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virgin

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  1. Ah, bene. Grazie, @Piombo Caldo, mi ero perso quel messaggio.
  2. @borden, ti ricordo che Nizzi diceva lo stesso della Tigre Nera, dieci anni fa, eppure... Vero è che non so se si sappia ancora se la Tigre sarà Sumankan, oppure qualcuno che ne fa le veci; forse mi sono perso aggiornamenti essenziali in merito.
  3. Va be', allora ditemelo che ormai lo sport nazionale è spararle più grosse che si può, così mi adeguo anch'io. Deve essere divertente.
  4. Ridicolo? Anzi, io lo trovo bello. E checcavolo, è un fumetto, mica la realtà, dove per sfuggire alla cattura Tex sarebbe costretto a far fuori una caterva di gente rea solo di fare il proprio lavoro.
  5. Mamma mia, mi sono ricordato di un messaggio di più o meno dieci anni fa in cui strillavo all'antisemitismo perché Batterbaum ha un cognome da ebreo ed è la classica caricatura dell'ebreo. Ma quanto si può essere scemi? Dovevo davvero avere la passerina infiammata.
  6. @borden, noto un errore nell'ultimo balloon di Tex: "Che altro avrei dovuto Fare, dannazione?"
  7. Non so... quando ero al liceo lessi un suo Dylan Dog dai toni accesamente animalisti, tematica che ho sempre percepito come più sentita a sinistra che a destra (ma in effetti ho conosciuto diversi leghisti con la fissa degli animali, quindi...). Ad ogni modo, @Mister P, io mi immagino Medda che legge il tuo messaggio e ti risponde così:
  8. Quello è palese... io devo ancora capire chi è quello di destra! P.S.: rileggendo il messaggio di borden, in effetti non dice che fra gli autori storici di Tex c'è stato qualcuno di destra. Peccato, sarebbe stato divertente giocare a "Indovina chi".
  9. Ma il Tex che pesta la gente io lo ricollego direttamente al suo lato goliardico. È palese, evidente e prorompente vitalismo, esattamente come le gigantesche risse seguite da pacche sulle spalle nei grandi western classici.
  10. Ahahah! Io più che di errore parlerei di una logica interna al mondo di Tex: nel suo mondo le cose vanno così, un po' come tutte le persone che lui pesta sono colpevoli e non esiste la possibilità che lui pesti un innocente.
  11. Però, se ci pensi, valerio, era così anche nelle storie di GLB: Tex era visto male solo dalle mele marce, le persone oneste (come in questo caso i cowboys) non si facevano troppi problemi a bersi una birra al bancone offerta da lui, dopo essere stati da lui pestati in seguito a un malinteso.
  12. Be', @Mister P, Mister No è caratterizzato proprio così: è una persona non priva di intelligenza e di virtù (è un buon combattente, ad esempio; un bravo pilota etc.), con un elementare e innato senso della giustizia che sceglie, per tutta la vita, di sfuggire dalle responsabilità e di buttare via i propri talenti per non affrontare mai davvero l'età adulta, come dimostrano anche i suoi rapporti con le donne (e non sono io a dirlo... è Sergio Bonelli stesso!). La sua è, insomma, una pura e semplice autodistruzione. Questo lo rende, in fin dei conti, schizofrenico: è un coglione che pensa esclusivamente a ubriacarsi, andare a puttane e molestare sessualmente le donne che gli capitano a tiro; un uomo coraggioso e integro; un imbecille che si fa raggirare dal primo che incontra; una persona intelligente in grado di architettare piani e cavarsela nei momenti di pericolo; un eterno bambinone; uno che fa la morale agli altri sul loro infantilismo (vedere la storia di Ratso: Mister No accusa Ratso di essere infantile, ma da questo punto di vista sono esattamente uguali. Ciò che rende Mister No migliore di Ratso è il fatto che nel suo autodistruggersi perde meno la dignità e, soprattutto, non fa del male agli altri, laddove invece Ratso non si perita di ingannare e sfruttare le persone che gli vogliono bene per fuggire le responsabilità, fino a causare perfino la morte altrui). Mister No è così: incoerente, fallibile, fallito. Secondo me sono stati molto bravi gli autori che sono venuti dopo Nolitta a mantenerne la caratterizzazione, rendendola però più coerente: nelle storie di Nolitta Mister No è davvero un pazzoide che l'istante prima depreca i crimini di guerra nazisti e l'istante dopo chiude una donna nella stanza con sé per aggredirla sessualmente; con Castelli prima e con Mignacco, Colombo, Marzorati e Masiero poi non perde il proprio lato da perdigiorno, ma diventa più dolente e malinconico, meno schizofrenico. Davvero, @Mister P: a me Mister No piace(va), ma proprio non capisco come si possa negare che sia uno schizoide imbecille. Gli vogliamo bene proprio per questo, cribbio. Se avesse un po' di sale in zucca e un minimo di coerenza non si chiamerebbe Mister No, ma, chessò... Tex.
  13. Eh, sì. Nolitta aveva molte virtù (come riesce a rendere con naturalezza i cambi di scena e le varie transizioni, così come i colpi di scena, pochi); purtroppo i suoi difetti non erano da meno, sì, anche tralasciando i difetti particolari delle sue opere texiane, che con Tex non azzeccano nulla: i dialoghi ridondanti, i personaggi che si lanciano in filippiche dalla retorica goffa e insopportabile stile Sandro Curzi, la totale incoerenza degli stessi, il ritmo sballato delle storie con lungaggini e via dicendo, la logica della vicenda spesso latitante... del resto scriveva nei ritagli di tempo e lui stesso diceva, a ragione, di essere un dilettante della sceneggiatura. Non so quanti difetti delle sue sceneggiature siano imputabili alle condizioni in cui scriveva; tuttavia, mi sa che almeno i dialoghi terribili e i personaggi dalle personalità multiple erano proprio farina del suo sacco.
  14. Sì, non l'hai usato tu, l'ho usato io. L'unica cosa che non capisco è perché la scena ti stoni: nelle storie di Nolitta Tex è sempre un coglione isterico che fa cose senza senso e il fatto che si metta a sbraitare come un pescivendolo per una cosa che ha sotto il naso da giorni è perfettamente coerente con la caratterizzazione che di solito ne dà l'autore. Dato che li richiami tu, in effetti c'è una cosa che mi colpisce: non ho mai letto Zagor, ma ho letto tutte le storie di Mister No di Nolitta e mi incuriosisce come, in esse, anche Mister No sia un coglione isterico che fa cose senza senso. Si vede che con tale tipologia di personaggio Nolitta si trovava a proprio agio (la differenza è che Mister No è espressamente voluto dal creatore come uno schizoide imbecille; lo stesso non si può dire di Tex, invece, che dovrebbe quantomeno astenersi da atti insensati, cantonate colossali e strilli da vecchia comare). Sul fatto che Nolitta sia il tuo sceneggiatore preferito non ho dubbi, né ho mai espresso perplessità in merito. Solo mi stupisce che la caratteristica principale dello stile del tuo sceneggiatore preferito ti salti all'occhio solo qui.
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