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TWF - Tex Willer Forum

Texan

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Texan last won the day on February 22 2019

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About Texan

  • Rank
    Scrittore
  • Birthday 03/24/1967

Profile Information

  • Gender
    Maschile
  • Interests
    Musica, Cinema, Fumetti, gli Anni 70 e 80, l'Amore, il Gotico, il Mistero e il Soprannaturale
  • Real Name
    Antonello

Me and Tex

  • Number of the first Tex I've read
    150
  • Favorite Pard
    Tex
  • Favorite character
    Yama

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  1. Ignoravo la questione di Zagor... e ovviamente il mio discorso non aveva nulla di soprannaturale!, i miei riferimenti (come si può evincere dallo scritto) andavano a Ken e Mae, a Gunny Bill e Jim Bridger, persone in carne ed ossa e non a Manito, Budda o Allah. PS: Comunque (e perdonami questa considerazione, ma mi cadono un po' le braccia), quando sento parlare di "polemiche che imperversano su Zagor" e Tex e Pincopallo mi chiedo se tutta questa gente non abbia niente di meglio da fare nella vita! Pure a me piace Tex e mi ci appassiono, vengo qui e ne parlo... però non ne faccio una religi
  2. Sì, certo. La questione del cowboy è nata in merito a quello che è Tex all'inizio di "Tra due bandiere" e sull'uso piuttosto generico che si faceva allora del termine.
  3. Forse ho usato impropriamente qualche termine dando un'impressione errata del mio punto di vista. Tex è ovviamente un eroe, dall'inizio, ma quello che volevo dire è che non era ancora una celebrità del West. Celebrità erano Kit Carson e Arkansas Joe, che per Tex stesso erano dei miti. Tex è eroe per quello che fa non per la statura acquisita. E' eroe per le imprese straordinarie che compie e per la gente comune che lo sente vicino ad essa. Un eroe del popolo. Circa la predestinazione, ovviamente, intendo la cosa tra virgolette. Non c'è nessun diritto di nascita per Tex,
  4. Virgin, non credo che tu abbia avuto modo di seguire Tex "in diretta" negli anni 70, 80. 90, eccetera. Hai probabilmente "recuperato" Bonelli quando erano già attivi Nizzi e Boselli e quindi comprensibilmente non ti sei reso conto di come il personaggio si sia "ingigantito" nel tempo. Ma la percezione che si aveva di Tex negli anni 70, per dire, non era mica la stessa di quella che si avrà di lui negli anni 90 e duemila! Solo nel tempo e grazie al favore dei lettori, Tex ha acquistato un'aura, diciamo così, "mitica". Di essere un portento con le pistole lo è sempre stato, ma Bonelli non credo
  5. Nel n.1 Tex è un fuorilegge tutto fuorché leggendario, tant'è che di fronte a Kit Carson e Arkansas Joe prova quasi soggezione. Nel Passato di Tex dimostra di essere molto abile con le pistole, ma per dargli una dimensione Bonelli non gli mette il mantello di Zorro, ma lo fa gareggiare nei rodei accanto ad altri anonimi cowboys. E in Tra due bandiere è cowboy e basta...
  6. Hai travisato quanto ho scritto... Non ho detto che GLB sia anacronistico né che con GLB Tex sia rimasto cowboy (lo era agli inizi). Boselli ha dovuto far conto proprio dei cambiamenti intervenuti nei decenni e trovare il bandolo per un filo conduttore. Tuttavia ho sottolineato anche il fatto che riproporre Bonelli oggi tale e quale non avrebbe alcun senso e la collana "Tex Willer" non è una ripetizione pedissequa delle prime storie. Una cosa è mantenere lo spirito glbonelliano, altra è seguirne pari pari contenuti e stile. Come già in Nueces Valley, anche la nuova serie si caratterizza p
  7. Ti ho messo un like perché hai risposto a Virgin come meglio non avrei saputo fare io. Non è stato facile nemmeno per me abituarmi ad un Tex da leggenda, ma dopo 70 anni di storie era naturale che il personaggio nel tempo mutasse. E scommetto che tantissimi dei lettori abituali di Tex inorridirebbero all'idea di rivederlo semplice cowboy. Chi legge Tex lo vuole invincibile e capace di eroismi sovrumani. Lo vuole ranger implacabile e inflessibile difensore dei pellerossa così come d'ogni altra minoranza vessata. A chi frega, oggi, di un "cowboy"? Eppure la mia generazione è cresciuta con quelli
  8. Sì, ma questo lo sappiamo noi che vogliamo salvare la capra coi cavoli. Quando scrisse "Tra due bandiere", Bonelli immaginò Tex come un "povero cowboy" e cowboy pure era ne "Il passato di Tex". Tuttavia queste due storie non hanno una consequenzialità, sono due "starting point" piuttosto autonomi l'uno dall'altro che per ragioni editoriali si sono poi dovuti sistemare in un certo modo.
  9. Grazie Franco.... purtroppo come spesso mi capita cedo alla fretta di pubblicare quanto scrivo e immediatamente dopo ritrovo errori di battitura e qualche ripetizione che potevo evitarmi con una rilettura più attenta. Sono riflessioni che ho raccolto in gran parte nella giornata di ieri, ma che frullavano nella mia testa da qualche tempo.
  10. Esplorando il “nuovo mondo” di Tex Di Antonio F. Gianluigi Bonelli si teneva lontano dal Mito e dalla Storia. Il suo Tex era un semplice cowboy che era riuscito a diventare, in maniera piuttosto casuale ed imprevista, solo un “re” del rodeo. Aveva partecipato alla Guerra Civile spinto da motivazioni non troppo idealistiche e si era ritrovato una moglie indiana senza un vero perché. Tuttavia, a dispetto di degli inizi, piuttosto banali ed insignificanti, il suo Tex era diventato negli anni un autentico Padreterno, famoso nel West come infallibile ranger e autorevo
  11. Aspetto di avere il prossimo numero tra le mani per esprimere il mio giudizio. Ma De Angelis già mi manca...
  12. Ciao Barba (ti facevo più vecchio con quella barba, invece sei piuttosto giovane! ) ti dirò... la prima volta che ho guardato Ticci in un certo modo, intendo dire seriamente, è stato verso la metà degli anni ottanta... Avevo conosciuto la fanzine Fumo di China grazie a Orient Express (e a quel grande uomo di fumetti che è stato Luigi Bernardi) e ricordo un numero con intervista a Ticci. Bene, si diceva senza troppi giri di parole che in quel momento era lui il miglior disegnatore di Tex. Ricordo benissimo che quell'intervista scombinò i miei usuali parametri di valutazione. Pur in calo qualita
  13. Non si tratta di avere buoni o cattivi ricordi. E' la capacità di ricordare e di provare a dare un senso al nostro vissuto che ci rende diversi dalle macchine. Io trovo l'attuale "presentismo" non solo un'ideologia tremenda che ci preclude ciò che è stato e ciò che potrebbe essere, ma anche l'anticamera di una possibile futura automazione.
  14. Con Andrea parlavamo di Supertex, disegnata splendidamente. Ma tu ti riferisci a Tex 400 e qui il tuo giudizio è tanto ingeneroso che non mi va di replicare. Quell'albo ha un valore a prescindere da tutte le considerazioni tecniche che si possono fare. Non so se ti rendi conto di quello che hai scritto, Carlo... A prescindere dalla riconoscenza etc etc, qui abbiamo un uomo che ha dato tutta la propria vita a Tex fino a quando, in età avanzata, aveva evidenti problemi fisici che gli impedivano di garantire quella qualità a cui ci aveva abituati e grazie alla quale oggi Tex è quello che
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