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TWF - Tex Willer Forum

F80T

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About F80T

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    Quasi scrittore

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    Maschile

Me and Tex

  • Number of the first Tex I've read
    382
  • Favorite Pard
    Kit Carson
  • Favorite character
    Dinamite

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  1. Per combinazione, mi è capitato di leggere questa storia mentre mentre su un altro topic del forum si parlava dei rapporti difficili tra Letteri e Nizzi e del fatto che al grande disegnatore non andasse giù di dover disegnare così tanti animali (a partire dal gatto de La locanda del fantasma). Eppure, in questa vicenda come in altre il team sceneggiatore-disegnatore funziona molto bene, con disegni ottimi al servizio di una trama che forse non è difficile da prevedere, ma che è ben congegnata e che, soprattutto, è condita da dialoghi sempre frizzanti. La mia opinione è differente da quella di Andrea67. E' vero che è Tex a sbrogliare la matassa, ma in questa storia Carson ha un ruolo da vero coprotagonista, e non è ancora la macchietta cui sarà ridotto nelle storie posteriori da Nizzi.
  2. Storia che mi ha fatto divertire come quando mi capita di rivedere un film in cui Bud Spencer e Terence Hill danno un sacco di botte ai cattivi di turno. Devo dire che la resa della storia corrisponde proprio all'originale soggetto di GLB: « Tex arriva e le suona a tutti! ». L'unico limite sta nel finale, in cui Tex diventa un po' troppo sbirro: cerca di far firmare una confessione a Rod Rever; ma poi, al rifiuto di questi, invece di dargli la bella ripassata che, a quel punto, noi lettori ci saremmo aspettati, si limita a consegnarlo allo sceriffo, andando via dopo aver redatto una testimonianza scritta. I disegni di Civitelli sono molto belli, specie per quanto riguarda le magnifiche ambientazioni.
  3. Storia ben orchestrata, che scorre fluida come un buon giallo, seppur con tanti scontri a fuoco. Sarò condizionato da alcune discussioni che negli ultimi mesi si sono svolte su questo forum, ma mi pare che nel corso dell'avventura si percepiscano le prime avvisaglie di difetti che Nizzi accentuerà nell'ultima parte della sua carriera di sceneggiatore di Tex. Il nostro ranger, infatti, solo alla fine si rende conto delle trame di Lafferty, sottovalutando il significato del rinvenimento del fazzoletto cifrato nella "stanza del tesoro". Ed infatti, si presenta all'ex ufficiale con la guardia abbassata, facendosi puntare la pistola contro e rimanendo inerme, mentre solo l'intervento di Beatriz lo salva. Peggio di lui fa Carson, che non si rende conto di nulla sino alla fine, senza che Tex ritenga di doverlo informare dei suoi sospetti. I difetti segnalati non alterano il giudizio positivo, perché la buona scrittura della storia li bilancia; purtroppo in molte storie posteriori non sarà così. Belli i disegni di Monti, anche se in queste tavole gli occhi di Tex mi sono parsi troppo chiari.
  4. Come ho scritto nel mio commento a Un uomo tranquillo, non mi piace stroncare il frutto dell'onesto lavoro di molte persone. Ma, poiché l'ho fatto in quella sede, mi tolgo anche questo dente doloroso, recensendo il Color storie brevi. Recensione che ruota intorno a una domanda: chi è l'uomo protagonista della storia di Nizzi e di quella che chiude l'albo? Ha la camicia gialla e la bandana nera, ma a Tex nemmeno somiglia. La storia di Nizzi è, purtroppo, inammissibile: da quando Tex preferisce svaccarsi in un ristorante anziché interessarsi a un crimine in cui si è imbattuto? Anche il secondo degli episodi scritti da Ruju vede un protagonista distratto, che si fa cogliere di sorpresa da un gruppo di Apache che nulla fa per nascondersi. Il secondo e quarto episodio sono storielle, buone da leggere durante l'attesa in coda fuori da un negozio, in questi tempi di pandemia. L'unico soggetto interessante, seppur penalizzato dal fatto che non ci sia lo spazio necessario per sviluppare una sceneggiatura ariosa, è quello di Boselli. E nemmeno è vero che un Tex così macabro non si era mai visto. Non ricordate forse la fine che fece fare a Fraser (Tex n. 109, Massacro)? Il livello dei disegni mi è parso buono. Una spanna superiore è il disegno di Carnevale; ai miei occhi un po' meno gradito è il tratto di Di Gennaro. Se davvero c'è l'idea di dedicare una miniserie a Kit Carson, direi che il Tex Color storie brevi è ampiamente sacrificabile per recuperare sceneggiatori e disegnatori.
  5. Facciamo così: Recchioni riscrive la storia da pag. 89 in poi, sotto la stretta supervisione di Boselli; oppure quelle pagine le riscrive @borden direttamente. Poi Andreucci disegna le nuove tavole e Tex Willer Speciale n. 2, Un uomo tranquillo torna nelle edicole. A parte le celie, ho tardato a intervenire nella discussione perché mi dispiace stroncare il frutto del duro lavoro di molte persone. Ma, francamente, a partire da pag. 89 dell'albo la storia è indifendibile per le ragioni che non sto a ripetere, perché già ben illustrate da molti, @Diablero per primo. E allora, mi limito a evidenziare gli aspetti positivi. I disegni di Andreucci, definiti illegali da @Leo, sono effettivamente meravigliosi. Ottima la scelta, in alcune tavole, di ridurre il numero delle vignette, fino ad arrivare a farne solo tre. In questo modo risaltano alla grande i panorami. Anche la sceneggiatura, devo dire, non mi è dispiaciuta nella sua prima parte, motivo per cui mi è particolarmente rattristato che il finale ci dipinga un Sam Willer non solo molto lontano da quello che ci era stato sino ad ora presentato, ma del tutto incoerente. Peccato.
  6. Sono favorevole a una miniserie ambientata nel passato. Ma sarei contento anche se gli si dedicasse un Maxi, un Color lungo o uno Speciale Tex Willer
  7. Non si può dire che questa storia di Tex mi abbia annoiato. Ma, voltata l'ultima pagina, non mi è rimasto nulla addosso. Certo, Tex e Carson sono proprio loro, con annessa parentesi incendiaria. Ma gli avversari sono proprio scialbi. Non ancora favolosi, ma già buoni i disegni di Civitelli.
  8. Mi pare che si possa dire che la cifra stilistica di Ruju sia quella di imbastire storie piuttosto lineari, con un Tex presente e ben centrato, che filano lisce dal loro avvio sino all'epilogo. Paradigmatica, in tal senso, è la storia di cui ci occupiamo. Un'avventura breve, che potrebbe rischiare di essere un mero riempitivo, ma che invece è godibile nello sviluppo, prevedibile ma non banale, della trama. Quanto ai disegni di Font, ancora una volta ribadisco la mia valutazione: analizzati uno ad uno lasciano interdetti; visti nel loro insieme provocano sensazioni di sporcizia e di sudore che sanno tanto di vero West.
  9. Parto dalla fine. Le ultime tavole, in effetti fiabesche, sono semplicemente meravigliose. Nizzi racconta in modo molto delicato la vittoria di un padre tenace, che riesce a riportare a casa il suo ragazzo selvaggio; e il saluto di questi alla sua "famiglia" adottiva. Ma la storia sarebbe meno efficace se non l'avesse animata graficamente un Ticci semplicemente monumentale. E Tex? Come già sottolineato da Juan Ortega, mostra una sensibilità e un equilibrio fuori da comune; un vero eroe che si mette in gioco pur di consentire a un padre di perseguire la sua ricerca. Altrettanto efficaci sono i protagonisti: il freddo e malvagio Willy; un ambiguo Randall. Se pure non è uno dei capisaldi della serie, si tratta comunque di una storia magistralmente scritta e realizzata.
  10. Quella storia contiene dei dati che è impossibile far quadrare non solo con la nuova storia scritta da Boselli, ma anche con le altre sul passato di Tex, visto che colloca Culver City in Texas mentre ne Il totem misterioso ci sono abbastanza elementi per ritenere che tale città si trovi in Arizona. Oggi ci viene spiegato cosa ci facesse Sam Willer in Arizona. L'avventura di Nizzi e Civitelli rimane come una cicatrice (non l'unica e non così brutta, però) sulla coerenza spazio-temporale della saga.
  11. Poi forse analizzarò la storia con più calma. Così, a caldo, appena voltata l'ultima pagina, dico solo che mi sono emozionato.
  12. Il vero limite di questa avventura è l'evanescenza di Volpe Macchiata e dei suoi guerrieri. Per il resto, ho trovato una vicenda ben congegnata, per quanto chiaramente ispirata dal capitano Achab. Il vero protagonista della storia è, senza dubbio, Langley, personaggio molto ben delineato da Nizzi. Notevole è anche la figura dello sceriffo, che dimostra una carattere all'inizio insospettato. Molto belli i disegni di Fusco, seppure i preferisca il suo tratto più maturo degli anni seguenti. Complessivamente, penso che la storia meriti 8,5 (il voto sarebbe stato più alto se Volpe Macchiata fosse stato meglio caratterizzato). Nel rispondere al sondaggio lo arrotondo a 9.
  13. Anche io non ricordo più quante volte ho letto e riletto questo Texone, che ho amato profondamente. Purtroppo non ne ho mai posseduto una copia, perché quella che leggevo apparteneva a uno zio. A leggere i commenti che precedono mi è proprio venuta voglia di recuperarlo e rileggerlo.
  14. Ho faticato un po' ad andare oltre le prime pagine di questa storia, che però, piano piano, mi ha preso, tanto che poi ho letto le ultime 140, 150 pagine tutte d'un fiato. Complessivamente, devo dire che la vicenda è ben orchestrata e, tutto sommato, anche credibile, benché porti i thugs in piena America. Mi pare che Nizzi abbia accennato in questa avventura ad alcuni elementi poi meglio sviluppati qualche anno dopo, ne La Tigre nera: il labirintico covo scavato sotto terra, la presenza di colossali guardiani (che qui si limitano a portare la vergine al palco dei sacrifici). Ho serie difficoltà a valutare i disegni, anche per l'affetto che nutro per Galep. Splendidi i paesaggi e la fanciulla destinata ad essere uccisa. Spesso inguardabili i visi e i corpi dei pards e degli altri protagonisti. Non saprei proprio che voto assegnare.
  15. Avventura rapida e ritmata. Le vicende narrate non hanno nulla di originale, ma filano bene insieme fino all'epilogo. Alla fine, la cosa più notevole è l'esordio di Claudio Villa. Certo, a posteriori si può facilmente apprezzare l'evoluzione nel tratto dell'Artista, mentre nelle tavole di questa storia si nota un'accentuata incertezza nei tratti somatici dei pard, a mio avviso abbastanza lontani da quelli che ci deliziano sulle copertine. Ma si tratta comunque di un bel vedere. In sintesi, il voto complessivo non può che essere positivo.
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