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TWF - Tex Willer Forum

Gas

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    Maschile
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    Fumetti, francobolli. Weekend in montagna
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    Gabriele

Me and Tex

  • Number of the first Tex I've read
    125
  • Favorite Pard
    Tex
  • Favorite character
    Mefisto

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  1. Magari a colori, acquerellata (e senza gabbia come gli Sterminatori di Galep del Tex 134). Ricordo ancora quando ho aperto quell’albo appena acquistato e sono rimasto a bocca aperta....stupendo
  2. Peccato allora. Eppure dovevo accorgermi della faccina sorridente di @ymalpas. Ma chissà: magari questa sua provocazione verrà presa in considerazione da Mauro. Ma l’impressione è che la scaletta sia già decisa da tempo
  3. Molto bene. Se così fosse sarà un bel regalo per noi lettori. Grande Mauro e tutta la SBE
  4. Ok caro avvocato tu rimani della tua idea e io della mia. Tutti i disegnatori dei primi 20 Texoni (Galep e Ticci li hanno disegnati solo per i ritardi degli altri - come guarda caso è successo recentemente con le ristampe di Galep e Ticci nei cartonati a colori) sono grandi artisti internazionali del fumetto che Bonelli è riuscito, spesso a fatica, a coinvolgere nel progetto Tex ( e avrebbe voluto ingaggiare anche Pratt, Manara e Giardino tanto per parlare dei soli italiani). Poi basta leggere i redazionali che Sergio scriveva in prefazione ai Texoni. Ma oggi da te ho scoperto che quello che diceva Sergio ai lettori era una mistificazione della realtà e noi ingenui lettori ci cascavamo come polli. E io che pensavo che Sergio fosse un editore con le contropalle! Per i Maxi infine la ricerca di autori capaci di scrivere Tex, conoscendone a fondo il personaggio, purtroppo è miseramente fallita (non è stato facile trovare qualcuno come GLB, Nizzi e Boselli), ma lasciami pensare che anche per questa collana ci fosse una strategia editoriale per portare grandi autori internazionale a scrivere le storie di Tex.
  5. Contro rispondo a @Carlo Monni (non so postare le singole frasi) di cui ammiro la straordinaria conoscenza del mondo di Tex, senza voler assolutamente contraddire un avvocato ma solo per chiarire meglio le mie precedenti affermazioni. Intanto ringrazio per l’aggettivo giovanile, anche se sono del ‘57. Sui Texoni conosco la genesi ma non si può negare che hanno ospitato tanti disegnatori al debutto o che non si volevano subito sulla regolare. Se poi non è un test poco ci manca. Il primo Maxi di Berardi del ‘91 non era certo per smaltire una storia ma doveva essere un one-shot per presentare il lavoro di un grande sceneggiatore che però era alla prima esperienza su Tex e Sergio non se l’è sentita di pubblicarlo sulla regolare. Sei anni dopo è partita la collana maxi guarda caso con uno sceneggiatore (Segura) ritenuto non adatto per la regolare, che ha scritto poi anche il secondo e il terzo maxi. Ricordo di aver assistito ad un incontro con Sergio Bonelli nel 2008 nel corso del quale aveva dichiarato che i Maxi avrebbero dovuto essere la collana per ospitare nuovi e validi sceneggiatori come i Texoni per grandi disegnatori del fumetto mondiale. Poi le cose sono andate diversamente per la difficoltà a reclutare autori di grande livello disponibili a cimentarsi su storie di più di 200 pagine ed è stata cambiata la strategia editoriale, per continuare la pubblicazione di queste collane di successo. Sui Color ha già risposto @borden . Per i magazine concordo con il giudizio di@Loriano Lorenzutti
  6. Ogni serie è stata creata con uno scopo specifico. I Texoni per testare nuovi disegnatori, i color per vedere che effetto faceva la policromia in Tex, i Maxi inizialmente per provare nuovi autori (anche se poi per garantirne l’uscita sono stati richiamati gli autori titolari), il magazine per verificare se la “rivista contenitore” dopo tanti fallimenti poteva ancora sopravvivere con il trascinamento del fumetto di Tex, i cartonati per storie “alternative” sia per testi, disegni, formato, gabbia delle tavole e per vedere l’effetto del fumetto alla francese in Italia. Pertanto a mio parere le serie collaterali sono state e sono dei laboratori di prova sempre a beneficio della serie regolare che ha potuto così mantenere alta la qualità e garantire buoni livelli di vendita pur in un mercato difficile e in calo progressivo come quello del fumetto su carta. Tanti disegnatori sono infatti passati alla regolare dopo il debutto su altre serie e in futuro ci saranno - auspichiamo - nuovi autori che vengono prima testati sulle storie brevi. Diverso è il caso di Tex Willer, non si doveva testare né gli autori né i disegnatori visto che sono il top per Tex ma proprio il personaggio Tex in un altro momento della sua vita che GLB aveva liquidato in pochi albi e con alcuni ampi salti temporali tra un albo e l’altro: Kit ci ha messo poche pagine a passare da neonato in culla, a bambino che tirava frecce al cappello di Carson, all’eterno ragazzo che conosciamo. il risultato è stato che è aumentata a dismisura la scelta e ciascuno è libero di comprare ciò che più gli piace anche se Bonelli sa bene che tanti come me comprano tutto quello che ha il logo di Tex in copertina (e sono acquirenti silenti che non frequentano questo forum) e giustamente da editore ne approfitta e ci mancherebbe non lo facesse. Alla fine decide sempre il mercato.
  7. Gas

    [Maxi 2013] Alaska!

    Esclusa la saga di Mefisto anch’io preferisco quelle storie del “fantastico Tex” che hanno alla fine una spiegazione razionale. Ben vengano avventure misteriose, oniriche come Colorado Belle ma sempre in qualche modo “possibili” (un sogno, una visione, una momentanea alterazione della realtà). Da ragazzo leggevo sia Zagor che Tex e ricordo ancora che quando in uno Zagor (se non sbaglio era l’avventura in Louisiana dopo quella del numero 100) ho visto uno scena con Cico che, colpito da una palla di cannone, precipitava dagli spalti di un forte (mi sembra) ho subito smesso di acquistare Zagor e ho regalato tutta la mia collezione completa (adesso varrebbe parecchio) e ho continuato solo con Tex che era realistico e una scena così non l’avrebbe mai proposta. E dopo 50 anni da allora continuo a leggerlo. Ci sarà pure un motivo.
  8. Tanto di cappello a Boselli per questa nuova serie Tex Willer. Sono cresciuto con il Tex di GLB e anch’io inizialmente ero scettico su questa iniziativa, che ritenevo una semplice strategia commerciale per spremere il solito zoccolo duro che compra qualsiasi cosa con il marchio Tex (tra cui mi riconosco anch’io senza vergognarmene). E invece è stata una bellissima scoperta, per certi aspetti anche migliore della serie regolare forse grazie alla continuity, alla scoperta di un giovane Tex più libero e scanzonato che non ha bisogno di giustificare i suoi comportamenti per il fatto di essere un ranger, un agente indiano o il capo dei Navajos. E poi un parco disegnatori di qualità che a mio avviso nessuna collana Bonelli può vantare. Mi dispiace che solo che “i dati di vendita non sono pari al gradimento” come afferma ymalpas. Ma quali sono? C’è già qualche dato ufficiale? Mi sembra che altri sceneggiatori (oltre a Boselli) e tanti disegnatori siano al lavoro per garantire la continuità della serie per i prossimi anni. Vorrebbe dire che Tex Willer sta vendendo bene o almeno al di sopra del punto di pareggio economico. O no?
  9. Gas

    Claudio Nizzi

    Grazie a voi. Vi seguo sempre sul forum ma intervengo poco. Capisco però che, ognuno con le sue opinioni, tutti amiate Tex e volete che continui ad essere pubblicato con belle avventure da leggere in santa pace. Poi parliamo sempre di un fumetto in fin dei conti, mi sembra inutile alzare i toni tra i pards (più bello di fans) di Nizzi e quelli di Boselli. C’è già la politica e il calcio che nei social riescono a tirar fuori rancori incomprensibili tra le persone. Stiamo attenti che se esageriamo arriva Tex e qualche cazzotto lo dà, senza guardare chi ha incominciato.
  10. Gas

    Claudio Nizzi

    Ragazzi, chilometri di parole e alla fine ognuno rimane sulle sue posizioni. Se Tex dopo 70 anni è ancora sulla breccia il merito è di tutti, sceneggiatori e disegnatori. Io sono cresciuto con il Tex di G.L. Bonelli: ricordo ancora il primo Tex che ho comprato: “il figlio di Mefisto”, prima non potevo permettermi le 200 lire per l’acquisto e lo leggevo a casa degli amici e dei cugini. Leggendo pure Zagor mi è poi piaciuto anche l’altroTex, quello di Nolitta (i crediti erano sempre di GLB ma fin dalla prima pagina si capiva chi ne era l’autore), poi fortunatamente è arrivato Nizzi che ne ha garantito per anni l’uscita mensile nelle edicole continuando la tradizione di GLB ed alternando storie capolavoro ad altre meno riuscite. Ma sempre storie di Tex! E adesso state a discutere quante volte Tex abbia mangiato patatine e bistecche alte tre dita e quante volte Carson abbia “mangiato” con gli occhi le ballerine del saloon! Dobbiamo capire che ogni autore è poi figlio del suo tempo e i conti si fanno sempre con i numeri del venduto. Adesso grazie a Boselli Tex è più vivo che mai. Penso che Mauro sia riuscito ad accontentare un po’ tutti: i tradizionalisti di GLB ( che poi sono quelli come me che rappresentano lo zoccolo duro: hai voglia a convincere i ragazzi a leggerlo! Io ci ho provato con i miei figli ma è stata una partita persa, anche se la casa era piena di fumetti) e quelli più al passo coi tempi che vogliono un Tex nuovo che, soprattutto nella serie Tex Willer, abbia delle avventure galanti e che si vedano anche i letti disfatti e qualche tettina. GLB diceva che queste cose avvenivano tra una vignetta e l’altra, ma capisco che i tempi sono cambiati e non c’è certo da scandalizzarsi come fa qualche “purista” di Tex, purché tutto resti entro certi limiti. Insomma ragazzi W Tex e un grande grazie a GLB, Nolitta, Nizzi e Boselli (senza dimenticare Berardi il sommo, Segura, Faraci, Ruju e speriamo anche nei nuovi giovani autori che si stanno affacciando) che, ognuno col suo stile e nel suo tempo, hanno permesso quello che tutti noi vogliamo: leggere ogni mese le avventure di Tex e per qualche ora dimenticare la pandemia e i problemi di ogni giorno.
  11. Ciao, Ymalpas, potresti aggiornare la tua interessante lista? Io ne ho creata nel tempo una abbastanza dettagliata di circa 180 tra monografie, cataloghi mostre, libri che riguardano Tex, i suoi autori e disegnatori dal 1971 ad oggi (e ne posseggo 115). Se ti interessa e mi dai la tua mail ti posso trasmettere il word (contiene anche titoli delle riviste e materiale vario che riguarda Tex) per una tua eventuale integrazione di titoli mancanti. Grazie
  12. Brava Letizia. Io non avevo voglia di fare una ricerca sui codici dei comuni americani e avevo considerato Milano come luogo di nascita (per la precisione l’appartamento di Sergio Bonelli dove di notte Galep disegnava Tex nel 1948). Complimenti a te per la rettifica. Quindi terremo il tuo codice come quello ufficiale di Tex
  13. Visto che ormai sappiamo tutto di Tex possiamo ricavare anche il suo codice fiscale. Considerando Milano come città natale, eccolo: WLLTXE38E28F205X
  14. No. E’ la storia “Silver Bell” pubblicata sui Tex Gigante 98 e 99 meglio conosciuta come “La Sconfitta”
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