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TWF - Tex Willer Forum

Jim Brandon

Cowboy
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    Ciro

Me and Tex

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    200
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    Tex
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    Jim Brandon

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  1. Da quanto avevo letto, le palle da archibugio potevano forare le corazze, ma si tratta di un tema che immagino tu conosca di più, per cui tengo buona la risposta, almeno in attesa di approfondire. In ogni caso, corazza o no, la Cavalcata del Morto resta un Texone di buon livello.
  2. Il fatto che l'armatura (giubbotto antiproiettile era tra virgolette) l'abbia utilizzata già GLB o che sia un espediente usato più volte nei western non rende, di per sé, la cosa plausibile, ma, al limite, poco originale. Non sono certo un esperto di balistica, ma che una Colt, con colpi sparati ripetutamente da distanza anche abbastanza ravvicinata, non fori una vecchia armatura non mi pare, personalmente, molto realistico.
  3. Il "Giubbotto antiproiettile stile "La cavalcata del morto" di Boselli sarebbe inattendebile più o meno come un fatto sovrannaturale. A questo punto, vista la lunga tradizione, da Mefisto/Yama a Diablero e Sasquatch, preferirei la seconda soluzione. Ritrovo in questa prima parte dei richiami al recente cartonato "La frustata", sempre di Ruju, tra brujas e pistoleri infallibili per poteri magici.
  4. Preso oggi. Personaggio interessante, questo pistolero vudù: senza scendere in particolari, la storia non è male, vediamo come proseguirà nel secondo albo. Validi anche i disegni. Simpatica, infine, la medaglia di Carson allegata, che mi sembra anche realizzata discretamente: una quarantina di anni fa ci sarei andato matto.
  5. Ho letto oggi questo terzo cartonato: devo dire, anzitutto, che la carta lucida su cui è stampato rende molto meglio di quella utilizzata attualmente, che "mangia" il colore, mentre quella lucida lo esalta. Forse meglio ritoccare di qualcosa il prezzo piuttosto che risparmiare sulla carta. Buoni, anche se non eccelsi, i disegni di Stano, disegnatore che, non leggendo Dylan Dog, non conoscevo: mi sono piaciuti particolarmente i paesaggi, grazie anche alla resa del colore, qui molto ben utilizzato. Da ultimo la storia, da sufficienza stiracchiata. Anche buono lo spunto, apprezzabili il personagg
  6. Proseguendo nel recupero dei cartonati degli scorsi anni, ho letto in questi giorni "il vendicatore". Devo dire che, rispetto a "Giustizia a Corpus Christi" mi ha deluso parecchio. Belli i disegni di Andreucci, ma trama troppo confusa, che, in alcune parti si fa davvero fatica a seguire (ad esempio il salto che ci porta indietro a vedere la morte di Gunny), tanto da dover tornare indietro a cercare di "decifrare" gli avvenimenti. Forse Boselli voleva dare un taglio "sperimentale", non so... Ci sono anche troppi "arrivano i nostri". Insomma, belli i disegni di Andreucci, ma bocciata
  7. Non male questo cartonato. La storia di Dixon scorre bene, qualche personaggio resta solo abbozzato ma succede per forza di cose, con un numero di pagine così ristretto. Mi è piaciuto il personaggio di Gus, che collabora con Tex solo per forza di cose, senza essere un personaggio ambivalente come alcuni cattivi di Boselli o, addirittura, un furfante impegnato in noiose e puerili autogiustificazioni, come l'insopportabile Nick Calavera de "L'oro di Klaatu". Buoni i disegni, ma Tex in diverse vignette appare irriconoscibile, a partire dalla copertina, in cui assume quasi tratti orien
  8. Serie regolare non trascendentale... "Netdahe" interminabile e soporifera. Forse la storia migliore è stata "Sulla cattiva strada". Molto bene il Texone di Villa, in particolare grazie ai disegni. L'altro buono, ma non entusiasmante. Bello il Maxi dei Tre Bill, sufficiente "Caccia a Tiger Jack". Da dimenticare l'ultimo Color.
  9. Per parafrasare Blade Runner "ho letto cose..."
  10. Sinceramente, non mi pare una discussione utile. Ognuno ha i propri gusti, soggettivi, e un disegnatore apprezzato da taluni, può non esserlo da altri. Il punto è per finire a disegnare Tex bisogna essere dei professionisti di tutto rispetto e non mi pare sia il caso di andare fare la classifica del disegnatore peggiore, anche per rispetto dell'altrui lavoro. Personalmente non ne avrei nemmeno le competenze tecniche. Ci sono disegnatori di cui non apprezzo il modo in cui realizzano i visi (perché non corrisponde al mio gusto), ma che oggettivamente sono bravissimi.
  11. In assoluto Bonelli, come scrivevo in un altro post proprio stamattina. Le trovate, le avventure, il linguaggio e l'ironia dei dialoghi, con un Tex sempre pronto a gettarsi nella mischia, fin quasi a diventare simpaticamente smargiasso, sempre leale, ma pronto, se necessario, a mentire a fin di bene (con Carson che aggrottando la fronte pensa "spudorato mentitore") o a far uscire, sempre per una giusta causa, 4 donne in una mano di poker, fanno del Tex di GLB un unicum non replicabile. Poi nella mia classifica c'è Boselli, con il suo Tex più maturo, riflessivo, meno "dinamitardo" insomm
  12. A me Galep piace, pur non essendo il mio disegnatore preferito. Certo, bisogna ammettere che, specie negli ultimi anni, alcune volte i visi (in particolare quelli dei due Kit) lasciassero alquanto a desiderare. Ha comunque il merito indiscutibile di aver creato l'iconografia del personaggio. Da lettore anni '70, gli ho preferito Ticci (non quello più recente), Fusco e anche Letteri, che ho riscoperto rileggendo alcune storie dell'epoca e apprezzandone oggi maggiormente i disegni e la nitidezza del tratto. Mi piaceva meno il pur bravo Nicolò, i cui disegni mi davano l'idea di far parte di
  13. Concordo sul fatto che la storia di Nizzi sull'ultimo color presenti, oltre ad incongruenze della sceneggiatura, anche la grossa pecca di presentarci Tex e Carson che se ne vanno bellamente al ristorante, situazione che non può non far alzare il ciglio a chiunque ami Tex. A mio avviso, anche a rischio (molto alto) di un "incidente diplomatico", questa parte avrebbe dovuto essere emendata in fase di revisione, perché davvero improponibile. Mi fanno però un po' sorridere le schermaglie serrate, in questo ed altri thread, tra qualche (sparuto) ultras nizziano e chi ha fatto, invece, della
  14. Da molto tempo non rileggevo questa storia del "centinaio d'oro", pubblicata ormai 45 anni fa. Rileggendola capisco ancor meglio come mai, da giovanissimo lettore, avessi subito trovato Tex così avvincente. Il quadro è perfetto, tra sette cinesi, nemici perfidi, pestaggi (per usare un termine caro a GLB) memorabili e nascondigli sotterranei, il tutto raccontato in modo magistrale e con una sottile ironia nei dialoghi. Il lettore assiste alle schermaglie serrate fra Tex e il suo amico capo della polizia e quasi finisce per identificarsi con il povero Devlin, sempre più preoccupato per i metodi
  15. Ottima storia, riletta in questi giorni. Ticci, a mio avviso, ai suoi vertici, come in "Terra Promessa". Anche la trama ideata da Bonelli è molto buona, con azione, avventura, ma anche godibile ironia nei dialoghi. Unico appunto, se si può considerare tale, il fatto che la parte finale risulta un po' troppo dilatata, ancorché necessaria per inchiodare Bonnet alle sue responsabilità. In questa storia penso vi sia un po' l'essenza del Tex bonelliano, sicuro di sé, fin quasi a sembrare talvolta simpaticamente gradasso, sempre pronto a menar le mani per raddrizzare i torti e a lanc
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