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TWF - Tex Willer Forum

Tahzay

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  1. Tahzay

    [Color Tex N. 12] Sparate sul pianista e altre storie

    Le storie sono mediamente carine, tenendo conto che in storie brevi bisogna spiazzare e/o sorprendere il lettore.....quindi, devono dominare le tonalità del giallo o i colpi di scena, c'é poco spazio per l'espressione "pura" della texianità (ci siamo capiti, penso). Sono del tutto stupefatto per gli elogi alla storia di Nizzi, che per me presenta vari passaggi assolutamente discutibili, a partire da un soggetto non così originale (Tex che capita in un posto per caso, e tutti che pensano che ce l'abbia con loro - v. "Un caldo pomeriggio"): SPOILER 1) il praticante giornalista che pedina Tex per ore e ore, senza che la sceneggiatura ci mostri che Tex se ne fosse accorto (magari, anche lasciando correre bonariamente); 2) la reazione quasi nevrotica di Tex (colt in mano + minaccia di arresto) di fronte a un baro da quattro soldi che il Tex VERO avrebbe sistemato con ironia e 2 cazzotti, senza neanche scomporsi; 3) il ragazzino salva la vita a Tex (Nizzi torna sul "luogo del delitto", il suo trademark, ma ci sta ); quel che non ci sta é che Tex, anziché andarlo a ringraziare, lo "dimentica" dietro al bancone a scrivere l'articolo, mentre chiacchiera con lo sceriffo....mah....! 4) Questa Molly votata come personaggio più riuscito nel sondaggio (forse per la pacca ricevuta? ), proprio non l'ho capita; dapprima sembra serenamente distaccata dagli eventi, poi diventa ansiogena per la sorte del biondino, quindi é distrutta dal dolore per la sua morte, ma due minuti dopo sta già pensando a come lucrare sulla restituzione del bottino, e altri due minuti dopo (metaforicamente, si intende) scappa velocemente dal paese (non si capisce bene perché), senza neanche attendere la ricompensa della Banca, tra dialoghi strappalacrime, manco fosse una neo-vedova....
  2. Tahzay

    [684/685] Wolfman

    S P O I L E R A mio giudizio, il fatto che l'uccisione di un parente stretto scateni la sete di sangue di un uomo ruvido che, per primo, incontra dopo molto tempo il suddetto a suon di sganassoni, ci può stare benissimo. Rientra nelle dinamiche psicologiche dei violenti, della cerchia familiare intesa come "fortino inviolabile", e proprio in Tex i casi di vendette per assassinii di parenti vari abbondano, anche laddove si tratterebbe di persone con due dita di pelo sul cuore. Quello che non ci sta tanto, e che costituisce a mio giudizio un errore "concettuale" prima che tecnico, é la storia di War Cry messo da Wolfman alle calcagna del fratello: non ci sta perché non ha senso in sé (che rischio dovrebbe correre un pistolero-killer? Al massimo ubriacarsi e farsi derubare....ma son soldi suoi, non un bottino guadagnato in comune!), non ci sta perché é troppo "teatralizzata" la scaramanzia di un ruvido uomo di montagna (comunque, avrebbe dovuto costituire un aspetto della personalità del villain che avrebbe dovuto essere coltivato in precedenza, al limite), non ci sta un fiero pellerossa che "fa la posta" a un uomo maturo (per i tempi del west) che si sollazza con una ragazza, non ci sta perché un omicidio per via di un insulto scherzoso - omicidio di chi si sarebbe dovuto proteggere! - é veramente surreale. Dicevo, errore "concettuale": tutta questa costruzione, infatti, ha evidentemente UNA sola funzione: far sapere al lettore che War Cry si trovava nei paraggi, al momento del famoso sparo. In pratica, Ruju ha deciso di "giocare lealmente" con il lettore, fornendo un indizio (ed un movente, in effetti anticipato dai primi battibecchi tra i due avvenuti sulle montagne) sul colpevole dell'omicidio. Ed infatti, i miei personali sospetti su War Cry, dopo questa scena del tutto fuori contesto, sono aumentati a dismisura, e poi sono stati del tutto consolidati dalla "gratuita" (a mio giudizio) vignetta in cui War Cry, cavalcando, ritorna con la mente al defunto fratello di Wolfman (e lì anche il lettore più distratto ha capito tutto, al 99%). Senonché, Tex non é un giallo "a la Agatha Christie", non é un "whodunit": anche se i "what if" non mi piacciono, devo dire che sarebbe stato molto più efficace e spiazzante per il lettore elidere tutta questa parte, ricongiungendosi direttamente con il bel finale (War Cry che scappa prendendo proprio QUEL cavallo) e riducendo il tutto ad una mera questione di soldi (che avrebbe però sottinteso un War Cry ormai stanco di una vita solitaria e amorfa, non certo uno "schiavetto" ridotto a balia di un uomo adulto!). Si sarebbe ottenuto un effetto sorpresa REALE, eliminando una serie di forzature che - ribadisco - non solo risultano poco credibili lungo il corso della lettura, ma hanno quale unico effetto - in definitiva - proprio quello di smorzare l'effetto finale.
  3. Tahzay

    [673/675] Il segno di Yama

    Bravissimo Borden ad impostare questi "grandi ritorni". E' la filosofia giusta, Tex deve tornare ad abbeverarsi alla fonte, a recupere fascino presso i lettori di un tempo (quanti saranno quelli che, magari, hanno letto l'ultimo Tex nella loro fanciullezza, trasaliranno dinanzi al nome di Yama in copertina ed acquisteranno l'albo? Credo tanti!).........una volta recuperati i "recuperabili", si potrà pensare a conquistare nuovi lettori......la maggior parte dei quali, però, dovrà "entrare" per cooptazione.....ossia, invogliata dagli "anziani".......se questi ultimi smettono per primi e buttano via le loro collezioni, addio......
  4. Tahzay

    Il Mercato Di Tex

    Non sottovalutate il fatto che oggi, con il mercato dell'usato on-line, é possibile recuperare centinaia di copie di fumetti in un "clic". Oltre al fatto che, su un notissimo sito, si possono "leggere" comodamente i fumetti stando al proprio pc, di cui ormai sono dotati anche i più piccoli. Quindi, i lettori di fumetti sono MOLTI di più di quelli che possa sembrare dal dato delle vendite. Semplicemente, oggi é più "premiante" il "fumetto-evento", l'one shot, che il "fumetto-rito"..........una pubblicazione speciale, elegante, come il cartonato di Tex o i libri di Zerocalcare attirerà molto di più all'acquisto (se adeguatamente sostenuta dalla pubblicità) perché evento singolo, unito ad una veste editoriale adeguata e ad un altrettanto adeguato lancio dell' "evento", che é tale perché rompe la monotonia della serialità. Viceversa, é l'appuntamento seriale mensile (o settimanale) con l'edicola ad essere preistoria morta e sepolta......ed a questo contribuiscono anche le scelte editoriali.........mi spiego, una volta, negli anni '80, c'era la corsa al 7 del mese per acquistare Tex perché lo faceva anche il compagno di banco, l'amico, e perché altrimenti si esauriva........adesso, il "7 del mese" non esiste più nella testa del lettore, tra Color, Maxi, Cartonati, Magazine e quant'altro, e la copia del Tex la trovi anche il 30, perchè si vende molto meno. E dunque? Se non ho tempo il 7, passo il 15.......sembra poco, ma fa tutta la differenza di questo mondo. E' come per il campionato di calcio: trenta anni fa, alle 3 del pomeriggio si fermavano TUTTI (ed anche alle 18.10, quando davano i goal in Tv)........pertanto, a ruota, finiva con il seguire il calcio (o per doversi adattare ai suoi ritmi) anche la mamma, la fidanzata, il prete che celebrava messa...........adesso, con il campionato ridotto a "spezzatino", tutti sanno i risultati in tempo reale e guardano i goal 30 secondi dopo la fine della partita, ma gli stadi italiani sono vuoti. In questo senso, il fumetto SERIALE ha smesso da un pezzo di essere "nazional-popolare", ma il fumetto come medium ha delle potenzialità incredibili, essendo una delle poche forme artistiche che non possono prescindere da un contenitore fisico da maneggiare, per essere fruite adeguatamente. Spero di non aver delirato troppo, e di aver aggiunto qualche spunto di riflessione in più alla discussione....
  5. Tahzay

    [671/672] La banda dei serpenti

    S P O I L E R Diciamo che l'idea-base é geniale: un tizio é reso insospettito ed inquieto dalla cappa di tensione che ruota attorno ad un'elezione politica.......chi sta tentando di tramare contro di lui? Nessuno! E' tutta una messinscena, come messinscene sono determinati eventi della politica anche ai nostri tempi. Perfetto per una storia breve, da "freddura", da Color Tex per intenderci............anzi, da "Color Poirot", per essere più precisi: sviluppare questa idea in due albi, mettendoci dentro millemila personaggi inutili (non criticherò più Borden da questo punto di vista, dopo aver letto questa "doppia" ), ha reso l'intervento di Tex solo funzionale a smontare i deliri dello sceriffo: di fatto, la storia é andata, e si é conclusa, nella stessa direzione verso la quale sarebbe andata se Tex NON ci fosse stato, inclusa la morte dei tre scannapolli mandati al suicidio. Ma Tex non é Poirot, non deve dissipare dubbi e contribuire a svelare intrighi agli occhi del lettore: Tex deve determinare il corso degli eventi, essere colui che porta l'Ordine dove vi é il Caos. Qui tutto rimane tale e quale a prima, compreso ciò che avviene quando viene dissipato il dubbio sull'assassino di Alias. E' stata Mabel, e allora? Quattro risate e via! Mah.........
  6. Tahzay

    [671/672] La banda dei serpenti

    S P O I L E R A me l'albo é piaciuto poco. Lo stile di Manfredi, sempre alla ricerca della trovata o della frase a effetto (umoristica o "nera" che sia) o del gioco di parole, non fa mai decollare il livello di epicità e drammaticità della storia, la cui tensione é già smorzata in partenza dalla risibile consistenza della banda dei "Serpenti", sminuita sia nella descrizione (nell'ufficio dello sceriffo) che nei fatti (tanti uomini battuti e messa in fuga - in sostanza - da un macellaio e da una donna.........a proposito, il primo fa 3/3 al lancio dei coltelli, roba che nemmeno un apache.......). Il capo, poi, é un alcoolizzato ridicolizzato da Tex in casa sua, e senza neanche subire opposizione (che so, un cazzotto...una pistola spianata.....i "cavalieri del re".....bah!!!). Tra il Tex "serioso" di Boselli e questo qui, che viaggia sempre sul filo dello scherzo e della gag con Carson, va trovato un giusto mix. Perlomeno, sul piano del linguaggio "puro", vi sono trovate e battute che denotano una certa ricerca dell'originalità, e qui scatta un doveroso applauso allo sceneggiatore, che non si culla sullo scimmiottamento dei dialoghi bonelliani.
  7. Tahzay

    [Texone N. 31] Capitan Jack

    Ringrazio Tito e confermo il giudizio positivo sulla storia (sin troppo modesto l'Autore a dare merito soltanto ai disegni di Breccia).
  8. Tahzay

    [Texone N. 31] Capitan Jack

    Contiene SPOILER Un ottimo lavoro quello del duo Faraci-Breccia, anche se il volto di Tex (capelli e profilo "taurino" stile Superman......mentre quando fumava sembrava il "Torpedo" di Bernet, con quella boccuccia ridotta a puntino) e di Carson (baffi e naso adunco) sono eccessivamente "caricati", a mio parere. Ma é un Tex Speciale, quindi ci sta. Volevo però chiedere a Tito come mai ha inteso privilegiare le scene di battaglia a scapito della complessa personalità di Capitan Jack, del quale é stato completamente obliterato lo sforzo di integrarsi negli usi e costumi dei bianchi (da cui, l'origine del "soprannome", che NON era il suo nome originale), l'ansia e lo struggimento per la sorte del suo popolo, i grandi conflitti interiori che lo hanno portato al comportamento nei confronti di Canby e degli altri ambasciatori di pace. Il parallelo con l'episodio "Sangue di guerriero" della collana "Storia del west" é d'obbligo per tutti i bonelliani.................e in quell'albo era venuto fuori maggiormente, a mio giudizio, il dramma di un popolo braccato e senza speranza e la sofferta condotta del loro capo, mista tra orgoglio, istinto di sopravvivenza e chiara consapevolezza dell'ineluttabilità dell'esito conclusivo della battaglia, al di là degli effimeri successi sui "Lava beds". E' vero che questa é una storia di Tex (e non "la Storia"), ma sospetto che, se non avessi conosciuto per mio conto la vicenda storica reale, alcuni passaggi mi sarebbero apparsi un po' strani. Personalmente, proprio in quanto storia di Tex, avrei gradito la "licenza artistica" di un Tex che, stante il comportamento di Hooker Jim, avesse provveduto da sé a fare giustizia, come promesso all'amico, magari in tempi differiti. Così, resta un po' il senso di una promessa mancata (......assist a Borden, magari, per riprendere la questione in un successivo episodio della serie regolare).
  9. Tahzay

    [668/670] I rangers di Lost Valley

    Questo é ovvio, nessun caso nazionale. Come dicevano i latini, est modus in rebus......... Ma se la discussione si sviluppa, in maniera più o meno interessante, su un determinato aspetto, vuol dire che quell'aspetto interessa ed appassiona, e che quindi così secondario non é. Viceversa, se si fa una selezione preventiva, poi non ci si può lamentare dei Forum che languono.....
  10. Tahzay

    [668/670] I rangers di Lost Valley

    Pinzallacchere? Il commento sul titolo dato ad un albo di Tex, e sul nomignolo di uno dei protagonisti di una storia di Tex, su un Forum di Tex, é una "pinzallacchera"? Per me é il contrario esatto: se si prova a chiudere alla radice ogni fonte di discussione con una teatrale alzata di spalle, i Forum (di discussione) appassiranno, per diventare gradualmente dei Fan club. Il che va anche bene........almeno uno poi si regola sul se, come, quanto e dove scrivere. P.S. a me il titolo non piace affatto, non per questo non comprerò l'albo o lo leggerò con pregiudizio, ma rivendico la possibilità di dirlo, spiegando anche il perché, in modo argomentato.
  11. Tahzay

    [668/670] I rangers di Lost Valley

    Vorrei tornare per un attimo sulla questione Mackenzie "Mano Cattiva". Secondo me non é questione di inglese o italiano, ma - casomai - di corretta traduzione. In italiano, l'aggettivo "cattivo" viene molto più comunemente usato per indicare qualcosa di perfido, diabolico o malvagio, ossia di corrotto dal punto di vista morale, piuttosto che nel senso di "scadente", "guasto", "difettoso", che dovrebbe (uso il condizionale, ma ne sono abbastanza certo) meglio attagliarsi al nomignolo affibbiato a Mackenzie, in quanto la sua mano con dita mozzate costituiva un evidente difetto fisico. In questo senso, "Mano Cattiva" suona abbastanza male.....più che altro straniante, fuorviante. A meno che Borden non abbia ripreso (ed "italianizzato") un gioco di parole già presente nella realtà storica; ma la sussistenza di tale gioco di parole (tra "bad" inteso come "malandata" e "bad" inteso come "malvagia, punitrice") mi pare alquanto dubbia, sia per la presenza contemporanea dell'altro nomignolo ("Punisher"), specificamente diretto ad enfatizzare il rigore e la spietatezza di Ranald, sia per il fatto che, come ci viene chiaramente fatto capire nel primo albo, il soprannome in questione destava fastidio, in Mackenzie. In ogni caso, ed a prescindere, un bel paio di virgolette nel titolo del prossimo albo (prima di Bad e dopo Hand) non avrebbe di certo guastato, anzi...!
  12. Tahzay

    [664/665] Partita Pericolosa

    D'accordo con quanto scritto da West10;
  13. Tahzay

    [664/665] Partita Pericolosa

    Ma quindi siamo in Colorado o nello Utah.......?
  14. Tahzay

    Tex Magazine N.1

    Mettiamoci uno S P O I L E R Giudizio positivo sul Magazine, mi piacerebbe però che venisse implementato con qualche rubrica tipo "la posta dei lettori", oppure inchieste/sondaggi, giusto per far sentire più compartecipi questi ultimi.....potrebbe essere una simpatica trovata! Le due storie inedite risultano abbastanza normali, medie: un mostro creatosi chissà come (non è importante scendere nei dettagli) terrorizza una cittadina, lo fronteggia buon Tex, un po' scavezzacollo nell'ideare il suo piano (penso che la carica di dinamite fosse già sufficiente a sbriciolare la bestia, piuttosto che far saltare la diga rischiando di travolgere anche il ranger....!!!), un Carson francamente messo lì "giusto per", ma vabbè, ampia sufficienza. Anche "Maria Pilar" finisce con l'essere una storia carina, con un tema inedito ed un piano svolgimento, molto vintage.........impresa non difficile per Carson, contro fuorilegge dilettanti ed improvvisati, anche qui vi é un piano d'azione forse eccessivamente ardito (uno contro 15 a viso aperto....!) ma giustificato dalla non eccessiva pericolosità del gruppo avversario, e dall'essere Carson a capo di gente tutto sommato pacifica e inerme a sua volta. Qui, però, va segnalato un tocco di classe di Boselli che ci presenta un Kit Carson nella sua veste corretta: più che un donnaiolo (come molti frettolosamente lo bollano) un gentleman seduttore, prodigo di complimenti con le belle donne, ma che però, al pari di Tex, é assolutamente fedele al suo ruolo di "eroe", ligio al dovere e moralmente ineccepibile nel non creare illusioni in Maria Pilar. Le ultime due pagine, che stanno creando qualche discussione fra il popolo dei lettori, non vogliono assolutamente sottolineare l'elemento sessuale, ma - al contrario - spiegare proprio il perchè esso latita dalle pagine di Tex: i "nostri" sono eroi tutti d'un pezzo, che hanno dedicato la loro vita a un ideale che li costringe ad una esistenza attiva, solitaria e pericolosa. Qualsiasi "avventura" sentimentale, sia pur di breve durata, sarebbe destinata a concludersi in fretta e denoterebbe in loro un atto di egoismo verso la controparte femminile; mentre una distrazione puramente carnale sarebbe del tutto inconciliabile con lo spirito avventuroso della serie (i pards sono sempre impegnati in qualcosa, per definizione, e la loro missione non può implicare "distrazioni"). L' "incontro" finale tra il giovane Carson e Maria Pilar é, in definitiva, tutto meno che morboso e sensuale; anzi, a ben vedere, infonde tanta tristezza. Da una parte, un giovane e baldanzoso Ranger che, pur avendo concluso positivamente la sua missione, beve da solo, pensando malinconicamente ad una bella, coraggiosa ma "inavvicinabile" ragazza, e per questo ancor più conscio della sua solitudine; dall'altra, una ragazza che, resa fragile dalla perdita del padre, ed alla disperata ricerca di un nuovo punto di riferimento cui aggrapparsi, vede sfuggirgli inesorabilmente anche quest'ultimo, fino al punto di doversi offrire a lui con la "maschera" della meretrice, pur di suggellare un addio amaro e quanto mai lontano da qualsiasi intento gratuitamente allusivo alla sfera sessuale.
  15. Tahzay

    [658/660] Winnipeg

    Metafora corretta e condivisibile: Giudice "tecnico" e Giuria "popolare" che, tuttavia, non ha mezzi (né autorevolezza) per imporsi sulle scelte del primo........nel senso che non può coartarle, potendo - tuttavia - "rispondere" omettendo l'acquisto dei successivi albi in edicola.
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