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TWF - Tex Willer Forum
theLord

[175/176] I Cacciatori Di Scalpi

  

20 voti

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Immagine postata - Immagine postata


Soggetto e sceneggiatura: Gianluigi Bonelli
Disegni: Aurelio Galleppini


Tex e i suoi pards, mentre stanno dando la caccia a dei broncos scappati dalla riserva, si imbattono nel massacro di un accampamento indiano, compiuto da un gruppo di bianchi. Gli indiani sono stati tutti orrendamente scalpati e dalle tracce è chiaro che a compiere la strage siano stati degli ignobili cacciatori di scalpi...
I nostri quindi decidono di abbandonare la caccia ai broncos per occuparsi dei responsabili di quella carneficina, che nel frattempo hanno assalito anche un altro ranch nei dintorni....

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Ho finito giusto adesso di leggerla.. è una storia di cui non si parla molto, ma che secondo me è un piccolo gioiello della saga texiana, anche perchè unisce armonicamente tanti elementi tipici del vecchio West: indiani ribelli, cacciatori di scalpi, sceriffi corrotti, sfide in città, ghost-town.. Merita inoltre di essere citata la suggestiva scena in cui Tex, Carson, Kit, Tiger e il ranger Verny procedono compatti, allineati e con le armi in pugno per le strade di Tombstone, pronti ad affrontare la banda di criminali che domina la città.. una sequenza senza dubbio emozionante per gli amanti del West e del cinema western.. come non pensare alla mitica sfida all'O. K. Corral'?

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Guest Colonnello_Jim_Brandon

Riletta in versione a colori, e riconfermata la mia precedente ipotesi... una storia godibile, con belle scene d'azione, ma nulla di eccezionale.
Tex e pards sono tosti e decisi nel miglior stile GLB ( Bellissima la vignetta in cui si recita La risposta di Kit Carson e si vede il vecchio cammello massaggiare allegramente la mascella del vice!!! ), purtroppo però le loro prestazioni non sono neppure lontanamente all'altezza di quelle della storia precedente ( il laccio nero ). Peccato perchè Clem Colter e la sua vile banda di cacciatori di scalpi erano dei cattivi davvero molto ben delineati... Molto bella la loro tragica fine, ma troppo "spiccia" quella dei broncos... Insomma una storia con tanta azione, tantissima azione, ma che alla fine si mangia forse troppo la trama... peccato!!!


Voto complessivo : 7 su 10

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Condivido sostanzialmente il giudizio del Colonnello, anche se la mia valutazione è più favorevole: si tratta di una storia molto classica in cui i pards si trovano di fronte degli avversari abbastanza consueti ( cacciatori di scalpi, una gang cittadina appoggiata dallo sceriffo, degli indiani ribelli ), che danno loro un certo filo da torcere, anche se non li mettono mai veramente alle corde; a volere essere pignoli, inoltre, vi è almeno un caso di "piccionaggine", da parte di uno dei pards

, per la precisione Tiger, che , mentre copre fuori dal locale gli altri tre e il ranger Verny all'opera nel saloon di Tombstone, viene sorpreso dallo sceriffo corrotto; buon per lui che la "stella di latta" si comporta in maniera ancor più sciocca, ordinandogli di voltarsi, ma non di buttare il Winchester, con cui il navajo lo disarma e lo pesta
. Tra i pregi maggiori dei due albi, metterei la presenza di alcuni graziosi e simpatici personaggi di contorno ( il tenente O' Malley [ solo omonimo dello sceriffo di Durango de "L'aquila e la folgore, oppure identificabile con lui ?] ) e una certa originalità di GLB nel caratterizzare i cacciatori di scalpi, dotati di un cinismo e di una crudeltà senza limiti, ma anche di non poco coraggio
come dimostra la fierezza con cui i due superstiti affrontano i supplizi inflitti loro dalla banda di ribelli Broncos
. I disegni di Galep sono a mio avviso più che buoni. Insomma, IMHO: soggetto 8 -sceneggiatura 8 +disegni 8,5

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Questa è certamente una storia classica, al suo interno GLB ha inserito molte situazioni che aveva già utilizzato in passato in tantissime storie. Cosè ecco che ritroviamo la solita banda di indiani ribellli (in questo caso i Broncos), i soliti criminali (la banda Colter) in questo caso ancora più spietati del solito. Incarnano il vero male e vanno a schierarsi a fianco di tutti quei cattivi che Tex ha incontrato sulla sua strada, gente senza pietà che arrivano a massacrare senza alcuna differenza indiani o fattorie di coloni, solo per venderne gli scalpi. Oltre a questo, naturalmente i componenti della banda non disdegnano le razzie di cavalli e non esitano ad impugnare le armi contro il pezzo grosso con i quali fanno affari per rubargli il frutto di tanti sporchi affari. Nella storia ritroviamo anche la solita città da ripulire, in questo caso Tombstone (quale città migliore da ripulire? :D) e il solito sceriffo corrotto. Sceriffo qui raffigurato come un vero e proprio ladrone, lo vediamo addirittura svolgere il ruolo di borseggiatore insieme al suo vice. Forse risulta un p? minore, ma penso a causa della brevit? e dell'inserimento di tanta azione, soprattutto bellissimo il repulisti in città, con i pards che avanzano uniti nella main street. :colt: Il finale per me è tra i più crudi di quelli scritti da GLB, con la tortura in diretta ai due cacciatori di scalpi. Voto: 7Galep qui aveva cambiato qualcosa nel segno rispetto alla sua precedente storia, disegni comunque molto buoni. :trapper:

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Pu? contenere spoiler. Leggendo questa storia si respira un'aria molto simile a quella presente in "massacro", almeno per quanto mi riguarda. Naturalmente quest'ultima rimarr? per sempre unica, ma la spietatezza dei cacciatori di scalpi e il finale molto crudo, mi rimandano univocamente ad essa."I cacciatori di scalpi" appartiene a quelle avventure dove Tex e soci si prendono la briga di ripulire da cima a fondo un intero paese, senza badare molto agli ostacoli. Ma non è solo questo, all'interno della malfamata città si intrecciano i destini di ogni sorta di delinquenti:ladri di polli, ricettatori, corrotti e per finire quelli della peggior razza:i cacciatori di scalpi. Sicuramente quindi l'azione è la caratteristica principale di questa storia. Il ruolo finale, ma non per questo minore è affidato ai broncos che indirettamente compieranno giustizia sui principali cattivi della vicenda. Si giustizia, perchè è quella la fine che meritano, e non mi è piaciuta molto la fase finale dove si tenta di far provare al lettore una sorta di pietà nei loro confronti. Ci mancherebbe pure che se la scampavano... In definitiva anche per me è una storia più vicina all'otto che al sette, perchè oltre che leggibile durante tutto il tempo, riesce anche a creare quell'atmosfera strana descritta in precedenza.

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In effetti, come dice Carson00, il finale di questa storia è davvero crudo per l'epoca in cui è stato scritto ( con ferite e sofferenze dei vilains principali bene in evidenza, anche se i particolari più truci sono stati comunque evitati ), tanto crudo che lo stesso GLB, riprendendo questo modulo narrativo in "Tucson", sent? il bisogno di edulcorarlo ulteriormente, glissando su quasi tutte le torture inflitte dagli Apaches. In ogni modo, però, almeno IMHO, vi è una differenza essenziale rispetto alle atmosfere di "Massacro" ( o, se si vuole generalizzare, del Tex dei primi numeri ): non è il ranger a farsi esecutore di una giustizia cosi atroce, che è invece il frutto della sorte; non vi è dubbio, del resto, almeno a mio parere, che se i pards fossero giunti in tempo, avrebbero cercato di salvare i due gaglioffi suppliziati ( salvo affidarli al boia a pericolo scampato ); d'altronde, perfino nel lontanissimo n. 19, Tex & Co. non avevano mancato di mostrare pietà per la sorte di una canaglia niente affatto inferiore a quelle della presente avventura come Lupo Bianco, torturato a morte dai suoi ex amici Pawnee, giungendo ad affermare che una morte simile gli avrebbe fatto espiare tutte le sue colpe.

  • +1 1

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C'è da dire che, almeno a mio parere, quando la tortura è in un certo qual senso seguita in diretta - come in questo caso - è difficile per dei cuori umani non provare un disagio che può sfociare facilmente nella pietà. Lupo Bianco ci viene presentato già morto dopo i supplizi, ed è più semplice cavarsela con un "beh, tutto sommato....". Ma i due cacciatori di scalpi, che poche vignette prima avremmo volentieri arrostito su un bel fuocherello, ora subiscono proprio quella sorte, e allora è tutta un'altra storia. Comunque non ci sta molto l'accostamento con "Massacro". Contrariamente al romanzo allegato al numero del sessantenario, nell'albo Tex lascia a Frazer una via per sfuggire ad una morte orribile; i due fetentoni caduti in mano ai Broncos non hanno certo una simile fortuna.

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Appena riletta, e secondo me questo è un ottimo esempio di come dovrebbe essere la classica storia di Tex. Innanzitutto bisogna notare che si sviluppa in soli due albi come quelle che siamo abituati a leggere oggi, ma coinvolge tutti e quattro i Pards. Si tratta infatti di un soggetto abbastanza semplice e classico, però viene gestito con la solita maestria che contraddistingue GLB, che utilizza il quartetto al completo con una naturalezza che lascia a bocca aperta!Infatti ciascuno dei Pards agisce in modo esattamente conforme alla sua figura ed al suo ruolo, nessuno è di troppo e senza uno dei quattro la storia non sarebbe la stessa. Senza contare che ad un certo punto anche il sergente Verny contribuisce a dare man forte ai Nostri!Anche i cattivi in un certo senso non sono niente male: in primis don Isidro Huerta sembra essere una mezza calzetta (ad una prima occhiata), però se si guarda bene non cede al "trattamento" che Tex usa per tentare di scucirgli la verità!Il resto degli antagonisti è nella media, soprattutto da Kurt Mayer mi sarei aspettato qualcosa di più, però c'è un personaggio molto diverso dagli altri: Clem Colter. Infatti in ogni suo modo di comportarsi e in ogni parola che dice traspare la sua personalit? da uomo disilluso e rassegnato al suo destino: è un fuorilegge della peggior specie, e sa che prima o poi il suo destino sarà quello che lo attende alla fine della storia: sono emblematiche le risposte che d' al suo compare Mark mentre sono appesi a testa in già nella ghost town durante la resa dei conti... Mi ha trasmesso la sensazione che in un modo o nell'altro se lo aspettasse di finire così... Insomma, una storia forse passata un p? inosservata, ma che secondo me meriterebbe una rilettura ogni tanto!

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Una storia classica western che assicura una buona lettura, sicuramente non un capolavoro ma abbastanza ben scritta da meritarsi un otto. Ricordo che quando vidi la copertina di Villa della collezione storica a colori che faceva il verso alla scena del duello del film Tombstone mi aspettavo di trovare nella storia da un momento all'altro un bella scena simile con un duello 4 contro 4... ed invece niente... beh un p? rimasi deluso.

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Riletta oggi. Storia classica, con indagini tutto sommato semplici, ma impreziosita da azioni cittadine uniche. Come non ricordarsi dell'ufficio/prigione dello sceriffo con quello che vi è successo? Lo scontro al saloon e il "repulisti"successivo continuato fuori? I vari "interrogatori"? La città morta ed il tragico epilogo?Scene veramente uniche nella loro semplicit?, però traboccanti di azione pura. Per finire il grande Galep sempre al meglio con il suo tratto unico. E grande come sempre GLB. VOTO 8VOTO

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la mia prima storia letta.. anzi no.. solo guardata, dato che ero ancora un bambino piccolo e non sapevo ancora leggere.

 

Non mi pare un post memorabile il tuo.....

 

 

Fanello è un nuovo arrivato e, assai probabilmente, non ha letto con attenzione il regolamento. Lo invito ad andare a rileggerselo: ogni nuovo utente è il benvenuto, ma bisogna fare attenzione a non postare messaggi come questo, che sono ritenuti spam. ;)

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Sicuramente Fanello Non aveva intenzione di spammare perché dalla presentazione sembra un utente sincero e appassionato. si tratta solo di capire come funziona il forum...

Io questa storia non l ho mai letta e quindi non posso giudicarne il contenuto, ma non riesco a non commentare le copertine: nella loro essenzialità e semplicità sono semplicemente bellissime, molto dinamiche, molto western. Nell attesa di recuperare questi albi, l ennesimo applauso all Aurelio naZionale

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Mamma mia,che avventura ! ! Copione non lunghissimo,ma ricco di spunti nuovi (la crudeltà esagerata dei cacciatori di scalpi,rinnegati,assassini,privi di qualsivoglia scrupolo morale,degni solo del boia..) e di una violenza quasi mai vista prima. GLB e Galep confezionano un prodotto di altissimo livello,utilizzando un canovaccio tipicamente western,la caccia sia ad indiani ribelli,sia ad un gruppetto di fuorilegge e la "pulizia" di un villaggio,niente meno che Tombstone. Quartetto letale,appoggiato dal sergente dei rangers Verny,sagra di morti ammazzati,vari siparietti che strappano un sorriso (l'incontro con il tenente O'Malley,il "trattamento" riservato a sceriffo e vice) e la tragica,ma meritata,fine riservata dai Broncos a Clem e Mark,a memoria la prima volta che una tortura indiana viene così esplicitamente riprodotta (con Lupo Bianco/Sterling e con il cacciatore di bisonti de "La sfida" si era solo immaginata). A qualcuno non è piaciuto la rapida dipartita degli Apaches ribelli,non tenendo conto che erano rimasti solo in cinque contro un quartetto di tizzoni d'inferno.... Voto : 10.

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La storia per quanto breve propone assai efficacemente l'ambientazione western anche, come già sottolineato da altri, con una crudezza realistica superiore allo standard della serie, offrendo a tutto il quartetto la possibilità di esprimersi al meglio, ciascuno per le proprie caratteristiche.

 

Concordo sul fatto che questo episodio abbia avuto meno risonanza di quella che merita, probabilmente per essersi trovata compresa e compressa tra Il laccio nero e I fantasmi del deserto, due storie che a differenza hanno colpito maggiormente l'attenzione.

 

Il mio voto è un 9 che va a premiare sia la sceneggiatura Gianluigi Bonelli che la realizzazione grafica di Aurelio Galleppini.

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Gli elementi della classica avventura western, come già è stato ricordato da chi mi ha preceduto, ci sono proprio tutti e non mi ci soffermo. Il titolo della storia "I cacciatori di scalpi" è uno di quelli che facevano lavorare la fantasia di noi lettori giovani ed è anche sufficiente a spiegare perché questo tipo di storie non fanno di Tex un fumetto da bambini. Piuttosto è un titolo che ogni volta che leggo "scalphunter", all'inglese, nelle nuove storie del ranger, mi fa provare un certa dose di nostalgia per l'espressione usata ai tempi di GLB. Che dire dei due albi? il canovaccio è sempre quello del "arriva Tex (e i pards) e le suona a tutti" e le trovate studiate da Bonelli per mettere in scacco gli avversari costituiscono il sale della storia. Per questo motivo, anche se qualcuno ci vede delle influenze cinematografiche anche importanti, rimane una - classica - storia di Tex vecchia maniera. C'è da sorridere, leggendo queste pagine in cui Tex (e poi Tiger) sbatacchia lo sceriffo disonesto, nel pensare alla distorsione che ne è stata fatta in anni recenti in cui, davanti a tutori della legge forse anche irreprensibili ma tutt'altro che memorabili, i nostri si slacciano i cinturoni. Il secondo albo, con la splendida copertina (parlo di quella originale e non delle ristampe) che mette in campo Tex contro i Broncos, con quel titolo "La città morta" che per tre quarti dell'albo lascia pensare alla cittadina di Tombstone dove si svolge tutta l'azione, riesce a sviare l'attenzione del lettore quel tanto che basta dal finale a sorpresa in cui gli indiani castigano i cacciatori di scalpi in maniera esemplare e feroce dopo aver rinvenuto nella tasca della sella il macabro trofeo (una delle capigliature dei loro sfortunati fratelli) nella città morta che assume qui pienamente il suo significato di ghost town. Anche Tombstone, che per un momento viene associata a Robber Roost, peraltro è simbolicamente una città decadente, cioè "morta". A ridarle vita sarà il ripulisti dei quattro pards, qui affiancati anche da un altro ranger, Verny, che meriterebbe di essere ripreso nella serie, così come a chiudere il cerchio sono sempre immancabilmente loro, immortalati in due memorabili vignette che coprono l'intera striscia, al galoppo come diavoli scatenati, nella città morta mentre saldano il conto agli indiani ribelli. Una lettura nostalgica che riempe il cuore, questo è il potere delle vecchie storie di Tex, che ne spiega il perdurare del successo.


 

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Un mio vecchio amico sostiene, talvolta anche qui sul forum, che per esprimere giudizi coerenti occorre sempre contestualizzare.

 

Quasi per caso ho riletto in questi giorni"!I cacciatori di scalpi" e mi sono trovato immerso nella più autentica atmosfera di Tex: avventura allo stato puro, dialoghi serrati come frustate sul bianco delle pagine, disegni precisi e galvanizzanti.

 

Siamo nel 1975, ma che distanza stratosferica dalle storie e dai disegni di oggi, con atmosfere che talvolta sanno poco o nulla del western tradizionale, pagine spesso colme di riempitivi non necessari. Ed i commenti del forum che spesso spaccano il capello in quattro per commentare una vignetta, per stigmatizzare una conversazione, per sottolineare un comportamento eccessivamente sofisticato.......

 

Ma è vero: occorre contestualizzare. Le storie di oggi sono pensate per i lettori del futuro e le loro esigenze, molto lontane da quelle dei lettori degli anni ' 70.

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io non credo tanto in questa "modernità" che si va sbandierando, e non credo nemmeno che i lettori di oggi siano diversi da quelli del passato...quelli che spaccano il capello in 4 sulle storie sono semplicemente alcuni utenti del forum, ma credo che lo zoccolo duro dei lettori di Tex sia ben altro..

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una storia western cazzuta, a tratti violenta e tragica, ma di una bellezza notevole.

Una sceneggiatura molto completa (almeno secondo il mio modestissimo parere)

una banda di Broncos terrorizza il sud dell'Arizona bruciando fattorie e uccidendo pacifici coloni: i pard ricevono l'incarico di eliminare la suddetta banda.

Ma una banda ben peggiore, fatta tutta di bianchi (resi graficamente da Galep praticamente tutti uguali :lol: ) utilizza metodi di violenza anche peggiori di quelli dei Broncos. Questi farbutti scalpano le vittime, rivendendone poi gli scalpi ad un Greaser rinnegato, che a sua volta li rivende in Messico (spacciandoli per scalpi Apache).

Tex e i pard abbandonano per ora la pista dei Broncos per concentrarsi su questa banda, che nel frattempo si macchia di delitti ulteriori a Tomstone, assassinando un mercante e rubando il denaro. Giunti a Tombstone troppo tardi per fermare la banda, i pard approfittano comunque della puntatat per spazzare via una buona parte della marmaglia che governa la città e riprendono l'inseguimento.

Gli scalphunters verranno massacrati dai Broncos, che finalmente compaiono nel finale, e torturati fino alla morte (stessa sorte che subiranno Marc Winter e Stone in "Tucson").

Tex e i pard giungeranno in tempo per decimare i Broncos e per chiudere definitivamente la caccia

 

Un episodio minore, ma che mi è sempre piaciuto 

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I 4 pards a Tombstone con Tiger e Carson che si mettono in
evidenza autonomamente.

Storia molto cruda sia nelle scene iniziali che in quella finale e con alcuni dialoghi brillanti. Lo sceriffo sbattuto come un tappeto e sparatorie memorabili. Bellissima anche la scena al ranch di Huerta.

Non capisco a che serva il ranger, la cui presenza, alla fine, si
rivela inutile.

Disegni più che discreti (a parte il volto di Kit).

Voto alla storia: 7,8

Voto ai disegni: 8

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