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TWF - Tex Willer Forum

Dix Leroy

Ranchero
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About Dix Leroy

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  • Birthday October 25

Me and Tex

  • Number of the first Tex I've read
    720
  • Favorite Pard
    Tex
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  1. Io continuo a pensare che se Diso avesse cercato di essere meno iperproduttivo e il suo Tex più vicino ai consueti canoni la sua permanenza sul Maxi ci sarebbe stata più gradita e forse le sue storie sarebbero finite anche nella serie gigante. Da subito (Maxi e Almanacco) ho pensato che si volesse disfare il prima possibile della sceneggiatura, perché su Mister No mi sembrava molto più accurato.
  2. Con la conclusione della serie originale di Mister No si era tamponato a una perdita economica, ma allo stesso tempo si aveva privato Diso del lavoro. Bonelli era riconoscente a questo disegnatore e non intendeva lasciarlo al suo destino, quindi provarono a fargli fare Tex (visto che Roberto ama disegnare cavalli e ne aveva avuto ben poche opportunità). Il risultato furono storie realizzate in brevissimo tempo ma di una qualità non all'altezza della serie regolare. Da qui l'idea di continuare la serie Maxi, in massima parte per dar da fare a Diso, anche se il pubblico pagante col tempo ha cominciato a sbuffare. Ora con l'età avanzata, il regolare calo di qualità, la scomparsa del fondatore della casa editrice e il revival di Mister No si è provveduto diversamente.
  3. Come anticipato è difficile ricordarsi tutti i titoli già pubblicati (mi ricordo meglio i primi). E prima di premere invio ne avevo cancellati già una decina buona.
  4. Ma tenete presente che il titolo non dovrebbe occupare tutta la copertina... E la richiesta di ymalpas erano titoli generici per storie già scritte e non quelle che vorreste leggere voi!
  5. Un suggerimento per evitare che un titolo "Inventato" sia invece già apparso in strisce, raccoltine o altre testate? Io comincerei con: IL PREZZO DELLA VITTORIA GIUSTIZIA SOMMARIA LA VALLE DEL DIAVOLO IL SENTIERO DELLA VENDETTA L'ULTIMO DESPERADO AGGUATO AL TRAMONTO COLPO DI MANO LA SFIDA DI TEX AD ARMI PARI L'ARTIGLIO DELL'AQUILA ASSEDIO! L'URLO NELLA NOTTE LA PISTA NEL DESERTO GHOST TOWN E poi mi fermo perché è già ora di pranzo.
  6. Lungi da me l'inquadrare te come "vecchio bacucco", se così è sembrato ovviamente sono qui per scusarmi. Ma è innegabile che gran parte dei lettori di Tex lo siano. E potete tranquillamente mettere dentro nella categoria il sottoscritto.
  7. Non ho espresso il mio giudizio su Tex Willer, ma ho dato la mia interpretazione alla differenza di vendite tra la due testate. Se tutti i lettori del Tex Gigante fossero entusiasti del Tex Willer i dati di vendita sarebbero uguali. Quindi vuol dire che il lettore medio di una testata non è il lettore medio dell'altra. Lasciando stare il mio personale giudizio su entrambe le testate, dieci mesi fa avrei scommesso che il nuovo mensile avrebbe scalzato l'originale. Non è detto che non succederà. Io non vedo in Tex WIller nessuna ricostruzione delle atmosfere originali. Se ne prendono alcuni elementi e si imbastisce tutto un altro mondo e un altro modo di narrare le avventure. E potrebbe essere questo l'elemento vincente (ma alla lunga distanza). Questo fatto ha infastidito me come tradizionalista, allo stesso modo in cui ha entusiasmato il mio lato innovativo. E infatti lo compro e lo leggo regolarmente, restando sempre insoddisfatto a metà.
  8. E' la versione giovane di Tex ma scritta da Boselli, che è molto GLBonelliano ma non è G.L. Bonelli. Come scritto ieri si tratta delle origini del personaggio ma scritte nel ventunesimo secolo. Chi è vissuto a pane e strisce negli anni cinquanta probabilmente vede "Tex Willer" come un sonoro ceffone a tutto quanto ha conosciuto. E chi legge fumetti unicamente per distendere i nervi i ceffoni in faccia non fanno piacere.
  9. Collezionista sfegatato: compro qualsiasi cosa che abbia la scritta "Tex" in copertina (neanche mi interessa se la storia è una ristampa) Collezionista normale: compro qualsiasi albo di Tex con all'interno una storia che non ho mai letto Lettore abitudinario di Tex: compro la serie mensile e qualche speciale se mi trovo qualche euro extra in tasca e ho tempo da dedicarci Lettore occasionale: quando vado in edicola e me ne ricordo compro un Tex (molto probabilmente il Gigante) Lettore nostalgico: una volta all'anno, magari incuriosito da una bella copertina, compro un Tex a caso, in ricordo della passata gioventù Lo zoccolo duro di queste tipologie è inserito solo nelle prime due categorie, quindi a farla grande un sessanta per cento delle vendite del mensile. Quindi le vendite del Tex WIller sono matematicamente corrette.
  10. Una sola puntualizzazione: il "pensionato" vede la nuova serie come un prodotto destinato ai giovani di oggi ma non al ragazzino che era quando si appassionò a Tex. A questo ci pensano benissimo le ristampe in allegato ai quotidiani, visto che le riproposte dei personaggi EsseGesse spuntano come funghi. E limite di bugdet a parte, il lettore medio di Tex cerca sempre rassicurazione e mai destabilizzazione. La testata avrebbe fatto "il botto" con una operazione diametralmente opposta: ricalcare fedelmente lo spirito originale nei testi e nei disegni e nell'impostazione. Ma credo che in redazione si sia voluto essere lungimiranti, piuttosto che mietere facili ma effimeri successi e puntare su una fascia diversa da quella che ha tenuto duro ma pian piano dovrà lasciare per limiti di anzianità.
  11. Aggiungo (dopo cena) che i motivi per cui nulla sulla testata Tex Gigante obblighi i suoi lettori a comprare anche Tex Willer sono giusti e raramente riscontrabili nell'operato di altre case editrici, mentre per le altre componenti non ci si può fare molto: l'ideatore della serie non ha nelle proprie corde una narrazione a brevi episodi e solo vagamente collegati l'uno all'altro, il minor prezzo dell'albo si avrebbe unicamente con una minor cura del prodotto e un compenso ridotto agli autori. Insomma la tiratura è alta e il merito è tutto dell'albo, senza forzature e grandi operazioni di marketing (che di solito neanche funzionano).
  12. Si tratta di uno stile molto, molto gradevole. Però praticamente succube di quello dello Studio Giolitti, dove Giovanni si era fatto le ossa dopo l'esperienza in quello di Rinaldo Dami. Il lavoro pluriennale su Tex gli è servito per trovare una sua strada personale, che probabilmente piace più a lui che a noi! Io sono ancora del parere che il suo Tex attuale non è una approssimazione grafica dovuta all'età avanzata e credo che Ticci oggi sia più soddisfatto del proprio lavoro rispetto al passato.
  13. a) Rapporto quantità pagine/prezzo sfavorevole (la maggioranza dei lettori di Tex sono pensionati e devono scegliere oculatamente cosa comprare) b) L'albo non è mai pubblicizzato nella serie regolare (tranne i cartonati che raccolgono le storie che comunque sono ancor più costosi) c) La collana racconta di un protagonista in età giovanile e quindi i pensionati di cui sopra temono di trovare contenuti non adatti a loro d) resiste la "leggenda metropolitana" che le storie di Tex Willer siano le stesse dei primi numeri, solo ridisegnate.
  14. Li prendo ma non credo che poi li terrò (ho grossisimi problemi di spazio in casa). Una libreria si è letteralmente sfasciata, implodendo su se stessa e rovinandomi un bel po' di volumi (ora li tengo dentro vari scatoloni) mentre l'anno scorso un ripiano dell'altra libreria è franato su quello sottostante, a causa delle file di albi uno dietro l'altro... La mia passione per i bei fumetti è tanta, ma occorre darci un taglio e accontentarsi di aver vissuto una grandissima stagione.
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