Don Fabio Esqueda

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4 Neutra

Info su Don Fabio Esqueda

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    Utente emerito del TWF
  • Compleanno 20/05/1983
  1. Tex e il razzismo

    Mi dispiace, James, ho usato un termine duro scrivendo con la bile. E tuttavia, in tempi in cui il prossimo Presidente della Lombardia parla di "razza bianca", con la stessa nonchalance di cui io parlo di panettone vs pandoro, in cui è normale parlare di "Opti Poba che mangiava le banane e adesso gioca titolare nella Lazio", di ogni singolo pezzetto di merda che esce dalla bocca di Trump o dei suoi simili, francamente sentir dire che l'uso del termine "etnia" sia roba da falsi moralisti, magari radical chic, ecco questo penso sia ignobile e pericolosissimo.
  2. Tex e il razzismo

    Bellissime parole queste di Pecos, pregne di significato e insieme eleganti. Degna risposta ai tanti ignoranti - io non sono elegante come Pecos - secondo i quali usare il termine "etnia" sia da moralisti e non designi invece un concetto completamente diverso da quello di "razza". E quanto è pericolosa l'ignoranza.
  3. Uno sguardo verso il futuro: la fascia 700 di Tex

    In effetti, il nostro Davis ha svolto quasi sempre il ruolo di deus ex machina (del resto, di dei ex machina è zeppa la storia di Tex: cosa ne sarebbe stato dei pards senza l'ausilio di qualche candelotto? ), o di semplice procacciatore di missioni. Ma c'è appunto un'eccezione: in Nuvola Bianca ne emergono sfaccettature, fino a diventare pienamente personaggio nel finale (bellissimo, seppur ripreso da Alla conquista del West). Da qui, a parer mio, ci sarebbero tutte le carte per un ulteriore sviluppo psicologico.
  4. [676-677] Il ragazzo rapito

    Povero Villa.
  5. I Nemici Che Hanno Concesso Il Bis...

    Secondo me i ritorni a volte possono essere non solo inutili (come giustamente dice Chinaski, cosa ci sarebbe da raccontare?), ma anche dannosi: perderebbe senso e fascino il finale di una storia mitica come Il giuramento. E la stessa cosa si può dire di moltissime altre storie di GLB, che proprio dal finale spesso traevano gran parte della loro forza, o anzi addirittura dall'ultima immagine: senza quel Fraser terrorizzato e quella pistola a terra Massacro! non sarebbe la stessa storia. E così si sarebbe potuto dire di Cane Giallo, che avevamo lasciato in quell'immagine inquietante, destinato alla paura e alla solitudine: torna per cosa? Per fare esattamente quello che aveva fatto nella prima storia, e questo al di là di un Nizzi ormai in profondo declino. E vogliamo parlare di un Ruby Scott? Un ritorno deve avere un suo perché, altrimenti meglio creare nuovi personaggi e nuovi racconti.
  6. La Tigre Nera è viva e pronta al ritorno sulle pagine di Tex?

    Come ormai noto, Nizzi aveva ideato un soggetto molto più ardito per l'ultimo capitolo della saga Sumankan, con Tex verso i mari dell'Oriente a combattere alleato al principe spodestato. Sergio, forse ritenendo l'autore ormai troppo in declino per reggere un plot simile, o forse per altre convinzioni personali, bocciò il progetto iniziale; così la storia si sviluppò su linee più semplici, e dopo un primo albo discreto perse totalmente mordente nel secondo. Se Sergio avesse approvato il primo spunto? Sarebbe nata una matassa indigesta o l'occasione per un ultimo fulgore? Resta il dubbio. Ad ogni modo, un eventuale ritorno della Tigre sarebbe una gran sorpresa: vuoi perché la Tigre è morta (mi auguro di non vedere soluzioni tragicomiche come un sosia, una sopravvivenza a Tom Devlin e al volo sul masso, o peggio ancora una resurrezione con cui il redivivo diventerebbe un nuovo Mefisto), vuoi perché gli autori son sempre stati restii a usare personaggi creati da altri eredi di GLB (fatto salvo con almeno un personaggio di Nolitta, il tenente Morrow, ripreso da Nizzi ne La leggenda della vecchia missione e da Boselli in Giovani Assassini). Detto che Manfredi e Faraci mi sembrano inadatti a un personaggio simile (e, parere personale, del tutto inadatti in generale a Tex), chi se ne occuperebbe? Boselli? Ruju? Oppure, colpo di scena dei colpi di scena, un'ultima comparsata dello stesso Nizzi?
  7. [Texone N. 31] Capitan Jack

    Colgo l'occasione del texone e di una partenza molto mattiniera per tornare - dopo tempo immemore, me ne rendo conto - su questi lidi. Mi trovo in grandissima sostanza d'accordo con Leo e Pecos, che in modo chiaro ed efficace hanno IMHO ben evidenziato tante criticità della storia. A dire il vero, inizialmente avevo avuto la sensazione che Faraci stesse riuscendo nell'operazione più difficile: raccontare la Storia senza che Tex ne fosse imbrigliato, con un buon mix tra un Tex al centro del racconto e lo sfondo degli eventi reali, laddove in molti (vedasi gli stessi GLB con Apache Kid o Nizzi con Custer) avevano fallito. Un valido equilibrio, al netto di difetti cronici (gufi e puma vari: abbiamo capito che la violenza e la lotta sono insite nella natura; flashback artefatti e francamente inutili), che dura poco: in seguito si perde sia Tex - che non può vincere la Storia ma neanche esser sconfitto su tutta la linea, come giustamente sottolinea Paco - che la Storia stessa, con personaggi solo blandamente abbozzati (già, più facile scrivere quaranta tavole di bang bang che costruire psicologie) e dai comportamenti francamente non spiegati. Il tutto stride con l'epicità del segno di Breccia, che rappresenta magnificamente un western crepuscolare ma senza alcun rispetto per un personaggio che vive dal 1948: eh già, perché un'interpretazione può essere molto personale, ma non deve mai tradire il carattere di un personaggio (come nota perfettamente Pecos, facendo peraltro un discorso dell'acqua calda, che acqua calda forse per molti non è). La bellezza delle atmosfere viene per me in secondo piano rispetto a questi ultimi aspetti: il mio giudizio sul lavoro del disegnatore argentino è in questo senso piuttosto negativo. Last but not least. Totalmente insopportabile questo SuperRanger SuperMan ormai propinato da quasi tutti gli autori: leggersi La legge del più forte per capire che Tex non è questo infallibile - e incosciente - mai capace d'ironia (ridicoli gli scimmiottamenti lingiustici del Tex di GLB, narratore rovente che si starà rivoltando nella tomba), bensì un guascone simpatico che anche quando combina una cazzata si mette a ridere. Parole a vuoto: la verità è che quando un personaggio non si mastica non bisognerebbe scriverlo. Soggetto: 6 Sceneggiatura: 5 Disegni: 5 Giudizio complessivo (in stelle da 1 a 5): **
  8. [Romanzi A Fumetti 02] Frontera!

    E invece per me sono il classico dettaglio che basta, da solo, a rendere una storia non texiana: Tex che è figlio dei grandi western classici di Ford e Hawks, dove il dettaglio macabro NON VIENE MAI MOSTRATO. Specialmente quando non è utile.
  9. [658/660] Winnipeg

    Questa è una tua idea. "Apri gli occhi" equivale al "mi cadono le braccia". Il primo è fastidioso, il secondo no, o viceversa, a seconda dell'apprezzamento o meno che si ha di Font. Poi l'idea che novanta su 100 lettori apprezzino Font e 10 lo ritengano inguardabile è fasulla tanto quanto pompata ad arte. Ho molto entusiasmo per la gestione attuale di Mauro Boselli, per le storie che ha messo in cantiere e massimamente anche per i disegnatori che ha chiamato a realizzarle. Ho molta passione anche per Tex e questo credo che negli anni si sia capito. Ma ho anche una mezza idea di dire basta arrivati al n. 700 e non sto bluffando. Tex è anche tradizione grafica e in queste pagine non mi ci ritrovo più. Se l'andazzo continuerà ad essere questo del 2015, tra storielline insignificanti di Faraci e disegni di Mastantuono & Font a go-go, non avrò dubbi sulla scelta da prendere e chi non crede che sono veramente stufo di questa situazione farebbe bene a ricredersi. E adesso la finisco seriamente di parlare di Font e di fare crociate inutili, e quello che avverrà dopo il 700 (chiudo il centinaio per ragioni puramente collezionistiche) sarà affare di chi vorrà continuare a crederci. Io ho trovato fastidiosissime entrambe le uscite, Sandro. Quanto alla percentuale dei "fontiani" e "antifontiani", e lo stesso per qualsiasi altra percentuale di gradimento, non possiamo avere alcuna certezza; ma chi se ne frega? Perché un gusto possa avere una sua legittimità deve essere condiviso da tanti? Anche se ci fosse uno solo a cui piacesse Font (o Ticci, Civitelli, Blasco, etc etc) quel suo gusto avrebbe pienissima dignità, al pari di quello della maggioranza (che sempre gusto, e non dato oggettivo, resterebbe).
  10. [658/660] Winnipeg

    Ma nessuno vuole litigare, Sam. La mia è una semplice constatazione: non ho scritto io "apri gli occhi". Sì, perché gli occhi di Paco, Leo e degli altri amanti di Font sono serrati dal prosciutto, mentre quelli di Virgin e di Bosco sono sempre ben vigili. E' una posizione che - lo dico con grande stima per Sandro - francamente trovo fastidiosissima, perché de facto equivale a dire che le idee altrui non hanno valore. Ben altro è l'atteggiamento di Anthony, che, senza cercare assurdi pretesti quali la fedeltà alla Winnipeg del 1885, e sempre accettando che il suo gusto sia tale e non una verità universale, critica Font duramente ma in modo del tutto legittimo.
  11. [658/660] Winnipeg

    Sandro, con tutta onestà mi sembra che il tuo unico fine sia dimostrare che quello che è il tuo gusto PERSONALE abbia un valore UNIVERSALE: Font fa schifo e chi non se ne accorge ha, per citare una mia ex professoressa delle medie, "due fette di Vismara davanti agli occhi". E per questo tiri in ballo questioni assurde come la poca veridicità delle città, quando praticamente tutti i disegnatori di Tex (con l'eccezione di Civitelli, che come sappiamo ha un passione per la precisione storico-temporale) se ne sono sempre bellamente - e giustamente! - fregati. Vuoi una storia di Tex o un saggio su Winnipeg e Selkirk nel 1885 (sempre che sia proprio quella la data, che ne sappiamo?)?
  12. Fernando Fusco

    Eh sì, una brutta perdita per tutti noi aficionados di Tex, è un po' un mondo che se ne va. Ma, questo un po' mi rincuora, il suo ranger allo stesso tempo così energico e scanzonato continuerà a tenermi compagnia!
  13. [658/660] Winnipeg

    Personalmente su Font sono diviso: adoro la sua capacità di creare atmosfere vivide, non mi hanno mai convinto - eccetto Kit - l'interpretazione e la recitazione dei pard. Ciò detto, Anthony ha semplicemente detto che A SUO GUSTO Font è indigeribile e che la sua speranza è di non vederlo più su Tex; e, premesso che non son convinto del fatto che una maggiore conoscenza del mezzo tecnico garantisca una migliore qualità della critica, non mi pare proprio che il suo fosse un giudizio assoluto su Font. Offesa? Linguaggio irrispettoso?
  14. Settima Serie A Striscia [Serie Rossa - Finale]

    Voto la 13, preferenza alla 8.
  15. Settima Serie A Striscia [Serie Rossa 13-24]

    Voto la 13, con referenze alla 14 e alla 17.