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TWF - Tex Willer Forum
Pedro Galindez

[265/268] L'ombra Di Mefisto

Voto alla storia  

24 voti

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La storia l'ho letta per la prima volta pochi giorni fa ed ero molto curioso perchè era una delle poche dell'accoppiata Mefisto-Yama che non avevo letto. Ha buoni spunti ed è tutto sommato interessante la prima parte della storia, quella ambientata a Tampa, mentre la seconda, quella in Messico, fa fatica a stare in piedi. C'è anche da dire che i disegni di Galep non sono più quelli di una volta.

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La storia l'ho letta per la prima volta pochi giorni fa ed ero molto curioso perchè era una delle poche dell'accoppiata Mefisto-Yama che non avevo letto. Ha buoni spunti ed è tutto sommato interessante la prima parte della storia, quella ambientata a Tampa, mentre la seconda, quella in Messico, fa fatica a stare in piedi. C'è anche da dire che i disegni di Galep non sono più quelli di una volta.

non sono d'accordo. I disegni per me sono molto buoni, maturi e precisi. La sequenza nel mondo sotterraneo fatto di pipistrelli e cascate, con Mefisto che parla a Yama è molto bello. E cosa dire della scena nell'oceano, con il veliero che ospita Tex e pards in balia delle onde? Stesso dicasi per le splendide scene di rissa coi neri del vudoo. Pure la brutta strega che gioca il malefico tiro a Tex è ben rappresentata nei lineamenti e un El Morisco così ben disegnato io non lo avevo mai visto. E poi in quel periodo sono uscite anche due altre storie scritte da Nolitta e splendidamente disegnate da un Galep molto maturo. MI riferisco a "Il Vendicatore Mascherato" e ala storia di "La Vendetta di Tiger Jack". Albi posteriori a questi ma disegnati in modo esemplare. Il declino purtroppo c'è stato nelle ultime due tre storie ma qui, sempre per me, Galep è ai massimi livelli.

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Condivido Ulzana: I disegni di Galep sono ancora buoni, i paesaggi e gli ambienti sono molto suggestivi. Per la prima volta è coinvolto direttamente El Morisco (se si esclude la previsione di Mefisto da parte di Tex ne "Il tesoro del tempio") nella lotta contro l'avversario (e suo filgio) più temibile di Tex. Importante notare che pure El Morisco ha ottime conoscenze di magia sebbene lui a differenza di Mefisto e Yama la usi per scopi benefici. In questa storia i rimandi col passato sono numerosi: in primis i Voodoo di Tampa (presenti in "Black Baron", "Il figlio di Mefisto"), i Figli del Sole (presenti in "El Morisco"), la citazione di Mefisto riguardo la sua seconda apparizione ("La gola della morte"), la ricostruzione della casa di El Morisco durante la vicenda con il sacerdote egiziano Rakos. I personaggi usati sono pure molti e molto differenti, secondo me lo scopo di tutto ciò era appunto di creare un episodio storico nella lotta fra Tex e Mefisto. A mio parere non è stato raggiunto in pieno: Yama ormai non è Mefisto, il Sacro Figlio del Fuoco è uno dei pochi avversarà che riesce a mettere in seria difficolt? Tex, vi ricordate in "La gola della morte" quanti Navajos sono morti e la furia/tristezza di Tex?

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Resto del mio parere che il peggioramento sia evidente. Il tratto non è più bello definito ma lascia trasparire molte incertezze e imprecisioni. Il peggioramento è ancora più evidente nella seconda parte della storia dove i disegni risultano particolarmente scarni e poveri. Comunque questa è solo la mia opinione che potete benissimo non condividere.

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Resto del mio parere che il peggioramento sia evidente. Il tratto non è più bello definito ma lascia trasparire molte incertezze e imprecisioni. Il peggioramento è ancora più evidente nella seconda parte della storia dove i disegni risultano particolarmente scarni e poveri. Comunque questa è solo la mia opinione che potete benissimo non condividere.

rispetto moltissimo la tua opinione però, caro Tigre Nera, davvero non vedo questo peggioramento di cui tu parli. E' vero, siamo di fronte alle ultime storie di Galleppini dopo anni e anni di avventure ma secondo me per vedere questo declino (dovuto purtroppo a una malattia che gli impediva di usare bene le mani) bisogna andare secondo me nelle ultime quattro storie, dove il tratto ha subito davvero delle pesanti ripercussioni in negativo. Quindi in questa avventura con Yama noto un tratto delizioso. Se magari fai qualche esempio per farmi capire dove vedi questa penuria di particolari... Dopo questa avventura, se controlli i disegni di "La vendetta di Tiger Jack", vedo invece un tratto maturo e ricco di particolari. I disegni delle scene di sparatoria con gli indiani, le foreste, il Tex con la barba o il volto fiero di Tiger al momento della sua vendetta, il ponte sospeso che crolla eccetera, sono elementi che dimostrano una maturit? di Galleppini. Quello che dici tu succede, a mio parere, con l'albo gigante numero tre, "Il Segno del Serpente" dove purtroppo il tratto ha subito un impoverimento (causa malattia) e i disegni sembrano meno definiti.

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L'ho riletta domenica. Storia che si legge ma con un p? di fatica. Ecco alcune considerazioni. I primi due albi mi sono piaciuti di più. Gli ultimi due mi sono sembrati molto stanchi, un p? scialbi. Secondo me non è improbabile che la prima parte fosse stata scritta (o quanto meno messa già a livello di soggetto) da GLB tempo prima quando era più in forma. Me lo fa pensare l'inizio in stretta continuit? con la fine dell'avventura di Tex e Yama con i Maya. La seconda parte mi è parsa molto scollegata dalla prima anche nelle piccole cose. Ad esempio nella prima parte Aryman viene presentato come un potente signore dei cerchi inferiori del regno oscuro. Un potente che si presta a dare il suo aiuto a Yama con l'intercessione di Mefisto. Insomma una figura di potere nel mondo occulto tanto che Yama gli dice "così farà o potente Aryman " (pag. 53 de L'ombra di Mefisto). Nella seconda parte Aryman diventa il luogotente di Yama, al punto che gli si rivolge dicendogli "salve padrone" (pag. 97 di Tex contro Yama) e svolge un ruolo da subordinato. I disegni, invece, mi sono piaciuti. In questo quoto Ulzana e Ely Parker. Come ho già detto in altri post la parabola discendente di Galep inizia più avanti e si manifesta sopratutto nel Texone del 1990 e nell'albo n. 400. Ma qu? Galep e ancora bravissimo . Forse non ai livelli della golden age texiana ma è cmq ancora superbo da ammirare. Infine lasciatemi fare una considerazione forse leggermete OT. Alcune scene con Carson protagonista. la prima a pag. 17 (albo La strega) a Carson saltano un p? i nervi per lo scherzo di Yama di parlare attraverso una candela accesa. Le altre riguardano l'uso della dinamite controla Black Queen e contro gli Atzechi. Carson sembra divertirsi come un ragazzino a sparare candelotti. Orbeme, se queste scene le avesse scritte l'ultimo Nizzi ho la sensazione che qlc, magari su altri siti, lo avrebbe massacrato dicendo che ha ridotto Carson al ruolo di macchietta. Invece le ha scritte GLB. Quindi? E' proprio vero che a volte ci si fissa su certi pregiudizi ed è altrettanto vero che Carson è un pard fantastico che si presta ad essere utilizzato in situazioni di tutti i tipi e con approcci diversissimi. Scusate l'OT.

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Infine lasciatemi fare una considerazione forse leggermete OT. Alcune scene con Carson protagonista. la prima a pag. 17 (albo La strega) a Carson saltano un p? i nervi per lo scherzo di Yama di parlare attraverso una candela accesa. Le altre riguardano l'uso della dinamite controla Black Queen e contro gli Atzechi. Carson sembra divertirsi come un ragazzino a sparare candelotti. Orbeme, se queste scene le avesse scritte l'ultimo Nizzi ho la sensazione che qlc, magari su altri siti, lo avrebbe massacrato dicendo che ha ridotto Carson al ruolo di macchietta. Invece le ha scritte GLB. Quindi? E' proprio vero che a volte ci si fissa su certi pregiudizi ed è altrettanto vero che Carson è un pard fantastico che si presta ad essere utilizzato in situazioni di tutti i tipi e con approcci diversissimi. Scusate l'OT.

Su questo aspetto concordo con te! Per alcune storie un p? improbabili Nizzi è stato attaccato e massacrato dalla critica mentre per dei passaggi a vuoto di altri sceneggiatori non è stata mossa la minima critica.

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Senza dubbio la peggiore storia degli scontri di Tex con Mefisto e Yama. La successiva storia di Nizzi, nonostante sia così criticata, recuperer? decisamente un po' di livello. Purtroppo la storia riesce a carburare un po' solo nella parte iniziale, che visto gli effetti finali

cioè la distruzione del Black Baron e della Black Queen, e di conseguenza la fine del Voodoo di Tampa
, poteva benissimo essere utilizzata come conclusione finale della saga di Yama. Purtroppo la storia si rovina nella parte degli Aztechi che, come detto da Tex, non valgono niente. La storia in questa parte è anche piuttosto noiosa e a volte non mi riesce neanche di rileggerla. Il povero Yama si dota sempre più di poteri ma il suo contrasto anche psicologico con Tex, non è niente rispetto a quello con Mefisto: quest'ultimo lo abbiamo visto diventare sempre più ossessionato e anche "traumatizzato" da Tex; la situazione riusciva a continuare ne "Il figlio di Mefisto" ma già dall'avventura successiva si notava questo calo che qui tocca il fondo. Non vedo come Boselli intenda recuperare Yama specialmente se accanto a Mefisto (un confronto tra i due sarebbe impietoso come si nota già qui). A mio parere la conclusione della storia di Yama l'ha scritta Nizzi e consiglierei di puntare su Mefisto e magari chiudere anche con lui. Al calo di Bonelli scrittore si associa anche il calo di Galep disegnatore, che si vede come fatichi nella stesura delle tavole. Non tolgo a niente a loro due, rimaranno sempre dei miti, anche se a questo punto avevano già abbandonato il picco.

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Non vedo come Boselli intenda recuperare Yama specialmente se accanto a Mefisto

neanch'io riesco ad immaginare come possa Boselli recuperare Yama :fumo: Mah, spero che mi stupisca, ma ho i miei dubbi...

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Episodio secondo me assai difficile da valutare, con una trama che regge nei primi due albi, ma dopo si fa sempre più esile. Per molti versi, si tratta di una sorta di congedo di Bonelli senior rispetto al "suo" mondo: Tampa, i grandi battelli-bisca, il voodoo, e poi il Messico del Morisco e delle antiche civilt? del periodo anteriore alla Conquista. Mi pare significativo, in questo senso, il passaggio in cui a Yama si dice che il suo proposito di servirsi dei figli del sole è destinato in ogni caso alla sconfitta. Se si sceglie di prescindere dall'"intreccio", i momenti degni di nota non mancano: mi limito a citare lo scontro - purtroppo non decisivo - fra Yama ed El Morisco (un cerchio che si chiude, dopo la scena dei funghi sacri nel n. 77?). C'è una piccola incongruenza, che mi ha sempre colpito: nella prima parte la storia sembra svolgersi immediatamente dopo i fatti dei nn. 162-163-164. Durante la sosta a casa del Morisco, invece, si dice che la casa di Pilares è stata ricostruita dopo essere stata devastata dal "selvaggio branco" di Rakos (228-229). Complessivamente buoni i disegni di Galep, anche se risulta evidente una sua maggiore stanchezza nella parte "messicana" della storia.

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Insisto sul fatto che in questi disegni di Galleppini siano ancora ai fasti di una carriera incredibile. John Walcott se hai la bontà di riguardarti due gemme scritte da Nolitta (e posteriori a questa storia di Mefisto) come "La Grande Minaccia" e "La Vendetta di Tiger Jack" si nota una stile immenso, ricco nei particolari e nei detagli, un west disegnato in un modo realistico con paesaggi degni di un pittore; per non parlare delle scene ricche di pathos nel cimitero della prima storia che ho citato, o la caduta del ponte nella sstoria della vendetta di Tiger: insomma se di parabola si deve parlare, di caduta ecco, io direi che Galleppini ha avuto qualche tentennamento nelle storie scritte da Nizzi per lui. Io noto una cura nei dettagli migliore che in altre storie più vecchie dello stesso Galep: una maturit?pienamente raggiunta se vogliamo dirla tutta, quel momento in cui un artista ?al meglio della sua carriera, un po' come Eduardo de Filippo quando decise di girare le sue commdie per la Rai, nel celeberrimo ciclo a colore (scusate questa divagazione teatrale ma era per capirci). Tornando alla storia di Mefisto, confesso che seppure essere stata quella più debole dell'intera saga-scontro fra il mago e il nostro ranger, le sono talmente legato che mi piace sempre un sacco, soprattutto la prima parte. Forse non originale, non esplosiva come "Il Figlio di Mefisto" ma con dialoghi e scene degne della tradizione texana. Mio padre l'adora, ad esempio. Il canto del cigno dell'ultimo periodo di Bonelli come sceneggiatore? Non saprei dirlo con certezza. Sta di fatto che c'è qualcosa di commovente nel modo di scrivere quelle storie, si nota un'anima, un cuore, una voglia di avventura... insomma, si parla dei pap? di Tex qui, pards, e della loro ultima storia con Mefisto e Yama!! Immensi! :generaleN:

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Insisto sul fatto che in questi disegni di Galleppini siano ancora ai fasti di una carriera incredibile. John Walcott se hai la bontà di riguardarti due gemme scritte da Nolitta (e posteriori a questa storia di Mefisto) come "La Grande Minaccia" e "La Vendetta di Tiger Jack" si nota una stile immenso, ricco nei particolari e nei detagli, un west disegnato in un modo realistico con paesaggi degni di un pittore; per non parlare delle scene ricche di pathos nel cimitero della prima storia che ho citato, o la caduta del ponte nella sstoria della vendetta di Tiger: insomma se di parabola si deve parlare, di caduta ecco, io direi che Galleppini ha avuto qualche tentennamento nelle storie scritte da Nizzi per lui. Io noto una cura nei dettagli migliore che in altre storie più vecchie dello stesso Galep: una maturit?pienamente raggiunta se vogliamo dirla tutta, quel momento in cui un artista ?al meglio della sua carriera, un po' come Eduardo de Filippo quando decise di girare le sue commdie per la Rai, nel celeberrimo ciclo a colore (scusate questa divagazione teatrale ma era per capirci).

L'ho riletta un altra volta in questi ultimi giorni perchè la ricordavo come una storia non eccezionale e volevo vedere se l'idea veniva confermata. Devo dire che un pochettino l'ho rivalutata. Non è una storia così pessima soprattutto nella prima parte (quella svolta a Tampa) pur non toccando le vette di altre storie con Yama-Mefisto. Ho avuto modo anche di osservare con attenzione la qualità dei disegni di Galep: parte bene pur non essendo al massimo poi dalla scena dell'attacco alla Black Queen fino alle ultime 80-100 pagine di storia si può notare un calo piuttosto evidente. Torna poi su buoni livelli appena dopo l'inizio dell'ultimo albo. Concordo con Ulzana nel dire che il vero e proprio calo, quello più evidente, inizia con le storie di Nizzi a partire da "Gli strangolatori".

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Insisto sul fatto che in questi disegni di Galleppini siano ancora ai fasti di una carriera incredibile. John Walcott se hai la bontà di riguardarti due gemme scritte da Nolitta (e posteriori a questa storia di Mefisto) come "La Grande Minaccia" e "La Vendetta di Tiger Jack" si nota una stile immenso, ricco nei particolari e nei detagli, un west disegnato in un modo realistico con paesaggi degni di un pittore; per non parlare delle scene ricche di pathos nel cimitero della prima storia che ho citato, o la caduta del ponte nella sstoria della vendetta di Tiger: insomma se di parabola si deve parlare, di caduta ecco, io direi che Galleppini ha avuto qualche tentennamento nelle storie scritte da Nizzi per lui. Io noto una cura nei dettagli migliore che in altre storie più vecchie dello stesso Galep: una maturit?pienamente raggiunta se vogliamo dirla tutta, quel momento in cui un artista ?al meglio della sua carriera, un po' come Eduardo de Filippo quando decise di girare le sue commdie per la Rai, nel celeberrimo ciclo a colore (scusate questa divagazione teatrale ma era per capirci).

Ho rivisto tutte le storie che hai citato: concordo che Galep da ancora delle prove da vedere e da apprezzare ma ritengo comunque che non era proprio nel suo periodo migliore. Intendo in tutte queste storie appaiono diverse incertezze anche se i disegni sono ancora di livello buono. Nella storia "Il ritorno di Yama" Galep utilizza anche l' uno stile attento ai dettagli ma a mio parere più efficace senza sbavature. Oppure ancora in "El Muerto" adoro i disegni che ci mette, con quel suo gioco di luci e ombre, con l'intensit? che metteva nelle diverse vignette, specialmente nella scena finale nel cimitero. In queste prove più recenti non avverto la stessa grande intensit? anche se come dici tu non mancano i momenti di gloria. In ogni caso però io do più importanza ai testi che ai disegni quando leggo; di conseguenza la prova di Galep, buona o no, non basta ad alzare la mia opinione su questa storia che io ritengo sempre da una seconda parte decisamente scialba e noiosa nonostante qualche brillantezza nella prima parte.

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Suppongo che per gli appassionati dei primi anni ’80 la notizia di un grande ritorno di Yama, dopo un decennio circa di assenza sulla saga, avrà suscitato grande curiosità e impazienza. In effetti Bonelli per l’occasione, decise di imbastire una storia di grande respiro, che nel suo intento avrebbe dovuto assumere le sembianze di un grande kolossal della serie del ranger. Purtroppo come recita un vecchio detto: la via dell’inferno è lastricata di buone intenzioni; l’esito finale infatti non collima del tutto con l’ambizioso progetto dello sceneggiatore. A dire il vero l’inizio è promettente: molto originale la trovata del salvataggio di Yama nelle caverne del fiume sotterraneo, con l’aiuto di un folto stormo di pipistrelli; così come risulta abbastanza piacevole tutta la prima parte ambientata a Tampa con i seguaci del voodoo in prima linea. Bonelli imbecca un’altra bella idea con le scene della strega che sottopone il nostro eroe a supplizi di magia nera mediante un wanga e tutto sommato, sebbene superflua, si fa leggere pure la sequenza dell’affondamento del “Black Queen”. Unico neo (o vantaggio!) della prima sessione, la scarsa presenza del maggiore antagonista, che delega gli alleati di colore a fronteggiare i suoi odiati nemici. L’apparizione del Morisco è breve, ma si fa ricordare grazie alla splendida sequenza del duello a distanza a colpi di magia con Yama, ma l’episodio praticamente finisce qui. Il proseguo che vede i nostri pards inoltrarsi nella terra degli Aztechi, scelti da Yama per alleati finali del suo farraginoso piano, ha lo stesso effetto di un tampone di cloroformio. La sceneggiatura diventa lenta e prevedibile, le pagine si riempiono di dialoghi verbosi e ripetitivi; Yama conclude il suo processo d’involuzione rivelandosi un avversario isterico e poco lucido che sbaglia tutte le scelte. Anche i famigerati “Figli del sole” finiscono solo col fare il solletico ai nostri, che si possono perfino permettere il lusso di sparare senza uccidere. Morale della favola: la voglia di strafare di Bonelli, ha finito col fargli sciupare una buona occasione. Senza la seconda parte e strutturando meglio il duello a Tampa, l’episodio forse avrebbe convinto di più. Così delude abbastanza, visto che anche il coinvolgimento dei seguaci voodoo suona come una forzatura, se il piano finale era quello di finire i nemici in terra messicana. Grottesca anche la scelta dell’alleato alato di Yama, richiamato con la formuletta “Hary Hary Arymar” che pare un insulso coretto da stadio, per non tacere della calotta indossata dal diabolico villain, che sembra essere uscita da un film spaziale di serie B. Ciò che comunque appare chiaro nell’idea dello sceneggiatore, è  mettere in evidenza i limiti caratteriali del figlio di Mefisto, ma così facendo il giovane stregone, che aveva impressionato nella sua prima uscita nella serie (autentico capolavoro), diviene una macchietta incapace di mettere in difficoltà Tex e co. Anche gli amuleti in forma di anello forniti da Morisco (espediente narrativo ripetitivo), provano quanto il brujo egiziano sia all’altezza del famigerato antagonista, se non superiore. Tutto ciò descritto, influisce molto nella mia valutazione finale e nemmeno i disegni possenti di Galep, che se la cava abbastanza bene per la lunga distanza (tranne un fisiologico calo finale), contribuiscono a dare più della sufficienza piena a questa storia. In fin dei conti sembra un “greatest hits” di scene già viste in precedenti uscite, unite alla bene o meglio senza un convincente filo narrativo, che si perde poi in un finale sciatto e molto noioso. Il mio voto finale è 6

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On 16/8/2010 at 05:38, paco ordonez dice:

MA TEX WILLER E' PIU' FORTE DEL VODOO!")! 

Mamma  bellissima quella scena  in cui elenca tutti quelli del voodo che hanno  provato a farlo fuori.  E quella frase così  spavalda: MAGNIFICA!:clapping:

Non condivido i pareri negativi su questa  storia: i disegni di Galep sono  molto buoni, e la storia è  quasi  certamente  la migliore  di Bonelli post 250. La prima  parte è semplicemente  splendida  con le visioni sulla nave  in tempesta  , gli scontri a Tampa, il furto dei capelli, ( bellissimoquabdo non capiscono  cosa abbiano  loro rubato), la strega,  il Wanga usato contro Tex       ( mamma che scena mitica quando ha le fitte) , il raduno dei  forzuti, la distruzione  del Black Baron e della nave, il personaggio di Aryman, lo scontro tra Yama e El Morisco. La parte con gli aztechi è un po'   noiosa, ma Bonelli  in quel periodo  ha scritto  cose che lo sono molto di più. Ottimo il finale, con Yama che perde i suoi poteri. Insomma, io la giudico un ottima  storia, e non capisco tutte le critiche, che fa perfino Carlo che é  in grande fan di Bonelli  e dice che questa è  l'unica storia di Bonelli  che non gli è  piaciuta. :blink:E allora cosa  dovresti dire del " Medaglione  Spagnolo?" :azz:

Modificato da Grande Tex

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La peggior storia con Mefisto/Yama.Non basta El Morisco a salvare la frittata,a parer mio...

Troppo lunga la storia, noiosissima la parte degli Aztechi.Gli unici punti simpatici sono lo scontro a Tampa sulla Black Queen e contro i negri del wodoo, e il maleficio della strega Louise col Wanga.un po' ingenuo da parte di Glb mostrare Tiger che conosce il modo di neutralizzare un wanga!

Per il resto,nulla di memorabile.Premesso che da sempre non sono un fan del duo Mefisto/Yama...

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