Jump to content
TWF - Tex Willer Forum

R come Ramon

Membri
  • Content Count

    4
  • Joined

  • Last visited

Community Reputation

3 Neutra

About R come Ramon

  • Rank
    Visitatore

Profile Information

  • Gender
    Maschile

Me and Tex

  • Number of the first Tex I've read
    154
  • Favorite Pard
    Kit Carson
  • Favorite character
    Lefty Potrero

Recent Profile Visitors

55 profile views
  1. Prima di tutto vorrei ringraziare di cuore tutti, ma proprio tutti i partecipanti a questo thread. Per me è stata una fantastica occasione per imparare un sacco di cose nuove e per scoprire punti di vista informati e sempre interessanti. Spero di sentire altri pareri e di potermi ulteriormente abbeverare alla fonte delle vostre conoscenze. Volevo solo dire una cosa sul fatto di allungare o accorciare una storia, un racconto, una sceneggiatura (di film o telefilm o fumetto), ecc. Per esperienza (ogni tanto scrivo delle cose) so che il problema di arrivare alla lunghezza desiderata non risolve mai semplicemente aggiungendo o togliendo qualcosa con l'accetta. Ogni narrazione degna di questo nome ha al suo interno un suo ritmo e dei rimandi costanti tra le varie parti. Faccio qualche esempio. Se nel corso di una storia molto cupa e drammatica, inserisco a un certo punto una scena divertente con Carson, lo faccio perché mi serve da una parte a stemperare la tensione, dando un bilanciamento al tono generale dell'episodio, e dall'altra a far percepire ancora di più la tensione quando, subito dopo, la narrazione torna a essere drammatica. Se io tolgo semplicemente la scena, l'episodio perde il suo equilibrio e la sua dinamica interna, diventando quantomeno una storia poco riuscita e soffocante, nella sua cupezza. Viceversa, se uno spostamento a cavallo al quale avrei dedicato due vignette, lo faccio diventare di tre pagine inserendo una lunga discussione tra i pards, devo sapere bene quello che sto facendo: i personaggi, in qualunque storia riuscita, parlano solo quando hanno qualcosa di importante da dire (a differenza di quello che facciamo tutti noi nella vita vera). Se la discussione è infarcita di luoghi comuni superflui (potrebbero essere Carson che si lamenta per i pericoli in cui si cacceranno, Tex che spiega quello che abbiamo già visto succedere o quello che faranno, ecc), il lettore la percepirà come artificiosa e inutile. Tutto questo per dire che se c'è la necessità di allungare o restringere una storia, la soluzione è solo una: riscriverla dall'inizio, rivedendola tutta e modificandola di molto. Poi, certo, ci potrebbe anche capitare, nel rivederla, che quella scena intorno al fuoco era inutilmente lunga, o che avevamo bisogno di aggiungere una scansione avventurosa prima che l'azione entri nel vivo, e che quindi per rendere la storia perfetta era in effetti necessario tagliare semplicemente una scena o aggiungerne una, ma questo è un altro discorso. Tutto, in una storia, deve essere indispensabile, per motivi esterni (sviluppo e coerenza) e interni (coesione, modulazione dell'interesse del lettore, richiami tra le varie scene), e quindi non possono esserci né allungamenti né tagli, sia che ci si chiami Shakespeare o che ci si iscriva a un forum col nome di R come Ramon (giusto per fare due esempi estremamente lontani 😉). Senza attenersi a questa modalità, il rischio è quello di scrivere facendo copia e incolla di topoi texiani modulabili più o meno a piacere su una trama più o meno tenue, ma quello, alla lunga, porterebbe alla morte del soggetto, perché non tutti sappiamo scrivere, ma tutti, quando leggiamo (naturalmente con vari gradi di attenzione), sappiamo distinguere storie indimenticabili da storie dimenticabilissime. E quello che ci lega a un fumetto come Tex è, prima di tutto, il fatto che certe storie non ce le dimenticheremo mai.
  2. Ciao! E' vero, sono qui da poco e mi mancano tantissime discussioni che sono già state fatte. A dire la verità, avevo immaginato che si fosse già trattato questo argomento prima, ma visto che non c'erano sondaggi in merito ho pensato di farne uno io, ovviamente lasciando campo aperto a un'eventuale discussione nei commenti. Penso che comunque si possa sempre riparlare di qualunque argomento, è sempre un'occasione di approfondimento ulteriore. E poi, ero curioso di vedere come sarebbe finito il sondaggio Alla prossima!
  3. Scherzi a parte, il resto del tuo contributo è molto interessante, ed è anche un'ottima smentita al fatto che questa discussione sarebbe inutile. 👍
  4. Il fatto che attualmente le storie di Tex durino per un numero di pagine fisso (vale a dire, un albo, o due, o tre, ecc), diversamente da quando il numero era libero, e capitava che una storia terminasse dopo un tot di pagine di un albo, lo trovate un vantaggio o uno svantaggio? Preferite l'ordine della storia che si conclude a fine albo o preferireste che gli autori fossero liberi, come una volta, di scrivere storie della lunghezza di pagine che desiderano?
  5. Dici poco, l'ha scritta (e ci suona il basso) un certo Ares Tavolazzi, già degli Area... Tornando alla storia, a me non è dispiaciuta, anche se non riesco a concepire che una persona che ha appena fatto una scazzottata sott'acqua (Tex), risalito a bordo, anziché spogliarsi per asciugarsi e cambiarsi i vestiti, si rimetta in testa il cappello (marcio pure quello). Non leggo, e non ho mai letto, Tex come se fosse un saggio storico, ma certe scelte di sceneggiatura non si riescono proprio a mandare giù. I disegni mi sono piaciuti, i volti sono espressivi e l'effetto finale è piacevolmente realistico, anche se vedere due vignette fotocopiate mi fa venire una voglia irrefrenabile di rileggermi un albo illustrato da Galleppini...
  6. Buongiorno a tutti, sto ricominciando adesso a leggere Tex, dopo che da bambino (quindi tanti, tanti anni fa...), parcheggiato da mia mamma per motivi di lavoro presso gli zii, non avevo altro divertimento che leggere volumi e volumi della collezione pressoché completa di Tex di mio cugino. Molte storie mi sono rimaste nella testa, e le sto ricomprando adesso, ma ce n'è una che non riesco a rintracciare, e finiva così: Tex, non ricordo come c'è finito, è sulla cima di una collina insieme a un gruppo di donne (forse squaw). Armato di winchester, sta tentando di ritardare il più possibile l'inevitabile, ovvero la sconfitta per mano del numerosissimo gruppo di cattivi che sta scalando la collina, deciso a far fare una brutta fine alle donne. Tex spara all'impazzata, incitando i cattivi a farsi sotto, ma all'improvviso è colpito da una pallottola di striscio alla testa e perde i sensi. Una delle donne, allora, recupera il winchester e coraggiosamente prende il posto di Tex, ma verrà colpita da una pallottola dei cattivi. Quando tutto sembra perduto, arrivano i nostri, credo nelle sembianze di Carson e di una numerosa banda (di sceriffi? l'esercito?). I cattivi sono sconfitti, Tex riprende i sensi ma purtroppo per la donna non c'è più niente da fare, e dopo un breve dialogo la giovane spira tra le braccia di Tex. Ricordo questa storia come estremamente potente e strappalacrime. Qualcuno mi può aiutare?
×
×
  • Create New...

Important Information

Terms of Use - Privacy Policy - We have placed cookies on your device to help make this website better. You can adjust your cookie settings, otherwise we'll assume you're okay to continue.