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TWF - Tex Willer Forum

Condor senza meta

Cowboy
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3 Neutra

Info su Condor senza meta

  • Rango
    Timido pubblicatore
  • Compleanno 06/09/1979

Informazioni sul profilo

  • Sesso
    Maschile
  • Nome reale
    Antonio

Io e Tex

  • N° 1° Tex che ho letto
    311
  • Pard preferito
    Kit Carson
  • Personaggio favorito
    Jim Brandon

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  1. Condor senza meta

    [199] A Sud Di Nogales

    Con l'approssimarsi del numero celebrativo del centinaio, Bonelli, armandosi di "forbici e filo", confezionò un episodio dalla giusta taglia per entrare nel ridotto numero di pagine a disposizione. L'esito finale fu alquanto apprezzabile, sebbene risenta, come ovvio, del poco spazio. Il soggetto molto scarno, viene comunque valorizzato da una discreta sceneggiatura e molta azione, nella migliore tradizione western e texiana. Brillanti i dialoghi e la gestione dei quattro pards, che riescono a ritagliarsi una buona parte nelle poche pagine della storia. Pure ben congegnato appare il piano di Slade, con la trovata di ingannare gli inseguitori e far perdere le tracce del settimo bandito nel fiume, per mandarlo a Douglas in cerca di rinforzi per l'agguato alla vecchia miniera di Sulphur Springs. Tuttavia, a parte questa idea, gli antagonisti non danno mai l'impressione di grande consistenza e anche quando sembrano riuscire nell'intento di mettere in difficoltà i nostri, arriva con tempismo la cavalleria a togliere le castagne dal fuoco. Proprio l'epilogo, a mio avviso, molte volte visto in altre avventure, delude un po' le aspettative e lascia quella convinzione che si potesse escogitare qualcosa di diverso per chiudere la prova. Sempre più eleganti ed espressivi i disegni del maestro Ticci; esemplari per chiarezza e pulizia di stile, contraddistinti da magistrali contrasti fra bianco e nero e alcune inquadrature spettacolari. Il mio voto finale è 7
  2. Condor senza meta

    I Soggetti di Tex da parte dei lettori del forum di Tex

    In un altro post, avevo auspicato il ritorno di due personaggi a me cari. Di conseguenza, perchè non proporli in questo simpatico gioco? Laredo ha lasciato l’esercito e, dopo aver acquistato un ranch nella vallata del Pecos, si è trasferito in New Messico in compagnia della moglie Liz. Dopo anni di silenzio, giunge alla riserva un telegramma di Quincannon che esorta Tex ad aiutare il comune amico, detenuto in prigione con l’accusa di duplice omicidio. I quattro pards, raggiunto il villaggio di Roswell, apprendono pure della scomparsa di Liz e del figlioletto e intraprendono le indagini. Sicuri dell’innocenza dell’ex-scout, ma consapevoli di non poter fare affidamento sulle autorità locali (presumibilmente corrotte), decidono di farlo evadere, con l’intenzione di ritrovare insieme la moglie e dimostrarne in seguito l’innocenza. Quello che all’apparenza sembra il classico piano di un ricco e prepotente ranchero confinante, per impossessarsi delle terre del nuovo arrivato, si rivela in realtà un intrigo molto più complesso. I pards scopriranno che dietro la trappola ordita, si cela l’azione del Governatore, un potente pezzo grosso che aspira alla carica di senatore, che, venuto a conoscenza di alcuni documenti per lui compromettenti appartenuti al generale Starrett, cerca con l’ausilio del bieco Thomas Halmer (il ranchero suo complice) di impossessarsene a tutti i costi. Liz, sebbene all’oscuro della presenza di simili carte, mai rese pubbliche dal padre a causa della sua avvenuta morte durante l’indagine, viene segregata e sottoposta a ricatto e solo il tempestivo intervento di Tex e i suoi pards, riesce a salvarla insieme al piccoletto, dopo una lunga battaglia con Halmer e i suoi sgherri. Il successivo rinvenimento del segreto carteggio tra i volumi della vecchia biblioteca di famiglia, permetterà ai nostri di mandare di fronte a un giudice il potente villain e scagionare Laredo.
  3. Condor senza meta

    Integralismo E Avanguardismo Dei Lettori Di Tex

    Lilyth, Taniah, Fiore di Luna. E ci credo che nessuna donna vuole più affiancare i nostri pards: con i precedenti che si ritrovano, prima di innamorarsi di loro, occorre fare una montagna di scongiuri!
  4. Condor senza meta

    [185/186] L'uomo Dai Cento Volti

    Bonelli decise di riproporre Proteus per la serie regolare dopo quasi un decennio dalla sua prima apparizione. Il bandito trasformista (che a tratti sembra la riproposizione di un Diabolik nel Far West), diviene il fulco di un episodio piacevole ma non del tutto esaltante. Confesso che "Mister P greco" mi appassionava più nelle letture da ragazzo rispetto ad adesso, vuoi forse la parziale assonanza con la creatura nera delle sorelle Giussani che all'epoca leggevo assiduamente, vuoi perchè alcune forzature narrative allora non venivano colte appieno. E' vero che il fumetto è un'opera di fantasia e ci stanno le "licenze narrative" , ma alcuni passaggi sono duri da digerire oggi. Passi che un'abile trasformista si travesta in un perfetto carneade per non essere riconosciuto, ma che riesca a prendere le sembianze del celebre nemico e gabbare tutti i suoi conoscenti, rappresenta a mio avviso una forzatura notevole. Perry Drayton con le doti da imitatore di voci e cadenze che evidentemente si ritrovava, avrebbe fatto impallidire il povero Gigi Sabani. La storia tuttavia parte bene ma perde di mordente cammin facendo. Troppo presto Tex riesce a provare la sua innocenza, di conseguenza l'episodio si incanala rapidamente sulla falsa riga dell'avventura narrata dieci anni prima. L'incipiente crisi di Bonelli nei tardi anni settanta, forse si palesa proprio in questo calo di sceneggiature, che gli impedì di avvalorare anche buoni soggetti, al contrario del periodo di suo maggior splendore, quando anche se gli avessero proposto un libretto d'istruzioni di un frullatore per spunto, riusciva a tirar fuori una storia avvincente. Interessante, ma non originalissima, la lotta finale sul soffitto del treno in corsa e prevedibile l'espediente di far sparire nelle acque del fiume Proteus, tenendolo buono per una futura storia che paradossalmente Bonelli non scriverà mai. Molto efficaci i disegni di Letteri, troppo chiari per i miei gusti, ma pur sempre di spessore in quegli anni. Il mio voto finale è 7
  5. Condor senza meta

    Integralismo E Avanguardismo Dei Lettori Di Tex

    Che io sappia, in una dimensione parallela, il nostro ranger si ritrova con tre figli concepiti con tre donne diverse. Non faccio nomi per evitare spoiler alle fanfiction (se no la poliedrica Letizia potrebbe linciarmi! ), tuttavia la sua inusuale rivisitazione dell'universo texiano, è alquanto piacevole e originale
  6. Condor senza meta

    [183/185] - Mingo Il Ribelle

    Il mio voto finale alto, prova quanto anch'io sia legato a questa grande storia. Tuttavia mi sembrava doveroso, esprimere onestamente alcune mie perplessità sulla caratterizzazione "insolita" di Tex nella produzione nolittiana.
  7. Condor senza meta

    [183/185] - Mingo Il Ribelle

    Venne il giorno in cui Guido Nolitta affiancò il celebre padre nella stesura degli albi di Tex. Premetto che ho stimato molto Sergio Bonelli, sia come editore che sceneggiatore (con Zagor e Mister No si è ritagliato un'importante fetta di gloria nel pianeta fumetto), tuttavia il suo apporto nella saga del ranger, a mio avviso, ha più ombre che luci. "Caccia all'uomo" segna il suo debutto e bisogna ammettere che è davvero una grande storia, ben architettata, con risvolti psicologici notevoli e un finale intenso e coinvolgente. Peccato però che il suo Tex, non è Tex: inutile girarci intorno! Più che il classico eroe tutto d'un pezzo, pensato e caratterizzato negli anni dal padre, mostra certe sfaccettature che lo riconducono maggiormente verso la figura di un abile antieroe, pieno di dubbi e molto impulsivo. Non esistono controprove, ma dubito che, se simili sceneggiature fossero state allora proposte da un autore esterno, avrebbero ricevuto approvazione in Casa Editrice. Chiusa questa breve parentesi, che riassume il mio pensiero sull'opera nolittiana su Tex, torno alla storia in questione e ripeto che il livello complessivo è eccellente. Le peripezie lungo il viaggio che fanno ricredere Tex sulla colpevolezza di Andy "Faccia d'angelo" Wilson, rendono interessante l'episodio però al contempo storcere il naso, visto che di solito il ranger è un ottimo giudice di uomini, mentre qui prende un granchio dietro l'altro. Molto diverso pure lo stile compositivo che induce ad avere sempre il protagonista presente nel vivo della scena, con tempi di sceneggiatura decisamente dilatati, se paragonati ai ritmi tradizionali di Gian Luigi. Il colpo di scena finale con la brutale impiccagione di Andy, con la successiva vendetta contro "Hungman" Maddox e lo sceriffo tirapiedi, è d'alta classe, ma nasce su un'ulteriore leggerezza di Tex che si fa sorprendere banalmente nella stalla (snodo narrativo fondamentale per introdurre l'epilogo). Riassumendo: ottima storia se il protagonista si chiamasse "Tizio Bill" o "Zagor", ma trattandosi di Tex, non ci si può esimere di notare i molteplici paradossi e le incongruenze caratteriali, che marchieranno, fra alti e bassi, l'intera produzione nolittiana sulla collana. In crescendo i disegni di Fusco, alla sua seconda prova nella saga. Paradossi a parte: il mio voto finale è 8
  8. Condor senza meta

    [180/183] Una Stella Per Tex

    Le cittadine del Far West, con le loro polverose main street, affollati e fumosi saloon, operose botteghe e sfilze di costruzioni in legno, spuntate come funghi attorno le vie principali, hanno da sempre stimolato l'immaginario degli appassionati del genere e ispirato grandi opere, sia letterarie che cinematografiche. Ovviamente, tale location non poteva mancare nel fumetto western nostrano per antonomasia, tanto è vero che spesso Bonelli ha ambientato alcune delle sue sceneggiature tra quartieri cittadini, sceriffi, gambler e manigoldi vari. Non tutte, però, hanno il fascino della storia in questione e mi unisco al coro di chi sostiene che "Una stella per Tex" sia la sua migliore creazione in tal tema. Sebbene il soggetto non brilli di grande originalità, Bonelli ha il pregio di sfornare un episodio scoppiettante con Tex in grandissimo spolvero e tante trovate compositive degne di nota. Azzeccata l'idea di far accettare la stella di sceriffo al nostro eroe sotto falso nome, da qui il via ad alcune scene esilaranti quali l'ultimatum affisso fra le vie del paese, il trattamento ai due teppistelli giunti con la diligenza e non ultimo, la finta sparatoria fra i pards, atta a eliminare il bounty killer assoldato da Clebber, ovvero il villain principale del paese. Sorvolando su altre sottotrame e qualche leggerezza, si arriva alla scena finale della locomotiva kamikaze lanciata contro il saloon posto all'estremità della linea ferrata interrotta: piano davvero spericolato, ideato dal ranger per spazzare la feccia del paese e poter così permettere alla compagnia ferroviaria di riprendere i lavori. Non so a voi, ma personalmente questo epilogo esplosivo mi ha sempre favorevolmente impressionato ed evidenzia che "mostro" di fantasia fosse il grande Bonelli. Purtroppo i disegni non certo eccelsi di Muzzi, giunto alla sua ultima prova texiana, e la scarsa valorizzazione di Clebber, che alla fine si mostra un bandito poco memorabile, mi inducono ad assegnare un voto in meno alla valutazione complessiva. Il mio voto finale è 8
  9. Condor senza meta

    [179/180] Assalto Al Treno

    "Nelle botti piccole, ci sta il vino buono". Episodio breve, ma scintillante. Un Bonelli rinvigorito, parte a tutta mostrandoci un classico dell'epopea western: l'assalto dei banditi lungo la via ferrata. La posse con a capo Tex, non si fa crescere l'erba sotto i piedi per scatenare la caccia ai ladri e recuperare gli ottantamila aquilotti, ma incappa in un'iniziale beffa, che avrebbe potuto spalancare la via della libertà alla banda dei malavitosi. Qui, infilatosi in un cul de sac, l'autore, per poter proseguire la narrazione, deve un po' forzare il gioco e in effetti la sosta a Willcox di Carver e soci appare un tantino illogica, tuttavia, a parte questa nota stonata, il resto della melodia composta dall'inossidabile papà di Tex è tutt'altro che inascoltabile. Bella la trovata della finta evasione per stanare il misterioso informatore e recuperare il malloppo seppellito nel villaggio disabitato di Pantan. Un Tex stratega di prim'ordine che ordisce un piano impeccabile e sebbene agisca meno del solito, contribuisce attivamente con la sua mente fine alla risoluzione del caso. Storia davvero divertente e molto scoppiettante. Ottimi i disegni di Ticci, d'altronde osare mettere in dubbio il suo immenso talento artistico, sarebbe come sostenere che la terra fosse piatta. Il mio voto finale è 8
  10. Condor senza meta

    [Tex Willer N.0]

    I texture in Ps sono molto utili e se gestiti in maniera oculata, arricchiscono molto l'esito finale senza dar troppo l'impressione di disegno "artefatto". Nel caso specifico, si notano ma non appesantiscono troppo la tavola, quindi il lavoro è ben fatto.
  11. Condor senza meta

    [Tex Willer N.0]

    Colorazione notevole, complimenti! Miss Letizia è una donna dalle molteplici risorse: abile e molto fantasiosa con penna e calamaio ed efficace col photoshop.
  12. Condor senza meta

    [177/179] Fantasmi Nel Deserto

    La caratteristica principale di ogni recensione è la soggettività; ogni giudizio del singolo lettore è opinabile e non di rado capita che, quella che per alcuni è una storia di spessore, per altri non meriti nemmeno la sufficienza. "Fantasmi nel deserto" è la prova di questa teoria. Esaurita la premessa, mi duole dire che per il sottoscritto la storia non va oltre la mediocrità e col passare degli anni, non ho mai avvertito il desiderio di rileggerla, come invece mi succede per altri albi. Bonelli comincia a palesare un lieve calo d'ispirazione che da lì a poco autorizzerà il figlio Sergio ad affiancarlo nella stesura delle sceneggiature (con risultati alterni ma questa è un'altra storia!) Anche ammettendo che il soggetto possa essere nato da una curiosa notizia storica dell'esercito, l'ennesimo caso di popolo inusuale che si coalizza e cospira nell'ombra in suolo americano, alla lunga stufa un po'. Oltre a questa lacuna di base, l'autore stavolta non riesce come suo consueto a colmare i buchi con una sceneggiatura degna di nota, anzi tira fuori una storia alquanto noiosa, ripetitiva e prevedibile. Poca roba i Tuareg che combattono in maniera suicida, fungendo da carne di macello dinanzi i winchester dei nostri pards, a tratti sembra di trovarsi in uno di quei videogame in cui appaiono nemici dappertutto e il giocatore li stende a ripetizione. Molto stucchevole e poco convincente il finale "a tarallucci e vino" (come si suol dire dalle mie parti), che vorrebbe essere un colpo di scena, ma finisce per rivelarsi un banale epilogo a lieto fine, dopo due albi di sangue e pallottole. Una delle poche scene da ricordare, il siparietto comico di Carson con il dromedario, per il resto molta noia e una lista chilometrica di invocazioni ad Allah. Un evidente passo falso per G.L. Bonelli ma glielo si predona: è umano che anche i grandi possano errare! Nella norma i disegni di Nicolò, un professionista sempre costante e lineare, che però a volte mi sembra troppo "pulito" di tratto per essere adatto al genere western, ma, come accennato all'inizio del commento, anche in queste tipologie di considerazioni vige la regola della soggettività. Il mio voto finale è 5
  13. Condor senza meta

    [175/176] I Cacciatori Di Scalpi

    Durante la rilettura dei vecchi albi di Tex, mi sono imbattuto in questo episodio che avevo in parte dimenticato, vuoi per il lungo lasso di tempo trascorso dall'ultima lettura o per il fatto che realmente non mi ha mai troppo preso. Ben inteso che la storia si fa leggere, ma personalmente non rientra nel cerchio delle mie preferite. Bonelli, reduce dalla straordinaria prova precedente, dall'alto della sua conclamata abilità di sceneggiatore, riesce a ottenere il massimo risultato da uno spunto molto esile. Il soggetto, a mio avviso, è troppo povero e poco originale, ma nonostante questa non esaltante premessa, l'autore riesce a sfoderare con maestria una sceneggiatura cruda e serrata, ricca di azione, ottimi dialoghi e personaggi abbastanza caratterizzati. Alcune scene e snodi narrativi sanno troppo di già visto e la trama marcia spedita senza grandi colpi di scena. Pure l'epilogo appare molto affrettato, con i famigerati Broncos spazzati in un baleno dai quattro pards, neanche fossero sagome da tiro a segno. Concordo sulla perfetta inutilità di Verny, suppongo che lo sceneggiatore lo avesse inserito con delle idee narrative, mutate durante il proseguo della stesura dell'opera. Apprezzabili i disegni di Galep ma lievemente inferiori a prove precedenti: alcune imprecisioni e vignette tirate via, mi danno l'impressione di una certa fretta durante la realizzazione, ma nonostante ciò, siamo ancora su alti livelli. Riassumendo: episodio che a mio avviso merita la sufficienza abbondante, ma catalogabile nella lista dei riempitivi della serie. Il mio voto finale è 6
  14. Condor senza meta

    [171/175] Il Laccio Nero

    Ci sono quelle storie, dove non occorre usare tanti giri di parole per sostenere che ci si trovi al cospetto di vere e proprie gemme compositive: "Il laccio nero" rientra, senza tema di smentite, in questa categoria. Un capitolo della saga che rasenta la perfezione e che una volta letto, rimane custodito nell'imbottito bagaglio della memoria di ogni lettore. G.L. Bonelli sfodera una sceneggiatura-fiume avvincente e dal ritmo serrato. La thong cinese, retta dalla feroce quanto affascinante Ah Toy, stende i suoi silenziosi tentacoli su parecchie attività produttive della città di Frisco e non disdegna di praticare la tratta di giovani schiave, prelevate da povere famiglie nella terra d'origine. Già il soggetto si mostra alquanto interessante, ma ciò che rende esplosiva la storia è proprio la caratterizzazione degli avversari, che mostrano una notevole pericolosità. "Quando il gioco si fa duro, i duri cominciano a giocare" recita un vecchio detto e Tex e la sua affiatata squadra di pards, si prodigano a confermarne la tesi. Non mi soffermerò a elencare tutte le memorabili scene che portano i nostri a sgominare la piovra cinese e distruggerne le attività di copertura, ma non posso esimermi dal menzionare il perfetto gioco di squadra e l'estrema decisione, mostrate durante le intricate indagini. Un Tex duro e impavido che varca a proprio piacimento i labili confini della legalità per ottenere giustizia e che non perde lucidità, nemmeno dopo il colpo di coda della criminosa associazione, che rapisce Carson e lo segrega tra le fogne della città. Una guerra senza esclusione di colpi, vissuta fino all'ultimo respiro; un ritmo narrativo sempre eccellente che non risente minimamente della lunghezza dell'episodio. Adattissimi poi, i disegni di Letteri, sempre a proprio agio nella rappresentazione degli orientali; suppongo che nessun altro disegnatore avrebbe valorizzato meglio l'avvincente sceneggiatura. Le sue dinamiche vignette, frutto di una notevole ispirazione artistica, fungono da ulteriore nodo di forza nell'ottimo episodio. Il mio voto finale è 10
  15. Condor senza meta

    La biografia di Tex

    Un arzillo vecchietto che non ha alcun problema a montare in sella, per andare a caccia del nipote scomparso. Mi pare di averlo letto da qualche parte.
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