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TWF - Tex Willer Forum

Don Fabio Esqueda

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Don Fabio Esqueda ha ottenuto l'ultima riconoscenza il 24 Settembre

Don Fabio Esqueda ha pubblicato il contenuto maggiormente apprezzato!

Reputazione nella comunità

16 Discreta

Info su Don Fabio Esqueda

  • Rango
    Utente emerito del TWF
  • Compleanno 20/05/1983

Informazioni sul profilo

  • Sesso
    Maschile
  • Interessi
    Western, cinema, calcio.
  • Nome reale
    Giacomo

Io e Tex

  • N° 1° Tex che ho letto
    321
  • Pard preferito
    Kit Carson
  • Personaggio favorito
    El Morisco

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  1. Don Fabio Esqueda

    ① La storia più bella della fascia 600 - 699

    I miei voti a I Giustizieri di Vegas - IMHO in assoluto tra le più belle di Boselli - e I Sabotatori. Tra le altre, alcune discrete, alcune fragili, alcune piene di stranezze (come, tanto per fare un esempio, Manfredi confermerà nelle sue storie successive), alcune veramente pessime (Caccia Infernale specialmente).
  2. Don Fabio Esqueda

    [Texone N. 15] Il Cavaliere Solitario

    La storia dovrei rileggerla anch'io, ma qui stavo parlando della rappresentazione grafica e della recitazione di Tex. A cui, pur in una storia molto cupa, Kubert riesce a infondere lo spirito del personaggio. Un Tex particolare, personale, ma IMHO assai centrato. Si potrebbe aprire una bella discussione sugli autori stranieri del nostro ranger... la resa che ne dà Kubert è forse in assoluto tra le mie preferite, insieme a quella di Blasco - che ero convinto si trovasse in grande sintonia con Nizzi, cosa clamorosamente smentita dallo stesso autore emiliano nel suo libro-intervista con Guarino - e a quella scanzonata di Bernet.
  3. Don Fabio Esqueda

    [Texone N. 15] Il Cavaliere Solitario

    Sai Leo che invece a me questo Tex di Kubert è sempre apparso estremamente convincente? E' duro, ma umano. E soprattutto è ironico. Ha quel sorriso di fondo che il nostro dovrebbe sempre avere.
  4. Don Fabio Esqueda

    [696/699] L'ombra del Maestro

    Ho letto anch'io questa prima parte e vado un po' controcorrente: non mi ha convinto in pieno. Ci sono a mio parere dei passaggi piuttosto macchinosi e tortuosi, a partire da una alquanto improbabile chiamata dei due pards (ahimè, anch'io ero convinto di trovare il quartetto al completo) in Louisiana, con sostituzione del condannato tramite trovata altrettanto tortuosa e un'alleanza al momento poco plausibile tra Castle e il Maestro. Anche i dialoghi, specialmente sul finire dell'albo, mi han convinto poco: densi, ma non di quel denso pastoso di GLB, bensì del denso chiacchieroso (che ho scoperto non essere un neologismo ) di Nolitta quando non sapeva dove andare a parare. Ho invece molto apprezzato, oltre ai disegni di Dotti, le scene che vedono protagonista il redivivo Pat, in cui ho trovato il Boselli che mi piace: sono scene vivaci e ironiche, e capaci di restituire un'atmosfera. E' solo un incipit, la carne al fuoco (tanti personaggi, tra alleati e antagonisti, una nuova ambientazione) è tanta, ma è proprio in queste situazioni in cui il difficile è dar sapore a ogni ingrediente che, solitamente, a mio parere s'intende, Boselli dà il suo meglio: insomma, son comunque molto fiducioso per il prosieguo.
  5. Don Fabio Esqueda

    [695] L'ultima vendetta

    Mah, non mi è mai stato chiaro cosa si intenda per "il lettore". Ognuno è fatto a modo suo, ognuno ha le sue esperienze di vita, ognuno ha il suo modo di vivere il personaggio. Io, che a livello caratteriale penso di essere uno strano mix tra il Tex di GLB e il Tex di Nolitta (quello migliore, però: dubbioso e magari anche torturato, ma non scemo da non riconoscere le persone di cui non fidarsi), non ho per nulla visto un Tex odioso, anzi: ho visto un Tex simpatico e leale. Se poi chi perde non sa perdere, sono cazzi sua.
  6. Don Fabio Esqueda

    [Texone N.33] I Rangers Di Finnegan

    Anche a me è venuto in mente il Carson di Magnus. E non è un pregio, a mio modo di vedere, perché hanno in comune una recitazione assolutamente sopra le righe, con espressioni tra lo spiritato e il collerico che nulla hanno a che fare col personaggio. E' vero che stiamo parlando di poche tavole, certo insufficienti a dare un giudizio sostanziale, ma come biglietto di presentazione non mi convincono.
  7. Don Fabio Esqueda

    Tex e il razzismo

    Mi dispiace, James, ho usato un termine duro scrivendo con la bile. E tuttavia, in tempi in cui il prossimo Presidente della Lombardia parla di "razza bianca", con la stessa nonchalance di cui io parlo di panettone vs pandoro, in cui è normale parlare di "Opti Poba che mangiava le banane e adesso gioca titolare nella Lazio", di ogni singolo pezzetto di merda che esce dalla bocca di Trump o dei suoi simili, francamente sentir dire che l'uso del termine "etnia" sia roba da falsi moralisti, magari radical chic, ecco questo penso sia ignobile e pericolosissimo.
  8. Don Fabio Esqueda

    Tex e il razzismo

    Bellissime parole queste di Pecos, pregne di significato e insieme eleganti. Degna risposta ai tanti ignoranti - io non sono elegante come Pecos - secondo i quali usare il termine "etnia" sia da moralisti e non designi invece un concetto completamente diverso da quello di "razza". E quanto è pericolosa l'ignoranza.
  9. Don Fabio Esqueda

    Uno sguardo verso il futuro: la fascia 700 di Tex

    In effetti, il nostro Davis ha svolto quasi sempre il ruolo di deus ex machina (del resto, di dei ex machina è zeppa la storia di Tex: cosa ne sarebbe stato dei pards senza l'ausilio di qualche candelotto? ), o di semplice procacciatore di missioni. Ma c'è appunto un'eccezione: in Nuvola Bianca ne emergono sfaccettature, fino a diventare pienamente personaggio nel finale (bellissimo, seppur ripreso da Alla conquista del West). Da qui, a parer mio, ci sarebbero tutte le carte per un ulteriore sviluppo psicologico.
  10. Don Fabio Esqueda

    [676-677] Il ragazzo rapito

    Povero Villa.
  11. Don Fabio Esqueda

    I Nemici Che Hanno Concesso Il Bis...

    Secondo me i ritorni a volte possono essere non solo inutili (come giustamente dice Chinaski, cosa ci sarebbe da raccontare?), ma anche dannosi: perderebbe senso e fascino il finale di una storia mitica come Il giuramento. E la stessa cosa si può dire di moltissime altre storie di GLB, che proprio dal finale spesso traevano gran parte della loro forza, o anzi addirittura dall'ultima immagine: senza quel Fraser terrorizzato e quella pistola a terra Massacro! non sarebbe la stessa storia. E così si sarebbe potuto dire di Cane Giallo, che avevamo lasciato in quell'immagine inquietante, destinato alla paura e alla solitudine: torna per cosa? Per fare esattamente quello che aveva fatto nella prima storia, e questo al di là di un Nizzi ormai in profondo declino. E vogliamo parlare di un Ruby Scott? Un ritorno deve avere un suo perché, altrimenti meglio creare nuovi personaggi e nuovi racconti.
  12. Don Fabio Esqueda

    La Tigre Nera è viva e pronta al ritorno sulle pagine di Tex?

    Come ormai noto, Nizzi aveva ideato un soggetto molto più ardito per l'ultimo capitolo della saga Sumankan, con Tex verso i mari dell'Oriente a combattere alleato al principe spodestato. Sergio, forse ritenendo l'autore ormai troppo in declino per reggere un plot simile, o forse per altre convinzioni personali, bocciò il progetto iniziale; così la storia si sviluppò su linee più semplici, e dopo un primo albo discreto perse totalmente mordente nel secondo. Se Sergio avesse approvato il primo spunto? Sarebbe nata una matassa indigesta o l'occasione per un ultimo fulgore? Resta il dubbio. Ad ogni modo, un eventuale ritorno della Tigre sarebbe una gran sorpresa: vuoi perché la Tigre è morta (mi auguro di non vedere soluzioni tragicomiche come un sosia, una sopravvivenza a Tom Devlin e al volo sul masso, o peggio ancora una resurrezione con cui il redivivo diventerebbe un nuovo Mefisto), vuoi perché gli autori son sempre stati restii a usare personaggi creati da altri eredi di GLB (fatto salvo con almeno un personaggio di Nolitta, il tenente Morrow, ripreso da Nizzi ne La leggenda della vecchia missione e da Boselli in Giovani Assassini). Detto che Manfredi e Faraci mi sembrano inadatti a un personaggio simile (e, parere personale, del tutto inadatti in generale a Tex), chi se ne occuperebbe? Boselli? Ruju? Oppure, colpo di scena dei colpi di scena, un'ultima comparsata dello stesso Nizzi?
  13. Don Fabio Esqueda

    [Texone N. 31] Capitan Jack

    Colgo l'occasione del texone e di una partenza molto mattiniera per tornare - dopo tempo immemore, me ne rendo conto - su questi lidi. Mi trovo in grandissima sostanza d'accordo con Leo e Pecos, che in modo chiaro ed efficace hanno IMHO ben evidenziato tante criticità della storia. A dire il vero, inizialmente avevo avuto la sensazione che Faraci stesse riuscendo nell'operazione più difficile: raccontare la Storia senza che Tex ne fosse imbrigliato, con un buon mix tra un Tex al centro del racconto e lo sfondo degli eventi reali, laddove in molti (vedasi gli stessi GLB con Apache Kid o Nizzi con Custer) avevano fallito. Un valido equilibrio, al netto di difetti cronici (gufi e puma vari: abbiamo capito che la violenza e la lotta sono insite nella natura; flashback artefatti e francamente inutili), che dura poco: in seguito si perde sia Tex - che non può vincere la Storia ma neanche esser sconfitto su tutta la linea, come giustamente sottolinea Paco - che la Storia stessa, con personaggi solo blandamente abbozzati (già, più facile scrivere quaranta tavole di bang bang che costruire psicologie) e dai comportamenti francamente non spiegati. Il tutto stride con l'epicità del segno di Breccia, che rappresenta magnificamente un western crepuscolare ma senza alcun rispetto per un personaggio che vive dal 1948: eh già, perché un'interpretazione può essere molto personale, ma non deve mai tradire il carattere di un personaggio (come nota perfettamente Pecos, facendo peraltro un discorso dell'acqua calda, che acqua calda forse per molti non è). La bellezza delle atmosfere viene per me in secondo piano rispetto a questi ultimi aspetti: il mio giudizio sul lavoro del disegnatore argentino è in questo senso piuttosto negativo. Last but not least. Totalmente insopportabile questo SuperRanger SuperMan ormai propinato da quasi tutti gli autori: leggersi La legge del più forte per capire che Tex non è questo infallibile - e incosciente - mai capace d'ironia (ridicoli gli scimmiottamenti lingiustici del Tex di GLB, narratore rovente che si starà rivoltando nella tomba), bensì un guascone simpatico che anche quando combina una cazzata si mette a ridere. Parole a vuoto: la verità è che quando un personaggio non si mastica non bisognerebbe scriverlo. Soggetto: 6 Sceneggiatura: 5 Disegni: 5 Giudizio complessivo (in stelle da 1 a 5): **
  14. Don Fabio Esqueda

    [Romanzi A Fumetti 02] Frontera!

    E invece per me sono il classico dettaglio che basta, da solo, a rendere una storia non texiana: Tex che è figlio dei grandi western classici di Ford e Hawks, dove il dettaglio macabro NON VIENE MAI MOSTRATO. Specialmente quando non è utile.
  15. Don Fabio Esqueda

    [658/660] Winnipeg

    Questa è una tua idea. "Apri gli occhi" equivale al "mi cadono le braccia". Il primo è fastidioso, il secondo no, o viceversa, a seconda dell'apprezzamento o meno che si ha di Font. Poi l'idea che novanta su 100 lettori apprezzino Font e 10 lo ritengano inguardabile è fasulla tanto quanto pompata ad arte. Ho molto entusiasmo per la gestione attuale di Mauro Boselli, per le storie che ha messo in cantiere e massimamente anche per i disegnatori che ha chiamato a realizzarle. Ho molta passione anche per Tex e questo credo che negli anni si sia capito. Ma ho anche una mezza idea di dire basta arrivati al n. 700 e non sto bluffando. Tex è anche tradizione grafica e in queste pagine non mi ci ritrovo più. Se l'andazzo continuerà ad essere questo del 2015, tra storielline insignificanti di Faraci e disegni di Mastantuono & Font a go-go, non avrò dubbi sulla scelta da prendere e chi non crede che sono veramente stufo di questa situazione farebbe bene a ricredersi. E adesso la finisco seriamente di parlare di Font e di fare crociate inutili, e quello che avverrà dopo il 700 (chiudo il centinaio per ragioni puramente collezionistiche) sarà affare di chi vorrà continuare a crederci. Io ho trovato fastidiosissime entrambe le uscite, Sandro. Quanto alla percentuale dei "fontiani" e "antifontiani", e lo stesso per qualsiasi altra percentuale di gradimento, non possiamo avere alcuna certezza; ma chi se ne frega? Perché un gusto possa avere una sua legittimità deve essere condiviso da tanti? Anche se ci fosse uno solo a cui piacesse Font (o Ticci, Civitelli, Blasco, etc etc) quel suo gusto avrebbe pienissima dignità, al pari di quello della maggioranza (che sempre gusto, e non dato oggettivo, resterebbe).
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