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TWF - Tex Willer Forum

james

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About james

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    Scrittore
  • Birthday 09/29/1960

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    Maschile
  • Interests
    storia

Me and Tex

  • Number of the first Tex I've read
    7
  • Favorite Pard
    Kit Carson
  • Favorite character
    Lena Parker

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  1. Fino ad ora la serie Tex Willer è una miniera, un forziere di grandi racconti, veri romanzi d'avventura, direi capolavori. Mi chiede, però, come possono sparire nel nulla personaggi di grande spessore come la bella agente Pinkerton, il desperado Cortina (a proposito: perchè presentarlo come un cinquantenne? il vero Cortina nacque nel 1824), i due disertori o l'agente federale Carswell (questi, tra l'altro, pare avere influenzato il futuro di Tex). Personaggi del genere non possono non essere di nuovo utilizzati o nella serie regolare o di nuovo nella serie Tex Willer.
  2. Certo che non sono sicuro, ma sono sicuro che il sistema giudiziario e di sicurezza del tempo e del luogo non favorisse certo l'atteggiamento oggi da molti reputato normale, che ho, forse sbrigativamente, definito "legalitario". Penso al contrario che le condizioni del tempo e ambientali spingessero all'autonomia dei singoli e delle comunità, anche nella garanzia della propria sicurezza, sia per prevenire minacce sia per reprimere minacce e, anche, per reagire ad attacchi subiti. Spero che nella prossima storia a lui dedicata Sam Willer si riscatti e riesca a far fuori qualche canaglia, senza restare preda di eccessivi tormenti per non aver seguito le giuste procedure nella lotto contro la feccia del suo tempo.
  3. Non intendevo introdurre la "politica", ma solo evidenziare che sembrava di sentir parlare un tipico fautore di posizioni, come definirle, legalitarie (spetta allo Stato arrestare e giudicare...), che per l'epoca e l'ambientazione mi parevano piuttosto eccentriche.
  4. Non vedo l'ora di leggere questa storia, come qualunque altra getti luce su aspetti e vicende di familiari di Tex (e solo di lui, visto che di Carson non ci si è ancora decisi a narrare nulla circa genitori o fratelli). Su Sam Willer devo dire che fin da principio mi era parso una figura del tutto non realistica. Mi spiego meglio: mentre Tex diventa irreale sotto l'aspetto delle capacità, delle abilità, Sam non è realistico come psicologia. Non penso, infatti, fossero molti i texani di metà Ottocento assolutamente ligi alla legge, categoricamente ostili alla giustizia privata, sempre pronti ad alzare il ditino per dire "spetta al giudice", quasi fosse un moderno piddino catapultato con la macchina del tempo nel 1857. Va bene voler rappresentare una personale più posata, più tranquilla di Tex, ma da qui a pensare che nella valle del Nueces, tra Comanches, comancheros, razziatori potesse vivere un legalitario del XXI secolo, ce ne corre...
  5. Bene, ci stiamo avvicinando all'entrata in scena di Kit Carson!
  6. Sottoscrivo parola per parola. Aggiungo che la piaga del "politicamente corretto" (rectius, "mentalmente sconnesso") prevede soprattutto il vituperio delle sole discriminazioni e ingiustizie (secondo la morale odierna) perpetrate da europei. Queste sono quelle su cui si dirigono gli strali. Le discriminazioni passate e presenti degli altri, meglio ometterle, o al massimo giustificarle.
  7. L'avventura in Florida l'ho trovata bellissima, ricca di situazioni, personaggi, atmosfere realistiche. In una parola magnifica. E poi trovo veramente geniale la conclusione della storia, che è in grado di fornire una motivazione in più, forse quella decisiva, per il destino futuro di Tex. Aggiungo che un personaggio come l'agente Carswell sarebbe un peccato che non comparisse più....
  8. Non capisco tutte queste obiezioni e preoccupazioni circa l'incontro tra Tex e Zagor. Inverosimiglianza? beh, questa è connaturata ad entrambi. Certo Zagor agisce in un mondo ancora più immaginario, che con qualche forzatura si può collocare negli anni 40 dell'Ottocento. Ma che problema ci sarebbe a mostrarlo alla fine degli anni 50? Forse che a 50 o 60 anni, dovrebbe essere fuori gioco? Non potrebbe essere ancora attivo come Kit Carson?
  9. Come cinquantenne, magari ufficiale, potrebbe benissimo parteciparvi lo stesso Kit Willer
  10. Fra poco compio 60 anni, dunque ho superato Kit Carson ... Ebbene, non sono molto lontano, anagraficamente, dai pensionati, però trovo godibile ed entusiasmante sia la serie regolare sia la serie Tex Willer. E' evidente che vi si rispecchino i nuovi gusti (in entrambe), ma va bene così... Le storie ora sono scritte tenendo conto di un patrimonio di conoscenze storiche e iconografiche, un tempo impensabili o, comunque, molto rare.
  11. Mah, che ciò dipenda dall'età dei lettori, mi pare una spiegazione molto forzata. Intanto, va detto che il giovane Tex non ha nulla dell'ingenuità fanciullesca dei "ragazzini" del west in voga negli anni 50 e 60. Inoltre, le storie della serie Tex Willer - che personalmente trovo, finora, magnifiche sia come soggetti sia come disegni - presentano tematiche, situazioni e personaggi (comprimari, antagonisti, comparse) "adulti", maturi. Del resto, per un lettore pensionato di 65 o 70 anni, anche Tex e Carson della serie regolare potrebbero apparire dei "ragazzi". Credo che la spiegazione stia nella vischiosità delle abitudini e anche, forse soprattutto, nello scarso numero di pagine (secondo lo standard della serie regolare). Comunque, per me l'importante è che entrambe godano di buona salute!
  12. Completamente d'accordo. Ora a Tex è stata data un anno ufficiale di nascita: il 1858. Vissto che le storie del presente texiano sono successive sicuramente di alcuni anni al 1876 (Little Big Horn, uccisione di Wild Bill), è logico collocarle (salvo anacronismi del passato) nei primi anni 80. Dunque, Tex ha tra i 42 e i 45 anni. Crason una decina di più. Se ne ne può dedurre sia nato nel 1828.
  13. Esatto, era un'avventura a San Francisco. Aggiungo che, con quella scenetta, la differenza di età tra i due fu decisamente aumentata rispetto alla tradizionale "decina (come da vari riferimenti nel corso della saga). Boselli ha poi rimesso le cose a posto nel romanzo di Tex e anche in diverse storie del passato, riportando la differenza di età alla decina d'anni.
  14. Certo Borden, appunto "ai suoi tempi". Lincoln era convinto della superiorità bianca, e la cosa non mi scandalizza affatto: era un'opinione largamente maggioritaria, anche tra chi si commuoveva leggendo Harriet Beecher Stowe e tra chi indossava la divisa blu. Non si possono applicare al passato modi di pensare di oggi. Dicendo razzista, intendevo dire che chiunque sostenesse oggi idee simili, verrebbe considerato tale. Ripeto, però, che ritengo Lincoln, una delle figure maggiori della storia americana.
  15. Gran bel finale, degna conclusione di una storia che, definire western sarebbe riduttivo (e non solo perché si svolge nel Mid West), dato che mi ricorda atmosfere e intrecci da romanzo d'avventura classico. Spero che si possa rivedere la bella Kate in una prossima avventura del passato, così come vorrei davvero rivedere QUESTO Steve Dickart e QUESTA Lilly ..... finalmente è iniziata l' "umanizzazione" di Mefisto! e quanto a Lily, in questa occasione sembra ancora su un crinale tra il bene e il male, che non ha ancora varcato del tutto (non credo che avrebbe davvero buttato dal treno l'esanime Kate...). Quanto a Lincoln, indubbiamente una delle figure più importanti e carismatiche della storia americana, non ci si poteva certo aspettare una rievocazione "completa", nel senso di fedele rappresentazione di luci ed ombre. Lincoln era convinto dell'inferiorità dei negri (nel loro complesso, chiaramente), pur essendo contrario alla schiavitù (soprattutto alla sua estensione nei territori dell'Ovest, che avrebbe ostacolato e ridotto le opportunità delle centinaia di migliaia di bianchi poveri dell'Est e dell'Europa, in cerca di terra e opportunità). Del resto, si può benissimo essere razzisti (verso una o più etnie) e purtuttavia essere antischiavisti. E probabilmente Lincoln lo era: razzista (come la stragrande maggioranza dei suoi contemporanei) e abolizionista. Sarebbe ridicolo incorrere negli anacronismi consueti nelle rievocazioni cinematografiche dei personaggi storici. In fin dei conti, nonostante nel tratteggiare Lincoln non ci si discosti dall'agiografia consueta ... ben venga! Il personaggio mi ispira comunque simpatia e ammirazione e vederlo impegnato a sferrare cazzotti e "remate", è uno degli aspetti più gustosi della storia.
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