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TWF - Tex Willer Forum

Kershaw

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  1. Kershaw

    [691/692] Cuore Apache

    Ecco cosa succede a citare sempre a memoria. Gracias per la correzione, amigo! Chissà se qualcuno dei forumisti riuscirebbe a recuperare anche le altre due versioni, sarei curioso di darci un occhiata.
  2. Kershaw

    [691/692] Cuore Apache

    Dopo un primo tentativo presso la mia edicola di fiducia, dove le 10 copie rimaste erano tutte fallate, ne ho recuperata una a posto presso altro rivenditore. Credo che di quelle sbagliate ce ne siano in giro parecchie, purtroppo, quindi è auspicabile per chi acquista fare prima lo screening. Quella fallata che ho visto ha la vignetta in alto a sinistra di Pag. 28 e idem per pag. 36 illeggibili. Immancabile il refuso, che negli ultimi tempi è spesso presente in Tex: in seconda di cover Warton scritto senza H. Per quanto riguarda la copertina la trovo di ottima fattura, però mi chiedo perché metterci Cochise, visto che nell'albo fa solo una comparsata e non partecipa direttamente all'azione chissà se Villa ne aveva presentato anche una alternativa. Il giudizio sulla storia lo riservo per quando avrò ultimato la seconda parte, al momento mi sembra buona, fermo restando che Ruju avendo messo parecchia carne al fuoco ha diverse sottotrame da collegare. I nomi dei guerrieri apache non hanno alcunché di credibile già nel suono e la cosa mi fa specie perché l'orso è stato citato con la dizione corretta (cfr. in rete Western Apache Vocabulary). In più l'impresa di Mathalay mi ha provocato parecchia sospensione di incredulità. Quanto a Johnny immagino troverà la sua agnizione nel secondo albo, il chè mi riporta alla mente parecchi film dove sono coinvolti: bianchi allevati da indiani (Charlton Heston ne Il Giuramento dei Sioux), e indiani allevati da bianchi (Audrey Hepburn ne Gli inesorabili), infine meticci lacerati tra due mondi incompatibili tra loro (l'improbabile Elvis Presley di Freccia di fuoco o il Jack Buetel de La carica degli Apaches e il più credibile Robert Wagner ne La lancia che uccide).
  3. Kershaw

    [Texone N.33] I Rangers Di Finnegan

    Ma il Carson di Majo (ottimo il paragone con Mefisto) ha un tratto ancora più caricaturale rispetto a quello di Magnus. Con quelle sopracciglia così nere e pronunciate. Sembra uno che sia appena evaso dal manicomio e non venitemi a dire che finge all'estremo per avvalorare la defezione di Kit e consentirgli di meglio infiltrarsi tra la gente di Finnegan.
  4. Kershaw

    I Soggetti di Tex da parte dei lettori del forum di Tex

    Pienamente d'accordo. Borden agli aspiranti sceneggiatori dovrebbe procurare una montagna di romanzi western degli anni '70 e '80 (Longanesi, Sonzogno e La Frontiera Edizioni) e farglieli leggere a fondo. Sai quante idee ci troverebbero? Berardi per Ken Parker li aveva sfruttati alla grande (i.e. Butch l'implacabile e La lunga pista rossa) e lo stesso GLB che era onnivoro nelle sue letture sai quante cose ha preso dalle dispense, rielaborandole con la sua immensa fantasia ( i.e. l'indiano legato sulla schiena del bisonte e la storia dell'anaconda)! Ma i giovani avranno voglia di sorbirsi tutta la trafila?
  5. Kershaw

    [Texone N.33] I Rangers Di Finnegan

    La soluzione di Pecos credo sia la più corretta. Ma riguardo la questione della data dell'anno scorso?
  6. Kershaw

    I Soggetti di Tex da parte dei lettori del forum di Tex

    Sbaglio o la trama proposta da Bob Rock ricorda quella del film con De Niro e Pacino dal titolo Heat-La Sfida?
  7. Kershaw

    [Texone N.33] I Rangers Di Finnegan

    Perché sul fondo della cover, se è quella definitiva, c'è scritto giugno 2017? I volti, sopratutto quello di Carson, mi lasciano alquanto scettico e sfido chiunque, nella vignetta del bamboccio, a riconoscere il "vecchio cammello" se la vignetta fosse presentata fuori dal contesto dell'albo. Poi c'è sempre il problema delle frasi sbilenche, stavolta di Boselli, altre di Ruju. Mai sentito dire "gettare il fiato", non è "sprecare il fiato" l'espressione corretta? Per il resto è lampante che occorre leggerlo tutto prima di esprimere un qualsivoglia giudizio.
  8. Kershaw

    [690] Le schiave del Messico

    Interessanti i disegni di Prisco, di chiara matrice ticciana, speriamo che nel prosieguo lo stile si evolva ancora e confermi quanto di buono visto in questa storia. In quanto alla trama di Ruju, è senz'altro influenzata dagli spaghetti western, in primis da "Per un pugno di dollari" (Il nome di Marisol, la scena in cui Tejas chiede un fucile per liquidare il fuggiasco della banda rivale, il massacro finale), ma anche da film originali come "i Professionisti" (con Lee Marvin che fa le veci di Carson nella scena in cui questi si avvicina ai quattro sfigati di guardia alla pista). Poi ci sono le solite cose un po' strane (marchio di fabbrica di Ruju): a pag. 6 "..il padrone unge parecchie tasche"??? (mai sentito dire!); a pag. 38 Tex ha appena osservato che c'è un buon posto dove fermarsi e accendere un fuoco senza timore di essere avvistati e poche vignette dopo riesce a scorgere nel medesimo posto il bagliore di un fuoco presidiato da quattro mentecatti che invece di controllare la pista se la contano su, lasciando le armi a terra nella polvere e facendosi uccellare dai due pards; a pag. 48 abbiamo sempre Carson i veste di gourmet che cita il formaggio svizzero; a pag.67 un pessimista cosmico come lui cita un proverbio come "Gente allegra il ciel l'aiuta" che mi pare tipico di casa nostra; a pag. 69 Carson usa il calcio della pistola per spaccare un lucchetto da catena (ma quando mai!) facendo del fracasso e la vignetta dopo, una volta entrato nella stanza, impone il silenzio alle prigioniere; a pag. 79 un aspirante suicida si getta a mo' di ariete contro la porta dI una casetta presidiata da uomini armati (non si sa bene da quanti) sperando di scamparla e di compiacere il suo capo? Infine, immagino dovuto alla costrizione dell'albo singolo, l'immancabile showdown alla dinamite che regola tutti i sospesi. Una storia sicuramente migliore de "Il messaggero cinese", anche se più scadente di quella difficile trovarne, ma poco più che sufficiente. Tanto per parafrasare il mio prof di matematica alle superiori: "Ci vuol altro!"
  9. Kershaw

    [Maxi Tex N.22] La grande corsa

    Concordo pienamente con i dubbi di Leo riguardo alla trama. Aggiungo, per dovere di cronaca, a pag. 109 Carson accenna a predoni Comanche, ma quando mai, visto che siamo nei dintorni di Tucson, e infatti poi la banda che assalta Tex & Co. è di Apache. Guidati da un capo dal nome assai improbabile, Tharak, di origine Hindi, questi impiastri si fanno scorgere come beccaccioni in pieno giorno non solo da Tex ma anche da altri partecipanti alla corsa. Poi di notte assaltano i bianchi stando tutti in gruppo, invece di circondarli, e una volta sorpresi, cosa che gli Apache odiano più di tutto, invece di accettare l'offerta di Tex vanno alla carica come bisonti infuriati contro dei bianchi armati di tutto punto basandosi solo sulla forza del numero? Quanto allo showdown finale, Bryant, che ha il vantaggio dell'ostaggio, lo molla per misurarsi con Tex che ha già la pistola spianata? Davvero un bell'esempio di aspirante suicida! Per quanto riguarda la corsa vera e propria inizia a pag. 100 e, stante il fatto che c'è una trama parallela, è poco sviluppata e si risolve con una sgroppata finale. Immagino che Ruju abbia visto Hidalgo, Oceano di fuoco perché West Wind è un appaloosa (a proposito come mai Villa sulla cover l'ha fatto tinta unita?) e magari anche Stringi i denti e vai! stante la presenza di Alma, però non è che ne abbia fatto buon uso. Quanto ai disegni di Diso credo sia già stato detto tutto, lui e Tex sono su due pianeti diversi. Sapevo che aveva la passione per i cavalli, però vedo che anche i volatili gli piacciono, visto che li ritrae, molto bene quanto a questo, in 18 vignette, senza contare altri numerosi esempi di fauna locale. Quanto all'abbagliamento di Alma da pag. 197 mancano solo le scarpe da ginnastica e poi ci troviamo di fronte al casual di una donna moderna, non certo di un'amazzone di fine '800. In conclusione considerate le illustrazioni e una trama risibile, per me è da dimenticare!
  10. Kershaw

    La serie regolare è alla canna del gas?

    Il topic proposto da Paco Ordonez si è dimostrato alquanto interessante e al presente stato dei lavori molto partecipato. Dalla discussione sono emerse le diverse anime e aspettative dei lettori. Però quando il capoguerra Borden esplicita quale sia la politica editoriale della SBE direi che le più che legittime rimostranze dei lettori non serviranno a cambiare sostanzialmente quanto già deciso nelle stanze dei bottoni. Personalmente la cura Airoldi con l'aumento esponenziale di gadgets, variant covers e statuine (brutte!) non mi fa ne caldo ne freddo, non ci ho mai investito neanche un Euro; l'unico cedimento a questo tipo di business è stato di farmi ben tre album di figurine, ma è stata la sola concessione in tanti anni ai miei ricordi dell'infanzia, con la foga e la curiosità di scoprire quale ne fosse il contenuto, e lo scambio dei doppi. Per quanto riguarda Tex, di solito rileggo solo le storie di Bonelli o quelle del primo Nizzi o di Boselli (non tutte), mentre per quel che mi riguarda Faraci e Ruju dopo la prima lettura finiscono nei cartoni in garage. La Bonelli non obbliga nessuno a comprare i suoi prodotti, per cui il lettore può sempre decidere se andare in edicola oppure no. Del resto il dato di calo nelle vendite di Tex che è emerso dalla querelle Boselli vs Toninelli ha parlato di circa 5.000 utenti in meno ogni anno, e non credo che siano tutti passati nei beati territori di caccia. Interessante sarebbe (anche se utopistico) conoscere la percentuale di nuovi lettori che riescono ad acquisire per sopperire alle perdite. Magari fossero tutti come WY che se non ho capito male cerca di far proseliti tra i suoi allievi. Ce ne vorrebbero di insegnanti così, in quel caso anche Salgari sarebbe ancora presente nei programmi di scuola. In quanto ai refusi in aumento non sono così ottimista come il signor Monni, che il trend possa essere invertito. Con i carichi di lavoro che pare ci siano in redazione o aumentano gli addetti oppure le cose possono solo che andare peggio. E l'editing non lo si può fare nei ritagli tra una incombenza e l'altra. Per quanto riguarda il futuro sono invece curioso di vedere come Borden realizzerà l'incontro tra Tex e i 3 Bill, chissà se ci dobbiamo aspettare un'epica scazzottata tra il nostro Ranger e Big Sam. Infine non sono d'accordo con Boselli quando sostiene (nell'incontro dell'otto marzo) che i disegnatori non riuscirono a caratterizzare il Kid con le fattezze di Monty Clift (nel Fiume Rosso, of course!). Secondo me Benvenuti (che ho amato molto in quella storia) riuscì a fare un'ottimo lavoro!
  11. Kershaw

    La serie regolare è alla canna del gas?

    Vi ringrazio per le precisazioni. L'importante è che sia chiaro che io, come immagino tutti gli aderenti al forum, ho a cuore il destino di Tex nella speranza che abbia la vita più lunga possibile. Fermo restando che nel prosieguo, ogniqualvolta mi capitasse di riscontrare imprecisioni, incongruenze e/o errori non mancherò di segnalarli. Borden e soci non me ne vogliano!
  12. Kershaw

    La serie regolare è alla canna del gas?

    Per Borden: grazie per le delucidazioni in merito agli sceneggiatori, comunque non pensavo di certo che avessi aperto una scuola di scrittura. Stando così le cose, faccio voti che non ti venga mai neppure il raffreddore. Per Pecos: vorrei capire bene che funzione hai, visto che sono nuovo. Moderatore, azionista di maggioranza, buttafuori? Lanci anatemi, diktat, out out, occorre avere la tessera del fan club per poter esprimere la propria opinione? Troll mio nonno! Fino a pochi giorni fa non mi sono mai iscritto ad alcun forum, e visto l'andazzo che c'è su questo credo di aver fatto bene. Per Pistolero da baraccone: cos'è fai il controcanto a Pecos con la facenda del troll? Tu hai postato il tuo pensiero sui dettagli e io ti ho risposto con l'estratto di un articolo del 1969 che verteva sull'argomento, e lo spunto mi era stato suggerito dall'incontro di Borden con i lettori l'8 marzo. Poi se a te non importa alcunché della precisione nei nomi, nelle citazioni o nel linguaggio padronissimo, io la penso diversamente e ci faccio caso. That's all Folks!
  13. Kershaw

    La serie regolare è alla canna del gas?

    Borden, ma tu ci sei o ci fai? Io mi sono limitato a rispondere, utilizzando uno spunto tuo, al forumista Pistolero da baraccone. Poi non so cosa facevi in redazione quando ti hanno assunto nel 1984. Però l'articolo risale al 1969, quando magari correvi dietro alle sottane come ogni giovane che si rispetti e non credo pensassi già a quello che avresti fatto da grande.
  14. Kershaw

    La serie regolare è alla canna del gas?

    L’8 marzo, nel corso del suo incontro con il pubblico, Boselli ha ricordato l’articolo «Il Bonelli», di Ferruccio Alessandri (in «Linus West», Supplemento al n. 56 di «Linus», Milano, Milano Libri Edizioni, Novembre 1969, pp. 90-91), in cui si può leggere, a p. 90, un passo che spiega perfettamente l’importanza e la funzione dei dettagli nelle narrazioni a fumetti.A proposito delle sceneggiature di Gianluigi Bonelli, scrsse Alessandri:« […] E i testi sono un capolavoro di chiarezza, dove nulla è gratuito, tutto è spiegato, ogni cosa ha una concatenazione logica con le altre. I ragazzi a queste cose ci badano.«I professionisti si notano da certi particolari non necessari, da certi puntigli sul loro lavoro, come quell’attore che aveva dichiarato soddisfatto di aver finalmente trovato l’intonazione soddisfacente per una battuta in una commedia in cui recitava da un anno e che, a chi gli faceva notare che era ormai l’ultimo giorno di repliche, rispondeva orgoglioso: “Ma c’è ancora questa sera!”. Be’, una volta ho trovato il Bonelli appiccicato a una grande carta degli Stati Uniti, a far calcolo delle distanze e a rilevare la geografia tra due punti, tanti chilometri, tanti fiumi, un altopiano, qui si possono fermare per la notte, il tutto per determinare se Tex e Kit Carson ci mettevano tre o quattro giorni per andare da lì a lì a cavallo, e finalmente tornare trionfante alla scrivania a scrivere: “Tre giorni dopo giungono…”. Pignoleria? No, professionismo in questo paese di dottori e dilettanti, regno del pressapoco.«Il professionismo ha fatto diventare il Bonelli un esperto del West. […]»Seguono due esempi dell’interesse che Gianluigi Bonelli aveva per la storia del West e degli Indiani, e della conoscenza che ne aveva.
  15. Kershaw

    La serie regolare è alla canna del gas?

    Probabilmente non ho capito bene le regole d'ingaggio del forum. Dalle parole di Pecos mi pare chiaro che vige l'Ipse Dixit, quindi guai a criticare l'operato del Boselli nazionale. Non mi pare di avere usato epiteti nei confronti dei partecipanti o di essere stato maleducato, in compenso mi sono visto dare del saputello, fenomeno, malignetto che fa discutibili e penose illazioni. A Borden rispondo così: "Quando parlano di te non devi capire chi sei tu, ma chi sono gli altri". Sei un esperto in filosofia, quindi sai chi è l'autore. Un consiglio spassionato: riposa, perché hai l'aria stanca (nell'incontro hai fatto la battuta su una tua prossima pensione, no?) e ti vedo sull'orlo di una crisi di nervi. Quanto a Pecos: se la citazione fosse stata corretta non l'avrei di certo segnalata. In compenso mi è parso di capire che a te nonché ad Andrea67 "La Storia del West", una delle migliori serie che la Bonelli abbia mai editato con uno sceneggiatore da urlo, D'Antonio, non sia piaciuta. Peccato! Per WY: non ho dato seguito alla faccenda dell'errore in "Morte nella neve" perchè non vorrei che dopo avermi dato del fenomeno anche tu mi tacciassi di essere un saputello, senza peraltro sapere chi ci sta da questa parte. Comunque non ho alcun problema a segnalartelo: a pag. 146 dell'edizione di Repubblica in due vignette si parla di "Deal Charley" personaggio realmente affiliato alla Wild Bunch. Trattasi di O.C. Hanks (Orlando Camilla Hanks aka Charley Jones) il cui nickname era "Deaf Charley" visto che era sordo da un'orecchia. Svista di GLB, refuso del letterista? Quien sabe!
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