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paco ordonez

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  1. Con tutto il rispetto per Diablero e le sue indubbie capacità dialettiche, a me l'idea di discutere di un fumetto con uno che pensa di avere verità oggettive e insindacabili fa un po' cascare le palle, ed è ovvio che in questo modo una discussione non possa esserci. Per cui mi limito a dire che, a mio gusto (in quanto tale tanto soggettivo quanto per me insindacabile) diverse storie del Nizzi post 400 sono tra le sue migliori in assoluto: cito almeno "L'uomo senza passato", "Yucatan", "L'ultima frontiera", "Le colline dei Sioux". Ciò non toglie nulla al calo evidente del post-500, e al fatto che alcune storie siano davvero pessime (quella di Usaki, per dire, roba imbarazzante e impubblicabile).
  2. Mi tocca dare pienamente ragione a Boselli, e chi lavora nelle scuole - anche nei licei -, o ha qualche congiunto che ci lavora, lo sa molto bene. Ed è purtroppo noto che si tratta di una situazione che sta portando a generazioni che hanno difficoltà anche a leggere un semplice articolo di giornale - figuriamoci Tex.
  3. ehm, ti ricordo che Sergio Bonelli lo hai tirato in ballo tu per primo e, potrei aggiungere, proprio "per avvalorare un pensiero che dovrebbe essere tuo e tuo soltanto". Detto questo smetto di giocare, tanto il mio pensiero credo di averlo chiarito.
  4. Sono d'accordo sul fatto che Sergio Bonelli non vada tirato in ballo in ogni occasione. Resta il fatto che ci sono decenni di storia editoriale di Sergio Bonelli, e mi sembra normale basarsi su quelli per giudicare, da lettori, l'andamento attuale della casa editrice. Per cui certo, magari Sergio avrebbe cambiato idea sul proliferare di storie brevi o sui gadget e le variant, ma magari no: e il "magari no", alla luce di quello che si è visto in decenni di storia editoriale, mi sembra l'ipotesi più normale. A meno di non voler ricorrere al "se" ai "ma", certo meno verificabili. Per il resto, io personalmente non metto in dubbio la necessità di diversificare, proporre nuove testate, aprirsi al cinema ecc. Il mio riferimento è solo a Tex e al fatto che questi ultimi anni hanno visto un aumento enorme di uscite speciali e storie brevi: e personalmente è una cosa che non reputo positiva, sia alla luce di testate che mi paiono globalmente mediocri (Color brevi, Maxi ecc) che di disegnatori che - parere personale - non hanno la caratura per disegnare Tex ma di cui c'è bisogno per garantire le tante uscite. Insomma, il problema riguarda la qualità.
  5. Se tiriamo in ballo Sergio Bonelli direi che a tanti lettori - me compreso - sembra che l'attuale Sergio Bonelli Editore si stia allontanando parecchio dallo spirito di Sergio. A parte variant, regalini e paccottiglie varie - cose che però la dicono lunga sulla "filosofia" e l'identità di una Casa Editrice - io non credo che Sergio avrebbe permesso di lucrare sul Texone di Villa come hanno fatto gli attuali dirigenti SBE, facendo attendere mesi l'uscita dell'albo normale (e ricordo che anche Boselli non la prese bene, glielo chiesi qui personalmente). Così come non sarei così certo che Sergio avrebbe accolto la miriade di storielle brevi che ingolfano molti speciali (dai Color brevi all'Almanacco diviso in due storie). In ogni modo, lasciando da parte Sergio, resta un punto, che per me è il punto basilare: spendere 6 o 7 euro per il Color breve o l'Almanacco è (rarissimi casi a parte, tipo l'almanacco con Dinamite) uno spreco di soldi immotivato.
  6. Quoto questo passaggio di Gunny perché è il motivo principale per cui anche io ho tagliato quasi tutti gli speciali: la qualità media dei Color brevi e degli Almanacchi è ad esempio pessima e non merita la spesa. A proposito di spesa: 13 euro al mese possono, oggi come oggi, pesare, specie per chi non legge solo Tex o solo i fumetti.
  7. Bene, ammetterai che scritta così la tua critica ha tutto un altro senso: francamente da come avevi scritto prima sembrava che a disegnare il Texone avessero chiamato l'ultimo dei principianti Comunque a questo punto sono ancora più curioso di leggerlo e di vedere i disegni, e per me ne potremo parlare in tutta tranquillità e senza timori reverenziali.
  8. Insomma, se devo giudicare in base a quello che scrivi, l'albo è praticamente una schifezza dal punto di vista del disegno: magari sarà così, ma permettimi di avere qualche dubbio in base alle tavole che ho visto e in base al fatto che parliamo di Villa, non dell'ultimo preso per strada. Poi guarda, la critica pesante per me ci può anche stare, e io personalmente ho scritto - e ribadisco - che alcuni disegnatori attuali di Tex non li trovo in nessun modo adatti. Per il resto, il Fusco di cui parli per me è stato uno spettacolo, su Letteri non ho capito bene di cosa parli: forse dell'ultimo Letteri? Per quanto riguarda invece Boselli, io non capisco la critica che in generale alcuni gli muovono di scrivere trame incomprensibili: certo, le sue storie a volte sono più complesse della media, ma se uno arriva a non capirle forse è perché - permettimi - ha personali problemi di comprendonio.
  9. Guarda, ti assicuro che timori reverenziali non ne provo affatto Comunque non so che dire, le poche tavole viste in anteprima mi sembrano bellissime, francamente mi viene il dubbio che tu stia trollando. In ogni modo quando leggerò l'albo darò il mio imprescindibile ( ) parere.
  10. Ti ringrazio per la fiducia, e lo farò senza dubbio appena compro il Texone. Peraltro credo che sarà interessante fare un'analisi stilistica di un'opera del genere, portata avanti per tanto tempo con un'interruzione in mezzo.
  11. Non è che "disegnava male", è che semplicemente è fisiologico che un disegnatore giunto ad un'età avanzata possa avere un calo, specie se ne frattempo si accumulano acciacchi e malanni. E' un po' il caso di Galep, ma di anti altri. Io comunque trovo che Letteri sia stato un disegnatore magnifico, uno dei mostri sacri della storia texiana (al pari di Ticci, per dire); penso peraltro che un piccolo calo lo abbia avuto (ultime storie ovviamente a parte) nella parte finale del secondo centinaio, per poi tornare su livelli altissimi fino al primo Maxi Tex: e ciò significa un gran bel numero di albi!
  12. Mah, visto la deriva da paccottiglie che ha intrapreso l'attuale Sbe, mi associo anche io alla fiducia in Boselli. Certo, se addirittura si arriva a pensare a una sorpresa che "avrebbe rovinato l'albo", la curiosità di sapere cosa avevano escogitato i nuovi piani alti della Sbe è forte.
  13. Nemmeno un cartonato o una storia da 32 pagine? Non ho letto l'albo delle Storie, ma ho visto che lì molte pagine (tutte?) sono a mezza tinta, forse anche questo ha contribuito a rallentarlo.
  14. Ravvivo questa discussione perché, ricordando la prova bellissima di Spada su Tex, e vedendo le strepitose pagine in anteprima del suo prossimo albo de "Le storie" (aggiungo il link sotto), vorrei chiedere: non è proprio possibile rivedere questo disegnatore superbo su Tex, magari anche in una delle tante storie brevi che escono ogni anno? https://www.sergiobonelli.it/news/2020/02/14/gallery/la-giungla-di-morales-1007749/
  15. Insomma, da quanto leggo anche quest'anno l'Almanacco del West (sì certo, ora lo chiamano Tex Magazine, grande innovazione) è un mix di articoli inutili e storielle dimenticabili: un'altra uscita "speciale" che si può continuare a tagliare.
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