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TWF - Tex Willer Forum

FranAur

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  1. Mi inserisco per dire che, per come si è sviluppata fin qui, “L’agente federale” mi piace molto; trovo sia nel complesso un’ottima storia, ben strutturata e caratterizzata dalla giusta suspense. Ho scritto in altra discussione che secondo me il Tex della serie regolare ha un po’ perso sé stesso (opinione che confermo). Trovo invece che il giovane Tex Willer, spiccatamente in questa storia, sia molto vicino all’originale. Tex è al centro della scena (anzi, è “il” centro della scena) senza che gli altri personaggi ne risultino sbiaditi. Il suo eroismo viene opportunamente e ripetutamente sottoli
  2. Condivido i giudizi positivi. Storia di buon livello, scandita dal giusto ritmo (incalzante ma non eccessivamente frenetico). Ha il pregio di essere lineare e priva di barocchismi e di incarnare pienamente il western più classico. Credo che il soggetto avrebbe potuto funzionare bene anche nella serie regolare, dove con qualche pagina in più a disposizione, si sarebbe potuto indugiare maggiormente su alcune situazioni per renderle ancor più avvincenti.
  3. Ahah non c'è pericolo! Ho il cavallo troppo stanco per fuggire
  4. Guarda Mauro (ti chiamo per nome visto che abbiamo fatto pace , io sono Francesco, per inciso) ammetto di aver fatto un po' di casino. Allora, diciamo che le tue storie non mi piacciono quando sono piene di personaggi e di cambi di quadro, e in questo le trovo poco texiane perché di queste tecniche narrative i tuoi predecessori facevano un uso puramente esiziale. Per quanto riguarda invece la sensazione che provo talvolta leggendo, che Tex sia diventato meno "scaltro", ammetto di non aver tenuto d'occhio con attenzione il nome degli autori e quindi è probabilmente un'impressione ricevuta legg
  5. Lo farò senz'altro ma con calma, perché con il lockdown sono andato un po' in overdose da rilettura di vecchi Tex e devo riposarmi un attimo Mi cogli un po' alla sprovvista perché non ci ho mai fatto su una riflessione specifica. Delle sue ultime due ti dico che non mi è piaciuta molto "La tribù dei dannati" (penso che fosse un buon soggetto ma forse avrebbe avuto bisogno di poter essere sviluppata su più di due albi per rendere a pieno), mentre non mi è dispiaciuta "La seconda vita di Bowen", anche se il modo in cui è stato dipanato il finale non mi ha convinto a pieno. Per le
  6. Vabbè dai, credo che possiamo chiudere qui questa polemica tra sordi. Solo un paio di annotazioni di chiarimento. 1) Gli esempi che ho portato in tutta la discussione, più o meno azzeccati che siano, non li intendo come "regole" (della serie: lo sceneggiatore non deve fare questo!), ma come spie di un mutato rapporto fra Tex e il lettore (quando dico Tex, ancora una volta non mi riferisco solo al Signor Tex Willer ma proprio allo stile narrativo della saga). Ma se non sono riuscito a farlo comprendere fin qui, mi fermo. Se dovessi scrivere, a un autore di una serie,
  7. Grazie! Il tuo punto di vista è chiarissimo. Hai forse ragione quando dici "la strada così diventa strettissima", infatti ho riconosciuto che il compito di Borden fosse più difficile di quello dei suoi predecessori. Tex l'inesorabile mi è piaciuto. A parte un paio di dettagli che stare qui a sottolineare sarebbe veramente come cercare il pelo nell'uovo, ci ho ritrovato molto delle storie da me più amata e mi sono divertito; mi sembra per altro si senta che è un soggetto scritto quasi vent'anni fa. Forse, dopo "La minaccia invisibile", la mia preferita di Boselli. Condivido perfe
  8. Forse non hai letto con attenzione. Io dico che la mia non è una sensazione soggettiva ma oggettiva, cioè motivata da fatti. Visto che ci tieni tanto a che io citi le tue storie lo farò cominciando da una di quelle che ho trovato più insopportabili: L’ombra del Maestro. Facciamo l’elenco dei personaggi: in un’unica storia troviamo in ordine di apparizione: Nick Castle e Muggs, il maestro, Pat e Tiny, Cody, Bunteline, Birnes, Tom Lee, la hook gang, Low Yet e i capi delle Thong, il clan Na Gael, i Dusters, Annie Oakley, la donna con la barba (solo per citare i principali). A questa con
  9. Borden delle cose che hai scritto rispondo anzitutto a questo che mi pare il punto cruciale. È una sensazione! Chiaro che lo è. Fin dal primo post di questa discussione ho fatto continuamente riferimento alle sensazioni: quelle che il lettore prova leggendo Tex. È di questo che stiamo parlando, di cos’altro sennò? Un lettore si affeziona ad un personaggio, ad un romanzo, ad una saga a fumetti sulla base delle sensazioni che prova leggendoli. Quello che io dico è che Tex non mi dà più le stesse sensazioni, e questo avviene non per il fatto che sia cambiato, ma per il modo in cui è cambiato
  10. Guarda, intanto mi attribuisci una disonestà intellettuale (quella di eludere le risposte) nella quale non mi riconosco. Se non ho risposto ancora è perché non ho una risposta precisa. La verità, come ho scritto in un altro punto, è che le storie di Tex degli ultimi vent'anni (circa), sia tue che di altri sceneggiatori, non mi rimangono nel cuore, e quindi, semplicemente, non le ricordo nel dettaglio. Perciò prima di risponderti ho bisogno di andarmele a riprendere. A primo impatto ti posso dire che nelle avventure degli ultimi anni gli espedienti di cui parli non sono altrettanto determinanti
  11. Non ne vedo il motivo. Preconcetti proprio no. Perché mai dovrei aprire un Tex e leggerlo con preconcetto? Il mio è un post-concetto nel senso che è un'opinione basata sulle sensazioni che le storie di Tex dell'ultimo ventennio (non solo le tue ma quelle di tutti gli sceneggiatori che vi si sono cimentati, compreso Nizzi) mi hanno trasmesso. Se dici che non le ho lette ti chiederò di restituirmi tutti i soldi che ho speso per acquistarle Scherzi a parte, però a questo punto, visto che non sei d'accordo su nulla di quello che dico ti chiedo più semplicemente se sei d'accordo sul f
  12. Provo a chiarire questo punto controverso del mio intervento. In molte delle storie del passato Tex ad un certo punto ha un’idea, più o meno geniale, più o meno estemporanea, che gli permette di sovvertire gli equilibri del conflitto facendoli pendere a proprio favore. Provo a citare a memoria qualche esempio a caso, da alcune delle storie che ho amato di più. Ne “Gli eroi di Devil Pass” Tex suggerisce a Kit di fare terra bruciata intorno agli Utes e difendere il passo per impedire ai nemici di dilagare nella riserva. Kit e Tiger condiscono questa difesa con una serie di espedie
  13. Ok afferrato. Appena avrò tempo cercherò di citare più chiaramente i tratti delle storie a cui mi riferisco quando esprimo le mie opinioni e, se ti va, ne potremo discutere. Ma io non dico che non sia abbastanza avventurosa. Dico che è un modo di costruire l'avventura diverso, che punta far vibrare nel lettore delle "corde" diverse da quelle stuzzicate nella maggioranza delle storie precedenti. In questo il tuo Tex mi sembra "diverso" e quindi "snaturato" (termine che ho scelto forse in modo infelice). Un'occhiata al Forum prima di scrivere l'ho data, quindi scrivendo sa
  14. Allora, tanto per chiarire, la mia intenzione non è quella di andare contro un autore o a favore di un altro. Ho sbagliato a esplicitare il nome di Boselli nel titolo, probabilmente se avessi scritto "il Tex attuale è veramente Tex?" il tutto sarebbe stato recepito (anzitutto dal diretto interessato) in maniera più neutra. Quello che ho cercato di fare è spiegare quali sono le cose che mi hanno fatto innamorare di Tex e perché non le ritrovo più nelle storie degli ultimi anni. Penso proprio che non sia proibito né offensivo discuterne. E mi piacerebbe confrontarmi su questo, soprattutto con ch
  15. Qualcuno in questo forum ha scritto che lei non accetta critiche. Non mi dica che è vero 🤔 Le sue storie le ho lette tutte (nella mia libreria la saga di Tex è presente dal principio alla fine) ma purtroppo non ce n'è nessuna che mi sia rimasta nel cuore o che mi venga voglia di rileggere. Non credo che questo sia un delitto. Con ciò sto asserendo che Lei non sappia scrivere o che Lei sia uno sceneggiatore incapace? Non mi pare proprio. Quello che credo di aver argomentato abbastanza dettagliatamente è il fatto che nel suo Tex la centralità del protagonista e altri elementi che cost
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