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Diablero

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  1. (non si possono dare i like a borden, quindi ci si arrangia in maniera artigianale...)
  2. Grazie! Adesso è più chiaro! Ti ricordi perchè Canzio bocciò la prima stesura?
  3. Mi ero scordato di ringraziare Ymalpas per la dritta sul TWM 12! L'articolo però mi ha fatto venire altri dubbi. A pagina 20 si dice che soggetto e (parte) della sceneggiatura furono scritte fra il 1981 e il 1983, e che "Gianluigi Bonelli, che ne era venuto a conoscenza tramite il figlio Giorgio, la chiese a Boselli solo intorno al 1985" Cioè, a differenza di "Ore Disperate" e degli altri soggetti presentati a GL Bonelli dal figlio e da Boselli... questa storia fu iniziata a sua insaputa? Oppure la frase è da interpretare come "GL Bonelli ne era a conoscenza tramite il figlio Giorgio, ma solo due anni dopo chiese di leggerla?" Sempre Boselli: "L'idea di base fu pensata insieme da me e Giorgio Bonelli, il quale scrisse le prime cinque o sei pagine (la scena della nave abbandonata) e solo qualche altra pagina con la caccia al cinese per le vie della città, scene che furono alquanto ridotte e sforbiciate nella revisione di Gianluigi Bonelli. Io iniziai a scrivere dalla seconda scena, nella palestra (pag. 49 del- l’albo “Acqua alla gola”) e poi un centinaio di pagine sino circa alla scena delle baia (pag. 35 del secondo albo “La minaccia invisibile”). nella sua revisione Gianluigi Bonelli ricopiò tutto senza modifiche ma ridusse enormemente la scena della rissa per le strade all'inizio del secondo albo, qui ridotta a due pagine mentre la mia versione ne occupava sette o otto, per dare spazio ai personaggi della palestra. La storia mia originale era stata apprezzata da Canzio, ma poi fu respinta La portai a Gianluigi Bonelli che dopo qualche tempo mi chiese di finire per lui il "trattamento", ossia un soggetto dettagliato" Da qui, sembrerebbe che la storia comunque fosse stata lasciata a metà, se GL Bonelli chiede a Boselli di scrivere come sarebbe finita. Quindi Canzio respinse una storia non ancora terminata? Ricapitolando, nel 1981-1983 Giorgio Bonelli e Boselli, che ancora non lavora per la Bonelli, iniziano questa storia, per presentarla direttamente a Canzio (o su sollecitazione di Canzio?). O la tengono nel cassetto, incompiuta, e la fanno vedere a Canzo solo anni dopo? In ogni caso, nel 1985 GL Bonelli si fa dare il materiale già prodotto, taglia una parte della sceneggiatura di Boselli ma senza fare aggiunte nella parte già sceneggiata, si fa scrivere il trattamento Boselli del finale da Boselli, ma non lo segue, e completa la storia a modo suo. Presenta la sceneggiatura a Canzio, che non la approva (ancora!) e la dà a Sclavi per le modifiche, Sclavi a sua volta commissiona un nuovo finale a Boselli (che all'epoca mi pare già lavorasse in redazione), diverso dal suo finale originale, e finalmente la storia viene approvata e fatta disegnare a Letteri. Questa parte è abbastanza chiara. Quello che ancora non mi è molto chiara (sarò di coccio...) è la genesi e la storia del soggetto e della sceneggiatura PRIMA della prima revisione di GL Bonelli....
  4. Dici che Tex non sospetta nulla... ma non è vero! 1) Pagina 63-64 (albo 179), Tex è il primo ad esprimere perplessità sul fatto che i banditi si siano andati a rinchiudere in una trappola senza uscita. 2) Pagina 65, sia Tex che Carson ripetono le loro perplessità a Ben Farrell 3) Nelle pagine seguenti, la posse ha la conferma che i banditi sono dentro la grotta, visto che hanno lasciato fuori i cavalli. Successivamente c'è lo scontro a fuoco, i banditi si barricano dentro, la posse gli porta via i cavalli e li assedia. 4) Il piano di Tex è di assediare i banditi, ormai senza via di fuga, invece di farsi impiombare con un assalto frontale. 5) Per tutto il giorno la posse ha prova del fatto che i banditi siano ancora lì, e la sera vedono la barricata che hanno eretto. 6) Dopo alcuni giorni, stanchi di attendere, lo sceriffo e i suoi uomini fanno saltare la barricata con la dinamite. Qui arriviamo al momento che citi, in cui Tex si dichiarerebbe, alla Nizzi, sicurissimo che i banditi sono morti di fame. Ma in realtà Tex QUESTO NON LO DICE, te lo sei inventato! Quello che dice Tex è semplicemente logico: acqua e viveri, sui cavalli, sono stati presi dagli uomini dello sceriffo, quindi i banditi sono senz'acqua da giorni. Tex non dice che si sono lasciati morire di fame pur di non farsi catturare. in realtà dentro può essere avvenuto di tutto. Potrebbero essere rimasti feriti, potrebbero aver deciso di arrendersi quando erano troppo deboli, potrebbero essersi ammazzati fra di loro. 7) Tex invece è di nuovo il primo a sospettare qualcosa (anzi no, il secondo, il primo è Carson a pagina 83), a pagina 84. E lui è Carson sono quelli che, invece di perdere tempo come tutti gli altri esplorando i 7 chilometri di caverna (perchè è ancora possibile che i banditi siano semplicemente andati più avanti nella grotta, come dice Farrell) escono e ritrovano la pista dei banditi. Se Tex per te qui sarebbe un "piccione" perchè non è Nostradamus e segue la logica degli eventi, cosa sono TUTTI GLI ALTRI PERSONAGGI, dai militari, allo sceriffo, a Ben Farrell, che sono COSTANTEMENTE IN RITARDO RISPETTO A TEX E CARSON? Il problema è che continui a pensare ad una grotta solo parzialmente esplorata che penetra per miglia e miglia nelle profondità della terra, come se fosse un saloon. Non stai facendo ragionamenti razionali, e non stai ragionando sulla situazione come Tex e Carson. "Perché non sono andati nel retrobottega a vedere la porta sul retro?" sembri dire, senza apparentemente renderti conto che quello che dici è "perchè non hanno esplorato tutti i territori attorno, in entrambe le direzioni (mica lo sanno se l'uscita è a destra o sinistra), in un raggio di 10-20 miglia (mica lo sanno quanto è grande la grotta e dov'è l'uscita, quindi devono stare larghi per evitare di fare la ricerca inutilmente), cioè percorrere una circonferenza di 70-130 miglia, nel deserto, esaminando costantemente il terreno alla ricerca di tracce, nel caso ipotetico in cui l'uscita che tutti dicono non esserci, invece ci sia... Dici che sono stati piccioni (anche se le scene che si vedono sul fumetto li mostrano costantemente più svegli di tutti gli altri inseguitori) perchè non hanno fatto un giro di 120 miglia nel deserto nel caso che una cosa che tutti sanno non esserci ci sia. Dimmi, come li avresti chiamati, se quando fossero ritornati dal loro giro di 120 miglia, non avessero trovato nessuno perchè i banditi si erano arresi appena erano partiti, e loro non solo avevano fatto un giro di 120 miglia sotto al sole del deserto per niente, ma tornavano in paese dopo tutti gli altri, con la gente che li guardava e rideva? "Piccioni", vero? Quindi dici che sono piccioni perchè non si sono comportati da piccioni... o perchè non sapevano già tutto e non potevano commentare a posteriori come fai tu? Non so, mi pare una di quelle classiche situazioni dove i personaggi agiscono in maniera logica e conseguente in base alla loro situazione, ma il lettore li critica perchè il lettore applica la tipica "logica da fumetto" , non considerandoli persone reali, e non considerando la realtà della loro situazione...
  5. Mi dispiace, ma la cosa non fila, anzi la tua "difesa" è assolutamente contraddittoria. Dici che Tex non può pestare Barbanera perchè il capo della polizia lo verrebbe immediatamente a sapere. Allora come mai non viene a sapere immediatamente che Tex va a parlare con Barbanera, con le stesse identiche conseguenze? No, non sta in piedi, a Nizzi serve una scusa per far impegnare Tex in un evasione, e per riuscirci non sta a pensarci troppo (se stai a pensarci una mezz'ora per me le trovi anche tu, come le trovo o io chiunque altro, motivazioni meno contraddittorie per spingere Tex a far evadere Barbanera), quindi ha un capitano della polizia che sa tutto o non sa niente a scene alterne, verrebbe informato di tutto se Tex fa una cosa ma non lo scoprirà mai se fa una cosa diversa, anche se sono egualmente facili da scoprire. Così anche l'avvocato di Barbanera sa tutto sulla macchinazione ma quando gli serve non sa niente. E Tex "stranamente" questa volta invece di poter fare indagini per suo conto come ha sempre fatto, dà per scontato che senza Barbanera non scoprirà mai niente... la storia si salva solo perchè è completamente scritta come una farsa, come una comica,. con i personaggi che si incontrano e scontrano continuamente con buffe coincidenze, e allora l'umorismo la porta avanti e fa sì che il lettore non si ponga troppe domande...
  6. Riprovaci un'altra volta a trasformare il tutto in attacco personale a ME, potresti essere più fortunato, mentre stavolta non ti è andata bene e l'hai fatta di fuori, visto che Nizzi era già stato citato in precedenza nel thread, e rispondevo a quelle osservazioni. Mi sa che sei tu che Nizzi te lo sogni di notte, ma in tutt'altra veste... Rispondendo alla tua aggiunta successiva al post... Certo. Tex, grazie ai suoi poteri di protagonista al di sopra della legge, va a Yuma, nella cella di un prigioniero, e poi lo picchia a sangue, in presenza di numerosi testimoni, per farsi dire dov'è nascosto il denaro. una cosa su cui ovviamente il suo avvocato difensore non avrebbe nulla da dire e che non minaccerebbe in alcuna maniera la fedina penale non solo di Tex ma anche quella del direttore del carcere e di tutti i secondini che non intervengono... La cosa strana è che la tua obiezione sarebbe molto, molto più valida se applicata alla storia del ritorno di Barbanera di Nizzi, che a quanto ricordo ti era piaciuta un sacco... in quel caso non ci sono soldi in ballo, ma la vita di un amico, e non ha di fronte un carcerato che sta tranquillamente scontando una pena, ma un farabutto che lo sta ricattando per costringerlo a violare la legge facendolo evadere, in cambio della vita di un suo amico... perché in quel caso Tex non avrebbe dovuto invece pestare Barbanera come un tappeto per farsi rivelare dove era nascosto il capo della polizia?
  7. Storia "strana", con una lunga parte in cui Tex agisce nell'ombra, organizzando una trappola da lontano e facendo agire agire altri. Storia "strana"... come praticamente TUTTE quelle del "periodo d'oro", in cui GL Bonelli stravolge completamente, storia dopo storia, TUTTE le "certezze" su "come sono le storie di GL Bonelli" che vengono ancora dette oggi da tanti smemorati... Quindi, nella sua "stranezza"... è originale e unica come tutte le altre di quel periodo. Ovviamente, non tutte le ciambelle riescono col buco, e non tutte le storie uniche sono capolavori. Le particolarità di questa storia fanno sì che ci sia poca azione, e Tex e pards passino un sacco di tempo parlando in stanze d'albero, e raccontino al lettore cose che sono avvenute altrove. Questo pesa anche a Ticci, che in un intervista del 1979 di cui stiamo parlando in un altro thread cita questa come la storia che gli sia piaciuta meno di tutti fra quelle che ha disegnato lui (e si capire pure, passare da cose tipo Tamburi di Guerra o Terra Promessa a una storia dove ha dovuto disegnare per pagine pagine Tex e Carson i camere d'albergo...anche se poi risulta che a lui soprattutto non piaceva disegnare le donne) Anche GL Bonelli si era reso conto probabilmente che c'era poca azione nella storia, e decide alla fine di "passare al dunque", dopo aver fatto spiegare a Tex il suo piano (che avrebbe permesso di catturare vivi i banditi per non sparare sulla donna), li fa scoprire e fa arrivare subito alla sparatoria finale. Che deve essere conclusa dagli altri uomini di legge, è chiaro (GL Bonelli non farebbe MAI uccidere una donna da Tex a colpi di pistola....) Mi è dispiaciuto vedere in diversi commenti precedenti le solite banalità tipiche del vittimismo pro-Nizzi del tipo "se l'avesse scritta Nizzi questa". Le trovo, come sempre, assolutamente ridicole: 1) Nizzi non avrebbe mai potuto scrivere una storia come questa. Non segue la falsariga della sua "invenzione mediatica", la "storia tipica di Bonelli a cui attenersi", come d'altronde accade al 90% delle storie di GLBonelli (la "tipica storia di Tex di Bonelli" è una pura invenzione di Nizzi, non ha riscontri nella realtà delle storie davvero scritte da GL Bonelli) 2) Il piano di Tex in questa storia è troppo elaborato e complesso, e Nizzi non scrive mai piani elaborati e complessi (anche i suoi cattivi fanno piani banalissimi). Nizzi avrebbe semplicemente fatto apparire un "origlione" a raccontare tutto il piano dei banditi a Tex, e Tex avrebbe seguito gli ordini di qualcun altro, sbagliando la sua parte e mettendo in crisi tutti, provocando la morte di innocenti. 3) Leggo in alcuni post precedenti che questa storia sarebbe piena di "origlioni", e mi cascano le p***e. Le BASI, Dio mio ragazzi, le BASI... davvero dopo tutto questo tempo ancora non si capisce chi è un origlione e la sua funzione narrativa? Un origlione serve appunto ad EVITARE tutte le cose che SI VEDONO FARE in questa storia... (pianificare, indagare, intrappolare, dedurre, studiare, etc.) 4) La solita vittimistica e ridicola equiparazione fra "Tex non è infallibile" e "Tex gonfio come un pavone si vanta e si bulla e fa una figura meschina e ridicola, accentuata dai dialoghi che evidenziano quanto è stupido e borioso". Che errori fa Tex in questa storia, che invece mostra quanto sia astuto Tex nel pianificare e progettare piani? In questa storia che dimostra che sarebbe un avversario temibile per ogni fuorilegge anche se non usasse mai la pistola? A) Tex non sa che c'è una seconda uscita, in una caverna già esplorata da tanti per anni e dove non è mai stata scoperta una seconda uscita. Nessuna delle decine di persone al fianco di Tex, dai militari allo sceriffo egli abitanti della zona, nessuno sospetta che ci sia una seconda uscita. La grotta fra l'altro è enorme (esiste davvero, e ha un estensione notevole, quasi 6 chilometri, all'epoca era in gran parte inesplorata e per quanto ne sapevano poteva anche essere profonda 30 km. E l'uscita poteva anche essere più lontana, e in qualunque direzione) e sarebbe assolutamente impossibile "controllare l'ingresso posteriore" come se fosse un saloon, perchè Tex avrebbe mai dovuto dire "ragazzi, vorrei andare di pattuglia per decine di miglia per giorni e giorni sotto il sole e ritornare fra una settimana, nel caso ci sia una seconda uscita da qui a venti miglia che non conosce nessuno. Intanto la sparatoria e lo scontro con i banditi asserragliati che sparano ve lo smazzate voi, anche se crepate non me ne frega niente, che devo andare a caccia di farfalle" Notare poi che Tex qui non è il NizziTex che direbbe "tranquilli ragazzi, vi garantisco che qui non c'è una seconda uscita, o non mi chiamo più Tex Willer" (citazione da una storia davvero scritta da Nizzi), ma è invece il primo che ha dubbi, già da subito gli sembra poco logico che i banditi si siano diretti lì, è il primo (con Carson) a sospettare che i banditi se la siano svignata, e invece di continuare le ricerche come tutti gli altri vanno a cercare tracce fuori. Senza di loro, i banditi se la sarebbero cavata. (il cowboy che incontrano è un colpo di fortuna che permette di dare al lettore informazioni, ma sarebbero bastate le tracce a dirgli che si erano diretti a Willcox. Solo che appunto, per esplorare tutti i dintorni della Colossal Cave ci sarebbero voluti GIORNI e sarebbe stato molto improbabile che i banditi li avessero aspettati tanto a lungo. I banditi sono stati fessi? Sì. Ma mica sono stati descritti come dei geni del male, sono dei banditi che di colpo si trovano straricchi, fanno cazzate. Come è tipico della maggior parte dei banditi nelle storie western. (già il fatto che affrontino Tex fa capire che non sono in genere delle cime...). Se Tex e Carson non avrebbero incontrato il cowboy avrebbero impiegato giorni a trovare le loro tracce, e avrebbero avuto tutto il tempo di dileguarsi. Vorrei far notare però come appunto questo faccia capire bene come la critica "Tex a vedere dei banditi che fanno cazzate tipo infilarsi in una grotta senza uscita dovrebbe subito pensare che hanno un piano diabolico" sia un assurdità. Se fosse così, qui Tex avrebbe dovuto picchiare il cowboy che era ovviamente un complice, se i banditi si vantano a Willcox, visto che sono dei geni del male, è ovvio che non sono davvero a Willcox e bisogna cercarli dappertutto meno che a Willcox... A) Tex e pards fanno campo PER DUE GIORNI (dovendo aspettare gli scout e i soldati) fuori dalla ghost town, per sorvegliare i dintorni. E vorrei ribadire, stanno sorvegliando il villaggio per intrappolare i banditi, non possono fare campo a cinque giorni di viaggio! Prendono la precauzione di fare campo nascosti da un altura, e in un punto in cui non solo loro non possano essere visti, ma anche il fumo del loro fuoco non si possa vedere dal villaggio. Quello che non prevedono è che un bandito nascosto nel villaggio, con l'oro, e pronto alla fuga... si metta a tornare indietro sulle tracce dei suoi soci "per 4 o 5 miglia" (pagina 50),, cioè per vedere il fumo del fuoco di Tex bisogna allontanarsi dal villaggio 4-5 miglia (6-8 km)... ma no, Tex è un "piccione", perché sicuramente doveva prevedere che non erano sufficienti, doveva mettersi a 20 miglia dal villaggio... Ma lasciamo perdere queste assurdità da vittimismo passivo-aggressivo pro-Nizzi. Torniamo a parlare di questa storia. Ricapitolando il mio giudizio, è una storia non perfettamente riuscita, ma che testimonia ancora una volta la varietà di temi e di sceneggiature del GL Bonelli del "periodo d'oro", che davvero faceva storie totalmente diverse l'una dall'altra, mantenendo fisse solo la bravura, il coraggio, e l'intelligenza eccezionale del SUO Tex. Che per sbaragliare delinquenti usava il cervello tanto quanto pugni e pistole, se non di più. Dimenticavo.... Cioè, il "vero Tex" avrebbe picchiato un prigioniero FERITO per farsi dire dov'era del DENARO? Mi sa che per "vero tex" tu intendi quello di Nolitta... Tex lo dice ESPLICITAMENTE (pagina 102) che non usa "i suoi metodi" perchè non può picchiare un uomo ferito, ma si vede che anche a scriverlo, non basta... Sui "tre" mesi, ribadisco che il Tex di GL Bonelli è un Tex INTELLIGENTE, e quindi sa pianificare e aspettare. Non fa Nizzate tipo il mettere un "soffia" il giorno stesso in cui Carver arriva a Yuma, quando è più sospettoso, e quanto l'arrivo "provvidenziale" di un tizio che lo fa evadere sarebbe stato tanto sospetto da risultare davvero ridicolo... A parte che per organizzare il tutto (documenti falsi, la complicità del direttore e dei secondini, tutta la rete intorno) ci sarà comunque voluto del tempo, tre mesi mi sembrano pure pochi, per far "bollire" a sufficienza Carver a Yuma da spingerlo a abbandonare ogni sospetto pur di uscire. E comunque l'oro mica si rovina nel frattempo, perchè rovinare tutto per la fretta? Ribadisco, il Tex di GL Bonelli è un geniale pianificatore, paziente e implacabile, non un impulsivo incapace ma fortunato come la versione di Nizzi, o un sadico torturatore come quella iniziale di Nolitta...
  8. Diablero

    Gino D'Antonio

    Di retroscena nascosti non ne conosco. posso solo dire che personalmente in due occasioni ho assistito a conversazioni private (con un gruppo di fans fra cui me) con D'antonio in cui si parlava di Tex, la prima volta (senza sapere che gli era già stato offerto anni prima) gli avevamo chiesto come mai non si fosse mai cimentato con Tex, e aveva risposto che quello di Tex era un altro west rispetto a quello che scriveva lui. Mi piace pensare (anche ovviamente non lo saprò mai) che le nostre insistenze sul fatto che lui sarebbe stato capace di scrivere un ottimo Tex abbiano avuto una parte del merito nel convincerlo finalmente ad accettare, visto che l'annuncio fu di pochi mesi dopo... (eravamo in piena fase calante di Nizzi, può darsi che le nostre lodi sul fatto che lui avrebbe scritto un ottimo Tex avessero un certo tono di disperazione...) La seconda volta fu più breve, facendogli i complimenti per la storia appena pubblicata, lui si era mostrato nell'occasione molto soddisfatto della storia e diceva che adesso aveva un sacco di idee per storie di Tex che avrebbe voluto scrivere. Nulla che già non si sapesse insomma, posto solo per esprimere ancora la delusione (oltre ovviamente all'ovvio dispiacere) che provai alla notizia della sua morte, poco dopo...
  9. Non hai capito... Vabè, sei giovane, e quando "ricordano quei tempi" critica e riviste dicono un sacco di balle... La "critica alta", all'epoca, considerava Ken Parker anche meno di Tex. Era un "fumettaccio Bonelli", roba plebea, per un pubblico non acculturato. Il concetto stesso di "fumetto d'autore", da dove viene? Viene dal fatto che intellettuali famosi, come Umberto Eco (che, a differenza di quei soloni, ha sempre tranquillamente considerato ogni tipo di fumetto) si fossero messi a parlare di fumetti. Mentre per molti, il fumetto era una cosa ignobile, "bassa" che nessun vero intellettuale avrebbe mai toccato. Allora, forse per senso d'inferiorità, forse per cercare di attirare più "status" da quegli stessi soloni, molti fanzinari e/o critici di fumetti hanno iniziato a dire "ma no, i fumetti non sono solo quella robaccia da edicola tipo i Bonelli e quelli di Barbieri e Cavedon, quelli sono robaccia, fumetti "popolari" (per la cultura "alta" italiana, ottusa, ignorante e provinciale com'è, "popolare" è il peggiore insulto), "...ma ci sono anche fumetti d'autore come Corto Maltese di Pratt" (si trattava di una vera e propria circonvenzione di incapace, contavano sul fatto che la critica alta fosse così ignorante da non sapere che Corto Maltese lo pubblicava Il Corriere dei Ragazzi...) A questo "elevato status culturale" si sono attaccate poi le "riviste d'autore", che appunto davano status, perchè di soldi ne davano molto pochi (se appunto non eri Pratt o Pazienza...) In quegli anni quindi, Ken Parker era robaccia. A parte "il fumetto" che era la rivista di quelli che cercavano anche i fumetti anni 50, e quindi erano sotto il radar, e poi "fumo di china" che era una fanzine (all'inizio) fotocopiata da alcuni fanzinari di Bologna (gente che davvero chissà dove pensava che sarebbe andata a finire parlando di fumetti Bonelli, gente senza arte nè parte come Marcheselli, Masiero, Lupoi, etc...), per la critica "alta" la divisione era pressappoco questa: Roba "popolare", schifezze indegne: Tex, Ken Parker, Storia del West, Alan Ford, e Magnus in generale (aveva fatto pure pornazzi, non ti dico le resistenze a considerarlo un "autore" negli anni 80 anche quando iniziò a pubblicare su quelle riviste. Berardi e Milazzo al confronto furono accolti invece subito perchè avevano abbandonato il popolare Bonelli e avevano portato Ken Parker sulle riviste d'autore. Fumetto "D'autore": Pratt ovviamente, poi Moebius, Manara, il gruppo Valvoline, Elfo, Chiappori, Calligaro... Casi particolari: Pazienza (che vendeva bene, e molto, ma che i lettori delle riviste d'autore consideravano "pornografico" con vibranti lettere di protesta a Comic Art), Berardi e Milazzoi che vennero come ho già detto "adottati subito" una volta rinnegato Bonelli, e gli autori americani come Corben che negli USA pubblicavano sulle riviste più volgari e snobbate dalla critica ma qui venivano "ripuliti, sempre perchè vendevano più di Calligaro... (Non vorrei far sembrare che fosse turtta fuffa quello che pubblicavano le riviste d'autore, c'era anche gente come Panebarco o Munoz che non avrebbero mai trovato spazio su riviste rivolte al grande pubblico. Quella che critico è una certa altezzosa cecità verso tutto ciò che era "popolare". Non a caso ignorarono completamente il "rinascimento americano" che stava avvenendo grazie ad autori come Moore e Miller, e quando si trovò a sua insaputa i diritti di Watchmen e Dark Knights Returns chiaramente Fulvia Serra non sapeva che farsene, non li voleva e si vergognava a metterli nella rivista...) Per tornare al mio post, quello che c'è scritto (e davvero, è chiarissimo, basta leggere la frase, non è equivocabile) è che Tex E Ken Parker erano schifati e sbobbati dalla critica "alta" (che non è totalmemente esatto, Tex vendeva tanto e i soldi alla critica alta piacciono, Ken Parker era più schifato di Tex)
  10. La vecchia politica della copertina che deve presentare una scena dall'albo non solo è sempre a rischio spoiler (ricordo copertine che svelavano subito l'identità dell'assassino misterioso...), ma se fosse stata seguita nei primi 200 numeri ci avrebbe privato di copertina come Chinatown, il Figlio di Mefisto, Black Baron, la Caccia, Massacro, L'asso nella manica, etc. Per me la copertina dovrebbe genericamente rappresentare il tipo di avventura (quindi va benissimo che il Figlio di Mefisto rappresenti rovine e Yama, presenti nella storia, anche se mostra una scena che non avviene, e in avventure con cattivi meno famosi basta mettere il tipo di indiani o l'ambientazione cittadina) ma davvero non capisco quelli che si lamentano se la copertina di "Chinatown" non rappresenta una scena che avviene nella storia... Non sono copertina "generiche", non hanno niente di generico, sono copertine "evocative" che fanno il lavoro di una copertina (attrarre, interessare, essere memorabili) invece di essere vignette spoileranti...
  11. Hai capito a rovescio... Forse si riveriva a questo (quoto da Tex Willer Magazine 11, pagina 44) --------------------- La croce tragica è l’ultima storia disegnata sulle strisce anziché sulle tavole, come mai hai aspettato fino ad allora? Avevo cominciato con le strisce perché la prima storia uscì a strisce, io usavo un formato di carta più grande della pagina, mettevo quattro strisce tanto loro in redazione poi le tagliavano e montavano. Per un po’ di tempo ho continuato a fare così per comodità. -------------------------- Però allora avrebbero dovuto mettere la nota a tutte le storie "rimontate" in questo modo (e poi non è un vero e proprio rimontaggio, visto che erano dall'inizio pensate per la pubblicazione su 3 strisce)
  12. Peccato che al riguardo non dica altro se non ciò che è stato già riportato nel thread... Strano che, con la recente ristampa in cartonato, non si sia detto nulla riguardo alla genesi della storia... (leggendo l'articolo di Malagutti, non si può non concordare sul fatto che il fatto che Ticci non fosse più considerato dalla critica dell'epoca non fa che mostrare quanto fosse ottusa quella critica ormai appiattita sul "fumetto d'autore" e cieca a qualunque altra cosa, che stava per esempio ignorando Ticci e cose tipo Ken Parker....)
  13. La storia continua ad essere molto interessante, e abbastanza sorprendente in certi snodi. Credevo che la cattura di Atwood avrebbe portato i pards direttamente in Messico, ma invece quella vicenda si chiude completamente, e ne inizia un'altra. Per adesso la storia è davvero il "secondo tempo" di quella dove Atwood era già apparso, in cui si chiudono man mano le cose lasciate in sospeso in quella vicenda. Atwood viene punito, si vede anche Nantan indossare di nuovo la divisa, e adesso tocca al cognato evaso e ai Netdahe che sono stati mostrati finora come avversari davvero temibili e intelligenti. Ho ancora qualche perplessità sui disegni di Seijas, non tanto perché siano pessimi (per me sono "abbastanza" buoni), quanto perché penso a come sarebbe potuta essere questa storia disegnata da altri. O forse mi pare solo strano che sono a pagina 220 di una storia disegnata da Sejias e non si è ancora vista una donna, se non un indiana seduta al buio e per pochissime pagine... Note positive, oltre al dialogo di Carson di cui ho già parlato: Tex che prende a sganassoni Atwood: è vero, è un clichè, ma è sempre bello vedere certi presuntuosi bastardi mazzuolati da Tex (questi sono i clichè texiani che mi piacciono, altro che le patatine fritte...), ma in generale è tutto l'albo che ti tiene incollato dall'inizio alla fine, fatico a selezionare sequenze in particolare. Cose che mi lasciano perplesso: a pagina 92-93, non è tanto il fatto che kit non senta l'odore dell'acqua che mi suona strano (magari era solo raffreddato, e comunque se era una trappola, con tanto di carcasse tenute nascoste, era ovvio che la pozza non poteva puzzare troppo...), quanto il fatto che Tex già sospetta che possano aver avvelenato il pozzo... e non dice niente a nessuno, anche quando Kit si china a bere. Per fortuna che c'era Tiger vicino...
  14. Preferirei una storia in cui si scopre che il protagonista di questi albi non era Tex... (la cosa ha dei precedenti. Negli anni 70 Capitan America era di sinistra, come fare con le storie degli anni 50 - pochissime, avevano tentato di rilanciare il personaggio dopo la chiusura della serie negli anni 40, ma il rilancio era fallito subito - in cui Capitan America era un reazionario maccartista? Semplice, fecero una storia in cui compariva un secondo capitan America che era "l'impostore" degli anni 50!) Ma probabilmente la cosa migliore è dire che ogni Tex vive in un suo universo parallelo (così risolviamo anche il problema del fatto che ormai i pards hanno ucciso migliaia di avversari), e il Tex di Terra-2, l'universo Nolittiano, era la versione negativa di quello di Terra-1 (probabilmente in Terra-2 Mefisto era buono...) Fa niente, li metterai la prossima volta...
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