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    Davide
  1. [688/689] Il messaggero cinese

    Per me, il paragone tra i disegni di Cossu e i manga può starci sono per uno scarso uso delle ombre sui personaggi, soprattutto in quelle destinati a ragazze (stile simile a quello dell'immagine postata da Wasted Years) e ragazzi. Per il resto, i tratti manga sono solitamente molto più spigolosi e le vignette ricche di linee per dare un senso di dinamicità. Per gli sfondi dipende molto dagli autori, ma per quanto riguarda Cossu, gli sfondi ci sono eccome, dopo naturalmente possono piacere o meno.
  2. Anteprima Copertine

    Copertina fantastica! Ottimo l'uso delle ombre su Carson.
  3. [686/687] La città nascosta

    La storia è ok, ma se devo essere sincero non mi lascia molto. A mio parere sarebbe servita una miglior caratterizzazione dei personaggi nuovi (forse con una storia più lunga?) per renderla memorabile. Ottimi i disegni di Venturi.
  4. [688/689] Il messaggero cinese

    La storia ricorda alcune delle classiche Bonelli (come quella ristampata di recente nel volume "Quartiere cinese"). Finora non grosse difficoltà per i rangers, vedremo nella seconda parte. Per quanto riguarda i disegni ci sono aspetti che mi piacciono ed altri meno. Ad esempio, i personaggi e le loro fattezze sono mantenute per tutto l'albo e la presenza costante degli sfondi è importante per caratterizzare la scena. Poco usate, invece, le linee per dare dinamicità ai movimenti dei personaggi (emblematica è la prima vignetta) durante le loro scene d'azione. La mancanza delle ombre, specialmente nelle scene notturne, poi, danneggia un po' l'atmosfera. Detto questo, la qualità del tratto è decisamente buona, ma mi sembra uno stile di disegno che abbia bisogno ancora di qualche aggiunta per essere completo.
  5. [Color Tex N. 12] Sparate sul pianista e altre storie

    Penso di acquistarlo, se non altro per vedere autori poco presenti, almeno al momento, sulla serie regolare. Tuttavia, capisco pure chi è scettico sul così elevato numero di storie, per Tex, in poche pagine. Da questo punto di vista, il penultimo color non mi aveva colpito molto.
  6. Anteprima delle tavole di Tex delle storie in lavorazione

    Per me non ci sono grossi problemi sul numero di anteprime attuali (anche se non andrei mai oltre sei tavole ), purché non vi siano spoiler sostanziali. A questo proposito, penso che potrebbero essere gli stessi autori della storia ad indicare quelle poche pagine. Dopotutto chi meglio di loro può individuarle? Detto questo la necessità di anteprime è figlia di questi ultimi anni. Purtroppo, la necessità di catturare l'occhio di un pubblico sempre meno affezionato ai fumetti, evidente nella tiratura dei fumetti storici italiani, perché più attratto da contenuti multimediali presenti su social network o altri siti (alla fine la caratteristica "on demand" è quella che occupa il tempo per il fumetto), porta ad andare oltre l'appassionato lettore regolare con post multipli su facebook che devono però offrire ogni volta qualche cosa di nuovo per non essere ignorati (ossia nuove pagine di anteprima o anticipazioni in generale). Dato che faccio parte dell'ultima generazione nata senza internet in casa, mi rendo conto che i lettori storici possano vivere questo cambiamento come una parziale perdita di fascino nell'aspettare un nuovo fumetto sapendone ben poco a riguardo. Chiudendo questa breve digressione, non saprei dare ulteriori spunti, a parte quello iniziale, perché credo che in realtà la linea tenuta, a meno di esagerazioni, sia quella più realista e necessaria per una casa editrice che per poter offrire un prodotto di qualità deve per forza mantenere un certo livello di vendite.
  7. [684/685] Wolfman

    Se vuoi ti dico pure che Tex e Kit non muoiono. Per conclusione naturalmente intendevo la "seconda parte". Poi non è colpa mia se la Bonelli fa spoiler sui suoi stessi albi. Senza rivelare il colpevole, per me sarebbero rimaste in piedi più possibilità anche per quanto riguarda il finale vero e proprio.
  8. [Maxi Tex N.21] Nueces Valley

    Personalmente mi è piaciuto. Per alcuni aspetti come i personaggi protagonisti nella prima parte è un'avventura atipica di Tex, ma allo stesso tempo è nei canoni per ambientazione e ritmo del racconto. Forse non conosco a fondo Tex come altri qui presenti e temo che questo non mi faccia apprezzare al massimo la storia (intendo dire che credo di non cogliere tutti i riferimenti, anche se naturalmente è pur sempre la giovinezza di Tex). I disegni sono ottimi. Forse manca un po' di dinamicità nelle scene d'azione. Strano ma vero, ho trovato la prima copertina di Villa che non mi piace. Credo sia dovuto ai molti personaggi presenti che non interagiscono fra loro o con l'ambiente e uno sfondo abbastanza povero. Perde un po' nel passaggio da disegno a copertina vera e propria, ma anche il primo non mi entusiasma come invece, ad esempio, la copertina del numero di questo mese dello stesso autore.
  9. [684/685] Wolfman

    Buon primo tempo che ho trovato interessante senza intoppi nella trama. A me i disegni piacciono e ritengo il tratto adatto all'ambientazione invernale. Rimango curioso di scoprire come si concluderà la storia. Immagino che sapremo qualcosa di più su Wolfman nel prossimo numero, magari proprio attraverso lui stesso.
  10. [682/683] Il ritorno di Lupe

    Penso che l'obiettivo della storia sia stato raggiunto appieno. Reintrodurre Lupe, un personaggio che è più unico che raro nell'universo Tex, può essere interessante per il futuro. Personalmente credo che osando di più in questa storia del ritorno, come chiedono alcuni lettori, avrebbe un po' chiuso alla possibilità di rivederla in altre avventure, dando l'impressione di un capitolo della storia di Tex che si conclude. Inoltre, la fetta di lettori attuali che ha nella mente ben chiari gli eventi dei primi albi non credo sia la maggioranza e quindi una versione più "soft" del ritorno penso sia azzeccata. Tuttavia sono d'accordo che nel secondo albo qualche vignetta di interazione Lupe-Tex in più poteva starci. Più da vecchi compagni d'armi che da amanti, per quanto mi riguarda. Molto bene i disegni, molto dettagliati nelle espressioni facciali. Forse i protagonisti sono sin troppo bellocci confrontati con quelli che siamo abituati a conoscere, ma penso sia semplicemente una questione di stile dell'autore (Piccinelli) che ha fatto davvero un gran lavoro in questa storia.
  11. [680/681] La pista dei Forrester

    Per quanto mi riguarda, sono d'accordo sul fatto che l'assedio non sarebbe potuto durare così tanto. Detto questo, però, l'attacco alla città si conclude in circa dieci pagine. Visto il numero di banditi, magari potevano riuscire ad entrare in città allungando un po' questa parte. Complessivamente, tuttavia, ripensando a quanto la storia, a mio personale parere, avrebbe potuto dare in più non so se 110 pagine in più sarebbero state necessarie, senza dover aggiungere altro. Credo ne bastassero meno della metà. Ripeto, mi sono piaciute le idee che Ruju ha messo nella storia e sarebbe un peccato toglierne alcune. D'altro canto quelle rimanenti avrebbero avuto qualche pagina in più per essere sviluppate. Posso andare nei dettagli, ma mi sembra di mancare, a questo punto, di rispetto a chi, a differenza di me, ha scritto una valanga di storie apprezzate e, soprattutto, certamente ha competenza per sviluppare al meglio una storia in un limite di pagine.
  12. [680/681] La pista dei Forrester

    Per la necessità di mantenere la storia interessante per un numero di tavole maggiore? L'impressione che ho, da lettore, è che tre numeri costituiscano la lunghezza più adatta per sviluppare le idee in una storia di Tex. Certo, storie più lunghe (quattro o più albi) presentano difficoltà nel senso opposto.
  13. [680/681] La pista dei Forrester

    Per me l'unica possibilità realistica, ma credo si faccia già così, è quella di sviluppare prima un soggetto molto approfondito e vedere solo dopo con il curatore della testata quale possa essere il numero di albi più adatto. Lo sforare da un albo all'altro è poco praticabile per i motivi già ben evidenziati nei post precedenti, aggiungendo che, però, anche il livello della cura delle singole vignette è aumentato con il tempo, soprattutto nei dettagli. Credo che le storie di due albi per Tex siano difficili da creare per vari motivi. In storie "brevi", bisogna concentrarsi su pochi personaggi, dato il poco spazio per caratterizzarli o inserirli al centro della storia. Da un certo punto di vista, nei primi albi di Tex lo si faceva spesso caratterizzando il nemico e il pard di turno, aggiungendo poi una serie di scagnozzi/compagni senza nome e con i tratti piuttosto simili. Ha funzionato, ma lo scheletro della storia tende ad essere un po' ripetitivo. In Tex è stato trovato un buon equilibrio nel tempo, ma lasciando solitamente i pard al centro. Raramente riesce bene un bilanciamento in due albi, proprio perché complicato, mettendo i protagonisti e gli avversari allo stesso livello di caratterizzazione. Recentemente con il " Il ragazzo rapito" (676-677), storia di due albi, si è puntato molto sull'antieroe della storia, sviluppandolo bene, ma lasciando un po' in disparte Tex e Kit. Ne "La pista dei Forrester", si vede la volontà di comprendere tutti i personaggi, ma, visto il limite di pagine, alla fine nessuno spicca. In sintesi, troppa carne al fuoco per due albi. La figura della madre, il fratello pazzo, la sorella, il fratello principale, il potente nemico e la sua "fortezza" ed un Kit meno legato al padre nell'azione erano buoni spunti. Io le riserverei solo a disegnatori dai quali non posso pretendere i tre albi, personalmente.
  14. [680/681] La pista dei Forrester

    Storia e disegni buoni. Se l'idea era quella di creare una storia nei canoni di Tex godibile, direi che l'obiettivo è stato raggiunto. Se devo essere sincero, però, proprio per questo credo che non mi rimarrà molto dei vari personaggi secondari, ai quali che sarebbe servito molto un terzo albo per espandere di più la loro personalità. Kit, il pard che mi piace meno, stavolta l'ho apprezzato. L'interazione con la sorella Forrester mi è sembrata una scelta azzeccata, anche se, di nuovo credo per via del limite di pagine, il cambiamento del rapporto mi è sembrato un po' brusco e poco naturale.
  15. [Texone N. 32] Il magnifico fuorilegge

    Posto che la classifica dei disegni è spesso un'opinione personale arrivati ad un certo livello, secondo me entrambi (Magnus-Andreucci) hanno fatto meglio una parte dell'altro. Per quanto riguarda Andreucci disegna davvero alla grande i pards (almeno quelli visti nell'albo). Sicuramente per inquadrature è più moderno e si concentra principalmente sui personaggi nelle tavole con parecchi primi piani. D'altra parte, Magnus fece un immenso lavoro negli sfondi (in parte con l'aiuto di Romanini): ogni vignetta sembra un piccolo quadro. Forse fu aiutato anche dall'ambientazione della storia, ma penso che siano nettamente superiori.