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TWF - Tex Willer Forum
Pedro Galindez

[312/314 ] Gli Strangolatori

Voto alla storia  

22 voti

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Soggetto e sceneggiatura : Claudio Nizzi
Disegni: Aurelio Galleppini
Periodicità mensile: ottobre 1986 è dicembre 1986
Inizia nel numero 312 a pag. 22 e finisce nel numero 314 a pag. 61




Una feroce banda di Thugs, fuggita da Bombay al seguito del crudele Raymangan, terrorizza la foresta di Brazoria e le coste statunitensi del Golfo del Messico, rapendo fanciulle da sacrificare alla dea Kalì e attirando le navi sugli scogli per depredarle, dopo averne strangolato i passeggeri. I pards, giunti a Galveston per le indagini, vengono tallonati dalla ciurmaglia del capitano McMurdo, un losco contrabbandiere in combutta con gli strangolatori. Recitando un'abile commedia, i pards fanno credere al capitano McMurdo di essere arsi vivi nella casa dello sceriffo di Galveston, così da poterlo seguire di nascosto nella foresta di Brazoria, covo dei sanguinari Thugs di Raymangan. In un tempio sotterraneo consacrato alla dea Kalì, gli strangolatori tengono prigioniera una fanciulla, in attesa di sacrificarla alla divinità. I rangers, avanzando verso la tana degli indù, vengono individuati dalle sentinelle e sopraffatti. Soltanto Tex riesce a sfuggire agli assassini! Tex penetra nel covo degli strangolatori e libera Carson, Kit e Tiger Jack, destinati a morire sbranati dalle tigri! Di nuovo insieme, i pards eliminano il vile McMurdo, strappano la ragazza rapita dalle grinfie dei Thugs e allagano la caverna degli ind' facendola saltare con la dinamite.



© Sergio Bonelli Editore

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Come è stato ripetutamente affermato, "Gli strangolatori" è una storia palesemente ispirata a Salgari, da cui riprende gli antagonisti, ossia i Thugs indiani: allo stesso tempo con essa Nizzi si rif? al gusto per le ambientazioni esotiche caro a GLB ( con la firma del quale la storia usc? nel 1986 ). Anche le battute iniziali della storia si rifanno ad un modello bonelliano, quello di "Black Baron"; come in altri casi analoghi con Nizzi, si è parlato di "scopiazzatura", ma mi sento di sostenere che lo sceneggiatore modenese sia riuscito ad inserire nella sua storia lo spunto offertogli da Bonelli migliorando persino il modello:

infatti in "Black Baron" la molla che spinge il tenente Moore ad avventurarsi nelle paludi della Florida è semplicemente la curiosità, mentre qui abbiamo un padre che, insieme ai suoi amici, va alla ricerca della figlia rapita; mentre poi nella storia di Bonelli non si capisce perchè l'amuleto vodoo vada a finire ai rangers del Texas, qui invece il laccio dei thugs è stato già identificato quando Tex e Carson vengono incaricati del caso ( in maniera comunque più logica, perchè i rapimenti di fanciulle ad opera dei Thugs si sono verificati in Texas )
. I thugs e la loro guida Raymangan si rivelano degli avversari molto temibili per Tex , anche se, a differenza dei fanatici vodoo, sono del tutto privi di poteri magici: ciò viene tuttavia più che compensato dalla loro capacità di sfruttare l'ambiente naturale in cui si sono insediati, dai loro terribili e fantasiosi metodi di uccidere e dalle capacità organizzative e strategiche del loro capo ( che sa trattare col suo complice di Galveston Mc Murdo, peraltro anch'egli abile e astuto, con la consumata abilità di un gangster: Raymangan è infatti una originale combinazione di fanatismo e furfanteria, cosa che lo rende forse meno grandioso, ma certo più originale come personaggio ). Tex affronta il caso con idee molto chiare e riesce in breve ad afferrare il bandolo della matassa, ritorcendo contro Mc Murdo e i suoi le loro trame
( fa infatti credere loro di essere riusciti ad uccidere lui, Carson e Kit nell'incendio della casa in cui lo sceriffo li ospitava; in altre storie, come "New Orleans" o "La legge del più forte", i cattivi si convincevano autonomamente di aver tolto di mezzo Tex e Carson; qui invece, con brillante variazione, è Tex ad usare la sua apparente morte per fare abbassare la guardia a Mc Murdo e indurlo a riprendere contatto coi Thugs )
; quando tuttavia si tratta di affrontare i Thugs sul loro terreno, le cose si complicano notevolmente e Tex deve usare tutta la sua forza e la sua astuzia
prima per evitare di essere catturato come i suoi pards, poi per liberare loro e la fanciulla che i Thugs vogliono sacrificare a Kal'
, portando ad una felice conclusione la vicenda ( le cui ultime battute sono forse risolte in maniera lievemente frettolosa, come se Nizzi avesse a disposizione un numero di pagine rigidamente contingentato ). Il ruolo dei pards è più marginale, anche se tanto Tiger che Carson ( che inoltre, come al solito, alleggerisce talora la tensione con alcuni scambi di battute con Tex ) hanno un paio di "momenti di gloria",
(il primo quando, seguendo a distanza gli altri pards, scopre che sono pedinati e viene a sapere che è Mc Murdo il complice dei Thugs a Galveston, il secondo quando trascina Tex fuori dalla grotta dei Thugs, evitando che muoia annegato dall'acqua penetrata a seguito dei lanci di dinamite con cui lo stesso Tex aveva decimato i fanatici seguaci di Kal')
; per contro, a Kit Willer è riservato soltanto uno scoppio di rabbia un po' patetico e un po' isterico contro Mc Murdo
quando pensa che Tex sia morto nello scontro coi Thugs
. I disegni di Galep, qui alla prima collaborazione con Nizzi ( che scriver? tutti i testi delle ultime storie da lui disegnate ), presentano qua e l' alcuni segni di declino nella resa dei volti, talora deformati; a mio avviso, tuttavia, questo viene più che compensato da alcune tavole risolte in maniera addirittura virtuosistica ( al riguardo sono state giustamente menzionate le sequenze dell'attacco dei Thugs ad una nave fatta naufragare con falsi segnali luminosi da Mc Murdo ) e da un livello generale mediamente ottimo. La mia valutazione è dunque in sintesi:soggetto 9,5sceneggiatura 9,5disegni 10-- Modificato da Pedro Galindez

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Una curiosità: anche ne "Gli strangolatori", come in altre sue storie di quel periodo ( "Messaggero di morte" e "Il ritorno della Mano Rossa" ) Nizzi ( forse per dare un sia pur vago senso di continuity alla saga texiana, oppure per sottolineare l'adesione delle sue sorie alla tradizione bonelliana ) inserisce un riferimento ad una delle primissime storie di Tex; in questo caso, la visone del ponte di Galveston ricorda a Tex e Kit Willer la battaglia sostenuta l' contro i cinesi del primo Drago Nero ( Kit afferma però subito che i cinesi erano un nemico molto meno pericoloso dei Thugs ).

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L'amico Pedro ha già scritto moltissimo su questa storia, ma provo ad aggiungere anche le mie impressioni. Si tratta certamente di una storia ispirata che il buon Nizzi è riuscito a creare anche grazie ai disegni ancora magnifici di Galep, nonostante sia già ai suoi ultimi lavori e il calo è percepibile. Però ragazzi che disegni!Le inquadrature nella foresta, i thugs, le navi e alcune scene rese davvero in maniera memorabile!! :D:inch: Riguardo alla storia, l'autore è riuscito a seguire benissimo il sentiero tracciato da GLB con le avventure degli incontri improbabili (Vichinghi, Russi, Arabi e via discorrendo). Mancano un p? questo tipo di incontri, anche se mi rendo conto che ormai sono state sfruttate quasi tutte le popolazioni possibili! :)Forse quella un p? successiva della popolazione africana (Thonga il Tiranno) la preferisco a questa, ma rimane comunque un'ottima storia. Ho apprezzato il riferimento alla vecchia storia del Drago Nero, sul ponte che porta a Galveston, segno che Nizzi leggeva e cercava di riportare alla mente le vecchie storie Bonelliane. Ovviamente i quattro pards sono al gran completo, anche se forse il ruolo principale spetta come al solito a Tex. Rimane quindi una di quelle storie Nizziane, che consiglierei ai nuovi lettori di leggere. Voto: 9 :trapper:

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"Gli strangolatori" è per me stata una storia bella sia dal punto di vista narrativo che dei disegni. Cominciando da quest'ultimi innanzitutto vorrei sottolineare le tre copertine veramente eccellenti. Anche i disegni della storia sono ottimi. Infatti se è vero, come giustamente sottolineato da Pedro, che in qualche caso i visi risentono di una certa pesantezza, i disegni di tutti gli ambienti, dalla foresta ai velieri, sono veramente belli. Sottolineo le diverse tavole in cui i 4 pard pedinano a bordo di un veliero il veliero del capitano McMurdo in una notte senza luna, a colori sono veramente belle. Piccola curiosità, in questo albo per la prima volta in un fumetto di Tex, correggetemi se sbaglio, viene disegnato da Galep un uomo completamente nudo. E' mi sembra che in nessun caso neanche gli altri disegnatori fino a questo numero lo avevano fatto. Galep, inoltre, ha la possibilità di sfogare la sua vena creativa nel disegnare belle donne, cosa che difficilmente GLB gli concedeva, disegnando la bella fanciulla rapita dai Thugs, anzi verso la fine si diverte a mostrarla svenuta in una posa abbastanza lasciva. La storia la trovo molto interessante e con una giusta dose di suspence che si mantiene fino all'ultimo. I cattivi sono abbastanza tosti e mettono in difficolt? i 4 pard che una volta tanto non fanno polpette degli avversari in una sorta di tiro al piccione. Forse la figura del capo dei Thugs è un p? troppo sottomessa a quella del capitano McMurdo che comunque si dimostra un vero volpone. Bellissima la scena in cui

Carson salva Tex dalla furia delle acque, forse un p? meno comprensibile l'utilizzo della dinamite in un ambiente sotterraneo ma come si suol dire a mali estremi, estremi rimedi
In conclusione ottimo inizio, ottima parte centrale e ottimo finale forse un pochino affrettato ma si sa che c'è sempre l'incubo del numero di pagine da rispettare. Voto 9 ai disegni e 10 meno alla storia.

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Storia godibile per tutto l'arco della vicenda, con uno sviluppo veloce e sempre interessante. Gli avversari, forse, sono un pochino troppo "deboli" per creare grosse noie a Tex e compagni, ma l'idea di una trama basata su questa specie di "setta" è sviluppata bene. Di ottima fattura anche Galep, con disegni sempre efficaci. Votato 7.

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Nell'edizione originale del numero 313 le nuvolette , in alcune pagine, sono sovrapposte ai primitivi ballons galleppiniani, frettolosamente ricoperti in redazione, ma il lavoro fu mal fatto e questi ultimi restano chiaramente visibili. Soltanto nelle edizioni successive il tutto viene rivisto e corretto tanto che non ci si accorge più della cosa. E' un caso più unico che raro, probabilmente addebitabile all'imminenza dell'uscita dell'albo e che conferma il fatto che in quegli anni, a causa della carenza di disegnatori sulla serie, spesso le ultime tavole venivano consegnate con la storia già in edicola!


Immagine postata


La striscia rossa evidenzia il balloon primitivo di Galep.

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Letta con le recenti ristampe in edicola nelle ultime settimane. Mi aspettavo molto da questa storia per l'ambientazione sempre affascinante della foresta selvaggia e misteriosa e per la presenza di una setta indiana che è un idea molto originale e interessante. Per intenderci dalla setta mi aspettavo di trovare una storia stile la prima apparizione della Tigre Nera. Ovviamente questa trama non è eccellente come quella della storia appena menzionata ma è pur sempre una buona trama ben sviluppata. Galep realizza una delle migliori prove dell'suo ultimo periodo e i disegni sono buoni anche se distanti dalle sue migliori prove. Sono però molto godibili e ben adatti alla trama. I nemici forse sono un po deboli e poco personalizzati. Si poteva fare di più magari creando un clima di terrore più accentuato nei paesi nei dintorni del covo dei Thugs. La sparizione delle ragazze e delle navi, da come vengono prese dalla cittadinanza, non mi sembra un elemento sufficiente per creare scompiglio tra la gente. Anche il capitano Mc Murdo non sembra niente di più che un semplice trafficante intento ad arricchirsi. Il tutto mi sembra un po pochino per mettere in difficolt? i nostri pards. La storia è comunque molto godibile e piacevole. Trama 7,5Disegni 7+Soggetto 8

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C'era una discussione apposita, mi ricordo, sull'osare degli autori con storie e tematiche diverse dal normale western per Tex. Questo non è magari il caso più appropriato ma mi viene in mente lo sconfinamento delle tradizioni induiste in Tex. Non ?un certo caso unico (basta vedere le storie in cui Tex affronta Mefisto, i seguaci del Voodoo in più occasioni, oppure più semplicemente le sette di cinesi). Eppure questo è il caso che mi suggerisce più questo sconfinamento; probabilmente perchè quelli che ho accennato prima, appaiono più volte e quindi diventano come "normali" nelle storie di Tex. Il culto dei seguaci di kal' è più raro e per questo mi suscita una sorta di maggiore interesse. I thugs, come altre popolazioni indigene della giungla, hanno la loro pericolosit? nel loro saper nascondersi nella foresta (e anche sottoterra); il loro uccidere per strangolamento è una delle maniere più silenziose e micidiali che siano, e da davvero l'aria di persone pericolosissime. Tex e i suoi, non è che faticano proprio così tanto, anche se tre su quattro vengono catturati. Tex Willer è sempre micidiale, e la sua capacità di affrontare sempre e comunque queste sette di fanatici, è una delle cose che adoro di più. :soldaton: La storia ha il suo fascino proprio grazie a questo; in fondo non una storia del tutto originaria ma sempre gustosissima, sempre grazie a un Nizzi in perfetta forma(in questo moneto. Galep invece ha sicuramente più difficolt? con i disegni, e riesce a fare quello che poteva qui.

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rileggendo le vecchie storie di Nizzi sono incappato naturalmente in questa che rappresenta anche la sua prima collaborazione con Galep (le altre tre storie comprendono il numero quattrocento a colori, e due classiche storie westerne e in più il gigante "Il Segno del Serpente"). La sceneggiatura è molto buona, con dialoghi sempre precisi e dove ogni cosa è perfettamente chiara e lineare. Bello l'inserimento dei Thugs con un Nizzi davvero ispirato a continuare la grande linea tracciata da Bonelli padre, con una trama avvincente e anche nuova visto l'emento degli adoratori della dea kal'mai visti nella serie se non erro.(Certo Tex fa tutto da solo ma anche in storie famigerate come "Il Grande Re" è lui a sgominare i piani del folle bandito di colore). Un bel sette pieno. I disegni di Galep seppure qualche affaticamento, qualche lieve imprecisazione sono maestosi e sublimi, le caverne ricomlme di Thugs, i vielieri che ondeggiano fra la risacca e le onde del mare notturno, le foreste dense d'insidie, paludi e serpenti... da dieci e basta!

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Una storia bellissima e avventurosa, in prevalenza orientata ai complotti e all'azione, qualitativamente superiore sia per quanto riguarda i testi sia per il capitolo disegni. ::evvai::

Indubbiamente affascinante e vincente l'ambientazione nella zona compresa tra Galveston e la lussureggiante foresta di Brazoria. :rolleyes:
Nonostante l'evidente mancanza di originalità (come è stato detto in precedenza, la storia in questione è di convinta ispirazione "salgariana"), la trama issata da Nizzi, molto ricca e avvincente, appare ben articolata e brillante, priva di alcun eccesso. -ave_
L'avventura comincia tra molti dubbi, colpi di scena e un primo scontro ravvicinato, che vede protagonisti i Thugs e un piccolo gruppo che si inoltra nell'immensa giungla. Successivamente i quattro pards sono chiamati dal Comando dei Rangers di Houston a indagare sulla misteriosa scomparsa di molte navi nel Golfo del Messico e sulla sparizione di una dozzina di ragazze, avvenuta in pochi mesi a Galveston. La vicenda prosegue velocemente tra scontri a base di piombo, complotti, abili commedie, inseguimenti e lotte corpo a corpo: i nostri, tramite l'astuto capitano McMurdo e i suoi uomini, giungono presto a tiro dei fanatici Thugs capeggiati dal viscido e fanatico Raymangan. La vicenda si conclude in modo assai brusco e movimentato, con Tex e Carson che distruggono la caverna della setta indiana a colpi di dinamite, facendola così allagare dalle acque del fiume Brazos.

Ben strutturata e dettagliatissima la sceneggiatura, composta da una suddivisione delle scene azzeccata, da una narrazione scorrevole e immediata e da dialoghi precisi, particolarmente esaltanti e in alcuni casi anche molto divertenti... :D
Discreta anche la caratterizzazione grafica ed emotiva dei vari comprimari.

Unica nota negativa e alquanto grave, il ruolo caratteriale penoso rivestito dai due pards in questa occasione. Nizzi, infatti, ci propone un Carson molto più pessimista e brontolone del solito, di frequente osteggiato da un Tex rigido e bacchettone: molto deludente... _thia- :_sigh

Stupendi e freschissimi i disegni del mio conterraneo Galleppini, che in questa storia ben si adattano all'ambientazione e si fanno particolarmente dinamici e dettagliati. Molto intriganti e ben disegnati i vari paesaggi notturni e le scene ambientate nella foresta, tra gli arbusti nel fitto della vegetazione... ::evvai:: Di buona fattura anche le copertine.

VOTO: 9 ai testi, 9 ai disegni.

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Nel complesso questa dei Thugs è una bella storia. Non condivido la scelta di Tex di non liberare i pard una volta trovati, insieme a loro sarebbe stato più semplice affrontare i nemici, però era l'unica alternativa per poter arrivare alla cerimonia sacrificale (che dal mio punto di vista poteva anche essere eliminata, facendo svolgere diversamente l'azione per la liberazione della ragazza). Particolarmente graditi i disegni di Galep con tema le barche. Apro una parentesi riguardante Galep: il Kit Willer disegnato da lui ha sempre un'espressione da deficiente, e devo dire che non mi è mai piaciuto.

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Non sono un amante delle storie dall'ambientazione esotica, ma devo dire che questa è veramente avvincente. Ha un gran bel ritmo, ottime scene e ottimi comprimari e antagonisti (dallo sceriffo di Galveston al vecchio marinaio Waco, da Raymangan al gran farabutto del capitano McMurdo) e propone scene di altissima suspense, dalla casa che brucia a Galveston all'inseguimento della nave nell'oscurit? della West Bay, dalla bellissima scena della cattura dei pards da parte dei Thugs alla "fraterna" sequenza del Vecchio Cammello che salva Tex dall'affogare nella caverna. I dialoghi sono freschissimi e divertentissimi e, per quanto io sia un fan di Carson, non sono comunque stato infastidito dai continui brontolii del Vecchio Camello e dalle reprimende di Tex nei suoi confronti: è il solito gioco delle parti con Carson pessimista e realista e Tex ottimista quasi irrazionale. Mi danno molto fastidio le scene in cui il Carson di Nizzi deve farsi spiegare tutto per filo e per segno dalla mamma Tex, cui rivolge spesso e volentieri domande idiote; le pantomime presenti in questa storia, con il gioco delle parti suddetto, le trovo invece felicissime in sè e ben innestate nella storia ad alleggerire certi passaggi di tensione (tensione e suspense che indubbiamente non fanno difetto alla storia costituendone anzi uno dei punti di forza). Sui disegni invece non concordo. Straordinari nella resa grafica dell'ambiente circostante (dalla foresta alle navi alla stessa città di Galveston), sono a volte inguardabili per le figure umane. In alcune scene in cui i pard sono a torso nudo, le loro gambe sono sproporzionatamente piccole rispetto al resto del corpo, per non parlare dei volti, spesso brutti (il volto di Kit Willer, come ben sottolineato anche dal Tenente Cordoba, è reso con espressioni quasi scimmiesche). Nel complesso però i disegni di Galep sono sempre suggestivi, quasi avessero una sorta di magia, di atmosfera che porta a perdonare i vistosi difetti (e che difetti!) delle singole vignette.

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Quando la lessi per la prima volta mi sembr? molto bella. In seguito, non così tanto. Ora la trovo una storia discreta e piacevole. Credo sia dovuto alle atmosfere salgariane. Sui disegni concordo con Leo. Ottimi gli scenari, ma le figure e i volti sono terribili. Voto: 7

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