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TWF - Tex Willer Forum

Tito

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    Autore di Tex!

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  1. Tito

    [Color Tex N. 9] La Pista dei Sioux

    Devo ancora vedere l'albo finito e stampato. Oggi mi sa che faccio un salto in edicola...
  2. Tito

    [Color Tex N. 9] La Pista dei Sioux

    Hai perfettamente ragione: per me, Gilas! è un capolavoro ineguagliabile. Sarebbe stato sciocco (e inutile) tentare di rifarlo. Però mi aveva lasciato la voglia di scrivere una storia con Tex "infiltrato", e questo è il risultato...
  3. Tito

    [Color Tex N. 9] La Pista dei Sioux

    C'è una storia che amo moltissimo: "Gilas!" Ci sono storie di Tex più importanti, lo so, forse più belle in senso "assoluto", ma per me quella è bellissima. Mi è rimasto impresso Tex che si finge qualcun altro, facendo in pratica l'infiltrato, eppure resta se stesso. Ho sempre desiderato scrivere una storia del genere. Certo, non si poteva ricalcare quella. Con questa storia, ho provato una variazione su tema. Tex si finge qualcun altro per scovare qualcuno che, a sua volta... si finge qualcun altro. Una specie di gioco di specchi, ingannevole. Di norma, Tex è imbattibile nello scovare gli impostori. Eppure, stavolta, ci sarà un conto che non quadrerà… ma mi fermo qui, evitando gli spoiler. Ho già detto quasi troppo. A parte, ovviamente: buona lettura! TF
  4. Tito

    [Texone N. 31] Capitan Jack

    Ehi, amici, occhio agli spoiler (anche e soprattutto visivi). Lo so che l'albo è in giro da un po', però, insomma… Gracias! Tito PS Tex rispetta gli avversari, quando e se gli avversari sono degni di rispetto.
  5. Tito

    [Color Tex N. 9] La Pista dei Sioux

    Chiaro, mai detto che non devono esserci anteprime. L'importante è avere buon senso nella scelta e nella quantità. Come quando si realizza il trailer di un film, oppure si scrive il retro di copertina di un romanzo.
  6. Tito

    [Color Tex N. 9] La Pista dei Sioux

    "Natural killer" dice bene. Il senso era appunto che il demonio (in senso metaforico) potesse celarsi in chiunque. È una storia di quel particolare filone "texiano" in cui il western assume una sfumatura di giallo. Ai titoli di lavorazione, non bisogna mai dare eccessivo peso. Saluti Tito (PS Secondo me, dico a titolo personale… sarebbe meglio se informazioni su trame, titoli di lavorazione, così come tavole di storie non ancora edite, non circolassero così tanto, con il rischio di spoiler veri e (a volte perfino peggio) fasulli. Bene fa la redazione a centellinare questo genere di anteprime. Come autore io di solito evito, o limito moltissimo. Quando disegnatori di storie sceneggiate da me mostrano in giro le tavole, durante fiere o eventi vari, non gioisco particolarmente. E non sto parlando nel mio interesse, quanto in quello di voi lettori.)
  7. Tito

    [Texone N. 31] Capitan Jack

    Cerco di risponderti senza spoiler, per gli altri. Ho cercato un equilibrio tra introspezione, ricostruzione storica e, naturalmente, avventura (nella tradizione bonelliana). Chiaro che il rapporto di pesi tra le componenti poteva essere diverso. Alla fine ho fatto una scelta, tenendo molto conto del grandissimo disegnatore a cui era destinata la sceneggiatura. Ho cercato di costruire scene che esaltassero la forza e spettacolarità del suo segno (ma anche le atmosfere che sa dare). E poi c'era il meraviglioso scenario dei "Letti di lava" (è stato il titolo di lavorazione della storia), con la battaglia realmente svoltasi. Lunghe scene di introspezione, inevitabilmente piene di dialoghi e "pensatone" (perdonatemi il termine) mi sembravano di troppo. Questa è, almeno, la mia scelta di narratore. Chiaro che altri autori avrebbero costruito la storia diversamente. Il finale porta molto l'impronta di Sergio Bonelli, che mi ha suggerito la trama. Mi è sembrato il migliore possibile, e non mi sembra che Tex ne esca sminuito. Spero di essermi spiegato. Saluti e grazie, a tutti. TF
  8. Tito

    [Texone N. 31] Capitan Jack

    Unire la Storia (quella con la maiuscola) alle storie è sempre un'impresa. Ma vale la pena. Ci ho provato anch'io. A voi giudicare. Posso solo dire che stavolta, davvero, più e meglio di così non sapevo fare. Breccia è gigantesco. Non ho parole. Se questa storia resterà, il merito sarà suo. Ciao TF
  9. Tito

    [664/665] Partita Pericolosa

    Perdonatemi il fuori tema, solo per segnalarvi al volo una nuova puntata di Tizzoni d'inferno, molto incentrata su Tex, con ospiti Pasquale Ruju (in studio) e Mauro Boselli (al telefono). La ascoltate qui: http://querty.it/podcast/pasquale-ruju-mauro-boselli-tizzoni-dinferno-40/ Ecco fatto. Ciao Tito
  10. Tito

    [664/665] Partita Pericolosa

    Per favore, ve lo sto chiedendo sempre con cortesia (che mi va riconosciuta): capisco la foga della discussione, ma potete inserire quando necessario l'avviso SPOILER? Non solo per rispetto verso di me, ma anche e soprattutto verso gli altri utenti che hanno diritto a farsi una loro idea e non farsi guastare la lettura, se non ancora avvenuta. Grazie TF
  11. Tito

    [664/665] Partita Pericolosa

    Non so, Gianbart… ti ringrazio della lunga risposta, che rileggerò con calma (sto per correre a Cartoomics: a proposito, se qualcuno di voi è lì e ci salutiamo, mi fa molto piacere), ma mi sembra che non sia del tutto pertinente alla mia riflessione. In questa storia, Tex non fa nulla che non abbia radici profonde nelle sue caratteristiche. In particolare, nella parte finale, ho lavorato sul suo carisma. E sulla sua volontà di pace fra i popoli, manifestata tante e tante volte in passato. Nonché sul suo gigantesco coraggio. Non c'è alcuna "leggerezza" in questo lavoro. Non c'è mai. Scrivere Tex comporta impegno e senso della responsabilità. Bisogna sapere "rinnovare nel rispetto della tradizione". Questa è la grande sfida. Saluti. A domani, mi sa… vado a Cartoomics. Sarà una lunga giornata. Ciao TF
  12. Tito

    [664/665] Partita Pericolosa

    Mmm… secondo me, alcuni di voi commettono un errore molto comune (ci casco anch'io, ogni tanto, come lettore o spettatore): giudicare una storia in base alla differenza tra come l'avrebbero scritta loro e come l'ha scritta l'autore. Ma questo non è un metodo giusto. L'autore va seguito, non "preceduto". Bisogna fare un patto di fiducia con lui (salvo poi "sanzionarlo" se lo tradisce, chiaro). E non lo dico perché poi date votacci alla storia: noi autori abbiamo le spalle larghe. Possiamo sopportare. Lo dico perché non vi godete la storia, non riuscite a entrarci dentro, in questo continuo paragonarla a come l'avreste fatta voi. Tutto questo lo dico con amicizia, davvero. Credo che si noti. Saluti TF PS Va a finire, poi, che le storie più criticate diventano le più "imprevedibili", quelle in cui c'è almeno uno sforzo di tentare nuove strade. Ed è un peccato, no? Però, sia chiaro, il mio è solo uno spunto di riflessione. Parliamone pure tranquillamente.
  13. Tito

    [664/665] Partita Pericolosa

    Devo dire che su questo forum di norma anche le critiche più severe sono fatte con civiltà. E quindi vanno semplicemente accettate. Per fortuna, ad altri questa storia è piaciuta, ma ben venga anche la stroncatura del neo arrivato Dee Brown, che spero apprezzerà maggiormente le mie prossime uscite. Dissento dalle sue osservazioni, ma ci rifletterò su. Ciao TF
  14. Tito

    [664/665] Partita Pericolosa

    Intanto, se possibile, chiedere di inserire qualche SPOILER, per rispetto di chi la storia deve ancora leggerla e ha diritto a farsi una sua opinione. Detto questo, apprezzo molto i toni civili della discussione ("polemica" sarebbe troppo). Toni che qui ho sempre trovato, anche se non sono un assiduo frequentatore del forum. Una cosa però è fare una scelta narrativa che può piacere o meno, come in questo caso. Scelta che io rifarei, di cui sono convinto pienamente e che trova le sue fondamenta nella messa in scena della storia. E una cosa è fare o non fare un lavoro a regola d'arte, in modo professionale. Portando a termine i propri compiti. A prescindere dal gradimento o meno, dietro a questa sceneggiatura c'è un lavoro professionale, non soltanto mio. Un lavoro marchiato Sergio Bonelli Editore: garanzia di professionalità e rispetto per il lettore. Il tuo errore, secondo me, è attribuire a una tua (legittima, ripeto) opinione un valore assoluto, oggettivo. Spero di avere chiarito la mia posizione. E auguro buona lettura a chi deve ancora leggere... Ciao TF Quante volte abbiamo visto scene in cui un vecchio capo saggio si scontra con un giovane della tribu dal sangue caldo? Peraltro qui il capo Orso nero è costretto dai fatti a dare ragione al giovane Corvo velove, ma è altrettanto vero che quest'ultimo non è il solito testa matta che si mette in testa di guidare i suoi, resta sempre fedele al suo capo, quindi la scena del rinsavimento sotto le sberle di Tex ci può stare eccome: il personaggio aveva e conserva i suoi tratti positivi, perché se fosse stato di sangue più caldo avrebbe già provveduto a far giustizia da se dei suoi compagni uccisi senza aspettare che le gerarchie della sua tribù si muovessero in questo senso e ciò avvenuto evidentemente non sarebbero bastati i pochi salutari ceffoni del Ranger. Poi per una volta in cui un giovane indiano piega la sua volontà davanti a Aquila della notte dobbiamo pure stare a lamentarci ? Anche sull'arrendevolezza di Duncan non sono d'accordo: a pagina 105 imbraccia il fucile e gridando "crepa bastardo" lo punta contro di Tex, che lo mette a posto da par suo. Poi bisogna capire il suo stato d'animo: è partito per fare una strage e finisce per trovarsi gabbato e con i suoi alla mercé degli Utes! Per uno che fino ad allora era stato definito un osso duro e un abile stratega lo smacco è colossale, anche se non poteva sapere poveretto che gli indiani erano già stati messi sul chi vive e per di più guidati da uno stratega, evidentemente, più grande di lui come deve essere Tex, che ha sempre rotto i denti ai prepotenti. Inoltre è chiaro che Duncan si è tirato dietro non i suoi uomini, o comunque i più fedeli collaboratori nelle stragi, ma altri soldati che davanti alle rivelazioni di Tex restano sorpresi... Insomma difficile immaginare una reazione diversa da quella che Duncan ha avuto. Per concludere, a pagina 111, Duncan è un uomo che intelligentemente ha ammesso la sua sconfitta, ma non pensa alla forca, tenta nell' ultimo tentativo di farsi uccidere dagli Utes che non cadono nella provocazione. Non gli resta che penzolare dalla forca. Grazie. Mi pare che tu abbia colto appieno il senso del finale. Però, per favore, inserite "SPOILER".
  15. Tito

    [664/665] Partita Pericolosa

    Gianbart, scusami, tu hai tutto il diritto al tuo parere. Però non puoi considerarlo oggettivo. "Evidenti cantonate": lo saranno per te. Per favore, per rispetto a chi lavora con impegno e serietà, lascia perdere esami di coscienza e, soprattutto, presunte inadempienze della redazione. Hai tutto il diritto a non avere apprezzato la storia, figuriamoci, e a esprimere le tue critiche. Però non esageriamo. In quel finale, ho deciso di non essere banale. Poteva essere la solita battaglia, un po' scontata. Stavolta ho evitato lo spara-spara, puntando sul carisma di Tex. Può non piacere, ma è una scelta motivata. Ciao TF PS "Esame di coscienza" mi è parso francamente eccessivo perché si applica a questioni morali. Chiaro che, come ho sempre detto, un autore deve praticare un'attenta autocritica. Ho capito, intanto (facendomi la barba, ci ho pensato su), cosa mi ha così infastidito dell'intervento di Gianbart. Quel "basta poco". Per scrivere nessuna scena, "basta poco". Il nostro è un lavoro complesso. Un saluto a tutti. E grazie di complimenti e critiche (servono sempre).
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