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TWF - Tex Willer Forum

Dix Leroy

Ranchero
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About Dix Leroy

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  1. Confermo anche io che "Ultimate Spiderman" almeno nella gestione Bendis/Bagley è stata assolutamente deliziosa. Li ho presi e letti tutti avidamente. E' stato l'intero universo Ultimate a collassare portando con sé proprio Peter Parker, per poi rinascere con un nuovo tessiragnatele (Morales) che ripercorreva le gesta del predecessore onorandone la memoria. Poi come al solito la Marvel ha rimescolato le carte e non mi sono più trovato a mio agio, esattamente come anni prima avevo mollato la DC dopo l'ennesimo reboot. Ma è il fumetto americano a seguire questa tattica, e negli ultimi anni l'avevano portata anche al cinema.
  2. Decisamente troppa, troppa roba. Col Tex mensile mi sono fermato a Giugno quando è uscito il Texone, il color storie brevi l'ho letto e tutto sommato neanche mi è dispiaciuto, quello estivo sono sicuro di averlo letto però non me lo ricordo già più. Al cartonato ho dato solo una sfogliata e l'ho messo subito nello scaffale perché attendevo con troppa ansia il maxi dei Tre Bill che ho divorato, anche del maxi primaverile ricordo le riflessioni sui disegni che ho scritto nel forum ma poco altro. La storia dei seminoles mi ha stancato e l'ultimo albo non l'ho manco finito e col Tex Willer mi sono fermato. "Un uomo tranquillo" non è un albo di Tex e quindi vale come l'avventura magazine. Ah, c'era anche il Tex Willer Magazine di gennaio… a memoria sono confuso se c'era Pat o Gros-Jean in copertina, perché decisamente è passato troppo tempo e troppi albi comprati nel frattempo!
  3. Galep lo avrebbe fatto (e lo ha fatto nei cartonati Mondadori delle sue storie). Che poi non era giusto farlo perché si tratta di materiale storico se ne può parlare. Che sia brutta l'ultima pagina con una vignetta vuota credo sia oggettivo. Comunque meglio bianca che il solito disegno di Tex tratto dal n. 200.
  4. Alle dieci di lunedì mattina avrò già litigato col capo, col titolare e almeno altri tre colleghi e mancherà ancora mezzora alla pausa caffé.
  5. A dire il vero non lo so nemmeno io. Ma che una volta ci propinassero cose che con la salute avevano poco a che fare è un dato di fatto. Di sicuro, ma non centra poi molto, i colori usati per i dipinti venivano preparati artigianalmente dai pittori, ognuno con la sua ricetta segreta, magari anche le stamperie avevano qualche trucco per rendere le copertine degli albi di Tex più sfavillanti. Ma sono contento che almeno nel presente gli albi vengano assemblati con una colla che resiste meglio che in passato. Di certo i colori scelti per le prime cover erano quasi sempre fondi pieni verde, rosso, giallo, azzurro mentre ora si tratta sempre di paesaggi con colori per forza di cose più tenui.
  6. Sono d'accordo e non è mia intenzione denigrare Pratt e le sue storie migliori. L'ho tirato in ballo perché è un ottimo esempio di grande illustratore per cui non ho entusiasmo. Tra un cartonato di Wheeling, uno che ne so… di Crepax e un albo di Asterix che mi manca non ho nessun tentennamento su cosa prendere. E invece vado matto per Kirby, John Byrne (quello di una volta) o Hogart, mentre non sopporto Gil Kane.
  7. Ho sempre sognato che venisse tratto qualcosa di speciale fuori serie da questa avventura. Per quello quando è successo non mi sono lamentato troppo che interrompesse un progetto editoriale di inediti a colori. Poi i colori sono stati fatti proprio bene. Se Galep fosse stato ancora tra noi ne sarebbe stato molto contento e se fosse stato ancora attivo avrebbe realizzato una vignetta finale ex novo per farla arrivare fino a fine pagina.
  8. I Tre Bill visti nel Maxi sono abbastanza fedeli all'originale, tranne che Black è meno spietato killer alla spaghetti western (non lo avevano ancora inventato) ma piuttosto l'intelligentone del trio, mentre Kid (almeno nella prima serie) è seriamente legato a Jenny, che comunque poi non si vedrà più. Sam è proprio mezzo Pat Mc Ryan e mezzo Gros-Jean. Ma sono variazioni che io da vecchio appassionato della striscia ho comunque gradito.
  9. Tu si che hai imparato a conoscermi. Sette più.
  10. Prova a rileggere meglio ciò che ho scritto, senza alcuna polemica. Noterai tra le righe tutto l'affetto che provo per Aurelio, tra una critica benevola e una oggettiva osservazione della sua opera, oltre a tutte le sue storie di Tex ho cercato per quanto possibile di collezionare anche fumetti realizzati prima e durante. Galleppini non studiò mai disegno o illustrazione, ma riusciva ad osservare e "rubare" i trucchi del mestiere da Raymond e non solo. Inoltre (sebbene Bonelli non glielo fece mai fare) era anche un pregevole sceneggiatore. Questo disegno a me sembra preso dall'albo 603 disegnato da Torricelli. Una buona copia, ma non perfetta. Poi c'è da dire che la fisionomia del Tex di Galep varia molto sia se si parla di copertine sia delle vignette. Ma in fin dei conti in questo ritratto che c'è che non va? Non è arrabbiato, non è triste e nemmeno impassibile, sta guardando alla sua destra senza mostrare rabbia, disprezzo, disgusto o paura. Probabilmente non ce n'era motivo.
  11. Avevo anticipato che tra i disegnatori che non mi piacciono ci sono molti mostri sacri del fumetto. La critica e i lettori non hanno mai avuto dubbi sul Maestro Pratt. Pure io, e difatti non ne posseggo un solo albo, anzi no, ho "La ballata del mare salato" in edizione Classici del fumetto di Repubblica. Se qualcuno lo vuole glielo regalo.
  12. Galleppini ha uno stile inimitabile. Pieno di difetti, prospettive sbagliate, occhi che non guardano nella stessa direzione, sproporzioni, zero accuratezza storica, paesaggi copiati da cartoline italiane e non statunitensi, figure femminili tratte più dal neorealismo piuttosto che dalle star hollywoodiane, insomma un mezzo disastro. Colpa della fretta in età giovanile, dei problemi di salute e la mano malferma nella sua maturità. Cose impossibili da emulare: meglio (e molto più comodo) rifarsi all'essenziale Ticci, o per stupire i lettori al meticoloso Villa. Non ringrazierò mai abbastanza Torricelli di averci provato, anche se il suo Tex era il Galep inchiostrato da Gamba. Le copertine degli albi d'oro e della prima gigante a me personalmente non piacciono, quella della seconda serie (almeno fino al 300) sono invece rimaste tutte impresse nella retina. Quella del mese scorso non me la ricordo neanche.
  13. No, ci sono disegnatori che preferisco e quelli meno. Ma se a me non è mai piaciuto il tratto di Fusco c'è una schiera di suoi ammiratori che rendono il mio giudizio praticamente offensivo. Non mi piaceva neanche Nicolò ma poi ho cambiato idea. Mi sono accorto che non mi piacciono le storie di Muzzi soltanto perché le facce di Tex sono rifatte. Ortiz, Sommers Blasco, Font o Uggeri non mi fanno impazzire, ma sono la storia del fumetto. Non mi piace nemmeno Pratt se è per quello!
  14. Galep Ticci Giolitti Villa Civitelli Monti Letteri I Cestaro Leomacs Nicolò I miei dieci disegnatori preferiti. Gli altri a parimerito (non c'è nessuna storia che salto perché l'ha disegnata il tale)
  15. Solo per quello merita l'intitolazione di una piazza o un intero quartiere... Comunque non si può dare la croce addosso a un asociale, se controllate anche il maestro Armando Monasterolo era intrattabile, ma quello che traspare è che Letteri avesse la fobìa dello sceneggiatore (ossia quando vogliono l'impossibile in una vignetta, mentre l'illustratore vorrebbe solo che fosse un bel disegno da vedere). Io ho passato l'intera carriera lavorativa per essere confinato in un reparto dove devo rendere conto a meno gente possibile e concentrarmi a realizzare il miglior lavoro possibile.
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