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Texan

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Texan ha ottenuto l'ultima riconoscenza il 22 Febbraio

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Info su Texan

  • Rango
    Scrittore
  • Compleanno 24/03/1967

Informazioni sul profilo

  • Sesso
    Maschile
  • Interessi
    Musica, Cinema, Fumetti, gli Anni 70 e 80, l'Amore, il Gotico, il Mistero e il Soprannaturale
  • Nome reale
    Antonello

Io e Tex

  • N° 1° Tex che ho letto
    150
  • Pard preferito
    Tex
  • Personaggio favorito
    Yama

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  1. Texan

    [700] L'oro dei Pawnee

    Non si tratta di avere buoni o cattivi ricordi. E' la capacità di ricordare e di provare a dare un senso al nostro vissuto che ci rende diversi dalle macchine. Io trovo l'attuale "presentismo" non solo un'ideologia tremenda che ci preclude ciò che è stato e ciò che potrebbe essere, ma anche l'anticamera di una possibile futura automazione.
  2. Texan

    [700] L'oro dei Pawnee

    Con Andrea parlavamo di Supertex, disegnata splendidamente. Ma tu ti riferisci a Tex 400 e qui il tuo giudizio è tanto ingeneroso che non mi va di replicare. Quell'albo ha un valore a prescindere da tutte le considerazioni tecniche che si possono fare. Non so se ti rendi conto di quello che hai scritto, Carlo... A prescindere dalla riconoscenza etc etc, qui abbiamo un uomo che ha dato tutta la propria vita a Tex fino a quando, in età avanzata, aveva evidenti problemi fisici che gli impedivano di garantire quella qualità a cui ci aveva abituati e grazie alla quale oggi Tex è quello che è. Nonostante ciò, l'apporto di Galep anche in ultima fase non è stato insignificante né deleterio per Tex. In quanto il suo segno grafico rappresentava COMUNQUE una garanzia per molti lettori e la casa editrice lo sapeva benissimo. Adesso a posteriori, sembra facile dire: morto un Galep si fa un Villa, ma allora ciò non era per nulla scontato. Per quanto mi riguarda sono pronto a tenere i miei occhi non dico aperti, ma spalancati, su un disegnatore quando questi non ha impedimenti fisici che gli impediscono di operare al meglio delle proprie potenzialità. L'ultimo Galep a mio avviso non va commentato, ma soltanto ringraziato.
  3. Texan

    [700] L'oro dei Pawnee

    Non vivo di ricordi, ma i ricordi mi aiutano ad essere ancora un essere umano... E perché nel giudicare un albo a fumetti dovremmo "solo e unicamente" riferirci alla sceneggiatura? Diamine, non stiamo mica parlando di un romanzo! E' roba disegnata o sbaglio?
  4. Texan

    [700] L'oro dei Pawnee

    Quando riguardo la cover di Tex 400 ancora oggi mi viene quasi da piangere... Leggo sempre del "Tex di Bonelli", ma il mio Tex è sempre stato il "Tex di Galep". Quello è il Tex che mi ha fatto volare la fantasia quando non sapevo ancora leggere i balloons, quello il Tex che ricopiavo da bambino consumando i miei pennarelli Carioca, quello il Tex che avevo nella testa e al quale raffrontavo tutti gli altri. Quello e nessun altro. Il Tex di Aurelio Galleppini che col 400 saluta e se ne va. Per questo motivo Tex 400 ha un valore sentimentale e storico che mi permette di classificarlo al secondo posto in questa speciale classifica.
  5. Texan

    [700] L'oro dei Pawnee

    Col n. 200 ho sempre avuto un rapporto strano. E' forse il centenario che meno ho amato di tutti e per ragioni che vanno al di là del suo valore intrinseco. Innanzitutto è uscito in un periodo in cui non compravo più Tex, ma gli albi Corno. Avendolo recuperato qualche anno dopo, non l'ho vissuto né in contemporanea né sotto l'alone del Mito. E veniva subito dopo "SuperTex"... Questo centenario non mi sembrava al confronto altrettanto "super" - era, come saranno stati i successivi, solo un "numero" (200, 300, 400... ) La copertina era "strana", ma in modo tutto diverso dal 100. Infatti, pur avendo all'epoca dell'acquisto poco più di dieci anni, mi rendevo conto che il disegno non fosse attuale e che in qualche modo "stonasse" con la storia ivi presente. Poi all'interno Tex non era rappresentato con le vesti di cowboy, ma con quelle indiane - con tanto di fascia di Wampum in luogo del cappellone -, e ciò abbassava di molto il mio interesse, giacché allora io un albo di "Aquila della Notte" non l'avrei mai comprato, avendo in testa un West essenzialmente di cowboy. E come spesso accade per le impressioni radicate nell'infanzia, un certo distacco verso il Tex 200 mi è tuttora rimasto, nonostante oggi in un'ipotetica classifica dei centenari lo piazzerei più in alto di altri. Ma se è vero che il nostro rapporto con i fumetti (e non solo) è dettato dai sentimenti, e non solo dalla ragione, dirò che il Tex 200, tra i centenari, resta quello che sento meno mio.
  6. Texan

    [700] L'oro dei Pawnee

    Ciao Andrea, il tuo post mi ha un po' stupito... Infatti, a me i centenari, chi più chi meno, sono piaciuti tutti, forse perché non mi sono mai aspettato nulla di diverso da quello che un albo del genere al fondo rappresenta, ovvero una piccola celebrazione di Tex. Sottolineato che il 700 mi è piaciuto parecchio per il gustoso flashback e l'ottimo Civitelli, spiegami come si fa a non considerare SuperTex una spanna su tutti gli altri! E' il primo albo a colori, in assoluto, di Tex. Oggi ci siamo abituati al colore e c'è persino chi chiede a gran voce i volumi in bianco e nero (!), ma per la nostra generazione (1967 anch'io) vedere Tex a colori era qualcosa di eccezionale. Non solo, il n.100 presenta, cosa piuttosto inusuale, tre dei maggiori amici di Tex: Brandon, Gros-Jean e Pat. E anche qui c'era da leccarsi i baffi... Ma i pezzi grossi li ho riservati alla fine: è l'albo decisamente meglio disegnato, con un Galep nel momento forse migliore della sua carriera. E per finire ha una copertina che è più di una copertina... è un quadro, è una fotografia... è Tex dal vivo come non l'hai visto mai (e mai lo rivedrai)! Insomma, a prescindere dalla semplicità della trama (che comunque non è necessariamente uno svantaggio), SuperTex è il Tex più classicamente Tex che c'è. Per me non solo è il miglior centenario, ma va di diritto nelle 10 superstorie di Tex da portarsi nella famosa isola deserta!
  7. Texan

    [Tex Willer N. 1 / 2 / 3 / 4] Vivo o morto!

    Ho appena finito di leggere questo quarto e conclusivo albo. Confermo tutti i giudizi positivi già espressi in merito a storia e operazione editoriale. Sono felicissimo di seguire in diretta queste nuove, vecchie, avventure texiane. Spero che Boselli non se ne dispiaccia, ma il mio interesse per "Tex Willer" è decisamente maggiore che per il Tex inedito, verso il quale non ho più la spinta alla lettura immediata e direi "febbrile" che questi quattro albi hanno in me suscitato. Riscrivere (e ridisegnare) Tex era operazione rischiosissima e i fucili puntati erano teoricamente tantissimi. Ma direi che meglio di così non si poteva davvero fare né pretendere. Da "anziano" lettore di Tex mi reputo soddisfattissimo di quanto fatto. E mi auguro, ma ne sono convinto, che le prossime avventure non smorzeranno questo iniziale entusiasmo. E' un peccato che De Angelis non sia presente tra noi, ma vorrei davvero fargli tanti tanti TANTI complimenti per come ha disegnato la storia, per le sue versioni di Tesah, Coffin e soprattutto Tex, di cui ha dato una versione notevole, a mio avviso esaltante, che non teme il confronto coi più noti e già celebrati artisti della scuderia. Io penso che quando una storia è bella, quando veramente ti prende, non hai tanta voglia di analizzarla nel particolare quanto di comunicare un'emozione di felicità. Io preferisco questo primo Tex all'ultimo in quanto meno complesso e più diretto. Trovo che Boselli sia veramente riuscito a recuperare quella semplicità che nel fumetto moderno è andata persa a vantaggio di più complesse e sofisticate costruzioni che talvolta lasciano il tempo che trovano. In questo senso, nel recupero e nel riaggiornamento di un vecchio stile, Tex giovane è più moderno di tante operazioni postmoderne presenti oggi sul mercato. "Mi vado a comprare il Tex"... non il Maestro o El Supremo e nemmeno El Morisco o Mefisto. Dove Kit non c'è e anche Carson rimane tuttalpiù sullo sfondo. E' solo Tex, che si riprende TUTTA la scena, cavalca e spara, "bang bang, zip zip", nel vigore degli anni e con un futuro da vivere. Insieme a me.
  8. Texan

    [Tex Willer N. 1 / 2 / 3 / 4] Vivo o morto!

    Arrivato oggi e preso al volo!
  9. Texan

    Copertine Originali E Ristampe

    Decisamente migliore la prima, con la luce fredda della luna a colorare, di un innaturale e funereo bianco, cavallo, cappello, pantaloni e croce, facendoci comprendere subito che quella tomba non è una tomba qualsiasi. E che quel momento segnerà nel profondo la vita di Tex. Inutile dire che la drammaticità della scena, nelle successive ristampe, è andata completamente perduta.
  10. Texan

    [700] L'oro dei Pawnee

    Condivido la tua passione, ma sbagli a prendertela con De Angelis. La prima striscia de "Il Totem misterioso" vede un primissimo Tex ancora in fase di assestamento grafico che paradossalmente riprende da Occhio Cupo la calzamaglia attillata nera e degli stivaletti risvoltati all'esterno tipici di un personaggio da "cappa e spada", ma curiosissimi per un cowboy. Tant'è che in corso del primo albo a striscia Galep correggerà l'errore (di cui si pentirà pubblicamente in seguito, rinnegando quel primo Tex) facendo di quella buffa calzamaglia nera dei più normali pantaloni e mutando la linea degli stivali. In merito alla prima vignetta le originarie intenzioni del disegnatore possono essere equivocate e si può scambiare il risvolto dello stivale per il risvolto del pantalone, ma così non era. Infatti, successivamente - e in maniera a mio modo di vedere assai opinabile - alcuni moderni autori di Tex hanno omaggiato quell'"errore", finendo per fargli avere un peso, nella produzione texiana, decisamente maggiore di quanto meritasse. Mi riferisco alla copertina disegnata da Villa per il primo volume uscito a colori per Repubblica, ma anche all'intero, e per altri versi eccellente - texone di Andreucci, finendo con l'illustrazione di Di Gennaro per il recente Tex Magazine dell'anniversario che combina però gli stivali risvoltati con pantaloni blu piuttosto regolari. Nel riferimento di Civitelli per il Tex 700 il nostro ha i pantaloni risvoltati, dunque è già un cambiamento rispetto alla tavola originale (sbagliata). De Angelis, dovendo inaugurare una serie "ex novo" ha optato per una scelta ancora diversa (i pantaloni infilati negli stivali), che però non è stata seguita dal copertinista Dotti (i pantaloni fuori dagli stivali). Insomma, è impresa vana cercare coerenza e tradizione in Tex - a parte l'orribile giallo ormai onnipresente per tutte le camicie.
  11. Texan

    [700] L'oro dei Pawnee

    E' il settecentesimo numero di Tex. Ci sono flash del passato. C'è Tesah. E Civitelli a colori. Che mi ha regalato un primo piano di Tex che ritaglierei e conserverei a memoria di quello che dovrebbe essere, per tutti, il volto di Tex. Che vi devo dire? Scusate se sarò laconico, ma a me il tutto è bastato e avanzato. In un'occasione come questa non mi sembra il caso di guardare il pelo nell'uovo. E' il settecentesimo numero e per me è una festa. Viva Tex!
  12. Texan

    [700] L'oro dei Pawnee

    Confesso di essere andato in tilt. Troppe informazioni su Tex... nonostante abbia letto e riletto quella storia per via anche delle sue implicazioni con la biografia, poco fa ho avuto il vuoto e delle implicazioni di Hutch coi sudisti, esplicite o implicite che fossero, non ricordavo più niente.
  13. Texan

    [700] L'oro dei Pawnee

    Perdinci, ho letto "giubbe grigie" ma in quel momento non pensavo che Barbanera si riferisse ai sudisti... pensavo si riferisse a quella vicenda con i messicani...
  14. Texan

    [700] L'oro dei Pawnee

    Civitelli ci ha regalato dei primi piani bellissimi di Tex e una Tesah deliziosa... Mi associo alla richiesta di Barbanera...
  15. Texan

    [700] L'oro dei Pawnee

    Comprato adesso. E' un'emozione speciale acquistare il numero di un centenario, ti fa sentire partecipe non solo di una storia, ma anche della Storia.
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