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theLord

[343/346] I Predatori Del Grande Nord

  

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Soggetto e sceneggiatura: Claudio Nizzi
Disegni: Fernando Fusco
Periodicità mensile: Maggio 1989 è Agosto 1989
Inizia nel numero 343 a pag. 47 e finisce nel numero 346 a pag. 75




Un gruppo di loschi speculatori di Washington in combutta con un corrotto ministro canadese, decisi a sabotare il progetto di una nuova ferrovia transcontinentale, aizzano i Piedi Neri contro la spedizione topografica Stanford, guidata da Gros-Jean. I pards vengono avvertiti da Jim Brandon che il loro comune amico è nei guai, ma i gaglioffi intercettano il messaggio! Per sfuggire ai Piedi Neri sobillati dagli sgherri di Caudill, un guercio prezzolato dal corrotto ministro canadese Fairbanks e dai suoi referenti finanziari statunitensi per sabotare una nuova ferrovia, i pards e il sergente Wilding, inviato di Jim Brandon, affrontano le rapide del Red River e finiscono assediati contro una parete rocciosa! Tutto sembra perduto, ma i valorosi Flathead di Fronte Alta sbaragliano i pellerossa ribelli e i nostri eroi puntano sulla locanda del viscido Jean Morisse, dove Wilding era stato drogato per intercettare il dispaccio di Brandon diretto a Tex. Prima di venire ucciso dai suoi stessi complici, il bieco taverniere Morisse era stato convinto da Tex a saltare il fosso. Grazie alle sue informazioni, i pards, dati per morti tra le fiamme della locanda, braccano il sicario Caudill fin nel covo di Jenkins, tirapiedi del ministro Fairbanks e coordinatore dell'azione di sabotaggio contro la ferrovia! Intanto, mentre Gros-Jean è prigioniero dei Piedi Neri, anche Jim Brandon cade in mano ai farabutti. Vittime di un tranello, i rangers finiscono legati insieme a Jim sul battello del capitano Tanakis, in mezzo al lago Winnipeg. Ma la Giubba Rossa ha un asso nella manica! Mentre Gros-Jean fugge dal campo dei Piedi Neri grazie a un'amica indiana, i pards e Jim Brandon costringono a uscire allo scoperto il capitano Tanakis, che li teneva prigionieri sul battello Arrow, al soldo dei sabotatori della ferrovia transcontinentale canadese. Ritrovato Gros-Jean, i nostri fanno esplodere la santabarbara dei gaglioffi e, a Ottawa, il corrotto ministro Fairbanks finisce dietro le sbarre.



© Sergio Bonelli Editore

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Sono finalmente riuscito a leggere tutta questa storia, comprando pure il n. 345. Mi pare che sia piuttosto bella nella sua mescolanza di avventura e intrigo politico -affaristico; certo, non ha il respiro epico di "Sulle piste del Nord" ( del resto i personaggi indiani, "buoni" o "cattivi", hanno importanza puramente episodica ), ma mantiene un ritmo narrativo piuttosto incalzante, che le consente di catturare sempre l'attenzione e l'interesse del lettore. Tex è in ottima forma, specie come uomo d'azione; Carson fa faville nei siparietti ironici e anche Kit e Tiger fanno la loro parte, sebbene in misura minore. Per contro è piuttosto attivo il ruolo di Gros - Jean ( che ci si mostra nell'inedita veste di..... grande seduttore :D :D :D :D ) e di Jim Brandon ( anche se la maniera in cui , quando tutto sembra perduto, riesce a liberarsi e a liberare i pards è probabilmente un po' facile ). I "cattivi" sono pure caratterizzati in modo convincente, specialmente il venale uomo di mare greco Tanakis, il subdolo ma goffo taverniere Jean Morisse e il capo dei sicari al servizio di Jenkins e Fairbanks: il guercio Lou Caudill, feroce e sleale al punto giusto, ma anche dotato di capacità di commediante ( e di incassatore ) di prima grandezza ( nel n. 345 la sua interpretazione mette nel sacco non solo Tex, ma pure il lettore; il ranger, che in questa storia è piuttosto vendicativo, non gliela perdona e più avanti gli salda il conto quando fa saltare il deposito delle armi che doveva fornire ai Piedi Neri ribelli, tenendo volutamente la miccia un po'troppo lunga, in modo che Caudill e il suo scherano Stuart giungano in tempo per esplodere con le armi, condendo il tutto con un sulfureo scambio di battute con Carson ); un "vilain" piuttosto interessante ( e con una faccia che si ricorda, non solo per la benda all'occhio ma anche perchè i lineamenti che Fusco gli fornisce a mio parere ricordano, menomazione fisca a parte, quelli di Tex, non si sa se per caso o volutamente; ad ogni modo, la cosa aggiunge un po' di pepe alla vicenda ) , anche se privo della capacità di tessitore d'intrighi di Martin Stingo o dell'eleganza nel male di "Cobra" Galindez. Fusco si mostra piuttosto a suo agio nell'ambientazione canadese, da lui tante volte affrontata, e ne viene fuori una prova di grande rilievo ( sebbene la faccia del faccendiere Jenkins, forse per involontario ricordo dell'altra location preferita dal disegnatore, abbia un aspetto più da messicano che da canadese; la cosa del resto capiter? anche in seguito, se è vero che pure Joe Larkin, uno dei "cattivi" di "Athabasca Lake", presenterà , e in misura maggiore, lo stesso problema ).

 

In sintesi ( e IMHO ):

Soggetto 8,5

sceneggiatura 9,5

disegni 9

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In effetti il finale può sembrare quello de "Il grande intrigo" ( nn. 141 - 145 ) ( l'arresto del grande burattinaio ), privato però della drammaticit? che c'era quella storia; a mio parere, tuttavia, l'idea di terminare tutto con i "buoni" felicemente riuniti non è poi da buttare, specie in una storia dall'intonazione più avventurosa che drammatica. Nizzi riprender? del resto questo tipo di finale poco dopo ne "La congiura" ( anche se l' ci sarà un po'più di pepe per la presenza nel gruppo dei "buoni" di un tipo come capitan Drake "Barbanera" ).

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Straordinaria, eccezionale e lunghissima avventura. Una di quelle storie che ho sempre amato e che considero un delle piu' riuscite della fascia 300. Del resto e' questo il "periodo d'oro" di Nizzi che in quel periodo sfornava storie una piu' bella delle altre. L'intrigo politico da il via ad un avventura mozzafiato con degli scenari naturali che portano Tex e i suoi pards a rischiare piu' di una volta di lasciaci la pelle. Il Grande Nord e' stato sempre sinonimo di avvenure epiche per i nostri eroi che ancora una volta lasciano la loro amata riserva per giungere in aiuto a due dei loro piu' cari amici:Jim Brandon e Gros-Jean.
I quattro pards prima di incontrarsi con Brandon sono sottoposti ad una serie di agguati e pericoli al limite della sopravvivenza:sfuggono ad un attacco dei Piedineri e sono costretti ad affrontare con una canoa le mortali rapide del Red River. Tex nelle vesti di Manolo deve farsi una arrampicata in una parete rocciosa per sfuggire alla loro morsa. Tranelli e doppi giochi di ogni genere. Insomma non ci si annoia di certo, e questo anche grazie alle continue sorprese che Nizzi ci riserva in quasi tutto l'arco della storia. Come gia' detto prima, un ruolo fondamentale lo assume lo scenario ambientale disegnato in maniera impeccabile da un Fusco insuperabile e in forma smagliante. Buona anche la caratterizzazione degli altri comprimari della storia, tra cui piu' di tutti spicca Lou Caudill. Tex sottopone quest'ultimo ad uno dei pestaggi piu' violenti della serie. E' un piacere e un divertimento vederlo!
Tutta la storia e' pervasa da una serie di siparietti e battute comiche molto divertenti e riuscite. Non solo i battibecchi tra Tex e Carson, ma anche Gros-Jean fa la sua parte. Nizzi ce lo ripropone con un immagine abbastanza inedita, quasi da Don Giovanni, e alcune sue battute sono veramente irresistibili, come in questa vignetta:

Immagine postata

Bello anche il rapporto comicamente conflittuale tra Kit Carson e lo stesso Gros-Jean non privo anche qui di battibecchi storici. Insomma, un avventura unica, dove l'allegra brigata composta da sei amici per la pelle riescono a mandare in fumo l'intero losco piano di alcuni politici canadesi. Anche se la resa dei conti finale puo' sembrare un po' troppo facilona, questo non offusca una storia bellissima che consiglio di leggere a tutti coloro che ancora non l'hanno fatto.

Storia:9
Disegni:8

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Piccola curiosita' riguardante questa storia:
in un intervista Nizzi afferma che, durante la lavorazione di questa storia capito' un piccolo incidente. In questa avventura, come sappiamo, c'e' la presenza dei quattro pards e si accorse in ritardo di aver perso per strada Tiger e neanche Fusco se ne accorse. Per fortuna l'assenza di Tiger cominciava nel momento in cui, dopo uno stacco, i quattro arrivano a Winnipeg(Tex n°345 "La tana del killer", pagina 45 ultima vignetta)cosi' fu' facile motivarla facendo dire a Tex che il Navajo era andato a portare i cavalli nella scuderia.

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Storia riletta da poco.. piacevole, a lungo raggio, gros-jean(tonneres!), mounties e molti altri ingredienti interessanti. Le avventure di tex nel nord sono sempre piacevoli, soprattutto se accompagnate da buoni disegni: il tratto di Fusco forse non è il più appropriato per questo tipo di storie ma se la cava comunque bene. Per quanto riguarda la storia l' ho trovata parzialmente simile a quella di Athabaska Lake dell'ultimo centinaio ma questo non mi è pesato vista l'ampia parentesi con gli indiani(piedi neri e flathead) e soprattutto la parte dalle rapide in poi. Tex che nonostante la situazione disperata risolve il problema con un'azione stealth da paura. B) Naturalmente ho apprezato la cornice iniziale dei soliti maneggioni e politicanti disposti a tutto pur di diventare ancora più schifosamente ricchi: ma ovviamente tex ha la medicina giusta per loro. La storia è ben curata, soprattutto nei particolari: ne è un esempio la storia nella storia di quel bisonte di Gros-Jean che non sta tranquillo tranquillo ad aspettare i suoi salvatori, anzi grazie al suo rude fascino :D (e ad una serie di siparietti con la sua fiamma) prende l'iniziativa creando una sottotrama interessante che dura fino al ricongiungimento coi pards. Inoltre anche quel bas***do di Caudill mi è piaciuto come caratterizzazione, d'altronde non è da tutti resistere ad un interrogatorio texiano, e soprattutto quando dice a tex che

mentre lo pestava lui pregustava il momento successivo in cui lo avrebbe fregato sulla nave
Che altro dire? basta così.. Nizzi un bell' 8 abbondante.. adesso può tornare a sedersi al banco l'interrogazione è finita.. :P

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Le avventure di tex nel nord sono sempre piacevoli, soprattutto se accompagnate da buoni disegni: il tratto di Fusco forse non è il più appropriato per questo tipo di storie ma se la cava comunque bene.

Beh invece io non la penso assolutamente come te. Fusco e' sempre stato un maestro nell' illustrare i grandi paessaggi del Nord America ed e' azzeccatissimo in questo tipo di storie.

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Un paio di curiosità su questa storia. In primo luogo, lo sfondo storico: come ricorda Nizzi stesso in nota nella seconda pagina della vicenda, l'idea di costruire una ferrovia transcontinentale in Canada era stata lanciata l'anno successivo all'annessione al Canada della Columbia Britannica nel 1871 ma, a causa di una serie di intrallazzi che coinvolsero anche esponenti delle sfere governative canadesi, causando anche un pubblico scandalo e un mutamento di governo ( come ne "I predatori del Grande Nord", la ragione alla base di tanti intrighi era il fatto che il governo canadese avesse promesso, senza volere o potere mantenere, che i capitali Usa sarebbero stati tenuti lontano dall'impresa ), i lavori ebbero un inizio stentato nel 1875, mentre solo nel 1881 - 85 la linea venne completata. La storia in questione può essere dunque collocata cronologicamente nel 1872 ( oppure, ma meno verosimilmente, nel 1880 circa, dato che ancora a quell'epoca il governo canadese dovette trattare coi Piedineri per impedire che si irritassero per la costruzione della linea nei loro territori ) . Maggiori particolari si possono trovare nella voce inglese di Wikipedia dedicata alla Canadian Pacific Railway ( cliccare qui per consultarla )
La seconda curiosità riguarda i disegni: nella recente ristampa nella "Collezione Storica a colori" ( vol. 140 p. 88 ), Fusco ha pagato un nuovo tributo alla politically correctness animalista dopo quello della correzione apportata a "Yukon Selvaggio" ( i cani da slitta non più abbandonati da Tex & Co. ). Anche stavolta la correzione ( verosimilmente apportata dalla redazione grafica di "Tex", dato che Fusco si è ormai ritirato ) riguarda i cani da siltta: nella scena dell'attacco al deposito d'armi, dopo che i loro ululati avevano messo in allerta gli scagnozzi di Lou Caudill, Gros - Jean reagiva prendendoli poco cerimoniosamente a calci e suscitando i loro guaiti; nella versione "colorata" si limita a scagliare loro della neve in faccia con un calcio ( e i guaiti spariscono ).

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Questa storia ben merita il soprannome di EPOPEA DEL NORD!!La sto rileggendo in questi giorni ed è una FAVOLA. Sicuramente, almeno per i miei gusti,? da annoverare nell'olimpo delle più GRANDI storie texane di tutti i tempi. Il grande Nord, gli indiani, i killers, i complotti e chi più ne ha più ne metta, fanno di questa storia un KOLOSSAL, che ha rileggerlo oggi c'è da leccarsi i baffi!Un Tex duro e roccioso come pochi e un contorno di cattivi che non sono da meno(vedi Caudill e Jenkins su tutti)Un Nizzi EPICO che in quel periodo sfornava capolavori a ritmo serrato(alla faccia di chi lo critica)questo è il VERO Tex. Qualcuno sopra ha scritto che i paesaggi innevati di Fusco non sono un granch?.... dopo questa affermazione mi verrebbe da strapparmi i capelli!! :malediz... Che dire CONSIGLIATISSIMA a chi vuole innamorarsi di Tex!!! :)

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Ho letto questa storia la prima volta nel 2009 quando usc? nella versione della collezione storica a colori, ricordo la suspence quando leggevo la parte in cui i 4 pard rimangono sotto il tiro dei piedi neri in fondo al dirupo senza apparente via d'uscita. E adesso come ne sarebbero usciti? Ed ecco Tex che si produce in una scalata mozzafiato e poi il combattimento con i piedi neri che ad un certo punto sembrava senza scampo... mitico. L'ho voluta rileggere prima di commentarla e nonostante sia passato solo un anno e mezzo mi sono divertito un sacco. E' una storia eccezionale degna di un dieci tondo tondo. Cosa leggo qui... che per qualcuno i disegni di Fusco non sarebbero adatti al grande nord :shock: Boh ogni giudizio merita rispetto ed i gusti son gusti. Capisco che un Ticci forse avrebbe sfornato qualcosa di ancora più bello però dire che Fusco non è adatto mi sembra troppo. Concludo con un commento sul politicamente corretto della Bonelli che, leggo, ha censurato i calcioni di Gros-Jean ai cani... bah senza parole.

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A proposito del topic in cui si discute se Tex è favorevole alla pena di morte o meno qui abbiamo un valido argomento a sostegno di un

Tex a favore della pena di morte infatti volutamente lascia la miccia della dinamite lunga in modo che Caudill e il suo complice Stuart rimangono coinvolti nell'esplosione. Anzi non si fa di certo scrupoli perchè a priori lui non sa se solo Caudill o anche gli indiani sarebbero andati a controllare il magazzino, quindi potenzialmente i morti potrebbero essere stati molti di più.

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Approfitto di una quanto mai inopportuna insonnia per commentare questa storia che ho da poco letto per la prima volta. La sensazione che ti lascia è quella che può provare un ghiottone dopo un pasto luculliano, o un cinefilo dopo aver visto un grande film: pancia piena e grande soddisfazione intellettuale, questo ti lascia questa storia. Di storie lunghe in Tex ce ne sono, eccome, soprattutto ad opera di GLB, ma, devo dire, a volte la lunghezza eccessiva porta la storia, nelle battute finali, ad allentare un p? la presa e a far sentire la stanchezza delle troppe pagine trascorse. Il miracolo di questa storia, invece, è mantenersi sempre fresca e vigorosa dalla prima all'ultima pagina, grazie ai ritmi tesi e vibranti imposti dal suo grande autore, ai colpi di scena ripetuti, ai tanti personaggi che di volta in volta fanno capolino senza confondere ma aggiungendo nuovo pepe, ai fondamentali siparietti tra i due pards (Tex e Carson) che sono il giusto intermezzo tra una situazione di tensione e l'altra, consentendo un p? di respiro al lettore e divertendolo un mondo. Questa trama di continui pericoli e di ritmi forsennati cattura il lettore e non lo lascia più, ed anzi di volta in volta tira fuori dal cilindro un personaggio da ricordare: non solo Caudill, ma anche il greco Tanakis, credibile avventuriero, il piccolo cacciatore di pellicce provvidenziale per Gros-Jean e l'Ingegnere, lo spione "manosvelta"che fa il doppio gioco, e finanche il compassato comandante delle Giubbe Rosse che definisce "spiacevole" la situazione che si sta delineando: anzi, a maggior ragione la riuscita di questi piccoli personaggi, proprio perchè dettagli, palesano la cura dell'autore nell'imbastire la sceneggiatura, e non è un caso se si ha l'impressione di trovarsi faccia a faccia con i protagonisti ma anche con le comparse, e di vivere la storia, ed è per questa ragione che non ci si annoia mai, nonostante la mole ponderosa delle pagine. E' evidente, alla faccia di chi vede in Nizzi un mero imitatore di GLB, che qui l'autore si sta divertendo un mondo, ed il suo divertimento diventa il divertimento del lettore, in una sorta di osmosi che dalle pagine del fumetto arriva fin nella mente e nel cuore del lettore. E' complice, Nizzi, del lettore, gli strizza l'occhio, pensa a lui e ne ha cura, lo prende per mano e lo porta in un lunghissimo paese dei balocchi, al termine del quale vi è la pace dei sensi che segue un grande appagamento. Mi sento mooolto appagato: si era capito?Naturalmente, non si può omettere il determinante contributo di Fusco, solito grande maestro, qui nelle sue ambientazioni preferite e nel suo mondo: un mondo che ci sa regalare e ci sa far vivere, e glie ne siamo grati.

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Del tutto d'accordo con l'entusiasmo di Leo!Non rileggo questa storia da un bel p? di tempo, ma per me è un piccolo gioiello a cui sono molto legato: spesso e volentieri, quando mi voglio rilassare, mi risfoglio tutta la parte degli agguati nella foresta, la corsa nelle rapide, l'assedio spettacolare con un Tex monumentale e non meno in difficolt?; e poi il super pestaggio a Claudill, e i battibecchi spettacolari tra Tex e Carson... S?, proprio un capolavoro, impreziosito dai disegni di un Fusco nel suo periodo migliore. ps. Di questa storia c'è una bella recensione a opera di Pedro Galindez nel primo o nel secondo numero del nostro Tex Willer Magazine ;)

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Di questa storia mi capit? prima fra le mani l'albo finale (volevo cominciare la successiva storia di Zhenda). Rivedendo sul forum qui, e sul sito della Sergio Bonelli, rimasi sorpreso dalla lunghezza di questa storia ma anche eccitato dagli spunti che offriva. Ne ho appena letto gli albi precedenti e devo unirmi alle critiche entusiaste per il piacere che da questa storia. Tuttavia devo rileggerla per poter dire qualcos'altro ma soprattutto di più sicuro e definitivo.

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Storia molto bella, ma si fa' un pochino fatica secondo me ad un certo punto.... la lunghezza si fa' sentire... i vecchi satassi vengono fuori da guai terribili.... il furbone con l'occhio bendato sembra quasi metterli ko, ma invece no........ comunque un avversario non male..... molto italiani i politici disonesti e corrotti direi no????

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Stavo rileggendo questa storia nella serie Nuova Ristampa, ed a pag 89 de La Tana del Killer ho notato una cosa strana, la tavola è rimpicciolita ed inizia con un titolo molto grande I Predatori del Grande Nord, che poi è il titolo dell'albo successivo. Non si tratta dei titoletti che venivano messi all'interno dell'albo fino a qualche anno fa, e poi è riportato autore e disegnatore, come se quello fosse l'inizio di una nuova storia. In Tutto Tex invece non è così, qualcuno sa darmi lumi?

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Stavo rileggendo questa storia nella serie Nuova Ristampa, ed a pag 89 de La Tana del Killer ho notato una cosa strana, la tavola è rimpicciolita ed inizia con un titolo molto grande I Predatori del Grande Nord, che poi è il titolo dell'albo successivo. Non si tratta dei titoletti che venivano messi all'interno dell'albo fino a qualche anno fa, e poi è riportato autore e disegnatore, come se quello fosse l'inizio di una nuova storia. In Tutto Tex invece non è così, qualcuno sa darmi lumi?

E' vero! Anche io ho l'edizione NR e non ho fatto a meno di notare anche io questo curioso particolare. Pensavo perfino che fosse un errore di stampa o di aver preso un albo difettoso.

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Peccato per il finale affrettato, rimane comunque una grande storia, molto appassionante, sebbene forse le manchi qualcosina-ina-ina per essere un capolavoro a tutto tondo (mettiamola così: fino alla cattura di Tex e i pards sulla nave tutto fila liscio, poi però il modo in cui si liberano subito - grazie a Jim Brandon - e vengono infine a capo dell'intricata vicenda, è un po' troppo semplicistico). Sono tante comunque le scene memorabili e coinvolgenti, uno dei punti di forza è il ritmo, che non concede soste. Ottimi peraltro i personaggi di contorno creati da Nizzi (da Caudill all'oste doppiogiochista, passando per il greco Tanakis). Non mancano neppure almeno un paio di colpi di scena. Insomma, la valutazione non può che essere ampiamente positiva, nonostante la presenza di qualche difettuccio tipicamente nizziano (su tutti i famosi "origliatori", in questo caso Jim Brandon e Gros-Jean), che però non dà particolarmente fastidio. 
 
Ottimi i disegni di Fusco, autore che sto imparando ad apprezzare soprattutto in tempi più recenti, che si è sempre trovato particolarmente a suo agio nel disegnare il grande nord (fantastica, come sempre, l'ambientazione canadese, che è sinonimo di qualità in Tex). 

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Un'ottima storia, veramente "ricca", soddisfacente.

Se non fosse per quelle poche cosette migliorabili che ha riportato Kerzhakoz sarebbe da 10, inoltre a me è sembrato anche che Tiger e Kit Willer abbiano un po poco spazio in questa vicenda... sarà una mia impressione ma secondo me questa storia era completamente sviluppabile solo su Tex e Carson, perchè mi sembrano abbastanza inutili gli altri 2.

Soggetto eccezionale e sceneggiatura molto molto bella, storia molto avvincente che si fa leggere tutto d'un fiato dall'inizio alla fine. È intrigante e interessante ben sopra la media fin dalle anticipazioni, gestito alla grande l'ambiete del Canada, bellissima.

Disegni con uno stile che a me non piace, mi sono sembrate anche troppo simili i volti, sopratutto dei nemici.

Voto: 9

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