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ymalpas

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Everything posted by ymalpas

  1. Una delle 41 tavole realizzate da Marco Bianchini per la storia che poi gli fu tolta per essere affidata a Nespolino. Per la precisione è la numero 11.
  2. Il problema "diserzione" si risolve facilmente con un nuovo faccia a faccia di Tex con il tenentino. Mi mangio il cappello se Boselli non li mette di nuovo faccia a faccia prima della conclusione e chissà che la lezione non sia memorabile
  3. La nuova serie mi sembra molto attinente alle vecchie storie degli anni cinquanta: belle donne, il fuorilegge latin lover, sempre allegro, tono delle storie scanzonato e indiavolato, a ogni pagina che giri una sorpresa dietro l'angolo. Si mancano ancora l'alieno e i vecchi dinosauri, le valli nascoste e i perfidi stregoni, ma arriveranno. Dopotutto non abbiamo ancora visto i navajos. Piuttosto, con una taglia sulla testa come "murderer" adesso ne avrà anche un'altra e pendergli come disertore ? Lo scopriremo nell'ultimo albo, quando farà ritorno a casa.
  4. Non consiglio, a questo punto, la lettura dei romanzi incentrati sulla figura di Lecoq... ....la sua evoluzione dal vidocquiano personaggio dei romanzi di Féval che lo vedevano prima diabolico braccio destro del malavitoso colonnello Bozzo, infernale vecchio demonio pluricentenario, per finire a capo della Sûreté di Parigi, ...fino al personaggio dell'ispettore creato da Gaboriau da cui Doyle trasse ispirazione per il suo Sherlock Holmes, nei cui romanzi lo si ammira ancora alle prime armi e poi affermato investigatore e di nuovo semplice apprendista (neanche al centro delle indagini), senza nessuna cura da parte dell' autore di seguire una logica consequenziale, se non quella di offrire ai lettori degli avvincenti romanzi gialli che sono anche degli affreschi della società ottocentesca dedita al crimine.
  5. Togo anche questo quarto albo di questa lunghissima avventura. Ancora una volta è messa in luce la generosità del personaggio con azioni di squisita naturalezza, la sua empatia nel riuscire a tirare dalla sua parte anche i personaggi che gli sono antagonisti (eccetto quelli completamente marci nell'animo) che già era emersa anche nella precedente storia sceneggiata da Ruju, mantenenedo così una stretta continuità d'intenti (non so quanto voluta) in questa giovane serie. Da sottolineare anche come, di fronte a un personaggio tutto sommato ancora imberbe, l'autore riesca sempre a far ragionare Tex in maniera matura, ciò che non sempre riesce a tenerlo lontano dai guai cui pone comunque immancabilmente rimedio con destrezza e sagacità, guadagnandosi il rispetto generale e l'apprezzamento, a volte anche incondizionato, dei superiori. Da un punto di vista avventuroso, la marcia nella foresta di questo manipolo di uomini, guidati da un presuntuoso ufficialetto, privo delle necessaria esperienza e dell'umanità che va in genere riconosciuta ai grandi condottieri, sui quali aleggia la morte nel sibilo di una freccia seminole o nel morso di un serpente velenoso che in queste latitudini non dà mai una seconda chance, neanche il paradisiaco e adamitico specchio d'acqua del fiume che certo non sembra nascondere particolari insidie, grulica invece di coccodrilli dalle maestose fauci (immortalate non a caso da Dotti nella copertina), ecco da un punto avventuroso il viaggio attraverso la foresta non tarda ad assumere i contorni di una vera e propria oddissea che stride, e lo dico con un po' di amarezza, con il titolo del secondo albo scelto dalla redazione per l'ultima storia di Nizzi. Una storia che, nel lungo racconto che sara fatto del passato di Tex, sta meritando, mattone dopo mattone, di poter stare al fianco accanto al capolavoro rappresentato dalla bellissima "Nueces Valley".
  6. ymalpas

    Sergio Bonelli

    Prendendo spunto dall'altra discussione (Caccia all'uomo) e da un messaggio di Diablero, analizzando le ultime storie scritte da Sergio Bonelli per Tex, vorrei riassumere il quadro in questo che è il topic dedicato all'autore. Sergio Bonelli abbandona Tex nei primi anni ottanta subito dopo aver trovato un autore, Claudio Nizzi, che sostituisce lui e il padre nello scrivere le nuove avventure di Aquila della Notte. Nei primi anni novanta Nizzi dà palese segno di stanchezza che sfocerà nel 1992 in un completo rifiuto di sceneggiare anche una sola pagina (la celebre crisi creativa). Il primo a venire incontro allo sceneggiatore modenese è proprio Sergio Bonelli, già nel 1991. C'è l'opportunità di scrivere una storia per Alberto Giolitti, dopo il Texone e un paio di brevi storie sceneggiate proprio da Nizzi. Nasce così la storia dei Wolfers. Ambientata in Canada con le giubbe rosse, è un desiderio neanche tanto inconfessato del Sergione di scrivere per il grande Giolitti. La seconda opportunità è offerta da Letteri, un autore poco gradito a Nizzi. Negli ultimi anni è stato tenuto occupato, non a caso, con due brevi vecchie sceneggiature di Bonelli padre e con una lunga storia di Berardi che è ritenuta poco canonica per la serie regolare. Sergio coglie la palla al balzo e sceneggia la storia sugli uomini giaguaro, finora la più lunga del Ranger. La terza storia Sergio la scrive per il vecchio Galleppini, non appena quest'ultimo ha finito di disegnare la storia del n. 400. Nel frattempo ha reclutato, in prova, diversi altri sceneggiatori: Canzio, Medda e Boselli, per non lasciare senza lavoro certi disegnatori che intanto avevavo finito le loro storie. Questo è il quadro che si prospetta nell'estate 1992. Quante possibilità ci sono allora che Sergio ritorni a Tex sceneggiando regolarmente le sue storie ? Canzio e Medda non convincono, il primo è un "jolly", il secondo non è in sintonia con i dettami della serie. Per Boselli, come sappiamo, è proprio la buona parola di Nizzi a promuoverlo. A far pendere l'ago della bilancia tuttavia è il ritorno dello stesso Nizzi che si riprende abbastanza bene, sebbene per esempio due delle nuove storie, di Civitelli e Villa, abbiano dei soggetti scritti da altri autori (lo scrittore Stefano Di Marino e lo stesso CVilla). Un altro fatto capitale è dovuto alla morte di Giolitti nella primavera del 1993 e dallo stato di salute di Galep che pochi mesi dopo smette di disegnare Tex. Letteri passerà quindi a Boselli. Boselli che raccoglie i primi consensi già con le prime storie, altro fatto decisivo. Praticamente Sergio Bonelli ha trovato l'autore, giovane, da affiancare a Nizzi per alleggerirgli il lavoro. A questo punto non ha più bisogno di scrivere lui stesso per Tex, si ripete insomma la situazione che si era venuta a creare nei primi anni ottanta quando si era trattato di trovare un sostituto al padre GLB. Cosa sarebbe successo se invece Nizzi non avesse avuto quella pronta ripresa ? E se Boselli avesse toppato l'esordio ? E se Giolitti e Galep non fossero morti proprio nel momento in cui riprendeva a scrivere per loro delle storie di Tex, cosa che deve sen'zaltro avergli tolto molto del poco entusiasmo che aveva ? Negli anni successivi si materializzano diverse possibilità di ritornare a Tex. Ci sono diversi spunti ceduti a Boselli, per esempio. C'è Gino D'Antonio. Sergio voleva un Texone disegnato da lui, alla fine riesce a spuntarla solo per una sceneggiatura disegnata perà da un altro disegnatore (Filippucci). Se si fosse verificata la possibilità di un Gino d'Antonio impegnato invece sui disegni, Sergio gli avrebbe scritto la storia sui Seminoles (D'Antonio la scrive dopotutto a partire da un'idea del Sergione): probabilmente SI. Negli anni duemila in cento interviste diverse l'editore è sempre stato categorico sulla possibilità di un suo ritorno a Tex. Sminuiva le sue storie, era anche consapevole di non essere riuscito a darne un'interpretazione troppo convincente, ma la verità nuda e cruda è che ne aveva sceneggiato le storie quando proprio non aveva potuto proprio farne a meno. Peccato, un Texone firmato dalla sua penna manca a questa prestigiosa collana.
  7. Lo sfondo mi pare ancora bianco. Se riuscissero a ripresentare sfondi di diverso colore a tinta unita (qui per esempio andrebbe bene anche il giallo), sarebbe il massimo.
  8. Piuttosto da sottolineare la propensione del giovane Willer per le ispaniche e le quadroon. Che poi abbia finito per sposare una navajo non sorprende più, a questo punto .
  9. Peste! Mi ero completamente dimenticato che se ne era già parlato!
  10. Storia destinata a un almanacco del west.
  11. A proposito dei soggetti scritti da Giorgio Bonelli, mi avevi accennato a un "idea" che lui aveva sottoposto al padre per una storia della fascia 150/200 e quindi precedente alla storia "Linciaggio" e che, se non ricordo male (sono passati tanti anni) metteva in scena degli evasi. Ripensandoci ora, forse "Assalto al Treno" oppure "Il mistero della montagna". Mi ricordo che mi avevi parlato di qualche altro dettaglio ma nella mia mente è buio pesto, se ti ricordi ancora magari con l'aiuto di tutti possiamo farci un'idea di quale storia fosse.
  12. Ma infatti non era un rimprovero, Borden con me ormai è sempre più sulla difensiva, la copertina è molto bella e avete fatto benissimo a usarla anche con uno sfondo leggermente diverso. Anzi quando l'ho vista per la prima volta mi sono detto: "Ecco finalmente una copertina generica!!!".
  13. L'articolo di Malagutti dedicato a Ticci in cui appare la notizia! Per leggerlo tutto basta recarsi sul blog portoghese di Tex dell'amico Zeca dove è stato inserito nel mese di giugno 2020.
  14. Bozza copertina scarta per il TEXONE!
  15. Dalle tracce che lasciano gli animali si capiscono molte cose. invece. Se in tal posto è passato un maiale oppure un cinghiale. Sull'asfalto, se stai per trovarti, dietro la curva, un gregge di pecore e ti conviene rallentare oppure no. Ma chi vive non troppo distante dalle autostrade queste cose non può saperle. Per questo motivo, talvolta, ti capita di imbatterti in stragi di quadrupedi erbivori e di fuoriserie schiantate poco lontano sul bordo della strada. L'albo di settembre, no, però scusa! Ancora non potete spiegarci cosa conterrà oltre alla storia dei netdahe (che non è di 4 albi pieni) ? Puoi spiegarci perché per la copertina di giugno hai deciso di usare la copertina scartata del texone di Villa ? C'è un motivo in particolare oppure sembrava sprecata nel cassetto ?
  16. Boselli dovrebbe scrivere il seguito di questa storia, non fosse altro per cercare di rimettere un po' le cose a posto. Un bel "giallo" da risolvere per punire i veri colpevoli e riabilitare un innocente, una memoria da riscattare. Le basi della storia sono sulfuree.
  17. Il numero ce l'ho anche io, l'ho cercato e non lo trovo!!!! Però in un numero del periodo dedicato a Tex ho ritrovato le stesse informazioni. La fonte all'origine della notizia dovrebbe essere G. Malagutti che scrisse nel 1979 un articolo su Ticci per la rivista "Il Fumetto". Provo a chiederlo a lui, altrimenti tentiamo con Ticci stesso alla prima occasione. Forse Carlo Monni ne sa qualcosa, ma dev'essere da giorni in ferie beatamente a bagno ai Caraibi o alle Maldive
  18. ymalpas

    Guglielmo Letteri

    I disegnatori che lavorarono con gli altri autori furono solo cinque: Letteri, Fusco, Marcello, Giolitti e Galleppini, a cui si aggiunse poi Blasco. Diciamo che le storie in cui gli effetti della crisi di Nizzi sono più marcati sono, non a caso, proprio qelle che interrompe e riprende tempo dopo: a ) "Yukon Selvaggio" di Fusco (che nel corso del 1992 disegna per Canzio) b )"Yucatan" di Marcello (che nel 1992 passa a Boselli) che è ripresa da Nizzi solo dopo l'estate del 1995. Letteri e Giolitti erano già impegnati prima della crisi con Nolitta. Anche il Texone di Quinto è molto travagliato, ma per altri motivi. Nizzi riprende la scrittura qualche mese dopo la crisi ma i problemi di salute del disegnatore diventano sempre più gravi tanto che nel marzo del 1994 muore e lascia probabilmente incompleta la sua storia. La storia è affidata quindi a Fusco che a partire dal febbraio 1995 la ridisegna daccapo ( a parte il finale che Nizzi gli scrive) finendo nella primavera del 1996 a ridosso della pubblicazione: il primo albo de "I lupi del Colorado" va in edicola nel giugno 1996. Capitanio è lentissimo. La sua storia nasce per la serie regolare nel 1991 e si protrae fino all'autunno del 1994 quando è anche deciso, per la fattura pregevole delle tavole, il cambio di destinazione sul Texone. Il Sergione stravedeva per Capitanio, Nizzi di di meno. Dal 1995 il disegnatore passa a Boselli. Nessun problema invece per il Texone di Magnus (Nizzi deve scriverne ancora il finale) per via della lentezza dell'artista. Comunque Nizzi in quegli anni ha la testa tutta per Nick Raider. Tex è il lavoro che gli assicura il pane quotidiano. Galleppini iniza a disegnare l'ultima storia di Nolitta e si fermerà definitivamente, come sappiamo, nell'estate del 1993 dopo l'intervento chirurgico non riuscito. Le tavole inchiostrate, se non ricordo male, sono circa una sessantina. "Golden Pass" è ridisegnata dall'inizio solo a partire dal gennaio 1997 da Ticci, Boselli riprende la sceneggiatura da pag. 15 del secondo albo, dove Nolitta l'aveva lasciata interrotta. A proposito, quando misi sotto torchio Mauro Boselli chiedendogli di sobbarcarsi il lavoro di scrivere la cronologia delle sue storie (a quei tempi dovevo stargli ancora parecchio simpatico ) mi chiedeva WHY ? che te ne fai ? perche ti serve sapere quando sono state scritte le storie ? E invece...
  19. ymalpas

    Guglielmo Letteri

    Esatto. Fusco disegna il primo (circa) albo di Yukon Selvaggio nel 1991. Interviene quindi la crisi di Nizzi. Canzio allora sceneggia una nuova storia per Fusco ("L'oro di Klaautu"). Successivamente, sempre nel 1992, una volta che Letteri ha finito il polpettone di Nolitta, Canzio scrive per lui la storia de "Il messaggio cifrato" che prende avvio da una storiella di Nizzi se non ricordo male ripresa da Larry Yuma. Nel 1993 Fusco riprende il seguito di "Yukon Selvaggio" e disegna anche la breve storia del n. 399 "La lettera bruciata".
  20. ymalpas

    Guglielmo Letteri

    Su Letteri avevo toppato i calcoli, ho corretto il mio post nell'altra discussione già ieri sera. Per riprenderlo qui e riasssumerlo, la situazione diovrebbe essere questa: a ) Nizzi scrive cinque storie per Letteri (escluso l'ultimo Maxi Tex del 2006): 1983: I delitti del lago ghiacciato 1984: La locanda dei fantasmi 1985: L'inafferabile Proteus 1986: Attentato a Washington 1987: L'uomo serpente Nel 1985 e primi mesi del 1986 è anche impegnato con GL Bonelli e Boselli con "La minaccia invisibile". Ora per le altre storie le mie sono solo ipotesi! Tra il 1988 e il 1990 circa, realizza tre storie: Uragano a Skagway (Gl Bonelli) Il medaglione spagnolo (GL Bonelli) Il MAXI TEX "Oklahoma" (di Berardi) Tra il 1990 e il secondo semestre 1992 disegna invece "Gli uomini giaguaro" di Nolitta (ieri avevo ipotizzato tre anni per sei albi, ma ci ha messo sicuramente qualcosa di meno). Nell'autunno 1992 (a inizio 1993 la storia è pubblicata) finita la storia di Nolitta, considerando che la ripresa di Nizzi dopo la crisi avviene in modalità soft per cui scrive inizialmente poche storie (Villa e Ticci), i disegnatori come Letteri o Blasco passano dunque ai nuovi sceneggiatori (letteri passa prima per Canzio e poi subito dopo, tra il 1993 e il 1994 lavora per Medda con "Orrore). Nel 1994 Letteri, che da tempo immemore non disegna più per Nizzi, è ceduto a Boselli con il quale aveva già lavorato. Questo avviene perche: 1) Letteri non è tra i disegnatori preferiti di Nizzi e l'autore dopo la crisi va assolutamente motivato; 2) Da più di un lustro Letteri è stato impiegato sulle sceneggiature di altri autori, la scelta più normale è che sia lui a disegnare la nuova storia di Boselli. Vorrei ritornare sull'ordine di realizzazione delle storie tra il 1988 e il 1990: data la data di pubblicazione del Maxi "Oklahoma" del dicembre 1991, il tempo di lavorazione (348 pagine) dovrebbe essere almeno di un anno e mezzo partendo dal 1988, per cui avremmo 1990 come data di conclusione, con il Sergione che lo tiene nel cassetto per più di un anno. Se Uragano a Skagway è stata disegnata sicuramente a ridosso de "Gli Uomini serpente", è più difficile dire quando Letteri ha messo mano alla sceneggiatura rattoppata da Sclavi de "Il medaglione spagnolo". Le ha disegnate una dopo l'altra ? O prima una, poi il Maxi Tex , e infine la seconda ? In ogni caso il Nizzi del periodo 1987 / 1990 è in formissima con storie bellissime. Bonelli pensa di affiancargli però altri autori. Uno è Berardi, che non supera la prova. Ci prova con D'Antonio, ma picche. L'altro autore è Nolitta stesso. Tra il 1990 e il 1991 ecco dunque che scrive la storia per Giolitti con il quale desiderava da tempo collaborare. Con Letteri invece è diverso. Sebbene egli fosse un disegnatore di GL Bonelli, c'era già stata una collaborazione con Nolitta con la storia "Artigli nelle tenebre". E per Letteri, Nolitta scrive circa 600 tavole, un record, perché il disegnatore è tra i più veloci e la storia sarà pronta in due / tre anni. Qui penso che sia voluto venire incontro a Nizzi per farlo rifiatare un pochino, cosa che di fatto è avvenuta.
  21. La crisi di Nizzi copre il primo semestre del 1992. Ritorna lentamente al lavoro dopo l'estate (da sempre in estate Nizzi staccava per le ferie ) con la storia di Villa di cui accoglie il soggetto (L'uomo senza passato) e il texone di Ticci. Da quanto mi risulta, allora NON consegnava le storie "intere", perciò manda avanti anche le sceneggiature iniziate nel 1991 per Fusco (che era fermo a un terzo della storia ambientata nello Yukon), Marcello (idem, ma nello Yucatan), Quinto (difficile dire a che punto era giunta la sceneggiatura del texone nel momento della sopravventuta crisi, ma direi che era a buon punto). Nel 1993 scrive il texone di Bernet, l'almanacco di Calegari, le nuove di Monti e Civitelli, c'è poi la breve di Fusco che disegna il numero 399 La lettera bruciata. Tra le storie dell'anno anche l'almanacco di De la Fuente e quello di Venturi. Sono quasi certo che l'almanacco di De la Fuente è di quell'anno (aveva finito il texone nell'estate del 1991): che cosa abbia fatto il disegnatore spagnolo nel corso del 1992 lo ignoro. Per quanto riguarda Letteri, tra l'87 e l'88 disegna l'ultima di Nizzi "L'uomo serpente". Poi passa a GL Bonelli con le brevi "Terra Violenta" e "Il medaglione spagnolo". Poi il maxi di Berardi . La storia di Nolitta sugli Uomini Giaguaro (6 albi) precede la crisi di Nizzi e probabilmente tiene impegnato Letteri fino al 1992. Anteriore al 1992 è anche la storia di Nolitta per Giolitti (Wolfers). La storia di Canzio è ovviamente del 1992. Questo documento del 1992 aiuta a farsi un'idea:
  22. Piombo caldo Il ritorno della mano rossa Duello all'alba qualche link per approfondire: http://www.ubcfumetti.com/mag/videogiochi1.htm http://www.ubcfumetti.com/mag/videogiochi2.htm
  23. Ti rimando alla discussione.... Ovviamente chi non lavorava per Boselli, lo faceva per Nizzi (Segura stava sul maxi).
  24. L'idea che un meticcio che non veste neppure come i bianchi possa essere accettato in un mondo di bianchi, un mondo dove anche gli arrivi di polacchi, italiani, tedeschi non era sempre visto di buon occhio, si, l'idea che a questo personaggiio si dia la stella di sceriffo anche se sembra avere tutto tranne che le qualità dello sceriffo, che questo personaggio riesca a far breccia nel cuore di una ragazza della buona società, permetti, c'è tanto da richiamare la sospensione dell'incredulità. Vai e rileggiti "I due rivali", e li stiamo parlando di Kit Willer e non di questa mezza tacca di sceriffo indiano.
  25. L'ho riletta qualche giorno fa dato che non la ricordavo molto se non per una sensazione positiva che mi aveva lasciato la lettura nel momento dell'uscita in edicola. Mi sono riletto i miei messaggi postati allora e quello che allora giudicavo positivo in termini di originalità, con il senno di poi, ovvero la lettura delle storie di Faraci successive, mi sembra oggi quello che c'è di più biasimevole. Riletta oggi, la qualifico noiosa e imbarazzante in quelle scene di intimità tra Tex e un personaggio inventato di fresco che sul mensile non si erano mai viste. Ssceneggiatura da quattro.Intreccio narrativo piatto, certe scene poste per incrementare il contatore del numero di pagine, capovolgimenti zero, pagine e pagine in sostanza prive di dialoghi in cui l'autore eccede in un frasario glbonelliano che andrebbe usato con maggior proposito e non inserito lì tanto per strizzare l'occhio al lettore, sospensione dell'incredulità messa a dura prova sin dall'idea iniziale di una sceriffo indiano che fa breccia nel cuore di una ragazza bianca, roba che neanche nei romanzetti rosa da 50 cents, un giallo sul misterioso assassino da sbadigli, per finire con le solite sparatorie da videogioco. Se il Tex di Nizzi ti fa incazzare, questo ti fa vergognare di leggerlo.
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