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ymalpas

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  1. ymalpas

    [Texone N.33] I Rangers Di Finnegan

    Uscita: 20/06/2018 Soggetto: Mauro Boselli Sceneggiatura: Mauro Boselli Disegni: Majo Copertina: Majo Chi è stato a massacrare i pacifici Comanche del villaggio di Bisonte Bianco, che avevano firmato un trattato di pace con il Texas? Pecos, il fratellastro di Quanah Parker, accusa i rangers, ma Tex sospetta i comancheros del vecchio Robledo e perciò parte con Tiger Jack verso la selvaggia contea di Presidio, sulle Cienega Mountains, dove spera di trovare il loro nascondiglio. Nel frattempo, Kit Willer, dopo uno scontro con lo “zio” Carson, dichiara di essere ormai libero di scegliere la sua strada nella vita e si unisce ai temerari rangers di Finnegan, un corpo speciale di frontiera che, quando si tratta di applicare la rude legge del West, raramente segue le regole… COPYRIGHT TESTI E IMMAGINI SERGIO BONELLI EDITORE
  2. ymalpas

    [Texone N.33] I Rangers Di Finnegan

    La lettura dell'ultimo texone "I Rangers di Finnegan" è interessante soprattutto perché l'autore mette a confronto padre e figlio. I rangers di Finnegan massacrano i comanches del campo di Bisonte bianco ma commettono l'errore di lasciare qualche sopravvissuto. Il racconto di Tuwik, nell'hogan di Aquila della Notte, dove si tiene la riunione con i quahadi comanche, esclude la colpevolezza dei comancheros di Robledo e accusa invece i tutori della legge rappresentati dal corpo speciale di frontiera dei rangers di Finnegan. I pards si dividono. Tex si mette sulle tracce del comanchero insieme al fidato Tiger e lo fa per due motivi: ritiene Robledo innocente e ad un certo punto lo afferma chiaramente e ha una traccia concreta per trovarlo (soffiata dall'amico Silent Foot). Pe il figlio Kit Willer Tex ha pensato a un compito non da poco, quello di infiltrato. Dovrà entrare nel corpo speciale e per rendere plausibile la cosa dovrà fingere di rompere i suoi rapporti con i pards. Carson lo aiuterà montando una piccola rappresentazione teatrale ai danni dei rangers dislocati ad Austin. Cosa succede a questo punto ? Kit Willer è convinto della colpevolezza di Robledo (non la pensa come il padre e lo afferma con decisione a pagina 52 ). Crede Finnegan innocente e interpreterà di conseguenza male la sua parte. Non gli va di fare la spia e ritiene anzi Finnegan e i suoi dei bravi e valenti uomini. Il fatto di non riuscire a recitare la sua parte come la situazione suggerirebbe fa si che dei dubbi crescenti su di lui si insinueranno tra i Rangers che l'hanno accolto nelle loro fila, per fortuna senza troppe conseguenze. Certo c'è da parte di Boselli il tentativo di prevenire un po' l'accusa di spionaggio, Kit Willer spione insomma non si può sentire, ma in realtà in queste prime pagine si opera concretamente un distacco tra padre e figlio e l'autore ce lo fa notare in qualche passaggio successivo che non sfugge all'occhio attento dello zio Carson che da lontano lo sorveglia e protegge. Kit Willer si lascia sempre più soggiogare dall'uomo che dovrebbe sorvegliare. A pag. 135 afferma "Il fatto che Finnegan odi i comanche non è una prova della sua complicità in quel massacro. Il novanta per cento dei texani odia i pellerossa". A pag. 137 esprime malinconicamente il suo desiderio di vivere la sua vita lontano dall'ombra paterna: "Mmm... lo so che è tutta una finta... ma a loro ho detto che non volevo più angeli custodi tra i piedi... e quasi cominciavo a crederci davvero". A pag. 139 si lascia scappare tutta la sua ammirazione per l'efficiente corpo speciale di Finnegan: "Fulmini sono davvero dei tipi in gamba! ... Se sapessero che sono qui per spiarli! ...Mi sento più che mai un verme!" Insomma, la frattura tra padre e figlio sembra farsi sempre più profonda. Kit Carson mette il dito sulla piaga a pagina 139: "Peste e corna! Kit subisce il fascino di Finnegan, non c'è dubbio! Mi vien quasi da sperare che sia una canaglia davvero, cosi che non...". Diverse pagine dopo, a pag. 153 confessa agli amici del suo timore che il figlio di Tex si faccia davvero irretire da Finnegan. E' un Carson davvero pessimista: "Vorrei esserene sicuro!". A tre quarti dell'opera, dunque, la voce di Kit Willer è chiaramente dissonante rispetto a quella del padre. E' un fatto storico, mai nella serie Kit Willer aveva messo in dubbio le scelte del padre e mai aveva individuato in una persona terza (che non fosse uno dei pards) un "modello" da seguire, con così tanto entusiasmo e ammirazione. La parte finale rimette a posto le cose, ovviamente. Finnegan si rivela un criminale, un elemento deviato, indegno di portare la stella. Tex Willer ha visto giusto, il giovane figlio no. Non appena Kit Willer ha modo di osservare i metodi del corpo speciale letteralmente da "no man left behind", metodi poco ortodossi ma così diversi da quelli del padre ( che invece lascia andare a farsi impiccare altrove un comanchero che avevano appena rapito una ragazzina e poi si mostrerà magnanimo anche con lo stesso Robledo), non può non ricredersi e finalmente scherarsi completamente dalla parte dei suoi (siamo ormai arrivati a pag. 200). Ma non è tutto. Per fare in modo che il figliol prodigo ritorni all'ovile senza nessun ripensamento, col capo cioperto di cenere, l'autore deve distruggere non solo materialmente quello che si è configurato come un temibile rivale che ha scavato un solco tra lui e suo figlio. Finnegan, cioè, non può solo morire. Deve morire perdendo anche la faccia, la stima e la considerazione di tutti e in particolare dei suoi, iniziando proprio dal fedelissimo scout Taganas. Nelle pagine finali, infatti, Boselli afferma chiaramente che molto probabilmente nessun tribunale del Texas condannerebbe Finnegan e i suoi. Agli occhi dei texani Finnegan resta un apprezzato tutore della legge, con metodi spicci e efficaci, poco male insomma se qualche volta si è lasciato sfuggire di mano la situazione prendendosela con qualche indifesa tribù di odiatissimi (da tutti) comanches che gli hanno anche stermnato la famiglia. Si badi bene, è una situazione di partenza che lo stesso Kit, più o meno, sembra riconoscere e accettare. Mi sono chiesto, durante la lettura, perché Boselli alla fine della storia infierisse in maniera così spropositata nei confronti dell'antagonista fino a mostracelo codardo e opportunista, elementi caratteriali che non erano mai emersi durante la lettura della stroria. E invece, a pagina 238, quando il Lipan Taganas scegli la morte nel duello contro Tiger non per mostarre la sua fedeltà a Finnegan ma "... per aver obbedito a un capo senza onore" abbiamo la chiusura del cerchio. Kit Willer non potrà più immedesimarsi in un vigliacco come Finnegan. Che le parole di Taganas gli servano da epitaffio, dice Tex insolitamente duro e sprezzante. Quel Tex che può permettersi di mandare un pensione un lupo sdentato come Robledo in Messico, ma che non può tollerare e nulla perdonare a un tutore della legge che si è macchiato di crimini avendo appuntata al petto la sua stessa stella d'argento. Il fatto che quell'uomo avesse irretito il figlio (Tex ancora non lo sa ma forse inconsciamente lo sospetta) narrativamente è un fatto certo non secondario nell'economia di una storia destinata a diventare una pietra miliare nella lunga serie di Aquila della Notte.
  3. ymalpas

    [Texone N.33] I Rangers Di Finnegan

    Mi sa che ti sei perso qualche cartonato a colori Ma vale anche il contrario. Se il Texone fosse iniziato con la sequenza dell'Alhambra e solo in seguito si fosse scoperto che il litigio era fasullo, io avrei provato fastidiosa la rissa. Tieni conto poi che l'ipotesi paventata dall'autore è di quelle impossibili da realizzare sul piano narrativo, almeno su una testata come quella di Tex. Nelle storie passate in cui viene simulata la morte di uno dei pards, ovvero prima Kit Willer ("L'uomo senza passato"), poi Tex ("Il presagio") e infine Carson (primo Color Tex "E venne il giorno"), mai al lettore viene in mente che il fatto possa realmente materializzarsi. Perchè nella finzione narrativa ci sono quei paletti invisibili con i quali ormai il lettore abituale ha fatto i conti. Se nella serie esistesse la cosidetta "continuity" qualcosa del genere si potrebbe anche provare, ma dal momento che ogni numero conta per se, questo possiamo tranquillamente escluderlo. La premessa era necessaria. Per il resto lo schema narrativo è più o meno lo stesso di tante storie boselliane. Si parte da un antefatto (incursione di Finnegan nel campo comanche) per mettere in moto l'azione. Tex e i suoi pards devono fronteggiare due avversari (Robledo e Finnegan in competizione tra loro) e si dividono. Tutti i personaggi, dalla loro location iniziale, finiscono per convergere, alla fine della storia, nel covo dell'avversario principale (Robledo) dove avviene il regolamento di conti finale. Una struttura narrativa che ricordiamo per esempio nella storia "Gli schiavisti", in "El Supremo" o ancora più recentemente ne "Il segno di Yama". Questo per dire che non solo GLB (e il suo erede Nizzi) ma anche Boselli lavorano inconsciamente o meno su schemi ricorrenti, che sono di solito invisibili agli occhi del lettore, distratto da tutta una serie di situazioni intessute ad arte nella vicenda tra le quali, per esempio, possiamo ricordare proprio la rissa dei due Kit. La trama è dunque più lineare di quanto sembri, la lentezza di cui tu parli più che altro l'attribuirei proprio al ricorso continuo a personaggi, fatti e situazioni che per cui, come tu dici, ti viene il mal di testa. Ma in fondo, quando io dico che questo texone sembra avere 330 tavole e invece ha lo stesso numero di tavole (più o meno) dell'ultima di Ruju e mi sorprendo della differenza abissale che intercorre tra le due, noi diciamo la stessa cosa. A me il Texone ha pienamente appagato in 220 pagine, per la storia sempliciotta di Ruju in cui non succede praticamente niente, c'era chi tra i lettori che invocava il terzo albo e si lamentava del finale corto. Scegli tu amigo. Lo stesso autore ti ha spiegato che ci saranno altre storie più "semplici" prossimamente in edicola. Chiariamo poi che lo stesso GLB non è che facesse cazzeggiare i quattro pards in ogni quando e in ogni dove. I siparietti restano la specialità soprattutto di Nizzi e ne riflettono la sua esuberanza caratteriale. Restiamo d'accordo che se Boselli ne introducesse di più nelle sue storie sarebbe un gran bene (ma in fondo quelli di Kit con le ragazze da saloon non sono siparietti ? Di questi dovremo molto probabilmnte accontentarci ).
  4. ymalpas

    [Texone N.33] I Rangers Di Finnegan

    Mi devo autocitare. Per me il buonismo al massimo può estendersi al rapporto Milton - Robledo. Quello precedente di Tex, con il comanchero che pure aveva rapito una ragazzina, è perfettamente in linea con i tanti gesti assolutori fatti dal Tex GLB. La novità qui è che ci viene mostrato come il "vai a farti impiccare altrove" può portare, qualche volta, a un sanguinoso epilogo. Ma Tex e Tiger sull'uomo hanno visto giusto, infatti il poveraccio tenta in mille maniere di arrivare in Messico senza farsi notare e solo la sfortuna gli si mette di traverso nel suo cammino. Ma anche Robledo è un uomo che è stato graziato nel passato, cui sarebbe stato meglio schiacciare la testa. O forse no. Per certo possiamo dire che è un bel personaggio di cui magari sentiremo parlare di nuovo fra qualche anno, decisamente più simpatico di Finnegan, un tipaccio un po' alla Barbanera che dovrebbe essere di questi tempi protagonista in un'altra storia di Andreucci.
  5. ymalpas

    [Texone N.33] I Rangers Di Finnegan

    Letto ieri, tra il pomeriggio e (una fresca) serata dove me lo sono gustato sdraiato a letto. La prima considerazione da fare sul Texone di Boselli e Majo è che si tratta di una storia di 2 albi anche se, mentre lo leggi, sembra che le pagine siano 330, talmente la sceneggiatura è densa e contemporaneamente priva di momenti morti. Che differenza con l'inedito mensile, anche lui di 220 pagine, con la sua storiellina di contorti sentimenti. C'è poco da fare, con gli sceneggiatori attuali, Boselli fa davvero la figura del Cristiano Ronaldo dei fumetti. Eppure, questo texone, non è di quelli che candiderei a migliore della serie. C'è un difetto, in particolare, che mi ha fatto storcere il naso durante la lettura. E riguarda il corpo speciale dei rangers. Che sembra nato come i funghi in autunno. Avrei gradito qualche riga in più che li inquadrasse storicamente. E qualche riga in più in cui l'autore spiegasse la necessità, da parte di Finnegan, di distruggere il comanchero Robledo, specialmente dopo una sapiente sceneggiatura che ci ha spiegato come Robledo sia ormai solo l'ombra di se stesso e così la sua banda con i cerotti. Che Finnegan avesse tutto l'interesse di far fuori Robledo sul quale erano ricadute le colpe dell'eccidio del campo indiano è anche facile arrivarci, però diamine, scrivi almeno mezza riga, altrimenti sembrano azioni fini a se stesse e poco motivate. Nelle pagine finali, inoltre, troppo buonista (forse) il rapporto tra Milton Faver e lo stesso Robledo: d'accordo che ormai è un cane spellacchiato, ma resta pur sempre una comanchero che rapisce giovani fanciulle. Il texone è apprezzabile sotto altri punti di vista. Mai, finora, in una storia, si era mostrato e insinuato il desiderio di Piccolo Falco di vivere una vita tutta sua lontano dall'ombra paterna e da quella dei pards. Carson ha pure il tempo di dubitare, ma che Kit Willer sia uscito dallo stampo della famiglia Willer basta peraltro poco per mostrarlo ai lettori. L'originalità di un texone che è soprattutto la storia del figlio di Tex piuttosto che quella del padre, che pure magistralemnte fa la sua parte, è anche quella di mostrarcelo nella sua quotidianità, nell'hotel di Austin, con la ragazza biondina accanto, con la quale si è evidentemente intrattenuto durante la notte. Beh, ho scritto un articoletto sulle donne di Kit nell'ultimo magazine, posso dire quindi qui con cognizione di causa che mai, finora, nella serie si era stati più espliciti in materia. Ma posso dire anche, al contempo, che tutta la serie sembra proiettata, idealmente, a questo dolce incontro, che tanto mostra in termini di tenerezza tra questa coppia senza futuro, la raggazza essendo troppo chicchierata per dirla in termini nobili per avere qualche speranza con un giovane che lei, poverina, dimostra di apprezzare molto per quel che vale (ma è lo stesso Kit a mostrarsi affettuoso ben oltre, molto probabilmente, le esigenze del teatrino montato per ingannare Finnegan e i suoi). L'originalità del texone risiede anche nel pugno di Carson a Kit e nel pugno di Kit a Carson, sono pugni veri anche se dettati dalla finzione, che non possono non omaggiare Nolitta che si battè alla fine degli anni settanta e perse contro la redazione di allora nel momento in cui presentatava, nella storia "Il segno di Cruzado", la storica sequenza censurata del Carson febbricitante che le prendeva, allora, dal padre di Kit. E' anche, seppure si noti meno, la storia di Tiger Jack, per quanto nella storia si dimostri loquace e per quanto faccia emergere le sue abilità, nel campo superiori addirittura a quelle dello stesso Tex, nell'individuare da una insignificante traccia, l'osso brucciacchiato tra le faci di un coyote, le orme dei cani sciolti di Robledo. Il Tiger che ha ovviamente il suo contraltare nelll'apache lipan Taganas e che vince in scioltezza la partita. E' un Texone un po' crepuscolare, devo dire, sarà perché con lo sguardo rivolto chiaramente al passato, agli eroi che duellarono ai tempi dell'invasione del Texas, soprattutto nelle figure di Faver e di Robledo, coraggiosi coloni in pensione e bandidos con le zanne spuntate, ma anche un Texone che mostra i tempi a venire, proprio in quel corpo speciale dei ranger, destinato poco alla volta a prendere il sopravvento sui ranger non in servizio ( i 4 pards ) e i rangers cani sciolti dello stanpo di Caine. Perché, dire che questo non sia soprattutto il texone di Kit Carson equivarrebbe ad ammettere di aver capito poco della storia. Una storia che insiste proprio nel ribattere l'identità dei pards in quanto ranger, portatori della stella d'argento, contro fratelli ranger fuorviati dall'odio di Finnegan, corpo deviato. La storia è di quelle in cui il vecchio cammello giganteggia, nel suo calarsi nella parte del vecchio leone, nella sua esuberanza, nelle sue perplessità e paure nei confronti del figlioccio e delle sue scelte pericoloose. Onnipresente, una figura su cui contare sempre. Di tutti, quello che paga maggiormente il dazio è ovviamente Finnegan. Sarà per Majo che ne da una rappresentazione insignificante, specie se paragonata a quella di Faver o Robledo (eccellenti), ma non riesce mai a bucare la tela. Neppure all'inzio, quando Boselli tende a rappresentarne la sadicità, neppure nella fase centrale quando il racconto del dramma familiare legato alla sorella dovrebbe accattivarcelo nelle simpatie (tentativo fallito), neppure nelle pagine finali dove è mostrato nella sua estrema viltà, che ci si chiede come mai un essere simile sia riuscito a soggiogare tante persone pur partendo dal sentimento ostile diffuso tra i texani contro gli indiani che gioca a suo favore. Dovessimo ricordarci queste pagine tra una decina d'anni, il ricordo sarebbe di quella volta in cui Tex, paladino della giustizia, dovette far fronte con i suoi pards contro uno squadrone di ranger deviati. Questa è indubbiamente l'idea base da cui Boselli è partito nell'elaborare il suo soggetto e se non fosse così, lascio spazio per la correzione. Da queste poche righe, certo non un soggetto da suscitare sogni e fantasie tra i lettori, ma dal quale è riuscito a trarre una sceneggiatura corposa e priva di cedimenti. Un Tex forse troppo sbarazzino (soprattutto nelle pagine finali, quando diluvia il piombo), più da cartonato giovanile in cui è più facile vederlo calato nei panni del "due contro cento". Delle piccole curiosità, di cui accennavo in un precedente messaggio, poco mi sembra si possa aggiungere, ci sono i tralicci ma mancano i fili, la scenetta del bicchierino non c'è e penso che Boselli abbia fatto bene a cassare questa fantasia di Majo (posso dirlo ora che ho letto la storia). Beh si, mi sembra che Majo meriti le righe finali di questo prolisso messaggio. Iniziando dai quattro pards, un Tex forse troppo giovanile , ma che mi ha ricordato molto quello di Galep per quanto è magro e slanciato. Kit Willer praticamente perfetto. Tiger riuscitissimo in una miriade di vignette e stranamente inguardabile in poche altre. Il vecchio cammello è il solo fuori dai canoni. Nelle prime pagine, vedendolo, mi sono detto che il disegnatore ha in qualche modo voluto omaggiare il Kit Carson storico, vuoi per la capigliatura, vuoi per quegli occhi scavati, per quei particolari insignificanti che non ce lo rendono uguale a quello pensato da Galep. Ma tutto sommato è una caratterizzazione che ci sta e che non mi ha certo guastato la lettura. Il west di Majo è godibilissimo anche se migliorabile in alcune tavole. Ottime anche le sequenze cittadine. La caratterizzazione dei comprimari resta eccellente, eccetto quella di Finnegan, ma non ho letto l'articolo iniziale e non so dunque se Finnegan è una figura storica, se il corpo speciale è realmente esistito e quale ne è stata la storia. Con il Texone di Faraci e Breccia avevo fatto l'errore di leggere prima la parte storica, questa volta ho fatto attenzione a concentrarmi solo sulla storia di Tex, per il resto ci sarà tempo, anche se in effetti mi rendo conto che per una lettura obiettiva di questo texone, i dati storici non vadano tralasciati. Un Texone consigliato, acquisto obbligatorio per tutti i fan del ranger.
  6. ymalpas

    [250/252] Giungla Crudele

    Dal nickname che hai scelto avrei scommesso tutto il contrario. Comunque, il successo di Tex è dato anche da queste straordinarie avventure e per me Giungla crudele merità 10. Se Ruju, con la sua "Guatemala" riuscirà anche in minima parte ad eguagliarla (cosa difficile, perché qui abbiamo un Nolitta che ha raggiunto la piena maturità, a tratti letteralmente straripante, che scrive di quello che più ama e con alla spalle una cultura enciclopedica sull'argomento) riuscirà anche a scrivere il suo primo capolavoro nella serie (che tarda a venire).
  7. ymalpas

    [250/252] Giungla Crudele

    Soggetto e sceneggiatura: Guido Nolitta Disegni: Giovanni Ticci Periodicità mensile: Agosto 1981 - Ottobre 1981 Inizia nel numero 250 e finisce nel numero 252 Un branco di Apaches evasi compie massacri ai confini della riserva navajo! Kit Willer, visto uccidere il suo migliore amico indiano, cade in uno stato di malinconia: per risollevarlo, il fotografo O'Sullivan lo esorta a seguirlo in una spedizione scientifica diretta all'istmo di Panama con una scorta di marines per studiare la possibilità di aprire un canale. Tempo dopo, informato dall'amico colonnello Turner che la missione potrebbe subire dei sabotaggi, Tex raggiunge Kit, in tempo per scatenare una rissa al ricevimento consolare di Cartagena! La spedizione scientifica è oggetto di atti di sabotaggio e di aggressioni già prima di inoltrarsi nella giungla. Poi, nel pericoloso inferno verde è fra sciami di insetti, vedove nere e serpenti velenosi è il gruppo di esploratori al quale si sono aggregati Tex e Kit Willer viene ripetutamente attaccato dai Guaym, sanguinari indios bravos che scagliano frecce avvelenate! E il tradimento si annida anche tra i marines di scorta alla missione? Pur decimata dagli indios bravos e rallentata dai sabotatori, la spedizione nell'istmo di Panama riesce ad abbandonare il regno dei feroci Guaym. Il territorio dei Cuna di Cayapa non è meno pericoloso: Tex e Kit, per uscire vivi dal villaggio dove erano andati a parlamentare, devono prendere in ostaggio il capo della tribù, venendo a sapere che era stato colmato di doni dai misteriosi nemici, proprio per ostacolare la missione. Ma giunge alla fine il momento della resa dei conti, quando Tex scopre il volto dell'insospettabile traditore! © Sergio Bonelli Editore
  8. ymalpas

    [405/406] Il Messaggio Cifrato

    La storia è di Canzio che parte da una base di Nizzi.
  9. ymalpas

    [Texone N. 09] La Valle Del Terrore

    Soggetto e sceneggiatura: Claudio Nizzi Disegni: Roberto Raviola (Magnus) Periodicità annuale: Giugno 1996 Nella valle dello Yuba River, la fantomatica setta asiatica dei Vendicatori massacra i padroni dei giacimenti auriferi della zona. Tex e Carson indagano, affiancati da Ulrich, marito di Mina e genero di Victor Sutter, un possidente distrutto da numerose tragedie famigliari e dalla rovina delle sue proprietà, predate anni prima dagli avidi cercatori d'oro. Inizialmente i sospetti cadono proprio su Victor, malato e succube della sua cameriera May Ling, maliarda dagli occhi a mandorla, ma ben presto i pards intravedono i meccanismi di un ben più raffinato inganno. © Sergio Bonelli Editore
  10. ymalpas

    [691/692] Cuore Apache

    Ecco qua che sei uscito allo scoperto. Tex è - per te - un'opinione. Peccato che non sia così. Avrebbe dovuto chiarirti le idee il topic sui soggetti texiani, cui Borden si è prestato in maniera encomiabile con delle risposte lucide, che: a ) NON TUTTI sono in grado di scrivere Tex; b ) Tex HA UNA SUA STORIA e bisogna conoscerla a menadito; c ) Non puoi scrivere quello che ti pare su Tex, perché certe cose sono da Tex, la maggiorparte delle altre NO. Altro che opinione. Ecco perché le tue critiche, rivolte più che altro alla persona e non al contenuto del messaggio, non hanno i gusti attributi. Parlando di Tex non puoi prescindere dai suoi papà, perché loro sono Tex, gli altri INVECE sono IMITATORI più o meno bravi. E' come dire che a te piace di più il prodotto taroccato piuttosto che l'originale. Prima insinui il dubbio e poi lo correggi maldestramente. Uno che veramente pensa che GL BONELLI sia il TOP, per esempio WY, non lo mette in discussione. Commento tutto da incorniciare ma in partciolare queste ultime righe molto bene ARGOMENTATE e che condivido in toto. Siamo di fronte a tavole che palesano difetti importanti. Non penso che le storie in 220 tavole nascano dal fatto che si tema che lettori occasional siano abituati a letture "all at once". O almeno non solo da quello. Più che altro è una questione redazionale, incastrare storie comporta molto lavoro in più e poi non sempre i disegnatori, con la loro lentezza, aiutano. Se una storia di due albi ha una conclusione che va oltre le 220 pagine, mettiamo occupi le 10 prime pagine del terzo albo, se la storia è valida, il lettore sarà obbligato a comprare un albo in più per poter leggere la conclusione anche se magari non era interessato a farlo per i più svariati motivi (per esempio nuova storia con i disegni di Font o Ginosatis). Una delle regole d'oro del feuilleton ottocentesco pubblicato nei quotidiani a puntate era proprio quello di rimandare al giorno dopo la conclusione della vicenda creando e alimentando continuamente la suspence. Questo artificio si nota anche nelle primissime storie di Tex a striscia, dove l'interesse dell'editore e di GL Bonelli è di assicurarsi in primo luogo che il lettore compri la settimana dopo la nuova striscia. Nel nuovo Tex Magazine che come forum pubblicheremo alla fine della settimana, c'è un artciolo che ti spiega per filo e per segno come GL Bonelli riusciva ad evitare, settimana dopo settimana, la fuga dei lettori, ma ben al contrario faceva si che il numerio di appassionati crescesse mano a mano che passava il tempo.
  11. Soggetto e sceneggiatura : Claudio Nizzi Disegni: Claudio Villa Periodicità mensile: Febbraio 1988 è Aprile 1988 Inizia nel numero 328 a pag. 49 e finisce nel numero 330 a pag. 88 El Morisco chiede a Tex e a Carson di rintracciare l'archeologo Doberado, scomparso nella Baja California mentre era sulle tracce della leggendaria Nave nel Deserto. Giunti a Riito per incontrarsi con il dottor Quintana, un amico di El Morisco che doveva guidarli, i pards lo trovano già sepolto, ucciso dalla "morte silenziosa" che colpisce chiunque indaghi sulla nave perduta! Il lugubre Yakal colpisce con dardi avvelenati chiunque si interessi al vascello perduto e quando i pards lo agguantano preferisce suicidarsi. La sua tribù, schiava dell'oppio, protegge la Nave nel Deserto, la cui stiva cela l'imbocco per una vallata segreta, dove una comunità cinese coltiva i papaveri oppiacei. Il bieco archeologo Juan Velarde vi era capitato mentre cercava la nave fantasma ed è divenuto il capo degli orientali, impiantando un lucroso traffico di droga, e adesso il professor Doberado è suo prigioniero! Intanto, sconfitti i Pima, Tex e Carson arrivano alla Laguna Salada. Nel canyon della nave perduta, i pards si difendono dai dardi avvelenati dei Pima e dalla dinamite del losco Velarde, che muore per mano di uno dei suoi indios. I rangers e il professor Doberado affrontano i cinesi della valle segreta e le ruggenti acque di un fiume sotterraneo! © Sergio Bonelli Editore
  12. ymalpas

    [691/692] Cuore Apache

    No, guarda, personalmente l'atteggiamento polemico l'ho sempre avuto e continuerò ad averlo fino a quando troverò qualcosa che mi convince poco. Non mi formatto il cervello, in perfetto stile facebook, facendomi piacere anche quello che non ho neanche ancora letto. Poi ci sono storie che non hanno difetti e mi entusiasmano e quando è così, lo scrivo a caratteri cubitali. La realtà è che il Tex di questo mese non incide in NESSUNA maniera sul personaggio di Johnny, che è giunto alla riserva con il preciso intento di ritrovare il suo passato, i suoi genitori, ma anche gli apaches, perché lui è un apache e quella dell'educazione bianca è solo una maschera che ha una gran voglia di levarsi di dosso. Ha due scelte: 1 ) servirsi delle sue conoscenze sul mondo dei bianchi e aiutare la sua gente (Tex, e in questo Ruju non sbaglia, gli ha gia trovato l'abito su misura per lui: l'agente indiano), oppure 2 ) dichiarare guerra al mondo, già sicuro del suo fallimento. Johnny è un personaggio FRAGILE. Due grandi come Tex e Cochise non riescono a leggere il suo dramma interiore e lo abbandonano a se stesso. Poi, quando è già tardi, arrivano sulla scena del crimine sempre con ampio e ingiustificabile ritardo. Tutto un racconto imbastito sul creare un'aura mitica a un personaggio il cui unico vero dramma è quello vissuto in età infantile, che non fa che compiere scelte insensate e sanguinarie e che in definitiva è un perfetto COJONE. GLB ci ha lasciato un Lucero, Ruju ci consegna questo Johnny. Si, mi lamento, eccome se mi lamento!
  13. ymalpas

    [691/692] Cuore Apache

    Mi sono fatto un giro nel forum di TWO per vedere che tenore di messaggi postavano su questa storia ( ammazza, sono rimasti proprio in quattro gatti ) e non li vedo troppo dissimili, per una volta, dai nostri. Diverso discorso, invece, su facebook: Preso, se ho capito bene è il seguito di cuore apache che ho preso il mese scorso ma non ho ancora letto. A pomeriggio vado in spiaggia e me li divoro sotto l'ombrellone Preso 2 ore fa... lo leggerò comodamente steso sul letto stasera ma l'ho sfogliato e i disegni di Yannis Ginosatissono puro spettacolo! Ruju sta dando tantissimo a Tex. Oggi mi ha fatto commuovere.Grandi disegni di Ginosatis. vorrei fare le mie congratulazioni agli autori di questo albo, disegni e soprattutto storia assolutamente fantastica... bravi! Gestire Una delle migliori storie degli ultimi anni per trama e disegni. Continuate così. A me è piaciuto tantissimo! Per ora la miglior storia dell'anno. Si respira atmosfera di tragedia sin dalle prime pagine (dell'albo di maggio) e il finale è quello giusto, non ne avrei voluto un altro. GestireBellissima storia, con un buon finale!!!!Complimenti Bellissima, grande Ruju ottimo Ginosatis Gestire Bella storia! Grazie TEX e grazie Bonelli!
  14. ymalpas

    [691/692] Cuore Apache

    Mi sembra che stiamo perdendo di vista il vero punto dolente della storia. Io leggo Tex da quando ho imparato a leggere, più o meno. Ho iniziato quando c'era il Bonelli, il Nolitta e poi il primo Nizzi. Si comprava l'albo (lo faceva mio zio, di solito, e finita la lettura ce lo lasciava nel divano perché sapeva benissimo che eravamo in trepida attesa) che aveva come logo quello di Tex e dentro l'albo, quando lo si leggeva, c'era il Tex. La storia poteva piacere o non piacere, ma la storia era una storia di Tex, su Tex, che faceva questo o quello in maniera canonica e alla fine erano dolori per gli altri. Oggi vado in edicola, guardo la copertina, c'è una gigantografia del volto di Tex (con degli occhi troppo piccoli), c'è il logo Tex e c'è un titolo "Johnny il selvaggio" che ci presenta il personaggio della storia con cui Tex ha a che fare, come sembre è avvenuto. Apro l'albo, personaggi inespressivi, lo leggo, arrivo all'ultima pagina, la storia non è di Tex, che è del tutto secondario, che subisce tutto senza incidere un bel niente, la scena è tutta per un personaggio che dovrebbe legargli le scarpe (se le avesse) è invece fa la primadonna (che poi compie scelte assurde e incomprensibili, almeno apparentemente). Ora, quando vado in edicola e spendo 3,50 euro per un albo con la scritta TEX voglio leggere una storia di TEX, con Tex e di tutto il resto me ne infischio. Tex può anche sbagliare, come in "Caccia all'uomo", ma Nolitta ne faceva il personaggio principale, insolitamente sbirro, ma quello era un'altro problema.
  15. ymalpas

    [691/692] Cuore Apache

    Non è una storia banalizzata, siamo d'accordo. ma Tex e Cochise ne escono con le ossa rotte e non certo per il finale, che a quel punto restava l'unico possibile. Un finale tragico ma di un personaggio che non riesce mai a creare una vera empatia con il lettore, a differenza di una "Documento d'accusa" di Nizzi. Il perché è presto spiegato: quali sono i torti che Johnny subisce in prima persona se non quello di non essere accettato tra i bianchi e di vedere dei sopprusi da parte dell'agente indiano e di quattro o cinque giacche blu corrotte ? Troppo poco per condividere le sue scelte, per me lettore perché, da uno che ha avuto un'educazione militare, si aspetta ben altra campagna militare invece delle solite scorrerie che portano solo altro dolore, mentre con la sua istruzione avrebbe potuto pensare a qualcosa di più incisivo, invece che correre il sogno di una guerra già persadal suo (?) popolo una ventina d'anni prima.
  16. ymalpas

    [691/692] Cuore Apache

    E la storia di un ragazzo alla ricerca delle sue origini, che non si è mai integrato bene nel mondo dei bianchi che l'ha "accolto" e mai riconosciuto, come si evince dai continui flashback che lo vedono continuamente maltrattato e che ne dettano, in ultimo, scelte altrimenti difficilmente comprensibili. E' la storia del fallimento di Tex, che lo mette sotto la sua ala protettrice ma è incapace di difenderlo sotto ogni punto di vista dal destino tragico che lo aspetta. Con l'arrivo alla riserva, l'incontro con i due pards dovrebbe rappresentare infatti un passo decisivo per la sorte dell ragazzo, cui viene illustrata la lezione del pulcioso agente malmenato e poi allontanato a calci. Ma l'infelice tentativo di mediazione che si scontra contro la dura realtà dei fatti rappresentata della corruzione dei militari è l'ultima goccia per Johnny . L'incontro con il manipolo di indiani ribelli è tutto sommato ininfluente nello spingerlo a rinnegare tutto quello che in quel momento egli è o dovrebbe essere in termini di integrazione. Johnny è combattuto, ma in cuor suo la decisione di seguire le orme del padre Red Wind sembra già scritta sin dalla prima pagina, quando neanche l'aquila che vola alta e libera nel cielo (Aquila della Notte) lo aiuta a compiere la scelta giusta, che è quella che suo padre avrebbe compiuto al fianco di Tex e Cochise se solo avesse potuto vivere (nel momento in cui viene ucciso, scrive Ruju, Red Wind è già un uomo che ha abbandonato la via delle armi). E da un ragazzo che esce da West Point, che conosce bene i militari, la tattica è suicida quanto infantile (depredare i ranch senza fare vittime di civili inermi!!!) Questa è la storia raccontata in questi due albi. Ma Tex e Carson ne escono troppo maltrattati dallo sceneggiatore: sempre in ritardo sugli eventi in cui dovrebbero recitare la parte dei protagonisti, incapaci di far sentire la loro voce, non basta vederli prendere a sganassoni ladruncoli da quattro soldi, perché mai sono decisivi quando si tratta di imporre la loro legge, ciechi soprattutto quando si tratta di capire il travaglio interiore che divora l'animo tormentato del loro giovane amico Johnny. Maltrattato anche Cochise, il grande Cochise, che ha mille occhi e una saggezza infinita, che è un capo amato e rispettato e che in questa storia è presentato sul viale del tramonto, beffato da un agente indiano, incapace di prevenire il nascere del malumore tra la sua gente, preso in contropiede da giovani ( e sono molti) che non riconoscono più in lui la figura del capo. Una storia di Tex in cui la trama è dettata soprattutto dai sentimenti, violenti e irrazionali, che spingono i ragazzi rancorosi a scelte semplicistiche, viste e riviste e ormai superate. L'azione non manca, ed è quella che ne nasconde i difetti grossolani della trama. No, non ci siamo. Altro che da top ten del settantennale. La precedente con Prisco ai disegni era ben altra cosa!
  17. ymalpas

    [530/533] Athabasca Lake

    Soggetto e sceneggiatura: Claudio Nizzi Disegni: Fernando Fusco Periodicità mensile: Dicembre 2004 - Marzo 2005 Inizia nel numero 530 e finisce nel numero 533 Uno dei più cari amici di Tex, il colonnello Jim Brandon, vittima di una oscura macchinazione, viene espulso dal corpo delle Giubbe Rosse, degradato e condannato ai lavori forzati, confinato in un forte sulla riva dell'Athabasca Lake. Dopo essere stato informato dell'incredibile notizia da Gros-Jean, Aquila della Notte parte immediatamente con i suoi pards alla volta del Canada. L'obiettivo, ovviamente, è quello di dimostrare l'innocenza di Jim, scoprendo chi tira le fila di quel losco intrigo... Ma, prima di tutto, Tex vuole liberare il valoroso ufficiale della North West Mounted Police dal campo di lavoro in cui è stato rinchiuso... © Sergio Bonelli Editore
  18. Soggetto e sceneggiatura: Mauro Boselli Disegni: Marco Santucci ( matite ) e Marco Bianchini ( chine ) Periodicità mensile: Ottobre / Dicembre 2008 Inizia nel numero 576 e finisce nel numero 578 New Orleans, città di intrighi e di misteri, dove due bande rivali, quella di Diamond Johnny, re dei gangster di colore di Storyville, e quella di Gaston Lagrange, boss indiscusso del Quartiere Francese, si dividono zone d'influenza e imprese criminali... Ma un inafferrabile ?fantasma? e alcuni bizzarri delitti rischiano di rovinare gli affari a entrambi. Tex e Carson, giunti in città per aiutare lo sceriffo Nat Mac Kennett a dipanare il complicato e sanguinoso groviglio, si trovano subito a combattere su più fronti: da un lato, gli intraprendenti criminali, che hanno annusato profumo di dollari, e, dall'altro, l'enigmatico avversario, che uccide per procurarsi il segreto nascosto in certi antichi libri d'alchimia... © Sergio Bonelli Editore
  19. ymalpas

    Le storie del Tex giovane

    Le storie del Tex giovane Quali e quante storie possono essere ancora scritte sul passato di Tex ? Esclusa o quasi la serie regolare, Magazine, Texone, cartonato e anche le storie brevi, sono stati finora il vero campo di esplorazione della vita del giovane Tex, con avventure che, un po’ in modo confusionale a dire il vero, hanno raccontato di vicende che hanno solo parzialmente coperto alcuni vuoti narrativi. Non tutti ne sono rimasti soddisfatti, a torto a mio parere, perché il passato di Tex è tutt’altro che intoccabile e la via che si è scelta di narrarlo, con un approccio diverso e piuttosto accattivante rispetto alla stessa serie regolare che gode di un suo meritato successo, non merita tutte le critiche che gli sono state rivolte. Ma tant’ è che se la notizia sul fiorire di una nuova pubblicazione che dovrebbe debuttare alla fine dell’anno (ottobre o novembre) incentrata massimamente proprio sul “Tex giovane” ha suscitato l’entusiasmo della maggioranza dei lettori, continuano a persistere immotivate preoccupazioni sul ripescaggio di un periodo (in realtà diversi periodi) della vita del ranger che si vorrebbe (ed è inaccettabile) intoccabile. L’idea che proprio noi del forum, io con l’articolo sul nostro sesto Tex Magazine che riprende il lavoro di Carlo Monni, il primo vero compilatore della vita di Tex, che ha dato il via al romanzo scritto ormai un lustro fa da Mauro Boselli, che quel lavoro monniano l’ha rivisto e corretto, si possa essere stati la "fiamma" che ha portato "all’incendio" di queste - bellissime - nuove avventure non deve essere troppo lontana dalla verità. In un momento in cui sulle pagine del forum si parla di reboot o remake, posto una discussione che faccia il punto sulle storie già pubblicate ed esplori le possibilità che i “vuoti” lasciati in eredità da GL Bonelli possono offrire come occasioni per le storie che figureranno in edicola nei prossimi anni. Inizio col postare la griglia con i periodi storici interessati e le prime informazioni con le informaszioni relative agli ultimissimi numeri pubblicati, il lavoro è solo all'inizio e la lista sarà aggiornata periodicamente con i vostri contributi, perché alla fine si abbia un lavoro che possa essere di pubblica utilità per noi lettori e, perché no, anche per gli stessi addetti ai lavori. # 1 Anni di Tex Periodo della vita di Tex Maxi n. 22 “Nueces Valley” da 0 a 20 L’infanzia, adolescenza e maturità di Tex # 2 Anni di Tex Periodo della vita di Tex 83 - 85 “Il passato di Tex” Cart. 6 “Il vendicatore” Cart.7 “Omicidio a Corpus Christi” Ventenne Dalla morte del padre al periodo del “rodeo” # 3 Anni di Tex Periodo della vita di Tex Texo 32 “Il magnifico fuorilegge” Alm. "La ballata di Zeke Colter" Ventenne Dalla morte del fratello, Tex è fuorilegge, fino all’incontro con Tesah nella prima storica striscia “Il totem misterioso”. # 4 Anni di Tex Periodo della vita di Tex Cart. 4 “Sfida nel Montana” Ventenne Dal Tex Gigante n. 1 “La Mano Rossa” al Tex Gigante n. 7 “Il patto di sangue” # 5 Anni di Tex Periodo della vita di Tex 7 - 8 "Il patto di sangue" 575 "Sul sentiero della vendetta" 384 - 387 "Furia Rossa" 103 - 106 "Il giuramento" Ventenne Avventure con Lylith # 6 Anni di Tex Periodo della vita di Tex Ventenne Dal Tex Gigante n. 8 “Due contro cento” al Tex Gigante n. 9 “L'ultima battaglia” # 7 Anni di Tex Periodo della vita di Tex 417 - 418 - "Cercatori di piste" 548 - 549 - "Documento d'accusa" Trentenne L’infanzia di Kit, ovvero il primo salto temporale intercorso tra il n. 9 e il n. 10 (1868 - 1871) # 8 Anni di Tex Periodo della vita di Tex Trentenne Dal Tex Gigante n. 10 “Il tranello” al Tex Gigante n. 12 “Il figlio di Tex” # 9 Anni di Tex Periodo della vita di Tex 490- 492 "Congiura contro Custer" 190 - 191 "El Muerto" Texo 23 "Patagonia" Trentenne Dall’infanzia all’adolescenza di Kit, ovvero il secondo salto temporale (1872 - 1880) # 10 Anni di Tex Periodo della vita di Tex Quarantenne Dal Tex Gigante n. 12 "Il figlio di Tex" all'ultimo numero della serie regolare .
  20. ymalpas

    Le storie del Tex giovane

    C'è già il periodo:  # 4 Anni di Tex Periodo della vita di Tex Cart. 4 “Sfida nel Montana” Ventenne Dal Tex Gigante n. 1 “La Mano Rossa” al Tex Gigante n. 7 “Il patto di sangue” 
  21. - - Soggetto e sceneggiatura: Giovanni Luigi Bonelli Disegni: Aurelio Galeppini Periodicità mensile: Marzo 1972 - Maggio 1972 Inizia nel numero 137 a pag. 25 e finisce nel numero 139 a pag. 66 Tex è sulle tracce di Steve Dickart e di sua sorella Lily. I due si sono rifugiati in Messico. A sud del Rio Bravo Tex incontra è "un bravo ragazzo in gamba. è messicano e vive con una banda di circa venti uomini sulla sierra. Non traffica in bestiame! Ma quando può aiutare degli amici è sempre pronto. Lui sa quasi tutto ciò che avviene in Messico? ha molte spie?". Montales, questo il suo nome, è un desperado quando Tex è un fuorilegge ( Tex gigante n° 3 ). Tra i due nasce subito un'amicizia fraterna. Ma anche una grande storia che fa di Tex l'Eroe del Messico. Poi passano gli anni, tanti ( dal 1949 al 1972 ), ma il ricordo non si perde. E la nuova sofferta avventura che li rivede assieme non tradisce le attese dei lettori. Certo mancano le effusioni tra i due, ma GLB lo sappiamo, non è mai stato troppo sentimentale e salta deliberatamente la scena del loro incontro. Anzi, il titolo del numero 139, Adios, Amigo!, lascia intendere un ennesimo abbandono. Nella quartultima vignetta quando Carson chiede a Tex se lo rivedranno, Tex risponde con un evasivo: "quien sabe?", alquanto pessimista sull'ipotesi. Se trascuriamo la fugace apparizione nella storia - Il ritorno di Yama - sarà Nizzi infatti a riprendere il personaggio con la storia Omicidio a Corpus Christi [ # 304 e ss ] e a curarne di fatto la sua evoluzione storica in avventure successive. Il dato di partenza, di per se non è molto originale. Da sempre Montales, desperado o governatore, è stato rappresentato dai suoi autori ( Bonelli prima e Nizzi dopo ) come un uomo idealista che lotta per un Messico più giusto, contro politicanti e militari che ne minano la stabilità e l'avvenire. In questa storia egli ha le prove di un tentativo di golpe da parte del generale Carranza che per questo motivo lo vuole morto e lo fa assediare dalle truppe regolari messicane e dai bandidos di El Gato. Il caballero Montales, in difficolt?, si ricorda allora del suo vecchio amico Tex Willer e invia un messaggero a Corpus Christi per mettersi in contatto con i quattro pards ( il procedimento è stato ripreso tout court da Nizzi nella storia citata sopra ). Spunta anche Pat Mac Ryan. L'irlandese si fa notare subito nella rissa al porto, ma per lui GLB ha un ruolo da protagonista quando nel tentativo di una disperata difesa, si tratter? di demolire la fazenda e farne un fortino. Perchè gli assalti si succedono di continuo e la parola d'ordine è resistere. I nostri eroi comunque malgrado le martellanti iniziative dei loro nemici non sono mai in serio pericolo, la via di fuga è assicurata da un tunnel che sfocia direttamente sul Rio Bravo, di cui si servono però solo per farsi beffe degli avversari. Pat è un personaggio molto amato da Bonelli, qui alla sua nona apparizione, contro ad esempio le sole quattro di Gros Jean, che invece a differenza dell'irlandese, comparir? in misura maggiore nelle storie di Nizzi e Boselli. Dai tempi della loro prima avventura Tex e Montales sono entrambi invecchiati ( Montales certamente più di Tex ), ma restano due fulmini. Con la musica dei loro clarinetti che è infernale. Di tutti gli amici il messicano infatti è quello che per caratteristiche e temperamento si avvicina di più a Tex e la loro leale amicizia è una forza di cui GLB è ben cosciente. Poco male se alla fine sono i rurales a toglierli dai guai: nell'ultimo assedio al tunnel, la cui entrata è stata ormai scoperta dagli uomini del capitano Flores, sono comunque loro gli eroi di un epica resistenza che ha avuto un seguito altrettanto memorabile nella storia di Nizzi I diavoli rossi, seppur con protagonisti diversi. Lo sottolineo perchè bastano solo questi dati a far capire l'importanza avuta da questa avventura nell'immaginario Nizziano, a quei tempi continuatore autentico del verbo di casa Bonelli. Certo questa storia non è un capolavoro, ci sono molti passaggi lenti, ma anche tante belle cose che non rivedremo più. Pare che Boselli si appresti a far riapparire un personaggio del mitico numero tre, non sappiamo chi sia e non possiamo intuirne lo spessore, sarà comunque un esperimento interessante che ci porr? nella stessa condizione di attesa di quei lettori del lontano 1972. Last word... Se non ricordo male questa storia per Montales ha il sapore di un addio alle armi. Nella storia - Omicidio a Corpus Christi - il suo ruolo è marginale, nel suo seguito - L'uomo con la frusta - il suo posto è preso da "Cobra" Galindez... Nell'ultima storia di Nizzi - Il lungo viaggio - è ormai definitivamente uno scaldasedie. Molto dunque si è perso nel passaggio da G. L. Bonelli a Nizzi, a cui va comunque tributato il plauso per averlo tratto fuori dalle ombre dell'anonimato.
  22. ymalpas

    Le storie del Tex giovane

    In lavorazione abbiamo: a ) nel n. 700 l'incontro di Tex con il padre di Tesah e una Tesah bambina, di cui si parla nel numero 1 "La mano rossa", che nelle intenzioni di Boselli figurerà giusto durante il ritorno al ranch paterno di Tex dalla California (Maxi tex "Nueces Valley" ( griglia 1 ) b ) la storia dello stallone Dinamite, nella nuova serie di Tex, disegni di Frisenda ( griglia 2 9 c ) Tex contro lo sceriffo Mallory per vendicare il fratello (griglia 3) d ) un cartonato di Breccia con Lilyth e Tex che veste i panni di Aquila della Notte (griglia 5 ) e ) il Tex 700 che contiene un'avventura con Lilyth (griglia 5) Sono auspicabili nuove storie di Tex di cui si parla già nella serie regolare, tra cui: a ) Tex contro Billy The Red (Bill il Rosso) poco prima dell'incontro nelle gole del rainbow canyon con Tesah (griglia 3) b ) Tex a Gettysburg nella guerra civile (ipotetica griglia "Guerra civile") c ) Tex a Wilmington nella guerra civile (ipotetica griglia "Guerra civile") Come si evince dal quadro iniziale e dalle notizie che ho riportato sopra, risultano praticamente assenti storie sul periodo di circa una decina d'anni che riguarda gli anni settanta con Kit che da bambino diventa poco alla volta adolescente ( a proposito si considera che Kit sia nato intorno al 1867, e quindi sarebbe diciottenne nel 1885). E' un lasso di tempo bello grande, in cui il quartetto è già formato ( o perlomeno abbiamo tre su quattro dei componenti), con Tex e Carson decisamente più giovani. Questa fascia sembra interessare poco Boselli e tutte le storie citate nella griglia, come ha ricordato bene Carlo Monni, racchiudono solo (significativi) flashback. Tex contro gli Ordonez, per dire, è una storia di cui conosciamo solo il tragico finale. Se a Boselli venisse in mente una bella idea, ci sarebbero dei super protagonisti da mettere in campo ( vi immaginate Tex contro un giovane Ordonez che non è ancora diventato il cadavere ambuilante tristemente noto come "El Muerto" ?).
  23. ymalpas

    Le storie del Tex giovane

    Dipende dalle cronologie. Per Boselli la guerra civile è posteriore alla morte di Ken Willer (quindi punto 4 ). Per la cronologia di Carlo Monni la morte di Ken Willer è successiva alla guerra civile ( quindi punto 1 ). Non ho inserito la griglia sulla guerra civile proprio perché è difficilmente classificabile a seconda delle due cronologie. Ho usato i termini "ventenne", "trentenne" e "quarantenne" perché mette d'accordo entrambe le cronologie. Comunque non è una discussione sulle cronologie ma sui buchi narrativi della serie e sulle storie che dovrebbero colmarli., ovvero punti 7 e (soprattutto) 9.
  24. Dopo 700 numeri scrivere nuove e originali storie di Tex diventa sempre più difficile. Vi propongo dunque questa discussione a mo' di gioco. Suggerite la vostra storia, ma attenti! 1 ) Deve essere rispettosa dei canoni della serie. 2 ) Deve al massimo contenere un'idea iniziale di partenzao suggerire un tema, ma non sviluppare la trama per intero. 3 ) Deve essere sviluppata in poche righe, fino a un massimo di cinque ! Ecco il mio primo contributo, un po truculento. E' texiano o zagoriano ? ALBA DI SANGUE Nei dintorni della riserva navajo e all'interno della stessa riserva Tex e Carson sono chiamati a indagare su una serie di strani omicidi che riguardano giovani donne indiane, suppliziate in maniera barbara. Poco alla volta riusciranno a scoprire il movente e le misteriosi relazioni che coinvolgono le ragazze uccise e quindi a dare un'identità al colpevole, togliendo dai guai alcuni indiziati del tutto innocenti, tra cui figura un amico di Kit Willer già apparso in altre storie. (4 righe)
  25. ymalpas

    Che cosa può offrire Tex ai giovani?

    Come di nicchia ? vende poche centinaia di copie anche la nuova ristampa censurata e con le copertine di Galep degli albi d'oro così orrendamente deturpate da una grafica sempliciotta da quattro soldi? Spero che le "strisce" di zagor anno 2018 vendano di più e non le poche centinaia di copie.
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