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TWF - Tex Willer Forum

Dix Leroy

Ranchero
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About Dix Leroy

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Me and Tex

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  1. Posso essere d'accordo, ma la ritengo migliore di quella del 281 "Il Giustiziere" realizzata da Galep da cui sembra essere ispirata. Poi ultimamente sembra quasi che la fisionomia di Tex nelle copertine sia altalenante, ma anche nel periodo classico questo succedeva praticamente sempre. Non dimentichiamo che le migliori copertine di Galep erano in realtà rivisitazioni di poster o romanzi western. La staticità delle pose non sempre è un problema, ci sono bellissimi esempi in tutti e due i sensi. Una volta un tale mi disse che nella copertina i personaggi devono sempre "guardare in mac
  2. Devi valutare due aspetti Condor. L'illustrazione e il suo scopo. Un bellissimo disegno, colorato con tutte le sue sfumature può essere un'opera d'arte, un quadro da contemplare e che ogni volta ti appare in maniera diversa o che ti svela un particolare che prima non avevi notato. Una copertina va buttata nel marasma di un espositore da edicola, in cui si confonde tra mille proposte, magari semicoperta da altre copie uguali o da cose fin troppo simuli e deve attirare la tua attenzione, altrimenti resterà lì e non lo porterai a casa. La camicia tutta gialla di Tex potrà non essere verosimi
  3. Aggiungici l'ultimo Maxi (con il quartetto spostato un centimetro più a destra però...)
  4. Villa è un copertinista nato (il suo ultimo Texone è in pratica una serie di copertine). Dovrebbe riempirle meno di particolari e quando lo fa sono nettamente migliori e stare più attento alle proporzioni. Sono uno dei pochi a preferire la colorazione al computer rispetto alle sue indicazioni (i suoi visi sempre tra il viola e il paonazzo non mi piacciono proprio). Anche Piccinelli dovrebbe "tirar via" in modo che le copertine non siano solo "bei disegni realizzati meticolosamente" ma sopratutto degli "specchietti per le allodole". Una copertina piena zeppa di piccole cose e piena di piccole a
  5. Sapete che effetto ha avuto l'operazione "medagliette"? Ho comprato gli albi, li ho lasciati incelophanati e sono andato nel web a cercarmi i pdf.
  6. Le cose sono un pochettino cambiate negli ultimi mesi: non so gli avvocati ma purtroppo c'è già tanta gente che ora ha altri pensieri che entrare in edicola e prendersi tutti i Bonelli per la collezione di patacche. E lasciando perdere che non ho più posto in casa, ogni mese che passa potrebbe toccare anche a me di dover pensare a come rimediare qualcosa da mangiare invece che qualcosa da leggere. Per mandare avanti una azienda non sono portato, ma a volte vedo lungo e i fatti mi danno ragione quando non ho più interesse a una rivalsa.
  7. In effetti alcuni costi fissi non li avevo considerati, quindi la stima di una ipotetica "copia unica" era troppo ottimistica. Il resto del discorso resta valido: più c'è venduto meno il prezzo del prodotto può scendere, dipende solo da quanto ci si vuole guadagnare sopra. L'espediente delle "patacche" non farà salire di una sola copia le vendite degli albi Bonelli, anzi io prevedo un nuovo aumento forse già verso la fine dell'anno. O questo oppure una radicale trasformazione del prodotto, che forse doveva essere già stata effettuata.
  8. Nemmeno io ho studiato economia ma il ragionamento da fare è abbastanza semplice. Più copie di un fumetto vengono stampate (purchè vadano poi vendute) meno costerà la copia singola. Se Tex per assurdo fosse prodotto in una copia singola questa costerebbe perlomeno trenta o quarantamila euro. Se invece la tiratura fosse cento volte quello che vendono adesso potrebbe essere a colori e costare la metà.
  9. Il nemico del giovane Tex doveva essere Kit Carson, ma mi ricordo di averlo già scritto. Me ne sono reso conto quando ho cercato invano di leggere l'odissea con i Seminoles. Carson al posto dell'agente federale sarebbe stato perfetto: ovviamente la situazione doveva restare sospesa e diventare una sottotrama fissa fino all'epico confronto finale in cui diventavano amici. Da allora ho la persistente sensazione che "Tex Willer" sia diventata una interminabile attesa per ritornare alla storia della "Mano Rossa", che non era neanche tra le mie preferite della prima parte della saga.
  10. Ragazzi, abituatevi e pensate a rinunciare a qualcosa (visto che le paghe non aumentano), perché gli aumenti sono appena cominciati. Se l'emorragia di lettori continua il prezzo potrebbe variare quasi a ogni uscita. Dall'anno scorso ho tagliato tutti i fumetti Panini, visto che il più economico saliva a 5 euro ad albo. Una curiosità: dall'anteprima risulta che il prossimo volumone di Tex Willer non è più a colori (svista o cambio editoriale?)
  11. Al Tex di Bonelli, va sempre bene: nei casi estremi perde lucidità, se disarcionato si alza, prende entrambe le pistole e avanza sparando contro i nemici non importa quanti siano. Tanto è certo che il suo "creatore" scoverà un sistema per farlo al massimo ferire di striscio alla tempia. Il Tex di Nizzi gioca tanto sul "fattore Q", ciondola e gioca a fare l'investigatore, finché riceverà l'imbeccata giusta per risolvere la questione. A quello di Nolitta va sempre tutto storto, ma alla fine almeno porterà a casa la pellaccia. Infine quello di Boselli è talmente intelligente che ha
  12. Per un lettore come me, che predilesse Tex rispetto alla concorrenza per l'alternanza tra puro Western e vicende "misteriose" questa storia è il prototipo dell'avventura perfetta. Quando seppi che il film di Tessari si basava su questa sceneggiatura ero entusiasta. Poi durante la visione provai a essere conciliante, paziente, accomodante... poi non vedevo l'ora finisse per andarmi a rileggere il fumetto. Non tutto quello che funziona sulla carta va altrettanto bene sul grande schermo (almeno col budget che c'era). "Il signore dell'Abisso" rimane comunque un colossal (a fume
  13. Dei voti io ricordo una cosa sola: se era sei era una grande soddisfazione, sei e mezzo una festa. E sono stato ancora più contento quando non ho avuto più la necessità di avere sei di media. E quindi anche io non voto praticamente mai, a meno che non siano elezioni o referendum. Questa storia ho avuto modo di leggerla in maniera completa non più di un anno fa. Avevo recuperato gli albi mancanti all'origine, ma era il periodo che Nicolò non mi piaceva. Ottima storia proprio perché rompe il solito schema, ma effettivamente lo scoprire chi aveva organizzato il complotto non
  14. Ci sono molti fattori che tolgono oggettività al giudizio su Galleppini da parte dei vecchi lettori (sottoscritto compreso). Se tolgo l'affetto per la prima rappresentazione del personaggio (e nei primi cento albi il Tex di Galep vince su tutti i suoi sostituti/collaboratori), resta l'opera seriale di un grande professionista, forse troppo legato a ritmi forsennati con i quali era cresciuto. Sul fatto di "calmarsi" con lo sfornare tavole su tavole. Galleppini era fatto così, non sarebbe stato lo stesso se tenuto a freno, mentre altri (ad esempio Muzzi o anche Uggeri o Benve
  15. Confermo anche io che "Ultimate Spiderman" almeno nella gestione Bendis/Bagley è stata assolutamente deliziosa. Li ho presi e letti tutti avidamente. E' stato l'intero universo Ultimate a collassare portando con sé proprio Peter Parker, per poi rinascere con un nuovo tessiragnatele (Morales) che ripercorreva le gesta del predecessore onorandone la memoria. Poi come al solito la Marvel ha rimescolato le carte e non mi sono più trovato a mio agio, esattamente come anni prima avevo mollato la DC dopo l'ennesimo reboot. Ma è il fumetto americano a seguire questa tattica, e negli ultimi a
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