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TWF - Tex Willer Forum
Pedro Galindez

[333/335 ] La Leggenda Della Vecchia Missione

Voto alla storia  

33 voti

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Soggetto e sceneggiatura: C. Nizzi
Disegni: G. Ticci
Periodicità mensile: Luglio 1988 - Settembre 1988
Inizia nel numero 333 a pag. 71 e finisce nel numero 335




Convocati dal capitano Morrow, i pards devono affrontare Pedroza, capo dei desperados che assaltano i villaggi minerari nel sud dell'Arizona. Escondida è una vecchia missione stregata. Qui, i pards fissano il loro quartier generale per disinfestare il Sud dell'Arizona. All'interno dei ruderi di Escondida, si nasconde un emaciato eremita, Ramon, che fa la guardia a un tesoro in lingotti d'argento, di proprietà della Chiesa, sfuggito cinquanta anni prima a una feroce razzia apache. E ora quel ricco bottino serve da esca per attirare in trappola i gaglioffi di Pedroza, che si rifugiano a Charango dopo ogni ruberia. Un pugno di bandidos guidati da Juanito, rivale del boss Pedroza, cade nel tranello teso da Tex a Escondida, la vecchia missione che cela un patrimonio in argento. Ma i gaglioffi si liberano uccidendo padre Ram?n, l'eremita custode del tesoro, e uno di loro, evitato il piombo dei rangers, fugge a Charango, il covo dei criminali! Fino ad allora, complici le spettrali storielle rifilate ai farabutti da Carson e da Kit Willer vestiti da frati, i desperados si erano tenuti lontani dal convento. Ma adesso attaccano, finendo sepolti sotto tonnellate di roccia fatta saltare dai pards con la dinamite!



© Sergio Bonelli Editore

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Questa storia si ricollega nella trama a quella narrata da Nolitta nei nn. 271 - 273, con la quale ha in comune il personaggio del bandito Manuel Pedroza. Nella sua prima apparzione Pedroza era riuscito sostanzialmente a prevalere su Tex, come ricordano lui e il ranger; ora però Tex vuole saldargli il conto e ci riuscir?. A mio parere, tuttavia non è questo tema a renderle bella ed originale la storia rispetto a tante altre, ma il modo in cui sono presentati personaggi e situazioni, visti in una chiave volutamente grottesca ( temperata però dall'ironia, che ci impedisce di prendere troppo sul serio la storia, permettendoci al contempo di goderne ), memore del western - spaghetti ( la morte di Pedroza e le scene a Charango in cui campeggiano i suoi desperados sempre dediti a litigare e gozzovigliare possono valere come esempio ) e non priva di rimandi alla narrativa per ragazzi ( l'unico frate rimasto nella vecchia missione di Escondida ricorda irresistibilmente il personaggio di Ben Gunn ne "L'isola del Tesoro" di Stevenson ), oltrech? naturalmente a precedenti storie texiane ( il suono della campana di Escondida all'arrivo dei pards è un particolare ripreso dalle storie di Lucero e della missione di Santa Cruz, dove però era stato sfruttato in chiave mistico - fantastica ) In una situazione del genere il personaggio di Carson trova il suo spazio ideale e risalta tanto più in quanto, per buona parte della storia, deve agire sotto le ruvide vesti di frate ( seppure munito di Colt ), con risultati spassosissimi; Kit Willer lo fiancheggia validamente come "giovane confratello" mentre Tex riconferma le sue consuete virt? di stratega e organizzatore. I disegni di Ticci sono tipici della sua maniera matura: risultano di conseguenza perfetti tecnicamente e sempre adeguati a personaggi e situazioni. La mia valutazione complessiva ?:soggetto 9sceneggiatura 10disegni 10

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C'è poco da dire poich? Pedro ha scritto tutto ciò che c'era da scrivere su questa storia ;) .. posso solo associarmi al suo discorso nel dire che questa è tra le migliori storie uscite dalla penna di Claudio Nizzi, per la trama ben riuscita e per la leggera vena ironica che la pervade... ancora una volta Nizzi si dimostra abile nell'unire azione e comicit?, intrigo e mistero...

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Guest Wasted Years

FANTASTICA, da 10 e lode. Da scompisciarsi ad ogni pagina, ed i disegni sono una meraviglia. Nizzi riprende Nolitta e non lo peggiora, anzi, fa fare un salto di qualità ai personaggi. Ma dov'? finito poi questo Nizzi?CAPOLAVORO!10

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Guest Wasted Years

A proposito di questa storia, è stupenda la faccia che fa Carson in questa tavola, che posto immediatamente:

Immagine postata

Il simpatico sipario serve per rinforzare l'atmosfera di mistero che già aleggia sulla missione e di cui i pard sono informati, e riecheggia la storia ispiratrice, vale a dire Santa Cruz, che verr? citata, infatti, poco dopo.
Carson, in questa storia, è un vulcano di battute e di interventi felici ed azzeccati.
La sceneggiatura è piena di tocchi da maestro come questo. Tavole come questa divertono e incuriosiscono talmente tanto, da rendere impossibile mollare la presa.
Davvero geniali!

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Favoloso lo scambio di battute tra padre Ramon e "fratello Carson" in merito ai fuorilegge prigionieri:"Sono fratelli che hanno scelto una cattiva strada, ma sono sempre figli del padre""Uhm.... del padre non posso dir niente, ma sulle loro madri avanzerei molti dubbi!" haha :lol: Impagabile! :D

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Vogliamo trovarla una pecca a questa storia... e allora troviamola. Ma vi pare che Tex e Carson devono andare a vedersela con una banda al completo senza nessuna possibilità di aiuto esterno e pensano di lasciare Tiger fuori perchè si deve occuppare etc etc -_nono poco credibile. Ma se sorvoliamo su questo tutto il resto è puro divertimento a cominciare

dall'arrivo alla miniera della banda di Pedroza che pensa di fare il bello e il cattivo tempo e si ritrova sforacchiata da tutte le parti, alla performance dei due Kit sotto le "pacifiche" vesti di frati, per non parlare della raffigurazione della banda di Pedroza perfettamente rappresentata mentre passa il tempo fra gioco, alcool e donne con l'antagonista di turno che vuole scalzare il capo (in)contrastato
. Un ticci in forma perfetta completano il quadro. Voto 10 meno... e si l'assenza di Tiger varr? pure un meno ;)

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Per caso ieri sera mi è capitato tra le mani "La leggenda della vecchia missione". E' stato il mio primo Tex... ricordo un giorno d'estate molto ventilato, con me bambino incazzatissimo con mia madre che in edicola m'aveva comprato 'sto coso invece di Akim!!. Vedendomi contrariato, mio padre mi diceva di provare a leggere Tex, che era mooolto più bello di Akim... E così, aspettai che tutti andassero a dormire per la "siesta" pomeridiana, mi sedetti all'ombra della veranda della nostra piccola casa al mare, e, di nascosto, per non dar soddisfazione ai miei (ero effettivamente un bambino rompi...), cominciai a leggere... e fu folgorazione!!! Da allora, non ho mai smesso, e la mia vita e questi miei anni sono stati accompagnati (anche) da Tex. Credo che alla base del mio amore viscerale per il vecchio Carson (che preferisco anche a Tex) stia proprio il fatto che la mia prima storia è stata questa: devo aver pensato che, nonostante il fumetto si chiamasse Tex, il reale protagonista fosse quel baldo "giovanotto" nei panni di Fra' Carson. Scusate il tono nostalgico, ma non riesco a dire altro: è stato il mio primo Tex, per me sarà sempre Tex. Non posso fare commenti sulla storia, perchè soggetto, sceneggiatura e disegni (peraltro magnifici) sono un elemento "fisico" di qualcosa che per me è intangibile (? un giorno d'estate, è un capriccio infantile, è i miei nonni e i pini di fronte casa, è il profumo delle pagine sfogliate)... Volevo condividere con voi questi ricordi perchè credo che più o meno tutti ricorderemo sotto forma di "mito" il nostro primo Tex, che non è stato un albo qualsiasi, ma un frammento indimenticabile delle nostre vite!

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Questa storia me la ricordavo soprattutto per la mitica parte di Carson nei panni del vecchio e pacifico frate. Il saio unito alla sua faccia del vecchio caprone, gli davano un' aria così mansueta e gentile, che ispira una gran aria bonaria, che non vi dico; una grandissima simpatia e allegria. :P:D

Rileggendola, ho ricordato anche gli aspetti positivi di questa storia. Direi che il primo che mi salta in mente adesso, è la figura dell'antagonista Manuel Pedroza. Nizzi ha ripreso la figura della storia di Nolitta e la evolve in maniera nettamente positiva. Pedroza viene rappresentato in maniera più complessa (anche perchè nella storia precedente non era l'antagonista principale) e se ne conosce vari aspetti: l'avidit? ovviamente, quella caratteristica tipica dei furfanti della sua specie; l'intelligenza (non abbastanza contro Tex) che gli permette di gestire con carisma la banda ("C'è qualcuno che possa fermare la banda di Manuel Pedroza, quando la posta in gioco è una tonnellata d'argento? Rispondetemi, hombres!) e di trovare la maniera più sicura per impadronirsene ("Mica stupido quel trippone" commenta Kit Willer); l'arroganza, che lo porta a sottovalutare gli avvertimenti di Rosita ed Eusebio sui rischi che corre; la superstizione che lo invita a tenersi lontano inizialmente dalla Escondida, ma anche a vedere un presagio di sfortuna nell'asso di picche (del resto anche questa è una caratteristica diffusa nei banditi del western e che ricorre diverse volte in Tex).

Anche il settore disegni contribuisce al successo di questa storia. Ticci si trova nella sua fase ideale, in cui afferma il suo stile ma ancora non lo porta agli estremi (il che comunque non è proprio un male)

Una storia di grande spessore e realizzata alla grande. Sempre per gusti personali però, non rientra tra le mie storie preferite, ma comuque è una di quelle che hanno contribuito a formare in me il mito di Tex. E' stato soprattutto alle storie di Nizzi che è successo, e quindi le tengo in gran considerazione queste storie.

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Bella storia, ben scritta piena di ritmo , ricca di colpi di scena, il travestimento in primis stupendo, peccato che il povero frate superstite.... e inevitabile finale con crollo dell'intera montagna sulla missione e sul suo prezioso tesoro, bella Rosita perfida e astuta donna del capo cattivo, ma nemmeno troppo in fondo !!!disegni non eccezionali, ma sempre belli da vedere!!

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Ogni tanto ricompro la "nuova ristampa" e non mi sono lasciato sfuggire, con l'albo in edicola questo inizio mese intitolato "La notte degli agguati", l'inizio a metà albo stesso della storia in questione, disegnata da Ticci e sceneggiata da un Claudio Nizzi davvero super ! Una delle piu' belle avventure scritte dallo sceneggiatore di Fiumalbo perfettamente immedesimato al modello GLBonelliano. Tex e Carson in un mix davvero ben riuscito di ironia, simpatia, linguaggio "texiano", azione, insomma che nostalgia rileggere queste pagine e che differenza con il Tex odierno ( nel senso di pallida copia di quest'ultimo rispetto all' originale e pure a quello del Nizzi d'allora ). :old: _thia-

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Questa storia l'ho letta la prima volta giusto un paio di giorni fa. Mi é piaciuta moltissimo!! Penso che in poche altre storie Carson riesce a rubare la scena a Tex come fatto in questo racconto. Quello che mi colpisce di più é stata l'ironia che praticamente si trova in tutte le pagine.

La paura e la superstizione dei banditos messicani traspirava praticamente dalle pagine.

 

Per me, e per come é stata raccontata la storia, alla fine ci sono stati due morti di troppo: Rosita e il vecchio simpatico frate. È normale che succedono anche queste tragedie nei albi di Tex, ma per questa storia non mi sembrava proprio una scelta azzeccata.

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Come ho già avuto modo di dire, questa è stata la prima storia che ho letto e ne rimasi folgorato. Rileggendola a distanza di anni, la ritengo ancora uno dei capolavori di Nizzi, storia bellissima e, ritengo, perfetta, anche nella gestione dell'aspetto tragico rappresentato dal frate e da Rosita. La morte di quest'ultima, in particolare, rende ancora più sinistra la figura di Manuel Pedroza, conferendogli una sorta di ulteriore carica noir che lo rende ancor di più un personaggio memorabile della saga. Credo poi che proprio in questa storia, dove non manca l'aspetto della commedia (il vecchio Carson frate è semplicemente uno spasso), potesse essere intercalata la tragedia con due morti non gratuite, ma a mio parere ben "spese".

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Una storia eccellente.il personaggio di Pedroza viene ripreso da Nizzi ed è assai meglio reso rispetto alla prima apparizione.Fra Carson è irresistibile,così come il frate scampato al massacro,altro personaggio/macchietta tipico di Nizzi.in esso vi è un misto di fanatismo religioso e di destino di essere il guardiano del tesoro dei frati.vero,tanta ironia ma il finale è comunque tragico,con il massacro dell intera banda dei bandidos e la morte del vero frate.la distruzione della missione è il suggello della storia,con l oro sepolto insieme alla sua leggenda nera e alla maledizione.

Ottimo episodio e disegni eccellenti di un Ticci ispirato.

Modificato da Barbanera

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Credo che Nizzi, per questa storia, si sia ispirato al romanzo "La maledizione di Santa Isabel" di Gordon D. Shirreffs, I Grandi Western N. 39 del Novembre 1980 editi da La Frontiera Ed. di Bologna. Sceneggiatura e disegni da 10, e l'alchimia tra i due autori funziona alla grande!

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On 12/6/2018 at 22:14, Barbanera dice:

Una storia eccellente.il personaggio di Pedroza viene ripreso da Nizzi ed è assai meglio reso rispetto alla prima apparizione.

Concordo pienamente con te Barbanera. A dire il vero l'episodio originario di Nolitta è alquanto atipico e personalmente non mi fa impazzire. Nizzi al contrario, architetta una buona trama, ricca di intrighi, misteri, personaggi particolari, trappole, agguati, ironia. Bella l'idea del dualismo fra Pedroza e Juanito; davvero esilarante il travestimento dei due Kit e ottimo il piano di Tex, che sfrutta in pieno la superstizione del vecchio nemico per prenderlo in trappola. I disegni di Ticci non necessitano commenti: il disegnatore senese andrebbe inserito tra i beni dell'Unesco!

Talento intramontabile!

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Senza alcun dubbio una Storia con la S maiuscola, ricca di sorprese, di mistero ed anche di una buona dose di ilarità, caratteristica di rado riscontrata in Tex, o perlomeno non in grandi quantità dato anche il target della serie. Una di quelle storie che magari, pur forse non appartenendo almeno secondo me al ristretto cerchio dei capolavori texiani, si posiziona tranquillamente tra quelle da porre appena un gradino sotto, una di quelle in altre parole che non possono non rimanere impresse nella memoria di un lettore, al punto da rileggerla più di una volta e sempre con lo stesso piacere della prima.

 

Ottima la caratterizzazione dei personaggi, sia avversari che comprimari dei pards. In primis Manuel Pedroza, che nella sua seconda apparizione viene dipinto a 360 gradi per quello che è: un capobanda tutt'altro che sprovveduto (e del resto, il fatto che nella prima storia in cui era apparso fosse sostanzialmente riuscito a mettere nel sacco Tex e Tiger vorrà pur significare qualcosa), ma al contempo estremamente superstizioso, oltre che magari privo del necessario polso per tenere a freno elementi poco inclini a continuare ad accettare la sua autorità come Juanito, contraddistintosi dal canto suo per l'ambizione, l'iniziativa e per la totale assenza di scrupoli morali. Ottima la scelta di Nizzi, in tale contesto, di porre di fatto in competizione i due, creando un dualismo che in sostanza ha facilitato i compiti a Tex. Assai ben caratterizzato anche l'eremita padre Ramòn, un lucido folle, estremamente devoto a quella che ritiene essere ormai la sua unica ragione di vita, ossia vegliare sul tesoro della vecchia missione, e purtroppo rivelatosi in fin dei conti talmente ingenuo da farsi beffare ed uccidere da Juanito.

 

In ultimo, last but not least, la performance da applausi di "Padre" Carson, talmente abile nel recitare la parte dell'ingenuo frate da abbindolare in pieno l'intera cricca di furfanti di Charango, senza suscitare il benché minimo sospetto in nessuno di loro. Menzione speciale anche per Kit in veste "novizio", degna spalla di Carson nella recita, perfettamente a suo agio nel reggere il sacco al Vecchio Cammello.

 

Che dire, infine, dei disegni del Maestro Ticci, forse allora nei suoi anni d'oro? Semplicemente fantastici..!

Modificato da juanraza85
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<span style="color:red;">2 ore fa</span>, juanraza85 dice:

Manuel Pedroza, che nella sua seconda apparizione viene dipinto a 360 gradi per quello che è: un capobanda tutt'altro che sprovveduto (e del resto, il fatto che nella prima storia in cui era apparso fosse sostanzialmente riuscito a mettere nel sacco Tex e Tiger vorrà pur significare qualcosa).

 

Certo: significa che la storia era stata scritta da Nolitta. :lol2: :lol2:

 

Simpatiche facezie a parte, concordo pienamente, tranne su un dettaglio: altro che da porre un gradino sotto i capolavori, questa storia è secondo me un capolavoro senza se e senza ma.

Dialoghi grandiosi, scene memorabili, risate copiose (Carson frate, la sua interpretazione migliore di sempre) e, al tempo stesso, dramma e serietà. Non solo una delle storie di Tex più belle, ma anche uno dei fumetti più belli che abbia mai letto.

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On 12/9/2018 at 18:42, virgin dice:

 

Certo: significa che la storia era stata scritta da Nolitta. :lol2: :lol2:

 

Simpatiche facezie a parte, concordo pienamente, tranne su un dettaglio: altro che da porre un gradino sotto i capolavori, questa storia è secondo me un capolavoro senza se e senza ma.

Dialoghi grandiosi, scene memorabili, risate copiose (Carson frate, la sua interpretazione migliore di sempre) e, al tempo stesso, dramma e serietà. Non solo una delle storie di Tex più belle, ma anche uno dei fumetti più belli che abbia mai letto.

 

Faccio mie le tue parole. Bellissime e del tutto veritiere!

  • +1 1

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E va be', Leo, tu hai avuto pure la fortuna di leggere questo albo come tua prima storia di Tex... devo aggiungere altro? Ti invidio, anche perché la mia prima storia di Tex fu il cartonato "Caccia all'uomo"... :D Solo un paio d'anni dopo, quando lessi il cartonato "La nave perduta", in me si accese l'amore per Tex. Poi trovai nella nostra casa in campagna una coppia vecchia, gualcita e senza copertina di "Giubbe rosse" e da lì non ho più smesso.

  • +1 1

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Sicuramente una bella storia, anche se un pò sopravvalutata. Il mistero delle morti all'interno della vecchia missione viene risolto troppo presto ed in modo banale, in compenso vi é uno stratosferico Carson che regge da solo metà della storia.

Dimenticavo: grandissimo Ticci!
Voto alla storia: 7,5
Voto ai disegni: 9

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