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TWF - Tex Willer Forum

Diablero

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  1. I disegnatori da sempre hanno metodi più "artigianali" per le modifiche che non richiedono photoshop o computer. Se hai visto tavole originali avrai visto anche casi in cui si sovrappone un ritaglio di carta su cui si disegna, senza modificare la tavola sottostante. Oppure si poteva fare una copia (la tecnologia esisteva da anni, a partire dalle banali fotocopie che usava qualunque fanzinaro negli anni 70 fino a copie di qualità superiore) e lavorare su quella. Oppure la soluzione più semplice ed economica: STAMPARE QUEL %&$£* DI TAVOLA COM'ERA IN ORIGINALE!
  2. Loriano, il senso del mio post è che troppo spesso le cose che facciamo noi sono "le abitudini del vero texiano" (o del vero xxxx di turno), mentre quello che fanno gli altri sono "feticismi". Cose tipo "io se non compro un albo al mese preciso preciso non mi diverto, non potrei mai comprare un blocco che mi farebbe risparmiare il 95% del prezzo che pagherò e mi farebbe leggere tutto senza aspettare. Però avete visto come sono assurdi quei feticisti che cercano gli albi originali invece delle ristampe sbianchettate e colorate?" Qualcun altro ne ha parlato molto meglio di me (ma con esiti più gravi di quello che capiterà a me nel dirlo, almeno spero) molti anni fa parlando di travi e pagliuzze nell'occhio... E ti pare che dopo una filippica così, io subito dopo mi metto a chiamare te, o chiunque altro, feticista?
  3. Quando fiu annunciato, la speranza era che FINALMENTE la Bonelli riproponesse il Tex nella versione originale, magari correggendo qualche errore di ortografia ma eliminando tutte le varie "censure", che all'epoca (quando i Tex non censurati ancora si trovavano a prezzi accettabili e con discreta facilità, anche se all'epoca sembravano cari erano cifre ancora molto lontane da quelle attuali, e il pubblico era più GLBonelliano rispetto ad oggi) era un tema più sentito dai fan. Quando uscì, ci si rese conto che: 1) Non solo le censure erano in gran parte rimaste (solo "rifatte" per essere meno evidenti), ma ne erano state aggiunte, era una versione ancora più censurata (a livello di storie. Qualche minima censura fu tolta a livello di disegni ma proprio solo le più ridicole) 2) Oltre alle censure, una "follia modificatrice" si era impadronita della Bonelli. Altro che "edizione rispettosa", il rispetto se lo misero sotto le scarpe, modificando di tutto e di più per i motivi più assurdi, rifacendo (in peggio) il lettering, modificando (in peggio) i colori delle copertine, e a volte persino i disegni. Copertine mitiche che erano da portare come capolavori di "impatto grafico" per l'uso "potente" dei colori stagliati, furono totalmente stuprate per metterci "il cielo azzurrino in cima, l'erba verdolina in basso, e un pochino di sfondo signora mia che altrimenti il bambino non la capisce", trasformandole da lampi di azione ed avventura in tranquilli e noiosi paesaggi. una cosa priva non solo di senso, ma pure di gusto (vabbè che già quella grafica orrenda con lo striscione orizzontale avrebbe dovuto farci intuire da subito che il gusto estetico non faceva parte dei cardini della testata) Questi motivi furono già sufficienti per smettere di comprarla dopo qualche decina di numeri, quando era via via più chiaro che scempio stessero facendo. e come le mie vecchie ristampe anni 70 fossero molto più belle e molto più fedeli all'originale (e visto che ormai i prezzi dei non censurati erano decollati, forse proprio per l'affannosa ricerca di chi aveva capito che da quella Bonelli un edizione rispettosa non l'avremmo mai vista, e non erano più alla mia portata, iniziai pian piano a farmi la serie delle anastatiche). Ma la vera schifezza imperdonabile la scoprii dopo alcuni anni, quando man mano le tavole originali "tagliuzzate" arrivarono sul mercato... 3) I vari scempi, i rifacimenti del lettering... furono fatti non su copie, ma SULLE TAVOLE ORIGINALI! Il Tex originale fu DISTRUTTO, proprio materialmente, cancellando con il bianchetto le tavole di Galep e ridisegnandogli sopra, o in certi casi tagliuzzano e incollando (e non era assolutamente necessario). Purtroppo in Italia il fumetto era (e lo è ancora adesso) considerato robaccia per bambini e non alcuna tutela, se avessero fatto qualcosa di simile ad altri tipi di arte sarebbe intervenuta la sovrintendenza a tutelare i beni artistici... lì invece a quella manica di folli scancellatori fu consentito fare danni irreparabili, rendendo praticamente IMPOSSIBILE il poter ristampare, anche in futuro, il Tex originale (e per quanto possa sembrare assurdo, il cancellare per sempre la versione originale è l'unico motivo per quanto esecrabile per fare uno scempio simile. Anche se probabilmente il cercare motivi razionali ci porta fuori strada, quella è semplice follia). Ho rivenduto tutti i tutto Tex, non li voglio in casa mia. Per la versione "ridisegnata" che sono, e per il macello di un patrimonio insostituibile che ha rappresentato. (comunque, mica si sono fermati, eh, la Nuova Ristampa è ANCORA più modificata... poi sono arrivate le ristampe colorate alla boia di un giuda, con il rispetto che hanno sempre dimostrato per quel materiale fra un po' rimonteranno le tavole per ristampare Tex in formato manga...)
  4. Fosse solo l'aspetto "nostalgico" e non il fatto che le storie sono state CAMBIATE, si potrebbe pure essere d'accordo... ma visto che COSÌ NON È, il dire "io penso alle storie" come se non fossero state cambiate, equivale a dire "io voglio una storia qualunque con Tex sopra il titolo, che sia quella originale di G.L.Bonelli o una versione modificata più volte negli anni successivi da diverse altre persone, non mi importa". Più che "a me interessa la storia" mi sembra "a me interessa il titolo". Io non ho il feticismo degli originali (anche se chiunque abbia visto come erano stampate per esempio le copertine negli anni 50, non può non notare rassegnato come siano più "smorte" le ristampe successive fatte con inchiostri diversi. Purtroppo credo che oggi sia proprio impossibile stampare con quelle vecchie tecniche e quegli inchiostri), ho l'interesse a leggermi LE STORIE ORIGINALI. Per questo gran parte degli albi a striscia che ho sono "banalissime" ristampe anastatiche (anastatiche vere, quelle di Piacentini, il fatto che Mercury chiamasse anastatiche ristampe colorate con copertina diversa è semplicemente ridicolo, è come chiamarle panini al prosciutto, l'attinenza del nome con il prodotto è la stessa) che si trovano tranquillamente a prezzi più che abbordabili. Chi crede che "l'importante è il titolo" sia uguale a "l'importante è la storia"... beh, continuerà a credere che Eugenia Moore "non avesse la forza di premere il grilletto", da "debole donnicciola" qual era, e che Tex si tocchi la spalla per coprire una macchia di pomodoro... La cosa strana poi è che si straparli di "feticismo degli originali" mentre si rivendica orgogliosi il... "feticismo di andare ogni mese in edicole", che è molto più immotivato (con il feticismo degli originali i fortunati feticisti che li hanno comprati negli anni 70 e 80 ormai hanno un capitale ragguardevole, e chi ha poi rivenduto ci ha guadagnato parecchio, mannaggia a me che non ero abbastanza feticista per approfittarne allora. Chi ha il feticismo del comprare ogni mese paga il quadruplo e ha di meno...) In realtà l'unica maniera di evitare di ordinare arretrati (o di comprare blocchi da privati o fumetterie) è di iniziare una ristampa dal numero 1, quindi anche qui i toni da "purista dell'edicola" mi sembrano stravaganti. Che differenza c'è fra comprare su ebay o in fumetteria (comunque tutte le fumetterie sono su ebay...) un blocco di CSAC o di Tex Cl;assic? Alla fine senza tanti assolutismi, ciascuno deve decidere da sè l'edizione che preferisce, compatibilmente con le sue tasche. Ad avere i soldi l'edizione che avrei preferito sarebbe stata di gran lunga quella originale non censurata (e mi sa che non solo il solo qui... ), ma visto che costa troppo, le due edizioni che ho tenuto (a parte gli originali che sono riuscito negli anni a trovare a prezzi buoni, che sono però numeri qua e là e non una serie) sono (1) le anastatiche, e (2) le ristampe degli anni 70 che compravo da bambino e che sono state la mia prima collezione, per motivi affettivi. Avevo avuto grandi speranze all'uscita della Tutto Tex ma ne sono rimasto molto deluso e l'ho rivenduta, la CSAC e la Classic non ci penso nemmeno (odio le ricolorature spurie). Ma mi va benissimo anche chi fa scelte diverse, per risparmiare, per evitarsi sbattimenti, perché magari adora il colore, o magari perché ha il feticismo dell'uscita regolare in edicola. Basta che poi non si metta sul pulpito a deridere chi fa scelte diverse.
  5. In generale, se nei fumetti si vede qualcuno cadere, NON si vede il momento dell'impatto, e DOPO si vede un corpo da lontano, a meno che il corpo non sia davvero evidentemente trafitto o smembrato, è da considerarsi una morte "fuori scena" (qualunque cosa potrebbe avere frenato la caduta e il "corpo" potrebbe benissimo essere una finta...).
  6. Questa storia è uno dei tanti esempi che dimostrano che il crollo di Nizzi è avvenuto ben prima del numero 500...
  7. Beh, credo che qui nessuno voglia mettere sul lastrico un padre di famiglia. Ma lavorare su Tex non è un "lavoro" qualunque per un disegnatore, è credo l'obiettivo di molti disegnatori anche molto più bravi di Cossu e Danubio, è la serie di punta della casa editrice, e in generale (non so se in particolare e vero anche per quei due) è quella dove i disegnatori vengono pagati meglio. In altre parole... non volere il licenziamento di un calciatore non equivale a dire "mettetelo titolare in nazionale", se ce ne sono magari altri più bravi a cui non viene concesso quel privilegio... Non c'è posto nelle altre testate? Non so, è vero c'è crisi e molti disegnatori di testate minori sono giustamente preoccupati... ma è anche vero che la Bonelli ha continuato fin'ora ad assumere continuamente nuovi disegnatori, quindi la richiesta di disegnatori c'è. Non credo che non ci siano altre testate per loro (a meno che il problema sia che l'andare su altre testate comporterebbe o un calo dei compensi, o un onere eccessivo per queste testate). E Cossu per esempio su altre testate invece di essere visto con fastidio dai lettori (che per un autore non credo sia il massimo della soddisfazione) potrebbe persino essere uno degli autori di punta (il problema principale di Cossu per me è l'inchiostrazione terribilmente statica, i personaggi sembrano in posa, su una serie meno d'azione di un western non darebbe tanto fastidio) Visto che ormai gli hai messo sotto controllo persino il telefono ( ), secondo te c'è la politica di far ruotare alcuni disegnatori fra Tex Willer e Tex, oppure sono eccezioni e in generale cercano di avere disegnatori diversi sulle due testate?
  8. Guarda, "io c'ero", e ricordo esattamente l'opposto. Magari non in epoca così tarda come quella degli albi 604/605, quando ormai decine e decine di albi con cinturoni slacciati, botte in testa e salvataggi avevano fiaccato la resistenza anche dei più irriducibili "giapponesi Nizziani" e ormai l'aria nei forum era cambiata, ma per gran parte del periodo di crisi di Nizzi, nei forum era uno scandaloso negare l'evidenza. Ad argomentazioni basate sul mostrare ovvi errori di sceneggiatura, e prese in giro palesi dei pards, si rispondeva con "non è vero! Non è vero! Anche se è stampato non è vero che è stampato!"" o "non vi potete permettere di criticare un gran maestro come Nizzi!!!!!" Guarda, mi girano i coglioni anche adesso a ripensare a quelle ottuse polemiche, che non ho la minima intenzione di ricominciare. Per evitarlo, suggerirei MOLTA più prudenza, nell'andare in giro a dire che gli altri se non hanno la tua stessa opinione sono prevenuti, o lo fanno "per moda", visto che appunto la moda per gran parte del tempo era invece proprio dire cose come quelle..
  9. Carlo, a volte ho il sospetto che tu abbia riempito di "cimici" gli uffici della Bonelli...
  10. Un vero proprio soggetto o solo l'idea? In ogni caso, per me un autore si valuta più dalla sceneggiatura (che ad "avere buone idee" sono capaci tutti, è per trasformarle poi in storie vere e proprie che si vede la bravura...), e la sceneggiatura di questa storia dovrebbe essere più recente. (per fortuna, perché con tutte le battute e le critiche che ho fatto ai punti deboli di questa storia, per me è comunque molto meglio delle ultime cose che aveva fatto Nizzi prima del suo abbandono...)
  11. Uffa, mi fai pure andare a controllare numeri e titoli... <si allontana qualche minuto, rumore di spostamenti di scatoloni e scale e apertura sportelli in sottofondo> ...ecco qua, la storia a cui stavo pensando (che credo sia l'ultima di Rauch su Zagor che ho letto) era quella pubblicata sugli albi da 689 al 691 (numerazione Zenith, corrisponenzi a Zagor 638-640), la storia con la figlia di Dharma, che inizia in maniera interessante ma che viene allungata con un sacco di incontri e lotte inutili contro mostri (spesso oltretutto in sogni o visioni) per arrivare a tre albi.. Vorrei essere chiaro, non sono contrario ai mostri, sono contrario agli allungamenti del brodo, e lì c'erano scontri che parevano messi lì solo per consumare qualche pagine, "il mostro di martini"...
  12. No no, non volevo dare quell'impressione... È stata una conversazione in cui Nizzi ovviamente ha difeso le sue scelte, però non ha negato di averle fatte (nel senso che è stata una conversazione molto più interessante dei classici "non è vero" che si vedono spesso nei forum...) non ricordo tutti i punti di cui abbiamo parlato, e nessuno stava registrando, quindi gran parte della conversazione ormai semplicemente non me la ricordo più, ma mi ricordo per esempio che, parlando della scena ne "i fucili di Shannon" in cui il bambino viene rapito, ammise che la scena, per come è stata pubblicata, presentava un Tex che si faceva gabbare troppo facilmente, e "diede la colpa" a Venturi che aveva disegnato Tex e il bandito troppo vicini (amplificando l'arrendevolezza di Tex, a suo dire se fossero stati disegnati più lontani il lettore non si sarebbe chiesto "ma perché non reagisce?" perché Tex non avrebbe avuto tante possibilità di reazione) Mi ricordo in particolare quel punto perché mi meravigliò vedere scritto poi l'opposto in "Tex secondo Nizzi" di Guarino. Nel libro, Nizzi critica chi "avrebbe dato la colpa" a Venturi per quella scena... ma a quello che ricordo io (che non avrò più la memoria di una volta, ma non credo di essere ancora rincoglionito...) L'UNICO che per quel che ne so diede la "colpa" a Venturi fu proprio Nizzi. In generale, anche se non ricordo più i dettagli della conversazione, Nizzi ovviamente negò in generale le "accuse", ammettendo magari su scene specifiche, giustificandole (come fa nel libro di Guarino) con "le necessità della storia" (in generale concordo che un eroe non può essere sempre infallibile, altrimenti le storie rischiano di diventare noiose, ma c'è una bella differenza fra "eroe che ogni tanto sbaglia" ed "eroe che non ne fa una dritta e si rende sempre ridicolo"), ammise che certi espedienti tipo gli "origlioni" erano stati usati un po' troppo spesso, insomma, fu una discussione un po più articolata di un semplice "non è vero", Nizzi ammise tranquillamente che alcune scene presentavano problemi, anche se sosteneva che erano casi isolati non rappresentativi in generale della sua opera (e noi ovviamente non avevamo un elenco lunghissimo di esempi, ci ricordavamo giusto i casi più eclatanti). Non era "contento" delle critiche ovviamente, ma... avrebbe potuto cavarsela molto facilmente semplicemente dicendo che non era d'accordo e tagliando corto. Rimase davvero un sacco di tempo a parlare con noi. Come ho detto, non posso escludere che fosse solo cortesia e mentalmente fra se e sè ci stesse mandando al diavolo per il tempo che gli facevamo perdere, ma se voleva andarsene, nessuno l'avrebbe trattenuto: gli avevamo chiesto gentilmente se poteva dedicarci cinque minuti, non era un tribunale, e se diceva "scusate, ho un impegno" nessuno l'avrebbe trattenuto. Se è rimasto per tanto tempo, per me era perché gli faceva comunque piacere parlare dei dettagli delle sue storie (anche con criticoni come noi...) [vorrei precisare comunque che, per rispetto verso un autore verso coi avevamo una certa deferenza, anche le nostre critiche furono espresse in maniera molto più "soft" e diplomatica di come facevamo di solito nel forum, la conversazione a quanto ricordo fu abbastanza cordiale, anche se avevamo punti di vista diversi]
  13. Non esageriamo, Jacula non era mica hard, non si vedeva niente.... ...diverso sarebbe un bel crossover fra "Tex" e "Texana"...
  14. Volete farmi cambiare idea sui cross-over? Io li ho sempre odiati nei personaggi Bonelli, ma su un Tex - Jacula potrei fare un eccezione...
  15. Guardate, con chi nega la pessima qualità delle storie di Nizzi post-400 non mi interessa discutere. Ho già dato. Per anni. Ogni singola volta, dimostrando, pagine e riferimenti alla mano, che avevo totalmente ragione. Ho discusso per anni su TWO, fino ad avere una certa nausea da Tex (e infatti mi sono dovuto "disintossicare" abbandonando per anni non solo le discussioni, ma anche la lettura di Tex), con gente che diceva che non era vero, Tex era assolutamente invincibile... in storie dove potevo citargli, pagina per pagina, dove veniva piccionato, dove veniva salvato da un bambino, dove provocava con la sua idiozia la morte di innocenti, dove peggiorava le cose, in storie dove se non sarebbe mai arrivato agli innocenti sarebbe andata meglio. Ho fatto un record una volta di elencare, in una storia di 2 albi, sette volte in cui Tex, disperato, era sul punto di frignare e veniva ogni volta salvato da un cavallo, da un tizio di passaggio, da un cane, dalla bontà dei suoi nemici, etc, e l'interlocutore continuava a negare l'evidenza e dire che non era vero, quello che era stampato in realtà non era stampato e non esisteva.,.. Non serve a niente e non voglio più rifare questo errore. Perchè una discussione abbia senso, deve basarsi su un linguaggio comune, e sull'osservazione dei dati di fatto. Discutere con chi nega dati di fatto, o chi legge "rosso" quando scrivo "nero", non ha alcun senso. In questi casi oggi dico semplicemente "abbiamo opinioni diverse su cos'è una bella storia, e su cosa rende un protagonista ridicolo o meno, non è un problema, io mi tengo la mia opinione e tu ti tieni la tua, basta che non ti metti a dire che dico sciocchezze che allora dati alla mano ti distruggo..." La cosa paradossale,... è che credo che Nizzi fosse MOLTO più frustrato di me su questa cosa. Non posso pretendere di conoscerlo, gli ho parlato meno di una mezza dozzina di volte nell'arco di vent'anni e solo un paio di esse per più di pochi minuti, dubito molto che si ricordi di me, ma nella (lunga, più di un ora) ultima conversazione che abbiamo avuto, quella volta a Reggio (una conversazione su toni molto tranquilli ed educati, mi interessava capire, non accusare...) ho avuto quasi l'impressione che gli facesse piacere parlare con qualcuno che LE NOTASSE, quelle cose. (nessuno lo teneva prigioniero, nessuno lo inseguiva, poteva andarsene in ogni momento, ho avuto l'impressione che comunque gli facesse piacere parlare di quelle cose, o almeno quella era l'impressione che mi dava, magari era solo cortesia. Comunque umanamente, come persona, mi ha sempre dato una buona impressione, è come autore che lo critico...) Come dicevo, se si va a guardare, oggettivamente, cosa accade nelle storie, Tex viene mostrato come imbelle e sconfitto già nelle storie post-400. Cosa cambia nelle successive? Il fatto che la cosa è, via via, sempre più plateale. Evidente. Sfacciata. Come se Nizzi, frustrato, dicesse "ma come è possibile che non se ne accorgano?" E esagerasse sempre di più, rendendo la cosa sempre più evidente anche al lettore più distratto. E rimanendo comunque frustrato perchè molti, fino alla fine, non se ne accorgevano. Io credo che un autore di fumetti prima di tutto voglia essere letto. Certo, anche essere pagato immagino sia molto importante ( ) ma se ti interessa solo la paga ci sono immagino un sacco di altri mestieri paganti, senza avere a che fare tutti i giorni con editori, disegnatori, lettori, etc.. Credo che quindi sia ESTREMAMENTE frustrante rendersi conto che i lettori... non capiscono le tue storie. Nizzi per anni ha continuamente "alzato l'asticella" delle "provocazioni" al lettore, arrivando a SOTTOLINEARLE NEI DIALOGHI PERCHÈ FOSSERO CHIARISSIME. (tutti sono capaci di far sfuggire un tizio a Tex. Ma non tutti fanno prima dire a Tex "tranquillo, lo catturerò subito, non mi sfuggirà o non mi chiamo più Tex Willer" e subito dopo "ops, mi è sfuggito!"... e quindi adesso come ti chiami? (per rendere la cosa evidente, davvero, anche al lettore più distratto e superficiale). Poi se questo autore trova recensione delle sue storie online dove dicono "Tex è come sempre invincibile in questa storia, non gli sfugge proprio nessuno"... come deve sentirsi? Davvero, ad un certo punto deve avere uno scoramento incredibile, "posso scrivere quello che mi pare, tanto non lo leggono..." Questo scoramento, questo sì, si vede sempre più con l'avanzare delle storie. Nelle soluzioni sempre più banali e scontate, negli intrecci semplificati al massimo... alla fine, Nizzi davvero credo abbia perso ogni fiducia nelle capacità del lettore (sono passati anni, quindi potrei ricordare male, ma quando mi ha detto "dalla casa editrice non mi hanno mai segnalato proteste dai lettori", non lo dicesse con orgoglio, ma bensì con un certo scoramento...). Nizzi non ha smesso di scrivere Tex perchè ha appeso la penna al chiodo o perchè si è messo a coltivare gardenie, si è messo a scrivere ROMANZI..., quindi non aveva perso la voglia o la capacità di scrivere, era proprio di Tex, e di quella situazione, che non ne poteva più Basta pensare ad una storia tipo "i fucili di Shannon", dove Nizzi GIÀ nel corso della storia ridicolizza Tex a tutto spiano ("tranquillo ragazzino che non vuoi venire perchè hai paura che ti facciano del male, sei con Tex Willer, garantisco io che non ti faranno niente!.... ...oddio oddio me l'avete rapito da sotto al naso, cosa faro adesso, ma chi mai ha potuto essere cosi scemo da mettere in pericolo un bambino?"), e dove GIÀ nella sua sceneggiatura l'inutile Tex non combina niente ed è un vecchietto a salvare lui e il bambino... ....e l'editore gli chiede un cambio alla storia. Dici "gli farà cambiare una di quelle scene dove viene ridicolizzato?". NO! Gli fa cambiare L'UNICA cosa vagamente "texiana", il fatto che Tex alla fine lasci andare il vecchietto. Per Sergio Bonelli bisogna bere l'amaro calice fino in fondo, L'UNICA cosa Texiana va tolta, e Tex deve essere presentato nel finale come uno sbirro ottuso, e fare arrestare la persona che ha risolto il problema al suo posto... ...e capisci perchè, da una parte, Nizzi sia stato lasciato lì 15 anni, e perchè l'editore non si lamentava delle nizzate, nonostante la crescente frustrazione dello stesso Nizzi... Beh, di questo ne abbiamo discusso abbondantemente ai vecchi tempi su TWO, e sai che sono in gran parte d'accordo con te: il Tex "sbirro ottuso incapace" nasce con Nolitta (e davvero è una cosa incredibile, che l'editore che mandava in edicola Tex da decenni, ne avesse un immagine così "strana" e rovesciata come quella che descrive in "Mingo il ribelle". Credo che Nolitta sia stato anche forse il principale "lettore proiettante", che proiettava sulle storie i suoi preconcetti senza davvero vederle, e così come oggi diversi lettori leggono le vecchie storie di Nizzi dove Tex fallisce e si slaccia il cinturone davanti a tutti come "un tex invincibile", Nolitta leggeva le storie di suo padre e ci vedeva un Tex sbirro che girava con le manette...) E, per essere chiari: alla fine l'editore è sempre il responsabile finale di quello che pubblica. Ogni singola Nizzata è prima di tutto responsabilità di Bonelli che l'ha pubblicata (e quando voleva rendere Tex ancora più sbirro ottuso le modifiche le imponeva, tipo nel finale dei fucili di Shannon, quindi se voleva avrebbe potuto togliere anche tutte le figuracce, e non l'ha mai fatto) Quindi, quando critico le storie di Nizzi, se non aggiungo "e pubblicate da Bonelli" è solo per brevità, a fare quello scempio sono stati minimo in due... Ma a parte le responsabilità come editore, perchè non c'è la stessa percezione di Nolitta come AUTORE? Per me si riallaccia al discorso che ho fatto prima sul fatto che gli ultimi 15-20 anni di Nizzi su Tex NON SONO UNA COSA "NORMALE" nell'editoria, e anzi sono una cosa unica al mondo. Non conosco altri casi in cui un autore così palesemente inadatto (a quel punto, dopo la crisi... e già la crisi non era un segnale sufficiente?), che stava facendo calare le vendite e infuriare i lettori (e so che, anche se poi magari non lo dicevano a Nizzi, la Bonelli di lettere di protesta ne riceveva tante...). Questa "anormalità", il fatto che per anni il nome "Nizzi" nel colophon provocava crisi di sconforto ai lettori, ha reso "Nizzi" quasi più l'emblema di questa assurdità che non il nome di una persona. Nolitta, per quanto palesemente inadatto a Tex, come autore è stato più "passeggero". Quante storie ha scritto? Se escludiamo il suo ritorno forzato durante la crisi di Nizzi per "tappare il buco", mi pare che ne abbia scritte non più di una quindicina, in un breve periodo dal 1976 al 1983, e anche li in un certo senso "tappava un buco" provocato dal declino del padre, e prima dell'arrivo di Nizzi. Non era mai stato nominato "degno erede", non ha mai monopolizzato la testata per anni fra le proteste. (e, soprattutto, anche se le sue erano storie anche più anti-texiane di quelle di Nizzi... erano comunque belle storie. "il giudice maddox" se al posto di Tex ci metto uno sbirro ottuso anonimo è una bella storia). Se quindi lo valutiamo SOLO come autore, Nolitta è stato semplicemente "un bravo autore totalmente inadatto a Tex", come ce ne possono essere stati tanti altri. In realtà, i lettori non sono tanto "talebani" come sostengono gli aziendalisti ad oltranza. Sopportano tranquillamente anche un autore inadatto per un breve periodo (vedi qualcuno bruciare Faraci in effige?), e se Nizzi fosse stato sostituito dopo un periodo più "normale" di pochi anni di storie scarse, oggi non ci sarebbe questo livore. È stata l'assurdità e la totale anormalità di quel tempo lunghissimo che ha fatto tutti questi danni, non solo a Tex ma anche alla reputazione di Nizzi (che se avesse potuto andarsene a fare Nick Raider subito dopo la sua crisi, oggi sarebbe acclamato come uno dei più grandi autori texiani...) Credo che più che di una "rivalutazione delle sue storie" (che, se fosse onesta e consistesse nel rileggersi le storie fra il 400 e il 500, per me non potrebbe che PEGGIORARE il giudizio sulle sue storie), Nizzi oggi abbia bisogno dell'oblio su quel periodo assurdo e "strano": non è stato un periodo normale, per mille ragioni Nizzi non era sicuramente in uno stato psicologico o ambientale adatto. La cosa più benevola che si può fare oggi per me è tirare una riga e dire "OK, sarà difficile superare certi vecchi traumi, ma faccio lo sforzo e cerco di giudicare le tue nuove storie senza preconcetti, e vediamo come sono..."
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