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Pedro Galindez

[283/285] Il Carro Di Fuoco

Voto alla storia  

17 voti

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Soggetto e sceneggiatura : G. L. Bonelli
Disegni: Giovanni Ticci
Periodicità mensile: Maggio 1984 - Luglio 1984
Inizia nel numero 283 a pag. 48 e finisce nel numero 285 a pag. 23



Gli Apaches stanno per essere deportati in Florida su un convoglio militare: Tex e Carson si accordano con Geronimo e Ulzana per bloccare il treno della vergogna. Di notte, sganciati dalla locomotiva i vagoni con gli Apaches prigionieri, Tex e Carson accendono fuochi e bersagliano di piombo la scorta militare, facendo credere ai soldati di essere circondati da una torma di furiosi guerrieri giunti a liberare i fratelli! I pellerossa di Geronimo arrivano all'alba a dar man forte ai pards e i prigionieri si danno alla fuga, ma alcuni Apaches per riunirsi ai loro vecchi, alle loro donne e ai loro bambini è sfuggiti ai rastrellamenti dei soldati blu è devono prima sconfiggere i terribili bandoleros, sanguinari cacciatori di scalpi. Tex e Carson, superate le rapide del Rio Janos, affidano le famiglie degli Apaches ai frati della missione di Ascension.
 

 

 

© Sergio Bonelli Editore

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Questa storia è accomunabile a diverse altre della tarda produzione di GLB per il fatto che si svolge, per così dire, in tono minore e in maniera alquanto crepuscolare, cosa che le impedisce di essere un capolavoro assoluto, ma le conferisce anche un certo fascino: Tex e Carson infatti

riescono a fare evadere gli Apache dal treno che li sta portando in Florida, ma devono agire di soppiatto ( usando tattiche molto simili a quelle impiegate per distruggere il paese di Santa Rita in "Segnali di fumo") per evitare grane col governo per sè e magari pure per i Navajos; anche il loro incontro con Geronimo e Ulzana, pur tra grandi professioni di ammirazione e amicizia da ambo le parti, finisce con Tex tristemente convinto che alla fine gli Apache saranno sconfitti
Anche la parte finale della storia, con lo scontro coi bandoleros ed il trasporto degli Apache di Juarez in Messico alla missione di Ascensi?n, somiglia tanto a un "premio di consolazione" per i due pards, o alle operazioni di salvataggio dopo un naufragio ( Juarez e i suoi si salvano, ma gli altri Apache?). I disegni di Ticci, nel pieno della sua maturit?, sono eccellenti e rappresentano uno dei punti di forza della storia. In sintesi ( e IMHO ):soggetto 7 +sceneggiatura 7 - ( è in questa storia che si verifica la famosa svista del capo Apache Delgadito presentato a Tex per due volte nel giro di poche pagine )disegni 9

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Guest Wasted Years

Storia in due parti, con la prima in cui i Pard giocano d'astuzia un bel tiro alle giacche azzurre, risolvendo brillantemente un problema in mezzo ad un mare di problemi, anzi ad un movimento delle masse marine, salvando alcuni individui ma non potendo far nulla per gli altri tanti indiani coinvolti. Brillanti, geniali e pronti ma semplici titani di fronte alla maledizione divina: Tex e Carson stranamente Nolittiani, vincenti ma sconfitti dalla loro società. La seconda parte serve IMHO da sfogo per l'azione pura, non per la pura e semplice strategia per quanto brillante, ed è condivisibile Pedro quando dice che sembra un salvataggio di naufraghi. Storia molto triste pur nella bellezza di testi e disegni.

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(Wasted Years@ 1 maggio 2009 ore 15:56 )

Brillanti, geniali e pronti ma semplici titani di fronte alla maledizione divina: Tex e Carson stranamente Nolittiani, vincenti ma sconfitti dalla loro società.

Anche se l'influenza nolittiana non può essere esclusa completamente ( "Il carro di fuoco è stato dopotutto pubblicato nel periodo in cui Sergio Bonelli si è più impegnato nello sceneggiare storie texiane ) IMHO si tratta soprattutto dei problemi che il nostro ranger ha di regola nel confrontarsi con la Storia con la S maiuscola, nella quale di solito o il suo ruolo è superfluo ( cfr. "Morte nella neve", in cui Tex e Carson sono inseriti nella storia del Wild Bunch in maniera palesemente forzata ) oppure il suo intervento è destinato ad un esito infausto ( cfr. "Tra due bandiere", in cui Tex deve assistere alla morte del suo amico Rod e agli orrori della Guerra di Secessione, e "Apache Kid", in cui non può evitare l'ingiusta condanna dello scout Apache ). Resta comunque significativo il fatto che GLB abbia voluto affrontare un argomento del genere, cosa che IMHO ci riporta all'atmosfera amara tipica di buona parte della sua produzione più tarda ( cfr. anche "Un mondo perduto", "Luna Comanche" ).

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Questa ?, secondo me, se non un Capolavoro, una grandissima storia, appassionante dalla prima all'ultima pagina!Proprio in questi giorni stiamo parlando dei modi in cui la causa indiana è affrontata da Tex:indubbiamente, insieme a "Sangue Navajo" o a "Vendetta indiana", anche questa storia è paradigmatica dell'atteggiamento di fondo di Tex verso tale questione. Non so se i fatti che qui racconta Bonelli abbiano un riferimento storico preciso;sta di fatto che poche volte come in questi albi ci vengono mostrate delle giacche azzurre tanto bastarde. Infatti in "Vendetta indiana", ad esempio, il vero bastardo è il colonnello, mentre i marmittoni hanno il solo torto di essere a lui sottoposti, e di non poter quindi disattenderne gli ordini. Invece ne "Il carro di fuoco", se anche il discorso potrebbe essere analogo, tutti i soldati trattano gli apache con disprezzo e odio, considerandoli alla stregua di bestie da poter rinchiudere senza problemi nei carri bestiame:sono dunque tutti allo stesso modo razzisti, tutti bastardi allo stesso modo. Bonelli divide la storia in due parti, strettamente legate l'una all'altra;questo legame, forse non facilmente identificabile, si riscontra in quello che è (secondo me) uno degli intenti di Bonelli:realizzare un'affresco realistico delle quasi impossibili condizioni di vita degli Apache, uno dei popoli che più ha dato filo da torcere ai bianchi, e che dunque per questo motivo è stato uno dei più odiati e combattuti. Quindi ecco i nostri a vedersela contro i bandoleros, gli spietati cacciatori di scalpi. Bonelli ci mostra la difficolt? di difendere un villaggio apache, l'impossibilità per loro di avere una vita del tutto serena;Bonelli ci mostra che quello per gli apache è un'odio diffuso e una paura irrazionale, tanto che i messicani che abitano nel villaggio sul fiume non esitano un'attimo a prendere i fucili. E la storia in sè è secondo me perfetta, appassionante fino alla fine:Tex e Carson sono semplicemente grandiosi, e se pur sono impegnati in un solo scontro mortale, giganteggiano per abilità e strategia;mi è piaciuto anche il fatto che i due pards si trovano immischiati nella faccenda per puro caso:i due non hanno avuto il minimo dubbio a lasciar perdere i propri affari per soccombere i deboli(e c'era da dubitarne?). Tante le scene bellissime, che si susseguono incollando il lettore alla pagina-non solo quelle d'azione, ma anche quelle parlate:bellissimo il saluto tra Tex e Geronimo, con quella vignetta stupenda di Ticci da immortalare sui manifesti!E dunque veniamo a Ticci, che in questa storia è semplicemente maestoso!Bonelli infatti confeziona una trama che vede una enorme quantit? di scenari che, seppur in certo qual modo simili, sono tuttavia molto diversi:e Ticci si esalta, passando in maniera eccezzionale dai deserti alle mese, dalle boscaglie ai fiumi in piena... davvero,Ticci è un disegnatore straordinario, motivo di vanto e orgoglio per tutti noi texiani!E i suoi Tex e Carson(e che lo dico a fare?) sono splendidi:non solo per quel che riguarda i volti, ma anche per quanto riguarda i loro atteggiamenti e le loro azioni, anche quelle più insignificanti, come prenedere la sigaretta in una vignetta e accenderla in quella successiva:Ticci, i suoi personaggi, li fa recitare meglio di un regista!Quindi, non so se posso usare per questa storia il termine "Capolavoro", ma indubbiamente dico che questa è una grandissima storia, da leggere assolutamente!Bonelli(e anche qui:che lo dico a fare?)? stato davvero un Grande, per certi versi il più Grande di tutti!!Se devo dare un voto dico:9,5...

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Una storia divisa in due parti, decisamente la prima è quella che mi ha sempre attirato di più a livello di trama. A parte il grave errore non rivisto nella versione originale: Tex incontra Ulzana una prima volta, poi la seconda volta Geronimo rif? le presentazioni come se non si fossero proprio mai visti!!Questo errore è dovuto probabilmente al fatto che GLB lavorava su più storie contemporaneamente e forse quando riprendeva in mano quella interrotta, andava a memoria e non ricontrollava questi particolari. A parte questo, il lettore assiste all'ennesima sconfitta delle giacche azzure da parte di Tex, che riesce a liberare gli Apaches deportati dal treno con una scena indimenticabile, conun trucco classico ma sempre di buon effetto!Come sempre riesce nel suo intento di evitare un inutile spargimento di sangue, anche se come già detto e come ci ricordano i due pards, la loro è una vittoria temporanea dato che la vera Storia ormai stava già compiendo i suoi tragici passi. Il secondo tempo di questa storia vede Tex e Carson partire per salvare le famiglie degli indiani deportati, isolate nella vallata e continuamente minacciate dalla presenza di pericolosi bandidos!Molto belle in questa parte le feroci battaglie con i messicani. Anche se sono state distrutte tutte le bande che scorrazzavano liberamente nel territorio, i nostri decidono che sia meglio trasferire gli indiani nella missione religiosa. In definitiva GLB è riuscito ancora una volta a tirar fuori una storia di buon livello, seppur con qualche lieve crepa a livello di sceneggiatura. I disegni di Ticci riescono comuinque ad innalzare il livello generale, infatti sono come sempre stupendi!! :D:inch: Voto: 7 :trapper:

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GLB si deve barcamenare fra la necessit? di dovre presentare i due pard comunque vincenti è il dovere di non creare un falso storico e lo fa in maniera soddisfacente. Il racconto non eccelle in maniera particolare ma rimane su buoni livelli. Voto 8.

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Tra l'altro, nessuna delle due copertine c'entra con la storia: non c'è nessun indiano morto, n° tantomeno Tex si scontra con qualcuno di essi (visto che sono alleati). Poi, anche le montagne viola de "Il carro di fuoco" sono piuttosto... anomale haha. Ma Galep è grande anche per essere "originale", a volte...

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Una buona storia di passaggio direi.... non ce li vedo questi indiani a convivere coi pacifici frati ma comunque sia si legge tutto in maniera gradevole, le rapide alla fine non sembrano poi cosi' insidiose, ma tutto finisce per il meglio, sempre belle le tavole di Ticci!!!

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Dimostrazione che GLB, nonostante la stanchezza, avesse ancora qualcosa nel repertorio.
La storia non è un capolavoro ma è comunque di buon livello, se non ottimo. L'incontro e l'allenza tra Aquila della Notte e Geronimo, li considero come uno dei momenti più rappresentativi per Tex, nella sua lunga storia di difensore di quelli che subiscono ingiustizie (magari in seguito posto la vignetta).

Una nota: la copertina del numero "Il carro di fuoco" riprende il particolare dell'indiano morto dal n° 212 "Trafficanti d'armi; guardateli, sono identici!

Sui particolari di questa storia, si è già detto molto; vorrei aggiungere anche quella triste constatazione di Tex sulla triste futura sorte di Geronimo, destinato prima o poi alla sconfitta ("Gente che meritava una sorte migliore, accidenti!)

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Questa storia si può suddividere in due parti: la prima durante la quale Tex e Carson liberano con l'aiuto di Geronimo e Ulzana e la seconda nella quale i pards aiutano la fuga degli indiani dalla valle per sfuggire ai bandoleros. Le due parti sembrano tra loro quasi scollegate e senza relazioni ripercorrendo la stessa costruzione della trama presente in un altra storia del tardo Glb ossia "Uno sporco imbroglio". A mio avviso la prima parte dispone di un soggetto molto ma davvero molto ricco di potenzialità per la realizzazione di una trama complessa e lunga, e lo trovo piuttosto sprecato per questa storia. Inoltre anche la figura di Geronimo è poco sfruttata infatti, anche nell'albo che porta come titolo il nome del famoso capo indiano, la sua figura viene poco utilizzata e a circa metà albo sparisce definitivamente. Peccato perchè ritengo la storia un opportunità mancata. Nella seconda parte invece la storia cala di tono e i pards si imbarcano in una difesa, quasi inutile, degli apache che da soli riescono a mettere fuori gioco una dozzina di bandoleros tutt'altro che pericolosi. L'unico motivo che spinge i pards a continuare nella loro impresa per favorire la fuga degli apache è il pericolo delle deportazione in Florida. Inoltre si sarebbe potuto almeno spiegare in qualche pagina come finisce la faccenda della deportazione degli indiani. Disegni: Ticci è come sempre eccezionale, anche se volendo andare a trovare il pelo nell'uovo l'ho trovato meglio in altre avventure. Trama 6,5Disegni 8,5Soggetto 8 (per la prima parte) / 6,5 (per la seconda parte)

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Di questa storia ricordo con chiarezza le bellissime immagini degli Apaches sul treno disegnate da Ticci, il razzismo che pervade la vicenda, l''incontro di Tex con Geronimo e Ulzana e la fuga degli indiani dal treno con il contributo determinante di un maestoso Tex... poi il buio. La seconda parte è sparita dalla mia mente ( eppure sono sicuro al 100% di avere letto l'intera storia per due volte).. però una cosa è rimasta: un forte senso di delusione perchè la seconda parte non manteneva le eccellenti premesse della prima. Ecco perchè non rilegger? questa storia... meglio conservarne buoni ricordi e lasciare nel dimenticatoio il resto ( anche perchè cosi il voto è più alto):Soggetto: 8Sceneggiatura 7Disegni: 9Voto globale alla storia: 8

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On 2/2/2010 at 07:18, paco ordonez dice:

Questa ?, secondo me, se non un Capolavoro, una grandissima storia, appassionante dalla prima all'ultima pagina!Proprio in questi giorni stiamo parlando dei modi in cui la causa indiana è affrontata da Tex:indubbiamente, insieme a "Sangue Navajo" o a "Vendetta indiana", anche questa storia è paradigmatica dell'atteggiamento di fondo di Tex verso tale questione. Non so se i fatti che qui racconta Bonelli abbiano un riferimento storico preciso;sta di fatto che poche volte come in questi albi ci vengono mostrate delle giacche azzurre tanto bastarde. Infatti in "Vendetta indiana", ad esempio, il vero bastardo è il colonnello, mentre i marmittoni hanno il solo torto di essere a lui sottoposti, e di non poter quindi disattenderne gli ordini. Invece ne "Il carro di fuoco", se anche il discorso potrebbe essere analogo, tutti i soldati trattano gli apache con disprezzo e odio, considerandoli alla stregua di bestie da poter rinchiudere senza problemi nei carri bestiame:sono dunque tutti allo stesso modo razzisti, tutti bastardi allo stesso modo. Bonelli divide la storia in due parti, strettamente legate l'una all'altra;questo legame, forse non facilmente identificabile, si riscontra in quello che è (secondo me) uno degli intenti di Bonelli:realizzare un'affresco realistico delle quasi impossibili condizioni di vita degli Apache, uno dei popoli che più ha dato filo da torcere ai bianchi, e che dunque per questo motivo è stato uno dei più odiati e combattuti. Quindi ecco i nostri a vedersela contro i bandoleros, gli spietati cacciatori di scalpi. Bonelli ci mostra la difficolt? di difendere un villaggio apache, l'impossibilità per loro di avere una vita del tutto serena;Bonelli ci mostra che quello per gli apache è un'odio diffuso e una paura irrazionale, tanto che i messicani che abitano nel villaggio sul fiume non esitano un'attimo a prendere i fucili. E la storia in sè è secondo me perfetta, appassionante fino alla fine:Tex e Carson sono semplicemente grandiosi, e se pur sono impegnati in un solo scontro mortale, giganteggiano per abilità e strategia;mi è piaciuto anche il fatto che i due pards si trovano immischiati nella faccenda per puro caso:i due non hanno avuto il minimo dubbio a lasciar perdere i propri affari per soccombere i deboli(e c'era da dubitarne?). Tante le scene bellissime, che si susseguono incollando il lettore alla pagina-non solo quelle d'azione, ma anche quelle parlate:bellissimo il saluto tra Tex e Geronimo, con quella vignetta stupenda di Ticci da immortalare sui manifesti!E dunque veniamo a Ticci, che in questa storia è semplicemente maestoso!Bonelli infatti confeziona una trama che vede una enorme quantit? di scenari che, seppur in certo qual modo simili, sono tuttavia molto diversi:e Ticci si esalta, passando in maniera eccezzionale dai deserti alle mese, dalle boscaglie ai fiumi in piena... davvero,Ticci è un disegnatore straordinario, motivo di vanto e orgoglio per tutti noi texiani!E i suoi Tex e Carson(e che lo dico a fare?) sono splendidi:non solo per quel che riguarda i volti, ma anche per quanto riguarda i loro atteggiamenti e le loro azioni, anche quelle più insignificanti, come prenedere la sigaretta in una vignetta e accenderla in quella successiva:Ticci, i suoi personaggi, li fa recitare meglio di un regista!Quindi, non so se posso usare per questa storia il termine "Capolavoro", ma indubbiamente dico che questa è una grandissima storia, da leggere assolutamente!Bonelli(e anche qui:che lo dico a fare?)? stato davvero un Grande, per certi versi il più Grande di tutti!!Se devo dare un voto dico:9,5...

Sono perfettamente d 'accordo...Le giacche azzurre in questo albo sono dipinte in maniera reale, come sadici e boriosi individui (d'altronde, non diceva il generale Sheridan, comandante della cavalleria USA, che l'unico indiano buono è l'indiano morto?).

Storia fantastica, struggente l'incontro tra Tex e Geronimo ("gente che meritava un futuro migliore" dice Carson sui ribelli) con Tex che sa già per certo che Goyakla e i suoi Bravos perderanno la guerra  con l'esercito.Alla fine, ma la mia è solo una considerazione personale,penso che Tex stimi Geronimo ma lo ritenga ormai "bruciato" e impossibile a far tornare sulla retta via,accettando la pace con i bianchi così come ha fatto invece Cochise. In "fiamme sull'arizona" Tex critica sia Delgado sia Geronimo per la loro riluttanza ad accettare la pace con il Generale Crook, rammentando che questa loro ostinazione porterà ulteriori lutti alle altre tribù Apache. Purtroppo il personaggio di Geronimo non è più stato ripresentato in altre storie di Tex.

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On 27/3/2013 at 11:10, la tigre nera dice:

Questa storia si può suddividere in due parti: la prima durante la quale Tex e Carson liberano con l'aiuto di Geronimo e Ulzana e la seconda nella quale i pards aiutano la fuga degli indiani dalla valle per sfuggire ai bandoleros. Le due parti sembrano tra loro quasi scollegate e senza relazioni ripercorrendo la stessa costruzione della trama presente in un altra storia del tardo Glb ossia "Uno sporco imbroglio". A mio avviso la prima parte dispone di un soggetto molto ma davvero molto ricco di potenzialità per la realizzazione di una trama complessa e lunga, e lo trovo piuttosto sprecato per questa storia. Inoltre anche la figura di Geronimo è poco sfruttata infatti, anche nell'albo che porta come titolo il nome del famoso capo indiano, la sua figura viene poco utilizzata e a circa metà albo sparisce definitivamente. Peccato perchè ritengo la storia un opportunità mancata. Nella seconda parte invece la storia cala di tono e i pards si imbarcano in una difesa, quasi inutile, degli apache che da soli riescono a mettere fuori gioco una dozzina di bandoleros tutt'altro che pericolosi. L'unico motivo che spinge i pards a continuare nella loro impresa per favorire la fuga degli apache è il pericolo delle deportazione in Florida. Inoltre si sarebbe potuto almeno spiegare in qualche pagina come finisce la faccenda della deportazione degli indiani. Disegni: Ticci è come sempre eccezionale, anche se volendo andare a trovare il pelo nell'uovo l'ho trovato meglio in altre avventure. Trama 6,5Disegni 8,5Soggetto 8 (per la prima parte) / 6,5 (per la seconda parte)

La seconda parte è praticamente una storia a se...mi sono sempre chiesto come mai i soldati catturano obok e non Juarez e gli Apache che abitano li vicino...Ticci immenso,disegni perfetti

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