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TWF - Tex Willer Forum

paco ordonez

Ranchero
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About paco ordonez

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    Utente emerito del TWF
  • Birthday 11/02/1987

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  • Gender
    Maschile

Me and Tex

  • Number of the first Tex I've read
    700
  • Favorite Pard
    Tex
  • Favorite character
    tiger

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  1. paco ordonez

    [Texone N. 35] Tex l'inesorabile

    Tustigmatizzavi un'abitudine che tu hai deciso essere di qualcuno che non conosci. E con questo chiudo.
  2. paco ordonez

    [Texone N. 35] Tex l'inesorabile

    Ti ringrazio per la lezione, al solito non richiesta, sulla storia del fumetto, su un tema peraltro su cui abbiamo già discusso altre volte. Resto dell'idea (me lo permetterai, vero? Posso?) che l'albo di Dylan Dog di cui stiamo parlando sia una baracconata sensazionalistica, esempio esemplare del vuoto cosmico dei fumetti di Recchioni (aggiungo di aver letto ieri l'ultimo fumetto di Feltrinelli, quello sul mostra a Roma, una delle robe più vuote e inutili che ho letto negli ultimi anni). Quindi, al netto dei bei team up tra Dylan Dog e Martin Mystere (bello soprattutto il secondo, ma era scritto da Sclavi, mica dai Recchioni di oggi!), mi auguro che idiozie tipo "Tex incontra Dylan Dog" ci vengano risparmiate. Su "Tex incontra Zagor" non voglio essere netto per rispetto a Boselli, ma incrocio comunque le dita.
  3. paco ordonez

    [Texone N. 35] Tex l'inesorabile

    A proposito di Dylan Dog vado un attimo off topic (neanche troppo, però): nella copertina dell'albo in cui Dylan si sposa con Groucho (roba che, da pagine che ho letto in rete, va dal ridicolo all'imbarazzante), ci sono diversi personaggi Bonelli. Purtroppo c'è anche Tex. Vorrei quindi capire: alla luce della marvelizzazione della Bonelli, dobbiamo prepararci ad americanate del tipo "Tex e Dylan Dog" o possiamo stare tranquilli?
  4. paco ordonez

    [Texone N. 35] Tex l'inesorabile

    Che dire? Ringrazio Boselli per la risposta e per quello che ha detto. Certo, la sensazione amara che chi gestisce oggi la Sergio Bonelli Editore non c'entri nulla (o quasi nulla) con Sergio Bonelli viene confermata. Peccato davvero.
  5. paco ordonez

    [Texone N. 35] Tex l'inesorabile

    Borden, scusa la domanda scorretta, ma dietro la scelta di posticipare l'uscita del Texone canonico a febbraio c'è anche la tua volontà, o si tratta di una scelta di marketing dei piani alti?
  6. paco ordonez

    [Texone N. 35] Tex l'inesorabile

    Sull'uscita di un Texone anche a giugno io sarei abbastanza sicuro, perché non credo che alla Bonelli si siano rimbecilliti al punto da tradire una tradizione estiva a cui i lettori sono abituati da decenni. Piuttosto, vedo che la collana dei cartonati speciali a colori naviga a vista, tra inutili ristampe delle ristampe (ridicola la riproposizione tappabuchi di "A sud di Nogales") e slittamenti delle uscite - non che me ne freghi molto, sinceramente, dato che i volumi di questa collana, se e quando li trovo, li prendo usati nelle bancarelle.
  7. paco ordonez

    [Texone N. 35] Tex l'inesorabile

    I disegni nascono, e dunque sono pensati, per il bianco e nero: mi sembra ovvio che vanno lasciati così. Le pagine in anteprima a mio avviso sono spettacolari, ma ammetto che questo giochetto di uscite lussuose col Texone canonico rimandato a febbraio, insomma questo sciacallaggio della Bonelli sull'albo più atteso dai lettori, un po' mi ha raffreddato l'entusiasmo.
  8. paco ordonez

    [Texone N. 35] Tex l'inesorabile

    Boh, non capisco onestamente cosa ci sia di simile alla prima scena della storia di Nizzi, se non che si svolge in un saloon come centinaia di scene. Anche sulla somiglianza - che comunque verificheremo meglio con altre inquadrature - non mi sembra valga la pena di storcere il naso, soprattutto a fronte di una tavola spettacolare.
  9. paco ordonez

    [Texone N. 35] Tex l'inesorabile

    Scusate ragazzi, ok lamentarsi della SBE che si è marvelizzata e spreme i lettori (anche se comunque nessuno è obbligato a comprare niente)... ma vogliamo dire, anche a costo di essere scontati, che questi disegni sono spettacolari? Che la lunga attesa è stata ben spesa? E, aggiungo, che con sole due o tre tavole in anteprima Villa si mangia tutti i suoi eredi ed epigoni?
  10. paco ordonez

    [703/704] La seconda vita di Bowen

    Direi che la conferma di Boselli chiude la questione. Ripeto comunque che per me il fatto che Ruju sia stato "costretto" a tornare su Bowen è stata una gran cosa, alla luce della bella storia che ha confezionato. Al di là del finale "sbagliato", si deve pure dare atto a Faraci di aver creato un gran bel personaggio, per me senza dubbio il migliore tra i vari "pard occasionali" inseriti largamente nelle sue storie.
  11. paco ordonez

    [703/704] La seconda vita di Bowen

    Solo un appunto: a me sembra chiaro che Faraci, con un po' di superficialità, non si è proprio posto il problema del "se lui dovesse scoprire la verità cosa succede"? Ha semplicemente sorvolato su quel punto (essenziale!), imponendo questa storia riparatoria di Ruju, fortunatamente molto bella.
  12. paco ordonez

    [703/704] La seconda vita di Bowen

    La prima considerazione è che un personaggio come Bowen, tormentato e contraddittorio, non poteva che avere in Ruju il suo miglior narratore. La seconda è che la condanna a morte di Bowen l'ha decretata (involontariamente?) Faraci: nel senso che questa storia pare nata per correggere una stortura faraciana, l'omicidio a sangue freddo del padre di Tim. Una cosa del genere, imperdonabile, ha reso difficilmente accettabile la conversione a "buono" e ad "amico di Tex" di questo personaggio, a maggior ragione (e questa, a ben pensarci, è una incongruenza narrativa grossa) se lo si è voluto far diventare una sorta di "padre adottivo" di Tim. E Tim è stato testimone dell'omicidio! Insomma, bisognava correggere un po' di errori di Faraci: e la correzione più grossa non poteva che essere la morte (eroica o non eroica, conta poco sotto questo punto di vista) di Bowen. Quindi storia scontata? Forse in parte, ma fortunatamente a scriverla è stato un autore in piena ispirazione come Ruju, che costruisce un dramma avvincente e nel finale quasi commovente; un dramma in cui - molto più che nella precedente storia di Faraci - Tex e Carson sono ben presenti e attivi. Si conferma insomma il fatto che Ruju sa scrivere grandi storie con personaggi complessi, senza mai far venir meno il ruolo di Tex. Il seguito, quindi, è stato molto più bello e avvincente della prima storia. Peccato per i disegni. A mio avviso nella storia di Faraci Acciarino aveva raggiunto una sintesi stilistica bellissima, e una caratterizzazione di Tex e Carson ottima (specie nel secondo albo). Qui invece mi è sembrato di vedere un autore svogliato, sempre più stanco ad ogni pagina, con uno stile involuto lontanissimo da quanto visto in precedenza: certe vignette parevano solo poco più che sbozzate e concluse, per spicciarsi, con una inchiostratura grossa e senza nessuna ricerca del dettaglio. Con Acciarino, insomma, mi è sembrata ripetersi l'involuzione vista con Leomacs, nella storia di Manfredi lontano parente del grande disegnatore visto nell'esordio con Boselli. Un vero peccato, perché Acciarino mi sembrava uno dei più promettenti tra i nuovi disegnatori. Ma francamente, del disegnatore di questa doppia di Ruju faccio volentieri a meno.
  13. paco ordonez

    [Color Tex N. 15] Un capestro per Kit Willer

    Personalmente non ho nessun pregiudizio verso nessuno, men che meno verso Nizzi, di cui ho sempre riconosciuto i grandi meriti passati. E, conoscendolo bene, non mi aspetto né voglio che scimmiotti Boselli, cosa che non avrebbe nessun senso! Non mi importa nemmeno delle sperimentazioni: quel che voglio, semplicemente, sono storie solide e che non siano "taglia e cuci" di cose già viste e riviste. Non credo di star chiedendo la luna.
  14. paco ordonez

    [Color Tex N. 15] Un capestro per Kit Willer

    Detta in maniera franca: provo una grande invidia per chi, leggendo questa storia, non è stato assalito dalla noia. Tutto già visto e rivisto, tutto scontato, non un guizzo o un sussulto. Il Kit imprigionato ingiustamente dopo una rissa è preso sputato dal Texone di Milazzo, la quasi impiccagione dalla storia di Boselli e Font di qualche anno fa, il monotono ripetersi di noiosi BANG BANG ZIP ZIP è nello stile del Faraci più inadeguato. Se poi andiamo nello specifico, ci sono punti della storia che non stanno in piedi: perché Tex è così smanioso di far affrontare il processo a Kit? Da cosa gli deriva la sicurezza di vincerlo, in una città dominata dal padre dell'ucciso? E perché il padre dell'ucciso non ha fatto niente - lui, il padrone della città! - per pilotare il processo? Non poteva pagare i testimoni, o minacciarli? Insomma, un tripudio di idiozie e scelte incomprensibili. Se il Nizzi che torna su Tex in pianta stabile è questo, è meglio lasciar perdere, e conservare il ricordo del Nizzi glorioso di tanti anni fa. Sui disegni stendo un velo pietoso: una inaccettabile caricatura di Ticci (copiato e ricopiato in decine e decine di vignette) e uno dei punti più bassi raggiunto nella storia grafica di Tex.
  15. paco ordonez

    [705/707] La maschera di Cera

    Dopo un numero 700 a mio avviso un po’ sottotono, Boselli torna con una grande storia, un intrico appassionante di misteri, omicidi, trappole micidiali e un gran nemico a reggere i fili. Questa “Figlia di Satania” si inserisce quindi, e in grande stile, in quel filone delle sette segrete che in passato ha dato tanta gloria a questo fumetto: anche senza la ciliegina sulla torta dell’identità del cattivo, questa sarebbe comunque rimasta una storia memorabile. A proposito dell’identità del capo della banda, Boselli è stato davvero bravo nel tenerlo nascosto fino alla fine, scrivendo da vero giallista; e si noti la finezza che l’unico ad avere sospetti e ad aver intuito la verità – fin dal secondo albo – è Tex: a rimarcare la “marcia in più” che, rispetto agli altri comprimari, Tex deve avere. A tal proposito, ho creduto fino alla fine al doppio gioco dello sceriffo, perché mi sembrava fin troppo sempliciotto per esserlo davvero: e invece sempliciotto lo era sul serio, un normale sceriffo abituato ad acchiappare comuni fuorilegge e inadeguato di fronte a una setta del genere (per cui, nella caratterizzazione di questo personaggio, Boselli è stato davvero bravo). Benevento, dopo la storia del color, fa un ottimo esordio, riuscendo magistralmente a muoversi tra le atmosfere e le ambientazioni diverse proposte nella storia; il suo Tex mi sembra discendere da quello di Villa, con qualche aggiunta (nel fisico imponente) di Fusco, mentre a livello puramente stilistico in qualche punto mi ha ricordato Brindisi. Comunque un grande acquisto, sperando che non si annoi e si mantenga a questi livelli (dico questo dopo aver constatato l’involuzione di Acciarino nel seguito della storia di Bowen). Complimenti a entrambi gli autori. ps. è stato già detto o Benevento per la figlia del dottore si è ispirato a Scarlett Johansonn?
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