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      BUON NATALE   24/12/2017

      BUON NATALE e felici Festività a voi!

Doña Manuela

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    Storia, scrittura, libri, fumetti, fantasy, musica...

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  1. [678/679] Jethro!

    Da señora spietata e amante dei coccodrilli, io non ho versato molte lacrime sul commesso Sul ritorno di Glenn Corbett, anche in flash back, non avrei nulla in contrario perché è davvero un bel personaggio, però narrativamente mi pare che questo toglierebbe un po' di poesia al bellissimo finale di "Gli incappucciati del Klan". Quelle tavole suggeriscono un addio definitivo, o almeno a me così è parso.
  2. [678/679] Jethro!

    Grazie ElyParker! Troppo buono, qualche pagina più su trovi recensioni molto più belle e approfondite della mia Sì, sono storica e archivista, anche se il mio periodo di specializzazione è il Medioevo, che con i sudisti e i nordisti c'entra poco Al massimo con i guelfi e i ghibellini!
  3. [678/679] Jethro!

    Buongiorno a tutti! Eccomi col commento alla storia di Jethro. Do giudizio ottimo sia alla storia sia ai disegni: SPOILER 1) Ritmo della storia: si parte con l'inizio teso e drammatico, con la scena emotivamente forte del ritorno di Alex che rischia di finire nella trappola; poi il racconto di Jethro in flashback allenta un po' la tensione, che però rimane sotterranea (sappiamo che stanno per arrivare dei nemici); infine con l'arrivo di Crane e l'intervento di Tex e soci si ha di nuovo un aumento del ritmo narrativo, che si risolve poi nel finale. All'interno di questo ritmo si inserisce quello della storia ambientato nel passato, caratterizzata da continui pericoli, sparatorie, scontri. In particolare mi è piaciuta la sequenza di fuoco e pallottole nella casa di Stevens, pura adrenalina. 2) Ho molto apprezzato, nella sceneggiatura di Boselli, l'attenzione ai sentimenti senza cadere nello stucchevole: molto ben tratteggiato il tema dell'amicizia, dominante in entrambi gli albi, con la bella osservazione di Jethro nel finale del secondo albo che, notando il rapporto di complicità tra i pards, rievoca quello tra lui, Tex e Glenn; appare anche quello tra i padri e i figli, come è già stato notato; e poi, da donna, mi sono piaciuti davvero molto gli accenni al rapporto di Tex con Lilyth e con la "casa" Navajo (all'inizio e alla fine della storia) e il modo in cui è stato tratteggiato l'amore tra Jethro e Mary: sia nel presente (è toccante il modo in cui Jethro si rivolge alla moglie morta), sia nel passato (la nascita del loro rapporto è narrata con delicatezza). Davvero, complimenti, perché una tale raffinatezza nel trattare i sentimenti è rara (spesso si cade nel patetico), soprattutto in autori uomini. Grazie Boselli! 3) Nella storia ambientata nel passato, mi hanno affascinato le atmosfere cupe, piovose, violente, in cui si muovevano perfettamente gli spettrali cavalieri del Klan. Mi ha convinto la rappresentazione del Sud sconfitto, animoso e desideroso di rivincita, mi ha convinto profondamente (e lo dico da storica) il ritratto di un paese spaccato in due dove certo non si è passati da un giorno all'altro dalla schiavitù alla libertà e parità di bianchi e neri. Forse può apparire un po' calcato, questo ritratto, non per niente Glenn più di una volta chiede a Jethro perché mai voglia stare in un così brutto paese... In realtà c'è l'accenno di Tex a quei cittadini anonimi, poveri, che non amano Stevens e i cavalieri e che forniscono ai nostri delle utili informazioni (dunque non tutti i sudisti sono cattivi...). 4) Personaggi: Ho votato il dottore, ben tratteggiato nel suo fanatismo antitetico alla missione che dovrebbe svolgere. È stato un interessante contrappunto alla figura del "Doc", normalmente neutrale nelle storie di Tex, qui invece vero antagonista insieme a Landon Stevens. La sua fine non poteva in effetti essere diversa, un esempio di contrappasso perfetto: Dante docet. Il personaggio più amato però anche per me è Glenn Corbett, nella sua fisionomia di buono con qualche striatura di grigio: più violento di Tex, non si fa scrupoli ad uccidere un cavaliere del Klan ormai disarmato, vero colpo di genio di Boselli per farci capire, in una scena sola, la sua differenza da Tex, senza però rendercelo odioso (il lettore non piange poi molte lacrime su quel commesso, che stava per assassinare donne e bambini senza molti scrupoli). Molto interessante secondo me anche la figura dello sceriffo, a suo modo pragmatico e meno sgradevole di altri abitanti del paese (tipo il dottore o il pavido banchiere), che giunge persino a mostrare una certa solidarietà per Jethro (osservando come l'uccisione dei suoi sia stata una mascalzonata), ma al contempo gli consiglia di andarsene. 5) Infine, mi pare che Tex in questa storia sia Tex al 100%: si oppone all'ingiustizia, è "diplomatico" a modo suo, non lesina pallottole, assume il ruolo di guida dei suoi pards (smascherando l'inganno di Stevens e scatenando la rivolta, evitando però che si trasformi in un massacro, proprio come ha già spesso fatto nel caso di guerriglie indiane), spara con la precisione consueta (si veda sempre la scena di Stevens che ha Mary in ostaggio...) e parla proprio come Tex. Una parola sui disegni, infine: ho trovato Mastantuono bravissimo nel ritrarre pioggia, tuniche fantasmatiche, boscaglia, acquitrini, fiamme e linciaggi. 10 e lode per la vignetta dei neri che circondano il dottore nel finale, come se fossero tanti spettri (speculari agli "spettri" del Klan), gli spettri delle vittime uccise per mano del dottore. Basta, chiudo lo sproloquio!
  4. Anteprima Tavole

    Meraviglia questa tavola! La caratterizzazione di Mefisto mi sembra perfetta, il gioco d'ombre crea un'atmosfera da brividi... L'ambientazione quasi europea che rievoca un po' atmosfere alla Bram Stoker... L'attesa per questa storia sarà lunghissima!!!
  5. [678/679] Jethro!

    Urca, resto un mesetto lontana dal forum e guarda che cosa mi perdo... Comincio col dire che "Jethro!" è una storia che mi è piaciuta molto, per il ritmo serrato, gli splendidi disegni e l'atmosfera cupa conferita dalla presenza degli uomini del Klan. Prima del commento completo voglio però recuperare tutti i commenti persi...
  6. Oggi sulla Stampa un articolo su Tex

    Scusa, Texan. Leggendo tutti i messaggi del topic per "recuperare" la discussione mi ero persa il post che lo stesso Virgin ha già scritto per rispondere in merito alla questione "immaginario", e che si riferiva ad uno scambio con Don Fabio. Fai finta che l'ultima parte del mio post non esista e fermati pure alle parole "onore e lealtà" . Ciao!
  7. Oggi sulla Stampa un articolo su Tex

    L'intervento con cui mi trovo più in sintonia è quello di Pecos. Tex è trasversale: io mi ritengo un'intellettuale, ho studi universitari e un dottorato alle spalle, ma ciò non mi impedisce di apprezzare Tex. Su questo forum ci sono medici, avvocati... tutti "intellettuali" eppure appassionati di Tex. Attenzione a non forzare la realtà e a non contrapporre piani che nulla hanno di contrapposto, attenzione a non dipingere la "semplicità" e il "popolare" come sempre positivi e contrapposti al mondo intellettuale, dipinto invece come artificioso, ideologicamente orientato... E soprattutto attenzione a non sovrapporre queste categorie al fenomeno di Tex, che non ha nulla a che fare con tutto ciò. Tex rappresenta la giustizia, il coraggio, l'onestà, la difesa del più debole contro il sopruso del prepotente: lo fa nel selvaggio West, un mondo storicamente violento, senza legge, ricco di prevaricazioni. Altro che onore e lealtà! Quanto all'immaginario collettivo, te lo presento subito: per una buona parte del "popolo" il Medioevo è un'epoca buia, oscurantista, arretrata, fanatica, nella quale si dava la caccia alle streghe e i signorotti andavano a letto con le spose dei propri sudditi. Per un'altra parte, invece, è un'epoca di cavalieri, dame, tornei, onore e lealtà, guerrieri coraggiosi, principi magnanimi, splendidi castelli. Per il ristretto numero dei medievisti non è né l'uno né l'altro: costoro sanno che lo ius primae noctis era una tassa sul matrimonio, che la piramide feudale non esiste, che la caccia alle streghe è iniziata al principio dell'età moderna, che i cavalieri cortesi spesso erano dei briganti armati, ecc. ecc. L'immaginario collettivo è quella cosa che ho ritratto nei primi due casi (l'epoca oscura e l'epoca cortese), la realtà pragmatica è l'ultima.
  8. Anteprima Copertine

    Copertina davvero suggestiva! Sembra la locandina di un film, anche i colori sono molto evocativi.
  9. Commenti Alle Anteprime

    Eh eh eh... contando poi che il vecchio Mefisto ormai riesce a tornare persino dall'Aldilà, il suo ritorno sarà sempre virtualmente possibile (a meno che non si stufi della vendetta e di tutto quanto e non si trasferisca in Europa a fare lo psicanalista con la sorella come assistente )
  10. Tex Classic

    Effettivamente, data la dicitura "Classic", sarebbe stato bello rivedere le strisce non censurate, così come sono uscite. Perché no, pure con le originarie incongruenze. Sarebbe stata un'occasione, ad esempio per i lettori più giovani come la sottoscritta, di rivedere com'era Tex nel 1948, quando è apparso per la prima volta in edicola Nell'esempio postato da NK, a parte le questioni di cm di pelle coperta o scoperta ("omnia munda mundis", diceva fra Cristoforo ...), trovo che la modifica del dialogo abbia diminuito profondamente l'incisività dell'originale: la vignetta non censurata mostra bene l'abiezione di un Coffin non solo avido, ma pure laido: una sfumatura di caratterizzazione del personaggio che si perde inevitabilmente nel più neutro "la perquisirò io stesso". Capisco la censura nei pruriginosi anni Cinquanta-Sessanta, ma ormai... diamine!
  11. Tex Classic

    La cover variant n. 3, con Tex a cavallo, mi piace moltissimo. Non saprei spiegare esattamente perché, forse è l'idea di una copertina in bianco e nero, che esalta le linee del disegno... Anche le copertine non colorate degli Albi d'Oro mi affascinano molto, infatti... in ogni caso la trovo bellissima.
  12. [Romanzi A Fumetti 05] Gli sterminatori

    Buongiorno! Con un po' di ritardo commento l'albo (non la storia, che ha già il topic apposito) con doverose parole di apprezzamento. A parte il tuffo nel passato molto gradito ad una nostalgica di Galep come me, è stato davvero bello vedere queste tavole nel formato per cui erano state originariamente pensate (cosa che tra l'altro non sapevo, e che ho scoperto leggendo la postfazione di Graziano Frediani). Una menzione anche per la colorazione, molto migliore di quella della CSAC: sfumature, ombre e colori danno il meglio, a mio parere, negli effetti di luminosità del sole al tramonto o all'alba, nel guizzare delle fiamme e nella polvere sollevata da cavalli e bisonti in corsa. Un particolare piacere è stato anche quello di rileggere l'indimenticabile linguaggio di GLB nella scena della "ripassata" ai due loschi figuri: "A terra, capo!" "Ce lo butto io, idioti.."
  13. Commenti Alle Anteprime

    Ciao! Sì, la trovi nel topic "Domande ai Cestaro", pagina 16, postata da Ymalpas!
  14. [43/44] La Citt? D'oro

    Ho riletto questa storia ieri sera... E l'aggettivo giusto per definirla è "favolosa" (in tutti i sensi). Attenzione, il commento contiene SPOILER Si parte con la storia dello stregone dei Sabinas e dei Cani Rossi, che fa da prologo a quella della Città d'Oro e introduce nell'atmosfera di mistero e leggenda che pervade tutta la vicenda. Le profezie sono il fil rouge che percorre tutta la storia. Giunti nella Città d'Oro, la vicenda si trasforma in una grandiosa avventura di cappa e spada con tanto di nobili, intrighi, rivolte, esecuzioni pubbliche per decapitazione, congiure... Straordinari i personaggi del buffone di corte Angel e del veggente Nostradamus, ma anche dell'eterno traditore Goyas. L'azione tiene il fiato sospeso fino al drammatico finale. L'avvicinamento alla mitica città, tra miraggi, scheletri, rovine, è un po' un misto tra un'avventura alla Indiana Jones e l'immersione in un sogno. Alla fine il risveglio e l'incontro con i fidi Carson e Kit riporta alla solida realtà del presente Due cose sulla storia: 1) Peccato non aver scoperto chi fosse l'anonimo amico dei congiurati che invia la lettera a Don Carlos. Avevo pensato a Nostradamus o ad Angel, ma direi che i miei sospetti erano errati. 2) I due accenni, fatti rispettivamente da Angel e da Nostradamus, alla morte del vecchio Duca di Medina, fanno pensare che la sua morte non sia stata naturale, e che il Principe Nero fosse un suo cortigiano onorato di troppa fiducia... (così si ipotizza, almeno, leggendo tra le parole di Angel sul marchese Herreira). Anche su questo, però, non si scopre di più. Io ho il pallino della soluzione degli enigmi, scusate... Una menzione a parte per gli splendidi disegni di Galep, davvero ispiratissimo nel ritrarre castelli, armature, armi e dettagliatissimi costumi rinascimentali con le loro pieghe e ricami. Chapeau e... permettetemi un'osservazione donnesca... un gran peccato che al fianco del Principe Nero, o a quello dei suoi avversari, non ci fosse (più) una gran dama... sarebbe stata una goduria vedere anche un costume femminile da nobildonna, con pizzi e merletti (nella storia vediamo solo quelli delle popolane). Sempre a proposito di disegni... e di fisiognomica, non ricordavo la storia e quindi non ricordavo che Goyas fosse un traditore. Però, leggendo la scena della sua liberazione, mi sono trovata a pensare tra me: "Con quella faccia, scommetto che è un furfante... sta a vedere che tradirà i pards!" E Goyas, disegnato da Galep con la faccia da furfante, ha lombrosianamente confermato la sua natura!!!
  15. [673/675] Il segno di Yama

    Hai ragione San Antonio, Boselli ha lavorato molto di cesello sul rapporto tra padre e figlio in questa storia. Yama nelle pagine iniziali è avvilito per aver sempre deluso il padre, durante il viaggio nei mondi oscuri chiede di lui, alla fine ne cerca ancora l'approvazione ("Mi ritieni finalmente degno di te?") e non può celare la stizza all'udire le critiche di Mefisto, cacciandolo con irritazione e anche un po' di superbia... Mefisto dal canto suo esce dal limitato ruolo, avuto sinora, dello "zione che dà dell'incapace al nipotastro" e, se è vero che ammonisce Yama contestando le sue scelte, lo fa con un certo tono (e una certa faccia) da padre preoccupato che finora non gli avevamo visto (impagabile il momento in cui gli dice "aspetta" e Yama lo scaccia... mi ha fatto persin pena, il vecchietto! ); e alla fine salva il figlio, apparentemente indifferente ai suoi insulti (nonostante il suo caratterino, qui appare quantomeno ragionevole e pacato...)