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ymalpas

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  1. Soggetto e sceneggiatura : Claudio Nizzi Disegni: Giovanni Ticci Periodicità mensile: Luglio 1985 è Settembre 1985 Inizia nel numero 297 a pag. 73 e finisce nel numero 299 Durante un viaggio in treno, Tex racconta a Carson di quando salvò il nero Tom da un linciaggio durante la Guerra di Secessione, e conobbe il ricco Howard Walcott con i suoi nipoti John e Leslie, uno nordista e l'altro sudista? Durante la Guerra Civile, l'ufficiale nordista John Walcott aveva sottratto un baule d'oro ai confederati, salvando la vita al cugino Leslie, gallonato sudista. Ma poi John era stato catturato dal nemico, e siccome la cassa recuperata dalle giacche grigie conteneva soltanto pietre, era stato spedito nel campo di prigionia di Anderville per sciogliergli la lingua. Gli unionisti, sicuri che John avesse nascosto i lingotti, incaricarono Tex di liberarlo. Sotto mentite spoglie, accompagnato dal nero Tom, Willer dovette superare mille insidie, rischiando di finire fucilato come spia! Penetrato nel terribile campo di Anderville, dove i sudisti concentrano i prigionieri nordisti, Tex fa evadere l'ufficiale John Walcott nascondendolo sul carro che porta via i cadaveri. John avrebbe dovuto rivelare dov'era nascosto l'oro che credeva di aver trafugato ai confederati, ma dice di non saperne niente. E il mistero resta tale: il cugino sudista Leslie muore ucciso da ignoti e John, sospettato da Tex dell'omicidio, salta in aria su una granata! Anni dopo, quando il politicante Howard Walcott convoca Tex a Richmond, l'incredibile verità sulla fine dei suoi nipoti John e Leslie salta finalmente fuori. © Sergio Bonelli Editore
  2. Soggetto e Sceneggiatura: Mauro Boselli Disegni: Roberto De Angelis Copertina: Maurizio Dotti Periodicità: Mensile 16 novembre 2018 Le avventure di Tex quand’era ancora uno scatenato fuorilegge! A settant’anni di distanza dalla sua prima apparizione, ritroviamo Tex inseguito dagli sceriffi e dai cacciatori di taglie nel primo numero di una nuova serie, rapida e secca come un colpo di fucile, che narrerà gli episodi sconosciuti della giovinezza del nostro eroe! In questo episodio iniziale, di Boselli e De Angelis, scopriamo l’antefatto mai raccontato del primo, storico albo di Tex, “Il Totem Misterioso”, con la nascita dell’odio tra Tex e il losco Coffin e la tragica storia della bella indiana Tesah, tra sparatorie, agguati e galoppate a rompicollo sul giovane destriero Dinamite! © Sergio Bonelli Editore
  3. Soggetto e sceneggiatura: Giovanni Luigi Bonelli Disegni: Fernando Fusco Periodicità mensile: Novembre 1978 - Gennaio 1979 Inizia nel numero 217 a pagina 46 e finisce nel numero 219 a pagina 58 Presso Nogales, l'ex cacciatore di scalpi Paul Balder - detto El Carnicero - ingrandisce il suo ranch facendo cacciare da una banda di incappucciati gli onesti allevatori confinanti. Tex e Carson si spacciano per i nuovi proprietari di una delle fattorie. El Carnicero è inferocito: nonostante il denaro generosamente versato nelle mani del bandido Macho e dei suoi desperados per terrorizzare i padroni delle haciendas confinanti, non riesce a scacciare Tex e Carson, i quali si sono frattanto riuniti a Kit e a Tiger Jack! Dopo l'incendio appiccato dai pards alla bunkhouse della sua fattoria, Balder finanzia l'intervento dei Lupi Rossi, un branco di feroci Yaqui ma, prima che possa schierarli, i rangers gli devastano il ranch facendolo radere al suolo da una mandria imbizzarrita! Gli Apaches di Cochise salvano i pards dai feroci Lupi Rossi e attaccano con le frecce incendiarie quel che resta del ranch del sanguinario Paul Balder, vendicando così gli indiani uccisi dal manigoldo quando era un cacciatore di scalpi: al Carnicero, intrappolato dal fuoco, non resta che spararsi un colpo alla tempia. © Sergio Bonelli Editore
  4. ymalpas

    [544/545] Intrigo Nel Klondike

    Forse un po' troppo dialogata, ma anche con una trama lineare, molto glbonelliana nel modo in cui ha Tex di affrontare di petto antagonisti e situazioni che si vengono a creare. Avrei gradito un pizzico di parteciapazione in più da parte di Brandon, è vero che soffre molto della presenza della giubba rossa Lafferty e un pochino meno di Ryan, Boselli li sacrifica senza troppi rimorsi nel secondo albo. Il tocco boselliano è riconoscibile nelle due canaglie che i due pards inseguono un po' per tutta America (Alaska compresa), troppo crudeli e spietati secondo una consolidata formula. Come molti hanno detto prima di me, storia di grande spessore, non la migliore dell'autore, ma sicuramente trova spazio nella top ten del centinaio 501/600. P.s. Ayaklut meriterebbe un ritorno.
  5. Soggetto e sceneggiatura: Mauro Boselli Disegni: Miguel Angel Repetto Periodicità mensile: Febbario 2006 - Marzo 2006 Inizia nel numero 544 e finisce nel numero 545 Giunti in Canada sulle tracce di due spietati killer, che hanno lasciato dietro di loro una lunga scia di sangue, Tex e Carson si imbattono in una serie misteriosa di delitti. Due giubbe rosse sono già morte assassinate e dell'omicidio di una di esse è accusato un giovane eskimo che si dichiara innocente. Il sergente Lafferty della polizia canadese sospetta che dietro le uccisioni ci sia la mano di Henry Fitzgerald, padrone di mezza Caribou, che stipendia un piccolo esercito di gunmen americani. I cittadini di Caribou danno l'assalto alla prigione di Ayaklut e solo Jim Brandon cerca di opporsi al linciaggio? © Sergio Bonelli Editore
  6. ymalpas

    Migliore storia del 2019

    Si votano in questo sondaggio SU IN ALTO le migliori storie del 2019 suddivise per serie. E' consentito un solo voto in ognuna delle tre sezioni in cui il sondaggio è spezzettato (per un totale di massimo tre voti per utente). CONTANO SOLO I VOTI ESPRESSI NEL SONDAGGIO SOPRA. I VOTI DICHIARATI NEI VARI MESSAGGI NON SARANNO CONTEGGIATI con la sola eccezione riportata di seguito. Il sondaggio si chiude automaticamente l''ultimo giorno del mese in tarda serata. Per le storie brevi del color, chi intedesse dare la propria preferenza, specifichi nel messaggio lasciato nella discussione qyuale delle storie vuole premiare. Il sondaggio si chiude automaticamente l''ultimo giorno del mese in tarda serata. ALBO D'ORO 2007: Morte nella nebbia (Boselli/Font) 2008: Omicidio in Bourbon Street (Boselli/Bianchini e Santucci) 2009: Patagonia (Boselli/Frisenda) 2010: La prova del fuoco (Ruju/Seijas) 2011: Sei divise nella polvere (Manfredi/Ticci) 2012: La cavalcata del morto (Boselli/Civitelli) 2013: El Supremo (Boselli/Dotti) 2014: La stirpe dell'abisso (Boselli/Piccinelli) 2015: Luna insanguinata (Boselli/Mastantuono) 2016: Il segno di Yama (Boselli/Civitelli) 2017: Nueces Valley (Boselli/Del Vecchio) 2018: L'ombra del Maestro (Boselli/Dotti)
  7. ymalpas

    [Tex Willer N. 14 / 15] Paradise Valley

    Secondo albo che conferma quanto di buono Ruju aveva già espresso nella prima parte: lettura fresca, coinvolgente, giovane Tex praticamente perfetto. Questa volta i complimenti ci stanno tutti!
  8. ymalpas

    [710/711] L'assedio di Mezcali

    Tutte le scene di assedio da parte degli indiani che Tex ha vissuto a partire dal mitico n. 10 avrebbero allora giustificazioni labili se pensiamo al che ci guadagnano. Nel numero 27 hanno razziato il ranch, non risparmiano nessuno, la cosa che li spinge al massacro è lo "scalpo" e a differenza di Paul Balder loro non ci guadagnano niente a rivenderlo. La psicologia dell'indiano non è quella di - accidenti, ho già perso 20 uomini, vado e attacco piuttosto un ranch indifeso - ma piuttosto "se non espugno e prendo tutti gli scalpi a Mexcali, ci perdo la faccia perché erano quattro gatti e me l'hanno fatta". Agli indiani di questa storia piuttosto rimprovero di essere molto anonimi (persino Faraci si era dimostrato più convincente in "Carovana di audaci"). Per quanto riguarda gli assediati l'unico comportamento veramente incomprensibile per me è quello del gambler che alla fine muore da ...eroe! Il bandito che scappa tra le file nemiche deve scegliere tra la via di fuga o la forca. Il ragazzo che si immola agli indiani ha evidentemente perso il senno dopo la morte della madre. Meno ovvie invece le motivazioni del padre, un perdente, che intravvede nell'oro l'unica via possibile di fuga alla mediocrità che lo attende, ora che ha perso tutto. Ci può stare un comportamento come il suo, anche se un po' tirato per i capelli da Nizzi che ne fa un assassino. Detto questo, la storia per me è sufficiente e assolutamente niente più.
  9. ymalpas

    Migliore storia del 2019

    Il mio voto: - La maschera di cera (per la serie regolare) - Pinkerton Lady (per la serie Tex Willer) - Un capestro per Kit Willer (per gli speciali)
  10. Speciale Tex n. 16 Soggetto e sceneggiatura: Claudio Nizzi Disegni: Bruno Brindisi Periodicità annuale: Luglio 2002 Non è propriamente un messaggio di amore e di pace quello diffuso dagli uomini agli ordini del Predicatore. Travestiti da soldati, mettono a segno rapine sanguinose, senza mostrare alcuna pietà per gli sventurati che incrociano la loro strada. Ancora per poco, però, e non soltanto per il fatto che il comandante di Fort Defiance ha dato incarico a Tex e a Carson di mettersi sulle tracce della banda. L'inizio della fine, per la masnada del Predicatore, è giunto con il sequestro di Piccolo Falco! ym
  11. ymalpas

    [Texone N. 01] Tex Il Grande!

    Da qualche parte ho letto recentemente che fu Magnus a proporsi per il Texone. Chissà quanto contribui nel corso di quell'estate quel formato gigante con i disegni così personali di Buzzelli a spingerlo a varcare la porta del 38 di via Buonarroti ? Di certo Magnus non pensava alle scadenze. Anche a Galep successe più o meno la stessa cosa, cioè di quanto gli sarebbe piaciuto disegnarne uno, se non ricordo male fu Sergio Bonelli a raccontarlo anche se un po' tendeva a romanzare i fatti.
  12. ymalpas

    [Tex Willer N. 14 / 15] Paradise Valley

    Famiglia di Quaccheri. AMISH MORMONE CHIESA ORTODOSSA Attenti a non confonderli! (messaggio rivolto soprattutto ai disegnatori di Tex)
  13. ymalpas

    Claudio Nizzi

    Nato a Setif, in Algeria, il 9 settembre del 1938, Claudio Nizzi rientra in Italia con la famiglia l'anno dopo, che si stabilisce a Fiumalbo ( MO ). Tra il 1953 e il 1962 vive a Roma dove completa gli studi in un Istituto Tecnico per Geometri. I suoi primi lavori escono nel 1960 sul settimanale "Il Vittorioso", nel n° 30 viene pubblicata la sua prima novella, dal titolo Tra i due litiganti. Nel 1962 sempre per la stessa testata, sul n° 3, viene pubblicata la sua prima storia a fumetti, Il mistero del castello, disegnata da Alberto Tosi. Nel 1962 si trasferisce a Modena, dove trova un impiego presso la Fiat Trattori. Dal 1963 al 1966 scrive ancora per il settimanale cattolico la serie africana Safari, disegnata da Renato Polese. Quando nel ?66 Il Vittorioso si trasforma in ?Vitt?, Nizzi abbandona la testata. Nel 1969, dopo una breve pausa durante la quale scrive novelle per giornali femminili come Novella, Grand Hotel, Confidenze e Bella, torna al fumetto collaborando a "Il Giornalino", per il quale scrive moltissime storie brevi ( passando con disinvoltura dal genere avventuroso a quello umoristico, dal western al poliziesco ) e creando negli anni un certo quantitativo di serie. Nel 1970 crea la sua prima serie umoristica Il colonnello Caster Bum[/i, disegnata da Lino Landolfi, quindi segue Steve Damon, serie africana, disegnata da Silvano Marinelli. Nello stesso anno appare la prima sua riduzione di un classico della letteratura, L'isola misteriosa, resa graficamente da Franco Caprioli e sempre nei primi anni settanta si situa anche la sceneggiatura de Un capitano di 15 annidi Jules Verne, sempre con i disegni di Franco Caprioli. Nel 1971 Nizzi crea Larry Yuma, su disegni di Carlo Boscarato ( e per alcuni episodi, da Nadir Quinto ), di cui sono stati prodotti a tutt'oggi 160 episodi completi, a cui farà seguito sempre nello stesso anno e sempre per i disegni di Boscarato la serie Nico e Pepo. Nel 1972 è la volta di Capitan Erik, serie disegnata tra gli altri da Ruggero Giovannini e poi da Attilio Micheluzzi. Nello stesso anno per il ?Messaggero dei Ragazzi? crea Mino e Lia, serie disegnata da Piero Mancini. Nel 1977 Nizzi d' vita al fumetto poliziesco Il tenente Marlo, reso graficamente da Sergio Zaniboni. Nel 1980 abbandona l'impiego presso la Fiat per dedicarsi a tempo pieno alle sue sceneggiature. Diventa redattore de ?Il Giornalino? , responsabile del settore fumetti della testata. Nel 1981 arrivano Rosco & Sonny, resi graficamente prima da Giancarlo Alessandrini, poi da Rodolfo Torti. Con lo pseudonimo di ?Anna? scrive anche la serie Nicoletta, su disegni di Claudio Onesti, in arte Clod. Inizia la sua collaborazione con la Sergio Bonelli Editore, lavorando inizialmente su Mister No, la cui prima storia Paura nei Caraibi, viene disegnata da Franco Bignotti. Nel luglio del 1983 appare La valanga d'acqua[ # 273 ], la sua prima storia pubblicata di Tex, ma la prima storia a essere stata scritta sarebbe Il ritorno del Carnicero, apparsa solo tempo dopo. Da questo momento, Nizzi inizia ad alternarsi con Gianluigi Bonelli alla stesura delle sceneggiature di Tex. Nel maggio del 1988, per i quaranta anni di Tex, esce l'albo gigante Tex il Grande!, che inaugura la collana dei Texoni. Questo volume ha la caratteristica di essere per la prima volta firmato da lui: sino ad allora le sue storie di Tex, come quelle di Nolitta, non erano state firmate. In dicembre, su Tex n° 338, appare la sua firma anche nella serie regolare. Nel giugno del 1988 appare nelle edicole anche il primo numero di Nick Raider, da lui creato, primo personaggio di genere poliziesco edito da Sergio Bonelli, di cui cura inizialmente anche la supervisione. Nel contempo, per "Il Giornalino" elabora numerose riduzioni dei classici della letteratura per ragazzi, quali L'isola del tesoro e Oliver Twist per Carlo Boscarato, Il Giornalino di Gian Burrasca per Gianni De Luca; Robur il conquistatore per Nevio Zeccara; Le avventure di Tom Sawyer e Piccola donna per Nadir Quinto; Robin Hood per Gino Gavioli; I Promessi Sposi e Le avventure di Ulisse per Paolo Piffarerio. Nel 1993 è il suo Nick Raider ad inaugurare la Collana Almanacchi, con la sua storia Occhio Privato, disegnata da Bruno Brindisi. Nel 1994 sua è anche la storia apparsa sul primo Almanacco del West di Tex, La Ballata di Zeke Colter, disegnata da R. Calegari. Il 13 maggio 1995, nell'ambito del "Salone Internazionale dei Comics", Claudio Nizzi riceve lo Yellow Kid come ?Autore di fumetti italiano? con la seguente motivazione: "Per avere sceneggiato la versione a fumetti di numerosi classici della letteratura, per avere inventato suggestive trame e creato personaggi, per avere mantenuto viva la tradizione western con Tex e per avere creato e sviluppato il serial giallo Nick Raider". A questo riconoscimento va aggiunto anche l'Inca Winter 97, il premio di Internet, nella categoria migliore fumetto per la storia La valle del Terrore disegnata da Magnus per il Texone numero 9. Dal 1998 inizia la lavorazione di un nuovo personaggio, Leo Pulp, noir-umoristico poliziesco, che tiene impegnato Nizzi totalmente insieme alle sceneggiature per Tex. Il 26 maggio 2001 è la data di uscita de La scomparsa di Amanda Cross, scritta da Claudio Nizzi e disegnata da Massimo Bonfatti.
  14. Soggetto e sceneggiatura: Claudio Nizzi Disegni: Fernando Fusco ( prima parte, fino al numero 367, pag. 36 ) Fabio Civitelli ( seconda parte, dal numero 367, pag. 37 ) Periodicità mensile: Marzo 1991 - Luglio 1991 Inizia nel numero 365 e finisce nel numero 369 a pag. 68 Brooke e Cantrell, due loschi speculatori di Tucson, per disfarsi di Tex si alleano con il governatore dello stato di Chihuahua Zamora e con il suo sgherro, il tristo colonnello Olivera, promettendo loro armi per conquistare la Sonora. Con un falso messaggio di Montales, Willer viene attirato in trappola, accusato di spionaggio e omicidio, e sbattuto in galera! L'obiettivo finale dei cospiratori (fra cui il vendicativo generale Velasco, mente di un vecchio complotto fallito) è quello di spingere Montales a far evadere l'amico per poi poterlo eliminare con tutti i crismi della Legge! © Sergio Bonelli Editore --------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------- Quando verosimilmente negli anni '89-'90 decise di scrivere il soggetto e la sceneggiatura di questa lunga e coinvolgente avventura ( ben 503 tavole ) Nizzi era ancora un autore che pensava in grande. Data la sua lunghezza, questa storia è stata a suo tempo sottoposta ad un interessante esperimento, con un solo precedente nella saga di Tex, quello dato da San Francisco / Il Tiranno dell'isola ( # 154/158 ): è stata cioè divisa in due parti ( con la seconda che è ovviamente il seguito della prima ), affidate a due diversi disegnatori che si divisero il lavoro così come di seguito: 251 tavole di Ferdinando Fusco [ L'uomo con la frusta ] 252 tavole di Fabio Civitelli [ Lampi sul Messico ] Il soggetto della prima parte si rif? esplicitamente ad uno dei grandi classici bonelliani, ovvero In nome della legge ( # 141 / 45 ), per quanto riguarda le tre fasi principali: trappola, prigione e fuga ( mentre il tema del castigo riguarderà invece tutta la seconda parte ). Ma soprattutto si arricchisce di nuove e originali venature. L'idea più curiosa è sicuramente quella che vede Tex al paredon mai così vicino alla morte e salvato all'ultimo istante dalla grazia concessa dal Presidente. L'altro grande punto di interesse risiede invece nella seducente creazione di un villain come Pedro Cobra Galindez, un desperado che vive con i suoi uomini sui monti che sovrastano la città di Chihuahua, che si rivelerà un abilissimo doppiogiochista, un ottimo emulo insomma dell'illustre Phil Turner, il protagonista di Giungla crudele ( # 250 / 253 ). Il Ranger non è il solo obiettivo della cospirazione. Anche l'amico Montales, che con i tre pards si affanna per ottenerne la liberazione, è nel mirino dei congiurati. Grande amico del Presidente e soprattutto grande cerimoniere dell'integrità territoriale messicana [ si veda a questo proposito la storia Il ritorno di Montales ( # 137 / 139 )], per i suoi avversari è un hombre che va assolutamente eliminato, non fosse altro che per presentargli il conto del fallimento della precedente congiura, si veda a questo proposito la storia I Cospiratori ( # 304 / 307 ) di cui questa è l'ideale seguito. Scampato all'esplosione, ma orrendamente sfigurato, tanto che il suo volto ci appare parzialmente nascosto da una maschera di ferro [ che non manca di farci tornare alla mente un'altra bellissima avventura, quella de Il clan dei cubani ( # 230 / 233) ] Velasco, che di quel complotto era stato il principale artefice, vive e agisce nell'ombra come il miglior Mefisto, ossessionato dal pensiero della vendetta. Montales ce lo descrive come un rudere d'uomo, il fisico irrimediabilmente compromesso, ma non il suo cervello. La morte nuda e fredda non può bastare per i suoi nemici, Velasco non vuole risparmiare all'odiato Montales l'onta dell'infamia e del disonore che lui stesso ha conosciuto a causa sua. Il colonnello Olivera, cervello di prim?ordine è il finissimo autore del macchiavellico piano destinato a far cadere nella rete Tex e Montales, che dice di lui: "un anima nera, un figlio del demonio, ma gli va riconosciuta una notevole abilità nel'organizzare intrighi" e Olivera, segretamente in ascolto, sornione, ringrazia. L'altro personaggio di spicco, non fosse altro che per la sua imponente massa è invece el gobernador di Chihuahua, il grasso Zamora, che vive con grandiosi sogni di gloria e si consola con piaceri più terreni. Nizzi per caratterizzarlo aggiunge un bel po' di pepe alla storia e diciamo che ci riesce bene. Lo vediamo così irridere lo stesso Olivera: - Tu sei più castigato di un monaco, ma io ho altri programmi, caramba! Ah! Ah! E così mentre nella calda notte di Chihuahua il colonnello dorme soddisfatto un placido sonno, il sanguigno Zamora si intrattiene con l'allegra compagnia della bella Rosaura? Tutti i personaggi di questa storia hanno il loro ruolo ben definito e ciascuno gioisce della vita a modo suo. Vengono quindi i cospiratori americani Martin Booke e Brian Cantrell. Sono due uomini d'affari di Tucson, che in quella città hanno ricreato il ring, quello per intenderci di Trafficanti di armi ( # 211 / 213 ). Se Zamora intende impadronirsi della Sonora, ha bisogno di molte armi che i due speculatori sono pronti a concedere in cambio dell'eliminazione di Tex che permetterebbe loro di impadronirsi delle terre della riserva, spalancando prospettive di immensa ricchezza. Con loro finisce la rassegna degli antagonisti che tessono il plot di questa seducente avventura. Vorrei passare proprio all'analisi di alcuni dei fatti salienti di questa storia, evitando magari di ricadere in una monotona e noiosa descrizione della trama. Il primo episodio che mi viene alla mente è quello della cattura di Tex, tra le rovine del villaggio abbandonato di Benenos ( # 365, pag.38 ). Date un'occhiata alla vignetta dei rurales che disarmano il Ranger e ditemi a cosa vi fa pensare? la lettura oggi ha un godibile piacere retrò. Passiamo dunque allo scontro pieno di scintille tra Tex e Zoro nelle prigioni di Chihuahua. Il detenuto Tex infligge qui una dura lezione all'uomo con la frusta, un gigante col cervello di un elefante, che rimedia un vistoso occhio nero che gli vale anche i rimproveri di Olivera. Poverino. Mitica la frase del ranger che restituendo la frusta dice beffardo alle guardie: "senza quell'arnese si sentirebbe peggio che nudo". Veniamo quindi alle scene, veramente emozionanti, che vedono Carson e i pards scoprire della condanna a morte di Tex. Il vecchio cammello diventa l'esilarante protagonista di una serie di gag demenziali, bellissima quella sul tetto del treno che li porta verso Chihuahua, che lo vede inseguito da un Tiger che per una volta rompe il suo abituale silenzio per lasciarsi sfuggire un espressivo "Woah, il vecchio Carson è scatenato" ( # 366, pag. 25 ). Nizzi insiste molto in queste pagine nella descrizione del legame di amicizia che lega Carson, ma anche Montales, a Tex e sono delle scene che nell'immensa saga del nostro amato tizzone d'inferno fanno davvero capitolo a parte. Impressionanti, soprattutto se paragonate alla artefatta amicizia di Montales con Cobra Galindez, desperado e vecchio compagno d'armi del consigliere del Presidente. Proprio tutto questo insieme di elementi permetteranno poi l'effetto è bomba è dato dalla scoperta del suo sporco doppiogioco con Olivera e Zamora. Una sceneggiatura a dir poco strepitosa. E' la volta quindi della fucilazione di Tex. Lo vediamo all'interno della cella che aspetta l'alba e pensoso si interroga su quello che gli sta accadendo. Sentiamo rimbombare nel corridoio i passi delle guardie che vengono a prelevarlo per condurlo al paredon, lo vediamo che rinuncia coraggiosamente alla benda sugli occhi e guarda da vero eroe la morte in faccia. Sorridiamo alle sue battute con padre Elias, il più simpatico religioso mai apparso sulle pagine di un albo di Tex: - Fratello se hai qualche colpa sulla coscienza è questo il momento di chiederne perdono a Dio? - Lasciamo stare padre. - Non vuoi confessare i tuoi peccati ? - Il fatto è che se dovessi elencarli tutti perderemo l'intera giornata e non credo che quei bravi ragazzi ( il plotone di esecuzione ) sarebbero disposti a pazientare tanto? Scena a dir poco memorabile. Non bisogna lasciarsi ingannare dal suo aspetto dimesso, mormora Cobra Galindez, oggi padre Elias indossa il saio e dispensa giaculatorie, ma c'è stato un tempo e nemmeno tanto lontano in cui portava il fucile a tracolla ed era svelto come pochi ad usarlo contro i francesi di Massimiliano combattendo per l'indipendenza del Messico. E occorre dire che non sono elogi spesi male, perchè il frate è un tipetto terribile, che in barba allo stesso Olivera, riesce nell'impresa di far fuggire Tex dalle carceri di Chihuahua, nel modo più inaspettato e curioso. Proprio la scena dell'evasione è un altro dei momenti più belli della storia, che trasporta il lettore dalla cella alla cripta della chiesetta, con tanto di bare scoperchiate ( eccezionale Fusco ), per finire poi nei cunicoli delle fogne di Chihuahua. E da qui, all'aria aperta, sotto la volta del cielo stellato, finalmente libero ! Eh si! Ci ricorda proprio il viaggio Dantesco all'Inferno. Ed ecco la seconda parte della storia, che inizia con il grandioso colpo di scena che illustra il doppiogiochismo di Cobra Galindez. Decisamente meno riuscita rispetto alla precedente, ma densissima di avvenimenti ed emozioni, questa parte, come ricordato precedentemente, è affidata ai disegni di Civitelli. Il passaggio da uno stile all'altro è senza dubbio traumatico ma mi sentirei di spezzare una freccia in favore di Fusco, ai suoi massimi livelli storici, con tavole veramente curate nei minimi dettagli e soprattutto una capacità di donare ai suoi personaggi una fortissima carica espressiva e un'originalità da applausi, che è purtroppo del tutto assente nei freddi e squadrati disegni di Civitelli. Basta rivedere la figura di Zoro, che nella seconda parte perde tantissimo del suo fascino. Quello che invece non manca alla bella Conchita, un personaggio secondario che, come Elias, riesce ad incidere pesantemente nei destini della storia. In effetti scopriamo qui uno dei tanti meriti di questa sceneggiatura. Pensiamo ad esempio al personaggio di Potrero, lo spione di Olivera, che ci rimane impresso nella mente a lungo ( morir? poi in una storia successiva, e la sua morte è stata una delle cose più sgradite che io ricordi ). Tre sporche canaglie che ritornano? Oltre Potrero, altri personaggi sono stati ripresi in storie successive, per passare? con un bisticcio di parole, tristemente alla storia. Iniziamo da Pedro ?Cobra? Galindez, uno dei protagonisti dell'avvincente Guerriero Apache ( # 378 / 381 ). Riesce ad evadere dal carcere di Escalante per andare a morire in una catacomba, colpito da un infarto. Anche il duo Zamora / Olivera ricompare in un'altra bella storia: Scorta armata ( # 447 / 448 ), il cui rocambolesco finale si chiuderà con l'assassinio dello stesso Olivera da parte del suo compagno di cella Zamora! che non potrà a questo punto, come ci ricorda lo stesso Tex, scampare alla forca e alla morte. C'è un po' di rammarico nel lettore nello scoprire che tutti i principali personaggi di questa storia alla fine muoiono. Ma forse è un merito, quello di non credere agli ennesimi ritorni, visto soprattutto quello che è successo con l'ultimo Mefisto.
  15. Notizie flash & aneddoti vari su Tex e i suoi autori... Da un po' di tempo stavo pensando a una discussione di questo tipo, uno spazio cioè dove far confluire le piccole notizie che non troverebbero spazio in altre discussioni... Ognuno di voi può partecipare, per tenere pulita la discussione però limitiamoci a riportare lo stretto necessario e evitiamo i commenti a quanto postato dagli altri! Via, si parte...!
  16. Soggetto e sceneggiatura: Claudio Nizzi Disegni: Claudio Villa Periodicità mensile: Luglio 2002 - Ottobre 2002 Inizia nel numero 501 e finisce nel numero 504 a pag. 39 Stavolta, il pericolo per Tex e i suoi pards viene dalla Ville Lumiere, Parigi, teatro di ogni stravaganza e meraviglia. Una delle quali è Narbas, uno stregone ind' in grado di favorire il ritorno, in spoglie terrene, degli spiriti perduti nei regni dell'ombra. Immaginate, dunque, quali potrebbero essere le conseguenze di un incontro tra Narbas e Lily Dickart, ora contessa Leonov. Avete indovinato: riportare fra noi suo fratello Mefisto, perchè possa finalmente cogliere la tanto agognata vendetta. Il problema è che Narbas ha bisogno del cadavere del vecchio diavolaccio per strappare la sua anima all'Aldilà? E l'unica persona che conosce l'accesso alle segrete del castello dove giacciono le ossa di Mefisto è la bella mambo Loa! © Sergio Bonelli Editore
  17. TUTTE LE MIGLIORI STORIE DI TEX PER CENTINAIO 001 - 100 101 - 200 201 - 300 301 - 400 401 - 500 501 - 600 601 - 700 Il tranello Tra due bandiere I ribelli del Canada La taverna sul porto Il passato di Carson I Lupi Rossi Sei divise nella polvere La gola della morte Sulle piste del Nord Tucson La città corrotta Delitto nel porto Athabasca Lake Salt River La voce misteriosa Il figlio di Mefisto Il clan dei cubani Nelle paludi della Louisiana Cercatori di piste Colorado Belle Tombstone Epitaph Sangue Navajo Diablero Gli eroi di Devil Pass La leggenda della vecchia missione L'uomo senza passato Puerta del Diablo El Supremo Pueblo Bonito In nome della legge Il marchio di Satana Le rapide del Red River Gli invincibili Intrigo nel Klondike La stirpe dell'abisso New Orleans Terra Promessa Giungla crudele La congiura Bufera sulle montagne Morte nella nebbia Luna insanguinata Incubo San Francisco Il ritorno del Carnicero Sioux Il presagio Omicidio in Bourbon Street I Rangers di Lost valley Il passato di Tex Il laccio nero I delitti del lago ghiacciato L'uomo con la frusta Le colline dei Sioux Missouri Il segno di Yama Vendetta indiana Mingo il ribelle Il colonnello Watson La Tigre Nera La maschera dell'orrore La mano del morto Jethro Terrore sulla savana El Muerto Fuga da Anderville Furia Rossa La grande invasione Un ranger per nemico L'ombra del Maestro
  18. ymalpas

    [710/711] L'assedio di Mezcali

    Scusa Carlo, devo aver proprio frainteso allora. Il manierismo fu imposto da Sergio che chiese a Nizzi di fare un Tex fotocopia di quello del padre perché i lettori non avessero a patire quel che più si temeva in redazione: il ritiro di G.L. Bonelli. Non un suo difetto ma una cosa imposta e per me fu un bene. Su Tex era la ricetta Bonelli che funzionava. E funzionerebbe ancora a meraviglia se oggi anche solo una spruzzata di quel manierismo si trovasse negli albi che andiamo a comprare in edicola. E invece ci tocca leggere gli arretrati.
  19. ymalpas

    [710/711] L'assedio di Mezcali

    Una storia "normale" che vuole essere normale, senza fronzoli. Rispetto a Faraci e ai suoi continui fuga e inseguimento, Nizzi è un autore che con i soggetti è capace di variare. Per Carlo Monni non li sa scrivere. Sbagliato. Nizzi sa scrivere l'avventura nella sua essenza più pura. Non è il caso di questa storia che fa troppo l'occhiolino a quella che scrisse già trent'anni fa e che già trent'anni fa non mi aveva coinvolto più di tanto (compici anche i disegni di un Galleppni che per me allora era il numero uno e che vedevo in sofferenza). Le presunte nizzate sono assenti, il Carson che riceve il colpetto in testa alla fine del secondo albo eccheccavolo non sopportate più nemmeno un colpo in testo dato a tradimento ? Per chi giudica tirati per i capelli i sentimenti dei vari personaggi e in particolare poco credibili quelle del "vigliacco" con il cervello in pappa siete magari gli stessi che hanno applaudito al primo albo con i sentimenti tirati della coppia Ruju/Font visti ultimamente sulla serie regolare. Decisamente più credibile Nizzi. Il personaggio del barbuto cercatore d'oro poi è monumentale. Con il suo gruzzoletto a vederlo pieno di mugugni nel primo albo e poi con la gola tagliata nelle pagine finali, beh aveva ragione lui ad essere così diffidente. Un'umanità davvero allo sbando questa vista nell'ultimo albo che merita pienamente il titolo che è stato dato in copertina. Certo per chi si avvicina all'edicola nutrendo quel mai domato sentimento di livore e astio nei confronti del "degno erede" sarà immancabilmente un'altro albo da cestinare nella pattumiera. Io mi accontento e spero che Nizzi ritorni presto con avventure più ariose, con nuovi nemici grandi come speva benissimo crearli, o anche con qualcuno di quelli che ha creato trenta, quaranta anni fa, se l'età in quanto a voglia glielo consente. Già con la prossima diMastantuono dovremmo vedere qualcosa di più appetitoso.
  20. Sempre in tema di copertine, quella di "Silver Star" con la sua variante con lo sfondo blu, abbastanza diffusa, ma l'ufficiale è quella con il cielo violaceo.
  21. Alcune pagine di sceneggiature di autori che hanno scritto per Tex. Questi i quattro storici. Gian Luigi Bonelli Sergio Bonelli Claudio Nizzi Mauro Boselli © Tex Willer Forum
  22. ymalpas

    ....tutto è cambiato...

    Giudicare ora Ruju, per le poche storie che ha scritto, e metterlo a confronto con Nizzi che è a fine carriera, non ha molto senso. Nizzi non aveva Boselli dietro di lui, ma Canzio e Sergio Bonelli e se parlate in questo modo significa che ignorate cosa abbia significato per lui la presenza, nel bene e nel male, di questi due giganti di cui solo la bravura di Boselli non ci sta facendo sentire la mancanza.. E poi smettiamola di fare sempre queste classifiche tra autori, ringraziamo piuttosto di aver avuto sempre nella serie autori di così grandi capacità narrative. Ruju mi sembra che stia ingranando la marcia dopo un inizio in cui io gli rimproveravo molta timidezza. Molto dipende da come andrà "Guatemala", se sarà un'ottima storia pienamente promossa dai lettori potrà scrivere serenamente nuove storie sempre più ambiziose. Purtroppo ha anche avuto il "meglio" del parco disegnatori, da Font a Ortiz, da Ginosatis a Cossu, per tacere di Diso autore non di "balenotteri" ma di polpettoni.
  23. Il numero 200 a colori come sapete è un albo celebrativo pubblicato nel giugno 1977 che contiene una storia in cui un branco di predoni Hualpai, istigati dal loro stregone Thulsar attacca la capanna solitaria del vecchio sciamano navajo HATUAN per sottragli il prezioso amuleto di cristallo. HATUAN resta ferito, ma si salva. L'incipit della storia è praticamente identico a quello contenuto nell'albo n. 70 "L'ultima caric"a, dove il vecchio sciamano TA-HU-NAH e attaccato (e ucciso) dal coguaro Kaiba che gli ha mandato contro la vecchia Zhenda. Entrambe le avventure sembrano avere la medesima location, il n. 70 è sulla Mesa degli Scheletri, il n. 200 nella Skeleton Valley che tradotta in italiano dà Valle degli scheletri (mesa = ripiano roccioso). Ho confrontato i due albi e anche le capanne sono identiche. Ci sono due valli con lo stesso nome nei dintorni del campo centrale della riserva ? Assumo di no. Partendo da questo fatto, ricordo ai più che TA-HU-NAH è lo stregone che "sposa" Tex e Lilyth ne "il patto di sangue". Alla morte del sakem Freccia Rossa nel numero 16 "Il fuoco" lo stregone dei Navajos è ancora TA-HU-NAH. Nel numero 70 lo stregone presente nel villaggio è NUVOLA ROSSA e TA-HU-NAH (molto invecchiato) si è, per così dire, ritirato in eremitaggio nella capanna posta nella Mesa degli Scheletri dove, Bonelli per un motivo o un altro ha deciso di levarselo dai piedi. TA-HU-NAH viene perciò attaccato e ucciso dal coguaro. Da questo momento non si parla più di lui e lo stregone dei Navajos resta nelle seguenti avventure sempre NUVOLA ROSSA. In tutte le avventure tranne una. Il numero 200, infatti, propone la coppia di stregoni TA-HU-NAH nel campo centrale, stregone titolare dei navajos, mentre il vecchio HATUAN è invece l'eremita che vive nella capanna isolata della Valle degli scheletri. Non c'è traccia, ovviamente, di NUVOLA ROSSA. Come si può spiegare questo repentino cambio di stregone nel campo die Navajos ? GL Bonelli non era certo uno che si poneva problemi di cronologie, l'ultima volta che aveva usato NUVOLA ROSSA era stato nella storia "Il figlio di Mefisto", non si ricordava più di lui o gli piaceva l'idea , mentre si apprestava a scrivere l'incipit del nuemro 200 con la sequenza ambientata nellle alture della Valle degli scheletri, di riprendere uno stregone che non poteva più essere TA-HU-NAH che ricordava di aver spedito nelle "celesti praterie"... Si trattava dunque di trovare un nuovo VECCHIO stregone ed ecco nascere la figura di HATUAN (che questa volta non muore anche se all'inizio da quest'impressione, meglio tenerlo in vita, non si sa mai, avrà pensato il vecchio Bonelli). Ma, è qui nasce la confusione, invece di mettere nel campo centrale accanto a Tex il solito NUVOLA ROSSA, che non avrebbe creato problemi di cronologia, GLB pensa di mettere proprio TA-HU-NAH. L'albo dopotutto è celebrativo e, sulla scia del numero 100, perché non metterci anche il vecchio stregone dei primissimi numeri in un albo che è dopotutto debitore anche di storie come la stessa "Pueblo Bonito" , "La Gola della Morte" l'allora recente "L'idolo di smeraldo" ? Dovendo scrivere un articolo per il Magazine chiedo lumi a tutti voi. Io l'ho intesa come segue: Nelle prime storie della serie c'era lo stregone TA-HU-NAH e seppure non lo si è mai visto, sulla Mesa doveva starci il vecchio HATUAN. HATUAN, passano gli anni, muore di vecchiaia. TA-HU-NAH è diventato vecchio a sua volta e decide di ritirarsi prendendo il posto di HATUAN. Si libera perciò un posto nel campo centrale che viene preso da NUVOLA ROSSA. Nel numero 70 il vecchio TA-HU-NAH muore ucciso dal coguaro. Il suo posto non è preso da NUVOLA ROSSA, troppo giovane evidentemente, resta pertanto vacante o meglio è preso da uno stregone vecchio X (sarebbe stato perfetto SiILENT FOOT). Il numero 200 ci riporta, nelle gerarchie, ai primissimi numeri. Cioè "Tex 200" sarebbe cronologicamente DRASTICAMENTE da retrodatare. A quale numero ? Se diciamo che TA-HU-NAH è presente nel numero 16 alla morte di Freccia Rossa avvenuta quando Kit Willer è già un ragazzotto cresciuto e che c'è la storia con gli Hualpai e Mefisto che vedrei anteriore a quella raccontata nel n. 200... ******** apro un inciso: nell'albo n. 39 "La Gola della Morte" pag. 92 Tiger parla con lo stregone NA -MUHU -NA, storpiatura evidente del nome TA-HU-NAH ******** l'ipotesi più naturale sarebbe di situarla tra il 50 e il 70, albi in cui verosimilmente Nuvola Rossa prende il posto di Ta-HU-NAH nel campo centrale (anche se lo vediamo per la prima volta nel 70). Un'ultima cosa. Lo stregone che vediamo nell'albo "Sul sentiero dei ricordi" con Tex e Lilyth è ovviamente TA-HU-NAH e non NUVOLA ROSSA (sono in molti a confondere gli stregoni vuoi anche per la resa grafica che non li differenzia troppo. Se non mi sfugge niente non dovrei aver scritto molte cavolate. Lascio a voi la parola.
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