Dix Leroy

Cowboy
  • Contatore Interventi Texiani

    114
  • Iscritto

  • Ultima attività

  • Giorni con riconoscenze

    5

Dix Leroy ha ottenuto l'ultima riconoscenza il 3 Dicembre

Dix Leroy ha pubblicato il contenuto maggiormente apprezzato!

1 seguace

Info su Dix Leroy

  • Rango
    Quasi scrittore
  • Compleanno 25 Ottobre

Informazioni sul profilo

  • Sesso
    Male

Visitatori recenti sul profilo

730 visualizzazioni del profilo
  1. Commenti Alle Anteprime

    Io posso capire Claudio, che rivendendo lo "scempio" compiuto in passato voglia rifare le tavole iniziali del suo Texone. Non capisco perché chi è sopra si lui (e ce ne sarà pure uno) glielo permetta. E ultimamente me lo sono chiesto perché le sue copertine non vengono più aggiustate in redazione e qualcuna a me risulta inguardabile, ovvero guardo solo i particolari errati o sproporzionati senza vedere il complessivo risultato che è curatissimo. La cura maniacale di Magnus ci fece rischiare di non vedere mai conclusa la sua storia ma questa volta tutto si ripete in maniera esponenziale! Possiamo chiedere a Villa se abbiamo un piccolo diritto di poter leggere un suo fumetto? Lui sarà immortale ma noi no!
  2. Galep 100

    Essendo uno dei pochi volumi che nel corso di questo 2017 sono stati dedicati specificatamente a Galep, più che a Tex, L'avventura Magazine 100 anni Galep DEVE apparire in ogni libreria di un vero appassionato. Il servizio arretrati della SBE credo lo spedisca come arretrato senza problemi. Aggiungo agli altri commenti letti che Kit Willer in origine doveva "nascere" sulla Collana del Tex per farsi conoscere, ma nelle intenzioni doveva avere una propria serie a fumetti, sulla falsariga dei vari "ragazzi del far west" che impazzavano nelle edicole. E oggi forse nessuno (tranne qualche archeologo del fumetto) si ricorderebbe più dei Willer...
  3. Galep 100

    Puro Vangelo. La sig.ra Bertasi, Bonelli e Galleppini (che cominciarono alla fine degli anni quaranta un lungo e proficuo sodalizio artistico pur frequentandosi e incontrandosi relativamente poco) avevano molto a cuore il progetto "Occhio Cupo". Aurelio era ospite nella casa/redazione e praticamente nei primi tempi non poteva neppure uscirne. Alla luce del giorno sul tavolo da disegno nascevano le maestose tavole dell'avventuriero/corsaro, stampate poi in grandi e costosi albi bisettimanali. Finita la cena il tavolo da disegno diventava il teatro delle piccole strisce di Tex, realizzate quasi sempre senza le matite preliminari e con uno stile più frettoloso ma più libero, fino a notte inoltrata. E i piccoli lettori premiarono quelle storie, più in linea con i loro gusti semplici e le tasche perennemente vuote... La prima volta che lessi questa "leggenda" era su un libro su Tex realizzato da Verger "E il sogno continua", ma poi è stata raccontata in molteplici occasioni solo con poche aggiunte, quindi la ritengo molto più che fondata.
  4. La famiglia Willer

    Sono passati troppi anni. Se nei primi albetti a striscia periodicamente "uno" si aggiungeva a essere amico/pard/parente di Tex (e parlo anche di Gros-Jean, Montales, Brandon o il mitico Pat), oramai il cast è completo e chiuso. Nessuno di loro può andarsene e nessuno può essere aggiunto. E la seconda cosa mi dispiace, sia chiaro.
  5. [Maxi Tex N.21] Nueces Valley

    Arrivo da ultimo perché (non mi vergogno a dirlo perché non mi capita di rado) Il nuovo Maxi l'ho letto tutto d'un fiato, ma solo ieri sera. Non ho potuto fare a meno di provare una sensazione strana nella scena dove Jim Bridger, tra la pagina 28 e la 35 deve sparare con un vero fucile dei suoi tempi, con tutta la lunga e corretta procedura per caricare il colpo e affronta i comanches. Davvero molto diverse le cose tra la realtà storica e le sparatorie da film western (dove fucili e colt non si scaricano quasi mai) come siamo stati abituati noi... Poi nella canzone della rissa finale si cita Carson e lo si inquadra: ma insomma: il nostro vecchio cammello è quel Christopher Carson oppure no?
  6. Commenti Alle Anteprime

    speriamo che non si tratti solo dell'aumento del prezzo.
  7. La famiglia Willer

    Ecco una cosa che non vorrei vedere mai su Tex: fecero una serie di cartoni animati di "Dick Tracy". Il famoso poliziotto era diventato una sorta di caposquadra e i suoi assistenti facevano tutto il lavoro. Lui si limitava a sentire i loro rapporti e dare qualche consiglio con il suo orologio/trasmettitore. Se continuamo ad andare avanti con la cronologia di Tex lo vedremo con le tempie grigie che si lamenta dei primi acciacchi. Eterno quarantenne è un sogno per tutti, ma quante avventure puoi vivere se sono sempre ambientate nello stesso periodo? Almeno una volta si poteva entrare per sbaglio in una valle nascosta piena di dinosauri o affrontare minacce dallo spazio, discendenti dei conquistadores o tribù indiane mai esistite. Oggi molta gente storcerebbe il naso, perché è roba da Zagor!
  8. La famiglia Willer

    Ribadisco WY, se le storie di Tex fossero completamente slegate l'una dall'altra, a volte lunghe mezzo albo, a volte di 10 pagine o 10 albi, con Tex che ne combina di tutti i colori, lega i banditi e per farli cantare gli mette i candelotti di dinamite tra le dita dei piedi (non semplici cerini) e molla un albo si e un albo no il corpo dei rangers farei i salti di gioia. Ma sarebbe solo il Tex che piace a me, non quello che è diventato in decenni di storia...
  9. La famiglia Willer

    Avesse ingerito il siero dell'immortalità e il buon G.L. Bonelli girasse ancora per i corridoi di Via Buonarroti vestito come un sachem indiano (e negli ultimi tempi lo sembrava davvero), oggi scriverebbe storie di Tex in maniera completamente diversa sia da Nizzi, da Boselli o da quelle che oggi tanto rimpiangiamo, chissà se ci piacerebbero oppure no. Gli anni cinquanta sono finiti da un pezzo e quelle storie che ci commuovono e ci ricordano la gioventù sono semplici, orchestrate grossolanamente, e non adatte ai nostri tempi. Nel frattempo la conoscenza della realtà storica è aumentata, tantissimi fumetti e film sul tema hanno segnato un confine e tornare indietro non avrebbe senso. Sono d'accordo con Wasted Years sul fatto che le vecchie storie (a noi) piacciono di più, ma è anche vero che tra un vecchio film col Duca e un nuovo western, probabilmente troppo cervellotico, senza un vero eroe e pieno di sesso e violenza gratuita, non c'è dubbio che entrambi sceglieremmo l'ennesima replica con John Wayne! Però un fumetto che esce da 70 anni e che vuole continuare a vivere deve per forza evolversi. E come ho già scritto non mi ricordo dove, la soluzione stà proprio nel riempire quei dieci anni che Bonelli aveva lasciato ancora da scrivere, ma con uno stile moderno!
  10. [Color Tex N. 12] Sparate sul pianista e altre storie

    No, Carlo, ma grazie della dritta. Quel viso mi ricorda un attore di un film (western ovviamente) più recente, ma non ho più la memoria di un tempo. Bisognerebbe che lo trasmettessero in TV e per caso io sia lì a vederlo. Un evento sempre più raro ultimamente: mi ero inserito nella discussione "Un western al giorno", ma gli impegni e la stanchezza serale hanno sempre la meglio. E ora sempre di più preferisco un buon fumetto a un film così così... Thomas Haden Church in "Broken Trail". Me lo ha suggerito un tacchino che pascola per casa e non si fa mai gli affari suoi, ma per una volta ha aiutato un vecchio appassionato di western che però non ha più la memoria di un tempo (e qualcuno me lo rinfaccia sempre)... E' fortunato perché il Giorno del Ringraziamento è passato e non me lo sarei ricordato nemmeno se il film lo avessi rivisto ieri.
  11. About Kit Willer

    Ci vorrebbe una idea geniale, non per far sparire il giovane Willer, ma per dargli una marcia in più. La ricerca di essere tale e quale al padre è persa in partenza, quindi deve trovare un modo per differenziarsi ed eccellere in cose in cui il padre per indole, anagrafe e carattere non può competere. Quella che compie è la stessa strada di colui che prosegue l'attività del padre (sia un negoziante, un imprenditore, uno sportivo), il paragone con il genitore può essere l'aiuto per iniziare e poi l'ostacolo per il proseguo. La storia dove perde la memoria doveva essere l'inizio per intraprendere una nuova strada (poteva anche diventare un nuovo avversario!), ma si è preferito farlo rientrare presto nei ranghi, confinandolo nel ruolo di un eterno "quarto". Rimprovero a Tex di non aver insistito per farlo studiare: un avvocato nella riserva navajo avrebbe potuto sistemare le beghe, poi risolte da Aquila della Notte con le sue "bravate" contro l'esercito?
  12. [Color Tex N. 12] Sparate sul pianista e altre storie

    Letto lo speciale come promesso. Alzo il voto: le storie brevi sul formato 160 pagine mi ricordano tanto i primi Tex degli anni cinquanta e quindi mi diverto un mondo perché non devo faticare a tenere in mente tante cose come nei mallopponi o nelle storie fiume in più albi. Concludo la mia impressione sui disegni. A parte Frisenda, che Tex lo ha già disegnato, tutti gli autori si sono fatti trovare un poco impreparati. - Il Tex di Soldi è poco espressivo ma mantiene comunque inalterata la fisionomia nel corso della storia - Quello di Poli mi convince solo in un paio di vignette (ma la resa della camicia non mi soddisfa proprio) - Non ho trovato un Tex uguale all'altro nelle 32 pagine disegnate da Bertozzi (e qualcuno mi dice dove diavolo ho già visto la faccia di Ramse?) - Ok Zaghi, questo è uno che se volesse disegnare tanto, mi piacerebbe rivedere sul mensile. Le storie: - Poco verosimile la prima (Tex è scaltro, almeno quando non fa le piccionate, ma qui non si esagera?) - Depistante la seconda (bene ha fatto Monni ad anticiparmi il trucco grafico), di quelle però che non si possono più rileggere proprio perché si basano su un inganno letterario - Classica la terza ma purtroppo prevedibile (anche nel finale che si scopre che era un racconto attorno al fuoco) - Una vera "storia breve" l'ultima con il ritorno di Nizzi. Simile a quelle fuori serie pubblicate anni fa su settimanali non Bonelli per fare conoscere il personaggio a chi credeva non uscisse più o per chi non lo conosce affatto. I colori: eseguiti dal pur bravo Celestini, un solo uomo ai pennelli (se pur elettronici) non può dare la varietà di stili a cui le Storie Brevi dei numeri scorsi mi avevano abituato. E la carta è quella opaca del Color estivo. Non venitemi a dire che il risparmio su collaboratori e sul materiale cartaceo non centra. Voto complessivo? 7+
  13. [Color Tex N. 12] Sparate sul pianista e altre storie

    Non credo sia lo stato d'animo giusto per mettersi a leggere le collane collaterali al mensile Tex. Quanto scrivi lo condivido in pieno ma solo sul mensile. Già il Texone era un modo diverso di proporre storie, (tradizionali nella narrazione ma rivoluzionarie nei disegni) e il maxi doveva essere l'esatto opposto. Io dai Tex Color invece pretendo delle sorprese, nella narrazione, nell'impostazione delle tavole e ovviamente nel modo di colorare le vignette. Poi è chiaro che non tutte le ciambelle riescono col buco.
  14. [Color Tex N. 12] Sparate sul pianista e altre storie

    Oggi devo ritrattare una frase scritta ieri sulla storia "Ucciderò Tex Willer". La doppia vignetta quasi uguale è un espediente narrativo, magari poco usato nella nostra collana preferita, ma molto cinematografica. Leo Ortolani è un asso in questo usando disegni ripetuti con esiti spassosi. In questo week end mi riprometto di leggerlo per bene e completare la mia impressione.
  15. [Color Tex N. 12] Sparate sul pianista e altre storie

    A fronte di una copertina degna di nota, la prima "sfogliata" al nuovo Tex Color non promette tanto bene. Frisenda può piacere o meno, ma almeno i suoi disegni hanno personalità. I colori non riescono a nascondere nelle pagine dell'albo vignette legnose e incerte: notate a metà pagina 110 un Tex identico a come lo disegnava Vincenzo Monti! Roberto Zaghi ha il segno che ho apprezzato di più. A pagina 64 e a pagina 66 (che quindi si possono sovrapporre e confrontare, la prima vignetta con il primo piano del protagonista sono praticamente una la fotocopia dell'altra (salvo la diversa espressione). Ora resta la lettura, che spero porti a un miglior voto complessivo del volume. Ah, bene all'introduzione vergata personalmente dal curatore. Per l'odore degli albi: imbustateli prima possibile e si conserverà più a lungo: il mio n. 11 "puzza" ancora di stamperia!