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TWF - Tex Willer Forum

james

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  1. james

    [Tex Willer N. 1 / 2 / 3 / 4] Vivo o morto!

    So seguendo la nuova serie di Tex Willer, con grande soddisfazione. Ancora non mi pare vero che Boselli abbia deciso di colmare i vuoti, integrare storie, del passato più o meno lontano. Va tutto bene. Tesah è un piacere per gli occhi, anche se .... non mi pare un abbigliamento realistico per l'epoca.... Non vedo l'ora di vedere anche il Steve Dickart e sorella in azione. Ottima l'idea degli intrecci tra azioni di personaggi che però non si incontrano (per rispettare il canone e i vincoli della saga). Con lo stesso meccanismo, mi aspetto di vedere anche Kit Carson.
  2. james

    I Soggetti di Tex da parte dei lettori del forum di Tex

    Grande Tex, a me la tua storia piace. Va solo cambiata la militanza di Carson. Le ragioni per le quali dobbiamo ritenere che Kit Carson abbia combattuto per l'Unione non derivano tanto dal Carson storico, ovviamente, ma da due dati di fatto della saga: 1) nei primi albi, viene accennato ad un passato militare di Carson in Kansa (che sia ne Gli sciacalli del Kansas? non ricordo esattamente...) e 2) dopo le varie rievocazioni della guerra civile fatte a Tex, è credibile che non venga mai fatto cenno da nessuno, che Carson si trovava sul fonte opposto?
  3. james

    [223/226] Missione Suicida

    Concordo con il giudizio di Andrea67. Questa è una delle non numerose storie in cui Carson mostra il suo valore. Intendo dire, non molte, nel periodo anteriore a Boselli. Per trovarne altre, dovrei citare quella ambientata a San Francisco (mi pare L'artiglio ha colpito, il titolo di uno degli albi). Per assistere ad un duello in cui Carson riveste un ruolo da coprotagonista, al fianco di Tex, si dovrà attendere la conclusione de Il passato di Carson, i giustizieri di Vegas e le storie dedicate al Carson giovane: niente male come attesa.... Del resto, se si prendono i primi 200 numeri di Tex, si vedrà che sono rarissime le performance di Kit Carson.
  4. james

    [696/699] L'ombra del Maestro

    Una delle migliori storie di Tex, per soggetto e per i disegni. La ricostruzione di New York è perfetta e manifesta un grande sforzo di ricerca storica e iconografica. Vedere Tex e Carson nella grande e moderna metropoli è stato emozionante. Considerata la "modernità" della New York di fine 800, è un po' come se le imprese dei nostri amati pards fossero un po' più vicine a noi, al mondo che conosciamo. Boselli può veramente andare fiero di questa storia. Anche il modo in cui Tex e Carson agiscono è perfetto: nessuno dei due prevarica l'altro. Carson ha il giusto rilievo. Anche il rapporto dei ranger con la polizia e, in particolare, con il capo della polizia, è equilibrato: nè troppo arrogante nè troppo subalterno. Delizioso il cameo di Annie Oakley e il nuovo incontro con Kit Carson. L'appetito vien mangiando, per cui .... spero che prima o poi i nostri tornino a New York!
  5. james

    [91] Vendetta Indiana

    Non reputo questa storia una delle migliori della saga. Buona, sì. Assume valore, forse, per il ruolo positivo degli indiani, il che, però, non era una novità per Tex. Non mi piace il modo caricaturale in cui viene reso il colonnello Arlington (mi pare si chiamasse così...). E' certo un dato di fatto che in questa storia si possono vedere delle anticipazioni della stucchevole "moda" filoindiana che stava per dilagare a Hollywood (dal pessimo Soldato Blu per arrivare al soporifero balla coi lupi), il che, però, non è un pregio. Originale, per l'epoca, il finale, in cui il ruolo del vendicatore/giustiziere è assunto da una vedova indiana.
  6. james

    [696/699] L'ombra del Maestro

    Vorrei non terminasse mai.... Storia indimenticabile, trama e sceneggiatura magistrali. Per non parlare dei disegni, pressoché perfetti. Carson dovrebbe essere sempre così, anche dal punto di vista grafico.
  7. james

    [Color Tex N. 14] L'apache bianco e altre storie

    Apprezzo l'ironia, però ... A prescindere dal fatto che una probabile paternità, seppure non riconosciuta, basta e avanza per Carson. L'aver collocato la storia nel 1866 faciliterebbe, invece, la ricomparsa di una Abbie ancora abbastanza giovane....
  8. james

    [Color Tex N. 14] L'apache bianco e altre storie

    Trovo che sia uno dei migliori Color. Storie brevi e interessanti. Naturalmente, ho trovato entusiasmante in particolare Golden Queen, per il ruolo assegnato in essa a Carson. E' interessante la collocazione temporale: il 1866. Sono dunque passati 7 od 8 anni dalla storia a Bannock, e probabilmente Carson ha già incontrato Tex. Dovrebbe trattarsi di un Carson sui 37-39 anni.
  9. james

    [Tex Willer N. 1 / 2 / 3 / 4] Vivo o morto!

    Bene. mi ero ripromesso di leggerlo assieme al seguito - o addirittura ai seguiti - ma non ce l'ho fatta... Letto, gustato, apprezzato. L'inizio è veramente "alla grande". Per dimostrare acume e spirito analitico occorre trovare sempre il pelo nell'uo... pardon un difetto? Mah, se proprio occorre, direi che risulta forse confermata - in ciò, attenendosi esattamente all'imrponta glbonenniana del del personaggio - l'aria un po' troppo "saputella" di un ventenne, abile con la pistola finchè si vuole, ma pur sempre nella mischia da poco tempo. Ma la realtà è che, n fondo, è questo che Tex ventenne era ed è nella nuova serie. Pertanto, benvenuto lui e la serie! Se non sbaglio l'intento è quello di colmare le lacune della serie originale: dobbiamo, perciò, aspettarci dei salti temporali? direi proprio di sì... Spero, tornando al discorso di prima e al tema della fedeltà all'originale, che invece per Kit Carson si sia scelta una minore fedeltà alla versione originaria, visto che a me il Carson dei primo 12 albi della serie gigante è sempre apparso una figura un po' scialba, molto, molto al di sotto di Tex sotto tutti i punti di vista. Un personaggio lontanissimo dalla sacrosanta rilettura e valorizzazione che ne ha dato Boselli (Il passato di Carson e I giustizieri di Vega, per citarne alcuni, ma non sono le sole occasioni...)
  10. james

    [416/418] Cercatori Di Piste

    Condivido il giudizio espresso già da molti sulla storia. Una delle migliori di Boselli e anche dell'intera saga. Non ripeto, pertanto, gli apprezzamenti, che devono intendersi pienamente condivisi. Sottolineo, solamente, per amor di discussione e non di polemica, ciò che mi differenzia da alcune delle principali analisi prima espresse. Affermare, in modo tranchant, che con questa storia risalta una volta di più la sostanziale ingiustizia del sistema statunitense di fine ottocento (alludendo, in realtà all'intero arco della repubblica a stelle e strisce) significa attribuire a Boselli ciò che Boselli sicuramente non ha inteso affermare, oltre che dare una lettura della storia buona per pamphlet da Editori Riuniti anni '70. L'epoca e i luoghi delle gesta di Tex vedono, senza dubbio, i nativi in posizione di sconfitti (confinati in riserve), ma se da ciò si vogliono trarre giudizi sugli usa, del tempo, allora va aggiunto: - il sistema delle riserve avrebbe potuto essere (e a volte lo fu davvero), il modo meno cruento e, tutto sommato, rispettoso delle "culture" native, per risolvere il conflitto tra mondi incompatibili (piccola notazione marginale: chissà perché molti di quelli che si commuovono al pensiero della perdita delle tradizioni, delle identità etniche e culturali dei popoli indigeni, sono anche critici verso le tematiche identitarie oggi in voga in Europa. Mi ricorda il paradosso dell'anrtopologo, descritto da Lèvy.Strauss ne Tristi Tropici: gli antropologi sono sommamente rispettosi di ogni aspetto delle culture indigene che studiano, si ribellano alle tradizioni della civiltà in cui vivono «Spesso sovversivo tra i suoi e ribelle agli usi tradizionali, l’etnografo appare rispettoso fino al conservatorismo appena la società in questione si trova a essere diversa dalla sua». Tex non ne è affetto, certamente, egualmente pronto ad imbracciare le armi contro qualsiasi cosa senta come ingiusta, quale che ne sia il fondamento o l'origine...); - la conquista e il dominio, manu militari, dei più forti e/o intraprendenti sui più deboli e/o arretrati è una costante della storia e non è un'esclusiva dell'occidente e, tanto meno, di Usa od Europa (lo si dimentica troppo spesso, un po' come avviene quando ci si riferisce alla schiavitù, limitandosi ai circa tre secoli della tratta atlantica, scordando tutto il resto, più duraturo e ampio e, significativamente, molto, molto meno studiato...) - non va mai dimenticato che il mondo degli amerindi, sia precolombiano sia post scoperta-conquista, era tutt'altro che idilliaco e pacifico. Senza citare le aberrazioni azteche o maya, anche nelle epoche più recenti è evidente che l'suo della guerra tribale che poteva tradursi in scaramucce isolate ma anche in veri massacri o pulizie etniche era tutt'altro che sconosciuto nelle Americhe. Aggiungo che anche a me è dispiaciuto vedere sparire di scena Torrence, figura nobile ed eroica (direi con una modalità che, mutatis mutandis, abbiamo rivisto nella fine di Shane de Gli Invincibili). La figura del soldato si presta sempre, in modo particolare, alla rappresentazione di figure estreme, negative o positive, o problematiche.
  11. james

    [Tex Willer N.0]

    Io ho grandi aspettative. Prendo atto di ciò che ha affermato l'avvocato Monni, circa l'assoluta fedeltà alle storie originali, considerate come "vincoli" insuperabili. A costo di scandalizzare molti, io non avrei avuto alcun problema ad assistere a vere e proprie riscritture del passato, colmando lacune, certo, ma anche cambiando l'esistente. Ma va bene lo stesso. Sono certo che saranno grandi storie! Anzi, non vorrei che la nuova serie facesse concorrenza alla serie inedita ....
  12. james

    I Soggetti di Tex da parte dei lettori del forum di Tex

    Grazie per la lezione - non richiesta - di storia. Però, Barbanera, noterai che non ho certo affermato che il ritiro delle truppe francesi dal Messico fosse dovuto alla SOLA ostilità - VERA - del governo federale Usa. Del resto, gli Stati Uniti, all'epoca, non erano ancora una potenza di prima grandezza, in ambito internazionale. Un blog imperniato su un fumetto - per quanto importante - disquisire di aspetti teorici in varie discipline. Però non riesco a trattenermi dal dire che non reputo affatto AGGRESSIVA la politica attuativa della dottrina Monroe. DIFENSIVA, semmai. A meno che non vi si voglia ravvisare, in nuce, le origini della politica del "cortile di casa" nei riguardi dell'America Latina, con le conseguenti spiegazioni consolatorie e vittimistiche delle ragioni per le quali le ex colonie iberiche hanno avuto uno sviluppo e un destino ben diverso da quelle anglo- sassoni. ciao
  13. james

    I Soggetti di Tex da parte dei lettori del forum di Tex

    Circa il primo punto, hai ragione: durante la guerra civile, l'Unione non prende parte alla guerra contro Massimiliano e i francesi, però si mostra immediatamente ostile e, a guerra di secessione appena conclusa, il governo Usa intima alla Francia di "lasciare la presa". Sicuramente, immaginare il coinvolgimento di Tex dopo la fine della guerra di secessione, agevolerebbe le cose. Però, mi chiedo - e ciò a prescindere dall'ipotizzare trasferte di Tex in Messico o altrove nel periodo 1861-1865 - è tassativo immaginare che Tex prenda parte alla guerra degli stati per tutta la sua durata? è detto o lasciato intendere in qualche modo? bada, non è una domanda polemica o retorica, me lo chiedo davvero....
  14. james

    I Soggetti di Tex da parte dei lettori del forum di Tex

    Veramente, non mi sono mai sognato di ipotizzare una storia incentrata sul solo scontro di Camerone. Tu hai ricostruito un'ottima cronologia della vita e delle avventure di Tex, per cui se dici che all'epoca era altrove, ne prendo atto. Però, per quanto riguarda l'occasione, la ragione della presenza di Tex, certo non sarebbe impossibile escogitarne. Ad esempio, una missione segreta unionista, volta a compiere un qualche sabotaggio ai danni dei francesi. Francesi, però, che non vorrei veder rappresentati in modo macchiettistico, come ad esempio le "giubbe rosse" nel Comandante Mark o in Blek. Tutto qua. Condivido certo che sarebbe sgradevole, per tacer d'altro, vedere Tex partecipare ad un massacro di legionari e, del resto, anche ad uno scontro dall'esito scontato. Ragion per cui, Tex in quello scontro dovrebbe avere un ruolo, diciamo, di "mediazione" tra le parti.
  15. james

    I Soggetti di Tex da parte dei lettori del forum di Tex

    Bianco e nero. Nessuno spazio per mostrare l'eroismo mostrato dagli avversari? mi pare troppo schematico. sarebbe come dire che, scelta una parte per Tex, gli altri vanno disprezzati...
  16. james

    I Soggetti di Tex da parte dei lettori del forum di Tex

    A me non dispiacerebbe una storia che vedesse Tex coinvolto nell'eroica resistenza di Camerone.
  17. james

    Un po’ di luce sulla biografia di Tex secondo Mauro Boselli

    Secondo me Carson è morto nel 1898, dopo aver sgominato da solo un banda di fuorilegge che aveva rapito Donna Parker e il figlio, ucciso a tradimento dall'unico sopravvissuto dei suoi avversari. Da solo, perché in quel periodo Tex era a Cuba. Kit Willer, infatti, si era arruolato, al seguito di Teddy Roosevelt e dei suoi Rough Riders, in qualità di capitano. Il gen. Nelson Miles, vecchio amico di Tex, cede alle insistenze di quest'ultimo (contrario alla partecipazione del figlio ad un guerra di cui non comprende la ragione) e fa in modo che questi possa raggiungere il figlio. Tiger resta nella riserva, insieme a Carson. Sembra che ai due tocchi l'incarico meno rischioso, e invece il vecchio ma inossidabile Kit Carson deve sfoderare nuovamente le colt e correre verso la sua ultima avventura,
  18. james

    Un po’ di luce sulla biografia di Tex secondo Mauro Boselli

    Condivido tutte le osservazioni di LEO. Aggiungo che il romanzo inizia nel 1899. Tex ha 61 anni (questo lo possiamo dedurre ora, dopo Nueces Valley). Carson ne avrebbe 71, ma è già morto. Dunque, non arriva da un età veneranda. E' anche probabile immaginarne una morte non per cause naturali, in azione..... Verrà mai narrata? da un lato, lo vorrei, per curiosità, ma dall'altro, da carsoniano sfegatato, l'idea è decisamente disturbante...
  19. james

    I Soggetti di Tex da parte dei lettori del forum di Tex

    1) Pat ritorna in Irlanda per il funerale del padre e una volta là, scopre che il vecchio Mac Ryan è morto di crepacuore per le innumerevoli angherie subite da un locale signorotto. Pat cerca di fare giustizia, a modo suo, a suon di cazzotti e ... finisce in carcere. Condannato al carcere duro, in un penitenziario sperduto nella brughiera, ha una sola speranza, anzi ... quattro, in arrivo dall'Arizona. 2) Un amico fraterno di Jim Brandon, ufficiale dell'esercito canadese, lo convince ad accompagnarlo in una missione nella Colonia del Capo. Ufficialmente, la missione consiste nello scambio di esperienze militari, nel quadro delle operazioni della guerra anglo-zulù. Brandon ,a sua volta, convince Tex e Carson ad accompagnarlo. Tex, Carson e lo stesso Brandon, pur non nutrendo simpatia o ingenue illusioni sulla natura del regono (imperialista) degli Zulù, ne proveranno poca anche per la guerra imperiale britannica. Cercheranno di sganciarsi e, con varie peripezie, si troveranno a Isandlwana e si copriranno di gloria a Rorke's Drift. Conosceranno anche Paul Kruger e le avvisaglie della prima guerra anglo - boera. 3) Un vecchio compagno d'armi di Carson, ex ranger ed ex ufficiale dell'esercito statunitense, è a capo di una formazione di mercenari, provenienti da tutto il mondo, per portare a termine un colpo di mano che metta il mondo davanti al fatto compiuto de ... l'indipendenza dell'Alaska. Potenze straniere hanno già, ufficiosamente, anticipato che non mancherà il loro riconoscimento del nuovo stato. Ma le strade di John Cameron (questo, il suo nome) incroceranno di nuovo, e per l'ultima volta, quella del suo amcio d'un tempo, Kit Carson e di Tex Willer.
  20. james

    [Tex Willer N.0]

    Inutili polemiche sulle vere o presunte incongruenze cronologiche texiane. Io, invece, aspetto con gioia la nuova serie. Boselli ha ridotto al minimo le inesattezze storiche e le incongruenze. Ne restano? e chi se ne .... importa! Il risultato è una grande saga, un grande fumetto!! Boselli, nel riempire i vuoti dei primi anni (e forse non solo di quelli, dato che la sensazione di bruschi salti, la si percepiva anche dopo, per esempio nel pieno dell'epoca "matura", ai tempi de "Sangue Navajo", per intenderci....). rispetterà, manterrà, i PALETTI Bonelliani. Se Tex ha incontrato Carson in quel modo, in quel modo verrà ripresentato l'incontro. Solo, mi è parso di capire (e sinceramente lo spero), Boselli arricchirà il PALETTO, il punto fermo, di molti particolari, antefatti, seguiti, mai narrati prima. So che mi ripeto, ma ad esempio, Carson quando ha incontrato per la prima volta Montales? Rileggendo il Ritorno di Montales, qualche dubbio viene... E poi, è credibile che per 20 anni Tex e Montales non si siano più visti? Forse sì, però... Buffalo Bill è un po' problematico perché ha ben 8 anni meno di Tex. Di conseguenza, anticiparne le avventure, significa raffigurarlo adolescente. Il che non è impossibile, però, bisogna pur sempre rispettare un altro dei famosi VINCOLI bonelliani, ovvero il primo incontro con Tex ai tempi della costruzione della ferrovia. Probabilmente, o verrà inserita una storia di Cody in veste di protagonista indipendente, oppure un'avventura collocata dopo il primo incontro con Tex. E anche a questo riguardo: ma quando diavolo si sono conosciuti Buffalo Bill e Kit Carson? In Wild West Show è evidente che i due si erano già conosciuti. E non solo per la fama pluridecennale del Vecchio Cammello....
  21. james

    [696/699] L'ombra del Maestro

    Chissà che tra i personaggi della lunga storia, non si incontri anche un giovane Joe Petrosino!
  22. james

    [696/699] L'ombra del Maestro

    Ottimo inizio!!!! Trama coinvolgente, ampio respiro che, si spera, consentirà di gustare molte situazioni e personaggi. Insuperabile l'impatto tra Tex e Carson (soprattutto di Carson, perchè più loquace al riguardo) con la metropoli per eccellenza. Per il momento, poi, buono anche il ruolo svolto da Carson nella storia. Mi meraviglia che qualcuno storca il naso per le espressioni di Tex: evidentemente il morbo della "correttezza politica" dilaga. Chi è l'ottuso che crede che un uomo di fine ottocento, pronto a combattere le ingiustizie, lo schiavismo, le prepotenze, , per ciò stesso non potrebbe aver avuto l'abitudine di pronunciare coloriti epiteti sui gialli, rossi o neri? mai snetito parlare di senso storico? Va bene che, considerato che oggi molti vorrebbero epurare il dizionario, sull'altare della politically correctness, non c'è di che stupirsi. Comunque, ripeto, davvero ottimo inizio. Ho trovato intrigante anche il prologo, seppure non abbia alcuna simpatia per Nick Castle.
  23. james

    [171/175] Il Laccio Nero

    Ricordo perfettamente la storia e, soprattutto, rammento l'emozione che provai quando uscì, intorno alla metà degli anni '70. Inoltre, fateci caso: Carson viene valorizzato come raramente, molto raramente, è stato fatto, prima dell'era di Boselli. Piccola notazione personale: alcuni mesi prima avevo scritto alla casa editrice, lamentando il fatto che a Kit Carson venisse troppo spesso riservato un ruolo da Frankie Bellevan o, comunque, da spalla comica, decisamente surclassato da Tex. Feci l'esempio delle scazzottate, quasi sempre riservate a Tex. Ebbene, forse sarà stato un caso, però .... quando uscì questa storia, a me parve un regalo personale!
  24. james

    Grandi cambiamenti nella trama: a chi spettano?

    Il romanzo scritto da Boselli inizia con un Tex dai capelli brizzolati e con Carson morto (da molto? non si sa) ed è collocato nel 1899. Ora, oramai - grazie a Boselli (e alle acute ricostruzioni di Monni) - sappiamo che Tex è nato nel 1838. Nel 1899 ha solo 61 anni. Carson è nato circa 10 anni prima. Dunque, nel romanzo non raggiunge i 71 anni. Direi, perciò, che è più probabile una morte violenta.... Ma speriamo di non vederla mai, sulla serie regolare. A meno che non si tratti chi chiuderla.
  25. james

    [Texone N.33] I Rangers Di Finnegan

    Trovo ridicolo, se non grottesco, l'eccesso di "filologismo" con cui si vorrebbe giudicare le storie di Tex. Un conto è far notare errori marchiani, evidenti, che saltano all'occhio e, pertanto, sono immediatamente fastidiosi, altro è spaccare il capello in quattro e magari andare a verificare se una data espressione era in uso a quel tempo e in quei luoghi.
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