Vai al contenuto
TWF - Tex Willer Forum

Carlo Monni

Collaboratori
  • Contatore Interventi Texiani

    3691
  • Iscritto

  • Ultima attività

  • Giorni con riconoscenze

    8

Tutto il contenuto pubblicato da Carlo Monni

  1. Carlo Monni

    [696/699] L'ombra del Maestro

    Hai considerato il fatto che chi ha creato il personaggio, che è poi l'autore di entrambe le storie in cui compare potrebbe non vederla come te?
  2. Carlo Monni

    [Texone N. 08] Il Soldato Comanche

    Una curiosità su questa storia che non ricordo se avevo già detto: questa storia era originariamente destinata alla serie regolare e fu dirottata sul Texone perché Magnus era in ritardo e non c'erano altri texoni pronti, approfittando del fatto che era la storia di esordio di Capitanio. Noterete, infatti, che la storia è di 219 pagine invece delle canoniche 224, ovvero doveva essere in due albi. Secondo il costume dell'epoca, infatti, l'ultima striscia di un albo la cui storia continuava nel successivo veniva tagliata per far posto all'annuncio del numero successivo ed assieme ad una striscia disegnata ad hoc andava a comporre la prima pagina dello stesso.
  3. Carlo Monni

    [696/699] L'ombra del Maestro

    L'unica polemica che faccio con te è che per ben due volte hai chiamato Byrnes col nome Buntline. Alla prossima correzione che ti faccio ti mando il conto, ti avverto. Ah, in confronto alla CEKA, NKVD, KGB che dir si voglia Byrnes era solo un modesto dilettante.
  4. Carlo Monni

    [696/699] L'ombra del Maestro

    Che durante gli ultimi anni di servizio di Byrnes fu Presidente della Commissione di Polizia, l'organo di supervisione della Polizia di New York che dagli inizi del Xx Secolo è stata sostituita da un Commissario unico. Capo dei Detectives., quello era il grado di Byrnes. Boselli ha commesso un errore nel definirlo tale, anche i grandi sbagliano a volte. Il resto è tutto corretto, compreso il fatto che il Quartier Generale era a Mulberry Street nei pressi dei famigerati Five Points. Il responsabile operativo del Dipartimento di Polizia di New York ha avuto diverse qualifiche nel tempo: Sovrintendente, Capo della Polizia, Ispettore Capo (fino agli anni 80). Attualmente si chiama Capo del Dipartimento ed è subordinato solo al Commissario (che tecnicamente non è un poliziotto). Per essere esatti Buntline dice che lo sospetta. Del resto è il contraltare di certi mezzi: per ottenere le confessioni: se sottoposti a pressioni eccessive, siano esse fisiche o psicologiche molti cedono e direbbero qualsiasi cosa. Lungi dall'essere la prova regina come diceva l'Inquisizione, la confessione è spesso la più inattendibile delle prove. Byrnes era corrotto? Non è affatto improbabile. Era irlandese ed era in una posizione di potere. Probabilmente ci era arrivato grazie alla raccomandazione di Tammany Hall, l'organizzazione che controllava il Partito Democratico in Città ed usava il suo potere per distriure favori in cambio di sostegno., che Byrnes ricambiasse chiudendo un occhio non è affatto improbabile e magari i soldi sequestrati nei raid sparivanelle tasche dei poliziotti invece di finire nel magazzino della Polizia. Quel tipo di corruzione insomma. Io no.
  5. Carlo Monni

    [Tex Willer N.001] Vivo o morto!

    Nemmeno io ti capisco Dix. Chi avesse seguito gli incontri di Lucca saprebbe che Boselli lo ha detto fin dall'inizio: le storie di Tex Willer saranno raccolte in volumi a colori con copertine realizzate da Corrado Carnevale e contenuti extra come nei DVD, interviste, lavori preparatori erc. distruiti nelle librerie. Si tratta, è ovvio, di un prodotto destinato ad un circuito e ad un pubblico diverso da quello delle edicole. Non è altro che una strategia commerciale che in Francia applicano da sessant'anni,e negli Stati Uniti da trentacinque e non vedo cosa ci sia di male se lo si fa anche qui. Non c'è obbligo di comprare i volumi se uno preferisce la versione da edicola e viceversa. La SBE si è accorta (finalmente, direi io) che esiste una fascia di acquirenti che snobba le edicole ed i loro prodotti ma preferisce il volume a colori e per me fa benissimo a cercare di accalappiare anche quello. Non mi sento assolutamente preso in giro.
  6. Carlo Monni

    [Texone N. 12] Gli Assassini

    Nessuno. Boydon si fingeva solo il segretario ma in realtà era lui il vero capo.
  7. Carlo Monni

    [Tex Willer N.001] Vivo o morto!

    Puoi ma io ti risponderò che è un problema tuo. Sì, ieri, di sfuggita nell'ufficio di Boselli. Ahimè no. Ci avessi solo provato Boselli mi avrebbe squarciato il petto,strappato il cuore e lo avrebbe dato in pasto ai cani. Ovviamente no. Sempre no. Sono 62.
  8. Carlo Monni

    [Tex Willer N.001] Vivo o morto!

    Posso confermarlo: le ho viste.
  9. Carlo Monni

    [Color Tex N. 14] L'apache bianco e altre storie

    Non ti vorrei deludere ma... non si vede nulla.
  10. Carlo Monni

    [573/574] Terre Maledette

    Ricordo che a suo tempo qualcuno su TWO criticò la scelta di Boselli che il duello finale fosse tra Bennett e Hank ma a mio parere è stato giusto così.
  11. Carlo Monni

    Tex - 70 anni di un Mito

    E invece niente del genere. L'azienda era solo di Sergio. Probabilmente è per questo che il vecchio GLB ha lasciato i diritti di Tex e forse anche di tutti gli altri personaggi che ha creato al solo Giorgio, per una sorta di equilibrio: il figlio maggiore aveva già un'azienda florida e e personalmente i diritti di Zagor e Mister No. Dare al minore i suoi diritti d'autore gli avrebbe dato modo di interloquire almeno sulla gestione di Tex.
  12. Carlo Monni

    Tex - 70 anni di un Mito

    Mai sentito parlare di liberi professionisti; gente tipo: avvocati, architetti, ingegneri, commercialisti etc? Io sono uno di loro e ti assicuro che esistono da molto molto tempo prima della tua nascita.. In una parola sola: no. Ci sono quelli che sono impiegati all'interno di una casa editrice come redattori ma come autori sono comunque freelance. Esistono autotri che lavorano in esclusiva per una casa editrice ma in quel caso con un contratto specifico con benefici specifici (tra cui in genere un compenso minimo garantito in cambio di un numero minimo di pagine al mese) ma nel campo della narrativa, tutti sono sostanzialmente freelance e tutti lavorano a casa propria. E difatti sono stipendiati che fanno quel lavoro di grafica e correzione ma se sono anche disegnatori disegnano fuori dalle ore di lavoro in redazione e sono trattati come freelance. Non è la stessa cosa. Non sempre umido e nemmeno malconcio. Ingombro di roba, questo sì. I giornalisti sono una categoria di lavoratori dell'editoria assolutamente unica.
  13. Carlo Monni

    Tex - 70 anni di un Mito

    Ma sul serio te lo chiedevi? Nizzi non è mai stato un dipendente della SBE come non lo è nessun autore in quanto tale. Boselli in quanto redattore con compiti di curatore prende uno stipendio mensile ma come sceneggiatore viene pagato un tanto a pagina come qualunque altro libero professionista del settore e così Nizzi in passato ed oggi. Vedo che su come funziona il lavoro in una casa editrice ci sono ancora molti fraintendimenti .
  14. Carlo Monni

    Tex - 70 anni di un Mito

    Molto semplice in realtà: La Redazione Audace S.R.L. nasce, credo, nel 1941 con due soci: Giovanni Luigi Bonelli e sua moglie Tea Bertasi. Secondo quanto ho letto, il capitale per la sua quota GLB lo ottiene dando in pegno la testata Audace ed integrando il resto con un prestito del suocero. Nel 1943, separatosi dalla moglie ed in procinto di trasferirsi in Svizzera per motivi di antifascismo, pare, GLB cede alla moglie le sue quote della società di cui così lei diviene l'unica proprietaria. Ho ragione di credere che ad un certo punto la Signora Tea abbia ceduto parte delle quote al figlio Sergio, forse nel 1957 quando gli cede la gestione operativa (ma non l'amministrazione) o forse prima. Ad un certo punto Sergio ca,,bia la struttura societaria da S.R.L. a S.P.A. Al momento della sua morte Sergio possedeva il 51% delle azioni ed il suo unico figlio Davide il 49%. Dopo la sua morte Davide possiede il, 74,5& e sua madre Beatrice il 24,5% (fonte il Bilancio annuale della SBE) Giorgio Bonelli, figlio della seconda moglie di GLB, non è maientrato nella gestione della Casa Editrice che appartiene all'altro ramo della famiglia. Gli unici rapporti con la SBE li ha avuti scrivendo alcuni soggetti per il padre negli anni 70 e 80, alcuni dei quali, mai utilizzati, sono stati ritrovati di recente assieme ad altri dello stesso GLB e di Boselli che li sta esaminando per vedere se sono utilizzabili. Giorgio ha ricevuto in eredità dal padre i suoi diritti d'autore in esclusiva e quindi se volesse potrebbe esercitare un'influenza indiretta sulla gestione editoriale di Tex di cui, se ho capito bene, la SBE ha la concessione solo dei diritti editoriali e non degli altri. Ecco perché con il parco tematico la SBE non è direttamente coinvolta.
  15. Carlo Monni

    [Color Tex N. 14] L'apache bianco e altre storie

    Lo sfotteva eccome. Rileggiti "Satania" La differenza all'epoca era che le belle signorine si interessavano anche a Tex. Quando si arriverà alle loro avventure insieme, chissà?
  16. Carlo Monni

    [203/207] I Ribelli Del Canada

    In più giocava anche un ruolo la tradizione anglosassone di non avere un esercito permanente ma di mantenere solo un nucleo reclutato esclusivamente su base volontaria da integrare in caso di bisogno con una consistente riserva e solo in casi eccezionali con la leva. Terminate le guerre l'esercito veniva semplicemente smobilitato.
  17. Carlo Monni

    [Color Tex N. 14] L'apache bianco e altre storie

    Cosa che purtroppo era vera. Che alcune critiche fossero dure e pesanti è vero, ma non tutte erano immotivate. Aldilà di toni inaccettabili usati da alcuni, c'è stato chi le sue storie dalla fine degli anni 90 ad oggi le ha analizzate e criticate severamente e giustamente. Tra questi c'ero io che non ho mai attaccato Nizzi come persona ma non ho avuto remore e non ne ho oggi a dire che quasi tutte le sue storie dal 500 in avanti, ivi comprese quelle delle serie collaterali non sono brutte, sono molto peggio e se non ci fosse stato Boselli mi avrebbero alla fine spinto a lasciare la collana.
  18. Carlo Monni

    [203/207] I Ribelli Del Canada

    Nella realtà storica i Metis ed i Cree sconfissero le forze combinate dei Mounties e della Milizia Canadesi in cinque distinte battaglie. I Mounties erano gente in gamba ma erano pochi ed erano una forza di Polizia non reparti militari anche se informalmente usavano per gli ufficiali i gradi dell'Esercito. Durante la ribellione furono affiancati dalla Milizia, nome che fino al 1940 aveva quello che è oggi l'Esercito canadese. Non vi fu intervento dell'esercito regolare britannico che all'epoca si era quasi completamente ritirato dal Nord America e molti dei miliziani all'epoca erano sostanzialmente privi di esperienza di combattimento di quel genere.
  19. Carlo Monni

    [203/207] I Ribelli Del Canada

    Beh, Leo, consentimi di dire che GLB non era certo infallibile e che la sua opinione non è la mia che considero questa tra le migliori storie di Tex ed è tra le storie che rileggo spesso e volentieri. Non è una porcata sia dal punto di vista tecnico che da quello del comune lettore che cerca divertimento e svago Anzi, dal punto di vista tecnico è una sceneggiatura impeccabile che andrebbe studiata visto come riesce a costruire un albo interessante pur vedendo il protagonista legato per quasi tutte le 110 pagine che lo costituiscono (spiacente Mauro, stavolta non siamo d'accordo ) Presenta bei personaggi ottimamente caratterizzati come capita sempre a Nolitta e sempre com'è nello stile di Nolitta ricchi di sfumature, compreso il tanto da te detestato Donovan il cui travaglio interiore e la fine sono, al contrario, attentamente preparate dall'autore. Donovan ha fatto una scelta che gli permette di accettare molte cose in nome della causa, cosa decisamente normale in molti rivoluzionar idealisti, ma c'è un limite a quanto può sopportare e quando Roger Goudret lo supera gli si rivolta contro. La cosa interessante da notare è che lo spunto di partenza di questa storia è lo stesso de "Il tranello" ovvero la rivolta dei Metis del Saskatchewan del 1885 ma qui sia pure con i nomi cambiati e molte licenze sui fatti è forse più aderente alla realtà storica. Louis Goudret è ispirato a Louis Riel, leader della rivolta, figura controversa, considerato quasi un profeta e comunque un eroe ed patriota dai suoi seguaci ed ancor oggi dalla comunità Metis ed un pericoloso sovversivo e rivoltoso dalle autorità canadesi tanto che fu fucilato. In tempi recenti la sua figura è stata rivalutata. Altra cosa da notare è che contemporanea all'insurrezione di Riel vi fu quella, del tutto indipendente, dei Cree guidati dal capo Big Bear a cui indubbiamente Nolitta si è ispirato per il soprannome del vero cattivo della storia. Nota negativa: Nolitta sembra confondere i militari con la Polizia a Cavallo ma pur avendo entrambi la giubba rossa sono due cose distinte.
  20. Carlo Monni

    [Color Tex N. 14] L'apache bianco e altre storie

    Un lettore, pare. Certo che stiamo avendo fortuna: io, Barbanera, Mister P e Bondi ma sarà una fortuna anche per Tex?
  21. Carlo Monni

    [Color Tex N. 14] L'apache bianco e altre storie

    Siamo come quei personaggi di certi racconti che dopo essersi presi a botte poi vanno insieme al bancone e ordinano una birra.
  22. Carlo Monni

    [Color Tex N. 14] L'apache bianco e altre storie

    Io non ne ho mai viste e tu? Le sue risposte a Dix Leroy sul tema della discussione a netto dei toni e delle provocazioni le trovo sostanzialmente condivisibili. Il vero problema è come dice quello che dice. Io e Dix Leroy non siamo e non saremo mai d'accordo su questo particolare argomento ma credo che lui possa ammettere che non ho mai travalicato nei toni. Certo. gli ho dato del retrogrado e del bigotto e non lo rinnego ma il nostro scambio di battute è sempre stato civile.
  23. Carlo Monni

    [Tex Willer N.001] Vivo o morto!

    Il mio ne ha venduti parecchi. Credo che abbia anche dovuto richiederne altre copie.
  24. Carlo Monni

    [Color Tex N. 14] L'apache bianco e altre storie

    Per quanto riguarda quest'ultima discussione, devo dire che sono d'accordo con quanto dice Ken51 ma sono anche in totale disaccordo con i toni che usa. Sembra che cerchi di essere bannato. Davvero non riesco a capirlo.
  25. Carlo Monni

    [576/578] Omicidio In Bourbon Street

    Su una cosa non concordo e cioè che Lagrange sarebbe dovuto morire. Ancora una volta, nonostante le tue smentite, viene fuori la tua idiosincrasia verso i personaggi ambigui. Tu vorresti che ci fossero solo cattivi al 100% ed è curioso visto il tuo nickname.
×

Informazione importante

Termini d'utilizzo - Politica di riservatezza - Questo sito salva i cookies sui vostri PC/Tablet/smartphone/... al fine da migliorarsi continuamente. Puoi regolare i parametri dei cookies o, altrimenti, accettarli integralmente cliccando "Accetto" per continuare.