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TWF - Tex Willer Forum

Dix Leroy

Ranchero
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About Dix Leroy

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    Utente emerito del TWF
  • Birthday October 25

Me and Tex

  • Number of the first Tex I've read
    716
  • Favorite Pard
    Tex
  • Favorite character
    Dinamite

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  1. Interpretava Satania, giusto? Ma a volte ci assomigliava veramente poco, mentre qui la rassomiglianza è davvero impressionante. I capelli però dovrebbero essere più rossi. Solo Orson Welles la obbligò a tingersi bionda per un film, ma poi l'atomica si prese la rivincita lasciandolo con un palmo di naso (credo che il film fosse la Signora di Shangai). Ovviamente io ho visto solo un film dove c'è Rita Hayworth.
  2. Ohibo! Dopo Anita Hekberg esordisce su Tex nientemeno che Rita Hayworth. E Tex che fa il guardone in copertina?!
  3. Ma ci sono già un sacco di pagine in più!
  4. Mi schiero dalla parte dei più che soddisfatti. Da appassionato del Tex "magico" mi aspettavo qualcosa di veramente sovrannaturale, ma la storia ha dato parecchi brividi lo stesso. Due sole cose hanno "scricchiolato", oltre ai fatti segnalati dagli altri amici, ma in effetti erano necessari affinché la storia prendesse una certa piega. Non li elenco per non rovinare la lettura a chi deve ancora farlo. Grazie di non aver inserito nel "Carnival" i personaggi deformi pur presenti nelle foto dell'articolo introduttivo. Mi provocano una profonda tristezza, che avrebbe guastato il mio approccio all'albo e comunque sarebbe stato un doppione dell'ultima storia col "Maestro". Nessuno ha segnalato la "pubblicità occulta" alla serie Tex Willer da parte dello sceriffo a pag. 185 (ci mancava solo una didascalia in basso "come potrete leggere tutti i mesi su…"). Qui ho sorriso e purtroppo un po' della tensione l'ho persa per strada. Disegni: gran parte dell'atmosfera è data dal lavoro di Carnevale, bisogna ammetterlo, anche se diversamente dalle illustrazioni a colori a tratti vedo qualcosa simile a Milazzo oppure anche a Marcello. Se del Texone della Signora Zuccheri avevo lamentato l'uso di due diversi "attori" per interpretare Tex e in quello di Villa l'uso di alcuni loschissimi figuranti a sostituire in qualche vignetta i quattro pards, in questo volume ho perso il conto di quante fisionomie diverse sono state impiegate per ognuno dei protagonisti. Grandissime le uniche due tavole a mezzatinta: comprendo bene che una storia illustrata tutta così era da suicidio, ma con le tecniche di riproduzione contemporanee cosa succederebbe se una storia speciale venisse eseguita solo a matita? Secondo me l'inchiostratura fa perdere almeno il trenta per cento della bellezza di un disegno, anche perchè si tratta comunque di un ricalco di un qualcosa di più instintivo e spontaneo.
  5. Il Tex di Boselli è… il Tex di Boselli. Si rifà alle storie originali e ci mette del suo, perché è giusto così. A volte vengono fuori belle storie, a volte meno. Ma succedeva anche ai suoi precedessori.
  6. Mi piace parlare con te, primo perché da una persona di cultura superiore (io ho finito a malapena la terza media) e con tante passioni (io mi barcameno tra fumetti western e buon rock'n'roll nelle tre o quattro ore libere che il lavoro in fabbrica mi permette). Passiamo dalle barricate a quasi uscire per una birra, eppure non sono costretto a rivedere le mie opinioni per farmi accettare. Le donne del passato erano SOTTOMESSE dai maschi (che sia stato giusto o meno) certo c'erano le eccezioni, ma si trattava di nobildonne o comunque potevano mostrare il loro carattere e molte volte hanno contribuito fortemente alla cultura o alla scienza. Zoe si sarebbe presa un sacco di botte da Fairfax come nel suo ambiente era consuetudine e sarà successo un sacco di volte Per fortuna questa volta c'era il buon Tex. Ma questo non dovrebbe far scoccare l'infatuazione tra vittima e salvatore, perché è un cliscè abusatissimo. Mentre tu sei Boselli. p.s. Tra l'altro cliché usato nella sequenza sulla nave con Susan ma gestito benissimo!
  7. Zoe è mulatta, eppure non si vede (ok non è colpa dello sceneggiatore, ma dell'illustratore) è alta come un uomo, per mestiere, condizione sociale (evito razza, ma a quel tempo ci stava tutto) e professione non poteva permettersi di essere così spigliata e di carattere. Anita è nelle stesse condizioni, è povera e presumibilmente analfabeta. Per il resto non mi pronuncio, perché sono un signore di altri tempi, buttato nel ventunesimo secolo per chissà quale macchinazione. Ah, Kate Warne era una racchia, eppure affascinante a suo modo. Sarebbe stato molto bello che lo fosse stata anche nel fumetto. Galleppini raffigurò una losca proprietaria di saloon con naso aquilino e misure un po' scarse. Eppure aveva fascino.
  8. Temo che questi "personaggetti" siano creati con il fine di far presa sul pubblico femminile. Una donna forte interagisce alla pari con l'eroe, non si sente in dovere di concedersi per sdebitarsi e può (anzi deve) essere una persona normale, anzi potrebbe avere un "difettino", anche per differenziarsi dalle tante che ho paura costelleranno questa raccolta. A volte un nasetto pronunciato o un po' di sovrappeso possono rendere una ragazza altrettanto affascinante che una schiera di fotomodelle tutte uguali.
  9. Questo pomeriggio mi sono letto dal principio la storia (perché non avevo voglia di rovistare negli scatoloni in cerca delle precedenti storie in flashback). Per prima cosa ritiro i miei dubbi sulla narrazione in "differita", anche dopo aver letto che all'inizio di una scena senza Tex dice chiaramente: "Questo lo venni a sapere molto tempo dopo". Si tratta comunque di un interminabile prologo, con alcune scenette divertenti, alcune trascurabili, altre messe lì solo per riempire l'albo peraltro con un debolissimo sviluppo sulla trama (Harry Giles, Raul e l'insopportabile Anita). Purtroppo nel terzo albo le cose si fanno molto più interessanti con l'uscita di scena di Zoe (personaggio pensato con la mentalità degli anni duemila, non certo di metà ottocento), con l'arruolamento di Tex, il superiore che lo ostacola e quello che si accorge della sua identità eppure lo agevola, il tanto agognato arrivo dei seminoles… e mi tocca aspettare un altro mese! Per le altre critiche (non mosse da me) per me è tutto in regola: Dinamite è Dinamite, Gunny ha insegnato a Tex a barare a poker (gioco di cui ignoro ogni regola e neanche voglio imparare), e Tex soldato.
  10. Tutto bene, comprendo il tuo punto di vista e voglio ribadire che la mia non è critica tanto per fare o per essere sempre controcorrente. Non ho ancora dato un giudizio completamente negativo a questa storia, oggi ho solo reso palese un dubbio che probabilmente è campato in aria, al solo scopo di sviare l'attenzione sulla mia famosa e personale avversione alle scene di sesso (che non è sentimento) sui fumetti che colleziono. Non faccio finta di non sapere che Sergio approvò molto di peggio su altre testate che ovviamente non seguo. Per esempio questa primavera ho avuto la possibilità di leggere i numeri uno delle più famose testate attuali con l'iniziativa "Un Bonelli al giorno" e non sono riuscito a farmene piacere neanche uno (Dampyr compreso, mi spiace dirlo). Il fatto che io abbia comprato tutti i 20 albi di Tex Willer e li abbia letti deve essere una fonte di soddisfazione e non di aspro confronto. Io continuerò, ma per i motivi di spazio credo che non arriverò al 50. Magari in futuro prova a scrivere qualcosa che mi possa entusiasmare di più. Con il Texone "Il Magnifico fuorilegge" mi sono divertito, così come con i primissimi numeri.
  11. Non era quella la mia intenzione. Sono d'accordissimo che chi non c'è e non può dire la sua non dovrebbe essere tirato in ballo. Molte volte stavo per scrivere "Questo GLB non l'avrebbe mai scritto" o "Sergio questo non lo avrebbe mai approvato", ma sono frasi che possono venire in testa, ma è corretto ravvedersi in tempo e cancellare prima del tasto "invio". Il fatto che ci hai lavorato assieme non significa che hai assorbito la loro mentalità. I miei maestri mi hanno insegnato il lavoro e qualche trucco, poi ho imparato a sbagliare da solo.
  12. Moltissimi mi dicono così! Poi quando vengono a sapere a quanto ammontano i miei risparmi passa loro davanti agli occhi gli spropositi che sono stati costretti a spendere per tenersi a casa una femmina (o a disfarsene col divorzio). Ed è l'unica mia soddisfazione. Per l'albone quasi quasi faccio una nuova capatina in edicola domani mattina, ma guardando nello scaffale alla ricerca di Tex Willer 20 io non l'ho visto.
  13. E sono d'accordo pur avendo passato il peraltro bellissimo sabato pomeriggio a passeggio sul lago (invece di leggere Tex).
  14. Coraggio, anche le mie ultime buste paga sono state più che altro simboliche, giusto per le bollette e i viveri. Per mia fortuna nessuna delle (poche) ragazze che ho conosciuto mi hanno filato, così almeno ho potuto mettere qualcosa da parte!
  15. Pensavo di essere stato chiaro: siccome Boselli fraintendeva il fatto che a me la storia non piacesse esclusivamente per certe scene ho scritto le mie perplessità narrative PRIMA di aver controllato se nelle altre storie in flashback era presente lo stesso problema. "Tra due bandiere" o lo stesso "Il Giuramento" le ho lette decenni fa, quando sicuramente ero meno smaliziato o meno intransigente. Non sono assolutamente d'accordo con il fatto che Bonelli padre avrebbe approvato situazioni simili. E neppure il figlio.
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