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      BUON NATALE   24/12/2017

      BUON NATALE e felici Festività a voi!
Pedro Galindez

[508/510] Il Mercante Francese

Voto alla storia  

24 voti

  1. 1. Voto alla storia

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Soggetto e sceneggiatura: C. Nizzi
Disegni: F. Fusco
Periodicità mensile: Febbraio 2003 - Aprile 2003
Inizia nel numero 508 e finisce nel numero 510

 

Pierre Charbonne è quel che non si esiterebbe a definire un mercante senza scrupoli. Alleatosi con i Piedi Neri, lo spregiudicato individuo è davvero pronto a tutto pur di ottenere il monopolio del commercio delle pellicce nella regione. Ma a dare una mano a chi, come l'onesto Jim Colter, non ha la minima intenzione di cedere alla violenza di Charbonne e dei suoi accoliti, intervengono il nostro Ranger e i suoi tre pards...

 

 


© Sergio Bonelli Editore

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Che dire di questa storia, con la quale sceneggiatore e disegnatore riprendono una ambientazione cara in particolar modo al secondo?A mio avviso, si potrebbe commentarla con una frase di Gianni Brera a proposito di una partita giocata dalla nazionale italiana di calcio in maniera non trascendentale, ma attenta e decorosa: "Nulla avviene di entusiasmante, ma nemmeno di tristo". In effetti la vicenda scorre senza problemi, ma presenta anche diversi particolari che appartengono alla sfera del deja - vu: in particolare Snake Bill, il pistolero al servizio del "mercante francese" Charbonne ( anche lui non caratterizzato in maniera eccessivamente incisiva ) è una copia sbiadita ( persino nell'abito che indossa!; la benda sull'occhio ci è però stata risparmiata.... ;);) ) del Lou Caudill de "I predatori del grande Nord, con l'aggiunta di un nome che è una semplice variante di quello di Shady Bill, il personaggio corrispondente nella storia di GLB "Trapper", che è il modello di questa ( anche nel presentare due gruppi di indiani, ciascuno a sostegno delle due parti in lotta ). Per contro Nizzi si è soffermato maggiormente di quanto faccia di solito sugli aspetti sentimentali della trama

l'amore tra il mercante di pelli "buono" Jim Colter e la sua sposa shoshone Shawea
, a mio giudizio in maniera felice, dato che il personaggio di Jim Colter ne guadagna in risalto fino a diventare quello più riuscito dell'intera storia. Altro aspetto a mio avviso positivo è il ruolo più attivo del consueto che l'intreccio consente a Tiger e Kit Willer, anche se in quest'ultimo caso Nizzi riesce a renderlo decisivo per quanto riguarda l'esito della storia in maniera piuttosto forzata
facendo sè che, pur essendo ferito, disobbedisca all'ordine del padre di non partecipare all'attacco al fortino di Charbonne, giungendo in tempo per impedire che Tex venga impallinato alle spalle da Snake Bill il quale, pur essendo insperatamente riuscito a scappare dal fortino come voleva, torna stranamente sui suoi passi per cercare di saldare il conto al nostro ranger; la cosa pare un antecedente dell'analogamente illogico comportamento di Pablo Carrizo nella recente storia dei Buffalo Soldiers
Come si è detto in precedenza, Fusco ama parecchio ambientazioni di questo genere e la cosa si riflette sulla sua prova che mi pare più che buona. In sintesi ( e IMHO ):soggetto 6,5sceneggiatura 7- disegni 8+

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Una classica storia alla Nizzi, con il classico prepotente di turno,Charboonne il mercante francese, che per avere il completo monopolio del commercio di pellicce non esita a compiere tramite i suoi uomini, sabotaggi ai danni di Jim Colter. Alla richiesta di aiuto del generale Jim Davis,Tex risponde con la squadra al completo. Una buona storia, forse con troppi dialoghi inutili che rendono la lettura leggermente pesante, ma a parte questo una discreta prova di Nizzi. I quattro pards sono in ottima forma, e sono costretti per ben due volte a compiere dei tuffi in acqua di una altezza considerevole. Tra i quattro, quello che spicca di piu' e' un Tiger in forma smagliante, che riesce a liberare Tex dagli indiani nemici. Ed e' un bel vedere ammirare le imprese del navajo, per troppo tempo tenuto in naftalina dallo stesso Nizzi. Simpatica la caratterizzazzione di Jim Colter, fisicamente somigliante a Buffalo Bill, sposato con un indiana, che trova subito la simpatia di Tex, che gli ricorda la sua situazione familiare. Un altro comprimario, a cui e' addirittura e' dedicato il titolo di un albo e' Snake Bill, che non fa altro che accumulare degli insuccessi dopo l'altro, e che si rivela un rivale non degno di Tex. Il finale e' forse un po' fiacco, con in nostri che non incontrano quasi nessuna resistenza. I disegni di Fusco sono ancora di buon livello, malgrado presentano i primi timidi segni di stanchezza.

Voto complessivo alla storia:7

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Bellissima storia a mio parere seppur, come già detto da Antony,Classica, ma rimane una storia degna di nota (IMHO)Interessante la figura di Colter sposato come Tex con un'indiana figlia del capo tribù. Forte la scena

del combattimento tra gli indiani per la liberazione di Tex, e con Colter che esce a fine combattimento con la giacca sporca di sangue
Finale senza grandi colpi di scena (tranne
quando Kit uccide Snake Bill proprio mentre quest'ultimo sta per uccidere il padre
) ma pur sempre un bel finale. In conclusione do come voto generale un 7/8, e un merito speciale a Fusco per gli ottimi disegni :)

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La figura di Jim Colter è chiaramente ispirata a quella del celebre trapper e scout Jim Bridger, che in uno dei suoi almeno 3 matrimoni con donne native, sposè la figlia del famoso capo Shoshone Washakie, Mary Washakie. Curiosamente, Bridger e Washakie erano più o meno coetanei e

contrariamente a quanto capita al povero Alce Zoppo
il capo Shoshone sopravvisse di vent'anni al genero.


Immagine postata

Jim Bridger

Immagine postata

Washakie, capo degli Shoshone.

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Sembra quasi che Nizzi abbia scritto questi tre albi appositamente per smentire i suoi detrattori, almeno per quel che riguarda la tanto contestata caratterizzazione dei quattro pards, che qui appaiono in gran spolvero-uno su tutti,Kit Willer, che diventa il protagonista del finale. Un'ottima storia, dunque, con alcuni momenti addirittura splendidi e una serie di comprimari sicuramente ben delineati dalla penna dello sceneggiatore. Uno dei personaggi migliori della storia è Colter. Non solo Nizzi lo caratterizza molto bene, restituendoci l'immagine di un uomo onesto e di ?ampie vedute?, ma soprattutto lo sceneggiatore sembra aver delineato il personaggio con l'intento di creare un doppio di Tex, uno che viva episodi di vita simili, e che faccia ricordare a Tex il suo passato, quasi a intervallare l'avventura con un minimo di malinconia. Da questo confronto, esce fuori quello che Tex, rispetto a Colter, ha perso e ha avuto:la moglie e il figlio. Qui abbiamo un Tex che mette un po' più in mostra la sua umanit?, che appoggia il braccio sulla spalla del figlio e dice:??. e oggi, oltre al ricordo di lei che porto sempre nel cuore, a rammentarmela ogni giorno c'è il figlio che mi ha lasciato?. L'umanit? del ranger ritorna anche nel finale, dove si comporta come un padre vero che rimprovera il figlio.?Non ho mai alzato la voce con te??, ecco che sappiamo qualcosa in più sul Tex padre. Per tornare a Colter, bisogna dire che il mercante è protagonista di una scena davvero bella quando, per vendicare gli Shoshone, si lascia prendere dall'istinto e dalla sete di sangue, ammazzando a più non posso. Nella seconda vignetta di pag.20 un Fusco straordinario ci mostra un uomo che sta ritornando in se stesso, sbigottito, quasi sorpreso di quello che è successo. A vedere i quattro pards di questa storia non si possono che trovare ridicole le accuse mosse a Nizzi rispetto alla caratterizzazione del quartetto. Lo sceneggiatore si dimostra molto bravo in quello che, rispetto ad altri sceneggiatori, ha avuto il torto di aver mostrato poco:i pards divisi. La divisione dei pards è secondo uno dei metodi migliori per farne venire alla luce l'autosufficienza , le caratteristiche individuali;e il fatto che Tex venga fatto prigioniero (e credo che questa volta non ci sia motivo di gridare al piccione) ha il merito di mettere in rilievo il terzetto dei pards. Tiger, innanzitutto, che come con Bonelli segue le tracce, si butta da solo sulla pista del nemico, pianifica il modo per liberare Tex. Un Tiger instancabile che non conosce riposo, che si accorge dei nemici perchè ha l'orecchio finissimo e si introduce nei campi nemici silenzioso e armato di coltello. Anche Carson fa la sua buona figura, senza fare niente di straordinario. Piuttosto è l'accoppiata Carson-Kit a essere sempre piacevole da guardare, mossa, questa volta, davvero abilmente. Quando con Tex fa bruciare il magazzino di Charbonne sembra di rivedere il simpatico filibustiere di ?Cheyennesè. Ma soprattutto è di kit che bisogna parlare!Mi chiedo:davvero Nizzi ha odiato Kit? Uno sceneggiatore che offre al figlio di Tex la ribalta nel finale, mostrandoci lo scavezzacollo bonelliano che agisce di testa sua, che rischia la vita per salvare il padre (cosa che succeder? anche nella storia successiva), che si dimostra risolutore, può davvero essere odiato da chi lo mette in scena?In ogni caso, l'ultima vignetta di pag.111 (omaggio a ?Black Baron°?) è un Capolavoro!Detto questo, bisogna aggiungere che l'azione non manca, i nostri per ben due volte si devono gettare da una rupe (e forse è questa ripetitivit? che si deve condannare), i nemici sono tosti e anche spietati al punto giusto. Insomma, non siamo al cospetto di un capolavoro, ma questa è sicuramente un ottima e divertente storia, che un 8 se lo prende tutto (e anche qualcosa in più, se ripenso al ?Tex umano? di cui parlavo). Fusco, a parte qualche indecisione, soprattutto nel rappresentare le facce dei cavalli che-forse è solo una mia impressione-mi sono sembrate spesso ?strane?, ha fatto il solito ottimo lavoro. D'altronde, per quel che riguarda ambientazioni nordiche, sarà difficile trovargli un degno sostituto!

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Storia veramente ben sceneggiata, degna di essere considerata tra le migliori dell'intera carriera texiana di Nizzi. L'antagonista di Tex e gli altri pard non è certamente al livello di, ad esempio, un Colonnello Oliveira o un Pedro Galindez, ma ciò permette all'intera vicenda di svilupparsi su binari differenti rispetto al solito: cito, in merito a ciò, la massiccia presenza dei Blackfoot, predominanti nella storia e, sicuramente, molto più pericolosi rispetto al capo Charbonne (la cui capacità di incutere timore agli avversari è sicuramente piuttosto bassa, sia per caratteristiche fisiche che di personale tattica operativa). Confesso la delusione provata nei confronti di Snake Bill (il cui nome viene addirittura usato come titolo per la seconda parte della "saga"), personaggio di poco conto nel computo complessivo e relegato ad una sorta di "segretario personale" di Charbonne. Molto bene tutti i Pards, con Carson e Kit Willer molto più attivi e "brillanti" del solito. Sui disegni: splendido come sempre, Fusco mi mancher? tantissimo su Tex; la sua presenza nella serie ha sempre rappresentato un punto di riferimento. Voto complessivo: 8

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Una storia che ricordo molto bene e con particolare affetto perchè fu una delle prime che acquistai agli inizi della mia passione per Tex. Ricordo piacevolmente di averla letta varie volte e infatti avendola ripresa in mano in questi giorni dopo anni me la ricordavo davvero davvero bene. Ricordo che ai tempi mi colp? molto la figura di Charbonne e di Snake Bill. Dopo una lettura recente mi rendo conto che la storia è buona seppur non sia un capolavoro e con ottimi disegni anche se preferisco il Fusco di qualche anno prima. Bello il finale con colpo di scena imprevisto. Sono convinto però che aveva maggiori potenzialità questa storia. Charbonne e Snake Bill si fanno catturare alla fine senza troppa resistenza. Voto 8 alla storiaVoto 8 ai disegni

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Qualche giorno fa ho finito di leggere La Maschera dell'Orrore, da cui ho tratto grande soddisfazione. Tanta azione, situazioni ben congegnate, paesaggi naturali mozzafiato, una girandola di personaggi riusciti (Gil Baron, l'agente indiano, lo stesso trippone Bennett). Di quest'ultima storia si possono dire più o meno le stesse cose, ma, nonostante tutto, la sua lettura mi ha lasciato più freddo. Quoto Paco per le sue parole su Colter e sull'umanit? di Tex, ma, a parte questi aspetti, ho la sensazione che qui gli autori fossero un po' appannati: i dialoghi non sono freschi come altre volte, la trama si dipana bene ma non entusiasma, probabilmente manca il carisma di un avversario vero, che certo non è rinvenibile nelle abbastanza opache figure di Chambronne e di Snake Bill. La stessa cosa posso dire sul capitolo disegni: il tratto di Fusco rivela abbastanza pesantemente, a mio parere, la stanchezza dell'autore, e proprio non posso fare a meno di fare un confronto (per la contiguit? temporale di cui parlavo prima) con La Maschera dell'Orrore, dove i paesaggi di Ortiz fanno sgranare gli occhi tanto sono belli. Sia chiaro, non sto facendo un confronto tra i due disegnatori, Fusco per me è un intoccabile, ma stavolta i suoi disegni, con ancora negli occhi le vignette dello spagnolo, mi sono parsi non entusiasmanti, sfilacciati, non all'altezza del nome dell'artista.

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Storia che inizialmente promette bene ma poi tradisce le promesse. Le prime tavole introducono temi che poi non saranno sviluppati:1) lo sconfinamento in Canada di cui tanto si parla alla fine non avviene2) Particolari metodi investigativi alla Tex Willer non vengono usati a parte l'incendio al magazzino. Anche l'assalto al forte è molto corretto.3) i battibecchi iniziali tra Tex e Carson si esauriscono in breve4) Tex non riesce a scoprire in 3 albi l'infiltrato al forte!!!5) non si parla più dei militari nonostante si fosse discusso del loro possibile ed essenziale contributoHo l'impressione che la storia sia stata scritta da mani diverse..

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Ho dato 7 a questa storia per tre motivi: ho avvertito una certa "stanchezza" nella trama, con alcuni scambi di battute tra i protagonisti che sembravano degli riempitivi ininfluenti però ai fini della storia. 

Snake Bill mi è sembrato un personaggio non dico marginale ma nemmeno così di rilievo, cosa che invece mi sarei aspettato prendendo in mano il secondo albo.

Volto Sfregiato: la sua remissività,il suo chiedere più volte perdono a Charbonne, cozzano con l'orgoglio e la decisione che un capo indiano dovrebbero avere.

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Ben scritta e sceneggiata questa storia di Nizzi, riletta recentemente. È un "classico" che chi ama Tex non può che leggere con piacere, con personaggi ben deliniati, con una trama sempre avvincente e anche ben disegnata da Fusco. Ho letto che qualcuno segnala incongruenze, ma la storia si sviluppa in maniera lineare e non mi piace, in generale, andare a sindacare sugli sviluppi della trama e dei personaggi, laddove siano comunque coerenti e plausibili... preferisco il piacere della lettura. Voto 9.

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Questa tripla è una classica storia di Nizzi, non al livello dei tempi d'oro ma comunque una lettura piacevole e divertente. Non è priva di difetti: a parte l'onnipresente origliata, ho percepito un po' di ripetitività (i nostri devono gettarsi per ben due volte da una rupe per sfuggire ai nemici, una soluzione che denota anche qui una certa povertà di idee dello sceneggiatore), e il solito eccesso di spiegazioni (ogni azione viene prima discussa, poi mostrata, a volte raccontata di nuovo, togliendo vivacità e suspence). Ma al di là di questo, la storia è sicuramente buona, merito forse anche del suo ampio respiro. Non mi soffermo ora sui dettagli della trama, mi limito a un apprezzamento per il personaggio di Colter, davvero ben riuscito, e a rimarcare l'ottima gestione dei pards da parte di Nizzi, in particolare Tiger, un aspetto su cui si sono sempre concentrate le critiche dei detrattori. Opinabile invece la scelta di dedicare il titolo di un albo a Snake Bill, nemico in fin dei conti non particolarmente memorabile. Fusco in netto calo.

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Storia discreta.  I disegni di Fusco sno come sempre magnifici, specie in queste ambientazioni nordiche, ha un segno molto caldo e gradevole. Per quanto riguarda la sceneggiatura il primo albo è  buono: c' è  molta azione e compare il bellissimo personaggio di Jim Colter, bello perché  è  un uomo onestissimo( che, quando verrà  successivamente sconvolto dal dolore  diventerà  violento) e pronto a schierarsi contro i pregiudizi della gente per la  sua moglie indiana. Anche nel primo  albo, però, ci sono dialoghi troppo prolissità, difetto principale della storia. Il secondo  albo è  allo stesso livello ( sia positivamente che negativamente) e richiama la storia di Bonelli" Trapper" con la guerra delle compagnie di pellice e Tex prigioniero degli indiani. Nel terzo albo la sua liberazione è  molto bella, ma il resto mi sembra un po' noioso poiché  si avverte una certa stanchezza da parte dell' autore, che si riscatta nel bellissimo finale  movimentato, in cui è  interessante soprattutto il rapporto Tex e Kit, un padre  coraggioso ma anche apprensivo  per suo figlio che invece è piuttosto   imprudente . Questo tipo di rapporto l' ho sempre apprezzato, perché  " umanizza" leggermente entrambi. 

Voto: 8

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