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TWF - Tex Willer Forum

Diablero

Cowboy
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  1. Diablero

    Migliore storia del 2019

    Direi che ormai è un plebiscito per queste tre! (le ho votate anch'io... )
  2. Diablero

    [710/711] L'assedio di Mezcali

    Se leggi il mio commento, anch'io ho giudicato la storia tutto sommato sufficiente (con un primo albo e mezzo che facevano sperare qualcosa di più), soprattutto sul fattore "si legge bene, è dinamica, non annoia e non mi ha fatto arrabbiare) ma... dire che è "buona" mi pare eccessivo, per una storia dove TUTTI i personaggi agiscono senza alcun senso... Gli indiani attaccano in maniera assolutamente suicida (conta anche tu i morti, come ho fatto io: auto-citandomi: "nella fuga di Tex e Carson nella notte ne muoiono 7, altri 6 li ammazzano Tex e Carson quando inseguono i soldati, altri 6 li hanno ammazzati i soldati in precedenza) senza scoraggiarsi un minimo. Questi hanno perso 20 uomini per... cosa? Per qualche scalpo? Per uccidere gli ultimi 3-4 soldati dopo che hanno già vinto la battaglia mettendoli in fuga? Perché non vanno ad assaltare qualche fattoria meno difesa? Sembrano folli o suicidi. - Nella battaglia finale, sempre per parlare dell'eccesso di "Tex spara e indiano fa Aaaaahhh", ho contato TRENTANOVE indiani uccisi, quasi tutti da Tex... se all'inizio erano "una cinquantina" (come detto a pagina 65), a quel punto c'erano una dozzina di indiani (per l'esattezza Filippucci ne disegna 13 in fuga), superstiti dopo la morte di 59 loro compari, uccisi quasi tutti dallo stesso uomo, che continuavano ad assaltare senza il minimo dubbio un gruppo di superstiti che ormai era quasi più numeroso di loro... " Insomma, erano 32-33, e ne muoiono circa 20. E rimangono lì. Arrivano altri 40 indiani, attaccano di nuovo allo scoperto e in pieno giorno, da indiani suicidi da film anni 20, e ne muoiono altri 39, siamo a circa 60 morti, e gli ultimi TREDICI continuano ad attaccare senza alcun senso, e fuggono solo quando arrivano i soldati (perchè? Fino a quel momento erano votati al suicidio per uccidere i bianchi, chissà perchè... e in quel momento e solo allora si ricordano di voler rimanere vivi? Ma con gli altri personaggi non è meglio. Il Gambler si innamora della ragazza. Perchè?Si sono parlati pochi minuti. Soprattutto, lei si innamora di lui e agiscono come se fossero fidanzati da tempo. Perchè? il figlio impazzisce e si suicida attaccando gli indiani, e lì magari un motivo potrebbe avercelo, ma tutta la scena comunque suona gratuita. Idem per l'azione del padre alla fine. Non c'è motivazione, costruzione, nulla, nelle azioni di questi personaggi. Fanno cose solo "per smuovere la trama", e basta. Il "mestiere" di Nizzi si vede ancora, nella costruzione delle singole scene, e nei dialoghi (che ho apprezzato, a differenza di Andrea67), e quindi anche per questo dicevo che la cosa migliore di questa storia è che "si legge bene" (e non fa arrabbiare), ma dietro questa patina... non c'è nulla. La storia non mi ha lasciato nulla, e me la dimenticherò credo in pochi giorni (cosa che è comunque un miglioramento rispetto a certe storie di Nizzi del passato che ricordo bene e mi fanno ancora arrabbiare dopo anni... "non mi sfuggirai, o non mi chiamo più Tex Willer"... "Oh, mi è sfuggito...")
  3. Diablero

    [Tex Willer N. 14 / 15] Paradise Valley

    Insomma, il Tex della serie regolare sarebbe stato inseguito per due albi dallo sceriffo? Notare che in questa storia i mormoni "cattivi" sono scenografici e si fanno odiare bene, ma non presentano grandi problemi per Tex. I problemi gli vengono dallo sceriffo e dai suoi vice che, ignorando completamente una ragazza rapita con rapitori che hanno lasciato chiarissime tracce di un carro, insistono a dare la caccia a Tex, aiutando i rapitori (inconsapevolmente, ma in realtà se ne fregano, il vice NON VUOLE sapere...) , per incassare la taglia. Serie regolare: anche se Tex fosse da solo senza i pard, se lo sceriffo non corre a fare il suo dovere, gli strappa la stella e gli fa mangiare la polvere, con la piena autorità di farlo per legge (che questa cosa è un po' strana, è vero che è una tradizione dai tempi di G.L. Bonelli e che Tex è un ranger "speciale", ma davvero Tex ha l'autorità per rimuovere sceriffi e agenti indiani come fa in un sacco di storie?), e la storia durava 30 pagine... Insomma, i punti chiave della storia sono: - Tex DEVE stare in incognito e non farsi notare, per questo aiutare i mormoni è un grave rischio. - Lo sceriffo dovrebbe inseguire i rapitori, ma se ne frega PER INCASSARE LA TAGLIA SU TEX. - Tex, come ricercato, non solo non ha alcuna autorità sullo sceriffo ma qualunque cosa dice non viene creduta. - Tex dovrebbe FUGGIRE per non essere UCCISO O ARRESTATO, invece sceglie di rimanere e di cercare di salvare le donne. Una scelta "eroica" che lo è SOLO PERCHÈ È RICERCATO, altrimenti era il suo lavoro. "Storia che si poteva fare tale e quale con il Tex famoso Ranger con autorità su tutti gli sceriffi"?
  4. Diablero

    [Tex Willer N. 14 / 15] Paradise Valley

    Letto anche il secondo albo. Giudizio finale più che positivo, anche se Sulla storia non ho altri commenti, è una classica "Tex arriva e sbaraglia tutti", ben scritta e ben disegnata, con un bel cast di personaggi ben caratterizzato (persino le diverse reazioni delle due prigioniere...). Di quelle che lasciano il lettore soddisfatto anche se magari non vinceranno mai le Pattumiere D'oro riservate ai fumetti pallosi ed educativi... Due righe in più sul formato: Il formato di questa serie mi sta piacendo sempre di più. Alla Bonelli di questi tempi le stanno provando tutte, fra l'aggiunta di costosi e inutili colori, formati pseudo-"comic book" che gli edicolanti non sanno dove mettere (così come gli audace) ma in generale sembrano puntare a scuse per giustificare prezzi più alti. Invece il formato di Tex Willer mi sembra una buona idea, e forse più adatta ai tempi. Quando si è diffuso il formato "Bonelli" i lettori stavano passando dall'infanzia senza una lira all'avere più soldi, più tempo e più voglia di conservare i fumetti. il passare dalle strisce a volumoni "collezionabili" è stata un ottima idea, ma oggi invece la gente ha sempre meno tempo e case sempre più piccole e scansie sempre più zeppe. Io vedo che i Maxy li leggo dopo settimane "quando avrò tempo", e diventa sempre più difficile trovare posto per i volumoni in libreria. Questi Tex Willer invece li leggo subito, appena comprati, e li posso mettere nella stessa scansia dei Tex della serie regolare. Ovvio che la qualità della scrittura e dei disegni conta parecchio (e se non mi piacesse il fumetto che contengono, non lo prenderei e basta, il problema del quando leggerlo non si pone nemmeno), ma anche la praticità del formato ha la sua importanza...
  5. Diablero

    [Texone N. 16] I Predatori Del Deserto

    "i magnifici sette" era un film americano che si "ispirava" ad un film giapponese di cui la stragrande maggioranza del pubblico non aveva mai nemmeno sentito parlare. Non si sono rimessi a rifare "Ombre Rosse" scena per scena... È vero che "dipende come lo fai". È un remake dichiarato? È una risposta all'opera originale (magari cambiando il finale)? È un "rendere propria" una componente che ti piace di un film (come faceva per esempio Nolitta con il mostro della laguna nera, prendendo l'immagine e l'habitat ma cambiando tutto il resto e rendendo "Nolittiano" - cioè umano - il mostro?) No, l'operazione di questo texone è stranissima, e non appartiene a nessuna di queste categorie. Totalmente "nascosta" (non c'è traccia di ammiccamento ironico al lettore, che potrebbe benissimo non accorgersi di nulla, cioè come tecnica pare un plagio), e totalmente palese (la cosa è smaccatissima, davvero scena per scena, e non potrebbe essere più palese di così per chi ha letto la Ballata). Ho quasi il dubbio che Nizzi l'abbia fatto come provocazione, per vedere (1) se se ne accorgevano e (2) come reagivano (Bonelli e Canzio, intendo)
  6. Diablero

    [Texone N. 16] I Predatori Del Deserto

    Stavo leggendo l'interessantissimo articolo di Ymalpas su Tex Willer Magazine 14, e riguardo a questo texone leggo... "Nello scrivere la storia, senza dirlo all'editore, Nizzi si diverte infatti a ricalcare intere sequenze e personaggi di "Una ballata del mare salato" di Hugo Pratt, che per lui è la più bella storia a fumetti. Ne Sergio Bonelli, ne i lettori, si accorgono di niente." Eh... gli piacerebbe... i lettori se ne accorsero, eccome! (magari non la maggioranza, visto che probabilmente la maggior parte dei lettori di Tex non ha mai letto Pratt, ma abbastanza da postare un sacco al riguardo su vari forum e protestare negli incontri con il pubblico...). Più che altro il fatto che non se ne accorsero nè Bonelli nè Canzio, che di sicuro "la ballata" la conoscevano, fa capire con quale attenzione seguissero le trame dei Tex di Nizzi (e fa capire come Nizzi riuscisse a far passare tante nizzate...), mentre magari controllavano cose tipo la simiglianza dei visi o la lunghezza delle gonne... Impressionante anche il fatto che ricordo diverse recensioni di "critici" che scrivevano su riviste cartacee all'epoca che non notarono la cosa, assolutamente evidente dalle primissime pagine...
  7. Diablero

    [Texone N. 01] Tex Il Grande!

    ----- Più che altro, l'articolo di ymalpas spiega un peculiare "mistero": come mai molti disegnatori di "Texoni" che poi sono passati alla serie regolare, lì disegnavano meglio, o comunque, come mai diversi dei primi Texoni non sfruttavano assolutamente il formato. Paradossalmente il primo, non essendo stato pensato per una data di pubblicazione precisa, è uno dei più curati, nonostante fosse pensato per la serie regolare. I successivi sono stati fatti in tutta fretta, a ridosso delle scadenze, e purtroppo spesso si vede (non si vede giusto in quello di Zaniboni, disegnatore che probabilmente su Diabolik era abituato a disegnare ancora più in fretta, e che con il Texone realizza uno dei suoi fumetti più belli). Dall'articolo i primi fatti mettendoci il suo tempo sono quelli di Ortiz e Magnus...
  8. Diablero

    [Texone N. 01] Tex Il Grande!

    Scopro con ritardo l'interessantissimo articolo di ymalpas, con un sacco di notizie che non conoscevo! Sul primo texone... anche se capisco le perplessità dei tanti lettori che conoscevano solo Tex o al massimo i fumetti Bonelli e si trovarono spiazzati da Buzzelli, non le condivido minimamente. Anche perchè... 1) io ero già un fan di Buzzelli, da quando l'avevo scoperto su "Alter Alter", avevo cercato tutte le sue opere a partire da "La rivolta dei racchi" (probabilmente la prima vera e propria graphic novel italiana...) e i suoi fumetti li compravo già a scatola chiusa. 2) Sapevo dell'esistenza di una storia di Tex disegnata da Buzzelli da prima ancora che l'avesse finita, e l'idea che fosse relegata in un cassetto mi pareva assurda. (e la cosa era generalmente nota, tanto che Bonelli era tormentato dai fan che gli chiedevano "quando pubblicherete la storia di Buzzelli?) Quindi quando mi trovai il texone fra le mani, nessuna sorpresa, nessun spiazzamento, ho solo pensato "finalmente!" e mi sono letto e riletto la storia più volte (che anche la storia è una delle mie preferite del Nizzi pre-crisi...)
  9. Diablero

    [120/121] Dugan, Il Bandito

    Per chi dice che questa storia è una "banale" storia dei "soliti" banditi che "come al solito" cercano l'oro dei Navajos, vorrei ricordare che, come hanno già scritto altri, questa è la PRIMA apparizione del tesoro dei Navajos, e la prima spiegazione di come faccia Tex a non avere mai problemi di soldi... in quanto tale, è una delle storie fondamentali per la "costruzione" del personaggio, forse ancora più del "Passato di Tex" (che alla fine ci dice solo che Tex da giovane era già Tex...) (e poi a me è sempre piaciuta anche come storia a sè) Essendo la prima, fa da impostazione a tutte quelle che la seguono, ponendo già il problema base di queste storie: NESSUNO DEVE TORNARE VIVO. Nessuno deve poter svelare il segreto dei Navajos (impostazione rispettata da tutti, fino a Nizzi, che con la sciattezza e faciloneria che caratterizzava le sue ultime storie, in una fa vedere Tex semplicemente consegnare allo sceriffo banditi che sanno perfettamente l'ubicazione del tesoro e potranno raccontarlo alle migliaia di assassini e rapinatori di diversi penitenziari...)
  10. Diablero

    [Texone N. 35] Tex l'inesorabile

    E visto che la limited marrone è una variant cover (e di solito vengono considerate separatamente) e probabilmente è stata fatta successivamente da una parte della tiratura "messa da parte", la VERA PRIMA EDIZIONE del Texone è la Rossa-marrone. Che dovrà essere identificata dai dettagli interni, come i non censurati prima edizione! (a collezionare i Tex alla fine si finisce sempre così...)
  11. Diablero

    [Texone N. 35] Tex l'inesorabile

    E soprattutto dovranno esaminare le differenti copie per trovare le differenze! "Aguzzate la vista", altro che la Settimana Enigmistica! Ci sono dunque come minimo 3 diverse edizioni della unlimited (una per ogni volta che hanno stampato una limited) che potremmo definire "rossa-marrone" (la rossa stampata insieme alla limited marrone), "rossa-rossa" e "rossa-blu". Quindi adesso ad un collezionista compulsivo servono queste 3 versioni, più le tre limited, più la versione nel box in due volumi più la regolare di febbraio... bisogna comprare 9 volumi diversi! Per identificare le varie edizioni, si devono aprire le tre limited (e non tenerle chiuse per rivenderle dopo...), confrontarle, e trovare le differenze interne presenti anche nelle corrispettive unlimited...
  12. Diablero

    [Texone N. 35] Tex l'inesorabile

    Sì, credo che sia ovvio che le copie mandate a Lucca (limited e unlimited) siano state stampate assieme, e cambi solo la copertina (per questo dico che la limited non è che una variant cover). Mentre invece le limited rosse e blu sono state stampate dopo. Ma a quel punto, dubito che abbiano stampato solo quel numero di copie per le limited successive, senza stamparne altre unlimited (non ho idea comunque di quanto influisca oggi sui costi di stampa avere una tiratura di 699 copie invece di, per esempio, 2.000. Anni fa avrebbe fatto parecchia differenza, ma oggi, non so...). A proposito, qualcuno sa quante copie hanno stampato finora della limited? (immagino di no...)
  13. Diablero

    [Texone N. 35] Tex l'inesorabile

    Una domanda.. tipografica per Borden (o per chiunque sappia la risposta): Il cartonato del Texone di Villa (quello non limited) è stato stampato in più riprese? In particolare, è stata fatta una prima stampa per Lucca e una successiva per le librerie? Perchè un mio amico che ha comprato il volume a Lucca si è lamentato con me che i "neri" nel volume erano grigi. Ora, la mia vista non è più quella di una volta, ma il mio volume per me non presenta questo problema, ma non l'ho comprato a Lucca, l'ho comprato a fine novembre in fumetteria. Non posso fare un confronto diretto perché lui si è procurato una limited blu e ha rivenduto la unlimited, e mi dice che comunque la limited blu (che è ovviamente una stampa successiva) è stampato meglio. Si era ritrovato una copia fallata o esistono diverse "stampe" anche della unlimited?
  14. Diablero

    [710/711] L'assedio di Mezcali

    Beh, "quattro gatti" lo dice Tex agli assediati, e si riferisce alla possibilità di un attacco al "fortino" difeso da diverse persone. Nei disegni Filippucci si vedono ad un certo punto 12 inseguitori, più uno (minimo) rimasto di sentinella e i due storditi dai pards. Anche ipotizzando che quello steso da Carson sia uno dei due e che non ci fosse proprio nessun altro inquadrato in quella vignetta, sono minimo 14 avversati, in campo aperto, e visto che non li hanno certo potuti contare con precisione uno per uno per loro potrebbero anche essere una ventina. Se facciamo Tex e Carson che non hanno la minima preoccupazione contro venti avversari allo scoperto, allora questo non è più un western e perde un sacco di situazioni tipiche del western (per esempio niente più assedi al forte, basta che escono Tex e Carson e fanno fuori 40--50 indiani come niente mettendo in fuga gli altri...), per diventare un fumetto di supereroi o di fantascienza (per impensierirli dovrebbero esserci solo avversari vampiri, alieni o con superpoteri) Più che altro ad un certo punto pare strano che gli indiani abbiano perdite pesantissime (nella fuga di Tex e Carson nella notte ne muoiono 7, altri 6 li ammazzano Tex e Carson quando inseguono i soldati, altri 6 li hanno ammazzati i soldati in precedenza) senza scoraggiarsi un minimo. Questi hanno perso 20 uomini per... cosa? Per qualche scalpo? Per uccidere gli ultimi 3-4 soldati dopo che hanno già vinto la battaglia mettendoli in fuga? Perché non vanno ad assaltare qualche fattoria meno difesa? Sembrano folli o suicidi. (La mia spiegazione è che Nizzi abbia semplicemente messo troppe scene "tipiche" tipo "Tex spara e un indiano cade facendo "aaahhhh!" per riempire pagine, senza contare quante volte le ha usate e che razza di strage assurda stava avvenendo. Si fosse limitato un po' con quelle scene la cosa sarebbe parsa meno da suicidi.) Eh, qui la cosa è parsa strana anche a me. Capirei se Carson dovesse andarsene di soppiatto senza fare troppo rumore e ci fossero ancora sentinelle, ma l'indiano ha gridato quando lo ha attaccato e non si è fatto vivo nessuno. Idem per l'idea di non far capire troppo presto che qualcuno era fuggito, impossibile ormai con la sentinella uccisa. Perchè non ha disperso i cavalli per ritardare un eventuale inseguimento? Su uno contro venti... avviene in una città, piena di nascondigli e ripari, contro sgherri da poco e non contro una banda di predoni, e Tex viene costretto a combattere (e alla fine quasi ci rimane secco, avendo bisogno di cure mediche e non lasciandoci le penne per pura fortuna), non sceglie lui di affrontare venti avversari... ------------ Aggiungo.... Nella battaglia finale, sempre per parlare dell'eccesso di "Tex spara e indiano fa Aaaaahhh", ho contato TRENTANOVE indiani uccisi, quasi tutti da Tex... se all'inizio erano "una cinquantina" (come detto a pagina 65), a quel punto c'erano una dozzina di indiani (per l'esattezza Filippucci ne disegna 13 in fuga), superstiti dopo la morte di 59 loro compari, uccisi quasi tutti dallo stesso uomo, che continuavano ad assaltare senza il minimo dubbio un gruppo di superstiti che ormai era quasi più numeroso di loro... (mi ricordano gli orchi di certe partite di D&D dove il GM non tira mai per il morale e combattono sempre fino all'ultimo. Quelli dei videogames insomma) A quei ritmi a Tex bastavano altre 3 pagine per ammazzarli tutti, Carson poteva pure arrivare dopo...
  15. Diablero

    [Texone N. 35] Tex l'inesorabile

    Beh, nel caso della copertina del Texone rosso, avrebbe spiccato di più con quello sfondo... (ultimamente alla Bonelli è arrivata questa moda delle copertine scontornate, vedi anche volumi di Zagor, che mi lascia molto perplesso....)
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