florida, disegni del promettente, è dir poco, Rubini. Non mancheranno, naturalmente, quelle storie, particolarmente amate dai lettori in cui i quattro pards si trovano costretti a sorbirsi lunghissimi viaggi lungo la rotta del Canada e del polo nord ( con Jim Brandon alla ricerca della spedizione dell’“Erebus”, in una lunga e glaciale storia disegnata da Bruzzo ) o nelle tumultuose acque del Pacifico per sventare il complotto dei russi che tentano di appropriarsi della California, potendo contare però sulle doti di un vero lupo di mare come capitan Barbanera ( in una storia su cui molto presto si metterà al lavoro il grande Andreucci ). Più nutrito il numero delle storie ambientate invece in Messico (tra le quali figurano la promettente “L’assedio di Mezcali” di Nizzi e Filippucci e il color “Piombo e argento” di Scascitelli). All’appello sarà presente anche l’amico Montales che a Chihuahua si unirà a Tex e Carson in un’avventura che li porterà addirittura nella giungla del Guatemala. Ritonando negli States, questa volta nelle grandi e popolose città, leggeremo storie ambientate nella calda ed esotica Louisiana ( “Sulle rive del Mississipi” di Rotundo ), nel cuore di New York, per la precisione a "Manhattan", per contrastare i piani omicidi del Maestro ( un’epopea illustrata da Dotti ), a Chicago in una breve storia per il momento ferma a causa dei malanni del disegnatore Repetto, in chissà quale città invece altre storie ( tra cui “La grande congiura” di Nizzi e Alessandrini, che ripresenterà sulla serie i diabolici intrighi dei politicanti. Un'altra pagina di non minore importanza è rappresentata da quelle storie in cui la componente magico-esoterica la farà da padrone. Oltre alle due storie di Yama e Mefisto che concluderanno il ciclo recentemente inaugurato dalla storia di Civitelli, altre storie promettono spettacolo a scena aperta, in particolare il texone di Carnevale e la storia di Manfredi e Bocci con El Morisco... che si candida ad essere il capolavoro manfrediano sulla serie, almeno tanto quella di Biglia nel centro America che testerà le possibilità di Ruju. Insomma, grande vitalità e non certo il raschiare il fondo della pentola come molti lettori pessimisti sembrano suggerirci. E Boselli è lontano dallo sbottonarsi con altre epiche storie che proprio in questi giorni stanno vedendo la luce.
  6. [684/685] Wolfman

    Bravo Carlo, anche a me dava un fastidio! Mi chiedevo sempre come mai non avessero scritto quelle dieci o quindici tavole per arrivare a fine albo. Ho sempre pensato che ciò avvenisse anche per suscitare interesse nella nuova storia. Forse non è l'esempio più appropriato, trattandosi di una ristampa delle strisce, ma metti il n. 78 "Incubo" che inizia a pag. 128, con una copertina dedicata a Tex e Mefisto, malgrado tre pagine di sceneggiatura e l'albo a contenere altre due storie che avrebbero meritato di più la copertina.
  7. [684/685] Wolfman

    Sul combattimento quella vignetta in cui Wolfman da un pugno e spezza un albero, beh dai il personaggio è costruito anche su questi passaggi da leggere con molta benevolenza.
  8. [684/685] Wolfman

    Sembra sfuggire il senso che da Ruju alla scena della separazione, con almeno due vignette in cui il focus è puntato sulla pistola che il fratello di Wolfman accarezza ripetutamente con la mano quando il fratello accenna all' idea di spezzargli le ossa per costringerlo a restare nel capanno con lui e Wolf Cry. Leggendo quelle vignette appare chiaro come Wolfman paia davvero intenzionato a storpiare il fratello almeno quanto quest'ultimo sia deciso a impiombarlo nel caso tenti qualche mossa per fermarlo. Dire che ci può stare, dunque, può anche andarmi bene, farne un assioma come altri hanno fatto neanche per sogno. Cosa ci troviate in un avversario che si limita a uccidere sanguinariamente non so davvero. Tutte le scene ci sono mostrate con il fatto compiuto, lasciando spazio alla nostra immaginazione e la vostra cavalca, da quello che leggo. Non sarà davvero che si spacci un personaggio "di livello superiore" per la barba folta e la cicatrice sul viso ? Andiamo, è un personaggio sconclusionato, che a parte uccidere a sangue freddo dei vigliacchi... non mostra altri attributi. E avete il coraggio di criticare Jim Bridger.
  9. [684/685] Wolfman

    Mai scherzare con un pellerossa, per di più sfigurato e non molto normale (visto che vive come un eremita in compagnia del succitato pazzo sanguinario). Si potrebbe andare incontro a cose alquanto spiacevoli. Vale il contrario, un indiano con il culto della persona ci può stare, della bellezza solo se a te ti piace l'idea.
  10. 8 - Tex Willer Magazine

    L'ottavo numero del magazine è disponibile sul sito mediafire, dal quale potete gratuitamente scaricarlo ( dato il peso del file e considerato che i downloads sono particolarmente lenti nel pomeriggio, si consiglia di provare soprattutto la mattina, prima di mezzogiorno ). CLICCA QUI PER SCARICARE IL MAGAZINE Dallo staff un augurio di buona lettura a tutti gli appassionati di TEX!
  11. [684/685] Wolfman

    Molto affascinante ricostruzione della sua personalità ma nell'albo quali elementi ti permettono di affermarlo ? E' un trapper che si è guadagnato il nome nel modo in cui Ruju l'ha raccontato, ma passi per simbionte, non è certo un vero uomo lupo. In genere non ho in molta simpatia questi fenomeni da baraccone e già li contestavo in passato con tutte le mie forze a Mauro Boselli quando li usava (per esempio vedi la scombinata banda Thunder). E resta il fatto che Tex ci viene mostrato più fallibile di quello che normalmente dovrebbe essere, perennemente in ritardo sugli avversari, due tomi che fanno il bello e il brutto tempo nella cittadina di Silver Bow per due giorni, uccidendo e spaventando la popolazione, con i due "campioni" impotenti. E non parliamo di una banda di fuorilegge numerosa ( come nella storia di Nizzi "il villaggio assediato" ) ma di due uomini contro due uomini. Non compro l'albo certo per vedere quanto è belluino Wolfman o quanto è sfregiato War Cry, quanto al "giallo" è appena accennato e non mi sembra degno di applausi, nè per vedere quanto possano essere vigliacchi gli amici del gambler! Se non si riesce a centrare la figura di Tex tutto il resto conta, ahimé, poco o niente.
  12. [684/685] Wolfman

    In che cosa la figura di wolfman merita di essere ricordata? Cos'ha di grande questo personaggio nel momento stesso in cui i rapporti con il fratello rendono dubbio il suo intrinseco desiderio di vendetta che è il motore assai labile della vicenda. E se nel mettere le mani sull'assassino vi è in cuor suo solo il desiderio di recuperare un pugno di pepite d'oro, movente più credibile delle sue azioni e della sua caparbietà, l'idea non è mai resa del tutto esplicità dalla sceneggiatore. Se mette alla calcagna del fratello l'indiano, infatti, è solo in base a una premonizione, cosa che scritta da Faraci apriti cielo, avresti sentito i commenti. Insomma un personaggio che risalta per la sua forza, per la sua brutalità, ma anche per una condotta che rimane nebulosa. E davanti a questo misero personaggio Tex affanna, ce l'ha davanti alle sue colt e non riesce a colpirlo nemmeno di striscio, mentre a parti invertite Wolfman abbatte il cavallo di Carson e se non fosse per il ricorso abusato al provvidenziale ramo, addio vecchio cammello. Se questo per voi non è un Tex sottotono, imo siamo di bocca buona.
  13. [684/685] Wolfman

    Dopo la lettura del secondo albo, qualche dubbio che si era palesato durante la lettura del primo è stato efficacemente sciolto dalla sceneggiatura di Ruju. La storia è molto godibile e probabilmente con altri disegni il voto sarebbe stato più alto del sette che mi sento di assegnarle. Quello che maggiormente stona, a mio parere, è lo spessore dei due antagonisti, capaci di mettere sotto scacco un intero paese e di rivaleggiare a lungo con Tex e Carson, per capitolare solo nelle ultime pagine. Sono cresciuto con il Tex con cui nessun avversario la dura, certo Wiolfman non impensierisce mai il ranger, però non trapela mai da queste pagine quel netto senso di superiorità che ho colto per esempio a profusione nell'ultimo maxi "Nueces Valley" con un Tex che anche bambino si mostra sempre una spanna sopra gli altri. Quando incomincio a chiedermi sommessamente "è Tex o non è Tex", vengono a galla tutti i limiti di una storia e se penso al Giovanni Luigi, mi sovviene in mente il Tex che prendeva immancabilmente a calci nel posteriore il malcapitato di turno, mentre qui invece abbiamo addirittura l'attimo di suspence per sapere chi è uscito vincitore dal duelllo, anzi per un attimo Ruju la dà vinta a Wolfman prima che questi, stramazzando al suolo, non dia campo al vero vincitore. Ma anche il semplice fatto che il bestione sia ancora vivo e capace di alzarsi e scagliarsi contro il complice precipitando infine con lui nel dirupo, mostra da un lato una stazza e una forza che danno fin troppa consistenza a un personaggio che fino all'ultimo non riesce a bucare veramente lo schermo (usando una metafora cinematografica), e mostra dall'altro lato come Tex, nel duello, abbia fallito proprio nel momento in cui sottovaluta la resistenza dell'avversario dandolo troppo facilmente per morto.
  14. Tabellone prossime uscite degli SPECIALI di Tex

    Ho aggiornato questa discussione. Prego di segnalare eventuali omissioni. Ho inserito Boselli e Brindisi con destinazione maxi tex con storia da 160 pp cui sarà sommata altra storia breve. Il numero delle pagine si presta sia al maxi che al color lungo. Dal momento che l'autore non è destinato alla serie regolare, l'ipotesi più probabile è proprio il maxi in previsione della sua uscita ormai programmata come semestrale, anche se rimane aperta quella del magazine, anche se su quella collana si è più coperti, queste deduzioni avanzate solo tenendo conto delle storie di cui siamo a conoscenza. Inoltre non mi è chiaro il numero delle pagine delle storie lunghe e di quelle brevi per i maxi doppi ( 160 + 110 oppure 160 + 128 ).
  15. USCITE PROGRAMMATE DEGLI SPECIALI DI TEX TEXONE 2018 - N. 33 - BOSELLI e MAJO (Corpo speciale) 2019 - N. 34 - BOSELLI e ZUCCHERI 2020 - N. 35 - FARACI e ALTUNA 2021 - N. 36 - BOSELLI e CARNEVALE 2022 - N. 37 - BOSELLI e VILLA (Eagle Pass) MAXI TEX 2018 - N. 22 - RUJU e DISO (274 pp) N. 23 - RUJU e SCASCITELLI ( 160 pp ) + RUJU e DE LUCA (110 pp ) 2019 - N. 24 - BOSELLI e PICCINELLI (274 pp) N. 25 - RUJU e DISO (160 pp ) + RUJU e MANGIARANO (110 pp ) 2020 - N. 26 - NIZZI e ALESSANDRINI (274 pp) BOSELLI e BRINDISI (160 pp) + FARACI e GINOSATIS (110 pp ) 2021 - N. 27 - (storia da 274 pp) N. 28 - (storia da 160 pp) + MIGNACCO e COSSU (128 pp) COLOR TEX 2018 N. 13 - RUJU e SCASCITELLI (Piombo e argento) (160 pp) N. 14 - DIXON e CIVITELLI ACCATINO e TREVISAN NIZZI e CANDITA SERRA e MANDANICI ZAMBERLETTI e BARISON 2019 N. 15 - BOSELLI e DE ANGELIS (160 pp) N. 16 - CONTU e FILIPPUCCI (La casacca magica) NIZZI e TORTI BOSELLI e BABINI BURATTINI e DELLA MONICA GUALDONI e SANTUCCI 2020 N. 17 - RAUCH e PRISCO (160 pp) N. 18 - NIZZI e DISENATORE ? RUJU e DI GENNARO BARBIERI e VENTURI CONTU e RUSSO ? e ? 2021 N. 19 - MIGNACCO e COSSU (160 pp) N. 20 - ? e ? ? e ? ? e ? ? e ? ? e ? CARTONATI (ROMANZI A FUMETTI) 2018 - N. 7 - BOSELLI e MASTANTUONO N. 8 - BOSELLI e BRECCIA 2019 - N. 9 - RUJU e MILANO N.10 - RUJU e GUERA TEX MAGAZINE 2018 - N. 3 - FARACI e VANNINI MIGNACCO e BRUZZO 2019 - N. 4 - RUJU e BARISON BOSELLI e LAURENTI 2020 - N. 5 - RAUCH e POLI ? e ? © TEX WILLER FORUM
  16. Le Storie Di Tex In Lavorazione

    ALTRE STORIE BREVI Soggetto e sceneggiatura: RAUCH Disegni: POLI Titolo della storia: Titolo non disponibile Numero pagine: 78 Status: 0 tavole al 10/2006 In edicola: Gennaio 2020 Argomento: Nessuna informazione disponibile Soggetto e sceneggiatura: RAUCH Disegni: PRISCO Titolo della storia: Titolo non disponibile Numero pagine: 160 Status: In lavorazione In edicola: Novembre 2020 Argomento: Nessuna informazione disponibile Soggetto e sceneggiatura: GUALDONI Disegni: SANTUCCI (matite) PIAZZALUNGA (chine) Titolo della storia: Titolo non disponibile Numero pagine: 32 Status: Terminata In edicola: Novembre 2018 Argomento: La storia inizia all'interno di un carcere... Soggetto e sceneggiatura: ZAMBERLETTI Disegni: BARISON Titolo della storia: Titolo non disponibile Numero pagine: 32 Status: Terminata In edicola: Novembre 2018 Argomento: La storia è incentrata sulle gesta di un sicario... Soggetto e sceneggiatura: ACCATINO Disegni: TREVISAN Titolo della storia: Titolo non disponibile Numero pagine: 32 Status: Terminata In edicola: Novembre 2017 Argomento: Nessuna informazione disponibile Soggetto e sceneggiatura: SERRA Disegni: MANDANICI Titolo della storia: Titolo non disponibile Numero pagine: 32 Status: In lavorazione In edicola: Novembre 2018 Argomento: Nessuna informazione disponibile. Soggetto e sceneggiatura: BURATTINI Disegni: DELLA MONICA Titolo della storia: Titolo non disponibile Numero pagine: 32 Status: Terminata In edicola: Novembre 2019 Argomento: La storia è incentrata su Kit Willer. Soggetto e sceneggiatura: BARBIERI Disegni: VENTURI Titolo della storia: Titolo non disponibile Numero pagine: 32 Status: In lavorazione In edicola: Novembre 2019 Argomento: Nessuna informazione disponibile Soggetto e sceneggiatura: CONTU Disegni: FILIPPUCCI Titolo della storia: La casacca magica Numero pagine: 32 Status: Terminata In edicola: Novembre 2019 Argomento: Ambientazione indiana. Soggetto e sceneggiatura: CONTU Disegni: RUSSO Titolo della storia: Titolo non disponibile Numero pagine: 32 Status: In lavorazione In edicola: Novembre 2020 Argomento: Ambientazione western cittadina. Soggetto e sceneggiatura: DIXON Disegni: CIVITELLI Titolo della storia: Titolo non disponibile Numero pagine: 32 Status: In lavorazione (16 pagine al 11/2017) In edicola: Novembre 2020 Argomento: Nessuna informazione disponibile
  17. Galleria di Enrique Breccia

    Dalla nostra pagina FACEBOOK:
  18. [Texone N. 32] Il magnifico fuorilegge

    Uscita : 20 Giugno 2016 Testi: Mauro Boselli Disegni: Stefano Andreucci Audace e solitario, ricercato dalla Legge, Tex cavalca in sella al fedele Dinamite tra i monti selvaggi dell'Arizona, per difendersi da una falsa accusa, sgominare intere bande di desperados e comancheros, salvare fanciulle in pericolo e incontrare (per la prima volta) Cochise dei Chiricahuas!.... © Testi e immagini SERGIO BONELLI EDITORE
  19. [Maxi Tex N.21] Nueces Valley

    Sono d'accordo con Pecos. Aggiungo che gli episodi del passato raccontati in questo Maxi si ricollegano tutti a singoli episodi legati alla figura di Jeff Bridges. Che il Gunny Bill che ci ha presentato Boselli è un gran bel personaggio e che può fare da contorno a tante altre storie incentrate su Tex e il fratello Sam da adolescenti. E infine che nelle stesse pagine del balenottero si dice chiaramente che Tex racconterà di altre storie con gli amici e con quel vecchio tizzone di Damned Dick, che queste storie stanno riscuotendo un meritato successo e sono una scommessa vinta e che tutte le lamentele sulla presunta sacralità di certe fasi della vita di Tex per me restano bolle di sapone. Che il GLB scriveva di tutto e di più, come gli veniva l'idea o come gli veniva suggerita e anche dalle più strampalate (per esempio Ruby Scott) era capace di tirarne fuori delle grandi storie, che se gli si fosse stato detto che nella sua testa certi periodi della vita del Tex non doveva pensarli e che dovevano restare tabu, chissà mai cosa vi avrebbe risposto, ma propendo per qualcosa di colorito. E che da uno che ha tirato in ballo i vichinghi volete che si facesse delle fisime per raccontare del passato di Tex, del padre, della madre, o del fratello? Suvvia! Boselli continua su questa strada e non voltarti indietro.
  20. Sono sempre stato favorevole alla pubblicazione di tavole inedite, però dopo aver letto il recentissimo capolavoro boselliano NUECES VALLEY, se devo fare un appunto, davanti a una storia di queste proporzioni, devo dire che mi sarei limitato SOLO a qualche pagina insignificante. In questa storia, molte delle tavole hanno avuto un effetto davvero spoilerante nella lettura. A un certo punto sapevo già che ci sarebbe stata una determinata sequenza come per esempio il pugno di Tex a Damned Dick o il drammatico attentato di Buffalo Tail alla vita di Mae). Fino a pochi anni fa Mauro Boselli non ne concedeva troppe di anteprime, figuriamoci di tavole. Oggi ha cambiato idea o c'è chi decide per lui diversamente, ma siamo giunti esattamente all'esatto opposto. Qualcuno dirà che potremmo teoricamente non visitare la pagina facebook o il sito ufficiale della casa editrice, ma chiederlo a un appassionato è cosa alquanto improbabile. La stessa prudenza sembra mancare per un'altra storia in lavorazione, parlo di MANHATTAN, ancora di Boselli e Dotti, più di una dozzina di tavole online che in una storia che ne conta 440 possono anche sembrare una sciocchezza. Ma il punto su cui voglio insistere è che spoilerano certe parti della storia la cui importanza potrà essere definita solo dopo la lettura finale di tutta la storia ovviamente letterata. Perché, è pur vero, che dietro al pugno di Tex all'amico Damned Dick a livello di motivazione comportamentale eravamo ben lontani dal sospettare le cause di quello che appariva un mero litigio e invece non lo è stato. Però sapevamo che ci sarebbe stato il pugno e quando Tex, qualche pagina prima, dice al nuovo amico che dovrà rendergli conto delle sue parole, avevo già la tavola stampata in mente. Più o meno lo stesso problema si era ravvisato per la precedente storia incentrata sul ritorno di Lupe Velasco. Se avessi comprato l'albo senza avere una chiara idea, per esempio, di come Piccinelli avrebbe invecchiato l'amica di Tex o quali fattezze avrebbe donato alla figlia Luz, sarebbe stata una lettura diversa, non avrei avvertito quella sensazione di déjà vu. E sarebbe stato bello scoprire da Tex che quella bella ragazza era la figlia della vecchia compagna d'avventure, invece di saperlo mesi o anni prima dell'acquisto dell'albo. Che dire per esempio del Texone di Villa o peggio ancora di quello della Zuccheri di cui sono state spoilerate circa 25 tavole! E la cosa rischia di ripetersi ormai per tutte le storie più importanti che sono o saranno presto in lavorazione, come BARBANERA, TIGRE NERA, GUATEMALA ecc... L'ideale dunque sarebbe proporre qualche anteprima e scegliere oculatamente le tavole meno pericolose, per esempio come si sta facendo per la storia di PROTEUS (appena una tavola di Ramella, a matita). Noto che per certe storie, infatti, non esiste nessuna (o quasi) anteprima. Della storia WOLFMAN di Font di questo mese era stata divulgata appena una tavola e qui per me si poteva abbondare senza pericolo. Un'altra possibilità potrebbe essere data dalle anteprime limitate solo alle primissime pagine, mettete fino a pagina 30 o 40 e non oltre di una storia di almeno 220 tavole. Ho aperto questa discussione per solleticare il punto di vista degli utenti del TWF forum. La politica della Casa editrice a livello promozionale dei propri albi va secondo voi rivista ? Rispondete anche alle domande del sondaggio! Per ora vi ringrazio in anticipo per i vostri contributi.
  21. Commenti Alle Anteprime

    Esta bien, grazie, aspettiamo che il Boss dia l'Ok.
  22. Commenti Alle Anteprime

    Carlo, la storia di Brindisi che destinazione ha ? Sai chi è lo sceneggiatore ?
  23. [Maxi Tex N.21] Nueces Valley

    Per me la storia è un - capolavoro - degno di stare tra le storie immortali di Tex. Male mi spiego i tentativi di sminuire questa realtà, focalizzando l'attenzione su presunti punti discutibili. Come, per esempio, il Jim Bridger ottantenne che sarebbe improbabile o inverosimile nell'abbattere a pugni un pseudo campione più giovane di lui. Primo non si considera a sufficienza che ci sono ottantenni che fisicamente sono in grado di suonarle ancora a chiunque. Non so' mica tutti vecchietti da panchina da giardino pubblico, che credete? Secondo, il vecchietto in questione è un mountain man, uno che affrontava gli orsi. Terzo, è fin troppo evidente che fa a pugni da una vita e che non ha mai smesso di suonarle e prenderle, per cui è bene allenato e di pugni se ne intende. Quarto e ultimo, anche se fosse che dovessimo vedere in lui un uomo finito, come si lascia sfuggire a tavola con i quattro pards, tutto e dico tutto in quella sequenza finale sta a dimostrare che è ancora un uomo forte e volitivo, sicuro dei suoi mezzi, tanto da rischiare tutti i suoi beni in una scommessa che per tutti sembrerebbe persa in partenza (ma alla fine rischia davvero o invece, come penso, è sicuro di far mangiare la polvere a Cole Brompton ? ). Rileggetevi e cercate un'analisi testuale che sia tale da mettere in luce i perché di certi snodi narrativi di cui Boselli superbamente si è servito per dare del vecchio Jim Bridger un'' immagine sentimentale e al contempo credibile del mito che è stato. Se volevate il vecchietto riconglionito che solo Tex può tirare fuori dai guai, cambiate fumetto, perché non è forse vero che anche nelle ultime pagine Tex resta spettatore delle gesta dell'amico, gesta di un eroe intramontabile, significativamente accompagnate dalla ballata di Horton. E poi, non mi stanco di rileggere quelle pagine ambientate a Frisco dove ho ritrovato il VERO Tex di "San Francisco", il Tex glbonelliano, e pietose le lagnose discussioni sulla parola "cagna" o sul bagno della sgualdrina. Questo è Tex e chi contesta questo, smetta di rompere le scatole.
  24. [Maxi Tex N.21] Nueces Valley

    Tutto di guadagnato per il tuo fegato!
  25. [Maxi Tex N.21] Nueces Valley

    In rete sono tutti d'accordo nell'accordare alla storia gli elogi che merita, a parte qualche bischero che, sempre per partito preso, contesta persino ciò che più di glbonelliano c'è in questa splendida avventura. No, non concedo nessuna pubblicità alle loro farneticazioni, però che desolazione!